mercoledì 12 agosto 2026

Terra della confusione: il Grande Reset in movimento

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La traduzione in italiano dell'opera scritta da Wendy McElroy esplora Bitcoin a 360°, un compendio della sua storia fino ad adesso e la direzione che molto probabilmente prenderà la sua evoluzione nel futuro prossimo. Si parte dalla teoria, soprattutto quella libertaria e Austriaca, e si sonda come essa interagisce con la realtà. Niente utopie, solo la logica esposizione di una tecnologia che si sviluppa insieme alle azioni degli esseri umani. Per questo motivo vengono inserite nell'analisi diversi punti di vista: sociologico, economico, giudiziario, filosofico, politico, psicologico e altri. Una visione e trattazione di Bitcoin come non l'avete mai vista finora, per un asset che non solo promette di rinnovare l'ambito monetario ma che, soprattutto, apre alla possibilità concreta di avere, per la prima volta nella storia umana, una società profondamente e completamente modificabile dal basso verso l'alto.

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di Colin Todhunter

(Versione audio della traduzione disponibile qui: https://open.substack.com/pub/fsimoncelli/p/terra-della-confusione-il-grande)

Le crisi mondiali a cui abbiamo assistito negli ultimi anni vengono spesso presentate come una sequenza caotica di eventi: una “pandemia”, l'inflazione, la carenza di energia e la guerra.

Non c'è da stupirsi se la maggior parte delle persone sia confusa. Tuttavia, un'analisi strutturale rivela una demolizione controllata e deliberata del contratto sociale del XX secolo.

Stiamo assistendo a una transizione da un modello capitalistico produttivo, che richiedeva una forza lavoro di massa numerosa e in salute, a quello che Yanis Varoufakis definisce un ordine tecnofeudale.

Il motore di questa transizione è stata una disperata strategia di stabilizzazione finanziaria attuata sfruttando un evento di salute pubblica. Come evidenziato dal professor Fabio Vighi, il sistema finanziario mondiale ha raggiunto un punto di instabilità terminale alla fine del 2019, come dimostrato dal crollo del mercato repo statunitense (dove le banche si prestano denaro a vicenda).

Congelando l'economia reale attraverso i lockdown, le banche centrali hanno effettuato massicce iniezioni di liquidità per salvare il settore bancario e finanziario. Se quel denaro fosse entrato in un'economia funzionante, avrebbe innescato un'iperinflazione. Tenendo la popolazione a casa, l'élite ha attuato un salvataggio occulto che ha preservato il dominio della classe finanziaria a scapito della classe media produttiva.

Tuttavia, era necessario anche un riassetto geopolitico. Per decenni, l'economia tedesca si è basata su tre pilastri: il gas russo a basso costo, le esportazioni di alta tecnologia verso la Cina e la protezione degli Stati Uniti. Entro la fine del 2025 tutti e tre si sono sgretolati. Come osserva il professor Michael Hudson, il “sabotaggio” dei gasdotti Nord Stream era una necessità strutturale per l'élite finanziaria occidentale.

Se la Germania avesse continuato a integrarsi con Russia e Cina, avrebbe creato un polo di potere indipendente dal dollaro. Il conflitto in Ucraina ha avuto uno scopo preciso: ha costretto la Germania a sostituire il gasdotto russo e a investire massicciamente nella costruzione di infrastrutture per il gas naturale liquefatto (GNL), diventando dipendente dal GNL proveniente dagli Stati Uniti. A differenza del gas naturale trasportato tramite gasdotto, il GNL deve essere super-raffreddato, trasportato e rigassificato, un processo intrinsecamente 3-4 volte più costoso.

Il risultato è che, nel 2025, la produzione industriale tedesca ha raggiunto il livello più basso dagli anni '90. Industrie pesanti come BASF (chimica) e ThyssenKrupp (acciaio) si stanno trasferendo negli Stati Uniti o in Cina. Nel frattempo, la Germania si sta trasformando da gigante industriale puntando sulla creazione di posti di lavoro in settori come le energie rinnovabili (tra cui la trasformazione in un “hub dell'idrogeno”), i semiconduttori e la microelettronica, la robotica e le biotecnologie, e dirottando i propri capitali verso una spesa annuale per la difesa da €150 miliardi.

Allo stesso tempo, mentre la Germania crolla, la City di Londra prospera grazie alla volatilità mondiale. Tra le altre cose, la City è il centro nevralgico mondiale per le assicurazioni contro i rischi di guerra e per l'intermediazione energetica. Quando un oleodotto viene distrutto o una rotta marittima strategicamente importante è minacciata, il prezzo dell'assicurazione contro i rischi di guerra triplica. Il mercato assicurativo londinese (Lloyd's) estrae questi “premi di rischio” dall'economia mondiale.

I broker della City considerano l'instabilità geopolitica come una classe di aseet volatile. Mentre le famiglie britanniche sono schiacciate dalle bollette energetiche, il centro finanziario rimane redditizio estraendo ricchezza proprio dal caos che la politica estera contribuisce a creare.

Inoltre, la City di Londra si è assicurata la posizione di intermediario indispensabile nel corridoio energetico transatlantico. Sebbene il gas fisico provenga dagli Stati Uniti e venga consumato in Europa, l'architettura finanziaria e giuridica di questo commercio è gestita quasi interamente a Londra.

I broker e le borse come l'ICE (Intercontinental Exchange) di Londra hanno fatto registrare volumi record nei contratti futures e derivati ​​sul GNL. Si tratta di scommesse finanziarie sul prezzo futuro del gas. Con l'aumento della volatilità, le commissioni e le spese addebitate dai trader e dalle camere di compensazione con sede a Londra salgono alle stelle.

Oltre il 90% delle assicurazioni marittime mondiali, comprese le coperture specializzate e ad alto premio richieste per le navi metaniere, è sottoscritto tramite Lloyd's. Imponendo premi assicurativi elevati per il rischio di guerra a qualsiasi nave che entri nelle acque europee, Londra di fatto impone una tassa privata su ogni molecola di gas che sostituisce la fornitura persa del gasdotto russo.

Ciò garantisce che, mentre l'industria europea è alle prese con gli elevati costi energetici, le società finanziarie della City ricavino un enorme profitto dalla logistica della fornitura sostitutiva.

Naturalmente, il riassetto strutturale delle economie porta a enormi tensioni sociali.

È qui che entra in gioco la “minaccia russa”. Essa è stata elevata a narrazione interna onnicomprensiva, utilizzata per gestire il dissenso interno e per galvanizzare l'opinione pubblica, spingendola a schierarsi a fianco della bandiera. Lo spauracchio svolge una vitale funzione psicologica, trasformando la crescente rabbia dei più poveri in un dovere patriottico di sopportare le difficoltà.

In questo regime di “emergenza permanente”, qualsiasi azione sindacale, protesta o critica sistemica può essere etichettata come influenza straniera maligna o sovversione, consentendo allo Stato di utilizzare nuovi e ampi poteri di polizia per reprimere le tensioni interne.

Per giustificare il dirottamento di miliardi di entrate fiscali da servizi pubblici inefficienti verso il complesso militare-industriale, al fine di creare “crescita” in un'economia in crisi (un disperato tentativo di rilanciare un neoliberismo al collasso – si veda il Capitolo due qui), lo Stato deve mantenere un elevato livello di paura esistenziale. Nel Regno Unito, la Strategia Industriale della Difesa 2025 inquadra esplicitamente la militarizzazione come motore di crescita, utilizzando lo spettro di un'invasione russa per legittimare un trasferimento di ricchezza, sovvenzionato dallo Stato, a favore di appaltatori della difesa ad alta tecnologia.

Creando un perenne stato di allerta bellica, l'élite si assicura che uno dei pilastri principali dell'economia sia quello che serve direttamente alla sicurezza dello Stato, mentre alla popolazione viene detto che la riduzione dell'assistenza sanitaria e delle pensioni è un sacrificio necessario per la sopravvivenza nazionale.

A questo proposito, osserviamo anche il mutamento dello status dell'essere umano. Nell'era industriale, lo Stato “sottoscriveva” investimenti a favore della classe operaia, finanziando il Servizio Sanitario Nazionale e l'istruzione, poiché necessitava di una popolazione idonea a sostenere la produzione. L'intelligenza artificiale, la robotica e il declino economico rendono sempre più superflua gran parte di questa forza lavoro.

Poiché il capitale potrebbe non ritenere più desiderabile o redditizia la riproduzione del lavoro, lo Stato ritira il proprio contributo. Il visibile degrado del Servizio Sanitario Nazionale è il risultato di un disinvestimento deliberato (il mercato britannico delle assicurazioni sanitarie private ha raggiunto la cifra record di £8,64 miliardi, con un aumento di quasi il 14% rispetto all'anno precedente).

Se il lavoratore non è più necessario alla produzione, lo Stato considera l'assistenza sanitaria come un “costo non produttivo” da liquidare.

Quando una popolazione non è più una risorsa ma un onere fiscale, lo Stato passa dalla cura alla gestione della dimissione. Non è un caso se in Occidente si siano moltiplicate le richieste di una rapida legalizzazione del suicidio assistito. Questo potrebbe anche spiegare la prescrizione di midazolam e gli ordini di non rianimazione nelle case di riposo durante la pandemia di COVID. I dati mostrano che il governo britannico ha acquistato ingenti quantità di midazolam (scorte sufficienti per due anni in soli due mesi) all'inizio del 2020.

Nel 2025, le valutazioni ufficiali hanno rilevato che la legalizzazione del suicidio assistito avrebbe comportato “notevoli risparmi” per il Servizio Sanitario Nazionale e il sistema pensionistico statale, stimati fino a £18,3 milioni entro un decennio solo per le pensioni. La Valutazione del disegno di legge sui malati terminali (fine vita) (maggio 2025) ha quantificato ufficialmente l'impatto su “prestazioni e pensioni” e ha stimato che entro il decimo anno lo Stato avrebbe risparmiato circa £27,7 milioni all'anno in pagamenti di pensioni e prestazioni non erogate grazie al suicidio assistito.

Accelerando l'“uscita di scena” degli anziani non produttivi (che fine ha fatto lo slogan dell'era COVID “salviamo i nonni”?), il sistema elimina miliardi di sterline di passività pensionistiche future dal bilancio statale.

Guardando al futuro, cosa possiamo aspettarci? Vedremo l'élite continuare a diffondere la narrativa di un'emergenza permanente sotto la maschera della crisi climatica e della minaccia russa per fornire la disciplina ideologica necessaria a giustificare un'austerità ancora maggiore.

Nel frattempo, l'identità digitale e le valute digitali delle banche centrali creeranno un sistema di sorveglianza totale. In questo sistema emergente, il cittadino viene sostituito dal “soggetto gestito”, il cui accesso all'economia è subordinato a un punteggio di credito sociale.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: https://www.francescosimoncelli.com/


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