venerdì 16 agosto 2019

Il ruolo del sistema bancario ombra nel ciclo economico

Prendetevi tutto il tempo necessario per leggere questo saggio, perché va a completare l'evoluzione del ciclo economico Austriaco in chiave moderna. La maggiore complessità delle interazioni di oggi non inficia la base solida della teoria, però si possono di certo aggiungere altre idee a quelle originali per capire meglio i meccanismi che danno origine al ciclo e come si può sviluppare. Nel caso specifico, il sistema bancario ombra è come se fosse diventato un'entità a se stante, un mondo parallelo che ha la sua moneta e le sue regole. E tale moneta non è diversa da quella canonica; laddove poi viene emessa artificialmente in eccesso, sappiamo benissimo gli effetti a cui si va incontro. Non sorprende, quindi, che abbiamo l'ambiente economico distorto a più livelli e che ha dato origine a diverse bombe ad orologeria finanziarie, come la seguente. L'importanza del seguente articolo deriva dal fatto che spiega le cause delle storture economiche cui assistiamo ancora adesso, permettendo di avere una visione chiara di ciò che accade intorno a noi (soprattutto perché al giorno d'oggi è una moda invertire causa ed effetto, oppure credere che le formule matematiche siano la risposta perenne ai problemi che sovente emergono). Ad esempio, possiamo dare una spiegazione logica e coerente a situazioni folli come quella nel mercato subprime senza l'uso di artifici matematici. L'importanza di questo approccio è di potersi proteggere prima degli altri, ottenendo quindi un vantaggio competitivo.
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di Arkadiusz Sieroń


Secondo la versione standard della teoria Austriaca del ciclo economico (Mises, 1949), il ciclo economico è causato dall'espansione del credito condotta da banche commerciali che operano sulla base della riserva frazionaria.[1] Sebbene questo punto di vista sia vero, potrebbe essere troppo semplicistico o obsoleto, perché anche altri istituti finanziari possono espandere il credito.[2]

In primo luogo, le banche commerciali non sono l'unico tipo di istituti di deposito. Questa categoria comprende, negli Stati Uniti, casse di risparmio, istituti di risparmio e sindacati di credito, anch'essi capaci di operare in riserva frazionaria ed espandere il credito (Feinman, 1993, p. 570).[3]

In secondo luogo, alcuni istituti finanziari offrono strumenti che mascherano la loro natura di depositi a vista (Huerta de Soto, 2006, pagg. 155–165 e 584–600). L'esempio migliore potrebbe essere rappresentato dai fondi del mercato monetario.[4] Questi sono stati creati in sostituzione dei conti bancari, poiché il Regolamento Q vietava alle banche di pagare interessi su depositi a vista (Pozsar, 2011, p. 18 n22). È importante sottolineare che i fondi del mercato monetario si impegnano a mantenere un valore patrimoniale netto stabile delle loro quote, rimborsabili a piacimento. Questo è il motivo per cui i fondi del mercato monetario assomigliano alle banche (Tucker, 2012, p. 4) e, di conseguenza, affrontano lo stesso disallineamento delle maturità affrontato dalle banche, il che può comportare anche corse agli sportelli.[5]

Molti economisti sottolineano che gli accordi dei pronti contro termine (repos) assomigliano anche ai depositi a vista. Sono a breve termine e possono essere ritirati in qualsiasi momento, come i depositi a vista. Secondo Gorton e Metrick (2009), la crisi finanziaria del 2007-2008 è stata essenzialmente un panico bancario nel mercato dei pronti contro termine ("run on repo").

Il presente documento si concentra sugli effetti della cartolarizzazione e dell'intermediazione delle garanzie collaterali, due funzioni principali del sistema bancario ombra, sull'espansione del credito e sul ciclo economico.[6] La ragione per concentrarsi esclusivamente sul settore bancario ombra è la non importanza quantitativa degli istituti di risparmio, i cui beni posseduti ammontano solo al 7,55% degli asset delle banche commerciali (Federal Deposit Insurance Corporation, 2014a, b) e alla crescente importanza del settore bancario ombra. Infatti il settore bancario si è spostato "lontano dalle attività tradizionali" di prestito alle imprese e di depositi verso un modello di business "incentrato sulle cartolarizzazioni" in cui i prestiti sono stati distribuiti ad entità che sono diventate note come banche "ombra"(Meeks et al., 2013, p. 5). Ciò significa che i finanziamenti bancari si basano sui mercati dei capitali in misura maggiore rispetto al passato e che le banche dipendono meno dai depositi tradizionali (Loutskina, 2010).

Secondo la definizione più comune, il sistema bancario ombra è "l'intermediazione del credito che coinvolge entità ed attività al di fuori del normale sistema bancario" (Financial Stability Board, 2013, p. 1).[7]

Il sistema bancario ombra è simile al sistema bancario anche per quanto riguarda la trasformazione delle maturità e del rischio. In altre parole, le banche ombra forniscono credito come le banche tradizionali. Tuttavia non accettano depositi a vista, ma si affidano a finanziamenti all'ingrosso e pronti contro termine. E poiché non hanno accesso ad una rete di sicurezza formale e alle riserve della banca centrale, prestano denaro in cambio di garanzie.

Le due funzioni più importanti del sistema bancario ombra sono la cartolarizzazione e l'intermediazione delle garanzie. La cartolarizzazione è "un processo che, attraverso il tranching, riconfeziona i flussi di cassa dai prestiti sottostanti e crea asset che gli operatori di mercato percepiscono come completamente sicure", mentre l'intermediazione delle garanzie significa "sostenere le operazioni basate su garanzie reali all'interno del sistema finanziario, cosa che coinvolge l'intensivo riutilizzo di garanzie scarse" (Claessens et al., 2012, pp. 7, 14). Il sistema bancario ombra è un argomento empiricamente importante, perché "nel complesso il sistema bancario ombra (intermediari del credito non bancario) sembra costituire circa il 25-30% del sistema finanziario totale ed è circa la metà delle dimensioni delle attività bancarie" (Financial Stability Board, 2011, p. 8).[8]

Pertanto la teoria Austriaca del ciclo economico dovrebbe tenere conto dell'impatto significativo del sistema bancario ombra sull'espansione del credito e sui cambiamenti nel sistema bancario. Il sistema bancario contemporaneo è in gran parte basato sui mercati, in cui l'origine dei prestiti viene successivamente seguita da una conversione in titoli (anziché finire nei bilanci delle banche). C'è una crescente letteratura sull'instabilità bancaria e sull'instabilità macroeconomica. Tuttavia l'interesse degli economisti Austriaci per questo argomento è scarso, con la sola eccezione di Gertchev (2009) e Giménez Roche & Lermyte (2016). Questa omissione è un po' sconcertante, date le preoccupazioni della Scuola Austriaca per la stabilità macroeconomica nell'ambito dell'attuale sistema finanziario. Inoltre già nel 1935 Hayek ([1935] 2008, pagg. 411–412) affermava che il sistema bancario è un fenomeno pervasivo e, quindi, il sistema bancario tradizionale può evolversi in altre forme meno controllabili con nuove forme di sostituti del denaro. Lo scopo di questo articolo è di colmare questa lacuna, mostrando come il sistema bancario ombra influenzi l'espansione del credito e, quindi, il ciclo economico. I principali risultati sono che la cartolarizzazione va ad aumentare la capacità delle banche tradizionali di espandere il credito,[9] mentre l'intermediazione delle garanzie consente alle banche ombra di creare credito da sole. In entrambi i casi, le banche ombra contribuiscono all'espansione del credito, sopprimendo ulteriormente i tassi d'interesse e aggravando il ciclo economico.

Il resto di questo saggio è organizzato come segue: la prossima sezione analizzerà l'impatto della cartolarizzazione sulla capacità delle banche tradizionali di creare nuovi prestiti e l'andamento del ciclo economico; quella successiva ancora si concentrerà sull'intermediazione delle garanzie ed esaminerà come le banche ombra possano aumentare l'offerta di credito direttamente, da sole. Infine ci sarà la sezione conclusiva.



L'impatto del sistema bancario ombra sulla capacità delle banche tradizionali di espandere il credito

In che modo questa cartolarizzazione influisce sull'espansione del credito e sul ciclo economico? Il primo effetto della cartolarizzazione è trasferire il rischio di credito dei prestiti dai bilanci delle banche agli investitori attraverso titoli garantiti da asset (Gertchev, 2009). Questo "arbitraggio regolamentare" consente agli istituti di eludere i requisiti di riserva e di adeguatezza patrimoniale e, di conseguenza, di rafforzare la loro espansione del credito. Questo perché le banche devono detenere un livello minimo di capitale in relazione agli asset (ponderazione per il rischio). Quando le banche vendono pacchetti di prestiti rischiosi ad entità terze, diminuiscono la quantità di asset rischiosi e migliorano il loro rapporto di adeguatezza patrimoniale. In tal modo il trasferimento di prestiti aumenta il potenziale delle banche di creare ulteriori prestiti senza raccogliere capitali.[10]

Il ruolo del sistema bancario ombra nell'espansione del credito può essere illustrato dal fatto che gli attivi nel sistema bancario ombra sono cresciuti rapidamente prima della crisi, da $27.000 miliardi nel 2002 a $60.000 miliardi nel 2007, cosa che ha coinciso con una forte crescita anche degli attivi bancari (Financial Stability Board, 2011, p. 8). La cartolarizzazione crea, quindi, l'illusione che le attività delle banche commerciali siano meno inflazionistiche di quanto non siano in realtà. In questo modo le banche sono in grado di concedere tanto in nuovi prestiti quanto i crediti che sono stati cartolarizzati, il che indebolisce il legame tra la base monetaria e l'offerta di credito e, di conseguenza, il ruolo della politica monetaria. In altre parole, la cartolarizzazione espande l'offerta di credito aumentando l'offerta di asset impegnati.

In secondo luogo, la cartolarizzazione può essere condotta allo scopo di utilizzare i titoli creati come garanzia con la banca centrale per ottenere finanziamenti (Financial Stability Board, 2013, pagg. 17–18). Le banche possono anche utilizzare questi asset cartolarizzati come garanzia per finanziamenti pronti contro termine da parte di istituzioni private. In questo modo, possono ottenere fondi in modo più economico e in volumi maggiori rispetto a quegli istituti che fanno affidamento su passività tradizionali come i depositi (Claessens et al., 2012, p. 12). Con questi fondi, la creazione di credito può espandersi.

In terzo luogo, la cartolarizzazione consente alle banche di soddisfare meglio la domanda per asset sicuri da parte degli istituti finanziari, poiché trasforma i prestiti illiquidi relativamente rischiosi a lungo termine in crediti sicuri a breve termine e liquidi "simil-monetari". Questa funzione consente inoltre alle banche commerciali di espandere maggiormente la loro creazione di credito.

In quarto luogo, il sistema bancario ombra aumenta la vulnerabilità del sistema finanziario e rende i bust più gravi. Indubbiamente la cartolarizzazione può ridurre il rischio idiosincratico attraverso la diversificazione,[11] ma contemporaneamente aumenta il rischio sistemico esponendo il sistema a ricadute in caso di shock forti e negativi (Claessens et al., 2012, p. 27). Questo perché la cartolarizzazione espande i bilanci delle banche, rende più simile il portafoglio degli intermediari, riduce lo screening e aumenta i legami finanziari tra le banche, mentre uno shock dei prezzi degli asset tende a ridurre il patrimonio netto delle banche ombra, limitando l'offerta di garanzie delle banche commerciali, portandole al deleveraging, cosa che sopprime ulteriormente i prezzi degli asset (Meeks et al., 2013, p. 8).[12] Inoltre le banche ombra sono soggette a corse agli sportelli, perché hanno attivi con scadenze più lunghe rispetto alle passività, mentre non godono di copertura nell'ambito di una rete formale di sicurezza regolamentare.[13] Inoltre Adrian e Ashcraft (2012) citano il comportamento prociclico della leva finanziaria delle banche ombra e il comportamento anticiclico del suo patrimonio netto. Esiste una relazione positiva tra leva finanziaria ed i prezzi degli asset, mentre è negativa tra leva finanziaria e premio per il rischio, contribuendo anche all'instabilità del sistema finanziario.

In quinto luogo, il sistema bancario ombra riduce il potere della politica monetaria (Estrella, 2002). Ciò è in parte dovuto al fatto che il sistema bancario ombra non è regolamentato allo stesso modo delle banche tradizionali, ma principalmente perché la cartolarizzazione isola l'attività di prestito delle banche dai fondi ottenuti dalla banca centrale (Gertchev, 2009). In altre parole, i prestiti di tali banche dipendono meno dai finanziamenti delle banche centrali, o dai requisiti normativi sul capitale, e di più dai mercati dei capitali ben funzionanti, incluso il sistema bancario ombra, e dalla loro domanda di asset cartolarizzati. Pertanto la cartolarizzazione disaccoppia il legame tra la base monetaria e i depositi al dettaglio da un lato e l'offerta di credito dall'altra, poiché la creazione di credito si sposta dalle banche commerciali agli istituti finanziari che acquistano i prestiti delle banche (Fawley e Wen, 2013).

In sesto luogo, poiché le banche trasferiscono i rischi che hanno originato ad altri agenti, la cartolarizzazione riduce gli incentivi delle banche a monitorare e schermare attentamente i mutuatari (grazie alla cartolarizzazione, le banche non devono detenere prestiti sui loro bilanci). Gli standard di credito più lassisti e lo screening più superficiale dei mutuatari hanno portato ad una maggiore crescita del credito negli anni 2000, aggravando la successiva crisi finanziaria. La cartolarizzazione può anche essere associata ad una selezione sfavorevole, in quanto le banche hanno una conoscenza superiore della qualità dei prestiti che originano. Pertanto le banche potrebbero trarre vantaggio dalle loro informazioni e cartolarizzare prestiti di qualità inferiore. La separazione di chi origina un prestito e chi se lo accolla ha generato una qualità inferiore dei mutuatari e tassi d'insolvenza più elevati a seguito dello scoppio della bolla subprime negli Stati Uniti nel 2007 (Keys et al., 2008; Purnanandam, 2010).

Infine, l'espansione del credito con la cartolarizzazione comporta un diverso modello di ridistribuzione del reddito e della ricchezza rispetto all'espansione del credito tradizionale, perché alcuni prestiti sono più apprezzati dalle banche per essere utilizzati in questo processo. Ciò induce le banche a concedere determinati prestiti più spesso rispetto a quanto accadrebbe senza cartolarizzazione. Questi prestiti sono per lo più mutui, ma anche obbligazioni garantite da debito e debito garantito da carte di credito, automobili e prestiti agli studenti.[14] Significa che i mutuatari che dipendono da tale credito sfruttano a loro vantaggio l'Effetto Cantillon (Cantillon, 1755). Durante il boom degli anni 2000, l'emissione di titoli garantiti da asset non tradizionali (come mutui subprime e obbligazioni garantite da debito) ha notevolmente superato l'emissione di titoli garantiti da asset tradizionali (come auto, carte di credito e prestiti agli studenti) (Stein, 2010 , pagg. 43–43). Pertanto la cartolarizzazione ha contribuito in modo significativo alla bolla immobiliare negli Stati Uniti, ma anche in Spagna, prima della crisi finanziaria del 2007-2008 (Carbó-Valverde et al., 2011). A questo proposito, val la pena di sottolineare che i prestiti immobiliari riducono la stabilità finanziaria e in genere portano a recessioni più profonde e riprese più lente (Jordà et al., 2014). Inoltre, poiché il settore finanziario è profondamente coinvolto nella cartolarizzazione, l'espansione del credito con la cartolarizzazione sembra sostenere questo settore rispetto all'espansione del credito tradizionale.

Per riassumere, la cartolarizzazione non consente alle banche ombra di creare denaro e credito, poiché in questo processo raggruppano, tranciano e vendono agli investitori solo i prestiti delle banche tradizionali. Ciononostante influenzano in modo significativo il meccanismo di trasmissione della politica monetaria, l'espansione del credito e il ciclo economico consentendo alle banche tradizionali di espandere l'attività creditizia e influenzando l'Effetto Cantillon correlato. In altre parole, la cartolarizzazione ha cambiato il modello di business delle banche da "origine e possesso" a "origine e distribuazione", influenzando la loro capacità di fornire nuovi prestiti e la loro qualità. L'uso diffuso della cartolarizzazione prima della crisi finanziaria del 2007-2008 ha aumentato la capacità delle banche di trasferire i rischi, portando ad una maggiore assunzione di rischi e contribuendo alla crisi subprime. Nella prossima sezione discuterò se il sistema bancario ombra può creare nuovo credito.



Il settore bancario ombra può creare nuovo credito?

Ho già analizzato come le banche ombra possono influenzare indirettamente la creazione di nuovo credito attraverso la cartolarizzazione. Il trasferimento dei prestiti dai libri contabili delle banche tradizionali consente loro di aumentare l'espansione del credito, anche con una base monetaria costante. Ma le banche ombra possono anche creare credito direttamente attraverso l'intermediazione delle garanzie, che consiste in molteplici riutilizzi delle garanzie.

Come spiegano Singh e Stella (2012b): "Le garanzie che sostengono un prestito possono a loro volta essere utilizzate come garanzie per ulteriori prestiti, quindi lo stesso asset finisce per garantire prestiti che valgono multipli del suo valore". In altre parole, grazie alla re-hypothecation, che significa riutilizzare la garanzia promessa dalla controparte per il proprio uso, le garanzie possono essere riutilizzate più volte (Andolfatto et al., 2014, p. 2).[15]

La somiglianza con il sistema bancario a riserva frazionaria è sorprendente. Le banche ombra non hanno accesso alle riserve della banca centrale, ma usano invece le garanzie. Proprio come i prestiti bancari sono un multiplo delle riserve, così anche i prestiti bancari ombra sono un multiplo delle garanzie.[15] Ad ogni giro di prestiti bancari, il rapporto tra l'offerta di denaro più ampia e le riserve aumenta, sebbene ad un ritmo più basso, in base al rapporto di riserva. Allo stesso modo, ad ogni giro di prestiti delle banche ombra, il rapporto tra prestiti e garanzie aumenta, ad un ritmo più basso, in base ai tagli delle cartolarizzazioni. In entrambi i casi è possibile il deleveraging (e anche corse agli sportelli). Con le banche tradizionali ciò accade quando i prestiti vengono rimborsati, la riserva diminuisce o il rapporto di riserva aumenta. Con le banche ombra si verifica quando le garanzie diminuiscono di valore, la catena di garanzie si accorcia o aumentano i tagli delle cartolarizzazioni (Steele, 2014). Uno presta i titoli in cambio di contanti, quindi concede prestiti o acquista asset finanziari con una scadenza più lunga (Tucker, 2012, p. 6).

Inoltre "se c'è re-hypothecation, si prevede che l'acquirente delle garanzie restituirà titoli equivalenti e non esattamente la stessa proprietà inizialmente ricevuta come garanzia" (Singh, 2012, p. 6 n5). Come per tutti i depositi di beni fungibili (detti anche depositi irregolari), le banche ombra sono tentate di prestare nuovamente gli asset dei loro clienti.[16] Infatti i broker ed i dealer, che dovrebbero agire come depositari separando i titoli nel conto di un cliente, re-ipotecano i titoli in cambio di contanti e utilizzano i proventi per finanziare le proprie attività (Tucker, 2012, pagg. 5-6). Questo è il motivo per cui il riutilizzo multiplo delle garanzie non facilita il trasferimento della proprietà del denaro, ma aumenta invece l'offerta di credito.

Pertanto quando i titoli che una parte può richiedere a vista vengono utilizzati per finanziare l'attività del suo broker, tale attività è simile al sistema bancario a riserva frazionaria e può spiegare perché ci sono corse agli sportelli nei confronti delle banche ombra.[17] Tali attività delle banche ombra erano la fonte d'instabilità per banche come Bear Sterns, Merrill Lynch e Lehman Brothers, contribuendo allo scoppio della crisi (Claessens et al., 2012, pagg. 16-17). Gli hedge fund che hanno garantito garanzie a Lehman Brothers non sono stati in grado di recuperarle quando la Lehman è fallita, perché l'avevano riutilizzate come garanzie proprie (Fender e Gyntelberg, 2008, p. 7).[18]

Forse il riutilizzo multiplo delle garanzie può essere meglio compreso osservando i rendiconti finanziari delle istituzioni: "Le voci fuori bilancio come 'garanzie impegnate che possono essere riutilizzate' sono indicate simultaneamente nelle note a piè di pagina di diverse entità, vale a dire, la garanzia promessa non è di proprietà di queste aziende, ma a causa dei diritti della re-hypothecation, queste aziende sono legalmente autorizzate ad utilizzare le garanzie a proprio nome" (Singh, Aitken, 2010, p. 9). È importante sottolineare che questa pratica è legale e spesso, come nei contratti pronti contro termine, include il trasferimento dei titoli (Singh, 2012, p. 6 n5).[19] Andolfatto et al. (2014, p. 2) scrivono che il diritto di re-hypothecation è esplicitamente dichiarato nella maggior parte degli accordi di intermediazione ed è vantaggioso per i clienti che possono pagare tassi d'interesse più bassi sui loro prestiti. Pertanto il dibattito tra sostenitori e oppositori della re-hypothecation ricorda il dibattito tra sostenitori e oppositori del sistema bancario a riserva frazionaria.

Indipendentemente da ciò, la creazione di credito attraverso catene di garanzie è una delle principali fonti di credito nel sistema finanziario di oggi, contribuendo al ciclo economico (Brown, 2013). Alla fine del 2007, circa $3.400 miliardi in garanzie vennero trasformate in circa $10.000 miliardi di garanzie impegnate, un moltiplicatore di circa tre. In confronto M2 (incluso il credito creato dalle banche) ammontava a circa $7.000 miliardi nel 2007 (Brown, 2013; Singh, 2012). Di conseguenza la re-hypothecation è stata uno dei driver dominanti della crisi finanziaria del 2007-2008 e del fallimento del 2011 di MF Global (Maurin, 2015).

Si può dubitare che la re-hypothecation influenzi la quantità di credito circolante e, quindi, il livello del tasso d'interesse e il ciclo economico. Si può sostenere che le garanzie utilizzate in questo processo non siano equivalenti al denaro e che il suo riutilizzo, sebbene possa causare instabilità finanziaria, non porta alla creazione di denaro.[20] Queste sono preoccupazioni importanti che discuterò ora.

Il mio punto è che la visione mainstream, secondo cui le banche prendono principalmente depositi delle famiglie e creano credito, non è più valida. Nel mio precedente articolo (Sieroń, 2015) ho dimostrato che le banche possono condurre l'espansione del credito non solo concedendo prestiti, ma anche acquistando asset. Seguendo questa logica, le banche possono anche creare depositi all'ingrosso a breve termine utilizzando transazioni pronti contro termine e la re-hypothecation. Se la Banca A impegna una garanzia con la Banca B per prendere in prestito un deposito garantito, la Banca B può riassegnare la garanzia con la Banca C per prendere in prestito un altro deposito garantito (Sławiński, 2015).[20] In altre parole, la re-hypothecation consente alle banche di ottenere e fornire finanziamenti da titoli presi in prestito, cosa che amplia l'insieme di asset a fronte di tale credito, aumentando il potenziale di espansione del credito (von der Becke e Sornette, 2014).[21]

Non sostengo che questi depositi all'ingrosso, o transazioni pronti contro termine, siano veri e propri soldi. Tuttavia la chiave è che nelle economie contemporanee ci sono molti asset simili al denaro (e forme distinte di denaro per diversi agenti economici). Concordo sul fatto che le passività a breve termine emesse da banche ombra non possano essere immediatamente utilizzate come mezzo di pagamento, ma possono essere convertite su richiesta alla pari del denaro, quindi sono un sostituto stretto (Michell, 2016).[21] Come ha sottolineato Ricks (2011, pagg. 79–80): la maggior parte degli strumenti del mercato monetario può essere convertita istantaneamente nel "mezzo di scambio" praticamente senza alcun costo. La combinazione della liquidità di questi strumenti e della loro trascurabile fluttuazione di prezzo, li rende un sostituto stretto dei depositi. Di solito i manager finanziari etichettano questi strumenti, insieme ai depositi, come "contanti" e gli investitori nel mercato monetario sono definiti come "investitori in contanti". Questa terminologia non è solo una questione di convenzioni di mercato. A differenza di altri strumenti di debito, gli strumenti del mercato monetario sono designati come "equivalenti dei contanti", in base ai principi contabili generalmente accettati.[22]

Inoltre questi "quasi soldi" si aggiungono indirettamente all'offerta di moneta, poiché vengono economizzati in base al denaro vero e proprio e sono ora la fonte più significativa di finanziamento per le banche.[23]

Tra tali "quasi soldi" ci sono i pronti contro termine, che sono "una sorta di denaro utilizzato da investitori istituzionali e società non finanziarie che hanno bisogno di un modo per conservare in modo sicuro denaro contante, guadagnare interessi e avere un accesso immediato al denaro in caso di necessità" (Gorton e Metrick, 2010). Agiscono come depositi bancari, ma sono cartolarizzati. La banca prende i fondi del cliente ed emette una garanzia collaterale da restituire in futuro.[24]

Ora dovrebbe essere chiaro che, poiché i pronti contro termine sono collateralizzati, il riutilizzo multiplo delle garanzie aumenta la liquidità e l'offerta di credito. In altre parole, la creazione di credito in un "sistema bancario cartolarizzato" aumenta l'offerta di moneta senza emissione di depositi, ma mediante prestiti a breve termine tra investitori istituzionali (von der Becke e Sornette, 2014). Ora ci si potrebbe chiedere se il credito fornito dal sistema bancario ombra sia supportato da risparmi reali. Io dico di no, poiché nella re-hypothecation la stessa garanzia copre diverse transazioni (ogni prestito è coperto solo da una certa frazione del valore della garanzia), il che porta ad uno squilibrio tra risparmio e investimenti. Questo è esattamente il caso dei depositi a vista nell'ambito del sistema bancario a riserva frazionaria, quando lo stesso ammontare di riserve supporta diversi depositi (ogni deposito è coperto solo da una piccola frazione).[25]



Conclusione

L'identità di chi inietta nuovi soldi e crea credito nell'economia conta davvero, indipendentemente dal fatto che queste differenze siano grandi, esistano e portino a diverse manifestazioni dell'Effetto Cantillon. Ciò che è importante è che non solo le banche commerciali possono condurre l'espansione del credito, ma anche le istituzioni finanziarie non bancarie, come le banche ombra. L'effetto del sistema bancario ombra è estremamente sostanziale, poiché influisce in modo significativo sul volume e sulla qualità del credito e, quindi, sull'andamento del ciclo economico. La cartolarizzazione consente alle banche tradizionali di espandere la propria attività creditizia grazie all'esclusione dei requisiti patrimoniali e all'ampliamento delle fonti di finanziamento. In particolare, la cartolarizzazione dei prestiti consente alle banche di espandere il credito in quanto i titoli possono essere registrati come garanzia. Ed è qui dove la cartolarizzazione e l'intermediazione delle garanzie si collegano tra loro. È importante sottolineare che quest'ultima attività consente anche alle banche ombra di espandere il credito da sole. Questo perché possono creare IOU liquidi che sono "quasi denaro" e sono utilizzati come garanzia per creare nuovo credito. Il riutilizzo di queste garanzie amplifica la creazione di credito.

Pertanto sembra che la teoria Austriaca del ciclo economico debba essere estesa, al fine di incorporare i cambiamenti nel sistema bancario. In quest'ultimo la creazione di prestiti avviene principalmente per convertirli in titoli, quindi le banche commerciali dipendono meno dai depositi a vista, o dai finanziamenti delle banche centrali. Inoltre le banche commerciali non sono più le uniche istituzioni in grado di creare credito. Tutti questi sviluppi influenzano il meccanismo di trasmissione della politica monetaria, indebolendo il rapporto tra base monetaria e offerta di credito, sottolineato dalla Scuola Austriaca.

L'analisi del sistema bancario ombra e il suo impatto sulla creazione di credito e sul ciclo economico mostrano un'altra cosa. L'attuale definizione di offerta di moneta è insufficiente per comprendere l'economia contemporanea (Pozsar, 2014). Secondo Pozsar (2014) gli aggregati monetari non includono gli strumenti che i gestori patrimoniali usano come moneta, in particolare i pronti contro termine. Già nel 1935 Hayek (1935, pagg. 411–412) dubitava che fosse possibile tracciare una linea netta tra ciò che è denaro e ciò che non lo era, e notò che esisteva già una sorta di "quasi denaro" al suo tempo. Quindi gli economisti dovrebbero anche includere nella loro analisi monetaria il "denaro ombra" ed i riutilizzi delle garanzie (Singh, 2012, pagg. 14–16).[26]

L'importanza delle garanzie per il sistema bancario ombra è forse meglio illustrata dalla crescente importanza della cartolarizzazione negli anni 2000. Sanches (2014, p. 10) sostiene che la decisione di ridurre i deficit fiscali negli Stati Uniti negli anni '90 e nei primi anni 2000 abbia causato la carenza di titoli di stato, ovvero la garanzia standard, e abbia portato a cartolarizzazioni garantite da ipoteca per coprire il boom economico, aggravando però la crisi successiva. Questo spiega anche perché il quantitative easing non abbia stimolato in modo significativo l'economia. Questo programma consiste nell'acquistare titoli dal settore bancario, rimuovendo parte delle garanzie necessarie al sistema bancario ombra per creare credito (Singh, Stella, 2012a).[27]

Quindi lo sviluppo del sistema bancario ombra conferma la tesi di Mises secondo cui ogni intervento centrale porta a conseguenze non intenzionali (Mises, 1949).[28] Il Regolamento Q ha portato alla nascita di alternative ai depositi bancari, come i fondi del mercato monetario e dei pronti contro termine, mentre i rapporti di riserva ed i requisiti di adeguatezza patrimoniale hanno incoraggiato l'arbitraggio regolamentare mediante la cartolarizzazione. Successivamente gli acquisti di titoli di stato da parte della FED, volti a stimolare l'economia, hanno creato una carenza di garanzie reali, la cosa necessaria per creare credito nel sistema bancario ombra (Kessler, 2013).


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: https://www.francescosimoncelli.com/


Riferimenti

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Andolfatto, David, Fernando Martin, and Shengxing Zhang. 2015. “Rehypothecation and Liquidity,” Federal Reserve Bank of St. Louis Working Paper, No. 2015-003B, May.

Brown, Ellen. 2013. “QE3 and the Shadow Banking System,” Counterpunch, July 23, 2014. Available at http://www.counterpunch. org/2013/07/23/qe3-and-the-shadow-banking-system/.

Brunnermeier, Markus K. 2009. “Deciphering the Liquidity and Credit Crunch 2007-2008,” Journal of Economic Perspectives 23, no. 1: 77-100.

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Note

[1] Presumo che la versione ortodossa della teoria Austriaca del ciclo economico sia molto nota tra i lettori. In breve, le banche commerciali che operano in riserva frazionaria possono creare credito, il che aumenta l'offerta di moneta e abbassa il tasso d'interesse di mercato al di sotto del livello naturale determinato dalle preferenze temporali individuali. L'ampliamento dell'offerta di moneta ed i tassi d'interesse artificialmente più bassi provocano errori imprenditoriali o investimenti errati. Il boom iniziale porta inevitabilmente ad un bust, poiché le preferenze dei consumatori non sono cambiate. Si veda Hayek (1935), Mises (1949), Garrison (2001), Huerta de Soto (2006).

[2] Per essere chiari, quando scrivo di "espansione del credito" intendo prestiti in eccesso rispetto ai risparmi monetari disponibili. In altre parole, è importante distinguere tra "credito-merce" o "credito di trasferimento" da "credito in circolazione". Secondo Mises (1928, pagg. 104-105) il primo è il credito "che una banca concede prestando i fondi propri, o fondi messi a sua disposizione dai depositanti", mentre il secondo è il credito "che viene concesso tramite la creazione di mezzi fiduciari, vale a dire, banconote e depositi scoperti". Pertanto solo un aumento del credito in circolazione si traduce in creazione di denaro e abbassa i tassi d'interesse, generando il ciclo economico. Al contrario il credito interamente coperto da riserve non porta a tali effetti.

[3] Secondo Palyi (1961, p. 138) "le casse di risparmio e le associazioni fanno esattamente ciò che fanno le banche commerciali: costruiscono una struttura creditizia sulla riserva frazionaria".

[4] C'è un dibattito nella letteratura Austriaca sull'opportunità di considerare denaro i fondi comuni d'investimento. Haymond (2000) sostiene che sono sostituti del denaro, mentre Rothbard (1978), Salerno (1987) e Shostak (2000) non sono d'accordo. Sebbene questi ultimi forniscano argomentazioni convincenti, trascurano che "il denaro è ciò che le persone considerano come potere d'acquisto, disponibile immediatamente o a breve" (Palyi, 1961, p. 137). Inoltre i fondi comuni d'investimento del mercato monetario hanno colmato il vuoto creato dal tetto dell'assicurazione sui depositi, il che suggerisce che si comportano come depositi a vista, quindi dovrebbero essere inclusi nell'offerta di moneta. Un'analisi più dettagliata della definizione di offerta di moneta va oltre lo scopo di questo saggio. Un altro esempio di strumenti simili ai depositi a vista, secondo Huerta de Soto (2006, pagg. 161-165 e 594-596), potrebbero essere alcune compagnie assicurative che cercano di garantire l'immediata e completa disponibilità di "premi" all'assicurato.

[5] Si ricorda che le nuove norme in vigore da ottobre 2016 hanno sostanzialmente cambiato il modo in cui operano i fondi dei mercati monetari. Ad esempio, richiedono un valore patrimoniale netto variabile per i fondi istituzionali (ma non per i mercati al dettaglio) nel mercato monetario primario (SEC, 2014). Tuttavia l'impatto dettagliato di tale riforma sui fondi del mercato monetario va oltre lo scopo di questo saggio.

[6] Per una discussione sui fondi del mercato monetario, come l'istituzione bancaria ombra e le loro connessioni con la cartolarizzazione e l'intermediazione di garanzie, si veda Gorton, Metrick (2009) e Sanches (2014).

[7] Sebbene la più comune, questa definizione è lungi dall'essere accurata, poiché non tutte le entità con credito intermediato al di fuori del sistema bancario sono banche ombra e poiché molte attività del sistema bancario ombra operano all'interno del normale sistema bancario (Claessens, Ratnovski, 2014, p. 3).

[8] "Gli Stati Uniti hanno il più grande sistema bancario ombra, con attivi per $25.000 miliardi nel 2007 e $24.000 miliardi nel 2010" (Financial Stability Board, 2011, p. 8). Secondo Pozsar et al. (2010, pagg. 7-9), la misura lorda delle passività delle banche ombra ammontava a circa $22.000 miliardi nel giugno 2007, mentre le passività bancarie tradizionali totali erano circa $14.000 miliardi. Anche le passività nette del sistema bancario ombra erano maggiori rispetto alle passività bancarie tradizionali.

[9] Giménez Roche & Lermyte (2016) sostengono che solo la cartolarizzazione nell'ambito dell'arbitraggio aggrava il ciclo economico, poiché "la cartolarizzazione di per sé come modello di 'origine e distribuzione' non mostra effetti di amplificazione del ciclo nel senso Austriaco", poiché "il credito scritturale che viene cartolarizzato diventa credito reale attraverso la trasformazione dei depositi in investimenti." Tuttavia la loro conclusione dipende dal presupposto che l'acquisto di prestiti cartolarizzati da parte del settore non bancario aumenti i risparmi volontari, mentre in realtà può semplicemente cambiare la composizione dei risparmi. Una discussione più dettagliata del loro interessante documento va, tuttavia, oltre lo scopo di questo saggio.

[10] Le banche riducono anche il rischio di credito attraverso il miglioramento del credito. Un'analisi più dettagliata di come la cartolarizzazione consente alle banche di ridurre il proprio requisito patrimoniale regolamentare può essere letta in Jones (2000), Jablecki (2009) o Giménez Roche & Lermyte (2016). Tuttavia l'arbitraggio regolamentare non è l'unico motivo per la cartolarizzazione. Anche le banche commerciali svolgono tale attività, perché gli asset cartolarizzati possono essere meglio impegnati rispetto ai prestiti opachi e idiosincratici che inizialmente conservano in bilancio. La cartolarizzazione può, quindi, trasformare il rischio affrontato dalle banche commerciali, ma anche soddisfare la domanda degli investitori esterni per una buona garanzia. Può anche essere utilizzata per ottenere finanziamenti dalla banca centrale.

[11] Tuttavia la crisi finanziaria del 2007-2008 ha messo in luce un potenziale difetto nel processo di cartolarizzazione, in quanto il rischio di credito associato non era realmente diversificato, ma concentrato in alcuni segmenti del mercato finanziario (Jablecki, 2009).

[12] D'altra parte, si potrebbe sostenere che le banche ombra possono, in un certo senso, ammorbidire il ciclo economico perché spesso espandono il credito quando le banche tradizionali lo contraggono (Meeks et al., 2013, p. 5). Di conseguenza vengono rinviate la correzione e la riallocazione delle risorse.

[13] Sebbene i clienti possano esserne consapevoli, ciò non cambia il fatto le banche ombra sono soggette a corse agli sportelli che minacciano la stabilità del sistema finanziario. In realtà, alcuni economisti ritengono che il disallineamento delle maturità nel sistema bancario ombra fosse un ingrediente chiave nella crisi del 2007-2008 (Brunnermeier, 2009). Si può sostenere che se le banche ombra non avessero creato denaro mediante riserva frazionaria, non avremom assistito alla maggior parte delle corse agli sportelli. Val la pena di sottolineare che "le imprese che si finanziano esclusivamente nei mercati dei capitali, con fonti a lungo termine (debito) o finanziamenti perpetui (patrimonio netto), non sono vulnerabili alle corse agli sportelli. Tali aziende possono naturalmente fallire, ma il concetto di corsa agli sportelli implica qualcosa di più di un semplice default" (Ricks, 2011, p. 84).

[14] "Alla fine del 2004, i principali settori del mercato [ABS] sono titoli garantiti da carte di credito (21%), titoli garantiti da azioni proprie (25%), titoli garantiti da automobili (13%) e obbligazioni garantite da debito (15%). Tra gli altri segmenti di mercato vi sono titoli garantiti da prestiti studenteschi (6%), leasing di attrezzature (4%), prefabbricati (2%), prestiti alle piccole imprese (come prestiti a minimarket e distributori di benzina) e contratti di locazione di aeromobili" (Sabarwal, 2006, p. 259).

[15] Pertanto la re-hypothecation dovrebbe essere differenziata dalle catene di credito, che possono essere descritte come una "rete di imprese che si prestano denaro reciprocamente" (Kiyotaki e Moore, 1997).

[16] Asset tangibili, come le case, non possono essere ri-ipotecati in quanto i diritti contrattuali limitano l'appropriazione da parte di terzi di vari asset come la proprietà residenziale. Tuttavia i titoli possono essere ri-impegnati (Luttrell et al., 2012, pagg. 35–36).

[17] Come nella cosiddetta crisi di fiducia che si è verificata dopo il fallimento della Lehman Brothers, la fiducia è importante nel sistema bancario moderno perché opera a riserva frazionaria, il che significa che non si può garantire l'adempimento degli impegni della banca. Lo stesso si applica al riutilizzo delle garanzie.

[18] Conferma il ruolo chiave della proprietà privata adeguatamente protetta nell'adeguato funzionamento del mercato.

[19] Secondo la legge: "Nel Regno Unito un importo illimitato di asset del cliente può essere ri-ipotecato e non esiste protezione per il cliente. Al contrario, negli Stati Uniti la norma 15c3–3 limita un broker-dealer nell'utilizzo dei titoli dei suoi clienti per finanziare le sue attività. Ai sensi del Regolamento T, il broker-dealer può utilizzare/ri-ipotecare un importo fino al 140% dei passivi del cliente. Il diritto dell'UE non stabilisce un limite quantitativo alla re-hypothecation delle garanzie date in garanzia ad intermediari simili a quanto riscontrato nella Norma degli Stati Uniti SEC 15c3–3 [...]. [Nell'Europa continentale] la legge consente alle parti di siglare il proprio accordo su quanto (se presente) la garanzia possa essere soggetta a diritti di re-hypothecation" (Singh, Aitken, 2010, pagg. 4–5). Sui diversi tipi di contratti di re-hypececation, si veda Monnet (2012, pagg. 20-12).

[20] Si noti che le banche possono innanzitutto creare depositi acquistando titoli, che possono successivamente utilizzare (e riutilizzare) come garanzia per finanziamenti pronti contro termine.

[21] Come ha sottolineato Sławiński (2015, p. 196 n. 5): "I depositi all'ingrosso sono facilmente convertibili in moneta della banca centrale (contanti e riserve liquide), perché le grandi banche d'investimento sono tra i Primary Dealer principali delle banche centrali".

[22] Infatti secondo l'analisi empirica di Sunderam, gli investitori trattano il debito a breve termine emesso dalle banche ombra come un asset simile al denaro (Sunderam, 2015).

[23] Come ha osservato Hayek (1935, p. 290): "È necessario tenere conto di alcune forme di
credito non collegate a banche che aiutano ad economizzare il denaro, o svolgere il suo ruolo sotto altre vesti".


[24] Un'analisi più dettagliata di come funzionano i repository può essere trovata in Gorton e Metrick (2010), o Gabor e Vestergaard (2016).

[25] Infatti possiamo dire che quasi tutti i soldi sui depositi a vista sono ri-ipotecati ad altre entità. In alternativa, se i custodi dell'oro depositato presso i loro caveau lo prestano, possiamo dire che ri-ipotecano i lingotti.

[26] Adrian e Shin (2009) sostengono addirittura che, poiché il ruolo delle banche commerciali è diminuito a favore delle istituzioni basate sul mercato, le passività basate sul mercato, come i pronti contro termine e il commercial paper, possono essere indicatori migliori delle condizioni di credito rispetto agli aggregati monetari tradizionali.

[27] È illustrato dalla crescita simultanea dell'offerta di moneta misurata da M2 e dal calo del volume della moneta privata (Pozsar, 2011, pagg. 10-11). Conferma che l'inflazione monetaria non neutralizza la deflazione monetaria, poiché è altamente improbabile che il nuovo denaro fluisca direttamente nelle mani di chi lo ha perso.

[28] La politica inflazionistica degli Stati Uniti porta a conseguenze non intenzionali ed è autolesionista, almeno per quanto riguarda le garanzie, perché l'aumento dell'offerta di moneta da parte della FED provoca l'accumulo di riserve da parte delle banche centrali straniere, principalmente sotto forma di titoli garantiti dal governo degli Stati Uniti, portando ad una mancanza di garanzie (Pozsar, 2011, p. 17). Infine non dovremmo dimenticare che "gli MBS si sono sviluppati negli Stati Uniti con il patrocinio di imprese sponsorizzate dal governo (GSE) come Fannie Mae e Freddie Mac, le quali mirano a creare un mercato secondario per i mutui per la casa" (Gertchev, 2009). Infatti le imprese sponsorizzate dal governo hanno contribuito in modo determinante all'espansione della cartolarizzazione dei prestiti bancari (Loutskina, 2010), il che dimostra che lo sviluppo delle banche ombra è derivato in parte dall'intervento dello stato nel settore finanziario.

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mercoledì 14 agosto 2019

Trump ha torto riguardo Bitcoin





di Griffin Daughtry


Frustrato dal grado di indipendenza e dall'influenza che possiede la Federal Reserve sull'economia, il presidente Donald Trump ha di recente iniziato a criticare pubblicamente la figura che ha scelto per gestire la banca centrale del Paese, Jerome Powell. "Se avessimo una FED che abbassasse i tassi d'interesse, saremmo come una nave spaziale", ha proclamato Trump, "ma non abbiamo una FED che sappia cosa sta facendo".



Il punto di vista di Trump su Bitcoin è sbagliato

A seguito delle lamentele di Trump, Powell ha partecipato a due giorni di testimonianza congressuale a Capitol Hill. Durante le sessioni, in cui ha discusso di una varietà di questioni economiche, Powell ha avuto il tempo di affrontare l'argomento Bitcoin. "Quasi nessuno usa Bitcoin per i pagamenti, lo usano più come alternativa all'oro", secondo Powell, che ha continuato a riferirsi al re delle criptovalute come ad "una riserva di valore speculativa". Questo, tuttavia, non è andato a genio al presidente già scontento di suo.

 
Trump ha quindi usato la sua famigerata presenza su Twitter per criticare Bitcoin, Libra di Facebook e altre criptovalute. "Non sono un fan di Bitcoin e di altre criptovalute, che non sono denaro e il cui valore è altamente volatile e basato sul nulla", secondo il presidente, che ha collegato i loro usi al commercio di droga e ad altre attività illegali.

Trump ha poi continuato a ricordare ai suoi seguaci che "l'unica vera moneta negli Stati Uniti", riferendosi al dollaro USA, "è più forte che mai". Le osservazioni negative di Trump su Bitcoin rivelano quanto poco egli comprenda le proprietà economiche solide del nuova tecnologia e quanto voglia invece nel diffondere paura, incertezza e dubbio.



Bitcoin non è denaro?

Dato che il denaro non è altro che una merce, che gli individui accettano come mezzo di scambio per evitare le complessità e gli inconvenienti dell'operare in un sistema basato sul baratto, Bitcoin è sicuramente una forma di denaro. Nel corso della storia diverse forme di denaro sono apparse e scomparse dal mercato, in base alle loro proprietà economiche. Poiché tutto il valore economico è soggettivo per l'individuo, come il grande economista Austriaco Carl Menger ha spiegato al mondo nella sua opera fondamentale Principi di Economia, il valore del denaro dipende da quanta fiducia hanno i suoi utilizzatori che esso mantenga nel tempo potere d'acquisto e salabilità.

"Bitcoin è il miglior sound money mai inventato", secondo l'economista Austriaco Saifedean Ammous, perché "la crescita del suo valore non può aumentare con la sua offerta; può solo rendere la rete più sicura e immune agli attacchi." (Per una migliore e più approfondita comprensione delle proprietà economiche di Bitcoin e di come si adatta alla storia del denaro, si dovrebbe leggere il libro di Ammous "The Bitcoin Standard: l'alternativa decentralizzata al sistema bancario centrale".)

Per quanto riguarda il dollaro degli Stati Uniti, il suo valore non è derivato intrinsecamente, o perché soddisfi in qualche modo il criterio di sound money come sembra suggerire il presidente. È quello che viene definito denaro fiat emesso dallo stato. Il valore del dollaro USA è coperto dal monopolio della violenza e dal fatto che fino ad ora mancassero alternative percorribili. Si rischia la possibilità di venire aggrediti e di essere incarcerati ogni volta che ci si rifiuta di pagare le tasse o si cerca di aumentare artificialmente l'offerta di denaro sul mercato. Quest'ultima capacità, e quindi distruggere il valore del dollaro, è ad esclusivo appannaggio delle rotative della Federal Reserve. L'offerta totale di Bitcoin, al contrario, è fissa a 21 milioni e non può essere manomessa da alcuna commissione di pianificazione centrale.



Bitcoin è altamente volatile?

Il presidente Trump non ha necessariamente torto quando suggerisce che il prezzo del Bitcoin è altamente volatile. Ciò che non riesce a capire, tuttavia, è che la volatilità di Bitcoin influisce solo sul suo uso come mezzo di scambio a breve termine, come ha discusso Andreas Antonopoulos in un video che ha caricato su YouTube l'anno scorso. Saifedean Ammous osserva anche che "la volatilità di Bitcoin deriva dal fatto che la sua offerta è assolutamente inflessibile e non risponde ai cambiamenti della domanda" e che alla fine è un attributo del protocollo piuttosto che un fallimento nella sua progettazione.

In The Bitcoin Standard, Ammous spiega che questa "volatilità probabilmente diminuirà" man mano che il mercato continuerà a crescere e le innovazioni tecnologiche costruite sulla rete blockchain inizieranno a maturare. Nonostante la volatilità, Bitcoin rimane ancora "l'asset più performante degli ultimi dieci anni", come ha giustamente sottolineato Anthony Pompliano sulla CNBC l'anno scorso. In parole povere, la volatilità di Bitcoin è un paradiso per i trader giornalieri e non dovrebbe preoccupare gli investitori di lungo termine.



Bitcoin può facilitare comportamenti illeciti e altre attività illegali?

Poiché Bitcoin ha guadagnato una grande popolarità come metodo principale per eseguire transazioni nel famigerato mercato nero online, conserva ancora una reputazione negativa per essere la valuta scelta dai trafficanti di droga. Nonostante questo stigma, è probabilmente la critica più debole di Trump contro Bitcoin. Anche se è stato inizialmente lanciato come uno strumento per eseguire transazioni anonime protette dalla crittografia, le transazioni Bitcoin difficilmente sono non rintracciabili.

Ogni transazione effettuata sulla blockchain di Bitcoin è registrata su un libro mastro pubblico che il mondo intero può vedere. Proprio lo scorso anno, Edward Snowden ha fatto trapelare informazioni che suggerivano che la National Security Agency fosse in grado di tracciare gli utenti Bitcoin e le loro transazioni. Se si desidera agire in modo illegale, un libro mastro pubblico non è certo il luogo in cui si desidera condurre tali transazioni. I dollari statunitensi che escono dai bancomat della vostra banca locale hanno maggiori probabilità di essere utilizzati per il riciclaggio di denaro e l'acquisto di droghe rispetto a Bitcoin.





Allora perché Trump è così contrario a Bitcoin?

Come accennato in precedenza, è difficile determinare se Trump riconosca o meno Bitcoin come una minaccia per l'attuale sistema economico, o se non riesca a comprendere la filosofia economica e politica alla base di questa tecnologia rivoluzionaria. Trump è senza dubbio un sostenitore del nazionalismo economico, come verrebbe etichettato da Ludwig von Mises a causa delle sue guerre commerciali contro la Cina, quindi c'è motivo di credere che abbia paura che il dollaro USA perda il suo dominio egemonico come valuta di riserva mondiale.

Una relazione recente pubblicata dalla Fondazione americana per la difesa delle democrazie (FDD) suggerisce che molti degli avversari mondiali degli Stati Uniti stanno attualmente esplorando l'uso della tecnologia blockchain come mezzo per rovesciare il potere finanziario globale delo zio Sam. Forse il presidente Trump ha ricevuto notifica di questi sforzi ed è per questo che ha scelto di criticare pubblicamente Bitcoin e altre criptovalute.

È anche lecito presumere che il presidente sia solo il prodotto dell'antica scuola di pensiero economica dominata da Keynes, che ha afflitto il mondo accademico moderno da molto prima che si laureasse in economia presso la Wharton School della Pennsylvania. Come la maggior parte degli individui in possesso di una laurea in economia, il presidente Trump probabilmente non è stato abbastanza fortunato da avere la possibilità di leggere Menger o Mises. Non è mai troppo tardi per iniziare a leggere i grandi pensatori Austriaci, signor Presidente!


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: https://www.francescosimoncelli.com/


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martedì 13 agosto 2019

Incolpare la globalizzazione per i problemi della nostra società è solo vittimismo





di John Tamny


"Perché coloro che si godono il benessere che dona loro il capitalismo, desiderano tornare ai bei vecchi tempi del passato[...]?" - Ludwig von Mises, The Anti-Capitalistic Mentality, p. 3

Immaginate per un momento 100 individui normodotati su un'isola deserta senza accesso a nessuna produzione o forma di contatto con altre persone. Gli abitanti dell'isola sarebbero molto poveri in considerazione di quanto poco potrebbero produrre e la vita sarebbe scandita da una fatica infinita.

Immaginate, quindi, l'ondata di prosperità che deriverebbe dall'arrivo di altri 200 normodotati. Qualche lettore pensa seriamente che l'arrivo di 400 nuove "mani" renderebbe inattivi gli abitanti originali? Neanche per sogno. Il lavoro non è finito, anzi, è infinito. Quattrocento mani in più non impoverirebbero nessuno, permetterebbero a tutti gli abitanti dell'isola deserta di specializzarsi ulteriormente nel loro lavoro. Più questa fatica è suddivisa, più persone con talenti diversi possono fare il tipo di lavoro che più si adatta alle loro capacità.



La globalizzazione non è una minaccia: è un'opportunità

Tutto ciò ci ricorda che l'ingresso di miliardi di persone in tutto il mondo nella forza lavoro non rappresenta una minaccia per i "lavori autoctoni", invece è un'enorme opportunità. Lo stesso vale per i robot e altre forme di automazione. Che sia umano o meccanico, la mobilitazione delle "mani" è ciò che consente agli individui di fare ciò che sanno fare meglio. La divisione del lavoro ci migliora.

Ora immaginate se sulla suddetta isola deserta le 300 persone dovessero dividersi in due paesi solo per motivi religiosi, ciascuno con una popolazione di 150 individui. Se così fosse, i "paesi" guadagnerebbe da dazi destinati a limitare il commercio tra gli abitanti di ciascun paese? Gli abitanti dell'isola dovrebbero invertire la specializzazione in modo che nessuno dei due paesi guadagni un "vantaggio" su cibo, vestiti, o zappe? Ovviamente no. I paesi sono solo paesi e le persone sono persone. Le persone ottengono più vantaggi quando possono dividere il lavoro con gli altri, indipendentemente da dove si trovano su una mappa.

La verità è che i dazi metterebbero a repentaglio ogni abitante semplicemente perché gli individui beneficiano di più quando hanno il maggior numero di persone in competizione per soddisfare i loro bisogni. Il commercio è sempre sui prodotti per i prodotti, quindi più persone ci sono in competizione per scambiarsi la propria produzione, più beni e servizi emergeranno. In breve, lo scambio aperto significa che ne riceviamo costantemente di più.

Tutto ciò ci ricorda che la fatidica "globalizzazione" in bocca a lavoratori, sapientoni e intellettuali di ogni genere è tanto rumore per nulla. Nessuno viene danneggiato dalla divisione del lavoro, semplicemente perché nessuno viene danneggiato facendo ciò che lo migliora di più. Allo stesso modo, nessuno viene danneggiato quando cresce il numero di persone in competizione per migliorare la propria vita attraverso lo scambio. La globalizzazione e la libertà di commerciare possono solo arrecare vantaggi.

Questo ci porta ad un recente discorso tenuto dal senior fellow della Hoover Institution, Peter Berkowitz. Alla ricerca del perché dietro l'abbinamento tra conservatorismo e populismo, e più specificamente l'ascesa di Donald Trump, Berkowitz ha detto:
La classe medio-bassa è assediata dal calo dei matrimoni, dall'aumento delle madri non sposate, dall'erosione della laboriosità degli uomini, dalla crescente criminalità e da un forte declino della fede religiosa. I colpevoli, in particolare nel cuore industriale, comprendono la globalizzazione, l'automazione dei posti di lavoro e gli oppioidi.

Senza dubbio la lezione di Berkowitz gli farà guadagnare ogni sorta di elogio tra i benpensanti, ma le parole oscurano una superficialità aberrante. Il ragionamento di Berkowitz non solo non regge di fronte alla realtà globale, ma non è nemmeno difficile dire che il suo pensiero equivale ad una serie di non sequitur.



Il modello di Hong Kong

Per quanto riguarda le realtà globali, Hong Kong è la definizione perfetta di "globalizzazione". Pensate che gli hongkonghesi non hanno altra scelta che abbracciare ciò che alcuni hanno trasformato in una parolaccia. Dato che c'è davvero poca "ricchezza naturale" (grano, carne, soia, rame, olio, ecc.) in quella che una volta era la più sterile delle rocce, Hong Kong deve importare praticamente tutto. Ma ben lontano dai luoghi comuni che potrebbero emergere, dal crimine in aumento alla mancanza di operosità, le persone prosperano. Ovviamente prosperano. Le persone libere di produrre hanno le maggiori probabilità di essere produttive. Quest'ultimo aspetto è particolarmente vero quando sono anche liberi di commerciare con chiunque, indipendentemente dal Paese. La divisione del lavoro insito nel commercio aperto non ferisce le persone, permette loro di evitare infortuni nel caso in cui dovessero svolgere lavori totalmente estranei alle proprie capacità.

Dopodiché Berkowitz dovrebbe spiegare cosa l'abbondanza del mondo dovrebbe avere a che fare con i matrimoni, l'indolenza, la criminalità, la tossicodipendenza e qualsiasi altra cosa che possa inventare. I tentativi di connessione equivalgono ad una serie di non sequitur. Berkowitz sembra ansioso di creare vittime laddove non ce ne sono, piuttosto che affermare ciò che è ovvio: in un Paese libero, alcuni prenderanno decisioni sbagliate che spesso sono coerenti con una mancanza di benessere economico. Tale affermazione può sembrare insensata per alcuni, ma molto più infamante è parlare male della libertà economica che ha una media battuta di circa 1.000 quando si tratta di emancipare le persone dalla povertà nera anziché consegnarle ad essa.



Prescrizioni sbagliate

Quindi Berkowitz non fa altro che ricorrere alla banalità: "Per aiutare la classe medio-bassa, le élite conservatrici devono ascoltare di più, devono anche ripristinare un'istruzione liberale mentre colmano le lacune dei curricula nei college e neutralizzano le sue lezioni illiberali". Davvero? Già è politicamente difficile pensare di farlo, figuriamoci metterlo in pratica, ma il discorso di Berkowitz è un grande insulto per gli Stati Uniti e una riscrittura della storia che ha a lungo correlato la libertà con la prosperità. La libertà funziona. Sempre.

Inoltre Berkowitz dimentica che gli Stati Uniti sono stati creati da persone incredibilmente povere che sapevano di potersi riorganizzare se fossero state libere individualmente ed economicamente. Fino ad oggi i più poveri del mondo continuano a rischiare la vita per arrivare negli Stati Uniti. Queste persone non hanno bisogno di élite conservatrici che le diano retta, o richiedono un'istruzione liberale restaurata; vogliono solo essere lasciate in pace. Spesso queste persone non parlano nemmeno inglese. Vengono qui non per le garanzie, e certamente non si aspettano l'attenzione degli studiosi nei think tank. Probabilmente ci sono troppi pochi soldi per gli oppioidi, eppure i non abbienti del mondo vengono ancora qui per risolvere il loro problema con la povertà.

Per quanto riguarda gli americani abbastanza fortunati da essere americani e vivere nel Paese in cui gran parte degli abitanti del mondo darebbero qualsiasi cosa per vivere, Berkowitz capisce le cose al contrario. Proprio lui dovrebbe saperlo meglio. Dopo aver assistito alla prosperità di interi Paesi grazie alla fine del totalitarismo che ha brutalmente perseguitato il mondo nel ventesimo secolo, Berkowitz davvero crede che troppa libertà, troppa apertura al resto del mondo, troppa automazione e non abbastanza istruzione liberale possano spiegare la difficile situazione di alcuni nel cuore industriale? È difficile trovare un nesso logico...

A differenza degli americani relativamente poveri, che sono troppo esposti alla globalizzazione, la storia e la logica ci dicono che al di là delle capacità decisionali personali, il più grande errore degli americani "dimenticati" è di vivere in parti degli Stati Uniti non abbastanza esposte alla globalizzazione che Berkowitz tanto detesta nonostante tutta la prosperità che ha portato agli esseri umani.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: https://www.francescosimoncelli.com/


lunedì 12 agosto 2019

Non ignorate Bitcoin a causa delle sue forti oscillazioni di prezzo





di David L. Veksler


Ci sono validi motivi per criticare Bitcoin, ma la volatilità dei prezzi non è tra di questi.

Perché il prezzo di Bitcoin cambia così tanto di giorno in giorno? La risposta è semplice: il valore di Bitcoin deriva quasi interamente dalla speculazione sulla sua adozione futura piuttosto che sull'uso pratico. Gli speculatori su Bitcoin stanno scommettendo sulla probabilità che diventerà un'alternativa credibile alla moneta cartacea fiat, o a materie prime come l'oro.



È impossibile prevedere il futuro

Nessuno conosce il futuro, quindi molti partecipanti al mercato fanno ipotesi sul futuro usando le informazioni a loro disposizione. Naturalmente non saranno d'accordo e cambieranno le loro opinioni nel tempo, man mano che nuove conoscenze saranno disponibili. Buone e cattive notizie come dichiarazioni di governi, furti negli exchange, o nuove iniziative, forniscono nuove informazioni sul futuro e influenzano quindi il prezzo. I trader reagiscono anche alle previsioni di altri trader: è così che funziona la determinazione dei prezzi in qualsiasi mercato. Coloro che faranno previsioni di successo accumuleranno più Bitcoin, a premio del loro miglior giudizio.

Se pensate che il trading di Bitcoin sia guidato da troppa campagna pubblicitaria, considerate che l'economia mondiale al momento dipende dalle reazioni del presidente Trump all'ultima trasmissione di Fox News e da come la Federal Reserve legge le foglie di tè nel mercato.

Al contrario, i trader in criptovalute alla fine rispondono al successo o al fallimento di lungo termine dell'ecosistema Bitcoin. Questo processo di scoperta delle informazioni è sempre disordinato, ma non è più arbitrario del ciclo di notizie politiche.

Molti critici di Bitcoin lo considerano una risorsa speculativa e quindi ritengono questo un motivo sufficiente a respingerlo, ma tutte le iniziative imprenditoriali sono speculative all'inizio. Bitcoin è come qualsiasi impresa o scoperta nella sua fase iniziale. Un investitore può valutare una quota del 10% di $1 milione a $10 milioni, mentre successivamente potrebbe valutare una quota di $10 a $100 milioni. Man mano che la startup dimostra che la sua tecnologia ed il suo modello di business sono solidi e iniziano a fare profitti, la capitalizzazione di mercato cresce. Man mano che il profitto passa dalla potenzialità all'attualità, la capitalizzazione di mercato diventa più stabile. Stiamo assistendo ad un processo simile con Bitcoin, tranne per il fatto che l'ambizione ed il potenziale sono molto più grandi di una startup, quindi il processo richiede molto più tempo.



Stabilità di prezzo

Bitcoin raggiungerà la stabilità di prezzo quando una grande parte della sua capitalizzazione di mercato verrà utilizzata per scopi pratici piuttosto che per le ipotesi sul futuro. Il valore pratico di Bitcoin è come mezzo di scambio e riserva di valore.

Possiamo tracciare l'adozione di Bitcoin come denaro pratico? Sì. Quando è stato inventato, solo pochi utenti avevano la capacità di effettuare transazioni con Bitcoin. Negli ultimi 10 anni, l'ecosistema della criptovaluta è cresciuto e si è evoluto. Il bitcoin è ora più facile da usare, più sicuro da custodire e il numero di aziende che lo accettano è di decine di migliaia.

Tuttavia è ancora più conveniente utilizzare reti di pagamento più tradizionali. È normale: i monopoli si rompono non attaccando frontalmente il loro modello di business, ma con casi ristretti in cui è più facile costruire un'alternativa migliore. Nel caso di Bitcoin è già un'opzione praticabile nei trasferimenti di denaro transfrontalieri da nazioni con controlli di capitale, negli scambi di beni su mercati neri e grigi, nel finanziamento di istituzioni politicamente scorrette e, naturalmente, nelle operazioni criminali. Nei Paesi sviluppati con solide reti finanziarie, Bitcoin viene utilizzato solo dai suoi seguaci più devoti, poiché il sistema finanziario tradizionale è ancora molto più facile da usare.

Ciò non significa che non vedremo un cambiamento improvviso e imprevedibile in cui Bitcoin supererà improvvisamente le reti finanziarie tradizionali. Il sistema bancario occidentale soffre di gravi difetti strutturali ed è pronto a cadere sotto il peso delle sue contraddizioni. Al contrario, ecco una singola transazione in bitcoin del valore di $670 milioni ad un costo totale di $7,82. Pensate adesso quante più rotture richiederebbe una transazione bancaria di queste dimensioni. Una transazione per acquistare il vostro caffè mattutino con bitcoin ha lo stesso livello di sicurezza.

Abbiamo visto come Paesi come la Cina si siano evoluti in pochi anni da società solo con contanti a società interamente dominate da app di pagamento su cellulare. Con Whole Foods, Home Depot e altri importanti negozi che accettano Bitcoin, praticamente tutti i millennial che usano gli smartphone e la crescente instabilità del sistema monetario fiat globale, il mercato delle valute fiat potrebbe essere pronto per essere distrutto... oppure no. Il "flippening" tra il dollaro e Bitcoin potrebbe ancora richiedere decenni. Il punto è che non c'è nulla di fondamentalmente sbagliato nel fare ipotesi sulla possibilità di un'economia basata su Bitcoin e di uno standard monetario globale se credete (come faccio io) che la tecnologia sia fondamentalmente solida e in grado di evolversi per gestire il business di 7 miliardi di persone .


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: https://www.francescosimoncelli.com/


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venerdì 9 agosto 2019

Powell vuota il sacco: no Curva di Phillips, no party keynesiano





di David Stockman


Giovedì è stato uno di quei giorni in cui il commento "ma non mi dire" è davvero appropriato. Ci riferiamo ovviamente all'audizione di Powell davanti al Senate Banking Committee, dove ha affermato che un maggior numero di persone che lavorano non causa inflazione.
"La relazione tra il rallentamento dell'economia, o la disoccupazione e l'inflazione, era forte 50 anni fa [...] e adesso non c'è più", ha detto Powell durante la sua testimonianza dinanzi al Senate Banking Committee. Ha aggiunto che il forte legame tra disoccupazione e inflazione è stato infranto come minimo 20 anni fa e che il rapporto "è diventato sempre più debole e debole".

Perché, sì, a quanto pare è completamente scomparso secondo il grafico qui sotto.

Sin dal minimo raggiunto dai posti di lavoro nel 2010, il tasso di disoccupazione (barre marroni) è passato da poco meno del 10% ad un minimo di 50 anni del 3,7%. Nonostante l'apparente uscita della "fiacchezza" dalla vasca da bagno economica degli Stati Uniti, gli aumenti settimanali reali dei maschi in età da lavoro (barre viola) sono stati sostanzialmente piatti negli ultimi otto anni.

Quindi potreste mettere una croce nella cosiddetta Curva di Phillips e farla finita. Ma in realtà la storia non finisce qui e la confessione di Powell implica molto più che l'equazione salario/occupazione.

Infatti schiaccia la tesi principale del sistema bancario keynesiano. Vale a dire, la politica della FED funziona in gran parte come una vasca chiusa del PIL interno e che alzando o abbassando il livello dell'acqua della "domanda" al suo interno, l'Eccles Building possa controllare a proprio piacimento l'inflazione interna, l'occupazione e la crescita economica.


Ovviamente non può e la ragione di ciò inizia con l'errata affermazione di Powell secondo cui il rapporto tra salari e lavoro "è andato via".

In realtà ciò che viene implicato qui è la legge fondamentale della domanda e dell'offerta, che non è scomparsa misteriosamente. Non è ovvio che centinaia di milioni di contadini sono stati prosciugati dalle risaie e dai villaggi asiatici e radunati in nuove fabbriche finanziate con il credito facile che i banchieri centrali possono stampare?

Quindi l'equazione interna domanda/offerta degli Stati Uniti è stata recisa come mostra il grafico sopra. Questo perché il prezzo cinese per i beni scambiati a livello globale e il prezzo indiano per i servizi forniti a livello globale guidano l'allocazione geografica della produzione e determinano il saggio salariale marginale nell'economia globale.

Detto in modo diverso, la metrica della disoccupazione U-3 è inutile. Detto in modo diverso, negli ultimi 10 anni di pseudo-ripresa economica, l'aumento della domanda interna di produzione e manodopera è migrata dalla vasca del PIL nazionale all'economia globale. E se i salari interni fossero aumentati rapidamente secondo la vecchia equazione della Curva di Phillips, ci sarebbe stata ancora più produzione e salari spostati all'estero (dato che l'allocazione delle risorse avviene al margine in un'economia globale aperta).

Infatti non c'è nulla di nuovo in questo fattore di dispersione della domanda. Soprattutto dopo la versione keynesiana di banca centrale da parte di Alan Greenspan negli anni '90, il fattore di dispersione è cresciuto perché la FED ha rifiutato di autorizzare i mercati finanziari nazionali a dirigersi verso la strada deflazionistica indicata.

Di conseguenza il divario tra costi e salari, tra la produzione nazionale e quella cinese/indiana, si è costantemente ampliato. Stimiamo che in termini nominali il divario medio tra gli stipendi degli Stati Uniti e quelli della Cina era di $10 l'ora alla fine degli anni '80 ed è salito di $25 ad oggi.

Questo crescente divario tra salari e costi negli Stati Uniti rispetto alla produzione offshore è ciò che sta bloccando i salari reali degli Stati Uniti. Tuttavia anche le tendenze dei salari reali relativamente piatte non sono state sufficienti a fermare la migrazione della domanda degli Stati Uniti verso terre straniere più economiche in termini di salari/costi, come è più che evidente nel grafico qui sotto.

Il grafico indicizza semplicemente le importazioni USA e le vendite finali agli acquirenti nazionali. Ciò che mostra è che le importazioni (linea viola) sono cresciute di quasi il 300%, o del 5,8% annuo negli ultimi 25 anni, mentre il bacino totale della "domanda" interna misurata dalle vendite nominali agli acquirenti nazionali (essenzialmente il PIL meno le esportazioni e le oscillazioni degli inventari) è salito del 195% e solo del 4,5% all'anno.

Quindi una quota materialmente crescente della torta della domanda interna è finita agli stranieri.

Il divario crescente nel grafico tra le due linee misura la perdita di domanda. E la causa della soppressione dei salari rimane un mistero per i nostri pianificatori monetari centrali, cioè, il distruttore della vecchia Curva nazionale di Phillips.


Certo, il grafico spiega molto di più che salari deboli rispetto ad un'occupazione presumibilmente forte. In realtà, spiega perché l'idea stessa di gestione keynesiana della domanda sia così distruttiva.

Cioè, l'Eccles Building può influenzare la domanda interna mediante la repressione dei tassi d'interesse, che, a sua volta, dovrebbe indurre i settori domestici ad accendere più prestiti e spendere di più di quanto potrebbe accadere altrimenti. Ma in un'economia globale efficiente dal punto di vista tecnologico e dei trasporti, una "domanda" potenziata non riempie necessariamente la vasca del PIL nazionale, facendo così salire i salari e assorbendo tutto il lavoro domestico disponibile.

Invece è una questione di prezzi, non di aggregati. Cioè, se i salari domestici, i prezzi ed i costi non sono competitivi con quelli stranieri (aggiustati ai costi di trasporto, ai costi d'inventario ed a premi simili sulle importazioni), tutta o parte della domanda incrementale finisce sulle coste estere, dove spinge verso l'alto posti di lavoro, produzione e salari.

In altre parole, la FED sta essenzialmente cercando di stimolare l'economia degli Stati Uniti con strumenti inefficaci, anche quando riesce a persuadere famiglie e imprese domestiche ad accendere più prestiti ed a spendere di più.

Ma anche quest'ultimo aspetto è ora in dubbio a causa di tre decenni di pompaggio di denaro e una massiccia crescita del debito e della leva finanziaria. L'abbiamo chiamato l'equivalente finanziario di un LBO nazionale. Quest'ultimo ha ora introdotto una condizione meglio descritta come Picco del Debito: una larga fetta dei bilanci delle famiglie e delle impreseè ormai satura.

Di conseguenza tagliare i tassi d'interesse avrà sempre meno effetti su Main Street a causa dello schiacciante livello d'indebitamento. A partire dal primo trimestre del 2019, infatti, il debito pubblico e privato totale ha raggiunto i $73.000 miliardi ed è aumentato di $21.000 miliardi rispetto al picco pre-crisi del quarto trimestre 2007.

Come illustrato di seguito, ora ci sono due giri di debito extra sul reddito nazionale (3,47X contro 1,48X) rispetto al vecchio rapporto di leva che ha prevalso per un secolo tra il 1870 e il 1970. In termini quantitativi, suddetti giri extra ammontano a $40.000 miliardi di debito extra trascinati dall'economia statunitense.

Inutile dire che sta diventando sempre più difficile per la FED stimolare più prestiti e spese rispetto ai $21.000 miliardi del reddito nominale della nazione. È semplicemente una questione di rendimenti decrescenti in quelli che sono già tassi ultra bassi, insieme all'esaurimento della capacità di bilancio.


Questo è particolarmente vero nel settore delle famiglie, dove la leva finanziaria è aumentata vertiginosamente tra il 1987 e la crisi finanziaria del 2008. Come illustrato di seguito, la leva finanziaria delle famiglie è rimasta a livelli storicamente elevati rispetto al reddito da stipendio, nonostante qualche lieve deleveraging sulla scia della crisi dei mutui nel 2008.


In breve, lo strumento "tasso d'interesse" della FED si sta indebolendo sempre di più; la crescita della domanda interna sulla scia di una maggiore leva finanziaria sta diminuendo; e qualsiasi incremento della domanda interna che la FED è in grado di stimolare finisce sempre più nell'acquisto di beni stranieri e in altri fattori di produzione esteri.

Oltre a ciò, anche la metrica U-3 non è più quella di una volta in termini di misurazione della "fiacchezza" nel mercato del lavoro interno. Ciò perché una quota in costante aumento di lavoratori disponibili e di ore lavorative non viene impiegata nell'economia nazionale, un fattore che la misura U-3 non può catturare.

Tale fattore mancante è evidente nel grafico qui sotto. Dal picco del quarto trimestre del 2000, il censimento dei potenziali lavoratori nell'economia statunitense è cresciuto del 21%, tuttavia le ore di lavoro effettivamente impiegate sono aumentate solo dell'11,9%.

Quindi il tasso di utilizzo reale del lavoro è diminuito drasticamente, a dispetto della metrica U-3 riportata dal BLS, che considera tutti i lavori uguali.


La popolazione adulta tra i 20 ed i 69 anni nel 2000 era di 175,5 milioni, il che implicava 351 miliardi ore di lavoro annuali disponibili in un anno standard.

Secondo il BLS le ore di lavoro effettive impiegate in quell'anno ammontavano a 229,5 miliardi, lasciando 121,5 miliardi di ore non utilizzate. Ciò significa che il tasso di disoccupazione complessivo era pari al 34,6% alla fine del secolo.

Attualmente la riserva di manodopera disponibile ammonta a 212,3 milioni di potenziali lavoratori, o 424,6 miliardi di ore annuali. Ciò si confronta con i 255,6 miliardi di ore effettive impiegate nell'ultima lettura. Quindi l'attuale tasso di disoccupazione complessivo è del 40,0%!

Ma ecco il punto: nell'aprile 2000 il tasso di disoccupazione U-3 era del 3,8%, praticamente identico al tasso attuale del 3,7%. Ma evidentemente c'è molta più "fiacchezza" nel bacino delle ore di lavoro oggi disponibile rispetto a 19 anni fa.

Certo, la ragione per cui attualmente ci sono 169 miliardi di ore disoccupate per gli adulti in base a questa misura del mercato del lavoro è che ci sono sempre più posti di lavoro part-time nel conteggio del BLS riguardo l'occupazione; e perché le persone scelgono di lavorare in famiglia, a nero, di usuvruire del welfare state, della disabilità, dei prestiti agli studenti, o di vendere lattine di birra usate su E-Bay nella cantina di mamma e papà.

Normalmente l'aumento dei salari reali interni avrebbe, al margine, spinto suddette persone a cimentarsi nel mercato del lavoro retribuito. Tuttavia, con un abbondante bacino di lavoro in eccesso a buon mercato all'estero che causa stagnazione dei salari reali interni, quelle 169 miliardi di ore di lavoro inutilizzate sono rimaste al di fuori della forza lavoro retribuita.

In ogni caso, piuttosto che vedere la morte della Curva di Phillips e di conseguenza della morte del sistema bancario keynesiano, Powell ha detto che prima o poi questa massiccia abbondanza di lavoro non utilizzato verrà assorbita e che sarebbe stato raggiunto il Santo Graal della pianificazione monetaria centrale.

Cioè, più inflazione!
"Alla fine ci deve essere una connessione, perché il basso livello di occupazione farà salire i salari e, in definitiva, salari più alti faranno salire l'inflazione, ma ancora non abbiamo raggiunto quel punto. Questa connessione tra i due è piuttosto piccola in questi giorni", ha detto il capo della FED.

No, non lo farà. Non c'è limite al bacino di lavoro economico sul pianeta, il che significa che l'inflazione salariale che il nostro politburo monetario continua a promettere non arriverà tanto presto.

L'inflazione salariale è il Godot monetario che i capi della FED stanno aspettando. Ciò significa che credono di poter mantenere "stimolata" la domanda e falsificare i tassi d'interesse a tempo indeterminato, alimentando così una bolla sempre più grande a Wall Street e una giornata ancora più disastrosa quando alla fine scoppierà.

Ciò significa, naturalmente, che la FED sta sostenendo uffficiosamente la MMT. Infatti l'ignaro Powell l'ha ammesso in questo scambio con uno dei suoi principali sostenitori, Alexandra Ocasio-Cortez di Alessandria.

La strada per il socialismo in America potrebbe finire per essere imboccata attraverso la grande sala riunioni dell'Excles Building.

Nel frattempo le condizioni dell'economia globale stanno diventando sempre più deboli, una condizione che l'imminente campagna di taglio dei tassi della FED non potrà invertire.

Di conseguenza, quando la bolla finanziaria alla fine scoppierà, probabilmente accadrà nel mezzo di una recessione globale in cui la FED e il suo convoglio di banche centrali si ritroverà senza frecce nella sua faretra.


Nel frattempo il deficit di bilancio aumenta vertiginosamente, salendo del 23% a $747,1 miliardi nei primi nove mesi dell'anno fiscale, il che, a sua volta, ha indotto il Segretario al Tesoro americano a mettere in guardia che lo zio Sam potrebbe rimanere senza liquidità entro il Labor Day.

Poi la FED vuole tagliare i tassi, perché i suoi modelli keynesiani fasulli sono intenzionati a placare Wall Street. Inutile dire che questo ha scatenato ancora una volta la mania "buy the dip".

Ma almeno ora sappiamo che la Curva di Phillips è morta e se siamo fortunati, la morte del sistema bancario centrale keynesiano non sarà troppo lontana.



[*] traduzione di Francesco Simoncelli: https://www.francescosimoncelli.com/