La traduzione in italiano dell'opera scritta da Wendy McElroy esplora Bitcoin a 360°, un compendio della sua storia fino ad adesso e la direzione che molto probabilmente prenderà la sua evoluzione nel futuro prossimo. Si parte dalla teoria, soprattutto quella libertaria e Austriaca, e si sonda come essa interagisce con la realtà. Niente utopie, solo la logica esposizione di una tecnologia che si sviluppa insieme alle azioni degli esseri umani. Per questo motivo vengono inserite nell'analisi diversi punti di vista: sociologico, economico, giudiziario, filosofico, politico, psicologico e altri. Una visione e trattazione di Bitcoin come non l'avete mai vista finora, per un asset che non solo promette di rinnovare l'ambito monetario ma che, soprattutto, apre alla possibilità concreta di avere, per la prima volta nella storia umana, una società profondamente e completamente modificabile dal basso verso l'alto.
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(Versione audio della traduzione disponibile qui: https://fsimoncelli.substack.com/p/teocrati-socialisti-e-limpulso-totalitario)
Probabilmente non conosceremo mai il vero numero delle vittime tra i coraggiosi rivoluzionari iraniani, ma ciò che è stato mostrato con dettagli crudi è l'orribile brutalità della teocrazia iraniana nei confronti del proprio popolo.
In un recente saggio pubblicato sul New Yorker, intitolato “Un massacro a Mashhad”, Cora Engelbrecht ha raccontato di un massacro durato diversi giorni, in cui un'enorme folla di manifestanti iraniani ha invaso le strade, i ponti e le autostrade di Mashhad. Tra le vittime c'erano bambini con le loro madri e i loro nonni. Un iraniano che ha condiviso la documentazione con la Engelbrecht ha riferito: “Per tre notti, le strade della mia città natale si sono trasformate in un campo di sterminio”.
Per alcuni, la mentalità che ha dato origine alla teocrazia iraniana sembra appartenere a un altro mondo, a migliaia di chilometri di distanza o a centinaia di anni fa. F.A. Hayek direbbe: non siatene così sicuri.
Il regime iraniano è una forma di totalitarismo teocratico. La sua guida suprema, l'ayatollah Ali Khamenei, afferma: “Dio parla attraverso la mia bocca”. Un dissidente è considerato un “nemico di Dio”, il che giustifica una brutalità inimmaginabile e l'uso della forza letale contro di lui. Mercenari stranieri sono stati portati in Iran per unirsi alle Guardie Rivoluzionarie e reprimere i tumulti sociali. Hanno ricevuto istruzioni di colpire il volto e la testa dei manifestanti, con l'obiettivo di accecarli.
Anche in Occidente stanno emergendo gruppi teocratici. Per ora, le loro azioni sono mitigate dalla sensibilità e dalle leggi occidentali. Tuttavia, la mentalità di questi gruppi è altrettanto distruttiva e spietata quanto quella della teocrazia iraniana.
Una delle radici della crescente mentalità teocratica si trova negli scritti del filosofo politico francese Jean-Jacques Rousseau. Nel capitolo intitolato “Il Legislatore” del suo libro, Il Contratto Sociale, Rousseau scrisse: “Per scoprire le regole della società più adatte alle nazioni, sarebbe necessaria un'intelligenza superiore che contempli tutte le passioni degli uomini senza provarne alcuna”.
Rousseau continuò:
Questa intelligenza dovrebbe essere completamente estranea alla nostra natura, pur conoscendola a fondo; la sua felicità dovrebbe essere indipendente da noi, eppure pronta a occuparsi della nostra; e infine, nel corso del tempo, dovrebbe guardare a una gloria lontana e, operando in un secolo, essere in grado di goderne in quello successivo.
Rousseau concluse quel paragrafo affermando: “Ci vorrebbero degli dei per dare leggi agli uomini”.
Ciò che Rousseau aveva immaginato avrebbe sovvertito le fondamenta stesse alla base del progresso della civiltà occidentale: ovvero, il metodo per tentativi ed errori e la libertà di crescere superando ciò che non funziona.
Nel suo libro, The Fatal Conceit, F. A. Hayek sosteneva che un errore fondamentale del socialismo – e questo errore rispecchia il pensiero teocratico – è il tentativo di imporre la morale del “piccolo gruppo” o della “tribù” all'“ordine esteso della cooperazione umana”.
Spiegò come “la morale socialista distruggerebbe gran parte dell'umanità attuale e impoverirebbe gran parte del resto”. Possiamo osservare che gli occidentali si sostengono principalmente grazie a un mercato decentralizzato, reso ordinato da persone che cooperano volontariamente tra loro, pur mirando ciascuna al raggiungimento dei propri obiettivi. Sostituire quest'ordine spontaneo con un piano “morale” centralizzato farebbe crollare il sistema stesso che produce le risorse necessarie alla sopravvivenza umana. Khamenei ha fatto collassare l'economia iraniana principalmente dirottando le risorse per finanziare il terrorismo in tutto il mondo.
La morale socialista è spogliata dalle giustificazioni soprannaturali della morale teocratica, ma conserva un'anima totalitaria. Credere che “le regole della società” possano essere scoperte e che la natura umana possa essere plasmata secondo tale disegno significa invitare una persona “superiore” a intervenire e a plasmare il mondo. Milioni di persone hanno sostenuto despoti come Hitler, Stalin o gli Ayatollah, credendo che una persona “superiore” al potere avrebbe creato un mondo migliore. Questa è la cosiddetta presunzione fatale.
Il regime iraniano crede di poter progettare una società islamica. I teocrati occidentali credono di poter progettare una società equa, una società ecologica e così via, attraverso l'ingegneria amministrativa.
Hayek dimostrò che non esiste alcuna “intelligenza superiore” in grado di comprendere le incalcolabili preferenze degli esseri umani. Hayek spiegò che la vera artefice del miracolo della vita moderna non risiede in un ayatollah o in un dittatore laico, bensì nelle “regole di condotta umana che si sono evolute gradualmente (in particolare quelle relative a proprietà, onestà, contratti, scambi, commercio, concorrenza, profitto e privacy)”.
Le regole di condotta generate dai regimi totalitari sono profondamente diverse da quelle generate in una società liberale. Nel libro, Law, Legislation, and Liberty, Hayek distingue tra nomos e tesi.
La libertà esiste solo sotto il nomos, ovvero regole che ci dicono come comportarci gli uni con gli altri (ad esempio, “non rubare”, “non uccidere”) senza dirci cosa dovremmo raggiungere. Nelle parole di Hayek: “La Grande Società è nata dalla scoperta che gli esseri umani possono vivere insieme in pace e trarre reciproco beneficio senza concordare sugli obiettivi specifici che perseguono individualmente”. Solo queste “regole astratte... hanno reso possibile estendere l'ordine di pace oltre i piccoli gruppi che perseguono gli stessi fini”.
La teocrazia opera attraverso tesi. L'Ayatollah e, ad esempio, il preside della facoltà di Diversità, Equità e Inclusione utilizzano entrambi le regole come comandi per raggiungere specifici risultati sociali (ad esempio, rendere la società più islamica o renderla più equa).
Mentre le Guardie Rivoluzionarie usano i proiettili, la teocrazia amministrativa occidentale usa le regole come clava per ottenere l'obbedienza dai suoi progetti sociali. Il teocrate occidentale, quindi, tenta di sostituire il nomos con la tesi.
Hayek, nel suo libro The Road to Serfdom, avvertiva che “assumersi la direzione della vita economica di persone con ideali e valori ampiamente divergenti significa assumersi responsabilità che implicano l'uso della forza”. Poiché è impossibile che tutti concordino su quale sia un risultato equo, lo Stato esercita un potere arbitrario per imporre il proprio modello.
In che misura la tesi ha sostituito il nomos in Occidente? Nello spirito di Hayek, ecco un elenco di domande per valutare “leggi”, linee di politica, decreti esecutivi o mandati amministrativi. Quando è possibile rispondere affermativamente a queste domande, la legge o la norma promuove la libertà.
• Questa regola si applica a tutti, compresi coloro che l'hanno creata e coloro che attualmente detengono il potere?
• La regola è definita senza uno scopo o un fine specifico in mente?
• Un individuo può sapere in anticipo in che modo una norma lo influenzerà, a prescindere dai capricci di un amministratore pubblico?
• Questa regola permette agli individui di perseguire i propri diversi obiettivi, anziché costringerli a servire un bene comune?
• Questa linea di politica presuppone forse che il governo sappia meno di quanto sappiano i cittadini, le cui conoscenze sono disperse tra loro?
• La norma evita di nominare specifici gruppi (razziali, religiosi o economici) ai quali concedere un trattamento speciale?
• La norma si concentra su ciò che le persone non devono fare (divieti) piuttosto che su ciò che devono fare (obblighi positivi)?
• La norma si basa su una tradizione consolidata e su una prassi “scoperta”? (Una norma elaborata da un giorno all'altro da un comitato non è una prassi scoperta)
• La linea di politica è priva di termini come “sociale” o “equo” che confondono i confini del potere?
• Vi sentireste al sicuro se il vostro peggior nemico politico sovrintendesse all'applicazione di questa precisa regola?
Valutate le regole e le “leggi” odierne utilizzando queste domande e noterete che molte sono comandi volti a plasmare le persone affinché si adattino a un modello predefinito.
L'“intelligenza superiore” che Rousseau ricercava non si trova in una persona o in uno stato burocratico, bensì nella conoscenza diffusa di un popolo libero.
Che al potere ci sia un'élite religiosa o una burocrazia laica, l'esito di un'anima totalitaria è il collasso della civiltà stessa necessaria alla sopravvivenza umana.
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[*] traduzione di Francesco Simoncelli: https://www.francescosimoncelli.com/
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