giovedì 18 aprile 2019

L'investimento di capitale: il miglior tipo di carità

Solo l'economia di mercato non ostacolata trasforma i lussi di oggi in necessità di domani. Anni fa la gente diceva che nessuno aveva bisogno di lussi come l'aria condizionata, i viaggi aerei, i telefoni, la TV a colori, i frigoriferi e altri oggetti che al giorno d'oggi sono comuni nelle case di tutti. Ora sono dati per scontati e considerati necessarie per l'uomo comune. La domanda di questi "beni di lusso" attrae ulteriori investimenti nella loro produzione e li porta a diventare molto più accessibili per l'uomo comune. Ciò ha permesso la produzione di più oggetti di valore, rendendoli accessibili a più famiglie. I ricchi non accaparravano questi oggetti, invece nel corso del tempo la ricchezza della società è aumentata in modo che sia i ricchi che i poveri potessero permettersi un numero crescente di articoli "di lusso". Ad esempio, 50 anni fa oggetti domestici comuni come lavastoviglie, aria condizionata e televisori erano molto rari, si trovano in circa il 10-20% delle famiglie. Questi erano considerati articoli di lusso in quanto solo le famiglie ad alto reddito potevano permetterseli. Senza scordarci i tassatori selvaggi, quelli che credono che tassando i ricchi la classe lavoratrice starà meglio. Ricordate la "tassa sugli yacht"? Nel tentativo di spennare i ricchi, il governo decise di tassare lo stanziamento degli yacht nei porti. Com'era prevedibile, la vendita di tali barche colò a picco e vennero spazzati via migliaia e migliaia di posti di lavoro. I ricchi erano ancora ricchi, ma molti lavoratori della classe operaia finirono tra le fila dei disoccupati. Le persone guidate dall'invidia finiscono per fare cose stupide e dannose, non capendo che i lussi di oggi diventano le necessità di domani se il progresso non viene soffocato dalle interferenze dello stato.
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di C.Jay Engel


Nel nostro tempo di crescente retorica socialista e indignazione contro coloro che posseggono grandi ricchezze, serpeggia anche l'idea che l'uso della ricchezza per fini caritatevoli sia migliore per la società piuttosto che usarla per lo sviluppo delle imprese e per l'investimento di capitale.

Poche argomentazioni sono tanto impopolari quanto la difesa di miliardari e ricchi capitalisti, ciononostante è l'impiego del capitale nella struttura produttiva che genera grandi benefici per il mondo. Per approfondire questo tema voglio riassumere un certo concetto formulato dal grande F. A. Harper nel festschrift del 1956 a Ludwig von Mises.

Nel suo saggio "The Greatest Economic Charity", Harper mette in discussione le nozioni prevalenti riguardo il rapporto tra redistribuzione della ricchezza e carità. Possiamo fare riferimento alla carità economica come descritto dai dizionari, ovvero, benevolenza materiale per migliorare il benessere materiale di qualcun altro che ne ha molto bisogno.

Ma in termini di benevolenza materiale, c'è differenza tra carità che migliora le condizioni immediate di un uomo e carità che migliora le condizioni a lungo termine non solo di una persona specifica, ma di un'intera società.

È quest'ultima carità che Harper definisce la più grande carità economica:
La più grande carità di tutte [...] sarebbe quella di aiutare una persona a diventare totalmente autosufficiente entro i limiti della natura, e quindi totalmente libera.

Qui possiamo focalizzare la nostra attenzione sulla separazione tra ciò che potremmo definire carità fine a sé stessa e carità produttiva.

Per carità fine a sé stessa intendo ciò che viene subito in mente quando pensiamo alla natura della carità. Harper descrive questo concetto come segue:
Tra le varie forme di carità economica in cui di solito indulgiamo, la più semplice sembra essere quella di comprare ad un vagabondo una tazza di caffè o dargli una monetina per comprarsi qualcosa da mangiare.

La maggior parte delle azioni caritatevoli oggigiorno è di questo tipo, in cui l'intento del donatore è di fornire qualcosa per il consumo diretto o per alleviare le sofferenze di un destinatario indigente.

Sfortunatamente troppe persone concentrano la loro comprensione della carità su quegli atti che hanno il solo effetto di una risoluzione dei bisogni basata sul consumo immediato.

Sebbene anche questo tipo di carità abbia un certo ruolo all'interno della società, può essere controproducente e sovvenzionare le condizioni attuali; può persino essere sfruttata dai politici e da altri cercatori di potere per schiavizzare gli uomini:
Il socialismo è una forma in cui lo stato diventa il dispensatore di un bottino raccolto con la forza. I destinatari perdono la fiducia in sé stessi e arrivano a sentirsi indebitati per sempre nei confronti della collettività. Sono ormai diventati schiavi.

Il sempre più popolare socialismo democratico è un esempio che calza a pennello in questa descrizione.

Parliamo adesso della carità produttiva, che deriva da "risparmi investiti in strumenti di produzione in mano ai privati". Harper sostiene che l'investimento negli "strumenti di produzione" non solo ha un effetto più sostenibile sul sostentamento delle persone, ma in realtà è una forma di carità molto più efficiente.

Con strumenti di produzione, Harper intende i beni capitali; beni, come spiega Murray Rothbard, "che aiutano nel processo di produzione per produrre beni di consumo". Sono le fabbriche, le attrezzature, i macchinari usati per aumentare la produzione di beni che gli individui considerano utili.

Harper descrive tre modi in cui gli investimenti di capitale soddisfano le caratteristiche della carità economica di lungo termine. Primo, l'investimento in beni capitali oggi produce successivamente nuovi beni che altrimenti non sarebbero stati creati; gli strumenti rendono possibili beni extra che, per definizione, vengono passati ad altri che vedono del valore in essi.

Secondo, il trasferimento dei benefici economici è volontario, poiché le proprietà rubate passate da una parte all'altra non soddisfano le condizioni per una vera carità; la carità preclude il furto come mezzo di trasferimento della ricchezza. La carità richiede che il benefattore agisca liberamente e di propria volontà nel trasferire benefici materiali ad un altro.

Terzo, la natura anonima di questa carità. Piuttosto che la carità fatta con le attenzioni dei media, l'investimento nella struttura del capitale ha un beneficio per migliaia, forse milioni di persone future, molte delle quali non sono ancora nate e certamente non conoscono l'identità di questo benefattore.
Si può facilmente testare l'anonimato che scaturisce dal risparmio e dagli investimenti in strumenti. Se facciamo l'elenco di tutti gli oggetti economici che consumiamo o di cui godiamo, il test è di provare a nominare tutte le persone i cui risparmi e investimenti hanno reso possibile la costruzione di suddetti oggetti. La maggior parte di noi non potrebbe nominare nemmeno una persona per un oggetto che usiamo e che ci piace.

Il benessere materiale che è stato tramandato ai giorni nostri grazie agli investimenti di ieri, diceva Harper, è enormemente più grande dei fondi raccolti su base annuale per la carità fine a sé stessa. Infatti la carità fine a sé stessa era "meno dell'1% della beneficenza ricevuta nello stesso periodo di tempo dagli utilizzatori di strumenti". Questo perché gli strumenti di capitale rafforzano la quantità e la qualità dei beni e quindi rendono i lavoratori più produttivi, espandendo il frutto del loro lavoro.

La ragione per cui l'Occidente ha avuto livelli più elevati di ricchezza rispetto ad altre parti del globo negli ultimi 300 anni ha poco a che fare con cose come la disparità dell'intelligenza, lo spirito d'innovazione e il duro lavoro. Ciò che conta davvero è l'accumulo di risparmi e l'investimento di tali risparmi in beni capitali. In qualsiasi momento l'umanità ha a portata di mano la possibilità di trasferire una maggiore quantità di ricchezza a persone che non ha mai incontrato; non richiede pianificatori brillanti, una classe politica, o lo spennamento dei ricchi.

Harper incoraggia quindi il suo lettore ad avere una prospettiva più ampia sulle ramificazioni dello spirito contemporaneo, ponendo grande enfasi sulla differenza tra carità fine a sé stessa e carità produttiva:
il dare il grano ad una persona che muore di fame [...] potrebbe servire meglio come seme per un raccolto che impedirà a venti persone dopo di morire di fame. [...]

Il risparmio, se usato con saggezza da un'impresa privata per produrre strumenti di capitale di rischio, serve come seme economico in modo analogo. L'uso di esso come seme diventa un atto di carità. Ma la sua creazione richiede sufficiente pazienza e moderazione dalle richieste di consumo immediato, in modo che gli strumenti vengano creati. Bisogna avere lungimiranza e intuizioni economiche sufficienti per vedere oltre l'allettante necessità del consumo attuale.

Il capitalismo fornisce un effetto caritatevole migliore e più duraturo di qualsiasi altra disposizione socio-economica concepibile. I risparmiatori e gli investitori di oggi, coloro che contribuiscono all'accumulo di beni capitali e fattori di produzione, sono benefattori per quelle persone non ancora nate. Se la carità economica è al suo massimo quando consente agli uomini di superare le condizioni di povertà, bisogna smetterla immediatamente con la critica sociale dei capitalisti e di coloro che investono nella struttura del capitale.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: https://www.francescosimoncelli.com/


mercoledì 17 aprile 2019

Come il libero mercato si occupa del problema del sovrappopolamento





di Robert P. Murphy


Il mercato fa un buon lavoro quando si tratta di produrre un numero ottimale di biciclette, ma si può contare su di esso quando si tratta di regolare la crescita della popolazione? Il laissez-faire produce molto più del numero ottimale di persone, giusto?

In realtà gli aspiranti genitori prendono in considerazione la maggior parte degli effetti che la loro potenziale progenie avrà sull'umanità, perché la maggior parte delle risorse che un bambino consumerà (alloggio, cibo, riparo) saranno pagate dai genitori. Se alcune coppie vogliono avere una dozzina di bambini, mentre altre coppie vogliono un solo bambino, non c'è nulla di "antieconomico" in nessuno dei due approcci.



"Esternalità" della popolazione

Si potrebbe obiettare che questa analisi sia troppo semplicistica e trascuri le esternalità. Quando una coppia mette al mondo un bambino, di certo non mette in difficoltà tutta la società a causa dei costi che comporta tale scelta.

È vero che ci sono programmi statali (come istruzione "gratuita" e assistenza finanziaria in base al numero di bambini) che sovvenzionano a tutti gli effetti i figli, ma questo non è certo colpa del capitalismo.

Anche tenendo conto delle esternalità, ce ne sono di negative e positive quando le persone decidono di avere più figli. Oltre ai lati negativi, anche i genitori poco lungimiranti non prendono in considerazione il fatto che il loro figlio potrebbe sviluppare la cura per il cancro, o inventare un nuovo gioco di carte che farà faville in tutto il mondo. L'economista Steve Landsburg esamina la maggior parte delle varie considerazioni e conclude che le persone in più probabilmente conferiscono maggiori "benefici sociali" rispetto ai "costi sociali".



Limiti alla crescita della popolazione

"Puoi provare ad incolpare chi vuoi, ma la tesi regge: il fatto è che viviamo su un pianeta finito, mentre non c'è limite alla crescita 'naturale' della popolazione."

È semplicemente un mito che il mondo sia attualmente sovrappopolato. Alcune città sono molto affollate, ma le persone che vivono in esse hanno concluso che i vantaggi della vita cittadina, che derivano in gran parte dall'essere vicini a tante altre persone produttive con abilità e gusti diversi, superano gli svantaggi dei prezzi elevati e della congestione.

Attualmente se prendessimo la popolazione globale di 7,6 miliardi e la mettessimo in Texas, ogni persona avrebbe circa mille piedi quadrati di spazio in piedi, un po' più di un terreno di 30 piedi x 30 piedi.

I critici possono prendere in giro questi calcoli come un non sequitur, ma il punto è sottolineare quanto sia grande la Terra. Prendere un aereo o fare un lungo viaggio in treno dimostrerà questo punto, facendo vedere quanti spazi vuoti ci siano. E man mano che gli umani diventano più abili nello sfruttare le risorse dell'oceano e persino coprirne la superficie con le città, la "capacità di trasporto" fisica della Terra sarà ancora più ampliata.

In un famoso saggio del 1798, l'economista Thomas Malthus sosteneva che nel lungo periodo una crescita demografica incontrollata avrebbe necessariamente superato la produzione alimentare, perché al massimo la produzione alimentare sarebbe cresciuta aritmeticamente (1, 2, 3, 4...), mentre la popolazione geometricamente (1, 2, 4, 8...). A causa del suo lavoro, che sia giusto o meno, il termine malthusiano è arrivato a denotare qualcuno preoccupato per la rapida crescita della popolazione e le risorse limitate di Madre Terra.

Eppure la storia ha mostrato che le "ovvie" congetture di Malthus erano semplicemente sbagliate. Anche se la popolazione globale è cresciuta enormemente da quando ha scritto il suo saggio, la produzione alimentare totale è cresciuta ancora più velocemente. L'output pro-capite sotto qualsiasi parametro è molto più alto oggi di quanto non fosse nell'anno 1800. Anche se si percepisce che le risorse della Terra siano finite, finora non è stato un vincolo. L'ingegno umano è riuscito a fare di più con meno, sorprendendo i pessimisti più e più volte.



La risorsa più potente

"Forse Malthus era in anticipo coi tempi. Dopotutto, oggi possiamo vedere la tensione sugli ecosistemi che l'umanità sta causando."

Ci saranno sempre problemi causati dal cambiamento, inclusa una popolazione che cambia, ma finora l'umanità è riuscita ad occuparsi con successo del problema, con condizioni di vita in costante miglioramento (sin dalla rivoluzione industriale).

E la tendenza è continuata anche in tempi più moderni. In una famosa scommessa del 1980, Julian Simon, che considerava gli esseri umani come cervelli e non apparati digerenti, sfidò il biologo Paul Ehrlich (autore del libro catastrofista, The Population Bomb) a scegliere cinque prodotti. Nel corso di 10 anni, se il prezzo fosse aumentato, allora Ehrlich avrebbe vinto, ma se il prezzo fosse diminuito, allora Simon avrebbe vinto. Dopo aver parlato con un collega che condivideva il suo pessimismo, Ehrlich scelse rame, cromo, nichel, stagno e tungsteno, e disse che vincere la sua scommessa sarebbe stato come "sparare sulla Croce Rossa". Nel 1990 tutti e cinque le materie prime erano diminuite di prezzo, perché, come aveva previsto Julian Simon, la mente umana si è dimostrata una risorsa più potente dei materiali fisici sepolti nel terreno.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: https://www.francescosimoncelli.com/


martedì 16 aprile 2019

Il capitalismo non ha deluso l'America, siamo noi ad averlo deluso

Nonostante la politica monetaria ultra allentata da parte della banca centrale, la situazione di Main Street non solo continua ad arrancare, ma è peggiorata. Perché? Dato che lo stato non è di per sé un creatore di ricchezza, ciò significa che ogni volta che aumenta la sua spesa, alza anche il ritmo della deviazione di ricchezza dal settore privato. Dirottando ricchezza reale verso varie attività non produttive, l'aumento della spesa pubblica indebolisce il processo di creazione di ricchezza e nel tempo indebolisce anche il tasso di crescita dell'economia. L'idea che lo stato ed i pianificatori monetari centrali possano far crescere l'economia deriva dal moltiplicatore keynesiano: un aumento della spesa pubblica dà origine ad un output di un multiplo di tale aumento iniziale. In realtà non farà altro che impoverire i produttori, perché attraverso la tassazione o i prestiti, i pianificatori centrali costringono i produttori a separarsi da risorse che questi ultimi potrebbero mettere meglio a frutto e li usano per creare beni e servizi che si trovano su una scala prioritaria inferiore per quanto concerne i desideri degli individui. L'aumento della spesa pubblica non riesce ad aumentare la produzione complessiva di un multiplo positivo, ma al contrario porta all'indebolimento del processo di creazione di ricchezza reale. E infatti cosa è stato monetizzato principalmente durante l'era del Tocco Pesante delle banche centrali? Bond statali. Ma ora lo stock di obbligazioni globali con rendimenti al di sotto dello zero ha appena toccato i $10.000 miliardi, intensificando la fame degli investitori per rendimenti decenti nel bel mezzo di un rallentamento economico. Chi paga? Non i ricchi, i quali hanno una corsa preferenziale illuminata dall'effetto Cantillon. Non i poveri, i quali non hanno nulla da perdere. Non gli insider, i mendicanti del welfare e gli ammanicati, per i quali i pianificatori centrali stanno ancora spendendo soldi. Chi, quindi? Pensionati, consumatori, contribuenti, negozianti e tutte le persone che fanno funzionare l'economia. Il debito pubblico è essenzialmente un trasferimento di ricchezza dal sistema "win-win" di Main Street al sistema "win-lose" dei pianificatori centrali.
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di Bill Bonner


Quando la folla insorge contro i ricchi, alcuni di questi ultimi indossano stracci e si uniscono a loro.

CNBC:
La nipote di Roy Disney, co-fondatrice di The Walt Disney Co. insieme al fratello Walt Disney, ha dichiarato su "Squawk Box" di CNBC che "i CEO in generale sono pagati troppo".

"Lo stipendio di un CEO è di 700, 600, 500 volte la paga dei suoi lavoratori medi, nemmeno Gesù Cristo stesso non vale più di 500 volte la paga di uno dei suoi lavoratori medi".

"Il problema è che c'è un sistematico favoritismo delle persone che hanno accumulato un'enorme quantità di ricchezza".

Non abbiamo mai incontrato un amministratore delegato che valesse anche 10 volte la paga del suo lavoratore medio. Quindi non abbiamo mai incontrato Gesù Cristo.

Ma se i proprietari vogliono pagare i loro amministratori delegati anche 1.000 volte quello che pagano al loro lavoratore medio, non sono affari nostri.
Ma aspettate... e se il denaro stesso è stato manipolato? Se un amministratore delegato può accendere prestiti ad un costo quasi vicino allo zero... perché non pagare milioni a sé stesso... e corrompere anche gli azionisti, riacquistando le loro azioni e aumentandone il prezzo?

È un mondo scorretto di fare le cose, caro lettore; e la scorrettezza assume molte forme e travestimenti.

Alcuni dicono che il capitalismo abbia deluso l'America. È più probabile che l'America abbia deluso il capitalismo. Il capitalismo ha bisogno di capitale, denaro reale. In altre parole i federali hanno diffuso denaro falso.

E ora, in una delle truffe più eleganti e subdole della storia, le élite (pseudo-capitalisti) intascano i guadagni, mentre le perdite sono poste alle spalle delle classi lavoratrici o sotto forma di una valuta svalutata, oppure sotto forma di debito pubblico.

La rabbia contro i ricchi sembra fermentare pericolosamente di questi tempi. Ricorderete anche che la folla crede che ci sia qualcosa di sbagliato nel "capitalismo"... la colpa dell'ampio divario tra ricchi e poveri.
Alexandra Ocasio Cortez, ad esempio, ha detto che la "disuguaglianza" di reddito è stata causata dal capitalismo e che il sistema è "senza speranza di salvezza".

Per semplificare, ci sono solo due modi per fare le cose: o volontariamente, per accordi win-win... oppure involontariamente, dicendo agli altri cosa fare. Il capitalismo ha senso solo come sistema volontario, vantaggioso per tutti.
Il socialismo è diverso: un'élite decide chi ottiene cosa, imponendo accordi win-lose con la forza (imposizione dei prezzi, lavoro involontario, dazi, imposte, regolamenti).

Certo, non esiste un capitalismo puro o un socialismo puro... Persino in un sistema comunista le persone in genere cercano di andare d'accordo e di andare avanti, facendo affari nel mercato nero.

Nel corso del tempo i governanti allentano la presa, quindi si possono fare più accordi vantaggiosi per entrambe le parti (Cina)... o il sistema tende a restare indietro (Corea del Nord) e alla fine cade a pezzi.

E in un sistema capitalista ci sono sempre persone che cercano di usare la coercizione degli stati per imporre affari win-lose sugli altri. Nel corso del tempo sempre più di loro hanno avuto successo in questa pratica e il sistema capitalista è diventato sempre più corrotto.

Dal momento che viviamo in quello che è fondamentalmente un sistema capitalista, è indicato fare un esame di coscienza di quanto accaduto...

In un sistema capitalista e libero le persone povere e a reddito medio vendono il loro tempo: è tutto ciò che hanno.

Poi se gestiscono le loro finanze con prudenza, accumulano risparmi e alla fine hanno abbastanza capitale per ritirarsi comodamente... magari passando la casa e l'argento della famiglia alla generazione successiva.

Il ricco, in genere, ha il capitale (ereditato o guadagnato) sotto forma di azioni, obbligazioni o immobili. Questo capitale è spesso una fonte di entrate più grande del loro tempo.

Anche quelli senza molto capitale possono entrare in azione: ottengono posti di lavoro come manager e traggono beneficio da una compensazione legata alle prestazioni, ben oltre il valore effettivo del loro tempo.

Un giovane, ad esempio, potrebbe aiutare a mettere insieme una fusione o un'acquisizione... o un documento su uno schema di riacquisto di azioni... e guadagnare.

Ecco perché, per più di 20 anni, il figlio di ogni madre è stato invitato a non entrare né nella manifattura, né nelle miniere, né nell'agricoltura, ma a Wall Street. Perché? È lì che ci sono i soldi!

C'è qualcosa di sbagliato in questo? No. È solo il capitalismo in azione.

Ma cosa accadrebbe se i federali avessero sottovalutato l'intera faccenda introducendo un nuovo tipo di denaro che non era capitale reale? Un tipo di denaro che non rappresentava alcun risparmio, nessuna invenzione, nessuna produzione, nessun lavoro, nessun profitto, nessuna tolleranza, nessun sudore, nessuna innovazione e nessun aumento reale del PIL?

E se i federali prestassero questo denaro falso ai capitalisti a tassi falsi e artificialmente bassi? E se avessero usato questo denaro falso per comprare gli asset dei capitalisti, ma non il tempo del lavoratore?

E se quando i mercati hanno tentato di correggere gli scandalosi prezzi degli asset... nel 2000, e di nuovo nel 2008... i federali non abbiano fatto altro che aggiungere più denaro falso e trasformare Wall Street in un affare "testa o croce"... un affare win-lose dove gli addetti ai lavori hanno vinto alla grande e tutti gli altri sono stati lasciati con $13.000 miliardi di debiti in più?

Ahia! Ora stiamo andando molto in profondità... fino all'osso...

Saluti,


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: https://www.francescosimoncelli.com/


lunedì 15 aprile 2019

L'Europa sta rallentando e la BCE non è pronta





di Claudio Grass


Alla fine di gennaio, solo un mese dopo la fine ufficiale del programma di QE della Banca Centrale Europea (BCE), Mario Draghi ha dichiarato alla commissione del Parlamento europeo che la banca centrale potrebbe riprendere i propri acquisti obbligazionari, in uno sforzo discutibile per attenuare le preoccupazioni sull'impatto del cambiamento della sua politica monetaria. Mentre l'economia europea mostra chiari segnali di rallentamento, i dubbi si stanno moltiplicando sulla sostenibilità dei piani della BCE, sull'efficacia delle sue misure e sulla sua capacità di sostenere l'economia, qualora dovesse verificarsi un'altra crisi.



Le vulnerabilità dell'economia europea

I dati più recenti della produzione industriale della zona Euro hanno rivelato un calo molto preoccupante: 0,9%, più del doppio delle previsioni di dicembre. Su base annua la crisi è stata la peggiore sin dalla Grande Recessione.

Fonte: Eurostat, Bloomberg

Nel frattempo la Germania, il motore economico di tutto il blocco, ha più volte mostrato segni di debolezza, giustificando e riaffermando le diffuse preoccupazioni sul futuro dell'economia europea. L'economia tedesca ha subito una brusca battuta d'arresto, con gli ultimi dati sulla crescita che indicano che è rimasta invariata nell'ultimo trimestre del 2018. Sfatando le già cupe previsioni di uno 0,1%, ha trainato la maggior parte dei suoi pari nell'area Euro con una crescita media dello 0,2%. Essendo arrivata così vicino al territorio della recessione e senza segni positivi all'orizzonte, un rimbalzo in questa fase appare molto improbabile. Come il presidente della Bundesbank Jens Weidmann ha detto il mese scorso in un discorso, la crisi economica potrebbe durare più a lungo di quanto si pensasse in precedenza e "le cattive notizie per l'economia tedesca potrebbero continuare per un bel po' ".

Dopo una lunga serie di rapporti preoccupanti e dati economici deludenti, le aspettative per le prestazioni europee sono state ridimensionate, con la Commissione europea che ha annunciato significative revisioni al ribasso per molte delle principali economie della zona Euro. Nel complesso le sue previsioni di crescita per il 2019 sono state ridotte all'1,3% a febbraio, una notevole riduzione rispetto all'1,9% previsto a novembre. Nonostante la revisione al ribasso, molti analisti ritengono che le aspettative siano ancora eccessivamente ottimistiche e per il 2019 proiettano invece una realtà economica peggiore. Come Citigroup afferma in una nota: "Il rischio di recessione è ovunque, ma più imminente in Europa che negli Stati Uniti".

Fonte: Commissione europea, Bloomberg

Questi rischi sono davvero difficili da ignorare. Per prima cosa, l'Italia è una fonte di grandi preoccupazioni, sia a livello economico che politico. La terza maggiore economia dell'Eurozona sta crollando sotto la pressione del suo enorme debito pubblico, mentre è ufficialmente entrata in recessione, facendo registrare una contrazione economica dello 0,2% nell'ultimo trimestre. Anche la Brexit è un importante fattore di rischio, poiché il tempo stringe e anche le speranze di un divorzio amichevole e una transizione graduale. Per quanto riguarda le controversie commerciali con gli Stati Uniti, le minacce di introdurre pesanti dazi, soprattutto nel settore automobilistico, hanno generato nuove pressioni ed oscurato ulteriormente le prospettive economiche del blocco europeo.

La regione è stata anche tormentata da proteste e disordini pubblici persistenti e diffusi. Il noto movimento Gilet Gialli, nato in Francia ma che presto ha messo radici anche in altri stati membri, non mostra segni di esaurimento. Al contrario, le figure di spicco dei gilet gialli francesi stanno già pianificando la loro transizione dalle strade all'arena politica, presentando una seria sfida allo status quo. Allo stesso tempo, il presidente Macron e il suo governo, ampiamente impopolare, stanno intensificando i loro sforzi per sedare il movimento, dispiegando metodi sempre più violenti per controllare la folla. Le crescenti brutalità riscontrate nelle recenti proteste hanno suscitato preoccupazioni sull'uso delle forze di polizia e sono solo servite ad infiammare ulteriormente i manifestanti.

Il rallentamento economico e le tensioni politiche hanno formato un cocktail tossico che conferma le aspettative negative e le paure di una prossima recessione in Europa, la quale potrebbe minacciare l'economia globale. Le grandi aziende del blocco europeo stanno già proiettando un pronunciato pessimismo per il futuro, con aziende tedesche come Leoni AG che hanno sospeso i pagamenti dei dividendi dopo che i guadagni sono diminuiti più del previsto e Daimler AG sta preparando un programma "globale" di riduzione dei costi, dopo aver segnalato un 28% di utili netti in calo nel 2018. Una recente indagine sui CFO condotta dalla Duke University ha mostrato che il 66,7% si aspetta una recessione entro la fine di quest'anno in Europa. A livello globale, un sondaggio della Bank of America Merrill Lynch ha rivelato che le aspettative pessimistiche sono al punto più alto sin dal dicembre 2011.



A corto di munizioni

Tenendo presente i rischi e le numerose indicazioni che puntano ad una imminente recessione economica, la prontezza tattica della BCE è di fondamentale importanza, poiché la Banca Centrale Europea sarà nuovamente chiamata a salvare capre e cavoli. Ecco perché la BCE, nel suo attuale stato di impreparazione e con la sua mancanza di munizioni per combattere la prossima recessione, è estremamente vulnerabile.

Negli ultimi anni è diventato evidente che la BCE ha reagito lentamente e, quando lo ha fatto, ha ottenuto troppo poco troppo tardi. In termini di normalizzazione, ha chiaramente perso l'opportunità di ridurre il proprio sostegno in tempo utile per prepararsi alla recessione economica. Prolungando oltremodo il suo programma di QE e tassi d'interesse negativi, la banca centrale è all'angolo ormai. Mentre la sua controparte americana è stata molto più veloce ad invertire la rotta, col rialzo dei tassi ed il suo quantitative tightening, la cronica riluttanza della BCE e la paura di scatenare una crisi nei mercati l'hanno posta in grave svantaggio. L'inadeguatezza della banca centrale diventerà molto evidente non appena inizierà la prossima recessione.

La BCE ha messo fine al suo programma di QE a dicembre, una mossa che è arrivata quattro anni dopo la FED e probabilmente troppo tardi, poiché ormai nuvole scure si stavano già addensando all'orizzonte dell'economia europea. Inoltre, mentre ha ufficialmente concluso l'acquisto di nuove obbligazioni, la BCE continua a rinnovare quelle esistenti che detiene, almeno fino a quando non annuncerà un cambio di strategia. Fino a questo punto la sua politica sui tassi d'interesse è rimasta invariata e non vi sono piani per un loro rialzo fino alla fine del 2019.

Nel complesso, sotto la supervisione di Draghi, il bilancio della BCE è balzato a livelli inimmaginabili e politiche aggressive come l'ampio programma di QE ed i tassi negativi hanno favorito l'accumulo di debito e meccanismi di mercato fortemente distorti.


Decine di aziende "zombi", che altrimenti sarebbero morte senza il supporto artificiale del credito a basso costo, stanno ora infestando la maggior parte delle grandi economie. L'incoraggiamento e l'incentivazione mirata del debito rispetto al risparmio o agli investimenti prudenti hanno creato una montagna tossica di crediti inesigibili. Se si innesca una valanga di default, è improbabile che il settore bancario, già sofferente e altamente vulnerabile, sia in grado di assorbire lo shock.

Allo stesso tempo, i principali Paesi europei stanno annegando nel debito pubblico e non sono in grado di utilizzare misure fiscali e programmi di stimolo per rianimare le loro economie. Inoltre milioni di pensionati e risparmiatori sono stati costantemente penalizzati per la loro gestione finanziaria oculata e responsabile, mentre sono state incoraggiate le spese spericolate con denaro preso in prestito. Poiché i rendimenti sono svaniti dai veicoli d'investimento che un tempo erano considerati opzioni sicure da coloro che avevano una tolleranza per un profilo di rischio basso, anche gli investitori responsabili sono stati obbligati nelle aree più rischiose del mercato affinché potessero ottenere prestazioni positive.

Oltre ad un impatto economico negativo, queste politiche hanno anche alimentato divisioni sociali. Mentre quelli in cima alla piramide vedevano aumentare il valore dei loro asset, alla grande maggioranza della popolazione, che non ha tratto vantaggio dai prezzi più alti delle azioni, è stata negata la possibilità di beneficiare dalla frugalità. Tali ingiusti vantaggi hanno contribuito in modo significativo alle tensioni politiche che vediamo oggi. L'ascesa del populismo in tutto il mondo può essere ricondotta alle disparità che sono state incoraggiate da suddette politiche e all'ampliamento della divisione socioeconomica cui hanno contribuito. Ciò che è ancora più preoccupante è l'escalation di questo attrito e del conflitto interno in caso di crisi. Dato che ci sono molti focolai già diffusi in molte nazioni europee, una recessione potrebbe far divampare un incendio imponente.

In questa fase difficilmente ci si può aspettare che la fine degli acquisti di obbligazioni mensili faccia la differenza. Qualsiasi tentativo da parte della BCE di un'inversione di queste politiche non è solo destinato a fallire, ma rischia anche di innescare un tracollo economico.



Implicazioni per gli investitori

Dopo gli ultimi sviluppi ed una lunga serie di cattive notizie (es. le revisioni al ribasso delle previsioni economiche ed il rallentamento economico sia in Europa che a livello mondiale), gli investitori hanno iniziato a spostarsi verso approcci di rischio diversi ed a gravitare verso i beni rifugio. Il prezzo dell'oro ne ha già beneficiato considerevolmente, poiché il metallo prezioso sembra essere entrato in una fase decisiva. Alla fine di gennaio il prezzo dell'oro ha superato la barriera dei $1300 e continua a librarsi al di sopra di essa sin da allora.

Questo recente aumento dell'interesse degli investitori per il metallo giallo è una buona notizia per chi lo possiede, ma la salita della domanda che seguirà l'inizio di una recessione farà impallidire quella attuale. La maggior parte degli analisti e delle previsioni sono già positivi per quest'anno, anche se il potenziale per una grave recessione non è stato ampiamente preso in considerazione. Quindi solo dal punto di vista delle prestazioni ora è un ottimo momento per espandere le proprie riserve di metalli preziosi.


Tuttavia l'oro è destinato a svolgere un ruolo molto più importante negli anni a venire. Con un numero crescente di analisti, investitori ed economisti che prevedono una recessione entro il 2020, prepararsi agli scenari peggiori è una scelta saggia. A differenza della crisi del 2008, quando le banche centrali avevano ancora munizioni da sparare, il prossimo crollo le coglierà sprovviste di misure con cui agire. Se il QE ed i tassi d'interesse estremamente bassi sono stati criticati come misure radicali, eccessivamente zelanti e pericolosamente aggressive, la reazione delle banche centrali alla prossima recessione sarà probabilmente ancora più spericolata.

Data tale prospettiva, è probabile che la BCE, non avendo imparato nulla dagli errori del passato, cercherà di evitare il disastro stampando più denaro e usando il credito a basso costo come panacea. Naturalmente questo scenario sarebbe molto vantaggioso per l'oro, specialmente in termini di euro. Per quanto riguarda gli Stati Uniti, non possiamo ancora sapere quanti soldi verranno immessi sul mercato in questo scenario e dobbiamo osservare la pressione che l'USD potrebbe esercitare sull'oro. Tuttavia gli Stati Uniti non sono troppo entusiasti di un dollaro forte e quindi, da un certo punto in poi, possiamo aspettarci che anche la FED inizi a stampare.

Nel complesso, poiché sta salendo il rischio di una recessione, diventa sempre più chiaro che questa volta sarà diverso: con pochi strumenti a loro disposizione, il presupposto "venire in soccorso dei mercati" è destinato a spingere ulteriormente i banchieri centrali in territorio sperimentale, con risultati imprevedibili e pericolosi. Pertanto per l'investitore prudente pianificare in anticipo tali eventualità è fondamentale per proteggere e preservare la propria ricchezza. I metalli preziosi e le criptovalute svolgeranno un ruolo essenziale per soddisfare tale obiettivo. 


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: https://www.francescosimoncelli.com/


venerdì 12 aprile 2019

Analisi tecnica del prezzo di Bitcoin, 12/04/2019


Nuovo appuntamento con l'analisi tecnica del prezzo di Bitcoin. Come avrete notato ho cambiato piattaforma dove pubblicarle, passando a Honest.cash.

È possibile consultare l'analisi tecnica al seguente indirizzo: https://honest.cash/Francesco_Simoncelli/analisi-tecnica-del-prezzo-di-bitcoin-12042019-3702