mercoledì 26 gennaio 2022

I robot sostituiranno i lavoratori umani? Speriamo di sì

 

 

di Antony Mueller

Negli ultimi duecento anni la tecnologia ha trasformato l'ambiente umano più che nei mille anni precedenti. Fino al 1840 oltre il 70% della forza lavoro americana era impiegata nell'agricoltura, ora è meno del 2%. La manodopera liberata ha trovato impiego prima nel settore manifatturiero e poi in quello dei servizi. Ora, con la robotizzazione, la velocità di sostituzione del lavoro con le macchine accelererà e l'intelligenza artificiale sostituirà sempre più il lavoro nel settore dei servizi.

Anche i lavori sofisticati non offriranno sicurezza occupazionale. Una laurea non è più il biglietto d'ingresso per alti guadagni, ciononostante le nuove tecnologie contengono la soluzione anche a tal problema. Mentre il progresso tecnologico distrugge le vecchie occupazioni, le innovazioni rendono l'economia più produttiva. La ricchezza, giustamente intesa, è produttività ed una produttività in aumento significa che è necessaria meno manodopera per produrre la stessa quantità di beni. Più aumenta la produttività, più diventiamo ricchi.

Grafico 1. Stock mondiale di robotica in migliaia di unità. Fonte: Federazione Internazionale di Robotica (IFR) 2018


La vera minaccia

Il problema che dobbiamo affrontare non è la minaccia della disoccupazione. Il vero problema è che può emergere una resistenza sociale contro la perdita di alcuni posti di lavoro e può prevalere una mentalità anticapitalistica che ostacolerebbe il progresso economico.

Ma in una società libera, la robotizzazione non è una minaccia bensì un vantaggio. Un futuro migliore non richiede solo la continuazione della robotizzazione, ci deve essere anche uno spostamento parallelo verso il capitalismo di libero mercato.

Nelle società che si confrontano con una quota crescente di anziani, la robotizzazione diffusa è la via d'uscita dal dilemma delle pensioni pubbliche; per le economie emergenti, la robotizzazione è il modo per superare la povertà più rapidamente; per l'umanità nel suo insieme, la robotizzazione dell'economia apre la strada ad una vita meno gravosa e ad un tenore di vita elevato (Grafico 2).

Grafico 2. Numero di robot industriali installati per 10.000 dipendenti nell'industria manifatturiera nel 2017. Fonte: International Federation of Robotics (IFR) 2018

I lavori sono solo più fatica e non sono la chiave per un futuro migliore; una maggiore produttività è la chiave. La robotizzazione fornisce la stessa liberazione dal lavoro noioso che la meccanizzazione ha fornito per la fatica nelle fattorie e nelle fabbriche. Allo stesso tempo, la robotizzazione (come tutte le precedenti forme di meccanizzazione) ridurrà ulteriormente il costo dei beni di prima necessità come cibo, vestiti e alloggio. La nostra attuale prosperità è il risultato dell'uso delle macchine che sono arrivate con il capitalismo (Grafico 3).

Grafico 3. Prodotto interno lordo pro-capite (dollari a prezzi 2011). Fonte: Our World in Data


Ridurre il bisogno percepito di uno stato

Il grande vantaggio che potenzialmente offrono i nuovi strumenti tecnologici non è solo quello di liberarci dalle fatiche e dal lavoro spiacevole, ma anche dalla politica. Riducendo notevolmente il costo dei beni e servizi di base, le nuove tecnologie possono rendere obsoleto l'apparato politico e consentire la privatizzazione delle funzioni statali, dalla pubblica amministrazione al sistema giudiziario. In un mondo con una produzione altamente automatizzata, e senza uno stato in senso convenzionale, il costo della vita sarebbe solo una frazione di quello odierno ed i contributi obbligatori richiederebbero solo una parte trascurabile del reddito.

Con lo scioglimento dell'apparato statale, un colossale onere finanziario cadrebbe dalle spalle dell'uomo comune. Il capitalismo di libero mercato, insieme alla riduzione drastica dello stato e all'abolizione della politica, eliminerebbe gli oneri finanziari che affliggono il cittadino moderno.

Un ordine anarco-capitalista aprirebbe la strada alle nuove tecnologie affinché la si possa fare finita con la valanga di politiche e regolamenti pubblici eliminando altresì il sistema attuale, talmente inefficiente, corrotto, ingiusto e che è nella sua essenza anche anti-democratico. Nessun intervento statale nella vita economica porterà alla prosperità; la via verso il benessere è la fine dello stato e la fine della politica.


Robotizzazione & socialdemocrazia

In un'economia libera, la produttività aumenterebbe così tanto che il potere d'acquisto degli stipendi eliminerebbe le ansie sulla sicurezza del lavoro e sul pagamento delle bollette per i bisogni primari. Questa visione di un ordine anarco-capitalista con un'economia altamente produttiva ed una società apolide è in netto contrasto con il sistema di governo socialdemocratico e "liberale" contemporaneo che marcia verso una maggiore spesa pubblica, più debito pubblico e più regolamentazione, minore produttività e minore potere d'acquisto.

Il funzionamento interno dell'attuale sistema socialdemocratico porta a tasse e contributi più elevati. Il debito pubblico continua a crescere. Il punto finale del sistema esistente composta da assistenza sociale e capitalismo di stato non è stabilità, ricchezza e libertà, ma bancarotta, miseria e repressione.

L'agenda politica dominante nella maggior parte delle democrazie moderne afferma che il governo potrebbe prevenire e curare la disoccupazione, le crisi economiche, le recessioni, le depressioni, l'inflazione, la deflazione e la disuguaglianza e che potrebbe fornire istruzione, assistenza sanitaria e sicurezza sociale a tutti. Le promesse di aumento dei redditi e dell'occupazione dominano le campagne politiche.

Le politiche tradizionali non hanno funzionato e ancor meno funzioneranno nel nuovo millennio. La risposta al futuro non è il passato.

Per evitare un nuovo totalitarismo, la risposta è più capitalismo di libero mercato e meno politica. Un tale ordine libertario eliminerebbe la politica dei partiti attraverso un sistema chiamato "demarchia" o "smistamento", in cui il corpo legislativo è selezionato a sorte. Un sistema politico libero da partiti politici insieme ad un ordine monetario basato sul mercato e sull'offerta privata di leggi e sicurezza minimizzerebbe e alla fine abolirebbe lo stato come organizzazione monopolistica di dominio violento.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: https://www.francescosimoncelli.com/


martedì 25 gennaio 2022

Useranno lo stato sociale per rendere conformi le persone all'obbligo di vaccinazione

 

 

di Ryan McMaken

Un politico democratico dell'Illinois ha introdotto una legislazione che richiede ai residenti non vaccinati di pagare di tasca propria per i servizi sanitari. Fa tutto parte di uno sforzo per trovare modi nuovi e creativi per punire le persone che si rifiutano di iniettarsi il vaccino. La radio WBBM di Chicago ci informa che:

[Jonathan] La legislazione di Carroll modificherebbe il codice assicurativo statale in modo che "una persona che è idonea a ricevere un vaccino COVID-19 e sceglie di non essere vaccinata, deve pagare di tasca propria le spese sanitarie se viene ricoverata in ospedale a causa di sintomi del Covid-19."

In altre parole, Carroll sta cercando di garantire che ai non vaccinati venga negata l'assicurazione sanitaria per le cure Covid, anche nei casi in cui l'assicurazione privata sia già acquistata e pagata. Inoltre in molti casi non sarà nemmeno necessario intervenire con le assicurazioni private, poiché un terzo della popolazione sta già ricevendo assistenza sanitaria finanziata dal governo federale.

Questa linea di politica è piuttosto sbalorditiva visto che arriva da un progressista come Carroll. Dopotutto, sono decenni che sentiamo dalla sinistra che "l'assistenza sanitaria è un diritto umano" e che deve essere fornita a chiunque ed a tutti a spese dei contribuenti. Tutto ciò che manca all'assistenza sanitaria universale sovvenzionata dallo stato, ci è stato detto, è inaccettabile.

Eppure, a quanto pare, i sostenitori dell'obbligo di vaccinazione – che si trovano in gran parte a sinistra, ovviamente – sono così ossessionati da tale obbligo sull'intera popolazione che ora stanno cercando modi per negare l' assistenza sanitaria alle persone.

Ma avremmo dovuto vederlo arrivare. Fino a poco tempo la sinistra ha anche affermato di volere un impiego universale ed un "pollo in ogni pentola". Ma dal momento che l'amministrazione Biden ha covato l'idea di legare l'occupazione ai vaccini all'inizio di quest'anno, i sostenitori dell'obbligo di vaccinazione ora vogliono ridurvi alla fame.

Gli stessi spacciatori dell'obbligo lo hanno anche progettato per garantire che se doveste essere licenziati per esservi rifiutati, non sareste idonei per l'assicurazione contro la disoccupazione. Sebbene in molti casi gli obblighi vengono imposti ai datori di lavoro, i politici locali hanno concluso che rifiutare il vaccino costituisce essere licenziati "per giusta causa". Ciò rende possibile negare l'assicurazione contro la disoccupazione a questi dissidenti (inutile dire che i legislatori progressisti non sono intervenuti per espandere lo stato sociale su questo argomento. Solo i governi statali controllati dai repubblicani hanno preso provvedimenti per garantire l'assicurazione contro la disoccupazione ai dissidenti).

Si scopre che l'assistenza sanitaria, il lavoro ed una "rete di sicurezza sociale" non sono diritti dopo tutto. Ora i sostenitori dell'obbligo di vaccinazione hanno deciso che sia i programmi sociali che i poteri di regolamentazione possono essere cinicamente impiegati per ottenere la conformità dai cittadini.

Da qualche tempo il governo federale vi si sta lentamente avvicinando. Ad esempio, se i sostenitori dell'obbligo di vaccinazione vogliono perseguire uno schema basato sui "permessi di lavoro", non dobbiamo guardare oltre il programma E-Verify promosso a lungo dai sostenitori dell'immigrazione. È un database federale progettato per negare l'impiego a persone sprovviste di documenti di immigrazione adeguati. Non è necessario essere un oracolo per vedere come un'infrastruttura normativa simile potrebbe essere utilizzata per collegare strettamente lo status di vaccinazione all'occupazione.


Un sistema di “credito sociale” basato sullo status di vaccinazione

Una lezione qui è che l'infrastruttura di un potenziale stato di sorveglianza medica è già stata stabilita da programmi e regolamenti che non avevano nulla a che fare con i lasciapassare vaccinali. In tutto questo gli Stati Uniti stanno seguendo le orme di stati più centralizzati in cui le risorse sono pianificate in modo più centralizzato.

Ad esempio, già prima dell'emergenza Covid, il Servizio Sanitario Nazionale nel Regno Unito aveva iniziato a negare le cure mediche ai pazienti in sovrappeso ed ai fumatori. Nel 2017 alcuni "comitati sanitari locali" controllati dallo stato si sono mossi "per vietare l'accesso ad interventi chirurgici di routine o non urgenti nell'ambito del Servizio sanitario nazionale fino a quando i pazienti non miglioravano le loro condizioni di salute". Data la natura dell'assistenza sanitaria britannica, questi pazienti hanno poche opzioni tranne che sottostare agli editti dei burocrati sanitari. Avendo stabilito un monopolio quasi totale sull'assistenza sanitaria nel Regno Unito, il SSN può più o meno dettare chi riceve le cure e chi no.

Allo stesso modo, nello stato di polizia noto come Singapore, il regime ha annunciato lo scorso novembre che avrebbe negato i benefici sanitari pubblici ai non vaccinati qualora avessero avuto bisogno di cure mediche.

Ma forse la notizia più inquietante tra tutti questi tipi di programmi è il sistema di "credito sociale" cinese, che può essere utilizzato per un numero infinito di fini.

Infatti il "lasciapassare vaccinale" sta diventando una versione nostrana del sistema di "credito sociale" cinese in cui l'obbedienza allo stato serve come misura di quante "libertà" sono concesse ad un cittadino. Come riportato dall'Associated Press nel 2019:

Aspiranti viaggiatori sono stati bloccati dall'acquisto di biglietti aerei 17,5 milioni di volte l'anno scorso per reati di "credito sociale", comprese tasse non pagate e multe, in un sistema controverso che secondo il Partito Comunista al governo migliorerà il comportamento pubblico [...].

Le autorità hanno sperimentato il "credito sociale" dal 2014 in aree di tutta la Cina. I punti vengono detratti per aver infranto la legge o, in alcune aree, reati minori come portare a spasso un cane senza guinzaglio.

Come ha evidenziato Eunsun Cho per il Journal of Public and International Affairs, il sistema è un "progetto basato sui dati per monitorare, valutare e modellare il comportamento di tutti i cittadini e le imprese". Originariamente progettato per raggiungere determinati fini economici, come il pagamento delle tasse, il piano si è presto ampliato e

una volta scoperto che un individuo si è impegnato in un comportamento disonesto, dovrà affrontare restrizioni su un'ampia gamma di attività direttamente e indirettamente correlate al comportamento. Ad esempio, la mancata adozione di una sentenza del tribunale può portare a limitazioni non solo sulle domande di sussidi statali o su determinate licenze professionali, ma anche sulla vendita di beni, sulla gestione di attività commerciali, sull'uso dei trasporti e sul consumo di articoli di lusso.

Da notare che lo scopo più ampio del sistema è sempre l'obbedienza. Coloro che dissentono e si rifiutano di obbedire vanno incontro a "sanzioni". Il sistema del credito sociale funge da modello per l'attuale imposizione di lasciapassare vaccinali a livello nazionale. Il fatto che lo stato cinese controlli le pensioni e l'occupazione in una vasta gamma di settori è estremamente utile per lo stato.


Il futuro dello stato sociale: utilizzare i “benefici” per ottenere la conformità

La crescita sia della burocrazia che dello stato sociale ha aperto la strada a nuovi modi per ottenere conformità sui vaccini e potenzialmente su quasi tutto il resto. Aspettiamoci che i poteri di regolamentazione vengano ampiamente utilizzati in qualsiasi area in cui sono già stati confermati. Ad esempio, il membro del Congresso Don Beyer della Virginia ha già introdotto una legislazione che lega il "diritto" di viaggiare in treno o in aereo con la conformità sui vaccini.

Negli Stati Uniti, tuttavia, i limiti ai poteri di polizia ed ai poteri di regolamentazione del governo federale si riveleranno molto probabilmente un ostacolo, pertanto dovremmo aspettarci che esso utilizzi il potere finanziario sugli appaltatori e sui beneficiari sociali, come abbiamo già visto, per ottenere la conformità.

Ma se milioni di americani dipendono anche da assegni del welfare di vario genere, ulteriore regolamentazione non sarà nemmeno necessaria: basterà semplicemente giocare la carta dei "benefici sociali" per ottenere ciò che vuole.

A questo proposito, le potenziali proposte di "reddito di base universale" potrebbero essere particolarmente utili per lo stato. Un programma di reddito di base universale potrebbe essere impiegato come una "carota" per convincere la popolazione ad accettare qualsiasi obbligo e requisiti burocratico. L'equazione è semplice: lo stato deve solo dire "fai questa cosa e riceverai $1.000 al mese".

Questo denaro "gratuito" potrebbe quindi essere legato al rispetto di un numero qualsiasi di obblighi immaginati dalle agenzie governative. Quando la maggior parte della popolazione si affida allo stato per l'assistenza sanitaria o ad un assegno mensile, le possibilità sono praticamente infinite.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: https://www.francescosimoncelli.com/


lunedì 24 gennaio 2022

Come sarà nel 2022 quella bisca clandestina chiamata mercato azionario

 

 

di Sven Henrich

Confido che tutti voi abbiate trascorso buone feste. Prima di parlare di come sarà il 2022 per i mercati azionari, voglio documentare alcune verità chiave che forniranno poi un contesto per il 2022. E sì, a questo punto è difficile definire i mercati qualcosa di diverso da un casinò o un videogioco distaccato dalla realtà. Per ora almeno, perché credo fermamente che la realtà farà sentire di nuovo la sua presenza.

Ma per ora l'indice S&P 500 ha chiuso il 2021 con il suo terzo anno consecutivo di guadagni a doppia cifra chiudendo di nuovo a 4766 prendendo in giro qualsiasi tipo di analisi fondamentale e di nuovo svergognando qualsiasi previsione sui prezzi emessa all'inizio dell'anno.

Quindi gli obiettivi di prezzo di fine anno, come nel 2020, hanno dimostrato ancora una volta di essere un gioco da ragazzi. La presa in giro di qualsiasi tipo di analisi fondamentale, o strategia di diversificazione, si riflette meglio nell'orribile sottoperformance della maggior parte degli hedge fund.

Tutto questo sforzo per niente.

Perché alla fine la liquidità è fluita verso i più grandi che sono cresciuti fino a raggiungere dimensioni in passato insondabili.

Invece il resto del mercato ha vacillato, con il Nasdaq che ha chiuso l'anno con il 62% dei suoi componenti al di sotto della media mobile a 200 giorni nonostante il valoroso sforzo di aumentare le prestazioni alla fine dell'anno.

Quindi, mentre i titoli dei giornali continuano a mostrare livelli record, la verità è che c'è stata molta attività correttiva negli indici. Si potrebbe obiettare che la bolla è già in procinto di scoppiare.

La maggior parte delle persone vorrà legare la crescita degli utili a due cifre del 2021 all'andamento del mercato, ma lasciate che vi dissuada. L'indice S&P 500 ha prodotto una crescita a due cifre nel 2019 quando non c'era crescita degli utili, ha prodotto una crescita a due cifre nel 2020 quando c'era una crescita degli utili negativa a due cifre. L'ultimo anno in cui l'indice $SPX ha mostrato un anno negativo è stato nel 2018, quando la crescita degli utili è stata positiva. L'unica costante distinguibile nell'influenzare la direzione del mercato è stata la Federal Reserve, non gli utili. Questa influenza direzionale è arrivata con un'espansione dei multipli sempre crescente. Ho evidenziato questo punto per molto tempo e lo farò di nuovo oggi perché è importante.

Qualsiasi preoccupazione riguardo valutazioni, colmare i gap tecnici o i ricollegamenti tecnici avessi all'inizio del 2021, non aveva importanza nel 2021. A marzo del 2021 ero praticamente già rassegnato al fatto che la schiacciante liquidità proveniente da stimoli fiscali e monetari avrebbe contenuto eventuali correzioni limitandole al tocco della 50MA e 100MA per poi essere opportunità di acquisto. Utilizzando il terzo trimestre del 2013 come punto di riferimento, queste MA rappresentavano il percorso più prevedibile.

Tre tag sulla 100MA, alcuni tag sulla 50MA, nuovi massimi costanti, nuovi massimi entro la fine dell'anno per il rally di Babbo Natale. Il copione della liquidità.

Voilà, 2021.

Affermo che questo è esattamente quello che è successo, praticamente lo stesso copione.

Infatti 13 mesi di nuovi massimi mensili consecutivi sull'indice $SPX corrispondono ai 13 mesi di nuovi massimi consecutivi sul bilancio della FED.

Le uniche volte in cui ci sono state attività correttive, è stato durante i periodi in cui il bilancio della FED è temporaneamente calato o rimasto costante. L'ultima volta che il bilancio della FED non è riuscito a raggiungere nuovi massimi è stato l'autunno del 2020, in coincidenza con l'ultima correzione del 10% nell'indice $ SPX. Esso infatti è un tracker del bilancio della FED.

È proprio così: “Il QE sta gonfiando i prezzi degli asset. I vantaggi del programma di acquisto di obbligazioni della banca centrale stanno "svanendo", mentre potrebbe causare "un'eccessiva assunzione di rischi”. Non sono le mie parole, anche se ho affermato cose simili nel corso degli anni, ma di un membro del consiglio esecutivo della BCE.

Il risultato di tutti questi eccessi sono valutazioni fuori scala ee non possono essere sostenute senza un continuo afflusso di liquidità. Quindi il casinò nel 2022 dovrà fare i conti con la riduzione e la cessazione definitiva di questi flussi di liquidità.

E per favore, siate tutti consapevoli della natura sconcertante di tutto questo: dal 2019 la FED ha aggiunto $5.000 miliardi al proprio bilancio e la BCE $4.500 miliardi, per un totale di $9.500 miliardi.

Per non parlare dell'offerta di denaro.

Tutto questo con il pilota automatico in totale disprezzo dei dati in entrata. La FED, un tempo autoproclamatasi dipendente dai dati, li ha ignorato tutti quanti e ha continuato inesorabilmente la sua espansione del bilancio nonostante i dati sull'inflazione in rapida esplosione, oltre a mantenere i tassi a zero scollegando completamente la sua politica sui tassi da ogni precedente storico.

L'ovvia analogia è che hanno continuato a gettare benzina sul fuoco insistendo sul fatto che l'incendio sarebbe stato transitorio, un termine che Jay Powell è stato costretto ad abbandonare e optare per un tapering più rapido nel 2022 e quindi aprire la prospettiva di rialzi dei tassi dopo la fine del QE.

Non ci siano dubbi: la FED ha inondato il sistema di denaro. Non solo nel 2020 durante la profonda crisi Covid, ma ha continuato a stampare denaro come mai prima d'ora anche nel 2021, quando i dati sull'inflazione continuavano a salire, con i mercati che producevano continuamente nuovi massimi storici e le richieste di sussidio di disoccupazione scendevano ai minimi degli ultimi 50 anni.

E non ci siano dubbi anche sulle conseguenze: in primo luogo, la più grande disconnessione dei prezzi degli asset finanziari dall'economia, chiudendo l'anno ad un'oscena capitalizzazione di mercato del 210% rispetto al PIL.

La conseguenza? Una curva di disuguaglianza di ricchezza più distorta che mai e la prossima recessione, poiché la FED è ora costretta a combattere l'inflazione che fino a poco tempo fa negava che esistesse.

Il che ci porta al 2022: qualcuna delle azioni delineate dalla FED sta davvero combattendo l'inflazione? No, sono solo parole. Non si può combattere l'inflazione con le condizioni finali più permissive di sempre e tassi reali negativi.

L'idea stessa è ridicola. Quindi i mercati hanno continuato a salire fino alla fine dell'anno perché la FED sta ancora eseguendo politiche estremamente accomodanti; non le ha ridotte gradualmente, non ha lasciato salire i tassi. In breve: non ha fatto assolutamente nulla per combattere l'inflazione. Non una cosa.

E, nonostante il tapering sia stato pronunciato a gennaio, il QE non terminerà almeno fino a marzo e la BCE continuerà ad espandere il proprio bilancio e non ha nemmeno annunciato che si fermerà. Quindi la liquidità sta ancora fluendo ed i tassi reali rimarranno negativi anche nel prossimo futuro. Ma stiamo combattendo l'inflazione... già.

Entro quanto tempo reagirà sul serio il mercato? Dal 2009 la storia suggerisce che i mercati correggano sul serio una volta terminato il QE.

Tuttavia i prezzi sono di nuovo bloccati molto al di sopra delle bande di Bollinger superiori e una riconnessione trimestrale sulla 5 EMA è ancora in vista, così come la riconnessione con la 200MA giornaliera e, a differenza del 2009-2020, l'inflazione è ormai una cosa reale.

Il grafico qui sopra evidenzia anche un'altra importante verità: ogni volta che il mercato reagisce al ribasso dopo la fine della liquidità, le banche centrali reagiscono e di nuovo ribaltano la politica ed il QE riprende di nuovo. È stato il farmaco di riferimento sin dal 2009 ed ai mercati non è mai consentito correggere per più di pochi giorni o settimane. Come mai? Perché i mercati sono diventati troppo grandi e si sono intrecciati con la spesa dei consumatori e la fiducia che qualsiasi correzione più ampia rischi una recessione. E qui sta l'ironia. Il modo più rapido per frenare l'inflazione è lasciare che i mercati correggano ed ecco un'altra brutta verità: mentre alla FED piace usare i problemi delle supply chain come scusa per l'inflazione, un'analisi obiettiva indica che la tendenza delle vendite al dettaglio è stimolata non solo dal rubinetto monetario della FED ma anche dallo stimolo fiscale record che ha inondato il sistema.

Riportate le vendite al dettaglio al trend di lungo termine e l'inflazione è finita. Purtroppo ciò significherebbe una recessione. Vedete, questa è un'altra verità: hanno tutti esagerato. Non esisteva alcun processo scientifico ponderato su quale sarebbe stata la giusta quantità di liquidità per affrontare la crisi Covid. Hanno semplicemente sparato nel mucchio e speravano che avrebbe funzionato; e quando le autorità fiscali hanno lanciato il loro massiccio stimolo, la FED avrebbe dovuto ritirarsi, ma ovviamente non l'ha fatto. E così ora inseguono le loro storie sperando che la bolla non imploda per il rischio sistemico dei TBTF, l'esposizione azionaria record ed il debito a margine record.

Quale sarebbe il valore equo di mercato? Chi può dirlo, il fatto è che le 4 maggiori banche centrali hanno bilanci per oltre $32.000 miliardi, il sistema finanziario globale è già completamente distorto e questi bilanci non possono essere ridotti senza il collasso dei mercati, quindi non li normalizzeranno. Usando P/E normalizzati su liquidità, utili e rapporti storici tra capitalizzazione di mercato e PIL, posso dire un $SPX tra 2500 e 3.800 a seconda del fattore dominante. Come abbiamo visto negli ultimi anni, il valore equo di mercato attualmente non si applica. Forse un giorno sì, ma richiederebbe alle banche centrali di perdere il controllo.

Quindi potete già immaginare la sceneggiatura del 2022, vero? Mentre abbiamo vento favorevole grazie alla liquidità e ottimi rapporti sugli utili per il quarto trimestre del 2021, la festa sta rapidamente volgendo al termine e la FED vorrà frenare l'inflazione senza causare una recessione, il che sarà un'impresa a dir poco ardua. Come cercherà di sfangarla?

Facile: lascerà che i mercati scendano, non tanto da causare un evento sistemico ma abbastanza affinché anno dopo anno i numeri dell'inflazione scendano; dichiarerà vittoria e poi di nuovo invertirà la rotta per prevenire qualsiasi danno grave ai mercati quando il medio termine sarà nella mente di tutti. In breve: seguite il copione stagionale per le elezioni di medio termine.

Perché sappiamo tutti un'altra verità: una volta che la FED capitolerà e Powell invertirà nuovamente la rotta, i mercati toccheranno il fondo e si riprenderanno di nuovo. La FED otterrà 3 nuovi membri nominati da Biden nel 2022 e nessun partito politico vincerà a metà mandato con i bombardamenti a tappeto sui mercati. Poiché la FED si è già trasformata in uno strumento politico da parte di coloro che detengono il potere e Powell ha già dimostrato più volte di reagire alle pressioni politiche, il copione è già scritto: la FED cambierà nuovamente politica nel 2022 quando e se i mercati scenderanno troppo ai suoi occhi. La domanda è quando e quanto.

Prima di chiudere, voglio dare un seguito a quello che considero un importante set di grafici che ho messo in evidenza per tutto il 2021: la volatilità.

Riflettete su questo punto: nonostante tutti i massimi storici, nonostante tutti gli interventi, gli stimoli e le folli quantità di denaro lanciate sull'economia e sui mercati, non si può negare che il $VIX abbia seguito un trend rialzista.

Anche durante l'anno record e senza correzioni del 2021, il $VIX ha mantenuto la sua tendenza costante di minimi più alti sin dal 2017. Inoltre ha superato il suo modello di compressione dai minimi di mercato del marzo 2020. Infatti posso puntare il dito anche a massimi più alti sul $VIX. Tutto ciò suggerisce che il $VIX, una volta libero da perverse iniezioni di liquidità, punterà a livelli più alti nel 2022 rispetto al 2021. Lo scenario da incubo sarebbe una corsa verso la linea di tendenza superiore nel 2022 o nel 2023, che non solo implica una recessione, ma un completo scoppio della bolla.

In generale posso sostenere che il rally di fine anno è riuscito a testare i breakout avvenuti in autunno.

Sia che si tratti delle small cap:

O titoli tecnologici:

Tutto ciò riflette quanto pietosi fossero davvero i massimi di fine anno, come si è visto nei massimi/nuovi minimi degli Stati Uniti:

No, la sinistra verità è che il mercato più ampio sta già correggendo, anticipando la crescita in progressivo rallentamento e la liquidità ridotta che si farà sentire nella prima metà del 2022.

Mentre il grafico sulla stagionalità di medio termine e la liquidità ancora in circolazione insieme agli utili record e ai riacquisti possono rivelarsi fattori favorevoli che consentiranno l'arrivo di ulteriori nuovi massimi nel primo trimestre, la valutazione più ampia, la liquidità ridotta ed i venti contrari dell'inflazione suggeriscono che i rally potrebbero rappresentare opportunità di vendita; salvo poi trasformarsi di nuovo in un'eventuale opportunità di acquisto una volta che i mercati si saranno notevolmente corretti, sarà stata dichiarata vittoria sull'inflazione e la FED invertirà di nuovo la rotta. Le mie aspettative per il 2022 saranno quindi fasce di prezzo molto più ampie negli indici e le cose che non avevano importanza avranno di nuovo importanza. Come sempre, lasceremo che i livelli ed i segnali tecnici siano la nostra guida per navigare attraverso quello che promette di essere un anno molto più volatile. Benvenuti nel 2022.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: https://www.francescosimoncelli.com/


venerdì 21 gennaio 2022

Uno schiocco di dita per svelare l'ipnosi dell'inflazione

 

 

di Francesco Simoncelli

La Scuola Austriaca spiega il fenomeno inflattivo senza cadere nella tautologia mainstream della cosiddetta "inflazione dei prezzi che causa l'inflazione dei prezzi". L'origine della spirale inflazionistica dei prezzi è il pompaggio di denaro che, successivamente, viene canalizzato nell'economia più ampia attraverso i vari canali di trasmissione della politica monetaria del sistema bancario centrale. In modo semplicistico, questo meccanismo è il responsabile di tutti i guai, economici e sociali, che vediamo oggi nel mondo; l'incapacità da parte degli individui di comunicare, dal punto di vista commerciale perché la lingua usata – il denaro fiat – è corrotta e distorta, rappresenta una fonte inesauribile di confusione e nervosismo che propaga un'ansia la cui origine è difficile da inquadrare. Ciò crea, a cascata, incomprensioni, le persone sono fuorviate, la produzione assiste ad una misallocation delle risorse e si diffonde un'agitazione sociale persistente. Inutile dire che questa irrequietezza è stata sfruttata ad arte dai pianificatori sociali per propagandare la narrativa della "emergenza continua" attraverso la quale ottenere maggiori poteri e, soprattutto, esercitare un progressivo controllo capillare sulla società. Al che è stato relativamente facile offrire una "soluzione": focalizzare l'attenzione su un punto in particolare – il sistema bancario centrale che arriva sempre in soccorso – e spacciarlo come via d'uscita dal disagio, sociale ed economico, percepito dalla popolazione in generale. Un trucco degno dei migliori venditori di fumo, perché in questa ipnosi collettiva i fallimenti vengono fatti passare per successi o a limite come un innocuo interludio verso il "sol dell'avvenire".

Non è un azzardo affermare che la maggior parte dei problemi della società, se non tutti, affondano le loro radici nell'economia visto che l'essere umano, essendo proverbialmente un animale sociale, il modo che ha per rapportarsi col prossimo suo pari è attraverso lo scambio. Che siano informazioni, emozioni o altro, le azioni che caratterizzano le interazioni umane hanno inevitabilmente alla base uno scambio e la natura economica di questa necessità è auto-evidente: assioma dell'azione umana. Ovvero, l'azione è la base imprescindibile mediante la quale è possibile dedurre sistematicamente e logicamente l'intero comparto della scienza economica. Mises definì catallattica l'interazione umana che prevedesse lo scambio di beni e servizi, o più in generale, lo scambio stesso come conseguenza di un'azione intenzionale e propositiva. Comprendiamo, quindi, che non possiamo prescindere l'economia quando si trattano temi sociali.

Una volta fissato questo punto è possibile affermare che la risoluzione dei problemi economici è il primo passo per sbrogliare la matassa dei guai sociali e politici. Come si risolvono? Conoscendo l'origine di tali mali economici, la causa primordiale che per prima ha irradiato nella società una fiumana di successive disconnessioni e fratture. Oggi scioccheremo le dita, quindi, cercando di svelare l'ipnosi che continua a tenere sotto scacco la maggior parte della popolazione nascondendole la radice dei loro mali economici/sociali. La storia antecedente al 1971 dimostra senza ombra di dubbio che non è necessario un tasso fisso d'inflazione per "stimolare" la crescita economica, come insistono invece i banchieri centrali di oggi. E ci ricorda anche che non esiste una tendenza innata nel mezzo di scambio a deprezzarsi inesorabilmente. Il mantra dell'inflazione al 2% di oggi è stato costruito da Milton Friedman e del suo discepolo Ben Bernanke: hanno studiato gli anni della depressione dopo il 1929 e hanno concluso che l'inflazione è necessaria per evitare un periodo di "deflazione" simile. Inutile dire che si scordarono di guardare al periodo di 15 anni che precedette la Grande Depressione.

La Federal Reserve aprì i battenti nel 1913 e poco dopo gli USA finirono travolti da uno degli orrori più grandi del secolo scorso: la prima guerra mondiale. Grazie alla sospensione del gold standard, e nell'effettivo la sua morte, il finanziamento di quella carneficina fu possibile. Il denaro fiat, da che mondo è mondo, sarà sempre uno strumento macchiato di sangue, ingiustizie, discriminazioni, soprusi e malvagità. Infatti, nel caso particolare della prima guerra mondiale, i cosiddetti "bond di guerra" vennero attivamente coperti dal sistema bancario centrale, così come l'esplosione di debiti e deficit pubblici. Alla fine della Grande Guerra, il dollaro era stato deprezzato di circa la metà. Il redde rationem per quelle azioni economiche sconsiderate si manifestarono con la depressione degli anni '20, ma diversamente da quello che l'appellativo possa far pensare essa durò solo un anno. La regola aurea dell'interventismo minimo nell'economia da parte della politica era ancora un ricordo fresco nella mente dei policymaker di allora, in special modo del presidente USA Harding, il quale si assicurò che il mercato facesse la sua due diligence e correggesse gli squilibri del recente passato. Questa linea di politica fu quella che permise lo sbocciare dei Ruggenti Anni Venti e del benessere che ne conseguì.

Il problema cruciale, come in ogni altra cosa, fu il precedente. Il cosiddetto giorno dell'infamia fu quello in cui venne proibito "per legge" l'oro come mezzo di scambio – mezzo di comunicazione commerciale – ed il sistema bancario centrale monetizzò attivamente il debito pubblico. Infatti l'Inghilterra, volendo tornare alla parità aurea ma ai tassi pre-bellici, non fece altro che affiggere un gigantesco cartello al neon in cui si diceva agli arbitraggisti di far volare fuori da Londra l'oro e farlo finire a New York. Nel 1925 il capo della BoE, Montagu Norman, si accordò con il capo della FED, Benjamin Strong, affinché quest'ultimo svalutasse il dollaro in modo da alleggerire il fardello della sterlina sui cambi. Gli USA accettarono per ragioni geopolitiche, perché attraverso questa richiesta al limite della disperazione sapevano che accettando avrebbero mostrato al mondo intero il viale del tramonto all'impero inglese.

Venne definito "riequilibrio dei tassi di cambio", in realtà significò gettare i semi della Grande Depressione. Ciò che non viene detto è che la Grande Depressione sarebbe stata molto meno dolorosa e molto più breve se non fosse stato per il New Deal di Roosevelt. Come mostrato dal grafico qui sotto, il dollaro era sulla buona strada per tornare al suo valore del 1914, avendo recuperato circa il 60% della perdita dal minimo del giugno 1920 al momento dell'approvazione del New Deal nel giugno 1933.

Invece il dollaro venne svalutato del 59% all'inizio del 1934 e Roosevelt richiese a tutti i possessori di oro e certificati d'oro di cederli in cambio di obbligazioni del Tesoro USA scoperti, nonostante a quel punto la parte correttiva del ciclo economico – la correzione degli eccessi della prima guerra mondiale – era già finita. Invece Friedman, e poi Bernanke, affibbiarono la colpa della Grande Depressione esattamente a suddetta fase correttiva e fecero riferimento a questo sviluppo positivo con il termine negativo "deflazione", ritenendo che fosse il risultato del fatto che M1 si era fortemente contratto durante i quattro anni successivi al crollo dell'ottobre 1929. In realtà la cosiddetta “deflazione” non fu altro che un tentativo di correggere l'economia dall'inflazione di guerra, un processo che il mondo di allora comprendeva bene.

Il periodo 1929-1933 non ha dimostrato che il capitalismo ha una sorta di desiderio suicida, né che il denaro coperto dall'oro fa scivolare l'economia in una spirale deflazionistica irreversibile. E certamente non c'è bisogno che i banchieri centrali puntino ad un obiettivo del 2,00% affinché l'inflazione dei prezzi on si avvicini troppo allo 0,0% e rischi di far scivolare l'economia nell'abisso. Non c'è alcun abisso: è solo una comoda finzione dei banchieri centrali keynesiani.


ERRORI DI IERI, DISASTRI DI OGGI

Se l'inflazione monetaria è una buona notizia per lo stato, poi quella dei prezzi non lo è. Non necessariamente capisce il processo, ma gli elettori si sentono derubati e a loro non piace. Ecco perché è difficile far quadrare l'inflazione con il capitalismo democratico e consensuale. Spesso ci si ritrova un colpo di stato da parte dei militari... o una "emergenza" che pone fine alla democrazia.
Per essere più chiari, i mercati finanziari – e l'economia stessa – sono diventate creature grottesche dopo oltre 12 anni di assurda politica monetaria da parte del sistema bancario centrale. Ha prestato denaro al di sotto del tasso di aumento dei prezzi per quasi tutto questo tempo e ora non può "normalizzare" la politica monetaria senza un "duro risveglio" dove i prezzi degli asset tornano alla normalità, le aziende con un indebitamento eccessivo falliscono, vagonate di persone perdono il lavoro e la casa, e l'economia dovrà attraverso quel percorso ristoratore che per tutto questo tempo è stato rimandato nel tempo al prezzo di un maggiore dolore economico futuro.

Facciamo un parallelismo visto che non si smette di parlare di "whatever it takes" ancora una volta. Quando nel 2012 venne inaugurato da Draghi allora capo della BCE l'intenzione era quella di ingessare e congelare quanto più possibile il mercato dei capitali attraverso un controllo più serrato dell'offerta di denaro. Sebbene ci fosse la foglia di fico del sistema bancario commerciale, la BCE entrava a tutti gli effetti nel campo della monetizzazione diretta del debito sovrano degli stati membri. Italia in prima linea. Non era niente di particolare, cose già viste e fallite in Giappone e USA, ma i privilegiati, ovvero coloro più vicini alla stampante monetaria, hanno festeggiato perché adesso avrebbero avuto maggiori privilegi. Sin da allora cosa è cambiato? Più giri di LTRO, QE e altri acronimi stupidi stante tutti a significare la stessa cosa: necessità di un maggiore controllo sul mercato dei capitali per indirizzarli artificialmente laddove più gradito da un gruppo ristretto di persone. Il risultato? Se prendiamo come modello l'Italia abbiamo un tessuto industriale sfilacciato, un sistema bancario commerciale cumulativamente più indebitato, mercati dei capitali azzerati e segnalanti prevalentemente il falso (produttività annichilita), un mercato del lavoro al collasso, indebitamento pubblico insostenibile. Non che il resto degli stati europei stia meglio, visto che se prendiamo come riferimento il sistema TARGET2 gli squilibri non hanno fatto altro che salire.

In sintesi, è stato solo un modo per comprare tempo e non è affatto una soluzione ai problemi che si prefiggeva di risolvere. Un fallimento colossale, spacciato come successo dalla propaganda dei media generalisti. Adesso lo stesso modello viene applicato a livello socio-sanitario. Perché? Perché la smania del controllo sui mercati dei capitali si deve spingere oltre, sugli individui stessi, pena il fallimento del castello di carte messo in piedi per sostenere artificialmente lo status quo. È questa la progressione in atto sin dal 2012. Che lo scopo sia il controllo capillare ormai dovrebbe essere chiaro anche ai più ipnotizzati dalla narrativa mainstream. Infatti, anche se volessimo prendere per buona l'affermazione secondo cui i primi due giri di snake oil fossero non sperimentali, il terzo giro non è stato MAI sperimentato. Il modello Draghi è una ricetta per il fallimento; il presunto prestigio di cui gode a livello mainstream è costruito su una narrativa distorta e fallace.

Ma se prima c'erano in gioco "solo" i risparmi delle persone, adesso in prima linea c'è la loro vita.


CONCLUSIONE

L'inflazione danneggia i risparmiatori, e quindi danneggia l'intera economia che fa affidamento sui risparmi per finanziare una crescita organica e sostenibile, ma aiuta i debitori poiché le loro passività vengono svalutate quando il valore del denaro fiat scende. Chi è il più grande debitore del mondo? Lo stato. E con l'inflazione al 7% negli USA ed al 5% in Europa (in realtà è molto di più, se calcolata onestamente), lo stato sta guadagnando alla grande in base ai rendimenti dei propri decennali: +5% negli USA e +4% in Italia. Con un debito totale di oltre $28.000 miliardi, ciò significa che lo zio Sam sta riducendo i propri oneri di circa $1.400 miliardi ogni anno; per quanto riguarda l'Italia, invece, parliamo di circa €108 miliardi.

Gli smart money stanno scommettendo su un singolo fatto: questo è un meccanismo troppo bello a cui rinunciare nonostante le evidenti implicazioni. Il sistema bancario centrale sopprime i tassi d'interesse acquistando obbligazioni e finché gli acquisti vanno avanti, azioni e obbligazioni vanno alla grande anche se i tassi d'inflazione salgono.

Il valore del debito diminuisce, il valore delle azioni e delle obbligazioni degli insider sale e tutti sono felici. Beh, tutti tranne il 90% della popolazione che paga prezzi al consumo più alti. Ma con l'inflazione in aumento, l'unica cosa sensata da fare per il sistema bancario centrale è lasciar salire i tassi d'interesse, il che farebbe crollare i prezzi delle azioni e delle obbligazioni. In sintesi, il sistema bancario centrale è finito nella trappola "Inflate or die": ha incoraggiato tutti a prendere in prestito a ritmi crescenti, addirittura un recente articolo di Bloomberg diceva ai lettori che dovrebbero emulare gli argentini, ovvero, prendere in prestito il più possibile e liberarsi dei soldi il più rapidamente possibile. Ma voi, cari lettori e lettrici, le implicazioni di questa tesi le conoscete molto bene.

Le famiglie stanno ancora una volta "prendendo capitale" indebitandosi rispetto al valore gonfiato delle loro case; le aziende lo fanno, quasi raddoppiando il loro debito dal 2007. E chi lo fa più di tutti? Ovviamente lo stato. "Inflate or die": così tante persone hanno preso in prestito così tanti soldi che il sistema bancario centrale non può normalizzare i tassi. Le tesi di Friedman sull'inflazione, avallate poi da Bernanke, sono state solo una comoda esca.


giovedì 20 gennaio 2022

Chi sarà ritenuto responsabile per l'attuale devastazione?

 

 

di Jeffrey Tucker

Se la risposta politica alla pandemia avesse assunto la forma di un semplice consiglio, non saremmo nel mezzo di questo disastro sociale, economico, culturale, politico. Ciò che ha causato il naufragio è stata l'applicazione della forza politica in un modo che non ha precedenti nella storia umana.

La risposta si è basata sulla costrizione imposta da tutti i livelli dello stato. Le politiche a loro volta hanno dato energia ad un movimento populista, la Guardia Rossa Covid, che è diventata un'arma civile, andando a sorvegliare i corridoi delle drogherie per rimproverare chi non aveva la mascherine. I droni sciamavano nei cieli in cerca di feste da sventare e chiudere. Una sete di sangue contro chi non si conformava si è scatenata a tutti i livelli della società.

I lockdown hanno concesso ad alcune persone un significato ed uno scopo, come fa la guerra. L'obbligo di bastonare gli altri è disceso dallo stato al popolo. La follia ha preso il sopravvento sulla razionalità e non è stata più una questione di "due settimane per appiattire la curva". La mania di sopprimere il virus ponendo fine al contatto da persona a persona si è estesa a due anni.

Questo è successo negli Stati Uniti ed in tutto il mondo. Tale follia non ha ottenuto nulla di positivo, perché il virus non ha prestato attenzione agli editti e agli esecutori. La fine del funzionamento sociale ed economico, tuttavia, ha distrutto vite in innumerevoli modi e continua a farlo.

È proprio perché c'è tanta incertezza sulla vita (e sulla scienza) che le società civili operano sulla presunzione della libertà di scelta. Questa è una linea di politica basata sull'umiltà: nessuno possiede competenze sufficienti per presumere il diritto di limitare le azioni pacifiche di altre persone.

Ma con i lockdown e l'obbligo di vaccinazione, non abbiamo visto umiltà ma un'arroganza sconfinata. Le persone che ci hanno fatto tutto questo erano così dannatamente sicure di sé che hanno fatto ricorso alla tattica dello stato di polizia per realizzare i loro obiettivi, nessuno dei quali è stato raggiunto nonostante la promessa che era per il "nostro bene".

È l'obbligo la fonte di tutti i problemi. Qualcuno ha scritto gli editti per volere di qualcun altro e poi altri ancora li hanno imposti. Quelle persone dovrebbero essere coloro con i risultati in mano, risarcire le vittime e altrimenti accettare le conseguenze per ciò che hanno fatto.

Chi sono? Dove sono? Perché non si sono fatte avanti?

Se si vuole costringere le persone a comportarsi in un certo modo – chiudere le loro attività, cacciarle dalle loro case, non farle aggregare, cancellare le vacanze, separarle fisicamente ovunque – bisogna essere dannatamente certi che sia la cosa giusta fare. Se le persone che hanno fatto tutto questo erano così sicure di sé, perché non vogliono assumersene la responsabilità?

La domanda è pressante: di chi è precisamente la colpa? Non solo in generale, ma più precisamente: chi era disposto a farsi avanti fin dall'inizio per dire “Se questo non funziona, accetto la piena responsabilità?” Oppure: "Ho fatto questo e lo sostengo". Oppure: "L'ho fatto e mi dispiace molto".

Per quanto ne so, nessuno ha detto niente del genere.

Invece quello che abbiamo è un grande guazzabuglio di burocrazie disordinate, commissioni, rapporti e ordini non firmati. Ci sono alcuni sistemi in atto che sembrano strutturati in modo tale da rendere impossibile scoprire chi sia esattamente responsabile della loro progettazione e realizzazione.

Ad esempio, un mio amico è stato molestato dalla sua scuola per non essersi vaccinato. Voleva parlare con la persona che aveva imposto la regola, ma nella sua indagine tutti giocavano a scaricare il barile: quella persona aveva costituito una commissione che aveva concordato le migliori pratiche lasciate da altre linee guida approvate da un'altra commissione, che erano state implementate da un'istituzione simile su un'altra questione e adottata da un'altra divisione e trasmesse ad un'altra commissione per l'attuazione come raccomandazione e quindi emessa interamente da un'altra divisione.

Durante l'intera indagine non è riuscito a trovare una sola persona che fosse disposta a farsi avanti e dire: l'ho fatto io ed è stata una mia decisione. Tutti avevano un alibi. È diventata una grande burocrazia senza responsabilità. È un marasma in cui ogni cattivo attore ha pre-costruito un nascondiglio.

È la stessa cosa che è accaduto con molte persone che sono rimaste disoccupate per essersi rifiutate di divulgare il loro status di salute. I loro capi dicono che sono molto dispiaciuti per quello che sta succedendo e che se fosse dipeso da loro quelle persone disoccupate avrebbero continuato a lavorare. Questi capi, a loro volta, esitano ed incolpano qualche altra commissione; nessuno è disposto a parlare con le vittime e dire: "L'ho fatto io e lo sostengo".

Come milioni di altri, sono stato danneggiato materialmente dalla risposta alla pandemia. La mia storia è priva di drammi e non è lontanamente simile a ciò che gli altri hanno vissuto, ma è saliente perché è personale. Sono stato invitato a partecipare ad un programma in TV, ma poi sono stato messo altrove perché non ho voluto divulgare il mio status di salute. Sono stato mandato in uno studio separato riservato agli impuri dove mi sono seduto da solo.

La persona che mi ha informato ha detto che quella linea di politica era stupida e vi si opponeva, ma quella era la politica aziendale. Forse posso parlare con il suo capo? Oh, anche lui è contro questa roba. Tutti pensano che sia una cosa stupida. Chi è responsabile allora? La responsabilità viene sempre trasferita su e giù nella catena di comando, ma nessuno accetterà la colpa e ne sopporterà le conseguenze.

Anche se i tribunali hanno ripetutamente abrogato gli obblighi di vaccinazione, c'è un consenso universale sul fatto che i vaccini, pur offrendo scarsi benefici a livello individuale, non stanno contribuendo a fermare le infezioni o la loro diffusione. Vale a dire: l'unica persona che potrebbe soffrire per non essere vaccinata è il non vaccinato stesso. Ciononostante le persone stanno perdendo il lavoro, perdendo la vita pubblica, stanno venendo segregate e bloccate e stanno pagando comunque un prezzo pesante per non conformarsi.

Eppure ci sono ancora persone che continuano a giocare al gioco dello scaricabarile: non incolpano né il governo, né le autorità sanitarie pubbliche, né nessuno in particolare, bensì un'intera classe di persone: chi non si vaccina.

"Sono furioso nei confronti dei non vaccinati", scrive Charles Blow sul New York Times, un giornale che ha dato il via alla propaganda pro-lockdown già il 27 febbraio 2020. "Non mi vergogno di rivelarlo. Non sto più cercando di capirli o istruirli. I non vaccinati stanno scegliendo di essere parte del problema".

In che modo sarebbero il ​​problema? Anche perché poi scrive: "È possibile controllare il virus e mitigarne la diffusione, se si vaccinano più persone".

Questo è chiaramente una menzogna, come abbiamo visto dalle esperienze di molti Paesi in tutto il mondo. Cercate Singapore, o Gibilterra, o Israele, o qualsiasi Paese ad alto tasso di vaccinazioni e guardate le tendenze dei loro casi. Sono tutti uguali o peggiori dei Paesi con somministrazioni inferiori. Sappiamo da almeno 33 studi che i vaccini non possono e non fermano l'infezione o la trasmissione, motivo per cui Pfizer e persone come Anthony Fauci chiedono ora la terza e la quarta dose. Dosi senza fine, sempre con la promessa che la prossima raggiungerà l'obiettivo.

Blow sta propagando falsità. Come mai? Perché là fuori c'è voglia di etichettare qualcuno o qualcosa a cui addossare la colpa. I non vaccinati sono i capri espiatori per distrarre dal vero problema: scoprire e sanzionare coloro che hanno intrapreso questo esperimento senza precedenti.

Il problema ora è scoprire chi sono. Il governatore di New York ha fatto cose terribili ma ora si è dimesso. Suo fratello alla CNN ha propagato l'ideologia del lockdown ma è stato licenziato. Il sindaco di New York ha perpetrato il male, ma tra poche settimane se ne andrà in sordina. Alcuni governatori che hanno bloccato le loro popolazioni hanno rifiutato di candidarsi di nuovo e faranno del loro meglio per scomparire.

La dottoressa Deborah Birx, che sappiamo per certo era la persona che ha convinto Trump ad approvare i lockdown, si è dimessa silenziosamente e ha fatto del suo meglio per evitare i riflettori. Il giornalista del New York Times che ha scatenato l'isteria mentre chiedeva un lockdown brutale è stato licenziato. Lo stesso vale per centinaia di funzionari della sanità pubblica che si sono dimessi o sono stati licenziati.

Chi è rimasto da incolpare? Il candidato più probabile qui è lo stesso Fauci, ma posso già dirvi la sua scusa: non ha mai firmato un solo ordine. Le sue impronte digitali non sono su nessuna legislazione.

Non ha mai emanato alcun editto, non ha mai fatto arrestare nessuno, non ha mai bloccato l'ingresso a nessuna chiesa né ha chiuso personalmente con un lucchetto alcuna scuola o attività commerciale. È semplicemente uno scienziato che fa raccomandazioni presumibilmente per la salute delle persone.

Ha anche un alibi.

Molto di tutto questo mi ricorda la prima guerra mondiale, la "Grande Guerra". Cercate le cause, sono tutte vaghe: nazionalismo, un assassinio, trattati, confusione diplomatica, i serbi. Nel frattempo nessuna di queste ragioni può effettivamente spiegare 20 milioni di morti, 21 milioni di feriti ed economie e vite in rovina in tutto il mondo, per non parlare della Grande Depressione e dell'ascesa di Hitler che arrivò a seguito di un tale e spaventoso disastro.

Nonostante le indagini, gli innumerevoli libri, le udienze pubbliche e la furia pubblica che durò un decennio o più dopo la Grande Guerra, non c'è mai stato nessuno che si sia assunto la responsabilità. Abbiamo visto una ripetizione dello stesso copione dopo la guerra in Iraq. C'è qualche traccia di qualcuno che abbia detto "Ho preso io la decisione e mi sbagliavo"?

Così potrebbe accadere per i lockdown e gli obblighi del 2020 e del 2021. La carneficina è indicibile e durerà una generazione o due, o anche più. Intanto i responsabili si stanno lentamente allontanando dalla vita pubblica, trovando nuovi posti di lavoro ed igienizzandosi le mani da ogni responsabilità. Stanno cancellando i curricula e, quando gli viene chiesto, incolpano chiunque altro tranne loro stessi.

Questo è il momento in cui ci troviamo: una classe dirigente terrorizzata di essere scoperta, chiamata in causa e ritenuta responsabile, e quindi incentivata a generare una serie infinita di scuse, capri espiatori e distrazioni ("Dovete iniettarvi un'altra dose!") .

Questa è la conclusione meno soddisfacente di questa terribile storia, purtroppo è così: è molto probabile che le persone che ci hanno fatto tutto questo non saranno mai ritenute responsabili, né in nessun tribunale né in nessuna udienza parlamentare. Non saranno mai costrette a risarcire le loro vittime e non ammetteranno mai nemmeno di aver sbagliato. E qui sta quella che potrebbe essere la caratteristica più eclatante della cattiva politica pubblica: non ci sarà giustizia o qualcosa che assomigli anche vagamente alla giustizia.

Questo è ciò che la storia suggerirebbe, in ogni caso. Se questa volta le cose andranno diversamente e gli autori affronteranno davvero le conseguenze delle loro azioni, ciò non sistemerebbe le cose, ma almeno creerebbe un favoloso precedente per il futuro.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: https://www.francescosimoncelli.com/