venerdì 21 febbraio 2020

Stimare l'intensità della prossima crisi





di Alasdair Macleod


Non sappiamo che cosa innescherà la prossima crisi economica, ma un probabile candidato è la vendita estera di dollari USA combinata con un crollo delle finanze del governo degli Stati Uniti. Forse il coronavirus si rivelerà un "cigno nero", ma esistono già le condizioni alla base di una crisi economica e monetaria.

Questo articolo esaminerà i risultati alternativi, visto che l'attuale situazione assomiglia al crollo del programma Mississippi di John Law. La chiave per capirlo è guardare il legame tra i prezzi degli asset e le valute fiat.



Introduzione

In vista di un evento finanziario è una questione di congetture anticiparne il corso. Nelle ultime settimane sono stati osservati diversi segni di una recessione globale, cosa che ci dice che una crisi sistemica arriverà a breve. Oltre a ciò, il coronavirus potrebbe rivelarsi una piaga delle proporzioni bibliche, almeno così recita l'opinione generale. In tal caso il danno economico sarebbe immenso.

Un analista potrebbe dedurre che uno dei seguenti esiti è quindi probabile:

1) Esito da manuale. Alcune banche finiscono nei guai e vengono salvate. I banchieri diventano cauti coi prestiti e cercano di ritirare le linee di credito da clienti più rischiosi. Ne consegue una moderata recessione, la disoccupazione aumenta, il tasso d'inflazione diminuisce e le banche centrali rispondono allentando la politica monetaria. Col tempo l'economia si stabilizza e inizia a riprendersi. Questa è l'aspettativa neo-keynesiana di economisti e pianificatori monetari impiegati dalle banche centrali, degli stati e dei mercati finanziari.

2) Un crollo sistemico. In questa versione i problemi bancari sono solo l'inizio. Dopo il crollo e il salvataggio delle prime banche, i problemi bancari spuntano altrove e diviene evidente che l'economia globale è in gravi difficoltà. Nei tentativi delle autorità di mantenere il controllo della situazione, l'espansione dell'offerta di denaro raggiunge proporzioni inimmaginabili, più grandi di quelle osservate a seguito della crisi della Lehman, sia per finanziare i deficit pubblici che le riserve bancarie. Dopo un lungo periodo di tempo l'economia globale si stabilizza, a caro prezzo però per la credibilità e il potere d'acquisto delle valute fiat. Un reset monetario potrebbe essere necessario nel tentativo di stabilizzare la situazione.

3) Un crollo totale. Un crollo sistemico porta inizialmente a tassi d'interesse più bassi (già in corso) e dopo una breve pausa ad un mercato ribassista delle obbligazioni, indebolendo i valori degli asset finanziari su cui si basa il castello di carte della moneta fiat. Entra quindi in gioco la natura scoperta di questo strumento, dove il crollo dei valori delle garanzie bancarie ne espone l'illiquidità e il fallimento delle imprese e degli individui è una triste conseguenza. Il reddito fiscale evapora, insieme a tutta la credibilità residua del denaro fiat che alla fine diventa cartastraccia.

Nel tentativo di divinare il risultato più probabile dobbiamo valutare l'importanza delle varie parti in gioco e il loro probabile sequenziamento.



Considerazioni cicliche

È un errore considerare la fine dell'attuale ciclo del credito separatamente dai cicli precedenti. In passato era valido considerare l'espansione del credito bancario e la sua successiva contrazione come un fenomeno puramente ciclico, dove l'eccessiva espansione veniva spazzata via dalla successiva contrazione. Ma sin dal mandato del presidente Hoover, i successivi governi americani e la banca centrale hanno tentato di contenere gli effetti della contrazione del credito bancario. Di conseguenza i bust sono stati sempre più istituzionalizzati.

L'accumulo degli effetti dei bust ha richiesto ulteriori mali per arginarli: i governi hanno messo le mani sempre di più sui mercati; la regolamentazione ha fortemente limitato la concorrenza in tutti i settori; i consumatori sono stati incoraggiati a spendere i propri risparmi e ad indebitarsi per aumentare i consumi immediati; le barriere commerciali ed il protezionismo, giustamente considerati come un contributo alla depressione degli anni '30, sono stati intensificati.

Anche i deficit di bilancio, associati a deficit commerciali nelle economie senza risparmi, sono aumentati, in particolare per l'America. Il governo americano è finito in una trappola del debito, alleviata solo dalla soppressione forzata dei costi di prestito da parte della FED. Sempre più spesso i finanziamenti pubblici sono apertamente inflazionistici.

Le prove e le conseguenze del finanziamento inflazionistico sono state nascoste al pubblico perché le statistiche, in particolare le stime sull'inflazione dei prezzi, sono state soppresse. Ciò ha permesso agli stati di finanziarsi espandendo le quantità di denaro senza conseguenze apparenti per il livello generale dei prezzi, e allo stesso tempo dare l'illusione che il PIL reale fosse positivo se adeguatamente aggiustato all'inflazione dei prezzi.

Con i cicli successivi a cui non è stato permesso di cancellare il debito improduttivo, il dollaro è passato da $20,77 l'oncia dai tempi del presidente Hoover a quasi $1600 di oggi. Rispetto all'oro, questa è una perdita di potere d'acquisto per il dollaro USA di quasi il 99%. Con l'aumento delle quantità di debito improduttivo nell'economia globale è chiaramente ingenuo pensare che sia un processo che continuerà indefinitamente, quando le probabilità che favoriscono una grande crisi stanno aumentando nel tempo.

Gli studenti diligenti della storia avranno ormai capito che i sistemi economici e monetari sotto il controllo degli stati alla fine falliscono sempre. Non c'è motivo per cui questa volta debba essere diverso; la domanda non è se, ma quando.



Svalutazione monetaria

Al centro di questo controllo illusorio dell'economia c'è il denaro. Nel corso dei vari cicli del credito  la fase di espansione è sempre stata seguita da una di contrazione del credito bancario. Questo accadeva prima della crisi della Lehman. All'epoca il salvataggio del sistema bancario ha comportato un'espansione senza precedenti dell'offerta di moneta. L'anno scorso il tentativo della FED di ridurre il proprio bilancio è stato rapidamente abbandonato quando è diventato chiaro che tutta la liquidità post-Lehman era praticamente svanita.

La storia recente della quantità di denaro fiat è illustrata nella Figura 1, una misura che include anche le riserve bancarie non in circolazione.


Il percorso della FMQ è cresciuto ad un tasso medio del 5,9% prima della crisi, mentre il tasso medio di crescita successivo è stato del 9,6%. Nonostante i $5.600 miliardi in più nel sistema derivanti da questa divergenza, ci sono segni di grave stress visto che la FED deve iniettare decine di miliardi di dollari al giorno nel sistema bancario attraverso operazioni di pronti contro termine. Ciò si riflette nella forte ripresa della FMQ degli ultimi mesi, visibile nel grafico.

Va notato che prima della Lehman la FMQ rappresentava circa un terzo del PIL; oggi è di due terzi. Vi è quindi una notevole quantità di denaro nell'economia americana rispetto ai requisiti normali, un fattore che potrebbe essere cruciale per il futuro del dollaro.

Ciononostante viene richiesto un ulteriore aumento nell'accelerazione della creazione di moneta, con una crescita della FMQ che probabilmente aumenterà ben al di sopra del 10% annuo.Negli ultimi anni è stato il governo degli Stati Uniti e gli speculatori finanziari che hanno richiesto denaro, non il settore privato produttivo. Il deficit pubblico dovrebbe ora salire ufficialmente oltre i mille miliardi di dollari, mentre secondo i dati TIC del Tesoro USA gli stranieri sembrano perdere l'appetito per l'acquisto di titoli del Tesoro USA.

Il drenaggio della liquidità imposto dalle richieste di finanziamento del governo ora si combina con le richieste di liquidità da parte degli hedge fund. Hanno fornito un sostegno artificiale al dollaro aumentando le posizioni di arbitraggio sui tassi d'interesse, per cui shortano euro e yen con i loro tassi negativi, e vanno long sul dollaro e sui buoni del Tesoro a breve termine per raccogliere i differenziali di rendimento.

Sta quindi diventando chiaro che senza ulteriori espansioni monetarie i tassi d'interesse ed i rendimenti dei titoli di stato saliranno, con conseguenze devastanti per le finanze del governo degli Stati Uniti. Gli hedge fund sarebbero costretti dalle banche a sciogliere le loro posizioni, vendendo dollari e acquistando euro e yen, per mancanza di riserve di bilancio disponibili. Limitata dalle regole di Basilea III, la carenza di liquidità in dollari farebbe salire i tassi d'interesse overnight in un momento in cui il Federal Reserve Board vorrebbe reflazionare l'economia.

Di conseguenza una crescita annua inferiore al 10% dell'offerta monetaria più ampia non è più sostenibile, senza innescare una crisi nel finanziamento pubblico e finanziaria. Siamo ora al limite di un'accelerazione dell'inflazione monetaria, che nel tempo porterà ad un significativo calo del potere d'acquisto del dollaro, misurato non rispetto ad altre valute fiat che affrontano difficoltà simili, ma rispetto alle materie prime e, in definitiva, a beni di consumo e servizi.



Valori degli asset finanziari

Il modo in cui si sviluppa una crisi finanziaria dipende dalla progressione dei valori degli asset. Sin dalla presidenza Greenspan negli anni '80, si è ipotizzato che la FED avrebbe sempre salvato i mercati azionari abbassando sufficientemente i tassi d'interesse. A partire dal contenimento del crash del 1987, sono stati implementati un numero crescente di modi, tra cui manipolazione dei tassi d'interesse, operazioni di mercato aperto e quantitative easing. Anche modificare il livello delle riserve obbligatorie per le banche commerciali è stato un importante strumento monetario, ma non è più un'opzione a causa della forzatura delle normative di Basilea III per le banche di rilevanza sistemica. Questo è il motivo per cui la FED alcuni anni fa ha rimosso la distinzione tra riserve obbligatorie e riserve in eccesso.

Il principale metodo di controllo dei prezzi monetari e degli asset rimane l'abbassamento dei tassi d'interesse e, attraverso di essi, i rendimenti obbligazionari, aumentando così l'appeal delle azioni.


Con il Fed Funds Rate al due percento e il mercato che sta già iniziando a scontare ulteriori ribassi, è improbabile che la ZIRP sia sufficiente a sostenere i valori degli asset durante la prossima crisi finanziaria. Per questo motivo molti commentatori ritengono che i tassi negativi per il dollaro siano sempre più probabili.

Ciò non aiuterebbe necessariamente a stabilizzare l'economia americana, come attestano le prove della BCE dell'Eurozona. Inoltre ponendo tutte le commodity in backwardation permanente, non solo il potere d'acquisto del dollaro verrebbe indebolito gravemente, ma anche quello delle valute fiat ancorate ad esso. È un dato di fatto che anche il Fed Fund Rate sconti completamente una preferenza temporale per le merci, il che significa che i tassi d'interesse sono già a zero in termini reali, o addirittura negativi. L'unico pezzo del puzzle monetario mancante è una comprensione da parte degli investitori compiacenti di quanto i mercati siano vicini ad un precipizio.

Comprendere come e perché i mercati siano sull'orlo di una significativa erosione del potere d'acquisto del dollaro è cruciale, perché definisce il limite di quanto in basso possano essere spinti i tassi d'interesse senza innescare una crisi monetaria. Sappiamo già che gli attuali livelli di soppressione dei tassi d'interesse richiedono che l'effetto sui prezzi venga soppresso con il metodo statistico. Basta solo una spintarella in più tra dollari e commodity, e il risultato diventerà quasi certamente catastrofico per il dollaro e tutte le altre valute fiat.

Se il dollaro subisce questo destino, allora un calo iniziale dei tassi d'interesse sarà seguito da un significativo aumento, imposto dai mercati globali che rifiutano di finanziare il deficit USA e scelgono invece di liquidare le loro posizioni in dollari.

Vi sono due forze opposte che gli investitori devono prendere in considerazione: esiste ancora una speranza che l'attuale deterioramento economico possa essere contenuto e un costante abbassamento dei tassi d'interesse contribuirà a preservare i valori degli asset; la politica della FED non riuscirà a migliorare le prospettive economiche, portando all'aumento dei rendimenti dei titoli del Tesoro USA man mano che i mercati capiranno che i deficit di bilancio sono fuori controllo. Aspettiamoci, quindi, un acquisto diretto e indiretto di azioni da parte delle banche centrali e dei fondi sovrani, cosa che andrà a vincolare ancora di più gli asset finanziari alle valute fiat.



Come finisce la storia

Dovrebbe essere ormai chiaro che non solo c'è una crisi finanziaria e sistemica dietro le quinte, ma non può essere risolta dalle banche centrali usando gli strumenti a loro disposizione. Possiamo facilmente dedurre che ci sarà la solita fine del ciclo del credito, problemi sistemici e finanziari, che potrebbero comportare il salvataggio di una o più grandi banche. Inoltre la svalutazione monetaria da parte delle banche centrali sarà significativamente maggiore di quella successiva alla crisi della Lehman, non solo perché l'entità del problema bancario coinvolge numeri molto più grandi, ma anche a causa della posizione impossibile in cui si trova il governo degli Stati Uniti rispetto alle sue stesse finanze.

Stando così le cose, possiamo escludere la prima delle tre opzioni esposte nell'introduzione a questo articolo (l'esito da manuale). Ci rimane una crisi sistemica o un crollo totale.

Non vi è dubbio che una crisi sistemica comporterà un calo del potere d'acquisto delle valute fiat, cosa che sarà impossibile da nascondere con il metodo statistico. In questo frangente un leader politico che comprende la situazione e come risolverla avrà l'opportunità di farlo, perché l'alternativa a non farlo sarà molto peggio per la popolazione. Tale approccio richiederà l'abbandono della socializzazione della moneta e dei mercati, la riduzione all'osso del welfare state e il ritorno ad una moneta sana ed onesta. Sebbene le cose possano cambiare, non sembra esserci la possibilità che un tale leader esista e che sia in grado di smuovere i suoi colleghi.

Questo ci lascia con l'ultimo risultato possibile, un crollo totale del paradigma neo-keynesiano e del suo strumento principale: il denaro fiat. Dopo un iniziale abbassamento dei tassi d'interesse e un calo dei rendimenti dei titoli di stato, che è già in atto, diventa chiaro che l'economia è in condizioni molto peggiori di quanto si pensasse in precedenza; il settore produttivo e coloro che vi sono impiegati sono stati impoveriti dall'inflazione monetaria.

La ripresa economica diventa un pio desiderio e le finanze statali si deteriorano rapidamente. Con i risparmiatori spariti ed i consumatori allo stremo, l'unico mezzo per finanziare i deficit di bilancio è con mezzi inflazionistici. La valuta inizia a declinare in due modi: gli stranieri la vendono e si rifiutano di contribuire a finanziare il deficit di bilancio, oppure i depositanti nazionali decidono di smobilitare i loro conti bancari e acquistare invece beni. In quest'ultimo caso il danno è rappresentato dal dumping della valuta fiat, i cui effetti superano l'apparente aumento della domanda derivante dalla fuga di denaro.

Se gli stati sono fortunati, la gente continua ad usare il denaro fiat come moneta, nonostante il suo potere d'acquisto continui a diminuire. I tentativi di stabilizzare la valuta, introducendo controlli sui prezzi, non fanno che peggiorare le cose. Queste sono le condizioni che hanno appestato alcuni Paesi dell'America Latina con alti tassi di inflazione per periodi prolungati.

In alternativa il denaro fiat finisce in un abisso. Non presenteremo un confronto con il Venezuela o lo Zimbabwe, dove la corruzione è stata un fattore importante. L'esperienza tedesca dopo la prima guerra mondiale è un modello migliore, quando il finanziamento inflazionistico della spesa pubblica iniziò prima della guerra e portò al crollo finale della valuta nel novembre 1923. Ciò suggerisce che ci vorranno diversi anni affinché un crollo finale possa riflettersi nella distruzione di una valuta fiat. Ma ci sono differenze tra le iperinflazioni europee di quasi cento anni fa e la situazione di oggi.

In America e Gran Bretagna, nonché in alcuni Paesi dell'Eurozona, la maggior parte dei depositi bancari non è dovuta a privati, in quanto prevale il credito al consumo. Con l'ottanta per cento dei dipendenti in questi Paesi che vivono di busta paga in busta paga e il prestito mediante carte di credito è la norma, vi è una maggiore ponderazione dei depositi istituzionali nel sistema bancario di oggi rispetto al passato. Nel caso del dollaro USA, i conti correnti e di risparmio ($12.150 miliardi) includono circa $4.000 miliardi di depositi di proprietà estera. Gli emittenti di carte di credito e altre società finanziarie accumulano flussi di cassa significativi e quindi depositi. Anche gli speculatori finanziari, come gli hedge fund, mantengono saldi significativi come garanzie repo.

In breve, le classificazioni dei detentori di depositi sono molto diverse da quelle di un tempo, quindi è probabile che il loro atteggiamento collettivo nei confronti del denaro sia molto diverso. Non li spendono in beni e non danno giudizi di valore. È più probabile che siano spaventati da sviluppi puramente finanziari. Ciò ci porta a prendere in considerazione un'altra possibilità: scoppio della bolla come quella ai tempi di John Law e il crollo della valuta.



Il modello di finanziamento di Law

John Law fu un proto-keynesiano che nel 1716 ottenne l'autorizzazione dal Duc d'Orléans, in qualità di reggente di Luigi XV, di istituire la Banque Genérale nella Place de Vendome di Parigi, capitalizzata con debito pubblico e base per l'emissione di banconote. Accettava depositi di metalli, principalmente monete d'oro e d'argento. Nel settembre del 1716 la banca ebbe un tale successo che stava facendo fallire gli altri banchieri.

Il rapporto tra Reggente e Law si basava sul piano di quest'ultimo di ripristinare le finanze reali che erano in considerevoli difficoltà. In parole povere, il suo piano era di trarre profitto dall'inflazione delle sue banconote per pagare i debiti reali. Inoltre introducendo il sistema bancario moderno in una Francia finanziariamente arretrata, il miglioramento dell'economia derivante da una circolazione monetaria più efficace contribuì anche a ripristinare le finanze reali attraverso entrate fiscali più elevate.

L'uso delle banconote di Law per pagare le tasse assicurava la loro circolazione ed i metalli continuavano ad essere depositati presso la Banque Royale in cambio di esse. In conformità con i piani di Law, il bilancio della Banque Genérale si stava rapidamente gonfiando e stava cominciando a dominare negli affari finanziari a Parigi. Law accettava il debito statale ad un tasso del 4% e lo copriva con le sue banconote  che rendevano un 4% apparentemente più certo e un bonus derivante dal commercio di pellicce nelle colonie francesi in America.

L'uso del debito pubblico come fondamento dei suoi affari assomiglia a come funzionano oggi le banche centrali, le quali emettono denaro attraverso il quantitative easing in cambio di debito pubblico. Nel dicembre del 1718 la Banque Generale divenne Banque Royale, trasformandosi da banca privata in banca statale. Law ora aveva il monopolio dei soldi in Francia.

Inoltre aveva acquisito tutti i diritti per commerciare con le colonie francesi in America, che divenne l'impresa Mississippi. La capitalizzò utilizzando sottoscrizione coperte parzialmente che, dando profitti rapidi e sostanziali ai primi sottoscrittori, garantirono un buon inizio alle azioni Mississippi; inoltre Law utilizzò le emissioni di banconote della Banque Royale per aumentare ulteriormente i prezzi delle azioni.

E così nacque una bolla, ma alla fine del 1719 Law trovava sempre più difficile sostenerla. Un miliardo di livree erano stati creati e spesi per aumentare le quote nella Mississippi. In seguito alla sua nomina a controllore generale nel 1720, decretò che le sue banconote fossero l'unica valuta consentita ad eccezione delle piccole transazioni e che tutte le vecchie monete dovevano essere sequestrate. Chiaramente stava tappando buchi in una nave sempre più alla deriva.

Il 22 febbraio 1720 la Mississippi Company e la Banque Royale si unirono. Il re vendette 100.000 azioni a 9000 livree e successivamente le azioni iniziarono ad affondare. A novembre di quell'anno erano scese a 3.200 livree e per molte di loro c'era difficoltà a rimborsarle. Negli ultimi tre mesi del 1720 non vi era alcun prezzo in sterline per le livree francesi, perché anche le banconote di Law erano scoppiate insieme alla bolla Mississippi.



Somiglianze odierne con la bolla Mississippi

Ci sono importanti somiglianze che si stanno sviluppando tra gli eventi in Francia di trecento anni fa e quelli di oggi:
  • Law implementò uno schema inflazionistico simile a quello proposto da Keynes. Entrambi ottennero un impatto economico inizialmente favorevole, seguito da un fallimento nel mantenere le promesse precedenti. Avendo progredito attraverso una serie di cicli del credito, il piano di Keynes deve ancora crollare completamente.
  • Law usò il debito pubblico come base per il suo piano, così come fanno oggi le banche centrali. La differenza è che il pubblico sapeva che Luigi XV era in bancarotta. Oggi i mercati devono ancora rendersi conto di questo fatto.
  • Supportato dallo stato, Law usò i poteri che gli vennero concessi per manipolare i valori degli asset e sostenere il suo piano, un obiettivo ora apertamente perseguito dalle banche centrali moderne e dai loro fondi sovrani alleati.
  • Con la Banque Royale Law mise in piedi un prototipo di banca centrale il cui duplice obiettivo era finanziare i prestiti dello stato ed emettere valuta. Il supporto che le banche centrali offrono al sistema bancario commerciale odierno è in definitiva orchestrato per raggiungere lo stesso scopo.
  • Law vietò la circolazione dei metalli preziosi come denaro e di qualsiasi altra alternativa alle proprie banconote. Le banche centrali di oggi esercitano esattamente gli stessi monopoli nelle rispettive giurisdizioni.
  • Law fu il primo ad utilizzare derivati ​​sotto forma di azioni e opzioni per promuovere e sostenere i valori patrimoniali. Il sistema finanziario globale oggi utilizza allo stesso modo i derivati ​​per supportare e incoraggiare la speculazione rialzista tra gli asset finanziari.
  • Collegando l'aumento dei valori degli asset finanziari al potere d'acquisto della sua livree, Law fece in modo che il crollo dei valori degli asset finanziari indebolisse anche la fiducia nella valuta, causandone il collasso totale in sei mesi. Oggi sia le banche centrali che i fondi sovrani sono investitori attivi in ​​obbligazioni e azioni, con l'effetto di creare un legame simile tra titoli di stato, azioni e valute fiat.

Dati i tempi diversi ed i metodi diversi, ci sono differenze tra lo schema di Law e il modo in cui si è evoluto quello di Keynes. Ciononostante sono le somiglianze che dovrebbero far suonare campanelli d'allarme. I critici del finanziamento inflazionistico generalmente ipotizzano che la fine di una valuta fiat sia contrassegnata dalla popolazione che alla fine non la usa più. Le somiglianze tra gli schemi di Keynes e Law suggeriscono un risultato diverso.

Legando i valori degli asset finanziari alle valute, se uno fallisce anche l'altro seguirà lo stesso destino. Una perdita di fiducia nell'uno indebolirà immediatamente l'altro. Prima c'è un fallimento nel sostenere i prezzi di obbligazioni ed azioni, seguito poi da un loro crollo, accompagnato successivamente dall'erosione di tutta la fiducia nella valuta.

Con questo quadro in mente possiamo disegnare un futuro sia per i mercati finanziari sia per il dollaro. La FED, in un ruolo simile alla Banque Royale, continua con i suoi tentativi di manipolare i prezzi dei titoli del Tesoro USA e quindi i mercati azionari, come è accaduto in modo più netto da quando Greenspan è diventato presidente. Nel febbraio del 1720 il re vendette 100.000 azioni per 9.000 livree ciascuna, evento che segnò il picco della bolla di Law. La domanda è chi o cosa suonerà il campanello questa volta.

Al di fuori del sistema bancario statunitense, chi comprerà quantità sempre più grandi di titoli del Tesoro USA? Questo perché gli stranieri stanno bloccando il loro appetito ed i risparmiatori interni sono pressoché inesistenti. Dobbiamo tenere presente che la proprietà delle valute estere è giustificata dai volumi degli scambi e le prove del calo del commercio internazionale indicano fermamente che il dollaro è venduto. Di conseguenza le banche che agiscono come agenti per la FED saranno le sole acquirenti, essendo pagate dalla FED attraverso l'accredito di riserve.

All'ultimo conteggio gli stranieri ed i loro governi possedevano $19.400 miliardi in titoli statunitensi e avevano circa $4.000 miliardi di depositi bancari. La bolla scoppierà sicuramente quando il dollaro inizierà a scendere rispetto ad altre valute, creando perdite raddoppiate per gli investitori stranieri e una crisi di finanziamento per il debito pubblico degli Stati Uniti. Con i rendimenti dei titoli del Tesoro statunitensi in rialzo, il dollaro vedrà accelerare il suo declino a causa delle crescenti perdite nei portafogli degli investitori stranieri.

Questa, forse, è la somiglianza più marcata con la fine dello schema di Law: una combinazione di circostanze basata su un legame tra asset finanziari e valuta fiat. Come con il crollo dello schema di Law, possiamo aspettarci una impennata del prezzo dei metalli preziosi (oro e argento) e delle criptovalute (principalmente Bitcoin).

Stando così le cose, il crollo non verrà risolto come si aspettano anche coloro più ribassisti, ma potrebbe completarsi entro la fine di quest'anno.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: https://www.francescosimoncelli.com/


giovedì 20 febbraio 2020

Quando le illusioni sono più forti della realtà





di Sven Henrich


Ancora una volta gli investitori sono convinti che nulla conta. Solo 2 giorni di trading dopo il sell-off e l'indice $NDX ha raggiunto nuovi massimi storici. Solo 3 giorni dopo il sell-off e l'indice $SPX ha raggiunto un nuovo massimo storico. Solo 4 giorni dopo il sell-off e gli indici $DJIA, $SPX e $NDX hanno raggiunto nuovi massimi storici. Quattro giorni, quattro gap, tutti non colmati al momento della stesura di questo scritto.

Perché? Perché l'impatto economico del coronavirus è finito o è stato contenuto? Certo che no, è tutt'altro. Gli shutdown persistono, gli avvertimenti provenienti dalle singole società stanno aumentando, ad esempio $TSLA è crollato un giorno dopo l'avvertimento tecnico, le stime di crescita economica globale stanno scendendo e con esse diminuiscono invariabilmente le stime degli utili.

Cosa fanno i mercati? Fanno nuovi massimi, tornando al gioco dell'espansione dei multipli di valutazione del 2019 quando nessun rallentamento degli utili è stato importante poiché le iniezioni di liquidità da parte dei nostri signori nelle banche centrali hanno prevalso su tutto.

Questa settimana la PBOC ha iniettato liquidità, la FED ha iniettato liquidità nel sistema pronti contro termine e, naturalmente, ha continuato ad acquistare bond del Tesoro USA.

E così i mercati continuano sulla loro strada di non tenere mai conto delle cattive notizie e continuano a disconnettersi sempre più dalle dimensioni sottostanti dell'economia globale, indipendentemente dai dati.


Baltic Dry Index:


Ma non ci sono bolle, o almeno è così che ci dicono i banchieri centrali. Non insultate la nostra intelligenza, dico io. Soprattutto perché sanno perfettamente che le politiche e le parole sono seguite da vicino dai mercati e hanno un impatto su di essi.

Eppure ci dicono che le loro politiche non sono da biasimare per le distorsioni create nei mercati. Ecco la pronta smentita al presidente della BCE Lagarde.

A detta loro, quindi, non bisogna incolpare le politiche con i tassi d'interesse negativi per quanto riguarda gli aumenti dei prezzi delle abitazioni o i problemi di redditività delle banche.

E ovviamente non c'è nemmeno una bolla immobiliare quando la gente comune fa fatica a tenere il passo con i prezzi delle case in costante aumento...


Ma non c'è inflazione affermano nella stessa frase. Non c'è da meravigliarsi che ci siano problemi di fiducia...

Non ti crediamo.

E comunque banche centrali che negano le distorsioni che hanno creato e continuano a creare non sono una ricetta per il successo a lungo termine.

Il fatto è che rimangono intrappolate in un mercato il cui intero schema di valutazione e meccanismo di determinazione dei prezzi rimane interamente dipendente da un loro continuo intervento.

È un'assurdità storica e un'enorme tragedia che si svolge davanti ai nostri occhi.

Le banche centrali negano l'esistenza delle bolle finanziarie e le distorsioni che esse stesse hanno creato.

Ammetterlo significherebbe assumersi la responsabilità e riconoscere che i prezzi degli asset sono sopravvalutati, il che di per sé potrebbe portare ad un evento di rischio poiché l'ammissione porterebbe ad una perdita di fiducia, fiducia che invece deve sempre essere mantenuta.

Le banche centrali rimangono quindi nella loro torre d'avorio. Non c'è fiducia, trasparenza, responsabilità. Solo negazione.

E così vediamo un mercato che gira intorno all'ottimismo nonostante la continua delusione per la realtà.




Leoni, tigri e orsi. Oh mio Dio!

I futures si sono moltiplicati per la notizia che la Cina ha tagliato proattivamente i dazi. Pensate che sia un segno? Che la Cina pensi che l'impatto economico del virus sia contenuto e che i giorni felici siano tornati?

Eppure mi chiedo...

Questa riduzione dei dazi era già stata concordata. Di per sé non rappresenta un'ulteriore spinta all'espansione dei multipli di valutazione nei mercati, soprattutto perché uno dei motivi di suddetta espansione lo scorso anno era basato su presunti termini di una fase uno che ora vengono respinti a causa del coronavirus.

Quindi c'è un drenaggio che annulla le giustificazioni per il supporto di un'espansione dei multipli di valutazione e le proiezioni di crescita scendono di nuovo.

Le banche centrali vogliono che voi crediate che le loro politiche non causano distorsioni dei prezzi degli asset, non causano bolle e sicuramente vi diranno che non sono da biasimare quando scoppiano. Come? Negando che esistano.

Sebbene le banche centrali siano entrate in uno stato di negazione, non significa che anche gli investitori debbano farlo. L'impatto economico del coronavirus è reale, ma il sentiment è gestito con nuovi massimi dei corsi azionari. Per adesso... Mentre ad un certo punto il virus sarà adeguatamente contenuto, per ora non esiste una cura verificata e nessuna chiara visibilità fino a quando gli impatti economici saranno alleviati. Il bilancio delle vittime non ha raggiunto il bilancio annuale dei decessi della comune influenza stagionale, ma l'impatto è già superiore a quello della SARS e nessuno sa fin dove si spingerà alla fine, né l'OMS, né la Cina e certamente nemmeno le banche centrali.

La realtà è che i mercati si stanno allungando sempre di più e gli investitori continuano ad accatastarsi nei titoli tecnologici, anche se l'indice $NDX sta gridando un segnale di fuga importante.
 

[*] traduzione di Francesco Simoncelli: https://www.francescosimoncelli.com/


mercoledì 19 febbraio 2020

Le fantasie della sinistra: l'imminente collasso della civiltà occidentale (e la pianificazione centrale per evitarlo)





di Gary North


La BBC ha pubblicato un articolo di un presunto esperto sul crollo delle civiltà. Lo trovate qui. Fa parte di una serie. Secondo lo scritto la società moderna è come un'anziana vedova con un grande conto in banca, una grande casa piena di gadget, ma incapace di salire le scale senza rimanere a corto di fiato. È troppo esausta anche per guardare la televisione... non che questo sia un male

Ho un dottorato di ricerca in storia. Quelli di noi che hanno ricevuto questo tipo di formazione universitaria sono scettici nei confronti di una conclusione del genere. Ci possono essere informazioni curiose, e probabilmente ci saranno, ma l'idea che qualcuno, o anche una commissione di una mezza dozzina di persone, possa trovare qualcosa di significativo da dire in un articolo su un sito web riguardo la fine della civiltà è altamente improbabile. La storia è complessa e più ne sappiamo, più appare complessa. Non ci sono leggi della storia, contrariamente a quanto diceva Marx, che ci consentono di identificare "l'arco più ampio della storia umana e cosa significa per noi e per i nostri discendenti". Ad ogni modo, se ci sono, sono derivati ​​da tradizioni religiose, non studi di singole civiltà da parte di persone con dottorato di ricerca in storia.

La domanda storica più importante che ci possiamo porre oggi è questa: "Perché intorno al 1800 nelle isole britanniche e nel Nord America la crescita economica iniziò ad aumentare del 2% all'anno pro capite?" Fu allora che il mondo iniziò a cambiare in modo decisivo da ciò che era esistito prima del 1800. Nulla di simile era mai accaduto per quanto indica la documentazione storica. Cosa l'ha causato? Ci sono almeno tre dozzine di spiegazioni prevalenti, ma se esaminate attentamente, nessuna di esse regge. (Vedete il libro della professoressa D. McCloskey, Bourgeois Dignity [University of Chicago Press, 2010].)

Se gli storici, compresi gli storici economici altamente qualificati, vengono confusi da questa domanda geograficamente e cronologicamente limitata, perché dovremmo credere che una manciata di persone che lavorano per la BBC possa mettere insieme una serie che ci consenta di dire che la nostra civiltà verrà spazzata via?

Questo articolo preliminare ha un titolo: "Siamo sulla strada verso il collasso della civiltà?" Ogni storico che legge questo titolo ha una risposta immediata: "La risposta non si troverà in questo articolo". Titoli come questo sono esche per i clic, non domande serie.

Ecco come inizia l'articolo:
Le grandi civiltà non vengono assassinate. Si suicidano.

Così concluse lo storico Arnold Toynbee nel suo opus magnum di 12 volumi A Study of History. È un'esplorazione dell'ascesa e della caduta di 28 civiltà diverse.

Capisco. Suicidi. Intere civiltà hanno deciso di porre fine a tutto. Ventotto Jonestown, ciascuna su scala epica.

Penso che abbia visto troppi talk su TED.

Nel 1963 per un corso di storiografia mi venne dato da studiare un estratto di un riassunto di 500 pagine dei volumi di Toynbee. Era scritto da D. C. Somerville. È fuori stampa da tempo. Il nostro professore non prendeva molto sul serio i volumi di Toynbee e nemmeno il riassunto. Penso che l'abbia assegnato come esempio di come non scrivere la storia: "Così tanto da dire, così poco tempo". Erano scritti di una mente brillante, ma nessuno storico esperto crede che qualcuno sia capace di guardare 28 diverse civiltà e trarre qualsiasi tipo di conclusione significativa su tutte. Dovrebbe conoscere troppe lingue e dovrebbe guardare molti documenti. I risultati di un simile progetto potrebbero essere ridotti sin dall'inizio a due brevi frasi: "Oggi è così, domani chissà". O forse solo una frase: "Anche questa passerà."

C'è una ragione per cui è raro vedere le teorie di Toynbee citate nelle note a piè di pagina delle monografie scritte da storici professionisti. Non sono sicuri che i suoi libri siano fonti affidabili di fatti, ma solo di curiosità.



CURIOSITÀ

Lo scrittore fornisce un interessante boccone di informazioni. Non l'avevo mai letto.
L'impero romano coprì 4,4 milioni di chilometri quadrati (1,9 milioni di miglia quadrate) nel 390. Cinque anni dopo precipitò a 2 milioni di chilometri quadrati (770.000 miglia quadrate).

Vorrei leggere un articolo su questo tema. Come è successo? Vorrei anche sapere esattamente quali mezzi di indagine hanno permesso ad un cartografo solitario, ma diligente, di fornire fatti straordinariamente precisi sul numero di miglia quadrate, o chilometri quadrati, coinvolti. Sono un po' sospettoso. Tuttavia l'entità della contrazione e la sua velocità sono spettacolari. Non l'avevo letto prima. Penso che altrimenti me lo sarei ricordato. Merita una nota a piè di pagina. Forse due.

Quindi non sono contrario ad una serie come questa, non sai mai cosa raccoglierai che non avresti mai immaginato possibile, solo che non prendo sul serio la premessa della serie visto che è sciocca.



PASSATO PROFONDO

Poi leggiamo questo.
Il nostro passato profondo è segnato da fallimenti ricorrenti. Come parte della mia ricerca presso il Center for the Study of Existential Risk presso l'Università di Cambridge, sto cercando di scoprire perché il collasso si verifica attraverso un'autopsia storica. Cosa può dirci l'ascesa e la caduta delle civiltà storiche sulla nostra? Quali sono le forze che scatenano o ritardano un collasso? E vediamo schemi simili oggi?

Chiunque usi le parole "passato profondo" deve fornire una definizione. Il passato è indiscutibilmente profondo, ma è fuorviante. Implica che esiste una sola cosa o processo chiamato "passato profondo" e implica anche che possiamo studiarlo a piacimento. Non possiamo.

Mi chiedo: chi finanzia questa organizzazione? Prima di prendere sul serio questo progetto, voglio vedere alcuni investigatori indipendenti seguire i soldi. (Elon Musk è un associato.)



IMPERI MORTI

L'autore fornisce un elenco di civiltà con i loro periodi di tempo. C'è anche una comoda tabella da guardare. Qualcuno c'ha lavorato molto e vale la pena di guardarla. Se avessi scritto una storia di civiltà, avrei sicuramente usato l'elenco per iniziare. Non è male, solo che non penso che qualcuno troverà una spiegazione comune per descrivere il motivo per cui particolari civiltà sono sopravvissute fintanto che ci sono riuscite. Potete consultare l'elenco qui. Di alcune di queste non ne avevo sentito parlare. Sono vissute e pois sono morte. Così è la vita. Oggi è così, domani chissà.
Praticamente tutte le civiltà passate hanno affrontato questo destino. Alcune si ripresero o si trasformarono, come quella cinese ed egiziana. Altre crollarono in modo permanente, come nel caso dell'isola di Pasqua. A volte le città dell'epicentro del collasso vengono rianimate, come nel caso di Roma. In altri casi, come le rovine Maya, vengono abbandonate come mausoleo per i futuri turisti.

Cosa c'entra questo con il crollo della civiltà occidentale? Niente finora.



DUE DOMANDE RETORICHE

Poi vengono poste due domande. Sono entrambe domande retoriche sebbene a prima vista non sembrino tali. "Cosa può dirci tutto questo sul futuro della civiltà moderna?" Non molto. "Le lezioni degli imperi agrari sono applicabili al nostro periodo di capitalismo industriale post-XVIII secolo?" No.
Le società del passato e del presente sono solo sistemi complessi composti da persone e tecnologia. La teoria degli "incidenti normali" suggerisce che complessi sistemi tecnologici cedano regolarmente il passo al fallimento. Quindi il collasso può essere un fenomeno normale per le civiltà, indipendentemente dalle loro dimensioni e fasi.

Non so nulla della "teoria degli incidenti normali", ma posso dirvi che gli storici non sarebbero propensi a crederci.

Gli incidenti sono normali, ecco perché possiamo acquistare polizze assicurative. Ma non ci sono prove sufficienti per dimostrare che esista una cosa come un incidente normale che provochi il crollo di una civiltà. Quando gli storici osservano il declino, non il collasso, anche di una sola civiltà, di solito presentano così tante ipotesi che praticamente nessuno può ricordarle tutte, per non parlare degli argomenti a loro favore.

L'ultima volta che ho controllato, c'erano almeno 20 teorie sulla caduta dell'Impero Romano. (C'è una voce su Wikipedia riguardo le varie teorie che gli storici hanno usato per spiegare la caduta dell'Impero Romano. Non c'è accordo, ovviamente. Ve la raccomando solo se siete interessati all'argomento.) Consiglio di iniziare con la Città di Dio di Agostino.



INIZIANO LE INSENSATEZZE

Poi scrive questo.
Ora potremmo essere più tecnologicamente avanzati, ma questo serve a poco se dobbiamo credere che siamo immuni alle minacce che hanno indebolito i nostri antenati. Le nostre nuove capacità tecnologiche portano persino nuove sfide senza precedenti al mix.

E sebbene la nostra scala può ora essere globale, sembra che il collasso avvenga sia per gli imperi tentacolari sia per quelli circoscritti. Non c'è motivo di credere che una dimensione maggiore sia un'armatura contro la dissoluzione sociale. Il nostro sistema economico globalizzato ha, se non altro, maggiori probabilità di diffondere la crisi.

Questo è il cuore dell'assurdità. Sta commettendo un enorme errore concettuale: sta implicitamente equiparando impero e civiltà. Non sono la stessa cosa.

Esiste qualcosa come la civiltà occidentale, ma ciò che rende la rende unica è solo una cosa: nessuna singola entità politica ne è stata la fonte. Al contrario, è stata decentralizzata su una scala unica nella storia umana.

Sta diventando sempre più decentralizzata ogni giorno che passa. Lo smartphone sta facendo di più per decentralizzare la civiltà di qualsiasi altra tecnologia abbia mai avuto. Eppure lo smartphone ha solo 12 anni. Quando Amazon, Google, Facebook o tutti e tre inizieranno ad offrire la connessione Wi-Fi gratuita in tutto il mondo, il decentramento aumenterà nuovamente. Non abbiamo mai visto niente del genere.

Quando avremo un software di traduzione in tempo reale, vedremo un altro balzo in avanti in questo processo di decentralizzazione. Le menti migliori e più brillanti nei villaggi saranno in grado di lavorare con le menti più brillanti della civiltà urbana. Questo accelererà il processo di decentralizzazione. Presto. (Io aggiungo anche le criptovalute, ma North è troppo orgoglioso per farlo data la sua scarsa comprensione dell'argomento. ndT)

L'autore non discute del decentramento storico della civiltà occidentale, ma affrontarlo sarebbe cruciale per la sua tesi sul collasso. I sistemi decentralizzati non collassano. Cambiano. Alcune parti potrebbero andare in bancarotta, alcuni modi di fare le cose possono essere abbandonati in meno di una generazione, ma se stiamo parlando di collasso ci deve essere un anello debole. Questo anello debole poi deve essere colpito da qualcosa che lo trasforma in un anello rotto. Allora poi il sistema crollerà. In un sistema decentralizzato, quale potrebbe essere l'anello debole?

Non sto parlando di una guerra nucleare globale. Sappiamo tutti che potrebbe succedere, ma è una possibilità remota. Sto parlando di qualcosa di inerente alla nostra civiltà che è vulnerabile a qualcos'altro che è altrettanto inerente ad essa. Più un sistema è decentralizzato, meno sono probabili tali vulnerabilità. Il sistema nel suo insieme è resistente.

Posso anche comprendere la possibilità di creare un sistema di intelligenza artificiale che prenda il controllo del mondo. I robot e gli algoritmi poi eliminano l'umanità, ma non è di questo che si parla. In ogni caso, l'Armageddon dovuto ai passi in avanti nella robotica non rappresenta il crollo di una civiltà, rappresenta la scomparsa della razza umana. Questo è un argomento completamente diverso. Le persone si allineano su entrambi i lati e alla fine è più un dibattito religioso che un tecnologico. È un dibattito sull'escatologia, non sulle vulnerabilità intrinseche della civiltà occidentale. L'autore dell'articolo sulla BBC non parla di ciò. Sa che non esiste una risposta politica pianificata centralmente, quindi la ignora.



APOCALISSE DI SINISTRA

In seguito parla di diverse amatissime argomentazioni della sinistra.
Mentre non esiste una singola teoria accettata sul perché avvengano i crolli, storici, antropologi e altri hanno proposto varie spiegazioni, tra cui:

CAMBIAMENTO CLIMATICO: quando la stabilità climatica cambia, i risultati possono essere disastrosi, come raccolti scarsi, fame e desertificazione. Il crollo degli Anasazi, la civiltà Tiwanaku, gli Akkadiani, i Maya, l'impero romano e molti altri è coinciso con bruschi cambiamenti climatici, di solito siccità.

In primo luogo, non ci sono molte prove scientificamente incontestate riguardo il cambiamento climatico, ovvero il riscaldamento globale. Almeno 30.000 scienziati si oppongono a tale tesi. Il cambiamento climatico c'è sempre stato. Non ci sono prove concordate che indichino che negli ultimi 200 anni sia accaduto qualcosa di unico per quanto riguarda il riscaldamento globale. Ci sono stati periodi simili in passato, durano alcuni secoli e sono sempre stati seguiti da periodi di raffreddamento globale.

Secondo, se oggi c'è il riscaldamento globale, quali sono le prove che sia colpa dell'umanità?

Terzo, se l'umanità (un collettivo decentralizzato) ha davvero causato questo fenomeno, che cosa può fare un sistema decentralizzato di oltre 200 stati nazionali indipendenti? Niente finora. Non c'è un piano e non esiste un governo mondiale che imponga tale piano. Nel frattempo il sostegno ai movimenti politici secessionisti sta crescendo nell'Europa occidentale.

In quarto luogo, le risposte decentralizzate in tutto il mondo compenseranno specifiche crisi economiche che si verificheranno in specifiche aree geografiche. Questo è il vantaggio numero uno del decentramento. Non abbiamo più carestie. Il sistema dei prezzi e il suo sistema di trasporto rendono oggi praticamente impossibile una carestia, tranne che a livello regionale nell'Africa subsahariana e in stati socialisti come il Venezuela. Non abbiamo avuto una carestia in Occidente sin dal 1845 in Irlanda.
DEGRADO AMBIENTALE: il collasso può verificarsi quando le società superano la capacità di carico del loro ambiente. Questa teoria del collasso ecologico, che è stata oggetto di libri di successo, indica l'eccessiva deforestazione, l'inquinamento delle acque, il degrado del suolo e la perdita di biodiversità come cause principali.

Che dire del degrado ambientale? In tutto il mondo ce n'è sempre meno nella maggior parte delle aree. C'è il costante processo di espansione del deserto del Sahara, ma questa non è una novità. In ogni caso, è una minaccia solo per l'Africa subsahariana. Nel frattempo si stanno verificando cambiamenti positivi: gli africani subsahariani della prossima generazione saranno più ricchi, più sani e più longevi di quanto non siano mai stati prima. La combinazione di un'economia di libero mercato, comunicazioni basate su Internet a basso costo, pannelli solari economici e istruzione decentralizzata sta cambiando il continente africano come mai prima d'ora.
DISUGUAGLIANZA E OLIGARCHIA: ricchezza e disuguaglianza politica possono essere i motori centrali della disintegrazione sociale, così come l'oligarchia e la centralizzazione del potere tra i leader. Ciò non solo provoca disagio sociale, ma ostacola la capacità di una società di rispondere ai problemi ecologici, sociali ed economici.

Quali prove ci sono che la disuguaglianza sia maggiore oggi in Occidente rispetto a quando Vilfredo Pareto fece le sue indagini alla fine del XIX secolo? Non sono a conoscenza di tali prove.

In ogni caso, e allora? La più grande crescita economica nella storia dell'uomo si è verificata in sintonia con la curva di distribuzione della ricchezza 20/80 di Pareto. Nel mezzo c'è stato un enorme progresso tecnologico ed economico. La disuguaglianza in un periodo di rapida crescita economica non è una minaccia. Questi critici sono guidati dall'invidia. Si risentono del processo di crescita economica e di riduzione della povertà, in particolare perché i ricchi si stanno arricchendo più velocemente, nonostante il fatto che anche i poveri stiano diventando più ricchi di quanto non siano mai stati nella storia. Le carestie sono sparite, le piaghe sono sparite, la crescita economica per tutte le società è in aumento e negli ultimi tre decenni la povertà è stata eliminata in tutto il mondo.

La povertà a livello di fame sarà probabilmente un ricordo del passato entro 15 anni e l'autore di questo scempio di articolo si lamenta di una minaccia alla civiltà.

Non contento di questi tre sciocchezze, ne offre altri tre.
COMPLESSITÀ: l'esperto e storico Joseph Tainter ha detto che le società alla fine collassano sotto il peso della loro complessità e burocrazia. Le società sono collettivi di problem solving che crescono in complessità al fine di superare nuovi problemi. Tuttavia i rendimenti dalla complessità alla fine raggiungono un punto di rendimenti decrescenti. Dopo questo punto, alla fine ne conseguirà un collasso.

Sembra ignaro della teoria economica, infatti ignora il saggio di F. A. Hayek del 1945 sull'aumento della conoscenza in un libero mercato, che è considerato un classico nella professione economica: "L'uso della conoscenza nella società". La complessità sta aumentando grazie all'estensione della conoscenza accurata. Man mano che una società libera diventa più complessa, la conoscenza diventa più specializzata. La produzione aumenta e anche la ricchezza pro capite. Il sistema è molto meno vulnerabile che mai ad eventi imprevisti. Perché? Grazie ad una migliore conoscenza ed a soluzioni specifiche offerte da imprenditori in cerca di profitto.

Ecco la realtà: la crescente complessità è una minaccia solo per gli imperi militari e le economie pianificate centralmente. Non è una minaccia per le società di libero mercato in cui i diritti di proprietà, la ricchezza e la conoscenza sono tutti diffusi. Un sistema complesso diventa sempre meno vulnerabile ad un cambiamento inatteso proprio perché è complesso. Nessun singolo evento o processo lo minaccia. Questa immunità dalle catastrofi naturali descrive la società occidentale negli ultimi 150 anni. L'ultimo impero militare pianificato a livello centrale è andato in frantumi nel 1991: l'URSS. Oggi è così, domani chissà.
SHOCK ESTERNI: In altre parole i "quattro cavalieri dell'apocalisse": guerra, catastrofi naturali, carestie e pestilenze. L'Impero azteco, per esempio, vide la fine a causa degli invasori spagnoli. La maggior parte dei primi stati agricoli erano martoriati da epidemie mortali. La concentrazione di esseri umani e bovini in insediamenti murati con scarsa igiene rese inevitabili le epidemie. A volte i disastri si combinavano, come nel caso degli spagnoli che hanno introdussero la salmonella nelle Americhe.

Solo uno di questi quattro cavalieri dell'apocalisse è oggi una minaccia: la guerra nucleare. Ma sarebbe probabilmente limitata al Nord America e alla Russia. Il resto del mondo sopravvivrebbe, Internet reggerebbe. Questo è ciò per cui il DARPA l'ha progettato: sopravvivere ad una guerra nucleare. Il Web continuerebbe a diffondersi, la conoscenza continuerebbe a diffondersi. Ci sarebbe una ripresa economica entro 20 anni. Solo se la guerra nucleare fosse veramente globale sarebbe una minaccia per la civiltà mondiale.

Le catastrofi naturali sono sempre meno un problema. Ciò è dovuto anche al decentramento. La carestia non è un problema in Occidente sin dal 1850. Il prezzo del cibo continua a scendere. Per quanto riguarda le pestilenze, l'ultima e più importante è stata Morte Nera: dal 1348 al 1350. Fu la peste bubbonica/polmonare e cambiò la società dell'Europa occidentale. I salari hanno iniziato ad aumentare subito dopo, a causa del declino della popolazione. L'innovazione tecnologica è continuata e il commercio ha continuato a prosperare.
CASUALITÀ/SFORTUNA: L'analisi statistica sugli imperi suggerisce che il collasso è casuale e indipendente dall'età. La biologa evoluzionista Indre Zliobaite ed i suoi colleghi hanno osservato un modello simile nell'evoluzione delle specie. Una spiegazione comune di questa apparente casualità è il cosiddetto "effetto regina rossa": se le specie lottano costantemente per sopravvivere in un ambiente in evoluzione con numerosi concorrenti, l'estinzione è una possibilità.

Ogni volta che qualcuno fa appello alla casualità e alla sfortuna, non sta facendo altro che raschiare il fondo del barile.

In un'economia mondiale guidata da innovazione tecnologica decentralizzata, casualità e fortuna sono preponderanti. Non credo nella casualità o nella fortuna. Sto solo sottolineando le sue categorie. La fortuna accompagna la diffusione della proprietà privata. Incredibile, vero? La sinistra non può affrontare questo fatto, quindi finge che il processo non si svolga costantemente sotto il suo naso.



LA MINACCIA DEL PROGRESSO

Poi ammette che le cose stanno migliorando e quindi dice che questa è una minaccia.
Mentre stiamo diventando più potenti economicamente e resistenti, le nostre capacità tecnologiche presentano anche minacce senza precedenti che nessuna civiltà ha dovuto affrontare. Ad esempio, i cambiamenti climatici che affrontiamo sono di natura diversa da ciò che non è stato evitato dai Maya o dagli Anazasi. Sono globali, alimentati dall'uomo, più veloci e più severi.

Cerca di spaventarci con storie di imperi di breve durata esistiti oltre cinque secoli fa. Non sappiamo quasi nulla di questi imperi. Non vi è accordo tra storici e archeologi su ciò che ha indebolito questi imperi. Non abbiamo i dati per formulare questo tipo di giudizi, ciononostante lui è sicuro di quello che dice.
La nostra rovina non arriverà da vicini ostili, ma dai nostri poteri tecnologici. Il collasso, nel nostro caso, sarà una trappola del progresso.

Questa è la sua tesi. Richiede prove, ma non offre nulla di sostanziale. Sarebbero necessari diversi volumi per giustificare un giudizio del genere. Non ne cita nemmeno uno.

Poi, senza preavviso, indietreggia.
Il crollo della nostra civiltà non è inevitabile. La storia suggerisce che è probabile, ma abbiamo il vantaggio unico di essere in grado di imparare dalle società del passato.

Perché? Perché l'articolo è un'esca per i clic.

È una tecnica di vendita utilizzata da venditori senza scrupoli. Pubblicizzano un prodotto ad un prezzo economico, ma quando arrivano gli acquirenti viene loro comunicato che il prodotto è esaurito. Quindi il venditore cerca di vendere un prodotto troppo costoso. L'autore di questo articolo ci ha fatto entrare nel negozio dicendoci che è probabile un collasso e poi cerca di venderci un prodotto troppo caro che non avremmo comprato se non ci avesse spaventato con i suoi titoli e la sua retorica.

Cosa sta cercando di vendere? Un programma di pianificazione centrale statale. (Nessun dettaglio offerto.)
Sappiamo cosa bisogna fare: le emissioni possono essere ridotte, le disuguaglianze livellate, il degrado ambientale invertito, l'innovazione migliorata e le economie diversificate. Le proposte politiche ci sono, manca solo la volontà politica. Possiamo anche investire nella ripresa. Esistono già idee ben sviluppate per migliorare la capacità dei sistemi alimentari e di conoscenza per recuperarli dopo la catastrofe. Evitare la creazione di tecnologie pericolose e ampiamente accessibili è fondamentale. Tali misure ridurranno la possibilità che un collasso futuro diventi irreversibile.

Marceremo verso il collasso solo se avanziamo alla cieca. Siamo condannati solo se non siamo disposti ad ascoltare il passato.

Le due strategie di vendita sono queste: avidità o paura. Lui sta vendendo la paura.

Il suo problema è duplice. Innanzitutto non offre alcuna ragione plausibile per aver paura. In secondo luogo, non vi è alcuna possibilità che la sua soluzione, ovvero la pianificazione centrale da parte di un governo mondiale, possa vedere la luce. È molto più probabile il contrario: frammentazione politica.



CONCLUSIONE

Come storico vi dirò semplicemente questo: non è un articolo accademico. Questa è propaganda ed è anche scadente.

L'autore identifica gli imperi politici con le civiltà. Questo è il suo errore fondamentale.

Il trionfo della civiltà occidentale è stato geograficamente senza precedenti nella storia del mondo. Il suo trionfo si è basato in modo schiacciante sulla diffusione dei diritti di proprietà privata. Questo processo di decentralizzazione ha portato ad aumenti dell'innovazione tecnologica. Ciò è avvenuto grazie al sistema profitti/perdite del capitalismo. Si è basato sulla strategia più efficace in un libero mercato: la concorrenza sui prezzi. La crescita economica pro capite annuale è stata mantenuta al 2% sin dal 1800. Alcune nazioni hanno avuto tassi di crescita più elevati. (Leggete il libro di Gregory Clark, A Farewell to Alms. Le prove all'interno del manoscritto sono tanto valide quanto il titolo.)

Stiamo vedendo il contrario di ciò che sta predicendo: nessuna carestia, nessuna pestilenza e nessuna regione che non possa ricevere tutto ciò di cui ha bisogno durante una qualsivoglia crisi. Nella nostra era la diffusione delle comunicazioni istantanee, il calo dei costi di trasporto e la diffusione dei mercati internazionali dei capitali si sono combinati per permetterci di superare la povertà. (Sul declino della povertà, vedete questa voce su Wikipedia.)

Il socialismo ha prodotto un declino economico, non il libero mercato. Il socialismo ha prodotto povertà di massa, non il libero mercato. La pianificazione centrale è fallimentare, non il sistema dei prezzi in un libero mercato. Pensate al Venezuela. Il governo ha molto petrolio, però la sua popolazione ha carenza di cibo e sta sperimentando l'iperinflazione. Confrontate l'economia del Venezuela con quella del Cile.

La sinistra sceglie di non accettare questi fatti, ma non importa. Sta perdendo costantemente influenza in tutto il mondo. Solo nel mondo accademico mantiene il controllo. Alla fine, quando il welfare state moderno andrà a gambe all'aria a causa delle enormi passività non finanziate nei confronti degli anziani, il mondo accademico subirà tutti quei tagli di bilancio a lungo ritardati.

Concludo con un avvertimento ai propagandisti di sinistra che credono in tali sciocchezze promosse dall'articolo della BBC: "Oggi è così, domani chissà".


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: https://www.francescosimoncelli.com/


martedì 18 febbraio 2020

La narrazione e la filosofia delle criptovalute





di Wendy McElroy


“Le banche centrali di Gran Bretagna, Giappone, Europa, Svezia e Svizzera si sono raggruppate per valutare i potenziali casi d'uso delle valute digitali. La discussione su tale argomento ha guadagnato slancio dopo che Facebook lo scorso anno ha annunciato l'intenzione di introdurre una criptovaluta chiamata Libra” - CNBC. Alla luce di tali sviluppi, è evidente che coloro che considerano le criptovalute un motore di libertà stanno perdendo il controllo della narrativa alla base.



La narrazione che alimenta una valuta digitale peer-to-peer

"La narrazione" è un concetto importante perché coloro che la controllano hanno maggiori probabilità di determinarne il risultato. Una volta strettamente associato al politically correct, il termine è diventato mainstream negli ultimi anni. La narrazione è la storia di qualcosa (un problema, un'idea), ma significa di più che correlare i fatti. Nella filosofia postmoderna, da cui il politically correct attinge fortemente, la narrazione crea la realtà; crea i fatti. La storia predominante diventa la cultura e la verità di una società. In altre parole, la narrazione definisce la realtà, non viceversa. Questo è uno dei motivi per cui la sinistra è così preoccupata dal controllo di parole ed idee; parole ed idee controllano la realtà stessa.

La maggior parte delle persone usa "la narrazione" in un modo più casuale per indicare una storia che ha un approccio o un tono specifici. Le narrazioni di sinistra e di destra si combattono a vicenda su determinate questioni, ad esempio. Tuttavia il termine conserva parte del suo significato originale. Dare contesto e interpretazione ad un problema definisce ciò che le persone considerano vero. A sua volta la percezione del pubblico in generale influenza gli eventi o i fatti che seguono, specialmente in assenza di una narrazione in competizione. Questo è il motivo per cui gli stati censurano: vogliono eliminare le "verità" concorrenti.

Questo processo si applica anche alle criptovalute. La narrazione della libertà può definire il risultato e quando diventa efficace nel farlo, è probabile la censura; al momento però non è necessaria perché coloro che sostengono che le criptovalute siano un motore di libertà stanno perdendo il controllo della narrazione. Poche cose sono così importanti per il futuro delle criptovalute e una di queste è recuperare la visione originale di Bitcoin sulla libertà finanziaria, alla luce soprattutto del contesto e dell'interpretazione dominanti: lo statalismo.



Libertà attraverso la decentralizzazione

Fortunatamente la libertà gode di un netto vantaggio: le meccaniche delle criptovalute la favoriscono fortemente. La decentralizzazione conferisce potere economico alla persona media che a suo piacimento trasferisce ricchezza in tutto il mondo, e l'unica cosa di cui ha bisogno è solo la protezione di una solida crittografia. Eppure lo stato potrebbe vincere; alcuni credono che lo abbia già fatto.

Le criptovalute hanno bisogno di una narrazione potente sulla libertà. Bisogna ricordare le loro radici. È in gioco molto più della libertà finanziaria: ogni altra libertà si basa sulla capacità delle persone di controllare la propria ricchezza. Ogni volta che viene esplorato un aspetto delle criptovalute che favorisce il libero mercato, tale narrazione si espande e gli utenti si avvicinano all'indipendenza.



Stabilire la narrazione

Il primo passo per stabilire una narrazione a favore della libertà è rifiutare l'affermazione secondo cui Bitcoin è semplicemente l'ennesimo strumento di investimento o per fare soldi. Di certo questa è una funzione delle criptovalute, e per alcune persone potrebbe essere l'unica funzione, ma questo è un commento sulla loro psicologia o sui loro motivi, non sulla natura intrinseca delle criptovalute. L'affermazione è anche pericolosa; apre le porte al controllo statale, perché la stragrande maggioranza delle istituzioni finanziarie sono ora sotto la sua autorità in una forma o nell'altra e il loro utilizzo tende a legittimare la loro esistenza. Questa è una storia che deve cambiare.

Di gran lunga la migliore narrazione sulla libertà è la verità stessa: le criptovalute resistono al controllo e hanno il vantaggio pratico di rappresentare la realtà. L'approccio migliore a questa narrazione è quello di ricordare le basi delle criptovalute, in modo semplice e chiaro, e poi costruire il resto su tale struttura.

Spesso si discute delle criptovalute in termini economici, politici o tecnici, ma Aristotele affermava che "tutte le cose sono filosofiche". Cioè, il fondamento di tutto, compresa la tecnologia, è di natura filosofica, perché la filosofia invita a porsi le domande più fondamentali su una determinata cosa.



La filosofia delle criptovalute

La filosofia non è arcana o d'élite. La filosofia greca classica era solita svolgere la stessa funzione che la psicologia svolge oggi; insegnava quei principi per vivere una vita migliore. La filosofia può essere suddivisa in tre grandi categorie: metafisica, epistemologia ed etica. La metafisica si occupa dei principi prima, o natura della realtà, e della relazione tra ciò che esiste, comprese le astrazioni. L'epistemologia è la teoria della conoscenza umana, in particolare la sua acquisizione, validazione e portata. L'etica è la branca della conoscenza che affronta i principi morali che governano il comportamento. Tre domande catturano la relazione tra queste categorie. Che cosa esiste? Come lo so? E allora?

La "filosofia delle criptovalute" richiederebbe una spiegazione lunga un libro, ma un breve assaggio è d'obbligo applicando velocemente le tre categorie alle criptovalute.

Metafisica. La metafisica ritorna ogni volta che qualcuno accusa le criptovalute di non essere reali perché si basano sul "nulla". Questo è un attacco metafisico tanto quanto economico o politico.

In questi giorni l'accusa non è generalmente scagliata contro la blockchain, che è stata ampiamente adottata da aziende e stati. L'efficienza della blockchain significa che continuerà a diffondersi in ogni angolo della vita e le cose utili che sfornerà acquisiranno automaticamente lo status di "cose reali".

L'altro aspetto delle criptovalute, la coin, è una questione diversa. Le criptovalute senza un supporto fisico, come l'oro o un paniere di valute fiat, sono spesso definite "irreali". Chiaramente questa affermazione non è vera. Alla radice delle criptovalute c'è un algoritmo, una serie di comandi informatici che producono un risultato. In questo caso il risultato è una moneta accettata come mezzo di scambio. Indipendentemente dal fatto che la gente le consideri denaro valido o meno, le criptovalute sono sicuramente reali. Come per il denaro fiat, il loro valore si basa sull'accettazione da parte della gente; a differenza del denaro fiat la loro accettazione non avviene con la forza.



Libertà dalla finanza mainstream

Nel suo saggio "Bitcoin Equals Freedom", Ross Ulbricht ha sottolineato un altro valore su cui si basa il "qualcosa" delle criptovalute: la libertà dalle autorità finanziarie, in particolare dalle banche centrali.

Sembra che Bitcoin sia apparso come per magia e, senza un valore precedente o un decreto autorevole, è diventato denaro. Ma Bitcoin non è apparso dal nulla, era una soluzione ad un problema con cui i crittografi hanno lottato per molti anni: come creare denaro digitale senza un'autorità centrale, che non potesse essere falsificato e di cui ci si potesse fidare.

Epistemologia. Cosa significa verità nel mondo delle criptovalute e come lo sanno gli esseri umani? La verità delle criptovalute e della blockchain è che funzionano. Meglio funzionano, più diventano veri. Gli esseri umani sanno quando le criptovalute e la blockchain sono vere perché funzionano. Ogni volta che la blockchain fornisce e conserva informazioni, è simile ad una prova di principio.

Etica. Questo aspetto è contenuto nella struttura delle criptovalute, ovvero, è un'estensione della sua realtà (metafisica) e di come funziona la sua verità (epistemologia). Le criptovalute sono intrinsecamente decentralizzate e interamente volontarie. Inoltre Bitcoin non può essere centralizzato e controllato da una sola mano o autorità, e nessuno può essere costretto ad usarla. Le criptovalute di libero mercato sono controllate dai singoli utenti che accettano di effettuare scambi e cooperare a reciproco vantaggio. È una pura espressione di non violenza. Questa è la base etica.

L'unico modo per introdurre la violenza è attraverso il crimine, come l'hacking di un wallet. In realtà il crimine introdotto è il controllo statale; anche così, però, lo stato non può imporre la propria volontà su Bitcoin, solo sulle persone che lo usano. Bisogna capire la narrazione della libertà.

L'articolo di Ulbricht conclude: "La promessa di libertà e il fascino del destino hanno stimolato la prima comunità. Bitcoin è stato consciamente, ma spontaneamente, assorbito come denaro mentre nessuno stava guardando e il nostro mondo non sarà mai più lo stesso".

Bitcoin è stato creato per soddisfare una promessa di libertà e il fascino del destino. È stato forgiato da crittografi che non sapevano che sarebbe diventato una valuta popolare e un investimento. Il suo valore in denaro non dovrebbe mai essere denigrato, ma quelli che lo vedono solo così non hanno ragione. La narrazione della libertà deve impegnarsi di più per spiegarlo.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: https://www.francescosimoncelli.com/


lunedì 17 febbraio 2020

Il globalismo ha raggiunto il picco: Farage ha battuto Monnet





di Gary North


Il 31 gennaio alle 23:00, ora di Greenwich, il Regno Unito ha riguadagnato la propria sovranità abbandonando formalmente l'Unione Europea.

Come storico con formazione professionale prevedo che questo evento sarà considerato dagli storici a venire come uno degli eventi più importanti del 21° secolo. È sicuramente l'evento più importante di questi primi due decenni.

Questo evento segna il picco del globalismo. In questi giorni, tutti parlano del picco di questo o di quell'altro; nel nostro caso è il globalismo che ha raggiunto il picco.

Ci sono voluti 101 anni affinché lo raggiungesse. L'ascesa iniziò nel 1919 all'indomani della prima guerra mondiale. Al Trattato di Versailles gli "uomini dietro le quinte" stavano tentando di creare quello che nella seconda metà del 20° secolo sarebbe stato chiamato Nuovo Ordine Mondiale. Il risultato del Trattato di Versailles fu la Società delle Nazioni, ma gli Stati Uniti non firmarono il trattato perché il Senato non lo ratificò. Ci volle un'altra guerra mondiale affinché le Nazioni Unite sostituissero l'organizzazione che la precedette.

Le Nazioni Unite era più un simbolo del globalismo che un suo strumento. Non ha capacità fiscali, non ha una banca centrale e le sue forze armate, i caschi blu, non hanno mai avuto alcun potere indipendente a parte il governo degli Stati Uniti e la NATO.

Con la fine dell'impero sovietico, il 25 dicembre 1991, l'Unione Europea rimase l'unico governo operativo internazionale. Due settimane fa il disfacimento dell'Unione Europea è iniziato ufficialmente.

Gli storici hanno sempre bisogno di figure rappresentative per raccontare la storia di ogni grande sviluppo. La storia del globalismo nell'ultimo secolo può essere raccontata esaminando le vite e il lavoro di due uomini: Jean Monnet e Nigel Farage. Voglio essere il primo storico a raccontarvela.



MONNET E FOSDICK

Solo una manciata di specialisti è consapevole del fatto che due dei negoziatori a Versailles erano cruciali per preparare la Società delle Nazioni: Jean Monnet, che rappresentava la Francia, e Raymond Fosdick, che rappresentava il governo degli Stati Uniti.

Fosdick era il fratello minore del predicatore protestante liberal Harry Emerson Fosdick. Quest'ultimo era nel consiglio di amministrazione della fondazione Rockefeller sin dal 1917. Nel 1921 Raymond Fosdick divenne avvocato di Rockefeller. Nel 1936 divenne presidente della Fondazione Rockefeller fino al 1948, quando si ritirò. Fu il biografo ufficiale di Rockefeller. Ho scritto quanto segue nel mio libro Crossed Fingers: How the Liberals Captured the Presbyterian Church (1996).
Nell'aprile 1920 Raymond Fosdick si dimise dal suo incarico di sottosegretario generale americano nella Società delle Nazioni e tornò negli Stati Uniti. Fosdick nel 1919 e nel 1920 frequentava circoli alti, che a seguito dei contatti internazionali generati dalla Conferenza di pace di Parigi stavano diventando molto più alti per tutti gli interessati. La sua carriera era ovviamente cresciuta da quel fatidico incontro con [Rockefeller] Junior nel 1910. Nella Società delle Nazioni aveva lavorato a stretto contatto con il 31enne Jean Monnet. Come diceva Fosdick, lui e Monnet stavano lavorando nel 1919 per gettare le basi di un "governo internazionale". Nel corso dei successivi sei decenni, Monnet divenne la forza trainante alla base della creazione del Mercato Comune Europeo e del Nuovo Ordine Europeo (p. 395).

Con l'incapacità degli Stati Uniti di entrare nella Società delle Nazioni, Fosdick divenne presidente dell'Associazione della Società delle Nazioni, ma non ebbe mai l'opportunità di organizzare un'altra organizzazione internazionale. Al contrario, Monnet divenne il principale portavoce del governo mondiale. Lui, più di chiunque altro, era responsabile della creazione dell'Unione Europea.

Il denaro della Fondazione Rockefeller finanziò una serie di libri che promuovevano il libero scambio, l'esca economica su un amo politico, ovvero, l'unione politica. Questo era il motivo per cui la Fondazione Rockefeller finanziò i libri di Ludwig von Mises (Omnipotent Government, 1944) e Wilhelm Röpke (International Economic Disintegration, 1936). Dopo la seconda guerra mondiale Monnet supervisionò i passaggi preliminari di questa operazione internazionale. Passo dopo passo, trattato dopo trattato, le barriere commerciali vennero ridotte o eliminate, ma la regolamentazione delle agenzie governative internazionali venne aumentata. Ciò è culminato col trattato di Maastricht del 1991, che ha creato l'Unione Europea. Sono trascorsi quattro decenni dall'unione originale mediante la Comunità Europea del Carbone e dell'Acciaio.



MONNET, L'ARCHITETTO

La voce di Monnet su Wikipedia dice questo: "Influente sostenitore dell'unità europea, è considerato uno dei padri fondatori dell'Unione Europea. Jean Monnet è stato definito padre dell'Europa da coloro che ritengono i suoi sforzi innovativi e pionieristici negli anni '50 come la chiave per creare la Comunità Europea del Carbone e dell'Acciaio, predecessore dell'attuale Unione Europea. Mai eletto in una carica pubblica, Monnet ha lavorato dietro le quinte dei governi americano ed europeo come un internazionalista pragmatico".

Monnet fu nominato Vice Segretario Generale della Società delle Nazioni, ma se ne andò disgustato nel 1923. Era il perfetto addetto ai lavori, probabilmente più di chiunque altro nel 20° secolo era il perfetto globalista. Il riassunto di Wikipedia della sua carriera tra le due guerre è accurato:
Nel 1925 Monnet si trasferì in America per accettare una partnership con Blair & Co., una banca di New York che si fuse con Bank of America nel 1929, formando Bancamerica-Blair Corporation (di proprietà di Transamerica Corporation). Ritornò alla politica internazionale e, come finanziatore internazionale, si dimostrò fondamentale per la ripresa economica di diverse nazioni dell'Europa centrale e orientale [...].

Nel 1935, quando Monnet era ancora a Shanghai, divenne socio in affari di George Murnane (ex-collega di Monnet alla Transamerica) nella Murnane & Co. Murnane era collegato alla famiglia Wallenberg in Svezia, alla famiglia Bosch in Germania, ai Solvays e ai Boëls in Belgio e a John Foster Dulles, André Meyer e alla famiglia Rockefeller negli Stati Uniti. Era considerato tra le persone più connesse del suo tempo.

È diventato sempre più potente dopo la seconda guerra mondiale.
Quando le tensioni tra Francia e Germania salirono sul controllo delle industrie del carbone e dell'acciaio, Monnet ed i suoi associati concepirono l'idea di una Comunità Europea. Il 9 maggio 1950, con l'accordo del cancelliere Konrad Adenauer della Germania occidentale, il ministro degli affari esteri francese Robert Schuman fece una dichiarazione a nome del governo francese. Questa dichiarazione, preparata da Monnet per Schuman, proponeva l'integrazione delle industrie carboniera e siderurgica francese e tedesca sotto un controllo congiunto, una cosiddetta Alta Autorità, aperta anche agli altri Paesi d'Europa.

Lui, più di chiunque altro, è stato il fondatore dell'Unione Europea.
Il 2 aprile 1976 fu eletto Cittadino onorario d'Europa dal Consiglio Europeo dell'Unione Europea per aver promosso la cooperazione europea. In seguito divenne il primo ad essere raffigurato su un francobollo della Repubblica Federale della Germania senza che fosse stato un capo di stato tedesco.

Morì nel 1979. Oggi esiste un'università Jean Monnet in Francia. "Prendendo il nome da Monnet, l'edificio fu la sede principale delle attività della Commissione Europea a Lussemburgo tra il 1975 e il 2016. Il suo sostituto, l'edificio Jean Monnet 2, verrà inaugurato nel febbraio 2023".
La stessa Unione Europea celebra la sua memoria con le Attività Jean Monnet nell'ambito del programma Erasmus+ dell'Agenzia esecutiva per l'istruzione, gli audiovisivi e la cultura (EACEA). Queste attività promuovono conoscenze sull'integrazione europea e studi europei su scala mondiale, in particolare a livello universitario, attraverso i Centri di Eccellenza Jean Monnet, nonché dibattiti politici e sostegno alle associazioni.

È stato eretto in sua memoria un santuario finanziato dalle tasse.
Nel 1982, anche se la casa si era deteriorata a causa della mancanza di manutenzione, il Parlamento europeo considerava la casa di Monnet un luogo simbolico carico di ricordi, quindi un patrimonio comune per gli europei. Il Parlamento la acquisì e affidò la sua ricostituzione, gestione e organizzazione all'Associazione Jean Monnet. Dal 2000 una sala conferenze multimediale ha accolto gruppi di visitatori sempre più numerosi. Il team dell'Associazione Jean Monnet organizza ogni anno circa 250 conferenze sulla storia europea e gli eventi attuali.

In tutta Europa i ricchi hanno donato enormi quantità di denaro per istituire cattedre accademiche che prendessero il nome da Monnet. Ce ne sono oltre due dozzine. I globalisti vogliono mantenere viva la sua eredità e vogliono formare la prossima generazione di globalisti per estendere tale eredità.

Era l'architetto più importante del globalismo. Tale strategia è iniziata negli anni tra le due guerre, offrendo una maggiore crescita economica e una maggiore libertà economica promuovendo il libero scambio. Allo stesso tempo, però, ha promosso una riduzione della libertà economica attraverso la regolamentazione del governo internazionale sulle condizioni commerciali e la produzione. Ci sono voluti sette decenni per completarla.



FARAGE, IL DEMOLITORE

A differenza di Monnet, che ha operato tranquillamente sullo sfondo del processo decisionale politico, Farage ha operato in prima fila. Monnet era un portavoce di persone ricche e potenti, Farage è stato un portavoce di milioni di cittadini britannici. Monnet era superfluo, Farage è stato indispensabile.

Farage ha un dono: la retorica. Non è un pontificatore. Inoltre non è un uomo che trascorre ore ad elaborare i suoi discorsi e poi ad esercitarsi, a differenza di Churchill. Ha il dono unico di poter pensare su due piedi. Grazie a YouTube si è presentato di fronte a milioni di britannici e una considerevole quantità di anti-globalisti americani, catturati dalla sue doti retoriche. La sua è una retorica del confronto e per secoli è stata una tradizione dell'orazione britannica. Negli Stati Uniti non si vede più sin dalla guerra civile. Gli americani hanno un modo per descrivere questo tipo di atteggiamento: non prende prigionieri.

Nel 1982 è diventato un trader di materie prime. Non riesco a pensare ad una formazione migliore per il confronto politico. Questi tipi di trader devono essere estremamente ottimisti, sicuri di sé e mettere i loro soldi e quelli dei loro investitori in prima linea giorno dopo giorno. Vengono presi a randellate dai mercati, ma per rimanere in affari devono sapersi rialzare.

Il suo momento di verità è stato il Trattato di Maastricht (pronunciato "inganno di massa"). Il Regno Unito entrò nell'Unione Europea ed il primo ministro britannico, John Major, guidava il Partito conservatore. All'epoca Farage lasciò il Partito conservatore e divenne co-fondatore del Partito dell'Indipendenza del Regno Unito (UKIP) nel 1993. Wikipedia scrive: "Dopo aver fatto campagna elettorale senza successo alle elezioni parlamentari europee e di Westminster per l'UKIP sin dal 1994, è stato eletto deputato [parlamentare europeo] per il sud-est dell'Inghilterra alle elezioni del Parlamento europeo nel 1999. È stato rieletto alle elezioni del Parlamento europeo nel 2004, 2009, 2014 e 2019".

È diventato leader dell'UKIP nel 2006. Nel 2009 il partito ha fatto registrare la seconda quota più alta di elettori britannici, sconfiggendo sia i laburisti che i liberaldemocratici. Si è dimesso da leader nel 2009, ma nel 2010 ha riguadagnato la leadership.

La voce su Wikipedia non sembra essere inesatta, però manca il punto. Dice che ha fatto questo o quello, ha litigato con questa persona o quella, ma ciò che non dice è che, senza di lui, nel 2016 non ci sarebbe mai stato un voto favorevole all'uscita dall'UE. La voce non dà un'idea di come sia diventato così influente, non parla dei suoi elettori e non menziona i suoi discorsi su YouTube che hanno ottenuto milioni di visualizzazioni. Farage ha beneficiato di YouTube più o meno allo stesso modo in cui Trump ha beneficiato di Twitter. Sul referendum del 2016 viene riportato solo questo:
Farage è stata una figura chiave nella campagna Brexit del 2016, che, con il 52% dei voti, ha vinto. Durante la campagna Farage aveva suggerito un secondo referendum se la campagna Brexit non avesse avuto successo, ma il risultato bastò per dire che non ce ne sarebbe stato bisogno. Farage ha accusato il presidente degli Stati Uniti Barack Obama di "interferenza" nel dibattito sulla Brexit, dicendo "non ci si aspetterebbe che il Primo Ministro britannico intervenga nelle elezioni presidenziali statunitensi, non ci si aspetterebbe che il Primo Ministro appoggi un candidato o un altro".

Osservate questa frase: "Farage è stata una figura chiave nella campagna Brexit del 2016, che, con il 52% dei voti, ha vinto." Questo è come dire che Thomas Jefferson fu una figura chiave nella campagna di secessione nel 1776. Come Jefferson, Farage è stata molto più di una figura chiave. È stato il portavoce indispensabile di un movimento di secessione. Senza di lui non ci sarebbe stato un referendum. C'è stato solo perché ha trascorso un quarto di secolo nelle trincee politiche.

La voce su Wikipedia non menziona l'ovvio: è stato YouTube ad offrire un pubblico inaspettatamente vasto per i suoi discorsi al Parlamento Europeo. È diventato il più importante rappresentante britannico al Parlamento Europeo grazie a YouTube. Il primo ministro David Cameron non avrebbe dovuto promettere il referendum del 2015 come condizione per essere rieletto se Farage non fosse mai apparso sulla scena politica. Cameron ha fatto quella promessa perché non credeva che la maggioranza degli elettori britannici avrebbe votato per la secessione. Egli rappresentava l'aristocrazia britannica, l'élite intellettuale, che è in larga parte globalista, come lo sono le élite intellettuali in tutto l'Occidente. Il voto a favore di un'uscita dall'UE è stato uno shock per l'élite, così come l'elezione di Donald Trump nel 2016 è stata uno shock per l'élite politica e intellettuale americana.

Cameron si è dimesso e Theresa May lo ha sostituito. Non era a favore della secessione. I suoi sforzi per evitare una rottura netta con l'Unione Europea non hanno mai avuto il sostegno politico per i due anni in cui ha tentato di minimizzare la portata della Brexit. Farage si era stancato del ritardo e ha cominciato a fare una campagna elettorale con un ottimo slogan: "Andarsene significa andarsene per davvero". Nel gennaio 2019 Farage ha fondato un nuovo partito politico: il Brexit Party, in preparazione al voto britannico per la rappresentanza all'Unione Europea il 23 maggio. Due settimane prima del voto il Brexit Party vantava il 34% degli elettori. Il Partito conservatore aveva l'11%. Un risultato senza precedenti dal punto di vista storico.

È stato un disastro per i conservatori. Dei 63 seggi il Brexit Party ne aveva 29, mentre i conservatori ne avevano quattro. Il giorno successivo Theresa May ha rassegnato le dimissioni da Primo Ministro. Boris Johnson l'ha sostituita il 24 luglio. La situazione di stallo è continuata in parlamento e Johnson ha indetto un'elezione nazionale che si è tenuta il 12 dicembre 2019. I conservatori hanno ottenuto una schiacciante vittoria e Johnson ha dichiarato che il Paese avrebbe lasciato l'Unione Europea il 31 gennaio, e così è stato.

Le condizioni di uscita saranno definite tra ora e il 31 dicembre di quest'anno. Per adesso le vecchie regole si applicano ancora. Durante il periodo di transizione ci sarà ancora libertà di movimento all'interno dell'UE. La mia ipotesi è che un sacco di immigrati dalle nazioni orientali nell'UE si presenteranno in Inghilterra nei prossimi 11 mesi. Ma non si può tornare indietro istituzionalmente. Coloro che credono che il Regno Unito avrebbe dovuto rimanere nell'UE hanno perso e devono farsene una ragione.



CONCLUSIONE

Abbiamo visto il picco del globalismo.

Due decenni fa una coppia di autori accademici ha affermato che sarebbe successo. Jacques Barzun ha scritto un libro, che è stato pubblicato nell'anno in cui ha compiuto 93 anni: From Dawn to Decadence: 1500 to the Present (2000). Martin van Creveld ha scritto l'altro: The Rise and Decline of the State (1999). Entrambi hanno offerto le loro previsioni negli ultimi capitoli. Lo stato-nazione ha esagerato con la sua mano, promettendo all'elettorato più benefici di quelli che poteva sostenere veramente. La prossima mossa della società sarà verso la decentralizzazione, non la centralizzazione.

La secessione riuscita del Regno Unito dall'UE non è solo simbolica; è sostanziale. Ripristinerà la sovranità giudiziaria di una nazione ricca.

Senza Farage, non sarebbe successo. Sono convinto che senza YouTube non sarebbe successo.

Rallegriamoci ancora una volta in questo video dell'addio formale dell'Inghilterra.



La trappola per aragoste di Jean Monnet si è rotta. L'aragosta britannica è scappata e ciò servirà da monito per tutti i partiti di secessione all'interno dell'UE. Nel tempo molti di loro si troveranno al di fuori dell'UE, insieme alle loro nazioni.

Un uomo lo ha reso possibile.

Grazie Nigel.

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In questa intervista al minuto 4:50 parla di come sia naturale per lui parlare senza discorsi scritti.

Al minuto 5 parla di come avere milioni di visualizzazione su YouTube abbia galvanizzato la sua carriera.





[*] traduzione di Francesco Simoncelli: https://www.francescosimoncelli.com/