Il problema del calcolo quantistico va oltre Bitcoin. Lo stesso tipo di crittografia alla base del suo protocollo protegge i sistemi bancari, le comunicazioni governative, gran parte di Internet, ecc. Insomma gli stessi sistemi crittografici che proteggono Bitcoin sono alla base anche delle infrastrutture bancarie mondiali, delle reti di pagamento e delle comunicazioni governative. Google e le agenzie di sicurezza informatica hanno avvertito che gli hacker potrebbero già raccogliere dati crittografati oggi, in previsione delle future capacità quantistiche, una strategia nota come “memorizza ora, decifra dopo”. Un eventuale attacco quantistico non si limiterebbe ai mercati delle crittovalute, ma si estenderebbe alle istituzioni finanziarie e ai sistemi critici che si basano sulla crittografia a chiave pubblica. Bitcoin non è vulnerabile in modo esclusivo, ma è eccezionalmente trasparente. Il suo registro rende visibile l'esposizione e il suo modello di sviluppo open source rende la risposta osservabile in tempo reale. Il rischio, affermano gli sviluppatori, non è solo tecnologico, ma anche organizzativo. Bitcoin non ha un'autorità centrale che imponga gli aggiornamenti e le modifiche al suo protocollo principale richiedono l'accordo di un insieme globale di partecipanti con interessi diversi. Infatti esistono anche proposte che affermerebbero l'inutilità di cambiare le regole del protocollo per rendere Bitcoin resistente al calcolo quantistico. In tutto ciò Adam Back, rilasciando un'intervista su Bloomberg, rassicura che per quanto possa essere fonte di preoccupazione il rischio quantistico, la sua concretezza è ancora decenni lontana. Certo, il dibattito sull'argomento è salutare, così come una graduale migrazione verso scelte tecnologiche che facilitino la protezione della rete Bitcoin contro il sopraccitato rischio, ma ha anche sottolineato le limitate capacità dell'hardware quantistico esistente, che spesso non dispone di una correzione completa degli errori e ha dimostrato solo calcoli banali, evidenziando come le macchine odierne siano ancora più vicine ai prototipi di laboratorio che ai sistemi di calcolo pratici. Sebbene recenti lavori accademici abbiano evidenziato potenziali miglioramenti algoritmici, Back ha sostenuto che questi progressi non si traducono ancora in capacità hardware significative. Di conseguenza la prospettiva di computer quantistici in grado di minacciare la crittografia a curve ellittiche di Bitcoin rimane “a decenni di distanza”, pur riconoscendo l'incertezza sulle tempistiche precise. Oltre al calcolo quantistico, Back ha respinto poi le preoccupazioni che l'intelligenza artificiale rappresenti rischi strutturali per Bitcoin, descrivendola invece come uno strumento di produttività che può aiutare ricercatori e ingegneri piuttosto che compromettere i sistemi crittografici.
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(Versione audio della traduzione disponibile qui: https://open.substack.com/pub/fsimoncelli/p/bitcoin-si-avvicina-alla-resistenza)
BIP 360, una proposta volta a preparare Bitcoin alle future minacce informatiche, è stata aggiornata e integrata nel repository ufficiale Bitcoin Improvement Proposal (BIP) su GitHub, segnando un nuovo passo negli sforzi per rafforzare la rete contro i rischi emergenti legati alla crittografia e al calcolo quantistico.
La proposta introduce un nuovo tipo di output Bitcoin chiamato Pay-to-Merkle-Root (P2MR), progettato per supportare la funzionalità di albero degli script resistente ai computer quantistici, mantenendo al contempo la compatibilità con l'infrastruttura Tapscript esistente, secondo una nota visionata da Bitcoin Magazine.
I sostenitori di BIP 360 descrivono la proposta come un primo passo verso la protezione di Bitcoin dagli attacchi quantistici a livello di protocollo.
L'integrazione nel repository BIP non implica approvazione, o attivazione futura; i BIP vengono integrati nell'ambito del processo aperto di documentazione, o discussione, di potenziali aggiornamenti.
BIP 360: Pay to Merkle Root
— Murch (@murchandamus) February 11, 2026
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Bitcoin a rischio a causa dell'informatica quantistica... almeno in teoria
L'informatica quantistica ha suscitato preoccupazioni nei settori della crittografia e della sicurezza informatica, poiché macchine sufficientemente avanzate potrebbero essere in grado di violare sistemi crittografici ampiamente utilizzati.
Nel caso di Bitcoin, la minaccia si concentra sulla possibilità che i computer possano ricavare le chiavi private da chiavi pubbliche esposte, il che potrebbe portare al furto di fondi.
Sebbene tutti gli indirizzi Bitcoin diventino vulnerabili quando una spesa rivela una chiave pubblica, alcune tipologie di output presentano un rischio maggiore.
Gli indirizzi taproot, insieme agli output Pay-to-Public-Key (P2PK) e agli indirizzi riutilizzati, sono considerati più a rischio perché le chiavi pubbliche sono visibili sulla blockchain.
P2MR è concettualmente simile a Taproot, ma elimina una debolezza fondamentale. Taproot include un metodo di spesa del percorso chiave che può esporre le chiavi pubbliche; il tipo di output P2MR proposto disabilita tale spesa del percorso chiave e si concentra solo nel percorso dello script, riducendo la superficie di attacco.
Gli autori del BIP affermano che la proposta è pensata per fungere da base per futuri aggiornamenti che potrebbero introdurre schemi di firma post-quantistici in Bitcoin tramite successivi soft fork. La nota indica algoritmi come ML-DSA (Dilithium) e SLH-DSA (SPHINCS+) come possibili candidati.
“In definitiva, l'introduzione di BIP 360 e P2MR rappresenta un primo passo in una serie più ampia di proposte di resistenza quantistica che saranno necessarie per rendere Bitcoin più resistente agli attacchi quantistici”, ha affermato il coautore Hunter Beast, sviluppatore di Bitcoin e ingegnere senior di protocollo presso MARA.
Beast ha aggiunto che il team sta anche valutando proposte per affrontare il problema delle crittovalute vulnerabili che difficilmente verranno spostate, comprese quelle rimaste inattive per lungo tempo.
L'ultimo aggiornamento aggiunge Isabel Foxen Duke come coautrice, insieme a Beast e al ricercatore di crittografia Ethan Heilman.
La Duke, specialista in comunicazione tecnica, ha affermato che l'obiettivo era rendere la proposta comprensibile anche al di fuori della comunità degli sviluppatori.
“Data la delicatezza dell'argomento, ci siamo impegnati affinché il BIP fosse redatto in modo chiaro e comprensibile al grande pubblico”, ha affermato.
La proposta giunge in un momento in cui i governi e le principali aziende tecnologiche stanno incrementando gli investimenti nella crittografia post-quantistica.
Il framework CNSA 2.0 della National Security Agency statunitense prevede sistemi a prova di computer quantistici entro il 2030, mentre il National Institute of Standards and Technology (NIST) pianifica di eliminare gradualmente la crittografia a curve ellittiche dai sistemi federali entro la metà degli anni 2030.
I sostenitori della BIP 360 affermano che essa allinei Bitcoin a una più ampia transizione verso standard di sicurezza a prova di computer quantistici, posizionando la rete in modo da potersi adattare man mano che le capacità di calcolo progrediscono.
[*] traduzione di Francesco Simoncelli: https://www.francescosimoncelli.com/
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