giovedì 11 agosto 2022

Come insegnare le basi di Bitcoin a vostra nonna

 

 

da Bitcoin Magazine

Una caratteristica distintiva dell'era digitale è stata l'ascesa di entità digitali d'incredibile complessità, ma che al contempo riescono a conservare una tale semplicità che anche vostra nonna può usarle.

Notoriamente l'iPhone arriva in una scatola senza guida per l'utente. È così ben progettato, e di per sé evidente nella funzione, che un bambino è in grado di navigare l'interfaccia di controllo e usare la fotocamera o svuotare il conto in banca con alcune app nell'App Store.

Lo stesso vale per le organizzazioni basate su algoritmi. Google, Facebook, Twitter e Instagram, tra gli altri, hanno interfacce utente altamente intuitive. Ci si aspetta che anche l'utente più profano possa comprendere determinate stringhe di parole o che determinati input visivi producano determinati tipi di risultati; il "feed" stesso ha un aspetto non casuale che anche lo scroller più casuale può capire.

C'è una macchina dietro i pixel, ma non la vedete mai direttamente.

Non ne avete affatto bisogno.

Non aprite il vostro iPhone per capire come utilizzarlo al meglio, o scrutate il codice base della vostra piattaforma social preferita per capire quali selfie e tweet pubblicare (anche se ogni influencer sa quali post funzioneranno bene con l'algoritmo). In questo caso, l'innovazione tecnica è quasi del tutto nascosta e l'esperienza semplificata che si ottiene dal prodotto stesso è decisamente l'aspetto primario. Un esempio è Google: l'innovazione è stata l'indicizzazione delle parole chiave, ma il valore e l'esperienza sul lato utente sono state la ricerca in linguaggio naturale.

A nessuno importa del vostro indice tecnico completo, ma tutti vogliono sapere come cuocere una torta o fare un martini.

Quando prendiamo in considerazione come avviene in genere lo sviluppo di un prodotto nelle aziende, ci imbattiamo in un problema nell'applicare la stessa logica di utilizzo a Bitcoin. Normalmente si facevano sondaggi, si parlava coi clienti, si studiavano i dati sull'utilizzo e si sostenevano all'interno dell'organizzazione la creazione di prodotti o servizi X o Y per servire meglio il cliente.

Ma la natura di Bitcoin è il decentramento. Non c'è nessuno a cui inviare il sondaggio, nessun elenco principale di numeri di telefono da chiamare. L'innovazione in Bitcoin sta emergendo spontaneamente, al contrario delle tecniche centralizzate d'ideazione, costruzione, beta test e lancio ufficiale della maggior parte delle aziende in tutto il mondo.

Quindi come possiamo convincere le nostre nonne a usare Bitcoin? In un mondo in cui le aziende tecnologiche hanno sempre sviluppato intenzionalmente prodotti e li hanno perfezionati per un pubblico prestabilito (es. il pulsante "Mi piace" su Facebook), lo stesso avviene con Bitcoin solo che con quest'ultimo siamo tutti coinvolti indirettamente.

Oggi non esiste una soluzione perfetta per l'esperienza utente su Bitcoin, nessuna "killer app" che leghi tutto in modo ordinato, ma presentando e spiegando come operano tre elementi chiave di Bitcoin potrete insegnare anche a vostra nonna come funziona Bitcoin davanti a tè e brownies.


PRIMO ELEMENTO CHIAVE: I MINER

Dovremmo iniziare il nostro viaggio con i miner.

Sia che vi dirigiate nel seminterrato, nel patio coperto o nel cortile laterale dove avete posizionato la vostra Black Box, dovreste iniziare il viaggio di spiegazione con la Proof of work e il decentramento.

Il vostro impianto di mining è lì, a convertire l'elettricità in sicurezza digitale e a elaborare le transazioni dell'intera rete, contribuendo a conservare la scarsità e l'immutabilità digitale insieme a centinaia di migliaia di altri miner sparsi per il mondo. Da questo punto di vista si può cogliere il decentramento e l'assenza di autorizzazioni.

Si partecipa a un gioco digitale e l'impianto di mining ci consente di giocare. Nessuno può impedirci di convertire la nostra elettricità in lavoro digitale e non possiamo nemmeno violare il diritto di nessun altro di giocare a questo gioco.

E giochiamo a questo gioco per spirito di solidarietà? No!

Giochiamo a questo gioco perché possiamo ottenere una ricompensa. Più efficientemente possiamo giocare, tramite elettricità a basso costo o climi favorevoli al mining, maggiore sarà la ricompensa. Tutti conoscono le regole per giocare e chiunque bari viene immediatamente squalificato dalle ricompense tramite il codice stesso.

Abbiamo appena descritto un Equilibrio di Nash, uno stato in cui il nostro incentivo è quello di giocare nel modo più efficiente ed equo possibile, perché barare in qualsiasi modo può solo danneggiarci.

Quindi il mining è un gioco per proteggere e distribuire la potenza di calcolo in modo efficiente e creativo.


SECONDO ELEMENTO CHIAVE: I NODI

Entrando dal cortile o dal seminterrato, possiamo dirigerci verso il router o l'ufficio, dove vive il nostro nodo.

Potrebbe essere un Nodl, un'Umbrel, uno Start9, o anche un vecchio laptop con Linux e Core, non importa. Ciò che conta è che il nostro nodo ci permette di esplorare lo status dei partecipanti al gioco. In questo senso, siamo gli arbitri della rete Bitcoin.

Accedendo al nostro nodo, vediamo l'altezza del nostro blocco attuale e tutte le transazioni verificate che risiedono all'interno di ogni blocco della catena. Utilizzando un block explorer come mempool.space (spesso dal nostro nodo), possiamo immergerci nei dati delle transazioni che sappiamo essere accurati al 100% e verificati sulla blockchain (raccomando anche https://symphony.iohk.io/ per esplorare la blockchain di Bitcoin, è una rappresentazione audio e visiva incredibilmente bella).

Qui abbiamo immutabilità e verificabilità. Ogni nodo tiene d'occhio lo status del gioco in corso e rifiuta qualsiasi transazione che non opera secondo le regole del codice. Per questo motivo, non solo possono verificare ogni transazione avvenuta sulla blockchain di Bitcoin, ma possono avere la certezza che se volessero inviare una transazione alla mempool affinché sia inclusa in un blocco, essa deve essere eseguita in conformità con le regole del gioco.

Abbiamo visto chi sono i giocatori e gli arbitri del gioco, ma come si partecipa?


TERZO ELEMENTO CHIAVE: I WALLET

Forse ora siete in ufficio, o siete diretti alla cassaforte, o state capovolgendo quella roccia finta che tenete nella pianta vicino alla finestra.

Qui abbiamo il wallet, realizzato da vari sviluppatori di software con un vasto assortimento di allarmi e difese. Alcuni sembrano calcolatrici vintage, altri eleganti prodotti Apple, tutti con lo stesso scopo fondamentale: proteggere un segreto digitale che voi e solo voi dovete conoscere per effettuare transazioni sulla rete Bitcoin.

Indipendentemente dall'interfaccia del vostro wallet, dovreste avere la possibilità di effettuare transazioni sulla rete utilizzando il vostro nodo. (Nota: senza andare troppo in profondità nella tana del bianconiglio, la principale differenza tra l'utilizzo del proprio nodo rispetto a un'interfaccia SPV che non richiede un nodo è che quando si utilizza il proprio nodo si sta trasmettendo e verificando una transazione da soli e quando no ci si fida di qualcun altro affinché trasmetta la propria transazione, il che consente loro di vedere ogni transazione che state effettuando.)

E che dire di questo “segreto digitale”?

Il più delle volte archiviato come un insieme di 12 o 24 parole casuali, è ciò che consente di generare un wallet con chiavi pubbliche e private, account digitali sicuri che consentono alle persone di utilizzare Bitcoin.

Nessuno al mondo ha un insieme di parole segrete esattamente come le vostre. Allo stesso modo in cui proteggete la vostra casa con serrature e un sistema di sicurezza, dovete proteggere le vostre parole segrete per non lasciare la porta d'ingresso aperta e permettere a chiunque di entrare.

Per ricevere una transazione sul nostro conto digitale sicuro, tutto ciò che dovete fare è condividere l'indirizzo pubblico (come una casella postale o un indirizzo di casa) e gli individui possono inviarci bitcoin.

Per inviare bitcoin a qualcun altro, bisogna usare la propria chiave privata per firmare una transazione all'indirizzo bitcoin del destinatario (la sua casella postale o indirizzo di casa), quindi si trasmette tale transazione firmata ai miner che abbiamo menzionato sopra affinché la includano nel prossimo blocco che minano.

Creando e proteggendo un "segreto digitale", siamo in grado di utilizzare la rete Bitcoin sia per archiviare la nostra ricchezza senza che nessuno possa sottrarcela, sia per inviarla facilmente a chiunque, in qualsiasi parte del mondo, con un semplice clic.


SINTESI

Con soli tre elementi chiave – i miner, i nodi e i wallet – possiamo descrivere il funzionamento della rete di valore più potente sulla faccia della Terra e ci avviciniamo sempre più a quella "killer app" che consenta a miliardi di persone, di tutte le età, di adottare rapidamente Bitcoin.

Non credo che abbiamo ancora tutte le metafore giuste per insegnare completamente Bitcoin alle masse, ma credo che stiamo attraversando un baratro di comunicazione che collega i cypherpunk, gli sviluppatori di software e migliaia di righe di codice con la vita della persona media in tutto il mondo.

È nostro compito in un sistema emergente costruire quelle metafore e trasmetterle alla rete, che è l'umanità, in modo da istruire meglio gli altri sulle enormi esternalità positive del valore garantito e del denaro sano/onesto.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: https://www.francescosimoncelli.com/


mercoledì 10 agosto 2022

Quanto erano gravi le recessioni prima della FED? Non così gravi come lo sono adesso

 

 

di John Kennedy

Con una recessione che incombe sull'americano medio, il gruppo da incolpare è abbastanza ovvio, essendo questo gruppo i banchieri centrali che gonfiano l'offerta di denaro nel sistema. Questa è l'inflazione, ovvero l'espansione dell'offerta di denaro attraverso la stampa o l'aggiunta di zeri sullo schermo di un computer. È diventato un problema così grave che negli ultimi ventidue mesi è stato stampato l'80% di tutti i dollari esistenti, da $4.000 miliardi a gennaio 2020 a $20.000 miliardi a ottobre 2021.

È sempre così che iniziano le recessioni: espansione del denaro facile, creazione di bolle e aumento dei prezzi causato dalla svalutazione dell'offerta di denaro. Ma le recessioni si sono verificate molto prima dell'istituzione della FED nel 1913.

Si trattava di fallimenti del mercato, come ci è stato insegnato, o erano colpa di una banca centrale o della politica dello stato? Quanto sono state gravi le recessioni pre-FED? Hanno rivaleggiato con la Grande Depressione o il 2008?


Il dollaro continental

Durante i giorni della Rivoluzione americana, il Congresso continentale si riunì per capire come finanziare la Rivoluzione. Nel giugno 1775 il Congresso emise sei milioni di banconote conosciute come dollari continental, in modo da pagare il nuovo esercito e le forniture necessarie per combattere la guerra. Coloro che sostenevano la Rivoluzione si sarebbero messi in fila per validare questa nuova valuta fiat, poiché era una cosa patriottica da fare.

Nel 1780 la quantità di continental in circolazione aveva raggiunto i 241 milioni e il danno era stato fatto. I patrioti che acquistarono il dollaro fiat soffrirono di più, mentre persone come David Hall, a cui per ordine del Congresso fu permesso di stampare banconote fiat, e i lealisti, che cosnervavano oro e argento, furono in grado di rimanere finanziariamente a galla.

Il continental fu ripudiato in massa, poiché era arrivato ad un punto in cui non aveva più alcun valore. Coloro che si fidavano del continental rispetto all'oro erano rimasti senza nulla. Alcuni Padri Fondatori, dopo aver assistito alla rovina delle persone a causa del denaro fiat, decisero di prendere provvedimenti affinché questo errore non si ripetesse.

L'articolo 1 Sezione 10 della Costituzione degli Stati Uniti afferma:

Gli stati accetteranno solo monete d'oro e d'argento per il pagamento dei debiti.

Questa sezione sarebbe stata violata nel corso della storia degli Stati Uniti, dalla guerra civile al 1933, quando il presidente Franklin Roosevelt confiscò l'oro dei cittadini statunitensi e impedì loro di redimere il dollaro in oro.

È chiaro cosa abbia causato il fallimento del continental: il Congresso e la stampante monetaria. Questo, tuttavia, non sarebbe l'ultimo problema economico che avrebbe dovuto affrontare l'America, perché la grande recessione successiva arrivò nel 1819.


La recessione del 1819

Dopo la guerra del 1812, le banche statali e la Second Bank of the United States (SBUS), fondata nel 1816, gonfiarono l'offerta di denaro. Il libro di Murray Rothbard, The  Panic of 1819, ci dice come queste banche statali avessero ampliato la quantità di banconote da $46 milioni a $ 68 milioni nel 1815. Il problema era che le banche stampavano più banconote di quanto oro c'era a copertura.

Infatti, dal 1817 al 1818, la SBUS ampliò il credito del 57%, superando l'espansione del credito del 1815-1817 quando ivnece venne ampliato solo del 25%. Questa espansione del credito causò l'aumento dei prezzi in alcune aree dell'economia, come l'agricoltura e la costruzione navale. Tutti questi mercati ricevettero i maggiori prestiti concessi dalle filiali SBUS e dalle banche statali.

Il 1818 creò problemi sia alle banche statali che alla SBUS: l'offerta di denaro scese del 10% e si verificò una contrazione del credito del 41%. Stranieri e altri cittadini iniziarono a redimere le loro banconote in oro e molte banche statali si rifiutarono di convertire la carta in oro poiché le loro riserve auree si stavano esaurendo, così come le riserve della SBUS.

Thomas Jefferson, che mise in guardia contro le banche centrali, espresse i suoi pensieri in una lettera a John Taylor nel 1816:

E credo sinceramente che gli istituti bancari siano più pericolosi degli eserciti permanenti; e che il principio di spendere soldi che devono essere pagati dai posteri, sotto il nome di finanziamento, non sia altro che un imbroglio su larga scala.

Il suo sospetto fu confermato quando nel 1819 arrivò una recessione innescata dalla politica inflazionistica e i salari dei lavoratori dell'agricoltura e dell'autostrada scesero del 60-80%.

Nonostante questo fallimento bancario, i mercati vennero autorizzati a gestire la recessione, o il periodo di riaggiustamento. Per questo motivo l'economia si riprese abbastanza rapidamente. All'inizio della recessione il prodotto interno lordo pro-capite scese solo dell'1,1%, ma dalla seconda metà del 1819 al 1824 il PIL pro-capite crebbe dell'1,5%. Questo era prima dell'urbanizzazione, infatti tanti ancora vivevano ancora nelle fattorie. Anche se i salari scesero, la recessione non fu affatto tanto brutta quanto quella del 1929.

Lo Smoot-Hawley Tariff Act del 1930 imponeva una tassa del 55% su tutte le importazioni estere, questo praticamente eliminava tutte le esportazioni. L'agricoltura ne soffrì di più. Decine di migliaia di fattorie furono costrette a chiudere e a essere vendute per un minimo di $50. All'inizio del 1920 c'erano 28.885 banche e nel 1933 ne rimanevano circa quindicimila, il Federal Reserve Board del 1937 notò che due terzi di queste banche erano in città con meno di duecentocinquanta persone e che la maggior parte falliva.

I salari potevano anche essere calati nel 1819, ma l'economia si riprese subito. Non si trascinò per sedici anni, né fallirono migliaia di fattorie e banche.


L'oro non avrebbe dovuto impedirlo?

Un altro motivo per cui ci furono recessioni durante i tempi del "gold standard" è che le nazioni si rifiutarono di utilizzare le semplici unità di misura per pesare l'oro e gonfiarono il numero di banconote di carta a fronte di piccole quantità di oro. Ad esempio, una libbra d'oro è sedici once, sedici once sono 453 grammi, ecc.

Ogni nazione aveva la propria moneta sovrana, come il dollaro, il marco e il franco, e sebbene ognuna fosse legata all'oro, ciascuna aveva tassi di cambio diversi per il metallo giallo. Ciò permetteva alle nazioni di uscire dal gold standard e di gonfiare l'offerta di denaro.

Nel suo libro What Has Government Done to Our Money? (pag. 14), Murray Rothbard afferma:

Il dollaro è stato definito come 1/20 di oncia d'oro. Era quindi fuorviante parlare di tassi di cambio da un Paese all'altro. La sterlina inglese in realtà non veniva scambiata a cinque dollari. Il dollaro era definito come 1/20 di un'oncia d'oro e la sterlina era, a quel tempo, definita come 1/4 di un'oncia d'oro, scambiata semplicemente con 5/20 di un'oncia d'oro.

Rothbard in seguito spiega come in un libero mercato l'oro verrebbe scambiato direttamente in grammi, grani, o once.


Panico del 1873

Poco prima della guerra civile americana, c'erano circa $200 milioni in banconote emesse da millecinquecento banche statali. Nel 1861, dopo lo scoppio della guerra, si dibatté molto su come finanziarla. Tutte le opzioni erano sul tavolo e il presidente Abraham Lincoln le vagliò tutte.

Nel 1861 il Revenue Act impose un'aliquota fiscale del 3% sui redditi compresi tra $600 e $5.000. Furono introdotti i dollari greenback e questi non erano coperti dall'oro ma stampati su carta. Il segretario del Tesoro statunitense, Salmon Chase, chiese al Congresso di approvare la stampa di 150 milioni di banconote e nel 1862 ottenne l'ordine di farlo.

Il segretario Chase ricevette due ordini simili nel 1863 e nel 1864, entrambi pari a $150 milioni. Nel 1865 c'erano $835 milioni in banconote nazionali e statali, ma le banche non si fermarono fino al 1873, quando c'erano circa $1.964 miliardi in circolazione.

Uno dei fondatori del sistema obbligazionario fu Jay Cooke. La casata di Cooke distribuì buoni del Tesoro statunitensi durante e dopo la guerra civile e Cooke divenne anche capo della Northern Pacific Railroad finanziata dal governo federale. Cooke era ferventemente contrario all'oro e lo considerava una moneta di "un'età passata". Le precedenti politiche inflazionistiche delle banche causarono il fallimento del sistema obbligazionario della casata di Cooke e della Northern Pacific Railroad, provocando il panico del 1873.

Ma anche se una società sovvenzionata dal governo federale andò in bancarotta, il Paese non cadde in una lunga depressione. Infatti gli anni dal 1873 in poi sarebbero stati un periodo molto prospero, come osserva Rothbard:

Il decennio dal 1869 al 1879 vide un aumento del 3% annuo del prodotto nazionale monetario, un'eccezionale crescita del prodotto nazionale reale del 6,8% all'anno in suddetto periodo e un aumento fenomenale del 4,5% annuo del prodotto reale pro-capite.

Non si trasformò affatto in una depressione. Infatti la maggior parte delle recessioni fino al 1921 passarono rapidamente, perché né il governo federale né una banca centrale vennero coinvolti. Ma in casi come la Grande Recessione del 2008, la FED e il governo federale sono stati coinvolti.

Il boom e il bust immobiliare del 2006 sono iniziati perché la FED ha mantenuto i tassi d'interesse più bassi di quanto avrebbero dovuto essere. Ciò ha contribuito a gonfiare la domanda di immobili, poiché tassi d'interesse più bassi significano rate dei mutui più basse. Alla fine la FED ha rialzato i tassi d'interesse, il che ha fatto sì che coloro che avevano acquistato case che non potevano permettersi in condizioni normali, pagassero mutui più elevati.

Tutte le istituzioni finanziarie che hanno finanziato il boom immobiliare, come Fannie Mae e Freddie Mac, hanno subito enormi perdite e hanno dovuto essere salvate dal governo degli Stati Uniti. Alla fine a sei milioni di persone è stata pignorata la casa, la disoccupazione ha raggiunto il 10% e il PIL è sceso del 4,3%.


Panico del 1893

Mentre gli esempi precedenti mostravano l'espansione della cartamoneta che superava la quantità di oro che le banche americane avevano in riserva, il panico del 1893 fu innescato da un'espansione dei certificati di carta sull'argento. Hans Sennholz scrive che "dal 1878 al 1893 c'era stata un'espansione della moneta basata sull'argento".

Questa recessione non fu una questione di stampa di banconote oltre l'ammontare d'oro in possesso delle banche, ma di un'ingerenza del Congresso. Nel 1878 il Bland-Allison Act consentiva al Tesoro USA di coniare monete d'argento ed emettere relativi certificati. Nel 1890 lo Sherman Silver Purchase Act decretò che il governo federale avrebbe acquistato 4,5 milioni di once d'argento ogni mese. Questa espansione dell'argento causò un calo dell'offerta di oro: aumento dei prezzi e legislazione pro-denaro facile.

Alla fine il presidente Grover Cleveland convocò una sessione speciale al Congresso, chiedendo l'abrogazione delle leggi precedenti sull'argento e fermare il drenaggio delle riserve auree statunitensi. Vennero abrogate, il che fermò l'inflazione dell'argento e consentì a una recessione di riaggiustare il mercato.


Conclusione

Dopo l'istituzione della Federal Reserve nel 1914, le recessioni del ventesimo secolo sono state numerose e più profonde delle recessioni pre-FED. Ci sono state diciotto recessioni tra il 1918 e il 2007. Presto a questo elenco si aggiungerà una recessione del 2022 o del 2023, causata da una massiccia espansione del denaro fiat accompagnata dall'inflazione dei prezzi. Nonostante gli sforzi del presidente Joe Biden per incolpare le società "avide" e Vladimir Putin, la colpa è della FED e di Washington, DC.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: https://www.francescosimoncelli.com/


martedì 9 agosto 2022

La tassa pigouviana è un mito

 

 

di Joseph Solis-Mullen

Una domanda familiare in un seminario di laurea in microeconomia è più o meno questa: una tassa pigouviana non distorce il mercato, vero o falso?

La risposta attesa: vero.

Vero?

Qualsiasi intervento fiscale è, per definizione, una distorsione di come un determinato mercato altrimenti funzionerebbe, come può essere "vero" la risposta quindi?

Avviso spoiler: il tutto si riduce a poco più che ciarlataneria accademica.

In primo luogo, una tassa pigouviana è un tipo di tassa "riscossa su un'attività che aumenta il prezzo di un bene per tenere conto dei costi marginali esterni imposti da un'esternalità negativa" (tutte le definizioni provengono da Microeconomics di Austan Goolsbee, Steven Levitt e Chad Syverson, 3a ed.). Insieme ai sussidi pigouviani, che vengono "pagati per un'attività che può essere utilizzata per diminuire il prezzo di un bene per tener conto dei benefici marginali esterni", tali interventi si basano sullo stesso presupposto errato di ogni altro intervento statale sul mercato: la quantità ottimale di un bene e il suo prezzo possono essere conosciuti in anticipo rispetto alle azioni individuali dei consumatori e dei produttori nel mercato dato.

A parte un'etichetta gergale intesa a oscurare questo fatto fondamentale, un po' di manipolazione matematica viene utilizzata per nascondere ulteriormente la verità.

Si consideri la seguente illustrazione di un ipotetico mercato elettrico con un unico produttore: lo stato decide che sarebbe meglio se il fornitore producesse meno energia elettrica a un costo maggiore per i consumatori. Per il tecnocrate, tuttavia, il CMS, o costo marginale sociale, dell'elettricità, una metrica completamente fittizia, è superiore al costo marginale del produttore (una cosa decisamente reale e misurabile), rendendo quindi necessario un intervento!

Fonte: Austan Goolsbee, Steven Levitt e Chad Syverson,  Microeconomics, 3a ed. (New York: Worth Publishers, 2019).

Applicando la tassa e spostando la curva dell'offerta verso l'alto e verso sinistra, il tecnocrate sceglie un prezzo adatto alla sua agenda politica. Non sorprende che, come con l'ossessione dei progressisti per l'handicap e l'eliminazione dell'industria americana dei combustibili fossili, una politica volta a ottimizzare il risultato desiderato fallisce sempre, generando tutta una serie di nuove esternalità negative che senza dubbio dovranno essere affrontate anche loro!

La verità è che tutti i sussidi, i dazi, i regolamenti e le tasse distorcono il modo in cui gli attori si comporterebbero altrimenti. Quando però si verificheranno tragiche carenze, come nel recente caso del latte artificiale, il dito sarà prevedibilmente puntato ovunque tranne che alla fonte: gli interventi dello stato sul mercato.

La soluzione, ne consegue, è un maggiore intervento: arrestare tutte le possibili innovazioni che potrebbero essere scaturite da altri produttori che tentano di fornire un servizio o un bene e che risolverebbe il problema alla radice. La promessa è sempre che questa volta è diverso, ma la storia dimostra che tale affermazione è una bugia deliberata o una lezione ancora non appresa.

La retribuzione totale del dipendente medio nel settore pubblico è doppia rispetto a quella delle controparti nel settore privato, e ciò è inaccettabile. Questo ennesimo esempio di povertà nel pensiero economico accademico non fa che illustrare ulteriormente la necessità d'istituzioni alternative per istruire la popolazione. È responsabilità degli intellettuali onesti offrire tali alternative e combattere le bugie, le mezze verità e le ipotesi errate che guidano gran parte di ciò che passa per politica pubblica negli Stati Uniti.

Mentre l'amministrazione Biden continua a perseguire la svolta di Donald Trump verso l'autarchia, possiamo aspettarci sempre più interventi di questo tipo, come sussidi a industrie presumibilmente vitali per "interessi di sicurezza nazionale". Uno di questi esempi è l'industria dei microchip, che a causa delle interruzioni nelle supply chain indotte dai lockdown, ha visto miliardi di produzione nazionale gettati dalla finestra.

Sebbene innegabilmente popolare tra gli elettori, gli effetti a lungo termine della sovrapproduzione andranno persi nel miscuglio di tutti i problemi successivi che causeranno gli altri interventi statali; o forse lo stato riterrà opportuno affrontare anche questo problema con una nuova tassa.

Questo è ciò che passa per pensiero accademico a Washington e in gran parte delle cosiddette torri d'avorio, ed è questa povertà intellettuale e ossessione per il controllo la responsabile del caos economico in cui ci troviamo ora, non le azioni di un autocrate qualunque come invece vorrebbero farvi credere i democratici, i loro lacchè nei media generalisti e gli altri complici nei vari think tank.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: https://www.francescosimoncelli.com/


lunedì 8 agosto 2022

Il lungo viaggio della BCE verso un crollo monetario è appena diventato molto più breve

 

 

di Brendan Brown

L'annuncio della BCE, giovedì 21 luglio, di un “nuovo strumento” per affrontare il “rischio di frammentazione” è a dir poco inquietante per il futuro dell'euro. L'idea è di prevenire l'emergere di un grave rischio di rottura per la zona Euro, poiché il tasso d'interesse ufficiale continuerà a salire nei prossimi trimestri verso la "neutralità".

Il capo Lagarde e i suoi colleghi sono determinati a prevenire questo processo che innescherà stress finanziario sotto forma di crisi per i governi deboli e il sistema bancario. Salvare l'euro dall'elevata inflazione deve andare di pari passo con il salvataggio dell'unione monetaria dalla disgregazione (rischio di frammentazione).

L'inaugurazione del nuovo strumento e il suo probabile utilizzo significa che "salvare l'euro" andrà a drenare, e non rafforzare, la fiducia nella moneta unica. Gli storici non trascureranno l'ironia di questo nuovo passo da gigante nel lungo viaggio dell'euro verso il crollo inflazionistico avvenuto proprio lo stesso giorno in cui Mario Draghi, predecessore della Lagarde, famoso per la sua affermazione spavalda sul "fare tutto il necessario per salvare l'euro", è stato costretto a dimettersi dalla carica di Primo Ministro italiano.

Il nuovo strumento, nato con il nome di “transmission protection instrument” (TPI), sarà il catalizzatore della piena trasformazione della BCE in una “bad bank” europea. Questa entità gode di un privilegio gigantesco: le sue passività sono in gran parte il denaro creato ex novo (sia sotto forma di banconote che come riserve bancarie) e che gode di enormi protezioni in quanto tale (corso legale) in tutti i Paesi membri dell'Unione Monetaria Europea.

Infatti dalla crisi dell'UME nel 2010-12, la BCE è stata l'agente che ha “socializzato” gran parte del debito statale e bancario dell'Italia (oltre a quello di Spagna, Portogallo e Grecia). Lo ha fatto emettendo passività monetarie in euro a fronte di acquisti di titoli di stato e prestiti a lungo termine (chiamati LTRO) nei corrispondenti sistemi bancari deboli (principalmente l'Italia).

Questa socializzazione ha creato tre grossi problemi per il futuro dell'euro.

Primo: la strada per tornare alla normalità monetaria implica sicuramente una contrazione della base monetaria (ora quasi il 50% del PIL della zona Euro rispetto al 27% negli Stati Uniti). Ma come ottenere questo risultato quando la BCE dovrebbe scaricare enormi quantità di prestiti sovrani e bancari sul mercato aperto per raggiungere tale scopo?

Secondo: con l'aumento dei tassi d'interesse, diventa sempre più problematico che i sopraccitati mutuatari deboli possano ripagare i loro prestiti alla BCE. I nuovi prestiti per pagare gli interessi sono un allarme rosso per quanto riguarda il pericolo d'insolvenza, sia sotto forma di default classico, sia di default per inflazione (riducendo così il valore reale del capitale). La popolazione europea a un certo punto dovrebbe allarmarsi per il pericolo di default dovuto all'inflazione, il quale si ripercuoterà nelle loro disponibilità di denaro emesso da questa bad bank.

Terzo: la tolleranza dell'opinione pubblica tedesca per questa trasformazione della BCE e del suo denaro potrebbe esaurirsi del tutto, cosa che potrebbe significare che la Repubblica Federale si ritirerà dall'unione. La Germania è stata fondamentale nel tenere insieme le sconsideratezze della BCE. In parte questo ruolo è dipeso dalla percezione pubblica (che la Germania fosse dietro la BCE e a tutte le sue potenziali perdite), anche se stiamo parlando di un pio desiderio piuttosto che di un fatto conclamato.

E poi c'è il sistema TARGET2 – un sistema di compensazione interbancario, ma in cui i saldi netti tra le banche centrali membri non vengono compensati. Il saldo creditizio della Bundesbank supera il 30% del PIL tedesco (corrispondente in gran parte ai debiti netti italiani e spagnoli; il saldo della Francia è approssimativamente a zero).

La Germania, tuttavia, può andarsene, un percorso non assurdo dato che le disponibilità della BCE in prestiti e titoli di stato emessi da banche e stati sovrani deboli ammontano a oltre il 100% del PIL tedesco. Nel quadro generale è da notare che nessun Paese membro, congiuntamente o disgiuntamente, garantisce i debiti monetari della BCE. Infatti l'unica garanzia significativa sarebbe una promessa di sostenere il potere d'acquisto del denaro.

Se la Germania esce dall'UME, le passività monetarie della BCE varranno molto meno in termini reali (attraverso il crollo della valuta e l'inflazione). In definitiva, queste passività monetarie potrebbero cessare di essere monetarie e ciò si verificherebbe se l'unione monetaria finisse. A quel punto le passività monetarie della BCE dovrebbero trovare un prezzo di mercato (in termini di potere d'acquisto reale), come la carta di una gigantesca bad bank ormai priva di funzione monetaria.

Qualsiasi scenario di rottura ha costi enormi, comprese cancellazioni di attivi per la popolazione tedesca. La domanda è: se non ora, quando? Questi costi saliranno di più man mano che tale decisione di scioglimento sarà rimandata nel tempo.

Nessuno si aspetta che l'attuale governo di coalizione a Berlino prenda una decisione del genere, ma le valutazioni di mercato, inclusa la moneta, riflettono la possibilità di una futura catastrofe. I pericoli qui evidenziati, di un definitivo collasso monetario, sono peggiorati a causa del nuovo strumento da parte della BCE.

Secondo il comunicato stampa ufficiale sul TPI, la BCE, a propria discrezione (con il voto del suo consiglio direttivo), può impegnarsi in acquisti illimitati di asset da qualsiasi Paese membro se considera l'andamento del suo differenziale di credito (diciamo relativo ai Bund tedeschi) come disallineati "dai fondamentali". Nel prendere tale decisione, la BCE verificherà con la Commissione europea l'evoluzione delle finanze pubbliche in un determinato Paese e verificherà anche la sostenibilità economica generale nelle sue diverse dimensioni.

Se, per qualsiasi motivo, lo spread italiano (rendimenti dei titoli di stato italiani rispetto a quelli tedeschi) si allargherà improvvisamente, forse perché i mercati diffidano della direzione politica o percepiscono che gli istituti di credito italiani si trovano in una nuova situazione desolante, allora la BCE potrà aprire i rubinetti. Sì, sterilizzerà il nuovo prestito, il che significa presumibilmente sbarazzarsi di asset tedeschi e olandesi nel proprio bilancio per fare spazio ad esempio a quelli italiani, diventando ancora di più una bad bank.

Ci sono momenti decisivi nella storia monetaria. Le conseguenze del 21 luglio saranno probabilmente uno di questi per quanto riguarda il futuro monetario europeo, i cui problemi sono quindi peggiorati.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: https://www.francescosimoncelli.com/


venerdì 5 agosto 2022

La Russia sta vincendo la guerra finanziaria

 

 

di Alasdair Macleod

Le sanzioni si sono ritorte contro coloro definiti da Vladimir Putin come le nazioni ostili. Sta avviando una serie di eventi che potrebbero indebolire l'intero sistema finanziario occidentale, poiché i prezzi aumentano spingendo i tassi d'interesse più in alto e l'attività economica si contrae. Questi sviluppi da soli stanno portando a una contrazione del credito bancario, al crollo dei mercati azionari e a rendimenti obbligazionari nettamente superiori.

Nel saggio precedente ho scritto dell'impatto sul sistema bancario e le probabili conseguenze. La Russia, la Cina e le nazioni associate che dipendono da loro per il commercio e lo sviluppo economico si stanno ora muovendo per proteggersi da quella che sta emergendo come una crisi monetaria fiat su vasta scala, soprattutto per il dollaro e l'intero sistema finanziario occidentale.

Questi sviluppi stanno accelerando la fine dell'era del petrodollaro e il suo ruolo come valuta di riserva. Si prevede che un sostituto emergente dall'Asia centrale sarà una nuova supervaluta utilizzata per i pagamenti transfrontalieri, basata su un paniere di materie prime e valute delle nazioni partecipanti. Includere le valute è un errore, ma per il resto la proposta ha dei meriti.

Questo articolo spiega perché e come funzionerebbe uno schema correttamente costruito. Dimostrerò perché potrebbe fungere de facto da gold standard.

I suoi progettisti intendono includere anche altre nazioni importanti, come l'Arabia Saudita, affinché utilizzino una valuta legata alle merci per saldare i loro pagamenti commerciali, sostituendo il petrodollaro morente. Con la scomparsa del dollaro, ci si può aspettare che la nuova super valuta porterà alla fine delle valute nazionali fino ad adottare un gold standard.


La fine dell'era dei petrodollari

Mettete da parte l'Ucraina, non è il problema principale. Dovremmo renderci conto che ciò che conta davvero per tutti noi è la vera guerra: i tentativi della Russia di bandire l'egemonia americana in Europa. Mentre in Occidente abbiamo un'immagine del presidente Putin come un malvagio despota determinato a riportare l'Ucraina sotto il controllo russo, in un discorso al Forum economico internazionale di San Pietroburgo la sua diagnosi riguardo i problemi dell'Occidente è stata più pertinente di qualsiasi altra cosa ascolterete dai leader occidentali: Joe, Boris, Emmanuel, Olaf, et al. Vale la pena citare estratti della traduzione ufficiale del discorso di Putin per evidenziare la sua comprensione economica del sottaceto in cui ci siamo cacciati in Occidente:

“L'aumento dell'inflazione nei mercati dei prodotti e delle materie prime era diventato un dato di fatto molto prima degli eventi di quest'anno. Il mondo è stato spinto in questa situazione, a poco a poco, da molti anni di politiche macroeconomiche irresponsabili perseguite dai Paesi del G7, compresa l'emissione incontrollata e l'accumulo di debito non garantito. Questi processi si sono intensificati con l'inizio della pandemia di coronavirus nel 2020, quando l'offerta e la domanda di beni e servizi sono diminuite drasticamente su scala globale [...].

Poiché non potevano o non volevano escogitare altre ricette, i governi delle principali economie occidentali hanno semplicemente arroventato le stampanti monetarie. Un modo semplice per compensare deficit di bilancio senza precedenti [...].

Ho già citato questa cifra: negli ultimi due anni, l'offerta di denaro negli Stati Uniti è cresciuta di oltre il 38%. In precedenza, un aumento simile richiedeva decenni, ma ora è cresciuto del 38% o $5.900 miliardi in due anni. In confronto, solo pochi Paesi hanno un prodotto interno lordo maggiore. Anche l'offerta di denaro dell'UE è aumentata notevolmente in questo periodo: di circa il 20%, ovvero €2.500 miliardi.

Ultimamente ho sentito parlare sempre della cosiddetta – scusatemi, non mi piace farlo, menzionare il mio nome a questo proposito, ma non posso farne a meno – tutti sentiamo parlare della cosiddetta "inflazione di Putin" in Occidente. Quando vedo questa etichetta, mi chiedo chi si aspettano possa bersi queste sciocchezze – persone che non sanno leggere o scrivere, forse. Chiunque sia abbastanza alfabetizzato da leggere, capirebbe cosa sta realmente accadendo.

L'aumento dei prezzi, l'accelerazione dell'inflazione, la carenza di cibo e carburante, benzina e problemi nel settore energetico sono il risultato di errori a livello di sistema che l'attuale amministrazione statunitense e la burocrazia europea hanno commesso nelle loro politiche economiche. Ecco quali sono le ragioni.”

Putin mostra di avere almeno una comprensione di base riguardo gli errori dell'Occidente con le sue politiche monetarie ed economiche neokeynesiane. Mentre alcuni degli elementi economici e monetari nel suo discorso possono essere criticati, la comprensione di questi argomenti da parte di Putin lo mette nettamente al di sopra dei suoi omologhi nel G7.

È da questo svantaggio che gli Stati Uniti stanno cercando d'imporre l'egemonia del dollaro sugli interessi russi nella guerra finanziaria. Dobbiamo prendere in considerazione anche la geopolitica.

Non che i media generalisti occidentali lo dicano in questo modo, ma questa è la storia finora. Dopo aver cacciato gli americani dall'Asia, l'ultimo fallimento è stato l'Afghanistan, la Russia sentiva che restava un compito da fare: cacciare gli americani dalla corsa all'Europa occidentale. Dominando l'alleanza NATO, e con la Gran Bretagna post-Brexit non più direttamente coinvolta nell'UE, gli americani stavano raddoppiando i loro sforzi per contenere la Russia e ostacolare il partenariato cinese-russo, che attraverso la Shanghai Cooperation Organization (SCO) sta spostando molti dei Paesi occidentali ex-alleati lontano dalla sfera d'influenza americana. Oltre al Medio Oriente ricco di petrolio, i più importanti sono l'India e il Pakistan. Imran Khan ha portato il Pakistan sempre più vicino alla Cina, mentre l'India, teoricamente nel Commonwealth, era uno stato cliente di lunga data della Russia per scopi di difesa ed è ora membro della Shanghai Cooperation Organization (SCO). Khan è stato ora deposto, presumibilmente da interessi americani che hanno reinsediato il governo precedente.

Il vorace appetito della Cina per le materie prime l'ha resa il più grande donatore e influencer dell'Africa subsahariana e dell'America centrale/meridionale. Il Brasile è sempre più coinvolto nella SCO come membro del gruppo BRICS. Senza che molte persone se ne accorgano, tra SCO, BRICS, Africa subsahariana e America Latina, l'egemonia morbida russo-cinese può ora affermare d'influenzare stati con oltre la metà della popolazione mondiale.

Di conseguenza, l'egemonia americana è in declino. Sì, il dollaro è ancora la valuta internazionale per la determinazione del prezzo delle materie prime e delle transazioni transfrontaliere, ma l'Unione economica eurasiatica (EAEU) sta progettando una nuova valuta legata alle materie prime da utilizzare come mezzo di scambio tra i suoi membri e si prevede che questo sarà esteso a tutto il commercio inter-SCO, al commercio SCO con i BRICS non membri e persino con gli esportatori di petrolio nel Medio Oriente.

Di particolare interesse per gli americani sono il Medio Oriente e l'Arabia Saudita. Il presidente Biden dovrebbe recarsi in visita a metà luglio. E dopo aver ostentato le sue credenziali sui diritti umani per l'affare Jamal Khashoggi, finora si è rifiutato d'incontrare specificamente i sauditi. Questi ultimi dicono il contrario.

Ora che l'intelligence statunitense ha apertamente accusato la brutale morte di Khashoggi su istruzioni dirette di Mohammed bin Salman, quest'ultimo ha dimostrato di essere spietato. Nel prendere il potere, l'eliminazione di ogni opposizione da parte degli altri membri della famiglia reale era direttamente uscita dal libro di testo di Machiavelli, Il Principe. Sarà interessante il modo in cui Mohammed bin Salman si occuperà di un presidente degli Stati Uniti debole e anziano che lo ha quasi insultato. Diciamo solo che è improbabile che vada bene per la delegazione americana.

Nella mente di Biden è probabile che ci siano le forniture di petrolio e lui vorrà tirare fuori una promessa che l'Arabia Saudita aumenterà la sua produzione per salvare l'America e i suoi alleati dalle conseguenze delle sanzioni contro la Russia. Sarà un cammino in salita, con Mohammed bin Salman più attratto da Vladimir Putin. Mohammed bin Salman gestisce l'Arabia Saudita in modo simile alla leadership di Putin in Russia.

Quando si sono dati il ​​cinque alla riunione del G20 a novembre 2018, il linguaggio del corpo suggerisce fortemente che avevano un accordo personale tra loro. Si trattava solo di cooperare su questioni relative al loro dominio combinato sui mercati energetici globali e sui mercati petroliferi globali. Per avere un'idea del linguaggio del corpo tra di loro, vale la pena riguardare quell'episodio.

In gioco c'è l'accordo stipulato dal presidente Nixon con il re Faisal nel 1973: vendere petrolio esclusivamente in dollari, legando il Regno al sistema bancario americano. Fu una mossa astuta da entrambe le parti in quel momento, la quale consentì allo sceicco Yamani alla guida dell'OPEC di aumentare il prezzo del petrolio da $3,56 al barile a più di dieci volte nei sette anni successivi e di garantire che il mondo avesse avuto bisogno di dollari per pagarlo. Non c'è dubbio che quando Putin tirò fuori dal cilindro lo stesso trucco con l'UE, per quanto riguarda i pagamenti del petrolio in rubli, Mohammed bin Salman notò il parallelo con ironico divertimento.

Gli arabi non sono stupidi. Nel 2014 il direttore di un'importante raffineria svizzera mi disse che stavano rifondendo dei lingotti d'oro i clienti arabi: da 400 once LBMA allo standard cinese 9999. Fu la prima indicazione che ho avuto del fatto che le nazioni arabe del Medio Oriente pensavano che il loro futuro sarebbe dipeso più dalla Cina che dall'Occidente. E non c'era dubbio che i cinesi non solo avevano deciso di diventare la più grande nazione mineraria d'oro, ma si stavano muovendo per dominare il mercato fisico globale, minacciando infine lo standard LBMA.

Quindi buona fortuna a Joe Biden. Lo scrisse Machiavelli:

Un principe guadagna prestigio per essere un vero amico o un vero nemico. Cioè, per rivelarsi senza riserve a favore di una parte contro l'altra, questa linea di politica è sempre più vantaggiosa rispetto alla neutralità.

Data la storia di Mohammed bin Salman e la sua adesione ai principi machiavellici, l'incontro con Biden comporterà probabilmente un discorso diretto. Biden è visto come un supplicante, associato alla debolezza, mentre invece onore e posizione pubblica sono ciò che richiede rispetto nella cultura araba.

Come infedeli, gli americani hanno devastato le terre arabe, ma oltre a una possibile avversione per gli americani e la loro cultura, Mohammed bin Salman valuterà anche la sua posizione nei confronti dell'asse russo e cinese, il quale ha assorbito l'Iran. Su incoraggiamento russo, l'Iran ha il potere di fermare la navigazione attraverso lo stretto di Hormuz e sebbene non abbia ancora fatto notizia, gli Houthi su istruzioni iraniane potrebbero intensificare i loro attacchi contro le navi nel Mar Rosso. Sarebbe una risposta naturale al fatto che la Lituania abbia interrotto i collegamenti con Kaliningrad a dispetto del trattato concordato tra Lituania e Russia nel 1993.

I sauditi dovrebbero riflettere molto attentamente sulle possibili conseguenze di schierarsi con gli americani, soprattutto se significasse fare promesse che non sarebbe nel loro interesse mantenere. Potrebbe essere troppo presto per dirlo, ma i giorni del petrodollaro sono contati in vista di una valida alternativa asiatica. E i sauditi lo sanno.


Sostituzione del petrodollaro

La forza del petrodollaro non è stata solo il suo status egemonico, ma la relativa debolezza delle valute degli esportatori di materie prime. Chi, ad esempio, pagherebbe felicemente la rupia indonesiana per le loro esportazioni di rame? Non certo gli stessi indonesiani che preferirebbero i dollari.

Quasi tutta la contabilità internazionale è in dollari, il che significa che la decisione più semplice per qualsiasi trader internazionale è quella di mantenere i saldi in dollari. È per questo motivo che la proprietà straniera di asset finanziari in dollari e saldi bancari ora supera i $33.000 miliardi, quasi una volta e mezzo il PIL degli Stati Uniti.

Con le sanzioni occidentali e senza accesso ai dollari, i russi hanno affermato che si sarebbero accontentati di commerciare in valute nazionali. Per loro, accettare anche la lira turca – probabilmente una valuta peggiore della rupia indonesiana – è preferibile a qualsiasi valuta "ostile", che attualmente non ha valore nelle mani della Russia. Ma questo può essere solo un accordo temporaneo, di conseguenza i russi hanno cercato una soluzione migliore.

Putin non vorrà vedere il rublo esposto alla manipolazione dei nemici della Russia e avrà immaginato vari scenari per porre fine allo status egemonico del dollaro, o almeno indebolirne la credibilità. Stando così le cose, non vorrà vedere troppi rubli accumularsi in mani straniere, infatti per uno statalista come Putin è probabile che il libero mercato per la sua valuta sia considerato potenzialmente pericoloso.

Supponendo quindi che la Russia desideri mantenere almeno alcuni controlli sui cambi, ci sono due questioni separate: la valuta per sostituire il dollaro richiesto negli accordi commerciali transfrontalieri  e la valuta interna. Come con altre nazioni asiatiche, è improbabile che il controllo statale sulla valuta nazionale venga sacrificato tanto facilmente.

I piani per una valuta transfrontaliera stanno già avanzando sotto l'egida dell'Unione economica eurasiatica (EAEU), un progetto sviluppato da Sergey Glazyev, ministro russo dell'integrazione e della macroeconomia dell'EAEU. Mentre la pianificazione di eliminare i dollari negli accordi commerciali è in lavorazione da tempo, le sanzioni degli ostili contro la Russia hanno accelerato la cosa.

Conosciamo pochi dettagli, a parte quelli rivelati in un'intervista rilasciata di recente da Glazyev a The Cradle. La nuova valuta transfrontaliera sarà interamente composta da saldi di credito presso le banche centrali e commerciali, presumibilmente a prezzo fisso giornaliero, con tassi di conversione in valute locali. Le banche centrali degli stati partecipanti possono creare la nuova valuta acquistando le proprie valute da importatori ed esportatori per la conversione. Oltre alla proposta d'inclusione delle valute nazionali nel paniere, si tratta di un concetto pratico: probabilmente è il motivo per cui si dice che il Cremlino la consideri come un'opzione per sostenere il rublo in futuro.

È probabile che l'idea di un paniere di merci per il rublo stesso venga abbandonata in quanto non necessaria, mentre una valuta transfrontaliera EAEU di successo può essere estesa dalle nazioni EAEU sia a quelle nella più ampia SCO che ai membri BRICS extra-SCO. Potrebbe anche essere un sostituto accettabile del petrodollaro per i pagamenti delle esportazioni di petrolio in Medio Oriente.

L'ambizione è che diventi il ​​meccanismo per liberare oltre metà del mondo dall'egemonia del dollaro, comprese tutte le nazioni i cui mercati dell'export dipendono ora più dall'Asia che dall'attuale mondo sviluppato. Nell'ottobre 2020 la motivazione originale era stata spiegata da Victor Dostov, presidente della Russian Electronic Money Association:

Se voglio trasferire denaro dalla Russia al Kazakistan, il pagamento viene effettuato utilizzando il dollaro. Innanzitutto la banca, o il sistema di pagamento, trasforma i miei rubli in dollari, quindi li trasforma ulteriormente da dollari a tenge. C'è una doppia conversione, con un'alta percentuale presa come commissione dalle banche americane.

La motivazione per il cambiamento è ora diventata politicamente urgente a causa delle sanzioni occidentali.


I problemi con la proposta di Glazyev

Nella sua intervista con The Cradle, Sergey Glazyev ha descritto la nuova valuta transfrontaliera per l'EAEU come composta da un indice ponderato di valute delle nazioni partecipanti, rafforzato da un massimo di venti merci trattate in borsa. È l'inclusione delle valute che è destinata a creare difficoltà. Ad esempio, Glazyev ha affermato che lo yuan cinese non sarebbe stato incluso "a causa della sua inconvertibilità e del limitato accesso esterno ai mercati dei capitali cinesi". Ma la Russia ha anche introdotto severi controlli sui cambi sulla scia delle sanzioni occidentali e si può immaginare che anche altri stati membri vogliano la libertà di farlo... se non l'hanno già fatto. La soluzione semplice ed ovvia è non includere affatto le valute. Se deve essere utilizzato esclusivamente per il commercio internazionale, non vi è alcun motivo per includerle e non coinvolgendole potrà aderire qualsiasi Paese disposto a scambiare la propria valuta con la nuova unità transfrontaliera. Diventa un semplice accordo di una pagina.

L'obiettivo è aggirare il dollaro. Per farlo con successo, la nuova valuta transfrontaliera deve essere un mezzo di scambio e riserva di valore migliore del biglietto verde in modo da incoraggiare le imprese delle nazioni partecipanti a detenerne in deposito. La semplicità nella sua costruzione e la trasparenza nella sua composizione sono fondamentali; e la certezza che i suoi amministratori non ne modificheranno la composizione senza una buona ragione sarà importante per chiunque considererà di migrare dai dollari. Ciò esclude anche la ponderazione delle materie prime in un indice, perché sarebbero solo i prezzi aggregati a contare.

È chiaro dall'intervista che Glazyev sbaglia nel suo approccio. Confonde un imperativo politico riguardo la valuta nazionale con il commercio internazionale. Tuttavia comprende che la natura della valuta proposta dovrebbe consentire alle nazioni partecipanti di gestire le proprie valute come meglio credono. Se le cose stanno così, allora è un ulteriore motivo per cui non dovrebbero essere incluse le valute nazionali.

Non sorprende che l'introduzione di valute nazionali e la loro possibile ponderazione in base al PIL nazionale, come suggerito da Glazyev, renda difficile raggiungere un accordo. Glazyev ammette che la pianificazione per questa nuova valuta è iniziata dieci anni fa, quando invece avrebbe potuto essere terminata in un pomeriggio da qualcuno che sapeva cosa stesse facendo.

Inoltre il commento di Glazyev, secondo cui "l'uso dell'oro come riferimento di prezzo è vincolato dall'inconveniente del suo utilizzo per i pagamenti", espone una spaventosa mancanza di conoscenza del denaro. L'oro circola molto raramente come denaro, quasi sempre accumulato come ultimo e non primo mezzo di pagamento. Sono i sostituti dell'oro a circolare. Qualsiasi valuta fiat può essere trasformata in un sostituto dell'oro da un emittente disposto a scambiare la propria valuta su richiesta a condizioni prestabilite. Glazyev avrebbe dovuto saperlo.

Tuttavia, fintanto che una valuta basata su merci viene utilizzata e accumulata solo per transazioni transfrontaliere, può essere una proposta pratica. L'adeguatezza e la durata di una valuta sovranazionale adeguatamente costruita per scopi commerciali è il nostro prossimo argomento.


Quanto sarà durevole una valuta transfrontaliera basata su materie prime?

Il successo a lungo termine di una qualsiasi valuta dipende dalla sua stabilità: in termini di potere d'acquisto e accettabilità come mezzo di scambio, valori che sono andati perduti nel mondo incentrato sul dollaro fiat.

Nella pianificazione di una tale valuta ci sono questioni da affrontare. Essa è una creatura dello stato e non di chi la utilizza, quindi questi ultimi devono essere soddisfatti delle sue proprietà e credibilità. Affinché una valuta basata su merci possa funzionare, deve essere fornita dalle banche centrali partecipanti in cambio dell'acquisto delle proprie valute. Pertanto un esportatore pagato in una valuta locale può convertirla immediatamente nella nuova super valuta; oppure un importatore può acquistarla dalla sua banca centrale dietro pagamento in valuta locale. Queste transazioni possono essere instradate attraverso banche commerciali che hanno conti di deposito presso la loro banca centrale.

Affinché queste transazioni abbiano luogo, sono necessari fix giornalieri o anche bigiornalieri indicizzati in tutte le valute partecipanti.

Le uniche transazioni che coinvolgono dollari saranno condotte direttamente con borse merci e fornitori non inclusi nello schema, quindi non saranno regolate nella nuova valuta transfrontaliera. Affinché sia ​​altrimenti, le autorità statunitensi dovrebbero essere incluse nel programma e i membri partecipanti probabilmente porrebbero comunque il veto. Ma le banche non americane disposte a emettere e trattare in dollari offshore, e domiciliate in una nazione partecipante, sarebbero in grado di farlo. I candidati più probabili per questo commercio sarebbero le banche cinesi e le banche di import/export, o divisioni bancarie istituite allo scopo. Le strutture di copertura monetaria e gli strumenti associati si evolverebbero nei mercati secondari dove c'è domanda per essi. E quando un esportatore di merci cerca il regolamento nella nuova valuta transfrontaliera, lo farebbe con riferimento alla valuta dell'acquirente, convertita dalla banca centrale nazionale al tasso di cambio giornaliero della nuova valuta transfrontaliera.


Progettare la nuova valuta

Data l'intervista di Glazyev, non possiamo dire con certezza che questi problemi verranno affrontati in modo credibile, ma possiamo valutare il probabile successo di una valuta basata sulle materie prime che però sia adeguatamente progettata.

Deve funzionare come se fosse un sostituto dell'oro. A differenza di molte delle loro controparti occidentali, i commercianti e i consumatori eurasiatici non hanno dimenticato che l'oro è denaro. E mentre un gold standard puro sarebbe di gran lunga la soluzione più semplice e migliore, la probabilità che una nuova valuta abbia successo deve essere misurata rispetto al denaro privilegiato dalla gente: l'oro.

La Russia è il più grande esportatore mondiale di energia e dato che il nuovo comitato monetario dell'EAEU è gestito da un anziano russo, possiamo aspettarci che il prezzo del petrolio sia incluso nel paniere delle materie prime. Inoltre l'energia è la più fondamentale di tutte le merci. La storia dei prezzi del petrolio ci fornisce una guida riguardo le sfide da affrontare. Il seguente grafico mostra il prezzo del petrolio in tre valute principali e il prezzo in oro sin dal 1950.

In sterline, il prezzo del petrolio è salito 83 volte sin dal 1950, in dollari 39 volte, in euro (e prima del 2000 in marchi tedeschi) 15 volte. Se gli euro nella loro forma attuale fossero esistiti prima, possiamo essere certi che il prezzo del petrolio in euro sarebbe aumentato molto di più.

In oro, il prezzo è sceso del 30%. Sapendo che il denaro sano/onesto è l'oro e che le valute non sono sostenute da nient'altro che dalla fiducia nei governi che le emettono, è evidente come quasi tutta la volatilità dei prezzi non sia colpa del petrolio stesso, ma delle valute fiat.

In qualsiasi transazione economica in cui viene utilizzato un mezzo di scambio, tutta l'oggettività del prezzo dovrebbe trovarsi nel mezzo di scambio e tutta la soggettività nei beni o servizi scambiati. Per le parti in una transazione, anche se un venditore di beni preferisce la valuta alla merce e l'acquirente preferisce la merce alla valuta, possono entrambi concordare che un dollaro è un dollaro e che qualsiasi variazione di valore è limitata alla merce.

Gli analisti non mettono mai in dubbio l'obiettività delle valute, supponendo che tutte le variazioni di prezzo previste si trovino nell'investimento o nella merce analizzata. Chi legge queste sciocchezze di solito si aspetta di ricevere previsioni sui prezzi e la risposta si basa sempre su una valutazione della domanda/offerta attese per XYZ, e mai e poi mai espressa in questi termini più corretti: "Possiamo modellare i probabili cambiamenti nella domanda/offerta per XYZ, ma non possiamo prevedere l'effetto sui prezzi perché non non sappiamo come la valuta potrebbe cambiare nel tempo.

L'origine dell'oggettività del prezzo lato valuta e della soggettività lato beni/servizi deriva dalla teoria economica del prezzo marginale formulata da Carl Menger negli anni '70 dell'Ottocento e successivamente sviluppata dagli economisti Austriaci. Essendo completamente scambiabili con monete d'oro, le valute a quel tempo assunsero le caratteristiche di denaro vero e proprio e le scoperte di Menger descrivevano la relazione tra denaro sano/onesto e merci. Con l'abbandono di tutte le forme di supporto aureo nel 1971, le valute fiat sono diventate libere di variare il potere d'acquisto. Sebbene gli attori di mercato credano che la relazione oggettiva/soggettiva nell'ambito di un gold standard sia ancora valida oggi, c'è ancora un capitolo aggiuntivo da scrivere sulla teoria dei prezzi, come dimostra il grafico sopra.

Il valore di una merce, bene o servizio varierà rispetto a quello degli altri a seconda della relativa domanda, pertanto nella condizione artificiale di nessun cambiamento nella quantità di denaro, valuta e credito, e supponendo che non vi sia alcun cambiamento nella propensione di consumatori e produttori a conservare la liquidità disponibile, alcuni prezzi aumenteranno e altri scenderanno. Anche così, però, non possiamo ancora affermare, come tentò di fare Leon Walrus della Scuola di Losanna, che l'intero sistema dei prezzi si equilibri. Ma non c'è dubbio che non solo i valori delle materie prime variano l'uno rispetto all'altro, ci si può anche aspettare che un paniere di esse rappresentato in un indice sia una misura relativamente stabile del potere d'acquisto, come suggerisce l'esperienza con il prezzo dell'oro del petrolio.

Questo è il motivo per cui il denaro metallico è fondamentalmente sano/onesto. Nel corso dei millenni oro, argento e rame si sono rivelati le migliori forme di mezzo di scambio e l'oro, con la sua durabilità, la quantità limitata e il fatto che non viene consumato, è emerso come lo standard monetario preferito soprattutto nel diciannovesimo secolo. Il potere d'acquisto delle monete d'oro in epoca romana è simile a monete equivalenti oggi.

Nel grafico sopra, il fatto che il prezzo in oro del petrolio sia variato poco dal 1950 ai giorni nostri, conferma che l'oggettività dell'oro è una tesi valida, mentre se misurato in valute fiat no. Possiamo andare oltre e illustrare il punto con altre merci: il seguente grafico mostra i prezzi di fine anno del rame in dollari e in oro.

Che il rame sia diventato il 70% più economico in termini di denaro sano/onesto negli ultimi 120 anni ha senso. Mentre la domanda è aumentata, è aumentata anche l'offerta. Sono stati trovati nuovi giacimenti e i costi di estrazione per unità di produzione sono diminuiti con lo sviluppo di metodi di estrazione e miglioramenti tecnologici; ciò ha più che soddisfatto la domanda per nuovi usi del metallo.

In quanto metallo comunemente usato, la domanda di rame è ampiamente riconosciuta come un indicatore previsionale delle condizioni economiche generali. Ecco perché è chiamato "dottor Copper "; come il petrolio greggio sta all'energia, il rame sta ai metalli di base.

Il seguente grafico mostra i prezzi dei rottami di ferro e acciaio, centrali per l'edilizia e altre industrie di base.

Dal 1934 i prezzi dei rottami sono aumentati di 69 volte in dollari, ma solo del 32% in oro. Ancora una volta, il grafico conferma che per un materiale chiave, con un prezzo ragionevole, è cambiato poco in quasi novant'anni.

Possiamo vedere solo da tre componenti chiave che un paniere di materie prime utilizzato per determinare il tasso di cambio per una nuova valuta transfrontaliera assicurerà che essa mantenga il suo potere d'acquisto nel tempo e ci si può aspettare che agisca come una riserva di valore di gran lunga migliore rispetto al dollaro fiat. Sarebbe l'equivalente più vicino a un sostituto dell'oro senza il coinvolgimento dell'oro stesso. Se tale valuta verrà adeguatamente progettata, è probabile che, indipendentemente dalle politiche monetarie statunitensi, il dollaro verrà scartato ai fini del settlement commerciale tra le nazioni dell'EAEU, della SCO, dei BRICS e potenzialmente di tutte le controparti commerciali in Africa, Sud America e Medio Oriente.

Il punto di forza di un tale schema è che la valuta transfrontaliera sarebbe scelta da chi la usa al posto del dollaro – i fornitori di materie prime, i produttori e gli importatori-esportatori – non dai governi. Le pratiche egemoniche americane di appoggiarsi a governi e organizzazioni come l'OPEC per commerciare solo in dollari non funzionerebbero più.

Ma il successo di una nuova valuta transfrontaliera solleva una domanda sul futuro dei $33.000 miliardi di asset finanziari statunitensi di proprietà straniera e depositi. Se lo schema prenderà piede con successo, l'impatto sul dollaro sarà quasi certamente la liquidazione di suddetti asset, sostituiti da saldi denominati nella nuova valuta transfrontaliera.

Viene quindi sollevata un'ulteriore questione sulla pratica comune di prezzare tutte le merci in dollari. Una nuova valuta di scambio indicizzata alle materie prime, inizialmente non avrà vita facile quando si tratta di quotare le singole materie prime su base continuativa. Finché il dollaro esisterà e avrà credibilità, è probabile che i prezzi continueranno ad essere fissati in dollari, ma ci si può aspettare che la superiorità di una valuta transfrontaliera adeguatamente costruita ne minacci come minimo il potere d'acquisto. La soluzione è ovvia: il miglior mezzo di scambio ai fini del prezzo delle materie prime è l'oro stesso, anche se rappresentato da un sostituto.

Difficile concludere diversamente. Una valuta transfrontaliera basata su un paniere di merci è, in effetti, un mezzo per reintrodurre l'oro come standard monetario. Le valute fiat subiranno una spinta a essere convertite in sostituti credibili dell'oro per sopravvivere.


La guerra finanziaria: la fine dei giochi

Questo saggio è iniziato con l'affermazione che la vera guerra tra la Russia e l'Occidente è di natura finanziaria e ho tentato di spiegare il perché. Tuttavia ci sono molte questioni in sospeso da considerare.

Forse il più grande ostacolo che Putin deve superare (e del resto Xi in Cina) è la corruzione intellettuale dei suoi consiglieri, i quali hanno adottato molti degli errori economici e monetari dell'Occidente. È stata sottolineata la scarsa comprensione della catallattica da parte di Glazyev e nel suo discorso a San Pietroburgo Putin ha fatto riferimento alla crescita economica. Un errore comune. Questo non è lo stesso concetto che hanno in mente chi vive e respira l'economia, ovvero il progresso economico.

Fuorviati dalla macroeconomia occidentale, è probabile che i consiglieri di Putin lo metteranno in guardia contro un tasso di cambio legato alle materie prime in quanto troppo forte, cosa che andrebbe a indebolire le esportazioni. Forse è questo l'errore che porta Glazyev a tentare di ammorbidire la nuova valuta transfrontaliera, proponendo di includervi anche le valute fiat. Ancora peggio, gli stimoli economici in stile keynesiano sono un credo per i politici russi influenzati dall'Occidente.

Il meglio che si può sperare è che, pianificando l'introduzione di una nuova valuta per il commercio internazionale basata sulle materie prime sulla falsariga sopra descritta, i consulenti economici russi e cinesi comprendano che essa gli consentirebbe di conservare i loro attuali benefici in materia di gestione di valute e tassi d'interesse.

Forse non riescono ancora a vedere come la distruzione del dollaro attraverso la creazione di una valuta transfrontaliera di successo basata sulle materie prime consentirà al gold standard di ritornare dalla porta sul retro.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: https://www.francescosimoncelli.com/