venerdì 15 gennaio 2021

La Legge di Simoncelli

 

 

di Francesco Simoncelli

Avevo introdotto questo argomento in un altro articolo, oggi vorrei elaborarlo di più visto che rappresenta uno dei punti più importanti riguardo l'attuale stagnazione economica. E, soprattutto, uno di quelli che la professione economica mainstream "non vede". Perché non lo vede? Perché non sa dove guardare.


ENUNCIATO E SPIEGAZIONE

La Legge di Simoncelli descrive nella teoria la distruzione della ricchezza reale. Il succo è semplice: è difficile ottenere risparmi reali, mentre è relativamente facile accedere ai risparmi fasulli. Purtroppo, però, un venditore non può distinguere gli uni dagli altri. I risparmi fasulli inficiano il bacino della ricchezza reale della società: consumata dalle famiglie, allocata male dalle imprese e sprecata dallo stato. Per inserire questa Legge nelle meccaniche odierne non dobbiamo far altro che rivolgerci a Jean-Baptiste Say, il quale ci disse, attraverso la sua di Legge, che noi "compriamo beni con altri beni" e non col denaro.

Non è un caso che io abbia usato come esempio di riferimento l'URSS, visto che alla fine non c'era niente di male nel rublo, ma le industrie erano di proprietà del governo centrale, godevano di monopoli ed erano gestite da funzionari nominati dal governo centrale. I loro prodotti erano scadenti ed obsoleti, non esistendo alcun incentivo economico a migliorarli. Se i consumatori avessero potuto scegliere, avrebbero preferito i beni dell'Europa occidentale o dell'America. La valuta era di secondaria importanza; i sovietici non avevano beni con cui acquistare altri beni. Sono diventati sempre più poveri. Gli occidentali lavoravano più o meno come i lavoratori sovietici e, soprattutto, avevano accesso a circa la stessa quantità di "materie prime": legno, sole, minerali, acqua. La differenza era ed è ancora il capitale, i mezzi di produzione: trattori, camion, fabbriche, know-how, ecc. Essi permettono di ampliare il bacino della ricchezza reale ed è esattamente ciò che ha permesso alla società occidentale di prosperare oltre ogni più fervida immaginazione.

Il denaro non è né ricchezza, né capitale. È ciò che usiamo per comunicare come allocarli nel modo più corretto possibile. È anche un modo conveniente per conservarli. Se si lavora tutto l'anno per creare un quadro, e poi lo si vende ad un gallerista, il denaro che riceve il pittore rappresenta il valore del lavoro di tutto quell'anno. Se il denaro è "onesto", come l'oro o Bitcoin, si può conservare tale sforzo e ricchezza per generazioni. Ma se uno stato si limita a "stampare denaro", come se fosse coperto da capitale reale, imbroglia le persone, indebolisce l'economia e rende la società molto più povera.

Se il fiat standard fosse un sistema monetario onesto, una banconota da €50 sarebbe la prova che qualcuno, da qualche parte, l'ha guadagnata creando €50 di ricchezza reale. Potrebbe essere spesa con la consapevolezza che tra il consumo e la produzione il mondo si bilancerebbe. Le cose cambiano se le €50 sono contraffatte, cioè consumo senza compensazione da parte della produzione. Si prosciuga ricchezza e non se ne crea alcuna. Anzi, si distrugge ricchezza.

I risparmi reali rappresentano aumenti reali di beni e servizi, denominati in denaro. I risparmi fasulli, "stampati" dalle banche centrali, non rappresentano nulla. La Legge di Say ci dice che ci si arricchisce producendo di più, non consumando di più. E si produce di più prendendo i propri risparmi e innovando, inventando, costruendo fabbriche e ferrovie, facendo investimenti di capitale che aumentano la produzione. Invece i risparmi fasulli vengono semplicemente spesi, non vengono creati nuovi prodotti. E non sono solo le famiglie a consumare ricchezza, il risparmio fasullo incoraggia anche le imprese e gli stati a fare lo stesso. I risparmi reali vengono prestati alle industrie che devono realizzare vendite e profitti in modo da poter rimborsare il prestito. Devono, quindi, aumentare la produzione o altrimenti non possono accendere prestiti. Ma i risparmi fasulli del sistema bancario centrale creano un ecosistema finanziario completamente diverso.

Essi vengono introdotti nel circuito economico tramite l'acquisto di obbligazioni, abbassando così i tassi d'interesse e scoraggiando i risparmi. Oggi, in tutto il mondo, ci sono circa $18.000 miliardi in obbligazioni a rendimento negativo e questo significa che il capitale stesso viene costantemente consumato, come i piloni di cemento dei cavalcavia. Di conseguenza le aziende vengono fuorviate e indebolite dal capitale fasullo prestato a tassi fasulli. Le grandi società statunitensi, ad esempio, hanno scoperto di poter prendere in prestito a tassi appena superiori all'inflazione. E cosa hanno fatto con quel denaro? Hanno costruito nuove fabbriche? Formato nuovi lavoratori? Prodotto più beni e servizi? No, hanno restituito i soldi ai loro azionisti e manager.

Questi ultimi sono stati incoraggiati ad utilizzare il denaro fasullo per fare fusioni e acquisizioni, o riacquistare le azioni della propria società. Hanno incassato bonus non in base a quanta nuova innovazione e produzione hanno creato, ma in base a quanto denaro riuscivano a incanalare nei loro portafogli e in quelli dei loro azionisti. Negli ultimi 20 anni le sole società nell'indice S&P 500 hanno staccato circa $20.000 miliardi. In altre parole, il denaro fasullo, distribuito per aumentare la "domanda", non è solo inutile, è corrosivo. Non solo non stimola la crescita del capitale reale, la uccide.


COROLLARIO

L'effetto crowding-out non funziona solo per le risorse economiche sequestrate e poi sprecate dall'incapacità dei pianificatori centrali di gestire la scarsità in assenza di un calcolo economico in accordo con l'ambiente di mercato. Si applica anche al mondo delle idee, soprattutto se si dipende da esse per il proprio sostentamento. Di conseguenza le fallacie diventano predominanti, scacciando quelle spiegazioni che andrebbero a risolvere problemi di lunga data, ma che basano il proprio perdurare su continue giustificazioni artificiali. Questo è il mondo del keynesismo e del neo-keynesismo, dove sfornare motivazioni sempre più assurde a supporto del sistema bancario centrale e le sue sconsideratezze è diventata un'azione tanto naturale quanto bere un bicchiere d'acqua.

Un esempio appropriato è il prezzo delle case negli USA, ad esempio. Una volta che viene asciugato dai vari "aggiustamenti", possiamo notare la progressione del prezzo reale delle abitazioni e come questa abbia costantemente derubato le persone dei propri risparmi nel tempo. La percezione degli individui è quella di avere difficoltà crescenti a sopravvivere, mentre i "dati in entrata" li rassicurano che non c'è stato periodo migliore di questo a livello economico. Ma gli esperti sanno meglio, no? In questo modo viene consumato capitale intellettuale: le idee cattive scacciano quelle buone. Cosa si vede? I mutui sono a buon mercato. Cosa non si vede? I prezzi delle case sono saliti alle stelle prolungando il periodo di ripagamento.

Quando lo stato prende in prestito denaro, aumenta la sua capacità di sequestrare risorse scarse, promettendo un tasso d'interesse a coloro che gli prestano denaro. In caso contrario, i prestatori avrebbero utilizzato il denaro per prestarlo a qualche altro mutuatario allo stesso tasso di interesse, più un premio per il rischio d'insolvenza. Poiché lo stato afferma che è meno probabile che vada in default rispetto ad un mutuatario privato, gli investitori gli prestano denaro. Cosa succede dopo? Lo stato mette i soldi nei conti che preferisce: presso la banca centrale o i fondi del mercato monetario. Ma la maggior parte viene spesa. Cosa compra? Sostegno politico solitamente sotto forma di voti. Il denaro può andare a beneficiari del welfare state, o produttori di armi, o una qualsiasi delle decine di migliaia di organizzazioni pagate dallo stato. Non importa chi riceve i pagamenti, i beneficiari saranno in grado di assicurarsi risorse scarse. La base di questo trasferimento di ricchezza è un distintivo e una pistola. Non dimenticatelo mai.

Quando una persona presta denaro ad una società o ad un altro produttore, consente al mutuatario di aumentare la produzione. L'obiettivo è vendere qualcosa di valore ad un cliente. Il cliente spenderà poi i suoi soldi per acquistare l'oggetto offerto. Il denaro prestato fa parte di un processo che rende possibile un aumento della produzione futura. Il risparmio di oggi, permette un consumo maggiorato in seguito: l'istituto di credito consumerà di più perché riceverà in cambio più denaro ed i clienti consumeranno di più grazie alla maggiore produzione da parte dei produttori. È un accordo vantaggioso per tutti. Ma ci sono perdenti: quei mutuatari che sono stati esclusi dai mutuatari di successo.

Quando una persona presta denaro allo stato, gli consente di aumentare l'acquisto di voti. L'obiettivo è fornire qualcosa di valore agli occhi degli elettori. Quando sono gli stati ad escludere i mutuatari privati, ciò riduce i consumi futuri. Lo stato spende il denaro con la stessa rapidità con cui lo raccoglie. Non investe in progetti che gli imprenditori avrebbero avviato sulla base delle loro aspettative di successo. Gli stati avviano progetti che possono essere sostenuti solo da distintivi e pistole. L'economista keynesiano/monetarista/neoclassico sostiene che un mercato libero del capitale alloca male le risorse economiche scarse, quindi invita lo stato a prendere in prestito più denaro in modo che i destinatari possano spenderlo. Ciò aumenterà la domanda futura, rendendo così più ricca la maggior parte delle persone nella società. Secondo l'economista keynesiano/monetarista/neoclassico l'obiettivo di risparmiare ora per aumentare il consumo in seguito ostacolerà il processo di allocazione del mercato. Quello che serve è una garanzia: distintivi e pistole.

Con distintivi e pistole lo stato può aumentare la produzione, con distintivi e pistole le pietre diventano pane. Questa è la logica del keynesismo e si basa sulla fiducia nella produttività di pistole e distintivi. Queste persone sono responsabili di tutti i principali istituti finanziari e hanno scacciato tutti coloro con un minimo di buon senso. Le loro idee stanno alimentando un disastro economico in tutto l'Occidente.


EFFETTI “NON VISTI”

L'accoppiata crowding-out economico, a livello di risorse scarse, e di crowding-out intellettuale, a livello di idee buone, sta creando deformazioni sempre più grandi che richiederanno per forza di cose una correzione. Infatti la presunta logica del prestare denaro allo stato sta incontrando la sua inevitabile contraddizione: asset fruttiferi a rendimenti negativi e depositi bancari a tassi negativi. L'artificiosità dell'ambiente economico in cui ci troviamo, dove i segnali di mercato sono stati distorti a livelli senza precedenti dal sistema bancario centrale, affronta il redde rationem di una massima che ripeto spesso: si possono aggirare le leggi dell'economia, temporaneamente, ma non le si può violare. Esse sono apodittiche e suddetto aggiramento richiederà un prezzo da pagare, il quale sarà più salato man mano che si vorrà tenere in piedi suddetto aggiramento.

Nella depressione del 1921 l'economia statunitense eliminò rapidamente le sue attività deboli, le sue industrie obsolete ed i malinvestment. In 24 mesi era di nuovo fiorente. Invece il salvataggio operato dai banchieri centrali nel post-Lehman ha fatto salire i prezzi delle azioni e reso i ricchi più ricchi, ma la produzione, la spina dorsale dell'economia di Main Street, non si è mai ripresa. Ed i salvataggi hanno aggiunto nuovo debito (famiglie, imprese e governo) il che ora rende quasi impossibile una vigorosa ripresa. Negli ultimi 11 anni gli "scienziati dell'economia" presso le banche centrali hanno lavorato "duramente", utilizzando strumenti che non erano mai stati presi in considerazione per le nazioni sviluppate, come il quantitative easing. Hanno ingigantito i bilanci delle varie banche centrali (BCE 60% PIL europeo, FED 40% PIL USA, ecc.), hanno abbassato i tassi d'interesse di riferimento a zero, hanno salvato il settore finanziario.

Per Main Street, invece, il salvataggio è stato un flop. Tutto questo stimolo ha prodotto la ripresa più debole sin dalla seconda guerra mondiale.

Ciò che ormai è chiaro anche ai sassi è che le misure di "stimolo" sono una frode. La "scienza" a supporto di questo strumento è fallace, nonostante per più di un decennio i modelli degli esperti c'abbiano detto il contrario. E, alla fine, l'economia di Main Street verrà derubata dall'inflazione dei prezzi. Gli individui non si preoccupano di studiare l'economia perché tanto ci sono i sedicenti "esperti" e lasciano che la marcescenza dell'interventismo centrale distrugga il capitale e le loro vite. Non avendo punti di riferimento per accusare qualcuno, ma percependo che le cose vanno male, si rivolgono alla sola cosa che riescono a vedere davanti ai loro occhi: lo stato. È tutto così diabolicamente perfetto.

È in questo contesto che si inserisce il mio ultimo libro "La fine delle fallacie economiche", un testo semplice, chiaro e diretto per puntare il dito contro i responsabili del dissesto sociale ed economico ed assicurarsi di non ricadere più nelle stesse trappole.


CONCLUSIONE

In questo saggio breve ho voluto presentare ai lettori come l'economia, scienza deduttiva, è in grado di spiegare in modo semplice e chiaro cosa sta accadendo intorno a noi. Oggi siamo armati di una Legge in più in grado di spiegare il motivo per cui persiste un ambiente economico distorto e, soprattutto, a che prezzo. Partendo dall'assioma dell'azione umana, e con l'aiuto di altre Leggi apodittiche, siamo arrivati a comprendere come il capitale cattivo scaccia il capitale buono in presenza di una figura monopolistica capace di dirottare e deformare le informazioni che viaggiano scambiate nell'ambiente economico. A ciò possiamo aggiungerci il corollario: data suddetta Legge, le idee cattive scacciano quelle buone. Gli incentivi, infatti, giocano a favore di una preservazione dello status quo da parte di quel gruppo di intellettuali il cui prestigio e stipendio dipendono dal perdurare di privilegi artificiali.

Esiste solo una percezione che le cose vanno male, la quale viene offuscata dal presunto sapere onnisciente degli "esperti". La popolazione è fuorviata a credere in qualcosa che è solo un simulacro della realtà, ma non la rappresenta nell'essenza. Di conseguenza non sorprende se le scelte imprenditoriali degli attori di mercato vanno nella direzione opposta a quelle che ci si aspetterebbe in un mercato onesto. La confusione regna sovrana e il breve termine diventa l'interesse più importante. Qual è il sacrificio? L'incertezza del lungo termine spazza via ogni presunta pretesa di controllo da parte delle autorità centrali e questo è possibile vederlo nel seguente grafico: nonostante tutte le manipolazioni da parte delle banche centrali, in particolare la FED, il decennale USA sta iniziando inesorabilmente a salire.

Infatti non esiste più un mark to market ma solo un market maker che presumibilmente detiene lo scettro del potere assoluto sul mercato di riferimento. Ma come già detto all'inizio di questo saggio, il tentativo di controllo di un prezzo porta inevitabilmente a dover influenzare i mercati limitrofi fino ad avere un ambiente di mercato in cui una qualsiasi perturbazione, per quanto infima possa essere, è capace di far saltare in aria i piani ben congegnati da parte dei pianificatori monetari centrali. Il mercato obbligazionario che sta viaggiando in contrasto con le azioni della FED è l'ennesimo esempio: i nodi vengono al pettine. Il sottoprodotto "non intenzionale" dell'interventismo sfrenato del sistema bancario centrale è titoli a rendimento reale negativo, società zombi, deficit pubblici fuori controllo, congestione di debiti, svalutazione monetaria e conseguente erosione progressiva del potere d'acquisto del denaro, ecc. Se a questo poi ci aggiungiamo che il prezzo delle commodity nell'ultimo anno è schizzato alle stelle il quadro è completo.

Ma queste ripercussioni non sono solo nel mondo finanziario, anche Main Street sta ricevendo la sua dose di dolore economico. L'effetto del denaro dagli elicotteri è palese nell'impennata della linea blu e dalla salita della linea rossa, durante lo scorso anno, nel grafico qui sotto. Con l'arrivo degli assegni dello zio Sam, la prima preoccupazione per la maggior parte degli americani è stata il mattone. Dal 2016 fino all'inizio del 2020 s'è ripresentata la stessa situazione che è emersa dal 1999 al 2006, dove i cambiamenti nei prezzi delle case hanno viaggiato in netto distacco col reddito disponibile. Ad oggi è peggio. Infatti l'impennata nella linea blu, come abbiamo visto dovuta al programma di assistenza federale, ha già esaurito il suo effetto mentre i cambiamenti nei prezzi delle case restano; anzi, sono destinati a salire ulteriormente sulla scia dell'ennesimo tentativo di reflazione di questa bolla.
Inutile dire che l'artificiosità di questa situazione non nasce con il recente PPP dello zio Sam, ma dal QE1 dove i titoli MBS hanno fatto parte di quello stuolo di asset che la FED ha inglobato nel suo bilancio. La variabile in più che è cambiata nel corso del tempo, però, è la partecipazione alla forza lavoro la quale ha seguito un trend in costante discesa sin dallo scoppio della bolla dotcom. La natura insostenibile di questo assetto è servita, senza contare che all'orizzonte si profila un nuovo lancio di denaro dagli elicotteri. Anche perché, chi glielo fa fare di cercare un lavoro quando i sussidi (federali + statali) sono più alti di un salario sul mercato? Il "paradiso" della MMT.

Quando la corruzione del denaro corre veloce, la comunicazione (commerciale) tra gli attori di mercato è altrettanto corrotta. Quando il denaro muore, muore anche la società. Al che viene da porsi una domanda retorica: qual è la vera bolla, il denaro fiat o Bitcoin?


giovedì 14 gennaio 2021

Non esiste alcun diritto ad un Big Mac

 

 

 di Jeffrey Tucker

Mentre il film iniziava e l'aereo decollava, il signore accanto a me tirava fuori un sacchetto di carta. Era di un McDonald's nell'aeroporto di Chicago e nel sacchetto c'era un panino ed un McMuffin. Ecco un altro cliente che ha tratto beneficio dal nuovo menù.

Aveva un odore incredibile e lui era molto felice. Tutt'intorno si respirava aria di gelosia.


Un film su McDonald!

Ero un po' reticente a vedere The Founder, un bellissimo film sui primi anni di McDonald. Su quel volo era un'opzione tra i vari film proposti, inutile dire che il signore vicino a me mi ha convinto a vederlo con la sua cena.

Sono entusiasta nel raccomandare questa esperienza, perché è raro che un qualsiasi film vada ad esplorare il grande mondo dell'imprenditoria e della libera impresa, ed è ancora più raro che uno lo faccia senza demonizzare i vincitori.

Sì, riversa un po' di bile su Ray Kroc, il quale ha reso McDonald quello che è diventato oggi, andando ad evidenziare le obiezioni dei fondatori originali della compagnia. Ma va bene così alla fine. Come con tanti altri film incentrati sull'attività commerciale, se lo scopo era quello di demonizzare Kroc, in realtà non ci riesce. Se lo scopo è far sembrare il capitalismo spietato, si ritorce contro chi pensava di raggiungere tale obiettivo (come accaduto in tanti altri film), perché il commercio in sé è troppo eccitante ed attraente.


McDonald è vita

È decisamente interessante assistere ad una storia che ha permesso la nascita di un'attività rivoluzionaria, guardare come ha creato ricchezza e come un prodotto/servizio avrebbe reso il mondo un posto diverso.

Il film lascia ottime impressioni, anche perché McDonald è parte della vita di tutti noi oggi. Aver mangiato lì è uno dei miei primi ricordi dell'infanzia, probabilmente anche il vostro. Tutti abbiamo visto i cambiamenti nel corso degli anni: menù, marketing, interni e così via.

Probabilmente c'è un ristorante McDonald a pochi chilometri da casa vostra. Dovunque abbia viaggiato, Roma, Vienna, Praga, la guida era sempre entusiasta di farci vedere dove fosse un McDonald.


E se...

Con questo film possiamo vedere le origini della compagnia. Può sembrare ovvio, ma non tanto: questa storia sarebbe potuta essere diversa. Diamo per scontato McDonald al giorno d'oggi, così come altre cose. Se qualcuno avesse porto a Luigi XIV un hamburger, delle patatine fritte e una bevanda gasata, non pensate che ne sarebbe stato entusiasta?

Com'è possibile che un particolare tipo di cibo che nessun regnante del XVII secolo aveva, oggi invece è disponibile per le masse al modico prezzo di un dollaro? Dovremmo riflettere a fondo su questa domanda.

In verità, mangiare un Big Mac non è un diritto fornito dalla natura. La sua esistenza non era inevitabile; doveva venire alla ribalta attraverso lo sforzo umano, il marketing, la promozione, il lavoro duro, il rischio, il coraggio, la sofferenza e la persistenza, in una società in cui fare impresa è un fenomeno fondamentale e le persone sono libere di rischiare per servire gli altri.


Abbattere le barriere

Il McDonald in origine era solo una filiale a San Bernardino ed i fondatori erano troppo titubanti dal punto di vista imprenditoriale; tale situazione si fece propizia per un promotore di nome Ray Kroc, il quale trovò la chiave di volta per farla prosperare. Con l'aiuto di altri decise di comprare e poi dare in leasing la terra su cui si sarebbero trovati i franchising ed è così che fece soldi. Usò la leva finanziaria sui suoi profitti per fare pressione sui fondatori originali affinché vendessero la compagnia.

E ovviamente non doveva mancare un po' di dramma, così Kroc appare come una persona spietata e senza cuore, senza contare che il film tira dentro alcuni vizi in modo da spingere la disapprovazione del pubblico nei confronti di questo personaggio. L'ultimo baluardo di empatia nei confronti di Kroc cade quando chiede ai fondatori originali di togliere il nome McDonald dai loro ristoranti, perché Kroc era arrivato a possedere anche il nome.

Notate che questa azione è resa possibile solo attraverso il potere dello stato. Solo lo stato avrebbe potuto precludere l'uso di un nome di famiglia per un'attività imprenditoriale di famiglia. Non ha senso, ma è questo ciò che accade quando i burocrati si mettono in mezzo. Kroc non solo aveva comprato il franchise, ma anche il marchio. Oh, ed i fondatori originali divennero mega-milionari, quindi non mi sento di versare lacrime per loro.


La sindrome del fondatore

Non è insolito che i fondatori non riescano a vedere il potenziale di ciò che hanno creato. In realtà, è estremamente comune. La loro idea attrae i migliori talenti la cui visione va oltre quella dei fondatori stessi. Questi ultimi diventano confusi e si ritrovano afflitti dalla cosiddetta Sindrome del Fondatore: che l'azienda o l'organizzazione sia solo lui o lei (assurdo perché l'impresa si basa su un'idea e le idee sconfinano oltre la proprietà esclusiva) e dovrebbe essere l'unico responsabile del suo prodotto.

Circondato da persone con ambizioni più elevate, che possono essere realizzate solo con cambiamenti, la persona che vuole prendersi tutto il merito per la grandezza, diventa sempre più autoritaria, paranoica, reazionaria e inizia a lavorare attivamente contro il progresso e l'espansione. Com'è successo a Habitat for Humanity, e alle innumerevoli altre imprese commerciali e no-profit, il fondatore deve essere cacciato affinché la società in questione possa sviluppare il suo pieno potenziale.

Questo è esattamente ciò che affronta Ray Kroc. Vuole misure di risparmio dei costi, vuole vendere spazi commerciali, vuole espandersi per soddisfare la domanda del mercato, vuole rinegoziare il suo contratto per vedere premiati i propri sforzi. Ma i fondatori dicono no ad ognuna di queste proposte.

Questo approccio non funziona mai nel lungo termine. Una grande idea deve crescere o morire. Kroc si è rifiutato di lasciarla morire, e buon per lui che l'abbia fatto. Non conosciamo il resto della storia, almeno non io, ma non mi sorprenderebbe sapere che una volta che Kroc ha iniziato a farsi chiamare fondatore, sia stato afflitto dagli stessi problemi.


Fare soldi

Ci sono lezioni importanti nel film: come posso guadagnare? La risposta è sempre la stessa: fare qualcosa o vendere qualcosa che gli altri vogliono comprare. Ma cosa? Qui è dove entra in gioco l'attenzione ai bisogni insoddisfatti. Le prime parti del film mostrano persone che aspettano troppo a lungo gli hamburger nei locali drive-in e ci sono vagabondi che le importunano. Anche Kroc sa di questi problemi, ma è troppo impegnato a cercare di vendere i miscelatori per vedere l'opportunità o la soluzione. I fratelli McDonald vedono la soluzione, ma non riescono ad immaginare le possibilità di ciò che hanno scoperto.

Fare impresa funziona in questo modo: il successo passa attraverso la giusta combinazione di talenti, idee, persistenza, accesso al capitale, effetto network e un pubblico che consuma.

Sull'effetto network c'è una scena interessante in cui Kroc vende un franchise ad alcuni amici di un club di lusso di cui è membro, ma è devastato nello scoprire che gli acquirenti non hanno alcun interesse reale nella gestione di un'impresa; vogliono solo fare soldi. Sposta completamente la sua cerchia sociale e inizia a vendere il franchise a gruppi di comunità di fascia bassa dove le persone sono disposte a lavorare sodo e dedicarsi all'attività.

E l'idea decolla.


Ci importa?

Per quel che ricordo, la gente ha sempre detto che McDonald ha visto i suoi giorni migliori e sparirà dalla circolazione. Sarebbe potuto succedere molte volte, ma in qualche modo McDonald continua ad adattarsi, ad emulare la concorrenza, a ristrutturare il suo marketing, a cambiare il suo menù ed a trovare nuovi mercati per il suo prodotto. È una lezione di sopravvivenza.

Come cultura, dobbiamo apprezzare di più la meccanica e l'immaginazione che serve per creare e sostenere un'impresa come questa. The Founder è un contributo meraviglioso a questa causa. Ma la gente guarderà e imparerà?

Non il tipo accanto a me. Amava il suo Egg McMuffin, ma la sua scelta cinematografica è stata un interminabile e noioso documentario sulle specie in via di estinzione.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: https://www.francescosimoncelli.com/


mercoledì 13 gennaio 2021

Stampate “troppo denaro” ed ecco cosa ottenete: inflazione dei prezzi degli asset e disuguaglianza

 

 

di Pascal Hügli

Agli occhi di molti, il Covid-19 ha davvero accelerato le cose. Gli appassionati di tecnologia si sono rallegrati perché le riunioni virtuali, le chiamate con Zoom e la digitalizzazione in generale all'interno delle aziende hanno visto un forte impulso. Allo stesso tempo, la crisi sanitaria ha accelerato un altro sviluppo di cui le persone generalmente non si preoccupano: l'espansione dell'offerta di moneta.

Sebbene la politica monetaria fosse stata estremamente espansiva anche ben prima che il virus colpisse il mondo, i banchieri centrali stanno alzando di nuovo la posta. Mentre la Federal Reserve ha impiegato quasi sei anni per creare $3.500 miliardi di nuova liquidità, questa volta ci sono voluti solo dieci mesi per scatenare uno tsunami monetario di $3.000 miliardi con la proiezione di altri $1.800 miliardi quest'anno.

Sebbene questi numeri astronomici non dicano niente al grande pubblico, un altro fatto sorprendente è passato sotto traccia: dopo il marzo 2020 il sistema bancario statunitense ha aumentato l'offerta di moneta M1 del 37%. Ciò che questo significa in parole semplici è che il 37% di tutti i dollari e depositi bancari in dollari che siano mai esistiti è stato creato nel 2020. Se si tiene presente che gli aggregati monetari come M0, M1 e M2 oggi non danno più un resoconto accurato di tutto il denaro nel sistema, perché non tengono conto del moltiplicatore del collaterale nel sistema bancario ombra, possiamo supporre che l'entità effettiva dell'espansione monetaria è molto maggiore.


Politica fiscale come politica monetaria mascherata

La liquidità creata dalle banche centrali mondiali viene integrata da misure fiscali da parte degli stati. Il governo degli Stati Uniti ha fatto da apripista, avendo approvato pacchetti di stimolo per migliaia di miliardi, e poi anche altri Paesi si sono indebitati ulteriormente per contrastare la recessione. A causa di tutto questo indebitamento, i livelli del debito globale hanno raggiunto un nuovo record di $277.000 miliardi, secondo una stima dell'Istituto di finanza internazionale. Ciò equivale ad un rapporto debito/PIL del 365%.

Attualmente si sta discutendo chi debba avere la precedenza: se la politica monetaria o fiscale. Questo dibattito, però, è solo un miraggio: oggi la politica fiscale sotto forma di stimoli statali è la politica monetaria. Il debito pubblico è diventato l'asset più popolare e ricercato nelle azioni di politica monetaria. La politica fiscale si è trasformata in politica monetaria sotto mentite spoglie, poiché il debito di nuova creazione è assorbito sempre più dalle banche centrali. La conseguenza inevitabile è che la qualità dei loro bilanci, e quindi la qualità del nostro denaro, si deteriora continuamente.


Le conseguenze dei “troppi soldi”

Fare in modo che le banche centrali conducano una politica monetaria sempre più espansiva basata interamente sul debito è oggi la soluzione preferita dai politici, poiché segna il percorso di minor resistenza. Creare sempre più denaro è conveniente, perché in questo modo praticamente qualsiasi gruppo di interesse può essere sedato finanziariamente.

Il risultato è ovvio: troppi soldi stanno sguazzando in cerca di rendimenti. Governi come quello spagnolo o portoghese, che difficilmente sono noti per essere fiscalmente responsabili e quindi debitori affidabili, attualmente sono in grado di prendere in prestito denaro a costo zero. Questo sembra essere del tutto assurdo se si tiene presente che durante la crisi del debito europeo i loro costi di prestito (nel caso del Portogallo fino al 14% per i suoi titoli decennali) hanno costretto l'Unione Europea ad approvare pacchetti di salvataggio multimiliardari.

I mercati finanziari sono impazziti. Non solo le obbligazioni svizzere e tedesche hanno un tasso d'interesse negativo, ma anche il titolo decennale spagnolo è entrato in territorio negativo per la prima volta, anche se per un breve periodo. L'acquisto di queste nuove obbligazioni è a totale appannaggio della Banca Centrale Europea (BCE), come mostra un'analisi della banca tedesca DZ.

Il mercato obbligazionario europeo è praticamente scomparso. Proprio come l'Europa seguirà gradualmente le orme del Giappone e sperimenterà sempre più le conseguenze sociali dei tassi d'interesse a zero, il suo mercato obbligazionario verrà "giapponesizzato". La Bank of Japan (BOJ) è stata a lungo l'unico offerente per i titoli di stato giapponesi (JGB) e la BCE sta attualmente affrontando lo stesso rischio e sembra davvero non esserci via d'uscita. Proprio come è avvenuto in Giappone, i banchieri centrali europei stanno accumulando sempre più titoli di stato, privando il settore privato di questo tipo di garanzia collaterale e rendendo la politica monetaria sempre più difficile da gestire. Anche a questo proposito, la famosa spirale di interventismo descritta da Mises continuerà a girare man mano che i tecnocrati dovranno trovare nuove "soluzioni" pronte all'uso.


Troppi soldi, troppe disuguaglianze

Paradossalmente, a causa di questo diluvio di denaro nel sistema, l'inflazione dei prezzi degli asset continuerà e farà in modo che l'odierna disuguaglianza di ricchezza aumenti ulteriormente. Gli asset di tutti i tipi hanno registrato un apprezzamento dei prezzi a causa della liquidità di nuova creazione che fluisce in esse. Allo stesso tempo, gli assegni del welfare state alla popolazione statunitense illustrano abbastanza bene come le decisioni politiche in realtà esacerbino le cose creando maggiore disuguaglianza di ricchezza.

Coloro che hanno investito le sovvenzioni governative da $1.200 in Bitcoin, hanno guadagnato $3.749. I destinatari di questi fondi che sono stati abbastanza intelligenti da anticipare tali movimenti nel tempo, molto probabilmente si sono posizionati di conseguenza e ne hanno beneficiato. Alla fine sono gli effetti di secondo o anche di terzo ordine che aumentano la disuguaglianza di ricchezza e ostacolano qualsiasi misura politica che cerchi di ottenere il contrario.


Attenzione ai trader stupidi

Il fatto che ci sia troppo denaro in giro può in definitiva essere considerato il risultato di quella che si chiama istituzionalizzazione della creazione di moneta. Poiché i depositi bancari ed i saldi monetari, sia in una cassaforte che in un salvadanaio, vengono polverizzati di giorno in giorno, sempre più persone comuni si sentono obbligate a partecipare a questo gioco, cioè i mercati finanziari, nella speranza di poter guadagnare qualcosa dall'inflazione dei prezzi degli asset.

L'odierna politica monetaria ultra-espansiva costringe quindi più persone inesperte ad investire nel mercato azionario. Questo fattore di spinta, combinato con la possibilità tecnologica odierna di investire facilmente, porta ad una massa sempre crescente di cosiddetti dumb money nei mercati.

Una parola di cautela: il termine "dumb money" non ha lo scopo di ridicolizzare questi investitori. Riconosce il fatto che molte persone sono attualmente spinte ad investire in asset finanziari di cui hanno poca conoscenza, mentre allo stesso tempo mancano gli strumenti per analizzarle adeguatamente. Proprio come le pecore incapaci vengono condotte al macello, questi investitori sono esposti alle numerose insidie ​​dei mercati finanziari. Quindi le banche centrali oggi non solo creano un sacco di denaro, ma alimentano anche l'afflusso di dumb money.

Lo svantaggio diventa chiaro: poiché gruppi di dumb money stanno inseguendo ogni singolo rendimento infinitesimale, vedendo una finestra di opportunità favorevole per acquistare azioni "a buon mercato" quando i mercati calano, chi va short viene macellato. Sebbene il sell-off di marzo 2020 sia stato un evento redditizio per alcuni di essi, quest'anno molto probabilmente sarà uno degli anni peggiori per gli investitori che cercano di trarre profitto dal calo dei prezzi di mercato.

A giudicare da un'analisi di Hedge Fund Research, un indice di spicco riguardo le posizioni short è in calo del 32% all'anno. Questa non è una vera sorpresa dato che un bazooka di politica monetaria globale è stato sparato tutto l'anno ad un ritmo crescente, trasformando le posizioni short in un'impresa sempre più pericolosa. L'enorme quantità di liquidità che si riflette nei prezzi degli asset sta fabbricando una sorta di stabilità che genera instabilità solo sotto la superficie. Troppi soldi un giorno saranno seguiti da troppe lacrime.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: https://www.francescosimoncelli.com/


martedì 12 gennaio 2021

L'ennesimo errore madornale della BCE

 

 

di Daniel Lacalle

Uno dei più grandi errori commessi dagli economisti è prendere le misure delle banche centrali come se fossero una verità indiscussa. È tanto sorprendente quanto preoccupante che ci sia questo obbligo di difendere le azioni delle banche centrali. Questo, ovviamente, in pubblico. In privato molti colleghi scuotono la testa increduli per l'accumulo di bolle e squilibri nei mercati. E, come in tante occasioni, la mancanza di critiche costruttive porta all'autocompiacimento delle istituzioni e ad una catena di errori di cui in seguito tutti i cittadini si pentiranno.


Sostenere lo status quo

La politica monetaria in Europa è passata dall'essere uno strumento per aiutare gli stati a realizzare riforme strutturali, ad una scusa per non attuarle.

Il finanziamento costante dei deficit dei Paesi che perpetuano squilibri strutturali non ha contribuito a rafforzare la crescita, poiché la zona Euro ha visto tagli costanti alle stime del PIL già prima della crisi sanitaria, ma sta facendo l'occhiolino ai populisti di estrema sinistra che difendono la stampa di denaro e la MMT. Il comunismo non si combatte assecondandolo e l'impatto a medio e lungo termine sull'area Euro sarà indiscutibilmente negativo.

Oggi i politici europei di estrema sinistra dicono ai cittadini che le riforme strutturali e la prudenza di bilancio sono cose che sono volute da politici corrotti con intenti maliziosi; c'è denaro illimitato per qualsiasi cosa, ogni volta fornito dalle banche centrali.

È sorprendente sentire che gli economisti della Banca Centrale Europea o della Federal Reserve rimangono increduli di fronte all'idea che il denaro possa essere stampato eternamente e senza rischi, quando sono le stesse banche centrali a fornire quel falso senso di sicurezza. Il sistema bancario centrale può mascherare il rischio per un po', ma non lo elimina.


Il problema con i tassi negativi

Grecia, Cipro, Lituania, Slovacchia, Spagna, Portogallo e Slovenia stanno già prendendo in prestito a tassi reali negativi. Tuttavia i tassi negativi non sono un segno di fiducia nelle politiche statali, ma un'aberrazione della politica monetaria che nasconde il rischio reale. E prima o poi scoppierà.

Quando i politici affermano che i rendimenti negativi riflettono la fiducia dei mercati nel Paese, stanno mentendo. La BCE è in procinto di possedere il 70% del debito sovrano nella zona Euro e, secondo Pictet e il Financial Times, acquista tutte le emissioni nette. Non c'è mercato.

Questa fiducia temporanea nella capacità della BCE di modificare il rischio è sostenuta solo se l'area Euro aumenta il suo surplus commerciale e la sua produzione economica, ma soprattutto se la Germania continua a finanziarla. Non è qualcosa di eterno; non è illimitato e sicuramente non è privo di rischi.


Un decennio di credito facile

Molti lettori diranno che questa è una politica per tempi straordinari data la crisi sanitaria, la quale richiede misure straordinarie. C'è solo un problema con questo argomento: è falso.

La politica della BCE è stata ultra espansiva per più di dieci anni, in periodi di crisi, ripresa, crescita e stabilizzazione. I tassi d'interesse sono stati abbassati a valori negativi e gli acquisti di asset si sono estesi in periodi di crescita in cui non c'erano rischi di liquidità nell'economia.

La Banca Centrale Europea è diventata ostaggio degli stati che non vogliono ridurre i propri squilibri strutturali, ma mirano a perpetuarli perché il costo del debito è basso e la Bce li “sostiene”. La BCE dovrebbe essere preoccupata per il fatto che i partiti più radicali, molti allineati con le politiche economiche di Argentina e Venezuela, come Podemos o Syriza, incoraggiano questa follia monetaria come convalida delle loro teorie.

Non è un caso che lo slancio riformista nella zona Euro si sia interrotto bruscamente dal 2014. Coincide esattamente con le massicce iniezioni di liquidità. Le riforme strutturali e la prudenza di bilancio sono percepite come politiche malvagie. I tassi bassi e l'elevata liquidità non sono mai stati un incentivo a ridurre gli squilibri, ma piuttosto un chiaro incentivo ad aumentare il debito.

Il problema è evidente: una volta in atto, la cosiddetta politica monetaria espansiva non può essere fermata. Qualcuno alla BCE crede che gli stati con un disavanzo strutturale superiore al 4% del PIL l'anno lo elimineranno quando emetteranno debito a tassi negativi? Qualcuno alla BCE crede onestamente che, dopo la crisi sanitaria, gli stati europei taglieranno i bilanci gonfiati? Verranno inventate decine di scuse per perpetuare una politica fiscale e monetaria i cui risultati sono, a dir poco, deludenti considerando l'enorme volume di risorse impiegate.

La scusa peggiore di tutte è che "non c'è inflazione". È come guidare un'auto a 300 miglia all'ora in autostrada, guardare nello specchietto retrovisore e dire: "Non ci siamo ancora uccisi, acceleriamo allora".


Inflazione dei prezzi degli asset

Non è una sorpresa che l'Eurozona abbia assistito ad un numero crescente di proteste contro l'aumento del costo della vita, mentre la banca centrale ci dice che "non c'è inflazione". Inoltre è poco saggio dire che non c'è inflazione senza considerare gli asset finanziari, i quali sono saliti vertiginosamente di prezzo a causa di questa politica.

I Paesi insolventi con obbligazioni sovrane decennali a rendimento negativo incarnano un'enorme inflazione; l'aumento dei prezzi per beni e servizi non replicabili, che in molti casi triplica il tasso di inflazione ufficiale, è un'inflazione enorme; i forti aumenti degli affitti e delle abitazioni non si riflettono adeguatamente sull'inflazione ufficiale. È particolarmente preoccupante quando la politica monetaria incoraggia la spesa improduttiva e perpetua la sovraccapacità, ciò significa una minore crescita della produttività e a sua volta una riduzione dei salari reali in futuro.

Un recente studio di Alberto Cavallo della Harvard Business School mette in guardia dal differenziale tra l'inflazione reale subita dai consumatori, soprattutto i più poveri, e l'IPC (indice dei prezzi al consumo) ufficiale. Prendiamo, ad esempio, l'IPC della zona Euro a novembre: la cifra è -0,3%. Non c'è inflazione, giusto? Tuttavia, negli stessi dati, il cibo fresco è aumentato del 4,3%, i servizi dello 0,6% e la componente energetica è scesa dell'8,3%, ma nessun cittadino europeo ha visto un calo dell'8,3% sulla bolletta energetica, perché né la benzina né il gas naturale o l'elettricità (tasse incluse) sono diminuiti così tanto.

Infatti, se analizziamo il costo della vita utilizzando i beni e i servizi che usiamo di frequente, ci rendiamo conto che in una crisi senza precedenti come quella del 2020, i prezzi per la classe media e per gli strati più poveri aumentano molto più velocemente di quanto mostra l'IPC, e questo, sommato al fattore distorsivo dell'enorme inflazione negli asset finanziari, genera enormi problemi sociali.


Ignorare il rischio

Il fatto che, per ora, enormi rischi non siano percepiti (o non siano percepiti dalle banche) non significa che non si stiano accumulando. Il debito a rendimento negativo, che ha raggiunto la cifra record di $18.000 miliardi a livello globale, i cui portabandiera sono Eurozona e Giappone, non è un segno di fiducia, ma piuttosto un enorme rischio di stagnazione secolare.

Quando il sistema bancario centrale sostiene di offrire solo uno strumento ma allo stesso tempo dà raccomandazioni di politica fiscale e di bilancio incoraggiando a "non temere il debito" ed a spendere molto di più, non solo perde l'indipendenza a medio termine, ma è come un cameriere che non smette di servirvi da bere, vi incoraggia ad abbuffarvi e poi si indigna per il fatto che siete ubriachi.

L'introduzione di questi enormi squilibri comporta rischi significativi e non sono ipotesi sul futuro, sono realtà oggi. L'enorme disconnessione tra gli asset finanziari e l'economia reale, gli stati insolventi che si finanziano a tassi negativi, le bolle negli asset immobiliari e infrastrutturali, il debito delle società zombi, il debito spazzatura con rendimenti storicamente bassi, l'aumento aggressivo degli investimenti con leva finanziaria nei settori ad alto rischio, la perpetuazione della sovraccapacità, ecc. Ignorare tutti questi fattori è più che pericoloso, è da irresponsabili.

Non è il momento di fare tutto il possibile qualsiasi sia il costo o qualunque cosa accada. È tempo di difendere il sound money, o la credibilità delle istituzioni affonderà ancora di più con il coro del consenso mainstream che canterà alleluia mentre l'intero edificio crollerà.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: https://www.francescosimoncelli.com/


lunedì 11 gennaio 2021

La FED non vi salverà da una recessione incalzante

 

 

di Robert Murphy

Il 2020 è stato un disastro al rallentatore su molti livelli. Gli americani si sono preoccupati così tanto per le elezioni e le violazioni senza precedenti delle libertà individuali nel nome della lotta contro il Covid-19 che non hanno prestato attenzione a ciò che la Federal Reserve e il Tesoro degli Stati Uniti hanno combinato. Inoltre le battaglie intraprese sul fronte "salute pubblica" hanno oscurato quanto sia terribile l'economia statunitense. Il presente articolo fornisce grafici della stessa Federal Reserve (filiale di St. Louis) per documentare la nostra situazione allarmante.


Il debito federale degli Stati Uniti

Sappiamo tutti che il gettito fiscale è molto basso e la spesa federale è salita alle stelle, ma la maggior parte degli americani probabilmente non ha idea di quanto nuovo debito sia stato aggiunto solo nell'ultimo anno:

In particolare, alla fine del terzo trimestre del 2020 il debito federale "detenuto dal pubblico" (il che significa che questa cifra esclude le partecipazioni intragovernative come il cosiddetto fondo fiduciario della previdenza sociale) era pari a $21.000 miliardi. La stessa cifra per il terzo trimestre del 2019 era di $16.800 miliardi, il che significa che il debito del Tesoro USA è aumentato di circa $4.200 miliardi in soli dodici mesi. E ricordiamolo, questo è quanto lo Zio Sam ha speso in più rispetto ai ricavi in ​​un solo anno.


L'incredibile baldoria degli acquisti della FED

Non a caso, proprio mentre il Tesoro statunitense emetteva carichi di nuovo debito, la Federal Reserve da parte sua creava nuovi dollari con cui assorbirli (oltre ai titoli garantiti da ipoteca). Ecco il grafico che mostra gli asset finanziari totali detenuti dal Federal Reserve System:

Nel grafico qui sopra, a metà dicembre 2020 la FED deteneva circa $7.300 miliardi in asset. Solo un anno prima ne aveva $4.100 miliardi, una crescita annuale pari a $3.200 miliardi. Si noti che l'aumento del bilancio della FED di quest'anno ha superato di gran lunga quello che è successo sulla scia della crisi finanziaria nel 2008.

Per capire perché le azioni della FED sono così significative, tenete presente che quando essa acquista asset, crea "base monetaria" per farlo. (Jay Powell non aveva $3.200 miliardi nel suo salvadanaio quando la FED ha effettuato gli acquisti di cui sopra quest'anno.) Oltre al potenziale di inflazione dei prezzi, gli Austriaci ritengono che l'inflazione monetaria della banca centrale sia un ingrediente cruciale nei cicli economici moderni.

Giusto per divertimento, ho preso il grafico sopra e vi ho sovrapposto l'indice S&P 500:

Gli asset della FED e l'altezza del mercato azionario degli Stati Uniti non coincide perfettamente, ma ci suggerisce lo stesso che i prezzi delle azioni che abbiamo visto quest'anno sono dovuti alla stampa di denaro della FED piuttosto che alle fantastiche prospettive di crescita economica degli Stati Uniti.


Occupazione negli Stati Uniti

Tra l'emissione mozzafiato del debito federale e della base monetaria, il mercato del lavoro statunitense è in condizioni terribili. Ecco il tasso di disoccupazione ufficiale riportato dai media generalisti:

Il picco in primavera sottolinea quanto sia stato dirompente il primo lockdown. Tuttavia si noti che anche ora, con il tasso di disoccupazione (per novembre) a "solo" il 6,7%, stiamo peggio rispetto alla recessione nei primi anni 2000.

Come la maggior parte dei lettori di questo blog probabilmente sa, il tasso di disoccupazione ufficiale è molto fuorviante dopo le ricadute economiche della crisi finanziaria del 2008. In particolare il Bureau of Labor Statistics (BLS) conta come disoccupato solo se una persona sta cercando attivamente lavoro. Per inciso, questa non è una procedura del tutto folle; i miei genitori vivono in una comunità di pensionati e giocano a golf più volte alla settimana. Non lavorano, ma non è quello che intendiamo quando parliamo di "disoccupati".

Tuttavia il dato sulla disoccupazione può essere molto fuorviante quando ci sono milioni di americani che vogliono disperatamente lavorare, ma che hanno perso la speranza di trovare un lavoro. Dato che non stanno più cercando attivamente lavoro, puff!, non sono più annoverati tra i disoccupati.

Un modo per aggirare questo problema è quello di chiedersi: qual è la percentuale della forza lavoro che non ha un lavoro? Anche qui le tendenze culturali possono influenzare il significato della cifra. Ad esempio, più donne sono entrate nella forza lavoro negli anni '70 e oltre, il che tendeva a far aumentare il tasso di partecipazione alla forza lavoro. Inoltre le persone vivono più a lungo, mentre il tasso di natalità è diminuito, e quindi anche "l'invecchiamento" della popolazione potrebbe influenzare queste statistiche.

Nel tentativo di isolare ciò che vogliamo veramente sapere, nel grafico seguente mi concentro solo sugli uomini di età compresa tra 25 e 54 anni. In questa fascia demografica, quale percentuale ha tenuto un lavoro nel tempo? Il grafico qui sotto ci dà il risultato allarmante:

(Si noti che l'asse Y parte da 75 e non da 0.) Come rivela quest'ultimo grafico, tra gli uomini di età compresa tra 25 e 54 anni, il tasso di occupazione non è molto al di sopra del minimo raggiunto in seguito alla crisi finanziaria. Più in generale, vediamo che con ogni recessione (barre grigie) risalente agli anni '80, l'occupazione maschile in prima età non è mai tornata al livello precedente.


Conclusione

L'anno 2020 ha visto le soluzioni politiche keynesiane (fare in modo che le autorità stampassero e prendessero in prestito denaro) applicate in un modo senza precedenti. A dire il vero, non importa quanto possa essere tetra l'economia, i keynesiani possono sempre dire: "Sarebbe stata peggio senza di noi". Coloro che invece masticano l'economia Austriaca, comprendono l'importanza del sound money e (se vogliamo avere uno stato) della prudenza fiscale. Oltre agli oltraggiosi lockdown, ciò che il Tesoro USA e la FED hanno fatto quest'anno è scandaloso.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: https://www.francescosimoncelli.com/