La traduzione in italiano dell'opera scritta da Wendy McElroy esplora Bitcoin a 360°, un compendio della sua storia fino ad adesso e la direzione che molto probabilmente prenderà la sua evoluzione nel futuro prossimo. Si parte dalla teoria, soprattutto quella libertaria e Austriaca, e si sonda come essa interagisce con la realtà. Niente utopie, solo la logica esposizione di una tecnologia che si sviluppa insieme alle azioni degli esseri umani. Per questo motivo vengono inserite nell'analisi diversi punti di vista: sociologico, economico, giudiziario, filosofico, politico, psicologico e altri. Una visione e trattazione di Bitcoin come non l'avete mai vista finora, per un asset che non solo promette di rinnovare l'ambito monetario ma che, soprattutto, apre alla possibilità concreta di avere, per la prima volta nella storia umana, una società profondamente e completamente modificabile dal basso verso l'alto.
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(Versione audio della traduzione disponibile qui: https://open.substack.com/pub/fsimoncelli/p/quei-cicli-di-mercato-che-potrebbero)
I cicli di mercato sono di nuovo al centro della narrazione sugli investimenti mentre avanziamo nel 2026. L'ottimismo è consueto, con gli utili che hanno retto nel 2025, l'economia che ha evitato la recessione e le grandi aziende tecnologiche che hanno sostenuto gli indici. Mentre andiamo avanti nel 2026, con le valutazioni estese, il margine di errore si è ridotto. Sebbene gli analisti siano molto ottimisti per quest'anno, le ipotesi di un altro anno positivo si basano fortemente sui modelli storici.
Iniziamo con il ciclo presidenziale. I cicli di mercato legati al calendario presidenziale suggeriscono che il secondo anno di una nuova amministrazione è spesso più lento. Dal 1948 il terzo e il quarto anno di mandato presidenziale hanno prodotto i rendimenti più consistenti, mentre il secondo anno, ovvero l'anno post-elettorale, ha mostrato performance più deboli, con guadagni modesti e percentuali di vittoria inferiori. I dati sono riportati di seguito e, sebbene il 2025 abbia fatto registrare un andamento superiore alle medie storiche, il 2026 potrebbe non essere altrettanto fortunato.
Dal 1871 i mercati hanno fatto registrare guadagni in 30 di quegli anni, con perdite solo in 18, con un tasso di vincita di circa il 62%. Pur essendo migliore del lancio di una moneta, è ben al di sotto del tasso di vincita degli anni tre e quattro. Un altro potenziale ostacolo per i mercati nel 2026 sono le elezioni di medio termine che potrebbero potenzialmente comportare un cambio di controllo alla Camera o al Senato, con conseguente e ulteriore stallo a Washington.
Vale la pena notare che dal 1948 si sono verificati sette casi di perdite durante il secondo anno del ciclo presidenziale. Due di queste perdite si sono verificate in sequenza durante le ultime due amministrazioni, nel 2018 e nel 2022. Tuttavia le azioni hanno, in media, fatto registrare performance migliori durante i cicli di mercato rialzista rispetto a quelli ribassista. Il grafico seguente illustra il rendimento medio dei mercati durante i cicli di mercato rialzista e ribassista durante il secondo anno di un mandato presidenziale.
Con un “win ratio” del 62%, la stampa si è affrettata a dare per scontato che il mercato rialzista sarebbe continuato senza sosta. Tuttavia c'è una probabilità del 38% che si verifichi un mercato ribassista, il che non è da sottovalutare. Inoltre, dati gli attuali problemi di durata, entità e valutazione associati ai mercati, non bisogna dare per scontata l'assenza di eventuali sorprese.
Anno 6 del ciclo decennale
Poi c'è il trend decennale. I cicli di mercato costruiti attorno ai cambiamenti decennali mostrano che il sesto anno di ogni decennio tende a sottoperformare. Infatti solo il settimo e il decimo anno presentano rendimenti più deboli. Mentre il 2025, il quinto anno del ciclo, ha fatto registrare una performance in linea con le medie storiche, gli anni 6 e 7 (2026 e 2027) suggeriscono una certa cautela. I rendimenti medi sono rispettivamente del 4% e dell'1,2%, con un rapporto vincite/perdite appena migliore del “lancio di una moneta”.
Possiamo valutare ulteriormente il rischio potenziale esaminando la variazione media dei mercati per anno del ciclo decennale. Come notato, mentre il 2025 ha fatto registrare un andamento vicino ai valori storici, il rischio di un anno con rendimenti inferiori nel 2026 sembra essere elevato.
Sebbene i cicli presidenziali e decennali non garantiscano rendimenti inferiori o negativi nel 2026, l'analisi suggerisce che gli investitori dovrebbero almeno esercitare cautela nella gestione del rischio. Con valutazioni elevate, elevata propensione al rischio e alla speculazione, e un sentiment molto rialzista, il rischio di delusione è qualcosa da tenere in considerazione.
• Un rialzo dei tassi di interesse che va a incidre sulla redditività aziendale;
• L'inflazione che aumenta costringendo la Federal Reserve a sospendere i tagli dei tassi;
• Un rallentamento economico, o una lieve recessione, che provoca un calo degli utili futuri;
• Un evento finanziario o creditizio che determina una rivalutazione delle valutazioni di mercato.
Il concetto è chiaro. L'attuale scenario riflette il rallentamento dei tassi di crescita degli utili, la leva finanziaria dei consumatori e, sebbene l'inflazione sia in calo, la situazione rimane rigida. La Federal Reserve è intrappolata tra una crescita debole e prezzi elevati. Scommettere su un altro anno positivo senza riconoscere il peso di questi cicli di mercato è un'ipotesi pericolosa.
I cicli non dettano la direzione del mercato, ma plasmano la psicologia degli investitori, e quando entrambi i cicli primari del mercato suggeriscono cautela, non è il momento di essere aggressivi.
Il rischio “tecnico” dell’inversione
I cicli di mercato funzionano perché rivelano il comportamento degli investitori. Le fasi rialziste sono guidate dall'ottimismo, dalla liquidità e dalla crescita degli utili. Le fasi ribassiste sono una conseguenza quando le aspettative superano la realtà. In questo momento, siamo sull'orlo di questo cambiamento. Il rapporto CAPE Shiller si attesta ben al di sopra della sua media di lungo termine e i prezzi di mercato superano ampiamente i profitti. Questo è un segnale, non un rumore. I cicli di mercato hanno sempre corretto questo tipo di divergenza. Nel 1999, l'ultima volta che abbiamo assistito a una simile disconnessione, il risultato è stato una correzione ripida e dolorosa.
Quel che è peggio è che la crescita degli utili nel 2025 si è appoggiata su ostacoli noti: tagli ai costi, ingegneria finanziaria e riduzione dei salari. I margini hanno retto, ma la crescita dei ricavi no. Ora i salari dei consumatori stanno scendendo, con conseguente rallentamento della spesa, e le previsioni future vengono riviste al ribasso. Questa non è una situazione in linea con l'ottimismo insito nei prezzi correnti. Ad esempio, le previsioni per il 2026 di Bank of America lo prevedono chiaramente: i loro analisti prevedono una domanda dei consumatori più debole e un rischio al ribasso per gli utili. BNP Paribas, invece, è più ottimista, stimando l'indice S&P 500 a 7.500, ma anche loro ammettono che ciò dipenderà dal forte slancio economico e dal calo dei tassi.
È qui che i cicli di mercato tornano al centro dell'attenzione. Ogni grafico a lungo termine illustra la stessa lezione: quando le valutazioni superano i fondamentali, l'inversione è inevitabile. Non è sempre immediata; raramente è ovvia, ma è costante. E il 2026 si preannuncia come un banco di prova per capire se questa volta sarà diverso, oppure no.
Nel settembre 2021 scrissi:
Una fase di melting-up del mercato è entusiasmante finché dura. Durante tali fasi, gli investitori razionalizzano il motivo per cui “questa volta è diverso”. Iniziano ad assumere una leva finanziaria eccessiva per cercare di capitalizzare sul rapido rialzo dei prezzi e i fondamentali passano in secondo piano rispetto allo slancio dei prezzi. Le fasi di melting-up sono tutte una questione di “psicologia”. Dal punto di vista storico qualunque sia stato il catalizzatore che ha innescato la disattenzione al rischio, si riflette facilmente nella corrispondente impennata di prezzi e valutazioni. Il grafico seguente mostra le deviazioni a lungo termine in termini di forza relativa, deviazioni e valutazioni. I precedenti periodi di “melting-up” dovrebbero essere facili da individuare se confrontati con l'attuale rialzo.
Naturalmente, appena tre mesi dopo, il mercato ha iniziato una correzione di nove mesi che ha ridotto di circa il 25% i prezzi degli asset prima di toccare il fondo nell'ottobre 2022.
Il grafico è stato aggiornato fino alla fine del 2025. Vale la pena notare che i prezzi si stanno nuovamente discostando dalla media di lungo termine, le valutazioni sono aumentate e la forza relativa è in calo. Inoltre gli investitori stanno assumendo un rischio speculativo e una leva finanziaria crescenti, proprio come nel 2021. Le aspettative sugli utili aziendali, linfa vitale delle performance dei mercati, appaiono eccessivamente ambiziose e gli analisti prevedono un altro aumento a due cifre degli utili per l'anno, un dato ben al di sopra dei trend storici. Tuttavia queste proiezioni potrebbero non essere in linea con la realtà economica, soprattutto se la domanda dei consumatori dovesse indebolirsi, l'economia globale dovesse rallentare ulteriormente, o le pressioni sui costi persistessero.
Il grafico qui sotto utilizza dati trimestrali, quindi è lento a evolversi. Vale la pena notare che il mercato attuale si discosta significativamente dalla sua media di lungo termine, con i livelli di valutazione tanto alti quasi quanto il picco massimo. Mentre molti affermano che “questa volta è diverso”, l'analisi a lungo termine suggerisce che probabilmente non è così.
Nel 2025 la crescita effettiva degli utili è stata inferiore alle previsioni iniziali, pur rimanendo complessivamente solida. Tuttavia gran parte della performance del mercato nel 2025 è stata trainata dall'espansione delle valutazioni piuttosto che dalla crescita fondamentale degli utili. Se questo andamento continua, il rischio di una correzione aumenta. Con tutti gli “esperti” che attualmente prevedono tassi di crescita economica e di utili superiori alla media, gli investitori dovrebbero considerare di mantenere una maggiore attenzione al rischio. Come discusso nel pezzo Le 10 regole illustrate di Bob Farrell:
Regola n°9: quando tutti gli esperti e le previsioni sono d’accordo, succederà qualcos’altro.Sembra certamente un rischio da tenere in considerazione mentre avanziamo nel nuovo anno.
Gli investitori farebbero bene ad affrontare questa fase del ciclo di mercato con disciplina. La scelta è vostra.
Andate dietro ai rendimenti e probabilmente finirete per pagarne le conseguenze. Gestite il rischio e sarete ancora in gioco quando inizierà la prossima vera fase rialzista.
Come posizionarsi nel 2026 per i cicli di mercato
Sono sempre reticente a discutere di un approccio più “avverso al rischio” nei mercati. Questo perché gli investitori in genere interpretano tali commenti come “vendere tutto e rimanere liquidi”.
Sebbene il 2026 presenti le sue sfide, la soluzione non è abbandonare del tutto i mercati. Al contrario, gli investitori possono adottare misure concrete per affrontare queste incertezze.
Niente di quanto discusso finora significa che il prossimo “mercato ribassista” sia già in agguato. I dati suggeriscono che essere eccessivamente aggressivi, assumersi rischi eccessivi e aumentare la leva finanziaria potrebbero non produrre il risultato desiderato. Poiché i mercati eccessivamente rialzisti sono principalmente una funzione psicologica, possono persistere più a lungo e estendersi più di quanto la logica preveda. La necessità di “terminare” una tale fase è un evento esogeno che modifica la psicologia da rialzista a ribassista. È in questo momento che si verifica la corsa verso le uscite e i prezzi possono scendere molto rapidamente, pertanto gli investitori hanno bisogno di linee guida. La vera sfida è mantenere i guadagni quando inevitabilmente si verificano delle correzioni.
Posizionarsi per il 2026 significa rispettare la nostra attuale posizione di mercato. Non è il momento di puntare su titoli ad alto beta o su storie speculative. È il momento di gestire il rischio, preservare il capitale e concentrarsi sulla qualità. Con i cicli di mercato presidenziali e decennali che segnalano rendimenti inferiori alla media, la prudenza è più preziosa delle previsioni.
- Aumentare i livelli di stop-loss fino ai livelli di supporto correnti per ogni posizione: fornisce punti di uscita identificabili quando il mercato inverte la rotta.
- Coprire i portafogli contro cali significativi del mercato: asset non correlati, posizioni short sul mercato, opzioni put su indici.
- Realizzare profitti nelle posizioni che hanno generato grandi profitti: ribilanciare posizioni ipercomprate o estese per catturare i guadagni, ma continuare a partecipare all'avanzamento.
- Vendere ai ritardatari e ai perdenti: se qualcosa non funziona durante una fase di rialzo del mercato, molto probabilmente non funzionerà durante un calo generalizzato; è meglio eliminare il rischio in anticipo.
- Raccogliere liquidità e ribilanciare i portafogli per raggiungere le ponderazioni desiderate: ribilanciare regolarmente il rischio aiuta a mitigare in qualche modo i rischi nascosti.
Notate che non c'è scritto: “Vendere tutto e rimanere liquidi”.
Investire nel 2026 richiederà un mix di ottimismo e cautela. Con il rallentamento della crescita economica, le incertezze sulla politica fiscale, le sfide globali, un sentiment eccessivamente fiducioso e le ambiziose aspettative sugli utili, gli investitori hanno numerose ragioni per approcciare i mercati con cautela. Arriverà il momento di raccogliere livelli significativi di liquidità. Una buona strategia di gestione del portafoglio garantirà che l'esposizione diminuisca e i livelli di liquidità aumentino quando inizieranno le vendite.
La cosa più importante da ricordare è che i cicli di mercato non riguardano la tempistica esatta. Riguardano la comprensione del ritmo della psicologia degli investitori, dei flussi di capitale e dei trend fondamentali. Il 2026 suggerisce cautela. Mantenete liquidità, mantenete le coperture e non dimenticate: ogni ciclo di mercato prima o poi si resetta. Il vostro compito è essere ancora in piedi quando succede.
Come direbbe Larry David:
Non dovete essere dei geni, basta non essere degli scemi.
[*] traduzione di Francesco Simoncelli: https://www.francescosimoncelli.com/
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