venerdì 5 dicembre 2025

Il drenaggio della LBMA e la ricapitalizzazione della classe media americana (Parte #1)

 


di Francesco Simoncelli

(Versione audio dell'articolo disponibile qui: https://open.substack.com/pub/fsimoncelli/p/il-drenaggio-della-lbma-e-la-ricapitalizzazione)

La “eco chamber” della propaganda europea/inglese è andata in modalità “berserk” nell'ultima settimana sventolando una crisi della liquidità negli USA a causa dell'impennata del SOFR e dell'uso del Repo facility da parte della FED. Come fare a non finire vittime del rumore di fondo? Leggete Il Grande Default. In questo modo vi sarà più facile capire la fondamentale differenza tra mondo finanziario pre-LIBOR e post-LIBOR, l'intervento della FED nell'esclusivo caso in cui il mercato dei titoli del Tesoro americani diventi bidless e che il malato per eccellenza è il sistema bancario europeo. Gli stress attuali nel SOFR possono essere sfruttati al rialzo solo direttamente (vendita di titoli del Tesoro americani di cui inglesi ed europei sono gonfi, ma sanno che è una misura temporanea dato che rappresentano la principale garanzia collaterale credibile attualmente); quelli al ribasso indirettamente, tramite “l'effetto fionda” e la scommessa che la leva finanziaria verrà di nuovo abusata.

Il caso specifico della prima settimana di novembre è stato un attacco esterno agli USA solo a livello mediatico. Infatti il mercato dei pronti contro termine è stato in subbuglio poiché le pressioni sulla liquidità di fine mese si sono scontrate con lo shutdown, che ha causato l'accumulo di liquidità non erogata sul Treasury General Account presso la FED. Nel giro di un paio di settimane ha assorbito $200 miliardi di liquidità dai mercati monetari e i rendimenti del mercato dei pronti contro termine hanno iniziato a salire. Le banche sono intervenute prendendo in prestito fondi dal Repo facility e prestandoli per trarre profitto dallo spread. Si trattava di pronti contro termine overnight che si estinguono il giorno lavorativo successivo, quando la FED recupera i suoi fondi e le banche recuperano le loro garanzie.

Il lunedì suddetti fondi sono stati liquidati e le banche hanno incassato gli interessi. Il mercoledì non sono stati effettuati nuovi pronti contro termine e il saldo era pari a zero, poiché a quel punto i tassi del mercato dei pronti contro termine erano scesi ben al di sotto di quello del Repo facility e ieri il saldo era pari a zero. E il mercato dei pronti contro termine si è calmato; il Repo facility della FED ha fatto il suo lavoro. Quindi prima di seguire gli “starnazzamenti” sui social e diventare “utili idioti” della propaganda europea/inglese, è bene sapere quali sono le nuove basi su cui operano gli Stati Uniti e chi sono i loro avversari. “Stranamente”, però, nessuno si è chiesto a quanto fossero arrivati invece quelli inglesi.

Ma non mancano anche altri gli attacchi da parte della cricca di Davos: sintomi di stress nei mercati del credito, SOFR che schizza in alto, dichiarazioni di gente come Bailey e Carney che parlano di crisi finanziaria negli USA. E la grancassa di utili idioti sui social amplifica questo messaggio fraudolento. Questa è una guerra e si usano i mezzi della guerra per combattere. Affinché Trump possa avere successo deve confondere gli avversari e mostrare al mondo chi sono. Powell sta mostrando al mondo che uno dei nemici è Blackrock. Semmai la FED dovesse tornare al QE, il mercato immobiliare andrebbe su di giri e Blackrock guadagnerebbe senza doverlo manipolare, perché l'offerta di case è esigua. I prezzi schizzerebbero alle stelle e nessuno vuole questo esito. Blackrock, sin dal Build Back Better, non ha fatto altro che acquistare proprietà immobiliari e venderle a un tasso manipolato per intascare dalle tasse sugli immobili e uccidere la classe media americana. Se però Powell tiene i tassi laddove sono adesso o li abbassa per un'altra volta ancora, il mercato immobiliare rimane dove è adesso, le espulsioni continuano e il mercato del lavoro continua a migliorare (come sta accadendo già adesso), l'offerta di case verrà ampliata tramite lo stimolo del settore delle costruzioni. Il valore delle case esistenti calerà, e sarà un bene, e cambierà il tipo di casa (e il prezzo) a cui possono accedere le nuove famiglie. Istituti come Blackrock subiranno un haircut pesante e finalmente finirà il mito della finanziarizzazione del settore immobiliare. Questo circolo virtuoso, coadiuvato dalla IPO di Fannie/Freddie, darà slancio e sostenibilità ai mutui a 30 anni.

La formula “tutte le strade conducono a Londra” rappresenta il modo in cui i vecchi interessi bancari hanno gestito il loro impero mercantilista per centinaia di anni. Oltremanica, ovviamente, perché erano in competizione con gli olandesi. Nel corso del tempo hanno costruito una immensa rete di persone e relazioni finanziarie in tutto il mondo. C'è un intero universo di persone che non è coperto da Wikipedia e di cui non sappiamo niente, ma ai fini della comprensione di come funzionano le meccaniche è più importante la rete e le relazioni piuttosto che le singole persone o i singoli gruppi. Questa rete/relazioni si manifesta attraverso le linee di politica: arrivano le proverbiali telefonate dall'alto e vengono prese da chi deve mettere in atto gli ordini... e così ci ritroviamo roba come lo Steele Dossier, l'MI6 infiltrato nella CIA, conflitti settari che scoppiano improvvisamente (es. India-Pakistan, Azerbaijan-Armenia, ecc.).

Alla domanda perché l'abbiano fatto e lo facciano tuttora, la risposta è: non hanno collaterale. L'Europa ha da sempre costruito imperi coloniali perché non ha abbastanza risorse naturali da poter restare nel cosiddetto “Primo mondo” e quindi le deve prendere da qualcun altro. In un certo senso questa è la sua storia degli ultimi 500 anni. In quest'ottica Londra ha sparso “gaslighting” cucendo addosso agli USA l'etichetta di “impero del male”: gli americani hanno adottato la politica estera inglese, il sistema bancario centrale inglese, policy di tasse e spese inglesi, un maggiore centralizzazione della società in stile inglese. Va bene essere critici del passato degli Stati Uniti, anche del presente sotto certi aspetti, ma quest'ultimo è di certo tutt'altra cosa rispetto a quando c'erano Condoleezza Rice, Paul Wolfowitz, Donald Rumsfeld, Dick Cheney.

“Tutte le strade portano a Londra” perché adesso l'Europa è il giocatore più debole al tavolo della geopolitica (inclusa la City di Londra ed escluso il Vaticano). Qual è un ulteriore elemento di “gaslighting” sparso dagli inglesi? Il mito dell'onnipotenza degli ebrei. Mettere gli uni contro gli altri serve solo al miglior interessi della City di Londra in modo da disinnescare eventuali minacce.

The Great Dragon or London Money Power, è uno dei tanti libri dimenticati dalla storia (o volutamente fatti sparire dal radar pubblico) che disegnano meglio la mappa di come “tutte le strade conducono a Londra”. Uno degli aspetti principali discussi è la nascita dei cosiddetti Board of Trade negli Stati Uniti, quelli che oggi sono i mercati dei futures. Quando ne veniva creato uno, ad esempio sul mais, sul frumento, sul grano, ecc., finivano sempre per distruggere gli agricoltori. Inizialmente avrebbero emesso un sacco di credito nei confronti degli agricoltori, questi ultimi avrebbero creato fattorie sulle loro terre, coltivato i campi, curato i raccolti e infine avrebbero portato i prodotti risultanti nei mercati diretti dai Board of Trade. Essi si sarebbero arrogati il diritto di regolamentare i mercati, saldare  gli scambi, stipulare i termini dei contratti. Il libro ci mostra come questo “diritto” di regolamentazione si sarebbe sempre concluso con la depressione dei prezzi agricoli, la bancarotta degli agricoltori e l'acquisizione di tutti gli asset liquidati per saldare i loro debiti. La fonte dei capitali dati in prestito? La City di Londra. L'evoluzione dei futures altro non è che la finanziarizzazione selvaggia delle commodity che negli ultimi 50 anni non hanno fatto altro che scendere rispetto a una valuta fiat che invece s'è deprezzata costantemente. Il ciclo di manipolazione unidirezionale è stato interrotto 3 anni fa con l'emancipazione della FED dalla cosiddetta “coordinated central banks policy”. Ecco perché, ad esempio, la LBMA viene drenata di oro dai suoi caveau. La cavalcata dei prezzi dei metalli preziosi segna una nuova era per le commodity, sostituendo la mano onnipresente dalla City di Londra con qualcosa di più sostenibile e in linea con la realtà.

Prima di passare a trattare il tema dell'articolo di oggi, però, ecco un promemoria di come funziona la geopolitica inglese. Prima dello scoppio della Prima guerra mondiale Kuwait e Iraq erano un solo stato. Poi sono arrivati gli inglesi e “hanno separato” il Kuwait dall'Iraq, affinché quest'ultimo non avesse più uno sbocco sul mare. Come hanno fatto “ad arrivare”? Si sono inseriti all'interno delle linee etniche stressando una fazione affinché ne attaccasse un'altra, in modo da tenere in perenne divisione l'intera nazione ed esercitando così con estrema facilità il potere. Saddam Hussein aveva lo scopo di riunificare ciò che era stato diviso tramite trame sotterranee inglesi nel sottobosco della società. I neocon americani, trotskisti fino al midollo, sono stati facilmente raggirati dagli inglesi affinché facessero il “lavoro sporco” al posto loro. Stesso discorso si può farlo per India e Pakistan.

Lo schema è sempre lo stesso. C'è una maggioranza al controllo di un Paese, e se prendiamo un Paese musulmano ad esempio, diciamo che siano gli sciiti. Un 80% sciita, quindi, e un 20% sunnita. Allora gli inglesi prendono contatti con la minoranza del 20% e la armano, creando i presupposti affinché ci sia una guerra civile. L'obiettivo di armare la minoranza affinché sfidi la maggioranza è quello di alimentare il malumore. La stessa cosa l'hanno fatta al Sud degli Stati Uniti: hanno nutrito l'odio del Sud nei confronti del Nord, quest'ultimo ha imposto dazi al primo, hanno amplificato il movimento abolizionista e, in sostanza, hanno agitato entrambi gli animi affinché arrivassero allo scontro.

E la stessa cosa l'hanno fatta tra Stati Uniti e Canada all'indomani della Guerra d'indipendenza. I lealisti del Nord-est si spostarono più a Nord e presero l'area di Toronto. Trent'anni dopo ci fu la guerra del 1812. I canadesi si credono una potenza militare solo perché sono un'appendice dell'Impero britannico ed ecco perché ancora oggi obbediscono ai dettami del “padrone”.

Ma quella spiegata qui altro non è che la filosofia del “divide et impera”. Se ci spostiamo poi a livello finanziario, vediamo le stesse impronte digitali: sono le succursali della Banca d'Inghilterra, inclusa la Banca del Canada, e la BoE stessa che stanno cercando di manipolare il mercato obbligazionario americano per scatenare una crisi tale da spingere la FED a inondare i mercati di dollari. Non essendoci più il LIBOR un tale compito non è più semplice come una volta. Per avere un indizio che punta in questa direzione basta guardare le relazioni del TIC: Banca d' Inghilterra e Banca del Canada si avvicendano nel ruolo di posizionamento short e long dei titoli del Tesoro americani. Stanno giocando nello spazio dei decennali e trentennali, fingendo un'inversione nel front-end della curva dei rendimenti; solo che a questo giro non c'è una Janet Yellen che vende il front-end e compra il back-end per semplificare la vita a gente come la Lagarde e Bailey: ci sono i capitali della BCE e della BoE in prima linea adesso. Infatti Bessent non sta amplificando l'inversione della curva dei rendimenti americani tra i 6 mesi e i 3 anni. Ma, soprattutto, non c'è fuga di capitali dagli Stati Uniti, anzi...

Attenzione, però, perché non si tratta solo del mercato obbligazionario americano: tramite rehypothecation e leva finanziaria gli inglesi e le relative succursali hanno gonfiato l'importanza delle cosiddette MAG7 rispetto alle 493 voci restanti nell'indice S&P. Questo significa che quando vogliono ingegnerizzare il panico finanziario, come hanno fatto la penultima settimana di novembre, basta solo vendere un po' di azioni MAG7, vendere un po' di trentennali, vendere un po' di Bitcoin e usare i proventi per soffocare l'ascesa dell'oro. Quest'ultima è una variante dell'attacco al SOFR della scorsa primavera, quando tutti sventolavano il feticcio del “basis trade” senza capire che gli spike violenti che si vedevano lungo la curva dei tassi SOFR era un preciso assalto alla sua tenuta. Powell sta facendo esattamente quello che deve fare, ovvero, drenare liquidità dal mercato dell'eurodollaro. Uno degli “effetti collaterali” dello shutwodn era che il Dipartimento del Tesoro ha riempito il suo conto presso la FED (TGA) e la cosa ha fatto schizzare in alto il SOFR. Nessuna crisi di liquidità nei pronti contro termine, ma semplicemente denaro che non scorreva nel sistema. Ma chi è che è stato danneggiato e ha ottenuto un “free ride” sui social e sui canali d'informazione principali? La Banca d'Inghilterra, l'uso del proprio Repo facility è stato 3 volte superiore a quello della FED. La BoE, insieme alla Banca del Canada, ha attaccato il SOFR all'indomani del termine dell'ultimo contratto saldato col LIBOR lo scorso marzo. Migliaia di miliardi di (euro)dollari a leva gettati per attaccare le curve dei futures del SOFR, ma il tentativo è fallito soprattutto perché Bessent, tramite il sopraccitato TGA, ha iniziato a drenare d'oro fisico la LBMA e successivamente s'è spostato sul rame. Un lasso di tempo di 6 mesi.

Quali altri eventi hanno mostrato lo stesso lasso temporale? Crisi nei pronti contro termine nel settembre 2019 e il successivo intervento della FED a marzo 2020, crisi nei pronti contro termine nel settembre 2007 e successivo crollo di Bear Sterns a marzo 2008. La FED doveva sempre intervenire per stabilizzare i mercati, giocare in difesa. Il gigantesco cambiamento che ancora pochi riescono a percepire è questo: mentre la FED gioca in difesa, il Dipartimento del Tesoro va all'attacco. Sono coordinati adesso nell'intenzione di difendere gli Stati Uniti, mentre invece in passato il coordinamento verteva sulla loro spoliazione. Lo shutdown (ricordiamolo, voluto dai Dem) doveva spingere il drenaggio di liquidità dai pronti contro termine e creare lo stesso tipo di crisi vista nel passato. Cosa ha fatto desistere Londra dal perseguire questo tentativo? Il Dipartimento del Tesoro americano (aiutato dai cinesi tra l'altro) all'assalto del mercato dell'argento fisico, di gran lunga più importante per gli inglesi, e la FED che ha fatto uscire una relazione in cui smascherava le Isole Cayman per le succursali della BoE che sono e le minacciava indirettamente.

La ciliegina sulla torta di tutta questa storia è che se ci sarà un nuovo giro di stimoli fiscali agli americani, non avverrà allo stesso modo di quello del 2021 causando un boom al consumo. Stavolta ci sarà un boom del ripagamento di debiti ed ecco perché le grandi aziende continuano a sfoltire personale. Sarà un problema? No. Facciamo una digressione su questo tema. Lo shutdown voluto dai Dem aveva lo scopo di frenare l'uscita dalla conservatorship da parte di Fannie/Freddie, frenare l'approvazione del Clarity Act e frenare la ripartenza dei mutui a 30 anni (potenzialmente a 50 adesso). La FED è ancora stracolma di titoli garantiti da ipoteca, ma se si cambia il modo in cui funziona il mercato dei mutui negli Stati Uniti allora i titoli sopraccitati potrebbero avere di nuovo un mercato. La FED potrebbe vendere questi titoli, contrarre con decisione il proprio bilancio e non avrebbe più bisogno del quantitative tightening. A spese di chi? Private equity.

La ricapitalizzazione della classe media e la re-industrializzazione del Paese passa dalla capacità degli americani di accendere un mutuo a tassi sostenibili e in un ambiente economico che permetta loro di abbassare l'incertezza. I colletti blu, quindi, devono essere in grado di potersi permettere una casa da $200.000 a un tasso del 3% da estinguere in 50 anni. Questo tasso sarebbe fisso e al di sotto dell'ottimale di mercato, la cui sostenibilità verrebbe scaricata sul private equity che invece si vedrebbe aumentare le proprie commissioni. Il denaro rubato durante la demolizione controllata degli Stati Uniti, sponsorizzata dalle amministrazioni Obama, verrebbe re-investito nella crescita delle industrie manifatturiere e nel sostentamento finanziario di giovani famiglie. Realtà come Blacorock e Blackstone vedrebbero invertiti quei privilegi finanziari che hanno caratterizzato i loro affari immobiliari a spese della classe media americana: si vedrebbero caricato un costo del capitale più alto per le loro proprietà in affitto e i loro spazi immobiliari nella sfera commerciale, pagherebbero più tasse che verrebbero canalizzate per finanziare l'industria dei mutui per la classe media, gli agenti ICE che buttano fuori dal Paese tutti gli H1-B farlocchi potrebbero accendere un mutuo a tasso agevolato e... sentite questa, perché è grossa e la sentirete dapprima qui... esportare un tale modello a livello internazionale tramite Tether.

Vediamo di spiegare ancora meglio la questione immobiliare e mutui. Siamo d'accordo che l'idea di un mutuo a 50 anni, sulla carta, sia tutt'altro che l'inizio di un processo di deleveraging, anzi probabilmente un modo per calciare ulteriormente il barattolo lungo la strada. La questione rimane: come si fa a ricostruire la classe media? Dando loro una possibilità. E non è tanto diverso da quanto fece Roosevelt coi mutui a 30 anni. Durante la Grande depressione non c'erano mutui, permettersi una casa era un lusso per pochi e la povertà dilagava. Il governo federale avviò il programma dei mutui iniziando da quelli a 1 e 2 anni, passando poi a 5 e infine a 30. L'idea dei titoli garantiti da ipoteca nacque allora: venne creato un mercato dei mutui per aiutare la classe media, permettergli di trovare un lavoro, dargli la capacità di poter avere accesso a tutta una serie di beni  che avrebbe agevolato la loro vita. E la cosa funzionò abbastanza rapidamente. Quale fu il meccanismo di base: togliere il denaro dagli “oligarchi” e darlo alla classe media, creando la “proprietà sulla casa” e altresì il motore di un'economia.

Oggi ci si lamenta che passare dai mutui a 30 a quelli a 50 anni fa risparmiare molto poco, i dati sono pessimisti, ecc. Ma se lo si fa mettendo in prima linea il denaro del private equity, “persuadendolo” che adesso deve pagare per il salvataggio ottenuto sulla scia della crisi del 2008, allora le cose cambiano: subirà un haircut sugli MBS esistenti e in questo modo il denaro “risparmiato” sarà dirottato sulla classe media che usufruirà di tassi per i mutui al di sotto di quelli di mercato.

Il sistema fiscale americano è stato costruito dagli inglesi per estrarre quanta più ricchezza possibile dalla loro colonia, soprattutto dalle generazioni più giovani. Circa il 12% delle tasse pagate dai contribuenti va a finire in uno dei peggiori veicoli d'investimento possibili: la previdenza sociale. Senza contare poi i premi dell'assicurazione schizzati in alto a causa dell'Obamacare e i mutui trentennali ibridi (5 anni di tasso fisso, 25 anni di tasso variabile che richiedono giocoforza un rifinanziamento lungo il percorso e rata finale cospicua; in alternativa c'è il mutuo a 30 anni classico a tasso fisso che richiede però un anticipo del 20% della somma totale) che sono una trappola per aragoste piuttosto che la possibilità di comprarsi una casa. Guarda il caso, poi, allo scadere esatto di ogni 5 anni abbiamo assistito a una crisi importante che ha inevitabilmente ritoccato i tassi variabili a livelli più alti. Uno, quindi, parte all'1% e si ritrova dopo 5 anni all'8%. C'è stata letteralmente una flessione economica ogni 4.7 anni sin dal 1971 a causa dell'instabilità crescente del mercato degli eurodollari. E questo spiega anche perché le banche sono reticenti a prestare denaro oltre l'arco temporale dei 5 anni.

Ecco perché, in base all'assetto qui descritto, i mutui a 30 anni con tasse agevolate dal governo federale sono un compromesso pratico percorribile: il mutuatario pone un piccolo anticipo e il rischio viene diluito attraverso i titoli garantiti da ipoteca. Si passa quindi da un modello bancario 3-9-3, a uno 3-6-3 o 3-5-3. La necessità di mutui a 50 anni rappresenta quanto gli Stati Uniti siano stati devastati dagli infiltrati nelle precedenti amministrazioni e quanto siano sbilanciati salari e prezzi degli asset. Certo, si può lasciare che questi ultimi calino del 50% e poi vedere quanto indietro regrediamo all'era della pietra, oppure invece di perorare l'ulteriore implosione della società si può cercare una certa stabilizzazione della stessa e ripartire da lì. Sì, il livello dei prezzi fa schifo, ma due delle principali caratteristiche dell'azione umana sono l'inventiva e l'ingegno... soprattutto in un ambiente che permette la loro piena espressione.

Ripartire dal settore immobiliare, conosciuto molto bene da Trump, ha i suoi vantaggi per ricostituire comunità solide che rimangono in un posto e lo fanno prosperare. Pensate alla Florida dove le tasse sulla proprietà sono state fortemente abbattute e potrebbero addirittura essere portate a 0. Chi avvierà un progetto edilizio avrà la possibilità di incanalare tutte le risorse in quello che sta costruendo, senza dover pensare a mettere una parte dei suoi fondi per pagare burocrati e roba del genere. L'incentivo sarà quello di costruire qualcosa che dura, col tempo necessario e anche bello; non più qualcosa di rassomigliante a una casa nel minor tempo possibile. I materiali saranno più longevi perché l'incentivo è quello di costruire qualcosa di bello e che dura piuttosto che funzionale e conveniente. È questa distinzione che ha permesso di far entrare nell'immaginario collettivo il semplice fatto che le case erano un investimento per le generazioni, facendone aumentare il valore nel tempo. Adesso quest'ultimo cala e la casa si deprezza. Con la IPO di Fannie/Freddie e un mutuo a 50 anni, con una rata inferiore a quello di 30 anni e tassi meglio definiti/prevedibili, le cose cambierebbero. Ma non è finita qui, perché togliere le tasse sulla proprietà oltre ad agevolare la vita a chi costruisce e a chi compra, e avere più asset il cui valore è dettato da materiali solidi alla base, renderebbe più credibili strumenti finanziari come i titoli garantiti da ipoteca (MBS). Un circolo virtuoso tra Fannie/Freddie, compagnie d'assicurazione/fondi pensione e classe media: listare gli MBS costerà una commissione (anche dello 0.1% e Fannie/Freddie passeranno dall'essere una compagnia da $600 miliardi a $3.000 miliardi con utile netto raddoppiato rispetto a quello attuale), ciò permetterà di finanziare i mutui degli americani, gli investitori istituzionali opereranno con derivati coperti dalla solvibilità dei mutuatari e di solidi immobili.

Ciò che davvero conta qui è la prevedibilità, a differenza dell'incertezza seminata dagli inglesi. Infatti anche se le persone si muovessero da un posto all'altro, e vendessero casa, i termini precedenti se li porterebbero dietro attraverso la cosiddetta “portabilità dei mutui”. Infatti qual è il super potere degli inglesi? Manipolare il costo del denaro attraverso l'arbitraggio delle valute e manipolazione del mercato obbligazionario. Se si permette agli americani di impostare un mutuo a 50 anni a tasso fisso e portabile vengono schermati da tali manipolazioni. Niente più finanziarizzazione della classe media: essa ha un flusso di cassa stabile, le compagnie d'assicurazione hanno flussi di cassa stabili e il modello delle agenzie di credito per impostare i tassi dei mutui può essere mandato al diavolo perché non ce n'è più bisogno. E perché Bessent parla di Bitcoin? Perché l'amministrazione Trump ha aperto a Bitcoin? Perché potrà essere usato come collaterale per i prestiti, così come oro e argento (cosa che non si poteva fare prima). Il Dodd-Frank Act precludeva anche questo, soprattutto per le piccole-medie imprese, impedendo di porre flussi di cassa e margini di profitto come base per ottenere prestiti.

Questo è ciò su cui sta lavorando l'amministrazione Trump.


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👉 Qui il link alla Seconda Parte:


giovedì 4 dicembre 2025

In difesa della cultura Bitcoin

Se c'è una cosa che da sempre ha caratterizzato le mie analisi è il focus sui fatti fondamentali, sulle linee di tendenza sottostanti piuttosto che quelle superficiali. Eccone una: la FED è un asset in rapido deprezzamento e le sue “mansioni” riguardo il Dipartimento del Tesoro americano saranno sostituite dalle stablecoin (in particolare Tether), permettendole di ritornare a essere ciò che era prima del 1935, ovvero il “guardiano” del commercial paper market americano, e impostare il valore del dollaro all'estero. In questo modo la tokenizzazione del dollaro gli permetterebbe di avere una copertura indiretta costituita da Bitcoin, oro, argento e titoli di stato americani. In sintesi, un dollaro per l'estero e uno interno. Quest'ultimo verrebbe emesso e coperto in base a ciò che le singole banche decideranno debba essere posto a riserva per sostenerlo, iniziando un processo di decentralizzazione che invertirebbe finalmente l'accentramento attuato dall'ascesa dell'eurodollaro e l'incapacità della FED di impostare una politica monetaria coerente col Paese. Non solo, ma ciò restituirebbe la capacità al sistema bancario commerciale di ritornare ad avere un tasso d'interesse netto marginale (3-6-3) con cui generare profitti per esse e prestiti per la comunità.  Il sistema bancario è diventato assurdamente complicato perché le banche centrali sono state dirottate nel tempo affinché assomigliassero alla struttura e alla policy della Banca d'Inghilterra. Sia chiaro, questa non è una difesa della FED, ma in base a come opera il mondo oggi, e finché non opererà diversamente, essa è la migliore carta per marginalizzare chi ha distrutto Main Street e vorrebbe vedere il mondo bruciare prima di ricostruirlo. Il più grande “peccato” che gli USA devono espiare è essersi lasciati trascinare a gestire la politica monetaria e fiscale del mondo intero. Non solo è stato un danno per gli americani, ma anche per il resto del mondo... avvantaggiando invece una ristretta cerchia di individui. Essere solamente critici di un sistema che è ingiusto non è sufficiente, però: bisogna avere un piano per uscire dallo stallo economico attuale. Certo, sarebbe possibile tornare già da domani a un gold standard, ad esempio. Facciamolo, poniamo questo tipo di disciplina nel mondo finanziario odierno e sbarazziamoci con uno schiocco di dita di tutta la leva presente in esso: di colpo Frank Miller avrebbe materiale per girare un nuovo capitolo della saga di Mad Max, dato che la gente accumulerebbe proiettili, carta igienica e cibo in scatola. Esistono solo due strade perseguibili, quindi. La prima: permettere una deflazione mite dei prezzi degli asset (forchetta dal 5% al 15%), oppure tenere i valori nominali alti e permettere agli stipendi di crescere. Come? Tenendo, ad esempio, i salari piatti e tagliando le tasse, la burocrazia, la selva di norme che ingessa le imprese, oltre a incentivare le banche a investire a livello locale, in modo da ricostruire Main Street. Se quindi gli USA riescono a mettere ordine nel loro bilancio fiscale riusciranno a imporre, indirettamente, la disciplina fiscale al resto del mondo essendo essi il mercato più liquido, affidabile e credibile. Questo significa cambiamenti epocali dal basso e per chi, come l'Unione Europea, ha vissuto finora manipolandoli dall'alto è un anatema.

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di Joakim Book

(Versione audio della traduzione disponibile qui: https://open.substack.com/pub/fsimoncelli/p/in-difesa-della-cultura-bitcoin)

Bitcoin cambia le nostre vite.

È un'osservazione quasi spirituale che tutti abbiamo visto dentro di noi. Dopo averne acquisito un po', aver capito come funziona e, a vari livelli, aver approfondito cos'è questa moneta decentralizzata, non censurabile e basata sulla proof-of-work, abbiamo visto le nostre vite cambiare. Rispecchia la storia. Alcuni addirittura ci vedono Dio in esso.

I bitcoiner hanno visto le loro vite stravolte, le loro prospettive modificate e i loro sistemi di valori alterati. Vediamo come il nostro comportamento è cambiato rispetto a prima di Bitcoin, la nostra enfasi ora è rivolta alle cose reali, alle cose difficili, al lungo termine e al locale. Guardiamo al nostro io interiore e ci prendiamo cura di noi stessi; ci prendiamo cura delle nostre famiglie; mettiamo ordine in casa nostra prima di criticare il mondo.

Bitcoin incoraggia un pensiero di livello superiore, del tipo dinamico che un tempo caratterizzava la buona economia. Una volta diventati bitcoiner, diventiamo meno inclini a credere alle storie comunemente accettate, più scettici e interessati a verificare piuttosto che a fidarci.

Chiunque abbia lavorato su Bitcoin per un po' può citare innumerevoli esempi simili nella propria vita. È innegabile, quindi, che Bitcoin stesso abbia una sua cultura. Influisce sul cambiamento delle persone che accoglie; non siete voi a cambiare Bitcoin, è esso a cambiare voi.

I valori in esso contenuti sono regole che chi abbraccia questa rivoluzione monetaria non può fare a meno di interiorizzare. Che lo capiscano o meno non ha importanza. Bitcoin è per tutti, certo, ma non si rimane la stessa persona dopo che ha cambiato la vostra vita; si è un “chiunque” diverso da quando si aprono per la prima volta gli occhi sulla natura della moneta fiat.

Bitcoin ci ha permesso di vedere gran parte della stupidità nelle illusioni collettive alla base dello stato, della democrazia, delle banche centrali, della sanità pubblica, della scuola pubblica – di qualsiasi cosa riguardi la sfera pubblica, in realtà. È la stessa consapevolezza che ci fa porre enormi interrogativi sulle preoccupazioni relative al cambiamento climatico o sull'ideologia trans.

Nel mondo della moneta fiat, tutto è lecito. Ci si può sentire oppressi senza che nessuno lo sappia, un uomo può essere una donna senza che nessuno lo sappia, chiunque sia triste o distratto può sentirsi autistico o depresso senza che nessuno lo sappia. Se i signori della stampante monetaria ritengono che non ci siano abbastanza soldi in giro, ne fanno di più. Estorcere denaro con violenza ai membri produttivi della società è considerato moralmente giusto e addirittura celebrato. Gli esperti e le voci nei media generalisti affermano che il mondo finirà tra dodici (o cinque) anni, e se non ci credete o chiedete una verifica, siete alla pari con i nazisti.

Con Bitcoin questo schema non funziona più. Identificarsi come beneficiario di una ricompensa di un blocco non serve a nulla, i voti politici diventano irrilevanti, i complessi di colpa vengono azzerati e barare diventa più difficile. Gli UTXO non hanno sesso. Tutto va a farsi benedire, svelato e smascherato per l'assurdità che è sempre stata.

Quindi c'è qualcosa che non torna nel recente articolo di Margot Paez che critica duramente la cultura Bitcoin:

[...] influencer popolari, spesso uomini della generazione Y che passano molto tempo a scattare foto di sé stessi mentre mostrano i muscoli davanti allo specchio. Mi chiedo davvero quanto debbano diventare grandi quei muscoli per proteggere il fragile ego sepolto sotto quelle fibre muscolari.

I muscoli più grandi sono flessibili perché non sono falsificabili, come un hash sotto il livello di difficoltà. Una transazione è valida e confermata, oppure non lo è. È lì, oggettiva e verificabile per chiunque voglia guardare.

Le trazioni sono esercizi di flessione perché mostrano la verità, indipendentemente da ciò che chiunque altro pensi dell'ego invisibile che si cela dietro. Potete farle o non potete farle; sono verificabili e innegabili. Un muscle-up non chiede il permesso, né cerca di confondervi sulle sfumature di una realtà immaginaria.

Ciò è in netto contrasto con il mondo fiat, ereditato dal passato – di cui l'ideologia trans è solo uno degli esempi meno concreti ma oggettivamente stupidi – dove le parole sono violenza, le identità invisibili e non verificabili governano, le scuole fiat non possono insegnare a leggere o contare, Uber non ha auto e le banche non hanno i vostri soldi. È una cultura corrotta, dove l'unica cosa che fugge più velocemente delle morti per disperazione sono i deficit di governi dissoluti, per sempre costretti a inviare assegni di assistenza sociale a chi cerca rendite.

È una cultura dominata dalla sensibilità anziché dalla verità, che celebra la debolezza anziché la forza, la responsabilità e l'auto-miglioramento; che incoraggia la terapia anche se funziona a malapena e vi rifila farmaci e iniezioni al primo segno di difficoltà.

Ecco perché non mi convince questa filosofia del “bitcoiner progressista” che circola tanto. I progressisti sono arrivati a Bitcoin e si sono ritagliati una nicchia, e per ora funziona bene come ponte tra il mondo dei pagliacci iper-sinistrorsi e il nostro mondo. Ma non sarete mai dei bitcoiner e rimarrete solo dei poveri progressisti; sono idee per lo più incompatibili.

Il progressismo è arrivato su Bitcoin come una ventata di aria fresca, ma alla fine è destinato a scomparire.

Bitcoin priva uno stato del controllo sulle transazioni e sul valore economico. Un progressista ha bisogno di uno stato ampio e invasivo per sostenere e attuare le tante cose che desidera. Se desiderate ancora quelle cose, ma non la violenta organizzazione criminale che chiamiamo stato, siete semplicemente dei libertari con una forte etica sociale. Congratulazioni. L'ho già detto in merito al pezzo A Progressive's Case for Bitcoin di Jason Maier e lo ripeto: col tempo Bitcoin cambierà anche lui, come ha fatto con il resto di noi.

Prima o poi Bitcoin vi costringe a vedere il mondo della verità e ad agire in modo inconfondibile, guardando a ciò che è piuttosto che a ciò che viene detto o raccomandato dagli “esperti”. Lungo il cammino di solito ci si lamenta a gran voce dei sostenitori di Bitcoin “poco ortodossi” perché non vedono il mondo come lo vedete voi.

Non è un caso che tanti bitcoiner consumano con orgoglio e diligenza le bistecche. Abbiamo visto che le linee guida nutrizionali erano pessime (alcuni potrebbero persino dire corrotte) e le persone che le promuovevano erano obese, malate e brutte. Abbiamo mangiato un sacco di carne e ci siamo sentiti meglio. “Vi sembriamo poco in salute?”, chiediamo sommessamente.

Le bandiere LGBTQ che Paez difende sono accanto a quelle con la scritta “Palestina Libera” – anche se i palestinesi non sono esattamente noti per i loro valori pro-gay – e “Slava Ukraini”, che celebra un Paese che si colloca tra i peggiori nell'indice Rainbow Europe e che viene regolarmente considerato il secondo Paese più corrotto d'Europa (dopo la Russia). Queste non sono persone serie. Si capisce che qualcosa non va quando i pacifisti di sinistra celebrano proprio i guerrafondai che dovrebbero detestare.

La prova del nove è lo spettacolo del mondo dei pagliacci, non la cultura dei bitcoiner. Anzi, la verità e l'onestà nella cultura Bitcoin sono l'antidoto.

Smettetela di lamentarvi e andate a fare qualche trazione.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: https://www.francescosimoncelli.com/


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mercoledì 3 dicembre 2025

La BCE si prepara alla prossima crisi del debito sovrano europeo

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La traduzione in italiano dell'opera scritta da Wendy McElroy esplora Bitcoin a 360°, un compendio della sua storia fino ad adesso e la direzione che molto probabilmente prenderà la sua evoluzione nel futuro prossimo. Si parte dalla teoria, soprattutto quella libertaria e Austriaca, e si sonda come essa interagisce con la realtà. Niente utopie, solo la logica esposizione di una tecnologia che si sviluppa insieme alle azioni degli esseri umani. Per questo motivo vengono inserite nell'analisi diversi punti di vista: sociologico, economico, giudiziario, filosofico, politico, psicologico e altri. Una visione e trattazione di Bitcoin come non l'avete mai vista finora, per un asset che non solo promette di rinnovare l'ambito monetario ma che, soprattutto, apre alla possibilità concreta di avere, per la prima volta nella storia umana, una società profondamente e completamente modificabile dal basso verso l'alto.

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di Thomas Kolbe

(Versione audio della traduzione disponibile qui: https://open.substack.com/pub/fsimoncelli/p/la-bce-si-prepara-alla-prossima-crisi)

Tredici anni fa Mario Draghi, allora Presidente della Banca Centrale Europea, aprì le porte alla liquidità per impedire il collasso dell'Eurozona. Da allora i problemi strutturali sono rimasti irrisolti. Ora ci troviamo di fronte al prossimo capitolo della crisi del debito, che è stata solo in parte risolta. È tempo che la BCE prepari il suo kit di strumenti di emergenza.

Da qualche tempo sui mercati finanziari mondiali si sta delineando un trend preoccupante: i titoli di stato a lungo termine stanno subendo pressioni di vendita, persino quelli di economie leader come Stati Uniti, Giappone, Regno Unito e, in misura significativa, Francia. Di conseguenza i rendimenti stanno aumentando, insieme ai costi di rifinanziamento per nazioni già fortemente indebitate.


Architettura finanziaria gravemente danneggiata

È il cosiddetto segmento lungo della curva dei rendimenti ad allarmare sia i policymaker che le banche centrali. La stabilità dell'architettura finanziaria globale si basa sui titoli obbligazionari a lungo termine di Stati Uniti, Giappone ed Eurozona. Banche, fondi pensione sovrani e sistemi assicurativi hanno già pagato un pesante tributo a causa delle vendite in questo segmento. La struttura è stata gravemente indebolita e l'Europa si trova ora ad affrontare la prossima crisi del debito.

È una cosa che non si può più ignorare: i titoli di stato a lungo termine, un tempo considerati sicuri e con rendimenti reali positivi, hanno perso una notevole fiducia. Uno sguardo alle turbolenze politiche della Francia e al declino del Regno Unito sottolinea che uscire dalla spirale del debito – con deficit annuali in continua crescita e sistemi sociali al collasso in una società europea che invecchia e soffre di migrazioni – sembra altamente irrealistico.

La conseguenza: chiunque non sia obbligato a detenere questi titoli li scarica, rifugiandosi nei cosiddetti porti sicuri, come metalli preziosi o contanti, spesso in dollari o franchi svizzeri; uno schema collaudato quando i tempi si fanno duri.


L'Europa nel mirino

Mentre il rendimento dei decennali britannici è salito oltre il 5,7% – il livello più alto dal 2009 – la crisi in Francia si sta intensificando drasticamente. Il Paese è nel caos politico e la società è frammentata e colpita dall'immigrazione, cosa che rischia di sfociare in violenti scontri di piazza nelle Banlieue.

La Francia è diventata da tempo uno stato ingovernabile e ora rischia di essere il punto di partenza della prossima crisi del debito nell'Eurozona.

Nuvole nere si addensano sull'Europa e la Germania non sarà risparmiata. Un tempo elogiata per la sua politica fiscale conservatrice, il Paese ha aperto la porta a gravi perturbazioni nei mercati con un programma di debito da mille miliardi di euro. Se la Germania sacrificasse la propria affidabilità creditizia solo per guadagnare tempo e avere una soluzione temporanea alla crisi del suo sistema sociale, trascinerebbe i suoi partner dell'UE nel baratro. Dall'inizio dell'unione monetaria i mercati hanno collegato l'affidabilità creditizia della comunità a quella della Germania.

Nessuna delle crisi europee – né l'eccessiva regolamentazione, né la crisi energetica, né il caos migratorio – è mai stata risolta e il continente è ora esposto alla prossima.


BCE in azione

La prossima crisi del debito seguirà probabilmente lo schema della precedente, avvenuta 15 anni fa: il contagio si diffonderà da un Paese all'altro, ognuno messo alla prova da ondate di vendite obbligazionarie a fronte di stabilità e resilienza. Ciò che potrebbe avere origine in Francia raggiungerà prima o poi la Germania attraverso gli stati dell'Europa meridionale fortemente indebitati. La domanda è: la BCE riuscirà a stabilizzare la situazione, come fece allora con il suo kit di emergenza?

Ogni crisi del debito sovrano è anche una crisi bancaria. Una quota significativa dei titoli di stato è detenuta nei bilanci delle banche commerciali e un brusco calo del loro valore di mercato rischia di provocare un pericoloso sovraindebitamento nel settore finanziario. Per mitigare questo fenomeno la BCE ha sviluppato un arsenale di misure di liquidità e stabilizzazione che costituiscono il cuore del suo kit di strumenti di emergenza. Tra queste figurano le operazioni di rifinanziamento a lungo termine (LTRO) e le operazioni di rifinanziamento mirate a lungo termine (TLTRO), le quali forniscono alle banche prestiti a lungo termine a basso tasso di interesse per garantire liquidità e mantenere il flusso di credito a imprese e famiglie.


Credito fiat sottoposto a una leva molto alta

Esiste anche l'Emergency Liquidity Assistance (ELA), una sorta di valvola di sicurezza per le istituzioni sottoposte a forti pressioni, solitamente garantita da titoli di stato o altri cosiddetti “asset di alta qualità”. Il kit di strumenti è completato da indicazioni prospettiche e politiche sui tassi di interesse, volte a orientare le aspettative e stabilizzare i mercati dei tassi di interesse, spesso più a livello psicologico che materiale.

Qui risiede un difetto centrale e un'incoerenza logica nelle banche centrali: proprio gli asset considerati “di alta qualità” hanno contribuito alla crisi. Il credito fiat sottoposto a forte leva finanziaria e praticamente scoperto – senza copertura in oro o energia – ha trasformato il sistema finanziario in uno schema di Ponzi, determinando inevitabilmente una massiccia espansione del credito.

In questo contesto rientrano anche l'imponente programma di indebitamento della Germania e, secondo i funzionari politici dell'UE, la guerra per procura in corso in Ucraina. Se il rubinetto del credito viene chiuso, il castello di carte crolla.


Concentrarsi sulla manipolazione dei tassi di interesse

L'obiettivo principale della BCE rimane la stabilizzazione dei mercati obbligazionari governativi, il settore più vulnerabile in caso di crisi. Profondamente legata al centro di potere dell'UE a Bruxelles, la banca centrale agisce quasi come un dipartimento di liquidità. Quando il panico colpisce il mercato obbligazionario, essa inizia a manipolare i rendimenti e a riequilibrare il mercato, come fece 15 anni fa.

I programmi di emergenza includono il Programma di acquisti nel settore pubblico (PSPP), col quale si acquisiscono titoli di stato per aumentare la liquidità, e le Transazioni monetarie definitive (OMT), attivate solo se i Paesi interessati si impegnano ad attuare riforme. Di recente introduzione è il Transmission Protection Instrument (TPI), il quale consente alla BCE di acquistare titoli per ridurre le differenze di rendimento tra gli stati membri e garantire la trasmissione della politica monetaria. Questo strumento opera in gran parte in modo clandestino: gli interventi di mercato non sono sempre immediatamente visibili e possono essere effettuati gradualmente, anche tramite attori delegati, per evitare il panico sui mercati.

La politica della BCE può essere riassunta in modo semplice: in vista dell'imminente crollo del debito, il suo compito è manipolare l'intera curva dei rendimenti al ribasso per mantenere l'illusione di un debito pubblico sotto controllo e impedire agli investitori privati ​​di farsi prendere dal panico. La perseveranza della BCE è evidente nei corridoi di rendimento che i titoli di stato a lungo termine seguono da tempo.

Trasparenza? Praticamente inesistente. I rapporti segreti tra la BCE e i principali gruppi di capitali sono all'ordine del giorno. I mercati sono gestiti e manipolati attivamente: il libero mercato e la forza disciplinare dell'aumento dei tassi di interesse (i cosiddetti bond vigilantes) sono solo uno sbiadito ricordo del passato.


Cerotti di emergenza e pillole lenitive

In definitiva i nomi degli strumenti della BCE sono irrilevanti. La loro funzione principale è quella di attenuare le fluttuazioni di mercato a breve termine e di fornire ai policymaker un margine di manovra continuo per una burocrazia europea in continua espansione. La BCE stessa è diventata una forza maligna all'interno dell'Eurosistema: le riforme basate sul mercato sono impossibili finché i policymaker possono contare sul suo sostegno, che si tratti di programmi per il clima, di potenziamenti militari, o di altri progetti di dubbia natura.

La Commissione europea e la BCE mirano a istituire un meccanismo unificato per il debito, consolidare i debiti nazionali sotto l'egida della Commissione stessa e integrare la BCE come riserva di liquidità per stabilizzare i mercati. L'Europa si sta quindi orientando verso un socialismo centralizzato, con la BCE come fattore chiave.

In una crisi sistemica i principali pilastri dell'Eurozona – Francia, Italia e Germania – verrebbero trascinati in quella che possiamo definire spirale discendente. Sarebbe ingenuo credere che la situazione possa essere stabilizzata solo attraverso iniezioni di credito della BCE e misure di liquidità a breve termine.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: https://www.francescosimoncelli.com/


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martedì 2 dicembre 2025

Le scuole fanno uscire fuori di testa i giovani

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La traduzione in italiano dell'opera scritta da Wendy McElroy esplora Bitcoin a 360°, un compendio della sua storia fino ad adesso e la direzione che molto probabilmente prenderà la sua evoluzione nel futuro prossimo. Si parte dalla teoria, soprattutto quella libertaria e Austriaca, e si sonda come essa interagisce con la realtà. Niente utopie, solo la logica esposizione di una tecnologia che si sviluppa insieme alle azioni degli esseri umani. Per questo motivo vengono inserite nell'analisi diversi punti di vista: sociologico, economico, giudiziario, filosofico, politico, psicologico e altri. Una visione e trattazione di Bitcoin come non l'avete mai vista finora, per un asset che non solo promette di rinnovare l'ambito monetario ma che, soprattutto, apre alla possibilità concreta di avere, per la prima volta nella storia umana, una società profondamente e completamente modificabile dal basso verso l'alto.

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di James Bovard

(Versione audio della traduzione disponibile qui: https://open.substack.com/pub/fsimoncelli/p/le-scuole-fanno-uscire-fuori-di-testa)

Quasi un terzo delle scuole pubbliche a livello nazionale sta ora monitorando la salute mentale degli studenti. Il governatore dell'Illinois, J. B. Pritzker, ha di recente firmato un disegno di legge per estendere lo “screening universale per la salute mentale” a due milioni di studenti dell'Illinois nell'ambito della sua Children's Behavioral Health Transformation Initiative. Ma questo sforzo di salvataggio devasterà molti studenti e rappresenta un avvertimento per i genitori di tutto il Paese. Abigail Shrier, membro del Manhattan Institute, ha avvertito che la nuova legge dell'Illinois significherà che “decine di migliaia di giovani dell'Illinois saranno spinti nell'imbuto della salute mentale e convinti di essere malati. Molti, o la maggior parte, saranno falsi positivi”.

Se i politici vogliono aiutare i giovani, devono riconoscere come le scuole pubbliche compromettano sistematicamente la salute mentale degli studenti.

I lockdown dovuti al Covid hanno distrutto la salute mentale di milioni di giovani americani. Un'indagine del 2024 del JAMA ha rilevato che tra il 2018 e il 2021, i giovani hanno visto un aumento di quasi il 300% del numero di accessi al pronto soccorso per disturbi alimentari e idee suicide. I tentativi di suicidio sono aumentati del 250% durante quel periodo. Depressione e ansia sono aumentate vertiginosamente tra i giovani dall'inizio della pandemia, ma politici e decisori politici hanno ignorato la carneficina mentale inflitta dalle linee di politica anti-Covid.

Un sondaggio del 2021 dei Centers for Disease Control and Prevention ha rilevato che il 44% degli studenti delle scuole superiori ha dichiarato di “sentirsi persistentemente triste o senza speranza nell'ultimo anno”. Le ragazze avevano quasi il doppio delle probabilità di essere depresse, con il 57% che “si sentiva persistentemente triste e senza speranza” rispetto al 31% degli studenti maschi. La chiusura delle scuole non è riuscita a contrastare la diffusione del Covid. Dopo la loro riapertura, gli studenti sono stati incalzati a rispettare obblighi assurdi sull'uso delle mascherine che non hanno fatto altro che moltiplicare l'ansia.

Le scuole stanno sovvertendo la salute mentale degli studenti, incitandoli senza sosta a dubitare o disprezzare il proprio corpo. Queste buffonate hanno raggiunto livelli epidemici anche prima dell'inizio della pandemia di Covid. Nel 2019 lo stato del Maryland emanò regolamenti per promuovere la “considerazione dell'identità e dell'espressione di genere” di ogni studente, reputandola un “valore”. Funzionari governativi e personalità politiche si sono arrogati la prerogativa di ridefinire il genere nello stato del Maryland. La contea di Montgomery, il più grande sistema scolastico dello stato, annunciò che avrebbe scelto i libri per il curriculum “attraverso una ‘lente LGBTQ+’ e si sarebbe chiesto se i libri ‘rinforzassero o interrompessero’ gli ‘stereotipi’, la ‘cisnormalità’ e le ‘gerarchie di potere’”, secondo una memoria depositata alla Corte Suprema dai genitori che hanno contestato con successo il sistema scolastico. In tale documento si sottolineava anche che “agli insegnanti viene detto di inquadrare il disaccordo con le idee [pro-LGBTQ] come ‘offensivo’ e di rispondere con esempi di ‘uomini che si smaltano le unghie’ o ‘indossano abiti eleganti’”. L'obiettivo è quello di instillare nei giovani “una nuova prospettiva che non venga facilmente contravvenuta dai loro genitori”, come ha ammesso il consiglio scolastico della contea.

L'indottrinamento ha prodotto un aumento del 582% del numero di giovani che si identificano come “non binari” nelle scuole della contea di Montgomery. “Disturbare il pensiero dei ragazzini” ha avuto un tale successo che quasi la metà degli studenti si è identificata come non binaria ed essi hanno molte più probabilità di soffrire di disturbi mentali. Un sondaggio ha rilevato che nel 2022 più della metà dei giovani transgender e non binari ha preso in considerazione il suicidio. Ciò non ha impedito ad altri sistemi scolastici di condurre campagne, aperte o nascoste, per convincere i giovani a pentirsi o a ribellarsi alle proprie origini.

Per decenni le scuole hanno bombardato i giovani con la propaganda ambientalista. Il risultato, secondo l'American Psychological Association, è che il 58% dei giovani americani è “molto o estremamente preoccupato per il cambiamento climatico” e il 43% ha affermato che “il cambiamento climatico ha avuto un impatto sulla loro salute mentale”. L'Harvard Medical Magazine riporta che per molti giovani “la preoccupazione per le minacce del futuro cambiamento climatico si traduce in attacchi di panico, insonnia, pensieri ossessivi e altri sintomi”.

Le scuole propongono come modello Greta Thunberg, l'adolescente svedese squilibrata i cui deliri incoerenti contro il mondo moderno l'hanno resa una santa. Per i cervelli giovani è irrilevante che molti degli allarmi ambientali si siano rivelati falsi o esagerati. Ai ragazzini è stato insegnato ad avere paura e a implorare i politici di salvarli: due conseguenze molto negative per la salute mentale. I sondaggi di Eco-America indicano che tra il 57% e il 70% degli adolescenti di età compresa tra 13 e 17 anni “riporta sintomi di ansia legati al clima”. Ella Emhoff, figliastra dell'ex-vicepresidente Kamala Harris, si è di recente lamentata su TikTok: “Penso che tutto ciò che riguarda l'ambiente mi stia davvero dando fastidio, ed è così: provo molta ansia per il clima, come tutti noi”. Trasformare l'ansia per il clima in una virtù non fa altro che diffondere ancor più l'angoscia.

Le scuole stanno anche sovvertendo la salute mentale esagerando enormemente altri pericoli che gli studenti affrontano, come ad esempio bizzarre esercitazioni contro eventuali sparatorie nelle scuole. In Indiana gli insegnanti di una scuola elementare sono stati colpiti da colpi di arma da fuoco nell'ambito di un programma di formazione per “scuole sicure”. Secondo l'Associazione degli Insegnanti dello Stato dell'Indiana, gli sceriffi hanno ordinato agli insegnanti di “entrare in un'aula quattro alla volta, poi hanno detto loro di accovacciarsi e hanno sparato loro con pallini in rapida successione, come in un'esecuzione”, lasciandone diversi insanguinati e molti in preda alle urla. Il sindacato si è lamentato: “Gli insegnanti erano terrorizzati, ma è stato detto loro di non dire a nessuno cosa fosse successo. Gli insegnanti che aspettavano fuori e che avevano sentito le urla sono stati portati in aula quattro alla volta e l'esercitazione è stata ripetuta”.

Le scuole stanno “trasformando sempre più i loro corridoi in imitazioni di vere sparatorie di massa, con tanto di poliziotti che sparano con pistole ad aria compressa e studenti di teatro arruolati per impersonare vittime, truccate con sangue finto e fori di proiettile. Occasionalmente insegnanti e studenti vengono sottoposti a esercitazioni a sorpresa senza preavviso”, come ha osservato un giornale studentesco di Great Neck, New York. Un'insegnante della Pennsylvania ha commentato di essere rimasta “più traumatizzata che preparata” dopo che alcuni dei suoi colleghi sono stati colpiti con pistole ad aria compressa da un finto tiratore. “Ci sono stati colleghi che sparavano ai colleghi, persone colpite da pallini [...]. La gente urlava, cercava di scappare, inciampava l'una sull'altra; è stato orribile”, ha ricordato Elizabeth Yanelli.

Tra i principali beneficiari di queste buffonate ci sono le aziende farmaceutiche che promuovono farmaci ansiolitici per i bambini. L'ex-poliziotto Raeford Davis ha commentato così queste esercitazioni: “Rituali del genere, di esecuzioni simulate, vengono condotti per scopi di controllo sociale basati sulla paura, per traumatizzare, instillare paura, disperazione, impotenza personale e dipendenza da figure autoritarie affinché si chieda di essere salvati e protetti”. Uno studio del 2021 condotto dai ricercatori del Georgia Institute of Technology “ha rilevato che ansia, depressione e stress aumentano di circa il 40% dopo le esercitazioni [per le sparatorie nelle scuole]”. Un simile danno psichico collaterale è particolarmente deplorevole, poiché le esercitazioni che le scuole costringono gli studenti a svolgere sono per lo più inutili in una crisi reale.

Molti studenti sono delusi perché riconoscono di non avere praticamente via di scampo dalla sorveglianza. Le scuole si vantano di dare ai giovani computer portatili gratuiti, ma questo equivale a indossare un braccialetto elettronico alla caviglia per monitorare tutto ciò che una persona scrive o ogni passo che fa online. Uno studio recente ha rilevato che la stragrande maggioranza delle aziende che le scuole assumono per sorvegliare gli studenti durante la navigazione online, in realtà li monitora 24 ore al giorno, 7 giorni su 7, utilizzando dispositivi forniti dalle scuole stesse. Lo studio ha rilevato che il 29% delle aziende “genera ‘punteggi di rischio’ degli studenti in base al comportamento online”. Il Center for Democracy and Technology ha riferito nel 2023: “Il monitoraggio delle attività studentesche continua a danneggiare molti degli studenti che afferma di aiutare: azioni disciplinari, messe alla berlina e contatti con le forze dell'ordine sono ancora conseguenze regolari” della sorveglianza attiva online sugli studenti.

Un recente cambiamento nella linea di politica federale in materia di sovvenzioni lascia intendere quanto danno gli interventi di Washington per la salute mentale abbiano già inflitto agli studenti. A luglio il Dipartimento dell'Istruzione degli Stati Uniti ha proposto di rivedere le linee guida per vietare che le sovvenzioni federali per la salute mentale “promuovano o sostengano ideologie di genere, attivismo politico, stereotipi razziali, o ambienti ostili per studenti di determinate etnie”.

Il fatto che sia necessaria una nuova linea guida per queste cose è indicativo delle follie precedentemente propagate dai burocrati. Sarà necessaria un'altra modifica normativa per smettere di usare i finanziamenti pubblici per incutere timore nei giovani?

Politici, psichiatri e scuole pubbliche sono gli ultimi a cui affidarsi per salvaguardare la salute mentale. I giovani americani stanno già soffrendo una spirale politico-psicologica discendente a causa di decenni di linee di politica abusive e repressive. Limitare il potere politico e burocratico, come sta facendo adesso il Dipartimento dell'Istruzione, è un primo passo fondamentale per riportare l'America alla normalità.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: https://www.francescosimoncelli.com/


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lunedì 1 dicembre 2025

L'UE accelera verso il collasso: Merz, Draghi e la Lagarde rimarcano la crisi dell'Europa

La formula “tutte le strade conducono a Londra” rappresenta il modo in cui i vecchi interessi bancari hanno gestito il loro impero mercantilista per centinaia di anni. Oltremanica, ovviamente, perché erano in competizione con gli olandesi. Nel corso del tempo hanno costruito una immensa rete di persone e relazioni finanziarie in tutto il mondo. C'è un intero universo di persone che non è coperto da Wikipedia e di cui non sappiamo niente, ma ai fini della comprensione di come funzionano le meccaniche è più importante la rete e le relazioni piuttosto che le singole persone o i singoli gruppi. Questa rete/relazioni si manifesta attraverso le policy: arrivano le proverbiali telefonate dall'alto e vengono prese da chi deve mettere in atto gli ordini... e così ci ritroviamo roba come lo Steele Dossier, l'MI6 infiltrato nella CIA, conflitti settari che scoppiano improvvisamente (es. India-Pakistan, Azerbaijan-Armenia, ecc.). Alla domanda perché l'abbiano fatto e lo facciano tuttora, la risposta è: non hanno collaterale. L'Europa ha da sempre costruito imperi coloniali perché non ha abbastanza risorse naturali da poter restare nel cosiddetto “Primo mondo” e quindi le deve prendere da qualcun altro. In un certo senso questa è la sua storia degli ultimi 500 anni. In quest'ottica Londra ha sparso “gaslighting” cucendo addosso agli USA l'etichetta di “impero del male”: gli americani hanno adottato la politica estera inglese, il sistema bancario centrale inglese, policy di tasse e spese inglesi, un maggiore centralizzazione della società. Va bene essere critici del passato degli Stati Uniti, anche del presente sotto certi aspetti, ma quest'ultimo è di certo tutt'altra cosa rispetto a quando c'erano gente come Condoleezza Rice, Paul Wolfowitz, Donald Rumsfeld, Dick Cheney. “Tutte le strade portano a Londra” perché adesso l'Europa è il giocatore più debole al tavolo della geopolitica (inclusa la City di Londra ed escluso il Vaticano). Qual è un ulteriore elemento di “gaslighting” sparso dagli inglesi? Il mito dell'onnipotenza degli ebrei. Mettere gli uni contro gli altri serve solo al miglior interesse della City di Londra in modo da disinnescare eventuali minacce.

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di Thomas Kolbe

(Versione audio della traduzione disponibile qui: https://open.substack.com/pub/fsimoncelli/p/lue-accelera-verso-il-collasso-merz)

Il Cancelliere sembra essersi scontrato con la realtà durante la pausa estiva: Merz vede il sistema sociale tedesco in profonda crisi. Nel frattempo i suoi alleati politici a Bruxelles chiedono un aumento della stessa dose di veleno che sta facendo ammalare l'Europa.

Diciamolo chiaramente: gran parte dell'élite politica ha un rapporto frammentato con la realtà. Questo vale tanto per il declino economico della Germania e dell'UE quanto per la comunicazione pubblica degli obiettivi politici strategici, sistematicamente oscurati. Una critica aperta al corso degli eventi potrebbe far crollare la favola politica più velocemente di quanto la realtà possa percolare nell'opinione pubblica.


Merz e lo Stato sociale

Ancora più significative sono le parole di avvertimento del Cancelliere, Friedrich Merz, durante la sua apparizione al congresso del partito della CDU in Bassa Sassonia: “Non sono soddisfatto di quanto abbiamo realizzato finora: dobbiamo fare di più e meglio”.

Eccolo finalmente! Un leggero fremito di autocritica da parte del Cancelliere. Raro, davvero. Eppure quella dichiarazione ci deve far porre una domanda: cosa intende esattamente Merz con “realizzato”? Si riferisce al cosiddetto stimolo agli investimenti, che presumibilmente fornirà un sollievo marginale all'economia tedesca mentre è sull'orlo del collasso? O si riferisce agli ingenti pacchetti di debito e al crescente divario di finanziamento, che molto probabilmente saranno colmati con aumenti delle tasse?

Nel suo discorso a Osnabrück, Merz ha parlato in modo insolitamente chiaro dello stato in cui versa il sistema di welfare: “Lo Stato sociale, così come lo abbiamo oggi, non è più sostenibile finanziariamente rispetto a ciò che possiamo offrire economicamente”. Una diagnosi schietta, che lascia ben poco a desiderare in termini di chiarezza.

Tuttavia non si è fatto alcun accenno a una svolta orientata al mercato, alla fiducia nelle soluzioni individuali, alla responsabilità personale, o a una rapida riduzione della burocrazia. Il messaggio sembra essere: mantenere la rotta.


Momenti di onestà

Merz ha parlato in modo inequivocabile anche dei sussidi sociali: non si può continuare così. Circa 5,6 milioni di persone ricevono i sussidi e molti potrebbero lavorare ma non lo fanno, ha detto. Una realtà che la politica di solito evita.

Un tentativo timidamente esplicito di denunciare apertamente la precarietà della previdenza sociale tedesca. In tempi in cui l'addolcimento della pillola politica è all'ordine del giorno, è quasi un colpo di fortuna quando un politico di spicco riconosce almeno in parte la realtà economica.

Gli ultimi dati economici hanno forse scosso Merz e i suoi colleghi a Berlino? Il PIL si è nuovamente contratto nel secondo trimestre e le prospettive rimangono fosche. Con lo stato che interviene con ingenti programmi di credito e un nuovo debito che quest'anno ha raggiunto circa il 3,5%, l'economia privata si sta contraendo del 4-5%. Definirla recessione sarebbe eufemistico: siamo in depressione.


Più centralismo nell'UE

Mentre il Cancelliere si confrontava con la dura realtà economica della Germania, i rappresentanti dell'UE lanciavano palloni sonda sui media.

È stato Mario Draghi, il poliedrico politico dell'UE, che si alterna con disinvoltura tra l'ex-primo ministro italiano e il presidente della BCE, a presentare l'ennesimo rapporto.

Ha ribadito la sua consueta richiesta: l'Unione Europea deve agire in modo più coeso, come un unico stato, se vuole mantenere un ruolo geopolitico.

Ancora una volta, la stessa medicina che ha fatto ammalare l'Europa: più centralizzazione, meno sussidiarietà e un governo tecnocratico intensificato. Draghi ripropone ancora una volta il piano di Bruxelles, come durante la crisi del debito sovrano di 15 anni fa: potere concentrato a Bruxelles, decisioni al di fuori del controllo democratico, imposte da un apparato politico che dirige le narrazioni sui media. Censura rigorosa, manipolazione dell'informazione: strumenti sporchi per mettere a tacere l'opposizione alla centralizzazione. La stessa logica autoritaria che funzionò allora sta tornando in auge.


La Lagarde e la migrazione

Anche l'alleata di Draghi, la presidente della BCE Christine Lagarde, ha fatto il suo ingresso nel circuito mediatico. Ha toccato il tema dell'immigrazione, un argomento abilmente evitato o distorto nel mondo della politica e dei media tedeschi.

La Lagarde si è lanciata in affermazioni audaci alla riunione della Federal Reserve a Jackson Hole, testando abilmente l'umore dell'Europa. Secondo lei l'UE non potrebbe più crescere senza una massiccia migrazione (di quale crescita esattamente?); ha poi affermato che il PIL della Germania sarebbe oggi inferiore di circa il 6% rispetto al 2019 senza lavoratori stranieri.

Che il Paese sia in depressione da tempo sembra non essere stato compreso dai vertici della BCE. Poi è arrivata la solita solfa: senza migrazione, la carenza di manodopera non può essere affrontata. Nessun accenno ai progressi tecnologici tramite intelligenza artificiale o robotica, che potrebbero compensare la carenza di manodopera. Nessun accenno alla migrazione come rischio per la sicurezza, ai conflitti culturali, o a un Islam politico incompatibile con i valori europei.

La posizione della Lagarde è stata particolarmente eclatante in un momento in cui gli Stati Uniti hanno iniziato a rimpatriare i migranti illegali, ponendo fine all'europeizzazione della politica americana. Il suo discorso, nella terra del risveglio razionale e della svolta politica, non ha suscitato altro che sconcerto.

Jackson Hole ha evidenziato la traiettoria dell'UE: frontiere aperte, élite che ignorano i rischi, mentre la sinistra espande la propria base elettorale a spese della cultura e dell'economia dell'Europa.


Equilibrio precario

Se si mettono insieme i tre eventi – il discorso di Merz, la Lagarde a Jackson Hole e l'ultimo rapporto di Draghi – la conclusione è allarmante: l'economia sta accelerando verso il collasso a causa di una crisi energetica autoinflitta e di un'eccessiva regolamentazione. I fondi sociali, tesi dall'immigrazione illegale di massa, rischiano l'implosione. La soluzione proposta? Centralizzazione, regolamentazione e migrazione incontrollata.

Anche i soliti dibattiti sull'aumento delle tasse del Ministro delle Finanze, Lars Klingbeil, si inseriscono perfettamente in questo contesto: l'individuo non conta nulla, lo stato controlla tutto, gravando sempre di più sui cittadini. L'audacia di attaccare la proprietà privata e aumentare ulteriormente le tasse è sconcertante, e incontra poca resistenza. La CDU di Merz è diventata un muro protettivo di aria fritta, sottile come la carta.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: https://www.francescosimoncelli.com/


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