lunedì 9 dicembre 2019

Sta arrivando una correzione, ma non ditelo ai tori





di Lance Roberts


Di recente ho discusso delle estensioni estreme piuttosto evidenti nel mercato, oltre il trend di lungo termine e la media mobile giornaliera a 200 giorni:
Molto probabilmente sarà proficuo rimanere pazienti man mano che arriviamo alla fine dell'anno. Con una grande fetta di stagione degli utili ormai alle nostre spalle e dati economici che sembrano deboli nel quarto trimestre, il mercato è andato un po' oltre nelle ultime settimane.

Il mercato ora supera di oltre il 6% la media mobile giornaliera a 200 giorni. Queste estensioni dei prezzi estreme tendono ad indicare il top a breve termine sul mercato ed è prudente attendere un ritracciamento per poi aggiungere esposizioni. 

Ma non è solo l'avanzamento più estremo del mercato nelle ultime 5 settimane che ci preoccupa nel breve termine, ma una serie di altre indicazioni che in genere suggeriscono correzioni a breve o medio termine.

Non sorprende che, ogni volta che discuto di una potenziale correzione del mercato, io sia quasi sempre etichettato come "ribassista". Pertanto ciò significa che io stia consigliando di spostarsi o nei contanti o di shortare il mercato. In entrambi i casi, si presume che io abbia "perso" la salita precedente.

Se siete habitué dei nostri spazi di diffusione, sapete già che siamo rimasti principalmente investiti nei mercati, ma protetti con asset a reddito fisso e liquidità nonostante le nostre opinioni "ribassiste". Mi viene in mente qualcosa che disse il famoso stratega di Morgan Stanley, Gerard Minack:
La cosa divertente è che c'è una disconnessione tra ciò che gli investitori stanno dicendo e ciò che stanno facendo. Nessuno pensa che tutti i problemi rivelati dalla crisi finanziaria globale siano stati risolti. Ma quando hai un rally azionario come quello degli ultimi quattro o cinque anni, allora tutti hanno dovuto partecipare... almeno in una certa misura.

Quello che abbiamo visto è stato orsi full invested.

Mentre i media generalisti continuano a disallineare le aspettative individuali castigandole per "non aver battuto il mercato", cosa che in realtà è impossibile da fare, il compito di un gestore di portafoglio è di partecipare ai mercati preferendo la conservazione del capitale. Questo è un punto importante:
È la distruzione del capitale durante le flessioni del mercato che ha il maggiore impatto sulla performance del portafoglio a lungo termine.

Da questo punto di vista, in qualità di gestore di portafoglio, l'idea di "orsi full invested" definisce la realtà dei mercati di oggi. Nonostante questa consapevolezza, i mercati sono eccessivamente rialzisti, estesi e sopravvalutati ed i gestori di portafoglio devono rimanere full invested o subire un potenziale "rischio di carriera" per una sottoperformance. Ciò che gli interventi della Federal Reserve hanno fatto è spingere i gestori di portafoglio ad inseguire le performance nonostante le preoccupazioni di una potenziale perdita di capitale.

La gestione dei portafogli, rincorrendo rendimenti corretti per il rischio e proteggendo al contempo il capitale, rappresenta un delicato equilibrio. Di conseguenza volevo condividere alcuni grafici che suggeriscono di rimanere pazienti e questo molto probabilmente produrrà un punto di ingresso migliore per gli investitori in un futuro non così lontano.


Il forte progresso del mercato ha riportato la maggior parte delle misure che seguiamo, dal momentum, al prezzo fino alla deviazione,  al livello ipercomprato.

Quando tutti gli indicatori suggeriscono che il mercato abbia probabilmente esaurito la maggior parte del suo avanzamento, spesso una correzione per invertire tali condizioni non è molto lontana. Indipendentemente dalla tempistica di tale correzione, è improbabile che il mercato avanzi ulteriormente e che assumere un'ulteriore esposizione alle azioni in base a questi livelli produrrà probabilmente un risultato scarso.

Il taglio dei tassi e il progresso del QE nel mercato hanno anche spinto gli investitori a livelli di estrema compiacenza.


Tali livelli estremamente bassi di volatilità, combinati con gli investitori che si accalcano in "posizioni short" record sul VIX, forniscono tutto il "carburante" necessario per una correzione abbastanza acuta del 3-5%, dato il catalizzatore appropriato.


Dato che gli investitori sono "all-in", come discusso la scorsa settimana, c'è molto spazio affinché siano costretti a lasciare le loro partecipazioni e spingere i mercati verso il basso nelle prossime settimane. Tuttavia non sono solo i singoli investitori ad essere "all in", ma anche i professionisti.


Anche il posizionamento dell'Eurodollaro sta inviando un avvertimento importante. (Con "Eurodollaro" si fa riferimento a depositi denominati in dollari USA presso banche estere, o presso le filiali estere di banche americane.)

Quando la BCE ha lanciato il QE a seguito del selloff del 2016, le banche estere hanno liquidato i depositi di Eurodollari in quanto si è ritenuto meno rischioso detenere depositi denominati in valuta estera. Attualmente tale opinione si è invertita bruscamente, mentre l'economia globale rallenta e le banche straniere stanno “proteggendo” il loro rischio inondando denaro in depositi denominati in dollari USA. Storicamente un'inversione estremamente brusca degli Eurodollari ha preceduto eventi di mercato più preoccupanti.


Con i depositi Eurodollari a livelli record, le banche straniere sanno qualcosa che noi non sappiamo?

La deviazione tra utili aziendali GAAP e profitti aziendali è attualmente a livelli record. È anche del tutto insostenibile. O i profitti aziendali raggiungeranno gli utili, o viceversa. Storicamente i profitti non hanno mai raggiunto gli utili, è sempre avvenuto il contrario.


Le aspettative sugli utili societari futuri sono ancora molto elevate e, con il rallentamento dei riacquisti di azioni proprie, questo lascia molto spazio ad una possibile delusione.

Ho scritto molte volte in passato che i mercati finanziari non sono immuni alle leggi della fisica.

Esiste una semplice regola:
Ciò che sale, deve alla fine scendere.

L'esempio che uso più spesso è la somiglianza con lo "allungare un elastico". I prezzi delle azioni sono legati alla loro tendenza a lungo termine che funge da attrazione gravitazionale. Quando i prezzi si discostano troppo dalla tendenza a lungo termine, alla fine “inevitabilmente” torneranno alla media.

Attualmente il mercato non è solo oltre il 6% al di sopra della media mobile a 200 giorni, come mostrato nell'apertura di questo articolo, ma è attualmente oltre il 15% al ​​di sopra della sua media mobile a 3 anni.

Ancora più importante, il mercato è attualmente estremamente al di sopra della tendenza rialzista a lungo termine. Durante l'intero progresso del mercato toro decennale, la linea di tendenza è stata testata con una certa regolarità dopo estensioni così estreme.


Infine c'è il sentiment. Quando è fortemente distorto nei confronti di coloro che sono disposti a "comprare", i prezzi possono aumentare rapidamente e apparentemente "fregarsene della preoccupazione". Tuttavia il problema si presenta quando il sentiment inizia a cambiare e quelli disposti a "comprare" scompaiono.

Questo "vuoto" di compratori porta ad una rapida riduzione dei prezzi, poiché i venditori sono costretti ad abbassare il loro prezzo per completare una transazione. Il problema si aggrava quando i prezzi scendono rapidamente. Quando i venditori si fanno prendere dal panico e sono disposti a vendere "a qualsiasi prezzo", i compratori che rimangono acquisiscono il controllo quasi assoluto sul prezzo che pagheranno. Questa "mancanza di liquidità" per i venditori porta ad una rapida e brusca riduzione dei prezzi, che aggrava ulteriormente il problema fino a quando i "venditori" non spariscono del tutto.

Attualmente c'è una scarsità di "orsi".

Come abbiamo discusso di recente, la fiducia dei consumatori e degli investitori è estremamente elevata. Tuttavia la fiducia dei CEO è ai minimi storici. Una rapida occhiata alla storia mostra che questo livello di disparità non è inusuale rispetto ai picchi del mercato e alle crisi.

Un altro modo per analizzare i dati sulla fiducia è quello di esaminare l'indice delle aspettative dei consumatori meno l'indice della situazione attuale.

Questa misura segnala anche che sta arrivando una correzione/recessione. Il differenziale tra le aspettative e la situazione attuale, come potete vedere di seguito, è peggiore dell'ultimo ciclo e solo leggermente più alto di prima del crash delle "dotcom". Le recessioni iniziano dopo che questo indicatore raggiunge il fondo, cosa che si sta già verificando.


Attualmente sembra che sia in atto il processo di bottoming e il potenziale rialzo, cosa che segnala una recessione e un mercato ribassista.


Niente di tutto ciò dovrebbe sorprendere mentre ci dirigiamo verso il 2020. Con livelli bassi da record nella disoccupazione e nelle richieste per i sussidi di disoccupazione, combinati con livelli elevati di sentiment, opportunità di lavoro e prezzi record degli asset, sembra che le cose non possano andare meglio.

Questo significa che l'attuale mercato toro è finito?

No.

Tuttavia ciò suggerisce che il "rischio" per gli investitori è attualmente al ribasso e dovrebbero essere prese in considerazione precauzioni in merito all'esposizione alle azioni.

Dato che gli indicatori a breve, medio e lungo termine sono tutti allineati, il rischio di avere portafogli senza copertura non è più qualcosa di ottimale. Pertanto ieri abbiamo aggiunto una posizione S&P 500 "inversa" a tutti i nostri portafogli.

Sebbene nessuno dei grafici sopra indichi necessariamente che arriverà il prossimo "grande mercato orso", suggeriscono però che è probabile una modesta correzione. La ragione per cui ci proteggiamo dai ribassi è che un giorno, e non sapremo mai il quando, una modesta correzione si trasformerà in una crisi più significativa.

Rimanendo full invested nei mercati finanziari senza una comprensione approfondita della vostra "esposizione al rischio", probabilmente non otterrete il risultato finale che vi aspettavate. Tutti i grafici sopra sono collegati tra loro e quando uno si inverte, tutti si invertiranno.

Quindi prestate attenzione ai dettagli.

Come ho detto sopra, il mio lavoro, come ogni gestore di portafoglio, è partecipare quando i mercati salgono; tuttavia è anche mio compito mantenere un approccio misurato alla conservazione del capitale.

Quindi perché non dovreste mostrare questi grafici ai tori?

Perché prima avete bisogno di qualcuno a cui "vendere".


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: https://www.francescosimoncelli.com/


venerdì 6 dicembre 2019

Uno spunto per riflettere sulla teoria Austriaca: Doctor Sleep





di Francesco Simoncelli


È fuor di dubbio che di recente il mondo cinematografico statunitense abbia ben poco da dire. Nell'ultimo anno, a parte la trasposizione originale su pellicola di Joker, il deserto creativo l'ha fatta da padrone. Poi, però, salta fuori un piccolo gioiello dove meno te lo aspetti, soprattutto considerando che i sequel erano il tormentone degli anni '90 e spesso andavano ad azzoppare o distruggere ciò che di bello era stato creato col capostipite. Questo non è il caso di Doctor Sleep dove sebbene non fosse necessario un seguito, il fatto che sia stato realizzato non pregiudica affatto l'eredità che si porta dietro. Guardando la pellicola emerge lampante come Mike Flanagan non abbia voluto superare Kubrick, bensì accostarsi ad esso e apprendere da buon allievo i trucchi del mestiere. Doctor Sleep, infatti, rappresenta un inchino di fronte ad un maestro e la voglia di ripartire da "dove avevamo lasciato". Le scene trasudano riverenza, umilmente ideate per dire allo spettatore come il regista si stia avvicinando tremolante al suo idolo. Gli stringe la mano e infine cerca di compiere i suoi passi, un processo in cui Flanagan cerca di uscirne migliorato e al contempo avere per le mani i mezzi per fare meglio.



UN OSSEQUIOSO OMAGGIO

Non intendo spoilerare l'intero film, quindi non seguirà una dissezione peculiare del film, ma dovrò fare affidamento ad alcune scene per far capire al lettore quanto questo film sia utile per capire meglio alcuni concetti teorici. Di conseguenza se volte prima vedere Doctor Sleep senza venire preventivamente a conoscenza di alcune scene, vi consiglio di saltare in blocco questa sezione.

Credo che l'iconico dualismo tra "bene" e "male" sia la prima cosa che salta all'occhio a coloro che vogliono godersi un film per distrarsi senza dover troppo tergiversare su temi ben più profondi, ma c'è qualcosa di più in realtà. Il simbolismo rappresentato dalle sfere d'azione di Danny Torrance (Ewan McGregor) e di Rose The Hat (Rebecca Ferguson) va ben oltre la semplice apparenza, poiché le azioni da essi compiute incarnano il vicendevole attrito tra pianificazione centrale e libero mercato. Non è mia intenzione introdurre la morale in questo discorso, mal e azioni come al solito parlano: Rose è a capo di un gruppo dedito al consumo, alla violenza. Sebbene sia la sopravvivenza il loro scopo, agiscono in base a quel principio hobbesiano secondo cui l'umanità è in perenne lotta contro sé stessa. Lo pseudo empirismo machiavellico de "il fine giustifica i mezzi" è una foglia di fico che la pianificazione centrale vuole indossare per giustificare la sua esistenza. Ma quest'ultima è contro natura.

Una scena emblematica è la morte della figura spirituale Grampa Flick (Carel Struycken): il gruppo guidato da Rose all'inizio prova dolore per la perdita, ma una volta che il corpo del vecchio si dissolve nell'aria, rilasciando vapore (una sostanza che persone speciali possiedono in quantità e che il gruppo di Rose ha bisogno di sopravvivere), si precipita vorace per aspirarne anche l'ultimo zampillo di essenza. Vampiri spirituali sullo schermo, vampiri sociali nella realtà. Non si fermano davanti a niente pur di soddisfare la loro fame secolare, non esistono legami di famiglia, non esistono rapporti sociali solidi, non esiste empatia; solo la volontà smodata di consumare senza alcun rispetto per il prossimo. La loro stessa esistenza è un'aberrazione, nonostante le suadenti parole che utilizzano per attirare le ignare vittime nella loro trappola mortale.

Non creano alcunché, ma consumano solamente, parassitando senza vergogna tutti coloro che possono fornire un giorno in più di sopravvivenza alla loro recalcitrante esistenza. Non utilizzano la violenza per difendersi, ma per offendere, bramosi di trovare quel pasto che gli conferirà forza e benessere. E questo è analogo alla figura dello stato: un gigantesco apparato di coercizione top-down che consuma solamente, consuma ricchezza e voracemente acquisisce risorse attraverso la violenza offensiva. Questo tipo di perversione della naturale indole umana genera contrasti, risentimento e lotte infinite. Perché? Perché la Rivoluzione Industriale è esplosa solo nel XIX secolo, quando i benefici della cooperazione sono stati meglio inquadrati dalla società. Un percorso iniziato nel 1600 in Olanda con la propaganda calvinista e il cui culmine è stato il 1800. Un rigetto dell'intromissione della pianificazione centrale e l'efficiente appoggio di liberi scambi tra gli individui, hanno permesso al processo cooperativo naturale di diffondere i benefici della violenza difensiva, del commercio e di una organizzazione sociale bottom-up.

Rose invece è la quintessenza degli svantaggi e della distruzione arrecati da una organizzazione sociale top-down. Tutti dipendono da lei, annichilendo volontariamente la loro volontà per agire in accordo con i desideri di un singolo. Per quanto paradossale possa sembrare si tratta pur sempre di un'azione volontaria e l'ossimoro evidente di questo fenomeno dà vita alla violenza offensiva.

In contrasto alla scena sopra descritta, c'è quella di Danny che, lavorando per un hospice, si siede accanto ad un moribondo e lo consola nel momento del trapasso. Danny intesse legami, condivide esperienze e crea valore grazie alla sua affinità con le persone che intorno a lui desiderano soddisfare i loro desideri. Danny prospera in questo ambiente, poiché fornendo un servizio prezioso, lenisce l'insoddisfazione di coloro che popolano il luogo di lavoro in cui opera. Commoventi e struggenti le scene in cui gli anziani vengono accompagnati verso il loro ultimo viaggio, brillantemente riprese e ideate da Flanagan. Viviamo intensamente quei momenti, proprio perché mentre empaticamente insiti nello scambio: non riceviamo senza dare.

L'empatia, la lealtà nei confronti degli altri e la giustezza morale della violenza difensiva è magistralmente espressa dal compagno fedele che segue Danny nel suo cammino, Dick Hallorann (Carl Lumbry), mostrando costantemente laddove egli possa peccare di presunzione. Non è lui il protagonista di questa storia, bensì gli attori che incontrerà lungo il suo cammino e che arricchiranno la sua esistenza. Scambiare con loro vita e tempo lo migliora, lo eleva, rispetto all'autarchia cui sembrava averlo costretto Jack (Jack Nicholson), il padre, nel primo capitolo di questa serie, The Shining. Evidenza questa che emerge quando Danny stringe amicizia con Billy Freeman (Cliff Curtis): non hanno affatto bisogno di sapere niente l'uno dell'altro, ma beneficiano dell'empatia dell'altro quando l'insoddisfazione incalza le loro menti.

Il mondo di Danny è un paesaggio corale, dove le varie figure che incontra lo arricchiscono, semina prosperità e vede nella pace l'unica forza motrice di questo etereo meccanismo. L'asimmetria informativa di tale processo, come nella realtà, incarna le basi del libero mercato, in contrasto col mondo metodico, fisso e granitico di Rose. Quest'ultima, dirigendo dall'alto i meccanismi della sua comunità, ritiene di poter avere a disposizione tutte le informazioni pertinenti l'ambiente che la circonda. Crede di poter consumare all'infinito, crede che il mondo sia solo un luogo in cui si possa ricevere senza mai dare. Può aggirarne temporaneamente i costi, ma non può violarli: non esistono pasti gratis. La sua presunzione di conoscenza la porta a cadere nella trappola ordita da Danny per fermarla: farla divorare dall'Overlook Hotel. Ignara di questo stratagemma, baldanzosa della sua presunta onniscienza, vuole sorvolare i costi della sua ignoranza. Prima della sua fine è importante sottolineare come Danny, fermo nelle sue convinzioni, persegua la strada della violenza difensiva: brandendo la stessa ascia che usò il padre nel precedente film, indietreggia davanti alla violenza aggressiva di Rose, aspettando che sia lei a fare la prima mossa.

Ma non crediate che l'apparente sconfitta di Danny sia qualcosa di cui temere, perché le forze ostili possono anche essere soverchianti quando ci dimeniamo in un mondo avverso, ma l'azione umana rimane quell'apriori inossidabile che impedisce ai socialismi di avere un controllo totale. Infatti l'essere posseduto dagli spiriti dell'hotel non distoglie la sua attenzione dalle priorità reali che ha in mente: salvare Abra (Kyliegh Curran), una giovane ragazza che Rose voleva a tutti i costi consumare. La volontà ferma, la volontà ferrea, che ci contraddistingue e che ci rende unità individuali impossibili da controllare, annienta la falsità di chi ritiene esista un apparato superiore che possa dirigere le azioni dei singoli individui. Danny ricaccia nell'oscurità quegli spiriti che volevano far del male, attraverso di lui, alla giovane Abra e con un ultimo gesto di meraviglioso sacrificio mostra la strada della libertà alla sua amica.

Ciò che rimane di Danny adesso è nella mente e nel cuore di Abra, che entusiasta di aver trovato la chiave di lettura del mondo che la circonda, trova conforto nelle lezioni che il suo mentore le ha lasciato. L'eredità che val la pena di lasciare ad ogni discendente: l'amore per la libertà e la ricerca dell'individualismo metodologico.



DIETRO LE QUINTE

Il film ovviamente ci parla da un punto di vista emozionale, aggiungendo anche diversi spunti filosofici sopra descritti, quindi è necessaria una disamina più accurata del suo messaggio. Teoria soggettiva, utilità marginale e conoscenza decentrata sono quegli aspetti che vengono presentati allo spettatore sotto forma di intrattenimento cinematografico ma le cui basi possono sfuggire se non propriamente approfonditi. Non è un caso, infatti, che spesso la prasseologia venga confusa con la psicologia, come se l'azione umana venisse esclusivamente dettata da stati d'animo o pulsioni esterne. L'azione umana rappresenta uno strumento d'indagine inconfutabile, perché radicato nell'essenza stessa dell'uomo: la sua noumenologia è sempre vera e la sua fenomenologia anche (sebbene quest'ultima possa essere sottoposta ad interpretazione). La categorizzazione del pensiero dell'essere umano nasce dal noumeno e da questo ne deriva il ranking delle sue priorità; l'esperienza poi ne amplia la portata e la diversifica. La manifestazione nel mondo fisico e reale di questo processo avviene attraverso il fenomeno: la scelta.

La purezza del pensiero logico e coerente è rappresentato dalla ragion pura, la quale è scevra da ogni giudizio empirico visto che la sua essenza è a malapena sondabile dall'essere umano. Tale purezza viene intorbidita dalla ragion pratica, che attraverso la scelta la perturba coi giudizi fenomenici. È possibile trovare una sintesi nel mondo fenomenico che si avvicini quanto più possibile a quello noumenico? Sì: l'applicazione di strumenti metodologici chiari e coerenti, che permettano un processo di scrematura certo e apodittico. Quali sono? Quelli forniti dall'individualismo metodologico alla cui base c'è la prasseologia, ovvero la scienza dell'azione umana. Quest'ultima è la connessione ottimale tra ragion pura e ragion pratica, e infatti attraverso di essa l'essere umano può raggiungere la ragion pratica-pura. In sostanza, quella visione chiara, logica e coerente che viene astratta dal mondo noumenico e può trovare manifestazione comprensibile nel mondo fenomenologico.

Questo background serve a capire perché la teoria Austriaca non affonda le sue radici nella psicologia, cerca invece di sondare il mondo mutevole intorno agli attori di mercato attraverso strumenti scientifici concreti e non sottoposti ad interpretazione. L'apoditticità della metodologia utilizzata ci garantisce senza ombra di dubbio la solidità delle tesi che porta avanti, sicuri di poter sempre fare affidamento su un deduttivismo logico che ci condurrà alla verità. Infatti con questo impianto teorico in mente, abbiamo a disposizione le fondamenta per iniziare il nostro percorso di scoperta dei vari principi basilari della Scuola Austriaca.

Carl Menger, il fondatore della stessa, partì dalle valutazioni di un individuo nella propria vita (le cui origini le abbiamo viste finora in questo saggio): un individuo assegna valori ai beni in base all'importanza di tali beni per il suo mantenimento della vita. I vari fini che un individuo trova importanti per il suo mantenimento della vita vengono quindi valutati di conseguenza in una classifica discendente. Nel Capitolo 3 di Principi di Economia Menger scrive:
Per quanto riguarda le differenze che hanno per noi le diverse soddisfazioni, è soprattutto un fatto dell'esperienza più comune che le soddisfazioni di maggiore importanza siano di solito quelle da cui dipende il mantenimento della vita e che altre soddisfazioni siano classificate con un grado di importanza inferiore in base alla durata e all'intensità del piacere che danno. Pertanto se gli uomini economizzatori devono scegliere tra la soddisfazione di un bisogno da cui dipende il mantenimento della propria vita e un altro da cui dipende semplicemente un grado maggiore o minore di benessere, preferiranno di solito la prima.

Facciamo un esempio con Tommaso il calzolaio che produce 4 paia di scarpe. Queste ultime rappresentano le sue risorse, o mezzi, che impiega per raggiungere vari scopi. Diciamo che la sua massima priorità, o il suo fine più alto, è di conservarne 1 per sé stesso. Tale consumo è della massima importanza per quanto riguarda la sua semplice sopravvivenza. Il secondo paio di scarpe lo scambia con 5 pagnotte di pane, garantendogli il suo secondo obiettivo più importante: migliorare la sua vita e il suo benessere. Poi Tommaso usa il terzo paio di scarpe per acquisire una maglietta, il suo terza fine più importante e infine donerà in beneficenza il quarto paio di scarpe.

Inoltre l'idoneità dei mezzi è ciò che conferisce loro valore rispetto ad un particolare "fine". Ad esempio, per entrare in possesso della maglietta Tommaso deve decidere se sarà una dedicata al tempo libero o una da lavoro. Dovrà scegliere tra le più adatte al suo fine specifico (diciamo una da lavoro). Essendo un calzolaio Tommaso può concludere che la maglietta deve essere di colore bianco e fatta di materiale sottile piuttosto che spesso, in modo da non intralciarlo quando indossa il grembiule.

La sua selezione non è arbitraria, ma basata sui fatti della realtà, ovvero, gli scopi lavorativi. In questo senso ogni oggetto con cui egli decide di scambiare le scarpe, migliora la sua vita e il suo benessere. Da ciò possiamo dedurre che anche il fine assegna una certa importanza alla risorsa impiegata: il primo paio di scarpe ha un'importanza molto più elevata del secondo paio a causa del fine più importante che tale risorsa garantisce.

Perché il fine meno importante funge da standard per la valutazione delle diverse paia di scarpe?

Immaginiamo che Tommaso usi il suo scopo più alto come standard per assegnare valore a ciascun paio di scarpe, ciò significa che valuterebbe di più il secondo, il terzo e il quarto paio di scarpe. Ma stando così le cose, che senso avrebbe cercare di scambiare qualcosa che è valutato di più con qualcosa che è valutato di meno?

Poiché il quarto paio di scarpe è l'ultima unità nella riserva totale di Tommaso, viene anche definita l'unità marginale. Quest'ultima standardizza il fine meno importante. In alternativa, possiamo anche dire che l'unità marginale offre il minor beneficio in termini di miglioramento della vita. Se Tommaso avesse solo tre paia di scarpe, ciò significherebbe che ognuna di essa sarebbe valutata in base al terzo fine: possedere una maglietta. Da ciò possiamo dedurre che quando l'offerta di scarpe diminuisce, aumenta la loro utilità marginale e ogni paio di scarpe sarà valutato molto di più. Al contrario, quando aumenta l'offerta di scarpe, la loro utilità marginale diminuisce poiché ogni unità aggiuntiva viene valutata di meno.

Inoltre i fini non sono stabiliti in modo arbitrario, ma classificati in base alla loro importanza nel migliorare la propria vita. Mentre è vero che le valutazioni sono soggettive, non vengono formate indipendentemente dai fatti della realtà. Non vengono formate meccanicamente mediante una scala di valutazione, ma consapevolmente e intenzionalmente. Se Tommaso, ad esempio, avesse classificato i suoi fini in modo arbitrario, avrebbe messo in pericolo la sua vita. Infatti se avesse assegnato la maggior parte delle sue risorse all'abbigliamento e alla carità, avrebbe corso il rischio di indebolire il suo corpo e ammalarsi gravemente visto che avrebbe mangiato poco e camminato scalzo.

Scegliendo un fine particolare, un individuo stabilisce anche uno standard di valutazione di vari mezzi: se il mio scopo è quello di fornire una buona istruzione a mio figlio, esplorerò varie istituzioni educative e le classificherò in base alle mie informazioni sulla qualità dell'istruzione che offrono. Il mio livello di classificazione di queste istituzioni è il mio fine.

L'utilità marginale non è un'aggiunta all'utilità totale, ma piuttosto l'utilità del fine al margine. L'utilità non riguarda le quantità, ma le priorità o il ranking che ciascun individuo stabilisce rispetto alla sua vita. Ovviamente non è possibile aggiungere priorità aritmetiche: dal momento che l'utilità totale non esiste in quanto tale, i vari modelli economici che si basano sull'esistenza di un simile totale sono fallaci. Scrive Rothbard in Man, Economy, and State:
Molti errori nelle discussioni sull'utilità derivano dal presupposto che si tratti di una sorta di quantità, misurabile almeno in linea di principio. Quando ci riferiamo alla "massimizzazione" dell'utilità di un consumatore, ad esempio, non ci riferiamo ad un determinato stock o quantità di qualcosa da massimizzare. Ci riferiamo alla posizione più alta nella scala del valore dell'individuo. Allo stesso modo, è il presupposto dell'infinitamente piccolo, aggiunto alla credenza nell'utilità come una quantità, che porta all'errore: trattare l'utilità marginale come la derivata matematica dell' "utilità totale" di diverse unità di un bene. In realtà non esiste una relazione del genere e non esiste una cosa come una "utilità totale"; solo l'utilità marginale di un'unità di dimensioni maggiori. La dimensione dell'unità dipende dalla sua rilevanza per l'azione particolare.

In conclusione, il valore non è determinato dallo stock totale di un bene o dal suo valore percepito nella società. Il valore è determinato dall'unità consumata in modo incrementale, una scelta alla volta. Classifichiamo le nostre preferenze da A ad infinito, ma in qualsiasi momento possiamo sceglierne solo una. Andiamo per A, ma se ciò non è possibile, spostiamo B su A, e se ciò non è ancora possibile, spostiamo C su A. Scegliamo al margine. Piccoli e grandi mali nel mondo sono venuti dall'assolutismo, la convinzione che esiste solo una via d'uscita e che se quella via non è ciò che si sceglie, allora siete dei nemici da abbattere. Gli stati "agiscono" in questo modo: non "pensano" al margine, un mondo di miliardi di persone che agiscono e pensano basandosi su un'utilità marginale è un'idea troppo complicata per loro. Quindi decidono di ignorare tutto e dividere il mondo tra noi e loro.

Il mondo in realtà viene costruito a piccoli passi, come un'estensione di un processo decisionale complesso che è in definitiva soggettivo. Attraverso l'obiettivo dell'utilità marginale vediamo la bellezza dell'ordine decentrato e spontaneo.



L'USO E L'ABUSO DELLA MATEMATICA

Il rigore di questa metodologia è data dal fatto che lo strumento applicato è vero a priori, di conseguenza la validità che scaturisce una volta che processiamo il mondo fenomenico attraverso la sua scrematura è sicuro che ci darà come risultato qualcosa di altrettanto vero e chiaro. In questo contesto la matematica, quindi, non è lo strumento primario con cui sondare una realtà mutabile, ma è uno strumento accessorio. La sua validità viene espressa ex post, a differenza dell'azione umana che invece è esprimibile ex ante. Non è un caso infatti che i primi economisti fossero filosofi che usavano la deduzione e logica per spiegare il mercato. John Locke contribuì alla libertà economica più di quanto avesse mai fatto un matematico. Allo stesso modo il filosofo David Hume spiegò l'impatto del libero scambio con la sua teoria del meccanismo price-specie flow, impiegando solo la logica. Anche il libro di John Stuart Mill, Saggio sulla libertà, sosteneva la causa del libero mercato senza usare la matematica.

Il primo abuso della matematica fu di Thomas Malthus. Nel 1798 predisse una carestia di massa a causa della crescita della popolazione, la cui crescita era esponenziale e superava la produzione agricola, che invece era aritmetica. Malthus aveva torto, dato che la densità della popolazione del Giappone supera quella dell'Africa sub-sahariana collettivista. Malthus non poteva quantificare lo stato di diritto e la potenza del libero mercato.

Principi di economia di Alfred Marshall (1890) fu il primo libro di testo ad utilizzare equazioni e grafici. Uno degli studenti di Marshall, John Maynard Keynes, promosse ulteriormente la causa della quantificazione dell'economia collegando matematicamente entrate e spese e in che modo la politica statale potesse incidere su questi aspetti. La Teoria Generale di Keynes (1936) servì da modello per la politica economica del XX secolo poiché più metodi scientifici di economia ottennero il favore nei decenni a venire. Ma per dare un senso ai dati dobbiamo avere una teoria che si regga da sola e che non abbia avuto origine dai dati stessi. Il cuore di tale teoria è che deve provenire da qualcosa di reale e che non può essere confutato: il fondamento che gli esseri umani agiscono consapevolmente e intenzionalmente.

Scrive Mises nel libro L'Azione umana:
Il fisico non sa cos'è l'elettricità. Conosce solo fenomeni attribuiti a qualcosa chiamata come elettricità. Ma l'economista sa cosa attua il processo di mercato. È solo grazie a questa conoscenza che è in grado di distinguere i fenomeni di mercato da altri fenomeni e di descriverne i processi.

Nella prefazione del libro Teoria e storia di Mises, Rothbard scrive:
Un esempio che a Mises piaceva usare nella sua classe per dimostrare la differenza tra due modi fondamentali di affrontare il comportamento umano era quello di osservare il comportamento della Grand Central Station nelle ore di punta. Il comportamentista "oggettivo" o "veramente scientifico" osserverebbe gli eventi empirici: ad esempio, le persone si precipitano avanti e indietro, senza meta in determinati momenti della giornata. E questo è tutto ciò che avrebbe saputo. Ma il vero studioso dell'azione umana sarebbe partito dal fatto che tutti i comportamenti umani sono propositivi, e vedrebbe che lo scopo è di andare da casa al treno per lavorare la mattina, l'opposto di notte, ecc. Si scoprirebbe e conoscerebbe meglio il comportamento umano, e quindi quale sarebbe il vero "scienziato".

Gli economisti sono sempre stati invidiosi delle scienze naturali a causa dei metodi statistici e matematici impiegati e quindi hanno pensato che l'introduzione di questi metodi in economia avrebbero portato ad una grande svolta nella comprensione dell'ambiente economico. Mentre lo scienziato naturale può isolare vari fattori, non conosce le leggi che li regolano. Tutto ciò che può fare è ipotizzare la "vera legge" che regola il comportamento delle particelle identificate. Per capire meglio, citiamo Rothbard da On Freedom and Free Enterprise: The Economics of Free Enterprise:
Le leggi possono essere solo ipotizzate. La loro validità può essere determinata solo deducendone logicamente le conseguenze, che possono essere verificate facendo appello ai fatti di laboratorio. Anche se le leggi spiegano i fatti e le loro inferenze sono coerenti con esse, le leggi della fisica non possono mai essere stabilite in assoluto. Questo perché una qualche altra legge può rivelarsi più elegante o in grado di spiegare una gamma più ampia di fatti. In fisica, quindi, le spiegazioni postulate devono essere ipotizzate in modo tale che possano essere testati empiricamente. Anche così, le leggi sono valide solo provvisoriamente piuttosto che in assoluto.

È impossibile quantificare l'azione umana. Sebbene esistano equazioni per valutare il comportamento umano, ad uno sguardo più attento risultano difettose. Come può un'equazione dire quando una persona non è più soddisfatta di un certo bene? Non ci possono essere formule simili a causa della complessità dei fenomeni economici. Misurare l'elasticità della domanda per un certo bene è nella migliore delle ipotesi un contributo alla storia economica. Tuttavia gli economisti che seguono questo approccio non lo fanno per aggiornare la storia economica, ma per permettere alla pianificazione centrale di microgestire l'economia. L'economia, tra le altre cose, è lo studio dell'allocazione delle risorse scarse. Se esiste un limite per un determinato bene, non è compito della pianificazione centrale utilizzare un'equazione per distribuirlo. Spetta agli attori di mercato di farlo in base alla domanda/offerta di mercato.

La politica monetaria, poi, è l'esempio più lampante di come l'approccio puramente matematico all'economia sia sbagliato. Oggi le banche centrali manipolano i tassi d'interesse per stimolare l'economia. Abbassando artificialmente i tassi d'interesse, le banche centrali stimolano invece l'emersione di investimenti improduttivi.

La matematica va bene per i bilanci e il servizio del debito, perché in luce di quanto spiegato finora capiamo che l'economia guidata dalla matematica è una deriva verso il caos pianificato.



LA CONOSCENZA È TANTO PREZIOSA QUANTO IL CAPITALE FISICO

Uno dei più grandi errori commessi dagli oppositori del libero mercato è quello di denigrare e attaccare l'idea del capitale. Senza di esso la produzione verrebbe incentrata solo sul consumo immediato e non ci sarebbe alcun riguardo nei confronti del futuro. Non è possibile avere un'economia complessa con tecnologia avanzata, aumento dei salari e molte fasi della produzione senza di capitale. Ecco perché anche oggi ci sono Paesi molto poveri in tutto il mondo. Le persone che ci vivono non sono pigre, poco intraprendenti, poco creative, o non ambiziose, ma lavorano più duramente e più a lungo rispetto alle persone nelle economie sviluppate. Ciò che manca è la sicurezza di poter accumulare capitale, destinato al consumo futuro. Se osservate attentamente, ciò che si scopre è che lo stato lo ruba prima che possa essere impiegato per usi sociali.

Per aumentare la prosperità è necessario di più. Bisogna anche avere l'avanzamento della conoscenza e l'opportunità di agire in base ad informazioni sempre migliori sul mondo. F. A. Hayek sostiene che questo aspetto poteva essere più importante del capitale fisico, a causa della natura speciale della conoscenza stessa.

Nel libro La società libera scrive:
La crescita della conoscenza è di particolare importanza perché, mentre le risorse materiali rimarranno sempre scarse e dovranno essere riservate a scopi limitati, gli usi delle nuove conoscenze (laddove non li rendiamo artificialmente scarsi coi brevetti di monopolio) sono illimitati .

La conoscenza, una volta raggiunta, diventa disponibile gratuitamente a beneficio di tutti. È attraverso questo dono gratuito della conoscenza acquisita dagli esperimenti di alcuni membri della società che sono possibili progressi generali, che i risultati di coloro che sono venuti prima facilitano l'avanzamento di coloro che vengono dopo [...].

Tutte le comodità di una casa confortevole, dei nostri mezzi di trasporto e comunicazione, di intrattenimento e divertimento, le abbiamo inizialmente prodotte solo in quantità limitata; ma è stato in questo modo che abbiamo gradualmente imparato a realizzare cose simili con un esborso di risorse molto più piccolo e quindi siamo stati in grado di fornirli alla grande maggioranza delle persone.

Gran parte della spesa dei ricchi, sebbene non destinata a tale scopo, serve quindi a sostenere il costo della sperimentazione con le nuove cose che, di conseguenza, possono essere successivamente rese disponibili ai poveri. Il punto importante non è che impariamo gradualmente a realizzare a buon mercato e su larga scala ciò che sappiamo già fare in modo costoso in piccole quantità, ma che solo da una posizione avanzata diventa visibile la prossima gamma di desideri e possibilità, in modo che la selezione di nuovi obiettivi e lo sforzo verso il loro raggiungimento inizierà molto prima che la maggioranza possa averli.

L'occhio attento di Hayek nei confronti della "proprietà intellettuale" centra il punto: copyright, brevetti e persino i marchi sono il prodotto della legislazione statale e sono progettati per arrestare i flussi di informazioni, penalizzando l'uso di conoscenze preziose. Per questo motivo ostacolano i progressi, com'è ovvio se osserviamo, ad esempio, gli usi dei brevetti software. Creano monopoli informativi applicati dallo stato. Al contrario, un libero mercato crea quello che Hayek definisce un "fondo di esperienza", un'analogia con la teoria del capitale nel mondo fisico. Con questo fondo il mondo e la storia possono trarre vantaggio dal successo di una singola azienda o di un innovatore.

Questo "dono gratuito" della conoscenza è quello che potrebbe essere definito il lato "socialista" del capitalismo. Ogni produttore privato, al fine di commercializzare i suoi prodotti, deve necessariamente "regalare" la sua cosa più preziosa: la prova del proprio successo. La conoscenza, la ricetta e la tecnica necessari a raggiungerlo, diventano parte dei "beni comuni" e in questo modo i concorrenti vengono spinti ad emularne il successo. Il produttore redditizio deve, a sua volta, continuare a percorrere la strada del cambiamento e del progresso, generando conoscenze sempre nuove e migliori.

Hayek ha praticamente anticipato la grande tendenza del nostro tempo, il costante ed inesorabile spostamento delle nostre vite dal regno dei beni scarsi al regno di quelli non scarsi: parole, immagini, film, oggetti con stampa 3D e ora anche il denaro con Bitcoin.

Attaccare il capitale fisico danneggia la prosperità ed i progressi futuri; allo stesso modo, limitare i flussi di informazioni e i loro usi con censura o monopoli intellettuali danneggia la prosperità ed i progressi futuri. Si tratta di scalabilità, malleabilità, indistruttibilità e immortalità delle idee come un bene non scarso. Le informazioni sono accessibili a beneficio di tutti, e questo è ovviamente ciò che il mercato "desidera": l'inclusione delle varie persone e delle risorse del mondo nel grande processo di miglioramento della nostra vita. La scarsità sarà sempre presente e dovremo affrontarla realisticamente (ed umanamente), superandola nella misura in cui ogni volta siamo in grado.



UNO DEI FENOMENI PIÙ IMPORTANTI DELL'AZIONE UMANA: I PREZZI

Prima di concludere questo saggio sulle basi della teoria Austriaca, è necessario parlare anche della formazione dei prezzi. Finora abbiamo visto come le idee e la conoscenza si originano nella mente degli attori di mercato, adesso osserviamo come questi vanno a modificare l'ambiente economico attraverso la determinazione dei prezzi. Inutile dire che questi ultimi sono semplicemente il fenomeno dell'azione umana. Possono essere truccati, ma non controllati; così come tutte le leggi dell'economia in fin dei conti, poiché questo saggio dimostra inconfutabilmente come esse possano essere aggirate temporaneamente ma non violate.

Il sistema dei prezzi è un caleidoscopio in continua evoluzione che fonde magnificamente la nostra immaginazione soggettiva con la realtà del mondo fisico. È la combinazione di mente e materia che produce un risultato, un semplice numero, che vi dice se state facendo cose sostenibili o insostenibili. Nessuna istituzione può competere con la sua efficienza, e tanto meno sostituire la sua utilità indispensabile in questo mondo.

Chi avrebbe potuto sapere cinque anni fa che i libri fisici sarebbero stati venduti a meno dei libri digitali con lo stesso titolo? Il bene fisico è una cosa reale che potete tenere e ha i suoi costi; i beni digitali devono essere fabbricati una sola volta e possono essere venduti miliardi di volte. Quindi qual è il trucco? Dipende dalla domanda dei consumatori. Ci piacciono molto gli e-book, la loro convenienza e velocità di consegna, e siamo disposti a pagare per tali servizi.

Il sistema dei prezzi decide anche quali società sono redditizie e quali no. Non si preoccupa delle dimensioni dell'azienda. Se le entrate sono inferiori alle spese, la bancarotta è assicurata; se invece avviene il contrario, la crescita sarà un risultato garantito. La vasta rete della determinazione dei prezzi alla fine si riduce a questo semplice calcolo che determina come vengono utilizzate tutte le risorse del mondo. Ogni azienda deve affrontare lo stesso vincolo e se queste decisioni sui prezzi siano o meno razionali ha molto a che fare con il destino del mondo.

Il punto è che è impossibile prevedere queste cose. Non importa quanto sia intelligente il team di esperti, quanto siano potenti e prestigiosi i regolatori dei prezzi, ci saranno sempre sorprese. Questo perché nessuno può prevedere appieno i valori prodotti dalla mente umana, né conoscere abbastanza il mondo da prevedere ogni possibile uso alternativo di una risorsa che entri nel processo di produzione. Quando gli economisti affermano che un qualcosa dovrebbe essere "lasciato al giudizio del mercato", stanno dicendo che solo gli attori di mercato dovrebbero avere il comando. Questo è l'unico modo per affrontare tutte le incertezze di questo mondo.

Non esiste un sostituto per il sistema dei prezzi ed è per questo che è enormemente pericoloso per qualsiasi società dare potere ad una banca centrale affinché il sistema dei prezzi. Le sue decisioni sull'offerta di moneta non possono fare a meno di essere irrazionali e in definitiva distruttive. Lo stesso si potrebbe dire per una serie di istituzioni statali che distorcono i prezzi (tetti ai salati o salario minimo, sussidi e sanzioni per determinate società, imposte e regolamenti che estraggono risorse e influenzano profondamente il calcolo del profitto e della perdita, ecc.). Tutti questi meccanismi artificiali interferiscono con il funzionamento del sistema dei prezzi, inficiandone l'efficienza e infine andando a sprecare risorse scarse.




CONCLUSIONE

In questo saggio ho voluto ricordare ai lettori in cosa consista la prasseologia, permettendo loro di osservare quali differenze ci siano tra il mondo emozionale/psicologico e quello razionale/filosofico/economico. Sondando l'intelletto umano abbiamo compreso come la pianificazione centrale (parassitismo) sia in contrasto col libero mercato (azione umana, conoscenza decentrata, asimmetria informativa), poiché ha un costo violare le leggi apodittiche che regolano l'esistenza umana. Ripercorrendo la struttura della teoria soggettiva del valore, dell'utilità marginale e del sistema dei prezzi, è stato possibile comprendere come utilizzare una metodologia chiara e coerente, la prasseologia, per avere una visione chiara e coerente del mondo che ci circonda (ragion pura-pratica). Nessun bisogno più di agenti al di sopra di noi per entrare nel merito delle cose e disquisirne.

Inutile dire come io mi riveda molto in Flanagan, capisco il peso di dover portare sulle spalle un'eredità ricca di aspettative. Le avversità sono tante e la loro forza aumenta quando cediamo ad esse. A tal proposito è emblematica una delle sene iniziali del film, quando Danny decide di affrontare uno spettro che continuava a dargli il tormento. Sebbene inizialmente ne fosse intimorito, una volta in possesso degli strumenti adeguati per affrontarlo (grazie alla saggezza di Dick), procede verso di esso con coraggio e solidità d'animo. Lo stesso alla fine del film fa Abra grazie alla saggezza assimilata da Danny.

Tu ne cede malis, sed contra audentior ito.


giovedì 5 dicembre 2019

Le criptovalute possono far evolvere il sistema bancario svizzero?





di Pascal Hügli


Il fenomeno delle criptovalute è ormai globale. Le reti blockchain pubbliche non sono controllate da alcuno stato né da società e collegano le persone più diverse senza preoccupazione dei confini nazionali.

Tuttavia, nonostante tutta questa non-centralità, alcuni stati stanno cercando di allineare il loro interesse nazionale alle criptovalute e creare punti di contatto, al fine di fornire una casa per questa nuova tecnologia decentralizzata. Tra tutti c'è la Svizzera: all'inizio del 2018 l'ex-ministro dell'economia, Johann Schneider-Ammann, ha proclamato la Svizzera una "cripto-nazione". Ha esortato le università, l'industria e il governo a trasformare questo piccolo Paese in uno dei più importanti crypto hub del mondo.



Bitcoin in Svizzera: un'istantanea

Sono successe molte cose da tale data. Secondo il "Top 50 Report" della società di investimento Crypto Valley Venture Capital, CV VC, le criptovalute in Svizzera possono orgogliosamente vantare le seguenti cifre impressionanti: nei primi sei mesi del 2019 le prime 50 società blockchain hanno raddoppiato la loro valutazione da $20 miliardi a $40 miliardi. Oltre 800 aziende con oltre 4.000 dipendenti sono ora attivamente impegnate in questo settore emergente.

Inoltre sei Unicorni (start-up per un valore superiore a un miliardo di dollari) hanno sede nella Crypto Valley svizzera. L'ultimo momento saliente è arrivato alla fine di agosto: con Sygnum AG e Seba Crypto AG la Svizzera è la prima nazione ad avere due banche crypto ufficialmente approvate dall'autorità di regolamentazione responsabile. Lo scorso luglio Bitcoin Suisse AG ha inoltre richiesto una licenza bancaria e per commercianti di valori mobiliari. Tra gli altri fornitori di servizi finanziari in Svizzera ci sono Crypto Finance AG, Lykke, Token Suisse, Bity e Swiss Crypto Exchange.



Rivitalizzare il settore finanziario della Svizzera

Le criptovalute e le banche del futuro sono viste come una forza importante per aiutare il centro finanziario svizzero a rifiorire. È un dato di fatto: il panorama bancario svizzero non è particolarmente in forma. Il valore aggiunto del settore finanziario svizzero tolte le assicurazioni è sceso da 47 a 30 miliardi di franchi svizzeri negli ultimi dieci anni, mentre il PIL totale è passato da 576 a 668 miliardi di franchi svizzeri.

Anche la borsa svizzera attira l'attenzione con cifre meno piacevoli. Il numero di titoli quotati è in costante calo. Non si può negare che le società pubbliche siano in ritirata, mentre dieci anni fa erano elencate 40 aziende per milione di abitanti, ora invece questa cifra è inferiore a 30.

Chiunque desideri rendere pubblica la propria azienda oggi deve rispettare una serie di norme in materia di pubblicità e contabilità. L'eccessivo numero di regolamenti costa enormi quantità di denaro e rende il mondo degli investimenti sempre più un evento esclusivo per i grandi investitori. E anche le società che sono già quotate in borsa stanno ora perdendo un quarto del loro tempo nella burocrazia di borsa, secondo le stime di uno studio del 2018 del gruppo di consulenza Partners Group. Purtroppo le misure normative volte a proteggere gli investitori dai rischi proteggono anche dai rendimenti.

Grazie alla tecnologia blockchain, alcuni esponenti hanno riacquistato la speranza per il travagliato settore bancario svizzero. La società di Zugo Alethena, ad esempio, sta cercando di portare il mondo delle azioni sulla blockchain. Le piccole e medie imprese, in particolare, dovrebbero beneficiare di questo sviluppo in futuro. In generale si ritiene che il centro finanziario svizzero continui la sua esistenza grazie alle innovazioni intorno a questa nuova tecnologia, anche senza il segreto bancario. Gli ottimisti stanno tornando a vedere un barlume di speranza per questo settore in un futuro non troppo lontano.



Crypto-Nation: una contraddizione con la narrativa di Bitcoin?

Per molti appassionati di Bitcoin e blockchain, la Svizzera è un buon esempio di come un governo e il nuovo mondo decentralizzato possano cooperare e beneficiare l'uno dall'altro. Altri, tuttavia, come i criptoanarchici, si sentono traditi. Secondo il loro punto di vista, la vera tecnologia blockchain non sarà in grado di ripristinare la salute delle banche malate. Al contrario: Bitcoin è nato per fermare le banche e la loro creazione di denaro.

Non può essere negato che abbiano ragione. Per quanto la Svizzera sia aperta al mondo delle criptovalute, gli sforzi di molti fornitori di servizi finanziari dimostrano anche che cercare di mettere insieme denaro fiat e criptovalute è un ossimoro. Un settore bancario svizzero regolamentato è difficile da conciliare con un mondo blockchain decentralizzato. Questa è la verità con cui gli appassionati di criptovalute si confrontano quotidianamente.

Cosa si dovrebbe fare al riguardo? Per gli appassionati delle criptovalute della prima ora, questo significa sopportare le contraddizioni che accompagnano l'indispensabile professionalizzazione e monetarizzazione di questo settore in crescita. Significa addentrarsi in un autentico processo di scoperta: è necessario scoprire dove sono necessarie azioni pragmatiche e pratiche, ma anche dove implementare senza compromessi l'idea originale delle criptovalute.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: https://www.francescosimoncelli.com/


mercoledì 4 dicembre 2019

Arginare l'insidia del comunismo





di Alasdair Macleod


Il trentesimo anniversario della caduta della cortina di ferro coincide con una rinascita del comunismo e una deriva verso il socialismo. Un'amnesia collettiva sta vedendo un ritorno delle politiche fallite dell'Unione Sovietica nel partito laburista/marxista in Gran Bretagna e nei democratici statunitensi che si contendono le primarie.

Questo articolo spiega gli errori economici di base comuni ad entrambi. Chiarisce perché la proprietà statale dei mezzi di produzione non risolve il problema del calcolo economico in un'economia socialista e spiega anche gli errori nella condanna socialista del libero mercato.

E infine sottolinea che pochissimi si rendono conto di essere più socialisti di quanto pensano quando approvano il controllo statale sul bene comune più importante: il denaro. Ma esiste una soluzione semplice: smettere di dare corda ai capitalisti clientelari.



Introduzione

Il passare del tempo ha significato che la maggior parte delle persone giovani, sotto i quaranta, non abbia la minima idea di cosa fosse il muro di Berlino. Tra l'altro molte persone più anziane di tale età avranno dimenticato il motivo per cui venne abbattuto: gli stati comunisti nell'Europa orientale e nella vecchia Unione Sovietica non erano più in grado di reprimere il loro popolo. E le persone erano state represse perché la repressione della libertà personale è fondamentale per il successo del comunismo, il credo secondo cui le persone devono fare sacrifici per il bene comune. Oltre al passare del tempo, la parte scomoda che fa sì che le persone vogliano dimenticarne gli orrori è che il comunismo è la destinazione finale del socialismo moderno.

Da quando Lenin e i suoi bolscevichi salirono al potere, costrinsero la popolazione russa ad abbracciare il comunismo. Le persone persero i diritti sulla loro proprietà e la loro libertà personale, diventati entrambi proprietà dello stato. Furono comandati da pianificatori, amministratori e burocrati su ciò che potevano e non potevano fare. In assenza di incentivi personali, l'economia sovietica subì una rapida discesa e i burocrati che si trovarono di fronte allo stanziamento di risorse economiche finirono per creare eccedenze di beni inutilizzabili e indesiderati e carenze di ciò che invece si voleva. Nei loro sforzi per correggere questo disordine, le persone che il comunismo sosteneva di liberare dal giogo della borghesia furono incolpate e accusate di insubordinazione e uccise o deportate nei gulag. Nella sola URSS si stima che tra i venti e i sessanta milioni di persone siano morte di fame nei gulag o siano state giustiziate.

Le persone vivevano nella costante paura della polizia segreta e dei suoi informatori. Non sorprende che la caduta del muro di Berlino fosse accolta con grande gioia, la manifestazione visiva della libertà riconquistata.

Il motivo per cui dovremmo ricordare le atrocità del comunismo marxista e stalinista è che oggi sta venendo riproposto. Nel Regno Unito i marxisti/leninisti controllano il principale partito di opposizione e da ciò che si può vedere dall'altra parte dell'Atlantico, vari contendenti alla presidenza nel Partito Democratico stanno offrendo ai loro sostenitori una versione più morbida dello stesso credo socialista.

Alcuni osservatori affermano che la nostra amnesia collettiva su questioni così importanti sia dovuta ad un comportamento umano ciclico, ma più probabilmente ad un livello sorprendente di ignoranza generale, non curato dalla scarsa qualità del dibattito a livello politico. La ragione per cui le elezioni del 2017 sono andate male per Theresa May è che non ha per niente confutato le illusioni distruttive dei marxisti nel Partito Laburista, il che può essere spiegato solo dall'ignoranza sul perché il marxismo sia così disastroso dal punto di vista economico. Avrà dimenticato la vera ragione di quelle scene gioiose a Berlino trent'anni fa, o non ne ha capito il messaggio. Pur essendo una Tory in teoria e favorevole a mercati liberi, la sua politica sembra essere stata quella di un socialista cristiano, cosa comune a molti politici nell'UE.

Non era sola: l'intera istituzione politica britannica, come una pallida imitazione del politburo, è diventata una classe manageriale che crede più in sé stessa che nella responsabilità democratica. Questa, non il commercio, è la questione centrale dietro la Brexit. Ed è altrettanto vero per il Deep State in America, nonostante il presidente Trump ed i tentativi di spodestarlo. È una condizione condivisa da qualsiasi governo che afferma che il sacrificio della libertà personale sia nel maggiore interesse del bene comune.



Il problema con Marx e le sue idee strampalate

Il socialismo moderno si basa sul marxismo, che nonostante tutte le prove della sua malvagità conserva ancora un ampio sostegno. Non solo gli studenti universitari di tutto il mondo hanno la tendenza a sostenere il socialismo, ma nel Regno Unito i sondaggisti stimano che una maggioranza sostanziale di docenti universitari preferisce un Partito Laburista/marxista rispetto ai conservatori. Non c'è da meravigliarsi se per molti decenni il KGB sovietico abbia reclutato così tanti utili idioti e spie dalle migliori università del Regno Unito.

Sembra incredibile che, contro ogni dato storico ed avanzamento della conoscenza filosofica, chiunque possa essere così babbeo da credere nella politica di Karl Marx, il fondatore del comunismo moderno e la base del socialismo moderno. Più di chiunque altro, attraverso le sue idee sbagliate, è colpevole, seppur indirettamente, della morte di circa cento milioni di persone nel secolo scorso e della severa repressione attraverso la schiavitù economica e sociale di un terzo della popolazione mondiale. E se includete anche quelli che hanno sofferto sotto il giogo del socialismo moderno di ispirazione marxista, la filosofia che dice che lo stato è più importante dell'individuo, potremmo dire che oggi quasi tutto il mondo è finito sotto l'influenza distruttiva di Marx.

La sua posizione filosofica è stata ampiamente espressa in una delle sue opere precedenti, Un contributo alla critica dell'economia politica, pubblicato nel 1859. Il principio fondamentale alla base del marxismo è affermato all'inizio della prefazione, dove definisce la sua logica deduttiva dalla dialettica hegeliana: “Non è la coscienza degli uomini che determina la loro esistenza, ma la loro esistenza sociale che determina la loro coscienza”.[1] In altre parole, l'organizzazione sociale ha la precedenza sull'individuo e quindi ne consegue che l'individuo sia subordinato all'organizzazione sociale.

Marx sosteneva che da questa logica ne derivava che le classi formate in base ad interessi materiali ne costringevano i membri a pensare e ad agire nei loro interessi di classe ristretti e non indipendentemente nel loro interesse personale. Per Marx le ideologie si erano evolute su linee di classe, dove dominavano gli interessi della minoranza, la borghesia. E poiché la borghesia beneficia del lavoro del proletariato, è nel suo interesse mantenerlo represso. L'accumulo di ricchezza nelle mani della borghesia era interamente dovuto allo sfruttamento del proletariato.

Il mondo di Marx era un mondo in bianco e nero, ricchi e poveri, sfruttatori e sfruttati. Come diceva Emmanuel Kant (1724-1804): "Se un uomo ha più del necessario, un altro uomo ha meno".[2] L'unico modo in cui questo errore apparente poteva essere corretto sarebbe stato attraverso il collasso del sistema capitalista, che ha portato a questi squilibri in primo luogo. La soluzione finale era una società senza classi, dove i mezzi di produzione sarebbero stati consegnati nelle mani del proletariato, ma amministrati per loro conto da un governo rivoluzionario. Diretto, ovviamente, dallo stesso Marx.

Il dogma marxista era ed è ancora pieno di idee strampalate. In parte ciò era dovuto allo stato della conoscenza umana quando Marx derivò il suo schema per il dominio del mondo, che costituì la base di qualsiasi dibattito dialettico. Negli stessi anni Darwin propose la sua teoria evolutiva, secondo cui l'uomo si era evoluto dagli animali e non era una specie a parte favorita da Dio. Ciò fu una manna per la filosofia marxista e fino ad oggi i marxisti sono atei.

Il tutto è avvenuto ancor prima dello sviluppo della psicologia di Sigmund Freud e Josef Breuer. In precedenza si pensava che tutti i cervelli umani fossero gli stessi, proprio come gli altri organi interni con funzioni specifiche. Si pensava che gli esseri umani differissero nella loro intelligenza, nella loro acutezza, mentre se osservati dall'esterno la scienza medica non era capace di spiegarlo. Si credeva persino che la malattia mentale fosse un disturbo proveniente dal corpo e non dal cervello, ed i suicidi erano regolarmente analizzati per stabilire quale organo ne fosse stato la causa. Per Marx, che attingeva dall'approccio dialettico di Hegel, sembrava quindi logico che siamo tutti uguali e che le ovvie differenze sociali dipendano dalla nostra educazione in una o nell'altra classe.

Non definì mai la classe, che è un concetto troppo scivoloso da definire. Invece separò l'umanità tra maggioranza sfruttata, il proletariato, e minoranza che controlla il proletariato, la borghesia. Si aspettava che alla fine il proletariato si sarebbe ribellato, costringendo la borghesia alla classe inferiore, ad essere governata da un'amministrazione socialista. Credeva che ciò sarebbe accaduto perché sotto il capitalismo l'impoverimento dei lavoratori era inevitabile, situazione che sarebbe sfociata in una rivoluzione dei lavoratori.

Tuttavia credeva anche nella legge ferrea dei salari, enunciata da David Ricardo. Secondo questa legge, i salari erano determinati dalla disponibilità di manodopera e dai pagamenti necessari per sussisterla. Salari più alti di questo livello base portavano ad un aumento della disponibilità di manodopera nel tempo, mentre salari più bassi riducevano il bacino dei lavoratori. In questo modo il costo del lavoro doveva riequilibrarsi sempre a livello della sussistenza. Il lavoro era considerato un semplice prodotto, la cui offerta era regolata dalla sua domanda. Tuttavia la convinzione di Marx nella legge ferrea dei salari era in contrasto con la sua supposizione che il proletariato sarebbe stato gradualmente impoverito dalla borghesia. Non poteva credere in entrambe le cose.

I successivi miglioramenti della conoscenza economica e delle prove empiriche hanno smentito entrambe le teorie. L'approccio di Marx era quello di presumere con arroganza che i lavoratori fossero schiavi del lavoro senza cervello, cosa che non sono affatto. Sono individui con aspirazioni e mentre il loro tenore di vita migliora tali aspirazioni migliorano con esso. E come Freud e Breuer dimostrarono in seguito, hanno un cervello separato dalla loro fisicità, con abilità mentali individuali che governano i loro bisogni e desideri. Marx disprezzava persino i sindacati del tempo, sostenendo che lo sciopero per salari più alti significava colludere con i membri della borghesia, quando invece avrebbero dovuto cercare la sua distruzione.

Il suo pensiero si era evoluto dalla proposizione che la distruzione della classe borghese sarebbe avvenuta naturalmente nel tempo, incoraggiata da una violenta rivoluzione di classe. I lavoratori in sciopero avrebbero compromesso le sue ambizioni personali di leadership mondiale.

Sotto alcuni aspetti l'ignoranza moderna sul marxismo è peggiore di quella di Marx. L'economia classica si è evoluta, grazie principalmente a Carl Menger e ai suoi seguaci nella Scuola Austriaca. Oggi abbiamo una maggiore comprensione del ruolo del consumatore, non solo come utente finale ma anche come colui che imposta inconsciamente i prezzi e regola la domanda. E non dimentichiamoci che non solo abbiamo la certezza che il comunismo sia fallimentare, ma porta all'impoverimento delle masse.

Le questioni economiche, da cui derivano tutte le altre, devono essere messe a nudo. Perché il comunismo di qualsiasi tipo fallisce e se le stesse ragioni del suo fallimento si applicano alla forma cristiana di socialismo predominante in Occidente sono le due principali questioni che gli elettorati devono conoscere oggi nel Regno Unito e negli Stati Uniti l'anno prossimo.



La base del calcolo economico

Fondamentale sia per il marxismo che per altre forme di socialismo è la teoria secondo cui i prezzi sono determinati dai costi, in particolare quelli del lavoro, e che la produzione del lavoro sia qualcosa di uniforme. Solo così si può presumere che siamo tutti uguali. In realtà le persone valutano sempre alcuni beni più di altri, richiedendo una retribuzione più elevata per mettere in gioco le competenze specifiche e quindi crearli. I comunisti vorrebbero farci credere che se lo stato lo ritiene necessario, può comandare maggiori quantità di risorse umane equamente pagate ed equamente qualificate. In alternativa, può comandare al consumatore di non acquistare beni con una domanda maggiore del previsto attraverso il razionamento.

Una teoria del valore/lavoro è anche la base dietro forme meno ovvie di socialismo. È la preposizione alla base della fornitura di tutti i servizi statali e il credo di quegli imprenditori che ottengono contratti e sussidi statali. Pertanto i prezzi dei servizi monopolizzati dagli stati e dai loro fornitori alleati sono quasi sempre forniti in base al costo.

Di conseguenza i governi e le loro agenzie sono fornitori scadenti di beni e servizi, perché non hanno incentivi a contenere o ridurre i costi. Il perché la componente dei costi nella formazione dei prezzi non è il determinante principale del prezzo stesso, fu dimostrato da Carl Menger nel 1870. Dimostrò chiaramente che i prezzi sono stabiliti dai consumatori che esercitano una scelta personale. Questa tesi è sempre stata osteggiata dagli statalisti, perché nega la possibilità che i prezzi possano essere calcolati in anticipo.

Le preferenze di un consumatore sono il cardine principale. Non è solo una questione di prezzo, ma di priorità, desideri e soddisfazione di necessità che guidano la domanda dei consumatori verso beni e servizi. Questi sono fattori che cambiano continuamente. Inoltre il prezzo misurato in termini monetari è un problema secondario, in questo contesto non è altro che un metro di paragone per facilitare le scelte dei consumatori. Il fatto che i consumatori scelgano tra beni ci dice che i prodotti sono effettivamente valutati l'uno rispetto all'altro, con il denaro che è l'agente temporaneo non solo per trasformare la produzione di un individuo in profitti o in stipendio per poi consumarli successivamente acquistando beni, ma per facilitare anche la scelta tra di loro.

Quando si capisce il vero ruolo del denaro, un facilitatore della divisione del lavoro e quindi della scelta tra beni di consumo, l'impossibilità del socialismo di calcolare i prezzi diventa più evidente.

Ci vuole grande abilità, esperienza e conoscenza dei mercati specializzati affinché un imprenditore possa predire proficuamente la domanda nella sua nicchia produttiva. Rischia il suo capitale e dedica il suo prezioso tempo a fornire l'anticipazione della domanda del mercato. Un amministratore statale o un burocrate non sono sempre adatti ad assumersi rischi con risorse statali e non possono agire in modo imprenditoriale. Non hanno nessuna delle qualifiche necessarie per farlo bene per un singolo prodotto, figuriamoci se dovessero dedicarsi a tutti quanti.

I socialisti contrastano questa proposta dicendo che non c'è motivo per cui l'imprenditore di successo non possa svolgere la stessa funzione per lo stato. Nelle sue note conclusive alla Teoria Generale, anche Keynes propose che lo stato potesse sostituire il risparmiatore come fornitore di capitale per l'imprenditore. Quest'ultimo diventa fedele allo stato, con il suo profitto "molto più basso di quello attuale".[3] Il principale incentivo che guida tutti gli imprenditori di successo finisce sotto il controllo dello stato, per essere strappato via dai politici che cercano il favore di un proletariato invidioso del successo altrui.

Maggiore è il grado di socialismo, minore è la probabilità che un imprenditore cooperi. E quando lo stato possiede i mezzi di produzione, il suo incentivo scompare del tutto. Costretto a ricoprire un ruolo manageriale dalla minaccia di essere spedito in un gulag o addirittura giustiziato, non può cambiare questo semplice fatto: diventa un funzionario il cui interesse è la pura sopravvivenza in un sistema di produzione disfunzionale. In ogni caso, non ha basi per stimare il valore della sua produzione.

Oskar Lange, un economista polacco dell'era comunista, accettò l'evidenza che il socialismo non era in grado di calcolare i prezzi al consumo e disse che solo il libero mercato potesse farlo. Ma non capì che i prezzi al consumo in un libero mercato determinano e stabiliscono anche il valore dei loro fattori di produzione, che secondo la proposta di Lange rimarrebbero in possesso dello stato. Pertanto la distribuzione di risorse produttive in uno stato socialista porterebbe sempre a fallimenti nella distribuzione dei beni.

L'errore di Lange lo ritroviamo negli attuali tentativi di trovare un compromesso tra capitalismo e socialismo, un errore che viene ignorato o non compreso dai politici di ogni schieramento. La stragrande maggioranza di coloro che sostengono il libero mercato non lo fa fino in fondo. E non riesce a capire che la stessa distribuzione del denaro è socializzata, con la sua offerta e i suoi tassi d'interesse gestiti da un organo dello stato, e non dal libero mercato.

L'illusione che sia possibile un compromesso tra socialismo e libero mercato viene facilitata dall'adattabilità della gente comune. Non ricercano la causa del malessere; piuttosto trovano un altro modo di fare le cose. È impossibile definire il modo in cui le loro scelte siano influenzate dalle distorsioni economiche imposte loro dallo stato, ma è possibile dimostrare il punto controfattuale: liberata dall'intervento degli statalisti e da regolamenti imperfetti, un'economia migliora le condizioni di vita di tutti più rapidamente di quanto possa fare uno stato che tenta la stessa cosa, anche con le migliori intenzioni.



La denuncia contro il capitalismo

La collera socialista contro il capitalismo è raro che sia una collera contro il libero mercato, fatta eccezione per i socialisti hardcore che sostengono che lo stato dovrebbe possedere i mezzi di produzione. La maggior parte dei seguaci del credo socialista, i socialisti cristiani, sono guidati più da un desiderio ingenuo di equità sociale che da un impegno per il socialismo in sé. La loro è una denuncia contro banchieri e altri uomini d'affari che si arricchiscono attraverso la loro influenza sullo stato, o ne ottengono la protezione attraverso licenze e regolamentazione. Invece di fornire i beni ed i servizi richiesti dai consumatori, questi capitalisti clientelari danno priorità al loro rapporto con lo stato come mezzo per proteggere e massimizzare i loro profitti.

Una descrizione appropriata di questo accordo tra lo stato e le grandi imprese è proprio il capitalismo clientelare. Finché esiste una classe politica improntata sul socialismo, ci saranno uomini d'affari che cercheranno di ottenere la loro fetta della torta. Quando uno stato distribuirà sussidi regionali per l'occupazione, un uomo d'affari costruirà una fabbrica in un luogo per massimizzare il sussidio. La vicinanza ai mercati e altri fattori commerciali diventano considerazioni secondarie. Una volta effettuato l'investimento agevolato, può quindi ricattare i futuri politici per ulteriori sussidi e contratti statali, minacciando di licenziare i lavoratori se non viene accontentato. Può consigliare i politici sulla politica industriale e sulla regolamentazione con l'obiettivo di svantaggiare i concorrenti più piccoli.

Come diceva Simon Johnson, Segretario USA della Guerra durante la guerra civile, un politico onesto è colui che quando viene comprato, rimane comprato. E fintanto che lo stato è coinvolto, un uomo d'affari può colludere con i suoi concorrenti per truccare i mercati senza timore di controversie con l'antitrust. In verità, l'unica lamentela valida contro il capitalismo non riguarda i mercati liberi, ma la loro corruzione facilitata dallo stato.

La più grande corruzione dei mercati liberi è attraverso la socializzazione del denaro. In un libero mercato spetta ai singoli attori decidere il loro mezzo di scambio, ed è per questo motivo che il denaro in forma metallica è emerso per sostituire il baratto. Invece, dalla prima metà del XX secolo, gli stati si sono presi il monopolio sul denaro. Oltre ai casi in tempo di guerra, il primo passo verso questa direzione è stato intrapreso quando la convertibilità del dollaro in oro fu sospesa nel 1933. Oggi le banche centrali abusano di questo monopolio emettendone in qualsiasi quantità vogliano. Senza la conoscenza o la comprensione di questi fatti, le banche centrali trasferiscono la ricchezza dai cittadini a loro stesse, agli stati e ai loro amici preferiti.

L'inflazione monetaria è il presupposto per il finanziamento del socialismo. Questo argomento è fondamentalmente socialista: aumentare l'offerta di denaro per il presunto beneficio comune, mantenendo il silenzio sull'effetto del trasferimento di ricchezza. L'eutanasia dei risparmiatori e la loro sostituzione con lo stato era un desiderio espresso da Keynes nella sua Teoria Generale.[3] Ma è puro socialismo, già raggiunto attraverso la distruzione del risparmio personale, in particolare in America, nel Regno Unito, nella maggior parte dell'Europa, e attraverso la soppressione dei tassi d'interesse a danno dei piani di risparmio collettivi come i fondi pensione.

E quando il livello generale dei prezzi aumenta, la manifestazione della perdita di potere d'acquisto di una valuta, gli stati giustificano le loro azioni dicendo che così si stimola a consumare. Se i prezzi aumentano così rapidamente da esporre la falsità di questa giustificazione, vengono quindi incolpati gli avidi capitalisti in cerca di profitto.

Le banche sono autorizzate a creare credito, che è semplicemente un'altra fonte di denaro dal nulla, la quale rende i banchieri ricchi come una classe e alimenta ulteriormente l'invidia pubblica su cui prospera il socialismo. Ciononostante, a tutta la classe burocratica e amministrativa dei pianificatori centrali è stato insegnato che la socializzazione della moneta è pienamente giustificata per affrontare le carenze del capitalismo e dei mercati liberi. È stato insegnato che il ciclo economico è la prova che i mercati liberi se lasciati a sé stessi sono economicamente distruttivi.

La verità è che la distruzione economica deriva da un ciclo di espansione del credito alimentato dalle banche e innescato da una banca centrale che emette valuta e sopprime i tassi d'interesse. Il finanziamento di un'economia è sovvertito dall'imperativo di finanziare la spesa pubblica. Senza la manipolazione del denaro e del credito e la loro sostituzione con sound money, il ciclo del credito e i sintomi subiti nell'economia produttiva cesserebbero di esistere.

Questi sono problemi creati dal socialismo stesso, ma raramente si trova il politico che lo comprende pienamente ed è eletto per affrontarli. Il presidente Trump è stato incaricato da una maggioranza silenziosa stufa del sistema socialista federale, eppure chiede una maggiore creazione di credito e tassi d'interesse più bassi. Il suo cuore potrebbe essere nel posto giusto, ma non riesce a capire che anche il dollaro è uno strumento del socialismo.

L'origine della socializzazione del denaro è nata dal capitalismo clientelare nel settore bancario, ma è stata sfruttata appieno dai socialisti. La svalutazione della valute permette sia a Jeremy Corbyn che al presidente Trump di far avanzare allo stesso modo le loro politiche, nascondendo i costi imposti a tutti.



La soluzione logica

La destinazione del socialismo softcore è una continua perdita di libertà, sia economica che personale. La gente comune dovrebbe considerarsi fortunata se la deriva viene contenuta e si prevengono versioni più estreme verso il comunismo.

È un dato di fatto che quasi tutto il mondo ora sia socialista in misura maggiore o minore. La redistribuzione socialista è così radicata che nessun politico può essere eletto se nel suo programma c'è la volontà di annullarla. Un buon inizio sarebbe quello di attaccare il capitalismo clientelare, che è l'unica giustificazione al di sopra di tutte le altre che persuade i democratici cristiani, gli utili idioti reclutati dalle fallacie marxiste, ad abbandonare la libertà personale a favore di uno stato dominante. È la giustificazione emotiva per la divisione delle classi di Marx in sfruttatori e sfruttati, che se affrontata correttamente fa crollare l'intero castello di carte "logico" su cui si fonda la sua teoria.

Si spera che il punto venga compreso dall'attuale Primo Ministro britannico, quando il 25 giugno 2018 come Segretario agli Esteri disse ad una cena privata "F--- business", quando interrogato su cosa ne pensasse delle principali attività di lobby per prevenire la Brexit minacciando posti di lavoro ed investimenti. È stato interpretato in modo diverso da altri media socialisti.[4]

Se Johnson viene rieletto, e se questo non era un commento puramente legato alla Brexit, c'è qualche speranza di cambiamento. Si scaglierebbe contro le tendenze monopolistiche delle grandi imprese a svantaggio dei loro concorrenti più piccoli. Le piccole e medie imprese in genere costituiscono l'ottanta per cento parietano in qualsiasi economia, quindi una politica che consenta loro di ottenere benefici da mercati più liberi dovrebbe rivelarsi immensamente popolare. Solo allora le tendenze socialiste invertiranno la tendenza e affrontare il grande premio, la socializzazione del denaro.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: https://www.francescosimoncelli.com/


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Note

[1] Hegel, come Marx, ragionò su una tesi, poi una negazione della tesi e infine su una negazione della negazione. Ciò doveva essere la prova inconfutabile di una conclusione definitiva. Ma se i fatti storici e qualsiasi ipotesi sono sbagliati sin dall'inizio, la tesi ovviamente è fallace.

[2] L'aforisma di Kant è stato smentito da un certo numero di economisti che sottolineano che gli scambi sono volontari e che entrambe le parti ne beneficiano, altrimenti lo scambio non avrebbe luogo. È anche vero per il rapporto tra datore di lavoro e dipendente, sebbene possa essere più ostico da capire.

[3] J.M. Keynes, The General Theory of Employment, Interest and Money, Palgrave 2007 edition, pp. 374-377.

[4] Financial Times, 25 giugno 2018.

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martedì 3 dicembre 2019

L' FMI vuole che il mondo abbracci la carbon tax che in Svezia s'è già dimostrata inutile





di Robert P. Murphy


L' FMI di recente ha pubblicato un nuovo studio che spinge i governi di tutto il mondo ad approvare "una carbon tax globale" che dovrebbe salire a $75/ton entro il 2030, al fine di limitare il riscaldamento globale al limite "sicuro" di 2 gradi Celsius. Al fine di rassicurare i lettori allarmati che una simile tassa sia fattibile, un post sul blog del FMI ha spiegato: "La Svezia ha dato il buon esempio. La sua carbon tax è di $127/tonnellata e ha ridotto le emissioni del 25% sin dal 1995, mentre da allora l'economia è cresciuta del 75%."

Poiché gli stessi scrittori dell'FMI lo hanno considerato un "buon esempio" di come funzionano le tasse, analizziamo la situazione più da vicino. Vedremo come gli Stati Uniti hanno avuto un "successo" paragonabile nel ridurre le emissioni e nel preservare la crescita economica, sebbene il governo federale abbia posto pochi limiti sulle emissioni di gas serra. Il caso della Svezia, lungi dal dimostrare i benefici della carbon tax globale, dimostra che una nuova tassa sarà principalmente dolorosa e produrrà uno scarso guadagno.



La carbon tax in Svezia

Lo stesso governo svedese è molto orgoglioso della sua carbon tax, introdotta nel 1991 ad un livello di 250 SEK (circa €24 all'epoca) e che è salita a 1180 SEK nel 2019, circa €114 o $ 126 ai tassi di cambio correnti. Il governo svedese ha pubblicato questo grafico che rimarca le stesse affermazioni fatte nel post del FMI.

Fonte: Dipartimenti statali della Svezia

La morale della favola è chiara: nonostante quella che sembra essere una carbon tax piuttosto aggressiva, l'economia è cresciuta del 78% tra il 1990 e il 2017, mentre le emissioni di gas serra sono diminuite di circa un quarto. Questo non prova che i negazionisti sbagliano? Con la volontà politica appropriata, o almeno così sembra, si possono ottenere tagli significativi alle emissioni senza distruggere l'economia. Prendi questo, Fox News!



Svezia & Stati Uniti

Ma aspettate un secondo... e se seguissimo le stesse metriche negli Stati Uniti?

Bene, dal 1990 al 2017 il PIL reale è cresciuto del 93% rispetto al 78% della Svezia.

È vero che gli Stati Uniti non hanno sperimentato un calo delle emissioni, ma anche se la produzione è quasi raddoppiata, le emissioni sono risultate quasi piatte durante suddetto periodo di tempo, come mostra questo grafico dell'EPA:

Fonte: Ente protezione ambiente

Dei gas serra tracciati dall'EPA in questo grafico, dal 1990-2017 le emissioni totali annue (in termini di CO2-eq) sono aumentate solo dell'1%.

È sorprendente? Scommetto che la maggior parte degli americani non aveva idea che i contributi annuali degli Stati Uniti ai gas serra siano rimasti pressoché invariati per due decenni consecutivi.



Combinare le misure

Quindi ora ci chiediamo come sono andate la Svezia e gli Stati Uniti, quando combiniamo le due metriche. Cioè, quanto hanno fatto la Svezia e gli Stati Uniti nel ridurre le emissioni di gas serra per unità di PIL reale.

Nel caso della Svezia, ricordate che le sue emissioni sono diminuite del 26% mentre la sua economia è cresciuta in termini reali del 78%. Pertanto le emissioni/PIL svedesi sono diminuite del 58% dal 1990 al 2017.

Nel caso degli Stati Uniti le sue emissioni sono aumentate dell'1% mentre il suo PIL reale è aumentato del 93%. Quindi le emissioni/PIL americane sono calate del 48%.

E il gioco è fatto: nonostante la carbon tax draconiana della Svezia che ora ammonta a $126/ton, equivalente a circa $1,10 al gallone in tasse extra alla pompa di benzina, i suoi progressi nel ridurre le emissioni conservando al contempo una crescita economica non sono stati molto migliori rispetto all'esperienza degli Stati Uniti. Giusto per ripetere, la Svezia negli ultimi due decenni ha ridotto le sue emissioni del 58%, mentre gli Stati Uniti le hanno ridotte del 48%.



Altri Paesi

Possiamo ottenere una prospettiva migliore osservando i grafici della Banca Mondiale, che mostrano le emissioni di CO 2 divise per la produzione economica. (Si noti che questi grafici includono solo l'anidride carbonica, non altri gas serra, e anche che le loro basi economiche sono probabilmente diverse rispetto ai calcoli che abbiamo appena fatto, ma ciò che è importante è il progresso relativo tra i diversi Paesi. Inoltre i dati della Banca Mondiale vanno solo fino al 2014.)

Innanzitutto ecco un grafico che mostra solo la Svezia, gli Stati Uniti e la Germania, la cui reputazione è di forte combattente contro i cambiamenti climatici e Paese responsabile.

Fonte: Banca Mondiale

Quindi sì, gli Stati Uniti emettono più anidride carbonica per unità di produzione economica rispetto alla Germania e alla Svezia. (Ciò non sorprende se si tiene a mente quanto siano grandi gli Stati Uniti e quanta più gente guidi rispetto agli europei.) D'altro canto hanno anche fatto il maggior progresso tra i tre Paesi summenzionati nel ridurre tale misura, in termini assoluti.

Anche se queste tre nazioni "non facessero nulla" di più e la storia si ripetesse, il divario probabilmente continuerebbe a ridursi. La ragione per cui gli Stati Uniti vedrebbero aumentare ancor più le loro emissioni (in termini assoluti) rispetto a Svezia o Germania sarebbe un aumento della produzione industriale.

La cosa si fa veramente interessante quando aggiungiamo la Cina. Guardate ora il grafico.

Fonte: Banca Mondiale

Una volta inclusa la Cina, vediamo che gli Stati Uniti assomigliano ancora di più a Germania e Svezia. Mostra anche perché, se gli ambientalisti dovessero insegnare ai governi a limitare le loro emissioni, dovrebbero concentrarsi sulla Cina, dove la situazione è "peggiore".



Conclusione

Questo post potrebbe rompere molte uova nel paniere degli ambientalisti. E sì, penso che una carbon tax sia inutile. D'altra parte, il mio post dovrebbe rappresentare una fonte di ottimismo per coloro che pensano che il cambiamento climatico sia un problema serio, ma che non si può risolvere con soluzioni politiche. Come mostrano i grafici sopra, la normale crescita economica riduce naturalmente le emissioni per unità di produzione e il "miglioramento" è stato più rapido negli Stati Uniti e in Cina rispetto agli altri Paesi occidentali più regolamentati.

Per avere un'idea più chiara del perché la Svezia, ad esempio, non abbia visto riduzioni più drastiche delle emissioni e al contempo non abbia visto un collasso economico, guardate questa tabella presa a pagina 3 dello studio del FMI:

Fonte: Fondo Monetario Internazionale

Quindi, anche se attualmente ha una carbon tax di circa $127 (usando le loro conversioni di valuta), questa tassa draconiana si applica solo al 40% delle emissioni di gas serra della Svezia. In teoria sarebbe più sensato, sia economicamente sia in termini di riduzione dell'anidride carbonica di origine umana, applicare un'imposta più bassa ad una base più ampia. Eppure le realtà politiche hanno limitato l'efficacia della carbon tax, anche in Svezia.

Nonostante le affermazioni contrarie del FMI, il caso della Svezia dimostra che una "soluzione" politica ai cambiamenti climatici è inefficace. Anche se alcuni segmenti dell'economia svedese sono stati colpiti da un'imposta punitiva, i progressi complessivi nella riduzione delle emissioni pur mantenendo viva la crescita economica sono stati modesti rispetto a quelli degli Stati Uniti. E qualunque cosa faccia l'Occidente, la vera azione sulle emissioni di gas serra nel prossimo secolo dovrà avvenire in Cina.

Tutto sommato, il caso della Svezia rafforza il mio punto di vista generale: il cambiamento climatico causato dall'uomo, sebbene qualcosa da monitorare, non è affatto una crisi immediata. Invece una strategia molto più sensata sarebbe quella di favorire la crescita economica, mentre si lasciano lavorare vari team di scienziati su diverse strategie per affrontare i cambiamenti climatici che sono lontani decenni (se non secoli) da ora.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: https://www.francescosimoncelli.com/