venerdì 7 dicembre 2018

Il mistero dell'attività bancaria ombra e come emanciparsene





di Francesco Simoncelli


Quando la FED ha avviato il QT alla fine del 2017, ha fatto credere agli attori di mercato che il suo piano fosse col pilota automatico: le sue azioni avrebbero intaccato solo marginalmente i mercati. Tenendo presente che la politica monetaria funziona con un ritardo temporale di 12-18 mesi, questa politica restrittiva in un'economia debole è veleno per tutte quelle attività che hanno beneficiato dalla manna monetaria. Ed i risultati attesi stanno iniziando a comparire: tassi d'interesse sui mutui sono aumentati, i mutui stanno calando ed il settore immobiliare ne sta soffrendo. Ciò alla fine si tradurrà in un minor numero di nuovi acquisti di case, una formazione di famiglie più lenta ed un rinnovato indebolimento generale dell'economia. La FED dovrà invertire la rotta e tagliare i tassi, o almeno "fare una pausa" nel suo processo di "rialzo" dei tassi. I banchieri centrali sanno che una recessione arriverà prima o poi e dopo un decennio di politiche monetarie senza precedenti stanno cercando di ricaricare il loro arsenale (sotto forma di tassi più alti e un bilancio ridotto), in modo che possa usarlo quando sarà il momento.


Il nuovo allentamento arriverà prima attraverso la forward guidance e poi con pause nei rialzi dei tassi, fino ad invertire le riduzioni di bilancio espandendolo di nuovo attraverso il QE4, se necessario. Questo almeno è quello che si vede e di cui parlano anche i canali mainstream. Cos'è che non si vede? Andate sul sito del BLS e cercate "Inflation calculator". È la seconda voce in "Inflation and consumer spending". Una volta cliccato sul link apparirà il calcolatore dell'inflazione. Scrivete 1000 nel box rettangolare, quindi cliccate sulla freccia verso il basso per inserire la data: 1913. Infine cliccate su "Calculate". Vedrete quanti soldi ci servirebbero oggi, al netto delle tasse, per eguagliare il potere d'acquisto di $1000 nel 1913 , l'anno in cui la FED aprì i battenti. Per comprendere il "successo" della politica monetaria della FED, bisogna ricordare che l'oro oggi è a circa $1200/oncia. Nel 1913 era a $20. Cioè, l'oro oggi è 60 volte più prezioso, valutato in dollari, di quanto non fosse nel 1913. Confrontatelo con la cifra risultante nel calcolatore dell'inflazione.

Ciò che vediamo è una serie infinita di menzogne ​​sulla stabilità economica, sul denaro stabile e sulla necessità di un monopolio statale per controllare la politica monetaria. Queste bugie non sono nuove e nonostante il passare del tempo rimangono sempre le stesse. Non sono errori, sono bugie. Chiunque nel mondo accademico, o bancario, inizia a dire la verità scoprirà che il suo reddito, espresso in dollari o altra valuta fiat, scenderà molto più rapidamente del deprezzamento del dollaro. Quindi le bugie non vengono messe in discussione. Sono semplicemente accettate.

Ma il monopolio sul denaro sta svanendo. Nuove forme di denaro hanno sostituito M-1 e le sue componenti: valuta in circolazione e conti correnti. Adesso abbiamo anche M-2, M-3, MZM. Gli esperti non sono d'accordo su quali sia "il denaro vero". Non sono sicuri di quale offerta di denaro abbia maggiore influenza. Le banche centrali non le controllano direttamente. A volte, come oggi, le banche centrali non sembrano controllarle neanche indirettamente. I banchieri centrali hanno perso il controllo sul denaro e sull'economia. Le nuove tecnologie hanno indebolito qualsiasi controllo centralizzato.





John Maynard Keynes, apologete ed architetto del sistema monetario di oggi, una volta disse: "Nel lungo termine, siamo tutti morti". Aveva ragione, lo saremo; ma la domanda è: come dovremmo vivere nel frattempo?

Se avete scommesso il vostro futuro sulla produttività delle bugie dello stato, dovreste essere consapevoli di una cosa: il lungo periodo economico potrebbe arrivare prima che moriate. Il potere delle forze del libero mercato è maggiore del potere di Powell e dei suoi pari in altre banche centrali.



ANDARE AVANTI SENZA CAPIRE I FONDAMENTALI

Questo argomento è stato affrontato già diverse volte su questo spazio divulgativo, ovvero, come le banche centrali in realtà abbiano solo la capacità d'influenzare l'ambiente economico e non hanno il controllo di niente, né dei tassi d'interesse né sulle diverse offerte di denaro. È solo fumo negli occhi. Ma questa cortina di fumo ha richiesto un ingente costo da pagare per essere portata avanti. Ha praticamente portato all'asfissia del panorama economico più ampio attraverso anni e anni di investimenti improduttivi e sostegno ad aziende zombi (sia nel settore bancario che in quello commerciale). Le menzogne sulla stabilità e sul controllo adesso si stanno ritorcendo contro coloro che le hanno spacciate, poiché hanno scelto di provare a tutti i costi ad incapsulare un qualcosa di dinamico in un quadro di riferimento statico.

Sebbene le leggi dell'economia possano essere aggirate, non possono essere violate. E questo significa che verrà pagato un prezzo per questa arroganza. Non solo, ma non controllando niente i pianificatori centrali si ritrovano su una macchina che dopo aver imboccato una strada in pendenza, la scarsa manutenzione della stessa adesso la sta facendo fermare. Quando accadrà, si tornerà indietro e ci si schianterà alla fine della discesa. Qualunque cosa facciano i pianificatori centrali non possono cambiare questa inevitabilità, ma solo sperare che non ci siano ostacoli lungo la corsa. Spingere sul freno non aiuterà, la macchina è rotta. Ed è così che stanno le cose, soprattutto quando prendiamo in considerazione un fatto alquanto prevedibile in questo mondo economico: il 75% di ogni soldo tassato viene speso in attività improduttive.

Negli Stati Uniti, ad esempio, durante il secondo trimestre di quest'anno il governo federale ha speso $4,450 miliardi. Solo $3,470 miliardi sono stati finanziati da entrate federali, mentre i restanti $983 miliardi sono stati finanziati a debito. In altre parole, ci sono volute tutte le entrate solo per coprire il welfare state e gli interessi per il servizio del debito. Nei mercati finanziari, quando si accende un prestito per pagare gli obblighi che non ci si può permettere, è un fenomeno noto come "schema di Ponzi". (Nonostante ciò ci sono ancora delle facce toste che hanno il coraggio di definire in tal modo Bitcoin, quando in realtà esso è il contrario e praticamente è la soluzione agli schemi di Ponzi statali.)

Il problema è il massiccio aumento della spesa in deficit che alimenta l'illusione temporanea di una crescita economica. Poiché la maggior parte del debito emesso dagli Stati Uniti è stato sperperato in seguito all'aumento dei programmi di assistenza sociale, vi è un ritorno negativo sull'investimento. Più grande diventa il debito, più è distruttivo, poiché devia una quantità sempre crescente di dollari da investimenti produttivi verso investimenti improduttivi. E attualmente ci vogliono $3 di debito per creare $1 di crescita.


Ma non è solo il debito federale il problema, è tutto il debito. Quando parliamo del settore delle famiglie il debito è stato utilizzato per sostenere uno standard di vita ben al di là di quello che il reddito e la crescita dei salari potevano sostenere. Questo modo di fare ha funzionato finché la possibilità di sfruttare l'indebitamento era un'opzione. Il problema è che quando l'aumento dei tassi d'interesse raggiunge un punto in cui l'ulteriore leva finanziaria diventa problematica, non è possibile ottenere ulteriori risultati economici "positivi".

Il problema è che il continuo declino della crescita economica negli ultimi 35 anni ha impedito alla classe media americana di conservare il proprio tenore di vita. Poiché la crescita dei salari reali è rimasta stagnante, i consumatori sono stati costretti a ricorrere al credito per colmare il divario nel sostenere il loro attuale tenore di vita.



E come dettagliavo in un altro articolo, anche le condizioni delle aziende zombie continuano a deteriorarsi man mano che non possono più attingere al bacino dei risparmi reali per deviare ricchezza reale a loro favore e a scapito dei creatori genuini di ricchezza reale. La loro disperazione, come ci racconta il Financial Times, le sta portando addirittura ad utilizzare parte del denaro rimpatriato per ricomprare azioni proprie e grassare in questo modo ancora per un po' il mercato azionario. Ma come già accaduto durante la bolla dotcom, il mercato azionario adesso si regge solo sulle spalle di una manciata di azioni che ancora riescono a lasciare un segno positivo nella loro performance. Infatti le FANG sono l'ultimo puntello che sta sorreggendo la bisca clandestina che è diventato il mercato azionario al giorno d'oggi, e quando il denaro facile si esaurirà del tutto ed inizieranno i fallimenti, il ridimensionamento di queste aziende sarà epocale... insieme a tutto il comparto azionario eccessivamente gonfio.


E con le banche centrali che sono diventate praticamente degli hedge fund al soldo di stati e grandi banche commerciali, rischiano grosso anch'esse. In primis la BNS, la quale è follemente esposta al mercato azionario USA. In secondo luogo la BOJ, il cui bilancio adesso supera addirittura il PIL del Giappone. In terzo luogo la BCE, la cui campagna monetaria in cui ha acquistato diverse obbligazioni IG sta iniziando ad avere un effetto boomerang.

Queste scelte hanno creato un "boom indotto dal credito" che ha ormai raggiunto la sua inevitabile conclusione. Mentre la Federal Reserve riteneva che la creazione di un "effetto ricchezza" attraverso la soppressione dei tassi d'interesse avrebbe riparato ai mali economici della Grande Recessione, ciò che ha creato invece è stata solo una "bolla del debito" ancora più grande. Questo boom insostenibile del credito ha incanalato gli investimenti in asset sempre più rischiosi alla ricerca di rendimenti decenti e ad una diffusa serie di errori. Nel 2007 erano i mutui subprime e gli strumenti derivati; oggi i riacquisti di azioni, le emissioni di debito di bassa qualità, i dividendi finanziati dal debito e gli investimenti speculativi senza un rischio ponderato alla realtà.

Quando la creazione di credito non può più essere sostenuta, i mercati devono eliminare gli eccessi prima che possa iniziare il ciclo successivo. Solo allora le risorse possono essere ridistribuite verso usi più efficienti. Questo è il motivo per cui tutti gli sforzi delle politiche keynesiane per stimolare la crescita nell'economia hanno fallito. Le politiche fiscali e monetarie, dal TARP al QE, ai tagli delle tasse, ritardano solo il processo di compensazione.

Il rischio maggiore nella prossima recessione è la potenziale profondità di tale processo di compensazione. Con l'economia che richiede circa $3 di debito per creare $1 di crescita economica, un ritorno ad un livello di debito strutturalmente gestibile comporterebbe una riduzione di quasi $40,000 miliardi nel mercato del credito rispetto ai livelli attuali.


Queste sono le attuali fondamenta marce delle principali economie mondiali e le banche centrali non hanno alcun controllo sulla disgregazione a cui stiamo assistendo. Tutte le tue strategie finanziarie a lungo termine dovrebbero basarsi sul presupposto che i banchieri del mondo finiranno per commettere un errore, un grande errore. Non sono superuomini e il sistema, come abbiamo visto, è vulnerabile. le valute fiat sono condannate nel lungo termine, a causa del debito pubblico, incluso il debito delle pensioni. Ci sarà un Grande Default, ma sarà camuffato dall'inflazione monetaria.

Al fine di trasferire i rischi dei banchieri commerciali alle vittime, depositanti ed elettori, le banche centrali non potranno far altro che ricorrere ulteriormente all'inflazione monetaria, altrimenti i grandi banchieri commerciali ne soffrirebbero. Perché? Perché le grandi banche commerciali sono piene di certificati di debito pubblico. Hanno comprato titoli di stato. Alla fine tale debito verrà ripudiato. Esiste una legge universale che riguarda il debito pubblico: i creditori alla fine vengono derubati.



COME BITCOIN PUÒ MIGLIORARE IL DENARO ED AGGIUSTARE I MERCATI DEI CAPITALI

Perché agiscono così? Perché gli stati concedono loro il monopolio sulla riserva frazionaria e poi chiedono prestiti. E in questo ambiente i titoli di stato sono diventati "denaro" essi stessi. Non solo, ma in suddetto ambiente nessuno sa quale asset è di chi e se ne perde traccia della proprietà creando rivendicazioni multiple su uno stesso asset. Entrambi questi problemi hanno alimentato la gigantesca bolla del debito che abbiamo oggi e a cui le banche centrali non sanno come rispondere, poiché ormai la situazione è sfuggita di mano come abbiamo visto nella sezione precedente. Prima di capire quale sia la soluzione a questi due problemi, approfondiamo meglio le cause. Nel 1983 Murray Rothbard scrisse Il Mistero dell'attività bancaria, spiegando in modo dettagliato come funzionasse un sistema a riserva frazionaria, ovvero, come un dollaro creato venga poi moltiplicato diverse volte finendo in M-2.

Nel corso del tempo il sistema monetario e finanziario, però, si è evoluto ed il concetto di denaro ha assunto una connotazione "più ampia". Infatti oggi dovremmo parlare del mistero dell'attività bancaria ombra. Al giorno d'oggi il denaro è tutto ciò che può essere finanziato, come fanno ad esempio i Primary Dealer con la FED attraverso il mercato repo: titoli di stato, MBS, obbligazioni societarie, ecc. Lo stesso si può dire con la BCE o la BOJ con i titoli IG per la prima e gli ETF per la seconda. C'è stato un momento negli ultimi dieci anni in cui questi titoli sono stati trattati ad interesse negativo, data la scarsità che avevano assunto visto che tutti i grandi player volevano impossessarsene e "darli in pegno" in cambio di un prestito da parte della banca centrale. Il grafico qui sotto ci mostra chiaramente la discrepanza tra la quantità di credito "illegittima" (circulation credit) e quella legittima (commodity credit).

La quantità di credito legittima, rappresentata dalla linea verde, è quella sostenuta da risparmi all'interno del panorama economico ed è per questo che Mises la definiva commodity credit; la linea rossa, invece, è la quantità di credito creata in eccedenza ai risparmi e per tal motivo possiamo definirla illegittima. Il divario al giorno d'oggi è di circa $40,000 miliardi solo negli Stati Uniti.

Fonte: Federal Reserve Z.1 e BEA

Inutile sottolineare come il colossale errore di sganciare il dollaro dall'oro abbia alimentato questa baldoria di credito facile e cascata di debiti. In realtà, c'è un secondo errore connesso a questo di cui pochi parlano e di cui lo stesso Rothbard non ha parlato nel suo libro (non per colpa sua ovviamente, visto che all'epoca i comunicati della FED venivano rilasciati al pubblico anni dopo la loro stesura). Nel 1982 la FED cambia il suo target riguardo la politica monetaria, ovvero, al posto di "guardare" M-1 da quel momento in poi avrebbe guardato al tasso dei Fed Funds. In parole più semplici, invece di orientare la sua politica monetaria in base alla quantità di credito da quel momento in poi l'avrebbe fatto in base al prezzo del credito. Non è un caso, quindi, che la linea rossa nel grafico qui sopra sia esplosa da allora. Nel corso del tempo gli investimenti improduttivi hanno eroso costantemente la ricchezza reale della società e, come abbiamo visto nella sezione precedente, adesso questa è stata ridotta di molto rispetto al suo stato iniziale nel 1971.

Sino ad allora il debito equivaleva praticamente ai risparmi e l'oro manteneva onesto il sistema; successivamente l'economia più ampia è stata parassitata da un settore finanziario che ha avuto luce verde da stati e banche centrali. E tale risultato non è altro che l'arroganza di queste ultime entità che ritengono di poter controllare capillarmente l'ambiente economico. Allo stato non interessa il "bene comune"; allo stato interessa solamente sopravvivere un giorno in più, visto che le sue attività non sono in sintonia con un ambiente economico libero e prono ai segnali di mercato. Per sopravvivere lo stato deve imbrogliare e truffare, e non è un caso che questa caratteristica si sia rispecchiata nel sistema finanziario.

Pensate ad un momento come sia cambiato nel tempo per farvi un'idea. In passato la società che emetteva una obbligazione consegnava direttamente tale prodotto finanziario nelle mani dell'investitore ed ovviamente era costretta a pagare interessi e capitale. Oggi, invece, la società che emette una obbligazione non è affatto costretta a pagare interessi e capitale all'investitore. Tra la società e l'investitore ci sono una serie di intermediari che sono obbligati al settlement tra di loro e in ultima analisi all'investitore (ecco perché quando vi recate in banca ci vogliono diversi giorni per smobilitare posizioni nei mercati). Lungo questa catena d'intermediazione il titolo viene impegnato più volte come garanzia per altri prestiti e questo ovviamente diffonde rischi di controparte, rischi operativi ed emissioni in massa di titoli che non valgono niente. A tal proposito è utile consultare l'esempio della Dole, dove alla fine della fiera c'erano più possessori di titoli che titoli azionari stessi.

I detrattori delle criptovalute dovrebbero studiare l'attuale sistema finanziario prima di gettare fango su un ecosistema tecnologico che potrebbe mettere fine a questo baraccone. Ma probabilmente questa gente è la stessa che si fida delle Poste, senza sapere che Deutsche Bank è responsabile dei depositi...Ma sto divagando, torniamo alla nuova era della riserva frazionaria, perché il titolo più posto come collaterale sui mercati è senza dubbio il decennale USA. Uno studio di un economista del FMI dimostra che in media lo stesso titolo viene reipotecato 3 volte. Questo significa che solo una entità su tre detiene realmente l'asset che tutte le parti dicono di possedere e tale moltiplicazione ha raggiunti cifre impressionanti. È così che funziona fondamentalmente la riserva frazionaria nell'attività bancaria ombra.

Fortunatamente sin dal 2009 abbiamo avuto la prova che esiste una via d'uscita da questo sistema corrotto e truffaldino. La tecnologia blockchain/Bitcoin è una struttura regolata dalla matematica e non da regole arbitraria di un qualsiasi comitato o commissione, di conseguenza non può essere manomessa perché la matematica è immutabile. Essa permette a diversi utenti di verificare i dati nello stesso momento e lungo diverse distanze nel tempo, acquisendo quindi fiducia nella validità di ciò che si vede. Potremmo definirlo in termini semplici registro distribuito unico e immutabile, in cui ciò che viene scritto è verificabile da tutti e nessuno può manometterlo per i propri scopi. Nell'attuale sistema finanziario, invece, ogni banca ad esempio ha copia del proprio registro ed è un'informazione manipolabile e non verificabile.

La rivoluzione introdotta da Satoshi Nakamoto nel 2008 è stata quella di proporre la prima moneta decentralizzata e denazionalizzata nell'era digitale, andando a risolvere il cosiddetto Problema dei Generali Bizantini. In sintesi, quando l'informazione viaggia attraverso il tempo e lo spazio, come possiamo essere sicuri che non sia stata manipolata? La soluzione di Satoshi non è solo di natura tecnologica, è una combinazione anche di crittografia e Teoria dei Giochi (oltre ad un sistema di incentivi economici che hanno costituito un equilibrio inimmaginabile, capace di schermare il sistema da un qualsiasi attacco di hacking). Senza contare che non esiste alcun "consiglio di amministrazione" che decide aggiornamenti o cala dall'alto decisioni; tutti gli upgrade di sistema vengono eseguiti senza tirare giù la rete e con il consenso di tutti i nodi (in caso contrario, la blockchain effettua un fork e coloro contrari prendono la loro strada, come è accaduto l'anno scorso ad esempio con Bitcoin Cash).



OBIEZIONI AUSTRIACHE INFONDATE

In questo contesto, però, non tutti gli economisti Austriaci sono d'accordo sulla potenziale efficacia di Bitcoin come denaro. Anzi, diversi di loro sono alquanto scettici e tendono a scartarlo su basi aprioristiche, ignorando l'evoluzione dei tempi ed interpretando male la teoria che propugnano. Uno di questi fraintendimenti è quello riguardante il Teorema della Regressione e su queste pagine è stato ampiamente dimostrato che Bitcoin non lo viola affatto. Ma più di ogni altra cosa, il j'accuse più ripetuto negli ambienti Austriaci è il fatto che le criptovalute non siano coperte da niente. Questo perché hanno una visione del denaro che va a separare il mezzo di pagamento e l'infrastruttura per effettuare pagamenti, ovvero, il denaro fiat e le carte di credito. Bitcoin, invece, fonde questi due aspetti e le caratteristiche uniche del suo sistema, nonché la processazione dei pagamenti, conferiscono principalmente quel valore d'uso che tanti ancora non hanno compreso.

Il token e il sistema di trasmissione dei pagamenti sono fusi ed è questo che genera confusione in coloro che non hanno studiato Bitcoin. All'inizio della sua esistenza Bitcoin era solamente un'unità di conto su un registro, ma da quando gli individui hanno iniziato ad utilizzare tale registro esso ha acquisito quelle attenzioni che l'hanno reso prezioso agli occhi degli attori di mercato. Fermatevi un attimo a pensare a questa caratteristica di Bitcoin: il nuovo denaro creato finisce nelle mani di coloro che spendono risorse per tener aggiornato il registro distribuito, mentre nel sistema attuale la banca centrale inietta il nuovo denaro nell'economia sotto forma di finanziamenti allo stato. In Bitcoin coloro che ottengono i benefici dell'inflazione sono coloro che rendono sicura la rete e validano le transazioni, non un gruppo non eletto di individui che attraverso l'inganno deruba silenziosamente il resto della popolazione. Un processo arbitrario contro un processo calato dall'alto, eppure c'è chi si arrampica sugli specchi per definire Bitcoin denaro fiat.

Non solo, ma la quantità finita di Bitcoin a 21 milioni lo rende una risorsa scarsa da possedere e non esiste (almeno al momento) qualcosa di migliore di questa criptovaluta. La crescita del suo valore, quindi, non potrà mai far salire la sua offerta; potrà solo rendere il network più sicuro ed immune agli attacchi. Infatti i miner saranno attratti dalla possibilità di fare soldi nell'attività di mining e questo renderà il network più sicuro perché la potenza di calcolo aumenterà, e con essa la difficoltà di risolvere le operazioni matematiche che permetteranno di "scoprire" nuovi Bitcoin. Di conseguenza, Bitcoin e la crittografia sono tecnologie difensive: abbassano il costo di difendere proprietà ed informazioni, e fanno salire il costo di attaccarle.

Inoltre i detrattori dovranno mettersi il cuore in pace e rinunciare ad uno dei loro cavalli di battaglia, ovvero, "internet potrebbe essere spento". Buona fortuna con questo tipo di soluzione, soprattutto se si pensa a come funzionano oggi le banche ad esempio, ma al di là di ciò adesso esistono satelliti che possono fornire una connessione 24 ore su 24. Allo stesso modo, anche l'energia elettrica necessaria per far andare avanti il sistema è stato un cavallo di battaglia dei detrattori. Oltre a sorvolare su quanto costi mantenere in piedi l'attuale sistema delle carte di credito, dimenticano che è fondamentale che sia difficile e costoso ottenere nuovi Bitcoin altrimenti scomparirebbero tutti gli incentivi economici alla base della sua preservazione.

Ciò che ancora stenta a capire la maggior parte delle persone è che, oltre a rappresentare una rivoluzione all'interno del campo monetario, Bitcoin e la tecnologia blockchain rappresentano un allenamento alla libertà e alla responsabilità individuale. Ovvero, affrontare e risolvere in prima persona quei problemi che più rendono insoddisfacente la nostra vita, senza delegare a terze parti aspetti importanti e cruciali della nostra esistenza. L'eccessivo affidamento all'intermediazione ha alimentato il sistema corrotto in cui siamo immersi oggigiorno, creando quelle mostruosità finanziarie che fagocitano la speranza per il futuro e la ricchezza onestamente guadagnata degli attori di mercato. Bitcoin non è la soluzione perfetta, ma rappresenta la miglior occasione in mano agli attori di mercato per emanciparsi dalla trappola mortale che li vuole come garanzia collaterale dietro il caos nel mondo finanziario.



CONCLUSIONE

Il controllo delle banche entrali sull'economia più ampia è solo una funzione della fiducia che gli individui ripongono ancora nelle valute fiat. Man mano che tale fiducia andrà svanendo., svanirà anche suddetta illusione. La FED sostiene di essere in grado di progettare un "atterraggio morbido", ma ciò non è mai accaduto nella realtà. È ancora meno probabile che accada in questo attuale ciclo a causa di quanto tempo è passato e di come i mercati finanziari e l'economia siano stati distorti. Nell'ultimo ciclo economico, dal 2002 al 2007, sono stati i mutui subprime a far saltare tutto, e nel ciclo attuale saranno le obbligazioni societarie a ricoprire tal ruolo, contagiando successivamente il mercato azionario statunitense.

Lo spread tra i titoli del Tesoro USA decennali/biennali è uno strumento utile per determinare quanto sia vicina una recessione. Questo spread è un indicatore estremamente accurato che ha messo in allerta riguardo ogni recessione negli Stati Uniti negli ultimi 50 anni, inclusa la Grande Recessione. Quando lo spread è compreso tra lo 0% e l'1%, si trova nella "zona di allerta" perché significa che il ciclo economico sta maturando e che una recessione è probabilmente a pochi anni di distanza. Quando lo spread scende al di sotto dello 0% è probabile che si verifichi una recessione entro l'anno successivo. Come mostra il grafico qui sotto, lo spread tra il decennale/biennale è già in profondità nella "Warning Zone" e si dirige verso la "Recession Zone" ad un ritmo allarmante.



La storia ha dimostrato più e più volte che l'ingerenza nei mercati da parte delle banche centrali porta a distorsioni economiche ed a crisi. In base all'attuale ambiente economico, non abbiamo imparato le lezioni che dovevamo imparare nel 1999 e nel 2008, quindi siamo condannati a ripeterle. Emanciparsi da questo ciclo di errori è possibile e l'occasione ci viene fornita dalle criptovalute, in particolare da Bitcoin, che grazie alla loro tecnologia e alla filosofia alle loro spalle rappresentano insieme ai metalli preziosi l'unico porto sicuro in cui rifugiarsi e successivamente ripartire una volta passata la tempesta.


giovedì 6 dicembre 2018

Una soluzione al problema della Brexit





di Gary North


Il primo ministro May afferma di aver raggiunto un accordo con l'Unione Europea.

L'accordo è lungo 585 pagine. Ogni volta che i politici votano per approvare un documento di 600 pagine che è stato scritto da burocrati di alto livello, state pur certi che le libertà dei cittadini di quella nazione diminuiranno. Il diavolo è nei dettagli e ci sono molti dettagli in documenti del genere.

Il suo gabinetto l'ha approvato. Ora deve farlo il Parlamento, il che sarà una sfida. Le persone pro-Brexit odiano la conciliazione e coloro contrari non vogliono vedere niente di lontanamente simile ad una Brexit.

Non è mai stata una grande fan della Brexit. Sta percorrendo questa strada a malincuore. Ha bloccato un accordo per quasi 2 anni.

Se il Parlamento non voterà per il suo accordo, allora il Regno Unito lascerà l'UE il 29 marzo. È automatico.

Ho una soluzione: il Parlamento non deve accettare alcun accordo. Nessun accordo è necessario.

Ecco la mia soluzione alla Brexit. Il Parlamento approva questa legge.
Il governo di Sua Maestà adotta una politica di dazi zero e quote zero, a partire da domani.

Questo è tutto? Questo è tutto!

Non ci sarebbero negoziati con l'estero. Non ci sarebbe nulla da negoziare.

Se gli esportatori nei paesi dell'UE vogliono vendere qualcosa agli inglesi, benissimo. Se ci sono inglesi che amano quei prodotti e li accettano, benissimo.

I dazi sono imposte sulla vendita dei beni importati. Ogni volta che un governo taglia le tasse, questo è positivo.

Le entrate per il governo scenderebbero ed anche questo è buono.

Le quote sulle importazioni non generano entrate. Non ci dovrebbero essere quote sulle importazioni.

Il commercio salirà tra gli acquirenti in Gran Bretagna ed i venditori nell'Unione Europea? Ci potete scommettere. A tutti piace vendere a prezzi scontati e, da un giorno all'altro, gli esportatori in Gran Bretagna scoprirebbero che i loro prodotti verrebbero venduti a prezzi scontati. Le loro merci non sarebbero più gravate da una tasse quando vendute.

Questo sarebbe un bene per gli acquirenti britannici? Ovviamente. Chi vuole pagare tasse sulle vendite?

Le società finanziarie lascerebbero la Gran Bretagna? No. Perché dovrebbero? Tutto ad un tratto, il mondo intero vorrebbe vendere beni ai residenti in Gran Bretagna. Le porte sarebbero spalancate. Se è un bene per il commercio, lo sarebbe anche per la finanza.

Se la Gran Bretagna lo facesse, la sua economia non affonderebbe. Altri paesi nell'Unione Europea potrebbero capire che i vantaggi di rimanere all'interno dell'UE non compensano le passività associate alla resa della sovranità nazionale. Ad ogni modo, solo una sostanziale minoranza di elettori in tali Paesi lo capirebbe. Basterebbe solo una politica di dazi zero. In altre parole, basterebbe una riduzione delle tasse.

Nessuna nazione ha bisogno di approvare un accordo di 500 pagine per lasciare l'UE. Basta semplicemente lasciare l'UE, abolire i dazi e le quote, ed iniziare a commerciare.


 [*] traduzione di Francesco Simoncelli: https://www.francescosimoncelli.com/


mercoledì 5 dicembre 2018

La trappola mortale per la situazione fiscale nazionale è ormai scattata





di David Stockman


All'inizio di quest'anno Trump ha provocato un momento di panico alla Fox e qualunque sia la vostra opinione nei suoi confronti, dire che è un incorreggibile razzista è dire poco. In realtà, sapevamo già che fosse un rozzo analfabeta, ciononostante la maggior parte della classe dirigente di Washington fa di peggio. Ecco perché il coro di vergogna emerso da tutti gli angoli della Palude è stato davvero ridicolo.

Ma se dobbiamo fare i conti con i politici, c'è una ragione molto migliore: Trump ed i repubblicani meritano l'ignominia eterna per aver mandato in malora la rettitudine fiscale.

Così facendo, hanno completamente abbandonato la ragione d'essere del partito repubblicano: sorvegliare il Tesoro degli Stati Uniti. Invece adesso parlano solo degli immigrati, dei confini nazionali e di nativismo.

Non si prosciuga la Palude o si snellisce il Leviatano parlando ossessivamente di un non-problema che richiede di sprecare decine di miliardi su Mura contro i messicani, eserciti alla frontiera e reti di deportazione lungo tutta l'America.

Il fatto è che cinque passi a favore della libertà e a favore del libero arbitrio farebbero sparire in un batter d'occhio l'intero problema:
  • Legalizzare tutte le droghe e far lavorare gli ex-spacciatori in fornitori di droghe non violenti come, per esempio, Phillip Morris;
  • Liberalizzare i permessi di lavoro dei visitatori presso le 48 stazioni di controllo di frontiera e rinnovarli regolarmente in base alla prova di un lavoro remunerativo (moduli W-2);
  • Negare qualsiasi forma di welfare federale a non cittadini;
  • Fornire ai lavoratori ospiti un percorso di dieci anni verso la cittadinanza se nel frattempo svolgono un lavoro stabile, non infrangono la legge e pagano una tassa d'ammissione basata su una modesta percentuale dei loro stipendi W-2;
  • Permettere a tutti i cosiddetti clandestini già qui di ottenere un permesso di lavoro presso il tribunale federale più vicino e intraprendere un percorso di 10 anni verso la cittadinanza se hanno un lavoro, rispettano la legge, pagano la tassa d'ammissione e anche una multa ragionevole per il loro misfatto originario (attraversamento illegale del confine).

Ciò metterebbe fine alla violenza dei cartelli alla frontiera una volta per tutte e darebbe all'America ciò di cui ha disperatamente bisogno: nuova linfa vitale per quello che è un gruppo in declino di lavoratori autoctoni e, per dirla in modo grossolano, più giovani per aiutare a finanziare il gravoso fardello del welfare state in quello che è uno tsunami di pensionamenti di baby boomer che nei prossimi decenni andrà a raddoppiare le loro fila da 55 milioni a 100 milioni.


E questo ci porta al punto critico della presidenza Trump: il fatto che lui ed i repubblicani al Congresso abbiano speso gli ultimi 20 mesi a dissipare letteralmente ogni principio che il precedente partito della responsabilità fiscale/bilanci equilibrati/debito pubblico minimo ha da sempre sostenuto.

Sì, ormai sono decenni che il partito repubblicano s'è allontanato dalla sua filosofia, da quando Ronald Reagan ha rotto il tabù e aumentato in modo massiccio il deficit federale in assenza di una qualsiasi emergenza tipo seconda guerra mondiale. Ma il colpo fatale dello scorso inverno, $2,000 miliardi per il taglio delle tasse e una spesa biennale da $400 miliardi incarnata nella legge sugli stanziamenti Horribus, hanno rotto la diga.

Questo perché si è superato di gran lunga il fiume d'inchiostro rosso attribuibile a queste misure, il quale ammonta a circa $5,000 miliardi per il prossimo decennio.

Il peccato veramente imperdonabile è stato farlo negli anni specifici 2017-2018, i quali rappresentano il picco di una lunga fase d'espansione nel ciclo economico, non di recessione; e, ancora più importante, un nuovo decennio in cui è garantita la prossima recessione, l'aumento degli interessi passivi su un debito pubblico crescente e la già citata esplosione della previdenza sociale, della spesa medica e di altri trasferimenti sociali.

Detto in modo diverso, questi due anni hanno rappresentato la penultima fermata prima di arrivare alla stazione del cataclisma fiscale nel 2020. E anche l'ultima possibilità in vista dei prossimi due anni di assoluta disfunzione di Washington e di una brutta guerra politica in preparazione alle prossime presidenziali nel 2020.

Di conseguenza la missione di un presidente e di un Congresso repubblicani avrebbe dovuto essere incentrata sulla riforma dei trasferimenti del welfare, tagli alla spesa interna e la bonifica della Palude. Data l'odiosa situazione fiscale odierna, l'idea di accumulare più prestiti in aggiunta al deficit strutturale ereditato di $700 miliardi per l'anno in corso (anno fiscale 2019) avrebbe dovuto essere considerata un'eresia.

Peggio ancora, quelle legioni ormai defilate di falchi del bilancio sono state sostituite da una coalizione di guerrafondai e sanguinosi neocon. 

Quindi la governance fiscale americana ora è assolutamente morta. Il Grande Sfasciatore è arrivato a Washington per scimmiottare lo status quo e far scattare crolli e crisi. E sul fronte fiscale c'è riuscito oltre ogni aspettativa.

Per ragioni che non sono difficili da comprendere, e che verranno esposte di seguito, la Trappola Fiscale/Mortale della nazione è ora scattata; e soprattutto perché la Casa Bianca di Trump post-elezioni di medio termine avrà zero potere legislativo.

In tale contesto l'effetto spiacevole della Guerra Commerciale è abbastanza ovvio: i $526 miliardi di importazioni cinesi negli Stati Uniti sono un aspetto marginale rispetto ai $1,700 miliardi di beni che forniscono.

Ma quando si tratta di prezzi, la Cina ha il coltello dalla parte del manico. È il fornitore a basso costo per eccellenza. I dazi al 25% di Trump creeranno una forchetta di prezzo immediata in base alla quale i fornitori potranno alzare significativamente le loro richieste e conquistare quote di mercato.

Prendiamo, ad esempio, in considerazione un aumento del 15% su quello che potrebbe essere definito il corridoio di merci cinese per il supermercato statunitense, il quale rappresenta il 40% di tutti i $4,200 miliardi di consumo annuali di beni negli Stati Uniti da tutte le fonti. Ciò equivale ad un'ondata inflazionistica di $250 miliardi, che, a sua volta, costringerebbe la FED a mantenere la sua campagna di normalizzazione, anche se volesse fare altrimenti.

Prendendo il percorso fiscale sbagliato nel 2017-2018, Trump ed il partito repubblicano hanno creato una tempesta perfetta nei mercati delle obbligazioni.

Un fabbisogno da $1,200 miliardi per l'attuale anno fiscale è destinato a sbattere contro i $600 miliardi di obbligazioni passate che la FED scaricherà sui mercati, insieme a centinaia di miliardi di altra cartaccia del Tesoro USA rifiutata dagli speculatori che vengono massacrati dal rapido aumento dei tassi dei pronti contro termine e dagli investitori esteri che vengono bloccati da un dollaro in aumento e dai costi proibitivi di copertura sulla valuta.

La repressione finanziaria sembrava una passeggiata quando durante gli ultimi 14 anni i nostri pianificatori monetari centrali hanno stampato collettivamente $21,000 miliardi per comprare principalmente obbligazioni statali e sequestrarle nei loro bilanci.

Questi pazzi hanno talmente distorto i mercati obbligazionari che questi ultimi si sono trasformati in una potenziale fonte di instabilità. Gli speculatori hanno comprato finora ciò che le banche centrali hanno acquistato e ora che questi ultime, guidate dalla FED, stanno ricorrendo al QT, venderanno ciò che le banche centrali stanno vendendo in quella che è ormai una margin call mondiale.

Questa è la trappola che è stata piazzata nei mercati obbligazionari dagli sciocchi tentativi dei banchieri centrali keynesiani di migliorare la naturale propensione alla crescita del capitalismo, falsificando sistematicamente e profondamente i tassi d'interesse.

E quando i decennali del Tesoro USA arriveranno al 4.00% di rendimento, sarà tutto finito.

Con ciò intendiamo che la "Bolla del Tutto" scoppierà, provocando un nuovo violento attacco di "ristrutturazione" da parte dei piani alti delle grandi aziende mentre cercheranno disperatamente di liquidare lavoratori, scorte e beni deteriorati (come hanno fatto nel 2008-2009) per placare gli dei del trading e salvare le loro stock option.

Un deficit guidato dalla recessione supererà rapidamente i $2,000 miliardi all'anno. Trump ed il partito repubblicano non si accorgeranno del tifone fiscale finché non saranno travolti da esso, e successivamente si lanceranno in una guerra totale contro la FED che peggiorerà solo la conflagrazione.

Nel frattempo potremmo chiederci quale sia il grande problema dell'immigrazione per cui il partito conservatore ha sacrificato i suoi principi e la sua missione politica.

Non è crimine e violenza. Quest'ultima è stata resa a norma di legge da Washington ed è alimentata dalla sua ridicola guerra alla droga. La vittoria si raggiungerà solo attraverso la liberalizzazione, e non alle frontiere dove genera violenze da parte delle forze dell'ordine in risposta ai cartelli della droga che esistono solo a causa dei prezzi elevati e del proibizionismo.

Né abbiamo troppi immigrati, legali o illegali. I 44 milioni di immigrati attuali negli Stati Uniti costituiscono un rapporto inferiore alla popolazione rispetto al 15% che ha prevalso durante il periodo di massimo splendore della crescita e della prosperità americana nella seconda metà del XIX secolo.

E per favore non dire che rubano i posti di lavoro degli americani. È possibile che persino Nancy Pelosi capisca che sia una balla inventata dai sindacati; e, inoltre, il capitalismo potrebbe impiegare tutti i lavoratori disposti a lavorare qualora lo stato non lo ostacolasse con leggi sul salario minimo irragionevoli.


Infine il partito repubblicano non può nemmeno giocare la carta "hanno infranto la legge" per arrivare qui. È un reato minore, non un atto criminale gravissimo.

Quindi non esiste alcuna minaccia di un'immigrazione selvaggia che richieda l'esercito americano al confine, l'installazione di filo spinato, lo spreco di $40 miliardi per un muro, o la vasta mobilitazione di operazioni di sicurezza alle frontiere.

Sotto tutti questi presunti problemi legati all'immigrazione, c'è una guerra politica all'ultimo voto tra i due partiti politici.
I vari democratici vogliono più immigrati, e più sono marroni meglio è, perché la vedono come la loro unica via per il dominio elettorale. Al contrario, i repubblicani fanno finta di ignorare i numeri impietosi della demografica della popolazione bianca e rurale in diminuzione e il fatto che non molti norvegesi vogliono venire in America.

Ma ci si dimentica che i 50 anni di dominio del partito repubblicano, da William McKinley a Teddy Roosevelt, Taft, Harding, Coolidge e Herbert Hoover, sono stati costruiti sul sostegno degli immigrati che hanno votato per i repubblicani.

Quindi la conclusione è questa: quando si parla di governance fiscale della nazione, a Washington non c'è assolutamente nessuno a casa. Il prossimo diluvio di inchiostro rosso non incontrerà alcuna resistenza.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: https://francescosimoncelli.com/


martedì 4 dicembre 2018

La Banca Centrale Europea è in modalità panico mentre l'economia è in stallo

Ora che i tassi in aumento stanno iniziando a far salire i costi dei prestiti in tutto l'ambiente economico, tutte quelle realtà che hanno giovato dalla ZIRP sono in difficoltà. Un'area in particolare è quella del settore automobilistico, la quale ha visto un eccesso di domanda stimolata dai finanziamenti a basso costo alimentati dalla politica monetaria allentata della banca centrale. Non è un caso quindi che il settore automobilistico statunitense abbia fatto registrare una delle prestazioni peggiori negli ultimi anni. Ma non è solo, poiché adesso si è accodato anche quello europeo. Sebbene la burocrazia c'abbia messo lo zampino nella discesa, il driver principale è il mercato statunitense che sta tirando i remi in barca insieme a quello cinese. Se, ad esempio, la Fiat è riuscita a reinventarsi è stato in gran parte dovuto ad un ambiente economico statunitense distorto dai prestiti auto facili. Più volte su questo spazio è stato sottolineato come tale bolla sia il prossimo bubbone subprime e adesso che la normalizzazione della FED sta andando avanti, visto che il debito è la causa delle recessioni e non la sua cura quindi aggiungerne altro a quello precedente non ha fatto altro che erodere ulteriormente i fondamentali di mercato, le bolle nate sulla scia della sua politica monetaria allentata inizieranno a scoppiare. Infatti sono quelle attività che sprecano ricchezza reale che finiscono per avere le maggiori difficoltà nel ripagare il loro debito, poiché non hanno mai generato alcuna ricchezza reale e sono state finanziate da coloro che la creano. La fine della manna monetaria vuol dire che non possono più godere dei pasti gratis: trasferimento di ricchezza reale dai creatori di ricchezza reale. E contrariamente a quanto si pensa, una calo della massa monetaria è precisamente ciò che è necessario per mettere in moto un rinnovato accumulo di ricchezza reale e rivitalizzare l'economia. La stampa di denaro infligge solo più danni e quindi non dovrebbe mai essere considerata come un mezzo per aiutare l'economia.
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di Andrew Moran


L'area Euro non è stata in grado di copiare l'impulso dell'economia statunitense nel terzo trimestre di quest'anno, visto che la sua crescita economica si è ridotta ad un tiepido 0.2%, il tasso più lento in più di quattro anni. Con il blocco di 19 nazioni che inizia a ristagnare, e con i pesi massimi che non riescono a registrare guadagni significativi, Bruxelles è nel panico, confidando probabilmente nella Banca Centrale Europea (BCE) per ulteriori stimoli.

Gli economisti inizialmente prevedevano una crescita dello 0.4%, ma i problemi del commercio globale, la confusione della fiducia delle imprese, il disagio italiano e la progressiva dissipazione di una politica monetaria accomodante, hanno contribuito tutti ad un luglio-settembre fiacco.

L'Italia è in stasi e non mostra segni di eventuale crescita. Roma è strangolata da una crisi del debito, la quale ha fatto salire il rendimento dei titoli di stato. I funzionari statali sono coinvolti in una controversa battaglia con l'UE, perché i loro piani di finanziamento violano le regole del blocco commerciale. Si parla ora di uno stimolo fiscale in stile keynesiano per ravvivare l'economia.

La Francia, che ha sofferto per un primo semestre terribile, ha fatto registrare un aumento dello 0.4%, inferiore alle previsioni di mercato dello 0.5%. L'economia è cresciuta con gli investimenti delle imprese, i consumi delle famiglie e il commercio netto. Mentre le cifre sono encomiabili, il ministro delle finanze francese, Bruno Le Maire, non ha aiutato le cose quando ha detto che la zona Euro non è pronta a contenere una nuova crisi finanziaria, aggiungendo che "non è nell'interesse di nessuno che l'Italia sia in difficoltà".

La Germania, il motore economico dell'Eurozona, non pubblicherà i suoi numeri del terzo trimestre fino a metà novembre, ma la Bundesbank ha avvertito che la crescita potrebbe avere una linea piatta. I ricercatori prevedono una ripresa per Berlino nell'ultimo trimestre del 2018, spinta da una ripresa nel settore automobilistico e dalla discesa della disoccupazione.

I dati hanno fatto scendere l'euro ad un minimo infragiornaliero storico rispetto al biglietto verde.



 Cos'è successo?

Ci sono alcuni punti d'ottimismo nella relazione dell'Eurostat, ma principalmente è pessimista. Cos'è successo?

La Royal Bank of Canada (RBC) ha attribuito la colpa ad un settore manifatturiero tedesco poco brillante. Ma la domanda cinese, che l'anno scorso era quasi al 20%, si è raffreddata arrivando al 3% quest'anno, facendo sì che molte aziende temano che la guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina stia creando un effetto a catena.

I dati hanno anche evidenziato che la produzione industriale è diminuita, con le vendite all'estero che hanno subito un brutto colpo.

Alcuni considerano l'Italia un capro espiatorio, perché non solo il Paese è coinvolto in una crisi del debito, ma il suo settore manifatturiero è circa un quinto più piccolo di quello del 2008. Ma alcuni analisti dicono che queste tendenze stiano influenzando più i mercati finanziari globali che l'economia di Main Street... per ora.

Con la BCE in procinto di rialzare i tassi d'interesse, in un momento in cui i governi prevedono di aumentare la spesa e tagliare le tasse, ci sono timori che nei prossimi mesi i livelli di debito aumenteranno. Ciò potrebbe influire sulla spesa di consumatori ed aziende; un'indagine della Commissione Europea ha rilevato che nel terzo trimestre di quest'anno la fiducia delle imprese e dei consumatori è scesa al livello più debole in più di un anno.



BCE a corto di frecce nella sua faretra

Il Center for Economics and Business Research (CEBR) afferma che il rischio di una recessione globale entro il 2020 è passato da un quinto nel 2017 ad un terzo quest'anno.

Subito dopo l'ultima crisi finanziaria, i governi e le banche centrali sono entrati in azione. I politici hanno aumentato la spesa pubblica in modo sconsiderato e le banche centrali lo hanno permesso adottando bassi tassi d'interesse.

Dopo la Grande Recessione, Mario Draghi e la BCE hanno cercato di stimolare la crescita attraverso il quantitative easing (QE), acquistare titoli di stato nel mercato secondario per ridurre i tassi e introdurre nuovi capitali nell'economia. Con tassi record e centinaia di miliardi di nuovi euro nel mercato, i keynesiani si aspettavano un rally dell'economia... ma la crescita è stata sottomessa.

Una recessione è inevitabile, sia negli Stati Uniti che in Europa. A differenza dell'ultima contrazione economica, la BCE è a corto di frecce nella sua faretra, a meno che non voglia sperimentare un'inflazione dilagante ed una crisi della valuta. Le nazioni europee sono profondamente indebitate, hanno enormi deficit di bilancio ed i risultati sono putridi. Non resta molto da fare per questi membri del blocco se non adottare misure a favore del mercato, come ridurre la spesa pubblica, ripagare il debito e tagliare le tasse.

Draghi e Co. hanno solo esacerbato i problemi dell'Eurozona adottando politiche monetarie allentate. Ora che hanno scoccato tutte le frecce per raggiungere a malapena il 2% di crescita trimestrale, la BCE non ha più munizioni, e non è in grado di fare altro. I governi possono solo alzare bandiera bianca e proporre la propria secessione dal blocco europeo. Per evitare di affogare su questa nave che affonda, un'uscita dall'Eurozona potrebbe essere l'unica soluzione ragionevole.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: https://www.francescosimoncelli.com/


lunedì 3 dicembre 2018

La strada di bitcoin per diventare mezzo di pagamento





di Jimmy Song


Il dibattito su cosa sia bitcoin, o cosa dovrebbe essere, sembra non finire mai. Dal 2010, quando Satoshi Nakamoto implorò Wikileaks di non usare bitcoin per le donazioni nel dibattito se il suo uso nei mercati darknet fosse buono o meno, fino al 2014-2017, nel dibattito sulla scalabilità, le teorie sull'utilità di bitcoin non sembrano mai finire.

Bitcoin è oro digitale? Bitcoin è PayPal 2.0? Bitcoin è l'unico denaro rispetto a tutte el altre criptovalute? Chi sei tu per parlare di queste cose? E poi a chi importa veramente, il mercato non rivelerà le preferenze delle persone nel tempo?

In questo articolo cercherò di rispondere a queste domande e ad altre ancora osservando come viene utilizzato attualmente bitcoin e come si potrà evolvere in futuro.



Perché le persone vogliono bitcoin?

Come qualsiasi cosa in un'economia di mercato, il prezzo di bitcoin dipende interamente dalla domanda e dall'offerta. Questo può sembrare strano poiché il denaro viene utilizzato per valutare tutto il resto, ma c'è domanda ed offerta anche per quanto riguarda il denaro.

Se ce ne sarà troppo, esso tenderà ad avere meno domanda; se è scarso, tenderà ad avere una domanda più grande. Definiamo easy money quello la cui offerta è abbondante e quindi la sua offerta cresce molto facilmente; definiamo sound money quello la cui offerta è scarsa e quindi la sua offerta cresce molto difficilmente.

Il motivo principale per cui le persone apprezzano bitcoin è perché è sound money. Esiste un istinto innato nella mente degli umani a volere cose scarse e bitcoin è limitato nella sua offerta ai 21 milioni. Questo tetto massimo dura ormai da 9 anni senza cambiamenti e ciò rende più facile fidarsi della scarsità di bitcoin. Le persone che apprezzano la scarsità di bitcoin lo utilizzano come riserva di valore. Cioè, stanno tinunciando a comprare merci nel presente per comprarle poi nel futuro: stanno risparmiando.

Inoltre bitcoin è anche difficile da confiscare ed è unico tra i vari asset in questo senso. Non ci sono davvero molte opzioni che sono tanto scarse e resistenti alla confisca. Gli immobili sono valutati molto bene, ma sono facilmente confiscabili. Le azioni e le obbligazioni sono anche buone riserve di valore, ma anch'essi sono facilmente sequestrabili dagli stati. Bitcoin è davvero l'unica risorsa che abbia dimostrato sia scarsità che resistenza alla confisca.

Questo non vuol dire che la scarsità e il numero di usi di valore sono le uniche ragioni per cui le persone vogliono bitcoin. Ci sono persone che vogliono bitcoin per comprare qualcosa sui mercati darknet, o perché vogliono trasferire valore ai loro parenti all'estero. Questi sono quelli che io definisco casi d'uso per quanto riguarda i metodi di utilizzo.



Riserva di valore & mezzo di pagamento

I casi d'uso per quanto riguarda la funzione di mezzo di pagamento hanno una cosa in comune: le persone vogliono la comodità che bitcoin fornisce loro, ma non si preoccupano di possedere fisicamente il mezzo di scambio. Alle persone che usano bitcoin come metodo di pagamento non interessa il prezzo, ma le commissioni e la volatilità durante l'arco di tempo in cui possiedono bitcoin.

Ad esempio, se qualcuno vuole comprare un po' di LSD sui mercati darknet, prima compra bitcoin con la propria valuta (USD, per esempio) e poi acquista il prodotto. I bitcoin finiscono nelle mani del venditore che poi li converte nella propria valuta (per semplicità, diciamo USD).

Nessuna delle parti detiene bitcoin per molto tempo e non si preoccupa del prezzo finché le commissioni totali (USD → BTC, trasferimento BTC, BTC → USD) sono ragionevoli. Bitcoin potrebbe valere $100 o $100,000, maquando prendiamo in esame i lcaso d'uso legato al metodo di pagamento, il prezzo non importa. La convenienza è ciò che conta. Viceversa, la domanda come metodo di pagamento non aumenta molto la domanda per bitcoin poiché l'ammontare acquistato viene venduto subito dopo.

Gli unici veri vantaggi dell'avere casi d'uso molteplici come metodo di pagamento sono che bitcoin può aumentare la convenienza in casi molto particolari (rimesse estere, darknet) e la sua liquidità può aumentare leggermente in quanto vi sono più posti per "vendere" i bitcoin, non per un'altra valuta, ma per un bene o servizio.

Per le persone che usano bitcoin per la sua scarsità, cioè come riserva di valore, il prezzo conta un bel po'. Parlate con chiunque possieda bitcoin: il prezzo è qualcosa di cui tengono traccia quasi ossessivamente. Questa è la prova principe che la maggior parte delle persone non usa bitcoin come metodo di pagamento, ma come riserva di valore.



Competere come mezzo di pagamento

Perché la gente attribuisce più valore a bitcoin come riserva di valore piuttosto che come metodo di pagamento?

Guardando il panorama dei pagamenti, la risposta dovrebbe essere chiara. I consumatori hanno già molte opzioni per quanto riguarda il metodo di pagamento: contanti, carte di credito, carte di debito, Paypal, Venmo, Square Cash, Google Wallet, Apple Pay, Samsung Pay e anche il buon vecchio assegno bancario. WeChat in Cina, M-Pesa in Kenya e Octapus Card a Hong Kong sono metodi ancora più convenienti.

Tutti questi metodi di pagamento sono molto più convenienti di bitcoin per quasi ogni tipo di transazione (ristoranti, negozi, e-commerce, ecc.). Per il metodo di pagamento la convenienza è fondamentale e significa accettazione da parte del commerciante.

I commercianti non vogliono detenere bitcoin, cioè usarlo come riserva di valore, visto che ne ostacola l'uso come metodo di pagamento. Ci sono persone che sostengono che un commerciante può risparmiare il 2-3% rispetto ad una carta di credito, ma non si rendono conto che lo stesso commerciante dovrebbe convertire i bitcoin in USD e probabilmente dovrà pagare commissioni per farlo. Almeno le commissioni sulle carte di credito sono certe. L'incertezza circa l'importo delle commissioni che pagheranno a causa dello scambio in USD verrà trasferito al cliente sotto forma di prezzi più elevati e/o di tassi peggiori per BTC/USD rispetto a quelli spot. In altre parole, usare bitcoin come metodo di pagamento non è un ottimo affare per il cliente e quindi non lo fa.

L'accettazione di bitcoin non cambia di molto il giudizio dei commercianti. Questo perché i commercianti non vogliono veramente bitcoin, ma lo vedono come un modo per aumentare le vendite e quindi convertire qualsiasi bitcoin ricevuto nella propria valuta nazionale. Nella migliore delle ipotesi, ciò causa una pressione di vendita per bitcoin in quanto c'è più offerta da vendere.

Anche se colui che spende bitcoin li riacquista sul mercato, quello che succede nell'effettivo è che bitcoin viene usato come una classica carta di credito. Esistono più transazioni, più commissioni di conversione e meno protezioni per i consumatori. In altre parole, è molto meno conveniente e quindi un metodo di pagamento inferiore.



Ai risparmiatori non piace spendere

Cercare di creare artificialmente la domanda di pagamento significa mettere il carro davanti ai buoi.

Innanzitutto la stragrande maggioranza delle persone che detiene bitcoin non sta cercando di usarlo come metodo di pagamento. Tenere i contanti in una banca e usare una carta di credito è molto più conveniente. Le persone che apprezzano la scarsità di bitcoin lo fanno perché credono che salirà nel lungo termine, quindi spenderlo ora non avrebbe molto senso.

Secondo, i commercianti non vogliono conservare i bitcoin che ricevono che ricevono e accettarli come metodo di pagamento non cambierà magicamente le loro intenzioni. Così come dare un tapis roulant ad un tizio in sovrappeso non gli farà venire magicamente la voglia di voler essere in forma, aggiungere un'opzione di pagamento in bitcoin non lo farà desiderare ai commercianti come una riserva di valore.

L'intervento sul mercato causa l'effetto opposto, come giustamente chiedono i commercianti: "Se questa roba è davvero preziosa, perché state cercando di vendermela?"



Come bitcoin diventerà un mezzo di pagamento

Quindi come cambierà bitcoin in un metodo di pagamento? O resterà "solo" l'oro digitale?

Questa domanda è ironica, poiché viene posta dai difensori del metodo di pagamento per denigrare bitcoin, ma dal punto di vista storico rivela l'ignoranza di chi la pone. Le persone hanno usato l'oro come metodo di pagamento per migliaia di anni e non solo come riserva di valore. Dal punto di vista dell'evoluzione monetaria, devono essere soddisfatte alcune condizioni prima che le persone inizino ad utilizzare sul serio il sound money come metodo di pagamento.

Primo, il commerciante deve volere il particolare mezzo monetario come riserva di valore. Molti, per scopi di marketing, dicono che adorano bitcoin, ma pochi vogliono davvero mantenerli. Possiamo affermare che non vogliono veramente bitcoin perché accettano ancora altri metodi di pagamento. Prendiamo ad esempio i commercianti del mercato nero in Venezuela. Accettano bolivar per i loro beni? Assolutamente no. Il bolivar si deprezza troppo velocemente, quindi richiedono una moneta migliore come riserva di valore.

Secondo, il consumatore deve desiderare il bene o il servizio così tanto da essere disposto a separarsi dai suoi preziosi bitcoin. I risparmiatori hanno una bassa preferenza temporale e sono quindi bravi a resistere alle tattiche di vendita. Il bene o servizio deve essere veramente utile affinché i risparmiatori si separino dai loro soldi.

In altre parole, il commerciante deve desiderare bitcoin come riserva di valore e produrre beni di qualità superiore per invogliare i possessori di bitcoin a spenderli.

Attualmente i commercianti non sono abbastanza desiderosi di possedere bitcoin; non vogliono neppure tenerli quando li ottengono. Inoltre i possessori di bitcoin non sono tentati da ciò che i commercianti stanno vendendo e usano invece il denaro fiat. Fino a quando non si chiude questa lacuna, non ci sarà molto traffico di bitcoin dai risparmiatori ai commercianti, il che è un altro modo per dire che non ci saranno molti casi d'uso come metodo di pagamento.



La futilità dell'interventismo

Chiunque nella comunità bitcoin vorrebbe che i commercianti desiderassero i bitcoin come riserva di valore. L'aumento dell'adozione come metodo di pagamento non modifica i loro desideri. Nella migliore delle ipotesi, ciò si traduce in vendite di bitcoin, abbassandone il prezzo. Nel peggiore dei casi, ciò comporta disallineamenti di incentivi, cattiva allocazione delle risorse e centralizzazione.

Questo è in effetti ciò che è successo a BCH, in quanto si è cercato di creare artificialmente la domanda nei casi d'uso come metodo di pagamento. Nonostante i milioni spesi per il marketing, i miliardi spesi per difendere il peg con BTC e il tempo speso per spingere il mercato verso casi d'uso come metodo di pagamento, BCH ha ancora meno transazioni al giorno rispetto a DOGE.

Quando gli interventisti agiscono in modo illusorio invece di lasciare che il mercato si sviluppi, il disastro è la risultante più ovvia. Al momento in cui è stato scritto questo articolo, BCH è sceso dell'80% rispetto al suo massimo storico rispetto a BTC. Il mercato continua a punire il loro mal investimenti e se non imparano presto la lezione, subiranno ingenti perdite.



Conclusione

Molte persone apprezzano bitcoin per la sua scarsità. Ergo, qualsiasi altra cosa è un piacere possederla, non un must. Esistono molte opzioni per il metodo di pagamento, ma pochissime per la riserva di valore e nessuna che sia resistente alla confisca come bitcoin.

Con l'aumento dell'adozione di bitcoin, i commercianti inizieranno a richiederli come riserva di valore al posto di qualsiasi altra valuta. Questo sta già accadendo in luoghi come Turchia, Iran e Venezuela. Quando gran parte della società vuole che bitcoin sia una riserva di valore, solo allora emergerà in massa il caso d'uso come mezzo di pagamento.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: https://francescosimoncelli.com/