venerdì 17 aprile 2020

Il numero 0 e Bitcoin





di Robert Breedlove


Satoshi ha dato al mondo Bitcoin, un vero e proprio "qualcosa per nulla". La sua scoperta dell'assoluta scarsità del denaro è un'idea inarrestabile che sta cambiando radicalmente il mondo, proprio come il suo antenato digitale: il numero zero.



Lo zero è speciale

"Nella storia della cultura la scoperta dello zero si distingue sempre come uno dei più grandi singoli successi della razza umana." - Tobias Danzig, Number: The Language of Science

Molti credono che Bitcoin sia "solo uno fra i migliaia di cryptoasset": questo è vero allo stesso modo in cui il numero zero è solo uno di una serie infinita di numeri. In realtà Bitcoin è speciale, così come lo è lo zero: ciascuno è un'invenzione che ha portato ad una scoperta che ha sostanzialmente rimodellato il suo sistema sovrastante; per Bitcoin quel sistema è la moneta, per lo zero è la matematica. Poiché il denaro e la matematica sono i due linguaggi universali dell'umanità, sia Bitcoin che zero sono costrutti fondamentali per la civiltà.

Per la maggior parte della storia, l'umanità non ha avuto il concetto di zero: la sua comprensione non è innata per noi, un simbolo per esso doveva essere inventato e insegnato continuamente alle generazioni successive. Zero è una concezione astratta e non è distinguibile nel mondo fisico: nessuno va a fare shopping per zero mele. Per capire meglio questo, percorreremo un sentiero tortuoso che copre più di 4000 anni di storia umana che hanno portato lo zero a far parte del fondamento empirico della modernità.

I numerali, che sono simboli di numeri, sono le più grandi astrazioni mai inventate dall'umanità: praticamente tutto ciò con cui interagiamo è meglio compreso in forma numerica, quantificabile o digitale. La matematica, il linguaggio dei numeri, si era originariamente sviluppata dal desiderio pratico di contare le cose, sia che si trattasse della quantità di pesce pescata nella giornata o dei giorni trascorsi dall'ultima luna piena. Molte antiche civiltà svilupparono sistemi numerici rudimentali: nel 2000 a.C., i babilonesi, che non riuscirono a concettualizzare lo zero, usarono due simboli in diverse disposizioni per creare numeri numerali unici tra 1 e 60.

Il cuneiforme babilonese era un sistema numerico relativamente inefficiente, notate quanti più tratti scritti sono necessari per ciascun simbolo numerico; e il calcolo, attraverso questo, era ancora più scomodo.

Le vestigia del sistema cuneiforme babilonese in base 60 esistono ancora oggi: ci sono 60 secondi in un minuto, 60 minuti in un'ora e 6 serie di 60 gradi in un cerchio. Ma a questo antico sistema mancava lo zero, che limitava fortemente la sua utilità. Gli antichi Greci e Maya svilupparono i propri sistemi numerici, ognuno dei quali conteneva concetti approssimativi di zero. Tuttavia, il primo uso esplicito e aritmetico di zero venne dalle antiche culture indiane e cambogiane. Hanno creato un sistema con nove simboli numerici e un piccolo punto usato per contrassegnare l'assenza di un numero: lo zero originale. Questo sistema numerico alla fine si sarebbe evoluto in quello che usiamo oggi.

Il primo zero conosciuto in forma scritta: dal manoscritto Bakhshali che contiene pagine risalenti al III e IV secolo a.C.

L'iscrizione K-127 reca il primo zero mai scoperto: risalente al VII secolo, fu scoperto nel XIX secolo in Cambogia

Nel VII secolo il matematico indiano Brahmagupta sviluppò termini per lo zero nell’addizione, nella sottrazione, nella moltiplicazione e nella divisione (anche se ha lottato un po' con quest'ultima, come avrebbero fatto i pensatori per i secoli a venire). Mentre la disciplina della matematica maturava in India, essa si diffondeva attraverso le reti commerciali verso est in Cina e verso ovest nelle culture Islamica e Araba. Fu questo avanzamento occidentale dello zero che alla fine portò alla nascita del sistema numerico Indiano-Arabo, il mezzo più comune di rappresentazione simbolica dei numeri nel mondo di oggi.




L'economizzazione della matematica

Quando lo zero raggiunse l'Europa circa 300 anni dopo, nell'Alto Medioevo, incontrò una forte resistenza ideologica. Di fronte all'opposizione degli utenti del consolidato sistema numerico romano, lo zero ha lottato per guadagnare terreno in Europa. Le persone all'epoca erano in grado di cavarsela senza zero, ma (e questo lo sapevano fare in pochi) eseguire calcoli senza zero era orribilmente inefficiente. Qui sorge un'analogia appropriata da tenere a mente: sia la matematica che il danaro sono possibili senza zero e Bitcoin, rispettivamente, tuttavia entrambi sono sistemi tremendamente più dispendiosi senza questi elementi fondamentali. Consideriamo la difficoltà di fare l'aritmetica con i numeri romani:

Se pensavate di essere scarsi con l'aritmetica usando i numeri, provate a farlo con le lettere

Il calcolo eseguito usando il sistema Indiano-Arabo è significativamente più semplice rispetto ai numeri romani; allo stesso modo i sistemi ad alta efficienza energetica hanno la tendenza a vincere nel lungo periodo, come abbiamo visto quando il motore a vapore ha superato la potenza di origine animale o quando il capitalismo ha prevalso sul socialismo (un altro punto importante da ricordare per Bitcoin in seguito). Questo esempio mostra solo i problemi con l'addizione, la moltiplicazione e la divisione necessitavano ancora di una maggiore attenzione. Come descritto da Amir D. Aczel nel suo libro Finding the Zero:
[Il sistema numerico Indiano-Arabo] ha permesso un'immensa economia della notazione in modo che la stessa cifra, ad esempio 4, potesse essere utilizzata per comunicare sé stessa o quaranta (40) quando seguita da uno zero, o quattrocentoquattro quando scritta come 404, o quattromila se scritto come 4 seguito da tre zeri (4.000). La potenza del sistema numerico Indiano-Arabo è unica in quanto ci consente di rappresentare i numeri in modo efficiente e compatto, permettendoci di eseguire calcoli aritmetici complicati che non avrebbero potuto essere facilmente eseguiti prima.

L'inefficienza dei numeri romani non sarebbe stata tollerata a lungo in un mondo che si arricchiva attraverso il commercio. Con la proliferazione delle reti commerciali ed il contemporaneo aumento della produttività, le crescenti prospettive di creazione di ricchezza hanno incentivato i commercianti a diventare sempre più competitivi, spingendoli a cercare sempre un vantaggio rispetto agli altri. Il calcolo e la tenuta dei registri con un sistema numerico a base zero era qualitativamente più semplice, quantitativamente più veloce e meno soggetto ad errori. Nonostante la resistenza dell'Europa, questo nuovo sistema numerico non poteva essere ignorato: come sarebbe stato per la sua lontana discendenza, Bitcoin, più tardi, lo zero era un'idea inarrestabile il cui tempo era arrivato.



Le funzioni dello zero

La prima funzione dello zero è come segnaposto nel nostro sistema numerico: ad esempio, si noti lo "0" nel numero "1104" nell'immagine sopra che indica l'assenza di valore al posto delle decine. Senza zero che agisce come un simbolo di assenza in questo ordine di grandezza in "1.104", il numero non potrebbe essere rappresentato in modo univoco (senza zero, è "1104" o "114"?). La mancanza dello zero ha penalizzato la capacità di un sistema numerico di mantenere lo stesso significato al variare della scala. L'inclusione dello zero consente ad altre cifre di assumere un nuovo significato in base alla loro posizione rispetto ad esso. In questo modo lo zero ci consente di eseguire i calcoli con meno sforzo, che si tratti di tratti di penna in un libro mastro, di digitare con le dita su una calcolatrice o di ginnastica mentale. Lo zero è un simbolo di vuoto, che può essere una qualità molto utile, come ha affermato Lao Tzu: "Modelliamo l'argilla in una pentola, ma è il vuoto dentro di essa che contiene tutto ciò che vogliamo".

Più filosoficamente parlando, lo zero è rappresentativo del vuoto, come lo descrive Aczel:
[...] il vuoto è ovunque e si muove; può rappresentare una verità quando scrivete un numero in un certo modo (nessuna decina, per esempio) e un altro tipo di verità in un altro caso, per esempio quando non avete le migliaia in un numero!

Facendo analogie con le funzioni del denaro: lo zero è la "riserva di valore" su cui possono scalare numeri di ordine di grandezza superiore; questo è il motivo per cui preferiamo sempre vedere un altro zero alla fine del nostro conto bancario o del saldo in Bitcoin. Allo stesso modo una riserva di valore sana porta a maggiori risparmi, che sostengono investimenti e crescita della produttività, così anche un solido segnaposto matematico del valore ci dà un sistema numerico in grado di contenere più significato in meno spazio e supportare calcoli in meno tempo: entrambi favoriscono anche la crescita della produttività. Proprio come il denaro è il mezzo attraverso il quale il capitale viene continuamente allocato nel suo impiego economico, lo zero offre ad altre cifre la possibilità di allocarsi, per essere riutilizzato con significati diversi per scopi diversi.

La seconda funzione dello zero è come un numero a sé stante: è il punto medio tra qualsiasi numero positivo e la sua controparte negativa (come +2 e -2). Prima del concetto di zero, non venivano usati numeri negativi, poiché non esisteva il concetto di "niente" come numero, e tanto meno "meno di niente". Brahmagupta ha invertito la linea dei numeri positivi per creare i numeri negativi e ha posto lo zero al centro, completando così il sistema numerico che usiamo oggi. Sebbene i numeri negativi siano stati scritti in epoche precedenti, come la dinastia Han in Cina (dal 206 a.C. al 220 a.C.), il loro uso non venne formalizzato prima di Brahmagupta, poiché richiedevano che il concetto di zero fosse definito e contestualizzato correttamente. In senso visivo, i numeri negativi sono un riflesso dei numeri positivi espressi attraverso lo zero.

Lo zero è il centro di gravità dell'intero sistema numerico, così come il denaro è fondamentale per qualsiasi sistema economico

È interessante notare che i numeri negativi sono stati originariamente utilizzati per indicare i debiti, ben prima dell'invenzione della contabilità a partita doppia, che ha scelto di utilizzare debiti e crediti (in parte per evitare l'uso di numeri negativi). In questo modo lo zero è il "mezzo di scambio" tra i domini positivo e negativo dei numeri: è possibile passare dentro o fuori da uno dei due domini solo tramite lo zero. Scendendo al di sotto dello zero e concettualizzando i numeri negativi, nascono molti costrutti matematici nuovi ed insoliti (ma estremamente utili), che includono i numeri immaginari, i numeri complessi, i frattali ed equazioni di astrofisica avanzata. Così come il mezzo economico di scambio, il denaro, porta all'accelerazione del commercio e dell'innovazione, anche il mezzo matematico di scambio, lo zero, che porta ad un maggiore scambio di informazioni e al relativo sviluppo dei progressi della civiltà.

L’insieme di Mandlebrot: uno degli esempi più famosi di un frattale, una struttura matematica strabiliante formata da numeri complessi che modella la geometria della natura e la sua complessità intrinseca. Uno degli esempi più noti di bellezza matematica, questo frattale mostra infinita profondità, ampiezza e auto-somiglianza non ripetitiva. Lo zero è un prerequisito necessario per la modellizzazione dei frattali.

La terza funzione dello zero è quella di facilitare le frazioni o i rapporti. Ad esempio, gli antichi egizi, il cui sistema numerico non disponeva dello zero, avevano un modo estremamente complicato di gestire le frazioni: invece di pensare a 3/4 come un rapporto di tre su quattro (come facciamo oggi), lo vedevano come la somma di 1/2 e 1/4. La stragrande maggioranza delle frazioni egiziane è stata scritta come una somma di numeri come 1/n , dove n è il numero di conteggio: queste erano chiamate frazioni unitarie. Senza zero, erano necessarie lunghe catene di frazioni unitarie per gestire rapporti più grandi e più complicati (molti di noi ricordano la difficoltà nel convertire le frazioni dai nostri giorni di scuola). Con lo zero, possiamo facilmente convertire le frazioni in forma decimale (come 1/2 a 0,5), il che rende inutile la necessità di complicate conversioni quando si ha a che fare con le frazioni. Questa è la funzione "unità di conto" dello zero. I prezzi sono solo rapporti di cambio convertiti in un decimale denominato in denaro: invece di dire "questa casa costa undici auto" diciamo "questa casa costa $440.000", che è pari al prezzo di undici auto da $40.000. Il denaro ci dà la possibilità di gestire meglio i rapporti di cambio allo stesso modo in cui lo zero ci dà la capacità di gestire meglio i rapporti numerici.

I numeri sono il massimo livello di astrazione oggettiva: ad esempio, il numero 3 rappresenta l'idea di "triade", una qualità che può essere attribuita a qualsiasi cosa nell'universo presente in gruppi di tre. Allo stesso modo, 9 sta per la qualità dei "gruppi di nove" condivisa da tutto ciò che è composto da nove parti. I numeri e la matematica hanno notevolmente migliorato lo scambio interpersonale di conoscenza (che può essere incluso nei beni o nei servizi), in quanto le persone possono comunicare qualsiasi cosa nel linguaggio comune dei calcoli. Il denaro, quindi, è solo la misura matematica del capitale disponibile sul mercato: è il minimo comune denominatore tra tutti i beni economici ed è necessariamente l'attività più liquida la cui offerta è meno soggetta a variazioni. È usato come un sistema di misurazione per le valutazioni del capitale in continuo movimento (ecco perché l'oro è diventato denaro, è il metallo di uso monetario con un'offerta che è la più difficile da cambiare).

La capacità di gestire in modo più efficiente i rapporti ha contribuito al successivo sviluppo della razionalità da parte dell'umanità, un modo di pensare basato sulla logica alla radice dei principali movimenti sociali come il Rinascimento, la Riforma protestante e l'Illuminismo. Per cogliere veramente la strana logica dello zero, dobbiamo iniziare dal suo punto di origine: la filosofia da da cui è nato.



Filosofia dello Zero
"Nella prima età degli dei, l'esistenza è nata dalla non esistenza." -  Dal RgVeda

Lo zero nasce dalla bizzarra logica dell'antico Oriente. È interessante notare che il Buddha stesso era un noto matematico; nei primi libri su di lui, come il Lalita Vistara, si dice che eccellesse nel calcolo numerico (un'abilità che usa per corteggiare una certa principessa). Nel buddismo, il carattere logico del mondo fenomenologico è più complesso della dicotomia vero o falso:
Tutto è vero,
O non è vero,
O è sia vero che non vero,
O è né vero né non vero.
Questo è l'insegnamento del Buddha.

Questo è il Tetralemma (o i quattro angoli del Catuskoti): la chiave per comprendere l'apparente stranezza di questa antica logica orientale è il concetto di Shunya, una parola Indiana che significa zero: deriva dal concetto filosofico buddista di Śūnyatā (o Shunyata). L'obiettivo finale della meditazione è il raggiungimento dell'illuminazione, o uno stato ideale del nirvana, che equivale a svuotarsi completamente di pensiero, desiderio e attaccamento mondano. Il raggiungimento di questo vuoto assoluto è lo stato dell'essere nel Shunyata: un concetto filosofico strettamente correlato al vuoto, come lo descrive lo scrittore buddista Thich Nhat Hanh:
La prima porta della liberazione è il vuoto, nel Shunyata
Il vuoto significa sempre vuoto di qualcosa
Il vuoto è la via di mezzo tra esistente e inesistente
La realtà va oltre le nozioni di essere e non essere
Il vero vuoto si chiama "essere meraviglioso", perché va oltre l'esistenza e l'inesistenza
La concentrazione sul vuoto è un modo per rimanere in contatto con la vita così com'è, ma deve essere praticata e non solo discussa.

Oppure, come un monaco buddista dell'antico tempio di Wats nel sud-est asiatico descrisse l'esperienza meditativa del vuoto:
Quando meditiamo, contiamo. Chiudiamo gli occhi e siamo consapevoli solo di dove siamo nel momento e nient'altro. Contiamo ed inspiriamo, 1; e contiamo ed espiriamo, 2; e andiamo avanti così. Quando smettiamo di contare, questo è il vuoto, il numero zero, il vuoto.

Un'esperienza diretta del vuoto è realizzabile attraverso la meditazione. In un vero stato meditativo, lo Shunyata e il numero zero sono la stessa cosa. Il vuoto è il passaggio tra esistenza e inesistenza, allo stesso modo lo zero è la porta dai numeri positivi a quelli negativi: ognuno è un riflesso perfetto dell'altro. Lo zero è nato nell'antico Oriente come l'epitome di questo concetto profondamente filosofico ed esperienziale di vuoto assoluto. Empiricamente, oggi sappiamo che la meditazione giova al cervello in molti modi. Sembra anche che il suo contributo alla scoperta dello zero abbia contribuito a forgiare un'idea a beneficio dell'intelligenza collettiva dell'umanità: la nostra mente globale.

Nonostante sia stato scoperto in uno stato spirituale, lo zero è un concetto profondamente pratico: forse è meglio inteso come una fusione di filosofia e pragmatismo. Attraversando lo zero nel dominio dei numeri negativi, incontriamo i numeri immaginari, che hanno come unità base la radice quadrata di -1, indicata dalla lettera i. Il numero i è paradossale: consideriamo le equazioni x2 + 1 = 0 e x3 + 1 = 0, le uniche possibili soluzioni sono rispettivamente la radice quadrata positiva di -1 (i) e la radice quadrata negativa di -1 (-i o i3). Visualizzando questi domini reali e immaginari, troviamo un asse di rotazione centrato sullo zero con orientamenti che ricordano il tetralemma: uno vero (1), uno non vero (i), uno sia vero che non vero (-1 o i2) e uno né vero né non vero (-i o i3).

Lo zero è il fulcro tra i piani numerici reali e immaginari

Passare attraversare lo zero nei mondi dei numeri negativi ed immaginari fornisce una forma più continua di logica rispetto alla logica aut-aut, comunemente accreditata ad Aristotele ed ai suoi seguaci. Questa struttura è meno "in bianco e nero" rispetto al sistema logico binario aristotelico, che era basato sul vero o falso, e fornisce molte gradazioni della logica; una mappa più accurata delle molte "sfumature di grigio" che troviamo in natura. La logica continua è diffusa in tutto il mondo: per esempio, qualcuno potrebbe dire "non era poco attraente", il che significa che il suo fascino era ambivalente, a metà strada tra attraente e poco attraente. Questa prospettiva è spesso più realistica
di una valutazione binaria di attraente o non attraente.

È importante sottolineare che lo zero ci ha dato il concetto di infinito: assente nelle menti degli antichi greci. Le rotazioni attorno allo zero attraverso gli assi numerici reali e immaginari possono essere matematicamente rappresentate in un modello tridimensionale chiamato Sfera di Riemann. In questa struttura, lo zero e l'infinito sono riflessi geometrici l'uno dell'altro e possono trasporre sé stessi velocemente attraverso permutazioni matematiche. Sempre al polo opposto di questa interpretazione matematica tridimensionale del tetralemma, troviamo il gemello dello zero: l'infinito.

Scalando i piani numerici reali e immaginari nella terza dimensione, scopriamo il gemello dello zero: l'infinito

Le polarità gemelle di zero ed infinito sono simili a yin e yang, come li descrive Charles Seife autore di Zero: Biography of a Dangerous Idea:
Lo zero e l'infinito sono sempre stati simili. Moltiplicate lo zero per qualsiasi cosa e otterrete zero. Moltiplicate l'infinito per qualsiasi cosa e otterrete l'infinito. Dividete un numero per zero ed avrete infinito; la divisione di un numero per l'infinito fa zero. L'aggiunta di zero ad un numero lo lascia invariato. L'aggiunta di un numero all'infinito lascia invariato l'infinito.

Nella filosofia orientale, la parentela tra zero e infinito aveva un senso: solo in uno stato di nulla assoluto la possibilità può diventare infinita. La logica buddhista insiste sul fatto che ogni cosa è infinitamente intrecciata: una vasta rete causale in cui tutto è inesorabilmente interconnesso, in modo tale che nessuna cosa presa singolarmente possa essere considerata indipendente, come se la sua essenza fosse isolata, non interdipendente. Secondo questa prospettiva, l'interrelazione è l'unica fonte di verifica. Fondamentale per i loro insegnamenti, questa verità è ciò che i buddhisti chiamano la co-origine dipendente, nel senso che tutte le cose dipendono l'una dall'altra. L'unica eccezione a questa verità è il nirvana: liberazione dagli infiniti cicli di reincarnazione. Nel buddhismo l'unica via verso il nirvana è attraverso il vuoto puro.

Il nirvana, il principale obiettivo spirituale nel buddhismo, viene raggiunto inserendo il vuoto nella meditazione: qui è stato scoperto lo zero.

Alcuni antichi testi buddhisti affermano: "Il vero assoluto e il veramente libero devono essere il nulla". In questo senso, l'invenzione dello zero era speciale; può essere considerata la scoperta del nulla assoluto, una qualità latente della realtà che in precedenza non era presupposta in filosofia o nei sistemi di conoscenza come la matematica. La sua scoperta si è rivelata una forza emancipante per l'umanità, in quanto lo zero è fondamentale per la matematica e l'informatica.

Lo zero è stata la liberazione scoperta nel profondo della meditazione, un residuo della verità trovato nelle immediate vicinanze del nirvana; un luogo in cui si incontra consapevolezza universale, illimitata e infinita: il regno di Dio dentro di noi. Per i buddhisti lo zero era un sussurro dell'universo, del dharma, di Dio. Paradossalmente lo zero avrebbe infine distrutto l'istituzione che ha costruito la sua struttura di potere monopolizzando l'accesso a Dio. Nel trovare la base nel vuoto, l'umanità ha scoperto il substrato più profondo e più solido su cui costruire la società moderna: lo zero si sarebbe rivelato un pezzo critico di infrastruttura che ha portato all'interconnessione del mondo tramite le telecomunicazioni, che ha inaugurato il gold standard e l'era digitale (le due principali risorse da cui deriva Bitcoin).

Un folgorante percorso proiettato in avanti: le concezioni gemelle di zero ed infinito avrebbero acceso il Rinascimento, la Riforma protestante e l'Illuminismo, tutti movimenti che mitigarono il potere della Chiesa cattolica come istituzione dominante nel mondo e spianarono la strada allo stato-nazione industrializzato.



Il potere della Chiesa va a zero

L'universo degli antichi greci era fondato sui principi filosofici di Pitagora, Aristotele e Tolomeo. Centrale nella loro concezione del cosmo era il precetto che non vi fosse alcun vuoto, alcun nulla, alcuno zero. I greci, che avevano ereditato i loro numeri dagli egiziani amanti della geometria, facevano poca distinzione tra forma e numero. Ancora oggi, quando eleviamo al quadrato un numero (x2), ciò equivale a convertire una linea in un quadrato e calcolarne l'area. I pitagorici erano affascinati da questa connessione tra forme e numeri, il che spiega perché non concepivano lo zero come un numero: dopo tutto, quale forma poteva rappresentare il nulla? Gli antichi greci credevano che i numeri dovessero essere visibili per essere reali, mentre gli antichi indiani percepivano i numeri come parte intrinseca di una realtà latente e invisibile separata dalla concezione dell'umanità.

Il simbolo del culto di Pitagora era il pentagramma (una stella a cinque punte); questa forma sacra conteneva al suo interno la chiave della loro visione dell'universo: il rapporto aureo. Considerato il "numero più bello", il rapporto aureo si ottiene dividendo una linea in modo tale che il rapporto tra la parte piccola e la parte grande sia uguale al rapporto tra la parte grande e il tutto. Tale proporzionalità è risultata non solo esteticamente gradevole, ma è stata riconosciuta in una varietà di forme tra cui conchiglie nautilus, gli ananas e (secoli dopo) la doppia elica del DNA. La bellezza, questa cosa oggettivamente pura, era considerata una finestra sul trascendente; una qualità che sostiene l'anima. Il rapporto aureo divenne ampiamente usato in arte, musica e architettura:

Una semplice sequenza di calcoli converge sul rapporto aureo, il "bel numero" di cui la  natura è piena. La bellezza di questo rapporto ha influenzato pesantemente molte discipline tra cui l'architettura (come si vede nel progetto del Partenone qui).

Il rapporto aureo è stato riscontrato anche nelle armoniche musicali: quando si pizzica uno strumento a corda con specifiche lunghezze della corda, i musicisti possono creare la quinta giusta, una doppia risonanza di note che si dice sia l’intervallo musicale più evocativo. Tritoni discordanti, d'altra parte, sono stati derisi come il "diavolo in musica". Tale armonia nella musica era considerata la stessa di quella della matematica e dell'universo, che secondo la visione pitagorica finita del cosmo (in seguito chiamata modello delle sfere celesti aristoteliche) i movimenti di pianeti e altri corpi celesti hanno generato una "armonia delle sfere", una musica celeste che ha pervaso le profondità cosmiche. Dal punto di vista dei Pitagorici, "tutto era numero", il che significa che i rapporti governavano l'universo. La connessione apparentemente soprannaturale del rapporto aureo con l'estetica, la vita e l'universo divenne un principio centrale della civiltà occidentale e, in seguito, della Chiesa Cattolica.

Lo zero rappresentava una grave minaccia per la concezione di un universo finito. La divisione per zero è devastante per la struttura della logica e quindi ha minacciato l'ordine e l'integrità perfetti di una visione del mondo pitagorica. Questo fu un grave problema per la Chiesa che, dopo la caduta dell'Impero Romano, apparve come l'istituzione dominante in Europa. Per affermare il suo dominio nel mondo, la Chiesa si offrì come il guardiano dei cieli. Chiunque l'avesse contraddetta, avrebbe potuto trovarsi eternamente escluso dal regno dei cieli. La rivendicazione della Chiesa sull'assoluta sovranità dipendeva in modo critico dal modello pitagorico, in quanto l'istituzione dominante sulla Terra, che a loro avviso era il centro dell'universo, deteneva necessariamente il dominio nell'universo di Dio. Rappresentando il simbolo sia per il vuoto che per l'infinito, lo zero era eretico per la Chiesa. Secoli più tardi, una dinamica simile si sarebbe sviluppata riguardo la scoperta dell’assoluta scarsità del denaro, che di oppone al dominio della FED, la falsa chiesa dell'era moderna.

Gli antichi greci si aggrappavano strettamente ad una visione del mondo che non tollerava lo zero o l'infinito: il rifiuto di questi concetti cruciali si rivelò il loro più grande fallimento, poiché impediva la scoperta del calcolo, il meccanismo matematico sopra al quale gran parte delle scienze fisiche e, quindi, il mondo moderno è costruito. Il nucleo del loro sistema di credenze (fallaci) era il concetto di "atomo indivisibile", la particella elementare che non poteva essere suddivisa all'infinito. Nella loro mente, non c'era altra via oltre la micro barriera della superficie atomica. Allo stesso modo, consideravano l'universo un "atomo macrocosmico" che era strettamente legato da una sfera più esterna di stelle che strizzavano l'occhio verso il centro cosmico: la Terra. Così come al di sopra, così al di sotto: niente era concepito per essere al di sopra di questa sfera stellare e niente al di sotto della superficie atomica, non c'era infinito e nessun vuoto.

Un universo finito con la Terra al centro era il principio centrale dell'antica filosofia greca e, in seguito, del dominio istituzionale della Chiesa cattolica sul mondo.

Aristotele (con successive correzioni di Tolomeo) avrebbe interpretato filosoficamente questo universo finito e, nel fare ciò, avrebbe fornito il fondamento ideologico dell'esistenza di Dio e del potere della Chiesa sulla Terra. Nella concezione aristotelica dell'universo, la forza che muoveva le stelle, che guidava il moto di tutti gli elementi sottostanti, era il motore primo: Dio. Questa cascata di forza cosmica dall'alto verso il basso nei movimenti dell'umanità era considerata l'interpretazione ufficialmente accettata del volere divino. Mentre il cristianesimo attraversava l'Occidente, la Chiesa, nei suoi sforzi di evangelizzazione, faceva affidamento sul potere esplicativo di questa filosofia aristotelica come prova dell'esistenza di Dio. L'obiezione alla dottrina aristotelica fu presto considerata un'obiezione all'esistenza di Dio e al potere della Chiesa.

L'infinito fu inevitabilmente attualizzato dalla stessa logica aristotelica che cercava di negarlo. Nel XIII secolo alcuni vescovi iniziarono ad istituire delle assemblee per mettere in discussione le dottrine aristoteliche che andavano contro l'onnipotenza di Dio: per esempio, l'idea che "Dio non può muovere i cieli in linea retta, perché ciò lascerebbe un vuoto". Se i cieli si muovevano in modo lineare, allora cosa rimaneva sulla loro scia? Attraverso quale sostanza si stavano muovendo? Ciò implicava l'esistenza del nulla (il vuoto), o che Dio non fosse veramente onnipotente in quanto non poteva muovere i cieli. Improvvisamente la filosofia aristotelica iniziò a rompersi sotto il suo stesso peso, erodendo così la premessa del potere della Chiesa. Sebbene la Chiesa sarebbe rimasta aderente alla visione aristotelica per alcuni secoli ancora (combattendo l’eresia, proibendo alcuni libri e bruciando vivi alcuni protestanti), lo zero segnò il principio della fine della sua istituzione dominante ed oppressiva.

Un universo infinito significava che esisteva, almeno, una vasta moltitudine di pianeti, molti dei quali probabilmente avevano le proprie popolazioni e chiese. La Terra non era più il centro dell'universo, quindi perché la Chiesa avrebbe dovuto avere un dominio universale? In un grande cambio di paradigma ideologico che ha prefigurato l'invenzione di Bitcoin secoli dopo, lo zero è diventato l'idea che ha rotto la presa della Chiesa sull'umanità, proprio come l'assoluta scarsità di denaro sta spezzando la stretta della FED sul mondo di oggi. In un'eco della storia, noi moderni possiamo ancora una volta sentire la scoperta di un nulla che inizia a cambiare tutto.

Lo zero era la pietra lanciata sul volto di Golia, un colpo mortale al dominio della Chiesa; abbandonata a causa di un'idea inarrestabile, la caduta di questa istituzione oppressiva avrebbe lasciato il posto alla nascita dello stato-nazione, il modello istituzionale dominante nella modernità.



Lo zero: un colosso ideologico

Indottrinata nel dogma della Chiesa, la cristianità inizialmente rifiutò di accettare lo zero, poiché era legato ad una paura primordiale del vuoto. L'inesorabile connessione dello zero con il nulla e il caos lo ha reso un concetto temibile agli occhi della maggior parte dei cristiani dell'epoca. Ma la capacità dello zero di sostenere pesi e misure onesti, un concetto biblico fondamentale, si sarebbe dimostrata più importante delle contromisure della Chiesa (e l'invenzione dello zero avrebbe portato in seguito all'invenzione del più infallibile dei pesi e misure, il denaro più onesto nella storia: Bitcoin). In un mondo costruito sul commercio, i commercianti avevano bisogno dello zero per la sua utilità aritmetica superiore. Come diceva Pierre-Simon Laplace:
[...] [lo zero è] un'idea profonda e importante che ci appare così semplice ora da ignorare il suo vero merito. Ma la sua stessa semplicità e la grande facilità che ha prestato a tutti i calcoli hanno messo la nostra aritmetica al primo posto tra le invenzioni utili.

Nel XIII secolo alcuni accademici, come il noto matematico italiano Fibonacci, hanno iniziato a difendere zero nel loro lavoro, aiutando il sistema Arabo-Indù a guadagnare credibilità in Europa. Quando il commercio iniziò a prosperare e generare livelli di ricchezza senza precedenti nel mondo, la matematica passò da applicazioni puramente pratiche a funzioni sempre più astratte. Come ha detto Alfred North Whitehead:
Il punto sullo zero è che non abbiamo bisogno di usarlo nelle operazioni della vita quotidiana. Nessuno esce a comprare zero pesci. È in un certo senso il più civilizzato di tutti i numeri cardinali e il suo uso è imposto a noi solo dal bisogno di utilizzare di modi di pensare coltivati.

Man mano che il nostro modo di pensare diventava più sofisticato, anche le nostre esigenze matematiche lo diventavano. Strumenti come l'abaco si basavano su una serie di pietre scorrevoli per aiutarci a tenere traccia degli importi ed eseguire i calcoli. Un abaco era come un antico calcolatore e quando l'uso dello zero divenne popolare in Europa, si tenevano gare tra gli abacisti e gli utilizzatori del sistema numerico Indiano-Arabo, gli algoritmici, per vedere chi poteva risolvere calcoli complessi più velocemente. Con l'addestramento, gli algoritmici potevano superare agevolmente gli abacisti nel calcolo. Competizioni come queste hanno portato alla scomparsa dell'abaco come strumento utile, ma esso ha comunque lasciato un segno indelebile nella nostra lingua: le parole calcolare, calcolo e calcio sono tutte derivate dalla parola latina calculus.

Gli algoritmici in competizione con gli abacisti: concorsi come questi hanno dimostrato empiricamente la supremazia di un sistema numerico basato sullo zero sugli altri sistemi, anche quando supportati da antichi strumenti matematici come l'abaco.

Prima dei numeri Indiano-Arabi, i contabili dovevano usare l'abaco o una tavola di conteggio per tenere traccia dei flussi di danaro. I tedeschi chiamarono la tavola di conteggio un Rechenbank, motivo per cui i prestatori di denaro divennero noti come banche. Non solo le banche usavano la tavola di conteggio, ma usavano anche i bastoncini per tenere traccia delle attività di prestito: il valore monetario di un prestito era scritto sul lato di un bastone ed era diviso in due parti, con il prestatore che manteneva il pezzo più grande noto come stock (da dove otteniamo il termine stockholder).

Un antico dispositivo per tenere traccia del prestito chiamato bastone di conteggio: il prestatore mantenendo la parte più grande, lo stock, diventava un azionista (stockholder) della banca che concedeva il prestito.

Nonostante la sua utilità superiore per le imprese, i governi disprezzavano lo zero. Nel 1299 Firenze vietò il sistema numerico Indiano-Arabo. Come con molte innovazioni, lo zero ha affrontato la poderosa resistenza dalle strutture di potere radicate che erano minacciate dalla sua esistenza. Proseguendo al dì fuori della legge, i commercianti italiani hanno continuato ad utilizzare il sistema numerico basato sullo zero e hanno persino iniziato ad utilizzarlo per trasmettere messaggi crittografati. Lo zero era essenziale per questi primi sistemi di crittografia, motivo per cui nacque la parola cifratura, che originariamente significava zero e diventò "codice segreto". Il ruolo fondamentale dello zero per i sistemi di crittografia antichi è un ulteriore aspetto del suo contributo al patrimonio ereditato da Bitcoin.

All'inizio del Rinascimento, la minaccia che lo zero avrebbe posto al potere della Chiesa non era evidente. Allora lo zero era stato adattato come strumento artistico per creare il punto di fuga: un luogo usato come nulla infinito in molti dipinti che hanno diffuso il Rinascimento nelle arti visive. Disegni e dipinti prima del punto di fuga appaiono piatti e senza vita: le loro immagini erano per lo più bidimensionali e irrealistiche. Persino i migliori artisti non potevano catturare il realismo senza l'uso dello zero.

Arte pre-rinascimentale: sempre meglio di una banana attaccata ad una tela con nastro adesivo

Con il concetto di zero, gli artisti hanno potuto creare nelle loro opere un punto di dimensione zero che era "infinitamente lontano" dallo spettatore e nel quale tutti gli oggetti del dipinto sono ridotti visivamente. Man mano che gli oggetti sembrano allontanarsi dallo spettatore in lontananza, diventano sempre più compressi nella "assenza di dimensioni" del punto di fuga, prima di scomparire. Proprio come accade oggi, l'arte ha avuto una forte influenza sulla percezione delle persone. Alla fine, Nicola di Cusa, un cardinale della Chiesa dichiarò: "Terra non est centra mundi", che significava "la Terra non è il centro dell'universo". Questa dichiarazione in seguito avrebbe portato Copernico a dimostrare l'eliocentrismo, la scintilla che ha dato vita alla Riforma protestante e, più tardi, all'Illuminismo.

Aggiungendo il punto di fuga (una concezione visiva dello zero) a disegni e dipinti, l'arte ha acquisito le qualità realistiche di profondità, ampiezza e proporzione spaziale.

Un'idea pericolosa, eretica e rivoluzionaria era stata piantata dallo zero e dalla sua incarnazione visiva, il punto di fuga. A questo punto di distanza infinita, il concetto di zero è stato catturato visivamente e lo spazio era stato reso infinito, come lo descrive Seife:
Non è un caso che zero ed infinito siano collegati nel punto di fuga. Proprio come la moltiplicazione per zero provoca il collasso della linea numerica in un punto, il punto di fuga ha fatto sì che la maggior parte dell'universo si collocasse in un piccolo punto. Questa è una singolarità, un concetto che è diventato molto importante in seguito nella storia della scienza, ma in questa fase iniziale i matematici sapevano poco più degli artisti sulle proprietà dello zero.

Lo scopo dell'artista è quello di mitizzare il presente: questo è evidente in gran parte della "trash art" prodotta nel nostro mondo alimentato dal denaro fiat. Gli artisti del Rinascimento (che erano spesso anche matematici, veri uomini Rinascimentali) lavorarono assiduamente in linea con questo scopo, poiché il punto di fuga divenne un elemento sempre più popolare dell'arte in concomitanza con la diffusione dell’uso dello zero in tutto il mondo. Infatti l'arte ha accelerato l’adozione dello zero nel panorama mentale dell'umanità.



Modernità: L’era degli uno e degli zero

Alla fine, lo zero divenne la pietra angolare del calcolo: un innovativo sistema matematico che consentiva alle persone di trattare con unità sempre più piccole che si avvicinavano allo zero, ma che evitarono ingegnosamente la trappola logica del dover dividere per zero. Questo nuovo sistema ha dato all'umanità una miriade di nuovi modi per comprendere e analizzare ciò che la circonda. Diverse discipline come la chimica, l'ingegneria e la fisica dipendono tutte dal calcolo per adempiere alle loro funzioni nel mondo di oggi.

Il calcolo ci consente di disporre della materia in modi armoniosi, in preciso accordo con la nostra immaginazione; questo studio matematico del cambiamento continuo è fondamentale in tutte le scienze fisiche.

Lo zero rappresenta la fonte di molte svolte tecnologiche, alcune delle quali sarebbero confluite nell'invenzione più importante della storia: Bitcoin. Lo zero ha fatto un buco e ha creato un vuoto nel quadro della matematica, frantumando la filosofia aristotelica su cui si basava il potere della Chiesa. Oggi Bitcoin sta facendo un buco e creando un vuoto nel mercato del denaro; sta uccidendo l'economia keynesiana, che è alla base del potere propagandistico dello stato-nazione (insieme al suo apparato deputato al furto: la banca centrale).

Oggi lo zero è diventato uno strumento celebre nel nostro arsenale matematico. Poiché il sistema numerico binario ora costituisce la base della moderna programmazione informatica, lo zero era essenziale per lo sviluppo di strumenti digitali come il personal computer, Internet e Bitcoin. Sorprendentemente, tutti i miracoli moderni resi possibili dalle tecnologie digitali possono essere fatti risalire all'invenzione di una rappresentazione del nulla numerico da parte di un antico matematico indiano: Brahmagupta ha dato al mondo un vero "qualcosa in cambio di nulla", una generosità che Satoshi avrebbe emulato diversi secoli dopo. Come dice Aczel: "I numeri sono la nostra più grande invenzione, e lo zero è la chiave di volta dell'intero sistema".

Una composizione di innumerevoli zero e uno, il codice binario, ha portato alla proliferazione e alla standardizzazione dei protocolli di comunicazione, compresi quelli incorporati nella suite di protocolli Internet. Mentre le persone sperimentavano liberamente questi nuovi strumenti, si organizzavano attorno ai protocolli più utili come http, TCP/IP, ecc. Il consolidamento degli standard di comunicazione digitale ha fornito il substrato su cui i nuovi servizi per la società, come la posta elettronica, il ride sharing e il mobile computing, sono stati costruiti. L'ultima (e probabilmente la più grande) tra queste innovazioni digitali è il denaro non inflazionabile, non connfiscabile e inarrestabile chiamato Bitcoin.

Un luogo comune di Bitcoin è che oggi esso rappresenta una delle migliaia di criptovalute nel mondo. Si può essere perdonati per questo malinteso, poiché il nostro mondo oggi ospita molte valute nazionali. Ma tutte queste valute sono iniziate come bolle di magazzino per lo stesso tipo di oggetto, vale a dire il metallo monetario (di solito l'oro). Oggi le valute nazionali non sono riscattabili in oro e sono invece unità di valore in uno schema piramidale denominato valuta fiat: una gerarchia del ladrocinio costruita al di sopra del denaro scelto liberamente dal mondo (l’oro) che i loro emittenti (le banche centrali) accumulano per manipolarne il prezzo, proteggere le loro valute dalle minacce della concorrenza ed estrarre perpetuamente ricchezza da quelli più in basso nella piramide.

Data questa confusione, molti credono erroneamente che Bitcoin potrebbe essere fermato da una qualsiasi delle migliaia di cryptoasset alternativi oggi sul mercato. Questo è comprensibile, poiché i motivi che rendono diverso Bitcoin non fanno parte del linguaggio comune e sono relativamente difficili da capire. Anche Ray Dalio, il più grande gestore di hedge fund della storia, ha affermato che Bitcoin potrebbe essere scalzato da un concorrente nello stesso modo in cui l'iPhone ha fermato il Blackberry. Tuttavia  la fine di Bitcoin è estremamente improbabile: è un'invenzione unica nella storia; la sua svolta fondamentale è la scoperta della scarsità assoluta, una proprietà monetaria mai raggiunta prima (e mai più raggiungibile) dall'umanità.

Come l'invenzione dello zero, che ha portato alla scoperta del "nulla come qualcosa" in matematica e in altri settori, Bitcoin è il catalizzatore di un cambiamento paradigmatico in tutto il mondo (che alcuni hanno iniziato a chiamare Il Grande Risveglio). Come il numerale sta al numero, e lo zero sta al vuoto per la matematica, Bitcoin sta all'assoluta scarsità di denaro: ognuno è un simbolo che consente all'umanità di comprendere una realtà latente (nel caso del denaro, il tempo). Più che una nuova tecnologia monetaria, Bitcoin è un paradigma economico completamente nuovo: un protocollo monetario di base che non può essere compromesso, digitale e non statale. Per comprendere meglio la profondità di ciò, dobbiamo prima capire la natura di Bitcoin.



La dipendenza di percorso di Bitcoin

La dipendenza di percorso è la sensitività di un risultato all'ordine degli eventi che hanno portato a conseguirlo. In senso lato, significa che la storia ha inerzia.


La dipendenza di percorso implica che la sequenza degli eventi conti quanto gli eventi stessi: ad esempio, si ottiene un risultato radicalmente diverso se si fa prima la doccia e poi ci si asciuga rispetto all’asciugarsi prima e poi fare la doccia. La dipendenza di percorso è particolarmente diffusa nei sistemi complessi a causa della loro elevata interconnessione e delle numerose (spesso imprevedibili) interdipendenze. Una volta iniziato un particolare percorso, staccarsi dalla sua inerzia sociopolitica può diventare impossibile; per esempio, immaginiamo se il mondo cercasse di standardizzare una presa elettrica di dimensioni diverse: consumatori, produttori e fornitori resisterebbero tutti assieme a questo cambiamento costoso a meno che non ci sia un gigantesco guadagno potenziale. Per coordinare questo cambiamento nella standardizzazione sarebbe richiesta una tecnologia notevolmente più efficiente (un cosiddetto metodo pull, dal quale le persone traggono vantaggio) oppure un'organizzazione di grandi dimensioni per forzare il cambiamento (un cosiddetto metodo push, dal quale le persone sarebbero costrette a cambiare spinte da una qualche minaccia). La dipendenza di percorso è il motivo per cui gli eventi nel dominio socio-politico spesso influenzano gli sviluppi a livello tecnico; i cittadini statunitensi hanno assistito di persona ad un respingimento con dipendenza di percorso quando il loro governo tentò di far approvare il sistema metrico negli anni '70.

Bitcoin è stato lanciato nel mondo come una tecnologia unica nel suo genere: denaro digitale non statale che viene emesso in maniera perfettamente fissa, decrescente e programmata. È stato rilasciato strategicamente nella rete (in un gruppo online di crittografi) in un momento in cui non esisteva alcuna tecnologia ad esso comparabile. Il percorso di adozione organica di Bitcoin e l'espansione della rete di mining rappresentano una sequenza non ripetibile di eventi. Come esperimento concettuale, consideriamo se un "Nuovo Bitcoin" fosse lanciato oggi: mostrerebbe sin dall'inizio una sicurezza molto debole, poiché la sua rete di mining e l’hashrate dovrebbero partire da zero. Oggi, in un mondo che è a conoscenza di Bitcoin, questo "Nuovo Bitcoin" con una sicurezza relativamente debole sarebbe inevitabilmente attaccato, indipendentemente dal fatto che si trattasse di progetti esistenti che cerchino di difendere il proprio vantaggio, cartelli bancari internazionali o persino stati-nazione.

ll vantaggio di Bitcoin nell’hashrate è apparentemente insormontabile.

La dipendenza di percorso protegge Bitcoin dal fallimento, poiché la sequenza organica di eventi che ha portato al suo rilascio e all'assimilazione sul mercato non può essere replicata. Inoltre l'offerta di moneta di Bitcoin è scarsa in termini assoluti; una scoperta assolutamente unica e irripetibile per il denaro. Anche se un "Nuovo Bitcoin" fosse rilasciato con un'offerta di denaro scarsa in termini assoluti, i suoi possessori sarebbero incentivati a detenere una forma di denaro con la massima liquidità, effetti di rete e sicurezza della catena. Ciò li indurrebbe a vendere il "Nuovo Bitcoin" in favore del Bitcoin originale. Più realisticamente, invece di lanciare il  "Nuovo Bitcoin", coloro che cercano di competere con Bitcoin utilizzerebbero un vettore di attacco di tipo sociale, dando vita ad un hard fork. Un tentativo del genere è già stato fatto con il fork "Bitcoin Cash", che ha cercato di aumentare le dimensioni dei blocchi per migliorarne (apparentemente) l’uso nei pagamenti. Questo fork non è andato molto bene e ha portato a rafforzare, nel mondo reale, l'importanza della dipendenza di percorso in Bitcoin.

Bitcoin Cash sta prendendo in considerazione di cambiare il nome in Bitcoin Crash

Continuando il nostro esperimento concettuale: anche se  il "Nuovo Bitcoin" presentasse una diminuzione dell'offerta di moneta (in altre parole una politica monetaria deflazionistica), come verrebbe determinato il suo tasso di diminuzione dell'offerta di moneta (deflazione)? Con quale meccanismo verrebbero selezionati i suoi beneficiari? Man mano che i partecipanti al mercato (nodi e minatori) cercherebbero una posizione per massimizzare il loro accumulo di benefici economici derivanti dalla politica deflazionistica monetaria, ci sarebbero dei fork che andrebbero a ridurre la liquidità, gli effetti della rete e la sicurezza del "Nuovo Bitcoin", spingendo tutti ad accumulare di nuovo il Bitcoin originale, proprio come hanno fatto a seguito del fork di Bitcoin Cash.

La dipendenza di percorso garantisce che coloro che provano a giocare con Bitcoin si scottino. L’essere rinforzato da effetti di rete da quattro punti differenti, rende il vantaggio di Bitcoin come primo arrivato praticamente insormontabile. L'idea di scarsità monetaria assolutta va contro i desideri di strutture di potere radicate come la FED: come lo zero, una volta che un'idea il cui tempo è giunto viene rilasciata nel mondo, è quasi impossibile rimettere il proverbiale genio nella lampada. Dopotutto, le idee inarrestabili sono forme di vita indipendenti.




Giochi finiti e infiniti

La macroeconomia è essenzialmente l'insieme di giochi svolti a livello globale per soddisfare le esigenze dell'umanità (che sono infinite) entro i limiti del suo tempo (che è rigorosamente finito). In questi giochi, i punteggi sono tracciati in termini monetari. Usando il gergo del libro Finite and Infinite Games, ci sono due tipi di giochi economici: i mercati non liberi (o pianificati centralmente) sono teatrali, nel senso che vengono eseguiti secondo un copione predeterminato che spesso comporta dovere e disprezzo per l'umanità. Le atrocità commesse nella Russia sovietica sono esempi tangibili delle conseguenze di un sistema economico teatrale. Poi ci sono i mercati liberi, che sono drammatici, nel senso che vengono attuati nel presente secondo con fini consensuali e adattabili. Lo sviluppo del software è un buon esempio di mercato drammatico, in quanto gli imprenditori sono liberi di adottare le regole, gli strumenti e i protocolli che servono meglio i clienti. Detto in maniera semplice: i giochi teatrali sono regolati da regole imposte (basate sulla tirannia), mentre le regole per i giochi drammatici sono adottate volontariamente (sulla base della sovranità individuale).

Dal punto di vista morale, la sovranità è sempre superiore alla tirannia. E dal punto di vista pratico, le tirannie sono meno efficienti dal punto di vista energetico rispetto ai mercati liberi, perché richiedono ai tiranni di spendere risorse per far rispettare le regole da loro imposte e proteggere il loro territorio. I giochi volontari (capitalismo di libero mercato) superano i giochi non involontari (socialismo pianificato centralmente) in quanto non necessitano dei costi di applicazione e protezione: da qui la ragione per cui il capitalismo (libertà) supera il socialismo (schiavitù) nel lungo periodo. Poiché l'interdipendenza interpersonale è al centro del vantaggio comparato e della divisione delle dinamiche del lavoro che guidano la proposizione di valore della cooperazione e della concorrenza, possiamo dire che il denaro è un gioco infinito: il che significa che il suo scopo non è vincere, ma piuttosto continuare a giocare. Dopotutto, se un giocatore possiede tutto il denaro, il gioco termina (come nel gioco del Monopoly).

In questo senso, il tasso finale di crescita dell'offerta di moneta (inflazione) pari allo zero assoluto di Bitcoin è l'ultimo punto di Schelling nel campo monetario: un punto focale della teoria dei giochi che le persone tendono a scegliere in un gioco antagonistico. Nella teoria dei giochi, un gioco è qualsiasi situazione in cui possono esserci vincitori o vinti, una strategia è un processo decisionale e un punto Schelling è la strategia predefinita per i giochi in cui i giocatori non possono fidarsi completamente l'uno dell'altro (come il denaro).

Tra molte sfere di interessi interpersonali in competizione, la scarsità è il punto di Schelling del denaro

Gli attori economici sono incentivati a scegliere il denaro che meglio mantiene il suo valore nel tempo, che è ampiamente accettato e che trasmette in modo più chiaro le informazioni sui prezzi. Tutte e tre queste qualità sono radicate nella scarsità: la resistenza all'inflazione garantisce che il denaro mantenga il suo valore e la sua capacità di prezzare accuratamente il capitale nel tempo, il che porta al suo utilizzo come mezzo di scambio. Per questi motivi, detenere il denaro più scarso è la strategia più efficiente dal punto di vista energetico che un giocatore possa adottare, il che rende l'assoluta scarsità di Bitcoin un punto Schelling inconfutabile.

Un lontano discendente digitale dello zero, l'invenzione di Bitcoin rappresenta la scoperta dell'assoluta scarsità di denaro: un'idea ugualmente inarrestabile.

In maniera simile alla scoperta del nulla assoluto simboleggiato dallo zero, la scoperta di una forma di denaro assolutamente scarsa, simboleggiata da Bitcoin, è a dir poco speciale. L'oro è diventato denaro perché tra i metalli monetari aveva l'offerta più anelastica (o relativamente scarsa): vale a dire che, indipendentemente da quanto tempo era speso nella produzione di oro, la sua offerta saliva il minimo. Poiché il suo livello di offerta è più lento e prevedibile, l'oro è stato favorito per essere accumulato e per dare valore alle cose; il che ha incoraggiato le persone ad adottarlo volontariamente, rendendolo così la moneta dominante sul libero mercato. Prima di Bitcoin, l'oro era il punto di Schelling nel campo monetario a livello mondiale, perché rendeva il commercio più semplice riducendo al minimo la necessità di fidarsi degli altri giocatori. Come il suo antenato digitale, lo zero, Bitcoin è un'invenzione che migliora radicalmente l'efficienza dello scambio, rendendo più pura la trasmissione delle informazioni: per lo zero ciò significava infondere più significato ad ogni cifra ad esso più vicina; per Bitcoin questo significa generare più rilevanza nei segnali di prezzo. Nel gioco del denaro, l'obiettivo è sempre stato quello di detenere il metallo monetario relativamente più scarso (l’oro); ora l'obiettivo è quello di controllare la maggior parte della rete monetaria scarsa (in termini assoluti) chiamata Bitcoin.



Una nuova epoca per il denaro

Dal punto di vista storico i metalli preziosi sono state le migliori tecnologie monetarie grazie a cinque caratteristiche critiche: divisibilità, durabilità, portabilità, riconoscibilità e scarsità. Tra i metalli monetari, l'oro era il più scarso in termini relativi, e quindi ha superato gli altri sul mercato in quanto era una riserva di valore più solida. Nell'ascesa dell'oro come moneta, sembrava che le dinamiche del libero mercato stessero cercando di concentrarsi su una tecnologia monetaria che fosse sufficientemente divisibile, durevole, portatile e riconoscibile e che fosse anche scarsa in termini assoluti (forti argomentazioni per questo punto possono essere trovate studiando il sistema dell’Eurodollaro). I mercati liberi sono sistemi di calcolo distribuiti che si concentrano sui prezzi e sulle tecnologie più utili in base alle richieste prevalenti delle persone e alle risorse di capitale disponibili: assimilano costantemente tutte le prospettive intersoggettive dell'umanità sul mondo entro i limiti della realtà oggettiva per produrre le migliori approssimazioni di verità. In questo contesto, la scarsità verificabile è la miglior prova per la veridicità del denaro: una certezza che non sarà degradata nel tempo.

Come esperimento concettuale (pre-Bitcoin), se fosse stato scoperto un "nuovo oro" nella crosta terrestre, supponendo che fosse distribuito uniformemente sulla superficie terrestre e che fosse paragonabile all'oro secondo le sopraccitate cinque caratteristiche (con l'eccezione di essere ancora più scarso), le dinamiche del libero mercato avrebbero portato alla sua selezione come moneta, poiché sarebbe stato molto più vicino alla scarsità assoluta, rendendolo un mezzo migliore come riserva di valore e per propagare segnali di prezzo. Visto in questa ottica, l'oro rappresentava la tecnologia monetaria più vicina al denaro scarso in termini assoluti a cui il libero mercato poteva indirizzarsi, prima che potesse essere scoperto nella sua forma digitale.  L’offerta di ogni cosa fisica può essere limitata dal tempo necessario a procurarsela: se potessimo spignere un interruttore e costringere tutti sulla Terra a fare della loro unica occupazione l’estrazione dell’oro, ben presto l'offerta salirebbe. A differenza di Bitcoin, nessuna forma fisica di denaro potrebbe garantire un'offerta fissa in modo permanente, per quanto ne sappiamo la scarsità assoluta può essere solo digitale.

La digitalizzazione è vantaggiosa in tutte e cinque le caratteristiche del denaro. Dato che Bitcoin è solo informazione, rispetto ad altre tecnologie monetarie, possiamo dire: la sua divisibilità è suprema, poiché le informazioni possono essere suddivise all'infinito e ricombinate ad un costo quasi zero (come i numeri); la sua durata è suprema, poiché le informazioni non si decompongono (i libri possono sopravvivere agli imperi); la sua portabilità è suprema, poiché le informazioni possono muoversi alla velocità della luce (grazie alle telecomunicazioni); e la sua riconoscibilità è suprema, poiché l'informazione è la sostanza più oggettivamente distinguibile nell'universo (come la parola scritta). Infine, dal momento che Bitcoin applica algoritmicamente e termodinamicamente un'offerta di denaro assolutamente scarsa, possiamo dire che la sua scarsità è infinita (la sostanza denaro è destinata a tokenizzare in primo luogo il tempo, in quanto è scarsa come il tempo stesso). Combinate assieme, queste caratteristiche fanno della moneta digitale scarsa in senso assoluto qualcosa di incontrastabile sul mercato.

Allo stesso modo in cui il numero zero consente al nostro sistema numerico di scalare e di eseguire più facilmente i calcoli, anche il denaro dà all'economia la capacità di scalare socialmente semplificando il commercio e il calcolo economico. In altre parole, la scarsità è essenziale per l'utilità del denaro e un'offerta di moneta a crescita zero rappresenta la scarsità "perfetta", cosa che rende Bitcoin una tecnologia monetaria quasi "perfetta" come l'umanità non ha mai avuto. La scarsità assoluta è una svolta monetaria monumentale. Poiché il denaro è valutato in base alla riflessività, che significa che le percezioni degli investitori sulla sua futura possibilità di scambio influenzano la sua valutazione attuale, l'offerta futura perfettamente prevedibile e finita di Bitcoin sostiene una espansione senza precedenti nella capitalizzazione di mercato.

In sintesi: l'invenzione di Bitcoin rappresenta la scoperta dell'assoluta scarsità, o assoluta irriproducibilità, avvenuta grazie ad una particolare sequenza di eventi idiosincratici che non possono essere riprodotti. Qualsiasi tentativo di introdurre nel mondo un denaro dall’offerta scarsa in termini assoluti, o in diminuzione, sarebbe destinato a rimanere in secondo piano rispetto a Bitcoin (come abbiamo visto con il fork di Bitcoin Cash). La scarsità assoluta è una scoperta che si ottiene una sola volta, proprio come l'eliocentrismo o qualsiasi altro grande cambiamento di paradigma scientifico. In un mondo in cui Bitcoin esiste già, il lancio di un sistema Proof-of-Work non è più possibile a causa della dipendenza di percorso; questo è un altro motivo per cui Bitcoin non può essere replicato o sostituito da un altro cryptoasset che usa lo stesso meccanismo di consenso. La scarsità in senso assoluto nel campo monetario è una scoperta unica, che non può essere annullata tanto quanto non può esserlo il concetto stesso di zero.

Un "assassino di Bitcoin" richiederebbe un meccanismo di consenso e un modello di distribuzione completamente nuovi; con una implementazione supervisionata da un gruppo di esseri umani: nulla, fino ad oggi, è mai stato concepito per avvicinarsi, neanche lontanamente, al soddisfacimento di questi requisiti. Allo stesso modo in cui è esistito un solo oro analogico, è probabile che esisterà per sempre un solo oro digitale. Per le stesse ragioni quantificabili per le quali un sistema numerico a base zero è diventato un protocollo matematico dominante e per le quali il capitalismo supera il socialismo, la scarsità in termini assoluti dell'offerta di Bitcoin continuerà a superare tutti gli altri protocolli monetari nel suo percorso verso l'affermazione a livello globale.

I numeri sono le astrazioni fondamentali che governano il nostro mondo. Lo zero è il punto di fuga del panorama matematico. Nel regno della competizione interpersonale e della cooperazione, il denaro è l'astrazione dominante che governa il nostro comportamento. Il denaro nasce come la cosa più commerciabile all'interno di una società, inclusi gli scambi con gli altri e con i nostri futuri sé. La scarsità è la caratteristica del denaro che gli consente di mantenere un valore nel tempo, permettendoci di scambiarlo con i nostri futuri sé (le cose per cui altrimenti avremmo potuto scambiare denaro se non avessimo deciso di risparmiarlo). La scarsità del denaro ne aumenta il valore all'aumentare della nostra produttività. Per questi motivi la tecnologia più scarsa che mostra sufficienti caratteristiche monetarie (divisibilità, durabilità, riconoscibilità, portabilità) tende a diventare denaro. In altre parole, vince il denaro relativamente più scarso. In questo senso, quello che lo zero rappresenta per la matematica, la scarsità assoluta lo rappresenta per il denaro. È una scoperta sorprendente, una finestra sul nulla, proprio come il suo predecessore, lo zero.

Bitcoin è la singolarità economica globale: il centro di gravità monetario ultimo, un divoratore esponenziale del valore liquido nell'economia mondiale, l'epitome del tempo e il punto zero del denaro.



Il denaro fiat va sempre a zero

Lo zero si è dimostrato la chiave di volta del nostro sistema numerico rendendolo scalabile, invertibile e facilmente convertibile. Col tempo Bitcoin si dimostrerà essere la rete più importante nel sistema economico globale aumentandone la scalabilità sociale, causando un'inversione del potere economico e riallineando la cultura con la Legge Naturale. Bitcoin consentirà alla sovranità di ritornare di nuovo al livello individuale, anziché essere usurpata a livello istituzionale come lo è oggi, tutto grazie al suo speciale antenato, lo zero.

La pianificazione centrale nel mercato monetario (anche noto come socialismo monetario) sta morendo. Questa tirannica gerarchia finanziaria ha aumentato le disparità di ricchezza in tutto il mondo, ha finanziato uno stato di guerra perpetua e saccheggiato intere comunità per “salvare” le istituzioni in fallimento. Il ritorno al libero mercato nel denaro è l'unico modo per curare la devastazione che è stata provocata negli ultimi 100 e più anni. A differenza dei banchieri centrali, che sono esseri umani fallibili che esercitano pressioni politiche per saccheggiare la ricchezza delle persone stampando denaro, la politica monetaria di Bitcoin non si piega davanti a nessuno: se ne frega. E in un mondo in cui le banche centrali possono "solo aggiungere zeri" per rubare la vostra ricchezza, l'unica speranza della gente è un denaro "che se ne frega" e che non può essere confiscato, inflazionato, o fermato.

Bitcoin è stato specificamente progettato come una contromisura alle "politiche monetarie espansive" (che confiscano ricchezza tramite l'inflazione) da parte dei banchieri centrali. Bitcoin è un'invenzione unica, un'innovazione che cambia profondamente la società invece di introdurre solo un avanzamento incrementale. Bitcoin sta dando inizio ad un nuovo paradigma nel campo monetario, per stati e per l’efficienza energetica. Ancora più importante, promette di interrompere il circolo criminale in cui i governi privatizzano continuamente i guadagni (attraverso il signoraggio) e socializzano le perdite (tramite l'inflazione). Di volta in volta l'eccessiva inflazione ha fatto a pezzi le società, eppure le lezioni della storia non sono ancora state apprese.

Grazie a Internet per tutti i meme esilaranti ma significativi.



L'ora zero

Per quanto tempo ancora il socialismo monetario rimarrà un modello economico di riferimento? Il conto alla rovescia è già iniziato: dieci, nove, otto, sette, sei, cinque, quattro, tre, due, uno... zero. I tecnici dei lanci spaziali aspettano sempre lo zero prima dell'accensione; i conti alla rovescia vengono sempre finalizzati all'ora zero. Guerre dei prezzi del petrolio che scoppiano in Eurasia, una pandemia globale, una risposta espansiva senza precedenti della politica monetaria ed un altro halving quadriennale del tasso d'inflazione di Bitcoin: il 2020 sta rapidamente diventando l'ora zero per Bitcoin.

Il tasso d'inflazione e il benessere della società sono inversamente correlati: più il valore è affidabile e maggiormente può essere conservato nel tempo, più fiducia può essere coltivata tra gli attori di mercato. Quando vengono sradicate le radici del denaro dalla realtà economica, come è accaduto quando è stato spezzato il legame con l’oro ed è nata la moneta fiat, la sua offerta inevitabilmente tende all'infinito (iperinflazione) e il funzionamento della sua società si deteriora (collasso economico). Bitcoin è ancorato alla realtà economica (attraverso la spesa energetica per la Proof-of-Work) e ha un tasso di inflazione tendente a zero, il che significa che una società che opera su un Bitcoin Standard ci guadagnerebbe in modi praticamente infiniti. Quando il tasso di inflazione di Bitcoin raggiungerà finalmente lo zero a metà del XXII secolo, la misura della sua solidità come riserva di valore (il rapporto stock-to-flow) diventerà infinita; le persone che lo capiscono e lo usano in anticipo beneficeranno del conseguente trasferimento di ricchezza di massa.

Zero e infinito sono reciproci: 1/∞ = 0 e 1/0 = ∞. Allo stesso modo, il benessere di una società si riduce a zero più il tasso d'inflazione si avvicina all'infinito (attraverso l'iperinflazione della moneta fiat). Viceversa, il benessere della società può espandersi verso l'infinito quanto più il tasso d'inflazione si avvicina allo zero (attraverso l'assoluta scarsità di Bitcoin). Ricordate: la FED ora sta facendo tutto il possibile per assicurarsi che ci sia "liquidità infinita" nel sistema bancario, il che significa che il suo valore alla fine scenderà a zero.

Zero è nato nel mondo come un'idea inarrestabile perché era giunto il suo momento; ha spezzato il dominio della Chiesa e ha posto fine al suo monopolio sull'accesso alla conoscenza. Il movimento risultante, la separazione tra Chiesa e stato, ha rinvigorito la sovranità di sé stessi nel mondo, ponendo saldamente l'individuo come la pietra angolare dello stato. Dalle ceneri della Chiesa nacque un modello di stato-nazione fondato sui diritti di proprietà, sullo stato di diritto e sul denaro di libero mercato (ovvero il denaro sano ed onesto). Con questa nuova era arrivò un boom senza precedenti nel progresso scientifico, nella creazione di ricchezza e nel benessere in tutto il mondo. Allo stesso modo, Bitcoin e la sua scoperta alla base dell'assoluta scarsità del denaro è un'idea il cui tempo era giunto. Bitcoin sta frantumando l'assedio delle banche centrali sulla nostra sovranità finanziaria; sta invocando un nuovo movimento, la separazione tra denaro e stato, come suo manifesto rivoluzionario; e sta ripristinando la Legge Naturale in un mondo devastato da un mega-parassita della ricchezza: la FED.

Solo idee inarrestabili possono rompere le istituzioni altrimenti inamovibili: lo zero ha messo in ginocchio la Chiesa e Bitcoin sta portando la falsa chiesa della FED al suo tanto atteso giudizio.

Sia lo zero che Bitcoin sono emblematici del vuoto, un regno di pura potenzialità da cui scaturiscono tutte le cose: il nulla da cui tutto è entusiasmante e nel quale tutte le possibilità si concentrano. Lo zero e Bitcoin sono idee inarrestabili donate all'umanità; gesti fatti nello spirito di "qualcosa in cambio di nulla". In un mondo gestito da banche centrali con zero responsabilità, una congrega che utilizza le prospettive del "denaro infinito" per prometterci tutto (introducendo così lo spettro dell'iperinflazione), il nulla potrebbe rivelarsi il più grande dono che potremmo mai ricevere. Grazie Brahmagupta e Satoshi Nakamoto per la vostra generosità.


[*] traduzione di Fabrizio Bruno Armani e Francesco Simoncelli: https://www.francescosimoncelli.com/


9 commenti:

  1. NesSun altro commento possibile... Articolo inarrivabile ma devastante. Lo dovrò' rileggere mille volte per capirne ogni volta un millesimo

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  2. E grazie Francesco Simoncelli, per essere riuscito a sintetizzare in questo articolo, che io riconosco come un trattato vero e proprio, millenni di storia della matematica in un contesto filosofico scientifico senza pari in Italia e, forse non solo.

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  3. Grazie per questa traduzione!

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  4. Sono arrivato a poco meno della metà ed ho letto una serie di inesattezze che stare ad elencarle significherebbe buttare nel cesso altra vita oltre quella spesa nella lettura. A parte che, almeno fino a quel punto, si tratta di mera prosa ma viene spacciata come verità assoluta l'idea che una divisione per zero abbia come risultato =infinito quando è risaputo che si tratta di un'operazione, prima ancora che impossibile, del tutto priva di senso. La cosa sorprendente, tuttavia, sono i "salti quantici" che l'autore compie per collegare le varie argomentazioni al denaro o ad un asset virtuale come il bitcoin. Salti che in realtà finiscono in quello stesso vuoto che è il focus principale della prima parte...

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  5. Si effettivamente doveva usare i limiti anziché i rapporti, che matematicamente sono errarti.
    Comunque è un articolo eccezionale.

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  6. Dal mio punto di vista lo zero non è un numero ma solo una cifra. Indica il punto di inizio. Su una retta o in un piano cartesiano è una sorta di "non luogo". È la divisione tra ciò che non esiste e ciò che è.
    Affermare che lo zero rappresenta il vuoto è come dire che esso rappresenta ciò che non esiste. Ma rappresentare ciò che non esiste è una contraddizione nei termini in quanto ciò che non esiste non può essere rappresentato e se invece esistesse non sarebbe "ciò che non esiste". Ecco, quindi, che lo zero rappresenta nulla. Anzi, si potrebbe dire che lo zero è il nulla ed il nulla è un concetto impensabile per la mente umana. Pertanto, lo zero è comprensibile solo considerandolo quale cifra-simbolo e non quale numero-quantità. Da qui deriva anche l'affermazione, errata, per cui un numero diviso per zero è uguale ad infinito. In realtà dividere per zero significa annientare l'operazione stessa della divisione. Ad esempio, dividere un numero per due significa scomporre un gruppo formato da X oggetti in due gruppi. Dividere per uno significa scomporre un gruppo di X oggetti in un solo gruppo ottenendo lo stesso gruppo di oggetti precedenti. Dividere per zero significa non svolgere alcuna divisione lasciando immutato e immobile il dividendo laddove, invece, la divisione per uno comporta un movimento, un passaggio "attraverso la divisione" per generare il risultato. Lo zero è immobilità e certamente questa può essere una qualità del vuoto e del nulla in quanto la loro inesistenza si può certamente definire fissa e stabile.

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    1. Sono uno zero in matematica quindi lo zero esiste perchè io sono UNA persona. Ovviamente scherzo ma questa scambio di idee sullo zero è affascinante.Grazie Sandro Gibellini

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  7. Mi sono imposto di arrivare in fondo ma lo sto facendo con uno sforzo impressionate! La lettura, infatti, richiede di dare fondo a tutta la pazienza di cui una mente razionale è dotata!
    Questo articolo è solo una promozione del bitcoin ma che non ha né capo né coda. È un continuo pavoneggiarsi dell'autore che vuole dare sfoggio della sua cultura nel tentativo, mal riuscito, di dare al bitcoin una intelaiatura culturale che lo sostenga oltre le questioni meramente crittografiche ed informatiche. In realtà, con una lettura attenta, si comprende che è costretto a dare per scontate alcune premesse, non potendole spiegare in modo logico, e ad una serie di forzature in modo che ciò di cui discerne si accoppi, nel senso animalistico, ad ogni costo con le doti del bitcoin! Nel fare ciò non si rende conto di tutto ciò che omette e lascia per strada. Questo perché il suo unico obbiettivo è incensare il bitcoin e, pertanto, tutto è lecito.
    Valga come esempio il passaggio in cui è scritto «Gli attori economici sono incentivati a scegliere il denaro che meglio mantiene il suo valore nel tempo, che è ampiamente accettato e che trasmette in modo più chiaro le informazioni sui prezzi. Tutte e tre queste qualità sono radicate nella scarsità: la resistenza all'inflazione garantisce che il denaro mantenga il suo valore...». Ebbene, se queste fossero le caratteristiche del denaro più ricercate, se ne dovrebbe dedurre che il bitcoin non sarebbe quello scelto! Infatti: non mantiene il suo valore; non è ampiamente accettato; non prezza un'emerita cippalippa.
    Poi, non sazio, ci dice pure che la scarsità è la sintesi di queste tre caratteristiche. Ora, a parte che non è dato comprendere perché la scarsità comporti anche l'accettazione "universale" del mezzo, ma sarebbe più corretto scrivere di "ammontare fisso" giacché la scarsità è un concetto che rimanda al rapporto tra domanda e offerta. In assenza di domanda qualsiasi offerta è non scarsa. Ma la cosa che irrita maggiormente e che manifesta la malafede, è la volontà di omettere qualsiasi valutazione sui problemi economici causati da una moneta deflattiva come il potrebbe essere il bitcoin (che moneta non è...)! Anzi, fino a quando non saranno minati tutti i 21 ml di pezzi anche il bitcoin è inflattivo! Dopo diventa deflattivo perché, per quanto pochi possano essere, ci saranno alcuni btc che non saranno più utilizzabili a causa della perdita delle chiavi (per la legge dei grandi numeri qualche volta avverrà ed ogni volta quei btc saranno bruciati). Perché viene omessa questa valutazione? Facile: perché l'autore, sicuro come la morte, avrà fatto incetta di bitcoin quando valevano nulla e chiaramente vuole che il suo patrimonio aumenti di valore il più possibile!

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    1. Salve Francesco. Nessuno la costringe a continuare la lettura, se non le piace e la trova sgradevole può usare il suo tempo per fare altro, qualcosa di più utile alle sue necessità. È ovvio poi che alcune cose non possano essere spiegate con la dovuta dovizia di particolari: è un saggio, non un libro. Lo scopo è quello di paragonare due dispositivi tecnologici: uno che ha cambiato la storia dell'umanità e l'altro che potrebbe farlo adesso. Infatti, su questa base, si tratta di un miglioramento tecnologico che andrebbe a rivoluzionare un settore dell'economia che a lungo è stato monopolizzato da un ente centrale. Il cardine del potere d'influenzare il mercato più ampio: il denaro. Quest'ultimo rappresenta la lingua con cui gli attori economici parlano tra loro e se il linguaggio è corrotto lo diventano anche le parole scambiate (segnali di mercato). Ecco perché viene tirato addosso al settore delle criptovalute quanta più disinformazione possibile, dato che potenzialmente rappresenta un'innovazione così potente da scardinare un monopolio che è andato avanti per anni. Il rallentamento della sua adozione è dovuto principalmente a questo e in minor misura all'utilità/facilità con cui si può sfruttare. Inoltre è la scarsa profondità del mercato a renderlo ancora suscettibile agli shock di prezzo, ma col tempo questo è un parametro che andrà via via attenuandosi.

      Sulla scarsità è perplesso? Se la storia è una guida l'oro ha dimostrato di superare in adozione monete che erano molto meno scarse di tal metallo. Quindi, sì, la scarsità è una caratteristica tenuta in alta considerazione dagli attori economici che nel tempo l'hanno aggiunta a tutte le altre che costituiscono una moneta sana ed onesta. L'evoluzione del denaro è un'evoluzione fatta di caratteristiche aggiunte di volta in volta dagli attori di mercato per andare a ritrovare la perfezione in uno strumento atto a massimizzare tempo ed efficienza. Mi fermo qui, perché non appena ho letto la sciocchezza "moneta deflattiva" ho capito dove si vuole andare a parare...

      Facile: perché l'autore, sicuro come la morte, avrà fatto incetta di bitcoin quando valevano nulla e chiaramente vuole che il suo patrimonio aumenti di valore il più possibile!

      E da questo si capisce l'accanimento su questo pezzo...

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