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mercoledì 27 agosto 2014

La sola prescrizione per una ripresa economica reale





di Dan Amoss


Nel 2012 i notabili che gestiscono l'Unione Europea hanno scelto la stagnazione alla ristrutturazione. Ecco una conseguenza di quella scelta: le aspettative per una ripresa economica sostenibile continuano sempre ad essere disattese.

Due anni fa il capo della Banca Centrale Europea (BCE), Mario Draghi, ha promesso di fare "tutto il possibile" per tenere unita la zona euro. Ha bluffato gli investitori nervosi inducendoli a credere in un programma di acquisto di bond soprannominato “Outright Monetary Transactions”, o “OMT”.

Sin dal bluff dell'estate 2012, la BCE non ha dovuto comprare molti titoli di stato emessi da Italia, Spagna, o altri paesi periferici dell'UE; invece li hanno comprati le banche commerciali. L'acquisto implacabile di bond ha portato a rendimenti obbligazionari notevolmente bassi in quei paesi con profili di credito rischiosi.

Ma il salvataggio reciproco tra banche e stati non può durare per sempre. Le deboli banche dell'UE possono assorbire le obbligazioni solo con una quantità crescente di credito. Alla fine, l'economia reale dell'Europa periferica deve riprendersi al fine di supportare i grandi stock di debito pubblico. E non si sta riprendendo...

La produzione industriale delude frequentemente; i tax rate non possono andare più in alto; i produttori non sono competitivi; i grandi mercati esportatori, tra cui la Cina, hanno rallentato; e, soprattutto, i burocrati europei hanno sprecato risorse scarse per sostenere un sistema insostenibile.

C'era bisogno di una pulizia di massa dei crediti in sofferenza nel sistema bancario, ed una ricapitalizzazione delle banche. Ma si è deciso di impedire una ristrutturazione delle banche — probabilmente a causa della paura di corse agli sportelli e di un contagio. Le ristrutturazioni bancarie che si sono verificate erano troppo piccole per fare la differenza.

Così le sofferenze e gli incagli, spazzati sotto il tappeto per alcuni anni con artifizi contabili, potrebbero essere sul punto di emergere di nuovo...

Il Banco Espírito Santo, una grande banca portoghese, è sottocapitalizzata. Si è anche impegnata in pratiche contabili discutibili (come le altre sue compagne in tutta Europa). C'è una certa riluttanza a declassare i crediti inesigibili.

Dopo il picco nel boom del credito, i banchieri hanno fatto tutto il possibile per ritardare l'ammortamento dei crediti inesigibili, sperando di "schivare il proiettile" del deficit di capitale concedendo nuovi prestiti e incassando profitti dal carry trade. Le banche centrali hanno tagliato i tassi di interesse, cosa che ha abbassato i costi di finanziamento delle banche commerciali. Poco alla volta Draghi ha acquistato le banche dell'UE progettando un massiccio carry trade nelle obbligazioni sovrane. Ma anche questo trading sta finendo. Le banche dell'UE dove troveranno i profitti per compensare le perdite sui crediti che stanno lentamente ri-emergendo?

I banchieri centrali stanno seguendo la politica del tasso zero ("ZIRP") per alleviare il dolore delle bolle creditizie scoppiate. Ma dopo anni dell'esperimento globale chiamato ZIRP, sta diventando chiaro che puntellare le vecchi banche in bancarotta significa in realtà impedire una ripresa reale.

Sono d'accordo con la conclusione di David Stockman che ha presentato in questo articolo:

Quindi forse è il momento che la FED cambi mentalità. Cioè, che l'Eccles Building rifugga dalla manipolazione del tasso di interesse e dalla ZIRP, e quindi consenta ai mercati finanziari di impegnarsi nuovamente in un onesto price discovery; e consenta al ciclo economico naturale di fare il proprio corso senza l'interferenza dei 12 membri del Politburo monetario, lasciando la riallocazione dei mercati nelle mani dei 317 milioni di consumatori, produttori, investitori, imprenditori e anche speculatori che compongono l'economia.

Questa è la ricetta giusta per una vera ripresa economica sostenibile. Ma cerchiamo di non illuderci: ci sono poche possibilità che la FED la implementi. E' raro che le istituzioni introducano cambiamenti proattivi; invece, reagiscono alle crisi.

Spingendo i tassi d'interesse a livelli artificialmente bassi, la FED ha gonfiato la bolla dei mutui americani e l'immancabile crash del 2008. Ma, purtroppo, il ciclo boom-bust non ha stimolato nella FED un'auto-riflessione. Incredibilmente, la FED è emersa dalla crisi come un eroe!

Così ha rincarato la dose con la ZIRP, con conseguente inflazione degli asset per i ricchi e stagflazione per la classe media. L'inflazione degli asset non ha favorito l'economia reale (come previsto dalla FED di Bernanke). Il quantitative easing (QE) ha rimarcato di più le disuguaglianze di reddito, aggravando gli squilibri economici ed allentando la pressione sui bilanci pubblici.

La "repressione finanziaria" dei responsabili della politica non sta funzionando, sostiene Russell Napier di CLSA in una nota recente. La repressione finanziaria consiste nella manipolazione dei tassi di interesse al di sotto del tasso di inflazione. I risparmiatori poi sopportano il costo del deleveraging di un sistema finanziario sovraccarico.

"[Bisognerebbe] farsi domande sull'attuale consenso: tutta la medicina reflazionistica è un bene per i proprietari di capitali", scrive Napier. "La fiducia tra i capitalisti che solo le autorità possano renderli più ricchi è davvero bizzarra, in quanto la memoria storica non contiene prove per associare l'azione del governo a valutazioni e rendimenti più alti. In un mondo dove il QE non svaluta i debiti e l'attivismo del governo non è tra le cose da fare, le valutazioni azionarie avrebbero davanti a loro una lunga strada in discesa."

Napier afferma che cinque anni di QE globale siano stati necessari — ma non sufficienti — per ridurre la leva finanziaria nel sistema finanziario. Eppure i responsabili della politica continuano a scommettere sull'attivismo. Nuovi interventi includono il "finanziamento dei prestiti" nel Regno Unito, ed i piani della BCE per incanalare il QE in alcuni settori privilegiati dell'economia.

Queste tattiche, sostiene Napier, equivalgono ad una allocazione del credito dettata dallo stato. In altre parole: "Capitalismo con caratteristiche cinesi".

Napier sostiene in modo convincente che l'inefficienza delle economie dirette dallo stato, dovrebbe portare a basse valutazioni nel mercato azionario. Sono d'accordo.

Ecco come vi potete preparare per una lenta discesa nelle valutazioni del mercato azionario: siate molto esigenti circa le azioni in vostro possesso. Le aziende con vantaggi competitivi duraturi terranno meglio. Alcune azioni possono superare un contesto di mercato ribassista e fornire grandi rendimenti. Ma l'idea che ogni azione possa salire perché le banche centrali stanno stampando denaro, sta diventando molto stantia.

Per quanto riguarda le azioni da evitare, starei lontano da qualsiasi cosa vi esponga alle banche europee. Queste banche hanno semplicemente ritardato — non evitato — la ristrutturazione.

La ristrutturazione è devastante per gli azionisti esistenti, ma offre buoni rendimenti per i nuovi entranti.

Tanto per cominciare, evitate di possedere banche europee quotate. Qui ci sono alcune ETF specifici che si dovrebbero evitare: l'iShares MSCI Italy ETF (NYSE: EWI), l'iShares MSCI Spain ETF (NYSE: EWP) e l'iShares MSCI France ETF (NYSE: EWQ). Questi ETF sono composti da banche esposte a crediti inesigibili.

Nel corso del tempo, sempre più investitori riconosceranno la trappola che le banche centrali hanno preparato per loro. Il QE non può essere annullato senza gravi danni ai prezzi delle obbligazioni, degli immobili e dei titoli azionari. Poiché questi asset servono come garanzia del sistema bancario, prezzi più bassi riaccenderebbero i timori di un default. Un mercato orso per gli immobili ed i paper asset metterebbe a tacere le chiacchiere di un restringimento della politica monetaria.

Quindi, quali classi di asset potrebbero beneficiare della diffusa comprensione che le banche centrali sono intrappolate in un quantitative easing permanente? Oro, argento e società estrattrici.

Eccone una da prendere in considerazione: Yamana Gold (AUY: NYSE; YRI: TSX). Le sue miniere in Sud America e Messico hanno minerali di buona qualità. Il bilancio di Yamana e il flusso di cassa sono abbastanza sani da finanziare la crescita continua della produzione, oltre ai dividendi.

Yamana è una delle poche grandi aziende di estrazione dell'oro in grado di generare un flusso di cassa positivo e costante con l'oro a $1,100 l'oncia. Questa è una buona protezione contro i ribassi. Ma se la media dei prezzi dell'oro sarà di $1,500 tra oggi e il 2018, Yamana potrebbe generare più di $2 miliardi di flusso di cassa cumulato.

Saluti,


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: http://francescosimoncelli.blogspot.it/


giovedì 13 marzo 2014

La migliore scommessa contro la FED

Chiunque vi dica che questa crisi non è figlia di politiche dettate dal Keynesismo vi sta ingannando. Nella General Theory, Keynes criticava l'approccio di Hayek (cura preventiva dei boom artificiali) sostenendo che quello di cui un'economia avesse bisogno in periodi di flessione non sono tassi di interesse più elevati, bensì più bassi (in modo da mantenere l'economia su un sentiero di "quasi-boom"). Cosa è stata altrimenti la ZIRP della maggior parte delle banche centrali del mondo? La Cina ha fatto molto di più, a quanto pare. La follia e l'irrazionalità Keynesiana sono più presenti che mai, vengono solo nascoste dalle continue grida contro una presunta deflazione presente solo nei numeri. La "ritenzione" del credito da parte delle banche commerciali ha fatto tutto il resto. Ma a cosa siamo arrivati? Stagnazione e pericolo di recessione dietro ogni angolo. Non sono le basi per una crescita sostenibile, la quale potrà solo arrivare attraverso l'emersione di un tasso di interesse in accordo con le volontà del mercato. Cosa preclude questo esito? L'enorme bolla obbligazionaria alimentata dalle banche centrali e dagli stati.
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di Dan Amoss


Se vi stavate chiedendo se la FED potrà mai distruggere le migliaia di miliardi di dollari che ha stampato sin dal 2008, non chiedetevelo più...

Dal 2007 la base monetaria degli Stati Uniti è salita da $800 miliardi a $3.7 bilioni. Tale inflazione senza precedenti è il prodotto di vari quantitative easing (QE):




Ogni volta che la FED ha lanciato un nuovo programma di QE, ha assicurato alla popolazione di possedere una "strategia di uscita" dalla politica non convenzionale. Gli investitori presumono che una strategia di uscita preveda l'inversione dal QE — vendere asset (titoli del Tesoro e titoli garantiti da ipoteca) e distruggere il denaro creato in precedenza. Ma se si presta attenzione ai dirigenti della FED, diventa chiaro che le probabilità di una contrazione della base monetaria sono vicine allo zero...

Parlare di contrazione del bilancio della FED è molto prematuro. In primo luogo, è necessario diminuire (il cosiddetto "taper") il tasso a cui viene stampato denaro ed ampliato il suo bilancio. Tutto quello che abbiamo ottenuto nell'ultimo meeting del FOMC è stata una riduzione da $10 miseri miliardi.

Poi dovrebbe smettere di stampare denaro; le ultime due volte che la FED l'ha fatto, nel 2010 e 2011, ci sono stati brutali vendite di azioni ed altri asset rischiosi. Infine, se la reazione all'abbandono del QE è una di panico, potrebbe provare ad invertire le sue precedenti operazioni di QE.

Auguriamo loro buona fortuna! Una contrazione del bilancio della FED potrebbe iniziare con una fuga precipitosa nella vendita di asset rischiosi. La FED probabilmente possiede modelli che prevedono come i mercati dovrebbero rispondere ad un'inversione del QE. Ma come abbiamo visto la scorsa primavera, dopo che Bernanke disse tranquillamente che il QE avrebbe avuto fine, il rapido raddoppio dei tassi di interesse a lungo termine colse di sorpresa la FED.

Gli investitori affermano che il tapering sia un cambiamento drastico nel comportamento della Federal Reserve, e si aspettano che questo schiaccerà ancora una volta il mercato dell'oro. Quindi ecco una prospettiva più ampia è rivelatrice.

Questo grafico ci mostra la crescita del bilancio della FED fino alla fine del 2014, senza il taper (in nero) e con un taper da $20 miliardi al mese (in rosso). Notate la differenza? Non ve n'è quasi alcuna. E ricordate, la FED ha rallentato solo dalla metà!




Con tutta l'attenzione dei media sul tapering (ed il suo impatto sui prezzi dell'oro), si potrebbe pensare che la FED sia sul punto di scaricare tutto il bilancio accumulato dopo il 2008. Ma questo sarebbe così distruttivo per il delicato "effetto ricchezza," che non accadrà. Le migliaia di miliardi che sono state create non stanno per essere ritirate.

Ecco come la FED restringerà il bilancio, semmai lo farà...

La FED manterrà tutti i bond che ha acquisito — almeno fino alla loro scadenza. Se la FED sentisse la necessità di adeguare i tassi a breve termine, potrebbe tentare di utilizzare i pronti contro termine, o contratti "repo." In parole povere, i pronti contro termine consistono nella FED che vende titoli dal suo bilancio e contemporaneamente accetta di ricomprarli in un momento e ad un prezzo prefissati (i pronti contro termine diventano più complicati da qui).

Secondo la vecchia scuola pre-2008, la FED avrebbe alzato il tasso dei Fed funds — il tasso al quale le banche prestano le riserve ad altre banche — riducendo l'offerta di riserve disponibili per i prestiti. A meno che (e fino a quando) la FED non restringerà il proprio bilancio (e l'offerta di riserve in eccesso) per migliaia di miliardi di dollari, non sarà in grado di aumentare il tasso dei fed funds oltre l'1%.

Semmai la FED volesse tornare ad alzare i tassi a breve termine, è molto probabile che userà i pronti contro termine per fissare i tassi di interesse nei mercati monetari. I contratti repo sono un modo "codardo" di vendere temporaneamente (non definitivamente) i titoli del Tesoro ed i mutui sul suo bilancio.

L'alternativa — vendite di asset permanenti — ridurrebbe il bilancio della FED e la base monetaria. Dal momento che i pronti contro termine sono una scelta favorevole al mercato, possiamo aspettarci che la FED proverà ad utilizzarli.

Il sistema della cartamoneta tende a bloccarsi non appena si comincia ad andare nel senso inverso. La liquidità, una volta iniettata, tende a rimanere nel sistema. Quindi le banche centrali possono alzare la voce, ma continueranno ad agire in modo sconsiderato.

Inoltre, dov'è questa mitica economia statunitense che è isolata dalla manipolazione della FED? Togliete lo stimolo della FED — che gonfia i prezzi degli asset e tira avanti il consumo futuro — e tutte le attività alimentate da questo stimolo si interromperebbero bruscamente. I finanziamenti ipotecari facili e quelli per le automobili hanno tirato avanti la domanda di auto e case. I tassi di interesse più elevati avrebbero messo pressione sui politici di Washington per tagliare i piani di spesa a lungo termine, che a loro volta avrebbero depresso le industrie e le famiglie che fanno affidamento sulla spesa pubblica.

In altre parole questa mitica espansione "autosufficiente" dell'economia statunitense — una che permetterà la normalizzazione della politica monetaria — esiste solo nella mente degli studiosi della FED. Il Giappone, per esempio, è ancora in una situazione di irrimediabile dipendenza dalli stimolo monetario, 20 anni dopo l'entrata in una politica "non convenzionale." La sua economia si vaporizzerebbe se i tassi di interesse dovessero salire solo di uno o due punti percentuali.

Gli investitori in oro che hanno scommesso sul presupposto che alla fine la FED invertirà il suo corso e che l'offerta di moneta finirà per ridursi, scopriranno la necessità di tornare al mercato. E nuovi investitori cercheranno riparo temendo che la carta che possiedono servirà solo a mantenere in piedi l'illusione di stabilità della piramide del debito globale.

I movimenti dell'oro dovrebbero riflettere l'incoscienza della politica della banca centrale degli ultimi due anni. Il mercato non l'ha considerata incosciente, così alcuni investitori hanno venduto oro convinti che le banche centrali sono onnipotenti e non si sono intrappolate in una politica permanentemente espansiva.

Quando diverrà ampiamente riconosciuta tale incoscienza delle banche centrali? Non lo so, ma sono fiducioso che l'oro arriverà molto più in alto in corrispondenza della precedente considerazione. L'oro viene commerciato come un'opzione in caso di disordine monetario. La FED ed altre banche centrali hanno messo le loro valute su un percorso di sola andata verso il disastro.

Saluti,


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: http://francescosimoncelli.blogspot.it/


mercoledì 8 agosto 2012

Il Sentiero dell'Oro verso i $10,000 l'oncia

E' notizia di qualche giorno fa che il Tesoro degli Stati Uniti condurrà un audit delle riserve auree della Federal Reserve Bank di New York. Questa è una verifica che il Tesoro degli USA non conduceva sin dal 1954. Capite benissimo, cari lettori, che un audit vero e completo dovrebbe coprire circa 60 anni di storia fino ad oggi, dovrebbe indagare sui possessori reali di quell'oro e scoprire se qualcun altro potrebbe avanzare rivendicazioni su quello stesso oro. Ufficialmente è il Tesoro degli Stati Uniti il vero possessore dell'oro immagazzinato presso la FED, e se si scopre che manca dell'oro rispetto alle quantità ad oggi dichiarate o si scopre che parte di esso è "intralciato" il Tesoro stesso verrà incolpato di questo illecito. Comprenderete come questo sia un incentivo per il Tesoro affinché chiuda un occhio su eventuali infrazioni. Vedremo come andrà a finire, vedremo se l'audit sarà seguito da una verifica anche da parte del GAO. Gli auspici non sono dei migliori. Nel frattempo leggiamo questa analisi "audace" di Dan Amoss su un possibile ritorno al gold standard.
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di Dan Amoss


C'è un percorso plausibile dell'oro verso i $10,000 l'oncia. E non richiede un crollo della società civile...

Gli speculatori vedono i banchieri centrali come dei moderni supereroi in grado di spingere i mercati con una sola frase. Nella mente della maggior parte degli investitori, Ben Bernanke, Mario Draghi e Masaaki Shirakawa potrebbero anche indossare calzamaglie, maschere e mantelli. Questi banchieri centrali supereroi piombano continuamente sui mercati finanziari per difenderli dalle oscillazioni al ribasso... e per assicurarsi che offrano sempre guadagni in conto capitale.

La realtà, naturalmente, è che questi supereroi sono frodi. Non hanno superpoteri... se non il potere dell'illusione di massa. I poteri di Mario Draghi e degli altri banchieri centrali in Europa sono in calo. L'eccesso di debito è come kryptonite: Ogni nuova ondata di stampa ha un impatto minore sui mercati. Come dice il detto popolare: "Questo è un problema di solvibilità, non è un problema di liquidità."

In altre parole, la nuova offerta di moneta non può ripristinare la salute dei prestiti tossici e dei titoli di stato. L'unico modo per ripristinare la solvibilità del sistema è quella di deflazionare l'economia o ridurre drasticamente l'ammontare del debito nel sistema attraverso il fallimento di massa.

O c'è un altro modo? C'è un tasto "reset" che i banchieri centrali possono spingere (con l'approvazione dei leader politici) in modo da ristabilire l'equilibrio del sistema?

Sappiamo che i banchieri centrali non vorrebbero mai deflazionare l'economia o mandare in crash il valore del debito, cosa che distruggerebbe il sistema bancario. Quindi perché non inflazionare l'offerta di moneta per diluire il valore del debito? Tutto in un colpo solo?

In questo momento, i banchieri centrali stanno diluendo il valore del debito molto lentamente spingendo i tassi di interesse al di sotto del tasso di inflazione. Alcuni la chiamano "repressione finanziaria." E' una politica tacita che ha molte conseguenze negative. Qual è l'alternativa, dal momento che tutti i tentativi di "aggiustare" l'attuale sistema con più prestiti e stampa di denaro stanno fallendo?

Che dire del gold standard classico, che si distingue come il meno imperfetto di tutti i sistemi che abbiamo provato. Ogni nazione può scegliere di agganciare la sua moneta locale all'oro ad un prezzo che consente una crescita sufficiente delle riserve bancarie per ridurre notevolmente il peso dei debiti pubblici e privati.

Ri-agganciare una valuta come il dollaro Americano all'oro al prezzo attuale (circa $1,550) ha le sue insidie. In particolare, non sdebiterebbe un sistema bancario sovraindebitato. Ma ri-ancorare il dollaro a circa $10,000 l'oncia potrebbe servire allo scopo.

Gli hedge fund manager Lee Quaintance e Paul Brodsky di QB Asset Management hanno scritto un report affascinante sulla reintroduzione potenziale dell'oro nel sistema monetario, mentre si attuerebbe contemporaneamente quello che si potrebbe considerare un giubileo per il debito. Raccomando calorosamente la lettura dell'intero dcoumento. Zero Hedge l'ha pubblicato a questo link. QB spiega i meccanismi di come potrebbe funzionare negli Stati Uniti:

Utilizzando gli Stati Uniti come esempio, la FED dovrebbe acquistare l'oro del Tesoro ad un premio grande e specifico rispetto la sua valutazione spot attuale. Più alto è il prezzo, più base monetaria verrebbe creata e più debito pubblico verrebbe estinto. Un aumento di otto o 10 volte il prezzo dell'oro attraverso questo meccanismo metterebbe completamente al sicuro tutti i depositi bancari esistenti denominati in dollari USA (uno pieno sdebitamento del sistema bancario).

Di seguito è riportato in forma di grafico la possibile rimonetizzazione dell'oro. La linea gialla si avvicinerebbe rapidamente alla linea blu. E la linea blu continuerebbe a crescere mentre l'offerta di moneta crescerebbe ulteriormente. Il "Prezzo Ombra dell'Oro" di QB divide la base monetaria degli Stati Uniti dalle partecipazioni in oro ufficiali degli Stati Uniti. I decisori politici, che da sempre sentono la necessità di gestire qualcosa, gradirebbero che questa fosse la stessa formula utilizzata durante il regime di Bretton Woods per agganciare il dollaro a $35 l'oncia. In altre parole, il Prezzo Ombra dell'Oro è il prezzo teorico dell'oro dopo che la FED avrebbe gonfiato l'offerta di dollari ad un livello tale da coprire le passività bancarie sistemiche e poi da ri-ancorare il dollaro all'oro. Ecco il percorso dell'oro verso i $10,000:




Questo percorso indebolirebbe gli effetti del debito creati sin da quando il Presidente Nixon chiuse la finestra dell'oro. Trasformerebbe una moneta basata sul debito in una valuta coperta da un asset. Non si avanzerebbe più la sgradevole domanda "Che cosa sostiene il dollaro?" e si proseguirebbe avanzando ulteriori domande (ed un mal di testa). In questo momento, il dollaro è sostenuto dai titoli del Tesoro posseduti sul bilancio della FED, che sono a loro volta supportati dai dollari, che sono a loro volta sostenuti dalla fiducia nel denaro fiat — vale a dire, niente!

Lo scenario di monetizzazione di QB imporrebbe perdite su alcune parti non appena verrebbe premuto il pulsante reset, ma diversamente dalla maggior parte delle prescrizioni politiche che abbiamo visto ultimamente, sembra risolvere più problemi di quanti ne crei. Più in particolare, i politici potrebbero argomentare che questo reset comporterebbe "una migrazione del valore, in termini reali, da asset indebitati a beni, asset e servizi senza debito." I salariati sarebbero i vincitori rispetto ai proprietari di asset, perché "un aumento dei prezzi nominali degli asset richiederebbe salari nominali ancora più alti e prezzi dei beni al consumo orientati al futuro. "

Questo scenario sostiene il possesso di alcune azioni di produttori di merci fisiche (in particolare i minatori d'oro), anche se il contesto potrebbe apparire deflazionistico. Un gold standard, dopo una monetizzazione del debito, renderebbe l'economia globale più equilibrata, efficiente e meno incline a boom/bust violenti.

Come bonus aggiuntivo: I banchieri centrali non sarebbero più visti come supereroi! Solo dei miseri servi, ancorando l'offerta di moneta all'oro e lasciando che il libero mercato determini il prezzo del denaro. Dopo tutto, da quando nella storia la pianificazione centrale ha funzionato meglio del mercato libero?

Possiamo sperare che i banchieri centrali di tutto il mondo inciampino in una soluzione come quella proposta da QB Asset Management prima che possano causare ancora più danni alle fondamenta dell'economia globale. Purtroppo, le condizioni potrebbero andare molto peggio nei mercati finanziari, nei sistemi bancari e nelle economie prima che vengano prese in considerazione tali idee "fuori dagli schemi." Un portfolio difensivo con esposizione all'oro e ad altri asset reali sembra il giusto mix nell'ambiente di oggi.

Saluti,


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: http://francescosimoncelli.blogspot.it/


domenica 15 aprile 2012

La Crisi Irrisolta dell'Euro

L'elettrocardiogramma di un'altra nazione Europea sta dando segnali allarmanti. Presto anche la Spagna subirà il processo di imbalsamazione per assomigliare alla Grecia e non puzzare in pubblico. I cadaveri puzzano. Come vedete da questo grafico i tassi di rendimento dei bond a 10 anni sono saliti al 6%, mentre il prezzo dei CDS a 5 anni è salito al 6.2%. Questo avviene, logicamente, quando gli investitori non si fidano del mutuatario (dei governi, in questo caso) e cercano di proteggere i propri investimenti da perdite "inattese." (Come già accaduto con l'haircut in Grecia.) Questo, quindi, si chiama "proteggersi dal furto", e non "speculazione cattiva" come qualche babbeo vuole farvi credere. Ma il problema continuano ad essere i PIIGS nel complesso, Italia compresa. L'Europa è riuscita a "partire a razzo" all'inizio di questo anno grazie alle infusioni di liquidità dello zio Mario, e soprattutto non ci si può fidare dei bilanci "ufficiali" quando spuntano notizie come questa. Il Grande Default insegnerà una dura lezione agli investitori che hanno creduto alle chiacchiere dei politici: mai fidarsi delle promesse del governo.
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di Dan Amoss


La crisi dell'euro non è "risolta." Non a lungo termine. Tuttavia, Bloomberg riporta questa mattina (cioè, il 2 Marzo) che i leader Europei "hanno dichiarato un punto di svolta nella crisi del debito alimentata dalla Grecia." Il progetto successivo per i ficcanaso: un impegno verso un "programma pro-crescita." Questo programma, possiamo esserne sicuri, coinvolgerà i pochi governi dell'UE rimasti solvibili che si ritroveranno a prendere in prestito più soldi per i piani di stimolo.

Ma i problemi in Europa non sono radicati in una spesa che eccede le entrate e le entrate fiscali dovendo quindi prendere in prestito la differenza? Sì. L'Europa ha già finito i soldi — cioè, denaro definito come avente una certa quantità di potere d'acquisto oggi. Ma per quanto riguarda i soldi di carta che acquisteranno meno beni e servizi in futuro? Non ce n'è in abbondanza? Certo! In realtà, [al fine di finanziare la propria Operazione di Rifinanziamento a Lungo Termine (LTRO)] la Banca Centrale Europea ha stampato circa €1 biliardo solo negli ultimi mesi.

Ma questo tanto atteso LTRO non sta alimentando gli acquisti di asset rischiosi — almeno non ancora. Se gli investitori seguono il denaro, scopriranno che le banche stanno depositando i prestiti a tre anni concessi dalla BCE presso la BCE stessa! Queste banche non hanno, ovviamente, fretta di speculare con gli incassi derivanti dalla concessione dei loro prestiti LTRO a tre anni.

Ecco la parte sul comportamento della banca Europea che dovrebbe terrorizzare chiunque basa una strategia di investimento sul fatto che i governi PIIGS continueranno a godere di rendimenti più bassi ed inferiori alle aste dei titoli sovrani: Le banche che hanno preso in prestito denaro a tre anni dalla BCE al costo dell'1% l'anno sono disposte a ridepositare il denaro presso la BCE per un rendimento dello 0.25% l'anno. In altre parole, le banche sono disposte a subire un "costo di mantenimento negativo" di 75 punti base solo per avere denaro a disposizione per soddisfare i depositanti con un periodo di preavviso.

La spiegazione più plausibile per questo comportamento: Le banche utilizzeranno questo denaro per soddisfare i propri creditori e depositanti, molti dei quali decideranno di non rinnovare i propri prestiti a queste banche. Le banche dell'Unione Europea stanno, in breve, sostituendo il finanziamento del settore privato col finanziamento della BCE.

Ecco la conseguenza: la lenta nazionalizzazione di molte banche Europee. Quando i prestiti LTRO matureranno dopo tre anni, molte di loro non saranno in grado di tornare al modello di finanziamento del settore privato! Questo in ultima analisi costringerà la BCE a rinnovare a tempo indeterminato i prestiti LTRO alle banche insolventi. Un nome migliore per "l'operazione di rifinanziamento a lungo termine" sarebbe "operazione di rifinanziamento infinito" (per tutto il tempo che l'euro esisterà) — o, per i fan degli acronimi, IRO fino a RIP EURO.

Non appena gli investitori Europei capiranno che questo denaro degli LTRO sarà utilizzato solo per soddisfare le passività in scadenza, noi probabilmente torneremo subito al contesto di mercato che abbiamo visto nel mese di Luglio-Settembre 2011. La situazione in Europa è sempre fragile. Il cambiamento politico in Grecia ha il potenziale per produrre un default disordinato, e le elezioni d'Aprile in Francia hanno il potenziale per stimolare la fine dell'euro mettendo fine allo status quo dei "salvataggi ad ogni costo" dell'accoppiata Merkel/Sarkozy.

La crisi dell'euro è tanto "risolta" quanto la crisi finanziaria degli Stati Uniti era risolta dopo il salvataggio di Bear Stearns nel Marzo 2008. Ricordo la primavera del 2008 e, avendo trascorso ore ad identificare le vittime bancarie della crisi dei mutui Statunitensi, mentre l'opinione generale tirava un sospiro di sollievo (come oggi), come il salvataggio di Bear Stearns da parte della FED "risolse" la crisi dei mutui.

L'unica cosa che garantiscono questi salvataggi della banca centrale è quello di imporre il costo dei salvataggi bancari ai possessori delle valute cartacee. Ecco perché l'S&P 500 Index rimane il 50% al di sotto del suo picco nel 2008 in temini reali (d'oro), anche se l'indice è solo il 12% inferiore al suo massimo storico in termini nominali.

Tutto il denaro che le banche centrali stanno stampando rappresenta la miccia per una grande esplosione dei prezzi al consumo che dovrebbe, purtroppo, più che controbilanciare i guadagni magri nell'S&P 500 che hanno eccitato così tanto le teste parlanti nella stampa finanziaria.

Ecco la buona notizia: Alla fine di questo mercato al ribasso, l'S&P sarà una frazione ancora più inferiore rispetto ai prezzi dell'oro. Se risparmiate pesantemente sottoforma d'oro, il vostro potere d'acquisto sarà molto maggiore quando arriverà la prossima grande opportunità di acquisto di azioni.

Dato che le banche centrali sostengono i governi in bancarotta con denaro creato da poco, un oceano di cartamoneta sarà disperato per appropriarsi d'oro, facendo aumentare le offerte d'acquisto in tale processo.

Nel corso dei prossimi anni, mi aspetto che con l'aumento dei prezzi al consumo, gli investitori faranno impennare il tasso al quale scontano i futuri flussi finanziari aziendali, che si tradurrà in rapporti di prezzi/utili molto più bassi per la maggior parte delle azioni.

L'elenco dei catalizzatori negativi sul mercato è lungo e spaventoso. L'elenco dei catalizzatori positivi di mercato non è nulla di entusiasmante. Il catalizzatore positivo più importante che guiderà in su il mercato è un vecchio detto: "Le azioni offrono un migliore ritorno totale, compresi i dividendi, rispetto al 2% delle obbligazioni del Tesoro e lo 0% dei conti bancari." Questo meme è pronto a celebrare il suo secondo o terzo compleanno, secondo i miei calcoli. E' una notizia da prima pagina. E' un punto di discussione tra i consulenti finanziari e gli strateghi di Wall Street. Quindi è difficile sostenere che questo logoro punto di dibattito dei rialzisti non sia già riflesso nei prezzi delle azioni.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: http://francescosimoncelli.blogspot.it/