martedì 20 gennaio 2026

Capitalismo: la strada verso la ricchezza e la felicità

Ricordo a tutti i lettori che su Amazon potete acquistare il mio nuovo libro, “La rivoluzione di Satoshi”: https://www.amazon.it/dp/B0FYH656JK 

La traduzione in italiano dell'opera scritta da Wendy McElroy esplora Bitcoin a 360°, un compendio della sua storia fino ad adesso e la direzione che molto probabilmente prenderà la sua evoluzione nel futuro prossimo. Si parte dalla teoria, soprattutto quella libertaria e Austriaca, e si sonda come essa interagisce con la realtà. Niente utopie, solo la logica esposizione di una tecnologia che si sviluppa insieme alle azioni degli esseri umani. Per questo motivo vengono inserite nell'analisi diversi punti di vista: sociologico, economico, giudiziario, filosofico, politico, psicologico e altri. Una visione e trattazione di Bitcoin come non l'avete mai vista finora, per un asset che non solo promette di rinnovare l'ambito monetario ma che, soprattutto, apre alla possibilità concreta di avere, per la prima volta nella storia umana, una società profondamente e completamente modificabile dal basso verso l'alto.

____________________________________________________________________________________


di Michael Lebowitz

(Versione audio della traduzione disponibile qui: https://open.substack.com/pub/fsimoncelli/p/capitalismo-la-strada-verso-la-ricchezza)

Il grafico qui sotto offre l'ennesima opportunità per rivisitare il modo in cui il capitalismo e la libertà economica che ne consegue portano alla prosperità.

Esso mostra l'intersezione dell'Indice di libertà economica del Fraser Institute con il PIL pro capite di 102 delle principali economie del mondo. Prima di analizzare il grafico e le sue implicazioni per il capitalismo, cerchiamo di comprendere meglio il suo asse X: l'Indice di libertà economica.


L'indice di libertà

Le politiche economiche, le leggi e i regolamenti di tutti i Paesi si collocano su spettri. A sua volta la posizione di un Paese su questi spettri contribuisce a definire il suo livello di libertà economica e politica.

• Lo spettro economico spazia dal capitalismo al comunismo, con il socialismo posizionato da qualche parte nel mezzo.

• Lo spettro politico spazia dal libertarismo all'autoritarismo.

Misurare la posizione di un Paese su ogni spettro è un compito molto arduo. Sebbene non sia perfetto, l'Indice di libertà economica del Fraser Institute è una fonte altamente stimata per questa misurazione. Il loro indice si basa su cinque fattori di libertà economica e politica, elencati di seguito.

• Dimensioni dello stato

• Sistema giuridico e diritti di proprietà

• Solidità monetaria

• Libertà di commercio internazionale

• Regolamentazione

Alla base di queste cinque ampie categorie ci sono 60 sottocomponenti. Ad esempio, le aliquote fiscali sono commisurate alle dimensioni dello stato, mentre l'applicazione legale dei contratti è parte integrante del sistema giuridico e dei diritti di proprietà.

Fatta questa premessa, esaminiamo alcuni grafici per vedere la relazione tra l'indice di libertà economica e il PIL, i redditi e l'uguaglianza dei redditi stessi.


PIL e redditi

Il primo grafico a dispersione qui sotto è quello che abbiamo utilizzato all'inizio di questo pezzo. Illustra la relazione tra l'Indice di libertà di ciascun Paese e il suo PIL pro capite. Il secondo, che include il reddito pro capite e l'Indice di libertà, fornisce una misura più precisa di come la ricchezza dei cittadini sia correlata alla libertà economica. Etichettare ogni punto con il nome del Paese corrispondente creerebbe confusione, di conseguenza etichettiamo solo un numero limitato di nazioni. L'Indice di libertà è calcolato per 165 Paesi, tuttavia i nostri grafici qui sotto includono solo le 102 nazioni che dispongono anche di dati affidabili su PIL e redditi.

Quando l'Indice di Libertà supera 7,0, esiste una correlazione positiva tra l'Indice, il PIL e il reddito pro capite. Tuttavia, al di sotto di 7,0, questa relazione è assente. Ad esempio, nel grafico del reddito pro capite, il valore di R-quadrato per i punti superiori a 7,0 è statisticamente significativo a 0,4731. Al contrario, al di sotto di 7,0, R-quadrato scende a 0,1007, che è statisticamente insignificante.

Non riusciamo a spiegare perché i vantaggi economici della libertà economica diventino evidenti solo quando un Paese raggiunge un punteggio relativamente alto nell'indice. Tuttavia i grafici confermano le nostre convinzioni: i Paesi con la maggiore libertà economica tendono a registrare la maggiore crescita economica e ad avere i redditi più elevati.

È interessante notare che non c'è molta differenza tra alcuni Paesi europei che tendono a politiche più socialiste e quelli considerati capitalisti, come Stati Uniti, Giappone e Svizzera. È possibile che le nostre percezioni o definizioni del funzionamento dei sistemi politici ed economici di questi Paesi siano sbagliate?


Distribuzione dei redditi

Sebbene la ricchezza e il PIL pro capite siano misure generali pratiche, non rivelano come la ricchezza sia distribuita tra i cittadini. La seguente serie di grafici sostituisce il reddito pro capite con le quote di reddito detenute dal 20% più povero, dal 20% intermedio e dal 20% più ricco della società.

Come indicano tutti e tre i grafici, non sembra esserci alcuna correlazione tra la distribuzione del reddito e l'Indice di libertà. Tuttavia possiamo utilizzare i dati per vedere come le economie bilanciano la distribuzione del reddito.

Ad esempio, il divario di ricchezza negli Stati Uniti è evidente in questi grafici. Il 20% dei percettori di redditi più alti negli Stati Uniti è al di sopra della media dei Paesi con un Indice di libertà pari o superiore a 7,0, mentre i gruppi medio e basso sono al di sotto della media.

I Paesi europei “socialisti” hanno una distribuzione del reddito più equa. In molti di questi Paesi il 20% dei redditi più alti è al di sotto della media, il 20% intermedio è generalmente al di sopra della media e i più bassi sono distribuiti intorno alla media.


Quali fattori di libertà sono più importanti?

Come abbiamo scritto in precedenza, l'Indice di libertà economica è suddiviso in cinque categorie principali, composte a loro volta da 60 sottocomponenti. Per quantificare meglio l'importanza di questi fattori, abbiamo calcolato i valori R-quadrato (significatività statistica) per ciascuno di essi in relazione al reddito pro capite.

Il primo grafico qui sotto mostra che la solidità del sistema giuridico di una nazione è la più strettamente correlata alla ricchezza. Seguono il livello di regolamentazione delle imprese e la libertà di commerciare e investire a livello internazionale. Una moneta solida e le dimensioni dello stato presentano correlazioni più deboli.

Il sottofattore con l'impatto più significativo sul reddito è l'imparzialità dei tribunali. Seguono i diritti di proprietà e l'indipendenza della magistratura. Tra i fattori meno correlati al reddito pro capite vi sono quelli legati alle politiche delle banche centrali, come la crescita dell'offerta di moneta e il controllo dei tassi di interesse.

Il grafico qui sotto illustra una forte correlazione tra l'Indice di libertà e la sua correlazione più significativa: l'imparzialità dei tribunali. È interessante notare che esso mostra una relazione positiva e costante tra tribunali imparziali e l'Indice di libertà lungo l'intero intervallo dell'Indice stesso. Come forse ricorderete, i grafici precedenti mostrano una scarsa correlazione tra l'Indice di libertà, i redditi e il PIL quando il primo è inferiore a 7, e una correlazione positiva quando supera tale livello.


Tendenze globali e negli Stati Uniti

Purtroppo, come condividiamo di seguito per gentile concessione del Fraser Institute, l'indice medio di libertà economica per tutte le nazioni è in calo dall'inizio della pandemia. Sulla base delle relazioni che abbiamo stabilito in precedenza, se questa tendenza continua, dovremmo aspettarci che il PIL e i redditi globali per la maggior parte dei principali Paesi sviluppati crescano a tassi più lenti o, in alcuni casi, diminuiscano.

Nel 2000 gli Stati Uniti si classificavano al quarto posto nell'Indice di libertà. Solo Hong Kong (1°), Svizzera (2°) e Nuova Zelanda (3°) si posizionavano più in alto. Gli Stati Uniti mantengono un'ottima posizione, al quinto posto, ma come vedremo più avanti, il loro punteggio complessivo è diminuito negli ultimi 20 anni. Singapore ha superato gli Stati Uniti, entrando nella top five.

Nel frattempo la Cina, che sta lentamente passando dal comunismo al capitalismo, ha visto il suo punteggio nell'Indice di libertà migliorare costantemente. Si noti che il grafico utilizza due assi, il che può essere un po' fuorviante. Gli Stati Uniti hanno ancora un punteggio nell'Indice di libertà molto più alto della Cina.

Hong Kong continua a vantare il punteggio più alto nell'Indice di libertà, nonostante la crescente ingerenza della Cina negli affari del suo governo.


La libertà economica promuove anche la felicità? 

Prima di riassumere questo articolo, saremmo negligenti se non determinassimo se esista una relazione tra felicità e libertà economica. L'indice che utilizziamo per quantificare la felicità proviene dal World Happiness Report. Il punteggio si basa su una singola domanda:

Immaginate una scala, con gradini numerati da 0, in basso, a 10, in alto. La cima della scala rappresenta la migliore vita possibile, mentre la base rappresenta la peggiore. Su quale gradino della scala vi sentite in questo momento?
Il rapporto assegna quindi un punteggio a sei variabili per comprendere meglio quali abbiano l'impatto più significativo sulla felicità:

• Produzione economica

• Supporto sociale

• Aspettativa di vita

• Libertà

• Assenza di corruzione

• Generosità

Come illustra il grafico qui sotto, esiste una forte correlazione tra libertà economica e felicità. La libertà economica non solo rende un Paese più produttivo e ricco, ma può anche aumentare la felicità dei suoi cittadini. Statisticamente parlando, il capitalismo è una situazione vantaggiosa per tutti.


Riepilogo 

Nessun Paese opera interamente in regime di capitalismo puro. Né adotta un sistema strettamente socialista o comunista. Ad esempio, nazioni comuniste come Cina e Russia stanno gradualmente consentendo al capitalismo di entrare nelle loro economie. Pertanto, sebbene abbiamo delle idee su dove i Paesi potrebbero collocarsi nello spettro economico e politico, questi dati ci aiutano a quantificare meglio l'accuratezza di tali idee. Dal punto di vista degli investimenti, l'andamento dell'indice di una nazione ci aiuta a valutarne il potenziale di crescita futuro.

Collegando i puntini, abbiamo scoperto che il sistema giudiziario e il livello di giustizia di una nazione hanno l'impatto più significativo sul suo indice di libertà e, quindi, per estensione, sulla ricchezza e sulla felicità dei suoi cittadini.

Aristotele collegò queste idee più di 2000 anni fa quando affermò:

Una vita giusta è intrinsecamente felice.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: https://www.francescosimoncelli.com/


Supporta Francesco Simoncelli's Freedonia lasciando una mancia in satoshi di bitcoin scannerizzando il QR seguente.


Nessun commento:

Posta un commento