giovedì 14 maggio 2026

Mining di Bitcoin e rete elettrica: un salvatore in sordina

Ricordo a tutti i lettori che su Amazon potete acquistare il mio nuovo libro, “La rivoluzione di Satoshi”: https://www.amazon.it/dp/B0FYH656JK 

La traduzione in italiano dell'opera scritta da Wendy McElroy esplora Bitcoin a 360°, un compendio della sua storia fino ad adesso e la direzione che molto probabilmente prenderà la sua evoluzione nel futuro prossimo. Si parte dalla teoria, soprattutto quella libertaria e Austriaca, e si sonda come essa interagisce con la realtà. Niente utopie, solo la logica esposizione di una tecnologia che si sviluppa insieme alle azioni degli esseri umani. Per questo motivo vengono inserite nell'analisi diversi punti di vista: sociologico, economico, giudiziario, filosofico, politico, psicologico e altri. Una visione e trattazione di Bitcoin come non l'avete mai vista finora, per un asset che non solo promette di rinnovare l'ambito monetario ma che, soprattutto, apre alla possibilità concreta di avere, per la prima volta nella storia umana, una società profondamente e completamente modificabile dal basso verso l'alto.

____________________________________________________________________________________


di Joakim Book

(Versione audio della traduzione disponibile qui: https://open.substack.com/pub/fsimoncelli/p/mining-di-bitcoin-e-rete-elettrica)

Mentre tutti gli occhi erano puntati sulla tempesta invernale che imperversava in America il mese scorso, un eroe silenzioso lavorava dietro le quinte per garantire che l'elettricità non mancasse.

E non mi riferisco ai soccorritori o alle squadre di elettricisti, forestali e ingegneri che mantengono le linee elettriche attive e libere dal ghiaccio; queste persone operano in prima linea e la popolazione è ben consapevole del loro ruolo critico.

Prima e durante le tempeste invernali, la fornitura di energia elettrica si riduce e la domanda domestica aumenta vertiginosamente: si pensi ai riscaldatori elettrici, alle pompe di calore che richiedono più energia, al maggior numero di luci accese e al sistema del gas naturale che necessita di più elettricità per il normale funzionamento.

Nel gergo dell'ABC dell'economia, la rete elettrica è colpita da uno spostamento simultaneo dell'offerta verso sinistra e della domanda verso destra, il che spiega perché i prezzi dell'elettricità e del gas naturale  siano schizzati alle stelle negli ultimi giorni.

La maggior parte delle persone pensa all'elettricità (o all'energia in senso più ampio) come a una risorsa statica, a disposizione della civiltà e sempre disponibile con il semplice azionamento di un interruttore.

Questo vale anche per la benzina nel serbatoio di un'auto, che rimane liquida e stabile quando non viene utilizzata.

L'elettricità, al contrario, è un flusso costante in cui la pressione di un pulsante lo reindirizza da un'altra parte, oppure informa i generatori o i reattori di produrne di più, o di riattivare le turbine di riserva in funzione.

Alcuni Paesi, come la mia Islanda, utilizzano le fonderie di alluminio come riserva di energia elettrica, un consumatore insaziabile che potrebbe utilizzare più o meno elettricità per far funzionare il processo di Hall-Héroult – la dissoluzione dell'ossido di alluminio nella criolite fusa – più velocemente o più lentamente.

Circa quattro quinti di tutta l'elettricità prodotta nel Paese insulare (elettricamente isolato) viene utilizzata per la produzione di metalli, colmando il divario tra la produzione da fonti rinnovabili (idroelettrica programmabile e geotermica costante) e la domanda variabile, essendo sempre in grado di restituire energia alla rete quando necessario.

La rete elettrica del Texas, ad esempio, non può contare su una vasta industria dell'alluminio a supporto della sua attività e di milioni di famiglie.

Come fanno dunque lo stato e il suo gestore di rete, ERCOT, a procurarsi gigawatt aggiuntivi a piacimento, visto che l'elettricità è una risorsa a richiesta, in continuo flusso?

Si potrebbe pensare “più produzione”, il che in un certo senso è vero: in una centrale a gas naturale o idroelettrica, si aumenta la produzione; con le turbine eoliche in eccesso che funzionano a vuoto, si può ordinarne la riattivazione. Ma in una rete come quella del Texas, che ha esternalizzato gran parte della sua elettricità alla natura (solare ed eolica), servono anche altri meccanismi per gestire i picchi di domanda o le tempeste invernali; è troppo tardi per iniziare a costruire nuove centrali una settimana prima dell'arrivo della tempesta.

Sebbene alcuni media abbiano sottolineato come il Texas disponga ora di una “capacità di batterie sulla rete quasi 10 volte superiore” rispetto a quella impiegata durante la devastante tempesta di cinque anni fa, l'elemento mancante è l'arrivo dei miner di Bitcoin, capaci e disposti a interrompere l'attività con breve preavviso; dal punto di vista della rete elettrica, i miner sono di fatto equivalenti a enormi batterie distribuite sul territorio.

Negli ultimi quattro anni circa, il ruolo degli Stati Uniti nel mining mondiale di Bitcoin è aumentato considerevolmente, alimentato in parte dall'esodo dalla Cina e da politiche accomodanti, ad esempio, in Texas e Tennessee. Anche a livello federale, l'attuale amministrazione ha notoriamente dichiarato di voler che i bitcoin che restano da minare “siano minati in America”.

Normalmente i miner di Bitcoin utilizzano l'elettricità per alimentare computer particolari con cui effettuare tale attività. La maggior parte di quelli su scala industriale partecipa a programmi di gestione della domanda che, quando richiesto dalla rete (e rimborsati di conseguenza), spengono le macchine e restituiscono così il flusso di elettricità alla rete. Tutto ciò è simile a una sorta di assicurazione per la fornitura di energia elettrica stipulata dalla rete; come una batteria, ma meno ridondante e dispendiosa. Al contrario, le fonti di energia di riserva come le turbine eoliche non in funzione, o gli impianti di batterie ricaricabili, sono costose, sovradimensionate ed economicamente inefficienti. Avendo un numero considerevole di miner di Bitcoin, è possibile esternalizzare efficacemente questa funzione di backup a un consumatore sempre attivo e sempre affamato come i miner di Bitcoin.

Sebbene questi ultimi consumino solo una piccola percentuale dell'energia generata dalla rete ERCOT, rappresentano la percentuale più flessibile, essendo in grado e disposti a restituire tutta l'energia alla rete in qualsiasi momento.

“I miner di Bitcoin forniscono un carico flessibile in un modo che nessun altro caso d'uso industriale può eguagliare”, ha detto Ella Hough della Cornell University a proposito della rete elettrica del Texas. Riot Platforms, un'azienda texana che si occupa di mining di Bitcoin, ha fatto registrare crediti di riduzione del consumo pari a circa il 15% del suo costo dell'elettricità nel 2024.

È importante notare che questi pagamenti non sono sussidi, come spesso accade nel settore delle energie rinnovabili, bensì compensi per servizi specifici resi: si pensi alla partecipazione a programmi di gestione della domanda, analogamente a un contratto assicurativo. La differenza fondamentale per un'azienda di mining rispetto a qualsiasi altro utente di elettricità, inclusi i data center o le aziende di intelligenza artificiale, è che non subisce alcun danno interrompendo l'attività: infatti la maggior parte degli impianti di mining programma interventi di manutenzione o riparazione specifici durante i periodi di riduzione della produzione. In cambio di un compenso – o, tecnicamente, di uno sconto sulla bolletta elettrica totale – le sue attività possono essere interrotte (e riavviate in seguito) senza perdite operative.

Quando ho approfondito questi argomenti in un articolo due anni fa, ho scritto:

Il motivo per cui la rete elettrica è sotto pressione durante un'ondata di freddo è lo stesso per cui i consumatori attribuiscono un valore molto elevato al proprio consumo di elettricità. L'offerta si riduce proprio nel momento in cui la domanda dei consumatori diventa anelastica rispetto al prezzo, e in una situazione di emergenza il riscaldamento e l'illuminazione delle case assumono un valore pressoché infinito.

L'hashrate, ovvero la quantità di potenza di calcolo operativa sulla blockchain di Bitcoin in un dato momento, è diminuito di circa un terzo negli ultimi giorni, principalmente a causa delle centinaia di etahash (unità di misura della potenza di calcolo utilizzata per il mining di Bitcoin) che partecipano a tali programmi di risposta alla domanda.

Vedere l'indicatore di hashrate sul mio dispositivo di mining domestico mostrare un hashrate di circa 650 EH/s anziché 1.150 EH/s di pochi giorni prima è stato sorprendente e illuminante: tutta l'elettricità che prima alimentava la rete Bitcoin è stata invece reindirizzata per alimentare stufe elettriche, luci e macchinari aggiuntivi, necessari nelle aree colpite dalla tempesta.

Vantaggi per tutti: i miner rimasti sulla rete Bitcoin ottengono temporaneamente ricompense più elevate grazie alla minore concorrenza (anche se la generazione dei blocchi è risultata leggermente più lenta), i miner ricevono lucrosi crediti per la riduzione della produzione e i consumatori hanno a disposizione più energia elettrica.

È il consumatore di elettricità per eccellenza, l'ultima risorsa, grato in tempi normali per ogni watt che gli viene assegnato, ma felice di cederlo immediatamente quando c'è un utilizzo più redditizio altrove, venendo di fatto superato da milioni di famiglie che necessitano di energia extra. I miner di Bitcoin sono l'opposto, felici di assorbire tutta l'energia in eccesso e inutilizzata, per poi restituirla quando la rete ne ha più bisogno.

Bitcoin, la moneta digitale magica, potrà anche essere tale, ma i suoi effetti positivi sulle reti elettriche di tutto il mondo potrebbero essere persino più importanti del valore intrinseco dell'asset. Eventi critici come la tempesta che ha colpito gran parte degli Stati Uniti orientali e meridionali a gennaio dimostrano la forza di questo sostegno istituzionale.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: https://www.francescosimoncelli.com/


Supporta Francesco Simoncelli's Freedonia lasciando una mancia in satoshi di bitcoin scannerizzando il QR seguente.


Nessun commento:

Posta un commento