Se nel libro precedente, Il Grande Default, il lettore veniva introdotto in modo generico al vero spazio di guerra ancora in corso, ovvero quello finanziario, in questo nuovo manoscritto si scende di un livello andando a esplorare la natura del piano messo in moto dagli Stati Uniti sin dalla rottura del mercato dell'eurodollaro nel 2008. Ricostruire un intero sistema non solo non è facile, ma non è neanche immediato: dal LIBOR al SOFR, un nuovo sistema bancario non più indirizzato la mondo intero ma locale e privato, una nuova definizione di dollaro. Una prova forense che la presunta morte dell'impero inglese è stata enormemente esagerata e invece s'è riciclato nelle maglie oscure del mondo finanziario, prosciugando gli USA in ogni aspetto.
In questo modo si scopre che il primo mandato di Trump altro non era che l'attuazione di un tale piano per riconquistare il controllo sul flusso dei dollari a livello internazionale, in modo poi da controllare laddove sarebbero sfociati a livello politico. Capire la riorganizzazione americana significa anche capire che si tratta di cambiamenti radicali e strutturali, come il “nuovo” dollaro che si appresta ad arrivare sulla scena: non più coperto dal “full faith and credit” nel Dipartimento del Tesoro americano di raccogliere tasse, bensì da titoli di Stato coperti asset reali come oro, commodity, stablecoin e Bitcoin. Il lettore, quindi, viene condotto alla comprensione di come il cambiamento nei flussi monetari del dollaro abbia permesso agli USA di riprendere il controllo sul ramo della politica estera: la geopolitica degli ultimi due anni ha seguito esattamente questo cambiamento, venendo rimodellata e alterata in quelle strettoie geografiche/finanziarie che prima subivano l'influenza dell'eurodollaro.
Gli Stati Uniti, quindi, hanno proceduto a usare il flusso di capitali come arma politica per bonificare il mondo dall'influenza della City di Londra: il traffico di droga, il traffico di esseri umani, il traffico di petrolio al di fuori del sistema dollaro e tutti i traffici associati al sistema bancario ombra. Quest'ultimo è talmente grande e interconnesso da superare di ordini di grandezza quello “normale” e visibile a tutti. La sua principale fonte di finanziamento è la capacità di leva finanziaria: l'arbitraggio nei tassi di interesse tra i vari bond sovrani e i carry trade. Ed è esattamente ciò che spiega il motivo per cui l'Iran è stato attaccato; il lettore vedrà qual è il filo conduttore tra Giappone, Medio Oriente e flusso internazionale di petrolio, oltre a capire come la BCE ha usato a suo vantaggio tale flusso per manipolare a suo vantaggio i mercati monetari e obbligazionari. Infatti è la sopraccitata capacità di leva finanziaria che sta facendo crollare il castello di carte dei mercati obbligazionari europei. Solo che, a differenza dell'UE, gli Stati Uniti hanno un piano per gestire il loro debito pubblico.
Tutta questa serie di eventi ho deciso di riassumerla e sistematizzarla nel mio nuovo manoscritto, La Grande Riorganizzazione, disponibile al seguente indirizzo: https://www.amazon.it/dp/B0HPYSNV6X