(Versione audio dell'articolo disponibile qui: https://open.substack.com/pub/fsimoncelli/p/i-veri-termini-della-vittoria-di)
La City di Londra, per quanto potente, non è onnipotente. Appare tale perché è in grado di spostare le attenzioni nella direzione sbagliata e impedire di avere quelle discussioni chiave in grado di arrivare organicamente a ciò che deve essere aggiustato. Se non si ha idea di chi fomenta il caos, chi ha l'incentivo a farlo, allora è impossibile impedire a chi sposta le attenzioni nella direzione sbagliata di smetterla. In questo senso Israele è un'ottima distrazione. È una questione di chi ha vero potere e chi no; chi è un esecutore e chi è il mandante; chi ha la capacità di muovere il mercato del petrolio in su e in giù, insieme ai titoli dei giornali, per trasmettere la percezione che Trump ha perso il controllo e vuole salvare solo sé stesso. Questo stesso gioco è stato portato avanti negli ultimi 4 anni nei confronti di Putin e non è un caso che lui e Trump si siano parlati quando ancora Carlo si trovasse negli USA. E poi ha parlato con Xi. L'Iran in questo contesto è IRRILEVANTE, è solo un nodo in una rete molto più grande, una rete fatta di ombre che viene portata alla luce ed essendo questa l'arma difensiva più importante che ha tale rete, le mosse per preservarla saranno sempre più disperate e manifeste. La pressione che sta montando nel mercato obbligazionario inglese segnala che il governo Starmer possa essere alle battute finali. Qualcosa sta cambiando e se il cambiamento avviene tramite i Gilt, come avvenuto con la Truss, allora sarà un evento in sordina.
The "Liz Truss moment" of 2022 has turned into the UK's political reality, with 30-year yields soaring to their highest levels since 1998 and the pound weakening. "No matter who is in power, no matter their political leaning, there does not appear to be a credible plan to restore… pic.twitter.com/sCDsspr8rV
— Lisa Abramowicz (@lisaabramowicz1) May 12, 2026
Niente di eclatante, soprattutto sulla scia del discorso di Carlo III al Congresso americano. Starmer, così come Carney in Canada, sono stati eletti per distruggere le nazioni da essi governate.
Lo stesso pattern di distruzione è stato imbastito in Medio Oriente. Tutti i Paesi mezionati da Trump riguardo gli Accordi di Abramo erano nell'orbita inglese e francese, usati per riciclaggio di denaro e altre macchinazioni geopolitiche. L'obiettivo, ora, è convincerli che è meglio l'orbita americana di Trump. Soprattutto con Russia e Cina che non supportano più l'Iran, o per meglio dire l'attuale catena di comando il cui vertice è l'IRGC. Ecco perché Trump parla di “cambio di governo”. Cina e Russia, in passato, sono penetrati in Iran per fare da contraltare ai colonialisti europei, i quali tramite il JCPOA e Total Energy hanno permesso a inglesi e francesi di determinare/impostare la linea di politica (ed economica) in Medio Oriente. Non erano lì perché credevano nella causa dell'Iran, ma per ragioni geopolitiche: la Russia otteneva il corridoio nord-sud fino all'Oceano indiano per bypassare lo Stretto del Bosforo e la Cina ampliava la sua Belt and Road Initiative. Chiaramente questa è un'analisi semplificata, ma tutto si riduce a questo: Trump sta riorientando le rotte commerciali/logistiche lontano dal Medio Oriente e dall'Europa, quindi i precedenti obiettivi geopolitici russi e cinesi possono essere abbandonati. Il più grande perdente qui è l'India, una delle ultime e più grandi colonie inglesi. Ecco perché Rubio la scorsa settimana è volato in India: per testare la volontà di Modi, perché sono le navi indiane quelle che si rifiutano di passare a Hormuz. Non solo, ma siglando gli Accordi di Abramo ciò porterà finalmente pace in Medio Oriente, rimuovendo quell'effetto destabilizzante rappresentato dalle macchinazioni anglo-francesi. E Israele potrà finalmente sviluppare la propria economia, uscendo da quella di guerra.
Il soft-power dell'IRGC, ovvero la confusione sull'apertura/chiusura dello Stretto di Hormuz e la propaganda mediatica (le uniche carte rimaste da giocarsi), è come un'opzione dove la funzione tempo rappresenta la variabile “impazzita”. Chi le ha trattate sa di cosa parlo: per tutto il periodo in cui le si possiede trattengono il 95% del loro valore, poi, a 4-5 giorni dalla loro scadenza, crollano in valore. Il tempismo nel roll-over di questo strumento finanziario è tutto, altrimenti piuttosto che una lieve perdita si viene spazzati via completamente. Dovete trattare l'Iran, quindi, o per meglio dire l'IRGC, come un'opzione: sta disperatamente cercando di vendere al mondo una certa percezione della realtà, mentre i burattinai al di sopra (Londra e Bruxelles) li spalleggiano rinforzando una tale illusione. Ma come con le opzioni, c'è una data nel futuro in cui scadono: c'è una data nel futuro in cui questo raggiro scadrà (es. la chiusura dei pozzi petroliferi, il meeting Xi-Trump, la Brexit automatica, il 4 di luglio, le midterm, ecc.). Non lo possiamo sapere in anticipo quale sarà lo “strike day” in questo caso, ma sarà uno di quelli elencati. Tutta questa storia ha senso, e la confusione viene diradata, nel momento in cui si pensa in modo strategico: il blocco statunitense dello Stretto è arrivato quando l'intelligence americana sapeva che l'Iran sarebbe stato costretto a scaricare il petrolio nel Golfo persico, o chiudere i pozzi, e ha calcolato questo evento facendolo coincidere con la data del meeting Trump-Xi. E quando è subentrato questo tipo di dolore alcune linee rosse sono state spostate, soprattutto quando Carlo III è andato via dagli USA: Zelensky e Aragchi hanno smosso, seppur di poco, le loro posizioni intransigenti. Unendo tutti questi puntini, quindi, si capisce che la funzione tempo dell'opzione sta degradando verso lo 0.
Tre sono le cose che contano per essere immuni alla propaganda sull'Iran:
- La curva dei rendimenti americana ha assorbito la precedente inversione;
- I mercati azionari/obbligazionari americani non sono affatto perturbati;
- Il mercato forward del petrolio è bearish.
I persiani hanno inventato il gioco degli scacchi, un gioco dove le informazioni sono sostanzialmente alla luce del sole. Il Texas Hold'em, invece, è un gioco puramente americano, dove le informazioni sono sostanzialmente nascoste. In quest'ultimo caso l'obiettivo è quello di spingere l'avversario a credere di “avere le carte giuste” e puntare più di quello che è disposto a perdere. È così che si fanno i soldi col poker. L'IRGC credeva che attirando gli USA in un confronto (non è una guerra questa) il campo da gioco sarebbe stato quello navale, e lì avrebbe dato loro un bel filo da torcere. Invece Trump, piuttosto che giocare a scacchi, ha preferito giocare a poker (non fraintendetemi, un azzardo anche questo) e ha dato all'IRGC un confronto aereo. È la stessa cosa può ripetersi su Bandar Abbas, con gli eserciti emiratini e sauditi che si prendono quel fazzoletto di terra e gli A10 che lo difendono. Ecco perché l'unica arma rimasta nelle mani dell'IRGC-City di Londra è la guerra di propaganda mediatica e le giravolte nelle trattative di “pace”. Su questa scia, è a dir poco “curioso” come quello che vale per l'Iran non vale “magicamente” per gli USA. E qui solo chi è in malafede dimostra palesemente di esserlo, avvalorando ancora di più la tesi che all'Iran è rimasta solo la propaganda mediatica in questo confronto. Questo a sua volta significa che la stampa e i commentatori sui social si strappano i capelli per il “blocco” iraniano dello Stretto, ma non coprono assolutamente l'efficacia del “contro-blocco” americano; si strappano i capelli per il vantaggio orografico iraniano, ma non applicano la stessa logica agli USA e ai loro alleati (sauditi ed emiratini potrebbero prendere Bandar Abbas e gli americani difenderlo con l'aeronautica, dato che gli iraniani praticamente non hanno più né quest'ultima né una Marina); si strappano i capelli per criticare la presunta assenza di un piano iniziale nel confronto con l'Iran, ignorando ingenuamente (o consapevolmente, se si vuole “pensare male”) che in passato il petrolio ha raggiunto picchi più alti e COME MINIMO era stato messo in conto che il petrolio potesse arrivare ai $150 al barile (salvo poi non arrivarci, o almeno finora non l'ha fatto dato che gli USA sanno cosa stanno facendo); si strappano i capelli per elogiare la presunta lungimiranza della Cina che ha immagazzinato barili di petrolio, dimenticandosi però che un conto è avere una popolazione il cui reddito medio annuale è ~$65.000 e un prezzo della benzina a ~$4, un altro è avere una popolazione il cui reddito medio annuale è ~$20.000.
Diffidate, quindi, da chi afferma che gli Stati Uniti sono stati sconfitti dall'Iran, o che a esso basta “sopravvivere” per vincere. Non sono questi i termini reali della vittoria. L'attuale fase di transizione ci porta in un mondo in cui non importa quale sia il prezzo del petrolio. La cosa che conterà davvero, e il vero termine della vittoria americana, è il controllo al margine sulla consegna dei barili di petrolio (qualunque sia il prezzo). E del controllo sul ritmo di consegna, potete star certi, è qualcosa di cui hanno discusso Trump e Xi. Soprattutto perché un altro obiettivo dell'amministrazione Trump è rendere obsoleti le strozzature geografiche mondiali, spostando la produzione di petrolio nel Golfo d'America. In questo modo verranno resi obsoleti i ricatti che potrebbero emergere se QUALCUNO prendesse come ostaggio suddette strozzature. L'unica che conterebbe, sarebbe il Canale di Panama (e i porti americani). Da “price taker” a “price setter” del prezzo del petrolio, ed è nelle città portuali americane che i Democratici sferreranno il loro attacco durante le midterm.
Gli americani iniziano a preoccuparsi delle midterm ad agosto. Quindi tutte quelle chiacchiere che sentite adesso sulla stampa italiana secondo cui Trump sarebbe a rischio a novembre, sono fasulle. Inoltre le recenti elezioni in Ohio ci dicono due cose principalmente. La prima è che gli americani hanno fiducia nelle parole di Trump secondo cui i prezzi della benzina scenderanno, ecco perché non ci sono disordini sociali (soprattutto negli stati rossi). La seconda è che i repubblicani stanno tirando su molti più soldi dei democratici per le elezioni, questi ultimi rimangono all'asciutto soprattutto perché Bessent sta tagliando loro tutti quei finanziamenti ombra tramite ONG e altre organizzazioni no-profit.
Prima di starnazzare insieme alla stampa che Trump perderà le elezioni di medio termine, meglio concentrarsi sul modo in cui i Democratici si stanno agitando dato che iniziano a realizzare che non riprenderanno mai la Camerahttps://t.co/kPXaDBWow5
— Francesco Simoncelli (@Freedonia85) May 17, 2026
Lo stesso copione dell'Ohio l'abbiamo visto ripetersi in Kentucky, a dimostrazione che tutte le preoccupazioni per le midterm sono sentite all'estero e rappresentano un grimaldello per deturpare l'immagine che ha il popolo americano nei confronti di Trump. A ciò bisogna aggiungere che Massie, come altri nel movimento MAGA, ad esempio Marjorie Taylor Greene, sono elementi di divisione inseriti apposta dagli avversari per sabotare dall'interno. Potremmo chiamarla “Operazione Mitt Romney”: essere sempre allineati e votare sempre per le sciocchezze, per le cause ininfluenti e per quelle proposte di leggi “innocue” agli occhi degli avversari degli USA... ma quando si presenta davvero il momento di essere in linea con un cambiamento reale e dannoso per gli agenti esteri, ecco che scatta la trappola e gli asset infiltrati adducono giustificazioni e scuse per essere contrari. Nel suo discorso di concessione alle primarie Massie ha espresso ripudio per la guerra... quale? In Iran sono stati 10 giorni di bombardamento e un blocco tutt'ora in vigore, come a Cuba sostanzialmente, il tutto per riorientare le catene di approvvigionamento e le rotte logistico/commerciali dell'energia. Massie ha poi reiterato lo slogan “End the FED”... come? Non si accorge che già adesso è in corso un processo di trasformazione della stessa? Un ritorno a ciò che era prima del 1935? Davvero non ha idea di cosa Tether stia diventando per il mercato estero e interno del dollaro?
Oppure, la spiegazione più coerente: è sempre stato un asset divisivo che s'è guadagnato la fiducia dell'elettorato repubblicano a suon di “difesa dei principi”, salvo poi effettuare le vere mosse per cui era stato “reclutato”. Non fraintendetemi, alcune leggi da lui sostenute/presentate non erano affatto male (es. filiera della carne), ciononostante proprio questo conferma la tesi asset attivato in caso di necessità prima che si deprezzi definitivamente.
Massie isn't going to lose because "He's a Libertarian" or because he "wasn't loyal enough to Trump" or "Because of JeW mOnEy" or any other such bullshit excuses people keep trying to make.
— The Watcher On The Web (@WatcherontheWeb) May 14, 2026
Pleanty of people betray Trump and he still outright supports them.
Massie is going to…
E in questo frangente storico, il deprezzamento degli asset infiltrati corre molto veloce. Soprattutto per un motivo: a chi fa più male un prezzo del petrolio a circa $110? Non agli Stati Uniti, non sono loro ad avere una curva dei rendimenti in sofferenza. Soprattutto non sono loro a rischiare di rimanere a corto di dollari. Senza contare che sono nel bel mezzo di una fase di transizione che li sta portando ad abbandonare il sistema estrattivo-keynesiano a favore di uno produttivo (Hamilton-Clay). Se ci uniamo che col SOFR adesso la FED controlla il front-end della curva dei rendimenti americana, l'uscita dalla conservatorship da parte di Fannie Mae/ Freddie Mac le permetterà di controllare anche il back-end. I guai sono tutti per gli europei, e per estensione canadesi, perché sin dal 2022 hanno portato avanti una “yield curve control” per impostare un tetto ai rendimenti delle loro obbligazioni. Il Canada infatti è un proxy che a mesi alterni vende/compra titoli del Tesoro americani per impedire che il rapporto di leva nel mercato dell'eurodollaro crolli bruscamente. Il problema: è una lenta erosione, man mano che le precedenti “linee rosse” vengono tutte attraversate al rialzo (es. 2,5%, 2,7%, 3%, ecc.). Infatti dov'è il trentennale statunitense? Laddove si trovava al momento del ciclo di rialzi dei tassi di Powell, mentre invece la Lagarde ha perso quasi 100 punti base nel differenziale di rendimento tra il decennale americano e quello tedesco. Questa è la ragione principale per cui gli USA possono permettersi di “tergiversare” sulla questione Iran.
Quello che molti commentatori faticano a capire è il concetto di tempo integrato nei processi industriali e commerciali. Se prendete ad esempio lo sconquasso causato dai lockdown nella filiera della carne, ciò è stato dovuto alla rottura della catena del rimpiazzo dei capi che necessitano tempo per essere allevati. L'offerta rimane indietro, mentre la domanda riprende e si intensifica: aumento dei prezzi. Ciò vale anche per gli altri settori industriali, poiché l'impegno di capitale per progetti che vedranno i loro frutti nel futuro sembrano nell'immediato carenti. Infatti la re-industrializzazione degli USA è un processo che richiederà come minimo una generazione per vederne i frutti maturi, mentre invece i commentatori parlano nel presente di “fallimenti”, “crisi”, “debiti impagabili” e “disastri economici”.
Nel momento in cui mettiamo insieme due elementi dell'esecutivo americano, come il Project Vault e il Defense Production Act, capiamo che gli sforzi imprenditoriali che vengono incentivati a livello federale vedranno, come minimo, i primi risultati da qui ai prossimi 5 anni. Il vantaggio in questo contesto è il prezzo “di favore” delle materie prime a cui possono accedere le aziende americane. Infatti già il cambiamento di atteggiamento è significativo: non più progetti industriali/imprenditoriali fatti per soddisfare gli appetiti degli azionisti (tipico modello inglese, dove la “mano invisibile” è la loro che tramite la finanziarizzazione dell'economia trattengono parte dei guadagni). Logistica, trasformazione, energia, sono caratteristiche che spingeranno i cambiamenti industriali nel tempo, non nel presente.
Stiamo assistendo allo stesso meccanismo che negli anni '30 Roosevelt usò, tramite i mutui trentennali a tasso fisso, per rilanciare la classe media e l'economia americana. Queste supply chain non possono essere ricostruite senza supporto alla base, senza lo smantellamento della finanziarizzazione che le ha reso eteree e ha allungato oltremodo la produzione di un bene. L'accorciamento del processo produttivo unito alle catene di approvvigionamento non è protezionismo, o autarchia, ma il modo per riorganizzare un'economia che era stata trasformata in un guscio vuoto.
Come ripetuto spesso, uno degli obiettivi di Trump è sbarazzarsi della volatilità del petrolio come arma in mano ai suoi nemici. Infatti il prezzo del petrolio dovrebbe essere l'argomento più noioso di questa Terra. C'è qualcuno che, ad esempio si preoccupa del prezzo del carbone? Solo i produttori e i consumatori. Il carbone è noioso. Perché? Perché nessuno può più inserire un pedaggio, o un punto di strozzatura, nel flusso di carbone. Quest'ultimo non è stato finanziarizzato affinché il mondo girasse attorno a esso come mezzo per influenzare il commercio globale. Non esiste alcun mercato dei futures strutturato sul carbone che abbia davvero importanza! Esiste invece con il Brent e se si ha il controllo su di esso, allora si ha il potere per muovere i mercati, per sbarazzarsi di presidenti, per far cadere governi, per finanziare intermediari e terroristi, ecc. In sintesi, è la base dell'instabilità mondiale... per come vengono gestiti gli affari OGGI. Rimuovete le strozzature geografiche e il petrolio tornerà a essere noioso. Questo è il termine della vittoria REALE perseguito da Trump. Raggiungerlo significa mandare in fumo tutto quel capitale che la City di Londra ha dispiegato in Iran per arrivare a questo momento storico... e questo è un altro termine della vittoria perseguito da Trump.
L'India, e la Turchia, hanno sempre avuto un piede in due staffe. Ora, insieme all'UE, è uno dei perdenti più marcati per il caos in Iran. In questo modo la fabbrica dell'export "umano" dell'India (neocolonialismo inglese) subirà un forte arresto.https://t.co/lTkp2DP7GH
— Francesco Simoncelli (@Freedonia85) May 18, 2026
La manifestazione della superiorità americana si evince anche attraverso un mondo in cui il dollaro è dominante ma secondo i canoni di chi lo emette, non più di chi lo controlla indirettamente tramite il prezzo impostato altrove. Per quanto tutto questo possa sembrare un “far west” monetario, non è altro che ciò che esisteva negli USA prima della FED: banche commerciali con le loro banconote, coperte dall'oro, che facevano riferimento a stanze di compensazione regionali. Un sistema decentrato/distribuito senza un regolatore centrale unico. Per quanto possa sembrare instabile a leggerlo così, le crisi economiche erano ridotte ai minimi termini.
(Nota: il panico del 1907 venne invece gonfiato mediaticamente per dare l'impressione che si necessitasse di una versione americana della Banca d'Inghilterra, e col senno di poi, data anche la presenza di Wilson, sappiamo di chi fosse lo zampino.)
GENIUS Act, STABLE Act e CLARITY Act sono le tre componenti che permetterebbero di tornare a un sistema analogo a quello pre-Federal Reserve (senza contare che anch'essa verrà riformata affinché il suo statuto torni a quello pre-1935). Il percorso inverso dalla moneta puramente fiat a un sistema che potremmo chiamare Bretton Woods 2.0 passa per ovvi motivi da un periodo in cui il presunto “caos” del libero mercato si assesta verso un sistema più affine alla società che lo determina. Internamente, negli USA, ci saranno diversi “dollari digitali” emessi da varie realtà, mentre esternamente ci sarà Tether. Una novità? Niente più niente meno di quanto descritto da Hayek in, A Choice in Currency. Non sarà un mondo perfetto, nemmeno buono... senza dubbio sarà un mondo migliore rispetto a quello attuale. E se ci sono da fare compromessi in quella fase di transizione che porta a un mondo in cui le idee libertarie/Austriache diventeranno dominanti, allora questo è il momento per gettare tali basi. Un momento storico come questo, dove i libertari possono avere una reale occasione per affermare tra il pubblico più ampio le loro idee di miglioramento filosofico/sociale, è fondamentale da sfruttare se si vuole avere DAVVERO una possibilità di vincere. Il percorso è tortuoso, certo; impervio, senza dubbio; ma è la possibilità concreta di avere una strada chiara e definita che parte dal punto A (statalismo “sfrenato”) al punto B (libertarismo “sfrenato”) in cui il processo intermedio è finalmente percorribile.
Le stablecoin hanno il potenziale per essere tanto trasformative per il sistema monetario mondiale quanto lo fu l'abbandono di Bretton Woods. Una stablecoin come Tether, collateralizzata sostanzialmente da oro e Bitcoin, ha la possibilità di raggiungere tutti i Paesi del mondo... che le loro autorità monetarie lo vogliano o meno. Meglio se lo accetteranno volontariamente, perché è nel loro migliore interesse dato che il dollaro rimane la valuta di raccordo commerciale per eccellenza. Certo, forse dovrebbero scegliere l'oro in quanto tale o Bitcoin in quanto tale, ma stanno preferendo trattare tali asset come riserve piuttosto che come circolante. Immaginate un possessore estero di Tether, in particolare in Unione Europea: egli è più “pericoloso” rispetto allo stesso possessore di oro o Bitcoin, perché in questo caso trasferisce potere di leva a Washington a scapito di Bruxelles.
Non solo, ma l'ascesa delle stablecoin, oltre a rappresentare nuova domanda per i titoli del Tesoro americani, permetterà al governo federale di emettere più titoli sul front-end della curva dei rendimenti (rendendo tali titoli più attraenti). Questo è importante perché se il back-end sale, Washington non deve necessariamente pagare tassi alti per ripagare il suo debito. E anche se il back-end dovesse salire, ciò metterebbe pressione sugli altri decennali nel resto del mondo e loro si ritroverebbero in guai molto più seri. I tassi alti fanno male agli USA? Certo, ma stritolano letteralmente il resto del mondo. Vi basti vedere cosa è successo nel 2022: nonostante una flessione economica gli USA ne sono usciti bene, mentre la Cina è dovuta intervenire per salvare il suo mercato obbligazionario, l'Inghilterra è dovuta intervenire per salvare il suo mercato obbligazionario, la BCE è dovuta intervenire per salvare il mercato obbligazionario della periferia europea.
Nel 2022 Powell fece una "scommessa": l'economia americana era in grado di reggere meglio degli altri 5,5% nei tassi di riferimento. E l'ha vinta.
— Francesco Simoncelli (@Freedonia85) May 27, 2026
Oggi Trump sta facendo la stessa cosa: gli USA sono in grado di reggere meglio degli altri un prezzo del petrolio a $100.
Il cambiamento della FED sarà quello da una istituzione monopolistica che emette unità monetarie a una Exim Bank per l'eurodollaro, fino a tornare al suo mandato originale: prestatore di ultima istanza nel commercial paper market americano e impostazione del valore nominale del dollaro all'estero. Questo significa che tra i suoi “compiti” non figurerà più il QE, l'espansione del proprio bilancio, il savataggio di banche così come lo abbiamo visto finora, ecc. In particolar modo, la riduzione ulteriore dell'attuale bilancio sarà importante: maturazione dei titoli garantiti da ipoteca (ormai nel loro ultimo terzo di vita dato che sono vecchi di 18 anni) e maturazione dei titoli di stato americani. Inoltre Warsh è la cosa migliore che potesse capitare ad asset che sono garanzie ed equity, come oro e Bitcoin, dato che una linea di politica attuale e conclamata degli USA è quello di “gestire” gli asset che migliorano gli attivi di bilancio. Infatti questo è l'unico modo efficace per disinnescare le criticità del lato dei passivi. Quindi l'obiettivo di Trump, Bessent e Warsh è quello di “svegliare” tutti questi asset dormienti tramite un fondo sovrano che li valorizzi ai prezzi di mercato, ma questa è un'analisi che sfugge se ci si concentra solo sui debiti e non sugli attivi, ad esempio, o solo sull'offerta di denaro e non sulla domanda.
Shell lost $7 billion in Alaska in 2015 and walked away.
— Jack Prandelli (@jackprandelli) May 13, 2026
It just came back, so did Exxon and Repsol.
💰With record bids.
Earlier this month: $163 million in record bids for Alaska's National Petroleum Reserve.
The projects already converting bids into barrels:… pic.twitter.com/5GCx6gfTVF
In sintesi, senza il controllo monetario e senza il controllo sui flussi monetari, in particolare per quanto riguarda il dollaro, il processo di re-industrializzazione americano sarebbe destinato a fallire miseramente. Ecco perché Trump, nel recente viaggio in Cina, è riuscito a staccare un accordo con Xi riguardo la commessa su 200 jet della Boeing (iniziali). Infatti pensate alla filiera industriale necessaria per costruire una macchina complessa come un aereo: dai sedili delle varie classi fino ai singoli chiodi da 1 pollice. E questo è anche il motivo per cui l'automotive è un settore cruciale ed è stato anch'esso riportato in patria: nell'alveo della difesa è imperante la costruzione di veicoli sul proprio territorio, il motivo per cui gli USA hanno avuto un vantaggio nella Seconda guerra mondiale.
Infatti i Bush, gli Obama e in generale i sodali dei globalisti hanno fatto di tutto per distruggere il sistema logistico e dei trasporti americani, in particolare la Marina.
“Today in the United States there are only 188 US flaged merchant ships and 105 Navy @MSCSealift ships.
— John Ʌ Konrad V (@johnkonrad) May 19, 2026
WE NEED MORE THAN THAT
In fact the Chinese have over 11,000 merchant ships,” said @SECNAV Hung Cao in today’s senate hearing.
The days of the US Navy ignoring the US… pic.twitter.com/ecuLw0A0l3
Il sistema bancario e finanziario inglese nella sfera d'influenza cinese (es. Singapore, Hong Kong, Africa orientale) sono da tempo coinvolti non solo nel riciclaggio dei proventi della droga, ma anche, e soprattutto, nel contrabbando di commodity. Qual è quindi l'interesse della Cina nel Canada in virtù del progetto A(merica)-R(ussia)-C(ina) che si sta sviluppando (e la recente visita di Trump in Cina sta rafforzando)? Condividere informazioni d'intelligence finanziaria. Il fatto che tutti i “pezzi grossi” si siano presentati insieme a Trump nel suo viaggio in Cina dimostra che essi “si parlano”.
He's still wearing that damn coat pic.twitter.com/qTZrO4BIkp
— Sound Dobad (@SoundDobad) May 14, 2026
Diversamente, quindi, da tutte le chiacchiere che sentite da una certa narrativa sulla stampa e sui canali d'informazione alternativi (gli stessi che gridavano al nemico quando parlavano di Russia e poi Cina), secondo cui la Cina vuole papparsi Taiwan, quello che farà Pechino invece sarà ridimensionare l'influenza inglese nella sua sfera d'influenza. Questo significa che nel mirino ha Hong Kong e Singapore, altro che Taiwan. L'interesse cinese nel Canada, quindi, non vuole un takeover silenzioso del Paese, bensì lo smantellamento sistematico di tutte le strutture finanziarie nel Pacifico e in Asia che fanno riferimento al Canada (e per estensione alla City di Londra). Questo perché il “centro commerciale ed economico” del mondo diventerà il Pacifico e non può diventarlo se prima non viene bonificato a dovere.
Dispiace rovinare i sogni dei commentatori sui social che ci raccontano della trappola di Tucidide che affrontano gli USA nei confronti della Cina. Non è così. Agli USA sta bene che la Cina sia dominante in Asia... fintanto che tale dominio non esca dai confini locali. Se la Cina rappresentasse davvero una minaccia reale nei confronti del primato americano, non si sarebbero fatti buttare fuori dal Venezuela, dall'Argentina, dal Canale di Panama, ecc. I cinesi temono e rispettano ciò che sono diventati gli USA dopo il 2022: un player che difende il dollaro e per estensione il suo primato nel mondo. Un futuro conflitto cinetico tra americani e cinesi è solo propaganda da chi ha più da perdere in questo nuovo contesto geopolitico: Londra e Bruxelles.
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