La traduzione in italiano dell'opera scritta da Wendy McElroy esplora Bitcoin a 360°, un compendio della sua storia fino ad adesso e la direzione che molto probabilmente prenderà la sua evoluzione nel futuro prossimo. Si parte dalla teoria, soprattutto quella libertaria e Austriaca, e si sonda come essa interagisce con la realtà. Niente utopie, solo la logica esposizione di una tecnologia che si sviluppa insieme alle azioni degli esseri umani. Per questo motivo vengono inserite nell'analisi diversi punti di vista: sociologico, economico, giudiziario, filosofico, politico, psicologico e altri. Una visione e trattazione di Bitcoin come non l'avete mai vista finora, per un asset che non solo promette di rinnovare l'ambito monetario ma che, soprattutto, apre alla possibilità concreta di avere, per la prima volta nella storia umana, una società profondamente e completamente modificabile dal basso verso l'alto.
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(Versione audio della traduzione disponibile qui: https://open.substack.com/pub/fsimoncelli/p/il-sistema-americano-rifiuta-il-suicidio)
Cosa rende ricca una nazione? Non sono solo le terre coltivabili circondate da altre terre ricche di acqua, legname, carbone, gas, petrolio, metalli e minerali. È l'agricoltore che sa come coltivare al meglio quelle terre per massimizzare la produzione alimentare. Sono il boscaiolo, il minatore, il pescatore e il petroliere che sanno estrarre le risorse della natura e fornire le materie prime a ogni tipo di industria.
Produrre beni richiede conoscenza e competenza. La concorrenza tra i produttori crea un incentivo all'innovazione. Questo motore di scoperta – in cui l'ingegno umano utilizza conoscenze consolidate e competenze acquisite nel tempo come input per creare nuove forme di conoscenza e competenza – genera una crescente efficienza nella produzione. I costi diminuiscono; i prezzi diminuiscono; i produttori producono di più; i consumatori consumano di più. La libertà economica, quindi, è un circolo virtuoso che genera ricchezza e avvantaggia l'intera società.
Una nazione che è in grado di fare tutte queste cose da sola è una nazione autosufficiente. Una nazione capace di produrre più di quanto consuma è una nazione esportatrice. Una nazione che esporta più di quanto importa è una nazione i cui abitanti diventano sempre più ricchi. Il resto del mondo paga quella nazione per il suo stile di vita; il mondo paga quella nazione semplicemente per il fatto di esistere.
Chiunque affermi che la cultura di una nazione sia irrilevante per il suo tenore di vita è un bugiardo. Le culture produttive generano ricchezza nazionale. Le culture pigre, sconsiderate o distruttive, garantiscono una povertà duratura. Esiste un proverbio così antico e universalmente accettato che numerose culture ne rivendicano la paternità: “Dai un pesce a un uomo e lo nutrirai per un giorno. Insegna a un uomo a pescare e lo nutrirai per tutta la vita”. In genere le persone riconoscono queste verità. Che voi siate un predone vichingo del IX secolo, o una donna assistita dallo stato nel XXI secolo, se non siete in grado di produrre per voi stessi, non potete nutrirvi senza prendere dagli altri. Che voi siate un pirata somalo, o un truffatore somalo di un centro di “apprendimento”, dipendete dal furto altrui perché l'autosufficienza è fuori dalla vostra portata.
Cosa potrebbe fare una nazione per incoraggiare la creazione di ricchezza? Proprio come un buon agricoltore coltiva la terra per massimizzare il raccolto, i buoni leader nazionali coltivano valori sociali che massimizzano la produzione individuale. Una cultura che valorizza la conoscenza, l'abilità e il duro lavoro incoraggia i membri della società ad apprendere e a impegnarsi nella ricerca dell'innovazione produttiva. Un sistema giuridico che privilegia la tutela della proprietà privata e della libertà personale incoraggia l'aumento della produzione e la creazione di ricchezza. Una società che si vanta di costruire e produrre cose nuove promuove lo spirito imprenditoriale. Una società imprenditoriale incoraggia l'autosufficienza; una società autosufficiente genera una nazione autosufficiente. Pertanto la coltivazione della virtù all'interno della società contribuisce simultaneamente alla prosperità della nazione.
Non si tratta di concetti difficili da comprendere.
Perché, dunque, la maggior parte delle nazioni occidentali rifiuta la strada collaudata verso la ricchezza nazionale? Perché i politici occidentali celebrano il “multiculturalismo” a discapito delle virtù storicamente produttive della cultura occidentale? Perché gli opinionisti occidentali denigrano la conoscenza, l'abilità e il duro lavoro considerandoli attributi della “supremazia bianca”? Perché i legislatori occidentali rendono più difficile per i cittadini occidentali possedere terre e beni personali? Perché i burocrati occidentali emanano norme e regolamenti che limitano ciò che si può costruire e produrre? Perché i governi occidentali rendono difficile la prosperità delle piccole imprese? Perché i media occidentali affermano che solo i migranti stranieri sono disposti a svolgere lavori manuali? Perché i banchieri occidentali sostengono che solo i lavoratori stranieri sfruttati sono in grado di produrre beni essenziali? Perché i professori occidentali dedicano più tempo a parlare di razzismo e oppressione che a insegnare a pensare in modo critico, inventare e costruire cose nuove? Perché le ONG occidentali sostengono le frontiere aperte, le normative sul “cambiamento climatico” e le tasse che distruggono l'economia? Perché i leader religiosi lodano il criminale e non il cristiano fedele? Perché i leader culturali incoraggiano cittadini e stranieri a diventare dipendenti dal welfare? Perché i leader della cultura pop esaltano gli eccessi frivoli a discapito del duro lavoro e della disciplina? Perché gli occidentali celebrano il “gay pride” per almeno un mese all'anno invece di incoraggiare tutti i cittadini a essere orgogliosi di ciò che costruiscono, imparano e realizzano? Perché Wall Street e la City di Londra si impegnano tanto per privare gli Stati Uniti e il Regno Unito di economie che avvantaggiano le piccole imprese tanto quanto le multinazionali?
Leggendo attentamente le domande precedenti, una persona razionale dovrebbe giungere a una conclusione ragionevole: coloro che attualmente detengono il potere economico e politico in Occidente non hanno alcun interesse a rendere ricche le nazioni che apparentemente chiamano “patria”. Il Regno Unito e l'Unione Europea non possono produrre ricchezza se le loro industrie sono costrette a utilizzare energia eolica che da quattro secoli è stata esponenzialmente superata in termini di potenza dal carbone e dal vapore. La Germania non può produrre ricchezza se sovvenziona le case automobilistiche cinesi mentre manda in bancarotta le proprie con le normative sull'“energia verde”. Il Canada non può produrre ricchezza se si rifiuta di utilizzare le sue abbondanti risorse naturali mentre importa la maggior parte dei beni manifatturieri dall'Asia.
Le nazioni occidentali che si rifiutano di utilizzare le energie rinnovabili, come gli idrocarburi e il nucleare, sono nazioni dipendenti da potenze straniere per la produzione manifatturiera. Le nazioni occidentali che impediscono ai propri agricoltori di coltivare e produrre carne e latticini per la propria popolazione sono nazioni dipendenti da potenze straniere per il cibo. Le nazioni occidentali i cui cittadini non possiedono le conoscenze e le competenze per riparare qualsiasi cosa, dai piccoli elettrodomestici alle intere reti elettriche, sono nazioni dipendenti da potenze straniere durante le crisi. Le nazioni occidentali che non hanno la volontà culturale di essere autosufficienti sono nazioni intrappolate in uno stato di dipendenza permanente. Se si distribuiscono generosamente buoni pasto e si disprezza chi insiste nel provvedere alle proprie famiglie senza l'aiuto del governo, si finirà per creare una nazione di pirati e truffatori che non producono, coltivano e costruiscono nulla.
Come fa il Regno Unito a sopravvivere quando produce praticamente nulla? Attualmente la maggior parte delle sue entrate deriva dal suo ruolo di intermediario economico per gran parte del mondo. Nonostante il crollo del suo impero e la scomparsa della sua marina, l'esercito di banchieri, consulenti e avvocati della City di Londra continua a intascare una cospicua fetta di ogni transazione economica a livello mondiale. Riscuotono commissioni assicurative, spese regolamentari e commissioni di investimento, proprio come un proprietario terriero assenteista che continua a derubare le vecchie colonie con accordi commerciali “basati su regole” che arricchiscono i signori inglesi, i quali non creano nulla. La Banca d'Inghilterra e i servizi segreti collaborano per manipolare l'economia internazionale fomentando conflitti regionali e sfruttando informazioni privilegiate per scommettere sui vincitori finali del mercato. La banca centrale britannica ha fatto in modo che i membri più ricchi della società traessero profitto dalla manipolazione dei mercati, mentre il resto della popolazione soffre per la svalutazione della moneta. Si tratta di un modello economico concepito per favorire una ristretta cerchia di “élite nobiliari” a scapito della nazione nel suo complesso.
Da quando, nel 1913, alcuni nobili britannici riuscirono a convincere alcuni nobili americani a istituire una Federal Reserve, la banca centrale statunitense, sul modello della Banca d'Inghilterra, questo strano gioco monetario ha prosciugato anche la ricchezza americana. Sebbene lo spirito intraprendente degli americani abbia favorito la libertà e la crescita economica, la struttura parassitaria delle banche centrali ha progressivamente privato gli Stati Uniti della loro un tempo ineguagliabile autosufficienza. La graduale svalutazione del dollaro ha portato al distacco dal gold standard, alla creazione di un petrodollaro dipendente da guerre senza fine e conflitti internazionali, alla delocalizzazione dell'industria e della produzione, e ad “accordi” commerciali internazionali che hanno reso l'America più dipendente dalle potenze straniere, elargendo al contempo “commissioni” ai banchieri di Wall Street e della City di Londra.
Ecco cosa produce realmente il globalismo: dipendenza.
Affinché gli Stati Uniti siano ricchi e forti, dobbiamo tornare a un sistema americano che estragga, coltivi e produca tutto. Il nostro popolo deve abbracciare l'autosufficienza sia personale che nazionale. Dobbiamo rifiutare il suicidio economico dell'Europa.
[*] traduzione di Francesco Simoncelli: https://www.francescosimoncelli.com/
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