Visualizzazione post con etichetta Daniel Krawisz. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Daniel Krawisz. Mostra tutti i post

lunedì 12 giugno 2017

Perché il Bitcoin Dominance Index è fuorviante





di Daniel Krawisz


Sebbene il dibattito sia in corso da anni, più di recente ci sono state un sacco di lamentele e speculazioni su come bitcoin presto perderà la sua supremazia di moneta più grande e su come le altre monete alla fine lo spodesteranno. In questo articolo cercherò di mostrare come il Bitcoin Dominance Index sia intrinsecamente ingannevole e perché in realtà non c'è una crisi come tanti credono.



La tesi

Il Bitcoin Dominance Index è stato ideato qualche anno fa per mostrare esattamente quanto l'economia delle criptovalute fosse dominata dal bitcoin. Di recente il Bitcoin Dominance Index è risultato in calo e molti all'interno della comunità delle criptovalute indicano il dibattito sulle grandezze come un motivo ragionevole per suddetto calo.


da coinmarketcap.com


La tesi è la seguente: bitcoin non è più utile in quanto le fees sono troppo alte, quindi le persone stanno prendendo in considerazione le alternative. Quindi il valore starebbe scorrendo dal bitcoin ad altre criptovalute. Gli utenti vogliono nuove funzionalità e stanno migrando in altre monete per ottenerle. Se le attuali condizioni persistono, Bitcoin sarà infine superato da un'altra valuta come Ethereum e diventerà il MySpace delle criptovalute.

In sostanza, la tesi si basa sull'idea che gli utenti stiano cercando di fare X con bitcoin, ma non possono e quindi vogliono migrare verso altre monete per essere in grado di fare X. Con X si può intendere l'acquisto di caffè, creare uno smart contract, impegnarsi in più transazioni private, utilizzare applicazioni decentralizzate, o fare molte delle cose che altre monete permettono di fare meglio rispetto a bitcoin.



L'obiezione

I sentimenti alla base di questa tesi sono comprensibili. Le persone sono frustrate da questo dibattito; non amano che ci sia un conflitto e preferirebbero un progresso, ma guardiamo alle prove reali.

In primo luogo, dire che bitcoin non è più utile perché le fees sono troppo alte è come dire che nessuno va più in quel ristorante perché è troppo affollato. Bitcoin è molto utile, per questo le persone sono disposte a pagare una media di $0.94/tx per utilizzarlo. Il fatto che alcune persone non amino dover pagare prezzi elevati, non significa che tutti se ne andranno. Alcuni possono farlo, ma il mercato delle fees si auto-corregge. Se abbastanza persone se ne andranno, le fees scenderanno, rendendo le transazioni in bitcoin più attraenti.

In secondo luogo, sostenere che il valore stia uscendo da bitcoin e si stia incanalando verso altre valute avrebbe senso se bitcoin non fosse attualmente ai massimi di tutti i tempi. Prezzi in aumento significano che c'è una domanda sana per bitcoin che supera l'offerta. L'unica ragione per cui ci si possa lamentare è perché bitcoin non stia salendo tanto velocemente quanto altre monete, ma con 500+ altcoin esistenti sarà quasi sempre vero per qualche criptovaluta. Sarebbe come dire che il valore stia fuoriuscendo dalla Berkshire Hathaway, nonostante il prezzo stia aumentando, perché altri titoli stanno aumentando ancora più velocemente. La domanda per bitcoin è salita l'anno scorso ed è ridicolo polemizzare riguardo la sua crescita più lenta rispetto ad altre criptovalute molto più giovani e più volatili.

In terzo luogo, la tesi secondo cui gli utenti stiano fuggendo verso altre criptovalute per approfittare delle loro caratteristiche, non è realmente sostenuta dalle prove. Quanti utenti acquistano Ethereum per avere abbastanza potenza di fuoco per sottoscrivere uno smart contract rispetto a coloro che non sanno nemmeno usare un wallet e conservano i loro saldi sugli exchange? Quanti utenti utilizzano le caratteristiche di privacy di Zcash (risposta: non molti)? Litecoin ha di recente acquisito Segwit e Lightning Network, ma quante persone hanno provato ad utilizzarli rispetto alle persone che li stanno acquistando in previsione che altri li utilizzino in futuro? La stragrande maggioranza della domanda per queste criptovalute è di natura speculativa, basata sull'uso futuro e poco sull'uso presente.

Per quanto riguarda l'unico uso presente, sarebbe quello di effettuare piccole transazioni. E forse, per la piccola porzione di transazioni che rientra in tale categoria, forse un certo ammontare di valore è stato trasferito ad altre criptovalute che offrono fees inferiori. L'uso come mezzo di scambio può essere un motivo legittimo affinché qualcuno possa passare ad un'altra moneta; ma come ho già sostenuto, il valore di riserva è il motivo principale per cui bitcoin possiede gran parte del suo valore e pertanto quello a cui assistiamo oggi non è un deflusso significativo.



Il cimitero delle altcoin

Tanto per essere chiari, speculare sull'utilità futura è una forma d'investimento perfettamente legittima, ma non confondiamo la speculazione con l'utilità presente. Generalmente la speculazione si porta dietro un rischio abbastanza grande di fallimento e, francamente, molte di queste criptovalute hanno un sacco di rischio, in particolare riguardo le loro caratteristiche di non essere granché adatte per il mercato in generale.




Giusto per fare un paio di esempi: Namecoin ad un certo punto ha fatto registrare una capitalizzazione di mercato di $100 milioni nel 2013 e, tra le altre cose, era pensato per essere un servizio decentralizzato di dominio. Purtroppo la maggior parte delle persone ha scoperto che l'idea non era altrettanto utile come si potesse pensare e la maggior parte dei domini su Namecoin sono stati abbandonati e pochissime persone usano il dominio .bit che fornisce.




Auroracoin, ad un certo punto, era vicino ad una capitalizzazione di mercato di $1 miliardo nel 2014 ed era pensato per essere la moneta digitale che sarebbe stata usata in Islanda. Si è scoperto che la capitalizzazione di mercato era stata ampiamente manipolata da una liquidità molto bassa e poi capitolò rapidamente non appena vennero rilasciate più monete.

Molti altri esempi possono essere visti su Altcoin Obituaries.



Capitalizzazioni di mercato manipolate

Questo mi porta a dover esporre un altro punto. Le capitalizzazioni di mercato per molte di queste altcoin sono enormemente manipolate. Considerate una delle prime altcoin manipolate: Ripple. Le monete sono state pre-minate! Cioè, tutti i Ripple sono stati creati in anticipo e poi sono stati rilasciati al grande pubblico un po' alla volta.

C'è un'enorme quantità di Ripple che viene tenuta in riserva in modo che la fluttuazione effettiva (cioè, l'ammontare disponibile per la negoziazione) rimanga relativamente piccola. Molte monete pre-minate fanno la stessa cosa per manipolare non solo il prezzo, ma anche le loro capitalizzazioni di mercato. Solo una piccola porzione viene negoziata, mentre i loro creatori ne posseggono grandi riserve per mantenere alta la capitalizzazione di mercato.

Non c'è niente di nuovo qui e nel mercato azionario le azioni che giocano sulla manipolazione della fluttuazione, generalmente diventano obiettivi succulenti per i short-seller. Altcoin come Gnosis, per esempio, hanno fluttuato solo del 5%, quindi chiedetevi: quanto della capitalizzazione di mercato di Gnosis da $115 milioni è reale?

Se tutto questo non risultasse già abbastanza confuso, considerate anche che molte di queste altcoin è effettivamente un sottoinsieme di Ethereum e gran parte della capitalizzazione di mercato può essere conteggiata due volte.



Esperimento mentale

Se quest'ultima sezione dovesse risultarvi troppo confusa, considerate questo esperimento mentale. Supponiamo di creare domani una nuova moneta chiamata FoolCoin. Pre-mino tutte le monete (100,000,000 monete) e rendo disponibili solo 10 monete. Creo una campagna di marketing e faccio in modo di attirare così tante persone che la moneta finisca anche su Poloniex. Vendo solo 1 delle monete per $10. FoolCoin ha ora una capitalizzazione di mercato di $1 miliardo. La prossima moneta la vendo per $11 e ora FoolCoin ha una capitalizzazione di mercato di $1.1 miliardi. Se c'è una domanda sufficiente, alla fine finirò per vendere le altre 8 monete per $20 ciascuna, e FoolCoin avrebbe ora una capitalizzazione di mercato di $2 miliardi.

Ho solo aggiunto $2 miliardi alla capitalizzazione di mercato della criptovaluta e ho ridotto il dominio di bitcoin di pochi punti percentuali. Ma davvero ho portato via qualcosa da bitcoin a parte forse qualche centinaio di dollari?

L'esempio che ho costruito e chiamato FoolCoin, non presume nemmeno attività di manipolazione più sinistre come il wash trading, il pump/dump, ecc. Anche senza ricorrere a questi espedienti, è relativamente facile aggiungere un sacco di capitalizzazione di mercato all'indice di una criptovaluta e rendere bitcoin molto meno dominante.



Conclusione

In primo luogo, bitcoin è molto sano in termini di prezzo, capitalizzazione di mercato, utilizzo, resistenza alla censura e praticamente sotto ogni altro aspetto utile. Dire altrimenti significa ignorare i segnali di mercato.

In secondo luogo, le altcoin stanno attirando un sacco d'investimenti, ma ciò non significa necessariamente che la gente le usa per la loro utilità presente. Infatti gran parte degli aumenti dei prezzi delle altcoin sembra proprio speculazione sull'utilità futura, non sull'utilità presente.

In terzo luogo, le capitalizzazioni di mercato di molte altcoin sono seriamente manipolate. Molte hanno una liquidità ultra-bassa e, in realtà, non hanno investito tanto denaro in esse, nonostante la grande capitalizzazione di mercato. Queste altcoin non stanno portando via nulla da bitcoin malgrado vengano pompate.

Il Bitcoin Dominance Index è una metrica molto grezza ed una che purtroppo è molto facile da manipolare. Il recente entusiasmo per le ICO ha peggiorato la manipolazione e continua a nascondere il fatto che bitcoin sta davvero andando bene. Poiché la manipolazione diventa sempre più evidente, attendiamo che questa metrica sia sostituita da qualcosa di più utile.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: http://francescosimoncelli.blogspot.it/


giovedì 18 maggio 2017

Come sappiamo che Bitcoin non è in bolla





di Daniel Krawisz


Non importa quante volte bitcoin cresca, i suoi critici ancora sostengono che si tratta di una bolla destinata a scoppiare. Per contrastare questa affermazione, mi limiterò a descrivere una teoria che traccia come valutare Bitcoin secondo la teoria Austriaca del denaro.

Secondo l'economia Austriaca, il denaro è prezioso perché è liquido. Ciò significa che viene richiesto un dato valore di denaro e può essere facilmente scambiato per merci. Ad esempio, avere abbastanza bitcoin per comprare un lingotto d'oro da 100 once. Alla fine del 2010 si sarebbe trattato di un valore di circa uno a due milioni di bitcoin e sarebbe stato impossibile venderli sul libero mercato senza influire drasticamente sul prezzo. Al contrario, nei primi mesi del 2014, 100 once d'oro avevano un valore di circa 100 bitcoin, e questo importo avrebbe potuto essere facilmente scambiato senza incidere più di tanto sul prezzo. Così, nei primi mesi del 2014 bitcoin era più liquido rispetto alla fine del 2010, ed era quindi una valuta migliore.

Purtroppo questa intuizione circa il valore del denaro, non ci dà un mezzo per valutare perché la liquidità non può essere separata dal prezzo. Questo è un problema — sembra proprio un argomento circolare perché dice che il valore di bitcoin è causato dal suo prezzo! Ciò non ci permette di rilevare se bitcoin è sopravvalutato o sottovalutato.

Per evitare suddetta circolarità, è necessario introdurre l'elemento del tempo. Le nostre osservazioni sul denaro provengono dal passato, mentre i nostri giudizi sul suo valore riguardano il futuro immediato. Questo immerge il valore del denaro in un ciclo di feedback positivo. Se la rete è in crescita, allora continuerà a crescere, mentre se si sta riducendo, tenderà a ridursi.

Questo modello di denaro non ha alcuna quantità indipendente che possa stimare qualcosa come un valore sottostante. Qualsiasi prezzo è buono come qualsiasi altro, l'unica cosa che conta è la direzione verso cui si sta muovendo. Questa non è davvero una valutazione, dopo tutto — ma è pur sempre il modo giusto per capire il prezzo di bitcoin.



Bolle

Nel breve termine ci sono soldi da fare acquistando qualsiasi cosa il cui prezzo sta mostrando una tendenza al rialzo, se si intuisce abbastanza presto il trend. In altre parole, se si riesce a prevedere che in futuro altre persone tenderanno a valutare di più un bene, a prescindere dal fatto che la valutazione sia razionale o irrazionale, allora ha senso credere nel cambiamento del sentimento. Se molte persone cominciano a pensare in questo modo, allora possono creare un feedback positivo tra l'un l'altro e fare offerte d'acquisto al di là di qualsiasi valutazione razionale. Questa è una bolla.

Una bolla scoppia perché alla fine la gente deve utilizzare un bene per il suo fine ultimo. Una volta che si comprende che le persone che utilizzano effettivamente il bene vengono progressivamente escluse dal mercato, allora il prezzo cala perché la gente smette di prevedere valutazioni di prezzo sempre più elevate.

Il denaro, tuttavia, non presenta alcun uso finale. Passa semplicemente da persona a persona, senza mai consumarsi. Un'azione viene valutata dalla somma dei suoi dividendi rettificati secondo gli interessi. Un bond viene valutato per il suo valore di rimborso regolato al tasso d'interesse e al rischio di default. Una commodity viene valutata in base al valore del bene che può essere usato per produrla. Tuttavia per il denaro non esiste alcuna quantità indipendente per fornire un controllo con la realtà. Tutto il denaro è come una bolla che non scoppia.[1]



La Legge di Metcalfe

Parte della teoria monetaria può essere compresa grazie alla Legge di Metcalfe: il valore di una rete è proporzionale al quadrato del numero di utenti. La logica è che la rete deve essere valutata in base al numero di connessioni che la supporta, il quale è approssimativamente proporzionale a n2. Di conseguenza, al crescere della rete, essa presenta opportunità sempre migliori ai nuovi membri. Man mano che entrano nuovi membri, la rete migliora per tutti i suoi membri presenti.

la Legge di Metcalfe deve essere aggiustata un po' affinché la si possa applicare ai mezzi di scambio, perché alcuni utenti della rete risulteranno più importanti di altri. Coloro che possiedono grandi quantità del mezzo di scambio, sono potenzialmente in grado di spendere di più rispetto a chi ne ha poche. Pertanto utilizziamo come n la capitalizzazione di mercato del mezzo di scambio al posto del numero di utenti. Allo stesso modo alcune operazioni valgono di più rispetto ad altre, quindi ha senso utilizzare il volume delle transazioni piuttosto che il numero delle transazioni.

Una prova lampante della Legge di Metcalfe per quanto riguarda bitcoin è apparsa sul forum Bitcointalk, creato da Peter R. Il seguente grafico l'ho composto io.




Questo grafico traccia la capitalizzazione di mercato in blu, mentre in verde c'è il quadrato del volume delle transazioni esclusi gli indirizzi popolari. Sull'asse delle ordinate c'è il prezzo in dollari. Esattamente come dice la Legge di Metcalfe, il volume delle transazioni aumenta molto ordinatamente come la radice quadrata della dimensione della rete. La corrispondenza è davvero affascinante.

Vorrei, tuttavia, criticare l'interpretazione del diagramma. Sulla discussione originale di BitcoinTalk, la linea verde veniva etichettata come il "Valore di Metcalfe", come se fosse una valutazione di bitcoin che andava a stimare quello che potrebbe costare.

Questa interpretazione è incompatibile con la teoria del valore del denaro presentata in precedenza. Secondo la mia teoria il valore provoca le operazioni, mentre nel diagramma le operazioni causano il valore. Tuttavia sono solo le operazioni potenziali che causano il valore. Le transazioni passate non sono di alcun valore per nessuno. L'attuale dimensione della rete e le conseguenti opportunità che possono rappresentare per un domani, sono ciò che motiva le persone a comprare e vendere oggi.

Sembra che io voglia spaccare il capello in due, ma una confusione riguardo causa ed effetto può avere gravi conseguenze. Per esempio, molte persone credono che sia necessario spendere bitcoin e aumentare il volume delle transazioni al fine di renderlo più prezioso. Naturalmente questa è una sciocchezza; tutto questo non fa altro che riempire la rete con transazioni per cose che nessuno in realtà voleva. Ciò non rappresenta un buon valore per un nuovo arrivato, perché vorrà una rete che gli presenta opportunità reali, non solo modi di aumentare artificialmente il volume delle transazioni. Più la rete di bitcoin è focalizzata sull'aumento del volume delle transazioni per farlo sembrare attraente, più assomiglierà ad uno schema di Ponzi. Per rendere la rete più preziosa, dovremmo essere accaparratori. È così che è più probabile che bitcoin possa presentare ai nuovi arrivati un sacco di potenziali usi come mezzo di scambio.



Valutare bitcoin

Un bene reale può essere utile per due ragioni: può essere consumato, oppure può essere scambiato. Mises le definì "valore d'uso" e "valore di scambio". L'oro, per esempio, può essere denaro e può essere utilizzato come componente in elettronica. Valutare se un bene è in bolla o no richiede dover prendere in considerazione entrambi i fattori; non è sufficiente osservare che il prezzo di un bene è di gran lunga superiore di quanto può spiegare il suo valore d'uso, per concludere che è in bolla.

In altre parole, supponiamo che l'oro fosse utilizzato solo in elettronica. Se così fosse, il suo prezzo dovrebbe essere inferiore rispetto a quanto è ora. Tuttavia alcune persone inizierebbero a detenere oro per lunghi periodi di tempo prima di produrci qualsiasi cosa. Ciò farebbe salire il prezzo dell'oro, il che quindi lo renderebbe meno utile come componente in elettronica. L'oro diventerebbe più utile come mezzo di scambio. Se il migliore valore di scambio dell'oro fosse sufficiente ad indurre più persone a comprarlo nonostante il suo valore d'uso ridotto, allora il prezzo dell'oro potrebbe continuare a salire. Il grafico del suo prezzo potrebbe sembrare una bolla, ma senza l'aspettativa di un crash imminente.

Questo ci riporta a bitcoin. Fino a che punto il prezzo di bitcoin rappresenterà una valutazione razionale o una bolla? La risposta è facile, molto più facile rispetto ad una merce come l'oro. Bitcoin non ha quasi nessun uso oltre a quello di mezzo di scambio. Pertanto il fatto che bitcoin abbia un prezzo equivale ad un rete reale ed al fatto che abbia un valore di scambio. Con l'oro si deve considerare l'interazione tra il valore d'uso ed il valore di scambio, ma con bitcoin non c'è una tale confusione.

Qualsiasi domanda di bitcoin è sufficiente per consentirgli di fungere da mezzo di scambio. Se la domanda continua a crescere, allora diventerà un mezzo di scambio migliore. Non c'è fine a questo processo, perché il valore primario di bitcoin è l'effetto della rete che lo circonda, non un qualsiasi uso produttivo finale. Ogni passo nella crescita di bitcoin segue un modello simile agli investimenti in moneta, migliorando la liquidità di bitcoin, creando più opportunità per il suo utilizzo come mezzo di scambio, seguito da investimenti nelle infrastrutture di bitcoin, realizzando così suddette opportunità.[2]

Quindi bitcoin non è in bolla, o almeno le prove disponibili suggeriscono fortemente il contrario. La sua crescita è come una profezia che si avvera: man mano che sempre più persone credono nel suo uso come mezzo di scambio e diventano disposti a comprarlo, creano le condizioni stesse affinché esso sia più utile.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: http://francescosimoncelli.blogspot.it/


_________________________________________________________________________________

Note

[1] Uno degli argomenti migliori contro la teoria di un bitcoin in bolla, è stata presentata da Peter Šurda nell'articolo The Economics of Bitcoin, in cui si chiede "Cosa rimpiazzerebbe Bitcoin?" Il punto è proprio questo, e visto che bitcoin riduce i costi rispetto alle sue alternative, le persone hanno quindi una ragione per continuare a possederlo fino a quando non emergerà un'alternativa migliore.

[2] Questa analisi ha bisogno di un'ulteriore spiegazione — se il valore del mezzo di scambio è solo la capitalizzazione di mercato, allora perché bitcoin affronta cicli di mania? Ogni volta che bitcoin sale di valore, ciò rappresenta un incremento del suo valore sottostante, allora perché il suo prezzo dovrebbe crollare? Non conosco la risposta, ma penso d'avere una ipotesi ragionevole: la rete ha bisogno di tempo per aggiustarsi all'enorme numero di nuovi arrivati durante ogni ciclo di picco. Ogni membro della rete aggiunge valore, ma ciò richiede tempo — i membri della rete devono apprendere qualcosa l'uno dell'altro prima che il valore che aggiungono alla rete sia pienamente compreso. Se questo effetto è reale, allora il prezzo potrebbe salire temporaneamente e molto più rapidamente rispetto a quello che la rete potrebbe sostenere.

_________________________________________________________________________________


mercoledì 10 maggio 2017

Chi controlla Ethereum?





di Daniel Krawisz


Ho scritto un articolo qualche tempo fa, “Chi controlla bitcoin?”, dove sostenevo che non sono i minatori o gli sviluppatori di base che controllano bitcoin; piuttosto sono gli investitori. Di recente s'è verificato un fork nella blockchain di ethereum che illustra bene il mio punto. In risposta all'exploit del DAO, gli sviluppatori di ethereum hanno istituito una hard fork (ETH) che ha ri-scritto la storia in modo che l'exploit non fosse mai accaduto. Tuttavia coloro che respingono l'idea che la blockchain di Ethereum debba essere modificata retroattivamente ed arbitrariamente, hanno rigettato la hard fork. La chain originale di ethereum viene ora chiamata Ethereum Classic. Spero di poter finire di scrivere questo articolo prima che ETC succhi tutto il valore di ETH! Questo articolo spiega il motivo per cui è possibile che ETC risucchi tutto il valore di ETH e come la scelta tra ETH ed ETC sia diversa da quella tra il bitcoin ed una qualsiasi altra altcoin.

La mia interpretazione è che ethereum è stato classificato come un sistema distribuito e il DAO come un contratto legalmente vincolante[1] scritto in codice, e questo è ciò che gli investitori volevano quando sono saliti a bordo. L'idea che gli sviluppatori di ethereum possano semplicemente riscrivere la storia ogni volta che vogliono, nega completamente questo scopo e dimostra chiaramente che ethereum è una fregatura. Tuttavia gli investitori non devono lasciare che ethereum diventi una fregatura, perché sono in definitiva quelli al comando. Tutto quello che dovete fare è accollarvi un po' di rischio e vendere alcuni ETH per ETC. Se un numero sufficiente di loro percorrerà questa strada, allora ETC diventerà la chain principale.

Sono molto entusiasta di ETC. Se ETC vince, allora non solo il mio hacker preferito potrà conservare il suo denaro acquistato legalmente, ma ethereum a sua volta dimostrerà d'essere un vero e proprio sistema a prova di censura.

In realtà sono così eccitato che ho acquistato alcuni ETC. Questa è la prima volta che compro un altcoin. Un po' ridicolo, in quanto ho scritto un articolo intitolato “Ethereum è destinato a fallire”, quindi sentitevi liberi di prendermi in giro. Tuttavia non sto scommettendo che ethereum alla fine vincerà. Sto scommettendo che ETC batterà ETH. Continuo a pensare che ci vorranno anni prima che gli smart contract non banali saranno abbastanza sicuri ed affidabili, e che v'è il rischio reale che la moneta non terrà abbastanza a lungo da farlo accadere. Ma questa è un'opportunità talmente rara che potrebbe non essercene una simile. Nessuno cercherà di fare niente di tanto stupido quanto hanno fatto gli sviluppatori di ethereum, quindi non ci sarà probabilmente una scelta così ovvia in futuro. Questo è un tipo di evento che non è ancora avvenuto, ma è da tempo che lo immaginavo.[2]



Il rischio d'investire in una nuova valuta

Un'attività può essere un buon investimento anche se il prezzo delle sue azioni non sale. Eventualmente può pagare dividendi, e se cresce, aumenterà il proprio patrimonio. Se altre persone sono abbastanza stupide da non accorgersene, che importa? Coloro che la possiedono sono più ricchi. Uno potrebbe anche preferire che il suo prezzo scenda affinché ne possa comprare di più. Naturalmente questa è una vana speranza a lungo termine, perché se paga ad un tasso migliore rispetto alle altre attività, allora altri investitori la compreranno fino a quando il suo rendimento non diventerà simile a quello del resto dell'economia.

Al contrario, le valute non hanno un rendimento e non concedono diritti su una risorsa produttiva. Di conseguenza l'unico modo per diventare più ricchi attraverso una moneta è se altre persone ne fanno salire il prezzo. Gli investitori in valute devono accollarsi un rischio indipendente dalle qualità intrinseche di tale moneta. Devono rischiare la possibilità che altre persone saranno troppo timide per seguirli. La prima persona che investe in B rischia che nessuno sia disposto ad essere la seconda persona; la seconda persona rischia che nessuno sia disposto ad essere la terza; e così via. Se questo processo non s'interrompe, allora la valuta B sarà stata solo una mania passeggera. Se invece ha successo, allora la valuta A morirà.

La valuta B potrebbe essere oggettivamente superiore alla valuta A, ma potrebbe ancora scomparire se non abbastanza persone scommettessero su di essa. La prima persona potrebbe rendersi conto che la valuta B sarebbe meglio se dovesse prendere il sopravvento, ma se sa che non ci sarà una seconda persona che sarà in grado di convincersi che una terza persona la seguirà, allora potrebbe anche scegliere di non investire nella valuta B.



La differenza tra una altcoin e una fork

Nella sezione precedente ho descritto il passaggio da una valuta all'altra come una catena ininterrotta di investitori a partire dal più visionario fino alle ultime poche persone che cercano di recuperare quel poco di valore rimasto nella vecchia moneta prima che scompaia completamente. Il rischio di investire in una nuova moneta è che le cose non potrebbero andare così. Forse acquistate una nuova moneta, poi un paio di persone vi seguono... e poi più nulla però. Nelle fasi iniziali stiamo parlando di un grosso rischio, perché è difficile prevedere quello che farà la gente. In seguito è meno rischioso, perché sarà evidente che la vecchia moneta perderà rapidamente valore.

V'è un rischio simile nell'investire in una fork di una nuova moneta, ma è molto molto meno grave. Ci vuole ancora una catena di investimenti futura affinché una nuova fork vinca su una vecchia, ma non deve includere tutti. La differenza è che quando si crea una nuova chain, tutti coloro che possedevano la valuta automaticamente possiedono unità di entrambe le chain. Poiché ognuno è coperto automaticamente tra le fork, la maggior parte dei possessori della valuta non intraprende alcuna azione o non si rende neanche conto che una chain possa vincere rispetto ad un'altra. Le azioni di pochi investitori possono permettere la vincita di una fork sull'altra. Le persone possono scegliere di non intervenire senza influenzare l'esito. Se si limitano a conservare i loro ether e non fanno nulla, alla fine tutto il loro valore finirà in qualsiasi fork che vincerà.

Di conseguenza la competizione tra due fork nella stessa moneta riguarda molto di più i loro meriti intrinseci rispetto ad eventuali preoccupazioni generali. Spesso ho detto alle persone che una altcoin non potrà sconfiggere bitcoin apportando miglioramenti incrementali rispetto ad esso; una cosa del genere potrà solo accadere se il miglioramento sarà così grande come lo è stato tra bitcoin e il dollaro. Poiché ci sono meno rischi riguardanti gli investimenti in una fork piuttosto che in una nuova moneta, una fork può avere successo più facilmente apportando miglioramenti incrementali.[3]

È utile pensare ad ethereum come se ETH e ETC fossero una cosa sola piuttosto che ETC come un'alternativa ad ETH. Parlando di ciò, ho un suggerimento per il client Poloniex: dovrebbe essere possibile visualizzare i grafici in termini di ETH + ETC (o più in generale come somma di tutte le chain di una data valuta). Ethereum dovrebbe essere visto sia come ETH ed ETC insieme, e non dovrebbe essere visto come due valute separate.



Perché ETC è meglio

Il conflitto tra ETC ed ETH ruota attorno alla possibilità degli sviluppatori di neutralizzare la propria creatura per proteggersi da essa stessa. Non si tratta di aggiustare un bug, o se l'hacker della DAO meriti di conservare il proprio denaro. Si tratta di vedere se gli sviluppatori esistono per avvantaggiare ethereum, o se ethereum esista per andare a beneficio degli sviluppatori. Vorrei richiamare l'attenzione dei lettori su ciò che ha scritto Emin Gün Sirer:

Se l'hacker ha perso il denaro per errore, sono sicuro che gli sviluppatori non avrebbero avuto alcuna difficoltà ad appropriarsi dei suoi fondi e dire “questo è ciò che accade nel nuovo mondo dei flussi monetari programmatici”.

In altre parole, se gli sviluppatori hanno la possibilità di riscrivere la history al fine di correggere i bug in qualsiasi script che qualcuno carica, allora hanno un livello di discrezionalità su ciò che fa ethereum. Per ogni bug che potrebbe apparire in futuro, potrebbero anche fornire svariate ragioni per non risolvere il problema. Potrebbero dire che non è abbastanza grave da rischiare una hard fork. Potrebbero dire che non è loro responsabilità ricucire ogni contratto che è stato scritto in modo errato. Oppure potrebbero accettare di riscrivere la history per qualcuno abbastanza importante. Inoltre non è sempre oggettivo che qualsiasi comportamento presentato da un programma sia in realtà un bug. Se gli sviluppatori avessero potuto fornire argomentazioni plausibili in entrambi i casi, allora potrebbero manipolare il sistema a proprio vantaggio.

Non sto sostenendo che esista un “pendio scivoloso” da ethereum fino ad un qualche tipo di maniero feudale in cui Vitalik Buterin spadroneggia incontrastato. Penso che qualsiasi livello di discrezionalità da parte degli sviluppatori indebolisca ethereum come piattaforma, e quindi un investitore che vuole fare più soldi preferirebbe respingerlo completamente. Se gli sviluppatori hanno la possibilità di individuare un comportamento indesiderato in un programma e correggerlo a loro discrezione, allora possono investire in tutto ciò che vogliono, poi trovano un bug in esso e se l'investimento non va a buon fine ripristinano la history. Non sto dicendo che questo è quello che è successo, solo che non si dovrebbero progettare sistemi che sono aperti ad abusi.

Voglio fare un'analogia con il concetto di libertà che F. A. Hayek spiega in The Constitution of Liberty e Law, Legislation and Liberty. Hayek disse che la gente ha la libertà quando le leggi sono scritte come regole astratte piuttosto che come risposta a situazioni specifiche. Un'altra analogia che potrei fare è con A Theory of Justice di John Rawls ed il suo concetto del velo d'ignoranza. L'idea del velo d'ignoranza è che dietro di esso non sappiamo quale sia la nostra posizione sociale. Se progettiamo la nostra società dietro il velo d'ignoranza, sarà progettata per il bene comune e non per interessi particolari. Concedere discrezionalità agli sviluppatori, significa che essi non opereranno più dietro il velo d'ignoranza.[4]

Coloro che hanno scelto ETC, hanno scelto regole astratte piuttosto che interventi arbitrari. Hanno detto che gli sviluppatori saranno i progettisti, non i governanti. Questa è una scelta che io rispetto. Inoltre se ETC avrà successo, gli investitori iniziali di oggi diventeranno sproporzionatamente influenti su di esso man mano che crescerà. Pertanto l'idea che ha caratterizzato la sua nascita continuerà ad influenzare la sua evoluzione in futuro. Vorrei quindi considerarlo il più forte concorrente di bitcoin.



Implicazioni per bitcoin

Mi piacerebbe davvero vedere ETC avere successo, perché penso che oggi molte persone considerino una fork un qualcosa di molto spaventoso e distruttivo, mentre penso che consentire alle persone di creare fork e scambi tra loro sarebbe molto più efficace per promuovere la salute del bitcoin. Penso che molte persone considerino la creazione di ETC una tattica subdola e distruttiva, mentre vorrei che fosse considerato come una cosa ragionevole e rispettabile agli occhi degli investitori insoddisfatti. Mi piacerebbe che i primi investitori in ETC facciano soldi, perché poi gli altri vorrebbero imitarli.

Se per le persone diventa più facile trattare diverse fork sulla stessa moneta, allora gli investitori potrebbero fare esperienza diretta con idee diverse senza mettere in pericolo la rete. Avrebbero inoltre un mezzo diretto per promuovere gli aggiornamenti a loro piacere, senza dover fare lobby. Il mercato consentirebbe una transizione graduale da una serie di regole ad un'altra. Invece di qualche singolo blocco digitale in base al quale tutta la rete si aggiorna, la composizione dei nostri valori si sposterebbe da una fork che non ha nessun effetto ad una che ne ha tanto.[5]

Il processo tenderà ad andare a beneficio della rete di bitcoin, perché gli investitori guadagneranno di più promuovendone la crescita. Inoltre tutti coloro che vorrebbero sovvertire bitcoin, tenderebbero a perdere soldi.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: https://francescosimoncelli.blogspot.it/


_________________________________________________________________________________

Note

[1] Ho notato che la pagina in cui erano descritti i termini del DAO è scomparsa e ho dovuto utilizzare Wayback Machine per ritrovarla. Se avessi scritto una cosa del genere, sarei imbarazzato anch'io, però che diamine, non facciamo paragoni col romanzo 1984. Vorrei solo citare il paragrafo di apertura in modo che la gente non dimentichi:


I termini di creazione del DAO sono indicati nello smart contract sulla blockchain di ethereum a 0xbb9bc244d798123fde783fcc1c72d3bb8c189413. Nulla in questa spiegazione,  in qualsiasi altro documento o comunicazione, può modificare o aggiungere eventuali obblighi o garanzie aggiuntive oltre a quelle previste dal codice del DAO. Tutti i termini o descrizioni illustrative sono semplicemente offerte per scopi educativi e non sostituiscono o modificano le clausole espresse dal codice del DAO stabilito sulla blockchain; nella misura in cui si ritenesse esserci un qualche conflitto o discrepanza tra le descrizioni offerte qui e la funzionalità del codice del DAO a 0xbb9bc244d798123fde783fcc1c72d3bb8c189413, i controlli del codice del DAO e tutti i termini della creazione del DAO.

Questo è il motivo per cui l'exploit del DAO era legale. Se un codice informatico rappresenta un contratto e non c'è nient'altro che spieghi cosa voglia fare, allora non si può semplicemente puntare il dito contro qualche comportamento che essa presenta e far finta che non sia mai successo solo perché lo si definisce un bug.

Non sto dicendo che il bug nel DAO non era un bug; sto dicendo che casi simili sono possibili, che non sono così netti. Gli sviluppatori stanno aprendo ad un dibattito irrisolvibile ed infinito. In ultima analisi, l'unico modo per distinguere tra un bug evidente e uno non così ovvio, è avere un principio soggettivo in base ad una serie di casi specifici che possano essere esaminati e giudicati. Questo è il solo sistema legale che abbiamo ora e quello che ritenevo ethereum dovesse evitare. Inoltre lo sapevate che DAO sta per “organizzazione autonoma distribuita”? Beh, ovviamente non ci serve un corpo centrale per risolvere un problema ogni volta che si presenta.

[2] Non la prendete come una raccomandazione. Solo perché io mi sono accollato un rischio, non significa che anche voi dovreste farlo.

[3] Si noti che se vince ETC, i minatori non avranno avuto nulla a che fare con tale vittoria. I minatori che hanno scelto di estrarre ETC invece di ETH, l'hanno scelto perché era più redditizio, non perché hanno pensato che fosse meglio. Quindi i minatori non controllano ethereum. Gli investitori controllano quali fork siano più convenienti rispetto alle mie, e pertanto controllano i minatori.

[4] Anche se Rawls è considerato più un socialista e Hayek più un libertario, le loro filosofie sono piuttosto simili, anche se credo che Hayek si adatti meglio al mio discorso perché Hayek in particolare ha sottolineato l'importanza di regole astratte, mentre Rawls è più interessato a prevenire che gli interessi di classe influenzino la nostra politica.

Non sto dicendo che gli investitori di ethereum debbano necessariamente essere trattati come cittadini liberi con determinati diritti, come ci si aspetterebbe in una società libera. Sono loro che scelgono di entrare in ethereum. Sto dicendo che possono anche scegliere di vendere ethereum, quindi perché mai non dovrebbero essere trattati come entità responsabili? Sarebbe perfettamente appropriato in alcune circostanze, come ad esempio in un MMORPG, presentare una valuta gestita centralmente con un gruppo di signori che cercano di garantire a tutti una buona esperienza e che, in ultima analisi, gestiscono tutto per il proprio beneficio. In tale circostanza, però, io certamente non tratterei la valuta come un investimento. Mi aspetterei che i signori facessero tutto il lavoro e si prendessero il rischio di conservare il valore della moneta, cosa che sarebbe possibile solo se avessero una costante fonte di entrate da clienti soddisfatti di qualche servizio fornito. Questo non è qualcosa che fornisce la Fondazione Ethereum.

[5] Se il lettore ha qualche rudimento di meccanica quantistica, ciò è vagamente simile al modo in cui tale materia permette transizioni tra stati con diversi numeri di particelle. Stati fisici possono essere sovrapposizioni di stati puri con un diverso numero di particelle, e la composizione dello stato fisico può cambiare da qualcosa di molto vicino ad uno stato puro a qualcos'altro.

_________________________________________________________________________________


giovedì 30 marzo 2017

Chi controlla Bitcoin?





di Daniel Krawisz


Una preoccupazione comune e comprensibile su Bitcoin, è che potrebbe essere danneggiato a livello di protocollo per servire interessi particolari piuttosto che le masse. Ad esempio, potrebbero essere adottate caratteristiche che potrebbero rendere Bitcoin molto meno anonimo o che lo trasformerebbero in un sistema centralizzato. Si teme la presenza di qualcuno che possa influenzare lo sviluppo degli aggiornamenti e bloccarli. Chiunque potrebbe creare fork in Bitcoin, ma supponiamo che ci sia un aggiornamento proposto da alcune persone influenti -- gli sviluppatori principali -- e supponiamo che creino una hard fork nel protocollo Bitcoin. Gli sviluppatori principali potrebbero dire che si tratta una buona idea, ma forse sono stati pagati dalla NSA. La domanda a cui risponderò qui è se e come possa essere impedito a tale aggiornamento di diventare standardizzato. Chi controlla Bitcoin?



Nuovo e classico

Si suppone che ci sia un qualche disaccordo sul fatto che l'aggiornamento sia una buona idea, perché se non ci fosse allora non ci sarebbe nessun problema. Una volta che l'aggiornamento viene rilasciato, la rete si divide. Ognuno può scegliere quale biforcazione seguire, o anche seguire entrambe le versioni contemporaneamente. Ci sono due Bitcoin ora; li chiamerò Bitcoin Nuovo e Bitcoin Classico. Ognuno ha una propria rete, e tutti coloro che possedevano bitcoin prima hanno la stessa quantità di Bitcoin Nuovi e Classici.

Chi può impedire ai Bitcoin Nuovi di prendere il sopravvento? Alcune discussioni sostengono che le persone che gestiscono i nodi possono fermare un aggiornamento rifiutando di eseguirlo. Beh, sarebbe vero se nessuno eseguirebbe letteralmente l'aggiornamento, e di conseguenza il Bitcoin Nuovo morirebbe sul nascere. Tuttavia è anche vero che suddetta decisione non avrebbe alcun effetto reale sulla rete. La maggior parte dei nodi sono un peso morto. Anche i nodi pieni (e con questo intendo i nodi che memorizzano e convalidano l'intera blockchain) non offrono un contributo degno di nota. Un nodo pieno non fa niente di più che un sacco di altri nodi non possano fare, e per rimanere sincronizzati con la rete, richiedono più dati di quelli che forniscono. La rete può funzionare bene con pochi nodi pieni. Pertanto Bitcoin Nuovo non potrà essere fermato anche se un sacco di nodi pieni rifiutassero di eseguire l'aggiornamento.

I nodi che contano veramente sono quelli che forniscono servizi di valore. Non importa se si esegue l'aggiornamento. Ciò che conta è se Coinbase, BitStamp e Blockchain.info eseguono l'aggiornamento. Questi nodi forniscono un sacco di infrastrutture per Bitcoin, quindi se non eseguono l'aggiornamento, Bitcoin Nuovo sarà molto meno utile. Tuttavia questi nodi sono a scopo di lucro, quindi tenderanno ad andare dove ci sono i soldi. Non possono permettersi di esercitare l'influenza che potrebbero avere, con il rischio di perdite a breve termine. Pertanto non hanno un così grande effetto sul risultato come potrebbe sembrare a prima vista.

Che dire dei minatori? Se si rifiutano di minare la nuova catena, ciò fermerà Bitcoin Nuovo sul nascere, giusto? Beh no! Anche i minatori ci sono dentro per fare soldi, e se Bitcoin Classico non può sostenere lo stesso tasso di hash come Bitcoin Nuovo, allora metteranno in campo più risorse per minare Bitcoin Nuovo. Quindi neanche i minatori hanno molta voce in capitolo.

Il tutto si riduce al valore delle due monete. Se Bitcoin Nuovo diventa più prezioso di Bitcoin Classico, allora i minatori mineranno ed i servizi lo sosterranno. Altrimenti no. Gli investitori risolvono la questione. Un investitore in Bitcoin può vendere i suoi Bitcoin Nuovi in cambio di quelli Classici, o viceversa, a seconda di quale secondo lui sia il migliore.

I fornitori di servizi ed i minatori, in conclusione, sono meno influenti di quanto si possa pensare perché non necessariamente hanno i fondi per correre il rischio e decidere quale versione gli piaccia di più e quale promuovere. In breve, il problema è che non sono necessariamente investitori, che, per definizione, hanno i fondi. Gli investitori non devono ascoltare gli altri, perché possono permettersi di correre il rischio di esercitare influenza. Quindi sono gli investitori che controllano Bitcoin.



Risalire a monte

Chiaramente ci sono problemi tecnici con la creazione di un fork praticabile di cui non ho parlato. Ad esempio, un fork in Bitcoin potrebbe non essere in grado di funzionare perché il suo tasso di hash sarebbe inizialmente così basso che i blocchi da minare potrebbero richiedere giorni o settimane. Dal momento che non c'è mai stata una battaglia tra due fork prima, ci sono un sacco di incognite su come farlo bene, ma i problemi tecnici come quello appena citato potrebbero essere risolti se fossero adeguatamente studiati.

Il vero problema non è come potrebbe essere effettuato un fork in Bitcoin, ma la comprensione di come si svolgerebbero gli eventi in una situazione del genere. Le situazioni ipotetiche influenzano la realtà di ogni giorno. Quando due eserciti si incontrano e sono in grado di determinare chi vincerebbe senza combattersi, allora la battaglia finirebbe senza dover iniziare. Questa è una situazione simile. Se un aggiornamento in Bitcoin sarebbe impopolare agli occhi degli investitori, i suoi fautori, sapendo chi vincerebbe alla fine, tenderebbero a fare marcia indietro prima di causare enormi disagi. Gli investitori sono al comando, anche per gli aggiornamenti di Bitcoin.

Quali sono le implicazioni di questa conclusione? La motivazione degli investitori è il valore della moneta. La regola generale sugli aggiornamenti di Bitcoin, quindi, è che saranno eseguiti solo quegli aggiornamenti che aumentano il valore di Bitcoin. Pertanto è improbabile che Bitcoin sia aggiornato in modi che sia reso più facile da regolare, perché ciò lo farebbe diminuire di valore. Bitcoin potrebbe essere aggiornato in modo che sia reso più anonimo, perché una moneta più anonima sarebbe più preziosa. È anche probabile che sia adottato un aggiornamento che permetta blocchi di dimensioni maggiori, perché l'attuale limite di 1 MB finirà per limitare il valore di Bitcoin come forma di denaro. Saranno eseguite anche correzioni di bug evidenti, mentre non hanno alcuna possibilità i sistemi cockamamie che non migliorano in modo chiaro il valore di Bitcoin.

Questo non per dire che Bitcoin è un essere divino o qualcosa d'immacolato. Significa solo che gli aggiornamenti di Bitcoin devono rappresentare un netto miglioramento da un punto di vista degli investimenti o altrimenti la loro strada sarà in salita. Qualsiasi intenzione per riprogrammarli per farli adottare dai servizi di Bitcoin farà perdere valore a quest'ultimo, perché lo cambierebbe da qualcosa di buono per il mondo a qualcosa di buono per un gruppo ristretto di persone. Naturalmente le persone devono prestarvi attenzione al fine di evitare una cosa del genere, ma non dobbiamo farci prendere dalla paranoia con l'ipervigilanza.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: http://francescosimoncelli.blogspot.it/


mercoledì 31 dicembre 2014

Perché l'anarchia?





di Daniel Krawisz


Anarchia, i Pregiudizi

Lo stato è definito come un'organizzazione che rivendica un diritto ultimo su tutti i servizi all'interno di un determinato territorio e il diritto di difendere questo monopolio con la forza. Gli statalisti sono persone che credono sia nei diritti rivendicati dallo stato sia nella necessità di uno stato. Anarchia significa apolidia e gli anarchici credono che gli stati siano indesiderabili ed eticamente ingiustificati.[1]

Anarchia non vuol dire caos o barbarie: anche se gli anarchici comprendono un gruppo molto eterogeneo e non posso assolutamente negare che ci siano anarchici che sostengono la violenza, la schiacciante maggioranza di anarchici crede che l'anarchia promuova la pace e la cooperazione, a differenza dello statalismo. La maggior parte degli anarchici direbbe che Hobbes è colpevole di una falsa premessa quando descrive lo stato di natura come "una guerra di tutti contro tutti."[2] Perché le persone in questo stato di natura avrebbero aspettato così a lungo prima di cercare sicurezza, tanto da finire letteralmente in guerra l'uno contro l'altro? Sicuramente ci deve essere stato un periodo precedente in cui sono vissuti abbastanza lontani e possedevano abbastanza terra per sé stessi da non aver particolarmente bisogno di sicurezza.

La descrizione di Hobbes non si adatta tanto ad una società in cui non è mai esistito alcuno stato, ma piuttosto ad una in cui uno stato è crollato e ha lasciato un vuoto nei servizi che in precedenza aveva monopolizzato. La stessa falsa premessa è stata promulgata nel corso dei secoli sin da quando Hobbes la rese popolare. Gli statalisti non l'hanno esaminata in maniera critica e hanno ignorato gli appelli degli anarchici.[3] Eppure è solo a causa del monopolio dello stato se può venire a crearsi un tale vuoto: se questi servizi fossero forniti da diverse organizzazioni, nessuna delle quali in possesso di un monopolio territoriale, il crollo di una qualsiasi di esse non comporterebbe alcun vuoto di potere o scoppio di violenza. Le organizzazioni rimanenti sarebbero pronte ad espandersi e a riempire i vuoti.




Alle persone viene detto che lo stato di natura è terribile, ma nessuno ha la possibilità di provare questa affermazione rivendicando un certo territorio e dichiarandolo paese indipendente.[4] Ma cos'è lo stato di natura?

Tutti quei racconti che dovrebbero dimostrare l'orrore dell'anarchia, come la Somalia, possono essere spiegati facilmente come ulteriori problemi dello statalismo: se uno stato fallisce, allora il caos risultante non dovrebbe essere visto come una conseguenza della libertà (a nessuno era stata data l'opportunità di creare istituzioni alternative) ma come una debolezza intrinseca del monopolio stesso.[5] La tesi dello stato di natura si è protratta così a lungo perché quando le persone hanno paura smettono di pensare. Visto che lo stato è costruito in modo tale che il suo crollo significhi caos, ne deriva che l'apolidia in sé non è il problema.

Quando si immagina la formazione della società, come un graduale accrescimento, persona dopo persona (o tribù dopo tribù), allora l'intero problema assume un carattere diverso. In primo luogo, in nessun punto del processo si può affermare che vi sia un vuoto di potere. Una volta che due persone iniziano a vivere abbastanza vicino l'una all'altra, facendo emergere la necessità di un accordo tra di loro, esse possono stipularlo senza che uno ricopra il ruolo di padrone o senza legarsi ad un'alleanza eterna. Al crescere della società, le strutture informali possono diventare più formali, ma non c'è alcun motivo affinché emerga necessariamente un monopolio territoriale.

In secondo luogo, non è sufficiente giustificare l'esistenza di organizzazioni atte alla sicurezza definendole come il semplice soddisfacimento di un bisogno, ma bisogna inserirle nello stesso insieme di regole da cui emergono tutte le organizzazioni umane. La società non può contare su regole che sono applicabili solo retroattivamente. Nessuno saprebbe cosa potrebbe o non potrebbe fare, e per cosa potrebbe essere punito il giorno successivo. Nessuno potrebbe fare piani per il futuro, e quindi non ci sarebbe alcun modo per essere certi di beneficiare dalla cooperazione. Purtroppo questi sono i tipi di regole che si applicano alle organizzazioni politiche in un panorama statalista. Riconoscere un certo bisogno, diciamo per una via di comunicazione, non giustifica l'improvviso inserimento involontario di un intero popolo in un unico insieme collettivo gigante. Che oggi la gente la pensi in modo diverso riguardo alle attività statali, rappresenta una comprensione che lo stato esiste al di fuori del regno dell'imprenditorialità umana. Un'azione che un giorno potrebbe portare alla creazione di uno stato e a fornire i servizi necessari di giustizia e sicurezza, può essere giustificata solo retroattivamente. Se il tentativo ha esito positivo, verrà considerata una rivoluzione gloriosa; ma se fallisce, si parlerà solo di tradimenti, terrorismo o criminalità organizzata.

Una società anarchica, quindi, deve essere pensata come a qualcosa che viene costruito poco a poco, pezzo dopo pezzo, e in cui nessuna persona o organizzazione può pretendere regole uniche per sé stessa.



L'Ingiustizia dello Stato

In circostanze ordinarie, quando due persone discutono per il controllo di qualcosa, non si dichiarano guerra ma piuttosto presentano argomenti. Le ragioni della controversia sono semplici: ognuno desidera una sorta di controllo esclusivo su un determinato oggetto. Se uno di loro non lo volesse, allora cederebbe semplicemente la proprietà all'altro. Tuttavia queste ragioni sono sufficienti per risolvere la controversia, perché quando entrambi dicono "lo voglio", si distinguono da un qualsiasi osservatore imparziale. E' prevedibile che cercheranno di sovvertire i fatti a proprio vantaggio e che una considerazione astratta della giustizia non è nel loro interesse; invece tenteranno di sostenere le loro rivendicazioni mediante l'applicazione di teorie astratte in modo da non apparire come di parte. Le regole devono essere imparziali — devono trattare tutti allo stesso modo. I fatti storici, d'altra parte, sono imparziali. Qualcuno può presentare dei fatti che lo riguardano, senza farlo apparire di parte.

Qualcuno che vuole giustificarsi davanti alla società dopo un atto ingiusto, non si limita ad argomentare contro la giustizia stessa e a sostenere che la forza è l'unica via. Invece propone una teoria secondo la quale le sue azioni sono giustificate. Se un invasore convince tutti gli altri che lui è il legittimo proprietario della proprietà invasa, allora sarà l'attuale proprietario a venire sfrattato. Anche gli stati cercano di giustificare il loro potere di monopolio con una teoria. Tuttavia c'è sempre qualcosa di sbagliato nelle loro teorie — finiscono sempre col proporre qualcosa che non avrebbe senso se la gente comune o le organizzazioni cercassero di adottarle.

La discussione fin qui evidenzia tre caratteristiche della giustizia con cui la maggior parte delle persone sarebbe d'accordo: il suo scopo è quello di scoraggiare o prevenire la violenza; il suo metodo è quello di applicare regole universali astratte a situazioni concrete; e l'applicazione delle sue norme dipende da fatti oggettivi piuttosto che da asserzioni mendaci. Tutti i tentativi di giustificare lo stato vìolano come minimo uno di questi tre principi. Comportano un appello alla violenza, privilegi speciali, o bugie sui fatti storici. Queste sono le insidie dello statalismo.

Come mentono gli statalisti? Si dice che i primi stati siano stati istituiti dagli dei. Il privilegio del re era la capacità di eseguire rituali in grado di placarli.[6] I re medievali giustificavano la loro posizione di dominio e la loro superiorità rivendicando un diritto divino che derivava da Dio stesso e linee familiari riconducibili alle classi alte dell'antica Roma. Usiamo non sequitor simili e storie assurde per giustificare gli stati di oggi. Ad esempio, raccontiamo storie di un "contratto sociale" costruito su un "tacito consenso." Questo contratto immaginario include tutti sin dalla nascita, anche se nessuno l'ha effettivamente firmato. E' stato creato in un ipotetico "stato di natura" che non si è mai verificato.[7] Questa storia può anche non essere inverosimile, ma è una forma di mitologia tanto quanto quella in cui Atena giura fedeltà a Zeus.

Nessuno crede per davvero che sia esistito uno stato di natura in cui è stato redatto il contratto sociale. Questo mito è una bugia: viene utilizzata per sostenere che le persone abbiano dato il loro consenso alla creazione dello stato. In poche parole, la gente non ha dato il proprio consenso alla creazione dello stato. La teoria del contratto sociale tenta semplicemente di dipingere l'alternativa allo statalismo come qualcosa di così indesiderabile che nessuno dovrebbe preferire; e poi, in virtù di ciò, sostiene che le persone abbiano dato il loro consenso. Tale consenso è cambiato in qualcosa di più simile all'obbedienza passiva. Questo è come dire che uno stupro è consensuale perché la vittima non resiste attivamente per paura che la situazione possa peggiorare. Anche se si potesse dimostrare che le alternative alla statalismo fossero tutte peggiori, tutto ciò continuerebbe a non aver nulla a che fare con il consenso dei popoli.

"Potete sempre andarvene!" solgono ripetere gli statalisti. Prima di tutto, questo non è sempre vero. In secondo luogo, c'è la questione della giustificazione dello stato. Se lo stato non è giustificato nel potere che esercita, allora è lo stato che sta violando i miei diritti ed è lo stato che dovrebbe andarsene. Dire "potete sempre andarvene" non è diverso dal dire che una persona, la cui casa viene improvvisamente occupata da soldati, potrebbe andarsene e trasferirsi in una casa diversa (un'altra anch'essa occupata da un gruppo di soldati). Il mito del contratto sociale non è altro che una minaccia.

La bugia del consenso dei popoli è collegata alla menzogna che lo stato è l'agente del popolo. Tutti gli stati moderni propugnano questa affermazione. Nel caso di un dittatore, c'è un solo uomo che sostiene di parlare a nome del popolo. In un sistema elettorale, vi è una serie di norme procedurali che dovrebbero rappresentare il modo con cui il popolo esprime i suoi desideri. Tuttavia, si può essere l'agente di un'altra persona se per entrambe le parti ci sono vantaggi. Un'organizzazione non può essere l'agente di quegli individui dai quali sottrae unilateralmente fondi attraverso la tassazione. Se i suoi contribuenti morissero tutti o se diventassero così poveri da non essere più in grado di supportarlo, lo stato ne rimarrebbe di certo danneggiato. Quindi lo stato è l'agente delle persone nella misura in cui è improbabile che le possa uccidere tutte o impoverirle tutte — solo quelle con cui può farla franca.

E' così che mente lo stato. Che dire dei privilegi speciali? Qui ci troviamo di fronte ad un caso in cui due cose sono empiricamente indistinguibili, ma si sostiene che meritino un trattamento diverso in base alla loro identità. Ad esempio, se una persona dice che può uccidere chiunque voglia, mentre tutti gli altri non possono, o se qualcuno dice che si dovrebbe credere ad una storia esclusivamente per sentito dire, ma bisogna basarsi su elementi di prova per tutto il resto, abbiamo a che fare con casi di privilegi speciali. Lo statalismo si basa sui privilegi speciali perché giudica le azioni e i diritti in modo diverso a seconda dei casi, quando in realtà non ci sarebbe alcuna differenza empirica a contraddistinguerli.

Alle persone viene insegnato fin dalla più tenera età a non mettere in discussione la natura dello stato in cui sono nati, sia essa una dittatura o una democrazia, e a denunciare coloro che cercano inutilmente di ribellarsi. Tuttavia, per loro dovrebbe essere abbastanza facile immaginare una storia alternativa: le ribellioni falliscono o hanno successo. In tal caso, bisognerebbe ammettere che verrebbero insegnate lezioni diverse e le varie azioni verrebbero trattate come legittime o traditrici rispetto al presente. Ad esempio, se la ribellione americano fosse fallita, i membri del Congresso Continentale oggi sarebbero visti come dei pazzi, dei cospiratori. Se la Confederazione si fosse difesa con successo, allora Jefferson Davis e Robert E. Lee sarebbero stati considerati eroi e Abraham Lincoln sarebbe stato considerato un tiranno.




Lo standard oggettivo, attraverso il quale viene giudicata la creazione di uno stato, è il successo. Questo standard può essere applicato solo retroattivamente, quindi dal punto di vista di coloro che lo vivono (che non hanno il vantaggio di conoscere il loro futuro) è assolutamente relativistico. Tutte le altre tesi a sostegno di un particolare stato sono argomenti ad-hoc e destinati ad arrivare ad una conclusione scontata.

Anche se gli argomenti astratti sul contratto sociale potrebbero stabilire la necessità di un monopolista unico sulla legislazione, sulla polizia, sui tribunali e sulla difesa nazionale, rappresentano un non sequitor per passare da una descrizione astratta di uno stato alla conclusione che qualsiasi organizzazione statale attuale è legittima. Anche se ci può essere una nazione e un popolo, non ci deve essere necessariamente un leader. Immaginate una nazione con due stati democratici, ognuno dei quali accetta i voti di tutta la popolazione, approva leggi indipendenti, in cui si indicono elezioni contemporaneamente e ognuno sostiene di essere il vero stato. Secondo la teoria standard dello stato, non c'è modo per risolvere la questione se non attraverso una guerra, che è una giustificazione post hoc. Allo stesso modo, potrei pure dire che i Boy Scout d'America o della Berkshire Hathaway dovrebbero essere i giusti monopolisti e che l'organizzazione che governa attualmente è un impostore. Il fatto che i governi attuali siano conformi all'idea di uno stato, non offre loro una giustificazione etica per ricoprire tale posizione. Questa situazione è simile a quella in cui le persone di varie religioni usano gli argomenti astratti per tentare di dimostrare l'esistenza di Dio, e quindi suppongono che la loro religione sia quella giusta senza distinzione per le altre.

Inoltre le azioni necessarie alla creazione di uno stato sarebbero indistinguibili (secondo una qualsiasi verifica empirica) dalle azioni necessarie per creare un'organizzazione mafiosa. Immaginate un'organizzazione mafiosa che stabilisce un racket di protezione in un quartiere. La mafia ha un incentivo a proteggere le persone contro la micro-criminalità, perché non vuole concorrenza. Vuole che le attività nel suo dominio restino in buone condizioni, in modo che ci siano un sacco di soldi da intascare. Quindi è probabile che la mafia offra un servizio di protezione. Sarebbe razionale se le persone in quel territorio dicessero che quei padroni fossero preferibili all'incertezza che potrebbe derivare se tale organizzazione venisse annullata; ma questo non significa che non siano oppresse. Supponiamo ora che la mafia indìca un'elezione su chi sarà il prossimo padrino. Naturalmente nessuno dei candidati può dire che porrà fine al racket della protezione o scioglierà la mafia. Sarebbe razionale se le persone votassero per qualsiasi candidato sembrasse il meno opprimente, ma neanche questo potrebbe giustificare tale organizzazione; tutto questo significa che il popolo oppresso ha conferito una certa indulgenza a questi loschi figuri.

Ora supponiamo che la mafia cominci a spendere un po' dei suoi soldi (derivanti dal racket della protezione) per cose benefiche, come scuole e rifugi per i senzatetto. Semmai dovesse fallire le cose andrebbero peggio. Anche se le persone smascherano questo trucco, sarebbe difficile resistere dal diventare sempre più dipendenti. Il popolo direbbe: "Sono già stato costretto ad entrare in questo sistema, quindi perché non dovrei cercare di ricavarne quel che posso?"

Questa situazione è tanto diversa dal moderno stato democratico? Solo a parole. Proviamo a sostituire alcune parole: stato al posto di mafia, presidente al posto di padrino e fisco al posto di racket della protezione. Tutte le misure intraprese da questa ipotetica organizzazione mafiosa possono essere spiegate come un mezzo affinché dei banditi possano radicare la propria posizione di comando attraverso il racket della protezione; quindi perché la democrazia e i programmi sociali dovrebbero essere considerati benevoli e benefici quando messi in atto da uno stato?

Si noti che non esiste un problema simile con le organizzazioni private come le imprese, i club, o le comuni. Ognuno di questi esiste secondo le proprie regole, perché tutti quelli che vi sono coinvolti decidono, a proprio vantaggio, di seguire quelle regole. Se qualcuno decidesse che tali norme non rientrassero più nel proprio interesse, allora potrebbe smettere di seguirle e l'organizzazione si ridurrebbe fino all'osso.

L'unico modo che hanno gli stati per sottrarsi dallo special pleading, oltre a ricorrere alle bugie, è dichiarare la loro vittoria sule alternative ipotetiche. Questo è un appello alla violenza, il che significa equiparare la giustizia alla vittoria. Un'organizzazione governativa si distingue dalle altre per il fatto che ha potere su di loro e ha sconfitto con successo i suoi rivali. L'espressione "il potere conferisce i diritti" è generalmente intesa come una teoria grottesca e immorale, così gli statalisti usano sotterfugi intellettuali per nascondere il fatto che questo rappresenta il fondamento della loro teoria.

Tutti gli stati moderni esistono perché un piccolo gruppo di persone ha stabilito un nuovo ordine su un certo territorio e ha sfruttato una struttura di potere esistente per imporrlo alle altre persone. Sì, le persone possono anche aver votato un tale ordine, ma l'elezione stessa è stata imposta. Qualcuno ha scelto di essere vincolato per sempre alla decisione che gli è stata offerta? E per quanto riguarda le persone che non hanno votato? Come si può vincolarle alla decisione?

Perché è necessario preoccuparsi di un crimine che è accaduto tanto tempo fa? Se è vero che lo stato non ha giustificazioni per esistere ed è fondato sul crimine, allora tale crimine viene ancora commesso. Se lo stato non ha il diritto di rivendicare la proprietà sul suo territorio, allora ogni suo atto rappresenta un'altra invasione. La fiscalità e la regolamentazione sono estorsioni. La detenzione e la reclusione sono schiavitù. La guerra è un omicidio di massa.

La nostra naturale avversione alla violenza e la nostra comprensione intuitiva, vengono scavalcate facendo appello al senso di colpa e alla paura. Alle persone viene detto, senza prove, che dovrebbero temere tutte le alternative allo statalismo poiché irrimediabilmente violente. Viene anche detto loro che la violenza è inevitabile perché gli esseri umani sono intrinsecamente malvagi. La violenza dello stato è necessaria perché le persone hanno bisogno di padroni potenti affinché siano tenute sotto controllo. Lo stato è la maledizione del peccato originale. Naturalmente questo non ha senso perché lo stato è gestito da esseri umani e non da angeli, così tutto il male che ritroviamo nella natura umana senza costrizioni dovremmo ritrovarlo nello stato stesso e nel modo in cui tratta i suoi sudditi.

Lo stato fa ricorso alla violenza raccontando ai suoi sudditi che il suo regno è inevitabile. Se non potesse governare, il potere verrebbe preso da qualche altra banda. Quindi è meglio lasciare le cose come stanno. Come ho detto sopra, è razionale che le persone si sottomettano ad un oppressore se temono qualcosa di più del cosiddetto ordine stabilito, ma non è razionale che dicano che l'oppressore è giusto e che acconsentano al suo governo. Piuttosto si dovrebbe dire che lo stato è cattivo, ingiusto e, nonostante i doni che elargisce e i privilegi che concede, un nemico e un invasore.

E' impossibile difendere lo stato senza cadere in una di queste tre fallacie. La violenza e le minacce di violenza sono le ragioni storiche per cui alcuni stati esistono e altri hanno fallito. Se in generale non si vuole dire che la violenza è giustificata, si dovrebbero guardare quelle prove empiriche nella storia che hanno creato gli stati e che possono essere definite universalmente applicabili a tutti gli esseri umani. Tuttavia, questo è impossibile. Non c'è differenza empirica tra chi tenta di creare uno stato dalle ceneri di un fallimento precedente, e chi cerca di creare un'organizzazione mafiosa. Se non si vuole dire che alcuni stati sono giustificati e altri no, allora l'unica soluzione è quella di mentire sulla storia.



La Società Volontaria

C'è un altro argomento statalista a cui mi vorrei rivolgere. Qualsiasi tesi secondo cui non può esistere un'alternativa praticabile allo statalismo, soffre di una mancanza di immaginazione. Sebbene non sia possibile immaginare ogni modello di produzione alternativo per la giustizia e la deterrenza della criminalità, sostenere che non ne possa esistere nessuno è solo dogma, non una prova. E non c'è modo di fornirne una se non permettere alle persone di secedere individualmente e testarlo da sé. Il fatto che questo non venga permesso è la prova stessa che lo stato non può permettersi che qualcuno metta alla prova i suoi dogmi.

Non pretendo di sapere esattamente come verrebbero forniti questi servizi, ma sono stati proposti alcuni modelli di business molto plausibili.[8] Tuttavia, il punto essenziale è che le istituzioni che scoraggiano la criminalità non hanno bisogno di monopolio. In realtà non potrebbero essere monopolisti, perché non ci sarebbe nessuno a scoraggiarli. Invece se la società fosse organizzata più come una rete che come una gerarchia, ognuno avrebbe un po' più di potere su tutti gli altri in determinate circostanze.

L'anarchismo è il rifiuto di una particolare idea e non è allineato ad una qualsiasi visione del mondo o ideologia. L'anarchia è abbastanza aperta da concedere alle persone diversi modi di vivere, laddove lo statalismo implica necessariamente l'imposizione di determinate norme su determinati gruppi. Ci sono anarchici che amano le cooperative e anarchici che amano l'iniziativa individuale dei lavoratori. Ci sono anarchici religiosi e anarchici atei. Ci sono anarchici hippie e anarchici yuppie.

Purtroppo per la maggior parte delle persone la realtà del potere è più interessante della conclusione logica di un argomento etico. Le persone diventano anarchiche perché credono nell'idea astratta di giustizia piuttosto che nello spettacolo suggestivo di coloro che sostengono di impugnarla, e credono nella propria capacità di pensare in modo indipendente piuttosto che nelle ideologie presentate delle autorità. E allora diventano anarchiche quando si rendono conto quali sono gli errori alla base di tutte le azioni dello stato e della sua stessa esistenza. Per essere un anarchico, quindi, è sufficiente respingere le bugie, le fallacie logiche e la conquista violenta come giustificazione legale. L'anarchismo non è estremismo: è semplicemente corretto.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: http://francescosimoncelli.blogspot.it/


___________________________________________________________________________________

Note

[1] Qui uso il termine anarchismo per includere tutte le filosofie politiche che si oppongono allo stato. Tuttavia ci sono alcuen considerazioni da fare. Di norma gli anarchici si oppongono sia ad una giustifiazione per l'esistenza di uno stato sia ad una sua necessità. Ma teoricamente ci potrebbe essere un anarchico che si oppone solo ad una delle due opzioni sopracitate. Io, sinceramente, non ho mai incotnrato un esempio del genere. Esistono sia anarco-capitalisti che anarco-socialisti, così come molte altre correnti di anarchismo. Tuttavia gli anarco-socialisti potrebbero dire che gli anarco-capitalisti non sono anarchici “veri”, quindi il termine anarchico si dovrebbe fare riferimento solo a loro. Questo è un argomento ostico perché i due gruppi sono molto più affini di quanto possa sembrare, ed è sciocco voler trasformare una parola che significa ‘nessun governo’ in qualcosa che significa ‘niente profitti o saggi salariali volontari’.

[2] Si veda Hobbes, T., Leviathan or the Matter, Forme, & Power of a Common-wealth Ecclestical and Civill, Gutenberg.org. Vi consiglio di leggere questo libro. Resterete esterrefatti per quanto è illogico e per come è scritto male. Non ci sono più scuse oggi per prendere seriamente Hobbes.

[3] Si veda Rawls, J., A Theory of Justice, Belknap Press of Harvard University Press, 30 Settembre 1999 e Epstein, R., Principles For A Free Society: Reconciling Individual Liberty With The Common Good, Basic Books, 13 Ottobre 2002. Rappresentano due grandi lavori sullo statalismo, uno da una prospettiva di sinistra e l'altro da una libertaria. Entrambi i libri hanno in comune il tentativo di giustificare lo stato da un punto di vista funzionale e non affrontano i problemi etici riguardo la creazione dello stato.

[4] Si veda Murphy, R., “But Wouldn’t the Warlords Take Over?”, Mises Daily, 7 Luglio 2005 per una confutazione eccellente della tesi riguardante i signori della guerra.

[5] Si veda Notten, M., The Law of the Somalis: A Stable Foundation for Economic Development in the Horn of Africa, The Red Sea Press Inc., 27 Novembre 2005 per una diversa interpretazione dei problemi della Somalia rispetto a quella presentata dai media mainstream.

[6] Si veda Trigger, B., Understanding Early Civilizations: A Comparative Study, Cambridge University Press, 16 Aprile 2007 per una discussione profondamente anti-statalista di un certo numero di antiche civiltà, includente anche meravigliose riflessioni sulla religione e sulla politica.

[7] Epstein, in particolare, fa un lavoro eccezionale nel rendere tutto ciò solido e plausibile. Epstein, 2002.

[8] Per esempi a tal proposito si veda Guillory, G., Tinsley, P., “The Role of Subscription-Based Patrol and Restitution in the Future of Liberty”, vol. 1, no. 12, Libertarian Papers, 2009 per quanto riguarda modelli di produzione di libero mercato concernenti la polizia e la protezione, e Block, W., The Privatization of Roads and Highways, Ludwig von Mises Institute, 2 Novembre 2012 per modelli di produzione di libero mercato concernenti le strade.

___________________________________________________________________________________