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giovedì 2 febbraio 2017
Il piano Ghiaccio-9
di James Rickards
La metafora principale che uso nel mio ultimo libro, The Road to Ruin: The Global Elites Secret Plan for the Next Financial Crisis, è qualcosa che si chiama "Ghiaccio-9".
Ghiaccio-9 può risultare familiare ad alcuni lettori, forse non alla maggior parte, poiché è qualcosa che ho preso in prestito dal romanziere Kurt Vonnegut.
Scrisse un breve romanzo nei primi anni '60 chiamato proprio Ghiaccio-nove. Se non lo conoscete, vi consiglio di leggerlo. È breve e divertente.
Il mio libro, d'altra parte, non è affatto divertente. Parlo della fine del sistema finanziario e della possibilità reale che molte persone possano perdere tutti i loro risparmi. È coinvolgente, intrigante e leggibile, ma onestamente non posso dire che sia divertente. Quello di Kurt Vonnegut, invece, lo è, anche se parla di un dispositivo mortale.
Una variante di una molecola d'acqua inventata da uno scienziato diversa solo in un aspetto: fondeva a 114 gradi fahrenheit e congelava a temperatura ambiente. Se una molecola di questa strana acqua fosse venuta in contatto con una molecola regolare d'acqua, la molecola regolare si sarebbe trasformata in ghiaccio-9. Ciò accadeva più e più volte, in progressione geometrica.
Ghiaccio-9 era mantenuta in una fiala, ma se fosse stata aperta e la molecola fosse finita in acqua normale, tutta quell'acqua sarebbe stata congelata. Poi si sarebbe diffusa e avrebbe ghiacciato laghi, fiumi, oceani e tutta l'acqua del mondo.
Naturalmente tutti sul pianeta Terra sarebbero morti. Era un dispositivo mortale, una metafora della distruzione nucleare. Questo libro uscì proprio nel periodo della crisi missilistica cubana, quindi era un tema molto d'attualità.
Nel mio libro, prendo la metafora del ghiaccio-9 e la applico al sistema finanziario. Il punto è che una parte del sistema finanziario non può essere isolata. Un contagio inizia in una parte del sistema e si diffonde. Questo perché nel momento in cui una parte viene isolata, ognuno corre dall'altra per cercare di riprendere i propri soldi.
La descrizione migliore di un panico finanziario: tutti vogliono indietro i loro soldi in una sola volta.
Il processo ben presto va fuori controllo. Ognuno vende azioni, obbligazioni, immobili, vende di tutto. Tutti vogliono i loro soldi indietro in una sola volta, oppure pensano che possano riuscirci, invece non ci riescono. Scopriranno che quello che effettivamente hanno in loro possesso sono azioni, obbligazioni e immobili e fondi nei mercati monetari, e non potranno riavere indietro i loro soldi.
Immaginate un blocco dei fondi del mercato monetario. Nessuno può riprendere i propri soldi. Poi tutti si riversano nelle banche chiedendo la stessa cosa, ma le banche sono chiuse. Poi ognuno cerca di vendere le proprie azioni, ma il mercato azionario è chiuso. E così via. In altre parole, nel momento in cui una parte del sistema viene isolata, tutta la domanda di liquidità si sposta in un'altra parte. Ma viene prosciugata e anche quella parte del sistema deve essere chiusa. Presto l'intero sistema viene arrestato, perché è profondamente interconnesso. Ecco servita la metafora del ghiaccio-9, in quanto non è solo una molecola d'acqua che diventa ghiaccio, tutta l'acqua nel mondo si trasforma in ghiaccio perché è tutto collegato.
Permettetemi di chiarire meglio la metafora. Il punto è che la pressione si muove da una parte del sistema ad un'altra. Non si può semplicemente chiudere una parte. È necessario spegnere l'intero sistema ed è quello che potrebbe accadere.
Il posto più sicuro in cui mettere il denaro è proprio in banca, fino al limite assicurato. Credo che il governo federale dovrà onorare il FDIC, che assicura il denaro depositato fino a $250,000 per ogni conto.
Se ne avete di più, potete dividere i vostri soldi tra due banche. Se siete una persona sola con, ad esempio, $500,000, potete depositare $250,000 in una banca e $250,000 in un'altra. Non in un ramo diverso della stessa banca, ma in una banca differente. Entrambi i conti saranno assicurati per l'intero importo. Questo è ciò che è accaduto a Cipro. Il governo ha onorato la sua assicurazione per l'importo indicato. Ma i depositi che superavano la somma assicurata sono stati confiscati e trasformati in azioni della banca.
Questo è un bail-in ed è diverso da un piano di salvataggio statale. Quest'ultimo è quando il governo usa la stampante e il denaro dei contribuenti per salvare un istituto finanziario. Tutte le persone che hanno rapporti con l'istituto finanziario, che si tratti di depositanti, obbligazionisti, ecc., possono dormire sonni tranquilli. Tutti tengono i loro soldi. Un bail-in è diverso...
In un bail-in il governo dice: "Non vi aiuteremo. Non useremo i soldi del governo. Non useremo il denaro della banca centrale. Prenderemo i soldi già nella banca e li convertiremo in azioni della bad bank; mentre nel caso degli obbligazionisti, non otterranno 100 centesimi a dollaro, invece otterranno 80 centesimi a dollaro, ecc. ecc."
Useranno i soldi già nella banca, che si tratti di depositanti, obbligazionisti o azionisti, e useranno quel denaro per riparare il bilancio.
Questo è ciò che accadrà con Deutsche Bank e con le banche italiane che si trovano in difficoltà. Accadrà anche con altre banche sull'orlo del fallimento negli Stati Uniti. Come ho già detto, si è assicurati fino all'importo garantito, anche se il governo potrebbe chiudere le banche per diversi giorni.
Ecco perché vi consiglio di mantenere un po' di denaro contante in un luogo sicuro al di fuori del sistema bancario. Sto parlando della cartamoneta, ora. Avere un po' di denaro contante è come avere batterie e torce elettriche. Io vivo in un luogo in cui a volte ci sono uragani e tempeste, quindi la corrente elettrica va via a volte. È meglio avere un paio di batterie. E, per quanto ci riguarda, questo significa denaro contante.
Ricordate, quando non c'è corrente elettrica, non funziona nulla. I bancomat non funzionano. I distributori di benzina non funzionano, ecc.
Provate a ritirare $20,000 in contanti dalla vostra banca e verrete segnalati al governo. Finirete nei file accanto a quelli di Al-Qaeda e dei cartelli della droga. Non è qualcosa di divertente.
Il punto è che potreste pensare di poter riavere il vostro denaro, ma non è così. Quando ci proverete, verrete trattati come dei criminali. Questo è naturalmente parte della guerra al contante ed è pericoloso. Il popolo americano sarà trattato come pecore al macello. Sarà ammassato in gabbie digitali, ovvero, le banche.
La maggior parte delle persone pensa di vivere in un sistema fatto di contanti, ma in realtà le cose non stanno così. Quanto denaro avete nelle borse e nei portafogli? Probabilmente non tanto. È possibile utilizzare carte di debito, AutoPay, il conto bancario online, Apple Pay, carte di credito. È tutto digitale. Non c'è molto denaro, e se si tenta di riprenderlo, non è possibile riaverlo.
Ecco perché vi consiglio di mettere i vostri soldi in oro fisico o argento, in una monster box. Una monster box ha 500 once di American silver eagle. Costano circa $10,000 sul mercato. Dovreste trovare un buon rivenditore che non vi faccia pagare troppo la commissione.
Ma preserverete la vostra ricchezza. In una situazione d'emergenza, la gente sceglierà questa soluzione. Molte persone saranno liete di cedere alcuni generi alimentari per un solida oncia d'argento, perché nessuno si fiderà di nessun altro tipo di denaro.
Raccomando anche l'immobiliare come parte del vostro portfolio. Sarà ancora lì se c'è una tempesta, o un'interruzione di corrente, o se la vostra banca verrà chiusa. Queste sono alcune delle cose che consiglio prima della prossima grande crisi.
Non c'è bisogno d'essere impotenti quando arriverà la prossima la crisi. La si potrà vedere arrivare ad un miglio di distanza se si sa cosa cercare, e ci sono sicuramente misure che si possono adottare.
Saluti,
[*] traduzione di Francesco Simoncelli: http://francescosimoncelli.blogspot.it/
venerdì 1 aprile 2016
La disfatta dell'Occidente è prematura
di Gary North
In genere mi piace il pensiero di Dimitry Orlov. È più apocalittico di me, ma il suo cuore è nel posto giusto. Pensa che l'establishment occidentale sia il Mago di Oz. Anche io, ma non dimentichiamo che il Mago gestiva Oz senza opposizione.
Orlov pensa che ci stiamo avvicinando alla fine del film, quando il Mago viene smascherato. Ricordiamo che fu Toto a smascherarlo. Ecco il suo ultimo articolo.
Ci sono momenti in cui un forte grido di "Il re è nudo!" può essere molto liberatorio, anche se inutile (forse). Permettetemi: vorrei sottolineare una cosa molto semplice, ma molto importante.
Il vecchio ordine mondiale, a cui ci si abituò un po’ tutti nel corso degli anni '90 e anni 2000, con le sue crisi e i suoi problemi descritti in numerose pubblicazioni autorevoli su entrambi i lati dell'Atlantico, non è più in vita. Non è malato e non è in vacanza. È deceduto. È trapassato, andato incontro al suo creatore, ha acquistato l'azienda agricola, tirato le cuoia e si è unito al coro invisibile. È un ex-ordine mondiale.
Non siamo ancora a questo punto. Questo perché le banche centrali creano ancora denaro contraffatto per far andare avanti le cose. Ma ci sono dei limiti. Non è possibile parlare di una data esatta.
ORLOV SULL'URSS
Dice che l'URSS crollò senza preavviso, 1985-1991.
Se torniamo indietro ai primi anni '80, si può facilmente ricordare come l'URSS fosse ancora in funzione in mezza Europa ed esercitasse grande influenza su una fetta considerevole del mondo. La rivoluzione socialista mondiale era ancora viva e vegeta, con regimi filo-sovietici al potere in diverse parti del globo e il coro di dichiarazioni ufficiali dei loro leader che suonava più o meno all'unisono. I capi realizzavano i loro pellegrinaggi a Mosca come se fosse la Mecca, e mandavano i loro giovani promettenti lì per imparare a fare le cose nel modo sovietico. La tecnologia sovietica continuava a fare progressi impressionanti: a metà degli anni '80 i sovietici lanciarono in orbita un miracolo della tecnologia -- la stazione spaziale Mir, mentre le sonde spaziali Vega venivano inviate a studiare Venere.
La tecnologia sovietica, al di fuori delle armi e dei razzi, era una barzelletta. Era un mito. Dal 1917 fino al 1970, almeno il 95% della tecnologia sovietica venne importata dall'occidente: o rubata e importata, o costruita in Unione Sovietica da società occidentali. Ciò venne dimostrato a metà degli anni '60 da uno studio in tre volumi di Antony Sutton, Soviet Technology and Economic Development. Inoltre, tre primi ministri morirono in rapida successione, lasciando senza guida l'Impero.
Le Olimpiadi del 1980 mostrarono alla dirigenza sovietica che loro erano solo degli zotici mal vestiti rispetto ai turisti occidentali che venivano a vedere le gare. Nonostante tutto il loro potere, i leader sovietici videro che i turisti occidentali li facevano sembrare degli zoticoni usciti da una stalla. Dal 1917 in poi, i comunisti erano la feccia dell'ordine sociale russo. Col tempo peggiorarono. Supervisionare un genocidio è roba da zotici. Il Capitolo 10 del libro di Hayek, The Road to Serfdom, aveva ragione: "Why the Worst Get on Top."
Le università sovietiche erano sconosciute. Nessuno al di fuori del blocco sovietico mandò mai i propri figli ad essere istruiti in URSS.
Negli anni '80 l'URSS, secondo le parole del giornalista Richard Grenier, era il Bangladesh con i missili.
Nella seconda metà degli anni '80, il gigantesco villaggio Potemkin andò in bancarotta. Gorbaciov, cappello in mano, andò a mendicare prestiti in Occidente. Non li ottenne.
Orlov continua.
Ciononostante le norme e principi in base a cui la metà "rossa" del globo operava, erano già in avanzato stato di decomposizione e un sistema completamente diverso stava iniziando ad emergere sia al centro che in periferia. Sette anni dopo l'Unione Sovietica crollava e l'ordine del mondo veniva trasformato, ma molte persone semplicemente non riuscivano a credere alla realtà di questo cambiamento.
Ha ragione. Ma il marcio era già lì dall'ottobre 1917. L'URSS non era un ordine sociale serio, ad eccezione delle armi e delle truppe da lanciare contro il nemico. Il comunismo non costruì mai nulla di valore, in nessun luogo.
Nei primi anni '90 molti scienziati politici erano pervicacemente convinti che ciò che stava accadendo fosse la realizzazione di un progetto intelligente del Cremlino per modernizzare il sistema sovietico e che, dopo un rapido collaudo, esso avrebbe ancora una volta iniziato a conquistare il mondo. Alla gente piace parlare di ciò che pensano di poter capire: non si appurano nemmeno se l’oggetto della loro presunta conoscenza sia ancora esistente.
Conoscevo conservatori che sostenevano proprio queste tesi. Alcuni le sostengono tuttora. Non ero uno di loro. Ciò che fecero i leader dell'Unione Sovietica nel dicembre del 1991, mi convinse. Seppellirono il cadavere puzzolente. Divennero leader della Russia dalla sera alla mattina. Poi ribattezzarono le città in base ai vecchi nomi russi. Questo fu l'annuncio simbolico della morte dell'URSS.
Il suo punto è questo: ciò che sembrava potente nel 1985, andò a gambe all'aria nel 1991. Il mio commento: l'apparenza inganna, soprattutto se la vostra politica non vi permette di vedere la realtà. Gli analisti non di sinistra vennero abbagliati dall'URSS. Paul Samuelson fu uno di questi. Nel 1989, due anni prima che l'URSS crollasse, mentre la sua economia stava visibilmente cadendo a pezzi, Samuelson e il suo co-autore Wllliam Nordhaus scrissero questo: "L'economia sovietica è la prova che, contrariamente a quanto credevano in precedenza molti scettici, un'economia di comando socialista può funzionare e persino prosperare." (Paul Samuelson & William Nordhaus, Economics, 13th ed. [New York: McGraw Hill, 1989], p. 837.) Ludwig von Mises non si fece ingannare nemmeno per un secondo. Nel 1920 scrisse "Economic Calculation in the Socialist Commonwealth". Nel 1966, all'età di 84 anni, scrisse un articolo sull'inutilità delle riforme economiche sovietiche. Poi dimostrò il perché sulla base dell'analisi economica. Come diceva lui: "La forza attuale del comunismo è interamente dovuta alla mentalità degli pseudo-intellettuali nelle nazioni occidentali, i quali godono dei prodotti della libera impresa." Ventitré anni dopo Samuelson dimostrò il punto di Mises nel solo modo in cui avrebbe potuto essere dimostrato. Come direbbe Bugs Bunny: "Che imbecille!"
Orlov poi passa all'Occidente. Anch'esso sembra inarrestabile. Non lo è. Ecco il mio punto: c'è sostanza nell'ordine sociale occidentale che invece non c'era nell'URSS. L'Occidente non subirà una disintegrazione paragonabile. L'Occidente non è un villaggio Potemkin.
TRUCCHI POLITICI STUPIDI
Orlov prosegue:
E che cosa vediamo oggi? Il Regno che si auto-identifica come "l'Occidente" ha ancora la pretesa di essere alla guida da un punto di vista economico, tecnologico e militare, ma in realtà esso ha subito una rovinosa sconfitta morale e, conseguentemente a tale disfatta, una crisi ideologica probabilmente senza fine.
È semplice.
1. Come possono parlare di inviolabilità della proprietà privata, dopo la confisca dei risparmi dei depositanti nelle banche cipriote (e la Grecia rischia un destino simile)?
2. Come possono parlare di salvaguardare l'integrità territoriale dei paesi, dopo la distruzione programmata di intere nazioni come Jugoslavia, Iraq, Libia, Siria e Ucraina?
3. Come possono parlare di libera impresa quando promettono la costruzione di una nave, ma dopo rifiutano di consegnarla a causa di pressioni da parte di Washington, come è successo con le navi Mistral che la Russia aveva ordinato alla Francia?
4. Come possono parlare di democrazia quando utilizzano palesi minacce contro il premier della Grecia, la culla della democrazia, costringendolo a ignorare i risultati “non accettabili” del referendum nazionale sull’austerity?
5. Come possono parlare di lotta contro il razzismo, quando negli Stati Uniti sono costantemente uccisi una quantità immane di neri (che però non possono essere chiamati “neri” a causa dell’ipocrita linguaggio politically correct)
6. Come possono accusare i serbi di genocidio, mentre rifiutano di riconoscere quello che è diventato l’apparentemente “indipendente” Kosovo, che è stato trasformato in un’enclave criminale europea specializzata nella produzione e distribuzione di sostanze stupefacenti?
7. Come possono pretendere di opporsi a estremismo e terrorismo, quando in realtà lo Stato Islamico e i neonazisti ucraini sono stati appoggiati (totalmente o parzialmente) dalle democrazie occidentali?
8. Come possono parlare di giustizia, quando gli Stati Uniti mantengono il record della più grande popolazione carceraria nella storia del mondo e hanno eseguito le condanne a morte di molte persone che poi si sono rivelate innocenti?
9. Come si può parlare di libertà di religione dopo che il governo federale degli Stati Uniti ha sterminato il ramo dei Davidiani a Waco, in Texas, e poi ha imprigionato i sopravvissuti, anche se le accuse del governo nei confronti della setta si sono successivamente dimostrate false?
10. Come possono accusare gli altri di corruzione dopo l'imbarazzo finanziario colossale del 2008, quando si scoprì che le agenzie di rating davano i voti più alti alle istituzioni finanziarie più vicine al default?
Ciò che è accaduto è la cosa peggiore che potesse accadere: davanti a tutto il mondo, i "valori occidentali" hanno dimostrato d'essere vuoti.
Valori politici occidentali, sì. Valori privati occidentali, non ancora.
Se pensate che questi siano solo alcuni esempi specifici di difficoltà o errori, che potrebbero essere superati in un futuro lontano, allora vi sbagliate: tutti i "valori occidentali" degni di nota sono in ballo, e tutti sono stati invalidati da osservazione diretta. Si guardi il passato recente: è un fiasco totale. Ci sono dei "valori occidentali" lasciati intatti? Oh sì, solo uno: i diritti delle minoranze sessuali. Ma non è possibile mantenere la civiltà occidentale in forza del matrimonio gay.
C'è da meravigliarsi allora che il resto del mondo stia cercando di mettere la maggior distanza tra sé e la bancarotta morale chiamata "occidente", e di farlo più in fretta possibile? La Cina sta lavorando allo sviluppo di un proprio modello, la Russia si sta adoperando per l'autosufficienza e l'indipendenza dalle importazioni occidentali e dalla finanza; e anche in America Latina, una volta considerato il cortile di casa degli Stati Uniti, si sta prendendo sempre di più una via separata dalle follie degli USA.
Ma le strade separate che stanno imboccando tutte queste società, sono in realtà strade secondarie lungo la stessa autostrada. Il fascismo occidentale è ancora il loro modello. Lo chiamano in modo diverso, ma la sostanza rimane quella: alleanza tra stato e settore privato. Questa è la prospettiva economica dominante nell'occidente di oggi.
Putin è un burocrate ex-KGB. Ora è il burocrate supremo e il politico supremo. Non ha alcuna ideologia. Non ha alcuna visione. Non ha alcun impegno nei confronti di una nuova visione del mondo e della vita. Non sta offrendo una filosofia diversa. È un nazionalista russo, un ex-burocrate russo e un maestro in quella che è la versione russa del capitalismo clientelare.
I politici cinesi sono la stessa cosa.
I leader rivoluzionari dell'America Latina sono un gruppo di socialisti di terz'ordine, i quali cercano solamente d'impersonare Fidel Castro. Sono fondamentalmente come Hugo Chavez, ma senza il petrolio.
In altre parole, il resto del mondo politico è altrettanto corrotto come quello occidentale. Come soleva dire George Wallace, non c'è un centesimo di differenza tra di loro. Vorrei modificare questo detto: non c'è un DSP di differenza tra di loro.
Siamo tornati al vecchio slogan politico, che viene invocato ancora e ancora: "Non si può battere qualcosa con niente."
UNA BANDA D'IDIOTI
La Cina è un laboratorio keynesiano. Ha un'inflazione generata dalla banca centrale più alta rispetto a noi. Ha un interventismo statale maggiore del nostro. I burocrati che gestiscono la Cina sono economicamente più stupidi rispetto ai nostri. Derubano il loro popolo su larga scala. Si tratta di un'economia mercantilista truccata. È meglio del comunismo, ma è certamente peggio degli Stati Uniti.
Questo vale anche per la Russia. Questo è vero anche per l'America Latina, con la possibile eccezione del Cile.
I ranghi dei pazzi che stanno ancora vendendo la storia dell' “Occidente buono” si stanno riducendo, mentre le fila dei ribelli sono in crescita. C'è il whistleblower Edward Snowden, che è stato costretto a fuggire a Mosca per evitare la persecuzione in patria. Ci sono parlamentari europei che di recente hanno rotto i ranghi e hanno visitato la Crimea. Ci sono militari francesi e tedeschi si sono uniti alle milizie per la difesa dell'Ucraina orientale contro l'attacco occidentale. Ci sono i molti uomini d'affari europei che sono venuti al Forum di Economia a San Pietroburgo per firmare accordi commerciali con la Russia, non importandosene di ciò che i loro politici pensano di questo.
È ancora focalizzato sui politici. Non fa molta differenza. Sono tutti corrotti. I sistemi su entrambi i lati del confine tra Oriente e Occidente sono corrotti. Sono troppo grandi. Sono interventisti. Hanno tutti lo stesso tipo di banche centrali. Sono tutti gestiti da keynesiani. Ci sono solo poche tacche di differenza.
D'altra parte, il nuovo ordine mondiale emergente è stato recentemente in mostra a Ufa, capitale della Repubblica a maggioranza musulmana del Bashkortostan tra gli Urali meridionali, all’interno della Federazione Russa. I leader rappresentanti oltre la metà della popolazione mondiale sono arrivati lì per firmare contratti, integrare le loro economie, e coordinare le misure di sicurezza. India e Pakistan hanno messo da parte le loro differenze e si sono ritrovate assieme; l'Iran, come noto, è il prossimo. "L'Occidente" non era rappresentato lì.
Questi leader politici sono burocrati e pennivendoli, proprio come i leader politici in qualsiasi altro luogo. Possono firmare tutti gli accordi che vogliono. Tali accordi sono accordi tra governi, e sono inefficienti, corrotti e di stampo keynesiano. Non importa quali siano gli accordi che firmano. Non importa cosa promuovano questi accrodi. Non funzioneranno, perché sono accordi tra politici e burocrati governativi. Questo è keynesismo internazionale.
Ora che tutti i valori occidentali (diversi dai diritti delle minoranze sessuali) hanno dimostrato d'essere cinici esercizi d'ipocrisia, non esiste un percorso indietro. Vedete, si tratta di una questione di reputazione, e la reputazione è qualcosa che si può perdere una sola volta. Noi occidentali possiamo ancora procedere in avanti con il nostro modello, ma gli esiti saranno spaventosi. Davanti a noi, ormai sempre più chiaro, appare il caos finale: le istituzioni occidentali non possono più controllare la situazione in gran parte del mondo e ben presto avranno problemi a controllare perfino i loro territori. Vi è l'abbandono della narrazione occidentale: i famosi opinionisti occidentali, esperti e "leader di pensiero", scopriranno che i loro punti di discussione sono ormai ridotti a chiacchiere senza costrutto e saranno ridotti alla misera scelta tra un balbettare demente e un silenzio imbarazzato. Infine, vi è la perdita d'identità: non è possibile identificarsi con qualcosa ("l'Occidente") che non esiste più.
I valori occidentali, no. I valori politici occidentali, sì. E quindi? Non si può battere qualcosa con niente. I politici dei BRICS sono degli aspiranti zotici.
Ma la cosa più spaventosa di tutte è questa: dietro una civiltà moralmente in bancarotta ci sono un sacco di soggetti singoli moralmente falliti e senza alcun carattere. I loro figli, che saranno prima o poi costretti a farsi strada nel mondo, un giorno si chiederanno come sia stato possibile un così repentino declino per una civiltà che si proclamava come la migliore del mondo.
Orlov non parla della cooperazione internazionale nell'ambito della superclasse. Dovrebbe leggere il libro di David Rothkopf: Superclass. Questo libro è fondamentale sul suo punto principale: ci sono circa 6,000 leader che controllano la ricchezza totale, equivalente a quella che possiedono le ultime due miliardi di persone. Sono interconnessi. Circa un terzo di loro ha frequentato le stesse tre dozzine di college e università. Sono keynesiani. Stringono patti. Ci sono multimiliardari tra di loro. Hanno un'ideologia comune: l'alleanza stato-impresa. In altre parole, sono fascisti. Ci sono fascisti orientali e ci sono fascisti occidentali. Ma sono tutti fascisti.
Ora l'Asia è occidentale. L'India è stata occidentale al vertice della sua leadership politica per almeno un secolo. Gandhi era un avvocato di formazione britannica. La Cina è occidentale al vertice perché il marxismo è intrinsecamente occidentale: il concetto di una storia lineare. I mercati asiatici sono più mercantilistici che di libero mercato, ma il mercantilismo è occidentale. Gli asiatici stanno imparando l'inglese. Vanno su Internet. Gli intellettuali asiatici hanno frequentato Harvard, Yale e Berkeley. Le migliori università sono in Occidente. Gli asiatici che vogliono che i loro figli abbiano successo in Oriente, li mandano a studiare nelle migliori università in Occidente. Questa è una tradizione sin dal 1920.
Orlov deve leggere il libro di Barzun, From Dawn to Decadence (2000). Deve leggere il libro di Van Creveld, The Rise and Fall the Nation State (1999). Ho discusso della loro importanza qui:
Non c'è alcuna sfida al modello politico occidentale. C'è semplicemente una concorrenza tra marche.
CONCORRENZA TRA VARIE MARCHE
L'istituzione principale in quasi ogni nazione moderna è la banca centrale. È qui che risiede la sovranità non ufficiale (in entrambi i sensi). I banchieri centrali non reclamano questa autorità; si limitano ad esercitarla. Hanno lasciato che fossero i politici ad essere incolpati per i fallimenti economici. Possono farlo perché controllano lo snodo centrale della società: il denaro.
Il segno della sovranità non cambia mai nella storia: il conio. Di solito ci sono raffigurati politici. Ciò risale al 600 a.C. Ethelbert Stauffer era un teologo, uno storico, ed esperto di numismatica. Ha scritto il suo piccolo grande libro, Christ and the Caesars (1955), seguendo la storia del conio all'interno dell'impero romano: il passaggio dai metalli preziosi alle monete di rame con argento falso. Le monete avevano immagini di un dio su un lato e di un Cesare sull'altro.
Oggi ci sono i soldi di carta. La cartamoneta di ogni nazione ha immagini di politici diversi sulle banconote.
Questo non è più così importante, perché la maggior parte del denaro è digitale. Possiamo scegliere tra varie carte di credito, sulle quali ci sono i loghi delle banche e non i ritratti di politici. Le chiese d'America sono MasterCard, Visa e American Express. C'è concorrenza tra marche.
Quando i politici si recano ai summit per siglare i loro accordi, si portano sempre dietro i ministri delle finanze. Questi ultimi rappresentano i legami tra i politici e le banche centrali. I politici sono incatenati ben stretti, e non il contrario.
La popolazione rivolge il suo sguardo collettivo ai politici. Questo è esattamente ciò che vogliono i banchieri centrali.
I politici impersonano il Grande e Potente Oz. I banchieri centrali impersonano l'omino dietro la tenda.
REALTÀ CONTRO APPARENZA
Le monete contraffatte hanno accompagnato le nostre vite fintanto che sono esistite le monete metalliche. Negli Stati Uniti queste ultime non sono state più in circolazione sin dagli anni '60.
Nei mercati legali non circolano più monete d'oro e d'argento. Questo è il segno del trionfo del settore bancario centrale. Il conio riflette l'integrità del sistema bancario. Un falso.
Ecco un'alternativa seria a tutte le catene del Nuovo Ordine Mondiale.
- Abolizione della banca centrale
- Monete metalliche private
- Niente corso legale
- Nessuna appartenenza a Nazioni Unite, FMI, Banca Mondiale, o qualsiasi altra organizzazione non governativa
- Nessuna appartenenza ad alleanze militari: NATO, CENTO
- Niente accordi commerciali tra "nazioni privilegiate"
Fino a quando non vedremo una nazione che si muove in questa direzione, non ci saranno alternative serie al Nuovo Ordine Mondiale. Vincerà automaticamente.
[*] traduzione di Francesco Simoncelli: http://francescosimoncelli.blogspot.it/
martedì 3 novembre 2015
Bandire il denaro contante
L'ultimo libro di Leonardo Facco ci ricorda come sia importante porre al primo posto delle proprie battaglie la libertà senza se e senza ma. In questi tempi bui di propaganda statale e soppressione incalzante delle varie libertà individuali, questa discussione letteraria sull'importanza del denaro fisico squarcia il mantello della notte così come un faro trafigge le tenebre segnalando ai marinai stanchi l'appropinquarsi del porto sicuro. Un messaggio a tutti coloro ottenebrati dalle nenie tedianti spacciate per verità. Ovvero, che il denaro contante favorirebbe il terrorismo, l'evasione fiscale e roba simile. Gli zombie economici, i clientelisti e i pianificatori centrali sono tutti concentrati a rendere il mercato un ammasso quanto più uniforme possibile. Combattono strenuamente contro la sua dinamicità. Vinceranno? Qualche battaglia forse, ma non la guerra. La dinamicità del mercato prevale sempre sulla staticità insostenibile della pianificazione centrale. Quindi, sebbene i banchieri centrali e lo stato si stiano adoperando per bandiere il denaro contante, il libero mercato ha fatto già la sua mossa portandosi (come sempre) in vantaggio. L'emersione di Bitcoin, a tal proposito, non è un caso. E' la risposta del libero mercato all'invasione statale delle libertà individuali. L'influenza della criptomoneta è diventata talmente forte che addirittura un funzionario della banca centrale irlandese ha affermato che nel futuro prossimo potrebbe scardinare la sovranità dello stato. Infatti le potenzialità della blockchain e delle varie criptomonete sta spingendo per una maggiore decentralizzazione dei poteri, eliminando intermediari finanziari obsoleti. La diffusione di Bitcoin e delle altre criptomonete è un fenomeno in netta crescita, favorendo la nascita di nuove opportunità. Il numero di start-up ed imprenditori che cercano di sfruttare questi nuovi mezzi per creare nuove realtà finanziarie (es. depositi in garanzia, prestiti in bitcoin, ecc.), è in costante aumento. A livello mondiale i bitcoin sono accettati da più di 100,000 commercianti e le transazioni con tale moneta ammontano a circa $80 milioni l'anno. Sebbene stiamo ancora parlando di una frazione rispetto alle transazioni totali con carte di credito, il Bitcoin rappresenta un'alternativa valida per l'emancipazione individuale dallo stato e dal suo sistema di controllo.
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di Bill Bonner
GUALFIN, Argentina – Settembre è passato. Come previsto, la volatilità del mercato è in aumento. La Grande Guerra degli Zombie si sta intensificando e gli investitori sono sempre più spaventati.
Ieri il Dow ha perso 470 punti – un calo di quasi il 3%. Ecco Bloomberg:
Sì, gli investitori stanno perdendo la fiducia...
Probabilmente stanno perdendo la fiducia nei manager aziendali, per esempio.
Chi ha voglia di possedere azioni di società gestite da zucconi che acquistano le azioni delle loro aziende a prezzi record poco prima di una svendita importante?
O forse si stanno chiedendo se i $200,000 miliardi di debito totale mondiale (circa il 300% della produzione totale) saranno mai rimborsati...
O forse stanno iniziando a capire che le politiche della FED sono fraudolente e truffaldine.
Ma attenzione! Dato lo scossone delle ultime due settimane, aspettatevi un forte contrattacco da parte degli zombie e dei loro alleati.
Alcuni governatori della FED – forse addirittura Janet Yellen – ci diranno di non preoccuparci di un ritorno a tassi d'interesse più "normali".
Siamo ancora troppo lontano per vedere una normalizzazione ora. E sicuramente i tipi di Wall Street verranno intervistati dai media finanziari e affermeranno di come i mercati diventano irragionevolmente timorosi di volta in volta. Diranno agli investitori di come sia il momento d'andare a caccia di buoni affari.
Dow a 25,000! Perchè no?
E forse hanno ragione. C'è sicuramente uno sfogo inflazionistico in attesa di sprigionarsi.
Le azioni saliranno, ma non prima d'essere crollate.
Nel frattempo, guardatevi le spalle: c'è una strana ombra che vi segue.
Attaccherà le nostre linee di rifornimento. I clientelisti e i federali cercheranno di tagliare le nostre finanze e la nostra via di fuga, intrappolandoci tra l'incudine della deflazione del mercato e il martello dell'inflazione della FED. Non ci sarà scampo, non ci sarà via d'uscita.
La scorsa settimana, l'autorevole Financial Times ha pubblicato un articolo in cui si chiedeva l'abolizione del contante. Era intitolato “The case for retiring another ‘barbarous relic’”, e sosteneva che il denaro contante causa "un sacco di distorsioni nel sistema economico".
Riuscite a crederci?
Il denaro contante provoca distorsioni economiche! Dal FT:
Ha anche ripetuto le solite frasi vuote secondo cui il denaro contante finanzia il terrorismo, l'evasione fiscale e il mercato nero. Bandire il denaro contante, dice, "renderebbe la vita più facile ad un governo che cerca di combattere la contrazione dell'economia."
Capite dove stiamo andando a finire, vero cari lettori?
Se i federali riusciranno a bandire il denaro contante, vi avranno completamente sotto il loro controllo. Investirete quando loro decideranno che dovete investire. Potrete comprare quando ve lo diranno loro e quello che vi diranno loro di comprare.
Sarete costretti a mantenere i vostri soldi in una banca – una banca controllata, naturalmente, dai federali.
Direte che avrete "denaro in banca", ma non sarà vero. Tutto quello che avrete sarà un credito nei confronti della banca. (I depositi bancari sono esattamente questo.)
Come ora, la vostra banca avrà un po' di soldi in contanti a portata di mano nei caveau, ma non abbastanza da soddisfare tutte le passività pendenti.
Se questo nuovo attacco avrà successo, per legge non avrà più accesso ai contanti. E neppure voi...
Sarete completamente circondati. Se i federali volessero costringervi a spendere... o ad investire... il vostro denaro, imporranno semplicemente un "tasso d'interesse negativo". Lo faranno imponendo semplicemente una tassa sui depositi superiore al tasso d'interesse che ricevete sui vostri risparmi.
Nel 2001 in Argentina le banche hanno temporaneamente interrotto le loro attività. Quando hanno riaperto, i possedimenti in dollari erano stati convertiti in pesos con una perdita di circa i due terzi!
Nel 2013 a Cipro hanno intaccato i grandi conti con una tassa del 50% per ricapitalizzare le banche.
E di recente, negli Stati Uniti, JPMorgan Chase ha inviato una lettera ai suoi grandi depositanti dicendo loro che dal primo maggio avrebbe imposto una cosiddetta "tassa sull'utilizzo del bilancio" pari all'1% l'anno. Questo ha spinto il tasso d'interesse netto di tali depositanti in territorio negativo.
Al calare delle azioni, ci si può aspettare che sempre più persone vogliano possedere denaro contante. Se le azioni scendono del 10%, il "costo d'opportunità" di possedere denaro contante scenderà di un pari importo.
La gente vorrà possedere denaro contante, ma se questa manovra d'accerchiamento avrà successo ve lo potrete scordare. Tutto quello che vi ritroverete per la mani, sarà un credito nei confronti di alcuni dei debitori più insolventi dell'intera economia.
Nel 2008 quasi tutte le principali banche americane erano sull'orlo del fallimento.
Ma se i federali riescono a separarci dal contante, non andranno fallite. Perché le banche ci prenderanno in ostaggio – con la piena approvazione della FED, dei clientelisti nel Congresso e degli zombie in tutto il mondo – per risultare solvibili.
Le banche sono in stallo. Impongono limiti ai prelievi di denaro. Vogliono che voi andiate di persona, ecc. ecc.
In questo momento non essere in grado d'ottenere denaro contante, è considerato solo un fastidio. Ma basta aspettare... non passerà molto prima che verranno annunciate nuove iniziative per "stimolare la domanda".
Forse saranno i tassi d'interesse negativi. Forse un'imposta generale. Ma prima o poi, la prossima crisi del credito colpirà duramente...
Allora la vostra incapacità d'ottenere denaro contante sarà più di un semplice fastidio. Sarà un colpo mortale. Sarete bloccati con un conto bancario presso un istituto in bancarotta.
E i federali e i loro compari nelle banche vi diranno quando e come potrete avere accesso al vostro denaro.
I federali annunceranno una "vacanza bancaria". Possono vietare i trasferimenti verso i venditori d'oro o i conti in valuta estera. O forse si limiteranno a prendere tempo – mentre il denaro perderà rapidamente valore – per bandire i vostri soldi.
Se questa nuova campagna avrà successo, sarà quasi impossibile riuscire a proteggersi.
Saluti,
[*] traduzione di Francesco Simoncelli: http://francescosimoncelli.blogspot.it/
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di Bill Bonner
GUALFIN, Argentina – Settembre è passato. Come previsto, la volatilità del mercato è in aumento. La Grande Guerra degli Zombie si sta intensificando e gli investitori sono sempre più spaventati.
Ieri il Dow ha perso 470 punti – un calo di quasi il 3%. Ecco Bloomberg:
Anche la borsa USA si è unita all'ondata di vendite in tutto il mondo, dopo il mese peggiore per le azioni nell'arco di tre anni e le continue preoccupazioni per un rallentamento della Cina.
"Il problema è tanto la Cina quanto quello che stiamo vedendo nei fondamentali economici qui", ha detto Matt Maley, stratega azionario per la Miller Tabak & Co LLC a New York.
"Un sacco di utili societari sono rimasti feriti dalle storie provenienti dalla Cina e la situazione sta peggiorando. Le persone stanno perdendo la fiducia a causa di quello che sta succedendo, non solo nel mercato azionario, ma anche nei dati".
Sì, gli investitori stanno perdendo la fiducia...
Probabilmente stanno perdendo la fiducia nei manager aziendali, per esempio.
Chi ha voglia di possedere azioni di società gestite da zucconi che acquistano le azioni delle loro aziende a prezzi record poco prima di una svendita importante?
O forse si stanno chiedendo se i $200,000 miliardi di debito totale mondiale (circa il 300% della produzione totale) saranno mai rimborsati...
O forse stanno iniziando a capire che le politiche della FED sono fraudolente e truffaldine.
Ma attenzione! Dato lo scossone delle ultime due settimane, aspettatevi un forte contrattacco da parte degli zombie e dei loro alleati.
Alcuni governatori della FED – forse addirittura Janet Yellen – ci diranno di non preoccuparci di un ritorno a tassi d'interesse più "normali".
Siamo ancora troppo lontano per vedere una normalizzazione ora. E sicuramente i tipi di Wall Street verranno intervistati dai media finanziari e affermeranno di come i mercati diventano irragionevolmente timorosi di volta in volta. Diranno agli investitori di come sia il momento d'andare a caccia di buoni affari.
Dow a 25,000! Perchè no?
E forse hanno ragione. C'è sicuramente uno sfogo inflazionistico in attesa di sprigionarsi.
Le azioni saliranno, ma non prima d'essere crollate.
Nel frattempo, guardatevi le spalle: c'è una strana ombra che vi segue.
Attaccherà le nostre linee di rifornimento. I clientelisti e i federali cercheranno di tagliare le nostre finanze e la nostra via di fuga, intrappolandoci tra l'incudine della deflazione del mercato e il martello dell'inflazione della FED. Non ci sarà scampo, non ci sarà via d'uscita.
La scorsa settimana, l'autorevole Financial Times ha pubblicato un articolo in cui si chiedeva l'abolizione del contante. Era intitolato “The case for retiring another ‘barbarous relic’”, e sosteneva che il denaro contante causa "un sacco di distorsioni nel sistema economico".
Riuscite a crederci?
Il denaro contante provoca distorsioni economiche! Dal FT:
L'esistenza del denaro contante – uno strumento portatore di un tasso d'interesse pari a zero – limita la capacità delle banche centrali di stimolare un'economia depressa. La preoccupazione è che le persone cambino i loro depositi in denaro se una banca centrale porta i tassi in territorio negativo.
Ha anche ripetuto le solite frasi vuote secondo cui il denaro contante finanzia il terrorismo, l'evasione fiscale e il mercato nero. Bandire il denaro contante, dice, "renderebbe la vita più facile ad un governo che cerca di combattere la contrazione dell'economia."
Capite dove stiamo andando a finire, vero cari lettori?
Se i federali riusciranno a bandire il denaro contante, vi avranno completamente sotto il loro controllo. Investirete quando loro decideranno che dovete investire. Potrete comprare quando ve lo diranno loro e quello che vi diranno loro di comprare.
Sarete costretti a mantenere i vostri soldi in una banca – una banca controllata, naturalmente, dai federali.
Direte che avrete "denaro in banca", ma non sarà vero. Tutto quello che avrete sarà un credito nei confronti della banca. (I depositi bancari sono esattamente questo.)
Come ora, la vostra banca avrà un po' di soldi in contanti a portata di mano nei caveau, ma non abbastanza da soddisfare tutte le passività pendenti.
Se questo nuovo attacco avrà successo, per legge non avrà più accesso ai contanti. E neppure voi...
Sarete completamente circondati. Se i federali volessero costringervi a spendere... o ad investire... il vostro denaro, imporranno semplicemente un "tasso d'interesse negativo". Lo faranno imponendo semplicemente una tassa sui depositi superiore al tasso d'interesse che ricevete sui vostri risparmi.
Nel 2001 in Argentina le banche hanno temporaneamente interrotto le loro attività. Quando hanno riaperto, i possedimenti in dollari erano stati convertiti in pesos con una perdita di circa i due terzi!
Nel 2013 a Cipro hanno intaccato i grandi conti con una tassa del 50% per ricapitalizzare le banche.
E di recente, negli Stati Uniti, JPMorgan Chase ha inviato una lettera ai suoi grandi depositanti dicendo loro che dal primo maggio avrebbe imposto una cosiddetta "tassa sull'utilizzo del bilancio" pari all'1% l'anno. Questo ha spinto il tasso d'interesse netto di tali depositanti in territorio negativo.
Al calare delle azioni, ci si può aspettare che sempre più persone vogliano possedere denaro contante. Se le azioni scendono del 10%, il "costo d'opportunità" di possedere denaro contante scenderà di un pari importo.
La gente vorrà possedere denaro contante, ma se questa manovra d'accerchiamento avrà successo ve lo potrete scordare. Tutto quello che vi ritroverete per la mani, sarà un credito nei confronti di alcuni dei debitori più insolventi dell'intera economia.
Nel 2008 quasi tutte le principali banche americane erano sull'orlo del fallimento.
Ma se i federali riescono a separarci dal contante, non andranno fallite. Perché le banche ci prenderanno in ostaggio – con la piena approvazione della FED, dei clientelisti nel Congresso e degli zombie in tutto il mondo – per risultare solvibili.
Le banche sono in stallo. Impongono limiti ai prelievi di denaro. Vogliono che voi andiate di persona, ecc. ecc.
In questo momento non essere in grado d'ottenere denaro contante, è considerato solo un fastidio. Ma basta aspettare... non passerà molto prima che verranno annunciate nuove iniziative per "stimolare la domanda".
Forse saranno i tassi d'interesse negativi. Forse un'imposta generale. Ma prima o poi, la prossima crisi del credito colpirà duramente...
Allora la vostra incapacità d'ottenere denaro contante sarà più di un semplice fastidio. Sarà un colpo mortale. Sarete bloccati con un conto bancario presso un istituto in bancarotta.
E i federali e i loro compari nelle banche vi diranno quando e come potrete avere accesso al vostro denaro.
I federali annunceranno una "vacanza bancaria". Possono vietare i trasferimenti verso i venditori d'oro o i conti in valuta estera. O forse si limiteranno a prendere tempo – mentre il denaro perderà rapidamente valore – per bandire i vostri soldi.
Se questa nuova campagna avrà successo, sarà quasi impossibile riuscire a proteggersi.
Saluti,
[*] traduzione di Francesco Simoncelli: http://francescosimoncelli.blogspot.it/
giovedì 4 giugno 2015
Euro-sclerosi
di Alasdair Macleod
Sembra che nel manuale dei monetaristi non ci sia nulla che possa permettere loro di valutare il rischio di una perdita di fiducia nel potere d'acquisto di una moneta cartacea. Inoltre, dal momento che i macroeconomisti di oggi hanno scelto di negare la legge di Say,[1] anche nota come legge dei mercati, hanno poche speranze di cogliere gli aspetti più sottili del ruolo del denaro nella formazione dei prezzi. Sembra proprio che preferiscano ignorare il problema, in un momento in cui la zona Euro affronta rischi sistemici crescenti che in ultima analisi potrebbero intaccare la validità dell'euro come moneta.
L'euro è vulnerabile soprattutto perché non esiste da molto tempo, e la sua origine come denaro è semplicemente avvenuta per decreto. Non si è evoluto dai marchi, dai franchi, dalle lire o da qualsiasi altra cosa; ha semplicemente sostituito le valute esistenti degli stati europei mediante un diktat. Ciò è in contrasto con il dollaro o la sterlina, i quali sono nati come sostituti dell'oro e poi nell'ultimo secolo si sono evoluti per diventare monete fiat scoperte. Il motivo di questa differenza importante è evidenziato dal teorema della regressione.
Il teorema postula che una moneta deve trarre il suo valore di scambio da uno scopo non monetario. Ecco perché l'oro è sopravvissuto nel tempo, in origine era una merce ornamentale ed è ancora usato in tal modo; mentre nel corso della storia tutte le valute statali sono fallite. Ne consegue che, in mancanza di un valore d'uso, per le valute moderne la fiducia è fondamentale.
Il teorema spiega anche che i prezzi riflettono i valori soggettivi che imputiamo ai beni e servizi che acquistiamo. Ciò contrasta la presupposizione secondo cui il denaro avrebbe un qualche valore intrinseco. E' per questo motivo che i sintomi dell'inflazione monetaria sono comunemente percepiti come un aumento dei prezzi, invece che una diminuzione del potere d'acquisto della moneta.
La Banca Centrale Europea (BCE) sta affermando che l'euro è una moneta uguale a tutte quelle altre valute che hanno una storia più lunga. Nonostante la cautela spesso espressa dai sostenitori di una moneta sonante presso la Bundesbank tedesca, la BCE sta perseguendo politiche monetarie volte ad indebolire la propria valuta. Per esempio, ha ridotto a -0.2% il tasso di deposito per le banche dell'Eurozona. Questo è del tutto innaturale in un mondo in cui il possesso di denaro è un'opzione migliore rispetto al possesso di una cambiale. Inoltre le banche sono incoraggiate ad ostacolare quei clienti che intendono ritirare i propri depositi, spesso con il pretesto di combattere l'evasione fiscale o il riciclaggio di denaro sporco. Ma in Grecia le restrizioni sui prelievi di contanti sono state progettate per proteggere le banche.
Finora questo articolo non ha presentato una tesi che descriva uno scenario destabilizzante per l'euro, anche se generalmente è una cattiva idea giocare coi diritti degli individui. Ma supponiamo per un momento che la Grecia vada in default. In tal caso il sistema bancario greco crollerebbe di certo (supponendo che la BCE sospenda il cosiddetto programma ELA), perché le sofferenze nei suoi bilanci superano ampiamente il patrimonio netto tangibile. Se tale assistenza venisse ritirata, circa €80 miliardi dell'ELA andrebbero persi. Inoltre gli squilibri dei TARGET2[2] ascritti nei bilanci delle banche centrali della zona Euro, emersi attraverso la fuga di capitali dalla Grecia e garantiti dalla BCE, aggiungerebbero altri €42 miliardi alla cifra precedente. Questo per la BCE significherebbe un buco da €122 miliardi. Purtroppo il patrimonio netto della BCE più le riserve ammontano a soli €96 miliardi, quindi un default della Grecia potrebbe esporla ad una triste sotto-capitalizzazione.
Pertanto, in caso d'insolvenza della Grecia, come minimo ci dovremmo aspettare che nei mercati dei cambi venga messa in discussione la validità di un nuovo euro. Anche se la BCE decidesse di salvare tutto il savabile dopo un default greco, riorganizzando a suo favore l'ordine dei creditori bancari attraverso un bail-in, si troverebbe lo stesso a dover implementare disposizioni considerevoli a causa di una base di capitale insufficiente. Per questo motivo, piuttosto che rischiare di esporre la BCE ad una sotto-capitalizzazione, è più probabile che alla fine la Grecia la spunterà, costringendo gli altri membri della zona Euro a raccogliere abbastanza soldi da pagare il suo debito in scadenza e coprire i salari del settore pubblico. Questo salverebbe l'euro?
Forse sì, ma non per molto. Se i ministri delle finanze della zona Euro si piegheranno alle richieste della Grecia, per le altre nazioni fiscalmente irresponsabili sarà più difficile imporre misure di vera austerità. I partiti anti-austerità, come Podemas in Spagna, hanno grandi possibilità di salire al governo in futuro, e proprio verso la fine di quest'anno ci saranno le elezioni generali in Spagna. Il primo ministro Renzi e il presidente Hollande sono pronti ad abbandonare qualsiasi misura di pseudo-austerità abbiano implementato finora e ad aumentare ulteriormente la spesa pubblica (come presunto strumento di salvezza economica). Purtroppo sia per la BCE sotto-capitalizzata sia per la sua giovane valuta, le possibilità di finire sotto il fuoco incrociato dei creditori del nord Europa e dei mutuatari dissoluti del sud si fanno sempre più consistenti.
Anche se la Grecia dovesse essere salvata dal default, la BCE dovrà rafforzare le banche greche. Questo rischia di essere fatto in due modi: in primo luogo, costringendole ad una ricapitalizzazione con o senza un bail-in; in secondo luogo, limitando i loro deflussi attraverso controlli sui capitali e forti limiti sui prelievi dei depositanti. Si tratta sostanzialmente di nuova soluzione alla Cipro.
Qualunque sia l'esito dell'affaire greco, i residenti della zona Euro si ritroveranno per le mani una moneta che sta diventando sempre più discutibile. Il bail-in attuato a Cipro è ancora impresso nella mente dei depositanti e di certo non è stato dimenticato in Grecia, dove la gente comune sta comprando beni strumentali mobili, come le automobili tedesche, con i saldi bancari che non possono essere ritirati in contanti e che altrimenti sarebbero a rischio di un bail-in. I depositanti greci hanno capito che i saldi in euro detenuti nelle loro banche non sono affidabili.
Inoltre il tasso di cambio potrebbe sferrare un altro colpo debilitante all'euro. Se la moneta unica continuerà a perdere potere d'acquisto rispetto alle valute estere, è probabile che la sua fiducia ne uscirà indebolita. Quando questo accadrà, per la BCE sarà più difficile recuperare la situazione e conservare la credibilità dell'euro come moneta. Non è sensato accollarsi tutti questi grandi rischi con una moneta che esiste da soli tredici anni.
[*] traduzione di Francesco Simoncelli: http://francescosimoncelli.blogspot.it/
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Note
[1] La legge di Say è una regola economica enunciante che la produzione è la fonte della domanda. Secondo la legge di Say, quando un individuo produce un bene o un servizio, viene pagato per siffatto lavoro e quindi è in grado di utilizzare tale pagamento per esercitare la sua domanda di beni e servizi.
[2] Il TARGET2 è un sistema di pagamento interbancario per processare in tempo reale trasferimenti transfrontalieri in tutta l'Unione Europea. Il TARGET2 ha sostituito il TARGET (Trans-European Automated Real-time Gross Settlement Express Transfer System) nel novembre 2007.
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mercoledì 1 maggio 2013
Che Bello Liberarsi "dell'Assicurazione" sui Depositi
La storia si ripete. Così come la Banca di Cipro era una delle banche più stimate e "premiate" nel 2011, lo era anche la Lehman nel 2007. Entrambe hanno dovuto chiedere aiuto per essere salvate, una lo è stata e l'altra no. I contribuenti sono stati tirati dentro il salvataggio senza che potessero dire nulla in merito. Cosa è andato storto alla Banca di Cipro per farla arrivare alla bancarotta? Ha acquistato un sacco di bond greci nel 2010, non vedendo lo stato delle finanze del governo ellenico. Nel 2011 tutti ormani avevano capito in quale stato disastrato vertessero le obbligazioni greche, ma nonostante ciò la prestigiosa rivista "Global Finance" ha sin da allora continuato a dare premi su premi alla Banca di Cipro. In questo modo i depositanti sono stati cullati nella falsa credenza che tutto stesse andando per il meglio e mai nesuno avrebbe messo le mani sulla loro "proprietà." Poi, durante un weekend, salta fuori un accordo preso settimane prima in cui si mette le mani nei depositi dei cittadini (il parlamento cipriota ha aggiustato il colpo permettendo il furto della metà dei grandi depositi). Qui c'è una lezione da imparare: non c'è mai alcun avvertimento, ci sono bugie, ci sono accordi segreti. Le persone ci credono, credono che il prossimo sarà l'ultimo salvataggio... e questa cosa non cambierà. Le pecore si fidano del pastore, nonostante sia menzognero. Prestate molta attenzione alla Slovenia ora, perché molto probabilmente sarà la prossima.
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di Detlev Schlichter
Una volta che il furore pubblico e la stridula copertura mediatica saranno morti, diventerà chiaro che gli eventi a Cipro non hanno segnato la morte della democrazia o la fine dell'euro, ma potenzialmente l'inizio della fine "dell'assicurazione sui depositi." Se è così, allora tre urrà. Questa situazione potrebbe preannunciare un ritorno all'onestà, alla trasparenza ed alla responsabilità nel settore bancario.
Cominciamo guardando ad alcuni dei fatti sul deposito bancario: quando si deposita denaro in una banca si perde la proprietà di quel denaro e si guadagna la titolarità di un credito nei confronti della banca – un credito per un rimborso immediato in denaro, ma pur sempre un credito. Nel 1848 la Camera dei Lord dichiarò:
"Il denaro, quando versato in una banca, cessa del tutto di essere denaro del titolare; diventa denaro del banchiere, il quale è legato ad un pagamento di una somma simile a quella depositata quando gli viene chiesta indietro... Il denaro posto sotto la custodia di un banchiere è, a tutti gli effetti, denaro del banchiere che può farci tutto quello che vuole; non è colpevole di alcuna violazione della fiducia quando lo investe; non è responsabile di fronte al titolare se lo mette in pericolo, se si impegna in speculazioni pericolose; non è tenuto a mantenerlo come proprietà del suo titolare; ma è, ovviamente, responsabile della quantità, perché ha stipulato un contratto."
Questa non è pedanteria legale o solo una questione di opinione, ma una necessità logica che segue inevitabilmente l'evoluzione del deposito bancario, come veniva praticato nel 1848 e come viene praticato ancora oggi. Se la proprietà del denaro non passasse dal depositante al banchiere, allora il banchiere non potrebbe prestare i soldi ad una terza parte e non potrebbe pagare gli interessi al depositante. Se il depositante mantenesse la piena proprietà del denaro depositato, il banchiere dovrebbe solamente conservarlo in modo sicuro e probabilmente far pagare il depositante per la custodia della sua proprietà. Il denaro conservato nel caveau di una banca guadagna poco interesse come il denaro tenuto sotto un materasso. Evidentemente non è quello che i depositanti cercano dalla banca. Se viene pagato un interesse – o vengono fnorniti servizi bancari "gratuiti" – il depositante deve avere concordato – almeno implicitamente – che il banchiere possa "investire" i soldi, cioè metterlo a rischio.
Per più di 300 anni le banche hanno operato nel settore dei prestiti (che sono rischiosi e illiquidi) con depositi che si suppone dovessero essere al sicuro e immediatamente rimborsabili. Quando le banche falliscono i depositanti perdono soldi, anche se in passato nessuna persona razionale avrebbe affermato che i depositanti stessero ingiustamente "salvando la banca" o fossero vittime di un "furto."
Anche se la meccanica della riserva frazionaria non è cambiata in 300 anni, le aspettative della popolazione evidentemente sono cambiate notevolmente. Oggi ci si aspetta che le banche prestino in maniera sempre più generosa, mentre i depositanti non devono incorrere in alcun rischio di perdita. Questo significa far quadrare il cerchio, ma non ha impedito ai politici di promettere una tale impresa: l'assicurazione sui depositi. "L'assicurazione" statale sui depositi non è affatto un'assicurazione. Le compagnie di assicurazione calcolano e calibrano i rischi, richiedono un prezzo all'assicurato e mettono da parte capitale per quando si verificherà l'evento per il quale ci si assicura. Una "garanzia" statale sui depositi, al contrario, è semplicemente un'altra promessa vuota del governo, con la speranza che le cose non andranno così male. Quando infine vanno male lo stato fa quello che fa sempre: prenderà da Peter per pagare Paul. Cipro è un esempio calzante: le compagnie di assicurazione private avrebbero già da tempo staccato la spina ad un settore bancario gonfiato, mentre lo stato cipriota, ancora il monopolista locale dell'autorizzazione e della regolamentazione bancaria, ha preferito guardare ai depositi bancari accumulati che erano pari a quattro volte il PIL. Alla fine il governo di Cipro è rimasto a corto di "Paul" a cui affibiare il conto – e gli "Hans" in Germania si sono rifiutati di essere i protagonisti unici del salvataggio (anche se continuano a fornire una quota importante del piano di salvataggio).
Cipro è solo un esempio estremo di quello che può causare l'offuscamento istituzionalizzato del rischio e della responsabilità. "L'assicurazione" sui depositi maschera i rischi e socializza i costi della riserva frazionaria. La carta statale illimitata e le banche centrali, che assumono il ruolo di "prestatori di ultima istanza," hanno lo stesso effetto. Se l'idea originale alla base di queste innovazioni era quella di rendere il settore bancario più sicuro, allora non ha funzionato poiché le banche sono diventate più grandi e più rischiose che mai, anche se ho il sospetto che il vero scopo di queste "reti di sicurezza" sia sempre stato quello di fornire una copertura ad una maggiore espansione del credito bancario.
In base alle disposizioni attuali c'è poco incentivo affinché le banche assumano un atteggiamento particolarmente conservatore. I depositanti sono stati in gran parte insensibili ai rischi insiti nel settore bancario. Non premiano più le banche prudenti con nuovi afflussi e puniscono le banche apertamente rischiose con il ritiro di fondi; e anche se lo facessero le banche potrebbero ottenere fondi quasi illimitati dalla banca centrale, almeno fino a quando avranno qualche bene che la centrale banca sarà disposta a "monetizzare." Si tratta di un'ostacolo insignificante, poiché le banche sono diventate condotti per la politica infinita dello "stimolo" e perciò verranno ulteriormente ingrassate per il bene della crescita. Una volta che la banca ha "spuntato le caselle" e soddisfa i criteri minimi di vigilanza normativa, qualsiasi probità aggiuntiva si andrebbe a sottrarre solo dai potenziali rendimenti degli azionisti. L'infrastruttura finanziaria moderna ha creato l'illusione della sicurezza insieme all' illusione della prosperità grazie al credito artificialmente a basso costo. Il rischio occasionale di una corsa agli sportelli di una banca è stato sostituito con il rischio crescente di una corsa agli sportelli dell'intero sistema.
Ciò cambierebbe radicalmente se venissero reintrodotti i principi di libero mercato nel settore bancario. I banchieri dovrebbero rispondere a tutti i loro creditori, compresi i piccoli risparmiatori, i quali non verrebbero più cullati in un falso senso di sicurezza ma, nel loro ruolo come creditori nei confronti delle banche, diventerebbero "vigilanti dei depositi" e aiuterebbero a tenere sotto controllo le banche. Queste ultime dovrebbero comunicare al grande pubblico, e non solo ad una manciata di burocrati altamente specializzati presso la banca centrale o al regolatore normativo statale, le strategie di bilancio e la gestione del rischio al fine di ottenere e conservarne la fiducia. Il settore bancario diventerebbe meno complesso, più trasparente e meno indebitato. Un settore bancario conservatore sarebbe di nuovo un modello di business sostenibile e il grande pubblico comincerebbe ad apprezzare quanto siano pericolose le politiche populiste di credito a buon mercato e le richieste ingenue affinché le "banche tornino a prestare." Purtroppo i depositanti stanno sottoscrivendo questo tipo di politiche e si prenderanno un sacco di rischi.
[*] traduzione di Francesco Simoncelli: http://francescosimoncelli.blogspot.it/
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di Detlev Schlichter
Una volta che il furore pubblico e la stridula copertura mediatica saranno morti, diventerà chiaro che gli eventi a Cipro non hanno segnato la morte della democrazia o la fine dell'euro, ma potenzialmente l'inizio della fine "dell'assicurazione sui depositi." Se è così, allora tre urrà. Questa situazione potrebbe preannunciare un ritorno all'onestà, alla trasparenza ed alla responsabilità nel settore bancario.
Cominciamo guardando ad alcuni dei fatti sul deposito bancario: quando si deposita denaro in una banca si perde la proprietà di quel denaro e si guadagna la titolarità di un credito nei confronti della banca – un credito per un rimborso immediato in denaro, ma pur sempre un credito. Nel 1848 la Camera dei Lord dichiarò:
"Il denaro, quando versato in una banca, cessa del tutto di essere denaro del titolare; diventa denaro del banchiere, il quale è legato ad un pagamento di una somma simile a quella depositata quando gli viene chiesta indietro... Il denaro posto sotto la custodia di un banchiere è, a tutti gli effetti, denaro del banchiere che può farci tutto quello che vuole; non è colpevole di alcuna violazione della fiducia quando lo investe; non è responsabile di fronte al titolare se lo mette in pericolo, se si impegna in speculazioni pericolose; non è tenuto a mantenerlo come proprietà del suo titolare; ma è, ovviamente, responsabile della quantità, perché ha stipulato un contratto."
Questa non è pedanteria legale o solo una questione di opinione, ma una necessità logica che segue inevitabilmente l'evoluzione del deposito bancario, come veniva praticato nel 1848 e come viene praticato ancora oggi. Se la proprietà del denaro non passasse dal depositante al banchiere, allora il banchiere non potrebbe prestare i soldi ad una terza parte e non potrebbe pagare gli interessi al depositante. Se il depositante mantenesse la piena proprietà del denaro depositato, il banchiere dovrebbe solamente conservarlo in modo sicuro e probabilmente far pagare il depositante per la custodia della sua proprietà. Il denaro conservato nel caveau di una banca guadagna poco interesse come il denaro tenuto sotto un materasso. Evidentemente non è quello che i depositanti cercano dalla banca. Se viene pagato un interesse – o vengono fnorniti servizi bancari "gratuiti" – il depositante deve avere concordato – almeno implicitamente – che il banchiere possa "investire" i soldi, cioè metterlo a rischio.
Per più di 300 anni le banche hanno operato nel settore dei prestiti (che sono rischiosi e illiquidi) con depositi che si suppone dovessero essere al sicuro e immediatamente rimborsabili. Quando le banche falliscono i depositanti perdono soldi, anche se in passato nessuna persona razionale avrebbe affermato che i depositanti stessero ingiustamente "salvando la banca" o fossero vittime di un "furto."
Anche se la meccanica della riserva frazionaria non è cambiata in 300 anni, le aspettative della popolazione evidentemente sono cambiate notevolmente. Oggi ci si aspetta che le banche prestino in maniera sempre più generosa, mentre i depositanti non devono incorrere in alcun rischio di perdita. Questo significa far quadrare il cerchio, ma non ha impedito ai politici di promettere una tale impresa: l'assicurazione sui depositi. "L'assicurazione" statale sui depositi non è affatto un'assicurazione. Le compagnie di assicurazione calcolano e calibrano i rischi, richiedono un prezzo all'assicurato e mettono da parte capitale per quando si verificherà l'evento per il quale ci si assicura. Una "garanzia" statale sui depositi, al contrario, è semplicemente un'altra promessa vuota del governo, con la speranza che le cose non andranno così male. Quando infine vanno male lo stato fa quello che fa sempre: prenderà da Peter per pagare Paul. Cipro è un esempio calzante: le compagnie di assicurazione private avrebbero già da tempo staccato la spina ad un settore bancario gonfiato, mentre lo stato cipriota, ancora il monopolista locale dell'autorizzazione e della regolamentazione bancaria, ha preferito guardare ai depositi bancari accumulati che erano pari a quattro volte il PIL. Alla fine il governo di Cipro è rimasto a corto di "Paul" a cui affibiare il conto – e gli "Hans" in Germania si sono rifiutati di essere i protagonisti unici del salvataggio (anche se continuano a fornire una quota importante del piano di salvataggio).
Cipro è solo un esempio estremo di quello che può causare l'offuscamento istituzionalizzato del rischio e della responsabilità. "L'assicurazione" sui depositi maschera i rischi e socializza i costi della riserva frazionaria. La carta statale illimitata e le banche centrali, che assumono il ruolo di "prestatori di ultima istanza," hanno lo stesso effetto. Se l'idea originale alla base di queste innovazioni era quella di rendere il settore bancario più sicuro, allora non ha funzionato poiché le banche sono diventate più grandi e più rischiose che mai, anche se ho il sospetto che il vero scopo di queste "reti di sicurezza" sia sempre stato quello di fornire una copertura ad una maggiore espansione del credito bancario.
In base alle disposizioni attuali c'è poco incentivo affinché le banche assumano un atteggiamento particolarmente conservatore. I depositanti sono stati in gran parte insensibili ai rischi insiti nel settore bancario. Non premiano più le banche prudenti con nuovi afflussi e puniscono le banche apertamente rischiose con il ritiro di fondi; e anche se lo facessero le banche potrebbero ottenere fondi quasi illimitati dalla banca centrale, almeno fino a quando avranno qualche bene che la centrale banca sarà disposta a "monetizzare." Si tratta di un'ostacolo insignificante, poiché le banche sono diventate condotti per la politica infinita dello "stimolo" e perciò verranno ulteriormente ingrassate per il bene della crescita. Una volta che la banca ha "spuntato le caselle" e soddisfa i criteri minimi di vigilanza normativa, qualsiasi probità aggiuntiva si andrebbe a sottrarre solo dai potenziali rendimenti degli azionisti. L'infrastruttura finanziaria moderna ha creato l'illusione della sicurezza insieme all' illusione della prosperità grazie al credito artificialmente a basso costo. Il rischio occasionale di una corsa agli sportelli di una banca è stato sostituito con il rischio crescente di una corsa agli sportelli dell'intero sistema.
Ciò cambierebbe radicalmente se venissero reintrodotti i principi di libero mercato nel settore bancario. I banchieri dovrebbero rispondere a tutti i loro creditori, compresi i piccoli risparmiatori, i quali non verrebbero più cullati in un falso senso di sicurezza ma, nel loro ruolo come creditori nei confronti delle banche, diventerebbero "vigilanti dei depositi" e aiuterebbero a tenere sotto controllo le banche. Queste ultime dovrebbero comunicare al grande pubblico, e non solo ad una manciata di burocrati altamente specializzati presso la banca centrale o al regolatore normativo statale, le strategie di bilancio e la gestione del rischio al fine di ottenere e conservarne la fiducia. Il settore bancario diventerebbe meno complesso, più trasparente e meno indebitato. Un settore bancario conservatore sarebbe di nuovo un modello di business sostenibile e il grande pubblico comincerebbe ad apprezzare quanto siano pericolose le politiche populiste di credito a buon mercato e le richieste ingenue affinché le "banche tornino a prestare." Purtroppo i depositanti stanno sottoscrivendo questo tipo di politiche e si prenderanno un sacco di rischi.
[*] traduzione di Francesco Simoncelli: http://francescosimoncelli.blogspot.it/
giovedì 18 aprile 2013
La svendita dell'oro: C'è solo una domanda che conta
Non si è parlato d'altro sin da Venerdì scorso: il crollo del prezzo dell'oro. Secondo la mia ottica questo segnale ci invita a credere che una imminente paura per un'inflazione nei prezzi è abbastanza lontana. L'Europa è di nuovo scampata allo spettro di una crisi più grande, e ciò va a ridurre la necessità dell'oro come uno strumento di protezione in caso di crisi. Ma ciò non tiene conto di una cosa: l'Europa E' in recessione, così come probabilmente ci stanno per finire Giappone e USA. Il panico legato alla svendita dell'oro è stato innescato dalla minaccia del settore bancario centrale europeo di vendere le proprie riserve d'oro. Non penso che lo faranno, e anche se accadesse ci sarebbero altre banche pronte ad approfittarne (soprattutto quelle asiatiche). Forse anche stavolta lo zio Sam potrebbe essere in grado di schivare l'ennesimo rischio di recessione, e il fatto che ce la stia mettendo tutta per scamparla lo denota l'incredibile quantità di pattume obbligazionario che la FED acquista da Fannie & Freddie e dal governo. Nonostante la "timidezza" dello zio Mario nel lanciare un QE vero e proprio, si vedrà costretto ad implementarne uno date le condizioni in continuo deterioramento della zona Euro. Il Giappone è ben oltre la "redenzione." La FED potrà anche inflazionare a questo ritmo per schivare un'altra recessione (tra l'altro, senza dar vita ad alcuna "ripresa"), ma aspettarsi che la FED possa evitare una recessione globale equivale ad aspettarsi un miracolo.
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di Detlev Schlichter
Venerdì scorso ho partecipato ad un dibattito (molto breve) presso la Radio della BBC in cui si parlava della direzione futura dell'oro. Tom Kendall, responsabile della sezione metalli preziosi presso Credit Suisse, ha sostenuto che l'oro è in difficoltà, mentre io ho sostenuto il contrario. Quindi il sottoscritto era in una radio nazionale la mattina dei due giorni peggiori dell'oro in 30 anni, sostenendo che ancora era un buon investimento.
È vero?
Continuo a pensare che quello che ho detto alla radio sia corretto. E dopo due giorni di brutali salassi nel mercato dell'oro e due giorni di esami di coscienza per le spiegazioni, credo che la seguente sia l'unica domanda che conta per capire dove finirà l'oro:
"La direzione della politica monetaria mondiale è cambiata o è in procinto di cambiare radicalmente? Sta per finire il periodo di 'quantitative easing' e di tassi di interesse super-bassi?"
Se la risposta a queste domande è "sì," allora l'oro continuerà ad essere nei guai. Se la risposta è "no," allora tornerà sui suoi passi.
Le ragioni per possedere oro
La ragione per cui possiedo oro e per cui l'ho raccomandato come asset essenziale di auto-difesa non è per il suo andamento di prezzo, per l'opinione di Goldman Sachs, o per la stagione dei matrimoni indiani, ma perché l'economia basata sul denaro fiat si è data la zappa sui piedi. Dopo 40 anni di incessante espansione monetaria e, in particolare, dopo 25 anni di bolle finanziarie alimentate dalla FED, le dislocazioni nel sistema finanziario globale sono così grandi che nessuno osa chiudere il rubinetto monetario e lasciare che le forze di mercato facciano il loro lavoro (prezzare il credito ed il rischio in base al bacino dei risparmi reali ed al potenziale di generazione di reddito reale piuttosto che in base ai desideri dei nostri pianificatori centrali monetari).
Il motivo per cui tutte le principali banche centrali del mondo continuano a tenere a zero i tassi da quasi un decennio e stampano grandi quantità di riserve bancarie, è che il sistema è massicciamente dislocato e nessuno vuole che il mercato vada a correggere questa situazione.
Ci sono due possibili esiti (come spiego nel mio libro):
L'oro è principalmente una protezione contro lo scenario 1, ma anche nello scenario 2 non scenderà a zero. Finora vedo poche indicazioni che lasciano presagire un passaggio dallo scenario 1 al 2, ma dobbiamo sempre considerare il fatto che il mercato è più intelligente di noi e ha i piedi ancorati saldamente a terra. Qual è la prova?
Cipro e l'UME
Presi da soli, gli eventi a Cipro non erano a favore dell'oro; non perché l'isola poteva vendere potenzialmente una piccola quantità d'oro, ma perché i padroni dell'UE hanno deciso di incamminarsi verso la liquidazione e la deflazione piuttosto che verso un salvataggio su vasta scala e la reflazione. La più grande banca di Cipro viene liquidata, non salvata e "ricapitalizzata" come nei cattivi esempi di RBS, Northern Rock, Commerzbank, o più indirettamente – tramite una spudorata immissione di nuova liquidità – nel caso di Goldman, Morgan Stanley, Citibank e numerose altre. Il bilancio della BCE è diminuito nel corso degli ultimi 3 mesi, non si è espanso. Ai depositanti delle banche nell'UME (e anche nell'UE) viene detto che in futuro non dovrebbero fare affidamento su una stampa illimitata di denaro o sul trasferimento dai contribuenti di altri paesi affinché possano veder protetto il valore nominale dei loro depositi. Questo è un punto a favore della sobrietà monetaria ed a sfavore dell'oro. Dovrebbe ridurre il premio al rischio sul denaro cartaceo.
Se questo è dove si sta dirigendo la burocrazia monetario globale allora l'oro è davvero nei guai. Tuttavia, non credo sia così. Come ho sostenuto in precedenza, mi sembra più probabile che il Giappone sia il modello per tutte le altre banche centrali: svalutazione aggressiva del denaro fiat. Inoltre, la burocrazia europea non potrebbe essere così di principio sulla questione denaro sonante o meno quando il paziente portato sulla barella non è un nano europeo come Cipro o la Grecia, ma uno dei ragazzi grandi, vale a dire Spagna, Italia o Francia (quest'ultima è stata per un po' di tempo il grande incidente dell'UME in attesa di accadere). Il telefono di Draghi inizierebbe immediatamente a suonare. La mia sensazione è che anche in Europa non bisogna sforzarsi tanto con l'immaginazione per vedere all'orizzonte i tempi del "quantitative easing."
Bernanke, l'anti-Volcker
Ma quella banca centrale che conta davvero è la FED. Un giorno ci guarderemo indietro e ricorderemo l'Aprile 2013 come il momento in cui un mercato dell'oro incredibilmente preveggente ci ha detto che Bernanke stava per essere isolato alla FED, che la gente avrebbe cominciato a spazientirsi sul serio della sua testardaggine accademica basata su un tecnologia in possesso del governo USA (una stampante) in grado di stampare tanti dollari quanti ne vuole.... bla, bla, bla...., e finalmente lo avrebbe preso a calci ponendo fine a questo spettacolo grottesco di folle svilimento del dollaro? – Ovviamente non lo so, ma ho qualche dubbio.
Ieri è stato il giorno peggiore per il mercato dell'oro dal Febbraio 1983. All'epoca l'oro era in un gigantesco mercato al ribasso, non per quello che pensava o diceva la Goldman, ma perché Paul Volcker era presidente della FED ed aveva appena applicato un trattamento monetario all'economia degli Stati Uniti che prevedeva il semplice arresto della stampante, consentendo ai tassi a breve termine di salire e ripristinando la fiducia nel dollaro di carta. Hey, il 20% sui Buoni del Tesoro, che ve ne pare come segnale che la cartamoneta non sarà annientata? La cosa importante è stata che Volcker (e alcuni dei suoi padroni politici) ebbero la spina dorsale di infliggere questo dolore di breve termine per raggiungere una stabilità di lungo termine (anche se, purtroppo, non duratura) e di sopportare le conseguenze di tale stretta. Oggi le conseguenze sarebbero molto più gravi, e c'è anche poca spina dorsale da parte del settore bancario centrale. Negli ultimi due decenni, la figura del banchiere centrale è diventata la miglior amica del trader indebitato. Volcker era fatto di una stoffa più robusta.
Se il mercato dell'oro sa che la politica monetaria allentata sta per finire, come mai gli altri mercati non l'hanno ancora capito? Crediamo davvero che le azioni sarebbero scambiate a dei massimi storici, che i bond delle nazioni fiscalmente in difficoltà e delle aziende sulla graticola sarebbero scambiati a rendimenti bassi da record, se la fine della politica monetaria allentata fosse dietro l'angolo?
Per giustificare le valutazioni alte di questi mercati in base ai fondamentali, si dovrebbe supporre che non beneficino più di denaro a buon mercato e siano tornati ad essere i barometri efficienti, disinteressati, oggettivi, affidabili e lungimiranti del nostro futuro economico; e di un futuro luminoso in cui tutti i nostri problemi – ciclici, strutturali, fiscali, demografici – siano stati apparentemente risolti, in modo che i banchieri centrali possano impacchettare il kit di emergenza e l'oro possa tornare nei musei. – Beh, buona fortuna.
I risucchiati
Nel dibattito di Venerdì scorso, il mio "avversario" (Tom Kendall) ha sollevato un ottimo punto. Tom ha detto i problemi per l'oro erano provocati dal "senso di marcia" dell'economia e degli altri mercati degli asset. E' forse una frase un po' strana, ma il modo in cui l'ho intesa è molto pertinente: le azioni vengono commerciate a prezzi maggiori (a mio avviso a causa della politica monetaria allentata e dell'aspettativa che ciò continuerà nel futuro), mentre le obbligazioni sono stabili e l'inflazione (finora) non è un problema. In questo ambiente, l'allocazione dell'oro in un portfolio è percepita come un peso morto. Per la maggior parte degli investitori è difficile stare ai margini di un rally nel mercato azionario. Hanno bisogno di farvi parte.
Penso che quello che sta accadendo è che Bernanke & Co stanno alimentando, per il momento, una politica monetaria al punto giusto in cui le loro macchinazioni monetarie portano tanto in alto le azioni in modo da risucchiare sempre più giocatori da bordo campo, ma ancora non influenzano le letture dell'inflazione e non sconvolgono il mercato obbligazionario. Questa politica non sta conducendo all'equilibrio il sistema finanziario, infatti non riduce gli squilibri o dissolve le dislocazioni economiche. Al contrario, questa politica sta aggiungendo altri problemi a lungo termine. Ma ci si sente bene, per ora.
Bernanke sta gonfiando nuove bolle, e come abbiamo visto in passato, è nelle fasi iniziali del processo inflazionistico delle nuove bolle che l'oro si dibatte e fa fatica. Gli investitori azionari vengono risucchiati di nuovo, ed i gold bug potrebbero dover aspettare fino a quando non verranno di nuovo presi in considerazione e la cavalleria della FED cavalcherà di nuovo in loro soccorso, allora l'oro tornerà.
In ogni caso rimango certo di una cosa:
Finirà male.
[*] traduzione di Francesco Simoncelli: http://francescosimoncelli.blogspot.it/
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di Detlev Schlichter
Venerdì scorso ho partecipato ad un dibattito (molto breve) presso la Radio della BBC in cui si parlava della direzione futura dell'oro. Tom Kendall, responsabile della sezione metalli preziosi presso Credit Suisse, ha sostenuto che l'oro è in difficoltà, mentre io ho sostenuto il contrario. Quindi il sottoscritto era in una radio nazionale la mattina dei due giorni peggiori dell'oro in 30 anni, sostenendo che ancora era un buon investimento.
È vero?
Continuo a pensare che quello che ho detto alla radio sia corretto. E dopo due giorni di brutali salassi nel mercato dell'oro e due giorni di esami di coscienza per le spiegazioni, credo che la seguente sia l'unica domanda che conta per capire dove finirà l'oro:
"La direzione della politica monetaria mondiale è cambiata o è in procinto di cambiare radicalmente? Sta per finire il periodo di 'quantitative easing' e di tassi di interesse super-bassi?"
Se la risposta a queste domande è "sì," allora l'oro continuerà ad essere nei guai. Se la risposta è "no," allora tornerà sui suoi passi.
Le ragioni per possedere oro
La ragione per cui possiedo oro e per cui l'ho raccomandato come asset essenziale di auto-difesa non è per il suo andamento di prezzo, per l'opinione di Goldman Sachs, o per la stagione dei matrimoni indiani, ma perché l'economia basata sul denaro fiat si è data la zappa sui piedi. Dopo 40 anni di incessante espansione monetaria e, in particolare, dopo 25 anni di bolle finanziarie alimentate dalla FED, le dislocazioni nel sistema finanziario globale sono così grandi che nessuno osa chiudere il rubinetto monetario e lasciare che le forze di mercato facciano il loro lavoro (prezzare il credito ed il rischio in base al bacino dei risparmi reali ed al potenziale di generazione di reddito reale piuttosto che in base ai desideri dei nostri pianificatori centrali monetari).
Il motivo per cui tutte le principali banche centrali del mondo continuano a tenere a zero i tassi da quasi un decennio e stampano grandi quantità di riserve bancarie, è che il sistema è massicciamente dislocato e nessuno vuole che il mercato vada a correggere questa situazione.
Ci sono due possibili esiti (come spiego nel mio libro):
- Questa politica viene portata avanti ulteriormente e addirittura intensificata, cosa che alla fine porterà ad un aumento dell'inflazione ed al collasso della cartamoneta.
- Questa politica viene abbandonata e si lascia che le forze di mercato liquidino gli squilibri.
L'oro è principalmente una protezione contro lo scenario 1, ma anche nello scenario 2 non scenderà a zero. Finora vedo poche indicazioni che lasciano presagire un passaggio dallo scenario 1 al 2, ma dobbiamo sempre considerare il fatto che il mercato è più intelligente di noi e ha i piedi ancorati saldamente a terra. Qual è la prova?
Cipro e l'UME
Presi da soli, gli eventi a Cipro non erano a favore dell'oro; non perché l'isola poteva vendere potenzialmente una piccola quantità d'oro, ma perché i padroni dell'UE hanno deciso di incamminarsi verso la liquidazione e la deflazione piuttosto che verso un salvataggio su vasta scala e la reflazione. La più grande banca di Cipro viene liquidata, non salvata e "ricapitalizzata" come nei cattivi esempi di RBS, Northern Rock, Commerzbank, o più indirettamente – tramite una spudorata immissione di nuova liquidità – nel caso di Goldman, Morgan Stanley, Citibank e numerose altre. Il bilancio della BCE è diminuito nel corso degli ultimi 3 mesi, non si è espanso. Ai depositanti delle banche nell'UME (e anche nell'UE) viene detto che in futuro non dovrebbero fare affidamento su una stampa illimitata di denaro o sul trasferimento dai contribuenti di altri paesi affinché possano veder protetto il valore nominale dei loro depositi. Questo è un punto a favore della sobrietà monetaria ed a sfavore dell'oro. Dovrebbe ridurre il premio al rischio sul denaro cartaceo.
Se questo è dove si sta dirigendo la burocrazia monetario globale allora l'oro è davvero nei guai. Tuttavia, non credo sia così. Come ho sostenuto in precedenza, mi sembra più probabile che il Giappone sia il modello per tutte le altre banche centrali: svalutazione aggressiva del denaro fiat. Inoltre, la burocrazia europea non potrebbe essere così di principio sulla questione denaro sonante o meno quando il paziente portato sulla barella non è un nano europeo come Cipro o la Grecia, ma uno dei ragazzi grandi, vale a dire Spagna, Italia o Francia (quest'ultima è stata per un po' di tempo il grande incidente dell'UME in attesa di accadere). Il telefono di Draghi inizierebbe immediatamente a suonare. La mia sensazione è che anche in Europa non bisogna sforzarsi tanto con l'immaginazione per vedere all'orizzonte i tempi del "quantitative easing."
Bernanke, l'anti-Volcker
Ma quella banca centrale che conta davvero è la FED. Un giorno ci guarderemo indietro e ricorderemo l'Aprile 2013 come il momento in cui un mercato dell'oro incredibilmente preveggente ci ha detto che Bernanke stava per essere isolato alla FED, che la gente avrebbe cominciato a spazientirsi sul serio della sua testardaggine accademica basata su un tecnologia in possesso del governo USA (una stampante) in grado di stampare tanti dollari quanti ne vuole.... bla, bla, bla...., e finalmente lo avrebbe preso a calci ponendo fine a questo spettacolo grottesco di folle svilimento del dollaro? – Ovviamente non lo so, ma ho qualche dubbio.
Ieri è stato il giorno peggiore per il mercato dell'oro dal Febbraio 1983. All'epoca l'oro era in un gigantesco mercato al ribasso, non per quello che pensava o diceva la Goldman, ma perché Paul Volcker era presidente della FED ed aveva appena applicato un trattamento monetario all'economia degli Stati Uniti che prevedeva il semplice arresto della stampante, consentendo ai tassi a breve termine di salire e ripristinando la fiducia nel dollaro di carta. Hey, il 20% sui Buoni del Tesoro, che ve ne pare come segnale che la cartamoneta non sarà annientata? La cosa importante è stata che Volcker (e alcuni dei suoi padroni politici) ebbero la spina dorsale di infliggere questo dolore di breve termine per raggiungere una stabilità di lungo termine (anche se, purtroppo, non duratura) e di sopportare le conseguenze di tale stretta. Oggi le conseguenze sarebbero molto più gravi, e c'è anche poca spina dorsale da parte del settore bancario centrale. Negli ultimi due decenni, la figura del banchiere centrale è diventata la miglior amica del trader indebitato. Volcker era fatto di una stoffa più robusta.
Se il mercato dell'oro sa che la politica monetaria allentata sta per finire, come mai gli altri mercati non l'hanno ancora capito? Crediamo davvero che le azioni sarebbero scambiate a dei massimi storici, che i bond delle nazioni fiscalmente in difficoltà e delle aziende sulla graticola sarebbero scambiati a rendimenti bassi da record, se la fine della politica monetaria allentata fosse dietro l'angolo?
Per giustificare le valutazioni alte di questi mercati in base ai fondamentali, si dovrebbe supporre che non beneficino più di denaro a buon mercato e siano tornati ad essere i barometri efficienti, disinteressati, oggettivi, affidabili e lungimiranti del nostro futuro economico; e di un futuro luminoso in cui tutti i nostri problemi – ciclici, strutturali, fiscali, demografici – siano stati apparentemente risolti, in modo che i banchieri centrali possano impacchettare il kit di emergenza e l'oro possa tornare nei musei. – Beh, buona fortuna.
I risucchiati
Nel dibattito di Venerdì scorso, il mio "avversario" (Tom Kendall) ha sollevato un ottimo punto. Tom ha detto i problemi per l'oro erano provocati dal "senso di marcia" dell'economia e degli altri mercati degli asset. E' forse una frase un po' strana, ma il modo in cui l'ho intesa è molto pertinente: le azioni vengono commerciate a prezzi maggiori (a mio avviso a causa della politica monetaria allentata e dell'aspettativa che ciò continuerà nel futuro), mentre le obbligazioni sono stabili e l'inflazione (finora) non è un problema. In questo ambiente, l'allocazione dell'oro in un portfolio è percepita come un peso morto. Per la maggior parte degli investitori è difficile stare ai margini di un rally nel mercato azionario. Hanno bisogno di farvi parte.
Penso che quello che sta accadendo è che Bernanke & Co stanno alimentando, per il momento, una politica monetaria al punto giusto in cui le loro macchinazioni monetarie portano tanto in alto le azioni in modo da risucchiare sempre più giocatori da bordo campo, ma ancora non influenzano le letture dell'inflazione e non sconvolgono il mercato obbligazionario. Questa politica non sta conducendo all'equilibrio il sistema finanziario, infatti non riduce gli squilibri o dissolve le dislocazioni economiche. Al contrario, questa politica sta aggiungendo altri problemi a lungo termine. Ma ci si sente bene, per ora.
Bernanke sta gonfiando nuove bolle, e come abbiamo visto in passato, è nelle fasi iniziali del processo inflazionistico delle nuove bolle che l'oro si dibatte e fa fatica. Gli investitori azionari vengono risucchiati di nuovo, ed i gold bug potrebbero dover aspettare fino a quando non verranno di nuovo presi in considerazione e la cavalleria della FED cavalcherà di nuovo in loro soccorso, allora l'oro tornerà.
In ogni caso rimango certo di una cosa:
Finirà male.
[*] traduzione di Francesco Simoncelli: http://francescosimoncelli.blogspot.it/
mercoledì 10 aprile 2013
Dimenticatevi di Cipro, il Giappone E' la Vera Crisi
di James Gruber
Dimenticatevi di Cipro. Nelle prossime settimane e mesi in Giappone si svolgerà una storia molto più interessante, dove sta per iniziare uno dei più grandi esperimenti economici dell'epoca moderna. Un paese il cui debito pubblico supera di gran lunga quello delle nazioni europee in crisi, il Giappone cercherà di inflazionare per uscire dalla spirale deflazionistica durata 23 anni.
La stragrande maggioranza degli economisti del mondo pensa che il quantitative easing (QE) abbia salvato gli Stati Uniti e che il Giappone abbia bisogno di seguire tale esempio, però su scala più ampia. Mi permetto di dissentire poiché questa politica quasi certamente porterà ad un disastro iperinflazionista in Giappone. Se ciò è vero ci saranno conseguenze gravi anche per gli altri paesi, trascinati a terra da un'accelerazione delle cosiddette guerre valutarie. Più in generale, però, è probabile che distruggerà il mito difeso dagli economisti di oggi secondo cui il QE è un toccasana per le economie in difficoltà. Non lo è, e il Giappone diventerà il modello per dimostrarlo.
Uno stimolo mostruoso all'orizzonte
Il nuovo Governatore della Banca del Giappone (BoJ), Haruhiko Kuroda, ha iniziato a lavorare Giovedi e nel suo primo giorno di lavoro ha scontentato gli investitori. In una conferenza stampa, Kuroda si è impegnato a fare tutto il necessario per sconfiggere la deflazione e ha ribadito l'obiettivo del governo di un'inflazione al 2%. Ma ha fornito poche informazioni specifiche e gli investitori hanno prontamente acquistato yen e venduto azioni.
Quasi certamente verremo a conoscenza di misure più concrete alla riunione della banca centrale del 3-4 Aprile. Ci sono buone probabilità che possano arrivare anche prima con una riunione d'emergenza.
E' ampiamente previsto che la BoJ espanderà il suo programma di acquisto di asset da 101 bilioni di yen ($1.06 bilioni), aggiungendoci altri 10 bilioni di yen. Inoltre, inizierà a comprare titoli di stato giapponesi con maturità fino a cinque anni entro la fine di Aprile.
L'idea alla base è quella di creare denaro dal nulla ed usarlo per acquistare titoli di stato da istituzioni private e da altri, in modo da accrescere l'offerta di moneta e, eventualmente, l'inflazione. Inoltre, le istituzioni inizieranno a prestare tale denaro in modo da spronare la spesa e stimolare l'economia. Questa è la teoria.
Quello che è stato affascinante da vedere, era il combattimento verbale tra i governatori in uscita e in entrata. In Giappone, dove regna il consenso del gruppo, è stata quasi una rissa vera e propria.
Il governatore uscente Masaaki Shirakawa non è mai stato un credente nelle politiche inflazionistiche del nuovo governo e non ha avuto peli sulla lingua nei suoi ultimi giorni in carica:
"Anche se i prezzi aumentassero del 2% ed i salari facessero la stessa cosa, ciò non significherebbe un miglioramento del tenore di vita delle persone... quello che dovremmo perseguire è un aumento della crescita economica reale...
...le cifre del passato, in Giappone così come in Europa e negli Stati Uniti, mostrano che è stato rotto il legame tra base monetaria ed i prezzi."
La seconda citazione si riferisce al fatto che il denaro stampato negli Stati Uniti e in Europa non è finito nell'economia più ampia, in quanto le banche si sono sedute sul denaro piuttosto che prestarlo.
E se Shirakawa non è stato abbastanza chiaro qui sopra, lo è sicuramente stato qui:
"Se ci fosse una sola misura che avrebbe potuto risolvere il problema, proprio come se si dovesse diradare una nebbia, allora non ci saremmo ritrovati in questo stato negli ultimi 15 anni."
Il nuovo capo della BoJ, Haruhiko Kuroda, non ha perso tempo per calpestare l'eredità del suo predecessore. Anche se espresse in gergo economico, le sue dichiarazioni sono risultate abbastanza chiare: Shirakawa faceva parte di un'era fallimentare di banca centrale e c'era il bisogno di fare qualcosa:
"E' molto importante che la BoJ si faccia carico, per un certo periodo di tempo, di un target [dell'inflazione] al 2%... Non dobbiamo cercare scuse, negando la nostra responsabilità, se non riusciamo a raggiungerlo."
E:
"A lungo termine, la correlazione tra offerta di moneta ed inflazione è alta."
In altre parole, se stampiamo abbastanza soldi, arriverà l'inflazione. E faremo di tutto per ottenere questo risultato.
E' la strada giusta?
Il combattimento tra i due banchieri centrali non è solo una discussione arcana, fa parte di un dibattito molto più grande circa l'efficacia delle politiche di stimolo. Ed è importante perché il Giappone è la terza economia più grande del mondo ed è in procinto di portare avanti queste politiche su scala più ampia.
La cosa incredibile è che il dibattito pubblico è ora dominato da coloro che sostengono lo stimolo. Si consideri un recente articolo di Martin Wolf sul Financial Times dal titolo "Il triste record dell'austerità fiscale." Wolf fa una lavata di capo all'Europa per aver forzato tagli alla spesa mentre le sue economie erano in uno stato lugubre:
"Addottandolo [l'OMT], [la Banca Centrale Europea] avrebbe potuto evitare il panico degli spread [del credito] i quali hanno giustificato l'austerità. Non l'ha messo in campo e decine di milioni di persone soffrono inutili difficoltà. E' tragico."
Poi continua raccomandando stimoli, una maggiore spesa pubblica e riforme strutturali per risolvere la situazione dell'Europa. E conclude con questo:
"Nel lungo periodo, i deficit di bilancio devono terminare. Nel breve periodo, il Regno Unito ha la possibilità di perseguire la crescita. Dovrebbe prenderla, così come gli Stati Uniti. "
Gli argomenti di Wolf e altri del suo genere possono essere grossolanamente riassunti in tre fatti, che la maggior parte di loro considererebbe intoccabili.
Fatto 1: La ripresa degli Stati Uniti dimostra che gli stimoli funzionano e la ripresa sarà più veloce se il QE sarà più aggressivo.
Fatto 2: L'Europa rimane in stasi perché ha perseguito tagli alla spesa che non sono riusciti a far ripartire le economie.
Fatto 3: Il Giappone non ha mai provato uno stimolo aggressivo per superare il suo problema della deflazione e deve seguire le orme degli Stati Uniti immediatamente.
Dato che questi "fatti" sono in realtà dogmi, lasciate che li contesti.
Fatto 1: E' troppo presto per dire se le politiche di stimolo degli Stati Uniti hanno funzionato. Hanno sostenuto l'economia nel breve termine, ma se siano sostenibili nel lungo periodo è ancora da vedere. Anche nel breve periodo, però, la ripresa è stata lenta e insignificante. Si consideri: il PIL del 2012 è cresciuto del 2.2% rispetto al 3.2% di quello post-Seconda Guerra Mondiale; il tasso di disoccupazione attuale è al 11.3%, se si includono coloro che hanno abbandonato la forza lavoro sin dal 2008; i redditi reali delle famiglie sono ancora sotto del 10% rispetto ai livelli del 2000 e la velocità della moneta (M2) è la più bassa da più di 50 anni (il denaro stampato non è percolato nell'economia più ampia).
Fatto 2: L'Europa non ha perseguito politiche d'austerità. Se qualcuno sostiene il contrario sta mentendo. E' solo l'ennesima scusa a favore dello stimolo. Il debito complessivo dell'Europa è continuato a salire, ora al 390%, in quanto il settore privato non ha ripagato i debiti ed i governi hanno aumentato i loro. Non ci sono stati tagli!
E per i più curiosi, a differenza del QE c'è qualche evidenza storica che l'austerità effettivamente funziona. La crisi finanziaria del 1997-1998 ha portato un dolore enorme per molti paesi asiatici, ma attraverso l'austerità e riforme economiche radicali, si sono ripresi in tempi relativamente brevi ed ora sono in forma molto migliore.
Fatto 3: Quelli che sostengono che il Giappone non abbia mai perseguito uno stimolo aggressivo, stanno parlando a vanvera. E' propaganda Keynesiana. Dal 2001 al 2006 il Giappone ha abbracciato stimoli su vasta scala, con la sua base monetaria che è aumentata del 36% l'anno. Durante suddetto periodo, la base monetaria è aumentata dell'82% in totale. Ma la crescita economica non s'è vista, la moneta è aumentata piuttosto che scendere e l'inflazione ha continuato a diminuire. Il QE in Giappone è stato abbandonato perché è stato considerato un fallimento.
Sorge quindi una domanda: la saggezza convenzionale a sostegno di uno stimolo enorme salverà o farà sprofondare il Giappone?
Perché il Giappone fallirà
Il sottotitolo indica la mia posizione sulla questione. Dato il suo sovraindebitamento, il Giappone ha poche buone opzioni a sua disposizione. Ma le politiche perseguite da Shinzo Abe permettranno l'accumulo di altro debito e scateneranno una crisi valutaria. E' una questione di quando, non di se.
Il rappoto debito pubblico/PIL in Giappone è ora al 245%, di gran lunga superiore rispetto a qualsiasi altro paese. Il rapporto debito totale/PIL è al 500%. Il rapporto spesa pubblica/entrate statali arriva ad un incredibile 2000%. Nel frattempo il costo degli interessi sul debito pubblico è pari al 25% delle entrate del governo.
Non c'è modo con cui il Giappone possa mai ripagare questo debito. Ha due opzioni principali: o passare attraverso un dolore tremendo tagliando la spesa pubblica oppure stampare denaro per cancellare una parte del debito.
Il Giappone sta scegliendo la seconda opzione, così come sta facendo la maggior parte degli stati di tutto il mondo. Stamperebbe denaro piuttosto che tagliare le spese e condannare l'economia ad una contrazione sostanziale, anche se tale scelta si tradurrà in un risultato ancora più doloroso ed estenuante.
E' inevitabile che lo yen calerà ulteriormente a partire da qui. Ho già detto che non mi sorprenderebbe vedere lo yen a 200 o 300 sul dollaro, anche se potrebbe essere uno scenario ottimistico.
Sembra anche inevitabile che i tassi di interesse giapponesi aumenteranno ed i bond verranno venduti. I rendimenti devono salire di appena il 2% affinché i costi degli interessi sul debito pubblico assorbano l'80% delle entrate del governo. Il sipario sarà calato prima di allora.
Coloro sicuri che questo evento non possa accadere poiché sostengono che il 91% dei titoli di stato giapponesi è detenuto da investitori nazionali, si lasciano sfuggire alcuni punti chiave. Sta aumentando il possesso estero dei bond perché gli investitori nazionali hanno bisogno di più soldi per finanziare le loro pensioni (il rapido invecchiamento della popolazione del Giappone). Gli stranieri chiederanno rendimenti più elevati per i rischi che si stanno assumendo. E neanche gli investitori nazionali si siederanno ad attendere un guadagno dello 0.6% su un bond a 10 anni, poiché l'iperinflazione busserà alle porte e la valuta si schianterà.
La guerra delle valute sta per iniziare sul serio
Le chiacchiere su una guerra valutaria sono girate in sordina per qualche mese. Aspettatevi un riaccendersi di tali discussioni e la loro trasformazione in realtà poiché il Giappone ci darà dentro con lo stimolo nelle prossime due settimane.
Paesi come la Corea del Sud e Taiwan stanno già soffrendo per il forte calo dello yen. Essi, e molti altri come la Germania ed i paesi emergenti, non si siederanno a guardare mentre i loro esportatori verranno sbattuti fuori dal mercato dai giapponesi. Reagiranno con svalutazioni monetarie e la guerra valutaria inizierà sul serio. Ma la domanda è: questi paesi saranno in grado di tenere il passo del Giappone? Ne dubito fortemente.
[*] traduzione di Francesco Simoncelli: http://francescosimoncelli.blogspot.it/
lunedì 8 aprile 2013
Perché Dijsselbloem ha ragione e Cipro è un modello per l'Eurozona
Forse stavolta ci siamo. Nonostante il passato ci abbia fornito dei deliziosi momenti di verità per quanto riguarda i lsistema fraudolento della riserva frazionaria, forse la crisi cipriota potrebbe aver assestato il colpo fatale a questo sistema truffaldino di creazione di denaro dal nulla. Sembrava, infatti, che nel 2008 tutto dovesse crollare, invece la baracca è stata salvata attraverso la creazione di quantità abnormi di denaro e il salvataggio di entità ben connesse con l'Establishment politico/finanziario. Perché? Perché la riserva frazionaria può andare avanti finché la popolazione ha fiducia che il proprio denaro sia a sua disposizione nonostante il susseguirsi delle crisi e che soprattutto non venga toccato da altri. Dopo la lezione di Cipro, i depositanti di tutta la zona Euro saranno più attenti ai loro soldi e tenderanno a non fidarsi delle banche e delle loro promesse (es. come sta accadendo col Monte Paschi). E, come riporta Bloomberg, questo potrebbe essere uno sprone affinché le banche mollino la loro presa sui depositi e facciano ricorso al proprio patrimonio per finanziarsi. Il mercato offre varie soluzioni da questo punto di vista (es. patrimonio netto, obbligazioni, depositi vincolati, ecc.). E se nemmeno questo aspetto della storia farà aprire gli occhi, il prossimo paese sulla lista a dover affrontare un simile evento servirà da nuovo esempio e monito. Sulla graticola ci sono Slovenia e Grecia... preparatevi al peggio.
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di Martin Sibileau
Alla fine del mio ultimo articolo, ho anticipato che avrei dedicato il prossimo a spiegare perché, a mio avviso, la Banca Centrale Europea è ipocrita sulla situazione di Cipro e perché il resto della periferia deve aspettarsi la stessa sorte di Cipro. Fortunatamente per me Joeren Dijsselbloem, che è il Ministro delle Finanze olandese nonché capo dell'Eurogruppo, ha confermato il mio secondo punto in una conferenza stampa, rendendo più facile il mio lavoro...
Un rapido punto di vista sulla struttura del capitale di una banca
Ci sono vari problemi per quanto riguarda Cipro. Forse il più rilevante è il fatto che i depositanti non garantiti sono stati sacrificati perché le loro banche non avevano abbastanza debito subordinato per poter rimanere a galla con le proprie risorse. Per questo motivo, come recita la versione ufficiale, Cipro è un caso speciale. Lasciate che spieghi meglio questo punto. Nella figura seguente, viene mostrata la versione stilizzata della struttura del capitale di una banca. Dall'alto verso il basso, ogni porzione è subordinata a quello immediatamente superiore. È chiaro che l'ultima dovrebbe rappresentare i depositi che finanziano una banca.
Ciò che ci è chiaro non lo era ai leader dell'Unione Europea. A porte chiuse, hanno dapprima deciso che i depositi al di sopra dei €100 mila avrebbero perso il 9% (nonostante il debito subordinato esistente per operare un salvataggio dall'interno) e hanno rimesso la questione ai voti.... solo per rivedere tale cifra una settimana più tardi fino al 40% e senza voto stavolta. Non è stato un procedimento fallimentare ordinario; le banche non hanno attraversato una liquidazione ordinaria e nessuno poteva presentare una valutazione reale dei valori di recupero nella struttura di capitale. La porzione di tale struttura, che avrebbe dovuto essere la più protetta, ha visto oscillare in pochi giorni il suo valore di recupero tra il 9% e il 40% perché persone che vivono lontano da questo dramma hanno deciso così nel weekend. D'altra parte, coloro che detenevano depositi inferiori ai €100 milioni avevano solo un diritto nominale nei confronti della loro proprietà: non potevano ritirare il loro denaro, per non parlare di farlo uscire da Cipro. Se erano titolari di depositi a vista che consideravano come un mezzo di scambio indiretto e non potevano utilizzarli in base a tale funzione, la loro proprietà è stata lo stesso colpita (indipendentemente da ciò che dice la versione ufficiale).
Torniamo quindi alla tesi secondo cui Cipro è un caso speciale perché il debito subordinato delle sue banche non poteva fornire un cuscino adeguato nella liquidazione. Come si può vedere dalla figura qui sopra, più è spessa la quota di debito subordinato più sarà bassa la probabilità che saranno colpiti il debito senior non garantito ed i depositanti. Se Cipro è un caso particolare e non è un modello per il resto delle banche della zona Euro, allora deve essere vero che il resto delle banche della zona Euro hanno quote più consistenti al di sotto di quelle dei depositanti. Le prossime sezioni dmostreranno che nell'ultimo anno (sin dal Marzo 2012):
Come la BCE ha finanziato l'uscita dei titolari di debito subordinato
Nel Dicembre 2011 e nel Febbraio 2012, la Banca Centrale Europea (BCE) ha esteso le operazioni di rifinanziamento a lungo termine per fornire liquidità alle banche della zona euro. La liquidità, in euro e ad un prezzo di mercato inferiore, è stata scambiata con debito sovrano detenuto dalle banche, come garanzia. Una parte di questa liquidità è stata utilizzata per quelli che vengono chiamati esercizi di "gestione delle passività," dove le banche hanno modificato la composizione delle loro passività: hanno preso in prestito dalla BCE per ripagare i loro titolari di debito subordinato. Questo è il motivo per cui Cipro dovrebbe essere un modello per il resto della zona Euro. In tutta la zona Euro il debito subordinato è stato ridotto, lasciando esposti i depositanti non garantiti. L'immagine qui di seguito, con i bilanci aggregati dei principali operatori, dovrebbe aiutare a visualizzare quello che è successo nel corso degli ultimi dodici mesi:
Nel punto 1, vediamo il bilancio patrimoniale delle banche della zona Euro e dei loro investitori subordinati (cioè, i titolari di debito subordinato) per quanto riguarda il debito subordinato. Esso rappresenta una passività per le banche ed un attivo per gli investitori.
Nel punto 2, vediamo il cambiamento complessivo causato dalla proroga dei prestiti LTRO (cioè, prestiti rilasciati dalla BCE con operazioni di rifinanziamento a lungo termine). Questi prestiti sono un attivo della BCE ed una passività per le banche.
A fronte di tali prestiti, la BCE ha emesso euro che costituiscono un attivo per le banche ed una passività per la BCE.
Nel punto 3, vediamo la transazione che ritengo responsabile di aver reso i depositanti non garantiti dei facili bersagli in tutta la zona Euro. Con gli euro prestati dalla BCE le banche hanno rilevato gli investitori subordinati. Purtroppo non ho avuto il tempo di quantificare con esattezza l'impatto di questo trasferimento fino ad oggi. (ADDENDUM: SONO STATO GENEROSAMENTE INFORMATO DELL'ESISTENZA DI QUESTO LINK DOVE ZEROHEDGE.COM HA FATTO QUESTI CALCOLI FORNENDO UN AGGIORNAMENTO SU QUESTO TEMA.)
Il 28 Marzo 2012 il team di ricerca della Barclays ha pubblicato un documento intitolato “European Banks: Liability management shrinks the bank capital market.” In esso è stato stimato che alla fine di Marzo (solo un mese dopo il secondo LTRO) circa il 20% del debito subordinato (equivalente a €97 miliardi) era stato designato per uno scambio. Il rapporto di cambio medio delle transazioni è stato calcolato all'82% (74% per il Tier 1 e 89% per il Lower Tier 2). Le riduzioni si sono divise come segue: 35% dal mercato Tier 1 (€54 miliardi), 12% dal Lower Tier 2 (€37 miliardi) e 18% dall'Upper-Tier 2 (€6 miliardi).
Secondo Barclays, tutte le transazioni hanno coinvolto titolari di bond con un premio medio di 7pt (pari al 7%) nel mercato secondario in tutti i punti (9pts per il Tier 1, 5 punti per il Lower Tier 2). L'ottimizzazione del capitale è stata la motivazione principale alla base di tutte le transazioni, le quali hanno creato plusvalenze per le banche. Fatta eccezione per due operazioni in cui il debito subordinato è stato scambiato con azioni ordinarie o con nuovo Lower Tier 2, il resto erano tutti contanti. In particolar modo, sono state le banche greche (es. National Bank of Greece, EFG Eurobank and Piraeus Bank) a partecipare a questo esercizio di gestione delle passività; in alcuni casi (es. Pireo di Prefs a 37 e LT2 intorno a 50, annunciato il 7/3/12) con premi che andavano dai 10 ai 17pts.
In altre parole, le banche ed i detentori di debito subordinato hanno goduto di grandi guadagni in conto capitale, lasciando i depositanti non garantiti esposti ad un rischio più elevato. Questa situazione si è venuta a creare nel contesto di un circolo virtuoso, in cui il finanziamento a basso costo ha migliorato il profilo di rischio delle istituzioni finanziarie e ha attratto capitali nella zona Euro. In questo processo l'euro si è rafforzato e l'EURUSD si è contratto, cosa che ha ulteriormente rafforzato il patrimonio netto del sistema finanziario. I depositanti, naturalmente, hanno continuato a ricevere quella manciata di punti base per la loro fiducia. Il 29 Maggio e poi il 25 Giugno avevo avvertito del pericolo di questo risultato.
Ma la storia non finisce qui. Nei punti 4 e 5 dell'immagine di sopra, viene mostrato l'impatto che ha avuto la politica di quantitative easing della FED. Stampando letteralmente denaro ed acquistando titoli del Tesoro USA, ha aggiunto benzina sul fuoco perché le banche della zona Euro hanno approfittato della situazione per prendere in prestito dollari a buon mercato in modo che potessero rimborsare i loro prestiti LTRO. Zerohedge.com l'ha spiegato con maggiori dettagli (in ordine cronologico) qui, qui e qui. Vi consiglio di leggere questi articoli se volete capire come andrà a finire questo gioco.
Il punto 6 cerca di mostrare lo status quo dopo la festa. Se la situazione di Cipro è stata contenuta (ne dubito), dovremmo assistsere alla riduzione degli attivi (es. prestiti LTRO) e dei passivi (es. euro) nel bilancio della BCE e delle banche, con le banche che sostituiranno i prestiti rimborsati LTRO con finanziamenti in USD non garantiti.
La FED ha legato il destino del dollaro a quello dell'euro
Se ci avete fatto caso, ho cerchiato i dollari USA negli attivi dei bilanci delle banche europee (punto 6 della figura di sopra). L'ho fatto perché voglio sottolineare una tesi che ho portato avanti a lungo: il crollo del mercato obbligazionario Yankee (il mercato obbligazionario denominato in dollari USA dove i mutuatari sono società non residenti negli USA), causato da default aziendali nella zona Euro, smaschererà l'esposizione della FED nei confronti della zona Euro. I dollari che finiscono nelle banche della zona Euro vengono riciclati in vari modi ed uno di questi è attraverso il mercato Yankee (un altro è, naturalmente, il mercato dei prestiti in USD).
Dovrebbe essere chiaro, pertanto, che tutto questo trasferimento di ricchezza (supervisionato irresponsabilmente dalla FED) finirà esponenzialmente (attraverso la leva finanziaria) per intaccare coloro che detengono i loro risparmi in dollari USA.
Qualche ultima parola
Sono certo che tutta questa storia dimostra che la situazione sopra descritta non sarà affatto unica, l'esposizione fragile dei depositanti non garantiti in tutta la zona Euro è la norma; e la loro fragilità è stata ulteriormente aumentata nel corso degli ultimi dodici mesi grazie alle politiche create dalle stesse autorità che ora si rifiutano di onorare la loro promessa di un'unione bancaria, e invece hanno imposto controlli sui capitali che hanno di fatto distrutto ogni credibilità sulla sicurezza del capitale nella zona Euro.
Un'ultima parola di cautela: penso che sia sbagliato interpretare il processo sopra descritto come una cospirazione premeditata dei responsabili politici per indebolire la posizione dei depositanti. Questo risultato, a mio avviso, è stata semplicemente una conseguenza involontaria nei loro sforzi di sostenere la zona Euro. Tuttavia, anche se si accetta il mio punto di vista, il risultato non intenzionale pone la seguente domanda: perché era disponibile denaro a basso costo per i titolari di debito subordinato affinché potessero ritirare i loro fondi, ma non ce n'era per proteggere i risparmi dei depositanti? Nessuno può rispondere a questa domanda, ma l'onestà intellettuale mi impone l'obbligo di tenere per me la mia ipotesi, perché come disse Marco Antonio nel "Giulio Cesare" di Shakespeare: "[...] Non sono di legno, non sono di pietra, ma sono un uomo; ed essere tale, vi farà dannare, vi farà impazzire."
[*] traduzione di Francesco Simoncelli: http://francescosimoncelli.blogspot.it/
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di Martin Sibileau
Alla fine del mio ultimo articolo, ho anticipato che avrei dedicato il prossimo a spiegare perché, a mio avviso, la Banca Centrale Europea è ipocrita sulla situazione di Cipro e perché il resto della periferia deve aspettarsi la stessa sorte di Cipro. Fortunatamente per me Joeren Dijsselbloem, che è il Ministro delle Finanze olandese nonché capo dell'Eurogruppo, ha confermato il mio secondo punto in una conferenza stampa, rendendo più facile il mio lavoro...
Un rapido punto di vista sulla struttura del capitale di una banca
Ci sono vari problemi per quanto riguarda Cipro. Forse il più rilevante è il fatto che i depositanti non garantiti sono stati sacrificati perché le loro banche non avevano abbastanza debito subordinato per poter rimanere a galla con le proprie risorse. Per questo motivo, come recita la versione ufficiale, Cipro è un caso speciale. Lasciate che spieghi meglio questo punto. Nella figura seguente, viene mostrata la versione stilizzata della struttura del capitale di una banca. Dall'alto verso il basso, ogni porzione è subordinata a quello immediatamente superiore. È chiaro che l'ultima dovrebbe rappresentare i depositi che finanziano una banca.
Ciò che ci è chiaro non lo era ai leader dell'Unione Europea. A porte chiuse, hanno dapprima deciso che i depositi al di sopra dei €100 mila avrebbero perso il 9% (nonostante il debito subordinato esistente per operare un salvataggio dall'interno) e hanno rimesso la questione ai voti.... solo per rivedere tale cifra una settimana più tardi fino al 40% e senza voto stavolta. Non è stato un procedimento fallimentare ordinario; le banche non hanno attraversato una liquidazione ordinaria e nessuno poteva presentare una valutazione reale dei valori di recupero nella struttura di capitale. La porzione di tale struttura, che avrebbe dovuto essere la più protetta, ha visto oscillare in pochi giorni il suo valore di recupero tra il 9% e il 40% perché persone che vivono lontano da questo dramma hanno deciso così nel weekend. D'altra parte, coloro che detenevano depositi inferiori ai €100 milioni avevano solo un diritto nominale nei confronti della loro proprietà: non potevano ritirare il loro denaro, per non parlare di farlo uscire da Cipro. Se erano titolari di depositi a vista che consideravano come un mezzo di scambio indiretto e non potevano utilizzarli in base a tale funzione, la loro proprietà è stata lo stesso colpita (indipendentemente da ciò che dice la versione ufficiale).
Torniamo quindi alla tesi secondo cui Cipro è un caso speciale perché il debito subordinato delle sue banche non poteva fornire un cuscino adeguato nella liquidazione. Come si può vedere dalla figura qui sopra, più è spessa la quota di debito subordinato più sarà bassa la probabilità che saranno colpiti il debito senior non garantito ed i depositanti. Se Cipro è un caso particolare e non è un modello per il resto delle banche della zona Euro, allora deve essere vero che il resto delle banche della zona Euro hanno quote più consistenti al di sotto di quelle dei depositanti. Le prossime sezioni dmostreranno che nell'ultimo anno (sin dal Marzo 2012):
- Le autorità della zona Euro che hanno imposto le perdite sui depositanti non garantiti sono le stesse che hanno reso possibile una fuga dei titolari del debito subordinato, lasciando esposti i depositanti al plotone d'esecuzione,
- La FED è stata l'attivatore ultimo di questa situazione, e
- Il destino del dollaro è indirettamente intrecciato con il destino della zona Euro = Non c'è nessun posto dove nascondersi.
Come la BCE ha finanziato l'uscita dei titolari di debito subordinato
Nel Dicembre 2011 e nel Febbraio 2012, la Banca Centrale Europea (BCE) ha esteso le operazioni di rifinanziamento a lungo termine per fornire liquidità alle banche della zona euro. La liquidità, in euro e ad un prezzo di mercato inferiore, è stata scambiata con debito sovrano detenuto dalle banche, come garanzia. Una parte di questa liquidità è stata utilizzata per quelli che vengono chiamati esercizi di "gestione delle passività," dove le banche hanno modificato la composizione delle loro passività: hanno preso in prestito dalla BCE per ripagare i loro titolari di debito subordinato. Questo è il motivo per cui Cipro dovrebbe essere un modello per il resto della zona Euro. In tutta la zona Euro il debito subordinato è stato ridotto, lasciando esposti i depositanti non garantiti. L'immagine qui di seguito, con i bilanci aggregati dei principali operatori, dovrebbe aiutare a visualizzare quello che è successo nel corso degli ultimi dodici mesi:
Nel punto 1, vediamo il bilancio patrimoniale delle banche della zona Euro e dei loro investitori subordinati (cioè, i titolari di debito subordinato) per quanto riguarda il debito subordinato. Esso rappresenta una passività per le banche ed un attivo per gli investitori.
Nel punto 2, vediamo il cambiamento complessivo causato dalla proroga dei prestiti LTRO (cioè, prestiti rilasciati dalla BCE con operazioni di rifinanziamento a lungo termine). Questi prestiti sono un attivo della BCE ed una passività per le banche.
A fronte di tali prestiti, la BCE ha emesso euro che costituiscono un attivo per le banche ed una passività per la BCE.
Nel punto 3, vediamo la transazione che ritengo responsabile di aver reso i depositanti non garantiti dei facili bersagli in tutta la zona Euro. Con gli euro prestati dalla BCE le banche hanno rilevato gli investitori subordinati. Purtroppo non ho avuto il tempo di quantificare con esattezza l'impatto di questo trasferimento fino ad oggi. (ADDENDUM: SONO STATO GENEROSAMENTE INFORMATO DELL'ESISTENZA DI QUESTO LINK DOVE ZEROHEDGE.COM HA FATTO QUESTI CALCOLI FORNENDO UN AGGIORNAMENTO SU QUESTO TEMA.)
Il 28 Marzo 2012 il team di ricerca della Barclays ha pubblicato un documento intitolato “European Banks: Liability management shrinks the bank capital market.” In esso è stato stimato che alla fine di Marzo (solo un mese dopo il secondo LTRO) circa il 20% del debito subordinato (equivalente a €97 miliardi) era stato designato per uno scambio. Il rapporto di cambio medio delle transazioni è stato calcolato all'82% (74% per il Tier 1 e 89% per il Lower Tier 2). Le riduzioni si sono divise come segue: 35% dal mercato Tier 1 (€54 miliardi), 12% dal Lower Tier 2 (€37 miliardi) e 18% dall'Upper-Tier 2 (€6 miliardi).
Secondo Barclays, tutte le transazioni hanno coinvolto titolari di bond con un premio medio di 7pt (pari al 7%) nel mercato secondario in tutti i punti (9pts per il Tier 1, 5 punti per il Lower Tier 2). L'ottimizzazione del capitale è stata la motivazione principale alla base di tutte le transazioni, le quali hanno creato plusvalenze per le banche. Fatta eccezione per due operazioni in cui il debito subordinato è stato scambiato con azioni ordinarie o con nuovo Lower Tier 2, il resto erano tutti contanti. In particolar modo, sono state le banche greche (es. National Bank of Greece, EFG Eurobank and Piraeus Bank) a partecipare a questo esercizio di gestione delle passività; in alcuni casi (es. Pireo di Prefs a 37 e LT2 intorno a 50, annunciato il 7/3/12) con premi che andavano dai 10 ai 17pts.
In altre parole, le banche ed i detentori di debito subordinato hanno goduto di grandi guadagni in conto capitale, lasciando i depositanti non garantiti esposti ad un rischio più elevato. Questa situazione si è venuta a creare nel contesto di un circolo virtuoso, in cui il finanziamento a basso costo ha migliorato il profilo di rischio delle istituzioni finanziarie e ha attratto capitali nella zona Euro. In questo processo l'euro si è rafforzato e l'EURUSD si è contratto, cosa che ha ulteriormente rafforzato il patrimonio netto del sistema finanziario. I depositanti, naturalmente, hanno continuato a ricevere quella manciata di punti base per la loro fiducia. Il 29 Maggio e poi il 25 Giugno avevo avvertito del pericolo di questo risultato.
Ma la storia non finisce qui. Nei punti 4 e 5 dell'immagine di sopra, viene mostrato l'impatto che ha avuto la politica di quantitative easing della FED. Stampando letteralmente denaro ed acquistando titoli del Tesoro USA, ha aggiunto benzina sul fuoco perché le banche della zona Euro hanno approfittato della situazione per prendere in prestito dollari a buon mercato in modo che potessero rimborsare i loro prestiti LTRO. Zerohedge.com l'ha spiegato con maggiori dettagli (in ordine cronologico) qui, qui e qui. Vi consiglio di leggere questi articoli se volete capire come andrà a finire questo gioco.
Il punto 6 cerca di mostrare lo status quo dopo la festa. Se la situazione di Cipro è stata contenuta (ne dubito), dovremmo assistsere alla riduzione degli attivi (es. prestiti LTRO) e dei passivi (es. euro) nel bilancio della BCE e delle banche, con le banche che sostituiranno i prestiti rimborsati LTRO con finanziamenti in USD non garantiti.
La FED ha legato il destino del dollaro a quello dell'euro
Se ci avete fatto caso, ho cerchiato i dollari USA negli attivi dei bilanci delle banche europee (punto 6 della figura di sopra). L'ho fatto perché voglio sottolineare una tesi che ho portato avanti a lungo: il crollo del mercato obbligazionario Yankee (il mercato obbligazionario denominato in dollari USA dove i mutuatari sono società non residenti negli USA), causato da default aziendali nella zona Euro, smaschererà l'esposizione della FED nei confronti della zona Euro. I dollari che finiscono nelle banche della zona Euro vengono riciclati in vari modi ed uno di questi è attraverso il mercato Yankee (un altro è, naturalmente, il mercato dei prestiti in USD).
Dovrebbe essere chiaro, pertanto, che tutto questo trasferimento di ricchezza (supervisionato irresponsabilmente dalla FED) finirà esponenzialmente (attraverso la leva finanziaria) per intaccare coloro che detengono i loro risparmi in dollari USA.
Qualche ultima parola
Sono certo che tutta questa storia dimostra che la situazione sopra descritta non sarà affatto unica, l'esposizione fragile dei depositanti non garantiti in tutta la zona Euro è la norma; e la loro fragilità è stata ulteriormente aumentata nel corso degli ultimi dodici mesi grazie alle politiche create dalle stesse autorità che ora si rifiutano di onorare la loro promessa di un'unione bancaria, e invece hanno imposto controlli sui capitali che hanno di fatto distrutto ogni credibilità sulla sicurezza del capitale nella zona Euro.
Un'ultima parola di cautela: penso che sia sbagliato interpretare il processo sopra descritto come una cospirazione premeditata dei responsabili politici per indebolire la posizione dei depositanti. Questo risultato, a mio avviso, è stata semplicemente una conseguenza involontaria nei loro sforzi di sostenere la zona Euro. Tuttavia, anche se si accetta il mio punto di vista, il risultato non intenzionale pone la seguente domanda: perché era disponibile denaro a basso costo per i titolari di debito subordinato affinché potessero ritirare i loro fondi, ma non ce n'era per proteggere i risparmi dei depositanti? Nessuno può rispondere a questa domanda, ma l'onestà intellettuale mi impone l'obbligo di tenere per me la mia ipotesi, perché come disse Marco Antonio nel "Giulio Cesare" di Shakespeare: "[...] Non sono di legno, non sono di pietra, ma sono un uomo; ed essere tale, vi farà dannare, vi farà impazzire."
[*] traduzione di Francesco Simoncelli: http://francescosimoncelli.blogspot.it/
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