Visualizzazione post con etichetta Jacob G. Hornberger. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Jacob G. Hornberger. Mostra tutti i post

mercoledì 15 gennaio 2020

La dannosa ossessione per l'uguaglianza





di Jacob G. Hornberger


Uno dei principali obiettivi del movimento progressista (cioè di sinistra, liberal, socialista) è la perequazione del reddito e della ricchezza. Pensano che sia ingiusto, anche immorale, che alcune persone abbiano di più di altre che invece hanno meno. Denigrano soprattutto l'esistenza di miliardari, ma il loro lamento spesso si estende anche ai milionari, a volte anche a chiunque abbia più ricchezza di qualcun altro. Vogliono che lo stato eguagli il reddito e la ricchezza togliendo denaro da coloro che lo posseggono e lo diano ad altri, o semplicemente lo mantengano nelle casse statali per le spese generali.

La sinistra si è convinta che le persone sono povere proprio perché altre sono ricche. Certo, sotto un sistema politico-economico di ridistribuzione fiscale ciò potrebbe teoricamente essere possibile. Cioè, lo stato potrebbe tassare le persone e quindi sovvenzionare, per esempio, una società permettendole di diventare benestante attraverso il welfare aziendale. Oppure lo stato potrebbe concedere il monopolio ad un'impresa affinché fornisca qualche bene o servizio, consentendole di diventare ricca grazie alla mancanza di concorrenti.

In un'economia di mercato senza ostacoli, che è ciò che preferiamo noi libertari, l'unico modo in cui qualcuno può diventare ricco è fornendo beni o servizi che altre persone sono disposte ad acquistare. Più successo ha il venditore nel soddisfare i consumatori, più diventa ricco.

Pertanto il successo finanziario in un'autentica società di libero mercato non può essere la causa della povertà di qualcun altro. In realtà, è l'opposto: maggiore è il successo dell'azienda, meglio staranno le persone in fondo alla scala economica.

Innanzitutto considerate i lavori che l'azienda offre alle persone: forniscono reddito e sicurezza ai dipendenti. Man mano che l'azienda riesce a soddisfare i consumatori, espande le sue attività. Ciò significa offrire lavoro a più persone.

In secondo luogo, considerate i prodotti e i servizi che l'azienda offre alle persone nel loro ruolo di consumatori. Maggiore è il numero di prodotti e servizi offerti dall'azienda, soprattutto se i prezzi iniziano a diminuire grazie alla maggiore offerta, tanto meglio staranno i consumatori.

In terzo luogo, aumentando le entrate ed i profitti, l'impresa migliora il livello complessivo di capitale nella società, il che comporta un aumento della produttività, il che significa un aumento della prosperità e del livello generale di vita sociale.

Pertanto in un libero mercato autentico esiste un'armonia di interessi tra imprenditori, investitori, dipendenti e consumatori. Tutti hanno lo stesso interesse a mantenere e ad espandere il successo dell'azienda. Il fatto che alcune persone stiano diventando più ricche di altre è del tutto irrilevante se si considera che tutti stanno meglio di prima.

Qual è la forza trainante del movimento socialista? Invidia e bramosia. La sinistra non sopporta il fatto che alcune persone abbiano più soldi di loro. Anche se l'uguaglianza forzata attraverso il potere dello stato (tassare i ricchi) peggiora le condizioni di tutti, poveri compresi, ai socialisti sta bene. Tutto ciò che conta è che i ricchi non siano più ricchi.

Abbiamo visto a cosa ha portato la mentalità dell'uguaglianza nei Paesi comunisti. Ad esempio, quando Fidel Castro prese le redini del potere a Cuba, non si accontentò solo di tassare i ricchi. Sapeva che ciò avrebbe ridotto la disuguaglianza di ricchezza ma non eliminata. Decise quindi di optare per la piena eguaglianza: prese tutto... tutto!... dai ricchi. Denaro, conti bancari, case e aziende. Il governo comunista divenne proprietario di tutto.

Dopo un po' quasi tutti erano uguali in termini di reddito e ricchezza, vale a dire, ugualmente poveri. Infatti quasi tutti erano ormai sull'orlo della fame (l'eccezione, ovviamente, erano alcuni funzionari del governo  privilegiati). Assumendo il controllo di tutte le imprese e mettendo al comando i burocrati, il governo ha distrutto non solo l'imprenditoria che guida un'economia di libero mercato, ma anche l'accumulo privato di capitale, una delle chiavi per l'innalzamento del tenore di vita e della prosperità.

Pertanto l'ossessione socialista per l'uguaglianza finisce per distruggere le basi economiche di una società veramente prospera. Ancora più importante, distrugge la libertà degli individui. Questo perché in una società veramente libera, le persone hanno il diritto naturale e dato da Dio di accumulare tutta la ricchezza che vogliono e di fare tutto ciò che vogliono con essa.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: https://www.francescosimoncelli.com/


giovedì 26 agosto 2010

La CIA e l'assassinio di John Kennedy #2






di Jacob G. Hornberger (1)






LA RELAZIONE CIA-MAFIA

La competenza della CIA nelle operazioni di cambiamento di governo non erano la sola cosa che avrebbero dovuto giustificare una particolare e specifica investigazione sull'agenzia stessa. C'era anche la connessione della CIA con la mafia, una delle più disoneste, corrotte e brutali organizzazioni nella storia.

La sola idea fa rabbrividire. Immaginate: una delle principali agenzie del governo degli Stati Uniti, la CIA, che praticamente entra in collaborazione con un'organizzazione privata i cui metodi prevedono violenza, illegalità, omicidio, droghe, corruzione, spergiurio e, bè, probabilmente quasi ogni crimine presente nel dizionario.

Quale era lo scopo della collaborazione CIA-mafia? Omicidio! La collaborazione fu indetta per lo specifico fine di assassinare Fidel Castro, il presidente di un paese indipendente e sovrano. La CIA e la mafia, due organizzazioni la cui competenza prevedeva l'omicidio, si accordarono per mettere a segno l'omicidio di un funzionario pubblico straniero.

Ma questo non è tutto. Ciò che è anche degno di nota, almeno riguardo all'assassinio di Kennedy, è il fatto che il procuratore generale Robert Kennedy, il fratello del presidente, stava praticamente facendo una guerra alla mafia durante il periodo che la collaborazione CIA-mafia era operativa. Stava consegnando al grand jury federale accuse contro boss mafiosi, perseguendoli e facendo tutto il possibile per incarcerarli. In effetti il suo scopo era praticamente distruggere la mafia, l'organizzazione che la CIA aveva scelto per essere la sua partner d'assassinio.

Di nuovo, non è per dire che simili fatti giustifichino la conclusione per cui la CIA assassinò Kennedy per guadagnare la lealtà del suo partner, la mafia, che i Kennedy stavano provando a distruggere. Ma c'è da dire questo, che una volta conosciuta una simile collaborazione -- e lo specifico scopo della collaborazione, per esempio l'assassinio del presidente di un paese -- sarebbe dovuta essere sufficiente abbastanza da giustificare una specifica e direzionata investigazione sulla CIA, per determinare se la collaborazione CIA-mafia abbia distolto lo sguardo da Castro direzionadolo verso Kennedy.

C'è un altro aspetto interessante nella connessione CIA-mafia che è importante menzionare qui. Una delle cose più comuni che uno ha ascoltato sull'assassinio Kennedy è che se la CIA fosse stata coinvolta nell'omicidio, qualcuno avrebbe fatto trapelare l'informazione ora. Ciò non è necessariamente vero. Entrambe CIA e mafia sono esperte nel mantenere i segreti, specialmente se coinvolgono un'omicidio.

Dopo tutto, quanto sapete sull'omicidio Horman? Non dimenticate che la CIA ha mantenuto con successo il suo ruolo in quell'omicidio segreto per ben 25 anni, e ciò coinvolgeva solo l'omicidio di un comune cittadino americano. Conoscete le identità degli agenti della CIA che furono coinvolti nell'omicidio Horman? Sapete quanto consistente fu il loro coinvolgimento?

No. E la ragione per cui non sapete queste cose è perchè la CIA ha mantenuto il segreto con successo.

Ma c'è un'esempio più rilevante quando si tratta di mantenere il silenzio su un omicidio, l'assassinio del boss mafioso Johnny Roselli. Egli era il gangster mafioso che servì da contatto tra la CIA e la mafia, per la loro collaborazione nell'assassinio di Castro. Nel 1976 Roselli testimoniò davanti il Senate Select Committee on Intelligence degli Stati Uniti sull'assassinio di Kennedy e fu richiamato per un'ulteriore testimonianza. Prima che potesse rispondere, comunque, fu ucciso. Il 9 agosto del 1976 il suo cadavere fu ritrovato in un bidone della benzina che galleggiava nelle acque di Miami. Fu strangolato, sparato e le sue gambe segate. Secondo una nota di Wikipedia su Roselli: "Alcuni credevano che il boss [Santo] Trafficante ordinò la morte di Roselli, [poichè perecepiva che] Roselli avesse rivelato troppo sull'assassinio Kennedy ed i complotti per uccidere Castro durante la sua testimonianza in Senato, violando il rigido codice mafioso dell'omertà (silenzio)".

L'omicidio di Roselli mostra che la mafia può mantenere i segreti, specialmente se coinvolgono un omicidio, poichè tutt'ora è ancora incerto chi uccise Roselli. Da quello che sappiamo dal caso Horman, anche il partner d'omicidio della mafia, la CIA, può mantenere i segreti.

Per di più uno che decide di far trapelare informazioni sulle operazioni mafiose, specialmente quelle che coinvolgono un omicidio, sanno che probabilmente non dureranno a lungo su questo pianeta. Ci si potrebbe domandare se gli agenti del partner della mafia, la CIA, si sentissero allo stesso modo. Dopo tutto, chi può dire con certezza che l'omicidio di Roselli fosse compiuto dalla mafia e non come risultante della collaborazione CIA-mafia?

La CIA nel novembre del 1963 mise all'opera la sua competenza di eseguire colpi di Stato qui negli Stati Uniti? La collaborazione per uccidere Fidel Castro cambiò obiettivo puntando su John Kennedy? In conclusione, quella competenza e quella collaborazione giustificherebbero una specifica e mirata investigazione criminale sulla CIA.

Esaminiamo ora, nel contesto del movente, l'ostilità che esisteva tra John Kennedy e la CIA dopo lo sfacelo della Baia dei Porci e la crisi missilistica cubana.

Anche se la CIA era un'agenzia di governo primaria nel mondo la cui competenza era l'omicidio, il colpo di Stato e il cambiamento di governo, non segue necessariamente da ciò che abbia impiegato questi talenti ed abilità qui negli Stati Uniti nel novembre del 1963. Ma è un fattore importante, che dovrebbe essere preso in considerazione nel determinare se compiere sulla CIA una speciale investigazione criminale.

Un altro importante fattore era il movente. Secondo me, il travolgente peso delle prove stabilisce che la CIA abbia avuto più motivi di Oswald di uccidere Kennedy.

Infatti dopo tutti questi anni, ancora non ho chiaramente capito quale fosse stato il movente per Oswald di uccidere Kennedy. Se non era altro che uno scontento, infelice, confuso simpatizzante comunista che stava cercando fama nell'uccisione di un presidente, allora perchè negò di aver commesso il fatto e, ancora più misterioso, perchè ha dichiarato di essersi costituito? Non pensate che qualcuno che stia cercando fama si glorifichi del suo successo? E se stava pianificando di negare l'accaduto, allora perchè avrebbe lasciato dietro di se un tracciato così ovvio, come il suo acquisto di proiettili per posta piuttosto che con un pagamento in contanti?

Per di più un grande problema è che lo strano background di Oswald, su cui i sostenitori dell'assassino unico hanno basato larga parte delle loro tesi riguardo al movente, faceva interamente pensare ad un suo essere operativo per la CIA o per l'intelligence militare.

Quanti comunisti si sono uniti ai marines statunitensi? Come Oswald imparò correttamente la lingua russa mentre era nei marines, data l'enorme difficoltà nell'imparare una lingua straniera, specialmente senza un'insegnante?

Perchè fu assegnata ad un marine comunista un'autorizzazione di sicurezza militare? Perchè Oswald non fu arrestato al suo ritorno dall'Unione Sovietica, dove ha provato a disertare, e trascinato davanti ad un grand jury federale per fronteggiare la possibilità di accusa per tradimento? Dopo tutto, ciò accadde durante la Guerra Fredda quando il comunismo era considerato una minaccia maggiore per gli Stati Uniti come il terrorismo lo è oggi.

Quando Oswald viveva a New Orleans, perchè scrisse il mittente su opuscoli pro-Cuba che era localizzato nello stesso palazzo di un ex-agente dell'FBI chiamato Guy Bannister? Era solo una coincidenza? Quando fu incarcerato per turbamento della quiete pubblica dopo una litigata con il capo di un gruppo anti-Castro, perchè l'FBI gli concesse l'opportunità di parlare con un agente? Dopo che Oswald fu ucciso, perchè un'agente dell'FBI strappò una nota che Oswald gli consegnò prima che fosse assassinato?

Le domande vanno avanti. Certamente se alla fine uscisse fuori che Oswald fosse stato un agente operativo dell'intelligence statunitense, ciò non significherebbe necessariamente che non uccise Kennedy. Ma ciò richiederebbe che i sostenitori dell'assassino unico rivalutassero totalmente le loro tesi. Ovviamente anche la CIA dovrebbe dare delle spiegazioni.


POSSIBILI MOVENTI DELLA CIA

Che dire del movente per cui la CIA avrebbe dovuto uccidere Kennedy? Il miglior libro che sottolinea i vari fattori che costituirebbero il movente della CIA è JFK and the Unspeakable: Why He Died and Why It Matters, di James W. Douglas, libro che raccomando moltissimo.

Considerate, per prima cosa, il disastro della Baia dei Porci. L'invasione della CIA di Cuba era già stata pianificata quando Kennedy diventò presidente. Quando gli fu chiesto di approvare il piano, la CIA gli assicurò che non sarebbe stato necessario alcun supporto aereo. Ma quella rappresentazione era falsa e la CIA lo sapeva che era falsa. Gli agenti della CIA volevano incastrare Kennedy. Pensavano che una volta che l'invasione fosse iniziata, non avrebbe avuto altra scelta che mandare il necessario supporto aereo per evitare un disastro.

Ma la CIA fece male i conti. Anche se agenti della CIA ed alleati furono uccisi e catturati alla Baia dei Porci, Kennedy si rifiutò di mandare il supporto aereo, un'azione che gli avrebbe fatto guadagnare l'inimicizia duratura dei cubani anti-Castro e della stessa CIA.

Mentre Kennedy si prese la responsabilità pubblica per lo sfacelo, sapevo ciò che la CIA aveva fatto. Licenziò il direttore della CIA, Allen Dulles (che in seguito avrebbe presenziato nella Commissione Warren!), e giurò di "scindere la CIA in migliaia di pezzi e spargerli al vento".

Dovremmo tenere presente che mentre Kennedy stava minacciando di smantellare la CIA, suo fratello Robert, procuratore generale degli Stati Uniti, stava facendo del suo meglio per smantellare il partner della CIA, la mafia.

A far peggiorare le cose, dal punto di vista della CIA, per risolvere la crisi missilistica cubana Kennedy giurò che gli Stati Uniti non avrebbero invaso Cuba, un giuramento che essenzialmente avrebbe significato che Castro sarebbe rimasto permanentemente in carica. La promessa di Kennedy servì ad alimentare la rabbia e la diffidenza che stavano già ribollendo dentro la CIA (e nella comunità anti-Castro).

La rabbia della CIA per aver perso alleati ed associati alla Baia dei Porci e la sofferenza per l'umiliante sconfitta da parte dell'arcinemico Fidel Castro, combinate con quella cosa abbozzata come promessa di smantellare ed abolire la CIA, motivò gli agenti della CIA a fare fuori Kennedy? Forse si, forse no. Ma sicuramente è una questione che sarebbe dovuta essere discussa approfonditamente in un procedimento giudiziario.

Allo stesso modo importante, come Douglas sottolinea nel suo libro, era l'illuminazione sulla Guerra Fredda che Kennedy sembrò aver raggiunto dopo la crisi missilistica cubana. Realizzando di quanto vicino il mondo fosse andato ad una guerra nucleare, iniziò ad innalzare la sua visione ad un livello più alto, un livello che comprendesse l'uscita dalla Guerra Fredda. Come parte del processo, indicò a colleghi molto vicini le sue intenzioni di ritirare tutte le truppe statunitensi dal Vietnam dopo le elezioni del 1964. Stabilì non solo comunicazioni col premier sovietico Nikita Khrushchev, che, secondo Douglas, stava sperimentando lo stesso tipo di illuminazione di Kennedy, ma anche col nemico giurato della CIA, Fidel Castro, che la CIA si era impegnato ad assassinare.

Le azioni di Kennedy non furono prese alla leggera dalla CIA, dal Pentagono, o dal complesso industriale militare. E' impossibile descrivere adeguatamente quanta serietà e pericolosità queste agenzie attribuivano alla minaccia comunista verso l'America negli anni '60. Il comunismo era consierato mille volte più pericoloso della minaccia terroristica odierna. Il Pentagono e la CIA sentivano che finchè gli Stati Uniti avessero avuto una posizione aggressiva contro il comunismo, inclusa anche una posizione militare aggressiva, un'assunzione del potere comunista era tutt'altro che certa. Infatti durante la crisi missilistica cubana, molti membri dei Capi di Stato Maggiore Riuniti chiedevano a Kennedy di attaccare Cuba, sapendo che tale fatto avrebbe significato guerra con l'Unione Sovietica. Calcolarono che una guerra nucleare sarebbe costata all'Unione Sovietica molti più cittadini rispetto all'America.

Così qui avevate un giovane ed inesperto presidente che aveva presumibilmente tradito la sua agenzia d'intelligence alla Baia dei Porci, minacciato di distruggere quella stessa agenzia durante la Guerra Fredda, di arrendersi permanentemente ai comunisti di Cuba ed effettivamente promise di arrendersi ai comunisti del Vietnam, e stava dialogando con i leader comunisti nel tentativo di raggiungere un accordo pacifico con loro.

Quale migliore prova di una minaccia alla sicurezza nazionale rispetto a questa, almeno dalla prospettiva della CIA? Se la CIA onestamente credeva che gli americani avessero commesso un'errore ad eleggere Kennedy come presidente, un'errore che stava minacciando di piazzare l'America sotto il giogo comunista, avrebbe quell'agenzia, incaricata di sorvegliare la sicurezza nazionale del paese, fatto ciò che fosse stato necessario per salvare l'America, senza pensare a quanto spiacevole fosse?

Forse si; forse no. Ma è sicuramente una questione che necessitava di un'esame minuzioso attraverso un'investigazione criminale. Dopo tutto, le agenzie d'intelligence di altre nazioni hanno ucciso i loro governatori per proteggere la sicurezza nazionale. Considerate, solo come esempio, il Vietnam del sud, dove gli agenti militari di quel paese assassinarono il loro presidente in un colpo di Stato, il quale fu pienamente supportato dalla CIA.

Alla fine, c'erano i flirt di Kennedy con la star di Hollywood Marilyn Monroe; Judith Exner, fidanzata di un boss mafioso; Mary Meyer, moglie dell'agente della CIA Cord Meyer; ed altri. Queste scappatine potrebbero essere state facilmente considerate più probanti rispetto all'idea che gli americani avessero commesso un'errore nelle elezioni del 1960, uno che pregiudicava la sicurezza nazionale.


GEORGE JOANNIDES

Nel 1990, in seguito al JFK Assassination Records Collection Act, la CIA rilasciò documenti che sollevarono alcune serie domande sulla CIA stessa. I documenti rivelavano che uno dei suoi agenti, chiamato George Joannides, che all'epoca era morto, giocò almeno due interessanti ruoli.

Primo, precedentemente l'assassinio Joannides servì come collegamento tra la CIA ed un feroce gruppo anti-Castro chiamato Directorio Revolucionario Estudiantil (DRE) e, infatti, versò grandi somme di denaro dalla CIA a quella organizzazione. I DRE era il gruppo che ho menzionato precedentemente con cui Oswald aveva avuto un litigio mentre teneva del materiale pro-Castro.

In superficie la connessio tra Joannides ed il DRE non sembrava avere alcun beneficio. Per alcune ragioni, comunque, la CIA scelse di mantenerla segreta -- segreta a tutti, anche alla Commissione Warren.

Perchè la CIA lo fece? Non lo sappiamo. La CIA rifiuta di dirlo. Ecco un buon articolo da leggere sull'ostruzionismo della CIA, intitolato: "La CIA E' Ancora Prudente Sul Mistero Oswald", pubblicato lo scorso ottobre dal New York Times.

Secondo, nel 1970, quando la House Select Committee on Assassinations investigò sulla possibilità di una cospirazione nell'assassinio Kennedy, la CIA richiamò Joannides dal pensionamento per essere il collegamento tra la House Committee e la CIA. Il suo lavoro apparentemente era di facilitare la cooperazione della CIA con l'investigazione.

C'era un grande problema, comunque. Di nuovo, la CIA non svelò la connessione tra Joannides ed il DRE precedentemente l'assassinio, il che significava, alla fine, che Joannides aveva un serio conflitto d'interessi ad essere il tramite con la House Committee.

La CIA richiamò dal pensionamento Joannides per essere un legittimo collegamento o per essere un leale ostruzionista per la CIA stessa? Di nuovo, non lo sappiamo. La CIA non parla.

Ciò che sappiamo è che l'atteggiamento della CIA rasenta l'ostruzionismo della giustizia riguardo l'investigazione ufficiale della House. G. Robert Blakey, capo del consiglio del Committee, disse: "La condotta [di Joannides] era criminale. Ostruì la nostra investigazione". Il giudice federale John R. Tunheim, che diresse la Assassination Review Board nel 1990, disse: "Penso che siamo stati ingannati dall'agenzia. Questo materiale dovrebbe essere rilasciato". Anche Gerald Posner, autore del rinomato libro anti-cospirazionista Case Closed, disse: "L'agenzia fa ostruzionismo. E' il perfetto esempio del perchè le persone abbiano così poca fiducia nella CIA".

La persona che scoprì la questione Joannides tra i documenti della CIA fu un giornalista chiamato Jefferson Morley, che era un reporter del Washington Post. Per più di 10 anni Morley ha combattuto un'incessante battaglia nelle corti, per far rilasciare i file della CIA su Joannides. La CIA ha battagliato in ogni fase della causa e continua a farlo. Gli articoli di Morley sulla questione sono interessanti da leggere e vi consiglio di leggerli. Sono elencati e linkati in basso all'articolo che scrissi lo scorso anno, intitolato: "Appoint a Special Prosecutor in the JFK-Joannides Matter".

La CIA assassinò John F. Kennedy? Nessuno può dirlo con estrema certezza, in un modo o nell'altro. Ciò che sappiamo è che non c'era nessuna agenzia d'intelligence nel mondo che sarebbe stata più capace della CIA a mettere a segno una simile impresa. Sappiamo anche che se semmai ci fosse stata un'agenzia con un movente per uccidere un governatore, questa era, ancora, la CIA.


AL SICURO DALLE ACCUSE

Vale la pena ripetere che il movente, l'abilità e l'opportunità non significano automaticamente che la CIA abbia ucciso Kennedy. E' solo per dire che la CIA sarebbe dovuta essere sottoposta ad una tenace investigazione criminale. Come ho detto nella prima parte di questo articolo, se la CIA avesse partecipato nell'assassinio di Kennedy non c'era possibilità che una giuria o commissione politica o burocratica sarebbe potuta essere in grado di fare breccia nel muro che la CIA ha costruito per mantenere segreto il suo ruolo nell'assassinio. Solo un tenace pubblico ministero, spalleggiato da un giudice senza paura ed incorrutibile, avrebbe potuto fare breccia in un simile muro.

Se la CIA cospirò per uccidere Kennedy, avrebbe saputo che la possibilità di una simile investigazione era praticamente inesistente. Per una cosa la CIA avrebbe saputo che non avrebbe dovuto temere un'investigazione criminale a livello federale. Quale? L'assassinio di un presidente non era un crimine federale al tempo in cui Kennedy fu sparato, un fatto a cui la CIA avrebbe fatto molta attenzione. Ciò significa che la CIA non avrebbe dovuto preoccuparsi dell'FBI, del Dipartimento di Giustizia, o di un pubblico ministero speciale federale.

La CIA avrebbe anche saputo che avrebbe potuto ostruire una commissione politica e burocratica, come la Commissione Warren o la House Select Committee, a cui generalmente mancava la volontà e la tenacia che caratterizzano un pubblico ministero. Il vittorioso ostruzionismo della CIA nell'affare Joannides lo dimostra. Per di più la nomina del direttore della CIA Allen Dulles da parte di Lyndon Johnson, lo stesso Dulles licenziato da Kennedy dopo il disastro della Baia dei Porci, a membro della Commissione Warren ha effettivamente bloccato la possibilità di una qualsiasi seria investigazione su un possibile ruolo della CIA nell'assassinio.

Così la sola cosa per cui la CIA avrebbe dovuto preoccuparsi era un'investigazione criminale da parte del procuratore distrettuale di Dallas (Texas), dove l'omicidio avvenne. Ma quante erano le probabilità che un procuratore distrttuale locale avrebbe citato in un simile procedimento la CIA? Non molte, specialmente se il presidente degli Stati Uniti, un texano, chiedeva che tutte le investigazioni cessassero eccetto quella condotta dalla Commissione Warren.

Infatti come Jim Garrison, il procuratore distrettuale di New Orleans che iniziò le proprie investigazioni sull'omicidio Kennedy, scoprì, un pubblico ministero di Stato non ha praticamente possibilità di avere successo senza la piena cooperazione del presidente degli Stati Uniti ed il Dipartimento di Giustizia. Non solo i funzionari degli Stati Uniti hanno fatto del loro meglio per ostruire la sua investigazione, mandarono anche un potente messaggio a tutti i futuri procuratori distrettuali di Dallas, che ha continuato a mantenere la giurisdizione sull'omicidio, vendicandosi di Garrison con una falsa accusa federale per corruzione, per la quale infine fu assolto.

Se la CIA ha cospirato per uccidere Kennedy, avrebbe saputo che tutte le possibilità che Johnson avrebbe potuto autorizzare al Dipartimento di Giustizia e all'FBI di cooperare in una investigazione di Stato che si concentrava sulla CIA, erano nulle. Dopo tutto, non dimentichiamo che stiamo parlando della Guerra Fredda, quando i funzionari degli Stati Uniti credevano veramente che gli Stati Uniti erano in grave pericolo di un'attacco comunista. Ed erano ancora più convinti che la CIA fosse assolutamente essenziale alla sicurezza nazionale rispetto a quanto lo sono ora nella guerra al terrorismo.

Perciò la CIA avrebbe saputo che l'ultima cosa che il nuovo presidente avrebbe fatto era coinvolgere se stesso e la sua amministrazione in un'enorme e cruenta guerra tra funzionari federali e di Stato, una guerra in cui i funzionari di Stato si sarebbero concentrati su un'agenzia che la maggior parte dei funzionari federali, inclusi quelli nel Congresso, erano considerati assolutamente vitali alla sicurezza nazionale.


DUBBI PERSISTENTI

Ma questo è precisamente ciò che Johnson avrebbe dovuto fare. Avrebbe dovuto fare chiarezza fin dall'inizio, aspettandosi che il procuratore distrettuale di Dallas perseguisse ogni strada, inclusa quella che si concentrava su un probabile sospettato nell'omicidio Kennedy, la CIA. Ciò avrebbe incluso un provvedimento di sospensione ai Servizi Segreti di portare in fretta e furia il corpo di Kennedy fuori dallo Stato, in modo da svolgere un'autopsia sotto la legislazione dello Stato del Texas, essenziale per un'investigazione criminale.

Fece questo la CIA o no? Quelli che dicono di si, continueranno indubbiamente ad aggiungere alla loro riserva di prove circostanziali quelle che indicheranno la complicità della CIA nell'omicidio. Quelli che dicono no, continueranno a sostenere che non c'è una "pistola fumante" che stabilisca senza dubbio una cospirazione della CIA per uccidere il presidente.

Una tenace investigazione criminale che facesse della CIA un bersaglio principale non sarebbe stata necessariamente definitiva in un modo o nell'altro, ma almeno gli americani avrebbero percepito che un minimo di giustizia fosse stata fatta. Dato il fallimento di perseguire una simile investigazione, una nuvola di dubbi persisterà sul ruolo della CIA nell'assassinio di John F. Kennedy.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: http://francescosimoncelli.blogspot.it/


(1)
. Link articolo originale


(2). Link alla Prima Parte


mercoledì 25 agosto 2010

La CIA e l'assassinio di John Kennedy #1

E' giunta l'ora che anche Freedonia si occupi un pò di uno dei casi d'omicidio più dibattuti ed analizzati: esatto, proprio quello di Kennedy. Tante ombre e poche luci hanno caratterizzato lo snodo di questa vicenda, e vorrei anch'io cimentarmi nella trattazione di questo labirintico caso con una traduzione che spero possa far riflettere chi ancora si pone delle domande. L'articolo purtroppo non offre risposte soddisfacenti, ma getta lo stesso basi per una critica imparziale dell'accaduto. Ognuno poi si farà le proprie idee

Parte uno di due.
_______________________________________________


di Jacob G. Hornberger


Uno dei più strani aspetti nell'investigazione dell'omicidio di John Kennedy fu la reazione degli agenti federali.

Qualora funzionari di governo fossero assassinati, la normale reazione nell'applicazione della legge sarebbe di usare tutte le risorse disponibili nel tentativo di assicurarsi che nessuno che è stato coinvolto nel crimine sfugga la pena.

Più uno legge sull'assassinio di Kennedy, più si ha l'inquietante sensazione che la reazione dell'FBI e di altri agenti federali era precisamente l'opposta. Sembrano essere stati troppo impazienti nel concludere che Lee Harvey Oswald fosse l'unico assassino e troppo reticenti nell'investigare il possibile coinvolgimento di altri nell'omicidio.

Per esempio, ci furono molti testimoni certi di aver udito uno sparo dalla collinetta erbosa. Se quello fosse uno sparo o no, uno naturalmente si aspetterebbe che la legge insegua tenacemente questa possibilità, dato che un funzionario federele di alto rango è stato appena colpito ed ucciso. Avendo stabilito che Oswald sia stato l'unico assassino che ha sparato al presidente da dietro, gli investigatori federali non solo non hanno perseguito tenacemente la possibilità che uno sparo fosse venuto dal di fronte, hanno praticamente sminuito spesso e rimproverato i testimoni che erano sicuri che quel colpo fosse stato sparato.

Tutto ciò per me non ha senso. Questo non è il modo in cui gli agenti applicano la legge ed agiscono, quando un funzionario federale è ucciso.

Per esempio, considerate cosa accade quando un'agente della DEA è ucciso. Gli agenti federali non solo si concentrano sul probabile colpevole, ma anche su tutti gli altri "probabili sospettati" che potrebbero essere stati coinvolti nell'accaduto. Infatti questa è una ragione per cui i criminali generalmente evitano di uccidere poliziotti. Sanno che la mannaia investigativa si abbatterebbe pesantemente su tutta la comunità criminale.

Richiamo alla memoria quel fatto in cui il giudice federale del Texas John Wood, fu assassinato nel 1979. Dopo che Wood fu ucciso, gli agenti federali si imbarcarono in una delle più grandi, più dispendiose e più tenaci investigazioni della storia degli Stati Uniti. Erano inflessibili, arrivarono perfino a registrare segretamente in prigione conversazioni tra un boss della droga chiamato Jimmy Chagra ed il suo cognato Joe Chagra. Le investigazioni alla fine portarono non solo alla condanna dell'uomo che sparò al giudice, Charles Harrelson, ma anche a convizioni cospirative verso Joe Chagra e la moglie di Jimmy, Elizabeth. Anche Jimmy Chagra fu accusato per l'omicidio, ma fu assolto.

Supponiamo che immediatamente dopo gli attacchi del 9/11 sul World Trade Center e sul Pentagono, i funzionari degli Stati Uniti avessero fatto la seguente dichiarazione: "Compagni americani, abbiamo completato le nostre investigazioni di questo atroce atto ed abbiamo concluso che le sole persone che sono coinvolte sono gli squilibrati fanatici terroristi che hanno dirottato gli aerei e si sono schiantati sul World Trade Center e sul Pentagono. Stiamo chiudendo il caso".

Anche se dopo fosse provata la veridicità di questa cosa, non pensereste tra voi e voi: "Aspetta un momento! Questo non è il modo in cui i federali operano, specialmente quando agenti federali sono uccisi. Usano tutte le risorse disponibili per determinare se ci siano stati altrei coinvolti".

Ed infatti come tutti sanno i federali hanno usato tutte le risorse disponibili dopo il 9/11, radunando ed imprigionando migliaia di persone, molte di loro innocenti, stabilendo campi di prigionia segreti in tutto il mondo, rapendo e torturando centinaia di sospetti, invadendo ed occupando due paesi.

Questo è come ci si aspetta che i federali reagiscano in casi simili.

Ciò che è bizzarro è che questo non fu il modo in cui gli agenti federali reagirono dopo che il presidente degli Stati Uniti fu ucciso. Invece, avendo deciso secondo giustizia che Oswald fosse l'unico assassino, gli investigatori federali sembrano poi aver diretto i loro sforzi nello stabilire questa tesi e fallendo nel perseguire tenacemente la possibilità che altri possano essere stati coinvolti nella sparatoria.

Perchè?


CONCENTRANDOSI SULLA CIA

Una possibilità è che nelle fasi iniziali gli agenti federali possano aver iniziato a raggiungere uno scomodo sospetto, uno che puntasse nella direzione della CIA, un sospetto che potrebbe essere stato alimentato dall'informazione fornita alla Comnisione Warren dal procuratore generale Waggoner Carr, che stava presiedendo le investigazioni di Stato dell'omicidio, la quale indicava che Oswald era stato sul libro paga dell'FBI, un'accusa negata dal direttore dell'FBI Edgar Hoover.

Se gli agenti federali considerarono di fatto la possibilità che l'agenzia primaria dell'intelligence di governo potesse essere stata accusata di omicidio, cospirazione e colpo di Stato, non è molto difficile immaginare le loro conclusioni: "Questa è una strada che è meglio non imboccare"; specialmente durante la Guerra Fredda, quando il prospetto di una guerra contro la CIA potesse essere facilmente visto come una chiara minaccia alla sicurezza nazionale.

Ovviamente ciò non significa necessariamente che la CIA fosse praticamente coinvolta nell'assassinio Kennedy, ma c'è da dire questo:

Primo, con una eccezione, non c'è praticamente possibilità che qualcuno nel governo federale, incluso il presidente, l'FBI, la Commissione Warren ed il Congresso, avesse voluto volontariamente ed apertamente sostenere come obiettivo di un'investigazione criminale la CIA, sul se avesse o meno commesso l'omicidio. La sola eccezione potrebbe esse stata il procuratore generale Bobby Kennedy, ma la sua abilità di iniziare una tale investigazione era inesistente, non solo perchè l'assassinio di un presidente non era un crimine federale nel 1963 ma anche perchè non c'era speranza che il presidente Johnson ed Hoover, i quali odiavano il giovane Kennedy, avessero mai potuto sostenere una simile investigazione.

Secondo, sarebbe stato impossibile che una simile cospirazione potesse essere mai scoperta nell'assenza di un feroce ed onesto pubblico ministero, uno che avesse pieno sostegno dal presidente e dall'FBI, insieme ad un giudice incorruttibile e senza paura disposto a far rispettare le citazioni in giudizio per la CIA con accuse oltraggiose.

Ovviamente la nomina di un pubblico ministero federale speciale non era una possibilità realistica, non solo perchè l'omicidio del presidente non violò una legge federale ma anche perchè, come problema pratico, Johnson non avrebbe mai imboccato quella via.

Ciò avrebbe significato che sarebbe stato lasciato nelle mani di un pubblico ministero del Texas iniziare una simile investigazione. Ma come tutti sappiamo, lo Stato del Texas accettò subito la posizione federale ufficiale che Oswald era l'unico assassino e non iniziò mai un'investigazione che si concentrava sulla CIA come possibile sospetto dell'assassinio.

Per attenuare la preoccupazione delle persone secondo cui Kennedy potesse essere stato vittima di una cospirazione, Johnson nominò una commissione politica composta da politici dell'establishment di rilievo. Comunque nessuno di loro era il tipo di persona che avrebbe avuto interesse ad accusare la CIA come possibile assassino e fare un'investigazione approfondita che sarebbe servita a smascherare una simile cospirazione.

Dopo tutto non dimenticate che la Commissione Warren includeva due senatori, due rappresentanti parlamentari, il presidente della corte suprema, un membro della Banca Mondiale ed anche il direttore della CIA, il quale fu licenziato da Kennedy dopo il fiasco della Baia dei Porci.

Non esattamente i tipi di persone che distruggerebbero il governo federale in una guerra in cui la CIA è sospettata di aver assassinato il presidente degli Stati Uniti.


"OFFENSIVA ANCHE ALL'APPARENZA"

Lo scorso ottobre il New York Times ha pubblicato una storia che ha lanciato una luce in una dei segreti meglio mantenuti dalla CIA sul caso Kennedy; la storia può essere visionata qui. La storia coinvolgeva un agente della CIA chiamato Goerge Joannides, il cui coinvolgimento non divenne pubblico fino al giorno della sua morte, avvenuta nel 1990. Un reporter del Washington Post, Jefferson Morley, divenne consapevole del ruolo di Joannides da documenti che la CIA rilasciò in risposta ad una legge congressionale varata dopo il film JFK di Oliver Stone, che presupponeva che la CIA ed altre agenzie di intelligence statunitensi avessero cospirato per uccidere Kennedy.

Ritornerò sulla storia di Joannides dopo perchè rivelerebbe alcune cose importanti sulla CIA e la sua connessione con l'assassinio Kennedy. Per ora mi concentrerei su una dichiarazione fatta al Times su quell'articolo da un portavoce della CIA chiamato Paul Gimigliano, che difendeva i continui sforzi della CIA per mantenere i suoi file su Joannides segreti. Rispondendo alle implicazioni che la CIA potrebbe aver nascosto qualcosa di nefando circa il possibile coinvolgimento della stessa nell'omicidio Kennedy, Gimigliano affermò che ogni simile ipotesi era "offensiva anche all'apparenza".

Cosa Gimigliano stava essenzialmente dicendo è che era assolutamente inconcepibile che la CIA avrebbe mai potuto commettere un atto di tale ignobile portata, come uccidere il presidente degli Stati Uniti. E' un atteggiamento mentale che semplicemente non può immaginare che una cosa di questo genere sia ragionevolmente possibile.

Sin dal momento dell'assassinio Kennedy, ci sono state molte persone che si sono divise sull'accaduto. Da una parte chi fermamente sosteneva che Kennedy fosse stato ucciso da un'unico pistolero di nome Lee Harvey Oswald.

Dall'altra chi fermamente soteneva che l'assassinio Kennedy fu il risultato di una cospirazione che coinvolgeva la CIA, l'intelligence degli Stati Uniti, la mafia, estremisti di destra, cubani anti-Castro, i sovietici ed altri.

I sostenitori dell'assassino unico dicevano che il travolgente peso della prova supportava solo una soluzione: che Oswald, un simpatizzante comunista scontento che aveva abbandonato l'Unione Sovietica ed era ritornato negli Stati Uniti, dove esercitava pressioni per un giusto trattamento di Cuba, sparò al presidente. I sostenitori dell'assassino unico indicavano il vasto ammontare di prove circostanziali ammassate negli anni dai sostenitori della tesi cospirativa come inconsistente e mancante della "pistola fumante".

Facendo così, comunque, i sostenitori dell'assassino unico mancavano un punto criticamente importante: se la CIA fosse stata realmente coinvolta nell'assassinio di John Kennedy, non ci sarebbe stata nessuna possibilità che tale coinvolgimento potesse essere mai definitivamente determinato senza un feroce, indipendente, senza paura ed incorruttibile pubblico ministero incaricato della specifica autorità di concentrarsi sulla CIA nell'investigazione, pienamente sostenuto dal presidente degli Stati Uniti e dall'FBI, sotto l'egida di un incorruttibile e coraggioso giudice.

Una giuria politica o burocratica, come la Commissione Warren o la House of Select Committe, non hanno mai avuto una possibilità per far luce su una tale cospirazione, non solo perchè la mentalità che caratterizzava persone come Gimigliano, come l'atteggiamento mentale che riteneva simili nozioni "offensive anche all'apparenza", ma anche a causa dell'estrema riluttanza che i membri di un simile gruppo avrebbero avuto a colpire un'agenzia federale che era considerata assolutamente essenziale alla sicurezza nazionale degli Stati Uniti, specialmente durante la Guerra Fredda.

In altre parole supponiamo che un membro della Commissione Warren avesse avuto lo stesso atteggiamento di Paul Gimigliano, il che penso sia stata una possibilità molto reale. Avrebbe considerato la possibilità che la CIA fosse coinvolta nell'assassinio assurda anche all'apparenza e, perciò, non avrebbe mai permesso un'investigazione tenace che fosse servita a far luce su una simile cospirazione.

Ma ci potrebbero essere stati membri della Commissione Warren -- e di fatto, molti altri agenti federali -- che abbiano avuto una mentalità differente, una che non avrebbe scartato la possibilità che la CIA possa aver computo un simile atto ma che avrebbe creduto che un'investigazione tenace sulla CIA stessa avrebbe messo a soqquadro così tanto il governo federale, che lo avrebbe reso vulnerabile ad un'attacco a sorpresa dell'Unione Sovietica.

Non dimenticate, dopo tutto, che Kennedy fu ucciso proprio 13 mesi dopo la crisi missilistica cubana, che coinvolse le basi missilistiche nucleari sovietiche puntate sugli Stati Uniti e distanti solo 90 miglia dalle coste americane.

Così indipendentemente da quali di queste due mentalità abbiano caratterizzato i membri della Commissione Warren -- una che riteneva inconcepibile che la CIA potesse aver compiuto una simile azione o l'altra che riteneva che non si poteva imboccare quella via -- il risultato sarebbe stato lo stesso: nessuna investigazione tenace che specificamente si concentrasse sulla CIA.

C'erano abbastanza prove per giustificare il trattamento della CIA come uno specifico sospettato nel caso Kennedy?

Non c'è dubbio. Di nuovo, ciò non significa necessariamente che la CIA fu, di fatto, coinvolta nella storia. E' semplicemente per dire che c'erano prove più che sufficienti a giustificare un'investigazione che si concentrasse specificamente sulla CIA e che i funzionari degli Stati Uniti avrebbero dovuto sostenere una simile investigazione.

Esaminiamo quelle prove.

Tra le ragioni per cui la CIA sarebbe dovuta essere stata accusata dell'assassinio di John Kennedy:
  1. la CIA era la più grande esperta in omicidi e colpi di Stato;
  2. la CIA era in collaborazione con una delle più disoneste e brutali organizzazzioni della storia, la mafia, una collaborazione il cui scopo esplicito era quello di assassinare un funzionario pubblico, il leader cubano Fidel Castro.

Nel 1953 -- 10 anni prima l'omicidio Kennedy -- la CIA mise a segno un colpo di Stato in Iran. L'operazione fu condotta segretamente, furtivamente e vittoriosamente. Spodestò il primo ministro dell'Iran eletto democraticamente e fu rimpiazzato da un non eletto shah dell'Iran, un uomo che sarebbe stato leale al governo statunitense per i successivi 26 anni ma che avrebbe anche brutalizzato il suo stesso popolo.

Non è una sorpresa, poi, che la CIA celebrò questo operazione di cambio di regime come una grande vittoria per gli Stati Uniti. Non era importante che il colpo di Stato della CIA avesse insediato un crudele dittatore che avrebbe terrorizzato e brutalizzato i suoi stessi concittadini, finchè gli iraniani non lo avrebbero cacciato dal potere nel 1979.

Un anno dopo -- nel 1954 -- la CIA mise a segno un colpo di Stato simile in Guatemala. Impiegando con successo tattiche ingannevoli, incluse anche trasmissioni radio che riportavano una falsa invasione militare del paese, la CIA indusse il presidente del Guatemala, democraticamente eletto, ad abdicare in favore di un uomo dell'esercito, non eletto, che era leale al governo statunitense. La CIA, ancora una volta, celebrò la sua interferenza con gli affari interni guatemaltechi come un'altra grande vittoria per gli Stati Uniti. Ovviamente, non potevano sapere che il loro colpo di Stato sarebbe stato seguito da tre decadi di guerra civile, in cui più di un milione di guatemaltechi sarebbero stati uccisi.

Nove anni dopo -- nel 1963 -- la CIA mise a segno con successo un altro colpo di Stato, questa volta in Vietnam. Questa operazione di cambio di regime accadde in ottobre, un mese prima che Kennedy fosse ucciso. Scontento del corrotto ed autocratico presidente del Vietnam del sud Ngo Dinh Diem, Kennedy autorizzò la CIA a spodestarlo dal potere. Con il supporto della CIA, l'operazione fu vittoriosamente eseguita dai generali sud-vietnamiti, che poi procedettero ad assassinare Diem, benchè apparentemente senza l'approvazione di Kennedy.

Ora, saltiamo in avanti di 10 anni -- nel 1973 -- al colpo di Stato cileno che cacciò il presidente comunista Salvador Allende e lo rimpiazzò con uomo militare di destra, Augusto Pinochet. Premesso che il colpo di Stato avvenne una decade dopo l'assassinio Kennedy, penso che contenga una lezione preziosa su come la CIA operi ed il suo atteggiamento verso l'assassinio.

E' comunemente sostenuto che la CIA non abbia avuto niente a che fare col colpo di Stato cileno o, almeno, non è mai stata scoperta la pistola fumante che indicasse un coinvolgimento della CIA. Comunque, questa affermazione suona vuota per due ragioni. Uno, è indiscusso che da quando fu eletto Allende il governo degli Stati Uniti abbia provato attivamente a capire come liberarsi di lui. Due, e più importante, la prova circostanziale conclusiva stabilisce che la CIA partecipò al colpo di Stato in Cile, altrimenti come si spiega il fatto che la CIA giocò un ruolo nell'omicidio di un giornalista americano durante lo stesso colpo di Stato? In altre parole, se la CIA non avesse realmente giocato un ruolo nel colpo di Stato, perchè avrebbe dovuto aiutare ad uccidere un americano durante lo stesso colpo di Stato?


IL CASO DI CHARLES HORMAN

L'assassinio del 31enne americano, un'uomo chiamato Charles Norman, rivela abbastanza, non solo sulla CIA ma anche come i funzionari pubblici degli Stati Uniti reagiscono ad un'omicidio della CIA di un cittadino americano.

L'omicidio Horman mostra che 10 anni dopo l'assassinio Kennedy, la CIA era capace di uccidere americani. Sicuramente i colpi di Stato in Iran, Guatemala e Vietnam produssero alcune morti, ma queste erano morti straniere. In Cile tra i morti c'era un americano -- bè, realmente due americani, poichè un altro giornalista chiamato Frank Terrugi fu ucciso, ma non è chiaro se la CIA fosse coinvolta anche in questo omicidio.

Ma non c'è dubbio sul ruolo che la CIA ha giocato nell'omicidio Horman. Secondo una nota di Wikipedia su Horman: "Horman si trovava nel villaggio turistico di Vina del Mar vicino il porto di Valparaiso, che era una base chiave per entrambi i fautori cileni del colpo di Stato ed il personale militare e dell'intelligence degli Stati Uniti che li sosteneva. Mentre era lì parlò con diversi del personale degli Stati Uniti e documentava il ruolo degli Stati Uniti nel rovesciamento del governo Allende".

Per anni la CIA negò qualsiasi ruolo nell'omicidio Horman, proprio come negò ogni partecipazione al colpo di Stato cileno. Ma alla fine la prima negazione si dimostrò falsa, intenzionalmente falsa. Nel 1999 -- più di 25 anni dopo la morte di Horman -- il Dipartimento di Stato rilasciò un documento che affermava che la CIA ebbe, di fatto, un "ruolo sfortunato" nell'omicidio Horman.

Che ruolo esattamente? Non lo sappiamo. Dopo il rilascio di tale documento la CIA non è ritornata sull'argomento e non ha spiegato perchè abbia mentito sulla sua partecipazione nell'omicidio Horman, cosa i suoi agenti abbiano fatto per ucciderlo, o se i superiori della CIA abbiano approvato l'assassinio. Per dire di più, ne il Congresso ne il Dipartimento di Giustizia hanno perseguito il fatto con un'investigazione congressuale o con citazioni in giudizio e accuse da parte di un grand jury.

Pensateci. Ciò era incontrovertibile, circa 25 anni dopo il fatto, che funzionari del governo statunitense aiutarono ad uccidere un cittadino americano. Però nessun mandato di comparizione congressuale fu emesso per alcun agente della CIA, in cui si chiedeva di fare chiarezza sul ruolo dell'agenzia stessa nell'omicidio, perchè la CIA avesse mentito ed avesse coperto la questione per così tanto tempo, o se ci fossero anche altri omicidi insoluti e da chiarire. Per di più, a nessun grand jury federale fu richiesto di emanare citazioni in giudizio per la CIA chiedendo l'ascolto di un singolo e rilevante testimone dell'omicidio e della sua copertura o documenti riguardanti ciò.

In altre parole la CIA l'ha fatta franca nell'omicidio di un cittadino americano ostruendo la giustizia, perchè per alcune ragioni i funzionari statunitensi decisero che sarebbe stato meglio non svegliare il can che dorme, almeno riguardo all'assassinio della CIA dell'americano Charles Horman.

Ora niente di ciò, certamente, stabilisce che la CIA fosse coinvolta nell'assassinio Kennedy. Infatti non è nemmeno una prova circostanziale. Ma c'è da dire che i colpi di Stato vittoriosi della CIA in Iran, Guatemala e Vietnam avrebbero dovuto fare della CIA un sospettato nell'omicidio Kennedy e , conseguentemente, un obiettivo specifico di una investigazione criminale. Per di più il coinvolgimento della CIA nell'assassinio dell'americano Charles Horman avrebbero dovuto far riflettere le persone dopo il 1973, sul fatto che la CIA fosse pienamente capace di assassinare un cittadino americano, mentire su ciò ed insabbiare il tutto.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: http://francescosimoncelli.blogspot.it/

(1). Link alla Seconda Parte