martedì 19 ottobre 2021

I funzionari pubblici dicono “fidatevi di noi”, ma i dati dicono il contrario

Come disse George Canning: "Possono dimostrare tutto con la statistica, tranne la verità". Ognuno di noi ha un "amico" feticista dei dati e che si diletta a costruire statistiche elaborate facendo credere che la narrativa mainstream riguardo la presunta emergenza sanitaria e relativa cura attraverso lo snake oil abbia un fondamento. Nel seguente articolo, invece, vengono analizzati quelli con cui questa gente non si confronta, perché altrimenti le loro statistiche ben architettate per sviare crollerebbero sotto il peso delle contraddizioni ed omissioni iniziali. Sebbene il seguente articolo prenda come caso di studio gli Stati Uniti, consultando il seguente link si possono osservare i dati riguardanti l'Italia.

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di Anthony Rozmajzl

Odio essere portatore di cattive notizie, ma le emozioni prevalgono sui fatti quando si tratta di Covid-19. Ciò è dovuto interamente al triangolo amoroso forgiato tra la stampa mainstream, i funzionari statali ed i giganti della tecnologia la cui campagna divisiva di paura e censura ha generato una reazione così virulenta che la società è stata capovolta in poche settimane per un virus il cui tasso di sopravvivenza è del 99%+.

In nessun momento il sacrificio e la conservazione della "salute pubblica" – al diavolo i costi – è diventato il fine principale dell'umanità. Relegarsi ad una vita di indiscussa sottomissione a lockdown e mascherine è diventata la più grande chiamata che si potesse ordire, almeno fino all'arrivo del vaccino.

Mentre i nostri diritti umani più fondamentali sono stati spogliati, qualche presidente, primo ministro, governatore o sindaco ha suggerito che forse "la gente" dovrebbe avere voce in capitolo per determinare se ogni aspetto della loro vita dovrebbe o meno essere soggetto a manipolazione su base giornaliera? Ovviamente no. A quanto pare il vostro "sacro diritto di voto" può essere esercitato solo finché la classe dirigente lo consente. Sembra che il nostro unico lavoro in tempi di emergenza sia quello di aspettare gli ordini di marcia da coloro che hanno potere politico.

Ciò che molti avrebbero dovuto capire nell'ultimo anno e mezzo sono due deplorevoli impulsi della persona media:

  1. l'istinto allenato, appreso principalmente nelle scuole statali, di riverire e compiacere coloro che ricoprono posizioni di autorità percepita;
  2. il desiderio di sicurezza rispetto alla libertà.

Fuso con gli standard di vita comodi della modernità, questi due tratti hanno permesso una serie di cambiamenti senza tante resistenze, a partire da "Siamo tutti sulla stessa barca!" a "Tre siringhe o test settimanali, altrimenti voi e la vostra famiglia potete morire di fame". Intendiamoci, chiunque abbia previsto politiche molto meno draconiane nelle prime fasi della pandemia è stato prontamente etichettato come un complottista.

Fondamentalmente le misure adottate contro l'epidemia – lockdown, coprifuoco, restrizioni di capacità, obblighi indiretti di vaccinazione e altro – si basavano molto su una fiducia cieca nelle dichiarazioni sulla salute pubblica da parte dell'élite al potere e sul nostro desiderio di comportarci in modo socialmente corretto e senza conflitti. Ma tutti i dati sul Covid degli ultimi diciotto mesi relativi ai lockdown e all'utilizzo dei vaccini hanno come fonte solo l'élite al potere.


I dati sul Covid-19 che dobbiamo accettare

Non esiste alcuna correlazione significativa tra la durezza dei lockdown e gli esiti del Covid-19.

Prima del 2020 i lockdown non erano mai stati raccomandati come risposta alla salute pubblica, anche per gravi epidemie respiratorie. Tuttavia, con un po' di panico indotto dai media, pressione sociale e una riverenza teistica per la modellazione al computer, è stato rapidamente accettato che queste misure di salute pubblica storicamente e scientificamente senza precedenti avrebbero salvato delle vite. A sua volta è stato concordato che lockdown più duri sarebbero stati più efficaci di quelli più deboli.

A parte tutti i costi e gli argomenti morali, il forte scetticismo nei confronti dei lockdown era giustificato già nell'aprile 2020, quando è stato dimostrato che il tempo di lockdown di una regione non aveva alcun impatto sul bilancio delle vittime.

Andiamo avanti di undici mesi e scopriamo che i dati dal 1 marzo 2020 al 1 marzo 2021 mostrano che i lockdown sono sempre stati un fattore non determinante nel mitigare la diffusione del Covid-19. I seguenti dati sono stati suddivisi in quattro periodi di tre mesi per meglio tenere conto dei cambiamenti nell'indice di severità di ciascuna nazione. Il periodo di misurazione è stato interrotto il 1 marzo 2021, per escludere qualsiasi eventuale impatto dovuto al vaccino. Poiché Israele era l'unica nazione nel grafico seguente ad avere tassi di vaccinazione completa significativi fino a marzo 2021, è stata esclusa dall'ultimo periodo di misurazione.

Fonte: set di dati di Our World in Data COVID-19 (stringency_index, total_cases_per_million, total_deaths_per_million)

Lockdown più duri, indipendentemente dalla densità della popolazione, illustrati dalla dimensione dei puntini, non hanno avuto un effetto maggiore sugli esiti del Covid-19 rispetto a lockdown meno duri. Infatti la correlazione minima che esiste va nella direzione opposta a ciò che siamo stati addestrati a credere sui lockdown.

Conclusioni simili possono essere tratte sui lockdown negli Stati Uniti. A causa dei vincoli dei dati sulla severità del lockdown, i seguenti dati sono suddivisi in due periodi: un periodo molto più ampio che si estende dal 1 marzo 2020 al 1 gennaio 2021 e un secondo periodo che si estende dal 1 gennaio 2021 al 1 marzo 2021.

Fonte: dati su casi e decessi dal set di dati Our World in Data COVID-19 (total_cases_per_million, total_deaths_per_million); dati sui ricoveri da HealthData.gov (COVID-19 Reported Patient Impact and Hospital Capacity by State Timeseries); dati sulla severità per il periodo gennaio 2021-marzo 2021 di Adam McCann "Stati con il minor numero di restrizioni sul coronavirus", Wallethub, 6 aprile 2021; e fino al 31 dicembre 2020, da Laura Hallas, Ariq Hatibie, Saptarshi Pyarali e Thomas Hale, "Variations in US States' Responses to COVID-19" (BSG Working Paper Series BSG-WP-2020/034, versione 2.0, Università di Oxford, Oxford, Regno Unito, dicembre 2020). Dati sulla densità di popolazione da World Population Review (Stati Uniti – Classifica per Popolazione 2021)

Ancora una volta, non troviamo correlazioni statisticamente significative tra il rigore dei lockdown e casi, decessi o ricoveri. Anche la densità della popolazione, ancora una volta rilevata dalla dimensione dei punti, era un non fattore.

Indipendentemente dall'intensità, dalla durata o dalla posizione del lockdown imposti dalle autorità, nessun virus respiratorio può essere eliminato per legge. Le affermazioni secondo cui i lockdown sono una sorta di misura salvavita per la salute pubblica e che la relativa durezza in una regione è inversamente correlata all'incidenza del Covid-19 non sono assolutamente confermate dai dati.

In breve, vorrei far notare un costo eclatante dei lockdown in base alle recenti stime dei Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie (CDC), vale a dire il livello anormalmente alto di overdose di farmaci che persistono dalla prima metà del 2020.

Fonte: Data.CDC.org (Stime provvisorie basate su modelli precoci di overdose, suicidio e decessi correlati ai trasporti)

Sebbene ci siano molti più costi associati ai lockdown rispetto a quelli che possono essere discussi in un articolo, è importante rendersi conto che anche se fossero stati privi di costi significativi, la loro inefficacia è sufficiente a renderli inutili come misura di salute pubblica.

Gli ospedali, nel complesso, non sono mai stati invasi.

Sebbene si sia tentati di generalizzare sulla base di alcuni casi che esistono alle estremità di una distribuzione, tali casi non sono rappresentativi dell'insieme. Questa tentazione è più frequente quando si crea il panico per gli ospedali invasi e sovraffollati. Sebbene queste storie siano apparentemente infinite, sono comunque valori anomali statistici. Una breve rassegna dei dati sui ricoveri negli Stati Uniti lo conferma.

Fonte: HealthData.gov (impatto del paziente riportato sul COVID-19 e capacità ospedaliera per serie temporali statali)

Leggendo i titoli della stampa mainstream si può avere l'impressione che quasi tutti gli ospedali operino al di sopra o vicino al 100% della capacità. Negli Stati Uniti l'utilizzo dei letti di degenza – si tratta di letti di degenza con personale che includono tutti i letti in surplus e di sovratensione/espansione utilizzati per i pazienti ricoverati, compresi tutti i letti di terapia intensiva – è rimasto al di sotto del 76% nel corso della pandemia, mentre l'utilizzo di letti di degenza per i pazienti Covid-19 non ha mai superato il 15%. Tuttavia, in base al fatto che l'impennata estiva stagionale del 2021, che ha già raggiunto il picco, ha superato l'impennata estiva stagionale del 2020, questi tassi saranno probabilmente superati quando nei prossimi mesi arriverà l'impennata stagionale invernale. Ciononostante sarebbe una semplice ipotesi suggerire che gli ospedali supereranno o raggiungeranno quasi il 100% della capacità con l'arrivo dell'inverno.

Sebbene l'utilizzo del 76% possa sembrare elevato, l'ex-direttore medico James Allen sottolinea che un tasso di occupazione dell'85% è comunemente considerato una capacità operativa ottimale. Allen osserva che avere un tasso di occupazione troppo basso significa che i lavoratori e le risorse sono inattivi, il che può portare a licenziamenti. D'altro canto, un tasso di occupazione vicino al 100% sarebbe un carico eccessivo per le risorse, lasciando i pazienti senza cure.

Mentre ci sono certamente casi estremi di ospedali che vengono spinti oltre la capacità, l'idea che gli ospedali degli Stati Uniti, in media, abbiano funzionato al 100% o oltre la capacità è assolutamente ridicola.

L'uso del vaccino non impedisce la crescita dei casi.

Il vaccino contro il Covid-19 potrebbe essere il prodotto farmaceutico più pubblicizzato nella storia della medicina. Commercializzato nel mondo come a dir poco una panacea, il vaccino avrebbe dovuto dare il via al nostro ritorno alla normalità. Nonostante questa convinzione, i dati suggeriscono che l'aumento dei tassi di vaccinazione non riesce a rallentare la diffusione del Covid-19.

Innanzitutto valutiamo la seguente affermazione fatta da Anthony Fauci durante un'intervista alla CNN del 3 giugno : "Quando si è al di sotto del 50% delle persone vaccinate, è allora che si avrà un problema [...]. Con il 50% vaccinato sentitevi abbastanza certi che non vedrete il tipo di impennate che abbiamo visto in passato". Intendiamoci, se Fauci credeva che i tassi di vaccinazione del 50% avrebbero fermato le ondate, potete scommettere che la maggior parte della nazione la pensava allo stesso modo.

Fonte: dati sui casi dal set di dati Our World in Data COVID-19 (new_cases_smoothed_per_million); dati sui tassi di vaccinazione da Data.CDC.gov (vaccinazioni COVID-19 nella giurisdizione degli Stati Uniti)

Come potete vedere, poche settimane dopo che il 50% di tassi di vaccinazione completa era stato raggiunto in venti stati, sono scoppiati casi in ciascuno di tali stati. Non sorprende che le autorità ora chiedano tassi di vaccinazione del 70, 80 o 90% per tenere le cose sotto controllo.

Guardando alla totalità degli Stati Uniti dal 1 marzo 2021, non vi è alcuna indicazione statisticamente significativa che gli stati che hanno somministrato, in media, più dosi di vaccino stiano andando meglio degli stati che hanno somministrato in media meno dosi.

Fonte: dati sui casi dal set di dati Our World in Data COVID-19 (total_cases_per_million); dati sui tassi di vaccinazione da Data.CDC.gov (vaccinazioni COVID-19 nella giurisdizione degli Stati Uniti). L'intervallo di date va dal 1° marzo 2021 al 9 settembre 2021.

Passando ai tassi di vaccinazione completa, non c'è ancora alcuna indicazione statisticamente significativa che gli stati e i paesi con percentuali più elevate della loro popolazione completamente vaccinata stiano mitigando la crescita dei casi meglio degli stati con percentuali più basse della loro popolazione completamente vaccinata. Come prima, i tassi di vaccinazione completa sono presi come una media degli ultimi sei mesi.

Fonte: dati sui casi dal set di dati Our World in Data COVID-19 (total_cases_per_million); dati sui tassi di vaccinazione da Data.CDC.gov (vaccinazioni COVID-19 nella giurisdizione degli Stati Uniti). L'intervallo di date va dal 1° marzo 2021 al 9 settembre 2021.

Fonte: dati sui casi e sulla vaccinazione dal set di dati Our World in Data COVID-19 (total_cases_per_million, people_fully_vaccinated). L'intervallo di date va dal 1° marzo 2021 al 9 settembre 2021.

Inoltre un recente rapporto sulla sorveglianza dei vaccini nel Regno Unito mostra che gli individui completamente vaccinati di età compresa tra i quaranta e gli ottanta anni vengono infettati a tassi più elevati rispetto alle loro controparti non vaccinate. Per gli under quaranta e gli over ottant'anni, i tassi di infezione tra i vaccinati sono inferiori rispetto ai non vaccinati, ma comunque significativi.

Fonte: Public Health England, COVID-19 Vaccine Surveillance Report – Week 36 (Londra: Public Health England, 2021)

Se questo non è abbastanza per far sorgere dubbi, ci sono molti casi di Paesi – solo alcuni mostrati di seguito – che hanno registrato un aumento dei casi o addirittura i loro livelli più alti di casi in mezzo a tassi di vaccinazione sempre crescenti.

Fonte: dati sui casi e sulla vaccinazione dal set di dati Our World in Data COVID-19 (new_cases, people_fully_vaccinated)

Tenete presente che la percentuale di persone che hanno ricevuto almeno una dose è superiore a quella visualizzata sopra. Quindi anche il presupposto che la semplice somministrazione di vaccini alle persone, senza doverle vaccinare completamente, avrebbe dovuto far fermare come minimo i casi di Covid-19.

Per quanto riguarda specificamente il mese di agosto, scopriamo che un certo numero di nazioni altamente vaccinate stava sperimentando un numero totale di casi peggiori durante l'estate 2021 rispetto all'estate 2020.

Fonte: dati sui casi e sulla vaccinazione dal set di dati Our World in Data COVID-19 (total_cases_per_million, people_vaccinated)

Come può essere che un Paese vaccinato allo 0% avesse molti meno casi l'anno scorso rispetto a quando il 60, il 70 o l'80% della sua popolazione è stato completamente vaccinato con quello che si dice sia un siero incredibilmente efficace? Perché, nonostante queste metriche peggiori, non vediamo più le rigide misure di lockdown come chiusure di attività commerciali, coprifuoco, restrizioni di capacità o ordini di stare a casa che hanno definito l'estate del 2020? Le arene sportive collegiali e professionali che erano vuote solo un anno fa sono ora piene fino all'orlo e viene fatto poco o nessuno sforzo per verificare lo stato di vaccinazione o la prova di test negativo all'entrata. Siamo seriamente tenuti a credere che i nostri leader abbiano qualche desiderio di preservare la "salute pubblica" quando consentono alle loro economie di funzionare praticamente senza misure di mitigazione nonostante le metriche in aumento? Forse state iniziando a capire che queste misure di "salute pubblica" ed i nuovi obblighi di vaccinazione non hanno mai avuto nulla a che fare con la vostra salute.

Nonostante tutti i dati che abbiamo su lockdown, tendenze di ospedalizzazione e nuovi dati sulle vaccinazioni, ci si può solo meravigliare di come la fiducia nel sistema sanitario pubblico e nell'élite al potere possa ancora persistere.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: https://www.francescosimoncelli.com/


lunedì 18 ottobre 2021

L'Europa e la sua economia fragile nell'anno in cui termina l'era Merkel



di Brendan Brown

Mentre Angela Merkel prepara la sua uscita dalla cancelleria di Berlino, in Europa risuona un falso allarme su un imminente pericolo di "stagflazione". Questo fenomeno, come i draghi, appartiene alla mitologia piuttosto che a circostanze storiche o attuali reali.

Il rumore di fondo impedirà che si senta l'allarme sul vero pericolo del diluvio monetario post-Merkel in Europa: una crisi del debito francese e italiana che culminerà nel crollo dell'euro.

Il mito della stagflazione ha origine dall'esperienza degli anni '70 negli Stati Uniti. Le medie dei dati raccolte durante il periodo 1973-80, compresa una virulenta inflazione monetaria ed un boom economico (1976-78) racchiusi tra due recessioni con shock di approvvigionamento energetico, mostrano un'elevata inflazione dell'indice dei prezzi al consumo (IPC) seguita da una recessione economica.

Avanti veloce fino al presente: l'inflazione europea dell'IPC è aumentata nel corso dell'anno (3% su base annua a settembre), pur rimanendo al di sotto di quella statunitense, in parte a causa di un peso basso o nullo per le abitazioni e le auto di seconda mano. Tuttavia le reali prestazioni economiche in Europa sono state seriamente inferiori se correggiamo le illusioni ottiche legate alla fine dei lockdown.

Ora una crisi effettiva e incombente delle forniture di gas naturale in Europa (tra previsioni di carenza di approvvigionamento russo e produzione interna frenata dalla politica ambientale) potrebbe significare che i consumatori di alcuni Paesi dovranno affrontare un raddoppio delle bollette e anche interruzioni dei servizi. Il presidente russo Vladimir Putin, con il gasdotto Nord Stream 2 verso la Germania ora completato, potrebbe peggiorare la crisi per l'Europa orientale e meridionale. Alcuni esperti sospettano che Gazprom stia già manipolando i prezzi del gas.

Questa crisi del gas si aggiunge al peggioramento dei problemi dei colli di bottiglia nell'economia globale. Il numero suggerito per l'IPC dell'area Euro questo inverno è di circa il 5% anno/anno. Nel frattempo le prospettive di ripresa economica sbiadiscono. Tra i grandi Paesi europei solo la Germania quest'autunno è tornata ai livelli di PIL pre-2019.

Anche il capo della Banca Centrale Europea, Christine Lagarde, ha dovuto prendere atto dell'allarme stagflazione nella sua conferenza stampa del 9 settembre, strategicamente indetta in vista delle elezioni generali tedesche (26 settembre). Facendo una lieve concessione alla Bundesbank, ha annunciato un'insignificante riduzione del quantitative easing.

Questo consumato ex-politico francese, sensibile all'importanza dell'asse BCE-Berlino nel sostenere lo status quo dell'Unione Monetaria Europea (UEM), è riuscito a rimuovere l'euro come argomento di dibattito tra i principali partiti. Né l'UEM né l'allarme stagflazione (né il presidente Putin!) sono stati protagonisti del dibattito televisivo finale (12 settembre) tra i tre candidati alla cancelliera (Unione Cristiano Democratica, Partito Socialdemocratico e Verdi). Inoltre i recenti annunci della Lagarde su un "inverdimento" del quadro di politica monetaria della BCE hanno senza dubbio soddisfatto i Verdi.

Se ci fosse stata una domanda sulla stagflazione, la risposta corretta di uno qualsiasi dei candidati sarebbe stata che questo non era il vero pericolo.

Stagflazione è un termine fuorviante coniato negli anni '70 dai critici dello "stimolo" monetario targato Arthur F. Burns, seguito in Europa da Paesi al di fuori dell'orbita tedesca. Questi critici, nelle loro comprensibili preoccupazioni, sono stati troppo rapidi nel sottolineare un epilogo di alta inflazione e alta disoccupazione senza prestare attenzione ai dettagli piccoli ma importanti. L'elevata inflazione media dell'IPC nel 1973-1980 ha trasformato lo stimolo della politica monetaria in un boom inflazionistico (1976-1978). In particolare, la Francia in quel decennio viveva un miracolo economico.

Oggi, invece, c'è una diffusa sclerosi economica in gran parte derivante da una lunga inflazione monetaria che ha stimolato investimenti sbagliati e l'avanzata del capitalismo clientelare. Sì, dovremmo valutare la minaccia di questa lunga inflazione monetaria, aggravata dalla BCE e condonata dal cancelliere Merkel. Ciononostante è un diversivo erroneo riesumare diagnosi popolari, ma errate, degli anni '70.

L'episodio originale di "stagflazione" negli anni '70 iniziò con l'embargo dell'Organizzazione del Medio Oriente dei Paesi esportatori di petrolio e il relativo quadruplicamento del prezzo del petrolio all'indomani della guerra dello Yom Kippur (autunno 1973). L'inflazione dell'IPC accelerò all'indomani di questo episodio nonostante una recessione economica incalzante. Infatti l'inflazione monetaria a quel tempo si stava già trasformando in disinflazione monetaria, con Burns che aveva imposto una stretta monetaria nell'estate del 1973.

Un balzo dei prezzi al consumo dovuto a problemi nell'offerta non è sintomo di inflazione monetaria e si verificherebbe anche in un sistema monetario sano. Ma una volta risolti i problemi, i prezzi al consumo dovrebbero scendere. Invece Burns spinse sull'acceleratore dell'inflazione monetaria. Forti sintomi di inflazione dei prezzi di beni e asset emersero nel 1976-78 nel mezzo di un boom economico globale e statunitense. Poi, quando la politica monetaria iniziò ad essere ristretta, l'esplosione della rivoluzione iraniana portò un nuovo shock per l'offerta di petrolio, causando una spirale al rialzo dei prezzi proprio mentre l'economia stava rallentando.

Avanti veloce agli allarmi che ora suonano su una stagflazione nel 2021.

In Europa, come negli Stati Uniti, gran parte del picco dell'inflazione IPC di quest'anno è stato determinato da "problemi dal lato dell'offerta", i famigerati colli di bottiglia che sono l'essenza della tesi "inflazione transitoria" spacciata delle banche centrali. A loro volta questi colli hanno contribuito a tagli forzati nella produzione. Pesano sulla domanda le incertezze sui tempi di attesa delle consegne e la stretta sui redditi reali.

Le preoccupazioni da parte della FED e delle banche centrali estere per le interruzioni dell'offerta (e la famigerata inflazione transitoria dovuta ai colli di bottiglia) sollevano qui la questione della responsabilità: il massiccio "stimolo" monetario ha contribuito ad un enorme aumento sbilanciato della domanda di beni di consumo durevoli, gonfiando al contempo il boom della digitalizzazione guidato dalle esigenze di restare casa durante la pandemia.

Dovremmo associare le interruzioni dell'offerta ed i costi delle risorse per eliminare gli arretrati agli investimenti errati indotti dall'inflazione monetaria. Dietro queste strozzature ci sono il consumo eccessivo e gli investimenti improduttivi, e il loro seguito potrebbe benissimo aggravare le tendenze recessive.

È improbabile che l'attuale impennata dell'inflazione dell'IPC in Europa, acuita dalle ulteriori impennate del prezzo del gas naturale (questo, contrariamente alle strozzature, potrebbe essere un vero e proprio shock dell'offerta), si trasformi direttamente in inflazione sostenuta ed un IPC elevato caratteristico degli anni '70. Il vero pericolo di un aumento sostenuto dell'inflazione di beni e servizi nell'area Euro risiede altrove: nell'aumento e nella diminuzione dell'inflazione dei prezzi degli asset, la caratteristica distintiva dell'inflazione monetaria in Europa durante l'era Merkel.

Quando l'inflazione globale dei prezzi degli asset si trasforma in deflazione, c'è un'alta probabilità che i debiti dei governi francese e italiano e dei sistemi bancari in quei due Paesi entreranno nel centro della crisi. Le banche francesi hanno ora una famigerata esposizione a potenziali "aree in bolla", compresi i prestiti cinesi, accumulati durante l'inflazione monetaria europea e statunitense ormai decennale. Le finanze pubbliche francesi sono ora deboli come quelle italiane e la cancellazione del mega ordine australiano per i sottomarini francesi nel mezzo di una più ampia crisi esistenziale per il settore militare francese evidenzia le debolezze del credito francese.

Forse il governo di coalizione tripartito che emergerà dalle elezioni tedesche lavorerà davvero a stretto contatto con Parigi e darà vita ad un'unione bancaria europea e salvataggi illimitati tramite la BCE. Questa soluzione di tipo cinese ai problemi del debito europeo, una severa repressione monetaria in un sistema bancario effettivamente statale, porterebbe alla fuga di capitali dall'Europa su una scala mai vista in Cina, con la sua valuta inconvertibile protetta da una miriade di restrizioni sui cambi. Un crollo dell'euro, piuttosto che i prezzi del gas e le strozzature, è la fonte più probabile di un'inflazione IPC elevata e sostenuta in Europa dopo l'era Merkel.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: https://www.francescosimoncelli.com/


venerdì 15 ottobre 2021

Un esperimento americano anarco-capitalista: il non poi così selvaggio Far West – Parte #3

 

 

di Terry Anderson & P. J. Hill

(d) Carovane

Forse il miglior esempio di anarchismo della proprietà privata nel Far West americano era l'organizzazione delle carovane mentre si muovevano attraverso le pianure alla ricerca dell'oro della California. La regione a ovest del Missouri e dell'Iowa era disorganizzata, non sorvegliata e al di fuori della giurisdizione della legge statunitense. Un vecchio adagio recitava che non ci fosse "legge a ovest di Leavenworth", ma è inappropriato per descrivere le carovane.

Rendendosi conto che stavano oltrepassando i limiti della legge, e consapevoli che il noioso viaggio e le continue tensioni del sentiero tiravano fuori il peggio del carattere umano, i pionieri [...] crearono sin dall'inizio il loro apparato legislativo e di applicazione della legge.[1]

Come i loro compagni di viaggio sull'oceano, i pionieri nelle loro golette della prateria negoziarono una "legge delle pianure" molto simile alla "legge del mare" dei loro omologhi.[2] Il risultato di questa negoziazione in molti casi fu l'adozione di una costituzione formale modellata su quella degli Stati Uniti. Il preambolo della costituzione della Green and Jersey County Company fornisce un esempio.

Noi, i membri della Green and Jersey County Company of Emigrants to California, allo scopo di proteggere efficacemente le nostre persone e proprietà, e come mezzo migliore per garantire un viaggio rapido e facile, ordiniamo e stabiliamo la seguente costituzione.[3]

Da questa e dalle altre costituzioni sopravvissute è chiaro che queste comunità in movimento avevano un insieme di regole di base che definivano come "si sarebbero svolte le cose" durante il loro viaggio. Come le regole dei campi minerari, le costituzioni delle carovane variavano secondo i gusti e le esigenze di ciascuna organizzazione, ma emergono diverse tendenze generali. Molto spesso i gruppi aspettavano fino a quando erano in viaggio per alcuni giorni e fuori dalla giurisdizione degli Stati Uniti. Uno dei primi compiti era quello di selezionare gli ufficiali che sarebbero stati responsabili dell'applicazione delle regole. Per la Green and Jersey County Company, che non era atipica, gli ufficiali includevano un capitano, un vice capitano, un tesoriere, un segretario ed un ufficiale della guardia.

Le costituzioni includevano anche l'ammissibilità al voto e le regole decisionali per l'emendamento, l'esclusione di individui dal gruppo e lo scioglimento della società. I doveri di ciascun ufficiale erano spesso ben specificati, come nel caso della compagnia mineraria di Charleston, Virginia.[4] Oltre a queste regole generali, furono emanate leggi specifiche. Ancora una volta, l'introduzione della Green and Jersey County Company è esemplificativa.

Noi, cittadini e abitanti degli Stati Uniti, e membri della Green and Jersey County Company of Emigrants to California, intraprendiamo un viaggio attraverso un territorio dove le leggi del nostro comune Paese non estendono la loro protezione. Riteniamo necessario, per la salvaguardia dei nostri diritti, stabilire alcune norme e regolamenti solidi. Noi dunque, avendo prima organizzato una costituzione di governo, per noi stessi, procediamo ora a promulgare e ad ordinare le seguenti leggi; così facendo decliniamo ogni desiderio o intenzione di violare o trattare con mancanza di rispetto le leggi del nostro Paese.[5]

Le regole specifiche includevano l'organizzazione di processi con giuria; regolamentazione della violazione del Sabbath, del gioco d'azzardo e dell'intossicazione; e sanzioni per non aver svolto le faccende domestiche, in particolare il servizio di guardia. In taluni casi vi erano anche disposizioni per la riparazione di strade, la costruzione di ponti e la protezione di altri "beni pubblici".[6]

È stato sostenuto che

queste ordinanze o costituzioni [...] possono essere interessanti come guide riguardo le filosofie dei pionieri nei confronti del diritto e dell'organizzazione sociale, [ma] non aiutano a rispondere alla domanda più importante: come, nella pratica e non in teoria, il pioniere affrontò i problemi di disordini sociali, criminalità e conflitti privati.[7]

È chiaro che i viaggiatori negoziarono in base ai Punti di Schelling riguardo i contratti sociali, senza fare affidamento sui poteri coercitivi dello stato. E questi contratti volontari fornirono le basi per l'organizzazione sociale.

I Punti di Schelling da cui gli individui negoziarono includevano un insieme molto ben accettato di diritti privati, specialmente per quanto riguardava la proprietà. Uscendo dalla giurisdizione legale degli Stati Uniti, con le sue numerose leggi che regolavano la proprietà privata, ci si poteva aspettare che gli emigranti avessero meno rispetto per i diritti altrui. Inoltre, poiché le costituzioni e gli statuti raramente menzionavano specificamente i diritti di proprietà individuali, si potrebbe dedurre che questi avessero scarsa importanza. Nel suo articolo "Paying for the Elephant: Property Rights and Civil Order on the Overland Trail", John Phillip Reid sostiene in modo convincente che il rispetto dei diritti di proprietà era fondamentale. Anche quando il cibo era così scarso che la fame diventava una possibilità concreta, ci sono pochi esempi in cui i pionieri fecero ricorso alla violenza.

Non è esagerato dire che gli emigranti che percorsero le strade terrestri dell'America si preoccuparono poco di risolvere i loro problemi con la violenza o il furto. Sappiamo che alcuni mangiavano la carne di buoi morti o di manzo con i vermi mentre erano circondati da animali sani che avrebbero potuto cacciare. Coloro che subirono perdite all'inizio del viaggio ed erano in grado di tornare indietro, lo facevano. La delusione e l'imbarazzo per alcuni dovevano essere estremamente amari, ciononostante in centinaia tornavano indietro. Non usavano armi per farsi strada. Mentre alcuni di coloro che erano indigenti potevano utilizzare trucchi per procurarsi il cibo, la maggior parte implorava e coloro che erano "troppo orgogliosi per chiedere l'elemosina" se la cavavano meglio che potevano o assumevano qualcuno che chiedesse l'elemosina. Se non potevano chiedere l'elemosina, prendevano in prestito, e quando non potevano prendere in prestito dipendevano dal loro credito.

I pionieri erano orientati al rispetto della proprietà. Il fatto che la costituzione contenesse pochi riferimenti ai diritti di proprietà rifletteva l'importanza dei Punti di Schelling riguardo la proprietà privata.

Quando si verificavano reati contro la proprietà o contro la persona, si attivava il sistema giudiziario che era specificato nei contratti.

Il regolamento di una compagnia itinerante organizzata a Kanesville, Iowa, prevedeva: "In caso di controversia insorta tra i membri della Società, saranno deferiti a tre arbitri: uno scelto da ciascuna parte e uno da entrambi, la cui decisione sarà definitiva".[8]

Le modalità di composizione delle controversie variava tra le società, ma nella quasi totalità dei casi venivano specificati alcuni mezzi di arbitrato per assicurare "che i diritti di ciascun pioniere siano tutelati e fatti valere".[9]

Oltre alla definizione e all'applicazione dei diritti individuali, i pionieri si trovavano anche di fronte alla questione di come risolvere le controversie relative a rapporti contrattuali a fini commerciali. Per tutti gli stessi motivi per cui esistono imprese per la produzione di beni e servizi, gli individui che attraversavano le pianure erano incentivati ​​ad organizzarsi in "imprese". Le economie di scala nella produzione di beni come i pasti e servizi come la pastorizia, e nella fornitura di protezione dagli indiani, prosperavano attraverso azioni volontarie e collettive. Anche in questo caso i mercati funzionavano bene nel fornire diversi tipi di accordi contrattuali, sia nella produzione che nella protezione.

Una forma comune di organizzazione sul sentiero via terra era la "mensa". Simile agli accordi di mezzadria in agricoltura, la mensa permetteva agli individui di contribuire con input come cibo, buoi, carri, lavoro, ecc. per la produzione congiunta di viaggi o pasti. In questo modo la mensa, che consentiva alla proprietà di rimanere di proprietà privata, differiva dalla società che la inglobava.

Poiché la proprietà della mensa era disponibile per l'uso da parte di tutti i membri, il potenziale di conflitto era grande. Quando si verificavano i conflitti, a volte era necessaria una rinegoziazione del contratto. Quando non si potevano raggiungere nuovi accordi, la mensa doveva essere sciolta e la proprietà restituita ai singoli proprietari. Poiché la proprietà rimaneva privata, la divisione non era difficile.

Inoltre, poiché vi erano vantaggi commerciali grazie alla combinazione degli input, era solitamente possibile rinegoziare quando si verificavano violazioni del contratto. C'erano casi in cui la rinegoziazione sembrava impossibile, come nel seguente esempio in cui uno dei membri della mensa non era disposto a fare la sua parte delle faccende.

Abbiamo concluso che la cosa migliore che potevamo fare era liquidarlo e lasciarlo andare, cosa che di conseguenza abbiamo fatto pagandolo cento doll[ar]i. Ha preso la pistola, la borsa da viaggio e la coperta e si è diretto nella prateria senza salutarci.[10]

Mentre c'erano altri casi in cui le mense venivano sciolte, non ci sono prove che il potere coercitivo venisse usato per sottrarre proprietà ai legittimi proprietari. Se un individuo lasciava una mensa, di solito poteva unirsi ad un'altra.

L'altro tipo comune di organizzazione sulle rotte terrestri era la società per azioni. In questa organizzazione i membri contribuivano con capitale e altre proprietà in cooperazione. La Charlestown, Virginia, Mining Company fornisce un esempio di tale società e la sua costituzione attesta l'istituzione di regole che disciplinavano l'uso della proprietà in cooperazione.[11] Bisogna ricordare che queste regole erano volontarie, sebbene nell'organizzazione venisse usata la coercizione per applicarle.

Come con le mense, quando si verificavano disaccordi all'interno della società per azioni, era necessaria una rinegoziazione. Poiché la proprietà era detenuta in cooperazione, questo processo era più complicato. In primo luogo, un individuo non poteva semplicemente lasciare l'azienda. Molto spesso l'abbandono doveva avvenire solo con il consenso di una certa percentuale degli altri membri. Ma anche così l'abbandono era complicato dalla necessità di dividere la proprietà. In almeno un caso questo problema veniva risolto dividendo tutta la proprietà e riorganizzandola in mense.

Quando la società per azioni originale di sessanta uomini si sciolse, non si faceva menzione della proprietà individuale. La proprietà venne parcellizzata assegnandola ad unità itineranti già esistenti. Tuttavia, nell'eseguire la seconda divisione, il gruppo più piccolo ritenne possibile, forse addirittura necessario, utilizzare il concetto di proprietà personale. Al fine di raggiungere il loro scopo, gli uomini prima trasmutarono le azioni ordinarie da proprietà di "società" in proprietà privata. Poi, negoziando contratti, i beni che avevano detenuto per breve tempo come individui, vennero riconvertiti in proprietà di società o di mense.[12]

Tutto questo avveniva in assenza di coercizione.

Forse un esempio ancora più rivelatore di anarco-capitalismo lo ritroviamo nello scioglimento della Boone County Company. Quando gli otto membri della compagnia si divisero in fazioni rivali di tre e cinque, lo scioglimento divenne imminente. Le trattative proseguirono per qualche tempo fino a quando tutta la proprietà aziendale (si noti che nessuna proprietà privata era stata divisa) venne divisa tra i due gruppi.

Quando le trattative giunsero ad una situazione di stallo a causa dell'indivisibilità delle unità e delle differenze di qualità, alle unità vennero assegnati dei prezzi ed i gruppi risolsero il problema per via commerciale. Tuttavia, una richiesta di $75 del gruppo di maggioranza si rivelò ancora più difficile da risolvere. La denuncia scaturì dal fatto che un passeggero che possedeva due muli e un cavallo, e che viaggiava con la compagnia, scelse di prendere la sua proprietà e andare con la minoranza. La maggioranza svantaggiata chiese un risarcimento. Incapace di dirimere la controversia, l'arbitrato arrivò ad un "tribunale privato" composto da "3 uomini disinteressati", uno scelto da ciascuna parte e un terzo scelto dai due. La loro decisione fu la seguente.

Non vediamo una giusta causa affinché i 3 uomini debbano pagare qualcosa ai 5 uomini, essendo [...] un accordo reciproco e conclusivo per sciogliere il contratto originario. Il fatto che Abbott si unisca ai 3 uomini non cambia a nostro avviso la questione del caso: poiché la risoluzione è stata concordata di comune accordo, tutte le parti stanno tra loro nello stesso rapporto che avevano, prima che fosse stipulato qualsiasi altro contratto. E Abbott potrebbe o meno unirsi ad entrambe le parti. Se sceglie di unirsi a nessuna delle parti, allora chiaramente nessuno dei due potrebbe pretendere nulla dall'altro. Se si unisse ad una parte esterna, allora chi potrebbe pensare di rivendicare qualcosa da una tale parte?[13]

Il punto importante di questo esempio è che quando la Boone County Company non potè rinegoziare il suo contratto iniziale, i membri non fecero ricorso alla forza, ma scelsero invece l'arbitrato privato. Le tante compagnie che attraversavano la pianura

erano esperimenti di democrazia e mentre alcuni si sono rivelati inadeguati a far fronte a tutte le emergenze, la stessa facilità con cui i membri potevano sciogliere i loro legami e formare nuove associazioni senza illegalità e disordine dimostra il vero spirito democratico tra i frontalieri americani piuttosto che il contrario.[14]

La concorrenza piuttosto che la coercizione assicurava la giustizia.

Mentre le prove di cui sopra suggeriscono che le carovane erano guidate dall'anarco-capitalismo, va notato che le loro caratteristiche uniche possono aver contribuito all'efficacia del sistema. Primo, la domanda di beni pubblici probabilmente non era così grande come quella riscontrata nelle comunità più stabili. Se non altro, la natura transitoria di queste comunità in movimento faceva sì che non fossero necessarie scuole, strade e altri beni che sono forniti pubblicamente nella nostra società, quindi non c'era alcuna richiesta di formare un governo per questo scopo.

In secondo luogo, la natura a breve termine dell'organizzazione significava che non c'era molto tempo affinché i gruppi si organizzassero per usare la coercizione. Questi erano "governi" per necessità piuttosto che per ambizione. Tuttavia le carovane sui sentieri di terra fornivano protezione e giustizia senza il monopolio della coercizione, consentivano alla concorrenza di produrre regole e non provocavano il disordine senza legge generalmente associato all'anarchia.


Osservazioni conclusive

Dalle precedenti descrizioni dell'esperienza del Far West americano, emergono diverse conclusioni coerenti con le ipotesi di Friedman:

  1. Il Far West, sebbene spesso dipendesse dalle agenzie di mantenimento della pace, era, per la maggior parte, ordinato;
  2. Prevalsero diversi standard di giustizia e varie preferenze per le regole furono espresse attraverso il mercato;
  3. La concorrenza nella difesa e nell'aggiudicazione dei diritti ha effetti benefici. Le agenzie di mercato fornirono modi utili per misurare l'efficienza delle alternative statali. Il fatto che il monopolio dello stato sulla coercizione non fosse stato preso sul serio, come invece accade oggi, fece sì che quando tale monopolio fosse mal utilizzato, sorgessero alternative di mercato;
  4. Anche quando queste alternative di mercato divennero "governi" nel senso di avere un monopolio sulla coercizione, il fatto che tali imprese fossero di solito piuttosto piccole fornì controlli significativi sul loro comportamento. I clienti potevano lasciare o creare agenzie di protezione per conto proprio. Senza sanzioni legali formali, le agenzie private dovevano affrontare un "test di mercato" e il tasso di sopravvivenza di tali agenzie era molto inferiore rispetto a quello dello stato.

L'evidenza di cui sopra indica la conclusione generale: la concorrenza era molto efficace nel risolvere il problema della legge e dell'ordine dei "beni pubblici" nel Far West americano. Tuttavia ciò non significa che non vi siano state controversie tali da far dubitare dell'efficacia di tali accordi. Due esempi di disordini civili sono spesso citati nella storia del Far West e devono essere affrontati.

Il primo è l'aspra faida tra i Regulator ed i Moderator nella Repubblica del Texas nel 1840.[15] Quello che era iniziato come un disaccordo tra due individui nella contea di Shelby si intensificò fino a coinvolgere un numero significativo di persone in una vasta area del Texas orientale .

Nel 1839 una banda lascamente organizzata, in seguito nota come Moderator, emetteva documenti di proprietà fasulli, rubava cavalli, uccideva e in genere infrangeva la "legge" della contea di Shelby, in Texas. Per contrastare questa illegalità, venne formato un comitato di vigilanza sotto il nome di Regulator. Sfortunatamente "elementi cattivi persto si infiltrarono nei Regulator ed i loro crimini in seguito rivaleggiarono con quelli dei Moderator. La situazione si evolvette fino a diventare una mix di faide personali e familiari, ed esistette l'anarchia fino al 1844".[16] Un cittadino descrisse la situazione in un lettera ad un amico:

La guerra civile, con tutto il suo orrore, infuria in questa comunità. I cittadini della contea sono equamente divisi in due parti, i Regulator ed i Moderator. Non è raro vedere fratelli opposti l'uno all'altro. L'interesse di ogni uomo in questa contea è seriamente compromesso.[17]

Durante quel periodo, 18 uomini furono assassinati e molti altri feriti. Solo quando il presidente Sam Houston chiamò la milizia nel 1844 la faida si fermò. In questo caso sembra che la dipendenza da forme di organizzazione non governative non abbia avuto successo.

Un altro grave disordine civile che dovrebbe essere ricordato è la guerra della contea di Johnson nel nord del Wyoming nel 1892. Un gruppo di allevatori di bestiame ed i loro sicari entrarono nella contea di Johnson con l'esplicito scopo di spazzare via i ladri che credevano imperversassero lì. I cittadini della contea, sentendosi invasi da un esercito straniero, risposero in massa e per un breve periodo ne risultò una "guerra".

Tuttavia, in questo caso il disordine era più che altro una battaglia tra due agenzie di coercizione "legittimate", lo stato ed il governo locale, piuttosto che tra forze dell'ordine strettamente private. Gli invasori, pur agendo apparentemente come una parte privata, avevano la tacita approvazione del governo statale e la usavano per contrastare diversi tentativi delle autorità locali di opporsi all'intervento statale o federale.

Coloro che risposero all'invasione erano sotto la guida dello sceriffo della contea di Johnson e sentivano che stavano agendo in modo appropriato secondo le leggi esistenti di quel tempo.[18] Quindi questo incidente non riguarda propriamente l'efficacia degli accordi di mercato per mantenere l'ordine.

In conclusione, in assenza di un governo formale, la frontiera occidentale non era così selvaggia come le leggende vorrebbero farci credere. Il mercato forniva protezione ed agenzie di arbitrato che funzionavano in modo molto efficace, sia come sostituto completo di un governo formale sia come supplemento a quel governo. Tuttavia lo stesso desiderio di potere che crea problemi nell'apparato statale a volte creava difficoltà anche nel Far West. Non tutto era tranquillo, soprattutto quando mancavano i Punti di Schelling e ne risultavano disordine e caos, a sostegno della tesi di Buchanan secondo cui l'accordo sui diritti iniziali è importante per l'anarco-capitalismo. Quando esisteva questo tipo di accordo, tuttavia, abbiamo visto che l'anarco-capitalismo era una realtà e funzionava.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: https://www.francescosimoncelli.com/


👉 Qui il link alla Prima Parte: https://www.francescosimoncelli.com/2021/09/un-esperimento-americano-anarco.html

👉 Qui il link alla Seconda Parte: https://www.francescosimoncelli.com/2021/10/un-esperimento-americano-anarco.html


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Note

[1] Ray Allen Billington, The Far Western Frontier, 1830–1860 (New York: Harper & Bros., 1956), p. 99.

[2] David Morris Potter, ed., Trail to California (New Haven: Yale University Press, 1945), pp. 16–17.

[3] Ripubblicato in Elizabeth Page, Wagon West (New York: Farrar & Rinehart, 1930), Appendice C.

[4] Costituzione ripubblicata in Potter, Trail to California, Appendice A.

[5] Page, Wagon West, p. 118.

[6] Ibid., p. 119. 

[7] David J. Langum, "Pioneer Justice on the Overland Trail," Western Historical Quarterly, Vol. 5, No. 3 (1974), p. 424, fn. 12.

[8] Reid, "Prosecuting the Elephant," p. 330. 

[9] Citato in Reid, "Prosecuting the Elephant," p. 330. 

[10] Citato in John Phillip Reid, "Dividing the Elephant: the Separation of Mess and Joint Stock Property on the Overland Trail," Hastings Law Journal, Vol. 28, No. 1 (1976), p. 77.

[11] Si veda Potter, Trail to California, Appendice A. 

[12] Reid, "Dividing the Elephant," p. 79.

[13] Citato in Reid, "Dividing the Elephant," p. 85. 

[14] Owen Cochran Coy, The Great Trek (San Francisco: Powell Pub. Co., 1931), p. 117.

[15] Si veda Gard, Frontier Justice; Hollon, Frontier Violence; e Hugh David Graham & Ted Robert Gurr, eds., The History of Violence in America: Historical and Comparative Perspectives (New York: Prager, 1969). 

[16] Hollon, Frontier Violence, p. 53. 

[17] Citato in Gard, Frontier Justice, pp. 35–36. 

[18] Si veda Helen Huntington Smith, The War on the Powder River: The History of an Insurrection (Lincoln, Neb.: University of Nebraska Press, 1966).

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giovedì 14 ottobre 2021

Il grande gioco continua

 

 

di Alasdair Macleod

Dopo il ritiro dell'America dall'Afghanistan, la sua attenzione si è spostata sul Pacifico con l'istituzione di una partnership navale congiunta con Australia ed Inghilterra.

Il fondatore della moderna teoria geopolitica, Halford Mackinder, ha avuto qualcosa da dire su questo tema in un suo saggio scritto per il Council on Foreign Relations nel 1943. Mackinder ha anticipato questo sviluppo, sebbene gli attori ed i loro ruoli a quel tempo fossero diversi. In particolare, ha previsto l'ascesa economica di Cina e India e l'importanza della regione del Pacifico.

Questo articolo discute la situazione attuale traendo spunto dall'analisi di Mackinder, prendendo in considerazione le conseguenze dell'ossessione per l'energia verde, l'importanza del commercio nella regione del Pacifico e l'attuale strategia deflazionistica della Cina rispetto a quella delle potenze occidentali in declino che perseguono aggressivamente l'inflazione dei prezzi degli asset.

Non c'è dubbio che il mondo si stia riequilibrando, come descritto da Mackinder quasi ottant'anni fa. Per capirlo dobbiamo guardare oltre le attuali difficoltà economiche e monetarie dell'Occidente e la perdita della sua egemonia sull'Asia, e notare in particolare il miglioramento delle condizioni delle nazioni più popolose dell'Asia.


Introduzione

Dopo la sconfitta della NATO nel cuore dell'Asia, e con l'Afghanistan ora sotto il dominio dei talebani, l'asse cinese/russo controlla il continente asiatico. Le nazioni asiatiche non direttamente legate alla sua egemonia congiunta (non essendo membri, associati o partner di dialogo dell'Organizzazione per la cooperazione di Shanghai) dipendono sempre più da esso per il commercio e la tecnologia. Anche l'Africa subsahariana è nella sua sfera d'influenza. La realtà per l'America è che la popolazione totale all'interno o associata alla SCO è il 57% di quella mondiale e la presa dell'America sui suoi alleati europei sta svanendo.

La stessa NATO è ormai al capolinea, con la Turchia attratta dall'asse asiatico ed i suoi membri nell'UE con legami commerciali ed energetici con Russia e Cina. Inoltre la Francia sta spingendo l'UE verso la creazione di un proprio esercito indipendente dalla NATO: quale sarà il suo ruolo, a parte l'orgoglio politico della Francia, è un mistero.

È in questo contesto che tre della partnership di intelligence Five Eyes hanno formato l'AUKUS – che sta per Australia, Regno Unito e Stati Uniti – ed il suo primo accordo è quello di dare all'Australia una capacità di sottomarini nucleari per rafforzare la potenza navale della partnership nel Pacifico. Altre capacità, principalmente volte a contenere la minaccia cinese nei confronti di Taiwan e di altri alleati nell'Oceano Pacifico, emergeranno sicuramente a tempo debito. Gli altri due Five Eyes, Canada e Nuova Zelanda, sembrano meno propensi a confrontarsi con la Cina, ma forse avranno anche ruoli meno ovvi al di là della pura raccolta di informazioni.

Gli Stati Uniti, con il presidente Trump, non erano riusciti a contenere il crescente dominio economico della Cina; l'unico successo di Trump è stato quello di staccare il Regno Unito dalla sua politica, targata Cameron/Osbourne, di rafforzare i legami commerciali e finanziari con la Cina, cosa che minacciava l'importante ruolo del Regno Unito nella sua partnership di intelligence con gli Stati Uniti.

Per il Regno Unito quello era un momento critico, visto che la Brexit era avvenuta e la nazione aveva bisogno di partner globali per le sue future strategie commerciali e geopolitiche, cementando il suo riemergere sulla scena mondiale. Trump ha puntato su un rapido accordo commerciale USA/Regno Unito. La neutralità negli affari internazionali non è nel DNA del Regno Unito, quindi la decisione è stata un gioco da ragazzi: il Regno Unito ha dovuto riconsolidare la partnership anglosassone Five Eyes con Stati Uniti, Canada, Australia e Nuova Zelanda e voltare le spalle alla Cina.

Ma raccogliere informazioni e costruire una potenza navale nel Pacifico non sconfiggerà i cinesi. Tutte le simulazioni mostrano che gli Stati Uniti, con o senza l'AUKUS, non possono vincere un conflitto militare contro la Cina. Ciononostante l'AUKUS non è un modello sulle linee della NATO che impegna i suoi membri per trattato all'aggressione contro un nemico comune. Mentre Taiwan rimane un problema specifico, l'obiettivo è quasi certamente scoraggiare la Cina dall'espansione territoriale e proteggere altre nazioni del Pacifico assicurando che siano indipendenti dal colosso SCO. I vantaggi commerciali di relazioni più strette con queste nazioni indipendenti sono anche un motivo in più per il Regno Unito di aderire al CPTPP, l'accordo globale per il partenariato transpacifico. Si qualifica per l'adesione attraverso la sua sovranità sulle Isole Pitcairn ed è per questo che anche la Cina ha chiesto di aderire.

L'importanza dell'AUKUS è nel segnale inviato alla Cina e all'intera regione del Pacifico, a seguito dell'abbandono delle operazioni militari in Medio Oriente e Afghanistan. La minaccia marittima alla Cina è una linea che non deve essere superata. Stiamo entrando in una nuova era nel Grande Gioco, dove l'obiettivo è cambiato: dal dominio al contenimento. Avendo perso la sua posizione di controllo assoluto sulla massa terrestre eurasiatica, l'America ha selezionato i suoi partner per mantenere il controllo sull'alto mare. Ed il Regno Unito ha trovato un nuovo scopo geopolitico, ristabilendo un ruolo globale ora che è indipendente dall'UE.

I francesi non possono aderire al CPTPP essendo vincolati alle politiche commerciali comuni dell'UE. Vedere gli inglesi sfuggire alle restrizioni dell'UE e ottenere rapidamente più influenza globale di quanto la Francia potesse sognare ha toccato un nervo scoperto.


Mackinder aveva ragione

Il padre della geopolitica, Halford Mackinder, viene citato molto spesso e le sue teorie sono ancora rilevanti per la situazione attuale. Molto è stato scritto sulle previsioni di Mackinder, il suo concetto di World Island fu menzionato per la prima volta nella sua presentazione del 1904 alla Royal Geographic Society a Londra: "Uno stato cardine, con conseguente espansione sulle terre marginali dell'Euro-Asia".

Nel 1943 aggiornò le sue opinioni con un saggio per il Council on Foreign Relations. Scritto durante la seconda guerra mondiale, il suo commento rifletteva i combattenti e le loro posizioni in quel momento. Ma nonostante ciò, colse un punto importante relativo alla situazione odierna e all'AUKUS:

Se i cinesi, ad esempio, fossero organizzati dai giapponesi per rovesciare l'impero russo e conquistarne il territorio, potrebbero costituire il pericolo giallo per la libertà del mondo solo perché aggiungerebbero uno sbocco oceanico alle risorse del grande continente.

Quando Mackinder ha scritto il suo saggio, i giapponesi avevano già invaso la Manciuria, ma la loro successiva sconfitta li rimosse da un ruolo geopolitico attivo, e al posto di una sconfitta sovietica la Cina ha stretto una partnership pacifica con la Russia che si estende a tutti i suoi vecchi stati satellite nell'Asia centrale. Ciò che conta è l'attenzione allo sbocco sull'oceano, da cui dipende la via della seta marittima.

Il saggio mette in luce un altro aspetto menzionato sempre da Mackinder, e cioè le enormi risorse naturali dell'Heartland: "[...] incluso abbastanza carbone nei bacini di Kuznetsk e Krasnoyarsk in grado di soddisfare il fabbisogno di tutto il mondo per 300 anni".

Nel 1938 la Russia produceva più dei seguenti alimenti di qualsiasi altro Paese al mondo: grano, orzo, avena, segale e barbabietola da zucchero. In Russia veniva prodotto più manganese che in qualsiasi altro Paese. Si collocava al primo posto con gli Stati Uniti per quanto riguardava il ferro e si collocava al secondo posto nella produzione di petrolio.

Attraverso la sua partnership con la Russia tutte queste risorse sono a disposizione della partnership cinese e russa. E il vero potenziale di industrializzazione, frenato dal comunismo e ora dalla corruzione russa, è appena iniziato.

Dopo aver notato che un giorno il Sahara sarebbe diventato la trappola per catturare l'energia diretta del sole (prevedendo i pannelli solari), il saggio di Mackinder si è concluso con una nota ottimistica:

Un miliardo di persone dell'antica civiltà orientale abitano le terre monsoniche dell'India e della Cina [oggi 3 miliardi, compreso il Pakistan]. Cresceranno e saranno prosperi negli stessi anni in cui la Germania e il Giappone verranno addomesticati alla civiltà. Bilanceranno quindi gli altri miliardi di persone che vivono tra il Missouri e lo Yenisei [cioè, l'America centrale e orientale, la Gran Bretagna, l'Europa e la Russia oltre gli Urali]. Un globo equilibrato di esseri umani e felice, perché equilibrato e quindi libero.

Sia la Cina che ora l'India si stanno rapidamente industrializzando, diventando parte di un equilibrato globo di umanità. Mentre l'Occidente cerca di aggrapparsi a ciò che ha piuttosto che progredire, Cina e India, insieme a tutta l'Asia sottosviluppata, si stanno muovendo rapidamente nella direzione della libertà individuale e del miglioramento delle condizioni di vita, proprio come scrisse Mackinder.

Ovviamente c'è ancora spazio affinché questa previsione venga sconfessata, spostando l'egemonia occidentale nel processo. L'America in particolare ha trovato difficili le sfide politiche del cambiamento, con il suo Deep State incapace di venire a patti con le implicazioni del suo potere militare ed economico. Dobbiamo sperare che Mackinder avesse ragione e che lo spostamento del potere economico risulterà un'evoluzione geopolitica piuttosto che un'escalation di conflitti.

Ma nel perseguire la sua agenda verde e nell'evitare i combustibili di carbonio, l'Occidente sta inconsapevolmente facendo un regalo alle tesi di Mackinder, perché nonostante i rumori diplomatici contrari, Cina, India e tutti i membri della SCO continueranno ad utilizzare carbone, gas e petrolio a basso costo che l'Asia ha in abbondanza, mentre i produttori occidentali sono costretti dai loro governi ad utilizzare energia verde costosa e meno affidabile.


Ossessione per l'economia verde e commercio globale

Nel frattempo l'Occidente è impazzito per l'economia verde. Vietare i combustibili fossili senza che vi siano sostituti adeguati deve essere una nuova definizione di follia, come attestano le attuali crisi dei combustibili in Europa. Con oltre il 95% della logistica europea attualmente ad energia diesel, il passaggio all'alimentazione a batteria o all'idrogeno entro il 2030 vietando la vendita di nuovi veicoli con motore a combustione interna è un salto nel buio.

Anche se poco menzionato, le potenze occidentali pensano che vietando i combustibili fossili elimineranno il quasi monopolio energetico della Russia, perché si suppone che grazie al gas essa sia il più grande esportatore di combustibili fossili al mondo. Invece l'Occidente sta creando una carenza di energia per se stesso, sconquasso alimentato da Gazprom che trattiene i flussi di gas attraverso i suoi gasdotti verso l'Europa, aumentando così i costi energetici dell'Europa e garantendo una crisi energetica molto più grave questo inverno.

Anche se la Russia aprirà i rubinetti domani, lo stoccaggio di gas nelle riserve per i mesi invernali è insufficiente. E l'Europa ed il Regno Unito hanno superato se stessi smantellando il carbone e l'elettricità alimentata a gas. Nel Regno Unito un enorme impianto di stoccaggio di gas sottomarino al largo della costa dello Yorkshire è stato chiuso, lasciando una preziosa e scarsa capacità di stoccaggio nazionale. Come abbiamo visto con il caos nelle supply-chain post-Covid, i problemi energetici non solo diventeranno acuti questo inverno, ma è probabile che persistano per gran parte del prossimo anno. E anche questo presuppone che la Russia ceda e moderi la sua posizione energetica nei confronti dei clienti europei.

Invece la Cina ha accesso illimitato a tutti i combustibili fossili e sta ancora costruendo centrali elettriche a carbone ad un ritmo incalzante: secondo un report della BBC, ne sono state commissionate 61 nuove e ne sono previste altre 51 al di fuori della Cina. E l'India fa affidamento sul carbone per oltre i due terzi della sua energia elettrica. Mentre l'Europa e l'America, attraverso le loro ossessioni verdi, si stanno negando la disponibilità e le tecnologie associate ai combustibili fossili, l'asse russo/cinese continuerà a trarne tutti i benefici.

È probabile che la risposta dell'Occidente sia quella di denunciare l'inquinamento cinese ed il suo contributo al riscaldamento globale, ma realisticamente c'è poco che può fare. La domanda di manufatti cinesi continuerà, perché la Cina ha ora un quasi monopolio sulla produzione globale nel campo dell'esportazione. Nell'improbabile caso in cui i consumatori occidentali diventino avidi risparmiatori mentre i loro governi continuano a registrare enormi deficit di bilancio, i deficit commerciali aumenteranno ancora di più, consentendo agli esportatori cinesi di aumentare i prezzi per i consumatori ed i beni intermedi senza perdere le vendite nell'export.

Anche se non c'è nulla che possano fare sui metodi di produzione della Cina, i membri dell'AUKUS cercheranno senza dubbio di convincere altri membri esportatori del CPTPP affinché si conformino alle politiche verdi globali.[1] Questo significa che entreranno in competizione con la Cina, e sebbene possano spendere chiacchiere su chiacchiere sull'energia verde, in pratica è improbabile che accettino senza chiedere in cambio enormi sussidi dalle nazioni occidentali.

Nelle circostanze attuali è improbabile che la domanda di adesione della Cina al CPTPP porti ad un esito positivo, dato l'obbligo per il governo centrale cinese di rinunciare alle sue imprese parastatali e di consentire il libero flusso di dati oltre i confini nazionali. In ogni caso, la Cina è concentrata sullo sviluppo della sua Regional Comprehensive Economic Partnership (RCEP), un accordo di libero scambio firmato finora da Cina, Giappone, Corea del Sud, Australia e Nuova Zelanda. Entrerà in vigore quando sarà ratificato da dieci dei quindici firmatari, probabilmente nella prima metà del 2022, e in termini di popolazione sarà due volte e mezzo le dimensioni degli accordi commerciali di UE e Stati Uniti/Messico/Canada (USMCA).[2]

Con quattro su cinque dei firmatari alleati americani, la RCEP dimostra che il partenariato per la difesa dell'AUKUS è una questione completamente separata dal commercio. Anche se agli Stati Uniti potrebbe non piacere, se la RCEP andrà avanti, un commercio più libero quasi certamente a tempo debito attenuerà una posizione belligerante. L'andamento degli scambi commerciali nella regione del Pacifico promette di dare ragione a Mackinder sulla prospettiva di un mondo più equilibrato, il tutto garantito da un equilibrio di capacità navali tra AUKUS e Cina; inoltre con la garanzia di un libero scambio anche nella regione del Pacifico, le politiche protezionistiche commerciali europee e americane diventeranno un anacronismo. Ma ora la minaccia proviene da un'altra direzione: instabilità finanziaria, con le nazioni occidentali che tirano in una direzione e la Cina in un'altra.

Sin dal crollo della Lehman e dalla conseguente crisi finanziaria, la Cina è stata attenta a prevenire le bolle finanziarie. Il grafico qui sopra mostra che l'indice Shanghai Composite è salito dell'82% dal 2008, mentre l'indice S&P500 è salito del 430%. Mentre gli Stati Uniti hanno visto i valori degli asset finanziari alimentati da una combinazione di QE e speculazioni degli investitori, questi stessi fattori sono assenti e scoraggiati in Cina. Il debito pubblico in rapporto al PIL è circa la metà di quello degli Stati Uniti. È vero che il debito industriale è alto, come quello degli Stati Uniti, ma la differenza è che in Cina il debito è più produttivo mentre in America c'è stata una crescente preponderanza di imprese zombi, tenute in vita solo dalla ZIRP.

La politica cinese di garantire che l'espansione del credito bancario sia investita nella produzione e non nella speculazione, differisce dall'approccio statunitense che consiste nel gonfiare deliberatamente i prezzi degli asset finanziari e perpetuare un presunto effetto ricchezza. La Cina evita che il potenziale destabilizzante dei flussi speculativi corra liberamente, perché espone l'economia alla possibilità che l'America utilizzi l'instabilità finanziaria per indebolire l'economia cinese.

In un discorso al Comitato Centrale del Partito Comunista Cinese nell'aprile 2015, il maggiore generale Qiao Liang, lo stratega dell'Esercito Popolare di Liberazione, ha sottolineato un ciclo di debolezza del dollaro nei confronti di altre valute seguito poi da un rafforzamento del biglietto verde: prima ha gonfiato il debito nei Paesi stranieri e poi li ha mandati in bancarotta. Qiao sostenne che si trattava di una politica americana deliberata e che sarebbe stata usata contro la Cina.

Basandosi sui rapporti dell'intelligence cinese, all'inizio del 2014 è stato informato del coinvolgimento americano nel movimento "Occupy Central" a Hong Kong. Dopo diversi ritardi, la FED ha annunciato la fine del QE nel settembre successivo, cosa che ha spinto il dollaro al rialzo, e le proteste di "Occupy Central" sono scoppiate il mese successivo.

Per Qiao i due eventi erano collegati. Indebolendo il tasso di cambio dollaro/yuan e provocando rivolte, gli americani avevano cercato di far crollare l'economia cinese. Nel giro di sei mesi il mercato azionario di Shanghai ha iniziato a crollare, con l'indice SSE Composite che è passato da 5.160 a 3.050 tra giugno e settembre 2015.

Non si può sapere con certezza se l'analisi di Qiao sia corretta, ma si può capire la continua cautela della leadership cinese basata su di essa. Per questo e altri motivi, la leadership cinese è estremamente cauta nei confronti di passività in dollari e dell'accumulo di denaro improduttivo e speculativo nell'economia. Ciò spiega il loro rigido regime di controllo dei cambi, dove i dollari non possono circolare in Cina e tutti i flussi di capitale in entrata vengono trasformati in yuan dalla PBOC.

Inoltre la politica monetaria interna appare volutamente diversa da quella americana e di altre nazioni occidentali. Mentre tutti gli altri hanno usato come scusa il Covid per espandere l'offerta di denaro, la Cina ha limitato l'espansione del credito interno e del sistema bancario ombra. Il tasso di sconto è mantenuto al 2,9%, con tassi di mercato leggermente inferiori al 2,2%; l'unico motivo per cui sono stati tenuti a tali livelli è perché i tassi relativi al dollaro sono a zero ed i tassi UE e quelli giapponesi sono negativi.

È questa politica monetaria restrittiva che ha portato all'attuale crisi dei promotori immobiliari, con le ovvie difficoltà di Evergrande. Inoltre il governo cinese ha una linea di politica chiara: non salvare le imprese del settore privato in difficoltà, sebbene sia probabile che adotti misure per limitare il contagio finanziario.

I critici occidentali lanciano continuamente pietre alla Cina, ma almeno i suoi politici hanno cercato di evitare di contribuire al ciclo dell'inflazione globale. Con i prezzi che iniziano a salire ad un ritmo accelerato nelle valute occidentali, è in arrivo un nuovo crollo finanziario globale. La Cina e la sua coorte SCO subirebbero conseguenze negative, certo, ma non nella stessa misura.

I frutti delle politiche cinesi di restrizione dell'espansione del credito si vedono nei prezzi delle materie prime che paga: nella sua valuta sono aumentati del 10% in meno rispetto alla concorrenza da quando la FED ha abbassato a zero i tassi e sfornato $120 miliardi al mese. E mentre entrambe le valute hanno lateralizzato sin da gennaio, non c'è dubbio che i fondamentali indichino uno yuan ancora più forte e un dollaro più debole.

I benefici interni di uno yuan relativamente più forte superano la compressione dei margini subita dagli esportatori cinesi. Vale la pena notare che, oltre a moderare la domanda di credito, la Cina sta tentando di aumentare la spesa dei consumatori interni a spese del tasso di risparmio, quindi la domanda dei consumatori inizierà a contare più delle esportazioni. È in linea con il suo obiettivo di lungo termine: che la Cina diventi meno dipendente dalle esportazioni e che gli esportatori beneficeranno invece della crescita delle vendite interne. Inoltre con la Cina che domina le esportazioni globali di beni intermedi e di consumo e mentre i deficit di bilancio occidentali sono in aumento e portano a deficit commerciali ancora maggiori, gli esportatori cinesi dovrebbero comunque essere in grado di garantire prezzi più alti.

Non c'è dubbio che i deficit di bilancio finanziati dall'inflazione monetaria in America, UE, Giappone e Regno Unito sta ora indebolendo il potere d'acquisto di tutte le principali valute. Le conseguenze per i loro poteri d'acquisto stanno diventando evidenti e tentano di calmare mercati e consumatori definendole transitorie. In termini di potere d'acquisto, queste valute sono ora in una corsa al ribasso.

Non solo i costi di produzione stanno aumentando bruscamente, ma dopo una breve pausa di tre mesi, i prezzi delle materie prime e dell'energia hanno iniziato a salire di nuovo. Il prossimo grafico mostra il tracker delle materie prime Invesco, che dopo essere quasi raddoppiato da marzo 2020, ora tenta un breakout al rialzo.

Dal momento che la competitività globale non è più una priorità, la Cina lascerà che il tasso di cambio dello yuan salga rispetto alle valute occidentali per tenere sotto controllo i prezzi ed i costi interni. Dopotutto, è un'economia alimentata dal risparmio, con le caratteristiche sostenibili di una valuta forte rispetto al dollaro.


Conclusioni

Avendo fallito nei loro obiettivi militari terrestri, anche le guerre commerciali e finanziarie non dichiarate dell'America contro la Cina stanno per finire, sostituite da una politica di contenimento marittimo attraverso la partnership AUKUS. I tentativi di arginare le perdite strategiche in Asia si sono ora conclusi con il ritiro dall'Afghanistan e da altri interventi militari.

Il cambiamento di politica geopolitica non è ancora del tutto compreso, ma lo stato precario delle finanze statunitensi, le bolle, l'inflazione dei prezzi e l'inevitabilità degli aumenti dei tassi d'interesse renderanno un sostegno politico al contenimento marittimo l'unica opzione geostrategica rimasta all'America.

Perseguendo politiche monetarie più caute, la Cina è meno esposta alle inevitabili conseguenze dell'inflazione monetaria globale. Sebbene i tassi di cambio dello yuan siano manipolati anziché impostati dai mercati, ora è nell'interesse della Cina vedere uno yuan più forte per contenere i prezzi interni e l'inflazione dei costi.

Anche se le valute fiat potrebbero essere distrutte dall'implosione delle bolle, questi fattori contribuiscono ad una serie di circostanze che sembrano portare ad un risultato più pacifico per il mondo di quanto apparisse probabile prima che l'America e la NATO si ritirassero dall'Afghanistan. Tra il dire ed il fare c'è sempre di mezzo il mare, ma è stato un risultato previsto da Halford Mackinder quasi ottanta anni fa.

Speriamo avesse ragione.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: https://www.francescosimoncelli.com/


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Note

[1] Ci sono undici membri del CPTPP: Australia, Brunei, Canada, Cile, Giappone, Malesia, Messico, Nuova Zelanda, Perù, Singapore e Vietnam. La Cina ha presentato una domanda di adesione la scorsa settimana, ma per la sua adesione è necessario un accordo unanime da parte dei membri esistenti. La politica australiana non è stata ancora dichiarata. Anche il Regno Unito ha avviato i negoziati di adesione. Si qualifica attraverso la sua sovranità di Pitcairn e la sua domanda è stata accettata. Se tutto va bene, l'adesione completa dovrebbe avvenire a giugno del prossimo anno.

[2] Gli Stati Uniti non sono coinvolti né nell'RCEP né nel CPTPP. Si dice che il Regno Unito potrebbe chiedere di aderire all'USMCA, visto che il presidente Biden sta tirando per le lunghe un accordo commerciale tra Stati Uniti e Regno Unito.

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mercoledì 13 ottobre 2021

Perché il totalitarismo promuove l'odio

 

 

di Barry Brownstein

Nella parte settentrionale dello stato di New York, trenta medici sanitari del Lewis County General Hospital si sono dimessi piuttosto che sottoporsi all'obbligo di vaccinazione. Sei di coloro che si sono dimessi hanno lavorato nel reparto maternità; l'ospedale ha chiuso tale unità fino a quando non sarà possibile assumere nuove infermiere vaccinate.

Altri servizi essenziali potrebbero essere ridotti, poiché il 73% dei medici non vaccinati deve ancora decidere se dimettersi piuttosto che farsi vaccinare. L'assunzione di nuovi infermieri non sarà facile, dal momento che migliaia di posti di lavoro per infermieri nello stato di New York sono vacanti.

Queste infermiere e altri operatori sanitari non vaccinati sono il "vero nemico", come li ha definiti un politico del partito democratico? Nella regione di suddetto ospedale, le famiglie che presto sperimenteranno la nascita di un bambino si sentiranno più sicure ora che alcuni dei loro ex-professionisti sanitari di fiducia sono stati cacciati? Alcuni dei loro pazienti si stanno chiedendo perché questi professionisti sanitari sacrificherebbero le loro carriere?

Gli obblighi sono illiberali e violano l'autonomia sul proprio corpo, oltre a peggiorare i risultati sulla salute. Allora perché i consiglieri del presidente Biden spingono affinché siano approvati? Biden ed i suoi consiglieri credono davvero che gli obblighi porranno fine alla pandemia? Se ci credono davvero, James Harrigan spiega bene l'assurdità logica di tali obblighi. O stanno consolidando il potere sfruttando la natura umana e prendendo in prestito una pagina dal copione totalitario per incrementare le differenze tra le persone?

Per comprendere le radici psicologiche delle fratture sociali, iniziamo con una storia che non riguarda l'obbligo di vaccinazione.


Il disprezzo di Larry David

Larry David e Alan Dershowitz sono stati amici intimi per 25 anni fino a quando Dershowitz è diventato uno degli avvocati nell'impeachment di Trump. Era agosto e Dershowitz stava bevendo una tazza di caffè con gli amici sotto il portico di un emporio di Martha's Vineyard. David arrivò e iniziò ad urlare contro il suo ex-amico.

Dershowitz: "Possiamo ancora parlare, Larry".

David: "No. No. Non possiamo, davvero. Ti ho visto. Ti ho visto con il braccio intorno a Pompeo [l'ex-segretario di Stato di Trump]! È disgustoso!"

Dershowitz: "È il mio ex-studente [alla Harvard Law]. Saluto così tutti i miei ex-studenti. Non posso più salutarli?"

David: "È disgustoso. Tutta la tua enclave... è disgustosa. Tu sei disgustoso!"

Questa non era una trovata pubblicitaria per la prossima stagione di Curb Your Enthusiasm.

Se avete visto Curb, sapete che sentimenti di disprezzo caratterizzano molti episodi. Se fosse protagonista di questa serie Larry o verrebbe definito disgustoso, o definirebbe disgustoso qualcuno o qualcosa.

Larry David ha 74 anni, ma come molti di noi non ha imparato a non gettare la sua spazzatura psicologica sul ciglio della strada. Il travolgente senso di disgusto che Larry prova per Alan è nella mente di Larry e dirlo ad Alan con rabbia non risolverà il suo problema. Larry può proiettare l'idea di disgusto su Alan, ma più la proietta, più rafforza l'idea di disgusto nella sua mente. Più Larry la proietta, più si crogiola nella sua spazzatura psicologica.

La proiezione è il nostro futile tentativo di assolverci dalla responsabilità dei nostri pensieri, sentimenti e comportamenti negando ciò che esiste in noi e trovando le stesse qualità in altre persone. Dershowitz era semplicemente un simbolo di come David vedeva sé stesso. Nel libro The 7 Habits of Highly Effective People, Stephen Covey ha scritto: "Vediamo il mondo, non così com'è, ma come siamo".

Naturalmente il tentativo di proiezione effettuato da Larry è universale. Ciò che la nostra consapevolezza si sforza di rifiutare, ciò che non vogliamo riconoscere, lo cerchiamo di scagliare fuori. La proiezione non funziona mai; la nostra spazzatura psicologica non lascia magicamente la nostra mente quando demonizziamo gli altri. Larry potrebbe aver sentito una catarsi temporanea, ma stava perdendo, non guadagnando, la libertà psicologica. La libertà psicologica di David deriva dalla sua decisione di riconoscere che la sua mente è l'agente causale della sua esperienza della realtà.

È importante sottolineare che i politici sfrutteranno la debolezza umana per proiettarsi. Usando la propaganda, mirano ad inculcare nelle nostre menti capri espiatori su cui proiettare ciò che non vogliamo riconoscere in noi stessi. Gli individui psicologicamente liberi saranno meno suscettibili alla propaganda totalitaria.


Movimenti totalitari

Nel libro The True Believer, il filosofo sociale Eric Hoffer ha osservato: "I movimenti di massa possono sorgere e diffondersi senza credere in un Dio, ma mai senza credere in un diavolo. Di solito la forza di un movimento di massa è proporzionata alla vividezza e tangibilità del suo diavolo".

Hoffer racconta che prima della “Soluzione Finale”, “quando a Hitler fu chiesto se pensava che gli ebrei dovessero essere distrutti, esitò: "Dovremmo inventarla la scusa. È essenziale avere un nemico tangibile, non solo uno astratto".”.

Hoffer continua con la storia di "una missione giapponese arrivata a Berlino nel 1932 per studiare il movimento nazionalsocialista". Il giornalista Frederick Voigt chiese “ad un membro della missione cosa pensasse del movimento. Il delegato in visita rispose: 'È magnifico. Vorrei che potessimo avere qualcosa di simile in Giappone, solo che non possiamo, perché non ci sono ebrei'.”.

Hoffer ha scoperto che: "L'intuizione e l'astuzia degli uomini che sanno come mettere in moto un movimento di massa, o come mantenerne uno, si manifestano tanto nel saper scegliere un degno nemico quanto nel sapere quale dottrina abbracciare e quale programma adottare”.

I nazisti sostenevano che gli ebrei fossero parassiti vettori di malattie. Se pensate che la maggior parte dei tedeschi comprese lo scopo reale di quella propaganda e si limitò ad assecondarla perché erano intimiditi, vi sbagliate. I medici tedeschi affermavano "che gli ebrei erano particolarmente responsabili delle epidemie di tifo". Infatti "pubblicarono saggi in cui si affermava che la colpa era del presunto 'basso livello culturale' e della 'impurità' del popolo ebraico".

Il "basso livello culturale" di ieri si è trasformato nell'etichettare i non vaccinati e coloro che non sono al passo con la politica del Covid come "anti-scienza", gente che manifesta un malvagio disprezzo per la sicurezza degli altri.

Dopo l'invasione della Polonia, "i funzionari della sanità pubblica tedeschi [...] esortarono ripetutamente le autorità di occupazione ad isolare ulteriormente gli ebrei dal resto della popolazione e negare loro l'accesso alle cure mediche".

L'antisemitismo non era necessario per sostenere i nazisti. Nel mio saggio, La sicurezza si trova nei principi, non nelle bugie, racconto questa storia:

Nel suo libro They Thought They Were Free, (Milton) Mayer racconta la storia di come i tedeschi ordinari – "noi piccole persone" come si definivano – divennero nazisti. Mayer fece amicizia con questi ex-nazisti ed esaminò anche la documentazione storica per verificare le loro storie. 

Pensate al poliziotto Willy Hofmeister. Mayer racconta la storia di come nel 1938 a Hofmeister fu assegnato il compito di radunare i maschi ebrei "per la loro stessa protezione". Hofmeister non era un criminale nazista; era educato e rispettoso, mentre portava a termine le sue azioni ufficiali ma mortali.

Mentre Hofmeister stava prendendo in custodia un uomo ebreo, gli disse che quell'azione era necessaria perché la sinagoga della città sarebbe stata distrutta quel giorno. Rispose: "L'hanno fatto saltare in aria come misura di sicurezza".

Oggi i medici vengono licenziati come misura di sicurezza. Senza dubbio alcuni lettori saranno indignati da questo confronto storico. Willy Hoffmeister non era consapevole dei suoi paraocchi mentali; allo stesso modo i paraocchi bloccano la consapevolezza di molti oggi.

Naturalmente non tutti i politici che sostengono gli obblighi di vaccinazione hanno obiettivi totalitari, ma le loro buone intenzioni non contano. I mezzi illiberali porteranno a fini distruttivi.

Di fronte all'illiberalismo diffuso, se ci rassegniamo a pensare che c'è poco da fare, avremo i politici che ci meritiamo. Tuttavia c'è molto che possiamo fare; la comprensione della libertà psicologica annulla l'errore di proiezione.


Riflettete sulla vostra risposta alla paura

La paura guida la parte primitiva del cervello, l'amigdala. Nel suo libro, The Fundamentalist Mind, Steven Larsen scrive: “Se desiderate indurre uno stato di acquiescenza nel vostro potenziale elettorato, è chiaramente un vantaggio spaventarli. Innanzitutto indurre la risposta di paura dell'amigdala e poi offrire loro una scelta: essere salvati o essere condannati. Per dispiegare il potere coercitivo, i totalitari hanno bisogno della vostra paura.


Riprendersi le proprie proiezioni

Hoffer ha spiegato come i totalitari usino "un senso di risentimento" per spingere le persone a sottomettersi all'autorità. Sebbene possiate risentirvi per qualcosa, non scaricate questo sentimento sugli altri e soprattutto non coltivatelo. I totalitari possono solo sfruttare l'odio nella vostra mente. Per un momento, dimenticate le questioni sociali più significative: riprendetevi le vostre proiezioni personali. Imparate dall'errore di Larry David: se rimanete all'ombra delle vostre proiezioni, i politici sfrutteranno le vostre rimostranze.


Non essere prepotenti intellettualmente con le persone

Non importa da che parte vi trovate, non fare discussioni che iniziano con "Non c'è altro modo", "Tutte le persone ragionevoli lo sanno" e simili.

Larry Cosme, il presidente della Federal Law Enforcement Officers Association, apartitica e pro-vax, ha offerto questa guida: “L'ordine esecutivo [di Biden] insulta i dipendenti per loro ragionevoli preoccupazioni ed esitazioni, e permette al governo federale di inserirsi nelle decisioni mediche individuali. Le persone non dovrebbero sentirsi a disagio per aver fatto una scelta medica ragionevole”.


Vedere l'umanità negli altri

Come ha spiegato Hoffer, quando non vediamo l'umanità negli altri, forniamo ossigeno agli autoritari. Opponetevi all'autoritarismo vedendo l'umanità in tutti quelli che incontrate.

Il filosofo viennese Martin Buber è fuggito dalla Germania dopo che Hitler salì al potere. Nella sua opera più nota, I and Thou, Buber ha osservato che vediamo il mondo in uno dei due modi fondamentali: "Io-Tu" o "Io-Esso". Considerare gli altri quanto sé stessi è il modo "Io-Tu"; con "Io-Esso", gli altri sono visti come oggetti inferiori che ci aiutano o ci ostacolano.

Osservate come lo schema "Io-Esso" si fa strada durante il giorno nella vostra mente. L'impiegato del supermercato che si muove più lentamente di quanto vorreste, l'addetto al servizio clienti che non risolve il vostro problema, l'autista che vi taglia la strada; osservate come la vostra mente li trasforma in "esso". La consapevolezza dei vostri schemi di pensiero vi aiuta a fare scelte diverse.


Assumersi la responsabilità

Hoffer ha scritto: "Non si può dire a quali estremi di crudeltà e spietatezza ricorrerà un uomo quando sarà liberato dalle paure, dalle esitazioni, dai dubbi e dai vaghi movimenti di decenza che accompagnano il giudizio individuale". Hoffer scrive:

Quando perdiamo la nostra indipendenza individuale e si perde in un movimento di massa, troviamo una nuova libertà: la libertà di odiare, prevaricare, mentire, torturare, uccidere e tradire senza vergogna e rimorso. Qui sta indubbiamente parte dell'attrattiva di un movimento di massa. Vi troviamo il «diritto al disonore», che secondo Dostoevskij ha un fascino irresistibile.

Hoffer ha insegnato che ci sono alti costi personali e sociali quando gli individui rinunciano alla responsabilità personale.


Rispettare il cosiddetto Ordine Esteso

Nel suo libro The Fatal Conceit, Friedrich Hayek ha esplorato il concetto di ordine esteso, un ordine che è il prodotto della cooperazione volontaria e umana e non un ordine progettato sulla coercizione. Hayek ha scritto: "La nostra civiltà dipende, non solo per la sua origine ma anche per la sua conservazione, da ciò che può essere descritto solo come l'ordine esteso della cooperazione umana, un ordine più comunemente noto come capitalismo, sebbene la descrizione sia un po' fuorviante".

Jonah Goldberg ha osservato: "Il sistema di mercato è così bravo a convincere le persone, provenienti da tutto il mondo, a lavorare insieme che ci accorgiamo a malapena di quanto stiamo collaborando".

I residenti di Upstate New York ora hanno meno opzioni mediche. Stanno notando l'impatto di una minore cooperazione umana, poiché i controlli indeboliscono i diritti degli individui a prendere decisioni mediche personali.  

La maggior parte di noi perirebbe senza l'ordine esteso; i pochi sopravvissuti tornerebbero ad un'esistenza primitiva. Pensate a quanto dipendente oggi dalla cooperazione umana per supermercati ben forniti, consegne UPS e FedEx, Internet, elettricità e così via.

I totalitari riducono la cooperazione umana. Non siate una cheerleader per i loro schemi illiberali. Coltivate la vostra libertà psicologica per essere meno suscettibili alla propaganda totalitaria. Man mano che la cooperazione umana diminuisce e l'odio aumenta, anche voi, non solo le persone contro cui sono diretti gli obblighi, soffrirete. L'ossigeno del capitalismo è la cooperazione; l'ossigeno dei totalitari è l'odio per le differenze.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: https://www.francescosimoncelli.com/