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martedì 14 novembre 2017

Cosa potrebbero significare per il dollaro uno yuan coperto dall'oro e le criptovalute





di Doug French


Nonostante le criptovalute abbiano rubato tutte le attenzioni sulla scena finanziaria, c'era una notizia intrigante apparsa il primo settembre sul Nikkei Asian Review. Scrivendo da Denpasar, Indonesia, Damon Evans riportava che "la Cina è prossima ad inaugurare contratti futures sul petrolio greggio prezzati in yuan e convertibili in oro, in quello che gli analisti descrivono come un cambiamento epocale nel settore".

Non coperti dal bitcoin, non coperti da ethereum, ma coperti dall'o-r-o. Quanto scarso amore hanno i cinesi per la tecnologia! Per il momento, il petrolio è prezzato in dollari, sia il Brent sia il West Texas Intermediate.

Evans spiegava:

La mossa della Cina permetterà agli esportatori, come la Russia e l'Iran, di eludere le sanzioni statunitensi tramite negoziazioni in yuan. Per stimolare ulteriormente il commercio, la Cina (il più grande importatore mondiale di petrolio) dice che lo yuan sarà completamente convertibile in oro sugli exchange di Shanghai e Hong Kong.

Questo sarà il primo contratto futures in Cina aperto a società straniere come i fondi d'investimento, le società di trading e le società petrolifere.

È da tempo che la Cina vuole sganciarsi dal dollaro e ora ci sta provando per la terza volta con gold contract denominati in yuan.

"È un meccanismo che può attirare i produttori di petrolio che preferiscono evitare di usare dollari e non sono disposti ad accettare di essere pagati in yuan per le vendite di petrolio in Cina", ha affermato Alasdair Macleod di Goldmoney.

"È un trasferimento di asset dal liquido nero al metallo giallo, è una mossa strategica per sostituire l'oro al petrolio piuttosto che ai bond statunitensi, che invece possono essere stampati dal nulla", ha spiegato Grant Williams.

Se l'Arabia Saudita accettasse lo yuan per regolare gli scambi di petrolio, ha dichiarato Louis-Vincent Gave, "sarà una bella gatta da pelare per Washington, poiché il Tesoro americano la vedrebbe come una minaccia all'egemonia del dollaro [...] ed è improbabile che gli Stati Uniti continuerebbero ad approvare le vendite di armi ai sauditi e la protezione della Casa di Saud".

Diciamo che la Cina acquisti l'Aramco, il prezzo del petrolio saudita potrebbe spostarsi dai dollari allo yuan, dice Macleod: "Se la Cina può legare l'Aramco, la Russia, l'Iran e altri, avrà un grado di influenza su quasi il 40% della produzione globale e sarà in grado di far progredire il suo desiderio di escludere il dollaro in favore dello yuan".

Per quanto riguarda le criptovalute, invece, Goldman Sachs "sta ponderando l'idea di una nuova operazione di negoziazione dedicata al bitcoin e ad altre valute digitali, la prima azienda di Wall Street si prepara a tuffarsi in questo mercato in espansione seppur ancora un po' controverso" riferisce il Wall Street Journal.

Si scopre che Goldman Sachs sta solo rispondendo a clienti che vogliono giocare nello spazio crypto. Paul Vigna, Telos Demos e Liz Hoffman scrivono:

Goldman cerca di servire un crescente numero di investitori istituzionali che vogliono scommettere sul bitcoin. Il suo sforzo potrebbe comportare la nascita di una squadra di trader che renderanno i mercati in bitcoin simili a quello dello yen giapponese o alle azioni di Apple Inc.

Circa 70 hedge funds hanno acquistato bitcoin. La volatilità dei prezzi delle criptovalute fornisce qualcosa che i mercati tradizionali hanno scordato... l'azione. "Goldman, una volta conosciuta come il trader più veloce a Wall Street, è quella che ha arrancato di più rispetto ai suoi pari. I ricavi nei suoi investimenti a reddito fisso sono diminuiti del 21% rispetto allo scorso anno, trascinati a fondo da una scarsa performance delle commodity e delle valute".

Il dollaro finirà presto sotto attacco: sia da uno yuan coperto dall'oro che dalle criptovalute. Potremmo chiederci se tutto questo si adatti bene al piano di Janet Yellen di rialzare i tassi d'interesse e ridurre il bilancio del suo datore di lavoro. Scommetto di no.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: http://francescosimoncelli.blogspot.it/


lunedì 6 novembre 2017

Mises ha ucciso l'homo economicus molto prima di Thaler

Richard Thaler, l'ultimo premio Nobel per l'economia in ordine cronologico, è un sostenitore dell'economia comportamentale, ovvero, quella branca della scienza economica che intende applicare la psicologia all'analisi dell'essere umano agente. Gli Austriaci fanno una netta distinzione tra prasseologia, lo studio logico/deduttivo dell'azione umana, e psicologia, la motivazione del momento precedente e successivo in cui si compie un'azione. L'introduzione della psicologia all'interno del campo di studio economico permette a coloro che la giustificano di determinare un'azione specifica come razionale o meno; mentre gli Austriaci affermano che l'azione umana è propositiva, i cosiddetti comportamentalisti si soffermano a giudicare se essa raggiunga il suo scopo o meno. Sebbene si tratti di un passo nella giusta direzione rispetto ai neoclassici, i quali considerano gli individui come delle macchine in grado di calcolare qualsiasi cosa, Thaler e altri che supportano l'economia comportamentalista definiscono "irrazionali" alcuni tipi di azioni. Ciò li porta alla solita conclusione: lo stato deve intervenire per correggere il tiro, non in modo vigoroso ma gentilmente. Niente di nuovo sotto il sole. Se date un dito allo stato, esso si prende tutto il corpo.
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di Doug French


La rivista The Atlantic ha intitolato così uno dei suoi ultimi articoli: “Richard Thaler wins the Nobel Prize in Economics for killing Homo Economicus”. Il padre dell'economia comportamentale pare abbia fatto qualcosa di buono. Tuttavia non ha ucciso l'homo economicus, Ludwig von Mises l'ha fatto.

In Epistemological Problems of Economics, Ludwig von Mises spiega che l'homo economicus dovrebbe incarnare l'imprenditore perfetto, il quale conduce un'impresa per il massimo profitto: "Con diligenza e attenzione nei confronti dell'impresa, cerca di eliminare tutte le fonti di errore in modo che i risultati della sua azione non siano pregiudicati dall'ignoranza, dalla trascuratezza, dagli errori e similia".

Tuttavia Mises evidenziò che non tutti siamo imprenditori calcolatori e scrisse

Anche gli economisti classici credevano che l'individuo economizzante, come parte attiva delle relazioni commerciali, non sempre potesse rimanere fedele ai principi che governano l'imprenditore, che non è onnisciente, che può errare e che, a determinate condizioni, preferisce la comodità al profitto.

Mises scrisse che c'è solo il comportamento propositivo, o l'azione umana. "La prasseologia non impiega il termine razionale", scrisse Mises in Money, Method, and the Market Process spiegando che "l'opposto dell'azione non è il comportamento irrazionale, ma una risposta involontaria agli stimoli".

Secondo il punto di vista di Mises, l'economia non si occupa dell'homo economicus, ma dell'homo agens: l'essere umano "com'è veramente, spesso debole, stupido, sconsiderato e non acculturato".

Mises continuò: "Non dobbiamo soffermarci sulle contraddizioni e sulle incongruenze logiche coinvolte in questo uso di parole. La qualificazione degli scopi non ha importanza per la prasseologia, la scienza dei mezzi, non degli scopi. Questi esseri umani non sono infallibili e a volte scelgono mezzi che non possono portare a termine gli scopi preposti".

Quando parlava di scopi appropriati, Mises li lasciava alla tecnologia e alle terapie:

È compito dell'economia applicata scoprire i metodi appropriati per il raggiungimento dei fini definiti nel campo della cooperazione sociale. Ma se gli scienziati falliscono in questi sforzi, o se gli uomini agenti non applicano correttamente i mezzi raccomandati, il risultato è inferiore alle aspettative degli individui che agiscono. Tuttavia, un'azione non idonea allo scopo è pur sempre un'azione.

Nel libro, Rothbard vs. the Philosophers: Unpublished Writings on Hayek, Mises, Strauss, and Polanyi, curato da Roberta Modugno, Rothbard riprende tale punto di vista del suo mentore e dice che nel Medioevo l'uso della magia o della meteorologia per curare le malattia non era irrazionale, perché si trattava di azioni propositive.

Rothbard ritiene che possiamo guardarci indietro e definire la magia irrazionale, perché non può raggiungere i fini che si intende raggiungere. "L'uso della magia è pertanto irrazionale, sia in passato che nel presente o in futuro", scrive Rothbard.

Però il punto di Mises era che quelle persone stavano agendo in base alle migliori informazioni che avevano all'epoca.

Thaler ha tentato di utilizzare i suoi dati per prevedere come si sarebbero comportate le persone nel mondo reale. Crede che l'irrazionalità della gente possa essere predetta e persino influenzata dalla politica.

Mises la vedeva diversamente.

La comprensione è sempre basata su una conoscenza incompleta. Possiamo credere che conosciamo i motivi degli esseri umani agenti, gli scopi a cui stanno puntando e quali sono i mezzi che intendono implementare per il conseguimento di questi fini. Abbiamo un parere concreto per quanto riguarda gli effetti che ci si aspetta dal funzionamento di questi fattori. Ma questa conoscenza è difettosa. Non possiamo escludere in anticipo la possibilità di aver commesso errori nella valutazione della loro influenza o non aver preso in considerazione alcuni fattori la cui interferenza non abbiamo previsto affatto, o non in modo corretto.

Thalar ha detto al NY Times che avrebbe speso il denaro del premio "il più irrazionalmente possibile".

Se a Mises venisse mai dato il Nobel postumo, la sua proprietà senza dubbio spenderà i soldi razionalmente.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: http://francescosimoncelli.blogspot.it/


giovedì 20 luglio 2017

Inizia lo show di bitcoin





di Douglas French


Il guru del mondo degli investimenti Bill Miller e suo figlio, Bill Miller IV, prospettano un mercato toro per bitcoin, credendo che la moneta digitale il cui prezzo è aumentato quest'anno è destinata ad essere rivoluzionaria.

"È veramente rivoluzionaria ed una vera innovazione nel campo monetario", ha detto Miller alla CNBC. "Non lo abbiamo visto da migliaia di anni".

Tutto è influenzato da questa tecnologia, in particolare la qualità dei soldi che usiamo.
Il sogno di F. A. Hayek di valute concorrenti è proprio qui di fronte ai nostri occhi. L'elenco delle criptovalute si allunga di giorno in giorno, con la notizia più importante definita da Bloomberg come la guerra civile di bitcoin.

"La volatilità già nota della criptovaluta, il cui salto del 150% quest'anno ha affascinato tutti dai banchieri di Wall Street alle nonne cinesi, potrebbe essere destinata ad uno dei suoi tratti più turbolenti", scrivono Lulu Yilan Chen e Yuji Nakamura.

Campi d'opinione opposti stanno discutendo da un paio di anni e "sono pronti ad adottare due aggiornamenti software concorrenti alla fine del mese", aumentando la possibilità di dividere bitcoin in due, "un evento senza precedenti che invierebbe onde d'urto in tutto il mercato da $41 miliardi".



Chi decide?

Non c'è una figura paragonabile a quella di Janet Yellen nel mondo delle criptovalute per placare questo tipo di polverone monetario. La decentralizzazione rappresenta i petali del fiore delle criptovalute, ma questa battaglia tra i minatori e quello che è conosciuto come Core, un gruppo di sviluppatori, è spinosa e nessuno sa come andrà a finire.

I minatori moderni di bitcoin hanno acri di spazio con computer che creano monete. I minatori vogliono semplicemente che venga aumentato il limite di dimensione dei blocchi. Gli sviluppatori "insistono che per facilitare il traffico sulla blockchain, alcuni dei suoi dati devono essere gestiti fuori dalla rete principale. Affermano che ciò non solo ridurrebbe la congestione, ma consentirebbe anche lo sviluppo di altri progetti in bitcoin, compresi gli smart contract".

La dimensione limitata dei blocchi protegge l'integrità del sistema, ma ha diminuito la funzionalità e la capacità di competere come processore di pagamento.

Chen e Nakamura scrivono:

Dietro il conflitto c'è una divisione ideologica sulla legittima identità di bitcoin. La comunità ha ampiamente dibattuto se la criptovaluta dovesse evolversi per attirare le grandi società e diventare più attraente per i grandi capitali, o fortificare la sua posizione come un faro libertario; se dovesse agire più come una merce, come l'oro, o come un sistema di pagamento.

Questa divisione nel mondo di bitcoin andrà a testare la teoria di Hayek:

In questa condizione il valore della moneta emessa da una banca non sarà necessariamente influenzato dall'offerta di altre valute emesse da istituzioni diverse (private o statali). E dovrebbe essere nel potere di ciascun emettitore di una valuta regolarne la quantità in modo da renderla più accettabile agli occhi del pubblico e la concorrenza lo costringerebbe a farlo. Infatti saprebbe che la pena per non aver soddisfatto le aspettative sarebbe la perdita immediata del business. L'appagamento altrui sarebbe un'avventura molto redditizia e il successo dipenderebbe dalla creazione di credibilità e fiducia con le quali la banca sarebbe in grado di realizzare le proprie intenzioni dichiarate. In questa situazione la pura volontà di guadagno produrrebbe una moneta migliore di quanto lo stato possa mai fare.

Hayek continuò:

La concorrenza tra le banche sarebbe molto intensa. Per una decisione così importante per le imprese, quale valuta utilizzare in contratti e conti, tutte le informazioni possibili verrebbero fornite quotidianamente sulla stampa finanziaria e fornite dalle banche stesse. Infatti quello sfortunato banchiere che fallisse nel fornire risposte necessarie per garantire la salvaguardia del valore della moneta che emette, verrebbe rincorso fino alla fine del mondo.

Il baccano all'interno del mondo di bitcoin ha portato ad un aumento del prezzo di ethereum, "una criptovaluta più recente la cui popolarità è salita grazie alla sua capacità di gestire smart contract ed al suo approccio più aziendale".

Bloomberg fornisce un calendario dello show.

  • 21 luglio: il software SegWit2x viene rilasciato e i sostenitori iniziano ad usarlo.

  • Dal 21 luglio al 31 luglio: la comunità monitora quanti minatori implementano SegWit2x. Se più dell'80% lo distribuisce in modo coerente, ciò dovrebbe segnalare l'adozione di SegWit in tutta la comunità e l'evasione di una divisione, almeno per ora; ma se non viene raggiunta una maggioranza, aspettatevi un'ansia montante all'interno della comunità fino al 1° agosto.

  • 1 agosto: UASF viene distribuito dai suoi sostenitori, i quali iniziano a verificare se le transazioni in bitcoin sono conformi a SegWit. Se la maggior parte dei minatori ancora non distribuirà SegWit2x, o altrimenti accetta SegWit, e se i sostenitori di UASF non si fanno indietro, allora potremmo vedere la nascita di due blockchain di bitcoin: un supporto UASF dove vengono riconosciute solo le transazioni SegWit e un altro dove vengono riconosciuti tutti i trade -- SegWit e non SegWit; se si verificherà una suddivisione, il bitcoin inizierà probabilmente ad esistere in entrambe le blockchain in parallelo. Aspettatevi che i trader inizino a riesaminare rapidamente il valore di entrambi, probabilmente portando ad una massiccia volatilità.

Tutto questo vi suona spaventoso? Ancora più spaventoso perché nessuno è al comando?

Ecco la più grande di tutte le ironie: dovrebbe tranquillizzarvi sapere che non c'è nessuno al comando. Ciò rende molto più probabile una risoluzione pacifica. Il sistema monetario in cui c'è solo un'agenzia al comando ha portato a guerre, depressioni, rivoluzioni e devastanti crolli economici.

Forse è il momento di provare un altro modo. E sebbene tutto questo possa far suonare tanti campanelli d'allarme nella vostra testa, lo preferisco alle riunioni di gente con un ego gonfiato che prende decisioni basandosi su una conoscenza non dimostrata e che pensano sia meglio per voi e per me.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: http://francescosimoncelli.blogspot.it/


mercoledì 2 novembre 2016

Lavora o muori





di Doug French


La Federal Reserve ci sta fornendo una scelta – lavorare per sempre, o morire prima di rimanere a corto di denaro.

Il New York Times ha raccontato la storia di Judith Lister, 71 anni, che sta insegnando scuola dell'infanzia a Pahrump, Nevada. Sebbene alla signora Lister piaccia insegnare, ammette di non poter vivere con gli assegni della previdenza sociale e ha bisogno della pensione da insegnante, che ancora non può incassare per altri tre anni.

Paula Span del Times spiega che la signora Lister non è sola: "Negli ultimi 16 anni l'occupazione è aumentata non solo tra la fascia d'età 65- 69 anni (quasi un terzo ora lavora), ma anche tra coloro aventi un'età tra i 70-74 anni (circa un quinto). Nella popolazione oltre i 75 anni, la proporzione che ancora lavora è aumentata all'8.4% rispetto al precedente 5.4%."

Per gli anziani che vogliono lavorare, o devono lavorare, è grandioso quando riescono a trovare un posto di lavoro. Le prospettive della signora Lister sono, e continueranno ad essere, radiose. Il Nevada è così a corto di insegnanti che quest'anno il governatore dello stato, Brian Sandoval, ha dichiarato lo stato di emergenza, il quale consente ai distretti scolastici di prendere misure drastiche (per gli standard di governo): per esempio, permettendoli di assumere insegnanti autorizzati in altri stati prima che ottengano una licenza in Nevada, o assumere insegnanti oltre i 70 anni.

Tuttavia gli anziani che non riescono a trovare un lavoro, a volte cercano una rapida uscita.

Secondo Healthline, i tassi di suicidio tra i baby boomer sono aumentati del 40% a causa dello stato in cui versa l'economia. "I nostri risultati suggeriscono che dovrebbe aumentare la consapevolezza tra i dipartimenti delle risorse umane, i programmi di assistenza ai dipendenti, le agenzie locali e statali per l'occupazione, i consulenti di credito — insomma tutti coloro che entrano in contatto con persone affette da crisi economiche personali," ha detto Julie Phillips, professore di sociologia alla Rutgers University. "Così come forniamo consulenza durante le emergenze, come i disastri naturali, probabilmente dovremmo fare lo stesso durante le crisi economiche."



Addio al pensionamento

Il crollo finanziario ha decimato le finanze di molti individui. Secondo il Center for Retirement Research presso il Boston College, "le famiglie ancora al lavoro ma in via di pensionamento, hanno visto scendere i saldi mediani combinati 401(k)/IRA da $120,000 nel 2010 a $111,000 nel 2013," e "circa la metà di tutte le famiglie non ha affatto asset 401(k)."

Ma le politiche della ZIRP e della NIRP delle banche centrali non solo stanno mettendo gli individui tra l'incudine e il martello, stanno devastando i fondi pensione e le assicurazioni. William Watts scrive questo su MarketWatch:

I fondi pensione e le assicurazioni sulla vita "necessitano di rendimenti decenti, e quindi perseguono strategie di investimento ad alto rischio che potrebbero in ultima analisi indebolire la loro solvibilità. Questo non solo comporta rischi per il settore finanziario, ma può compromettere la pensione sicura dei nostri cittadini," ha detto il segretario generale dell'OCSE Angel Gurria.

Il California Public Employee Retirement System (CALPERS) ha appena annunciato che ha guadagnato lo 0.61% durante l'ultimo anno contabile. Stiamo parlando di una cifra del 7.5% inferiore a quella che ha promesso avrebbe pagato ai suoi pensionati. Attualmente è finanziato al 68%, ammesso che possa guadagnare il suddetto 7.5% da un anno a questa parte.

Il CALPERS non è il solo, infatti ci sono molti piani pubblici e privati ​​che sono praticamente sommersi. Per quanto riguarda la previdenza sociale, la sua relazione annuale indica che "gli Amministratori proiettano che i fondi fiduciari combinati si esauriranno nel 2034." Dopo di che gli Amministratori ritengono che il fondo potrà pagare "circa i tre quarti dei benefici in programma fino alla fine del periodo di proiezione nel 2090."

Il guru del mercato obbligazionario, Bill Gross, scrive nella sua relazione mensile che "il ritorno offerto su risparmi/investimenti, sia che si tratti di un deposito presso una banca, di Treasuries/Bund, o premi di rischio estremamente bassi, è inadeguato rispetto al trend storico (così come a quello matematico definito rischio durazionale)." In altre parole, i risparmiatori, sofisticati o meno, sono bloccati in un ambiente in cui il rischio non è remunerato.



Meno di zero

Con il 40% del mercato del debito sovrano europeo con redimenti inferiori allo zero e Janet Yellen che pondera sulla stessa cosa per gli Stati Uniti, quello che stanno facendo le banche centrali non solo è senza precedenti, ma pericoloso. Tuttavia, tra la gente comune le macchinazioni delle banche centrali non ispirano discussioni. Nel frattempo, la maggior parte delle persone crede di essere molto esperta di finanza, mentre gli studi e i numeri dimostrano che il cittadino medio è ignorante nei campo monetario e in quello degli investimenti.

Jeff Sommer scrive nella sua rubrica "Your Money" e parla degli studi FINRA riguardanti l'alfabetizzazione finanziaria. Sono state poste sei domande facili sulla finanza a 25,000 persone e la maggior parte di loro non ne ha azzeccata una. Infatti alla domanda "Come rispondono i prezzi delle obbligazioni quando i tassi di interesse salgono?" non ha saputo rispondere il 72% degli intervistati.

La conoscenza può essere un problema, ma l'autostima no. "Gli americani tendono ad avere una percezione distorta della loro conoscenza finanziaria", ha detto lo studio. Più di tre quarti degli intervistati ha valutato la propria conoscenza finanziaria "molto elevata". Anche dopo il crollo finanziario, il 67% dei partecipanti allo studio ha valutato il proprio know-how in finanza come "molto elevato".

"L'economia globale è stata alimentata dal credito – la sua espansione negli Stati Uniti a partire dai primi anni '70 è stata di 58 volte – cioè, ora abbiamo $58,000 miliardi di credito totale, mentre nel 1970 ne avevamo solo $1,000 miliardi," spiega Gross. Il risultato è un'economia a crescita lenta, costellata da boom e bust che hanno lasciato devastazione nei portfoli finanziari e nei risparmi.

Possiamo guardare al Giappone come esempio della letalità del keynesismo. La Banca del Giappone ha appena annunciato il suo ventiseiesimo piano di stimolo degli ultimi venti anni. Nel frattempo, il paese continua ad avere uno dei più alti tassi di suicidio nel mondo sviluppato. Non è un caso se i numeri hanno iniziato a salire dopo il crollo finanziario gioapponese nel 1998 e il numero è salito ancora una volta dopo il crollo nel 2008, come ci fa sapere la BBC.



Suicidarsi

La fascia d'età dove sono in più rapida crescita i suicidi è quella dei giovani. "In Giappone è diventato il killer degli uomini d'età compresa tra i 20 e i 44 anni", riferisce Rupert Wingfield-Hayes. Uno dei motivi principali è che "quasi il 40% dei giovani in Giappone non è in grado di trovare un lavoro stabile" nonostante la BOJ stia tenendo il suo tasso di riferimento allo 0% sin dal 1999.




Qui, in America, i baby boomer stanno invecchiando in un momento pericoloso. Il rischio di suicidio è più elevato tra la popolazione maschile oltre i 65 anni. "Perdono amici continuamente. I loro farmaci per il cuore e la pressione sanguigna [possono] causare sintomi di una maggiore depressione," dice Lara Schuster Effland, una terapeuta clinica. Dice anche che la perdita di denaro a causa di decisioni finanziarie sbagliate, la mancanza di risparmi o previdenza sociale, e le malattie croniche, stanno impattando in modo negativo sulla qualità della vita.

Alla Lister piace insegnare ai bambini, perché le "mantiene il cervello impegnato. Mi collega ad una generazione più giovane." E, dopo che smetterà con l'insegnamento, potrebbe provare con le vendite immobiliari.

Lord Keynes disse: "Nel lungo periodo siamo tutti morti". Avrebbe dovuto aggiungere "o abbastanza fortunati da avere un lavoro."


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: http://francescosimoncelli.blogspot.it/


lunedì 12 gennaio 2015

Prasseologia, scienze naturali e banche centrali





di Doug French


Janet Yellen deve sentirsi come se stesse dando da mangiare ai gatti. La Federal Reserve sta mantenendo i tassi di interesse a zero, pensando che l'uomo della strada spenderà soldi o comprerà azioni. La Yellen vuole far aumentare il nostro carico di rischio, perseverando sulla strada tracciata da Bernanke.

La banca centrale ha quadruplicato il proprio bilancio e non può generare abbastanza inflazione dei prezzi per rendere felici i notabili monetari. (Alcuni di noi direbbero che non hanno guardato abbastanza bene.) I dottorati non riescono a capirlo. Non comprendono come sia possibile che dopo l'iniezione di $4.5 bilioni non sia successo niente. Tutte quelle persone intelligenti armate di modelli complicati e del potere della stampante monetaria, e non sta accadendo nulla ad eccezione di un'altra bolla a Wall Street. Yawn.

Un paio di dipendenti della St. Louis FED pensano di aver trovato la risposta. Gli economisti Yi Wen e Maria A. Arias hanno sollevato la questione nel loro paper: "Perché l'aumento della base monetaria non ha provocato un aumento proporzionale nel livello generale dei prezzi (o nel prodotto interno lordo)?"

E' possibile che le persone abbiano ripensato ai loro modelli di vita dopo il crollo del 2008 e stiano facendo la cosa saggia — risparmiare denaro — a prescindere dai perversi incentivi che la banca centrale li sta sventolando in faccia? Sì, infatti secondo Wen e Arias: "La risposta sta nella volontà del settore privato di accumulare soldi invece di spenderli. Tale aumento senza precedenti della domanda di moneta ha rallentato la velocità del denaro."

Forse è meglio se la FED si rinfreschi un po' le idee con la prasseologia... lo studio dell'azione umana, il cui enunciato, come ci ricorda Murray Rothbard, recita: "I singoli esseri umani agiscono, cioè, il fatto sempiterno che gli individui si impegnano in azioni consapevoli per raggiungere determinati obiettivi. Questo concetto di azione è in contrasto con un comportamento puramente riflessivo, o istintivo, che non è utilizzato per raggiungere obiettivi. "

Il problema, come sottolinea Rothbard, è che "la prasseologia rappresenta la metodologia distintiva della Scuola Austriaca." Possiamo contare il numero di economisti Austriaci che lavorano alla FED, beh, su nessuna mano.

I keynesiani presso la banca centrale pensano che le persone siano così insignificanti che possono essere inserite in equazioni e modelli per determinare come impostare il tasso dei Fed Funds, o a quanto debba ammontare un QE.

Wen e Arias si riferiscono ad un'equazione che probabilmente cercavate di dimenticare, sentita in una di quei corsi di economia noiosi: MV = PQ. M sta per denaro, V sta per velocità, P sta per livello dei prezzi e Q sta per quantità di beni e servizi prodotti.

I ricercatori hanno inserito i numeri e hanno concluso: "L'inflazione negli Stati Uniti sarebbe dovuta arrivare al 31% l'anno tra il 2008 e il 2013, quando l'offerta di moneta è cresciuta ad un ritmo medio del 33% l'anno e la produzione è cresciuta ad una media appena al di sotto del 2%."

Oops. I prezzi aumentano a meno del 2%, secondo il modo in cui il governo li "conta".




La velocità del denaro (quante volte un dollaro gira nell'economia), come riflette il grafico, è precipitata da oltre il 17X prima della recessione a 4.4X durante la prima metà del 2014.

Secondo Arias e Wen, i consumatori sono tristi sin dalla crisi finanziaria per una buona ragione: "La drastica riduzione dei tassi di interesse ha costretto gli investitori a ri-aggiustare i propri portfoli, strizzando l'occhio al denaro liquido e sfavorendo gli asset fruttiferi (Es. titoli di stato)."

Tutto questo ha senso dal punto di vista prasseologico. L'azione umana è mirata a raggiungere obiettivi migliorando le condizioni di una persona. Questo non significa che le persone abbiano sempre ragione. "Tutto ciò che afferma la prasseologia è che l'attore economico adotta obiettivi e ritiene, a ragione o a torto, che possa raggiungerli con l'impiego di taluni mezzi", spiega Rothbard.

Ma dopo un crollo finanziario devastante, che ha lasciato milioni a testa in giù per il loro principale asset — la casa — e con conti pensione molto più piccoli, ha perfettamente senso che MV = PQ abbia rallentato. Scrive Rothbard:

L'econometria non solo tenta di scimmiottare le scienze naturali utilizzando complessi fatti storici eterogenei come se fossero fatti di laboratorio omogenei e ripetibili; tenta anche di ridurre la complessità qualitativa di ogni evento ad un numero quantitativo, e quindi aggrava l'errore agendo come se questi rapporti quantitativi rimanessero costanti nella storia umana. In netto contrasto con le scienze fisiche, che poggiano sulla scoperta empirica di costanti quantitative, l'econometria, come ha sottolineato più volte Mises, non è riuscita a scoprire una singola costante nella storia umana. E date le mutevoli condizioni della volontà umana, la conoscenza, i valori e le differenze tra gli uomini, è inconcepibile che l'econometria possa mai scoprirla.

Ovviamente nulla di tutto ciò dissuade i banchieri centrali, insieme ai pianificatori centrali, dal continuare a stampare denaro; e la coppia di St. Louis probabilmente non ha migliorato la propria carriera commentando la politica del loro datore di lavoro:

A questo proposito, la politica monetaria non convenzionale ha rafforzato la recessione stimolando la domanda di moneta del settore privato attraverso il perseguimento di una politica di tassi di interesse troppo bassi (vale a dire, la politica dei tassi di interesse a zero).

Gli individui agiscono con uno scopo in mente e hanno capito che il rendimento dei titoli di stato pari a zero non è meglio del denaro, e, di fatto, sono più rischiosi. Wen e Arias scrivono: "La migliore forma di asset privo di rischio non è rappresentano dai titoli di stato a breve termine, ma dal denaro." Così le famiglie sono sedute su $2.15 bilioni di risparmi — un aumento di circa il 50% nel corso degli ultimi cinque anni — e le banche hanno $2.8 bilioni di riserve.

Secondo un sondaggio Gallup dell'aprile scorso, il 62% degli americani intervistati ha dichiarato di preferire il risparmio; il 34% la spesa. Fino alla crisi, i numeri erano circa 50-50.




L'economia non è un'equazione da risolvere o una macchina da riparare. Si tratta di oltre 314 milioni di persone che agiscono con uno scopo. "La prasseologia, così come i vari aspetti sani delle altre scienze sociali," ha scritto Rothbard, "poggia sull'individualismo metodologico, sul fatto che solo gli individui percepiscono, assegnano un valore, pensano e agiscono"... e se devono farlo, accumulano denaro.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: http://francescosimoncelli.blogspot.it/


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di Frank Shostak


Gli economisti sono sempre stati invidiosi delle scienze naturali. Hanno pensato che se nell'economia fossero stati introdotti i metodi delle scienze naturali, come gli esperimenti condotti nei laboratori, ciò avrebbe migliorato la nostra comprensione del mondo.

Ma mentre un laboratorio è un luogo valido in cui fare ricerca nel campo delle scienze naturali, non è lo stesso in economia. Perché?

Un laboratorio è necessario in fisica poiché solo lì uno scienziato può isolare i vari elementi relativi all'oggetto della sua indagine.

Anche se lo scienziato è in grado di isolare i vari fattori, non conosce le leggi che li governano.



Ipotesi e Certezza Logica

Tutto quello che può fare è avanzare ipotesi sulla "legge vera" che regola il comportamento delle varie particelle identificate.

Non può essere certo delle leggi "vere" della natura. Su questo argomento Murray Rothbard ha scritto:

Le leggi possono essere solo ipotizzate. La loro validità può essere determinata solo da una deduzione logica delle loro conseguenze, le quali possono essere verificate facendo ricorso ad esperimenti di laboratorio. Anche se le leggi spiegano i fatti, e le loro inferenze sono coerenti tra di loro, le leggi della fisica non possono mai essere stabilite in modo assoluto. Proprio perché un'altra legge può rivelarsi più elegante o in grado di spiegare una più ampia gamma di fatti. In fisica, dunque, le spiegazioni postulate devono essere ipotizzate in modo tale che esse o le loro conseguenze possano essere provate empiricamente. Anche così, le leggi sono solo temporanee piuttosto che valide in modo assoluto.

Contrariamente alle scienze naturali, i fattori relativi all'azione umana non possono essere isolati e suddivisi in elementi semplici.

Tuttavia in economia abbiamo una determinata conoscenza di certe cose, che a loro volta potrebbero aiutarci a capire il mondo dell'economia.

Ad esempio, sappiamo che un aumento dell'offerta di moneta genera una situzione in cui viene scambiato qualcosa per nulla. Ciò conduce ad una deviazione di ricchezza da coloro che la creano a coloro che la sprecano. Questa è una conoscenza certa e non deve essere verificata.

Sappiamo anche che per una determinata quantità di beni, un aumento dell'offerta di moneta (ceteris paribus) deve portare ad un esborso maggiore di denaro per unità di merce — un aumento dei prezzi delle merci. (Ricordate, il prezzo è la quantità di denaro per una unità di un bene).

Sappiamo anche che se nel paese A l'offerta di moneta cresce ad un ritmo più veloce dell'offerta di moneta nel paese B, allora nel corso del tempo, ceteris paribus, la valuta di A deve deprezzarsi nei confronti della moneta di B. Questa conoscenza ci arriva dalla legge della scarsità.

Quindi per qualcosa che rappresenta una conoscenza certa, non vi è alcun obbligo di una verifica empirica.



Come Può Essere Applicata Questa Conoscenza?

Ad esempio, se osserviamo un aumento dell'offerta di moneta alimentato dalla banca centrale — possiamo concludere che ciò determina una deviazione di ricchezza reale da coloro che la creano a coloro che la sprecano. Comporta l'indebolimento del processo di generazione di ricchezza.

Questa conoscenza, però, non può dirci quale sia lo stato del bacino della ricchezza reale e quando la cosiddetta economia si sgretolerà.

Mentre si possono ricavare alcune conclusioni da certi fattori, l'interazione complessa dei vari fattori impedisce la conoscenza di ciascun fattore in qualsiasi punto nel tempo.

Alcuni fattori come l'offerta di moneta — in quanto opera con un certo ritardo — può fornirci informazioni utili su eventi futuri — come i cicli di boom/bust e l'inflazione dei prezzi. Ma una variazione dell'offerta di moneta non interessa tutti i mercati nello stesso momento. Va da un individuo ad un altro individuo — da un mercato all'altro. (E' questo che causa il ritardo dai cambiamenti nell'offerta di moneta e ai suoi effetti nei vari mercati.)

Contrariamente alle scienze naturali, in economia — attraverso la consapevolezza che ogni effetto deve avere una causa e la comprensione della legge della scarsità (più abbiamo, meno importante diventa) — siamo in grado di ricavare l'intero corpo della conoscenza economica.

Questa conoscenza, che non dovrebbe essere confusa con la conoscenza acquisita da campi relativi come la storia, la storia economica e la statistica, è certa e non deve essere verificata mediante esperimenti in laboratorio.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: http://francescosimoncelli.blogspot.it/


mercoledì 16 aprile 2014

L'oro cartaceo non è buono come quello fisico





di Doug French


Per la prima volta in assoluto, la maggioranza degli americani ha paura del proprio governo federale. Un sondaggio di Pew Research ha rilevato che il 53% degli americani pensa che il governo stia minacciando i loro diritti e le loro libertà personali.

Gli americani non sono magnanimi nemmeno per quanto riguarda la valuta statale. Invece di possedere dollari ed altri asset finanziari, gli investitori stanno immagazzinando ricchezza sotto forma di opere d'arte, vino e auto d'epoca. L'Economist ha riportato a novembre: "Questa frenesia d'acquisto [...] sta alimentando una certa diffidenza negli asset finanziari."

Ma mentre i grandi capitali stanno facendo segnare record su record nel mercato dell'arte e stanno facendo aumentare i prezzi immobiliari, la diffidenza nei confronti del governo non ha spinto le attenzioni sulla reliquia barbarica. L'umile dollaro è salito rispetto all'oro sin dal settembre 2011.

Ogni banchiere centrale sulla terra ha giurato fedeltà alla fede keynesiana, e il metallo giallo è ritornato sui suoi passi a quasi $700 l'oncia rispetto al suo picco di $1,895. Gli unici limiti alla creazione di moneta fiat sono la fantasia dei banchieri centrali e la volontà dei banchieri commerciali di concedere prestiti. Stando così le cose, il principale colpevole per le prestazioni poco brillanti dell'oro negli ultimi due anni è un altro, e John Hathaway di Tocqueville Asset Portfolio l'ha spiegato nella sua straordinaria relazione "Let's Get Physical."

Hathaway osserva che la produzione di oro è finita in una zona di bonaccia. Attualmente costa di più produrre un'oncia che venderla. Minare l'oro è costoso; sono ormai passati i giorni in cui si pescavano grandi pepite nei torrenti della California o dell'Alaska. Devono essere spostate e trattate milioni di tonnellate di minerale solo per ricavarne piccoli pezzi di metallo, e negli ultimi anni sono stati trovati solo pochi grandi depositi.

"La produzione post-2015 sembra destinata a declinare e forse anche bruscamente," spiega Hathaway.

Satoshi Nakamoto ha creato una sorta di oro digitale nel 2009, anch'esso limitato nell'offerta. Non più di 21 milioni di bitcoin saranno "minati," e attualmente ce ne sono meno di 12 milioni. Satoshi ha creato la versione informatica dell'oro, facile da miniera nei primi anni. Ma come l'attività di estrazione dell'oro, minare bitcoin diventa sempre più difficile. Oggi è necessario un supercomputer per risolvere le equazioni che verificano le transazioni in bitcoin — che in sostanza è il processo che crea la cripto-moneta.

Il valore di questa moneta alternativa è esploso rispetto alla valuta del governo, passando da meno di $25 a bitcoin nel maggio 2011 a quasi $1,000 di recente. Uno dei motivi è sicuramente la sua portabilità. Il business è un fenomeno globale oggi, in contrasto con il mondo antico dove la maggior parte viveva la propria vita all'interno di un raggio di 25 miglia. Così, portare bitcoin nel proprio telefono è preferibile a trasportare in giro Krugerrand.



Nessun Bitcoin cartaceo

Ma anche se la portabilità può far guadagnare popolarità a Bitcoin, non spiega perché è aumentato vertiginosamente mentre l'oro è sceso.

Hathaway punta il dito sulla differenza tra l'azione dei prezzi nei tempi antichi rispetto a quelli moderni. "L'incongruenza Bitcoin/oro si spiega con il fatto che gli ingegneri finanziari non hanno ancora scoperto un modo per collateralizzare i bitcoin nel trading a leva. Non c'è (ancora) un mercato dei futures basato su Bitcoin, niente derivati, nessun mercato repo."

Quindi chiunque voglia speculare con Bitcoin deve acquistarne alcuni, cosa che spinge verso l'alto il suo prezzo.

Invece l'oro ha un'infrastruttura finanziaria matura e vasta che ne gonfia l'offerta — su carta — esponenzialmente. Poi Hathaway cita l'esperto Jeff Christian del gruppo CPM che nel 2000 scrisse: "Un'oncia d'oro è ora coinvolta in una mezza dozzina di operazioni." E mentre "il volume fisico non è cambiato, i contratti cartacei si sono moltiplicati."

Il processo generale inizia quando un produttore d'oro estrae e raffina il minerale. Poi i raffinatori lo vendono alle bullion bank, soprattutto a Londra. Parte viene venduto a gioiellieri e zecche. "L'oro fisico che rimane a Londra sotto forma di barre non allocate è la base per i commerci a leva con l'oro cartaceo. Questa catena di eventi è perfettamente normale e in linea con i tempi," spiega Hathaway.

Egli stima che giornalmente vengono commerciati l'equivalente di 9,000 tonnellate di oro, mentre solo 2,800 tonnellate vengono estratte annualmente.

L'oro è prestato, dato in leasing, ipotecato e re-ipotecato più e più volte. Questa è la ragione, ad esempio, per cui ci vorrà tanto tempo affinché i tedeschi possano rimpatriare le loro 700 tonnellate di oro attualmente conservate a New York e Parigi. Mentre un paio di aerei potrebbero trasportare l'intero stock in Germania in poco tempo, solo 37 tonnellate sono state consegnate un anno dopo la richiesta. Le 700 tonnellate sono programmate per essere consegnate entro il 2020. Tuttavia, sembra che non ci sia abbastanza oro fisico libero e svincolato per soddisfare questo programma. Ai tedeschi è stato detto che possono solo guardare il loro oro, ma non toccarlo.



Sfruttare la leva a Londra

La City di Londra offre un contesto normativo favorevole alle mega-banche affinché possano sfruttare la leva finanziaria. Jon Corzine ha utilizzato le norme di Londra sulla rehypothecation per sfruttare i depositi dei clienti di MF Global e fare una scommessa da $6.2 miliardi nell'Eurozona. I contratti con i clienti di MF gli hanno consentito di fare una cosa del genere.

Dopo il crollo di MF, Christopher Elias ha scritto su Thomson Reuters: "La leva finanziaria è come una droga per Wall Street; aumenta i rendimenti ma amplifica anche i costi. Con MF Global che aveva raggiunto un rapporto di leva di 40 a 1 al momento del suo crollo, non c'era bisogno di un default dell'Eurozona per innescare la sua caduta — tutto quel che serviva era che questi enormi costi superassero la sua base patrimoniale."

Il lavoro di Hathaway propone una tesi piuttosto simile: il mercato dell'oro è altrettanto indebitato come MF Global, si tratta di una montagna di transazioni di carta in bilico su un po' di oro fisico. "A differenza del mercato dell'oro fisico," scrive Hathaway, "che non è suscettibile ad assorbire grandi flussi di capitale, il paper market, attraverso la rehypothecation quasi infinita, è l'ideale per l'attività di trading iperattivo; soprattutto in concomitanza con le scommesse sul FX, sugli indici azionari e sui tassi di interesse."

Questo iper-leveraging ricorda il boom del debito immobiliare americano degli ultimi dieci anni. La cartolarizzazione di Wall Street ha spianato la strada agli acquisti, alle vendite ed ai trasferimenti elettronici dei mutui. Fintanto che i prezzi delle case aumentavano ed i proprietari di case erano in regola coi pagamenti, tutto andava bene. Tuttavia, una volta che i compratori hanno smesso di pagare, la corsa per determinare quali istituti di credito possedevano quali abitazioni ha portato al caos del mercato. In molti stati, i processi di pignoramento non sono ancora finiti.

Il fallimento di una manciata di controparti nel mercato dell'oro cartaceo avrebbe un effetto mille volte peggiore. In molti casi, cinque su dieci (o più) istituti di credito reclameranno diritti di proprietà sullo stesso oro fisico. I mercati dell'oro si bloccherebbero per mesi, se non anni, durante la procedura fallimentare, rimuovendo milioni di once dal mercato. Ci vorrebbero decenni affinché l'industria mineraria ricostruisse l'offerta.

Inoltre, Hathaway ritiene che una maggiore regolamentazione "potrebbe portare, tra le altre cose, a norme più severe per le garanzie reali, regole sulla rehypothecation, ecc. Questo potrebbe portare ad una corsa per l'oro fisico." E se i regolatori non inaspriscono queste disposizioni, potrebbero farlo gli ETF, il LBMA ed il Comex per il bene della fiducia dei clienti.

Quello che Hathaway chiama il "bacino torbido" di Londra, ha sostenuto il trading dell'oro cartaceo al di là della quantità di oro fisico disponibile. Questo bacino si sta prosciugando e sta creando la madre di tutti gli short squeeze. In tale scenario, le persone con ETF ed altri crediti cartacei sull'oro saranno devastate, avverte Hathaway. Riceveranno "lettere educate e di scuse che offriranno loro una risoluzione dei contratti in contanti a prezzi ben al di sotto del mercato fisico." Non sarà l'inflazione che farà salire il prezzo dell'oro, ma lo smantellamento dell'enorme leverage.

Gli americani hanno ragione a temere il loro governo, ma dovrebbero anche temere il loro sistema finanziario. I governi hanno sempre trasformato le loro valute in carta straccia. Un pezzo di carta che vi dà diritto ad una quantità d'oro può fornirvi un comfort maggiore rispetto ai dollari fiat.

Tuttavia, in un momento di panico, l'oro cartaceo non avrà lo stesso effetto. In quei frangenti preferireste possedere qualcosa di reale.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: http://francescosimoncelli.blogspot.it/


giovedì 12 dicembre 2013

L'inflazione attacca il Dollar Menu

«La storia dell'umanità è la storia delle idee. Poiché sono quest'ultime, insieme alle teorie ed alle dottrine che guidano l'azione umana, a determinare i fini ultimi a cui ambiscono gli uomini e la scelta dei mezzi impiegati per il raggiungimento di tali fini. Gli eventi sensazionali che suscitano le emozioni e catturano l'interesse degli osservatori superficiali rappresentano solamente la consumazione dei cambiamenti ideologici. Non esistono trasformazioni brusche e radicali degli affari umani. Ciò che viene chiamato, in termini piuttosto ingannevoli, un "punto di svolta nella storia" rappresenta la comparsa di forze che già da tempo erano al lavoro dietro le quinte. Le nuove ideologie, che avevano già da tempo sostituito quelle vecche, gettano il loro ultimo velo e anche le persone più noncuranti diventano consapevoli di quei cambiamenti che non avevano notato prima.»

~ Ludwig von Mises, Planned Chaos
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di Doug French


Viviamo in universi paralleli. Si dice che il presidente della Federal Reserve, Ben Bernanke, abbia una certa inquietudine per la deflazione. Gli affiliati in franchise di McDonald's, d'altra parte, non tanto.

Il mese prossimo la catena Golden Arches rinuncerà al suo famoso Dollar Menu dopo 11 anni, rinominandolo "The Dollar Menu & More." Si scopre che non si può guadagnare un dollaro vendendo hamburger ad un dollaro. Deve essere difficile rinunciare ad una simile trovata di marketing che genera un settimo di tutte le vendite. Ma come Derek Thompson descrive sul The Atlantic, il Dollar Menu "fa infuriare quegli affiliati in franchise che non possono più fare soldi vendendo la carne di mucca processata ai prezzi del 2002."

Se Ben Bernanke sta prestando attenzione, sarà senza dubbio entusiasta di sentir parlare di prezzi crescenti.

Gli affiliati in franchise erano stati intervistati all'inizio di quest'anno, e la loro infelicità trasudava da ogni poro: "Ogni elemento introdotto è dotato di un numero illimitato di tagliandi GRTUITI ed un cosiddetto “prezzo suggerito” che è ridicolo, e non soddisfa le esigenze di redditività dell'azienda. Soddisfa l'esigenza e l'apparenza di tenere in alta considerazione la transazione del cliente, spingendo il titolo in borsa."

Mentre l'ufficio aziendale ha continuato ad aggiungere elementi al menù, si pensava che gli affiliati in franchise li avrebbero serviti subito. Invece si sono indispettiti perché dovevano "farlo in modo coerente e con un sorriso sul volto." Aggiungendo, tuttavia, che "c'era poco da sorridere."

Mentre gli affiliati in franchise sorridevano e si annoiavano, i concorrenti hanno copiato l'idea. Nel 2009 Burger King ha istituito una promozione con hamburger a un dollaro, tirandosi dietro una querela che sottolineava come il costo di un doppio cheeseburger fosse di $1.10. Burger King ha richiesto che tutte le sedi aderissero alla promozione.

Wendy ha cambiato il suo menù da 99 centesimi rinominandolo "Right Price Right Size." Il Jr. Cheeseburger Deluxe è passato da 99 centesimi a $1.19. Ed i clienti si ritrovavano quattro pepite di pollo, invece di cinque, a 99 centesimi.

Nel suo pezzo per il The Atlantic, Thompson ha commentato che i prezzi delle carni bovine non hanno fato altro che seguire (a rilento) altri elementi. Scrive: "il prezzo della carne di manzo e di altri alimenti di base è stato turbolento." Quello che ha fatto arrabbiare gli affiliati in franchise è il prezzo del doppio cheeseburger rispetto al costo dei suoi ingredienti.




Intanto nella torre d'avorio della FED, gli economisti non devono preoccuparsi di rimanere in attività vendendo hamburger sotto costo o armeggiando con le dimensioni delle porzioni. Teorizzano che vi sia una mancanza di domanda aggregata, e pensano che bassi tassi di interesse e più soldi risolveranno il problema. I loro amici che trafficano con i numeri presso il Bureau of Labor Statistics sostengono che i prezzi siano aumentati solo dell'1.5% negli ultimi 12 mesi. Non vedono l'inflazione e non vogliono sentirne parlare.

Sul The San Diego Union-Tribune, Dan McSwain articola i timori della FED: "un'inflazione in calo aprirebbe la strada alla deflazione, una spirale in cui prezzi in calo indurrebbero i consumatori a ritardare gli acquisti nella speranza di prezzi ancora più bassi, cosa che deprimerà ulteriormente i prezzi — ed i salari."

Questa teorica spirale al ribasso non genera un aumento della domanda, ma invece fa diminuire le vendite. Nonostante beni e servizi più accessibili, i Keynesiani come Bernanke credono che la gente smetterà di spendere soldi, i lavoratori verranno poi licenziati, i prezzi degli immobili scenderanno, ne conseguiranno pignoramenti e le banche falliranno. In altre parole, torneremo al 1933.

All'inizio di quest'anno sono stati chiesti lumi a Bernanke sulla bassa inflazione registrata dal Bureau of Labor Statistics. "Questo tipo di andamento dell'inflazione suggerisce che si dovrebbe spingere più forte sull'acceleratore?" Il presidente della FED ha risposto che una bassa inflazione era male perché: "Aumenta il rischio di deflazione. Fa salire i tassi di interesse reali. Significa che il deleveraging del debito avanza più lentamente."

Ha continuato così:

"Ci sono una serie di fattori transitori che possono contribuire ad un basso tasso di inflazione: per esempio, gli effetti del sequester sui pagamenti medici, i prezzi non di mercato al momento straordinariamente bassi. Queste sono alcune cose da cui ci aspettiamo un'inversione, e ci aspettiamo un po' più di inflazione."

Nel suo mondo non è ancora arrivata l'inflazione, per cui la FED continuerà a comprare $85 miliardi in titoli ogni mese. Marc Faber, editore del The Gloom Boom & Doom Report, ha raccontato alla CNBC che non è una questione di quando la FED attuerà il taper, ma quando inizierà ad aumentare i suoi acquisti. Probabilmente il tono scherzoso con cui ha detto che nel prossimo futuro comprerà un bilione di titoli al mese, sarebbe da prendere sul serio.

Il problema per gli affiliati in franchise di McDonald's è che non comprano dal BLS i materiali per fare hamburger. John Williams di ShawdowStats.com calcola che l'inflazione al consumo sia intorno al 5% utilizzando il calcolo del 1990, o poco meno del 10% utilizzando il metodo del 1980.

E se le cose non fossero abbastanza dure per Gold Arches, gli affiliati in franchise dicono che l'Obamacare minaccia i loro fondi già esili. "L'Obamacare distruggerà i profitti già bassi," ha detto un affiliato in franchise. "McDonald's Corp. sembra non curarsene. La società sta freneticamente cercando di aumentare il numero dei negozi a 24 ore, indipendentemente dalla mancanza di redditività. Si aggiunga l'aumento dei costi delle materie prime e delle assicurazioni, McDonald's che chiede agli operatori di ricostruire o ristrutturare, e il futuro sembra tetro."

Nel mondo reale degli hamburger e delle patatine fritte, i costi sono in aumento. Nei modelli generati negli uffici governativi, i burocrati temono che i prezzi siano in bilico precario sul bordo di una scogliera.

Il famoso musicista country americano Charley Pride cantava tempo fa: “It was burgers and fries and cherry pies. It was simple and good back then.”

Nel mondo della pianificazione centrale della banca centrale, è tutt'altro che semplice, ed il "QEternità" di certo non è buono.

Cordiali saluti,


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: http://francescosimoncelli.blogspot.it/


lunedì 2 dicembre 2013

Il prestito ombra nasconde le distorsioni della FED





di Doug French


Le banche centrali hanno reso il mondo un posto strano. Dopo tutto, si suppone che i tassi di interesse forniscano segnali al mercato. In un libero mercato i tassi di interesse allocano il capitale.

Il tasso naturale, così chiamato da Knut Wicksell, "riflette i fattori reali sottostanti," scrive l'economista Roger Garrison. "In termini macroeconomici applicati ad un'economia del tutto privata, rappresenta il tasso che regola la ripartizione delle risorse tra consumi correnti ed investimenti futuri. Mantenendo il risparmio e l'investimento in equilibrio, il tasso naturale guida l'economia lungo un sentiero di crescita sostenibile."

La FED cerca di distruggere tutto questo. Mantiene i Fed Funds vicino allo zero ed acquista $85 miliardi di bond al mese per spignere in giù i tassi a lungo termine. Ed è tutto fatto con il pretesto di stimolare gli investimenti per aumentare l'occupazione.

Questo denaro a buon mercato sfocia a Wall Street e Washington DC, ma non è finito in Main Street. Il Wall Street Journal sta stampando una serie chiamata "prestito ombra," perché gli imprenditori devono essere creativi per avere accesso ai fondi. Il segmento di oggi del WSJ parla dei banchi di pegno di alta classe che concedono prestiti garantiti da gioielli costosi, opere d'arte, o cimeli (le manette di Houdini) a persone che vogliono avviare un'impresa.

Mentre il governo degli Stati Uniti prende in prestito denaro a 30 anni ad un tasso annuo del 3.6% e le banche prestano ai loro migliori clienti ad un tasso agevolato del 3.25% all'anno, i creditori collaterali a New York possono chiedere il 4% al mese. Tutto è più grande in Texas e gli istituti di credito collaterali possono chiedere tassi annuali del 240%.

Chi mai potrebbe prendere in prestito a questo tipo di tassi? Un sacco di gente, a quanto pare. Una ditta di New York, la Borro Inc., ha prestato quasi $100 milioni sin dalla sua apertura nel 2009. Gli affari della Borro sono più che raddoppiati nell'ultimo anno. Metà dei suoi clienti è rappresentata da piccole imprese. L'importo medio dei prestiti va dai $10,000 ai $15,000, ma l'azienda ha concesso prestiti singoli anche da $1 milione. "Concorrenti come iPawn Inc. e Pawngo hanno collettivamente prestato decine di milioni di dollari," scrive il WSJ.

"Se continuerà ad essere difficile per i consumatori e le imprese di accedere al credito, pensiamo che questo settore diventerà multimiliardario," dice Paul Lee, partner di Lightbank, un'azienda che ha investito $3 milioni nella Pawngo, la quale chiede il 7% al mese.

Questi istituti di credito aziendali sono la nuova evoluzione dei banchi di pegno che prestano ai consumatori dai $100 ai $300 per pagare le bollette tra i loro stipendi.

La venerabile Beverly Loan Co., che ha servito i mutuatari di Beverly Hills per 75 anni, ha aperto la New York Loan Co. per servire le imprese. "Le piccole imprese hanno più che mai bisogno di finanziamenti," dice il direttore generale della Jordan Tabach-Bank. "La nostra salvezza è rappresentata dai prestiti da $20,000 a piccoli imprenditori che devono pagare stipendi o soddisfare le domande di inventario."

Le piccole imprese devono prendere in prestito a questi tassi elevati, ciò indica che vi è una carenza di capitale per quelle imprese che servono direttamente i consumatori. Poiché i tassi sono stati abbassati artificialmente da parte delle banche centrali, il denaro è stato allocato malamente andando a finanziare le prime fasi della produzione. Come spiega Garrison, un tasso naturale più basso si traduce in costi di finanziamento ridotti, rendendo più redditizi i primi stadi della produzione. Con la riallocazione delle risorse dalle ultime verso le prime fasi della produzione, la preferenza temporale del consumo si traduce in un adeguamento accomodante della struttura della produzione."

Altri finanziatori che servono i consumatori e le piccole imprese sono istituti di credito peer-to-peer come Lending Club e Prosper, i cui affari sono saliti alle stelle nonostante i tassi che vanno dal 6 al 35% ogni anno. Questi istituti di credito non pretendono garanzie, ma le storie di credito dei mutuatari devono essere buone per ricevere finanziamenti.

Anche il crowdfunding ha ricevuto una spinta con il passaggio del Jumpstart Our Business Startups Act, che consentirà alle aziende di accettare fondi da tutti gli investitori, non solo da quelli accreditati.

Per le aziende più grandi, il prestito ombra è più sviluppato che mai. "Le società indebitate sono sulla buona strada per prendere in prestito circa $1 bilione quest'anno nel sistema non bancario del "prestito ombra," e le autorità di regolamentazione lanciano allarmi su uno dei suoi finanziatori in rapida ascesa: gli investitori individuali," scrive Ianthe Jeanne Dugan sul WSJ.

Mentre le autorità monetarie hanno spronato un'allocazione errata dei capitali nelle prime fasi della produzione, il settore privato è intervenuto per fornire prestiti a quelle nelle ultime fasi (carenti di capitali). Tassi alti segnalano che le preferenze temporali dei consumatori non sono cambiate.

Garrison spiega che il tasso naturale è un tasso di equilibrio. "E' il tasso che dice la verità circa la disponibilità delle risorse per soddisfare le attuali e future esigenze dei consumatori, consentendo la conservazione dei piani di produzione in linea con il modello preferito di consumo."

I tassi di interesse di mercato ci dicono che il capitale deve essere indirizzato verso quelle imprese nelle ultime fasi della produzione. Ma Bernanke ha letto Keynes, non Wicksell. I fondi a buon mercato della FED continueranno a sostenere le attività che devono essere liquidate, invece di andare a soddisfare le attuali preferenze dei consumatori.

La carenza di capitali impedirebbe a beni e servizi di raggiungere i consumatori, se non fosse per il "prestito ombra" privato. Ironia della sorte, questi istituti di credito nascondono le distorsioni operate dalla FED.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: http://francescosimoncelli.blogspot.it/


mercoledì 25 settembre 2013

Che Fine Ha Fatto l'Iperinflazione?





di Douglas French


La Federal Reserve ha aumentato la base monetaria da $827 miliardi a $3.1 bilioni in cinque anni. Allo stesso tempo, le banche hanno bloccato $2 bilioni in riserve in eccesso presso la FED. Questo denaro resta inattivo, generando appena 25 punti base. Una diffusione al suo pieno potenziale significherebbe $20 bilioni di nuovi capitali, i quali svuoterebbero i timori deflazionistici di Ben Bernanke.

Queste riserve non fanno altro che mantenere svegli la notte i seguaci della Scuola Austriaca e coloro timorosi dell'inflazione. Se ci sarà una ripetizione dello Zimbabwe di Gideon Gono? Si tratta più che altro di quando accadrà. Dopo tutto, la FED è onnipotente. Oppure no?

Ben Bernanke può dare liquidità ai banchieri, ma non può costringerli a prestarla. I banchieri non hanno deciso di fare questo passo perché altri regolatori sono impegnati in ciò che Robert Prechter, rinomato autore finanziario ed analista di mercato, definisce "La Guerra Segreta al Credito."

Nell'ultima puntata di Elliott Wave Theorist, la pubblicazione finanziaria di Prechter, egli sottolinea che la FED sta chiedendo a JPMorgan e Goldman Sachs di aumentare i loro livelli di capitale. I regolatori di tutto il mondo stanno dicendo alle banche la stessa cosa: ridurre la leva finanziaria. Questo è tutt'altro che inflazionistico.

Freddie Mac e Fannie Mae sono subito dietro alle grandi banche per quanto riguarda le irregolarità nella documentazione dei mutui. In azioni separate Bank of America è stata citata in giudizio per racket, manipolazione del LIBOR, violazione del Telephone Consumer Protection Act, violazione delle leggi antitrust federali, incapacità di modificare i prestiti e chissà cos'altro.

Come ci si potrebbe aspettare, tutti questi litigi non spronano il prestito.

Prechter cita, inoltre, quelle leggi in Nevada che rendono difficile espletare legittimamente le pratiche di pignoramento. Solo a Las Vegas ci sono 100,000 case vacanti e/o occupate da persone che non pagano da tre o quattro anni. Tali asset non performanti sono bloccati nei bilanci bancari e nei bilanci bancari ombra impedendo alle banche di concedere nuove linee di credito.

Il guru di Elliott Wave vive nella zona di Atlanta, la ground zero dei fallimenti bancari. Quando le banche falliscono, i banchieri sono citati in giudizio dal FDIC. “Diversi banchieri sono stati accusati di frode, multati per enormi quantità di denaro e mandati in prigione perché hanno concesso prestiti "non sicuri ed improduttivi",” scrive Prechter. "I banchieri sono spaventati a morte quando devono concedere nuovi prestiti, perché hanno gli agenti del governo alle calcagna."

Infatti, l'American Banker riporta che il contenzioso civile contro i funzionari bancari ed i direttori di banche fallite è solo all'inizio. "Un documento di Aprile da Cornerstone stima che nel 2013 il FDIC archivierà circa 40 cause legali, il massimo sin dall'inizio della crisi."

Al culmine del boom i banchieri erano amati, ora la intellighenzia li vuole imprigionati. "Questo non è un modo per espandere il credito; è l'ennesimo modo per contrarlo," scrive Prechter.

Volare sotto il radar è la nuova proposta di leva bancaria rilasciata dal FDIC a Luglio. In un post intitolato “The $600 Billion Bank Deleveraging No One Is Talking About,” Zero Hedge spiega che la nuova proposta ridurrà radicalmente la leva finanziaria utilizzata nel mercato repo. "Come osserva Barclays, le modifiche sulla ponderazione del rischio nei mercati repo stanno a significare che le banche statunitensi dovranno diminuire la leva finanziaria raccogliendo $30 miliardi in nuovo capitale o riducendo i loro asset (per lo più a basso rischio) per un ammontare di $598 miliardi."

L'analista bancario ed investitore Richard Lashley ha parlato all'Agora Financial Investment Symposium a Vancouver, discutendo delle azioni bancarie. Lashley ha sottolineato che il settore bancario fornisce meno del 30% del credito totale emesso negli Stati Uniti, meno della metà della percentuale negli anni '70.

Tale settore ha visto una riduzione a circa 7,000 istituti rispetto ai 18,000 nel 1985. I numeri non cresceranno perché il FDIC non rilascerà nuovi atti costitutivi bancari. I requisiti patrimoniali e normativi stanno costringendo le banche piccole e medie a vendere. Le banche più grandi non possono crescere organicamente, quindi sono pronte ad acquistare. Lashley crede che il settore si ridurrà ulteriormente a 3,000 banche.

Mentre Lashley insiste sul fatto che il settore bancario è molto più in forma di quanto si possa pensare, ben cinque anni dopo la crisi finanziaria ci sono ancora 612 banche sulla lista "banche nei guai" del FDIC.

Niente di tutto questo è incoraggiante per i prestiti. Lashley fa notare che la politica di quantitative easing della FED è stata buona per le banche poiché ha aiutato i valori immobiliari e quindi ridotto le perdite del credito. Ha creato enormi quantità di depositi a basso costo e ha reso ripida la curva dei rendimenti. Tuttavia il denaro è finito nei contanti e nei titoli, e non nei prestiti.

Quindi la creazione di moneta da parte della FED non ha stimolato i prestiti, i quali avrebbero fatto aumentare l'offerta di moneta. Prechter spiega il perché citando quattro miti della banca centrale.

Il primo mito è: "La FED getterà soldi dagli elicotteri." La banca centrale non ha acquistato ogni asset in vista con il denaro creato dal nulla. "Quello che la FED ha sempre fatto, e che sta facendo, è acquistare bond del Tesoro degli Stati Uniti, che sono tra gli asset più sicuri in tutto il mondo," scrive Prechter. I mutui acquistati da Bernanke sono coperti dal governo e quindi sono migliori di quelli apparsi all'apice del boom.

In secondo luogo, Prechter afferma: "Le banche centrali dovranno semplicemente stampare denaro." Se pensiamo a Cipro, durante una crisi i depositanti delle banche otterranno un haircut piuttosto che un salvataggio da parte della banca centrale.

In terzo luogo: "Le banche centrali sono pronte per ricoprire il ruolo di prestatori di ultima istanza." Non necessariamente. Prechter cita un articolo del Telegraph: "Saranno intaccati i conti di risparmio in Spagna, Italia e altri paesi europei, se necessario, per preservare la moneta unica europea e per sostenere le banche fallite, ha annunciato un funzionario di alto livello nell'Eurozona."

E, infine, il quarto mito: "L'inflazione è determinata dall'espansione della base monetaria." Prechter sostiene che l'inflazione è un'espansione della moneta e del credito. Nel frattempo, Svezia, Norvegia e Francia chiedono alle persone di utilizzare carte di credito al posto del denaro contante. Le autorità vogliono disperatamente che il denaro rimanga nelle banche affinché sostenga il debito (es. l'attivo) dei loro bilanci. "Questo non accade in tempi iperinflazione; accade quando i banchieri sono preoccupati per la deflazione," scrive Prechter. Quando i consumatori ritirano denaro dalle banche è deflazionistico. Quando i depositi volano via, i prestiti devono essere liquidati.

Nel suo libro del 1934, Theories of the Trade Cycle, Alec Macfie sottolineò che le banche centrali possono creare denaro, ma non la velocità del denaro. Sin da quando c'è stato il crollo finanziario, la velocità è precipitata.




Credere che l'inflazione sia proprio dietro l'angolo rappresenta l'opinione popolare, ma non necessariamente quella corretta. Prechter ha fatto una ricerca su Google il 13 Marzo 2013 "L'inflazione aumenterà nel 2013." Ci sono stati 50,200 risultati. "L'inflazione scenderà nel 2013" ha generato 7 risultati.

Ho fatto la stessa prova il 6 Agosto. "Aumenta" ha generato 33,400 risultati, "scende" ha generato 8 risultati.

Il guru dell'investimento Rick Rule ama dire: un investitore deve essere un contrario o una vittima. Un'inflazione in discesa è chiaramente l'opinione contraria.

Cordiali saluti,


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: http://francescosimoncelli.blogspot.it/


venerdì 9 novembre 2012

La Guerra Valutaria si Infiamma





di Doug French


Durante l'ultimo dibattito, Mitt Romney ha enfaticamente dichiarato che il primo giorno della sua nomina farebbe saltare in aria la Cina per aver manipolato la propria valuta. Quando si parla di priorità. Di tutte le questioni urgenti della nazione, un minuto dopo il giuramento, sfiderebbe la Cina per aver manipolato lo yuan.

Un'osservazione del genere dovrebbe causare esasperazione. Come scrive Mary Anastasia O'Grady sul Wall Street Journal, "Per coerenza, Mr. Romney dovrebbe sfidare la Federal Reserve il secondo giorno per aver manipolato la propria moneta attraverso il quantitative easing, cosa che indebolisce il valore di del dollaro rispetto alle valute dell'America Latina."

Circa un mese fa, il ministro delle finanze Brasiliano Guido Mantega ha accusato Ben Bernanke di manipolazione, accusando il QE3 della FED (o QE Infinito) di aver scatenato guerre valutarie.

Anche quest'anno abbiamo visto la FED, la BCE e la Banca del Giappone annunciare una politica espansionistica pochi giorni l'una dall'altra. E gli effetti sono inflazione in Cina, rivolte per il cibo in Egitto, bolle azionarie ed inflazione nei prezzi al consumo in Brasile, e un aumento della disoccupazione nei paesi in via di sviluppo.

Christine Lagarde, Direttore Generale del Fondo Monetario Internazionale, ha rimproverato le banche centrali in un discorso pronunciato alla riunione di Ottobre del FMI, avvertendo che il denaro facile da parte delle banche centrali dei paesi sviluppati crea bolle nei prezzi degli asset nei paesi in via di sviluppo.

L'intimidazione di Romney nei confronti della Cina non è così innocua. Combinate la retorica di Romney con la politica dichiarata della Federal Reserve di mantenere i tassi di interesse praticamente a zero fino a... per sempre, ed otterrete i suoni della Terza Guerra Valutaria (CWIII) alle sue fasi iniziali.

Il quadro generale è che i governi riducono inevitabilmente il valore delle loro valute al valore del loro contenuto fisico. Ma nel frattempo, i politici sono alla ricerca di voti, ed i governi sono alla ricerca di un vantaggio sui governi concorrenti. Non sono razzi e bombe che vengono sparati; infuria una guerra sul fronte economico, con la manipolazione della valuta come arma primaria.

Mentre i politici Americani parlano di pace, il complesso militare-industriale Amercano dichiara guerra a tutto il mondo. Allo stesso tempo, sentiamo sempre la storia di un dollaro forte, mentre l'America è stata una dei principali sostenitori della svalutazione della moneta negli ultimi 200 anni: dalla Rivoluzione, alla Guerra Civile, alla Grande Depressione, all'inflazione degli anni di Carter ed ora con il QEternità di Bernanke.

James Rickards nel suo libro Currency Wars mette in guardia di un completo collasso del dollaro. Dice che il presidente della FED Ben Bernanke "è impegnato nella più grande scommessa della storia della finanza." Dice che il crollo del dollaro è in ritardo e che non è una questione di congetture — le premesse sono già in atto.

Il tentativo di Bernanke di stampare denaro per tirare fuori dai guai economici l'America è, in sostanza, la dichiarazione di una guerra valutaria al mondo intero. E le grandi banche centrali agiscono di rappresaglia. Rickards scrive: "La nuova guerra valutaria è la lotta più significativa nel mondo di oggi — quella lotta che determina il risultato di tutte le altre."

L'autore spiega che, mentre le guerre valutarie sono combattute sulla scena mondiale, iniziano con un'economia nazionale priva di crescita, una disoccupazione alta, un settore bancario debole, e il peggioramento delle finanze pubbliche. Con una crescita economica stagnante, di volta in volta, i paesi svalutano le loro valute per promuovere la crescita delle esportazioni e degli investimenti. Vi suona familiare?

C'era una volta un gold standard classico in tutto il mondo, ed era auto-equilibrante, gestito come un club, con membri strettamente aderenti a regole non scritte ma ben comprese. Prevalevano le forze del libero mercato; gli interventi del governo erano minimi; i tassi di cambio erano stabili. Funzionava perché non c'era nessuna banca centrale Americana a rovinare le questioni monetarie.

Questa tranquillità monetaria venne scossa con la creazione della Federal Reserve nel 1913. Il Federal Reserve Act fu solo una parte dell'ondata di legislazione determinata dal movimento Progressista. Le grandi imprese erano stanche di competere ed innovare continuamente per stare al passo con il calo dei prezzi. Le imprese avrebbero di gran lunga gradito utilizzare il potere del governo per stabilire e mantenere cartelli, nel tentativo di assicurarsi alti profitti. Il piano era di trasformare l'economia dal laissez-faire allo statalismo centralizzato e coordinato.

Quella che Rickards chiama Prima Guerra Valutaria iniziò con l'iperinflazione Tedesca del 1921 e finì con la Francia che rompeva con l'oro nel 1936, nello stesso periodo l'Inghilterra stava svalutando la sterlina. Nel frattempo c'erano continui fuochi d'artificio monetari.

Gli spettatori che hanno visto Midnight in Paris probabilmete si staranno chiedendo come e perché un sorprendente pezzo di letteratura e creatività degli Stati Uniti finì per espatriare a Parigi verso la metà degli anni '20. La risposta è che il franco Francese crollò nel 1923, permettendo ad Ernest Hemingway, Scott e Zelda Fitzgerald e Gertrude Stein di perseguire uno stile di vita confortevole a Parigi convertendo i loro dollari.

A questo punto, il gold standard classico era finito da tempo, sostituito da un gold-exchange standard profondamente sbagliato che permise alle banche centrali di inflazionare, provocando il boom degli anni '20, che portò quindi alla correzione necessaria degli anni '30, aggravata dalla politica del governo .

FDR iniziò il suo mandato chiudendo le banche e poi confiscando l'oro della gente. Il linguaggio di FDR era agghiacciante, dava ai cittadini fino al primo Maggio 1933 per consegnare alla Federal Reserve "tutte le monete d'oro, i lingotti d'oro, ed i certificati d'oro di loro proprietà," con la minaccia di una multa da $10,000 o 10 anni di prigione.

I cittadini ricevettero $20.67 l'oncia dal governo, solo per guardare il loro nuovo presidente spostare il prezzo fino a $35 l'oncia nel corso di tre mesi — una svalutazione del 70%.

Rickards pone la Seconda Guerra Valutaria dal 1967 al 1987. Tra la Prima e la Seconda Guerra Valutaria ci fu l'era di Bretton Woods (un gold standard fasullo) che sia Henry Hazlitt e Jacques Rueff predissero che sarebbe crollato, ponendo le basi per la Seconda Guerra Valutaria.

Iniziò con una serie di crisi della sterlina Britannica e poi una fuga dal dollaro verso l'oro, con il presidente Francese Charles de Gaulle che chiedeva un ritorno al gold standard. Il presidente Francese "offrì gentilmente di mandare la marina Francese negli Stati Uniti per portare indietro l'oro in Francia."

Tutto questo condusse alla decisione di Richard Nixon del 15 Agosto 1971, raccontando alla nazione che stava chiudendo la finestra d'oro a causa di speculatori internazionali cattivi. Oviamente, si doveva incolpare la stampa di denaro e il deficit di bilancio. Nixon istituì anche una soprattassa del 10% su tutte le importazioni, svalutando di fatto il dollaro in ambito commerciale.

La svalutazione doveva stimolare l'occupazione, ma nel giro di due anni, gli Stati Uniti erano impantanati in recessione. Gli Stati Uniti subirono tre recessioni dal 1973 al 1981, mentre il potere d'acquisto scese della metà dal 1977 al 1981. Improvvisamente, la "stagflazione" era sulla punta della lingua di tutti.

Paul Volcker divenne presidente della FED ed alzò rapidamente i tassi di interesse, cercando di fermare l'inflazione nei prezzi. Il prezzo dell'oro crollò insieme al tasso di inflazione, e il dollaro si rafforzò.

Ma la forza del dollaro finì per esportare lavori e gli accordi del Plaza del Settembre 1985 erano un tentativo di ridurre il valore del biglietto verde, principamente nei confronti dello yen e del marco. E funzionò, dal 1985 al 1988: Il dollaro scese del 40% nei confronti del franco Francese, venne tagliato per metà nei confronti dello yen, e cadde del 20% rispetto al marco.

Tuttavia, la svalutazione fece poco per l'economia degli Stati Uniti, e nel 1987, le autorità monetarie si incontrarono a Parigi. L'Accordo del Louvre mirava a fermare la caduta del dollaro. La volontà della Banca del Giappone di espandere la propria offerta di moneta per svalutare lo yen avrebbe alimentato una delle più grandi bolle del mercato azionario di tutti i tempi, con il ruggito del Nikkei da circa 10,000 nel 1985 ad un picco di 38,957.44 il 29 Dicembre, 1989. Più di due decenni da questo punto, il mercato non ha ancora recuperato.

La Terza Guerra Valutaria è appena iniziata, e dopo 40 anni di massiccia stampa di denaro e l'esplosione dei derivati, la Terza Guerra Valutaria sarà combattuta su vasta scala, con il rischio reale di un crollo del sistema monetario.

Allora, come finirà questa guerra valutaria che porrà fine a tutte le guerre valutarie? Usiamo i punti essenziali delle delle tre fasi dell'inflazione di Ludwig von Mises.

Nella fase uno di Mises, il governo stampa tutti il denaro che può, perché i prezzi non aumentano quasi quanto l'offerta di moneta.

Nella fase due, la domanda di moneta cade, cosa che intensifica l'inflazione nei prezzi.

Infine, nella terza fase, i prezzi salgono più velocemente dell'offerta di moneta. Si sviluppa una carenza di denaro, e la gente sollecita il governo a stampare di più; quando il governo percorre questa via, i prezzi e l'offerta di moneta si impennano.

Un piccolo cambiamento nelle preferenze di poche persone potrebbe portare ad un collasso, perché il quadro finanziario è un aggeggio Keynesiano costruito su deboli strutture e basato su denaro fiat, disavanzi pubblici ed alchimia finanziaria. Migliaia di eventi potrebbero innescare il crollo, e la goccia che farà traboccare il vaso si conoscerà solo dopo il fatto.

E' stato detto che la guerra è la salute dello stato. La guerra valutaria è un governo disperato disposto a rovinare la vita dei cittadini per avvantaggiare il proprio programma. Il caos è il risultato più probabile di quest'ultima guerra valutaria. Non sarà bello. Dopo che il governo diventa disperato, diventa meschino. Dopo il crollo della valuta, il governo congela i beni della gente, l'oro viene confiscato, e vengono imposti controlli sui capitali.

La guerra valutaria non è né uno sport per spettatori, né un gioco. Tutti vi partecipiamo. E' la guerra del governo contro ognuno di noi. Non è una questione di se: La guerra è già cominciata.

Ora è il momento di prepararsi. [...]

Questa guerra è già avviata. Non c'è tempo da perdere.

Cordiali saluti,


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: http://francescosimoncelli.blogspot.it/


mercoledì 7 novembre 2012

La Democrazia E' un Sistema Terribile, Punto

«C’è solo un tipo di anarchico. Non due. Solo uno. Un anarchico, di quell’unico genere, è definito dalla letteratura e dalla lunga tradizione della posizione stessa, ed è un individuo che si oppone all’autorità imposta attraverso il potere gerarchico dello stato. L’unico ampliamento a questa definizione che mi sembri ragionevole è dire che un anarchico si sollevi contro ogni autorità imposta. Un anarchico è un volontarista.
Ora, oltre a questo, gli anarchici sono persone e, come tali, contengono le mille sfaccettature della personalità umana. Alcuni anarchici marciano, volontariamente, sotto la croce di Cristo. Alcuni si affollano, volontariamente, intorno ad altre figure che amano e che sono fonte di ispirazione. Alcuni vogliono fondare delle cooperative industriali volontarie. Alcuni cercano di stabilire volontariamente la produzione agricola all’interno di kibbutz. Alcuni vogliono, volontariamente, estraniarsi da tutto, compresi tutti i loro rapporti con altre persone; gli eremiti. Alcuni anarchici hanno deciso, volontariamente, di accettare solo oro come pagamento, di non cooperare mai, e di far ruotare i propri capi. Alcuni anarchici, volontariamente, adorano il sole e la sua energia, costruiscono cupole, mangiano solo vegetali e suonano il salterio. Alcuni anarchici adorano il potere degli algoritmi, giocano a giochi strani e si infiltrano in strani templi. Alcuni anarchici vedono solo le stelle. Alcuni anarchici vedono solo il fango.
Spuntano da un solo seme, non importa come fioriscano le loro idee. Il seme è la libertà. E questo è tutto. Non è un seme socialista. Non è un seme capitalista. Non è un seme mistico. Non è un seme determinista. E’ semplicemente una dichiarazione. Noi possiamo essere liberi. Quello che viene dopo sono tutte scelte e probabilità.» ~ Karl Hess
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di Doug French


Il 2012, l'anno delle elezioni, ci ricorda della pura follia della democrazia. Come la Coppa del Mondo di calcio o le Olimpiadi Estive ed Invernali, le elezioni presidenziali negli Stati Uniti avvengono ogni quattro anni. La campagna è un carnevale che inizia il minuto dopo che viene dichiarato il vincitore a Novembre.

Si dice che ogni campagna successiva sia più sporca di quella precedente. Ogni candidato promette cambiamento e speranza, ma nessuno mantiene questa promessa. Non importa chi vince, il governo è eletto, ogni volta. Migliaia di burocrati marciano al lavoro il giorno dopo le elezioni, non importa chi vince. Quattro anni più tardi, gli stessi dipendenti pubblici probabilmente andranno a letto presto la sera delle elezioni senza curarsi di chi vincerà, perché i loro posti di lavoro, che ostacolano la libertà di ogni giorno, non saranno influenzati dai risultati delle elezioni.

La cittadinanza viene presa a pugni con annunci pubblici del tipo "fate sentire la vostra voce." Votare è il vostro dovere civico. Non avete niente di cui lamentarvi se non votate. Ma, in realtà, il governo vuole che voi andiate a votare, ma poi dovete sedervi e stare in silenzio. Lasciate il governo ai professionisti, mentre vi battete il petto e sventolate la Vecchia Gloria.

Ci sono migliaia di elezioni ogni anno. Le posizioni politiche, dagli agenti al governatore, vengono costantemente elette. Quindi, con tutti questi strati di democrazia — questa grande cosa per cui l'America spende così tante vite e così tanto denaro per l'esportazione — l'America è più libera? Con questa costante rotazione di sangue politico, l'imprenditoria può operare senza restrizioni? Dopo tutto, siamo portati a credere che la democrazia sia sinonimo di libertà. Niente democrazia, niente libertà.

L'America è stata attaccata il 9/11 perché loro odiano le nostre libertà, almeno così ci è stato detto. L'America è così libera che ha il più alto tasso di carcerazione del mondo, con 750 detenuti ogni 100,000 cittadini. Più di 2.3 milioni di persone sono incarcerate, e molti altri milioni sono in libertà vigilata. E' questo il lato positivo di questa grande cosa — la democrazia?

Il Federal Register è una pubblicazione con tutte le norme del paese: ora ha più di 81,000 pagine. L'Affordable Care Act del Presidente Obama ha 906 pagine. Il Dodd-Frank Act ammonta a 849 pagine. Una volta, nel 1913, la Federal Reserve venne creata con sole 31 pagine. La Costituzione degli Stati Uniti richiedette solo sei pagine.

La democrazia sta diventando sempre più pregna di parole. Più parole, più pagine, più norme, meno siamo liberi. Ma abbiamo ancora la democrazia, quindi dobbiamo essere le persone più fortunate del mondo. Questa è la più grande nazione del mondo... a causa della democrazia. Perché abbiamo voce in capitolo.

L'idea di democrazia è sacrosanta. Metterla in discussione implica favorire il dispotismo e la tirannia. I fan della democrazia ignorano comodamente il fatto che ogni anno vengono liberamente eletti despoti e tiranni.

Quest'anno il presidente Hugo Chavez ha mantenuto il potere in Venezuela, vincendo comodamente nonostante stia sfasciando l'economia del suo paese con la sua rivoluzione socialista della nazionalizzazione dei settori chiave, dei controlli sui cambi, e del controllo dei prezzi su alcuni beni di prima necessità.

Mentre l'economia Europea continua a sbandare, gli elettori Francesi hanno eletto Francois Hollande nel 2012. Le prime tre cose che Hollande ha fatto: aumentare il salario minimo, ridurre l'età pensionabile da 62 a 60 anni, e aumentare l'aliquota fiscale superiore al 75%. Un cospirazionista presumerebbe che Hollande stia deliberatamente cercando di demolire ciò che resta dell'economia Francese con queste politiche.

A Mosca, Vladimir Putin è stato nuovamente eletto presidente della Russia. Nonostante la repressione poliziesca ed il teppismo del precedente regime di Putin, le manifestazioni pro-Putin erano molto più popolari di quelle anti-Putin. "E' il momento di costruire un ponte a Putin, prima che le persone di maggior talento escano dalla Russia," ha detto il curatore Marat Gelman.

Mentre le elezioni degli Stati Uniti si avvicinano, il presidente in carica è in testa nei sondaggi. Nei suoi quattro anni, non ha deviato dalle politiche del suo predecessore, che erano generalmente ingiuriate da chi era nel suo partito. Ha presieduto la più grande espansione del debito pubblico nella storia del mondo, con una crescita economica che è la più debole sin dalla Grande Depressione. Ed è probabile che vinca. Se non sarà così, il suo avversario governerà proprio come lui (e quelli prima di lui).

Quelli di noi che vi prestano attenzione rimangono basiti e sconcertati mentre riportano alla mente le parole H.L. Mencken, "La democrazia è la teoria secondo cui le persone comuni sanno quello che vogliono, e devono ottenerlo senza fiatare."

Nel frattempo, la democrazia va avanti senza essere messa in discussione. I politici possono avere torto, le tasse possono essere rovinose, la burocrazia ingombrante, ed i regolamenti scandalosi, ma la fonte di questi risultati non è mai messa in discussione. La speranza della democrazia dipende dall'idea che tutto quello di cui c'è bisogno è gente giusta al potere.

Se la democrazia non funziona, non è colpa della democrazia. Il problema è solo che non sono state ancora elette le persone giuste. Questa teoria è stata testata da centinaia di anni ed i risultati sono gli stessi, ma la gente ancora ci spera e ci crede. In politica il peggiore arriva in cima, come spiegò F.A. Hayek. Per essere eletti, i politici devono appellarsi ai meno intelligenti ed ai più creduloni. E dato che la democrazia mette la politica ed il potere a disposizione di tutti, attira chi cerca lo status, la fama, la gloria, il riconoscimento, l'attenzione, l'apprezzamento, la dignità, e anche il dominio. Le persone giuste non saranno mai attratte dalla politica, solo le persone sbagliate.

Sfidare la democrazia è coraggioso. Farlo in stampa è eroico. Gli autori del libro che avete in mano smontano in modo chiaro e conciso i miti della democrazia. Se arrivate a questo libro già illuminati, le loro argomentazioni aumenteranno il vostro arsenale. Se la democrazia non ha ancora mollato la presa su di voi, la vostra visione del mondo sta per essere messa sottosopra. Questo è un libro che si legge tutto d'un fiato, e alla fine le sue idee vi indurranno a mollare il bagaglio statalista che vi ha appesantito. Il futuro del mondo, con i problemi che sembrano senza speranza, diventerà improvvisamente più luminoso. Un libro breve che vi farà capire perché il "no alla democrazia" è l'unica strada verso la vera libertà.

Il Vostro, Douglas French.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: http://francescosimoncelli.blogspot.it/