di
Doug French
Durante l'ultimo dibattito, Mitt Romney ha enfaticamente dichiarato che il primo giorno della sua nomina farebbe saltare in aria la Cina per aver manipolato la propria valuta. Quando si parla di priorità. Di tutte le questioni urgenti della nazione, un minuto dopo il giuramento, sfiderebbe la Cina per aver manipolato lo yuan.
Un'osservazione del genere dovrebbe causare esasperazione. Come scrive Mary Anastasia O'Grady sul
Wall Street Journal, "Per coerenza, Mr. Romney dovrebbe sfidare la Federal Reserve il secondo giorno per aver manipolato la propria moneta attraverso il quantitative easing, cosa che indebolisce il valore di del dollaro rispetto alle valute dell'America Latina."
Circa un mese fa, il ministro delle finanze Brasiliano Guido Mantega ha accusato Ben Bernanke di manipolazione, accusando il QE3 della FED (o QE Infinito) di aver scatenato guerre valutarie.
Anche quest'anno abbiamo visto la FED, la BCE e la Banca del Giappone annunciare una politica espansionistica pochi giorni l'una dall'altra. E gli effetti sono inflazione in Cina, rivolte per il cibo in Egitto, bolle azionarie ed inflazione nei prezzi al consumo in Brasile, e un aumento della disoccupazione nei paesi in via di sviluppo.
Christine Lagarde, Direttore Generale del Fondo Monetario Internazionale, ha rimproverato le banche centrali in un discorso pronunciato alla riunione di Ottobre del FMI, avvertendo che il denaro facile da parte delle banche centrali dei paesi sviluppati crea bolle nei prezzi degli asset nei paesi in via di sviluppo.
L'intimidazione di Romney nei confronti della Cina non è così innocua. Combinate la retorica di Romney con la politica dichiarata della Federal Reserve di mantenere i tassi di interesse praticamente a zero fino a... per sempre, ed otterrete i suoni della Terza Guerra Valutaria (CWIII) alle sue fasi iniziali.
Il quadro generale è che i governi riducono inevitabilmente il valore delle loro valute al valore del loro contenuto fisico. Ma nel frattempo, i politici sono alla ricerca di voti, ed i governi sono alla ricerca di un vantaggio sui governi concorrenti. Non sono razzi e bombe che vengono sparati; infuria una guerra sul fronte economico, con la manipolazione della valuta come arma primaria.
Mentre i politici Americani parlano di pace, il complesso militare-industriale Amercano dichiara guerra a tutto il mondo. Allo stesso tempo, sentiamo sempre la storia di un dollaro forte, mentre l'America è stata una dei principali sostenitori della svalutazione della moneta negli ultimi 200 anni: dalla Rivoluzione, alla Guerra Civile, alla Grande Depressione, all'inflazione degli anni di Carter ed ora con il QEternità di Bernanke.
James Rickards nel suo libro
Currency Wars mette in guardia di un completo collasso del dollaro. Dice che il presidente della FED Ben Bernanke "è impegnato nella più grande scommessa della storia della finanza." Dice che il crollo del dollaro è in ritardo e che non è una questione di congetture — le premesse sono già in atto.
Il tentativo di Bernanke di stampare denaro per tirare fuori dai guai economici l'America è, in sostanza, la dichiarazione di una guerra valutaria al mondo intero. E le grandi banche centrali agiscono di rappresaglia. Rickards scrive: "La nuova guerra valutaria è la lotta più significativa nel mondo di oggi — quella lotta che determina il risultato di tutte le altre."
L'autore spiega che, mentre le guerre valutarie sono combattute sulla scena mondiale, iniziano con un'economia nazionale priva di crescita, una disoccupazione alta, un settore bancario debole, e il peggioramento delle finanze pubbliche. Con una crescita economica stagnante, di volta in volta, i paesi svalutano le loro valute per promuovere la crescita delle esportazioni e degli investimenti. Vi suona familiare?
C'era una volta un gold standard classico in tutto il mondo, ed era auto-equilibrante, gestito come un club, con membri strettamente aderenti a regole non scritte ma ben comprese. Prevalevano le forze del libero mercato; gli interventi del governo erano minimi; i tassi di cambio erano stabili. Funzionava perché non c'era nessuna banca centrale Americana a rovinare le questioni monetarie.
Questa tranquillità monetaria venne scossa con la creazione della Federal Reserve nel 1913. Il Federal Reserve Act fu solo una parte dell'ondata di legislazione determinata dal movimento Progressista. Le grandi imprese erano stanche di competere ed innovare continuamente per stare al passo con il calo dei prezzi. Le imprese avrebbero di gran lunga gradito utilizzare il potere del governo per stabilire e mantenere cartelli, nel tentativo di assicurarsi alti profitti. Il piano era di trasformare l'economia dal laissez-faire allo statalismo centralizzato e coordinato.
Quella che Rickards chiama Prima Guerra Valutaria iniziò con l'iperinflazione Tedesca del 1921 e finì con la Francia che rompeva con l'oro nel 1936, nello stesso periodo l'Inghilterra stava svalutando la sterlina. Nel frattempo c'erano continui fuochi d'artificio monetari.
Gli spettatori che hanno visto
Midnight in Paris probabilmete si staranno chiedendo come e perché un sorprendente pezzo di letteratura e creatività degli Stati Uniti finì per espatriare a Parigi verso la metà degli anni '20. La risposta è che il franco Francese crollò nel 1923, permettendo ad Ernest Hemingway, Scott e Zelda Fitzgerald e Gertrude Stein di perseguire uno stile di vita confortevole a Parigi convertendo i loro dollari.
A questo punto, il gold standard classico era finito da tempo, sostituito da un gold-exchange standard profondamente sbagliato che permise alle banche centrali di inflazionare, provocando il boom degli anni '20, che portò quindi alla correzione necessaria degli anni '30, aggravata dalla politica del governo .
FDR iniziò il suo mandato chiudendo le banche e poi confiscando l'oro della gente. Il linguaggio di FDR era agghiacciante, dava ai cittadini fino al primo Maggio 1933 per consegnare alla Federal Reserve "tutte le monete d'oro, i lingotti d'oro, ed i certificati d'oro di loro proprietà," con la minaccia di una multa da $10,000 o 10 anni di prigione.
I cittadini ricevettero $20.67 l'oncia dal governo, solo per guardare il loro nuovo presidente spostare il prezzo fino a $35 l'oncia nel corso di tre mesi — una svalutazione del 70%.
Rickards pone la Seconda Guerra Valutaria dal 1967 al 1987. Tra la Prima e la Seconda Guerra Valutaria ci fu l'era di Bretton Woods (un gold standard fasullo) che sia Henry Hazlitt e Jacques Rueff predissero che sarebbe crollato, ponendo le basi per la Seconda Guerra Valutaria.
Iniziò con una serie di crisi della sterlina Britannica e poi una fuga dal dollaro verso l'oro, con il presidente Francese Charles de Gaulle che chiedeva un ritorno al gold standard. Il presidente Francese "offrì gentilmente di mandare la marina Francese negli Stati Uniti per portare indietro l'oro in Francia."
Tutto questo condusse alla decisione di Richard Nixon del 15 Agosto 1971, raccontando alla nazione che stava chiudendo la finestra d'oro a causa di speculatori internazionali cattivi. Oviamente, si doveva incolpare la stampa di denaro e il deficit di bilancio. Nixon istituì anche una soprattassa del 10% su tutte le importazioni, svalutando di fatto il dollaro in ambito commerciale.
La svalutazione doveva stimolare l'occupazione, ma nel giro di due anni, gli Stati Uniti erano impantanati in recessione. Gli Stati Uniti subirono tre recessioni dal 1973 al 1981, mentre il potere d'acquisto scese della metà dal 1977 al 1981. Improvvisamente, la "stagflazione" era sulla punta della lingua di tutti.
Paul Volcker divenne presidente della FED ed alzò rapidamente i tassi di interesse, cercando di fermare l'inflazione nei prezzi. Il prezzo dell'oro crollò insieme al tasso di inflazione, e il dollaro si rafforzò.
Ma la forza del dollaro finì per esportare lavori e gli accordi del Plaza del Settembre 1985 erano un tentativo di ridurre il valore del biglietto verde, principamente nei confronti dello yen e del marco. E funzionò, dal 1985 al 1988: Il dollaro scese del 40% nei confronti del franco Francese, venne tagliato per metà nei confronti dello yen, e cadde del 20% rispetto al marco.
Tuttavia, la svalutazione fece poco per l'economia degli Stati Uniti, e nel 1987, le autorità monetarie si incontrarono a Parigi. L'Accordo del Louvre mirava a fermare la caduta del dollaro. La volontà della Banca del Giappone di espandere la propria offerta di moneta per svalutare lo yen avrebbe alimentato una delle più grandi bolle del mercato azionario di tutti i tempi, con il ruggito del Nikkei da circa 10,000 nel 1985 ad un picco di 38,957.44 il 29 Dicembre, 1989. Più di due decenni da questo punto, il mercato non ha ancora recuperato.
La Terza Guerra Valutaria è appena iniziata, e dopo 40 anni di massiccia stampa di denaro e l'esplosione dei derivati, la Terza Guerra Valutaria sarà combattuta su vasta scala, con il rischio reale di un crollo del sistema monetario.
Allora, come finirà questa guerra valutaria che porrà fine a tutte le guerre valutarie? Usiamo i punti essenziali delle delle tre fasi dell'inflazione di Ludwig von Mises.
Nella fase uno di Mises, il governo stampa tutti il denaro che può, perché i prezzi non aumentano quasi quanto l'offerta di moneta.
Nella fase due, la domanda di moneta cade, cosa che intensifica l'inflazione nei prezzi.
Infine, nella terza fase, i prezzi salgono più velocemente dell'offerta di moneta. Si sviluppa una carenza di denaro, e la gente sollecita il governo a stampare di più; quando il governo percorre questa via, i prezzi e l'offerta di moneta si impennano.
Un piccolo cambiamento nelle preferenze di poche persone potrebbe portare ad un collasso, perché il quadro finanziario è un aggeggio Keynesiano costruito su deboli strutture e basato su denaro fiat, disavanzi pubblici ed alchimia finanziaria. Migliaia di eventi potrebbero innescare il crollo, e la goccia che farà traboccare il vaso si conoscerà solo dopo il fatto.
E' stato detto che la guerra è la salute dello stato. La guerra valutaria è un governo disperato disposto a rovinare la vita dei cittadini per avvantaggiare il proprio programma. Il caos è il risultato più probabile di quest'ultima guerra valutaria. Non sarà bello. Dopo che il governo diventa disperato, diventa meschino. Dopo il crollo della valuta, il governo congela i beni della gente, l'oro viene confiscato, e vengono imposti controlli sui capitali.
La guerra valutaria non è né uno sport per spettatori, né un gioco. Tutti vi partecipiamo. E' la guerra del governo contro ognuno di noi. Non è una questione di se: La guerra è già cominciata.
Ora è il momento di prepararsi. [...]
Questa guerra è già avviata. Non c'è tempo da perdere.
Cordiali saluti,
[*] traduzione di
Francesco Simoncelli:
http://francescosimoncelli.blogspot.it/