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mercoledì 30 agosto 2023

Le banche creano denaro dal nulla... cosa mai potrebbe andare storto?

Quando emergono problemi economici sono leste a comparire le voci per una "stabilizzazione del sistema". Non bisogna sorprendersi, quindi, se, ad esempio, il comparto bancario commerciale statunitense naviga in brutte acque nonostante tutti gli interventi finora implementati, perché è l'ossessione per la stabilizzazione a destabilizzare ulteriormente le cose. Mises scrisse molto contro la "stabilizzazione", ovvero l'idea che il potere d'acquisto del denaro dovesse essere stabilizzato tramite la politica monetaria. Disse che questo errore deriva dal complesso divino di alcuni economisti e dal desiderio di rendere l'economia più simile alla fisica. Gli argomenti di Mises andavano dal teorico (l'economia è in continua evoluzione) al pratico (nessuna misura del potere d'acquisto del denaro può essere costruita per l'intera economia). Il valore del denaro non dovrebbe essere stabilizzato perché non c'è nulla di stabile in un'economia sana e dinamica. Le preferenze dei consumatori, la tecnologia, le risorse naturali e un milione di altre variabili cambiano costantemente e gli imprenditori hanno il compito di organizzare la produzione alla luce delle loro anticipazioni sulle condizioni di mercato future. Se la tecnologia cambia in modo tale da consentire alla produzione di espandersi e il risultato è la deflazione dei prezzi, così sia. Se i consumatori decidono di aumentare il consumo rispetto ai loro risparmi, allora dovremmo consentire ai prezzi dei beni di consumo e dei fattori di produzione di adeguarsi di conseguenza. Qualsiasi tentativo d'impedire tali cambiamenti annullerà la tendenza dei piani degli imprenditori ad allinearsi con la domanda dei consumatori. Peggio ancora, la politica monetaria intesa a stabilizzare l'economia causerà una destabilizzazione ancora maggiore sotto forma di crisi finanziarie e cicli economici. Inoltre anche una linea di politica riguardo l'inflazione al tasso apparentemente moderato del 2%, essa diventa istituzionalizzata e tutti i suoi effetti si metastatizzano in tutta l'economia e la cultura. Il risparmio è scoraggiato e il rischio è incoraggiato, lo stato cresce in dimensioni e portata, l'economia diventa "finanziarizzata", la disuguaglianza di reddito e ricchezza si aggrava perché l'EffettoCantillon crea vincitori e vinti. La ricerca della stabilizzazione è una ricerca della destabilizzazione e la cosa migliore da fare a proposito è separare denaro e stato.

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di Stephen Apolito

Potreste giustamente chiedervi: come può una banca, come la banca di quartiere in fondo alla strada, "creare denaro dal nulla"?

Per rispondere a questa domanda, dobbiamo entrare nel regno magico del "sistema bancario a riserva frazionaria", dove i depositi si trasformano in prestiti, i prestiti si trasformano in denaro e così via. Per ogni vecchio dollaro che entra, ne escono nove nuovi, creati con un tratto di penna o un clic del mouse. Come forse saprete, i depositi sono prestiti del depositante alla banca, tuttavia le banche possono ricavare nuovi prestiti da quelli vecchi prestando lo stesso dollaro a nove clienti diversi: un'impresa che, per chi non lo sapesse, è tanto sorprendente quanto spaventosa!

Questa alchimia finanziaria è perfettamente legale ed è infatti realizzata con l'aiuto e l'assistenza delle banche centrali, inclusa la Federal Reserve. Se questa ruota della fortuna dovesse urtare un dosso e improvvisamente andare fuori strada, non preoccupatevi perché una banca centrale può fare ciò che nessun altro può fare legalmente: contraffare nuovo denaro per sistemare le cose, un'impresa che nessun altro può fare!

Diamo un'occhiata più da vicino a come funziona il sistema bancario a riserva frazionaria. Il cliente A deposita $10.000 in un conto corrente presso First Bank. Quest'ultima lo registra nei suoi libri contabili e accredita il conto al cliente A. Il denaro versato diventa un attivo della banca (un credito), compensato dalla passività nei confronti del cliente A (un debito). La First Bank ora ha denaro da prestare, soggetto ai requisiti di riserva dello stato. I requisiti di riserva, stabiliti dalla FED, specificano l'importo (espresso in percentuale rispetto ai depositi) che un istituto di credito deve tenere in riserva, sotto forma di contanti nel caveau o in deposito presso una banca centrale, al fine di garantire il pagamento dei clienti qualora ritirassero i loro depositi. Il requisito di riserva per depositi superiori a $36,1 milioni (al 3 gennaio 2023) presso qualsiasi istituto di credito è stato tradizionalmente del 10%. Di conseguenza First Bank è libera di prestare $9.000 dei depositi custoditi mantenendone $1.000 in riserva.

Il cliente B entra in First Bank alla ricerca di un prestito per un'auto. First Bank accetta di prestare al cliente B $9.000 e li accredita sul suo conto corrente, mentre gli addebita un conto asset chiamato "prestiti attivi". Come ricorderete, i prestiti bancari ai clienti sono "investimenti" e, quindi, sono attivi, non passivi.

Al completamento di queste due transazioni, il rendiconto finanziario di First Bank sarebbe simile al seguente (per semplicità non ho ipotizzato altre transazioni).

Tabella 1: Rendiconto finanziario di First Bank, 31 dicembre 2022

 

Attivi

(Crediti)

Passivi ed equity

(Debiti)

Liquidità

 

$10,000

 

Prestiti effettuati

$9,000

 

Depositi

 

$19,000

Riserve

$1,000

 

Equity della banca

 

$1,000

Totale

$20,000

$20,000

Si noti che la banca ha passività in depositi pari a $19.000 e liquidità pari a $10.000. Ipotizziamo che il finanziamento al cliente B sia di durata triennale, pagabile con interessi in rate mensili. I depositi a vista (saldo del conto corrente) includono il deposito originale di $10.000 dal cliente A più i proventi del prestito al cliente B. Quest'ultimo spenderà i soldi del prestito per un'auto nei giorni successivi. Da dove provenivano i soldi del prestito accreditati sul conto corrente del cliente B? Dal nulla!

La ruota gira di nuovo quando il rivenditore di auto deposita i proventi ($9.000) nella sua banca, la Second Bank. Ora quest'ultima, come First Bank, è libera di concedere prestiti, soggetti all'obbligo di riserva del 10%. Quando finalmente la ruota smette di girare vengono creati prestiti per $90.000 su una base di liquidità di soli $10.000. Come abbiamo visto, quel denaro è di per sé una chimera, nient'altro che debito racchiuso in altro debito.

Tabella 2: Sistema bancario a riserva frazionaria

Banca

Depositi

Riserve

(10%)

 

Prestiti

First

$10,000

$1,000

$9,000

Second

$9,000

$900

$8,100

Third

$8,100

$810

$7,290

Fourth

$7,290

$729

$6,561

Fifth

$6,561

$656

$5,905

Altre

banche

$59,049

$5,905

$53,144

Totale

$100,000

$10,000

$90,000

La tabella qui sopra mostra che le banche possono espandere l'offerta di denaro di un fattore dieci quando la riserva obbligatoria è del 10%. A livello storico l'obbligo di riserva degli Stati Uniti è stato del 10% sui depositi normali (es. conti correnti e ordini di prelievo negoziabili) e dello 0% sui depositi vincolati (es. conti di risparmio e certificati di deposito). L'obbligo di riserva dello 0% sui depositi vincolati consente alle banche di espandere l'offerta di denaro ben oltre un fattore dieci.

Alcuni sosterrebbero che le banche non sono veramente "insolventi", solo illiquide a volte, non sempre avendo liquidità pronta quando necessario. Tuttavia questo è vero solo se prendiamo in considerazione una o poche banche alla volta: qualsiasi banca con una temporanea carenza di liquidità potrebbe sempre prendere in prestito i fondi necessari per compensarla. Il problema, tuttavia, è che tutte le banche sono illiquide e, se colpite da uno shock finanziario generale, possono facilmente scivolare nell'insolvenza.

Quando il coefficiente di riserva è del 10%, i depositi totali si riducono di dieci dollari per ogni dollaro ritirato dal sistema bancario. Le banche devono quindi richiedere prestiti o vendere titoli per coprire le richieste di denaro dei loro depositanti. Questa "crisi di liquidità" è la ragione alla base della maggior parte delle crisi finanziarie, delle corse agli sportelli bancari e di simili disordini economici. È "debito in via di estinzione", ma questa volta su larga scala!

A partire dal 26 marzo 2020 la Federal Reserve ha ridotto a zero i requisiti di riserva! Anche prima di questa modifica, gli obblighi di riserva si applicavano solo ai conti normali, ai depositi a termine non personali e alle passività in eurovaluta. Tutto il resto era espandibile. Pertanto le banche potrebbero creare tanto denaro dal nulla quanto vorrebbero. Quando i requisiti di riserva sono pari a zero, la capacità di creare denaro è infinita!

La manipolazione del denaro da parte del sistema bancario centrale è la causa principale dei nostri problemi economici. Le bolle nei prezzi delle case, nelle obbligazioni del Tesoro e nelle obbligazioni societarie — per fare solo alcuni esempi — e le recenti bancarotte di banche come Silicon Valley, Republic Bank e Signature Bank possono essere tutte ricondotte alla politica monetaria.

Il problema fondamentale per la maggior parte delle banche è che sono costrette a investire "a lungo" ma a prendere in prestito "a breve", cosa che nessun manager finanziario prudente farebbe mai. I conti corrente e altri depositi a vista sono passività a breve termine; i prestiti bancari, come i prestiti per le auto, sono investimenti a medio termine; i prestiti ipotecari, invece, sono investimenti a lungo termine. Le banche investono anche in titoli di stato per bilanciare il loro portafoglio d'investimenti. Investire "a lungo", tuttavia, sottopone la banca a rischi di tasso d'interesse, perché il valore del loro portafoglio è inversamente correlato alle variazioni dei tassi d'interesse. Un mutuo ipotecario trentennale con un rendimento del 2% vale solo una frazione di un prestito simile con un rendimento del 6%. Per essere più precisi, un investimento di $100.000 in uno strumento del genere varrebbe solo $44.280 se i tassi d'interesse dovessero salire al 6%. Se dovessero salire ulteriormente all'8%, il valore scenderebbe a $31.768, secondo il calcolatore dei prezzi delle obbligazioni.

Ed è qui che sta la trappola in cui è caduta Silicon Valley Bank, con risultati disastrosi. È la trappola tesa dalla natura stessa del sistema bancario a riserva frazionaria:

In un periodo di soli due giorni a marzo 2023, la banca è passata da solvibile a fallita quando i depositanti si sono precipitati per ritirare i loro fondi, con il risultato che le autorità di regolamentazione federali hanno chiuso definitivamente la banca il 10 marzo 2023.

Il crollo di SVB ha segnato il secondo più grande fallimento bancario nella storia degli Stati Uniti dopo quello di Washington Mutual nel 2008.

Che il denaro creato dal nulla dovrebbe un giorno evaporare davanti ai nostri occhi non dovrebbe sorprendere nessuno, tranne forse Paul Krugman e i suoi colleghi buffoni al New York Times. I cicli infiniti di espansione e contrazione sono il risultato diretto della manipolazione dell'offerta di denaro da parte dello stato. È davvero così semplice!


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: https://www.francescosimoncelli.com/


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martedì 7 marzo 2023

Quanto velocemente dovrebbe crescere l'offerta di denaro?

Uno dei principali elementi che al giorno d'oggi può far fare un balzo tecnologico in avanti all'infrastruttura produttiva e all'allocazione efficiente del capitale è rappresentato dalle IA. Così come la rivoluzione industriale e il gold standard incarnarono la svolta per la prosperità umana nel XIX secolo, allo stesso modo IA e Bitcoin possono rappresentare lo stesso in questo secolo. Le AIaaS (Artificial intelligence as a service) e la BBaaS (Bitcoin Blockchain as a service) sono i due aspetti principali di questa rivoluzione, perché grazie alla sua natura Bitcoin è una forma di denaro che le stesse IA possono "risparmiare" e successivamente "spendere". AIaaS vuol dire sistemi completamente automatizzati per la gestione, la produzione, lo stoccaggio e i pagamenti, fissando altresì i requisiti di capitale per questi sistemi e aumentando la creazione di capitale tra acquirente e venditore. Inutile dire che ciò migliorerà le condizioni della divisione del lavoro e la classe imprenditoriale sarà stimolata dall'IA a essere produttiva, creativa e molto più efficace nella creazione di valore per i consumatori. L'intelligenza artificiale amplificherà i mercati, aumentando il flusso di capitali tra acquirenti e venditori, aprendo lo scambio e il flusso di conoscenza e informazioni. Infine ciò porterà a nuove tecnologie di produzione che si estenderanno in tutto il mondo. La decentralizzazione di questo sistema rappresenterà l'ennesimo chiodo nella bara di quello statale, destinato a scomparire sin da quando Internet ha fatto la sua comparsa nel mondo. Ogni nuova tecnologia nata da esso è stato il risultato di una continua indipendenza dalle sue spire. D'altronde, quando ci si polarizza eccessivamente verso uno spettro (centralizzazione), è inevitabile che poi ci sia una forza bilanciante verso l'altro spettro. Ciò non significa che lo stato non proverà a vendere la sua versione di questa tecnologia per sostenere la sua sopravvivenza, attraverso la dipendenza delle persone dal suo apparato di elargizioni e sussidi, e a rallentarne il processo d'avanzamento spontaneo (come ha fatto finora in ogni ambito innovativo) attraverso la misallocation del capitale per mezzo del denaro fiat. Con una quota di mercato del 9% a livello mondiale, IBM è attualmente il player IA più significativo, escluse le startup, che sempre a livello mondiale si sono quadruplicate tra il 2015 e il 2018. Una relazione del 2019 pubblicata da Deloitte ci dice che la "corsa all'oro" per quanto riguarda l'IA è già iniziata. Il declino del sistema statale, quindi, così come "profetizzato" dal professor Van Creveld, è una realtà conclamata.

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di Stephen Apolito

Alcuni economisti hanno suggerito che l'inflazione si verifica quando l'offerta di denaro si espande più velocemente della velocità con cui vengono prodotti beni e servizi. Sottolineano correttamente che suddetta espansione porterà a un aumento generale dei prezzi. Ciò che la maggior parte degli economisti non menziona, però, è che l'inflazione può esistere anche quando i prezzi sono stabili.

Prezzi stabili possono mascherare l'inflazione sottostante nei casi in cui, in assenza di un aumento dell'offerta di denaro, i prezzi sarebbero scesi. Infatti, per la maggior parte del diciannovesimo secolo, in un momento di grande espansione industriale e agricola, i prezzi sono effettivamente scesi. Il calo dei prezzi era quindi considerato normale, il risultato di una maggiore efficienza nella produzione e distribuzione, e un vantaggio della rivoluzione industriale.

Infatti, durante l'ultima parte del diciannovesimo secolo, l'economia statunitense crebbe “al ritmo più rapido della sua storia, con salari reali, ricchezza, PIL e formazione di capitale in rapido aumento”. E questo avvenne in un momento di calo dei prezzi!

L'efficienza nella creazione, produzione e distribuzione di energia portò alla produzione di beni più numerosi e migliori, il che a sua volta portò a una riduzione della settimana lavorativa. I prezzi scesero poiché era necessario meno lavoro, materiali ed energia per produrre e trasportare merci. Allo stesso tempo, i salari reali dei lavoratori salirono, consentendo loro di migliorare notevolmente il proprio tenore di vita.

Va notato che l'economia degli Stati Uniti fu in grado di compiere questa impresa grazie alla sua valuta strettamente legata all'oro e senza un'imposta sul reddito o una banca centrale. Secondo l'economista Milton Friedman, il 1880 produsse il più alto tasso di crescita della ricchezza pro capite riproducibile e tangibile di qualsiasi altro periodo. La crescita annuale reale per quel periodo fu del 3,8%.

Come si può vedere dal grafico qui sotto, durante i primi cento anni d'America non ci fu praticamente alcuna inflazione, tranne per un breve periodo durante la Guerra Civile, quando il governo degli Stati Uniti fece ricorso alla stampa di denaro scoperto. L'inflazione iniziò sul serio dopo la seconda guerra mondiale a causa dell'abbandono interno del gold standard nel 1933 e salì alle stelle nei primi anni '70, quando gli Stati Uniti abbandonarono definitivamente il gold standard negli accordi internazionali.

Il tasso medio annuo d'inflazione dal 1913 è stato del 3,42%. Poiché l'aumento dei prezzi è il rovescio della medaglia di una valuta in deprezzamento, ci si deve chiedere quanto ci vorrà prima di pagare otto dollari per un gallone di benzina o quattro dollari per una pagnotta di pane?

Oggi siamo giunti a considerare gli aumenti dei prezzi come normali e ci preoccupiamo quando, in rari casi, i livelli generali dei prezzi diminuiscono. Come sottolineò l'economista Murray Rothbard, qualsiasi aumento della moneta fiat rispetto alla quantità di oro è inflazionistico. Di conseguenza anche quando i prezzi sono stabili, l'inflazione può essere all'opera, derubandoci dei benefici dei miglioramenti nella tecnologia, nella produzione e nella distribuzione.

L'inflazione scoraggia anche il risparmio, perché anche un tasso d'inflazione relativamente basso distrugge il valore del denaro. L'obiettivo dichiarato del Federal Reserve System è mantenere un tasso d'inflazione annuo al 2%, ma anche questa cifra apparentemente bassa erode il valore dei conti di risparmio denominati in dollari: un dollaro scontato al 2% all'anno varrà solo ottantadue centesimi dopo dieci anni, sessantasette centesimi dopo vent'anni e solo cinquantacinque centesimi dopo trent'anni. Di fronte a questa prospettiva, l'aspirante risparmiatore o rinuncia a mettere da parte o è costretto ad assumersi rischi smisurati per contrastare gli effetti corrosivi della politica monetaria della banca centrale.

A dire il vero, l'inflazione produce sia vincitori che vinti. Coloro che riescono a spendere per primi il nuovo denaro contraffatto (prima dell'inevitabile aumento dei prezzi) ne traggono beneficio. In questo gruppo fortunato ci sono quelli che il governo ritiene "troppo grandi per fallire". Anche i debitori ne traggono vantaggio, perché possono estinguere i propri debiti con denaro "a buon mercato" e, naturalmente, gli speculatori che sono in grado di approfittare del sistema. Il resto di noi, specialmente quelli con un reddito fisso o che cercano di risparmiare per la pensione, vengono puniti. È ovvio che se alcuni sono troppo grandi per fallire, ce ne devono essere altri troppo piccoli di cui preoccuparsi. In che gruppo siete?

La FED ha gestito (o gestito male) il nostro sistema monetario sin dal 1913 e il dollaro aveva perso oltre il 95% del suo valore solo nel 2000. Allora un dollaro comprava quello che quattro centesimi compravano nel 1913, prima della creazione del Federal Reserve System. Fu un esito deliberato o accidentale? Io, per esempio, non ho deciso, ma non sembra casuale. Dopo tutto, chi è il più grande debitore di tutti e, quindi, chi trae maggiormente beneficio da una moneta a basso costo e tassi d'interesse bassi?

Nel 2022 ci volevano quasi trenta dollari per comprare ciò che un singolo dollaro poteva comprare nel 1913. Ciò significa che un dollaro ora vale solo 3,3 centesimi. La variazione cumulativa dei prezzi dal 1913 al 2022 è stata di un incredibile 2.856%. Una Ford Model T inizialmente costava $825 quando fu messa in vendita nel 1908; l'equivalente in denaro di oggi è $24.750: la stessa macchina, ma valuta diversa!

Il tasso d'inflazione ufficiale per il 2022 è stato dell'8% (CPI Inflation Calculator). La maggior parte dei commentatori pro-mercato concorda sul fatto che i tassi ufficiali d'inflazione sono stati manipolati per fornire una patina più favorevole alle nostre fallimentari linee di politica fiscali e monetarie. Lo stato sta lentamente distruggendo quel poco che resta del valore dei nostri soldi. Forse un giorno, presto, dovremo ritirare il dollaro e sostituirlo con qualcos'altro, nello stesso modo in cui la Germania ritirò il papiermark svalutato prima con il reichsmark nel 1924 e poi con il marco tedesco dopo la seconda guerra mondiale. Con la conversione in marco tedesco, i tedeschi persero il 90% del valore dei loro possedimenti monetari!

Naturalmente tutto ciò ci fa porre la seguente domanda: perché abbiamo bisogno di espandere l'offerta di denaro? Se quattro centesimi nel 1913 potevano comprare più di un dollaro di beni e servizi oggi, perché c'è bisogno di un nuovo dollaro contraffatto per fare shopping? Perché non mettere da parte la contraffazione di denaro e coniare invece mezzo penny per facilitare il cambio?

Murray Rothbard giunse alla perspicace conclusione che “non importa quale sia l'offerta di denaro, qualsiasi offerta andrà bene come qualsiasi altra”. Disse inoltre che, a differenza di un aumento della qualità e della quantità di beni e servizi, un aumento della quantità di denaro fiat ne riduce la qualità e non conferisce alcun vantaggio sociale generale. La valuta fiat, non avendo valore intrinseco, è semplicemente un metro di paragone. L'aggiunta di un pollice alla iarda, affinché una iarda sia ora di trentasette pollici, non rende le persone più veloci, più alte o più magre: tende a fuorviare solo coloro che vogliono (o hanno bisogno) di essere ingannati!

Sembrerebbe che il compito principale della FED sia quello di falsificare denaro per il Tesoro degli Stati Uniti ogni volta che se ne presenta la necessità, e la necessità si è manifestata anche di recente. Il pretesto è quello dello "stimolo economico", ma non mi lascio ingannare da questo stratagemma neolinguistico. La tasca di qualcuno viene stimolata, ma sicuramente non la mia. La FED è arrivata a detenere $9.000 miliardi in "attivi", principalmente buoni del Tesoro USA, titoli garantiti da ipoteca e simili cianfrusaglie finanziarie.

La FED è entrata nel racket del "quantitative easing" nel 2008 e, a detta di tutti, essendosi messa all'angolo, sta cercando una via d'uscita facile, ma a quanto pare non esiste. Ogni volta che la FED cerca di scaricare alcuni dei suoi titoli, spaventa i mercati finanziari.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: https://www.francescosimoncelli.com/


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