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martedì 21 luglio 2026

Il New Deal marrone dell'Europa

Ricordo a tutti i lettori che su Amazon potete acquistare il mio nuovo libro, “La rivoluzione di Satoshi”: https://www.amazon.it/dp/B0FYH656JK 

La traduzione in italiano dell'opera scritta da Wendy McElroy esplora Bitcoin a 360°, un compendio della sua storia fino ad adesso e la direzione che molto probabilmente prenderà la sua evoluzione nel futuro prossimo. Si parte dalla teoria, soprattutto quella libertaria e Austriaca, e si sonda come essa interagisce con la realtà. Niente utopie, solo la logica esposizione di una tecnologia che si sviluppa insieme alle azioni degli esseri umani. Per questo motivo vengono inserite nell'analisi diversi punti di vista: sociologico, economico, giudiziario, filosofico, politico, psicologico e altri. Una visione e trattazione di Bitcoin come non l'avete mai vista finora, per un asset che non solo promette di rinnovare l'ambito monetario ma che, soprattutto, apre alla possibilità concreta di avere, per la prima volta nella storia umana, una società profondamente e completamente modificabile dal basso verso l'alto.

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di Dmitry Orlov

(Versione audio della traduzione disponibile qui: https://open.substack.com/pub/fsimoncelli/p/il-new-deal-marrone-delleuropa)

Il risultato del Green New Deal è un costante peggioramento del tenore di vita in tutta Europa, dovuto principalmente alla minore disponibilità di energia a prezzi accessibili pro capite. A sua volta è la stabilità apparente, ma il progressivo deterioramento delle condizioni di vita, ben più di una vera e propria crisi, a spingere le popolazioni a ribellarsi e a rovesciare le élite al potere. Le élite europee lo sanno, non gradiscono essere impiccate ai lampioni in tutta Europa e cercano quantomeno di scaricare la colpa su altri o, meglio ancora, di orchestrare una vera e propria crisi che poi potranno fingere di mitigare.

La crisi artificiale che hanno scelto è l'attacco, del tutto fittizio ma imminente, all'Unione Europea da parte della Federazione Russa. La ridicola menzogna usata per sostenere questa tesi è che, se l'esercito ucraino venisse sconfitto e il regime di Kiev cadesse, i carri armati russi invaderebbero l'Europa... proprio come fecero nel 1945! La spinosa questione del perché la Russia dovrebbe essere interessata a una simile avventura viene elusa attraverso il fanatismo anti-russo: il semplice fatto che i russi siano russi viene considerato sufficiente a garantire la loro propensione a un comportamento così folle e autodistruttivo.

Ma noi, non essendo bigotti irrazionali anti-russi, ci prenderemo il tempo per rispondere a questa domanda. Prendiamo in considerazione le richieste dichiarate dalla Russia per l'ex-Repubblica Socialista Sovietica Ucraina, creata da Lenin e Stalin: la sua denazificazione, smilitarizzazione, neutralità e la garanzia dei diritti della maggioranza russofona (che rimane tale nonostante i tentativi, peraltro molto coercitivi, di costringere la popolazione a parlare ucraino). Si noti che “conquistare tutta l'Europa” o “ristabilire l'URSS” non rientra tra gli obiettivi della Russia.

A quattro anni dall'inizio dell'operazione militare speciale russa, possiamo valutarne i risultati.

Denazificazione: dove sono i battaglioni neonazisti ucraini che sventolavano bandiere e insegne di ispirazione nazista tedesca e i cui membri erano facilmente riconoscibili per le svastiche e i ritratti di Hitler tatuati su arti e torsi? Quelli regolarmente accusati di crimini di guerra sono il Battaglione Azov (ora reggimento), il Battaglione Aidar, il Reggimento Kraken e Settore Destro. Il Battaglione Azov fu fondato dal nazionalista di estrema destra Andrej Biletskij e utilizzava l'Angelo Lupo nazista come emblema. I membri ultranazionalisti del Settore Destro hanno svolto un ruolo di primo piano nella rivoluzione di Euromaidan del 2014 e nella guerra del Donbass del 2014-2015. Il Battaglione Aidar è stato accusato di violazioni dei diritti umani da Amnesty International e Human Rights Watch. Il Partito Svoboda (Libertà) reclutava combattenti usando una retorica ultranazionalista e antisemita. Tutti questi gruppi ebbero una lunga e gloriosa carriera, seminando morte e distruzione, ma ormai gran parte dei loro membri originari è morta e, sebbene i loro nomi siano ancora usati a fini propagandistici dal regime di Kiev, le organizzazioni stesse sono quasi morte. A questo punto i battaglioni nazisti vengono impiegati principalmente come truppe di sbarramento, bloccando la ritirata delle reclute inesperte che si lanciano contro i russi in avanzata e cercando di ucciderle se tentano di arrendersi.

Smilitarizzazione: per il primo anno circa dell'Operazione Militare Speciale, le forze ucraine non hanno avuto carenza di volontari, ma ora non ce ne sono più. Al contrario, gli uomini vengono prelevati dalle strade e arruolati con la forza (a meno che non possano permettersi di pagare una lauta tangente), mentre gli ufficiali di reclutamento si sono arricchiti a dismisura e sono odiati e disprezzati. Inizialmente le truppe ucraine erano armate con armi di epoca sovietica, risalenti alla Repubblica Socialista Sovietica Ucraina, o requisite in tutta l'Europa orientale da Paesi che facevano parte del Patto di Varsavia e che ora sono membri della NATO. L'esercito ucraino era organizzato e operava secondo manuali e regolamenti di epoca sovietica. E rappresentava una minaccia formidabile, infliggendo notevoli perdite alla parte russa. Le scorte di armi di epoca sovietica sono state gradualmente ridotte e sostituite con armi NATO, che si sono rivelate molto meno efficaci e molto più facili da distruggere per i russi, essendo progettate, come sono, per massimizzare i profitti delle aziende di difesa americane piuttosto che per fornire un'adeguata difesa (dato che nessuno sta attaccando l'America in ogni caso). Anche gli arsenali della NATO sono ormai sostanzialmente esauriti, così come i fondi disponibili per l'acquisto di nuove armi. I leader europei in Ungheria, Slovacchia, Repubblica Ceca e altrove stanno iniziando a respingere l'idea di ulteriori spese militari a favore del regime di Kiev.

Nel frattempo, in Ucraina, i manuali e i regolamenti di epoca sovietica sono stati sostituiti dagli “standard NATO” e da un addestramento che si è rivelato molto meno efficace di quello sovietico. I membri della NATO hanno appreso la metodologia dagli americani, i quali, a loro volta, l'avevano appresa da ex-ufficiali nazisti tedeschi che, come ricorderete, persero la guerra contro l'Armata Rossa. La NATO, e ora l'esercito ucraino, si affidano quindi a dottrine militari, principi organizzativi e pratiche operative della parte sconfitta. La NATO, composta principalmente dagli americani, è stata in grado di ottenere risultati (sebbene mai una vittoria netta) contro avversari deboli come la Serbia e la Libia, ma la sua tecnica preferita – i bombardamenti indiscriminati – sarebbe inevitabilmente sfociata in uno scambio nucleare semmai fosse stata impiegata contro la Russia.

Si è creata una situazione davvero assurda: gli ucraini, che si atteggiano a nazisti tedeschi, con la NATO a supporto, sono coinvolti in un conflitto convenzionale ad alta intensità contro la Russia, che si atteggia ad Armata Rossa, ottenendo lo stesso risultato finale. Dato che ciò implica un'estrema stupidità, un rapido sguardo ai punteggi del QI nazionale sembra opportuno: la media russa è di 103; quella ucraina è di 95,4, la più bassa d'Europa. Gli Stati Uniti se la cavano un po' meglio con un QI di 99,7, ancora molto indietro rispetto ai 107 della Cina. “Scemo e più scemo vanno in guerra” sarebbe stato un buon titolo per un film, se non fosse per tutto il sangue, la violenza e le fosse comuni dei militari ucraini che si estendono a perdita d'occhio.

Da tutto ciò si può concludere che la Russia sta lentamente ma inesorabilmente raggiungendo gli obiettivi dichiarati della sua Operazione Speciale di Migrazione (SMO), vincendo una guerra di logoramento sia contro l'Ucraina (in termini di uomini) che contro la NATO (in termini di armamenti). Con la maggior parte degli ultranazionalisti ucraini morti, gli arsenali ucraini e della NATO esauriti, e un numero sempre maggiore di soldati ucraini che si rifiutano di combattere, l'operazione militare si concluderà inevitabilmente, il regime di Kiev cadrà, la maggioranza russofona in Ucraina riaffermerà i propri diritti e, se tutto andrà bene, si tornerà all'ordine costituzionale distrutto durante il colpo di stato orchestrato dagli Stati Uniti nella primavera del 2014.

La Russia intende quindi proseguire con ulteriori operazioni militari speciali per denazificare, smilitarizzare e difendere i diritti umani delle numerose minoranze russe che vivono in Estonia, Lettonia, Lituania e Moldavia? La Russia considera la difficile situazione dei russi che ancora risiedono in queste regioni una questione umanitaria piuttosto che militare, assorbendo facilmente l'afflusso. Ad esempio, attualmente in Russia vivono mezzo milione di moldavi, mentre la popolazione totale della Moldavia è di soli due milioni di abitanti ed è in rapido calo. La situazione nei Paesi baltici è simile, sebbene i numeri siano troppo esigui per essere rilevanti.

Ma ognuna di queste ex-repubbliche socialiste sovietiche semi-defunte, create con frammenti dell'Impero russo e alimentate da bolscevichi di mentalità internazionalista, con grande rammarico e disappunto della Russia, presenta anche alcune considerazioni strategiche per la Russia stessa: l'Estonia, insieme alla Finlandia, blocca quasi completamente il Golfo di Finlandia, che fornisce un accesso marittimo di fondamentale importanza a San Pietroburgo e ai vicini porti di Ust-Luga e Primorsk, con un volume totale di merci di circa 170 milioni di tonnellate all'anno. La Lituania costituisce un corridoio terrestre verso l'exclave russa di Kaliningrad. La Moldavia ha una regione separatista, la Transnistria, abitata da mezzo milione di cittadini con passaporto russo, che lo Stato russo è teoricamente tenuto a difendere.

Ma quale di questi problemi la Russia tenterebbe mai di risolvere con un attacco? Un'Europa non completamente folle e squilibrata dovrebbe essere in grado di risolvere tali questioni amichevolmente e senza ricorrere alla violenza. Possiamo solo sperare che una sonora sconfitta della NATO in Ucraina calmi i vertici dell'Alleanza che attualmente cercano di intensificare il conflitto.

Qualora dovesse scoppiare un conflitto militare tra i quattro Paesi sopra menzionati, è importante tenere presente che questi dovrebbero essere difesi da truppe provenienti da altre parti d'Europa. Tutti e quattro questi Paesi sono in gran parte spopolati di giovani: data la scarsità di opportunità lavorative, i giovani emigrano non appena possibile, lasciando dietro di sé Paesi scarsamente popolati... solo pensionati sempre più indigenti, con un numero crescente di edifici scolastici vuoti convertiti in strutture per anziani non più autosufficienti.

A sua volta quanto è probabile che giovani americani, britannici, francesi, tedeschi, spagnoli e italiani vengano arruolati e mandati a morire in un conflitto inutile per difendere Estonia, Lettonia, Lituania (membri NATO e UE) e Moldavia (non membro)? Se solo il 16% degli uomini tedeschi afferma di essere assolutamente disposto a imbracciare le armi per difendere la propria patria, quale percentuale di loro sarebbe disposta ad andare a morire per la Lituania? Possiamo solo fare delle ipotesi, quindi ipotizziamo il 2% – e questi sarebbero i meno sani di mente, quelli con tendenze suicide! Possiamo anche sperare che una società tedesca non completamente folle eserciti una notevole pressione politica per costringere il proprio governo a concedere ai russi tutto ciò che desiderano, che non è molto: corridoi stradali e ferroviari, aperti e sicuri, verso Kaliningrad e rotte marittime e aeree ampliate attraverso il Golfo di Finlandia sarebbero sufficienti a risolvere la questione amichevolmente per quanto riguarda i Paesi baltici.

Attualmente sembra che l'Occidente non abbia alcun interesse a risolvere le questioni in modo amichevole, concentrandosi invece sull'organizzazione di provocazioni. Lo scorso 10 settembre alcuni droni sono entrati nello spazio aereo polacco. Si è poi scoperto che si trattava di droni Gerbera di fabbricazione russa, velivoli esca privi di carica esplosiva, utilizzati per confondere e neutralizzare i sistemi di difesa aerea. Data la loro autonomia limitata, sono stati lanciati dal territorio controllato dal regime di Kiev. Hanno sorvolato parte della Bielorussia, dove alcuni sono stati abbattuti, mentre altri hanno proseguito verso la Polonia. Le autorità bielorusse hanno diramato un avvertimento alle loro controparti polacche: “In arrivo, attenzione!”

Le forze polacche e di altri Paesi NATO hanno fatto decollare i loro aerei da combattimento, ma questi sono inutili per abbattere bersagli così piccoli e lenti. I droni erano di fabbricazione russa, ma non ci sono prove che fossero gestiti da russi. Droni di questo tipo precipitano regolarmente dai cieli ucraini e possono essere riparati, riforniti di carburante, riprogrammati e rimessi in servizio. È possibile che i russi fossero dietro la provocazione, se il loro obiettivo era dimostrare che la NATO è indifesa persino contro droni così primitivi, nel qual caso avrebbero raggiunto il loro scopo, ma è molto più probabile che si trattasse del regime di Kiev che cercava di mantenere viva la narrativa dell'“aggressione russa”.

Sembra che tali dimostrazioni, plausibilmente negabili, si verifichino effettivamente. Ad esempio, c'è stato il pallone meteorologico cinese che ha sorvolato gli Stati Uniti continentali dal 28 gennaio al 4 febbraio 2023. La sua traiettoria di volo ha descritto un bellissimo arco che ha coperto l'Alaska, il Canada occidentale e poi gli Stati Uniti continentali dallo Stato di Washington a Myrtle Beach, nella Carolina del Sud. Ha volato troppo in alto perché l'aeronautica statunitense potesse abbatterlo, ma ha gradualmente perso quota ed è stato abbattuto da un F-22 Raptor a un'altitudine di 18.000 metri. Si è trattato o di un incidente (il pallone è stato deviato dalla rotta), o di una dimostrazione dell'incapacità degli americani di difendere il proprio spazio aereo da... palloni meteorologici!

Appena 10 giorni dopo l'episodio dei droni russi disarmati che volavano indisturbati sulla Polonia, è scoppiato uno scandalo con aerei russi che avrebbero violato lo spazio aereo estone. Secondo le autorità estoni, tre jet russi Mig-31 sarebbero entrati nello spazio aereo estone “senza autorizzazione e vi sarebbero rimasti per un totale di 12 minuti”. Gli aerei erano in viaggio dalla regione di Leningrado a quella di Kaliningrad, seguendo i corridoi aerei sul Golfo di Finlandia e sul Mar Baltico, frequentati dal traffico aereo tra queste due regioni russe e che aggirano i tre Paesi baltici. In particolare, il corridoio di libero passaggio internazionale tra Finlandia ed Estonia è lungo 370 km ma largo solo 11 km ed è teoricamente possibile che i Mig abbiano oltrepassato il limite meridionale estone di tale corridoio. In ogni caso, i Mig-31 viaggiano a una velocità di crociera di 2.500 km/h, ovvero 41 km/min, e in 12 minuti avrebbero percorso 491 km, superando la distanza prevista di circa 122 km. In sostanza, il territorio estone non è sufficientemente esteso da giustificare un'avanzata così lunga.

La parte estone non è riuscita a presentare alcuna prova di tale violazione, mentre il ministero della Difesa russo ha affermato che i jet erano impegnati in un “volo di linea... nel rigoroso rispetto delle normative internazionali sullo spazio aereo e non hanno violato i confini di altri Stati, come confermato da un monitoraggio obiettivo”. La questione avrebbe dovuto chiudersi lì, ma nooo! Valeva la pena far decollare i jet e convocare una conferenza NATO d'emergenza ai sensi del Capitolo 4 della Carta NATO per un evento insignificante, accidentale, o inventato? Solo se l'intento era quello di creare un gran clamore per nulla e una tempesta in un bicchiere d'acqua.

Trascurando i dettagli, tali provocazioni sono necessarie: la transizione dal defunto Green New Deal al nuovo Brown New Deal – ovvero il militarismo europeo – richiede un nemico. Non ci sono altri candidati: la Corea del Nord è troppo pericolosa; l'Iran lo stesso; la Cina ha già in pugno l'economia europea e la soffocherà se non inizierà a comportarsi bene. L'unico nemico sicuro è la Russia, ma anche questo è un problema: non è sufficientemente minacciosa. È quindi necessario inscenare provocazioni per mantenere vivo il mito dell'“aggressione russa” nella mente degli europei, nella speranza di convincerli, e in caso di fallimento, costringerli ad accettare elevati livelli di spesa per la difesa, proprio come hanno accettato elevati livelli di spesa per le energie “verdi” – a beneficio delle élite dominanti europee.

Tuttavia si scopre che le provocazioni poco convincenti non bastano certo a tenere in vita il mito dell'“aggressione russa”, figuriamoci a renderlo abbastanza avvincente da motivare schiere di veri credenti a mettersi in fila nei centri di reclutamento, desiderosi di morire combattendo contro gli aggressivi russi in stile ucraino. Sfortunatamente le provocazioni poco credibili non sono l'unica cosa che l'Occidente nel suo complesso ha da offrire: si stanno anche compiendo sforzi per costruire un'immagine convincente del nemico. Questi sforzi sono piuttosto estesi e complessi e sono in atto da secoli. Includono una fantasiosa riscrittura della storia che relega nell'oblio tutti gli episodi che non dipingono la Russia sotto una luce completamente negativa.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: https://www.francescosimoncelli.com/


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lunedì 23 luglio 2018

Infuriano i barbari nel cimitero europeo





di Dmitry Orlov


In tutto il mondo pochissime persone sono in grado di riassumere la reazione europea alla crisi dei migranti. Dalla parte dei migranti, abbiamo un'avida dimostrazione di barbarie, fanatismo e aggressività; dalla parte degli europei, abbiamo la paura di apparire... intolleranti. In una situazione fuori controllo in cui ci aspetteremmo che la gente protesti, blocchi le strade e voti in massa per i partiti nazionalisti, siamo invece sottoposti al ridicolo spettacolo di europei effeminati vestiti in abiti unisex che starnazzano: "No al terrorismo!", pascolando per le strade. La maggior parte delle persone in tutto il mondo considera questo uno spettacolo di nullità antropologica. "L'Europa è morta?" si chiedono ad alta voce.

A meno che non pensiate che la seguente impressione sia politicamente scorretta, o poco diplomatica, o in qualche modo marginale rispetto a quella mainstream, il ministro degli esteri russo, Sergei Lavrov, ha affermato che l'Unione Europea si sta "suicidando" lasciando entrare orde di persone dal Medio Oriente e dal Nord Africa.

Qui abbiamo un'ondata di persone che arrivano, la maggior parte delle quali sono giovani maschi adulti che evitano il servizio militare in patria, e pochi di loro sono qualificati per chiedere asilo. Molti di loro non sono qualificati per svolgere alcun tipo di lavoro all'interno dell'UE a causa della mancanza di alfabetizzazione, istruzione, o etica del lavoro. Molti di loro comunque non potrebbero essere formati, poiché provengono da popolazioni incentrate a sviluppare la resistenza fisica e la tolleranza alle malattie piuttosto che l'intelligenza.

Molti sono radicali islamici che si considerano veri e propri colonizzatori; molti altri non hanno remore a derubare gli europei e violentare le donne europee. Alcune migliaia di terroristi vengono inviati per attendere ordini. Per la maggior parte di loro andare nell'UE e bivaccare rappresenta una grande avventura, molto più eccitante che allevare bestiame o coltivare il miglio nei loro villaggi nativi.

Le ONG europee forniscono loro scialuppe gonfiabili e giubbotti salvagente e li mandano alla deriva al largo delle coste della Libia o dell'Adriatico. Le navi delle ONG europee li raccolgono e li consegnano ai porti in Italia, in Grecia, o in Spagna. E poi vanno in giro senza far niente, per mesi e mesi, mentre altri tipi di ONG li aiutano con i documenti e intasano i tribunali con cause legali a loro conto.

Sono certo che alcuni europei potrebbero offendersi, visto che presento un riepilogo così poco lusinghiero della situazione. Ma c'è uno standard molto più alto con cui misurare la situazione rispetto alla mera gentilezza: è vero? La verità è spesso crudele e dolorosa, eppure senza la verità (con cui comprendere le vere conseguenze delle nostre azioni) siamo tutti agnelli destinati al macello.

Il rifiuto di affrontare la verità, nascondendosi dietro un velo ipocrita e logoro di "gentilezza", è pura vigliaccheria. Infatti la vigliaccheria è ormai una caratteristica comune in Europa, nascondendosi dietro un altro velo logoro: la "sicurezza". Quando l'ISIS colpì l'aeroporto di Bruxelles, il re belga Philippe e la sua consorte reale furono rapidamente evacuati. Durante il Medioevo questo comportamento vigliacco sarebbe costato al monarca la sua corona, possibilmente insieme alla sua testa. Ma ora sembra che vada bene per una nazione codarda avere un re codardo.

È abbastanza difficile capire la logica alla base di tale codardia. Perché le élite europee sono così insistenti nel voler far ingoiare "la tolleranza" ai loro cittadini e sostituirli con barbari importati? Che cosa è successo allo spirito degli imperi assetati di sangue che hanno insaguinato l'intero pianeta per secoli, accumulando innumerevoli tesori?

Quello che credo sia accaduto è che gli europei si siano adagiati sugli allori. Sì, hanno vissuto alcune difficoltà durante le due guerre mondiali, ma non era niente in confronto a quello che molte altre nazioni hanno attraversato, in particolare la Russia e la Cina. Quando la vita è una lotta, l'esperienza è vivida, le gioie semplici sono profondamente sentite, le scelte intelligenti sono fondamentali per la sopravvivenza e gli atti di eroismo sono necessari ed apprezzati. Quando la vita è confortevole, le persone diventano sazie e difficili da soddisfare, i gusti diventano decadenti ed effeminati, le questioni di sicurezza vengono delegate agli specialisti, e gli atti spontanei di eroismo e coraggio individuale vengono trattati come sintomi di un disadattamento sociale.

Date abbastanza sicurezza e comfort, e diventeranno fini a sé stessi insieme agli standard con cui tutte le cose sono misurate. Coloro meno sicuri e meno confortevoli, verranno percepiti come meno di successo e di moda, e diventeranno meno popolari, in un gioco di infinita semplicità. A loro volta, coloro che devono ancora essere sedotti dalla sicurezza e dal conforto e sono disposti a combattere per principi superiori alla mera tolleranza e gentilezza, diventano incomprensibili; dopotutto, cos'altro esiste se non sicurezza e comfort? Ma questo è solo un preambolo alla prossima tappa, perché la sicurezza e il comfort non possono funzionare come assoluti.

La sicurezza non può essere garantita in tutti i luoghi e in ogni momento: gli incidenti accadono. Potreste essere presi a pugni in faccia da un ubriaco bellicoso, molestati da un migrante arrapato, morire in un attacco terroristico, o, più probabilmente, rompervi il collo cadendo dalla bicicletta. Dal momento che non siete più responsabili nel provvedere alla vostra sicurezza (questo ormai è diventato il lavoro di professionisti retribuiti), non potete incolpare voi stessi. Potete, ovviamente, dare la colpa ai professionisti retribuiti, ma stanno facendo del loro meglio... La vostra unica scelta è quella di essere una vittima. La vittima diventa un bene prezioso e un distintivo d'onore. Un'estrema attenzione e cure profuse per tutti i tipi di vittime, che sono incoraggiate ad organizzarsi ed a contrattare collettivamente, aiutano a garantire al resto della popolazione che la sicurezza totale è molto importante. Potete essere una vittima, ma non potete essere una vittima della vostra stessa stupidità.

A proposito di stupidità, la consapevolezza di essere stupidi non è confortevole, eppure tutti, anche gli stupidi, devono essere a loro agio in ogni momento. Dato che esattamente la metà delle persone ha un'intelligenza inferiore alla media, questo è piuttosto difficile da realizzare. Affermare che metà della popolazione è vittima della stupidità non risolve esattamente il problema: una tale sovrabbondanza di vittime indebolisce la promessa di un comfort universale. Né il problema viene affrontato imponendo un sistema di meritocrazia universale basato sui diritti individuali: l'intelligente farà meglio del non intelligente, causando a quest'ultimo notevole disagio.

La soluzione è di fare un passo indietro rispetto al principio della meritocrazia. Invece di garantire pari diritti individuali e opportunità basate su abilità e prestazioni, ci impegniamo per l'uguaglianza dei risultati: ognuno riceve un premio di partecipazione e un po' di denaro solo per essere stato obbediente ed educato, con la dimensione del premio e la somma di denaro accuratamente calibrate in base al proprio livello di vittimismo. Questo a volte viene indicato con la parola "equità". Poiché è difficile organizzare la distribuzione di "equità" a livello individuale, le persone vengono inserite in una miriade di gruppi e ogni gruppo viene valutato rispetto agli altri. Se siete una lesbica nera disabile, potete spuntare contemporaneamente tre caselle di vittimizzazione e ricevere lo stesso premio di un maschio eterosessuale bianco normodotato. Questa è ora stranamente definita giustizia "sociale", come se ce ne fosse mai stata una di un altro tipo.

Questo nuovo tipo di persona, che è nata prima in Europa e poi si è diffusa in tutto il mondo e oltre, sembra una forma degenerata di umanità: priva di grande passione e grandi obiettivi, priva di qualsiasi chiara fedeltà o preferenza etnica o sociale, fissata su conforto e sicurezza, e carente sia nella mascolinità che nella femminilità: una sorta di eunuco di civiltà imprigionato in un campo di concentramento LGBTQ a quattro stelle. Questi possono sembrare punti negativi importanti, ma questo tipo di persona è perlopiù innocua. Mezzo miliardo di persone ora vive, senza mettersi in pericolo l'un l'altra, su una piccola penisola che si protende dall'Eurasia occidentale che fino a poco tempo fa era teatro di un conflitto armato senza fine. Non distruggono artefatti materiali o culturali ma cercano di accumularli, investendo nel comfort e nel consumo. Su questo la maggior parte delle persone sarà d'accordo nel definirlo un progresso.

L'ultima grande sfida a questo modo di essere è stata presentata dall'integrazione dell'Europa dell'Est, dove le passioni nazionali sono ancora alte. Ma quel problema è stato risolto facilmente trovando un capro espiatorio (es. Serbia) che è stato additato per la sua mancanza di multiculturalismo e tolleranza, e bombardato fino alla sottomissione. Questo ha spaventato tutti gli altri nell'Europa orientale, ma ora la migrazione di massa ha presentato un problema su scala completamente diversa, portando la Polonia, l'Ungheria e ora anche l'Italia a ribellarsi contro l'assalto migratorio.

I nuovi arrivati ​​provengono prevalentemente da culture che sono l'opposto di una tollerante e gentile. Sono principalmente caratterizzati da crudeltà, settarismo e fanatismo religioso e politico. Vogliono vivere qui e ora, si compiacciono del lato più bestiale della natura umana e vedono l'Europa come un tesoro da saccheggiare. Le loro culture riportano ad un'era precedente della storia europea, quando enormi folle si radunavano nelle piazze per osservare la gente che veniva trascinata per le strade e squartata, o bruciata viva.

Gli europei conquistarono la loro stessa natura medievale, ma poi l'hanno reimportata. Il nuovo Uomo dell'Europa occidentale non è in grado di respingerla; né i suoi governi, i cui leader sono costretti a rispettare gli stessi codici culturali di tolleranza, correttezza politica e gentilezza obbligatoria. Ma l'Uomo dell'Europa orientale, solo temporaneamente spaventato dall'azione di quello tollerante ed evirato, non sosterrà più nulla di tutto ciò. La sua natura medievale è ancora abbastanza vicina alla superficie, mentre i loro vicini occidentali hanno collocato la loro nei musei e in varie altre trappole per turisti. Ciò è già evidente: c'è stato un recente vertice UE sull'immigrazione e gli europei dell'Est non si sono nemmeno preoccupati di presentarsi.

Osservando la situazione anche dall'estremo oriente, dalla Russia europea e dal resto della massa continentale eurasiatica, c'è un chiaro senso di tristezza nel guardare l'Europa morire. Una grande fetta della storia umana sta per essere calpestata e depredata. Avendo passato gli ultimi decenni a far risorgere la cristianità orientale dopo il danno causato dai barbari bolscevichi, osservano con sgomento le reliquie e le rovine della cristianità occidentale che stanno venendo sommerse da una nuova ondata barbarica. Gli abitanti dell'Europa occidentale potrebbero estinguersi, ma sono ancora preziosi come addetti ai musei e guide turistiche.

Che l'Europa si trasformerà in un museo era evidente a Dostoevskij 150 anni fa, quando scrisse questo (parlando attraverso il personaggio di Versilov):
Per un russo l'Europa è preziosa come la Russia; ogni pietra è affascinante e cara. L'Europa è tanto la nostra patria quanto la Russia... Oh, quanto sono preziose per noi russi queste vecchie pietre straniere, questi miracoli di un mondo antico e santo, questi frammenti di miracoli santi; sono più preziosi per noi che per gli europei stessi!

E poi ancora parlando come Ivan Karamazov, con una passione ancora più grande:
[...] Voglio viaggiare in Europa, e così farò. Certo, so che visiterò solo un cimitero. E allora? I cadaveri che vi si trovano sono preziosi; ogni lapide racconta la storia di una grande vita, di una fede appassionata per l'eroismo, per la propria verità, per la propria lotta. So già che cadrò a terra e bacerò queste pietre, e piangerò su di loro, anche se sono convinto con tutto il mio cuore che tutto questo è diventato molto tempo fa un cimitero, e non è altro.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: https://francescosimoncelli.blogspot.it/


martedì 20 marzo 2018

False flag per principianti





di Dmitry Orlov


La Gran Bretagna è praticamente impazzita per quanto riguarda il recente avvelenamento a Salisbury, in Inghilterra, dell'ex-colonnello dei servizi segreti russi, diventato poi spia britannica, Sergei Skripal e di sua figlia. Il primo ministro britannico, Theresa May, ha chiesto che la Russiadesse spiegazioni, sostenendo che erano stati avvelenati usando un agente nervino chiamato "Novichok" (parola russa che sta per "principianti"), un prodotto della ricerca sovietica sulle armi biologiche. Non è più un tale prodotto e la distruzione delle sue scorte è stata verificata anche da osservatori internazionali. Tuttavia la sua formula è di pubblico dominio e può essere sintetizzata in qualsiasi laboratorio chimico adeguatamente attrezzato, come il Porton Down in Gran Bretagna, che, per inciso, si trova a soli 18 minuti di auto da Salisbury.

La May non ha fornito alcuna prova a sostegno delle sue affermazioni sulla complicità russa nel tentato omicidio. Il ministero degli esteri russo ha chiesto che la Gran Bretagna metta nero su bianco tutte le prove disponibili per sostenere la sua accusa (ai sensi della convenzione sulle armi chimiche, la Gran Bretagna deve ottemperare entro 10 giorni), ma la Gran Bretagna ha rifiutato. Pertanto il ministro degli affari esteri, Sergei Lavrov, ha annunciato che la Russia non risponderà a tali accuse infondate.

Una chiave importante per individuare un false flag è che la "conoscenza" di chi è la colpa diventa prima che qualsiasi prova sia presentata. Ad esempio, nel caso dell'abbattimento del Malaysian Airlines MH-17 sull'Est Ucraina, tutti in Occidente erano convinti che la colpa fosse dei "separatisti filo-russi", prima ancora che potessero essere stabilite le dinamiche. Ancora non si capisce come avrebbero potuto farlo dato l'equipaggiamento che avevano a loro disposizione. In questo caso, la Russia è stata accusata quasi immediatamente, mentre il ministro degli affari esteri inglese, Boris Johnson, si è affrettato a dire che la Gran Bretagna non dovrebbe inviare la sua squadra alla Coppa del Mondo in Russia quest'estate, svelando il vero movente.

C'è qualcosa di nuovo e diverso dietro quest'ultima provocazione? Non proprio; sembra un replay dell'assassinio di Litvinenko nel novembre 2006. La scelta di un veleno esotico (Polonio 210), la mancanza di prove (gli inglesi hanno affermato che esistono prove circostanziali convincenti ma non ne hanno fornite) e il salto istantaneo alle conclusioni ("è stata la Russia!"), sono tutte cose già viste in altre salse. I russi si sono offerti di perseguire chiunque fosse responsabile, se solo gli inglesi avessero fornito loro le prove, ma non l'hanno fatto.

Dando agli inglesi il beneficio del dubbio, vediamo cosa avrebbe costretto i servizi segreti russi ad uccidere Skripal. In Russia è stato condannato per tradimento, poi graziato e rilasciato agli inglesi in uno scambio di prigionieri che comprendeva dieci spie russe che avevano lavorato negli Stati Uniti, tra cui la memorabile Anna Chapman. È una regola molto importante nello spionaggio quella che rende inattaccabili coloro che vengono rilasciati in uno scambio; se questa regola fosse violata, la malafede risultante renderebbe impossibile negoziare scambi futuri. Quindi se le autorità russe avessero ordinato di uccidere Skripal, ciò non solo sarebbe stato immorale e illegale, ma sarebbe stato assurdo, poiché ci sono casi in cui la raison d'état ovvia alla necessità di tali scrupoli. Peggio ancora, un simile comportamento sarebbe stato poco professionale.

Poi c'è la questione del tempismo. Le elezioni presidenziali della Russia si terranno tra pochi giorni, il 18 marzo. Questo sarebbe un momento particolarmente inopportuno per provocare uno scandalo internazionale. Quale possibile urgenza poteva esserci dietro l'uccisione di una ex-spia graziata che non possedeva più un'intelligence aggiornata, viveva tranquillamente in pensione, e in quel momento era impegnato a pranzare con sua figlia? Se il governo russo fosse coinvolto nell'avvelenamento, quale possibile ragione avrebbe potuto avere per non aspettare fino a dopo le elezioni?

L'assassinio di Skripal non è affatto un incidente isolato; ci sono stati diversi omicidi sospetti di russi di alto profilo nel Regno Unito per i quali non è stata fornita alcuna spiegazione adeguata. C'è un modello che si riepte: uno strano omicidio; l'immediato additamento della Russia come colpevole; e un tentativo di sfruttare l'incidente dal punto di vista politico. Sarebbe utile inserire questo ennesimo incidente in un contesto più ampio, ma ciò richiederebbe un articolo molto più lungo.

Siete giustificati se pensate che nulla di tutto ciò ha molto senso. Data la scarsità di prove, per dare un senso a questa storia siamo costretti a ricorrere un po' alla teoria della cospirazione. Tuttavia, se una teoria della cospirazione è ciò che serve per produrre la spiegazione più semplice, più elegante e più coerente, allora può essere considerata come prova circostanziale dell'esistenza di una cospirazione.

La mia spiegazione semplice e coerente è la seguente: sotto la direzione dei loro colleghi negli Stati Uniti, e seguendo il modus operandi precedentemente elaborato nel caso Litvinenko oltre un decennio fa, i servizi segreti britannici, in stretto coordinamento con il governo e la stampa britannici, hanno avvelenato Skripal e sua figlia usando un agente nervino ottenuto dalla base di ricerca militare britannica a Porton Down in modo da ottenere una scusa per compromettere le partite della Coppa del Mondo in Russia quest'estate e anche per creare uno scandalo immediatamente prima delle elezioni presidenziali russe.

Si tratta di una atto deplorevole, naturalmente, ma c'è un lato positivo in tutta questa storia per quanto riguarda la Russia: la Gran Bretagna (e, per associazione, gli Stati Uniti) affronteranno adesso molte più difficoltà a reclutare agenti doppiogiochisti all'interno del governo russo, dal momento che sapranno di essere vulnerabili anche se fuggiranno, o saranno graziati e usati in scambi. Chiaramente gli inglesi li considerano "usa e getta" e ritengono opportuno ucciderli in modi esotici, quindi sfruttare l'incidente per scopi politici.

Per quanto riguarda Skripal stesso... beh, questa è solo una storia molto triste: la reputazione rovinata, la vita rovinata, l'esilio, la moglie morta di cancro, il figlio morto per insufficienza epatica, e ora questo. Tutto per servire come monito per gli altri: non fidatevi degli angloamericani, perché sono subdoli e senza vergogna.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: https://francescosimoncelli.blogspot.it/