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giovedì 30 luglio 2026

Venti contrari e venti a favore: tenere d'occhio le condizioni meteorologiche dei mercati

Ricordo a tutti i lettori che su Amazon potete acquistare il mio nuovo libro, “La rivoluzione di Satoshi”: https://www.amazon.it/dp/B0FYH656JK 

La traduzione in italiano dell'opera scritta da Wendy McElroy esplora Bitcoin a 360°, un compendio della sua storia fino ad adesso e la direzione che molto probabilmente prenderà la sua evoluzione nel futuro prossimo. Si parte dalla teoria, soprattutto quella libertaria e Austriaca, e si sonda come essa interagisce con la realtà. Niente utopie, solo la logica esposizione di una tecnologia che si sviluppa insieme alle azioni degli esseri umani. Per questo motivo vengono inserite nell'analisi diversi punti di vista: sociologico, economico, giudiziario, filosofico, politico, psicologico e altri. Una visione e trattazione di Bitcoin come non l'avete mai vista finora, per un asset che non solo promette di rinnovare l'ambito monetario ma che, soprattutto, apre alla possibilità concreta di avere, per la prima volta nella storia umana, una società profondamente e completamente modificabile dal basso verso l'alto.

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di Michael Lebowitz

(Versione audio della traduzione disponibile qui: https://open.substack.com/pub/fsimoncelli/p/venti-contrari-e-venti-a-favore-tenere)

Un marinaio che si fissa sul barometro raramente lascerà il porto; un marinaio che non lo controlla mai finirà per essere colto da una tempesta. Per la maggior parte degli investitori è facile cadere in una di queste due trappole: o si allarmano per l'arrivo dei venti contrari e si mettono al riparo, oppure ignorano ogni avvertimento perché la spesa in intelligenza artificiale sta spingendo il mercato al rialzo.

Questo articolo analizza diverse forze contrarie del mercato che meritano attenzione, nonché un vento favorevole che potrebbe essere sufficientemente forte da mantenere la rotta. Comprendere più a fondo le forze contrarie e favorevoli vi aiuterà a monitorare meglio il barometro del mercato, consentendovi di valutare e adeguare i livelli di rischio con maggiore consapevolezza in futuro.


Previsioni di tempesta

Le previsioni di mercato hanno più in comune con le previsioni degli uragani di quanto la maggior parte degli investitori si renda conto. L'obiettivo nella gestione di un portafoglio di investimenti non è prevedere un singolo risultato, ma comprendere il contesto in modo sufficientemente approfondito da poter stabilire una gamma di possibili scenari.

Quando si sta formando un uragano, i meteorologi non disegnano sulla mappa una singola traiettoria prevista; tracciano un “cono di incertezza” che contiene decine di possibili percorsi. Col tempo, man mano che si raccolgono più informazioni, il cono si restringe.

Alcune tempeste causano danni ingenti, mentre altre si rivelano molto più deboli del previsto. Altre tempeste, considerate minacciose prima, non raggiungono mai la terraferma poi e si dissolvono nell'oceano. Il percorso che si compie dipende da molte variabili che si sovrappongono. Come i mercati finanziari, si tratta di un processo dinamico impossibile da prevedere con certezza.

Gli investitori si trovano di fronte allo stesso compito dei meteorologi: dobbiamo valutare le numerose forze che agiscono simultaneamente sui mercati e considerare una serie di altri fattori che potrebbero, o meno, esercitare pressione sui mercati in futuro. Un'analisi efficiente ci fornisce una gamma di possibili risultati, anziché basarci su un'unica previsione.

Con l'emergere di numerose difficoltà, il compito degli investitori in questo momento è quello di monitorare attentamente il contesto ed essere pronti a regolare le vele se necessario.


I venti contrari da tenere d'occhio

Liquidità globale

La liquidità è la linfa vitale dei mercati. A tal proposito, Stanley Druckenmiller affermò una volta: “È la liquidità che muove i mercati”.

Con il recente aumento dell'utilizzo di derivati, opzioni, prestiti a margine e altre forme di leva finanziaria, le variazioni nelle condizioni di liquidità sono più importanti che mai nel plasmare le aspettative del mercato.

L'indice di liquidità mondiale di Michael Howell utilizza fattori quali i bilanci delle banche centrali, i prestiti bancari transfrontalieri, il sistema bancario ombra, i mercati repo e la disponibilità di garanzie per valutare come è probabile che la liquidità cambi. In un recente articolo in cui approfondiamo il suo lavoro e la sua attuale visione, abbiamo affermato:

Il ciclo economico è ora in fase discendente fino al 2027. Howell prevede che entro il 2027 si registreranno $40.000 miliardi di rifinanziamenti del debito globale, con un aumento di $4.000 miliardi rispetto all'anno precedente. Questa domanda di prestiti si verifica in un contesto di contrazione della liquidità, creando uno squilibrio tra la domanda di rifinanziamento e le condizioni finanziarie più restrittive.

Il grafico qui sotto mette a confronto l'indice di liquidità mondiale di Howell con un'onda sinusoidale a 65 mesi, che si è dimostrata un buon indicatore dei picchi e dei minimi di liquidità. L'indice di Howell e l'onda sinusoidale mostrano che il ciclo di liquidità ha raggiunto il picco a metà del 2025 ed è in fase di declino da allora, con il prossimo minimo previsto non prima del 2027. Storicamente, la fase discendente di questo ciclo ha favorito la liquidità, i titoli di Stato a lunga scadenza e l'oro rispetto agli asset rischiosi, proprio perché una riduzione della liquidità mondiale rende i mercati più dipendenti dai flussi di cassa e meno inclini agli eccessi speculativi.

Emissioni del Dipartimento del Tesoro

Analogamente, il deficit federale continua a richiedere liquidità per finanziare la rapida crescita dell'emissione di titoli di Stato. Tale offerta di debito deve essere assorbita da qualcuno. Un'emissione netta di debito più elevata entra in competizione con la domanda di tutti gli altri investimenti. Dal lato della domanda, in assenza di quantitative easing e con le banche nazionali vincolate dalla regolamentazione, la capacità di assorbire la nuova offerta è inferiore rispetto agli anni passati.

Bisogna però tenere presente che, se venisse varato un pacchetto di stimoli economici o addirittura aumentato la spesa pubblica per sostenere i Repubblicani nelle elezioni di medio termine, questo ostacolo potrebbe trasformarsi in un vantaggio.

Politica restrittiva della FED

Anche con l'ultimo ciclo di tagli, i tassi di interesse reali, come mostrato di seguito, rimangono al di sopra dei livelli che la maggior parte degli economisti considererebbe neutrali. Una politica così restrittiva produce effetti con un certo ritardo, e l'economia finora li ha assorbiti bene. Ciò non significa che siano del tutto scomparsi.

Inoltre il tono restrittivo della FED e la possibilità di aumenti dei tassi potrebbero rendere le condizioni finanziarie ancora più difficili.

La curva dei rendimenti e rotazioni azionarie volatili

Di recente abbiamo pubblicato un articolo intitolato, L'appiattimento delle curve dei rendimenti e le rotazioni sono presagi ingannevoli?, per aiutare i lettori a distinguere tra il monitoraggio delle condizioni finanziarie e l'individuazione dei picchi dei mercato.

L'articolo spiegava perché un appiattimento ribassista della curva dei rendimenti e l'instabilità nella leadership tra titoli growth e value, come stiamo osservando ora, sono entrambi sintomi di una revisione al ribasso delle aspettative di crescita e del tasso di sconto. La lezione che si può trarre da questo articolo è che questi segnali descrivono un contesto in evoluzione, ma non indicano quando o se si verificherà una recessione dei mercati o dell'economia.

Le ultime due frasi dell'articolo riassumono bene questo ostacolo:

I segnali suggeriscono che il passo potrebbe cambiare e dovremmo essere preparati a questa eventualità. Tuttavia, finché ciò non diventerà più evidente, dobbiamo sfruttare le opportunità offerte dal mercato.

VIX basso – Elevata correlazione implicita

Nel nostro commento quotidiano del 9 luglio 2026, evidenziavamo un'ampia e insolita divergenza tra il basso indice di volatilità (VIX) dell'indice S&P 500 e la mancanza di correlazione tra i singoli titoli che lo compongono.

Come spieghiamo di seguito, questa situazione rappresenta un potenziale ostacolo, ma per ora è bene tenerne conto.

Il basso valore del VIX (primo grafico) lascia presagire un futuro tranquillo, mentre una correlazione implicita ai minimi storici (secondo grafico) suggerisce che il mercato potrebbe essere a rischio. Goldman Sachs si sta coprendo dal rischio di una correzione, ovvero di un picco della correlazione implicita. Spesso, quando la correlazione implicita aumenta bruscamente da minimi estremi, come è accaduto nell'agosto 2024 durante la chiusura delle posizioni carry trade sullo yen, le divergenze che mantenevano l'indice calmierato scompaiono. I titoli ricominciano a muoversi insieme e, nella maggior parte dei casi, scendono. Questa situazione non è un segnale di allarme per un imminente crollo del mercato, ma suggerisce che la consapevolezza del rischio è fondamentale.

Elezioni di medio termine

I mercati tendono a non gradire l'incertezza. Di conseguenza i mesi che precedono le elezioni di medio termine sono spesso caratterizzate da volatilità. Quest'anno la possibilità che i Democratici riconquistino la Camera dei Rappresentanti e, meno probabilmente, anche il Senato, comporta rischi maggiori rispetto al caso in cui i Repubblicani mantengano il controllo di entrambe le camere.

Prevediamo che verso la fine dell'estate e l'inizio dell'autunno, aumenterà l'incertezza sui mercati riguardo all'esito delle elezioni e alle sue possibili ripercussioni sulle politiche e, in ultima analisi, sui mercati stessi. Di conseguenza questo rappresenterà probabilmente un fattore negativo per il mercato azionario, destinato ad intensificarsi con il progredire dell'anno.

Consumatori in difficoltà

Dopo due mesi di forte crescita, il credito al consumo, principalmente tramite carte di credito, si è contratto per la prima volta in quasi due anni. Il tasso di risparmio personale si attesta al 3,0%, vicino al livello più basso sin dal 1960. Entrambi i dati indicano che la crescita salariale dei consumatori non tiene più il passo con l'inflazione, costringendoli a ridurre i prestiti e/o ad attingere ai risparmi e a gestire i propri budget in modo più rigoroso.

Si tratta di un ostacolo concreto, che non scomparirà presto, ma non rappresenta l'intera situazione dei consumatori. La disoccupazione rimane bassa e le difficoltà sembrano concentrate tra le persone a basso reddito e parte della classe media. Molti indicatori di spesa tra le famiglie ad alto reddito mostrano una continua solidità, e questa fascia di popolazione rappresenta una quota sproporzionata dei consumi totali. Secondo Yahoo Finance:

Un nuovo rapporto di Moody's Analytics mostra che il 10% della popolazione con i redditi più alti rappresenta ormai quasi la metà della spesa totale dei consumatori statunitensi, un massimo storico che dimostra quanto la crescita economica sia diventata dipendente dalle famiglie benestanti.

La difficoltà economica delle classi meno abbienti è un problema per i rivenditori e gli istituti di credito che si rivolgono a questo segmento di mercato, ma meno per il mercato in generale, dove la spesa è sempre più legata a chi ha ancora margine di guadagno.

Si tratta di un fattore negativo da tenere sotto stretta osservazione qualora il tasso di disoccupazione dovesse iniziare ad aumentare e le difficoltà finanziarie si estendessero anche ai redditi più elevati.


Venti sfavorevoli che potrebbero trasformarsi in venti favorevoli

Debito a margine

I livelli record di debito a margine hanno incrementato la domanda di azioni, fornendo un forte impulso al mercato. Come abbiamo scritto nel pezzo, Rischio del debito a margine:

Il debito a margine ha appena raggiunto un nuovo record. Nel maggio 2026 gli investitori dovevano ai loro broker un totale di $1.420 miliardi, il dato più alto della storia e un aumento del 53,7% rispetto all'anno precedente.

Sebbene l'indebitamento a margine record, e in crescita, rappresenti un potente fattore di crescita, si tratta di un vento che può invertire improvvisamente la direzione. Come riportato nell'articolo: “La leva finanziaria raggiunge il picco in prossimità dei massimi, poi ritorna bruscamente alla media perché la fase di chiusura forza la vendita”.

Oltre a monitorare il debito a margine, è importante prestare attenzione ai titoli più favoriti. Attualmente i titoli del settore dei semiconduttori sono sostenuti da una quota sproporzionata di debito a margine. Se dovessero iniziare a vacillare mentre i mercati in generale reggono, questo potrebbe essere un segnale di un'imminente inversione di tendenza nell'utilizzo del debito a margine. Inoltre qualsiasi indicazione di problemi di liquidità nei mercati monetari potrebbe a sua volta comportare una diminuzione del debito a margine.

Il carry trade sullo yen

Il carry trade sullo yen è una fonte di leva che spinge il mercato al rialzo. Come abbiamo scritto in un recente commento:

Il carry trade prospera con uno yen debole, come quello odierno. Nonostante l'aumento dei costi di finanziamento in Giappone, lo yen si è deprezzato significativamente rispetto al dollaro, compensando ampiamente i maggiori costi degli interessi per il carry trade. Un indebolimento dello yen significa che l'operazione rimane redditizia e la leva finanziaria che il carry trade offre ai mercati continua ad aumentare.

Il rischio odierno per gli investitori statunitensi è che rendimenti giapponesi più elevati e uno yen più forte possano provocare un'inversione rapida e disordinata del carry trade. Bisogna tenere presente che più lo yen si deprezza, più il carry trade cresce e maggiore sarà lo smobilizzo quando la Banca del Giappone infine interverrà.

Il vento in poppa: investimenti nell'intelligenza artificiale

A contrastare ogni ostacolo di cui abbiamo parlato, e molti altri, c'è un unico contrappeso di dimensioni straordinarie: il boom degli investimenti legati alle infrastrutture per l'intelligenza artificiale.

I quattro maggiori colossi del settore hyperscale (Amazon, Microsoft, Alphabet e Meta) prevedono di investire complessivamente circa $725 miliardi in spese in conto capitale nel 2026, con un aumento di circa il 75% rispetto all'anno precedente. Goldman Sachs ha rivisto al rialzo la sua stima cumulativa di spese in conto capitale per queste quattro società dal 2025 al 2030, portandola a $5.300 miliardi, rispetto ai $4.500 miliardi stimati prima della pubblicazione dei risultati del primo trimestre.

Questa spesa si riflette direttamente sugli utili aziendali, sull'occupazione nei settori delle costruzioni e dei semiconduttori e sulla domanda di qualsiasi cosa, dalle GPU ai trasformatori fino alle turbine. La spesa, inoltre, si autoalimenta nel breve termine. Ad esempio, gli ordini in sospeso relativi al cloud presso le aziende sono in aumento, offrendo al management la prevedibilità dei ricavi necessaria a giustificare un incremento della spesa. Sebbene vi sia un notevole scetticismo sulla durata di questo ciclo di spesa, i risultati ottenuti finora suggeriscono il contrario.

Questo è il vento favorevole che sta trainando l'economia e il mercato. È stato sufficientemente forte e costante da assorbire le preoccupazioni relative ai venti contrari. La domanda da porsi non è se questo vento favorevole sia reale, ma fino a che punto potrà spingere i mercati prima che i venti contrari inizino a prevalere sulla spesa continua.


In sintesi: approfittarne o ammainare le vele?

In termini meteorologici, il cono di incertezza è ampio. Tuttavia, anche se i venti contrari sono numerosi e la gamma di possibili risultati è vasta, gli investitori non devono necessariamente ammainare le vele e chiudere i portelli.

L'approccio più produttivo consiste nel continuare a sfruttare i venti favorevoli finché soffiano, monitorando attentamente gli indicatori di mercato e rimanendo pronti a un eventuale cambio di rotta. Ciò significa partecipare ai settori del mercato più direttamente legati al ciclo di spesa in IA finché questo trade rimane intatto, prestando al contempo attenzione alla qualità del bilancio, mantenendo la disciplina nelle valutazioni, monitorando attentamente le condizioni tecniche e diversificando in altri settori meno colpiti dal boom della spesa in IA. 


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: https://www.francescosimoncelli.com/


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martedì 7 luglio 2026

Tsunami del debito: l'eredità di Alan Greenspan

La proposta di Judy Shelton sui Treasury Trust Bond incarna una classe speciale di debito pubblico pensata per ricollegare il dollaro all'oro pur tuttavia senza riportare formalmente gli Stati Uniti al classico gold standard. Il suo obiettivo dichiarato era quello di reintrodurre la disciplina di mercato nel sistema monetario, preservando al contempo un ruolo formale per il governo statunitense. La struttura è semplice, ma le implicazioni sono significative. Il Dipartimento del Tesoro emetterebbe un'obbligazione che non paga interessi periodici. L'investitore, invece, acquista lo strumento a sconto e riceve un pagamento predefinito alla scadenza. La caratteristica distintiva è l'opzione di riscatto: alla scadenza il detentore potrebbe scegliere tra il valore nominale in dollari o una quantità predefinita di oro. Questa scelta trasforma l'obbligazione in un referendum sul potere d'acquisto a lungo termine del dollaro. La Shelton ha presentato l'idea in una forma più simbolica: un titolo del Tesoro convertibile in oro con scadenza a 50 anni, emesso il 4 luglio 2026, in occasione del 250° anniversario della Dichiarazione d'Indipendenza, e con scadenza il 4 luglio 2076, in occasione del 300° anniversario. Ha anche fatto riferimento alle 261 milioni di once d'oro statunitensi, ancora registrate nei libri contabili a $42 l'oncia, mentre il valore di mercato è di gran lunga superiore. Secondo la sua impostazione l'oro non dovrebbe essere venduto, dovrebbe essere mobilitato come garanzia e strumento di credibilità. Questa distinzione è importante: la proposta non è quella di liquidare Fort Knox per finanziare il deficit, si tratta di utilizzare le riserve auree statunitensi come meccanismo di garanzia per uno specifico strumento. Un Treasury Trust Bond creerebbe un prezzo di mercato per la fiducia nel dollaro. Se gli investitori preferiscono i normali titoli del Tesoro, il segnale è che si fidano del dollaro, della FED e della politica fiscale; se invece preferiscono i titoli del Tesoro convertibili in oro, il segnale è diverso: il mercato desidera protezione contro il deprezzamento del dollaro, lo slittamento della politica fiscale o la discrezionalità monetaria. La FED continua ad esistere, ma il mercato riceve uno strumento in grado di misurare, in tempo reale, se gli investitori a lungo termine preferiscono il rimborso in valuta fiat o il rimborso indicizzato all'oro. L'implicazione sul dollaro è quindi sottile. Un Treasury Trust Bond non è anti-dollaro, è un tentativo di renderlo più credibile costringendolo a competere con l'oro all'interno della curva dei rendimenti dei titoli del Tesoro. Gli Stati Uniti non abbandonerebbero il dollaro, bensì affermerebbero piuttosto che è sufficientemente forte da poter essere misurato rispetto all'oro. Per il metallo giallo l'implicazione è ancora più diretta: passerebbe da riserva passiva a garanzia monetaria attiva. Questo rappresenterebbe un importante cambiamento psicologico: l'oro non sarebbe più una copertura contro l'inflazione e una riserva della banca centrale, diventerebbe un punto di riferimento per la disciplina del credito sovrano. L'inversione di tendenza definitiva dall'eredità Greenspan. Questa, infatti, è la vera innovazione: una tale obbligazione non si limiterebbe a raccogliere fondi, ma rappresenterebbe un termometro della fiducia.

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di Jeffrey Tucker

(Versione audio della traduzione disponibile qui: https://open.substack.com/pub/fsimoncelli/p/tsunami-del-debito-leredita-di-alan)

Alan Greenspan, presidente della Federal Reserve dal 1987 al 2006, incarna una sorprendente svolta ideologica, passando da sostenitore del gold standard ad architetto del moderno sistema finanziario espansivo, alimentato dal debito. È scomparso all'età di 100 anni e questo rappresenta un buon momento per valutare la sua eredità e spiegarne l'importanza.

Negli anni Sessanta, da giovane economista influenzato da Ayn Rand e dall'Oggettivismo, Greenspan sostenne con forza il sistema aureo. Nel suo saggio del 1966, “Oro e libertà economica”, sostenne che la moneta coperta dall'oro fosse essenziale per il capitalismo. Essa impediva agli stati di inflazionare la valuta per finanziare lo Stato sociale o i deficit, prevenendo l'erosione dei risparmi e i cicli di boom & bust causati dalla manipolazione della moneta fiat. Considerava le banche centrali e la moneta scoperta come strumenti per la confisca occulta della ricchezza attraverso l'inflazione.

Fu proprio quel saggio a fargli guadagnare l'affetto di Ayn Rand. Divenne un membro stimato della sua cerchia ristretta in un periodo in cui tali circoli influenti dominavano la scena di Manhattan. Si guadagnò la sua fiducia mentre la sua società di consulenza acquisiva sempre maggiore influenza. I suoi clienti erano tra i più importanti di Wall Street. La sua vicinanza alla Rand e alla sua cerchia contribuì alla percezione, diffusa all'epoca, che le idee della stessa Rand fossero in ascesa, come dimostrava la costante crescita delle vendite dei suoi libri.

Una volta al potere, però, Greenspan operò all'interno del sistema che un tempo aveva criticato. Divenne noto per la sua politica monetaria discrezionale e flessibile, che privilegiava la stabilità e la crescita economica a breve termine rispetto a regole rigide.

Tra gli elementi chiave figurava la “Greenspan Put”.

I mercati si sono abituati ad aspettarsi che la FED riducesse i tassi di interesse e iniettasse liquidità durante le crisi per attutire il calo dei prezzi degli asset. Questo processo è iniziato con il crollo del mercato azionario del 1987 (Lunedì Nero), durante il quale Greenspan confermò la disponibilità della FED a fornire liquidità.

Questo fu l'inizio di quello che in seguito divenne noto come Quantitative Easing, o allentamento monetario quantitativo, come metodo per affrontare le turbolenze dei mercati. Rappresentò un ripudio totale delle linee di politica di Paul Volcker dal 1979 al 1982, l'ultima volta in cui questo Paese permise a una recessione economica di seguire il suo corso naturale anziché ricorrere a metodi artificiali di stimolo della domanda. Fu una prova della teoria della Scuola Austriaca, secondo la quale le recessioni servono a eliminare gli investimenti sbagliati e a preparare il terreno per una nuova prosperità.

Il test contribuì a creare le condizioni per il boom degli anni '80. Eppure, allo stesso tempo, abbiamo assistito a misure di deregolamentazione finanziaria e bancaria che avrebbero favorito nuove forme di finanziamento creditizio, offuscando le vecchie distinzioni tra risparmi e depositi a vista. Fu proprio questo cambiamento a modificare radicalmente il funzionamento del capitalismo.

Con una moneta solida e un libero mercato, il tasso di interesse rifletteva il tasso di risparmio. Gli investitori prendevano in prestito solo ciò che avevano a disposizione, mentre i risparmiatori venivano premiati per la loro parsimonia con alti tassi di interesse. Il tasso di rendimento del capitale finanziario tendeva a un equilibrio identico ai livelli di produzione industriale. Ciò significa che era sempre più conveniente risparmiare che assumersi rischi, a meno che non si avesse intenzione di intraprendere attività speculative imprenditoriali. Questo era l'equilibrio: risparmiare, investire, crescere.

Gli sforzi di Greenspan ribaltarono completamente la situazione. La Federal Reserve intraprese un nuovo esperimento che avrebbe premiato il debito più del risparmio attraverso un semplice stratagemma: abbassò i tassi d'interesse al punto che risparmiare rendesse meno che investire in azioni, in modo che chiunque potesse indebitarsi e investire, guadagnando di più sui mercati finanziari. Iniziò così quella che viene chiamata finanziarizzazione. Rovesciò i meccanismi tradizionali del capitalismo, introducendo un nuovo sistema di calcolo che smise di premiare il risparmio e iniziò a premiare la leva finanziaria al di sopra di ogni altra cosa.

Un risultato davvero notevole per un uomo che decenni prima aveva condannato proprio questo sistema!

Questa strategia fu riproposta in risposta alla crisi LTCM del 1998, al crollo delle dot-com (2000-2001) e al periodo successivo all'11 settembre. Gli investitori hanno incorporato nei prezzi questa protezione implicita contro i ribassi, come un'opzione put, incoraggiando una maggiore assunzione di rischi, l'utilizzo della leva finanziaria, il servizio del debito e una speculazione sfrenata.

Dopo lo scoppio della bolla delle dot-com e l'11 settembre, la Federal Reserve sotto la guida di Greenspan ridusse il tasso di riferimento a un minimo storico di circa l'1% tra il 2003 e il 2004, mantenendolo a quel livello. Ciò creò credito a bassissimo costo, alimentando i prestiti, la leva finanziaria e l'aumento dei prezzi degli asset (soprattutto degli immobili). Questo alimentò direttamente la bolla immobiliare di metà anni 2000, rendendo i mutui straordinariamente accessibili e incoraggiando i prestiti subprime.

Il risultato fu un azzardo morale e una cultura sfrenata di assunzione di rischi a scapito della prudenza finanziaria. La combinazione di salvataggi per i mercati (non necessariamente per le singole imprese) e tassi bassi alimentò la convinzione che la FED avrebbe sempre “ripulito” il mercato dopo le bolle speculative.

Ciò ha ridotto i rischi percepiti della speculazione, portando a una maggiore leva finanziaria, a mutui esotici e a una più ampia era di “finanziamento tramite debito” in cui l'espansione del credito ha superato la crescita produttiva. Lo stesso Greenspan parlò di “esuberanza irrazionale” nel 1996, ma non agì in modo decisivo per far scoppiare le bolle.

Il mandato di Greenspan ha coinciso con (e ha contribuito a favorire) un cambiamento strutturale verso livelli più elevati di debito pubblico-privato, la finanziarizzazione dell'economia e ripetute bolle speculative. La bolla immobiliare e la crisi del 2008 ne sono gli esempi più lampanti: la politica monetaria accomodante del periodo post-dot-com ha contribuito all'eccessivo indebitamento di famiglie e banche. Sebbene abbia difeso le sue azioni (sostenendo che le bolle sono difficili da individuare in tempo reale e che i bassi tassi di interesse non sono stati l'unica causa dei problemi del mercato immobiliare), le sue linee di politica hanno mascherato i crescenti rischi sistemici e hanno indirizzato gli Stati Uniti verso il disastro.

Negli anni successivi Greenspan espresse un giudizio favorevole sull'oro (ad esempio, definendolo la principale valuta mondiale e ammettendo, in conversazioni con Ron Paul, che la FED aveva cercato di imitare i segnali del gold standard). Riconobbe l'incompatibilità dello Stato sociale con la moneta forte, ma operò pragmaticamente all'interno del sistema.

Belle parole, ma guardate come si è comportato. I successori di Greenspan alla FED non hanno fatto altro che intensificare la sua apostasia, soprattutto Ben Bernanke, che è andato anche oltre, abbassando i tassi a zero e proteggendosi dalle conseguenze inflazionistiche riempiendo i caveau delle banche con denaro fasullo. Tutto questo ha creato innumerevoli istituzioni zombi, mentre la FED continuava a detenere nei propri bilanci questi asset fittizi e sopravvalutati.

Bernanke è stato succeduto da Janet Yellen, la quale ha cercato di attenuare i timori di inflazione all'inizio del 2021, poco prima che la svalutazione riducesse di un terzo il potere d'acquisto del dollaro. Non si tratta di un bilancio esemplare, per il quale Greenspan ha fatto da apripista.

Il giovane Greenspan vedeva l'oro come un freno agli eccessi dello stato e delle banche. Il Greenspan più anziano, esercitando un potere immenso alla FED, lo usò per appianare i cicli economici, con successo per un certo periodo (bassa inflazione, crescita stabile negli anni '90), ma al costo di costruire un'architettura finanziaria più fragile e dipendente dal debito.

Questa mentalità dell'“era Greenspan”, caratterizzata da politiche monetarie interventiste, ha influenzato i successori come Bernanke e continua a plasmare l'attuale contesto di elevato debito pubblico e bassi tassi di interesse (fino a poco tempo fa almeno), nonché le aspettative di interventi di salvataggio da parte della FED. Ha segnato un allontanamento decisivo dai principi di una moneta solida a favore di cicli di credito gestiti tramite la manipolazione della valuta fiat.

Stiamo ancora pagando un prezzo altissimo per questa cattiva gestione. Greenspan è la perfetta incarnazione del principio secondo cui le parole e i fatti devono coincidere, altrimenti si rischia di diventare uno strumento di ipocrisia e di una catastrofe che spazza via ogni convinzione intellettuale un tempo abbracciata.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: https://www.francescosimoncelli.com/


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giovedì 23 aprile 2026

La banca ha bloccato il “mio” conto: l'accesso autorizzato è ancora valido?

Molti bitcoiner prendono sottogamba, o ignorano del tutto, le evoluzioni nel mondo della finanza americana. E sbagliano. Questa nuova progressione nell'offerta di ETF legati a Bitcoin è di una importanza centrale. Dopo JP Morgan che ha benedetto BTC come asset al portatore digitale e FannieMae/Freddie Mac che permettono di apporlo come garanzia collaterale nei prestiti immobiliari, l'entrata in scena anche di Goldman Sachs sancisce definitivamente la volontà dei cosiddetti NY Boys di usare Bitcoin come equity da aggiungere alla famosa piramide rovesciata del rischio coniata a suo tempo da John Exter. In questo modo si amplia la capacità degli Stati Uniti di aggiungere valore a ogni strato in salita della piramide, puntellando meglio quegli asset che hanno bisogno di sottostante per essere credibili (es. titoli del Tesoro americani, derivati, ecc.). Poi con la divisione del dollaro a circolazione interna ed esterna, unita all'indipendenza finanziaria dichiarata col SOFR, il contingentamento del contagio sistemico diventa una realtà e gli asset emessi da realtà americane ottengono credibilità internazionale. Questa lettura viene confermata dai capitali in entrata negli Stati Uniti. In questo senso possiamo affermare che la separazione tra l'economia finanziaria degli Stati Uniti, basata sull'offerta fisica dei beni, e l'economia finanziaria inglese, basata invece sull'offerta sintetica degli stessi beni, rappresenta la differenza sostanziale sul perché la prima subirà una correzione lieve degli errori economici del passato, mentre la seconda subirà la correzione più pesante. Se ci pensate, questo è anche il motivo per cui, nonostante tutte le chiacchiere sulla stampa riguardo la presunta insostenibilità dei prodotti di Strategy, il suo modello di business ha resistito al recente ritracciamento del prezzo di Bitcoin e incarnerà l'alba di un nuovo modo di intendere il mondo finanziario una volta conclusasi l'attuale fase di transizione.

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di Joakim Book

(Versione audio della traduzione disponibile qui: https://open.substack.com/pub/fsimoncelli/p/la-banca-ha-bloccato-il-mio-conto)

So che sembro un matto.

Lo vedo negli occhi del mio nonno ottantenne che trova assurdo quello che gli avevo detto. In fondo, i soldi in un conto corrente a mio nome sono miei, no? Un saldo positivo su quel conto può sempre essere usato per comprare panini, fare benzina, o pagare l'affitto? La banca lavora per me, giusto? È suo dovere agevolare le mie spese.

No, ho provato a convincerlo; i depositi bancari non sono vostri, né in pratica né giuridicamente. Le banche possono bloccare il vostro conto e interrompere i pagamenti in qualsiasi momento, per qualsiasi motivo. Pertanto i depositi bancari non superano nemmeno la più elementare prova per essere classificati come “denaro”, eppure tutti li considerano sinonimo del mezzo monetario più libero e semplice che abbiano mai visto. Funziona sempre, no?

Pochi giorni dopo, Revolut, l'istituto fintech europeo che ha rivoluzionato il mondo della finanza e dei servizi bancari, ha bloccato il mio conto. Il punto di accesso ai miei fondi, che utilizzavo quotidianamente da probabilmente un decennio, ha semplicemente smesso di funzionare.

Revolut mi spiava forse nel salotto di mio nonno, in attesa del momento più ironico per ostentare questo suo potere divino?


Quando i vostri soldi non sono vostri

Non pensate mai che possa succedere a voi, o che possa succedere del tutto. Dovrei saperlo meglio di molti altri. Per anni ho scritto e parlato della natura della nostra moderna moneta fiat. Eppure sto imparando a mie spese come funzionano davvero le banche moderne. Il denaro in un conto corrente non vi appartiene, né è denaro in sé (un bene al portatore neutrale sotto il vostro esclusivo controllo). Sappiamo che la moneta fiat fallisce come sistema monetario, perché le sue conseguenze inflazionistiche ridistributive e il suo terribile impatto sui prezzi degli asset ne garantiscono la perdita di valore nel tempo. Ma ciò che è davvero assurdo è come il sistema bancario, eccessivamente regolamentato, fallisca doppiamente, annullando la nostra capacità di pagare quando meno ce lo aspettiamo.


“Che cosa hai fatto?”

È la domanda più ovvia, ma anche la più sbagliata! Le banche, penalizzate da regolamenti inapplicabili, non hanno bisogno di una giustificazione valida per bloccare i vostri fondi. Chiedere il perché presuppone che le banche blocchino i conti o interrompano i pagamenti solo in presenza di una giusta causa. Inoltre non si conoscono mai i motivi specifici per cui gli istituti finanziari bloccano l'accesso a qualcuno: si possono solo fare delle ipotesi.

Nel mio caso ho ricevuto un pagamento per i servizi resi, come mi è capitato centinaia di volte. Ma un cliente – o la sua banca – ha misteriosamente tentato di recuperare i fondi. Le lamentele ricevute da Revolut per conto di quest'altra banca – la tedesca Allianz, tramite Apple Pay – hanno portato al blocco del mio conto e all'avvio di un'indagine. La data di conclusione era fissata a sette giorni dopo. Quando ho presentato i documenti e la solita serie di dati identificativi, accompagnati da parole di disappunto ben scelte, la data è improvvisamente slittata di altri tre giorni.


Come la “protezione” normativa è diventata la nuova fragilità

Ad aggravare ulteriormente la situazione, si aggiunge la consapevolezza che le normative antiriciclaggio e gli sforzi per la prevenzione delle frodi, che giustificano i poteri delle banche e interventi come questo, sono quasi del tutto inefficaci. La conformità alle normative antiriciclaggio costa alle banche decine di miliardi ogni anno. Eppure il loro bilancio in termini di “protezione” dei clienti e prevenzione di frodi finanziarie è praticamente nullo.

Gli esperti stimano che i proventi illeciti censurati grazie alla sorveglianza benevola delle banche sui propri clienti ammontino a una frazione dei flussi di denaro sporco – a un costo, sia finanziario che in termini di disagi, ben superiore al suo valore.

Con uno stato sovradimensionato e regolamenti che crescono più velocemente di quanto chiunque possa leggerli, ci siamo abituati alla triade oscura di banche, sorveglianza digitale e poteri governativi antiriciclaggio. Il fondatore di Bitcoin, Satoshi Nakamoto, ha scritto:

Dobbiamo fidarci delle banche per la custodia e il trasferimento elettronico del nostro denaro, ma queste lo prestano in ondate di bolle creditizie, con riserve minime. Dobbiamo fidarci di loro per quanto riguarda la nostra privacy, fidarci che non permettano ai ladri di identità di svuotare i nostri conti.

Molti non hanno ascoltato. Io sì, ma sono comunque caduto vittima di questo assurdo sistema monetario. L'unico motivo per cui posso coprire le mie spese questo mese – affitto, spesa, contributi pensionistici – è proprio perché ho accesso a una quantità illimitata di denaro digitale che nessun altro controlla.


La proprietà è un mito?

Un conto bancario, afferma Knut Svanholm, anche lui svedese e sostenitore di Bitcoin, è un accordo di sicurezza multisig due su tre tra voi, la banca e lo stato. Insieme, hanno sempre il controllo (e il possesso!) dei vostri fondi. Voi potete accedervi alle loro condizioni.

Niente di tutto questo disastro ha senso, e non vedo l'ora che la mostruosità rappresentata dalla moneta fiat, dal sistema bancario e dalle regolamentazioni finanziarie crolli, per usare le parole dei marxisti, o semplicemente con la nostra uscita di scena, persone comuni, che infine ne abbiamo avuto abbastanza.

Anche se alla fine dovessi recuperare i miei fondi in valuta fiat, probabilmente non userò mai più Revolut per le mie operazioni bancarie e diventerò sempre più diffidente nei confronti di tutte le altre banche. Come potrei mai convivere con una spada di Damocle sotto forma di normative sul riciclaggio di denaro che penderà per sempre sulla mia testa?

No, grazie. Fiat Delenda Est.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: https://www.francescosimoncelli.com/


Supporta Francesco Simoncelli's Freedonia lasciando una mancia in satoshi di bitcoin scannerizzando il QR seguente.


giovedì 19 febbraio 2026

Come inquadrare le società Bitcoin Treasury: il dilemma di un bitcoiner nell'era della speculazione dilagante

Ricordo a tutti i lettori che su Amazon potete acquistare il mio nuovo libro, “La rivoluzione di Satoshi”: https://www.amazon.it/dp/B0FYH656JK 

La traduzione in italiano dell'opera scritta da Wendy McElroy esplora Bitcoin a 360°, un compendio della sua storia fino ad adesso e la direzione che molto probabilmente prenderà la sua evoluzione nel futuro prossimo. Si parte dalla teoria, soprattutto quella libertaria e Austriaca, e si sonda come essa interagisce con la realtà. Niente utopie, solo la logica esposizione di una tecnologia che si sviluppa insieme alle azioni degli esseri umani. Per questo motivo vengono inserite nell'analisi diversi punti di vista: sociologico, economico, giudiziario, filosofico, politico, psicologico e altri. Una visione e trattazione di Bitcoin come non l'avete mai vista finora, per un asset che non solo promette di rinnovare l'ambito monetario ma che, soprattutto, apre alla possibilità concreta di avere, per la prima volta nella storia umana, una società profondamente e completamente modificabile dal basso verso l'alto.

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di Joakim Book

(Versione audio della traduzione disponibile qui: https://open.substack.com/pub/fsimoncelli/p/come-inquadrare-le-societa-bitcoin)

Strategy, Michael Saylor e MSTR hanno conquistato Wall Street. Con grande disappunto di molti, le aziende quotate e le persone in giacca e cravatta sono arrivate: i bitcoin detenuti dalle aziende sotto forma di società Bitcoin Treasury sono ipnotici da guardare. Hanno catturato più o meno la mente di tutti, compresa la mia.

È l'ultima moda sui mercati finanziari mondiali, celebrata da una ristretta cerchia di esperti di Bitcoin e addetti ai lavori, ma odiata dai tradizionalisti che non riescono a capire perché qualcuno, per non parlare di un'azienda, possa volere Bitcoin. Ogni crittopodcaster ha collaborato con una o più società Bitcoin Treasury in veste di investitori o consulenti... o, per dirla senza mezzi termini: come addetti al marketing che si spacciano per sistemi di consegna al dettaglio.

Negli ultimi mesi, ho trascorso centinaia di ore a indagare sulle società Bitcoin Treasury. Ho letto relazioni e spiegazioni, articoli rialzisti e descrizioni approfondite; ho riflettuto a fondo sulla logica del mercato finanziario che le sostiene; ho curato articoli eccellenti che promuovevano le ragioni a favore delle società Bitcoin Treasury e supervisionato argomentazioni altrettanto eccellenti contro di esse.

In qualche modo sono persino caduto preda di loro; non mi oppongo più in modo così aggressivo come ho espresso in un articolo del giugno 2025 e che, tra l'altro, è stato presentato a Michael Saylor su Fox Business.

Ecco cosa ho imparato da tutto questo.


Cosa dovrebbe fare un bitcoiner sano, normale e regolare?

Il modo più semplice per gestire le società Bitcoin Treasury e i bitcoin finanziarizzati è semplicemente ignorare tutto. Prima dell'Illuminismo: tagliare la legna, custodire Bitcoin in autocustodia; Dopo l'Illuminismo: tagliare la legna, custodire Bitcoin in autocustodia. Solo il tempo ci dirà se questi veicoli finanziari, carichi di bitcoin avvolti in un'etichetta aziendale e amministratori delegati dalla voce sommessa, avranno successo o saranno spazzati via in modo spettacolare.

Ma in materia di denaro e finanza (e di economia in senso più ampio), di solito non esiste una scelta piacevole e neutrale, nessuna non-azione; i miei soldi e i miei risparmi devono andare da qualche parte, la mia attenzione e il mio lavoro devono essere concentrati su qualcosa. Nuove società Bitcoin Treasury spuntano fuori ogni settimana; raccolte fondi o acquisti aggressivi vengono annunciati quotidianamente.  In questo ambito avere un'opinione diventa inevitabile; averne una buona e ben informata sembra quasi un imperativo morale.

Dopo aver trascorso anni ad addentrarmi nei meandri dell'economia monetaria, della storia finanziaria e ora della selvaggia frontiera finanziaria di Bitcoin, il percorso intellettuale da percorrere qui è piuttosto stretto. Da un lato promette una corsia preferenziale verso il futuro iperbitcoinizzato che tutti immaginiamo, con gli statuti aziendali che non fanno altro che amplificare i miei sat lungo il percorso; dall'altro una fogna di ingegneria finanziaria e un alveare di mania speculativa che sta rapidamente mettendo in fila i bitcoiner per vedere i loro contributi fiat riutilizzati come rendimenti in Bitcoin.


Perché un bitcoiner dovrebbe collaborare con queste aziende?

Uno dei motivi è la leva finanziaria. Da tipico millennial, non ho una casa di proprietà e quindi non ho facile accesso a debiti a basso costo (in pratica, l'unica ragione per possedere una casa).

Posso porre come garanzia le mie coin tramite, ad esempio, Firefish (al 6-9% di TAEG), oppure attingere alle mie carte di credito (rispettivamente all'11% e al 19%). Queste condizioni non sono ottimali; hanno un prezzo elevato, un capitale piuttosto ridotto e non sono economiche. Anche se il CAGR di Bitcoin si attestasse al 30-60%, si tratterebbe di periodi di tempo più lunghi, non mensili o annuali, che è la cadenza con cui devo gestire questo tipo di debito.

Al contrario Strategy e MARA emettono debito convertibile allo 0%. Queste passività scadono tra sei anni e ammontano a un importo nell'ordine delle nove cifre. Pierre Rochard, durante un dibattito con Jim Chanos, ha affermato:

La possibilità di accedere ai termini di cui dispone Saylor [...] non è accessibile a coloro che detengono Bitcoin in cold storage.

Per la maggior parte dei bitcoiner salire su questo treno si sta rivelando troppo allettante per resistere...  anche se è necessario cedere il controllo e la proprietà, e inoltre pagare un premio considerevole rispetto alla propria attuale scorta di bitcoin per il privilegio di possedere alcune di queste azioni.

Come meccanismo di leva finanziaria, la conversione di Saylor in azioni privilegiate sembra molto più costosa (pagare un interesse dell'8-10% equivale a raggiungere la mia capacità di indebitamento), ma sono molto più sicure.

Le azioni privilegiate tutelano l'azienda stessa, poiché eliminano il rischio di richieste di margine o di fallimenti alimentati dal debito, e le conferiscono una flessibilità senza precedenti. Le azioni privilegiate forniscono una valvola di sfogo, poiché Strategy può scegliere di non pagare i dividendi, ad esempio, per STRD; fare lo stesso per STRF costa “solo” una penale dell'1% in futuro. In caso di necessità, e senza troppe implicazioni per l'azienda stessa, Strategy può persino sospendere il pagamento per gli altri (a rischio di azzerare il portafoglio degli obbligazionisti e di far arrabbiare parecchie persone).

Ecco il paradosso: mentre questa è una leva finanziaria per Strategy, che spinge sempre più denaro altrui a riversarsi in Bitcoin e a riempire le proprie riserve, non è una leva per i (nuovi) azionisti di MSTR.

Per citare la risposta di Jim Chanos a Rochard nel sopraccitato dibattito: lo scopo della leva finanziaria è avere più di $1 di esposizione. Se acquisto MSTR a un mNAV di 1,5, e Strategy stessa ha un leverage ratio di circa il 20%, non sto andando a leva! (1/1,5 x 1,2 = 0,8). Pertanto per ogni dollaro che investo in MSTR, ottengo circa 80 centesimi di esposizione a Bitcoin. E la società, di cui quella quota è una parte, deve comunque pagare più o meno quanto pago ai miei finanziatori per il piacere di usare i soldi di qualcun altro.

I calcoli per la maggior parte delle altre società Bitcoin Treasury peggiorano ulteriormente, soprattutto a causa del loro mNAV eccessivo. Voi siete il rendimento che le società Bitcoin Treasury stanno inseguendo. Quando investiamo in queste società, giochiamo con le valute fiat. E lo facciamo in modo direttamente proporzionale al costo del mNAV. Me lo sono chiesto molte volte: 

Come può un bitcoin, avvolto in uno statuto aziendale, valere improvvisamente il doppio, il triplo o addirittura dieci volte il prezzo più liquido, osservabile e ovviamente indiscutibile del pianeta?

Infatti:

“Quale estrema trasformazione in termini di valore aggiunto subisce la nostra coin arancione nel momento in cui la prendete sotto le vostre ali finanziariamente indebitate e promettete di emettere debito, azioni privilegiate e azioni proprie contro di essa?”, sentiamo sussurrare debolmente il fantasma di Satoshi.

La grande scoperta di Strategy, che ormai tutti stanno copiando a perdifiato, è che avvolgere un bitcoin in un guscio aziendale, applicarvi una leva finanziaria e venderlo a Wall Street in qualche modo fa sì che lo stesso bitcoin valga multipli del suo effettivo prezzo di mercato.

Gran parte della conversazione finisce lì, con i giornalisti impegnati a liquidare la questione come una moda passeggera o una bolla; secondo l'ipotesi del mercato efficiente, o semplicemente secondo il buon senso, nulla dovrebbe essere scambiato a un prezzo superiore a quello dell'unica cosa che detiene.

Non basta. Elenchiamo alcune valide ragioni per cui le azioni corporative, che non fanno altro che acquisire bitcoin, dovrebbero valere più dei bitcoin che detengono:

  1. Deposito. L'autocustodia è più facile di quanto si pensi, ma molte persone la evitano ancora a favore degli ETF. Un'ulteriore strana ragione sono gli attacchi di alto profilo ai bitcoiner in tutto il mondo; sarebbe ragionevole pagare una sorta di premio per consentire a qualcun altro di conservare i propri bitcoin. Non possono attaccare le mie azioni MSTR. Saylor sembra sapere il fatto suo (anche se la custodia con Coinbase ha fatto storcere il naso a qualcuno), quindi “conserviamo” i nostri bitcoin presso la sua azienda. 10%.

  2. Futures. Il valore di un bitcoin nel futuro è superiore a quello attuale. In qualsiasi momento gli azionisti ricevono acquisti non annunciati di azioni proprie, ma non sono ancora di dominio pubblico. Ogni volta che si acquistano azioni, si è a conoscenza solo di accordi o acquisizioni non ancora resi pubblici... ma sappiamo tutti, e possiamo prevedere, che le azioni dovrebbero essere scambiate a un prezzo leggermente superiore a quello attuale: si negoziano sempre azioni sulla base di informazioni attuali, sapendo benissimo che ci sono fattori dietro le quinte che si traducono in un valore maggiore. Questo presumibilmente merita un premio, il 5%, ad esempio, per Strategy; molto di più per quelle piccole e aggressive.

  3. Arbitraggio normativo. Guardate, dicono i tori, c'è tutto questo denaro là fuori, che vorrebbe disperatamente comprare bitcoin ma non gli è permesso. Non ci credo proprio: non molte persone o istituzioni sono entusiaste di Bitcoin, e anche se lo fossero, qualunque premio vorremmo attribuire a questo ostacolo normativo imposto dalla tassazione e dai 401(k), esso decadrà con il tempo e l'adozione. Gli stessi incentivi finanziari e le stesse leggi di gravità che giustificano l'operato delle società Bitcoin Treasury lavorano anche per minare gli stessi ostacoli normativi che danno loro valore in primo luogo. 20%. (Per alcuni, come Metaplanet in Giappone, dove gli investitori in bitcoin devono affrontare imposte eccessive sulle plusvalenze, quel premio di arbitraggio vale di più.)

  4. Generico. Probabilmente mi sfugge qualche ulteriore motivo (alcune di queste aziende hanno anche attività residuali nel mondo reale) per cui una borsa di bitcoin dovrebbe valere più dei bitcoin al suo interno... quindi aggiungiamo un altro 20%.

Somma:  10+5+20+20 fa 55... e, per comodità, più o meno dove si trovava MSTR quando ho messo insieme per la prima volta queste giustificazioni. A un prezzo di Bitcoin di $122.500, i 628.791 BTC nel bilancio di Strategy valevano circa $77 miliardi, ma la capitalizzazione di mercato dell'azienda era di $110 miliardi (~ 45% di premio).


Strategy è una banca: la visione economica

Non il tipo che accetta depositi (in bitcoin) ed emette mutui (in bitcoin), ma di un altro tipo, più profondamente economico.

Si può pensare al sistema bancario come a uno dei meccanismi di condivisione del rischio nella società. L'istituto bancario eroga prestiti ad alcune imprese rischiose e i mercati dei capitali – di cui il sistema bancario è parte – distribuiscono i livelli di rischio che ne derivano.

Una banca, economicamente parlando, è un'istituzione che si assume questo rischio avendo a disposizione informazioni riservate sulle entità coinvolte; distribuisce un piccolo rendimento garantito al creditore, mentre essa stessa trae profitto da ogni iniziativa di successo, anche se non tanto quanto il proprietario del capitale azionario stesso. Se la banca riesce in questo intento, ovvero se in media sceglie iniziative di successo e guadagna più interessi sui prestiti di quanto paga agli investitori, realizza profitti per sé stessa.

Questo è ciò che sta facendo Strategy, sfruttando la zona inesplorata tra il mondo di Bitcoin e quello delle valute fiat.

Gli istituti finanziari, i fondi pensione, o i pensionati rappresentano la componente finanziaria della struttura. “Depositano” denaro in Strategy, con rendimenti e condizioni determinati dalla specifica tranche scelta (STRK, STRD, STRF, STRC o azioni ordinarie MSTR).

La banca investe questi fondi in asset: Strategy si colloca nel mezzo, garantendo i pagamenti a queste entità economiche prevedendo che gli asset pagheranno più degli interessi dichiarati sui “depositi bancari”. Piuttosto che una banca che presta su mutui, carte di credito e alle piccole imprese, il lato “prestiti” di Strategy è costituito da un singolo cliente: l'asset con le migliori performance al mondo. Ciò che Strategy sta facendo è fare la scommessa (molto sensata) che Bitcoin aumenterà in dollari più velocemente dell'8-10% che deve pagare alle istituzioni finanziarie tradizionali per il privilegio di utilizzare il loro denaro.

Qualsiasi studente delle medie dotato di calcolatrice può immaginare che se si chiede un prestito al 10% annuo per detenere un bene che si apprezza del 40% annuo, si possono ottenere infinite ricchezze.

Naturalmente Bitcoin non ha un rendimento del 40% annuo. Se così fosse, per usare le parole di Michael Saylor, Warren Buffett avrebbe fatto incetta di bitcoin molto tempo fa:

Se Bitcoin non fosse volatile, le persone con più soldi di voi, più potere di voi, vi avrebbero scavalcato per averlo; non avreste potuto copmprare neanche un satoshi... Nel momento in cui diventa del tutto prevedibile, Warren Buffet dirà “oh sì; abbiamo capito; abbiamo appena comprato tutti i bitcoin”... e la vostra opportunità è persa.

Tutto ciò che Strategy deve garantire è che il finanziamento non la mandi in bancarotta; che l'emissione sia sotto il suo controllo e la sua discrezione; che i pagamenti dei dividendi siano sufficientemente conservativi rispetto al capitale netto detenuto (ad esempio, Bitcoin); e, cosa più importante, che le passività non siano richiamabili al punto da costringere la società a vendere bitcoin in momenti inopportuni.

In sostanza Saylor ha creato un veicolo estremamente adatto a superare le crisi più estreme. Persino cali dell'80% di Bitcoin – il  peggiore del suo genere, ed è certamente opinabile se si ripeteranno, date le dimensioni e la disponibilità pubblica dell'asset – non soffocheranno l'azienda. La chiave per uno schema Ponzi di successo è che il denaro continui a scorrere. Più precisamente Strategy è simile a uno schema Ponzi nel suo finanziamento (a differenza dei classici schemi Ponzi fraudolenti, Saylor non sta gestendo una frode; le ottiche si sovrappongono e nessuno viene truffato... non volontariamente, comunque).

Ciò che né i giornalisti, né i sostenitori di Bitcoin, scettici nei confronti delle società Bitcoin Treasury, hanno ben formulato è come questi schemi falliscano. L'economista Josh Hendrickson delinea con precisione gli ostacoli rilevanti: “Se i mercati sono segmentati e ci si aspetta che il prezzo continui a registrare un rapido apprezzamento, il valore attuale scontato di una futura liquidazione potrebbe superare il valore di liquidazione corrente. Se il titolo viene venduto al suo valore di liquidazione corrente, è sottovalutato”. E:

Ciò che MicroStrategy ha fatto è trasformarsi in una banca Bitcoin emettendo passività denominate in dollari e acquistando bitcoin. L'azienda è esplicitamente impegnata in ingegneria finanziaria per sfruttare l'arbitraggio normativo.

Il modello di Strategy, ma ancor più gli altri imitatori, dati i rispettivi fossati giurisdizionali, possono quindi rompersi se:

  1. Gli investitori si sbagliano sulla futura traiettoria di Bitcoin;

  2. Viene allentato qualunque mandato, norma fiscale e ostacolo legale che attualmente impedisce agli investitori di acquistare direttamente bitcoin.

L'effetto volano, così soprannominato dai bitcoiner, è la capacità di sfruttare l'arbitraggio normativo, che, a sua volta, “dipende dal mantenimento da parte degli investitori dell'aspettativa che Bitcoin varrà considerevolmente di più in futuro”, tanto per usare le parole di Hendrickson.

Gli azionisti e gli acquirenti delle azioni privilegiate non saranno contenti in caso di mancato pagamento del dividendo. Gli stessi azionisti di MSTR saranno scontenti se il dividendo verrà diluito solo per soddisfare gli obbligazionisti, o peggio, se pagheranno gli interessi sulle azioni privilegiate. E allora? Questo ancora non comprometterebbe Strategy.

Ciò che distruggerà il modello è la scomparsa di ostacoli tra trading e Bitcoin. Sono gli ostacoli normativi che hanno spinto così tante di queste aziende in avanti, trasformandole in ponti finanziari tra il nuovo e il vecchio mondo, spingendole ad aspirare capitali improduttivi e a basso rendimento da tutto il mondo e a convogliarli in Bitcoin.

Se i gestori di fondi, i dipartimenti di tesoreria o i family office accumulassero sistematicamente bitcoin invece di vari prodotti Strategy (o titoli che imitano quelli di Strategy, a seconda dei casi in diverse parti del mondo), scomparirebbe la ragione principale per cui esistono le società Bitcoin Treasury.

La loro esistenza, in breve, dipende dall'inerzia del sistema attuale. Dipende, in modo cruciale, dal fatto che i fondi famigliari e i fondi pensione, i fondi sovrani e gli investitori tradizionali non si occupino di calcolare l'effettiva esposizione a Bitcoin (oltre a una leva finanziaria sicura e conservativa). Se non lo fanno, e preferiscono invece pagare il 50% in più per il privilegio, allora...  sì, i modelli di business delle società Bitcoin Treasury saranno sostenibili per sempre.


Cos’altro potrebbe andare storto?

Esiste certamente un rischio di custodia per Strategy, con le coin in vari strumenti di custodia e in soluzioni che sono intenzionalmente mantenute piuttosto opache. Cosa succede all’attività di Strategy se, ad esempio, Coinbase fallisce? O peggio, nuovi venti politici portano con sé confisca e/o parametri di tassazione aggressiva?

È pacifico che si tratti di rischi estremi, ma pur sempre di rischi.

E – è quasi banale sottolinearlo – se Bitcoin in qualche modo fallisce, ovviamente anche Strategy fallisce. Se Bitcoin rimanesse per sempre una stablecoin da $118.000, l’uso opportunistico dell’abbondante capitale finanziario da parte di Strategy diventerebbe quasi opinabile, e verrebbe trattata come il sacco di bitcoin che la maggior parte dei giornalisti e molti analisti pensano che sia, oltre al fatto che la sua crescita straordinaria evaporerebbe.

E penso che questo sia ciò che faccia inciampare tanti giornalisti e analisti quando osservano questo fenomeno delle società Bitcoin Treasury: se non riuscite a vedere come o perché Bitcoin potrebbe avere valore o utilizzo, per non parlare di un posto nel futuro del mondo del denaro e della finanza, allora una società impegnata ad acquisire quanti più bitcoin possibili non ha alcun senso.

Se vedete un utilizzo e un futuro per Bitcoin, il suo prezzo in continua crescita rispetto al denaro fiat in costante calo, un veicolo aziendale dedicato ad acquisirne di più manipolando i flussi di denaro dei mercati dei capitali diventa tutta un'altra proposta.


Copertura o FOMO: e se mi sbagliassi?

L'umiltà intellettuale ci costringe a renderci conto che forse, solo forse, abbiamo sbagliato qualcosa.

Le mani di diamante vengono continuamente forgiate... e le mie rimangono piuttosto deboli. Di solito mi preoccupa molto quando il prezzo di Bitcoin crolla bruscamente (è l'improvviso estremo e credo che sia un grosso problema... e trovo difficile spiegarlo anche a posteriori). Agisco in modo sconsiderato, mi scaglio – e non di rado mi ritrovo a usare la filosofia “si vive una volta sola” con i soldi dell'affitto o altre riserve di denaro che non dovrebbero essere investite in Bitcoin.

Durante mercati rialzisti questo tipo di comportamento di solito funziona a mio vantaggio... ma un giorno non succederà più. Morgen Rochard, in una delle sue infinite apparizioni nel circuito dei podcast Bitcoin, ha ribadito questo punto (a volte dico che Morgen mi ha, paradossalmente, convinto a detenere meno bitcoin di quanti ne abbia... dormire sonni tranquilli, essere stoico di fronte alle oscillazioni dei prezzi, ecc. ecc.)

Più imparo su Strategy, più apprezzo i suoi numerosi prodotti specifici. Ha un certo senso possedere, ad esempio, STRC per liquidità a breve termine e STRK per un'esposizione contenuta a Bitcoin con flusso di cassa. STRK, finanziariamente parlando, è come detenere Bitcoin due volte più distanti finanziariamente; le oscillazioni a breve termine del prezzo sarebbero molto meno estreme e mi garantirebbe un po' di reddito aggiuntivo derivante da valute fiat.

Dato che il mio patrimonio netto e i miei impegni professionali sono per lo più legati a Bitcoin e correlati al prezzo di Bitcoin, avere una quota leggermente inferiore del mio patrimonio netto in quest'area “tutto in uno” ha senso.


Perché invece non detenere liquidità in un conto di risparmio ad alto rendimento?

Ottima domanda. Due motivi: innanzitutto non rendono molto... 4,05% sul mio conto in dollari “ad alto rendimento”. Il prodotto equivalente di Saylor, STRC, punta a un tasso centinaia di punti base superiore; e STRK, che a medio termine si avvicina a Bitcoin stesso, scontato o amplificato dalle variazioni dell'mNAV di MSTR, attualmente rende oltre il 7%. In secondo luogo, conoscendomi, sono abbastanza sicuro che investirò la mia liquidità in Bitcoin al primo segno di un crollo significativo dei prezzi; detenere STRC o STRK in un conto di intermediazione almeno alzerebbe le barriere a questo tipo di comportamento imprudente.


Coperture... coperture ovunque

Dato che sono già strutturalmente short sul denaro fiat – considerando l'attacco speculativo originale, detengo debito e Bitcoin, quindi sono long con leva finanziaria – ha senso... respiro profondo... diversificare, solo un po'!

Di solito massimizzo il contributo pensionistico che la mafia locale della mia giurisdizione mi obbliga a versare. I fondi all'interno di quell'involucro autorizzato investono ampiamente in azioni e obbligazioni (circa il 75% in proporzione); rispetto a qualsiasi tipo di confronto con Bitcoin, questi hanno prestazioni pessime, ma nel caso in cui – per qualche ragione inimmaginabile – mi sbagliassi su tutta questa storia della stampa di denaro e della fine di un'era da parte delle banche centrali, almeno non morirò di fame in vecchiaia.

In secondo luogo, contribuire comporta enormi vantaggi fiscali: massimizzando il contributo, ottengo subito circa 1,5 volte la somma versata. Sebbene questi fondi aggiuntivi saranno superati dal tasso di crescita annuo composto (CAGR) di Bitcoin di circa il 40% in meno di due anni, comportano anche vantaggi sui mutui esentasse; se un giorno volessi comprarmi una casa una vera shitcoin, potrei usare questo gruzzolo di denaro per l'occasione.

Il costo di opportunità di Bitcoin è reale e, nel tempo, piuttosto debilitante, ma non è una questione di convinzione. La praticità del mondo reale è fondamentale: fa un'enorme differenza per come vivete la vostra vita se l'iperbitcoinizzazione avviene in una settimana o in cento anni.

Cosa c'entra tutto questo con le società Bitcoin Treasury?!

Molto: perché la mentalità di copertura del “e se mi sbagliassi” prevale anche qui.

Nonostante tutte le chiacchiere e i gerghi fantasiosi, tutte le nuove metriche e i sogni futuristici sulla luna, non riesco ancora a capire perché un bitcoin, se avvolto in uno statuto aziendale, dovrebbe valere più di un bitcoin. Sì, sì, valore attuale netto della crescita futura, rendimento, arbitraggio di capitale, attacco speculativo e scommessa sul sistema bancario iperbitcoinizzato, ma... davvero?!

OK, e se mi sbagliassi? Molte persone di cui mi fido nel settore Bitcoin garantiscono queste cose – sempre di più, a quanto pare – e c'è una certa logica in tutto questo. Leva finanziaria a basso costo, attacchi speculativi, attingere (leggi: ingannare) a pool di denaro fiat da far confluire in Bitcoin.

...quindi di recente ho avuto una FOMO (Fear of Missing Out) su due società Bitcoin Treasury: due prodotti di Strategy (MSTR e STRK) e la piccola new entry svedese H100.


È bello avere di nuovo azioni...

Dieci anni fa o più, possedevo molte azioni – portafogli ampi e ben diversificati, monitorati meticolosamente. Da anni ormai, e per ovvie ragioni, non ne ho più.

Ho scelto i prodotti di Strategy perché sono i meno folli finanziariamente in questo settore; il secondo perché avevo facile accesso tramite i miei vecchi conti bancari nordici e non avevo intenzione di preoccuparmi di trovare un broker conveniente, firmare documenti e trasferire fondi, per poter magari giocare con qualche centinaio di dollari di bitcoin. C'è già abbastanza burocrazia ridicola al mondo.

Nella remota possibilità che queste cose portino a qualcosa, Strategy sarà lì, a gestire lo spettacolo: MSTR è “Bitcoin amplificato”, come dice il loro marketing. Dato che la maggior parte dei miei risparmi sono vestiti di arancione e la mia vita professionale è di un arancione intenso, ancora una volta, questo tipo di diversificazione ha senso (inoltre il NAV medio di MSTR si sta rapidamente avvicinando a uno... 1,42 mentre scrivo).

Con le parole di Emil Sandstedt che mi risuonano nelle orecchie – capisco di essere io il rendimento in BTC che cercano – ma con un rendimento in BTC del 25% circa e una leva finanziaria del 20% (sicura) tramite le opzioni e le obbligazioni convertibili, tornerò a un'esposizione equilibrata più o meno in questo periodo l'anno prossimo: i miei circa $150 in azioni MSTR attualmente forniscono circa $120 di esposizione a Bitcoin; sono felice di aggiungere $30 extra all'impero finanziario che Saylor sta costruendo (e alla potenziale crescita dei bitcoin per azione).

Poi c'è H100. Anche in questo caso il mNAV era piuttosto accettabile per un operatore piccolo, agile, in rapida evoluzione e con una giurisdizione dominante unica – a 2,73, ehm – ma il suo basso tasso di giorni di copertura mi fa pensare che non verrò fregato più di tanto.

La mia prima consapevolezza dopo averne acquistate un po': avevo dimenticato quanto fosse divertente!

Improvvisamente mi sono ritrovato a monitorare i prezzi di diversi asset invece di uno solo. Improvvisamente mi sono ritrovato finanziariamente in combutta con aziende reali che fanno cose reali (...più o meno, comunque), invece che con il denaro più portatile, globale e facilmente accessibile che ci sia mai stato. Psicologicamente mi sono sentito parte di qualcosa – investito nell'impresa, nell'attacco speculativo e nel progetto di costruzione della curva dei rendimenti di Bitcoin che sono le società Bitcoin Treasury. Che emozione!

Seconda consapevolezza: Bitcoin ha stravolto ha chiarito il significato di proprietà.

Nessuno di questi strumenti è mio; sono avvolti in strati di custodia autorizzata. Posso venderli con la semplice pressione di un pulsante (dalle nove alle cinque, dal lunedì al venerdì...), ma vedo quel valore solo se:

  1. la società di intermediazione collabora;
  2. la banca che riceve il pagamento collabora;
  3. il governo non blocca le transazioni.

È un gradino peggio di quanto Knut Svanholm osserva in modo elegante nel libro Bitcoin: The Inverse of Clown World:

Una banca è simile a un portafoglio multi-firma 2 su 3 in cui voi, la banca e il governo detiene una chiave ciascuno. In altre parole, il denaro in banca non è veramente vostro, né è veramente denaro.


...o non è così bello avere delle fiches?

Mi sono subito ricordato di quanto sia poco trasparente, ridicolo e burocratico l'incubo della “proprietà” azionaria. Dopo aver trasferito fondi al broker il mese scorso, aver trovato STRK e aver premuto “acquista”, ho ricevuto un messaggio di errore: “Questo titolo non è disponibile per te”.

A quanto pare non ero idoneo a detenere titoli americani tramite quel broker.

Gli asset finanziari sono così poco trasparenti e così maledettamente pieni di autorizzazioni che i promemoria di questa obsoleta tecnologia del valore non finidcono mai di arrivare. Ovviamente ci sono voluti un giorno o due affinché quell'“investimento” scendesse dell'11%, ricordandomi che non so ancora nulla di valutazione equa o di tempistiche di mercato (d'altra parte Bitcoin ha vomitato il 5% dal suo andamento di stablecoin a $118.000 sin di allora, quindi il costo di opportunità è stato piuttosto contenuto).

La situazione è peggiorata quando mi sono addentrato nel fango di livello inferiore delle società Bitcoin Treasury: le due penny stock svedesi che hanno fatto rumore, H100 e K33 (ho dovuto comprare qualcosa con i soldi destinati a STRK), sono crollate all'istante del 10% e del 20% rispettivamente, dal momento in cui le ho toccate. Che esperimento!

Per parafrasare un vecchio adagio di Wall Street, un idiota e i suoi sat vengono presto separati... e l'idiota qui presente non ha nemmeno niente di nuovo e scintillante da mostrare perché – notizia dell'ultimo minuto! – le azioni sono custodite e immateriali! Risiedono nel database di una società di brokeraggio e, per estensione, in un registro aziendale da qualche parte. Non sono fisiche... e non sono nemmeno veramente mie! Non posso spenderle, spostarle, eseguirne il backup o recuperarle in un portafoglio diverso. Sono bloccate dove sono, titoli morti tanto per usare la famosa espressione di Adam Smith riguardo al denaro.

Invece ho accantonato altri fondi fiat nella mia app bancaria abituale e ho acquistato d'impulso MARA (MSTR è disponibile lì, ma non altri strumenti strategici); mentre MARA emette azioni e debito convertibile per accumulare sat come l'ennesima società Bitcoin Treasury, almeno ha un'attività operativa sottostante (il mining) – e il suo mNAV è intorno a 1, quindi non pago un premio per la loro strategia di arbitraggio sul mercato finanziario e sul costo del capitale.


Come, e dico COME, possono fallire le società Bitcoin Treasury?

«C'è una reale possibilità che ci troviamo di fronte a un ciclo di espansione e contrazione in stile dot-com in questo mondo azionario pubblico.»

Danny Knowles, 28 maggio, “What Bitcoin Did

Strategy è a prova di bomba.

Come ha illustrato la domanda di Lyn Alden nella conference call sui risultati del secondo trimestre di Strategy, anche con un calo dell'80% di Bitcoin Strategy se la caverà bene. L'azienda si trovava in una posizione peggiore durante il mercato ribassista del 2022, quando i suoi bitcoin erano direttamente legati a prestiti a margine e garanzie per il debito bancario. Non è così nel 2026, quando le azioni privilegiate la fanno da padrone.

Al di là dell'occasionale ossessione di analisti o giornalisti della finanza tradizionale per l'mNAV, o del perché un'azienda dovrebbe essere valutata al di sopra dei bitcoin che detiene, e del tarlo dentro e fuori Bitcoin rispetto all'utilizzo del debito per acquisirne di più, Strategy è incredibilmente finanziata in modo conservativo. L'azienda detiene Bitcoin per un valore di circa $77 miliardi; il debito convertibile ammonta a circa $5 miliardi ($8 miliardi, in realtà, ma alcuni di questi sono deep in the money e vengono scambiati come azioni, non come debito, a questo punto). Ci sono poco più di $6 miliardi di azioni privilegiate in circolazione tra STRK, STRD, STRF e STRC (questo porta la società a un indebitamento di circa il 15%, il che significa che Bitcoin dovrebbe scendere di oltre l'85% affinché la società abbia problemi di solvibilità).

Un altro scenario problematico è l'esaurimento del capitale del mercato monetario tradizionale. La capacità di Strategy di sovraperformare Bitcoin generandone di più per azione dipende da una combinazione di un costo del capitale più basso/sicuro (o migliori condizioni sul suo debito), o dallo sfruttamento del mNAV superiore a 1 (immediatamente accrescitivo poiché consente a Saylor di acquistare Bitcoin a sconto). In assenza di ciò – ad esempio, nessuno acquista le emissioni della società e il capitale finanziario fluisce altrove; la stampa di moneta si interrompe; i tassi di interesse sui titoli di stato (più sicuri?) aumentano vertiginosamente, ecc. – non vedo come l'mNAV di Strategy non possa semplicemente tornare a 1.

Infine c'è un rischio di custodia specifico per Strategy. Essendo il principale operatore in circolazione, con circa il 3% dell'offerta totale, i rischi di “honeypot” abbondano (questo probabilmente non sarà un problema per le società più piccole, distribuite in giurisdizioni molto diverse). Strategy conserva la sua gigantesca pila di coin in custodia presso Coinbase, con soluzioni volutamente poco trasparenti.

Cosa succederà all'attività di Strategy se Coinbase fallisse? O peggio, nuovi venti politici porteranno confische e/o metriche fiscali aggressive? Sono domande legittime, ma comportano comunque rischi estremi molto ampi. Dobbiamo davvero preoccuparcene così tanto?

Se le società Bitcoin Treasury siano qui per portare Bitcoin al centro dei mercati dei capitali globali, o se tutto questo finirà in un disastro, non lo sappiamo ancora.


Considerazioni conclusive: Svendita? La teoria dello schema Ponzi vi ha dato alla testa?

Mi sono svenduto intellettualmente? Sono uno schiavo delle grandi aziende? Le riflessioni di David Bailey – e il fatto che Nakamoto vagamente affiliato a Bitcoin Magazine tramite proprietà condivisa e servizi di marketing – mi hanno contagiato ora che NAKA si sta fondendo con KindlyMD e può scatenare appieno il suo “schema Ponzi”?

Innanzitutto sarebbe un profondo tradimento dell'integrità giornalistica e – mi dice il nostro consulente legale interno – illegale utilizzare una piattaforma mediatica per pompare titoli di proprietà del suo proprietario (anche se nell'era Trump, chi può dirlo?). Ma di certo non farei il mio lavoro se non indagassi seriamente sui pro e i contro di queste entità che spuntano come funghi ovunque.

In secondo luogo, e a dimostrazione della mia scarsa convinzione in tutto questo: detengo più o meno la stessa quantità di azioni di società Bitcoin Treasury che ho in wallet Lightning per lo zapping e le spese di convenienza – ergo, non molto.

In terzo luogo, per la massima trasparenza (di nuovo, su consiglio del nostro avvocato), ecco l'esperienza dettagliata fino ad oggi (nota: calcolata ai prezzi precedenti ai commenti di ieri del Segretario al Tesoro Scott Bessent che hanno fatto scendere tutti questi prezzi).

Alcune cose saltano subito all'occhio.

  1. Scegliete attentamente le vostre società Bitcoin Treasury: H100 e Sander Andersen sembrano piuttosto dedite allo sforzo di stacking e continuano a salire nella lista delle società Bitcoin Treasury. Per ora i mercati finanziari premiano tali società per i loro sforzi. Al contrario, il team di K33 si muove molto più lentamente e l'esperienza del prezzo delle loro azioni dal primo lancio mesi fa è stata una classica crescita a breve termine, prima di tornare gradualmente ai livelli di partenza. MARA e Strategy si aggirano intorno ai livelli a cui si sono mantenute per mesi.

  2. Il mio incredibile extra-rendimento di circa il 5% rispetto a Bitcoin è troppo esiguo per preoccuparmene, e una tantum è una fortuna. Su periodi più lunghi la situazione potrebbe cambiare... ma onestamente, non preoccupatevi.

  3. Probabilmente mi stancherò presto di quest'ultima moda dell'ingegneria finanziaria fiat. C'è divertimento nel detenere asset tradizionali, autorizzati e limitati dal brokeraggio... ma fino a un certo punto.

Cada il mondo, feste o disastri, gloria o lacrime... sembra molto più facile continuare a tagliare la legna e accumulare sat in cold storage piuttosto che preoccuparsi di uno qualsiasi di questi titoli su Bitcoin.

La febbre per le Bitcoin Treasury è alle stelle a Wall Street e tra i fanatici di Bitcoin. Forse la finanziarizzazione di Bitcoin è alle porte... ma onestamente, credo che me ne starò alla larga.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: https://www.francescosimoncelli.com/


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