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venerdì 9 dicembre 2011

I Pericoli della Riforma Monetaria

"End the FED", un obiettivo necessario ed auspicabile per risanare dalle fondamenta il sistema monetario; Ron Paul l'ha fatto conoscere anche a Main Street, quella porzione di popolazione che fino allo scoppio della bolla immobiliare ignorava completamente le questioni finanziarie (o perlomeno se ne interessava "ciclicamente"). Ma ora, in vista delle elezioni 2012, sempre più soggetti adottano tale slogan per fare breccia nell'elettorato; ma non tutti lo fanno per il bene di Main Street. Prendiamo ad esempio Kucinich:"[...] Il National Emergency Employment Defense (NEED) Act del 2011 metterebbe la Federal Reserve, un'istituzione privata quasi governativa che controlla la politica monetaria della nazione, sotto il Tesoro degli Stati Uniti."
Ecco quando dicono che è privata bisogna iniziare a grattarsi il capo; "guarda caso" poi la stampante finirebbe al governo.
"[...] La FED crea denaro dal nulla, lo dà alle banche, le banche lo tengono a deposito, guadagnano un interesse, pagano lauti bonus mentre il resto dell'America soffre. La FED crea denaro dal nulla per le banche."

Interessante. Ciò è vero. Ma si "scorda" di dire che gli utili della FED poi finiscono al governo.
"[...] Recuperare il potere del Governo Federale di creare moneta"
Direi che ci possiamo fermare qui.
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di Kaj Grussner


Gli Austriaci hanno a lungo chiesto una riforma del sistema monetario. L'attuale sistema fiat-money direzionato dalla FED è sull'orlo del collasso. Ma per quanto cattivo sia il sistema attuale, un nuovo sistema non sarà necessariamente migliore.

Molti libertari favorirebbero un ritorno al gold standard, mentre altri sarebbero contenti semplicemente se venissero abrogate le leggi del corso legale e se fosse permessa una concorrenza tra le valute. Tuttavia, anche in un grande collasso come quello che si profila oggi, queste riforme possono apparire ancora troppo estreme per la gente in generale. Ciò è particolarmente vero se hanno un'alternativa che sembra ragionevole ed offre allo stato un controllo totale sul sistema monetario. Un'alternativa è la soluzione della riserva al 100% sostenuta da Stephen Zarlenga, direttore dell'American Monetary Institute, e autore del libro "The Lost Science of Money."

Mi sono imbattuto in un'intervista con il signor Zarlenga su Gnostic Media, in cui parla del suo libro con il presentatore Jan Irwin. La prima parte dell'intervista è stata trasmessa il 30 Agosto, la seconda parte il 20 Dicembre 2009. Né Zarlenga né Irwin sono economisti, ma entrambi hanno forti opinioni sull'economia e sugli economisti.

In diverse occasioni, Zarlenga cita la Scuola Austriaca e fa affermazioni infondate sugli Austriaci, sulla loro metodologia e sul loro approccio alla teoria monetaria in generale. In questo articolo cercherò di correggere Zarlenga sui problemi che ha con la Scuola Austriaca e le sue idee sulla teoria monetaria in generale.



La Definizione di Denaro

Zarlenga sostiene che gli Austriaci identificano il denaro con l'oro, una definizione che secondo Zarlenga ha le sue radici nell'economia classica di Adam Smith. Non sono sicuro su cosa fonda questa affermazione, ma, ovviamente, non è vero.

In generale, gli Austriaci definiscono il denaro come un bene che è comunemente o universalmente accettato come mezzo di scambio. E' stata l'invenzione del denaro che ha permesso il passaggio dall'inefficace baratto alla dinamica economica dello scambio indiretto. L'attenzione Austriaca sull'oro è dovuta principalmente al fatto che nel corso del tempo il mercato ha scelto l'oro come mezzo principale di scambio. Ciò significa che, mentre si può dire che l'oro sia denaro, il denaro non è necessariamente oro.

Zarlenga è fuori strada. Egli non è d'accordo anche con l'idea Austriaca secondo cui il denaro è qualcosa che sorge naturalmente dal mercato. La posizione Austriaca è supportata dal fatto che molte cose sono state usate come denaro nel corso della storia in varie parti del mondo: prodotti come il sale, le conchiglie, e le pelli di animali. Zarlenga non ha citato nessuna di queste cose.

Al contrario, egli sostiene quella che lui chiama la visione Aristotelica, e cioè che il denaro non deriva dalla natura, ma dalla legge. In breve, il mercato non può produrre un sistema monetario; solo lo stato può farlo. Questa visione è ovviamente confutata dall'esistenza stessa delle varie merci usate come denaro menzionate in precedenza. Zarlenga non affronta questo problema, tuttavia, né il conduttore solleva la questione.

L'errore che commette Zarlenga è quello di confondere l'intervento dello stato nel sistema monetario, con la fornitura da parte dello stato di un sistema monetario. A dire il vero, lo stato si è insinuato nel sistema monetario per secoli. Ma questo non significa che il mercato non è in grado di fornire un sistema monetario. Al contrario, quando lo stato si inserisce in un sistema monetario, in realtà si inserisce in un sistema fornito dal mercato.



L'American Monetary Act

Qual è la soluzione della riserva al 100% che sostiene Zarlenga? Si trova in un disegno di legge promosso dal rappresentante Democratico Dennis Kucinich chiamato American Monetary Act. Ha tre elementi chiave:
  1. La Federal Reserve deve essere nazionalizzata ed incorporata nel Tesoro degli Stati Uniti, rendendola parte del governo.
  2. Alle banche private deve essere impedita la creazione di denaro attraverso la riserva frazionaria. Solo il governo dovrebbe creare moneta.
  3. Il governo dovrebbe quindi stampare soldi e spenderli in vari programmi, come le infrastrutture.

Lo scopo del disegno di legge è quello di trasferire il potere del denaro, come Zarlenga dice, dal sistema privato della Federal Reserve direttamente al governo. Sarebbe il governo che creerebbe tutto il denaro, non le banche. Al posto dell'emettere obbligazioni o pagare gli interessi, il governo riceverebbe gli interessi da chiunque prenderebbe in prestito il denaro.

Ciò consentirebbe anche di ridurre le tasse, poiché il governo potrebbe stampare il denaro necessario per finanziare vari programmi, invece di tassarlo dalla gente. Per esempio, l'assistenza sanitaria universale e l'istruzione potrebbero e dovrebbero essere finanziate dal governo stampando denaro, secondo Zarlenga. Inoltre, il governo spenderebbe il denaro per le infrastrutture.

Questa soluzione non è nuova, come sottolinea anche Zarlenga. L'idea di avere il denaro stampato direttamente dal governo è stata ripetuta più volte nella storia. Zarlenga sostiene che questi esperimenti hanno avuto in generale successo — certamente più successo dell'emissione privata di denaro (attraverso la quale sia Zarlenga che io intendiamo banche private che creano denaro dal nulla).

Anche se sono molto d'accordo con Zarlenga che tale emissione privata di denaro abbia causato solo disastri, sfido la sua tesi per cui il denaro stampato dal governo sarebbe migliore.



Nazionalizzare la Banca Centrale "Privata"

Il primo passo naturale per l'attuazione della soluzione della riserva al 100% sarebbe quello di nazionalizzare la Federal Reserve formalmente privata. Come molti altri critici della FED, Zarlenga è diligente nel sottolineare che la FED è di fatto privato e non un ente governativo. Non so se era lo stesso Dennis Kucinich che ha inventato la frase "La Federal Reserve non è più federale di quanto lo sia la Federal Express", ma certamente l'ha fatta sua.

I membri delle banche private detengono formalmente la FED. Anche molti libertari sottolineano questo punto, ed a volte è difficile giudicare se effettivamente sono d'accordo con lo slogan di Kucinich o no. Visto che il possesso privato della FED è spesso usato come argomento contro le soluzioni del libero mercato ai problemi del settore finanziario, mi sento obbligato a discutere la natura della FED.

Anche se è indubbiamente vero che la FED è di proprietà di banche private, l'idea che si tratta di una società privata, privata come la Federal Express, è sbagliata.

In primo luogo, la FED fu creata con un atto del Congresso. Non solo, fu aggiunto un emendamento costituzionale a parte per creare la banca centrale. Quale altra società privata può reclamare la stessa cosa? Certamente non la Federal Express.

In secondo luogo, alla FED è stata data l'autorità governativa di controllare l'offerta di denaro della nazione e di dirigere la politica monetaria. Di regola, le aziende private non promulgano e applicano la politica nazionale. Questa è la funzione del governo. Qualsiasi soggetto autorizzato ad adottare e applicare la politica è de facto un ente governativo.

In terzo luogo, una delle funzioni principali della FED è quella di finanziare la spesa pubblica. Lo stesso si può dire per quasi tutte le altre banche centrali nella storia. Ovviamente, i banchieri privati raccolgono enormi profitti da questa connessione con lo stato, ma ciò non nega il fatto che anche lo stato stesso ne benefici estremamente.

Sin dalla creazione della FED, tutte le guerre degli Stati Uniti e tutti i suoi principali programmi di welfare sono stati in larga misura finanziati dalla stampante della FED. Ron Paul lo ha evidenziato per decenni. La FED fa addirittura sembrare la Halliburton un faro del capitalismo di libero mercato.

Naturalmente, l'autorità della FED data dal Congresso non sarebbe mai dovuta esistere, in quanto la Costituzione non consente al Congresso di emettere carta moneta, e non di certo emanare leggi del corso legale rendendo la carta moneta l'unica moneta legale della nazione. Se il Congresso non ha un certo potere, non lo può certo delegare ad un ente privato. Se lo fa comunque, il destinatario di questo monopolio incostituzionale non può essere paragonato ad una società privata ordinaria.

Stando così le cose, la nazionalizzazione vera e propria della FED non cambierebbe molto le cose. Tuttavia, visto che l'obiettivo di Zarlenga è quello di nazionalizzare completamente il "potere del denaro", anche i legami formali con la proprietà privata devono essere separati.



Abolire il Sistema a Riserva Frazionaria

Il secondo elemento chiave del piano è certamente qualcosa su cui il Mises Institute e l'American Monetary Institute possono concordare, anche se per obiettivi completamente diversi. Zarlenga ha ragione quando sottolinea che attualmente le banche private creano il denaro (o il credito) dal nulla attraverso la riserva frazionaria. La soluzione della riserva al 100% richiede un monopolio governativo sulla creazione di denaro, motivo per cui Zarlenga sostiene l'abolizione di tale sistema bancario. In questo modo, il governo non avrà alcuna concorrenza.

Attualmente, le banche hanno solo una frazione dei loro depositi nelle riserve. Come si propone Zarlenga di risolvere il problema del passaggio dalla riserva frazionaria alle riserva piena? Propone di prestare denaro stampato dal governo alle banche, aumentando così le loro riserve per coprire tutti i loro crediti pendenti. Questa soluzione ha alcuni difetti.

In primo luogo, la valuta cartacea creata dal governo non è più reale del credito emesso dalle banche, in quanto non rappresenta risorse effettive accumulate da risparmi reali. A tal fine, non fa differenza chi emette il denaro falso, le banche stesse o il governo.

Se le banche possono creare credito che viene poi convertito in denaro prestato dal governo, hanno tutto l'interesse nel continuare a creare credito. Questa situazione potrebbe anche incoraggiare il governo a continuare a prestare denaro alle banche, non solo per l'interesse che può caricare, ma perché un'offerta di denaro in perenne crescita porta ad un consumo tassabile sempre maggiore, senza contare che lo stesso governo può finanziare molto più facilmente i suoi programmi di compravendita di voti. L'inflazione galoppante sarebbe quasi inevitabile.

In secondo luogo, il patrimonio della banca non viene migliorato dai prestiti governativi. Quando la banca ha prestato il 90% dei suoi depositi, ha, diciamo, $1,000 in riserve e $9,000 in crediti di prestito sul suo lato dell'attivo, e $10,000 dollari di depositi sul suo lato del passivo. L'infusione di un prestito da $9,000 farebbe aumentare le sue riserve a $10,000, coprendo così tutti i suoi depositi, ma incrementerebbe anche il suo debito dello stesso ammontare.

Se ogni depositante ritirasse i propri soldi, la banca rimarrebbe con $9,000 di debito al passivo, ma con $9,000 in crediti di prestito che non sono consentiti sul lato dell'attivo. Se la banca fosse costretta a cancellare i prestiti perché ogni depositante ritirasse i propri soldi, la banca rimarrebbe con $0 in attivo e $9,000 in debito verso il governo.

La soluzione presentata quindi non è affatto una soluzione, solo un meccanismo attraverso il quale lo stesso tipo di inflazione duratura dell'offerta di denaro potrebbe essere portata avanti sotto la copertura della piena riserva, lasciando continuare sia al governo che alle banche la creazione di denaro dal nulla. Ciò svaluta la moneta e provocare cicli di boom-bust, mentre arricchisce il governo e le banche.

Così, mentre si può essere d'accordo sulla soppressione della riserva frazionaria, la soluzione di Zarlenga al problema di transizione è profondamente sbagliata.



Spendere il Denaro

La soluzione della riserva al 100% prevede che il governo stesso gestisca la stampante e spenda i soldi appena creati. Spendendo i soldi per progetti e programmi "produttivi", come le infrastrutture, la sanità, l'istruzione e così via, Zarlenga sostiene che il denaro non perderà il suo valore nel tempo. L'inevitabile aumento dei prezzi sarebbe compensato, afferma, dalla produzione aumentata a cui conduce la spesa del governo.

Io sostengo che la soluzione della riserva al 100% farebbe aumentare i prezzi. Il governo dovrebbe sempre trovare nuovi programmi per cui spendere soldi. Più soldi spende il governo, più si svaluta il valore del denaro precedentemente stampato, facendo diminuire il potere d'acquisto di ogni dollaro esistente.

Ciò mostra anche la fallacia del ragionamento secondo cui il valore di un dollaro può essere impostato dal governo, che è uno degli argomenti chiave di Zarlenga. Il denaro è una funzione di diritto, come egli afferma da buon Aristotelico, il che significa che il suo valore può essere impostato e fatto rispettare dal governo.

Tuttavia, poiché la stampa di denaro è molto più facile che produrre beni reali e servizi, la produzione di nuovo denaro è probabile che supererà di gran lunga la produzione di nuovi beni e servizi. Quindi, al fine di impedire che i prezzi aumentino, il governo alla fine dovrebbe imporre controlli sui prezzi. Ciò è stato fatto diverse volte in precedenza, più di recente da Nixon nel 1970.

Tuttavia, il controllo dei prezzi porterebbe semplicemente al caos economico e al mercato nero, dove le persone cercano di fare gli scambi a prezzi di mercato reali. Inoltre, l'inflazione cronica nei prezzi incoraggerebbe le persone a prendere in prestito e spendere, dato che il valore dei loro debiti sarebbe in costante declino. I creditori dovrebbero contrastare ciò con tassi di interesse sempre più alti, rendendo l'investimento a lungo termine molto difficile, che a sua volta sconvolgerebbe notevolmente l'attività economica.

Dal momento che Zarlenga intende finanziare cose come la sanità e l'istruzione con il denaro stampato dal governo, diventa evidente come sarebbe inflazionisticamente catastrofica la soluzione del 100%. Nell'intervista, Zarlenga dice che uno dei progetti di spesa rinnoverebbe le infrastrutture della nazione. Secondo i calcoli degli ingegneri civili, una revisione completa di strade, ponti, e così via costerebbe $2.3 biliardi. Ciò potrebbe essere pagato, secondo Zarlenga, con la stampante.



La Dimensione Morale

Zarlenga critica gli economisti per molte cose. Una di queste è che gli economisti hanno tolto la morale alla scienza economica. Dice anche che gli economisti hanno cercato di nascondere questa esclusione della morale, perché se questa atrocità fosse stata riferita alla gente si sarebbe sentita oltraggiata.

Naturalmente, la morale non ha alcun posto nella scienza economica. La scienza è, per sua stessa natura, priva di valori. Quando si tenta di spiegare perché l'azione A ha sortito la conseguenza B, si dovrebbe esaminare la teoria e la realtà. E' solo quando si inizia a difendere certe azioni o programmi, come la soluzione della riserva al 100%, che entra in gioco la morale. Esaminiamo quindi gli aspetti morali della riforma monetaria di Zarlenga.

Fin dall'inizio, stampare dollari dal nulla, dichiarandoli a corso legale e acquistando beni e servizi con essi equivale ad un furto. La stampante acquista beni senza dare qualcosa di valore reale in cambio. Dopo tutto, il denaro è solo inchiostro su carta senza alcun valore proprio se non quello che deriva dalla forza violenta del governo.

Inoltre, sono sempre coloro che prendono la nuova moneta per primi a trarre i maggiori benefici. In questo caso, sarebbe il governo. Ma anche coloro che la prendono per secondi ne beneficiano, mentre la nuova moneta possiede ancora la maggior parte del suo valore. I destinatari del nuovo denaro possono girare ed ascquisire ancora qualcosa in cambio di niente. La quantità che può essere acquisita diminuisce nel tempo, per cui coloro che prendono il denaro per ultimi sono quelli che pagano per i guadagni dei destinatari precedenti.

Zarlenga menziona esplicitamente la sanità e l'istruzione come ambiti della spesa pubblica, in quanto ciò andrebbe a vantaggio delle masse, che altrimenti non potrebbero permettersi tali servizi. Quello che non riesce a capire è che non sono gli studenti ed i pazienti che ne beneficiano, ma gli ospedali e le università. Sarebbero i medici professionisti e gli accademici ad essere i veri destinatari del denaro. Sono loro che sarebbero pagati per i servizi che forniscono, e il costante afflusso di nuovo denaro in questi settori alzerà ovviamente i prezzi in maniera significativa nel corso del tempo.

Ogni sbronza con nuovo denaro sottrarrà valore dalla quantità di denaro esistente, il che significa che dopo il furto iniziale della proprietà da parte del governo e dei suoi gruppi di interesse preferiti, la svalutazione della moneta continuerà ad un ritmo sempre crescente; più il dollaro si svaluta ogni anno, più il dollaro dovrà essere stampato ogni anno per pagare le stesse cose. Visto che le persone sono lontane dalla stampante, ciò significa che il valore dei loro risparmi e redditi sarà trasferito a chi stampa denaro e ai primi destinatari della nuova moneta, proprio come accade oggi.

Un altro problema evidente con il governo che stampa denaro è che crea un comportamento da ricerca di rendita. Con nuovi rifornimenti di denaro provenienti dal governo ad un tasso crescente, diventa sempre più ragionevole per le corporazioni private fare pressioni per una parte della torta della spesa pubblica piuttosto che rivolgersi ai consumatori. A lungo andare, questo significa che una parte sempre crescente del settore privato diventerà dipendente dall'afflusso di nuovo denaro del governo.

Da un punto di vista morale, non fa differenza chi falsifica il denaro e acquisisce la proprietà in cambio di niente. Rimane sempre una frode ed un furto.



Conclusione

Non ha senso sostenere qui la causa Austriaca per una moneta merce. Ci sono molti libri di facile lettura che la sostengono. Lo scopo di questo articolo è spiegare che non importa quanto dannoso sia un sistema, può sempre peggiorare. Non tutte le riforme portano miglioramenti. Come abbiamo visto, la soluzione della riserva al 100% è piena di conseguenze non volute.

Quando questa crisi economica si evolverà in una crisi valutaria, e molto probabilmente accadrà, una riforma diventerà inevitabile. La domanda è allora quali idee per una riforma ci sono in giro per il popolo ed i politici.

La riforma auspicata dal Zarlenga e presentata al Congresso da Dennis Kucinich può benissimo fare riferimento a politici e burocrati. Inoltre, l'ostilità crescente verso la FED e l'establishment bancario nel suo complesso probabilmente incoraggerà gli Americani a supportare Zarlenga e l'iniziativa di Kucinich. Superficialmente, la soluzione sembra abbastanza ragionevole e ha il sostegno di un membro del Congresso molto popolare.

Basta pensarci. Strapperebbe via i privilegi delle banche e rimetterebbe il potere del denaro nelle mani del popolo attraverso i loro rappresentanti eletti; spezzerebbe il racket del monopolio dei banchieri, che permette loro di pagare miliardi di dollari in bonus, mentre la gente comune soffre. Non vi suona familiare? Non è come è stato venduto il sistema della Federal Reserve al popolo Americano dopo il Panico del 1907?

Per gli Austriaci, è facile respingere Zarlenga come un fanatico, che, in base alle ridicole attestazioni che fa, lo è senza dubbio. Allora perché dovremmo prestare attenzione ad uno come lui? Perché se non lo facciamo, possiamo aumentare il rischio che abbia successo nel far diventare legge l'American Monetary Act. Dopo tutto, sistemi monetari simili sono stati provati in precedenza.

Questo è il motivo per cui gli Austriaci devono esporre i pericoli reali di un tale sistema. Sarebbe un errore pensare semplicemente che ognuno che riconoscerà i suoi problemi interni li respingerà. Se il governo può approvare un emendamento costituzionale per rendere legge il Federal Reserve Act e creare così una banca privata centrale, di sicuro può fare anche questo.

Quindi, oltre a sostenere la causa di una soluzione di libero mercato nei settori monetari e bancari, gli Austriaci devono argomentare contro tutti i loro avversari intellettuali. Zarlenga è uno di loro, e non va preso alla leggera.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: http://francescosimoncelli.blogspot.it/


martedì 19 ottobre 2010

La Bancarotta dello Stato Assistenziale Finlandese

Una nota canzone di Rino Gaetano diceva: "Spendi spandi, spandi spendi, effendi". Il dovere dello Stato: mala gestione finanziaria e sperperi. Ed uno dei tasti dolenti della spesa dei governi (ogni anno in crescente aumento) è rappresentato dallo stato assistenziale (welfare), che come una bella bottiglia di liquore placa la "sete" dell'ubriaco...il problema? Se ne vuole sempre di più. La mala allocazione dei fondi porta così alla soppressione di quelle attività che potrebbero conferire l'eccellenza; ma i favori elettorali contano di più e non ci si dovrebbe sorprendere poi di notizie simili.
In
questo passaggio Grussner ci presenta la realtà della Finlandia, "fiore all'occhiello dell'Europa", disastrata finanziariamente dagli sprechi statali.
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di Kaj Grussner


I progressisti in America sono spesso inclini ad elogiare lo stato assistenziale europeo come un'argomento per il Grande Governo, nondimeno per il dibattito sulla sanità pubblica. Indicano i paesi europei, spesso i paesi nordici social-democratici, come modelli da seguire, con la loro sanità pubblica, il sistema pubblico scolastico, una rete generosa di sicurezza sociale e tutte le persone felici che vivono lì.

Questa linea d'argomento ha preso una spinta significativa quando Newsweek ha dichiarato che la Finlandia era il miglior paese del mondo in cui vivere, seguito subito dopo dalla Svezia e dalla Svizzera. E sicuramente sono felici. Dopo tutto non c'è povertà in questi grandi paesi, il popolo è istruito e le persone in generale non hanno una preoccupazione nel mondo, perchè il benevolo governo è sempre lì per risolvere ogni problema.

Molte persone hanno provato a sfatare questo mito, ma ancora persiste. Non presumo di essere in grado di mettere questo argomento a tacere, ma ci sono alcune cose che dovrebbero essere conosciute circa questa utopia, del "miglior paese del mondo" — la Finlandia.


Istruzione di Governo

Come altri paesi scandinavi, alla Finlandia piace vantarsi del suo sistema di istruzione pubblica. Tutte le scuole sono controllate dal governo, anche le università. Non ci sono tasse scolastiche per gli studenti finlandesi. Al contrario, gli studenti vengono effettivamente pagati circa 400€ al mese per prendere una laurea, in aggiunta a prestiti studenteschi pesantemente sovvenzionati, pasti studenteschi, ecc. Un'istruzione eccellente e gratuita è vista come un diritto, e visto che è un diritto deve essere accessibile. Per questo fine la Finlandia ha 20 università e 27 politecnici. Questo è un paese con circa 5,3 milioni di persone, 1 milione delle quali vive nell'area della capitale e dove solo cinque altre città hanno una popolazione di oltre 100,000.

Si potrebbe pensare che la cosa sia fantastica visto che ci sono così tanti posti di istruzione eccellente in un paese con così pochi abitanti, una prova che il suo popolo è istruito e civilizzato.

Prima di tutto la ragione per cui ci sono così tante università è una questione di politica regionale. I politici comprano i voti creando e mantenendo i lavori governativi in aree svantaggiate — il tranello più vecchio del mondo.

Secondo, la moltitudine delle università e politecnici porta giù il livello generale di istruzione, perchè una così piccola popolazione non può mantenere un alto standard di istruzione in così tanti posti diversi. Semplicemente non ci sono persone abbastanza qualificate in giro, per non menzionare che molte delle università e dei politecnici sono localizzati in zone tutt'altro che desiderabili. Solo poche delle università finlandesi possono rivendicare un vero alto standard d'istruzione. Ovviamente l'istruzione economica è sotto la media in tutti i livelli.

Terzo, un'alta istruzione così accessibile tenta migliaia di persone ogni anno a prendere una laurea, anche se non hanno nulla a che fare col mondo accademico. Ciò produce un gran numero di laureati, maestri e specialisti in scienze umanistiche che non hanno nessun valore nel mercato del lavoro perchè hanno studiato letteratura, storia dell'arte, religione, o qualcosa di simile. In molti casi non avevano scelto la loro materia di specializzazione perchè effettivamente pensavano che li avrebbe dato un lavoro; l'hanno scelta perchè a loro sembrava divertente o interessante, o era più facile da affrontare rispetto a scuole di giurisprudenza o mediche.

La disoccupazione tra le persone istruite è diventata un problema cronico. L'altra faccia della medaglia è che la Finlandia ha per lungo tempo avuto un'intensa scarsità di persone con talenti di mercato: carpentieri, idraulici, meccanici, e così via — persone che effettivamente potessero fornire un servizio di valore. La scarsità ha, in modo prevedibile, portato su i prezzi e prolungato gli anni di lavoro.


Sanità Pubblica

Come gli altri paesi scandinavi, la Finlandia ha una sanità pubblica. Questa è una delle cose di cui molti si vantano. Comunque il sistema sanitario è scarso anche per gli standard di una sanità pubblica.

Prima di tutto non è un sistema a pagamento unico, nel modo in cui lo si possa immaginare come un sistema sanitario controllato e finanziato dal governo — per esempio, dove è lo Stato centrale che provvede e controlla il sistema. Invece il sistema finlandese è municipale. Ogni comune è formalmente obbligato a fornire ai suoi cittadini assistenza sanitaria. Ovviamente non tutti i comuni possono permettersi un ospedale o persino un centro per la salute. Questo è perchè la Finlandia è divisa in miriadi di distretti sanitari, ognuno funge da ospedale e centro per la salute localizzati in alcuni dei comuni che compongono ogni distretto. In superficie ciò potrebbe sembrare ragionevole e buono. Dopo tutto, qual'è la differenza tra un sistema sanitario municipale e nazionale? Una abbastanza significativa, come si vedrà.

Un grande problema con un sistema sanitario municipale è che è molto restrittivo. Solo alle persone che sono registrate nel distretto è permesso usare i servizi sanitari lì. Se si ha un'emergenza si ha il diritto di essere soccorsi, ma appena si va fuori dal reparto di terapia intensiva bisogna essere trasferiti in un'ospedale del proprio distretto. Ciò ha portato a numerosi casi dove le persone sono state sballottate in giro da un posto all'altro, a spese del contribuente, per adempiere a queste regole amministrative.

Uno dei più bizzarri esempi di ciò fu quando una donna si sentì male nella capitale, Helsinki. Le furono date le cure d'emergenza, ma non appena l'emergenza finì sarebbe dovuta essere trasferita nel suo distretto, il quale si trovava in Rovaniemi, a più di cinquecento miglia verso nord. Tenete a mente che solo perchè si è fuori dal pronto soccorso non vuol dire necessariamente che si sta bene e si è pronti per tornare a casa. A causa del modo in cui il sistema sanitario municipale è strutturato, una persona malata deve essere trasportata a più di cinquecento miglia in un'ospedale diverso.

Una delle leggi fondamentali della società dice che: più aree amministrative ci sono entro uno Stato, più burocrazia producono. Tutti questi distretti sanitari devono ovviamente avere le proprie amministrazioni, che a loro volta devono mantenere i contatti con i funzionari sanitari in ogni comune del distretto, e tutti si devono coordinare con gli amministratori di ogni ospedale e centro per la salute. E poi si devono avere i funzionari sanitari, un'intero dipartimento pieno di questi, a livello nazionale per concludere le cose.

Come potete immaginare, l'efficienza non è uno dei principali attributi del sistema sanitario finlandese. Studi hanno mostrato medici in supplemento in alcuni posti con corrispondenti scarsità in altri. Molto pochi comuni possono permettersi di mantenere i servizi sanitari che la legge prevede. I centri per la salute sono stati e sono chiusi tutto il tempo, ma nessun amministratore è stato mai licenziato. Il governo centrale deve trasferire denaro ai distretti per mantenerli a galla su una base continua. In altre parole la Finlandia sembra avere un sistema sanitario controllato e finanziato dallo Stato centrale, ma in realtà ha un sistema municipale, il quale è risultato in una maggiore burocrazia.

Qualsiasi paese che vuole un sistema sanitario pubblico non dovrebbe guardare alla Finlandia come esempio da seguire. Una delle tragedie reali di questo fiasco è il fatto che la Finlandia ha alcuni dei migliori ospedali privati del mondo, ma a causa della sanità pubblica, molto pochi cittadini finlandesi traggono beneficio da questi.


Con la Licenza di Rubare

Come consulente sulle tasse partecipo frequentemente a battaglie legali con le autorità tributarie, rappresentando i miei clienti e provando a proteggere i loro diritti. In queste battaglie incontro l'arroganza, ed in alcuni casi la pura malevolenza del fisco, completamente senza ritegno. Non ho mai smesso di essere sbalordito dall'ignoranza e dall'insensibilità di questo particolare dipartimento dello Stato.

Di regola le autorità tributarie non si preoccupano della legge, in rari eventi nemmeno la conoscono. Non solo ciò, ma è chiaro da come agiscono che loro considerano ogni centesimo come se fosse il loro denaro, e potrebbero solo essere sostenuti dai contribuenti a loro discrezione. Accade anche che loro inventino argomenti che sono spudoratamente falsi e senza alcun sostegno legale in modo da riscuotere più tasse ed imporre altre varie sanzioni. Quando i contribuenti fanno ricorso contro le loro richieste oltraggiose, semplicemente ignorano i ricorsi e vanno avanti come se nulla fosse successo — anche se la costituzione dice che tutte le decisioni e le regolamentazioni fatte da un'agenzia del governo, devono essere basate sulla legge e minuziosamente spiegate.

Ciò non sembra applicarsi alle autorità tributarie comunque, e nemmeno altri principi legali. In tutte le altre questioni si è innocenti fino a prova contraria, ma se il fisco ti accusa di qualcosa, tocca alla persona provare la propria innocenza. Se si fallisce si è colpevoli, e sono le autorità tributarie che decidono se si fallisce.

Questo tipo di comportamento è sicuramente familiare ai cittadini americani, visto che l'IRS li ha sottoposti ad ogni tipo di violazione. Comunque queste violazioni, che hanno luogo non meno regolarmente in Finlandia come negli Stati Uniti, vanno contro l'aura di utopia che sembra circondare lo stato assistenziale social-democratico del Nord Europa.

Gli statalisti possono trovarsi a loro agio con alte tasse, ma anche loro tendono a divenire schizzinosi quando ascoltano la devastazione causata sui privati cittadini e sulle loro famiglie dalle autorità tributarie. E sono ovviamente i privati cittadini ed i piccoli imprenditori che soffrono della maggiore aggressione, poichè loro raramente hanno la conoscenza o le risorse per difendersi. I miliardari e le grandi corporazioni almeno hanno una possibilità di combattere; i piccoli invece no. Con tanti saluti alla società solidale.

In un sistema simile — con un codice tributario molto vago; funzionari tributari esenti da responsabilità legate alla loro condotta; spese legali onerose e mai risarcite che nascono dalle controversie contro le autorità tributarie — i diritti dei contribuenti sono costantemente violati. I funzionari non hanno interesse nel prendere la giusta decisione, così qualora un caso non è totalmente e completamente ovvio, giudicano in favore dello Stato.

Dopo tutto il contribuente può scegliere tra pagare tasse aggiuntive e spesso illegali, oppure spendere tempo e denaro per combatterle. E visto che i funzionari tributari possono ignorare ed ignorano costantemente gli argomenti dei contribuenti, perfino il più insignificante dei casi può essere mandato in appello tramite il sistema giuridico fino alla Corte Suprema, la più alta corte del territorio. Se il contribuente è sfortunato ci possono volere più di dieci anni per risolvere una disputa, che costa in tariffe legali più di decine di migliaia di dollari. E se vince non è risarcito per il tempo ed il denaro speso nel difendere i suoi diritti, nemmeno i funzionari tributari responsabili sono rimproverati per la loro condotta. Per questa ragione molte dispute tributarie sono risolte principalmente in riferimento ai precedenti legali, e questi ultimi mostrano per larga parte pagamenti da parte dei contribuenti. In altre parole lo Stato approva una vaga legislazione e poi fa pagare al contribuente la sua interpretazione.


Debiti in Aumento

La realtà ed il futuro dello stato assistenziale finlandese non è molto luminoso. La crisi in Grecia e gli altri paesi PIIGS (Portogallo, Irlanda. Italia, Grecia e Spagna) hanno fatto nascere discussioni fortemente necessarie circa lo stato delle finanze pubbliche in Europa. Per la prima volta dopo un lungo periodo, i politici stanno effettivamente parlando della necessità di tagliare la spesa di governo. Mentre ciò è indubbiamente positivo, anche quei politici che invocano i tagli della spesa non sembrano comprendere ciò che effettivamente voglia significare.

I deficit in aumento ed i debiti nazionali non sono il risultato di una scarsità di entrate tributarie. In Finlandia il tasso massimo dell'imposta marginale sul reddito per i cittadini è oltre il 50%. Una tassa sul valore aggiunto è imposta su tutti i beni e servizi ad ogni livello della produzione. L'aliquota fiscale sul normale consumo di beni e servizi è stata recentemente alzata dal 22% al 23%. Negli Stati Uniti c'è una grande moltitudine di altre tasse e dazi imposti su tutto, proprio sotto la luce del sole.

Ciò che ha portato lo stato assistenziale finlandese vicino alla calamità fiscale è stata la sua sempre crescente spesa di governo. Anche durante gli ultimi 15 anni precedentemente il collasso del 2008, un periodo ritenuto come uno dei più continui in relazione alla crescita economica, il debito nazionale non è stato ripagato. Nel 1994 il debito nazionale finlandese era di 51,7 miliardi di euro. Nel 2007 è salito a 56,1€. Alla fine del 2009 il debito è schizzato a 64,3€ miliardi ed alla fine del giugno 2010 è salito a 69,8€. Ciò nonostante il fatto che le entrate tributarie sono rimaste stabili e perfino incrementate dal 2000 al 2009. I grafici mostrano che la spesa di governo durante lo stesso tempo è salita da 33€ miliardi nel 2000 a 46,9€ miliardi nel 2009. La spesa progettata nel 2010 e nel 2011 è di 52,5€ miliardi e 50,4€ miliardi, rispettivamente. E' stimato che il debito nazionale raggiungerà il picco di 85€ miliardi alla fine dell'anno fiscale 2010.


Conclusione

La Finlandia è, ed a lungo è stata, la testimonial dell'utopico e social-democratico stato assistenziale europeo, ed è stata dichiarata il miglior paese del mondo in un bizzarro rifacimento del premio del Times a Ben Bernanke come Persona dell'Anno.

In Finlandia i progressisti credono che il grande governo funzioni. Come anche la sanità pubblica e la "gratuita" istruzione pubblica. E se la Finlandia lo può fare, allora possono anche gli Stati Uniti. La fallacia in questo argomento è che la Finlandia in realtà non può farlo, non più di quanto Obama possa mantenere le sue promesse.

Lo stato assistenziale finlandese arriva ad un prezzo che non ci possiamo permettere. Il sistema sanitario è severamente inefficiente e costoso, ed ostacola il normale accesso delle persone alle vere cure mediche fornite dal settore privato. L'istruzione pubblica è anch'essa molto costosa e costantemente a corto di denaro. I libri di testo sono passati di generazione in generazione, tutti leggono le stesse fallacie come quelli prima di loro, stabilito che i libri siano anche leggibili.

L'idea del diritto di tutti ad una laurea universitaria è risultato in un'alto numero di laureati universitari, ma le loro lauree sono spesso prive di valore nel mondo del lavoro. A causa delle alte tasse e dal rischio finanziario e legale delle persone assunte, un tasso di disoccupazione all'8% è considerato normale. E ho menzionato che il sistema pensionistico è per ogni pezzo molto simile allo schema di Ponzi come nel Sistema di Sicurezza Sociale degli Stati Uniti, e che è sull'orlo del collasso?

Il debito nazionale ha già raggiunto livelli allarmanti. Che dire di più, non c'è stato un periodo di tempo esteso in cui il capitale del debito sia stato sistematicamente ripagato. Al meglio è rimasto abbastanza stabile, solo per schizzare in alto di circa il 50% nell'ultimo paio di anni, se le proiezioni sono vere. Arriverà la bancarotta a meno che cambi significativi non vengano fatti.

Voglio, comunque, concludere con una nota positiva. Sondaggio dopo sondaggio i finlandesi erano straordinariamente favorevoli al taglio della spesa del governo come un mezzo per riportare sotto controllo le finanze pubbliche. Precedentemente i finlandesi non avevano fatto caso al pagamento delle tasse, ma ora stanno capendo il fatto che l'aumento delle tasse non è più un'opzione fattibile.

Il prossimo anno noi finlandesi andremo ai seggi elettorali per eleggere un nuovo parlamento. Spero che il risultato delle elezioni rifletterà questa importante e nuova constatazione.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: http://francescosimoncelli.blogspot.it/