Visualizzazione post con etichetta Greg Canavan. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Greg Canavan. Mostra tutti i post

giovedì 6 agosto 2015

Cambiamento di sistema!



Ricordo a tutti i lettori che è in vendita il mio libro "L'Economia E' un Gioco da Ragazzi". Manoscritto incentrato sulla diffusione delle idee della Scuola Austriaca attraverso spiegazioni e analisi semplificate e dirette. Una presentazione adatta ad un vasto pubblico, a dimostrazione che per capire l'economia non è necessario un gergo tecnico ma solo logica e buon senso. Il libro è disponibile sia su Lulu.com sia su Scribd.


__________________________________________


di Greg Canavan


Questa settimana sembra che sia iniziata da dove era finita l'altra. Cioè, con la Cina e la Grecia sotto i riflettori. La Grecia e l'Europa sembra proprio che stiano per implodere. Di più su questo argomento tra un attimo.

In primo luogo voglio raccontarvi qualcos'altro, qualcosa che sta accadendo nel mondo e che finora nessuno vi ha raccontato.

Venerdì scorso lo Shanghai Cooperation Council (SCC) ha accolto con favore l'India e il Pakistan. Si uniscono ai membri fondatori Cina e Russia, nonché ad una serie di altri paesi dell'Asia centrale. Le ammissioni sono avvenute nella città russa di Ufa, in un vertice organizzato da Vladimir Putin.

Come riporta il Financial Times, il consiglio è un "forum per i colloqui sulla sicurezza e sull'integrazione economica che copre una vasta area geografica sulla quale né gli Stati Uniti né l'Unione Europea hanno influenza, ma che comprende molti paesi d'importanza strategica globale."

In un periodo storico in cui il dominio degli Stati Uniti sulla scena mondiale sta calando, fatto evidenziato da una disintegrazione del Medio Oriente, l'emergere dello SCC rappresenta uno sviluppo significativo.

Quando si è bombardati dall'incessante ciclo di notizie dei media occidentali, a volte è difficile fare un passo indietro e guardare il quadro più ampio dell'economia globale. Ma rifletteteci un attimo e potrete vedere come il vasto blocco delle economie emergenti sta iniziando a chiedere un percorso economico diverso da quello proscritto dall'Occidente.

Questo percorso è caratterizzato da una morsa sulla politica monetaria globale e da istituzioni globali che formano e sostengono il "sistema". Infatti questo sistema agisce come una tassa sul resto del mondo, con i proventi che scorrono negli Stati Uniti attraverso il processo del signoraggio (permettendo agli Stati Uniti di pagare beni e servizi con denaro stampato quasi a costo zero).

Questo ha permesso agli Stati Uniti d'avere enormi disavanzi di bilancio e delle partite correnti per decenni. Quando si gestisce la valuta di riserva globale, il mondo allunga molti metri di corda con cui ci si può impiccare.

È da questo sistema globale che paesi come la Cina e la Russia si stanno divincolando. Sanno che non sono abbastanza forti da provocare un rapido cambiamento, quindi stanno unendo le forze convergendole nel loro blocco economico: sperano di destabilizzare le fondamenta dell'attuale ordine economico mondiale.

Jim Rickards, direttore di Strategic Intelligence, pensa che la soluzione al problema siano i "DSP". Si tratta di una moneta sovranazionale denominata "diritti speciali di prelievo", creata nel 1969 e amministrata dal Fondo Monetario Internazionale (FMI).

Nei prossimi sei mesi il Fondo Monetario Internazionale è destinato a cambiare la sua composizione, poiché la probabile ammissione dello yuan cinese al suo paniere di valute, andrà a fare compagnia a quelle già presenti: dollaro statunitense, euro, yen e sterlina.

Rickards pensa che presto questi DSP avranno una maggiore importanza nel sistema finanziario internazionale, andando a sostituire il dollaro USA e fungendo da "valuta" di riserva mondiale. Ecco un'anticipazione del prossimo pezzo di Rickards:

Gli individui non avranno i DSP, solo le varie nazioni li avranno nelle loro riserve. Queste nazioni non hanno alcun desiderio di rompere tale sistema, perché sono tutte d'accordo. Gli Stati Uniti non sono più il capo. Ora ci sono "Cinque Famiglie": Cina, Giappone, Stati Uniti, Europa e Russia, le quali operano attraverso il Fondo Monetario Internazionale.

Gli unici perdenti sono i cittadini dei paesi membri del FMI — persone come voi e me — le quali soffriranno dell'inflazione della valuta locale. Mi sto preparando con oro e hard asset, ma la maggior parte delle persone sarà colta di sorpresa, come i greci in fila davanti ai bancomat.

Un grande esempio della scomparsa delle istituzioni occidentali è quello che sta succedendo in Europa in questo momento. L'unione monetaria si sta rivelando un disastro. L'Europa si sta lacerando nello stesso modo in cui accadde 100 anni fa. Dal punto di vista sociale ed economico, le implicazioni potrebbero essere profonde.

La Germania è di nuovo la protagonista. Invece di offrire alla Grecia una riduzione del debito in cambio di riforme, sta giocando duro. Ed è estremamente difficile dire a che gioco stia giocando la Grecia.

Dopo il referendum della scorsa settimana e il "no" all'austerità, venerdì sera il parlamento greco ha votato per più austerità. Si scopre che la richiesta di un referendum e l'imposizione dei controlli sui capitali siano stati solo dei bluff.

Avendo seguito la vicenda su Twitter durante il fine settimana, ho appreso che la Grecia non ha nemmeno messo a punto i preparativi per uscire dalla zona Euro e tornare alla dracma. Non hanno, e non avevano, alcun piano B.

L'ex-ministro delle finanze greco, Yanis Varoufakis, ha scritto un pezzo graffiante sul Guardian. Ha accennato alle sproporzioni nel preparare il paese ad una nuova moneta in un breve lasso di tempo:

Per uscire dovremmo creare una nuova moneta da zero. Nell'Iraq occupato l'introduzione di una nuova cartamoneta ha impiegato quasi un anno, la mobilitazione delle forze armate USA, tre aziende di stampa e centinaia di camion. In assenza di tale sostegno, il Grexit sarebbe l'equivalente di una grande svalutazione con 18 mesi d'anticipo: una ricetta per liquidare tutto lo stock di capitale greco e trasferirlo all'estero con ogni mezzo.

Inoltre il primo ministro Alexis Tsipras ha detto di non avere un mandato che gl'imponga d'uscire dalla zona Euro. Il potere contrattuale della Grecia risiedeva nella minaccia di un'uscita credibile. Ora che la minaccia non è più credibile, la Grecia è in balia dei suoi creditori.

Francia e altri vogliono qualche compromesso. La Germania è tutto bastone e nessuna carota. Vuole che la Grecia accetti le riforme prima d'approvare un altro piano di salvataggio. Questo nonostante il fatto che le riforme dure non abbiano portato a niente di rassomigliante ad una crescita sostenibile.

Senza una cancellazione (anche parziale) del debito, non accadrà. Ma secondo Varoufakis, la ristrutturazione del debito non è mai stata all'ordine del giorno:

Nella mia prima settimana come ministro delle finanze sono stato ospite di Jeroen Dijsselbloem, presidente dell'Eurogruppo (i ministri delle finanze della zona Euro), il quale mi ha messo davanti ad una scelta netta: o accettare la "logica" del piano di salvataggio e abbandonare eventuali richieste di ristrutturazione del debito, o il nostro accordo di prestito "sarebbe saltato" – la ripercussione non detta era che le banche della Grecia sarebbero state chiuse.

La Germania sembra intenzionata a rompere la zona Euro, o almeno a rompere la Grecia per mandare un messaggio agli altri: non seguire lo stesso percorso. Questa è semplicemente coercizione e dominanza economica senza sostegno militare.

L'élite europea ha perso la bussola. Quello che sta facendo dovrebbe essere condannato in tutto il mondo. Invece è la Grecia a sopportarne il peso. Forse si tratta semplicemente d'ideologia politica, come ha sottolienato Phil Anderson, direttore di cicli Cycles, Trends and Forecasts, la scorsa settimana in un aggiornamento per i suoi abbonati.

Gli eventi greci sono un gioco tra l'ideologia di destra e di sinistra. Vi posso assicurare che se il governo greco fosse stato molto più di destra, i guai sarebbero finiti già da un bel pezzo.

La storia è inequivocabile su questo punto.

Dal 1917 ogni governo di sinistra che ha preso il potere democraticamente (o meno), soprattutto i comunisti, ha immediatamente attirato l'attenzione degli Stati Uniti e (adesso) dei paesi della NATO.

Forse il gioco finale è un cambiamento di sistema? Questo è l'unico modo per mantenere la morsa dell'élite al potere. Non c'è da stupirsi se agli occhi del mondo l'Occidente sta perdendo il bandolo della matassa.

Sedetevi e prendete appunti, cari lettori, stiamo entrando in un periodo storico molto turbolento.

Saluti,


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: http://francescosimoncelli.blogspot.it/


giovedì 23 luglio 2015

Perché l'oro si trova sulla soglia di un nuovo mercato toro




Ricordo a tutti i lettori che è in vendita il mio libro "L'Economia E' un Gioco da Ragazzi". Manoscritto incentrato sulla diffusione delle idee della Scuola Austriaca attraverso spiegazioni e analisi semplificate e dirette. Una presentazione adatta ad un vasto pubblico, a dimostrazione che per capire l'economia non è necessario un gergo tecnico ma solo logica e buon senso. Il libro è disponibile sia su Lulu.com sia su Scribd.

________________________________________


di Greg Canavan


MELBOURNE — Crack!!

Questo è stato il suono che ha fatto il prezzo dell'oro quando venerdì ha rotto il suo sostegno.

Le gold stock hanno subito un duro colpo. L'indice gold bug HUI, che tiene traccia delle grandi imprese nel settore aureo a livello mondiale, è sceso oltre il 5%. Gli alti livelli di debito accumulati durante il boom stanno ora incidendo sulle azioni, mentre il prezzo dell'oro in dollari scende verso il costo di produzione.

Ora ogni uomo e ribassista si aspetta la discesa verso i $1,000 l'oncia. E potrebbe anche arrivare. Dal punto di vista tecnico è qui che possiamo trovare il prossimo grande livello di "supporto", e gli operatori che cercano di fare soldi durante i ribassi faranno del loro meglio per arrivarci.

Quindi cosa c'era dietro il suddetto crack?

Beh, l'attuale ipotesi di un imminente innalzamento dei tassi negli Stati Uniti, non ha aiutato la causa dell'oro. E anche l'annuncio delle riserve auree cinesi ha pesato sul sentimento, aumentate molto meno del previsto.

Come ha riportato MarketWatch.com:

Per la prima volta in sei anni la Cina ha diffuso i dati sulle proprie riserve auree, ma gli investitori dicono che l'ammontare dell'inventario reale resta ancora un mistero.

Venerdì la Banca Popolare Cinese ha pubblicato le cifre relative alle sue riserve d'oro per la prima volta sin dal 2009. Le sue riserve auree ufficiali ammontavano a 53.3 milioni d'oncie, o 1,658 tonnellate, nel mese di giugno.

L'ultima volta che la Cina ha segnalato le cifre ufficiali è stato nell'aprile del 2009. Allora la cifra era pari a 1,054 tonnellate, secondo Ross Norman, CEO di Sharps Pixley.

L'ultimo totale è circa la metà di quello che il mercato pensava che fosse.

Queste non sono questioni importanti. Ma sono state sufficienti per mandare in pezzi il supporto, cosa che ha generato maggiori vendite.

Sul tema delle riserve auree della Cina, il cosiddetto numero "inferiore alle previsioni" non ha sorpreso gli osservatori più esperti, come il nostro Jim Rickards, direttore di Strategic Intelligence.

Già a maggio di quest'anno, Jim ha scritto un saggio in cui ha discusso della Cina e delle sue riserve auree. Ha detto che la Cina vuole entrare "nel club" e per farlo deve giocare secondo le regole.

Le regole del gioco dicono che c'è bisogno di un sacco d'oro per giocare, ma non bisogna magnificarlo o discuterne pubblicamente. Soprattutto non si deve trattare l'oro come denaro, anche se l'oro lo è sempre stato.

I membri del club mantengono il loro oro a portata di mano per ogni evenienza, ma per il resto, lo disprezzano pubblicamente e fanno finta che non abbia alcun ruolo nel sistema monetario internazionale. La Cina sarà chiamata a fare lo stesso. È importante notare che la Cina non agirà nel miglior interesse degli investitori nell'oro; agirà nel suo miglior interesse. [...]

Nel frattempo, entro la fine dell'anno la Cina probabilmente annuncerà l'ammontare reale delle sue riserve auree. Ma non aspettatevi fuochi d'artificio. La Cina ha tre luoghi dove conservare l'oro — Banca Popolare di Cina, PBOC; State Administration of Foreign Exchange, SAFE; China Investment Corp., CIC.

La Cina potrà trasferire abbastanza oro alla PBOC quando sarà pronta e si rivolgerà al FMI affinché permetta allo yuan di far parte dei DSP. Nel frattempo, può ancora nascondere l'oro presso il SAFE e la CIC.

Jim non si aspettava i fuochi d'artificio da questo annuncio, e aveva ragione. Jim è più avanti rispetto alla maggior parte degli analisti dell'oro. Le sue fonti d'intelligence non sono seconde a nessuno.

È decisamente ironico che il deludente annuncio di cui è stata protagonista la Cina, potrebbe essere il catalizzatore che spedirà l'oro sempre più in basso. Ma il mercato opera in modo misterioso.

Dico "spedirà sempre più in basso" perché questo è ciò che sembra che accadrà. Lasciate che vi dica il perché. Nei mercati dei futures, il cosiddetto "denaro gestito" (praticamente dagli hedge fund) sta ora shortando una quantità record d'oro. Essere posizionati "short" significa che si sta scommettendo su un calo dei prezzi.

Potete vederlo nel grafico qui sotto:




Questa è la più grande posizione short nella storia di questo gruppo di trader. Ed è probabile che acquisterà più slancio al diminuire del prezzo dell'oro.

Questo significa che l'oro prezzato in dollari potrebbe scendere ancora di più. Ma un tale calo aggiungerebbe solo benzina al fuoco di un eventuale rimbalzo. Si consideri il seguente commento del trader Martin Armstrong:

In cima, la maggioranza è posizionata long e diventa il carburante per qualsiasi crollo del mercato.

In fondo, si sviluppa l'opposto per tutte le posizioni short. Si accalcheranno per l'oro a $600 e conteranno i loro profitti entrando in tale trade. Diventano il carburante per far salire il mercato, cosa che inizia sempre con un rally per proteggere le posizioni short; le persone cercano di vendere continuamente ad ogni rally, volendo raggiungere quel nuovo minimo, così come le persone al vertice rimangono convinte che un declino sarà seguito da nuovi massimi.

Mentre questo mercato orso dell'oro raggiunge il suo crescendo, e mentre i media mainstream mettono una pietra sulle prospettive dell'oro, tenete presente che siamo in prossimità del fondo con una quantità record di scommettitori che puntano su altre discese di prezzo.

Inoltre tenete a mente che sto parlando del prezzo dell'oro in dollari USA. Come ho sottolineato in numerose occasioni, il prezzo dell'oro in dollari australiani è in un mercato toro. Attualmente viene tradato a $1,535 l'oncia, ed è quasi il 20% al di sopra dei suoi minimi del 2013.

Questo anche grazie ad un dollaro australiano in discesa, il quale sta scendendo più velocemente rispetto al dollaro statunitense.

È vero che si vuole vedere l'oro aumentare in termini di dollari USA prima di diventare troppo entusiasti circa le prospettive a lungo termine dell'oro, ma come vi ho mostrato non siamo troppo lontani da tale punto.

Quindi non ignorate il mercato dell'oro. Ci stiamo avvicinando al punto di massimo pessimismo. La storia ci dice che è sempre un buon momento per farsi coinvolgere.

Saluti,


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: http://francescosimoncelli.blogspot.it/


lunedì 21 luglio 2014

La manipolazione del prezzo dell'oro non avrà ripercussioni

«Due settimane fa, quando è uscita la notizia del primo caso confermato di manipolazione dei prezzi dell'oro (perché nonostante tutti gli "scettici" sostenessero il contrario, e cioè che ogni altra classe di asset poteva essere sistematicamente manipolata, ma non l'oro, giammai l'oro, si è invece scoperto che -- sì -- anche il prezzo dell'oro è stato manipolato), avevamo detto che questo sarebbe stato solo il primo di molti casi simili (e molto diversi) presentati alla popolazione. Oggi, tramite il Financial Times, apprendiamo solo una minuscola frazione di ciò che potrebbe saltare fuori da questo articolo: "Trading to influence gold price fix was ‘routine’." Approviamo la supervisione editoriale che ha preferito la parola "influenzare" a "manipolare" -- trasmette al lettore sensazioni molto più... distaccate.»

~ Gold Price Manipulation Was "Routine", FT Reports, Zero Hedge, 3 giugno 2014.
___________________________________________________________________________________


di Greg Canavan


Che si tratti di una coincidenza o no, non lo sappiamo, ma l'oro è rimasto molto tranquillo sin da quando lo scorso aprile Deutsche Bank ha lasciato la propria posizione nel London gold fixing panel.

Prima di ciò, i regolatori stavano indagando su questo London gold "fix"... e qualcosa puzzava.

Il London gold fix è un processo mediante il quale cinque banche di investimento impostano (errr... aggiustano) il prezzo dell'oro due volte al giorno a Londra. E' andato avanti così sin dal 1919, quando N.M. Rothschild controllava il processo.

Ma a gennaio la Deutsche Bank ha annunciato che avrebbe abbandonato la sua posizione (sotto la pressione del regolatore finanziario tedesco). Si sperava che avesse venduto la sua posizione ad un altro player, ma stranamente nessuno era interessato. Di conseguenza a fine aprile ha lasciato il suo posto con un preavviso di due settimane.

Allo stesso tempo la Deutsche si è dimessa anche dal silver fix. Poiché la correzione quotidiana del prezzo dell'argento aveva solo tre partecipanti, questa mossa ha effettivamente ucciso il processo di fissaggio dei prezzi. La correzione del prezzo dell'argento, che ha avuto inizio nel 1897, cesserà ad agosto di quest'anno.

Quindi qui abbiamo un player importante che esce da una posizione apparentemente venerabile. Poi, poche settimane più tardi, la Financial Services Authority (FSA) del Regno Unito ha multato Barclays Bank per un ammontare di £26 milioni per aver manipolato il processo del gold fix. Naturalmente questo è stato solo un incidente isolato, e la FSA ha anche multato un "trader ombra" di Barclays per un ammontare di £96,000 per aver preso parte alla manipolazione.

Forse è per questo che il prezzo dell'oro è stato molto tranquillo in queste ultime settimane. I manipolatori sanno che i regolatori stanno guardando. Ognuno si sta comportando "bene", ma non durerà a lungo.

La multa a Barclays per aver manipolato il gold fix, evidenzia che razza di racket degenere sia diventato l'intero sistema finanziario. E' un grande modello di business per le banche e gli stati. Ecco come funziona:

I governi e le banche centrali assicurano una costante politica di inflazionismo e di denaro facile... il quale fluisce nelle grandi banche commerciali prima che arrivi a chiunque altro nell'economia. Questo fiume di denaro è sicuro che corromperà anche il cittadino più onesto, perché quando si tratta di soldi se ne può sempre avere di più, giusto?

E' ovvio poi che in un tale sistema si avranno errori di giudizio, mancanza di supervisione, inganno e corruzione. Ma le autorità di regolamentazione cercano di fermare tutto ciò?

No, impongono solo multe per ottenere la loro parte. Le multe non scoraggiano il comportamento negativo; sono solo un costo del fare business.

Nel 2013 la FSA ha incassato quasi £500 milioni... finora è arrivata a £141 milioni.

Secondo l'analisi del Financial Times, le banche d'investimento globali hanno pagato $100 miliardi per vertenze giuridiche dopo la crisi finanziaria del 2008. Eppure nessun dirigente di una qualsiasi grande banca ha avuto a suo carico accuse penali.

Il nostro insegnante di economia al liceo una volta ci disse: "Ragazzi, se state pensando di entrare nel business della criminalità, fate il lavoro dei colletti bianchi. Ci andranno leggeri se vi coglieranno in fallo." Aveva fatto centro... più di quanto avrebbe pensato al momento.

I regolatori non sono interessati alle accuse penali. Non sono interessati a scoraggiare tale comportamento. Sono interessati a prendere la loro parte ed a mandare avanti il gioco. E' uno sporco racket e siete voi che ne state pagando il prezzo.

Date un'occhiata alla storia di Barclays. La recente multa per il gold fixing fa riferimento al 2012, pochi giorni dopo che la stessa banca ha ricevuto una multa record per la manipolazione del tasso di interesse "Libor". Ora i dirigenti della banca sono sotto investigazione da parte del Serious Fraud Office del Regno Unito, per affari sporchi in Qatar nel corso del 2008. Ma che bella banca che è Barclays!

Non aspettatevi che queste cose si fermino qui. E' quello che succede nelle ultime fasi del capitalismo clientelare. I critici sono pronti a sottolineare come il capitalismo sia il problema. Non è così.

Il problema principale è la manipolazione costante del tasso di interesse. Mantenendo i tassi al di sotto del "tasso naturale" (il tasso di libero mercato in cui si incrociano le esigenze dei risparmiatori e degli investitori) per un periodo di tempo prolungato, si vengono a creare distorsioni su grande scala; non c'è, quindi, una sana correzione degli errori accumulati.

Nel frattempo, i banchieri si comportano male ed i regolatori tassano questo comportamento (ma non lo scoraggeranno). Questa situazione porterà ad un maggiore risentimento e ad una la lotta di classe. Gli estimatori di Thomas Piketty e dei suoi schemi marxisti di ridistribuzione della ricchezza guadagneranno trazione, e la ricchezza reale diminuirà ulteriormente poiché i produttori verranno tassati a morte.

Tornando alla manipolazione dell'oro, stiamo asisstendo all'inizio della fine di un'epoca a Londra. Il Financial Review riporta oggi che:

La Cina ha avvicinato banche estere e produttori di oro affinché partecipino insieme ad un gold exchange mondiale a Shanghai, hanno riferito persone vicine alla vicenda. Il più grande produttore e importatore mondiale del metallo giallo cerca una maggiore influenza sulla determinazione dei prezzi.

La scorsa settimana lo Shanghai Gold Exchange (SGE) ha ottenuto il via libera dalla banca centrale per lanciare una piattaforma di trading globale, una mossa che potrebbe sfidare il predominio di New York e di Londra nel commercio dell'oro e nella determinazione dei prezzi.

Questa è una grande impresa, e ci vorrà un po' di tempo. Ma se la Cina può garantire un processo di prezzaggio più trasparente rispetto a Londra, sarà sulla buona strada per usurparne il posto come centro importante di commercio di oro. L'altra grande sfida per la Cina è quella di proteggere i diritti della proprietà privata.

I grandi detentori di oro (pensate ai sauditi) sono felici di lasciare il loro oro a Londra, perché il Regno Unito è sicuro (è un'isola ed è difficile da invadere) e sanno che le autorità non confischeranno il loro oro. Ha una lunga storia di protezione della proprietà privata.

I sauditi si sentirebbero sicuri a lasciare il loro oro sul continente cinese? Non adesso. Ma la Cina può sgretolare il vantaggio competitivo del Regno Unito promulgando leggi sui diritti di proprietà e sostenendole in tutte le circostanze.

Per lo meno la Cina vuole sviluppare un hub di trading asiatico per il metallo prezioso, così come per altre materie prime di cui è grande consumatrice. Strappare una parte di questo ruolo a Londra dovrebbe migliorare la trasparenza dei prezzi e del business. Quando si tratta di hub di trading, la liquidità genera altra liquidità e potrebbe presto dominare il mercato, trasformando Londra in una semplice unità di immagazzinamento... non è un business molto redditizio.

Saluti,


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: http://francescosimoncelli.blogspot.it/


martedì 27 maggio 2014

Mercati FX: La chiave per predire i movimenti di prezzo dell'oro





di Greg Canavan


Nel 1914 l'oro era denaro.

Allora il denaro non era un debito o un credito, era semplicemente oro e le banche creavano credito in cima alle loro riserve d'oro. Non potevano sbizzarrirsi nel processo di creazione del credito, perché c'era solo tot. oro nel mondo e la sua offerta cresceva di circa il 2%.

Inoltre l'oro (non il debito) era una forma di pagamento internazionale, quindi la crescita del debito era fortemente contenuta. Se si aveva un deficit commerciale, i creditori richiedevano il pagamento in oro per saldare il debito. Se si era a corto di oro, i tassi di interesse sarebbero saliti (per scoraggiare il consumo e favorire il risparmio) e il deficit commerciale sarebbe oscillato lentamente verso un surplus.

Questo è più o meno come il gold standard manteneva le cose in equilibrio. Ma nel 1922 tutto è cambiato...

Dopo quella data il mondo imboccò il percorso su cui è oggi, dove denaro, debito e credito sono tutti termini intercambiabili. Dove il debito deve aumentare affinché il sistema possa andare avanti, e dove aumenterà a tal punto che collasserà su se stesso.

La maggior parte della gente pensa che l'architettura monetaria mondiale sia cambiata in peggio nel 1971, quando Nixon recise il legame del dollaro con l'oro . Ma in realtà fu un piccolo evento nel 1922 che diresse il sistema monetario globale sul suo attuale corso.

Nel frattempo, abbiamo dato uno sguardo alla presentazione di Marc Faber ad una conferenza tenutasi a Melbourne, Australia, e la sua premessa fondamentale è che il sistema sia ormai agli sgoccioli.

Per quanto riguarda il denaro, il Wall Street Journal descrive come nel 2013 sia rallentata la crescita degli utili per le grandi banche cinesi. I profitti delle banche industriali e commerciali della Cina sono cresciuti del 10%, il ritmo più lento sin dal 2006. Gli utili della Banca di Cina sono cresciuti del 12%, il secondo ritmo più lento sin dal 2006. E la Banca Agricola di Cina ha fatto registrare un 15% di aumento degli utili, ma si trattava ancora del ritmo più lento sin dal 2010.

Le grandi banche cinesi fanno profitti grazie allo stato. Anche se la normativa è stata un po' allentata di recente, per anni la repressione finanziaria ha permesso alle grandi banche di intascare uno spread del 3% sui prestiti. Cioè, i depositanti ricevevano un interesse del 3%, mentre gli oneri finanziari erano del 6%. La differenza se la portava a casa la banca.

Come mostra il grafico qui sotto, dal 2009 la crescita dei prestiti in Cina è stata enorme. Anche se sta rallentando leggermente, è ancora di poco inferiore al 15%. Il recente rallentamento è per la maggior parte dovuto al "settore bancario ombra," che è incluso nel tasso di crescita del "total credit."




Ma il problema è che alcuni dei prestiti concessi dalle banche durante la fase di boom, stanno tornando indietro a chiedere il conto...

Le sofferenze bancarie sono in aumento e la bolla del credito si sta sgonfiando, le banche dovranno scordarsi i profitti del passato. Aspettatevi una maggiorazione di questi problemi nei prossimi anni. Il mercato se li aspetta sicuramente, motivo per cui le banche cinesi sembrano "a buon mercato."

Cosa è successo al buon vecchio "denaro"? L'oro, àncora di salvataggio del sistema finanziario globale, ora non è altro che un relitto in un mare di debiti. Ieri sera è sceso di un altro paio di dollari, e attualmente è circa $100 l'oncia inferiore a quello che era 10 giorni fa. Addio alla ripresa dell'oro!

L'oro è una mera ombra di se stesso. Il trading nel mercato dell'oro è ora dominato da moduli cartacei (derivati) del metallo. Il trading del metallo fisico costituisce una parte molto piccola del mercato totale.

Quando un sistema finanziario passa da sonante a non-sonante, crea più rivendicazioni sugli asset reali rispetto alla loro disponibilità fisica. Quindi il sistema crea asset di carta per assorbire l'offerta costante di nuovo denaro/credito/debito. Da qui l'esplosione del mercato dei derivati ​​negli ultimi decenni.

La maggior parte degli investitori non possiede asset reali; vi è semplicemente "esposto" tramite il mercato dei derivati​​. Oppure nel caso dell'oro, che ricopre anche il ruolo di moneta alternativa, i derivati ​​(o i relativi moduli cartacei) si estendono ai mercati valutari. Già negli anni '70 l'oro ha ricevuto un simbolo di valuta, XAU, che lo ha reso disponibile per il trading nei mercati dei cambi (FX).

I mercati FX sono enormi. Sono i più grandi mercati del mondo per volume. Nel 2011 il London Bullion Market Association (LBMA) ha pubblicato una relazione nella quale mostrava come la compensazione giornaliera nel mercato dell'oro raggiungesse l'equivalente di 5,400 tonnellate, pari a circa $240 miliardi di quell'anno.

L'anno scorso abbiamo inviato una e-mail al LBMA nella quale chiedevamo se il trading dell'oro, come valuta FX, fosse il responsabile degli enormi volumi. Abbiamo ottenuto la seguente risposta:

La relazione comprendeva tutte le forme di trading dell'oro, incluso quello valutario che ha contribuito ai numeri significativi che sono risultati dall'indagine.

Quindi la maggior parte del trading "dell'oro" avviene nei mercati FX e non ha nulla a che fare con l'oro fisico. Non c'è da sorprendersi se sia stato trasformato in una bestia volatile. I segnali di prezzo corretti che il povero vecchio oro fisico veicolava, mettendo in guardia dagli eccessi del sistema, sono stati smorzati per bene.

Saluti,


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: http://francescosimoncelli.blogspot.it/


martedì 15 aprile 2014

Illusioni sull'origine della ripresa economica





di Greg Canavan


Mentre il polverone nei mercati del ferro e del rame si deposita a terra, facciamo un passo indietro e valutiamo i danni.

Entrambi i metalli sono fortemente coinvolti nella bolla del credito della Cina. Cioè, commercianti, speculatori e chiunque altro abbia voluto entrarci ha "monetizzato" le sue partecipazioni di rame/ferro e poi ha speculato con i proventi.

Nelle ultime settimane è diventato chiaro come le autorità cinesi abbiano voluto mettere fine a questa speculazione destabilizzante. Hanno quindi progettato una vendita di yuan nei confronti del dollaro. Questo perché un trading preferito tra gli speculatori era quello di fare una scommessa basata su un derivato: lo yuan avrebbe continuato ad apprezzarsi rispetto al dollaro. Politica monetaria allentata, come al solito.

Almeno fino a quando le autorità non vi hanno posto fine. Le loro azioni hanno un po' spaventato il mercato e hanno inflitto alcune perdite. Poi è arrivato il primo default di obbligazioni societarie, un altro avvertimento agli speculatori. Oltre a questo, c'è stato il recente report rilasciato dal parlamento cinese in cui si facevano numerose menzioni di un freno all'eccesso di capacità nel settore siderurgico. Un classico avvertimento lanciato a coloro che hanno puntato su quel minerale.

Combinati, questi eventi sembravano accadere uno dietro l'altro, ed è per questo che la scorsa settimana avete assistito a grandi diminuzioni di prezzo sia del rame che del ferro. Le liquidazioni tendono ad essere brevi e taglienti, quindi per il momento potete probabilmente aspettarvi un po' di calma in questi mercati.

Ma ora la questione è: com'è la domanda per questi metalli? Inferiore a quanto soleva essere. Dopo cinque anni di crescita del credito senza precedenti, possiamo tranquillamente dire che la performance passata non è indicativa del futuro.

Con il mercato in un umore rialzista, non c'è dubbio che spazzerà via le preoccupazioni della Cina e darà una lezione ad alcuni speculatori: speculazione finita, pasticcio ripulito, andiamo avanti.

A nostro avviso, questo è l'inizio del disfacimento della massiccia bolla del credito in Cina. Le autorità cercheranno di contenerla, e potrebbero anche riuscirci all'inizio, ma una volta che il masso guadagnerà velocità diventerà sempre più difficile fermarlo.

Però non c'è solo la Cina con un problema di bolla del credito/debito. Il mondo è davvero impazzito quando ha pensato che l'attuale "ripresa" fosse qualcosa di diverso dall'ennesimo tentativo di alimentare la crescita attraverso il debito.

Secondo un recente rapporto della Banca dei Regolamenti Internazionali (BRI), da metà 2007 a ​​metà del 2013 i livelli di debito globali sono aumentati del 40% arrivando a superare i $100 bilioni. Si tratta di un aumento di $30 bilioni, gran parte del quale è debito pubblico.

Quindi cerchiamo di capirci qualcosa. Dopo aver sopportato le peggiori condizioni finanziarie ed economiche nella Grande Depressione, a causa dello scoppio della bolla del debito privato, abbiamo aumentato il nostro indebitamento del 40% per provare a progettare una ripresa. La sanità mentale è solo un ricordo sbiadito del passato?

Questa massiccia iniezione di "denaro" (perché il debito pubblico viene effettivamente speso nell'economia globale non appena viene creato) non ha nemmeno portato ad una crescita economica osservabile, ha solamente causato un paio di crisi e ha aumentato le tensioni sociali. Ben fatto!

Ma il meglio deve ancora venire. La relazione della BRI sottolinea, inoltre, che durante lo stesso periodo di tempo il valore di tutto l'equity mondiale è sceso di $3.86 bilioni, a $53.8 bilioni. L'equity rappresenta il capitale privo di rischi, mentre il debito è solo un obbligo verso qualcun altro. Il fatto che l'equity sia tornato a quello della metà del 2007, vi dà qualche indicazione circa il successo di questa "ripresa." Non stiamo creando ricchezza, stiamo solo creando guadagnai transitori alimentati dal debito.

Con l'equity in calo e il debito in ascesa, l'economia globale è nettamente più indebitata rispetto a prima. In realtà, secondo le cifre della BRI, i livelli di "gearing" del mondo sono passati dal 121% del 2007 al 185% del 2013.

Non c'è da meravigliarsi se i prezzi dell'equity stanno andando così bene in seguito all'ultima bolla del debito. Stanno beneficiando di un enorme aumento della leva finanziaria. Se siete confusi, considerate che "l'equity" è la base su cui la leva opera la sua magia.

Quindi se acquistate una casa da $500,000 con un acconto del 10%, il vostro "equity" sulla casa è di $50,000. Avete una leva finanziaria di 10 a 1. Se i prezzi delle case aumentano del 5%, il vostro equity guadagna $25,000, o il 50%. Ecco come funziona la leva finanziaria. Funziona anche nella direzione opposta. Un calo del 5% cancellerebbe il 50% del valore del vostro equity.

In altre parole, una piccola dose di crescita può tradursi in buoni guadagni di capitale in un'economia altamente dipendente dalla leva finanziaria. Questo è esattamente ciò che sta accadendo ora. La crescita del debito pubblico sta alimentando la crescita economica, la quale sta sfruttando i guadagni nei mercati azionari globali.

Sembra tutto grandioso, non è vero? Ma non pensateci troppo, potreste diventare un po' nervosi. Quanto tempo può durare? Finché avremo fiducia nei titoli di stato. Ma se i governi continuano a spendere come se non ci fosse un domani, questa fiducia diminuirà lentamente. Ecco perché si sta facendo tanto rumore per un contenimento della spesa ed un ritorno alla "normalità" per i tassi di interesse.

Ma questo non può avvenire se la crescita non rallenterà fino a livelli inaccettabili. Una crescita più lenta o stagnante in un'economia altamente indebitata inizierà ad impattare in modo negativo sui valori dell'equity, soprattutto se verrà seguita da una recessione (motivo per cui i "gestori" dell'economia faranno di tutto per evitarla).

In breve, siamo alla fine della linea temporale dell'attuale sistema del debito. E' incredibile, ma siamo riusciti ad allungarla per altri cinque anni utilizzando la credibilità dei governi di tutto il mondo e spendendo sempre di più.

Per quanto possiamo dire, non resta loro molta credibilità. Nei prossimi anni, ciò diventerà dolorosamente evidente. I tumulti nei mercati del credito della Cina potrebbero essere il catalizzatore della prossima crisi del debito. Perché se la Cina rallenta, gli Stati Uniti dovranno riempire il vuoto. Il che significa più spesa basata sul debito.

Questa potrebbe essere la goccia che farà traboccare il vaso.

Saluti


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: http://francescosimoncelli.blogspot.it/


lunedì 31 marzo 2014

Dollari USA: I canali del sistema finanziario





di Greg Canavan


Sin dal maggio dello scorso anno, le notizie finanziarie si sono concentrate fondamentalmente sulla possibilità di un tapering. Non preoccupatevi, non ne discuteremo qui... lo menzioniamo solo perché pensavamo al dollaro e alle valute in generale, e anche a ciò che determina il valore di una moneta.

Vedete, noi pensiamo che tutta la storia del tapering sia solo una truffa. La storia che vi viene data in pasto recita che l'economia americana sta migliorando e che, di conseguenza, i tassi di interesse devono "normalizzarsi."

Quello che sta irrobustendo questo concetto è il rafforzamento del dollaro. Gli investitori vedono che il dollaro sta aumentando rispetto a tutta una serie di altre valute e pensano che rappresenti una preferenza per gli asset degli Stati Uniti, preferenza basata sullo stato di salute della loro economia.

Pensiamo che sia molto più complicato di così.

Ci basiamo sulla considerazione che il capitale fluisca attraverso una moneta, e non in essa. Questa idea avrà bisogno di un po' di spiegazioni, ma è davvero interessante quindi seguiteci.

Innanzitutto, bisogna comprendere il flusso generale dei capitali in tutto il mondo. Semplificando, gli Stati Uniti sono la fonte di gran parte della liquidità mondiale ed il capitale fluisce attraverso i loro $500 miliardi annui di deficit commerciale.

In altre parole, gli Stati Uniti succhiano $500 miliardi di beni e servizi in più rispetto a quelli che inviano al resto del mondo, quindi devono compensare questa quantità eccedente con la cartamoneta. In realtà pagano con prestiti, e lo fanno attraverso l'emissione di buoni del Tesoro.

Di conseguenza i capitali fluiscono fuori dal paese attraverso il dollaro (per comprare, ad esempio, yuan cinesi) per pagare beni e servizi. Ma quasi istantaneamente i cinesi rimandano indietro i capitali attraverso il dollaro, o per meglio dire, mediante asset denominati in dollari (come i buoni del Tesoro).

E' questo flusso costante che sostiene il valore del dollaro. Quando escono un po' più di capitali rispetto a quelli che entrano, il dollaro si indebolisce rispetto a qualsiasi valuta che non mantiene un flusso uguale. E quando l'afflusso è maggiore del deflusso, accade il contrario.

Quindi quello che state vedendo ora, è un afflusso verso asset denominati in dollari. Ma, come abbiamo detto, è più complesso di così. Ecco quello che pensiamo stia accadendo...

I flussi di capitale basati sul commercio internazionale di beni e servizi sono solo una parte dell'equazione. I flussi di capitale "speculativi" giocano un ruolo importante nel determinare il valore di una valuta.

Ad esempio, il governo degli Stati Uniti emette buoni del Tesoro per finanziare il suo deficit, cosa che rappresenta una spesa per beni e servizi reali. Questi bond, pur essendo IOU del governo, rappresentano anche un asset finanziario... uno di quelli che il relativo titolare può "usare" per le sue speculazioni.

Cioè, se possedete un bond del Tesoro lo potete utilizzare come garanzia per prendere in prestito dollari e poi spenderli per esporvi, ad esempio, nei mercati emergenti. Quando il QE era in pieno vigore e la liquidità scorreva, tale trading era abbastanza popolare.

Ma ora, con il mercato in attesa che la festa del QE finisca, o come minimo di un suo rallentamento, tali flussi speculativi si stanno invertendo. Il capitale speculativo sta tornando velocemente indietro attraverso il dollaro, spingendo verso l'alto il suo valore rispetto a tutta una serie di valute (soprattutto valute dei mercati emergenti).

Quindi ci sono due flussi di capitale da tenere a mente qui: quello che riguarda gli scambi di beni e servizi reali e quello che fa riferimento al trading finanziario/speculativo.

In questo momento pensiamo che la forza del dollaro sia più legata a quello che sta accadendo sul lato speculativo del mercato... i flussi finanziari. E se abbiamo ragione, sta in realtà mascherando importanti debolezze strutturali del dollaro.

Perché?

A causa di ciò che sta accadendo sul lato commerciale dello spettro. Gli Stati Uniti stanno ancora generando un deficit commerciale annuo di circa $500 miliardi (cioè un deflusso di dollari per pagare beni e servizi). Affinché il dollaro rimanga stabile (ignorando il lato finanziario delle cose, per il momento) gli stranieri devono colmare questa lacuna mandando indietro capitale (comprando asset denominati in dollari).

Ma in questo momento i creditori esteri non lo stanno facendo. L'appetito per gli asset statunitensi di lungo termine, in particolare le obbligazioni del Tesoro, è in calo ... e di tanto. Questa non è una cosa buona per il dollaro, ma in questo momento i capitali speculativi stanno tornando negli Stati Uniti (passando per il dollaro) e stanno mascherando questo problema strutturale.

E la promessa della FED di un tapering sta peggiorando le cose. Attualmente la Federal Reserve sta comprando mensilmente circa $35 miliardi di buoni del Tesoro, o $360 miliardi l'anno. Questo è più che sufficiente per coprire il deficit commerciale, ma non è certamente salutare avere la propria banca centrale che finanzia il 100 % del consumo in eccesso.

In realtà, è addirittura pericoloso. Perché invece di farlo gli stranieri, situazione che comporta la vendita di valuta estera per acquistare dollari, la FED sta creando più dollari per acquistare asset denominati in dollari.

Ciò può sembrare un po' confuso, quindi cerchiamo di semplificare ulteriormente. Quando gli stranieri finanziano i deficit degli Stati Uniti, tale pratica rappresenta un'autentica domanda di dollari (o di circolazione dei capitali attraverso i dollari). Quando lo fa la Federal Reserve, rappresenta un aumento del dollaro rispetto alle valute estere. Non è un bene per il suo valore di lungo termine.

E tutti quei "dollari," o asset denominati in dollari, sono ancora là fuori. 30 e rotti anni di deficit commerciali siedono nelle banche centrali straniere di tutto il mondo sotto forma di buoni del Tesoro degli Stati Uniti. Lo stock di debito federale, detenuti all'estero, è enorme. In altre parole, c'è una grande quantità di debito denominato in dollari al di fuori dei confini degli Stati Uniti.

Come probabilmente saprete, i prezzi sono fissati al margine. Il prossimo venditore (e l'acquirente) fissa il prezzo di una sola unità dell'enorme stock denominato in dollari.

Quindi se qualche straniero volesse vendere, e nessun altro straniero volesse comprare, è probabile che sarà la FED a diventare il compratore marginale. Tale transazione è negativa per il dollaro, in quanto creerebbe una transazione in cui il dollaro compra il dollaro.

In ultima analisi sarà negativo sia per il valore del biglietto verde sia per i partner commerciali degli Stati Uniti. A sua volta ciò aumenterà il prezzo delle importazioni, che potrebbe spingere verso l'alto il valore nominale del deficit commerciale e peggiorare le cose. O gli Stati Uniti potrebbero mettere la testa a posto e consumare di meno, cosa che solo rendimenti obbligazionari più elevati potrebbero costringere a fare.

Chi lo sa? Ma quello che sta diventando più chiaro sono i problemi irrisolvibili di un eccesso di debito in tutto il sistema finanziario internazionale. Il tapering, i flussi di capitali speculativi, l'aumento dei rendimenti obbligazionari e la riduzione del deficit commerciale spronata dai finanziamenti esteri, sono tutti fenomeni intrecciati.

I prossimi anni saranno molto interessanti. Molti scenari possono ancora saltare fuori, ma una ripresa sostenibile degli Stati Uniti non è uno di essi.

Saluti,


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: http://francescosimoncelli.blogspot.it/


martedì 18 marzo 2014

Il dilemma di Triffin





di Greg Canavan


C'è un'incompatibilità di fondo tra il raggiungimento di una stabilità economica globale ed una moneta unica nazionale che svolge il ruolo di valuta di riserva mondiale. Ma questa non è certo una novità, anche se gli eventi degli ultimi mesi hanno riportato questo tema sotto i riflettori.

L'economista belga/americano Robert Triffin evidenziò per primo questa incompatibilità nel 1960. Osservò che il ruolo del dollaro statunitense, come valuta di riserva mondiale, creava conflitti di interesse tra obiettivi economici nazionali ed internazionali.

Da un lato, l'economia internazionale necessitava di dollari per fini legati alla liquidità e per soddisfare la domanda di asset di riserva. Ma questo forzò, o almeno facilitò, gli Stati Uniti ad avere grandi deficit delle partite correnti.

Triffin sosteneva che tali deficit persistenti avrebbero infine messo sotto pressione il dollaro e portato alla scomparsa del sistema di Bretton Woods.

Il dilemma di Triffin, quindi, diceva che le esigenze di una moneta internazionale facevano sì che un eccesso di offerta ne avrebbe pregiudicato il valore.

Dopo la seconda guerra mondiale nacque il sistema monetario internazionale di Bretton Woods. Era un sistema a cambio fisso con il dollaro come valuta di riserva globale. Ma per garantire la stabilità e la disciplina finanziaria, le principali valute erano fissate al dollaro e il dollaro era fissato all'oro al prezzo di $35 l'oncia.

E' qui che spuntò il dilemma di Triffin.

Gli Stati Uniti capirono ben presto che lo status di valuta di riserva globale permetteva loro di avere grandi deficit. Questi ultimi venivano "pagati" emettendo dollari. Quando i dollari in eccesso iniziavano ad arrivare nelle banche centrali mondiali, venivano convertiti in oro. Questo abbassava il valore del dollaro rispetto all'oro.

In un primo momento le autorità cercarono di gestire il Dilemma. Nel 1961 stabilirono il "London Gold Pool" nel tentativo di mantenere il prezzo in dollari dell'oro a $35 l'oncia. Questo sistema funzionò per un po', ma poi crollò nel 1968 quando la Francia si ritirò dal Pool.

Le varie nazioni cercarono di preservare il sistema di Bretton Woods mantenendo un mercato dell'oro a due livelli: uno operante con il prezzo ufficiale a $35 dollari l'oncia, mentre l'altro con il prezzo di mercato che era ben al di sopra. Naturalmente una tale politica era completamente insostenibile e fallì.

Bretton Woods era allo stremo. Il presidente Nixon terminò il sistema una volta per tutte, quando nell'agosto 1971 sospese la convertibilità dei dollari in oro. Da quel punto in poi, il dollaro non sarebbe stato ancorato a niente ed il sistema monetario globale passò da fisso a variabile.

Quello che seguì fu un decennio di instabilità monetaria e di inflazione da record.

Incredibilmente, il dollaro conservò il suo ruolo di valuta di riserva mondiale per tutto quel decennio. Grazie alla sua potenza economica e militare, lo status del dollaro come valuta di riserva divenne sempre più accettato nel corso dei decenni successivi.

Ma il Dilemma di Triffin non è mai andato via. E' rimasto fuori dai radar, mentre le parti su entrambi i lati dell'equazione hanno goduto dei benefici reciproci dello status di riserva del dollaro.

Gli Stati Uniti ne hanno beneficiato pagando le importazioni con dollari essenzialmente a costo zero. A loro volta, i principali partner commerciali degli Stati Uniti hanno goduto di una forte domanda per i loro prodotti, creando occupazione e crescita dei redditi.

Gli enormi deficit causati da un eccesso di consumo degli Stati Uniti hanno prodotto una quantità enorme di liquidità in tutta l'economia mondiale. Mentre il Dilemma di Triffin avrebbe potuto prevedere un crollo del dollaro a causa della sua sovrabbondanza, un simile risultato non è accaduto.

I beneficiari del consumo degli Stati Uniti non hanno voluto che accadesse. Così hanno reinvestito i loro dollari in eccesso negli asset degli Stati Uniti, in particolare nel debito del governo. Tali azioni hanno sostenuto il dollaro, mantenuto bassi i tassi di interesse e perpetuato gli squilibri.

Alcuni commentatori definiscono questo stato di cose apparentemente felice "Bretton Woods II." Come si suol dire, i mercati creano le opinioni ma questa è nata da un'ignoranza di ciò che ha portato al collasso il primo sistema Bretton Woods.

I conflitti sottostanti individuati dal Dilemma di Triffin sono rimasti sempre lì. La facilità con cui gli Stati Uniti possono prendere in prestito e creare debito è stata tollerata per decenni. Non c'è dubbio che tale tolleranza è dovuta al fatto che l'oro è stato demonetizzato.

Ma nel 2007 ha raggiunto un punto in cui non poteva più essere sopportata. Non perché gli investitori hanno deciso di essere prudenti, ma perché la struttura del mercato non poteva più far fronte ad un debito esponenziale.

A questo punto, l'espansione decennale del credito statunitense si è trasformata bruscamente in una contrazione e gli asset dei mercati sono crollati. Nella carneficina, il dollaro è stato l'unico asset ad aumentare in valore rispetto a tutto il resto. Questo perché l'abbondante liquidità globale è evaporata rapidamente ed è ritornata alla fonte, spingendo verso l'alto il valore del dollaro.

Il punto qui è che in tempi di crisi, il dollaro viene commerciato come valuta di riserva mondiale avulsa dai suoi fondamentali nazionali (che sono depressi come in altri paesi). Questo è quello che avete visto alla fine del 2008 e all'inizio del 2009.

Quindi il Dilemma di Triffin sta cominciando a sollevare di nuovo la sua testa. La politica interna degli Stati Uniti predilige un dollaro più debole per stimolare le esportazioni e creare occupazione. Ma la situazione internazionale, guidata dal mercato, è più potente. Il dollaro si sta quindi rafforzando rispetto ad altre valute, mentre l'economia statunitense è ancora debole.

In passato la risposta degli Stati Uniti a questo rafforzamento della valuta sarebbe stata una politica di bassi tassi d'interesse e l'apertura dei rubinetti della liquidità. Ciò avrebbe aumentato la crescita del credito interno e la liquidità internazionale (pensate a tutti quei titoli del Tesoro USA che vengono accumulati nelle banche centrali straniere quando la crescita economica degli Stati Uniti è forte). Ma le munizioni del tasso di interesse sono state sparate.

Come ogni altro paese, gli Stati Uniti hanno bisogno di una valuta più debole. Tuttavia una valuta di riserva globale opera sotto regole diverse rispetto a quelle a cui sono sottoposte le valute ordinarie. In tempi di incertezza globale, come ora, il dollaro americano sarà forte a prescindere dai suoi fondamentali.

Con la zona euro sotto pressione, l'asset di riserva rimane il dollaro statunitense. Paradossalmente, ciò permetterà alle autorità statunitensi di perseguire politiche ancora più spericolate nel loro tentativo di fornire liquidità globale.

I conflitti insiti nel sistema monetario globale, che hanno portato alla grande crisi finanziaria, non sono stati affrontati. Il dollaro è servito come valuta di riserva mondiale senza essere legato all'oro, sin dal 1971.

Mentre in superficie l'esperimento è stato un successo, la sua eredità è un enorme cumulo di debito. La necessità di liquidità globale crea un incentivo per gli Stati Uniti a vivere al di là dei propri mezzi e ad ammassare ulteriore debito. Paradossalmente, i debiti siedono nei caveau delle banche centrali estere e mascherati da attivi. (E' da questa base patrimoniale che i sistemi bancari nazionali generano la propria crescita del credito.)

Ma i livelli di debito hanno raggiunto un punto in cui questo sistema non funziona più correttamente. La crisi del 2008 ha rapidamente ceduto il passo alla crisi europea del debito sovrano del 2010.

Le implicazioni per gli investitori sono molte. Aspettatevi continua incertezza e volatilità mentre il mondo comprenderà sempre di più come l'attuale sistema finanziario abbia raggiunto la data di scadenza. Questo è un processo graduale e sottile. Non lo vedrete buttato sulle prime pagine dei giornali, ma sta accadendo ora.

Nel breve termine dovreste aspettarvi il continuamento delle politiche monetarie allentate ed una mancanza di disciplina fiscale. Certo, il quadro generale ci suggerisce che il dollaro finirà per perdere il suo ruolo di valuta di riserva mondiale. Questo è un evento spalmato su più anni e certamente difficile da misurare in termini di effetto sui mercati.

Il FMI sta già tenendo conferenze sulle modifiche dell'architettura finanziaria. Pochissime persone capiscono la grandezza di quello che sta succedendo, ma non si è riflesso sul mercato dell'oro.

L'oro sarà uno dei principali beneficiari del cambiamento. Già negli anni '60 Robert Triffin mise in guardia dalla sovrabbondanza di dollari e dalla fine di Bretton Woods. Aveva ragione.

Il crescente prezzo dell'oro è stato il primo segnale della debolezza del sistema. Quindi il modo migliore per trarre profitto da questa instabilità è quello di possedere lingotti fisici (non ETF o gold certificates). Se doveste fare una scommessa di lungo termine sulle prossime modifiche al sistema finanziario, dovreste cercare di acquistare oro quando è debole.

Saluti,


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: http://francescosimoncelli.blogspot.it/