mercoledì 16 giugno 2021

Spianiamo la strada alle valute alternative rispetto al dollaro

 

 

di Michael Milano

Per essere un mezzo di scambio affidabile e utile, il denaro deve essere durevole, portabile, divisibile e riconoscibile, ma anche scarso. Il potere privilegiato dello stato di manipolare la scarsità di denaro ha avuto conseguenze disastrose per i sistemi monetari nazionali nel corso della storia. Il denaro, come tutto il resto, è soggetto alle valutazioni soggettive dei consumatori ed il suo valore di scambio, come disse Mises, è "il più importante, perché governa l'aspetto sociale e non solo l'aspetto individuale della vita economica". Le leggi sul corso legale e altri regolamenti imposti sulle valute causano discrepanze di valore.

Infatti quando gli stati intervengono per imporre un "valore ufficiale" su una moneta, le preferenze di mercato reali possono essere in parte osservate nel funzionamento della Legge di Gresham. Essa è convenzionalmente descritta come il denaro "cattivo" scaccia il denaro "buono", ma una definizione più accurata per Rothbard è che "il denaro sopravvalutato artificialmente dallo stato scaccerà dalla circolazione il denaro artificialmente sottovalutato". Immaginate un'economia dove viene emessa una moneta contenente un'oncia d'oro. Di fronte a debiti crescenti, lo stato sostituisce il rame al metallo più prezioso nel processo di conio, mantenendo il valore nominale della moneta. Secondo la Legge di Gresham, una volta che i cittadini riconoscono le incongruenze nel contenuto di metalli preziosi, sceglieranno di spendere le loro nuove monete artificialmente "sopravvalutate" mentre accumuleranno le loro vecchie monete artificialmente "sottovalutate".

Mentre il denaro "sopravvalutato" di ieri viene sottoposto a svalutazione, il denaro "sopravvalutato" di oggi è il risultato di una politica monetaria e fiscale sconsiderata. Nel corso dell'ultimo anno, M2 è salita del 29,7% secondo la Federal Reserve, da $15.405 miliardi a febbraio 2020 a $19.979 miliardi a marzo 2021. Dall'avvento della Federal Reserve, il potere d'acquisto del dollaro è sceso di oltre il 96% (cioè $1 oggi è l'equivalente di $26,14 nel 1913). Il quantitative easing sfrenato ha ulteriormente amplificato le preoccupazioni sull'inflazione ed i dubbi globali sulla stabilità del dollaro.

Le leggi sul corso legale negli Stati Uniti richiedono alla popolazione di accettare il pagamento di debiti e tasse in dollari. Questa forma di controllo coercitivo dei prezzi ha stabilito il biglietto verde come unità di conto nell'economia. Allo stesso modo, le gravose normative fiscali rafforzano il dollaro "sopravvalutato" costruendo barriere di utilizzo per i suoi rivali.


La tesi delle criptovalute

Possiamo vedere gli effetti di queste normative nel modo in cui viene utilizzato Bitcoin.

Secondo l'IRS Bitcoin ed altre criptovalute sono considerati proprietà ai fini fiscali, pertanto l'atto di acquistare beni e servizi con BTC viene identificato come un evento di realizzazione il quale richiede all'acquirente di dichiarare eventuali guadagni. Ignorando i problemi di scalabilità, i requisiti onerosi che costringono gli utenti a tenere traccia di guadagni e perdite per tutte le transazioni alla fine impediscono a BTC di fungere da mezzo di scambio efficace.

D'altra parte, se c'è una reale domanda di mercato per varie criptovalute, i regolamenti statali progettati per scoraggiare l'uso di qualcosa di diverso dal denaro "ufficiale" faranno sì che i soldi "non ufficiali" diventino valuta "sottovalutata".

Pertanto, in conformità con la Legge di Gresham, le criptovalute verrebbero accumulate piuttosto che diffuse in generale. Nella comunità Bitcoin, ad esempio, questa mentalità è personificata dal meme Hodl il quale incoraggia gli utenti ad accumulare bitcoin piuttosto che spenderli. È stato generato un ciclo di feedback in cui livelli maggiori di inflazione nel denaro fiat hanno portato ad un'inondazione di ricchezza in BTC, rafforzando ulteriormente la percezione che sia una riserva di valore affidabile. Questa mentalità è stata adottata da numerose società, che hanno trasferito parte delle loro riserve di liquidità in BTC (ad esempio, Tesla, MicroStrategy, Square e MassMutual).

Grazie a così tante restrizioni dello stato sull'uso di alternative al dollaro, possiamo solo immaginare quale sarebbe la relazione tra dollari e bitcoin in un mercato funzionante. Per scoprirlo, sarebbe meglio spianare la strada all'eliminazione delle leggi sul corso legale e degli onerosi requisiti fiscali. Ciò consentirebbe agli individui di valutare genuinamente le reali differenze nel potere d'acquisto.

Ciò è improbabile, però, perché i politici dipendono molto dall'inflazione dell'offerta di dollari per un guadagno politico. Che siano Democratici o Repubblicani, i politici all'interno del nostro attuale sistema perpetuano attivamente il warfare/welfare state, e questo sarebbe molto più difficile da fare con una moneta basata sul mercato non soggetta alla facile inflazione da parte delle banche centrali.

Questi politici promuovono politiche monetarie espansive a vantaggio di gruppi clientelari, mentre assecondano la loro base elettorale. Come notato da Hayek: "[Con] la sola eccezione dei 200 anni del gold standard, praticamente tutte le realtà della storia hanno usato il loro potere esclusivo di emettere denaro per frodare e depredare la popolazione". Privare lo stato di questo potere esclusivo costringerebbe prima di tutto il ritorno della responsabilità. Se la minaccia della violenza e dell'imprigionamento fosse eliminata, la popolazione potrebbe valutare liberamente la qualità delle diverse valute e agire di conseguenza.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: https://www.francescosimoncelli.com/


martedì 15 giugno 2021

Se Joker incontrasse Jordan Peterson

 

 

di Dan Sanchez

Cosa serve per trasformare una persona normale in un mostro? Per creare un omicida di massa, un terrorista, un Joker?

Secondo lo stesso Joker: "Una giornata storta".

È così che racconta la sua storia in Batman: The Killing Joke, una graphic novel del 1988 di Alan Moore e Brian Bolland. Questa storia sulle origini ha influenzato il nuovo film sul Joker.

Una volta Joker era un uomo normale. Cercava di essere un buon marito, si preparava a diventare padre e si sforzava di lavorare come comico, ma le sue battute facevano pena e la sua famiglia era intrappolata nella povertà. Si sentiva un fallito, sopraffatto dall'umiliazione e dalla colpa.

Poi una banda criminale gli offre una via d'uscita: se li avesse aiutati con un solo colpo, sarebbe diventato ricco. Nel disperato tentativo di cambiare vita, accetta.

Ma poi ecco arrivare la "giornata storta": il giorno della rapina sua moglie incinta muore in un incidente. Tenta di abbandonare il piano criminale, ma la banda non glielo permette. La rapina va male: interviene Batman e mentre cerca di sfuggire alla cattura, finisce per cadere in una pozza di rifiuti tossici. Ne emerge come un pagliaccio avvolto dalla pazzia ed inizia a comportarsi come tale.

Una giornata storta l'ha portato alla follia e all'omicidio.

Potete immaginare cosa potrebbe fare a voi una giornata storta come quella appena raccontata. Probabilmente non vi trasformerebbe in un super cattivo, o in un serial killer, ma potrebbe comportare gravi problemi di salute mentale. Forse ansia, forse depressione, forse peggio. Per alcuni una grande tragedia può spingerli oltre il limite.


Joker incontra JBP

Ciò solleva importanti domande sulla vita reale. Cosa possiamo fare di fronte ad una tragedia? Come possiamo ridurre la sofferenza? Come possiamo prevenire il male?

Queste sono sfide a cui il Dr. Jordan B. Peterson ha pensato tutta la sua vita. Peterson è uno psicologo clinico, un professore universitario e una superstar su YouTube. Molti giovani affermano che i suoi discorsi hanno cambiato le loro vite in meglio.

Ha anche studiato il male molto in profondità. Ha letto i diari di assassini e ha studiato genocidi e dittatori.

E se Jordan Peterson incontrasse Joker? Immaginate che lavori come psicologo presso l'Arkham Asylum, dove Joker trascorre la maggior parte del suo tempo quando non è fuori ad uccidere le persone. Se Joker fosse il paziente di Jordan Peterson, in che modo lo analizzerebbe?


Il credo omicida

Prima di tutto il Dr. Peterson diagnosticherebbe a Joker una grave forma di nichilismo. Il dizionario definisce il nichilismo come un rifiuto dei "principi morali: la convinzione che la vita sia priva di significato". Peterson identifica il nichilismo come una delle radici del male.

Nel suo bestseller, 12 Rules for Life, Peterson ha scritto che la sofferenza porta alcuni a credere che la vita sia un "accanimento della mala sorte". Questo li rende pieni di risentimento verso la società, la vita e persino l'esistenza stessa. Per alcuni questa visione del mondo ha motivato "un omicidio di massa, spesso seguito da un suicidio".

Ad esempio, Peterson ha osservato che il nichilismo e il risentimento hanno motivato Eric Harris, uno degli autori del massacro della Columbine High School nel 1999. Harris e il suo partner hanno ucciso dieci compagni prima di uccidersi. Il giorno prima del massacro, Harris dimostrò il suo nichilismo quando scrisse sul suo diario:

È interessante quando sono nella mia forma umana, sapendo che morirò. Tutto ha un tocco di banalità.

E il suo risentimento era evidente quando scrisse:

Vi odio, gente, per avermi lasciato fuori da così tante cose [...]. Avevate il mio numero di telefono, volevo partecipare... ma no, voi dovevate escludermi. IO ODIO LE PERSONE e loro farebbero meglio a temermi.

La sofferenza porta alcuni ad abbracciare il nichilismo e il risentimento, e li usano come scuse per atti mostruosi.

In The Killing Joke, è esattamente quello che ha fatto il Joker: ha usato la sua "giornata storta" come scusa per abbracciare il nichilismo e sguazzare nel risentimento.

È tutto uno scherzo! Tutto ciò che ho apprezzato o per cui ho lottato... È tutto un maledetto scherzo!

Joker si arrabbia anche contro la "vita e tutta la sua ingiustizia casuale" e "il fatto inevitabile che l'esistenza umana sia folle, casuale e inutile". Ha scelto di impazzire perché "in un mondo psicotico come questo... qualsiasi altra risposta sarebbe folle!"

Joker ha cercato di giustificare la sua scelta eseguendo un mostruoso esperimento: ha cercato di far impazzire un uomo normale dandogli la sua "giornata storta". Rapisce il commissario di polizia, James Gordon, e gli dà il giorno peggiore della sua vita (vi risparmierò i dettagli raccapriccianti). Voleva "dimostrare un punto": l'unica risposta alla tragica commedia della vita è il nichilismo e la follia.


Eroi di tutti i giorni

Ma Peterson avrebbe detto a Joker che si sbagliava. La gente comune può conservare la moralità e la sanità mentale anche di fronte ad una tragedia. La gente comune lo fa ogni giorno. Come ha scritto Peterson:

Conoscevo un uomo, ferito e disabile a causa di un incidente d'auto, impiegato in un'impresa del luogo. Per anni dopo l'incidente ha lavorato fianco a fianco con un altro uomo, che da parte sua soffriva di una malattia neurologica degenerativa. Hanno collaborato compensando l'uno l'inadeguatezza dell'altro. Questo tipo di eroismo quotidiano è la regola piuttosto che l'eccezione.

In The Killing Joke anche il commissario Gordon dimostra che Joker aveva torto. Nonostante venga torturato fisicamente e psicologicamente, Gordon non solo conserva la sua sanità mentale ma i suoi standard etici. Dopo che Batman lo salva, Gordon insiste sul fatto che Joker venisse arrestato e che fosse trattato secondo la legge. Anche dopo tutto quello che aveva passato, Gordon non cade in un risentimento contro il mondo, o persino nei confronti del suo tormentatore. Mantiene saldo il suo codice e non cerca vendetta, ma la giustizia e lo stato di diritto.

Quando Batman affronta Joker, gli fa notare il suo fallimento.

Per inciso, ho parlato con il Commissario Gordon prima di entrare qui. Sta bene. Nonostante tutti i tuoi giochini malati è sano come non lo è mai stato. Quindi forse le persone normali non sempre si rompono. Forse non c'è bisogno di strisciare sotto una roccia in caso di problemi. Forse sei solo tu che hai dei problemi.

Secondo Batman la gente comune può allontanarsi dal sentiero oscuro del nichilismo e del risentimento, anche di fronte alla tragedia. Jordan Peterson sarebbe d'accordo:

Alcune persone degenerano nell'inferno del risentimento e dell'odio dell'essere, ma la maggior parte si rifiuta di farlo, nonostante le loro sofferenze, delusioni, perdite, inadeguatezze e bruttezze, ed è un miracolo per coloro che hanno gli occhi per vederlo. 


Un supereroe del mondo reale

L'eroismo quotidiano è davvero miracoloso. Eppure lo spirito umano è capace di fare ancora di più. Ad esempio, Peterson ha scritto qualcosa sul famoso scrittore russo Aleksandr Solzhenitsyn:

[...] aveva tutte le ragioni per mettere in discussione la struttura dell'esistenza quando fu imprigionato in un campo di lavoro sovietico. [...] Fu arrestato, picchiato e gettato in prigione dal suo stesso popolo. Poi prese il cancro. Sarebbe potuto diventare risentito e rabbioso. [...] Ma il grande scrittore, il profondo e vivace difensore della verità, non permise alla sua mente di rivolgersi alla vendetta e alla distruzione.

Invece di intraprendere la strada del nichilismo e del risentimento, scelse la strada del miglioramento personale, anche se malato e imprigionato. Quel percorso lo portò a scrivere un libro sugli orrori del sistema carcerario sovietico intitolato, The Gulag Archipelago. Questo libro si è rivelato così potente, così influente, che contribuì al crollo dell'Impero sovietico. La Russia ha ancora prigionieri politici vittime di abusi, ma probabilmente molto meno grazie a Solzhenitsyn.

Una risposta così eroica alla tragedia confonderebbe Joker. In The Killing Joke dice che anche Batman deve aver avuto la sua "giornata storta". Quindi perché non ha "compreso l'ironia malata" della vita? "Perché non ridi?" gli chiede Joker.

"Perché l'ho già sentito prima", risponde Batman, "e non è stato divertente la prima volta" (e poi lancia Joker attraverso uno specchio del luna park).

Come tutti sappiamo, Batman ha avuto "una giornata storta". Quando era un bambino, i suoi genitori sono stati assassinati proprio davanti ai suoi occhi. Ma a differenza di Joker ha rifiutato di arrendersi al risentimento e all'odio. Come Gordon, ha conservato la sua decenza umana ed è andato anche oltre. Come Solzhenitsyn, si è tenuto a livelli morali ancora più elevati e ha eroicamente salvato gli altri dal tipo di sofferenza che lui ha subito.


La responsabilità è la chiave

Qual è la differenza tra Batman e Joker, tra Solzhenitsyn e gli assassini di Columbine? Perché la sofferenza trasforma alcune persone in eroi e altre in mostri?

La più grande differenza è la responsabilità.

Eric Harris ha sicuramente dovuto sopportare sofferenze e ingiustizie, soprattutto a scuola, ma piuttosto che assumersi la responsabilità per la sua situazione, ha scelto di dare tutta la colpa agli altri.

E "una giornata storta" di Joker è stata in gran parte di sua iniziativa, ma non se ne è preso la responsabilità, invece ha incolpato "il mondo" e ha scelto la follia come modo per sopprimere del tutto tali ricordi.[1]

Batman avrebbe avuto una scusa migliore per non assumersi la responsabilità della propria "giornata storta". Dopo tutto, era solo un bambino quando i suoi genitori sono stati assassinati, ma se ne è assunto la responsabilità lo stesso. Il ricordo di quella notte lo ha spinto a fare del suo meglio per salvare gli altri da una simile tragedia.

Solzhenitsyn ebbe una risposta simile. Mentre era imprigionato ingiustamente, aveva una scusa plausibile per considerarsi una vittima. Invece abbracciò un livello di responsabilità che molti considererebbero estremo. Come ha scritto Peterson:

Durante le sue numerose prove, Solzhenitsyn incontrò persone che si comportarono nobilmente in circostanze orribili. Contemplò profondamente il loro comportamento, quindi si pose la domanda più difficile: ho contribuito personalmente alla catastrofe della mia vita? Se si, come? Ricordò il suo indiscutibile sostegno al Partito comunista. Riconsiderò tutta la sua vita, aveva un sacco di tempo per farlo. Cosa aveva sbagliato in passato? Quante volte aveva agito contro la propria coscienza, impegnandosi in azioni che sapeva essere sbagliate? Quante volte aveva tradito sé stesso e aveva mentito? Esisteva un modo attraverso il quale i peccati del suo passato potessero essere corretti, espiati, nell'inferno fangoso di un gulag sovietico?

Solzhenitsyn scrutò i dettagli della sua vita. Si pose una seconda domanda, poi una terza. Posso smettere di fare tali errori, ora? Posso riparare i danni causati dai miei fallimenti passati, ora? 

Questa era la mentalità che non solo gli ha consentito di sopravvivere, ma di cambiare il mondo.


La scelta

Torniamo alla domanda originale: cosa serve per trasformare una persona normale in un mostro?

"Una giornata storta" è la risposta di Joker, ma ha ragione solo in parte. Come ci dice Jordan Peterson, tutto dipende da come si risponde alla tragedia e alla sofferenza.

Se una persona risponde fuggendo dalla responsabilità, sprofondando nel nichilismo e nel risentimento, ciò può portare ad atti mostruosi che perpetuano la tragedia.

Ma se rispondiamo assumendoci la responsabilità, possiamo aiutare a prevenire inutili tragedie e trovare il vero significato nella vita.

La responsabilità è ciò che serve per trasformare una persona normale in un eroe.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: https://www.francescosimoncelli.com/


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Note

[1] In The Killing Joke, Joker dice:

Ricordare? Ohh, non lo farei mai! Ricordare è pericoloso. Il passato è un posto preoccupante e ansioso. [...] Quando ti ritrovi bloccato su uno spiacevole treno di pensieri che ti porta verso i luoghi del tuo passato in cui le urla sono insopportabili, ricordati che c'è sempre la follia. La follia è l'uscita di emergenza. Puoi sempre uscire e chiudere la porta a tutte quelle cose terribili che sono successe. Puoi rinchiuderle per sempre. 

Jordan Peterson avrebbe detto a Joker che questa è una pessima idea:

La memoria è uno strumento. La memoria è la guida del passato per il futuro. Se ricordate che è successo qualcosa di brutto e potete capire perché, allora potete provare ad evitare che accada di nuovo. Questo è lo scopo della memoria. Non è "ricordare il passato". Serve ad impedire che accada sempre la stessa dannata cosa. 

I ricordi ricorrenti vogliono insegnarci qualcosa. Se, come Joker, fuggiamo dai brutti ricordi, specialmente quelli carichi di colpa, non potremo mai impararne le lezioni.

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lunedì 14 giugno 2021

Sì, caro Krugman, i boom sono insostenibili

 

 

di William L. Anderson

Che Austriaci e keynesiani non condividano molti punti di vista sull'economia (o probabilmente su qualsiasi altra cosa) è ovvio, quindi una differenza di opinioni tra i due difficilmente sorprenderebbe qualcuno. Tuttavia è ancora importante sottolineare le differenze tra i due campi, soprattutto in questo momento in cui i keynesiani vanno alla grande a Washington (quando mai se ne sono andati?), soprattutto nell'amministrazione di Joe Biden, e, naturalmente, sulle pagine editoriali del New York Times.

Forse non c'è differenza più grande tra keynesiani e Austriaci delle loro convinzioni sui boom economici. In breve, i keynesiani credono che tutte le politiche dovrebbero promuovere i boom e anche quando si esauriscono lo stato dovrebbe impiegare tutti i mezzi per farlo andare avanti. Gli Austriaci, dall'altra parte, vedono i boom come momenti in cui massicci investimenti sbagliati si accumulano fino a quando l'intero sistema non può più reggere, portando agli inevitabili bust. In breve, i keynesiani affermano che i boom dovrebbero essere l'obiettivo dei policymaker mentre gli Austriaci li vedono come uno spreco, pericolosi e in definitiva distruttivi.

Come notato prima, i keynesiani detengono sicuramente le redini ufficiali del potere statale e sono anche i beniamini dei media generalisti. Janet Yellen, segretario al Tesoro degli Stati Uniti, è keynesiana. Il presidente del Federal Reserve System, Jerome Powell, non è un keynesiano per formazione accademica formale, ma certamente ha operato nel suo ufficio nello spirito di Keynes. E lo sceriffo keynesiano più rumoroso, Paul Krugman, esercita molta influenza dal suo trespolo al NYT. Gli Austriaci non si trovano da nessuna parte nelle alte sfere, né ai piani alti delle grandi aziende e certamente non a Wall Street.

Se il dominio politico e accademico fosse l'arbitro della verità, allora i keynesiani avrebbero ragione e gli Austriaci sarebbero dei sovversivi. I keynesiani hanno i numeri e le voci istituzionali più forti e potenti; gli Austriaci non godono di nessuno di questi vantaggi.

Ciononostante un migliaio di keynesiani che parlano con una sola voce hanno ancora torto sui boom, e nessuno si sbaglia più di Krugman. In un recente articolo, "Chi ha paura del grande e brutto boom", Krugman presenta la visione keynesiana dei boom e conclude che la fine di tutte le politiche economiche dovrebbe essere l'inizio e il sostegno del boom.

C'è sicuramente un boom in corso, anche se la stragrande maggioranza dei repubblicani afferma di credere che l'economia stia peggiorando. Tutte le indicazioni dicono che siamo diretti verso l'anno di crescita più rapida sin dal boom del "Morning in America" ​​del 1983-84. Cosa c'è che non va?

Krugman continua scrivendo che i boom non sono perfetti e talvolta possono portare a "colli di bottiglia" economici (come l'attuale impennata dei prezzi del legname), ma queste cose sono poco più che problemi temporanei rispetto al mondo felice della prosperità per tutti, reso possibile da spese folli e permanenti:

Ma questi colli di bottiglia rappresentano un rischio per la ripresa? Significano che i politici devono tirarsi indietro? No. La lezione degli ultimi 15 anni o giù di lì è che le fluttuazioni a breve termine dei prezzi delle materie prime non vi dicono nulla sull'inflazione futura e che i politici che reagiscono in modo eccessivo a queste fluttuazioni, come la Banca centrale europea che ha rialzato i tassi d'interesse nel bel mezzo di una crisi del debito perché era spaventata dai prezzi delle materie prime, alla fini finiscono sempre per pentirsene.

Quindi, non prestate attenzione all'uomo dietro le quinte. I prezzi delle materie prime fluttuano sempre, boom o non boom, quindi se i prezzi del legname salgono e i mercati immobiliari iniziano ad assomigliare alla bolla immobiliare della metà degli anni 2000, queste sono le naturali conseguenze delle politiche monetarie espansive e dall'aumento della spesa pubblica.

Ma cosa succede se i mercati immobiliari ed i mercati azionari crollano come nel 2007 e nel 2008? Nel 2008 Krugman avanzò il problema di una regolamentazione finanziaria ed economica inadeguata e affermò che Ronald Reagan era responsabile della deregolamentazione che creò il caos.[1]

Dal 2008 e dalla presidenza di Barack Obama, le cose sono cambiate drasticamente. Questa volta non ci sono titoli ipotecari subprime inventati dai geni di Wall Street e il governo federale ha essenzialmente nazionalizzato l'industria dei mutui come risposta al tracollo, cosa che ha incontrato l'approvazione di Krugman. Inoltre le politiche monetarie di soppressione dei tassi d'interesse per alimentare quella stella polare keynesiana nota come domanda aggregata, hanno creato la bolla del mercato azionario e hanno accelerato quel "divario di ricchezza" che Krugman sostiene sia IL principale problema economico che deve affrontare questo Paese.[2]

Quando questo boom finirà (come inevitabilmente accadrà), possiamo stare certi che Krugman incolperà per primo il capitalismo di libero mercato e affermerà che parte del problema è la mancanza di regolamentazione, poiché tutti sanno che dall'avvento della presidenza Ronald Reagan non c'è stata alcuna regolamentazione governativa di nessun mercato. Per Krugman e per i keynesiani sarà la prova che non ci si può fidare dei mercati ed un'ulteriore prova che i prezzi di mercato sono poco più di un complotto dei discendenti intellettuali di Milton Friedman.

Una volta avviato il gioco delle colpe, Krugman e altri keynesiani chiederanno allo stato di impegnarsi in varie politiche – e in particolare nel prendere in prestito e spendere – in modo da riportare la domanda aggregata a livelli elevati ed a tenere alti prezzi che accompagnano tale domanda. Questa non è certo una strategia nuova: le politiche del New Deal di Franklin D. Roosevelt si basavano sulla convinzione che il calo dei prezzi fosse la causa principale della depressione e che lo stato doveva far salire i prezzi dei prodotti agricoli, delle materie prime e del lavoro per raddrizzare la nave economica. Così lo stato cercò di cartellizzare l'intera economia non agricola attraverso il National Industrial Recovery Act e di sostenere i prezzi agricoli attraverso l'Agricultural Adjustment Act, entrambi approvati nel 1933. Nel 2008 Martin Feldstein, il principale consigliere economico del presidente Reagan, suonò la stessa melodia sull'edilizia abitativa, dichiarando sul Wall Street Journal che il principale colpevole del crollo del 2008 era stato il calo dei prezzi delle abitazioni:

Un piano di successo per stabilizzare l'economia statunitense e prevenire una profonda recessione globale deve fare di più che riacquistare il debito deteriorato dalle istituzioni finanziarie. Deve affrontare la causa fondamentale della crisi: la spirale discendente dei prezzi delle case che devasta la ricchezza delle famiglie e distrugge il capitale delle istituzioni finanziarie che detengono mutui e titoli garantiti da ipoteca.

Si potrebbero scrivere volumi sugli errori economici contenuti in questo paragrafo, ma i lettori capiscono il punto. In terra keynesiana non ci sono fondamentali economici, nessuna relazione tra fattori di produzione, solo spesa. Spendendo abbastanza denaro, i policymaker possono mantenere occupati i fattori di produzione a tempo indeterminato; quando compaiono le inevitabili fratture, basta infiocchettarle con una spesa ancora maggiore e lasciare che i bei tempi tornino ancora e ancora.

Gli Austriaci, secondo Krugman, sono pessimi quando si tratta di diagnosticare e analizzare i boom/bust:

La teoria della sbornia (la teoria Austriaca del ciclo economico così definita da Krugman) è perversamente seducente, non perché offre una via d'uscita facile, ma perché non lo fa. Trasforma le oscillazioni sui nostri grafici in un gioco di moralità, una storia di arroganza e rovina. E offre agli aderenti il ​​piacere di dispensare consigli dolorosi con la coscienza pulita, sicuri nella convinzione di non essere senza cuore ma semplicemente pratici. Per quanto potenti possano essere queste seduzioni, bisogna resistere, perché la teoria della sbornia è sbagliata. Le recessioni non sono conseguenze necessarie dei boom. Possono e devono essere combattute, non con l'austerità ma con la liberalità, con politiche che incoraggino le persone a spendere di più, non di meno.

Krugman ha scritto questo passaggio più di vent'anni fa, ma sin da allora non ha cambiato idea. Non sorprende che riduca gli investimenti sbagliati a semplici eufemismi morali, che in realtà sono pericolosi perché gli Austriaci, secondo Krugman, spingono le persone a smettere di spendere in un momento in cui è necessario aumentare la spesa. Insomma, i boom vanno bene, sempre bene. I boom portano prosperità, e tutto ciò che scoraggia la prosperità è male, fine della discussione.

Questa analisi giudica erroneamente sia i boom che i bust, che l'attuale clima politico e accademico tende a premiare piuttosto che punire.[3] Se Krugman crede che i boom siano buoni e debbano essere mantenuti perennemente, allora è ragionevole credere che i bust rasentino l'immorale. Quando questo punto di vista è combinato con il crescente radicalismo di sinistra di Krugman, non è difficile capire la sua inesorabile ostilità nei confronti degli Austriaci e dei loro punti di vista. Quando criticò per la prima volta la teoria Austriaca del ciclo economico nel 1998, la sua opinione era che gli Austriaci si sbagliassero ma si fermò lì. Oggi vuole che i lettori credano che gli Austriaci siano persone malvagie che vogliono che gli altri vivano in povertà e muoiano di fame. Non abbiamo più a che fare con disaccordi intellettuali, ma piuttosto una battaglia titanica tra le Forze del Bene e del Male e Krugman è dalla parte del Bene. Non si può discutere con chi difende il libero mercato e i prezzi di mercato perché, nelle sue parole, "la mendacia è il messaggio".

Nonostante il radicalismo di Krugman, dobbiamo ancora affrontare la sua tesi secondo cui i boom non solo sono desiderabili, ma possono essere sostenuti indefinitamente senza che ne derivino danni all'economia. Questo non vuol dire che un boom sostenuto non contenga fluttuazioni; anche Krugman lo ammette, ma crede anche che lo stato possa apportare modifiche al volo anche nei momenti difficili, cosa che richiede l'elezione di progressisti che la pensino allo stesso modo e che credano che lo stato possa far avverare miracoli economici.

Perché, allora, gli Austriaci sostengono che i boom non possono essere sostenuti? Innanzitutto, e più importante, gli Austriaci sottolineano che le condizioni che creano il boom non sono favorevoli. I boom si verificano quando le autorità monetarie (cioè, il Federal Reserve System o qualche altra banca centrale) mantengono i tassi d'interesse al di sotto dei livelli di mercato espandendo l'offerta di moneta, affinché poi venga espanso il prestito e le imprese possano espandersi a loro volta. Ciò aumenta la domanda di beni capitali (e fattori di produzione associati alla loro creazione) e mette nuovo denaro nelle mani dei dipendenti. Questi ultimi spendono i soldi in beni di consumo, creando nuova domanda per tali prodotti.[4]

Con keynesiani come Krugman, questo processo può andare avanti all'infinito. È vero, alcuni degli investimenti di capitale potrebbero non essere sostenibili, ma ciò può essere spiegato dal fatto che ci sono sempre fluttuazioni aziendali nel corso dell'economia:

Ma poniamoci una domanda apparentemente sciocca: perché gli alti e bassi della domanda di investimenti dovrebbero portare ad alti e bassi nell'economia nel suo insieme? Non dite che è ovvio: sebbene i cicli di investimento siano chiaramente associati a recessioni e riprese in tutta l'economia, una teoria dovrebbe spiegare le correlazioni osservate, non solo presumerle. E infatti la chiave della rivoluzione keynesiana nel pensiero economico, una rivoluzione che ha reso la teoria della sbornia in generale e la teoria Austriaca in particolare obsolete quanto gli epicicli, è stata la comprensione da parte di John Maynard Keynes che il quesito cruciale non era perché la domanda di investimento a volte diminuisce, ma perché tali cali fanno crollare l'intera economia.

Ecco il problema: per una semplice questione di aritmetica, la spesa totale nell'economia è necessariamente uguale al reddito totale (ogni vendita è anche un acquisto e viceversa). Quindi, se le persone decidono di spendere meno in beni di investimento, non significa che debbano decidere di spendere di più in beni di consumo, il che implica che un crollo degli investimenti dovrebbe sempre essere accompagnato da un corrispondente boom dei consumi? E se sì, perché dovrebbe esserci un aumento della disoccupazione?

In altre parole, anche se alcuni investimenti di capitale scendono, non c'è motivo per cui l'economia debba seguire l'esempio. Dopotutto, il denaro non è scomparso, quindi se la spesa viene interrotta per alcuni investimenti di capitale infruttuosi, i consumatori possono semplicemente spendere più soldi altrove. La Croce Keynesiana "dimostra" che la spesa aggregata e il PIL sono identità, quindi non importa se il denaro viene speso in beni capitali o beni di consumo poiché i risultati sono gli stessi.

Allora cosa causa la crisi economica? Krugman ha una risposta facile:

Una recessione si verifica quando, per qualsiasi motivo, gran parte del settore privato cerca di aumentare le proprie riserve di liquidità allo stesso tempo.

In altre parole, gli investimenti sbagliati su larga scala non contano davvero; è invece il consumatore in preda al panico che decide di fronte all'incertezza economica che risparmiare denaro potrebbe essere una buona cosa. Infatti, come osserva Robert Murphy, i tassi di risparmio negli Stati Uniti sono quadruplicati sin dalla fine del 2007 alla metà del 2009 (da circa il 2% all'8%) e ciò sembrerebbe validare la causalità di Krugman. Ma non è così.

Per contrastare la tesi di Krugman, torno agli Austriaci ma non a Rothbard. Mi rivolgo invece a Carl Menger, il “fondatore” della scuola Austriaca, il quale inizia il capitolo di apertura del suo Principles of Economics con:

Tutte le cose sono soggette alla legge di causa ed effetto. Questo grande principio non conosce eccezioni e cercheremmo invano nell'ambito dell'esperienza un esempio contrario.

Sebbene queste parole non sembrino confutare nulla, osservate meglio. L'analisi Austriaca è monocausale, cioè c'è una causa e un effetto. La teoria di Krugman (presumo che creda che la sua teoria sia la "scienza") solleva una domanda interessante: perché i consumatori improvvisamente tagliano le loro spese e iniziano a risparmiare? Krugman non risponde mai.

Una ragione ovvia è che i consumatori sono innervositi dalla crisi economica, ma se le affermazioni di Krugman sulla rottura del boom sono corrette, allora i consumatori non avrebbero motivo logico di essere nervosi. Forse Krugman potrebbe affermare che quegli ignobili Austriaci hanno ingannato tutti facendogli credere che i boom alimentati dal credito siano insostenibili, quindi quando qualcuno va in bancarotta o qualche altro indicatore economico punta verso il basso, la gente va nel panico e gli Austriaci li spingono a risparmiare.

Ma perché i consumatori non ricominciano a spendere non appena qualcuno a Washington dà l'equivalente del segnale "luce verde"? Dopotutto, il paradigma keynesiano domina in politica, nei media e nell'istruzione superiore. L'idea che gli Austriaci interpretino il ruolo di Emmanuel Goldstein è un po' inverosimile, dato che non hanno una grande piattaforma mediatica o politica. Il modo in cui gli Austriaci possono spaventare un'intera popolazione facendole sabotare l'economia aumentando i propri risparmi pecca della causalità mengeriana.

Quando osservano l'aumento dei risparmi, gli Austriaci chiedono: perché c'è un improvviso aumento dei risparmi? Infatti, se guardiamo al tasso di risparmio personale degli Stati Uniti negli ultimi sessant'anni, vediamo che ad un certo punto è salito nella maggior parte delle recessioni, ma anche durante le riprese economiche, quindi non c'è modo di trarre inferenza causale che passa dalla crescita dei risparmi personali ad una recessione.

La visione monocausale ci porterebbe altrove. Nel mondo di Krugman, le persone iniziano irrazionalmente a risparmiare, facendo finire l'economia in una spirale discendente, e poi ci vuole lo stato, guidato da brillanti tecnocrati come Krugman, affinché spenda e riporti l'economia in carreggiata. Per gli Austriaci l'idea di persone che improvvisamente si precipitano a risparmiare senza una ragione è insensata. Inoltre, contrariamente a Krugman, risparmiare denaro non è una risposta irrazionale ad un cambiamento percepito nell'economia. Le persone non risparmiano a caso; risparmiano per poter spendere in futuro, sia per un acquisto importante, sia per periodi in cui i loro redditi sono inferiori a quelli attuali. In breve, l'evidenza mostra che le persone cambiano rapidamente le proprie abitudini di risparmio in risposta ad una crisi; non è quindi il risparmio a creare la crisi.

Krugman sostiene che anche gli investimenti sbagliati su larga scala non hanno alcun effetto complessivo:

Perché se il problema è che collettivamente le persone vogliono detenere più denaro di quello in circolazione, perché non aumentare semplicemente l'offerta di denaro? Potreste dirmi che non è così semplice, che durante il boom precedente gli imprenditori hanno intrapreso investimenti sbagliati e le banche hanno accumulato crediti inesigibili. Bene, bene. Eliminate i cattivi investimenti e cancellate i crediti inesigibili. Perché questo dovrebbe richiedere che una capacità produttiva perfettamente buona sia lasciata inattiva?

La teoria della sbornia, quindi, si rivela intellettualmente incoerente; nessuno è riuscito a spiegare perché i cattivi investimenti in passato richiedano la disoccupazione di buoni lavoratori nel presente. Eppure la teoria ha un potente fascino emotivo. Di solito questo appello è più forte per i conservatori, che non sopportano l'idea che un'azione positiva da parte degli stati (per non parlare della stampa di denaro) possa essere una buona idea.

Altrove poi afferma:

La sua storia assomiglia poco a ciò che accade effettivamente in una recessione, quando  ogni  settore, non solo il settore degli investimenti, normalmente si contrae.

Le sue affermazioni mostrano ignoranza in due aree: la teoria del capitale e gli eventi reali del ciclo economico. Rothbard corregge gli errori di Krugman, prima sottolineando che la crisi è caratterizzata da quello che egli definisce un "cluster di errori (imprenditoriali)", e poi osservando che i bust non colpiscono tutti i settori allo stesso modo:

È risaputo che le industrie dei beni strumentali fluttuano più ampiamente di quelle dei beni di consumo. Le industrie dei beni strumentali, in particolare le industrie che forniscono materie prime, costruzioni e attrezzature ad altre industrie, si espandono molto di più durante il boom e sono colpite molto più duramente durante la depressione.

Questo è importante, poiché la crisi non arriva perché le persone smettono di spendere e quindi tutti i settori si riducono di conseguenza. È probabile che i beni strumentali e le industrie correlate abbiano il maggior numero di investimenti sbagliati, quindi è logico che verrebbero colpiti più duramente dalla crisi.

Krugman pone un punto interessante: se il problema è solo il capitale mal investito, perché i lavoratori non possono tornare rapidamente al lavoro in settori meno colpiti? Infatti questo era spesso ciò che accadeva nei precedenti cicli economici. Thomas Woods scrive della recessione del 1920-1921, la quale fu grave e breve:

La situazione economica nel 1920 era triste. In quell'anno la disoccupazione era passata dal 4% a quasi il 12% e il PIL era diminuito del 17%. Non c'è da stupirsi, quindi, che il Segretario al Commercio Herbert Hoover, falsamente caratterizzato come sostenitore dell'economia del laissez-faire, avesse esortato il presidente Harding a prendere in considerazione una serie di interventi per dare una svolta all'economia. Hoover venne ignorato.

Invece di uno "stimolo fiscale", Harding tagliò il budget del governo federale quasi della metà tra il 1920 e il 1922. Il resto dell'approccio di Harding era ugualmente laissez-faire: la pressione fiscale venne ridotta per tutti i gruppi di reddito ed il debito pubblico venne ridotto di un terzo.

L'attività della Federal Reserve, inoltre, era appena percettibile. Come afferma uno storico dell'economia: "Nonostante la gravità della contrazione, la FED non si è mossa per usare i suoi poteri per invertire l'offerta di moneta e combattere la contrazione". Alla fine dell'estate del 1921 erano già visibili i segni di ripresa. L'anno successivo la disoccupazione scese al 6,7% e nel 1923 era solo al 2,4%.

In altre parole, contrariamente a quanto dice Krugman, non c'è stato alcun intervento, nessuna stampa di denaro, nessun programma di lavoro, niente che Krugman sostiene sia vitale per portare la ripresa economica. Inoltre ci si rende conto che quella depressione avvenne all'indomani della prima guerra mondiale, quando il boom della spesa bellica si contrasse rapidamente e ad accompagnare il ritorno di milioni di soldati ci fu l'influenza spagnola che uccise 500.000 americani (quando la popolazione degli Stati Uniti era di 104 milioni, meno di un terzo della popolazione odierna). Tuttavia l'economia si riprese rapidamente quando si passò dalla produzione di beni di guerra trainata dall'inflazione ad una produzione commisurata alle esigenze del dopoguerra.

Gli Austriaci non mettono in discussione i boom, perché non amano la prosperità o perché hanno difetti di carattere; gli Austriaci capiscono che i boom implicano linee d'investimento in aree di produzione che non possono essere sostenute, anche quando lo stato vi immette ancora più soldi. Ciò che Krugman definisce "capacità produttiva perfettamente buona", in realtà è capitale mal investito che è inattivo per una ragione.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: https://www.francescosimoncelli.com/


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Note

[1] Non sorprende che Krugman abbia torto anche sulla storia della deregolamentazione, ma come disse Bluto Blutarsky, secndo cui "i tedeschi bombardarono Pearl Harbor", non possiamo interrompere qualcuno quando sta facendo qualcosa.

[2] Krugman crede che possiamo creare sia bolle azionarie che poi alleviarne i risultati attraverso una massiccia tassazione sulla ricchezza e sul reddito, poiché entrambe sono forme di stimolo economico che incoraggiano la spesa e scoraggiano il presunto "accaparramento" da parte dei ricchi.

[3] Robert Murphy entra nei dettagli sugli errori di Krugman in questo articolo, vale la pena di leggerlo.

[4] Il miglior resoconto della teoria Austriaca si trova in America's Great Depression di Murray N. Rothbard, visto che nella prima metà del libro viene spiegata la teoria del ciclo economico. Magari Rothbard fosse vissuto abbastanza a lungo da rispondere alle missive di Krugman.

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venerdì 11 giugno 2021

La fuga

di Edison Musa

Hong Kong, 18/9/2025, mezzanotte

“Is our secret safe tonight
And are we out of sight
Or will our world come tumbling down?
Will they find our hiding place
Is this our last embrace
Or will the walls start caving in?”

~ Resistance, Muse

Sul tetto del campanile della St. John's Cathedral, George Yeung, un ragazzo nato e cresciuto ad Hong Kong, aspetta standosene seduto in un angolo cercando di nascondere il più possibile il suo corpo con il cappotto isolante.

Teme di essere visto e segnalato dai numerosi droni notturni che sorvolano senza sosta le strade vuote della città. Le loro camere termiche possono intercettare qualsiasi macchia corporea di un essere vivente. La nuova normalità, che doveva essere temporanea, è diventata definitiva nella maggior parte dei paesi industrializzati.

Nelle orecchie del ragazzo risuonano ancora le parole del sacerdote che alla fine dell'ultima messa disse: Il diavolo tenta sempre di costruire la propria casa, ma Dio la distrugge!

George sapeva molto bene a cosa si riferiva e trovò rifugio per alcuni giorni nella chiesa prima che fosse chiusa definitivamente al pubblico.

Per anni combatté assieme ai Freedom Fighters per proteggere la città dall'assalto finale della tirannia. Hong Kong, una delle città più avanzate, libere e prospere al mondo, fu intrappolata anch'essa al sistema centrale del governo tecnocratico mondialista.

Durante gli scontri con l'esercito perse alcuni cari amici che morirono in mezzo alle strade. Altri vennero arrestati e portati in campi di lavoro forzato, mentre altri furono deportati forzatamente in dei centri di rieducazione...

George combatté fino all'ultimo giorno per la libertà e soprattutto per Natalie, la sua ragazza. Dopo il suo arresto, non aveva più avuto sue notizie. Perdere lei per sempre era un idea insopportabile ma era totalmente impotente in una città che era diventata un Panopticon.

Alcune goccioline di pioggia iniziano a cadere sul cappotto del ragazzo mentre stringe a sé il suo piccolo zainetto. Assieme ad un piccolo quadro in cui lui è ritratto abbracciato a Natalie, ha dentro delle pergamene sul pensiero di Lao Tse realizzate da un artigiano e due libri: Discorso sulla servitù volontaria di Étienne de La Boétie e Disobbedienza civile di Henry David Thoreau.

Al collo porta una collana con un crocifisso ma che in realtà è una sofisticata chiavetta USB 3.0, la sua spada...

George Yeung è uno dei cypherpunk più famosi al mondo anche se nessuno conosce la sua vera identità, nemmeno lo stato. È conosciuto tramite l'alias "láthe_biósas" (Vivi nascosto, Epicuro).

Ha programmato i migliori software per la difesa della privacy e dei dati dell'individuo, mettendo così al riparo gli utenti dalle grinfie dei Tech Giants. Il suo motto è: "Non alimentare la bestia!"

Sin da quando era adolescente ha frequentato il mondo degli hacker e sa bene quanto sono attuali ai giorni nostri le sentenziose parole dell'antico filosofo greco.

In un mondo iper connesso ed iper sorvegliato, diventare invisibili al sistema è il dovere di ogni essere umano. È rimasto sempre fedele a questa regola, la tecnologia informatica è un'arma a doppio taglio.

Da tempo, ha iniziato ad avvertire dentro di sé una forza che lo invita a cercare e lui non è rimasto impassibile al pericolo incombente per la civiltà umana.

Seguendo le tracce dei soldi sporchi di alcuni individui definiti dalla propaganda mediatica hegeliana come leader globali e filantropi, ha scoperto che loro in realtà sono le persone più misantrope che puoi trovare sulla faccia della terra.

I sponsorizzatori del "Great Reset" stanno attuando il loro losco piano di monitorare e controllare il mondo tramite la sorveglianza digitale.

Agli individui viene proibita ogni libertà d'impresa a cause delle nuove politiche per la bio-difesa e la maggior parte dei business privati sono falliti sotto la trappola del welfare e dei prestiti statali dopo i lockdown.

La classe elitaria di miliardari progressisti ha sfruttato l'isterismo globale a causa del temutissimo SARS-CoV-2® per attuare coercitivamente ed in maniera sistematica la loro agenda criminale marxista.

Ogni monito di ribellione ed indipendenza viene annichilito e persino deriso. Sotto il nome di nazionalismo positivista, una nuova gerarchia fascista regna politicamente in quasi tutti i paesi. Le popolazioni vengono istruite e programmate attraverso i mass media ed i social networks su come pensare, come comportarsi, cosa mangiare, come relazionarsi...

Tutti gli individui e tutte le risorse naturali sono semplicemente parte di un inventario i cui proprietari sono una cricca di psicopatici che vedono la società come ad un'organizzazione che deve essere controllata e plasmata secondo la loro aristocratica visione.

Questa è la nuova realtà, la nuova dannata normalità.

Dentro la chiavetta di George ci sono tutte le prove per mostrare alla gente i veri volti dei loro padroni e soprattutto le loro vere intenzioni, ma ha bisogno di potenti mezzi e macchine per scardinare il nuovo sistema e per rianimare gli spiriti e le menti degli intrappolati.
Il suo crocifisso è la spada che farà perire il Leviatano...

Dalla squadra di soccorso della base pirata nelle Pearl Islands, a Panama, gli sono state date poche informazioni su come lo porteranno via da Hong Kong. Sa solo che non deve in nessun modo farsi scoprire, che non deve assolutamente muoversi dal campanile fino all'orario prestabilito e di non portare con sé apparecchi elettronici radiotrasmittenti come smartphone, tablet, eccetera.

Ad un certo punto vede in lontananza avvicinarsi qualcosa ad una velocità sbalorditiva...
Dopo aver battuto tre volte le palpebre, una figura femminile con dietro un Jet Pack atterra in maniera atletica davanti a lui. È accompagnata da un drone guida che l'ha indirizzata fino a lì.

Gli fa subito cenno di alzarsi in piedi e di voltarsi così lei lo può agganciare alla sua imbracatura il più in fretta possibile.

A George il cuore gli batte all'impazzata, non s'immaginava qualcosa di simile. Con le mani tremanti issa all'asta del campanile la bandiera con la Bahuinia blakeana bianca con cinque petali su sfondo rosso.

Il suo ultimo gesto ribelle prima di ritornarci un giorno e con dentro al petto la speranza di poter riabbracciare Natalie.

La pioggia cade ormai incessante, i due spiriti si librano in aria. Il drone guida gli fa strada inviando inoltre segnali di disturbo ai mini droni che vigilano la città, alcuni smettono di funzionare e cadono nel vuoto.

Le sirene d'allarme hanno iniziato ad echeggiare ovunque...

Per via del doppio peso dei corpi non riescono a raggiungere la velocità massima con il Jet pack ma prima che le autorità di sorveglianza abbiano completa constatazione di quello che sta accadendo in città, loro sono già scomparsi nella linea d'orizzonte tra le tenebre della notte e l'oscurità del mare...

La porta della garitta d'ingresso del sottomarino si richiude appena dopo il rientro della donna volante, del cypherpunk e del drone guida.

I motori AIP ad idrogeno sono già accesi per fluttuare di nuovo negli abissi del pianeta azzurro.

Il primo giorno della vera rivoluzione è appena iniziato.


La città

di Edison Musa

Panama City & The Pearl Islands, 11/9/2025, mezzanotte

“Le seul moyen d'affronter un monde sans liberté est de devenir si absolument libre qu'on fasse de sa propre existence un acte de révolte.”

~ Albert Camus

Una nuova statua della libertà è stata eretta temporaneamente all'Isla del Rey, nel golfo di Panama. È identica a quella famosa che abbiamo tutti impressi in mente, solo che questa è interamente costruita in legno e verniciata di bianco.

Il mondo è cambiato ma nella torcia brucia simbolicamente ancora la stessa fiamma perché il desiderio di libertà arde, ancor più di prima, nel cuore e nelle menti di tanti uomini e donne.

A distanza dal paradisiaco ed incontaminato arcipelago delle isole del golfo, galleggia una nuova realtà nelle acque internazionali che per molti sembrava solo un miraggio, semplicemente qualcosa di sperimentale o uno stile di vita alternativo e bizzarro.

Accanto a delle navi da crociera modificate e piattaforme individuali abitabili, alcuni complessi di isole artificiali permanenti collegate tra loro formano sinergicamente la più grande Seasteading del mondo.

In lontananza s'intravedono le luci di Panama City, la prima città al mondo a diventare completamente privata e quindi la prima ad essere liberata.

Lo skyline della città è diventato ancora più attraente con il grattacielo Bastiat Tower nel distretto finanziario, l'auditorium intitolato ad Ayn Rand nel quartiere di Punta Paitilla ed i nuovi futuristici edifici che svettano nel quartiere di Calidonia dove alcune strade hanno preso il nome di Carl Menger, Jean-Baptiste Say, Albert Jay Nock...

Il giorno dell'inaugurazione i media mainstream, dopo aver dato ampio spazio alle assurdità che spacciano per nuove normalità, ne hanno parlato con un tono sospettoso intervistando politici demagoghi da ogni dove che avvisavano i loro sudditi che in questo modo era in pericolo la democrazia, la partecipazione, l'inclusione...

Ma per gli spiriti liberi ed indipendenti che si guadagnano la libertà con le proprie forze fu finalmente l'opportunità di mostrare al mondo che si possono sciogliere per sempre le catene dal potere corrotto della classe politica, delle banche centrali e delle lobby guerrafondaie.

Fu un atto volontario dei cittadini che decisero insieme di riappropriarsi dei loro diritti naturali perché la libertà si sceglie, non viene imposta e fu un atto coraggioso perché la gente tende a cadere nell'incantesimo dell'ordine sociale collettivista per avere un po' di ordine e sicurezza.

Le incorruttibili ed inattaccabili idee di Ludwig von Mises, Friedrich von Hayek, Murray Rothbard ed altri grandi pensatori libertari si sono materializzate nella libera società di Panama City come mai si è visto nella storia dell'umanità.

L'autodeterminazione, il principio di non aggressione, l'ordine spontaneo, la difesa della proprietà privata, la libertà d'impresa, d'espressione e di associazione sono diventate le solide fondamenta per creare prosperità in tutti settori della vita e con un'accelerazione verso il progresso, quello vero dell'individuo, inarrestabile e senza precedenti.

Tutti i servizi urbani sono migliorati nettamente poiché si basano sulla libera concorrenza e le opportunità di lavoro sono più flessibili e remunerative grazie al libero mercato. Grazie alla visione e agli investimenti di molti individui creativi, nuove Startup nascono ogni giorno poiché la burocrazia non è più una palla al piede per l'azione umana.

Molte imprese hanno successo, alcune falliscono. Fa parte della vita.

Oltre ai metalli preziosi, la valuta di scambio più adoperata è diventato il Bitcoin Cash. Tutti sono felici di usare di usare le crittovalute poiché senza libertà economica non c'è libertà individuale e se non hai libero possesso e controllo del frutto del tuo lavoro, non può esercitare né l'una né l'altra.
La possibilità di creare e realizzare concretamente un ecosistema del genere è diventato un esempio virtuoso per tante altre realtà nel mondo e nuove zone territoriali autonome, indipendenti e Seasteading stanno per sorgere. Nuove oasi che daranno vitalità alle società che hanno il coraggio di liberarsi dal potere centrale corrotto alimentato tramite il furto sull'economia razionale e la coercizione militare delle masse.

I regimi democratici invece, sono diventati dei territori che hanno preso fortemente le sembianze delle distopie letterarie di Aldous Huxley, George Orwell e Ray Bradbury. In molti cercano di scappare da queste prigioni a cielo aperto...

Una bandiera pirata è issata su una vecchia nave ancorata in una frazione di mare distaccata dalla Seasteading. Le intenzioni della sua ciurma però non sono malevole, semplicemente a loro piace quella bandiera.

L'equipaggio è formato da cypherpunks, artisti ed intellettuali che sono sfuggiti in tempo dai nuovi totalitarismi sorti sia in oriente che in occidente. Sono scampati dall'arresto e dalla censura perché hanno tentato in tutti i modi di risvegliare le coscienze assopite della gente.
Hanno unito le loro forze e le loro risorse per creare una rete di sostegno per tutti gli eretici che vivono nel nuovo normale mondo.

Dall'altra parte dell'oceano Pacifico è arrivata una richiesta d'aiuto urgente ai pirati. È ora di usare le loro armi segrete perché il contatto da soccorrere porta con sé qualcosa di molto temibile per il sistema criminale che ha tessuto la sua ragnatela ovunque.

Sotto la nave, silenzioso ed invisibile a qualsiasi intercettazione, un sottomarino di piccole dimensioni con una tecnologia a bordo segreta e all'avanguardia sta per partire...


Nascita del Partito Libertario

Sulla scia dei festeggiamenti dell'undicesimo compleanno di Freedonia, ho deciso che oggi sarà lasciato spazio ai lettori che "hanno qualcosa da dire". In particolar modo darò visibilità ad alcuni di loro che mi hanno inviato delle riflessioni che vorrei condividere con il resto dei lettori. Inizieremo con il seguente articolo di uno dei veterani del blog e si proseguirà con due racconti romanzati, i quali attingono a piene mani dal sapere trasmesso dai miei articoli e traduzioni quotidiane.

Buna lettura, quindi, e "Hail Hail Freedonia!" :)

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di Giandomenico Barcellona

Nel mese di ottobre 2020 è stato fondato in Roma il Partito Libertario.

Le ragioni di questa scelta sono profonde: in effetti si avverte l’abbandono da parte di tutte le forze politiche (e non solo in Italia) dell’idea stessa di libertà; che viene sempre più vista come un disvalore e messa in opposizione alla responsabilità. Questa ottica è non solo banale ed errata ma anche pericolosa perché i drammi della storia sono sempre legati alle grandi dittature (mosse quasi sempre dalle grandi utopie) e mai ai movimenti ed ai sistemi liberali.

Al contrario, sono proprio gli attuali sviluppi dell’agenda politica mondiale e o spirito dei tempi a richiedere un approccio particolarmente sensibile all’idea di libertà. Della libertà nel suo senso più ampio, complesso e diffuso per tutti. Senza che da una parte il concetto sia distorto per ammettere la pretesa di sopraffazione verso gli altri ma senza che, specularmente dall’altra parte, si cerchi di approfittare di quelle distorsioni per  giustificare l’oppressione degli individui.

In effetti le trasformazioni sociali in corso sono rilevantissime. Investono questioni geopolitiche, l’uso e l’abuso della tecnologia (per cui si è parlato di capitalismo di sorveglianza), la crisi del sistema finanziario, l’espansione della sfera della biopolitica, la necessità di ripensare il rapporto con l’ambiente, l’accresciuta sensibilità verso la povertà l’eguaglianza e le discriminazioni, le trasformazioni del capitalismo e del lavoro, l’importanza  politica enorme raggiunta da grandi gruppi privati e per questo  la rivisitazione dei concetti di pubblico e privato.

Tanto che in uno dei luoghi più importanti dell’agenda internazionale, il forum di Davos, si è lanciata l’iniziativa denominata “grande reset”.

Tutto questo è capace di incidere fortemente sulle libertà, sui diritti e sui destini delle persone. Ma queste grandi trasformazioni, legate a fenomeni che vanno compresi e gestiti, possono essere affrontate in diversi modi. Il Partito Libertario intende farsi partecipe del dibattito e promotore di una trasformazione nel senso della valorizzazione della libertà di ogni singola persona. Vigilando che le promesse provenienti dalle grandi organizzazioni internazionali, che tutti affermano di voler perseguire, non siano poi contraddette dalla azioni politiche reali.

In questo momento il Partito Libertario, sorto su iniziativa di Fabio Massimo Nicosia, giurista e teorico del diritto, si colloca tra movimento, think tank e partito. Non è dotato di una struttura formale, promuove iniziative e dibattito interno, presentandosi ancora come una sorta di incubatore politico. Ma  ha tuttavia una sua precisa identità culturale e teoria politica, che si ricollega all’idea del geolibertarismo ed alla visione della terra e delle sue risorse come bene comune a tutti gli individui. Non a caso tra le idee promosse da Fabio Massimo Nicosia nei suoi libri si ritrova quella del “common trust” nel quale i beni comuni vengono gestiti direttamente a favore degli individui, che ne posseggono partecipazioni, dando luogo ad un reddito di esistenza che non è una concessione dello Stato ma un diritto di partecipazione alla vita sociale.

D’altra parte esperienze del genere già esistono: si pensi al proposito al dividendo corrisposto ai residenti dell’Alaska (PFD, Permanent Fund Division) proveniente dagli introiti generati dall’estrazione petrolifera.

Il partito trova riferimenti anche nell’ambito del pensiero di diversi pensatori anarchici classici europei (Proudhon) ed americani (Thoreau e Tucker). E’ però anche vicino alle ragioni della libertà di impresa, non demonizzando il profitto, e di quella monetaria. Su quest’ultimo punto si pensi al pensiero espresso da Von Hayek, sul valore dell’impresa e sulla libertà di emissione in contrasto al monopolio. E’ quindi attento anche alle recenti teorie monetarie ed all’idea di moneta positiva, promossa anche da studiosi di provenienza del FMI come Biagio Bossone (tra gli altri).

Al di là dei principi ispiratori, siccome il Partito Libertario esprime non solo un’idea politica ma intende anche esprimere un’azione politica dentro la società, si pone in modo responsabile, dialettico, democratico, costruttivo, serio, non violento e realista. 

Chi è interessato o voglia aderire può visitare la pagina facebook del partito: https://www.facebook.com/Partito-Libertario-105483331240776


giovedì 10 giugno 2021

11 anni di Freedonia

 

 

di Francesco Simoncelli

Oggi, come ogni 10 giugno di ogni anno, il blog Freedonia spegne le candeline e in questo giro di boa è arrivato a spegnerne undici. Un risultato che è andato contro ogni mia più rosea aspettativa quando nel 2010 decisi di dare voce alle mie riflessioni. Quella voce, nel corso del tempo, è diventata sempre più risonante e diffusa, grazie soprattutto ad una platea di lettori attenti e consapevoli che qualcosa intorno a loro non andasse. Qui, ritengo, hanno trovato la spiegazione ai loro dubbi e presentimenti inquadrati secondo un quadro analitico e critico sintonizzato sulle onde degli insegnamenti della Scuola Austriaca. Infatti attraverso di essa ho cercato di divulgare la cosiddetta "buona economia", ovvero strumenti metodologici e d'indagine critica in grado di dare una spiegazione diretta e accurata dei fenomeni economici e sociali. Soprattutto perché, nell'immaginario collettivo, questa materia tende a ricadere in una sfera prettamente grigia data la vagonata di fallacia che nel tempo sono state sfornate da accademici mainstream ed autorità. In questo modo è stato possibile escludere la maggior parte delle persone dall'interessarsi a questioni cruciali per la loro vita, poiché inutile dirlo esse passano inevitabilmente dalla sfera economica. E se non ci si occupa dell'economia, allora sarà quest'ultima ad occuparsi di voi.

Infatti il disinteresse generale nei confronti dell'economia ha permesso e permette ancora ai pianificatori centrali di vendere l'illusione che solo loro sono in grado di direzionare ottimamente il corso della società e addirittura degli investimenti. In questo modo l'ambiente economico passa dall'essere libero ad essere ostacolato e infine ad essere comandato/controllato. Questa deriva, da un'economia di mercato ad una socialista/pianificata è ciò di cui ci mise in guardia Mises quando scrisse Planned Chaos: non potrà mai esistere un'economia mista. Il tutto certificato dagli accademici mainstream, i quali, appoggiando il costruttivismo di chi li foraggia, sono lieti di ergersi come latori indiscussi della conoscenza, ignorando il fatto che quest'ultima se non è distribuita porta inevitabilmente ad errori economici progressivi. È un circolo vizioso tra autorità e accademici mainstream, dove i primi erodono porzioni di libertà per consegnare privilegi ai clientes e mantenere in piedi il proprio sistema di controllo, mentre i secondi giustificano le azioni dei pianificatori centrali presentando teorie sempre più strampalate. Prendiamo ad esempio l'interventismo monetario, esistono due modi per caratterizzarlo: monetarista e keynesiano. Il monetarismo fa leva sulle relazioni macroeconomiche di lungo periodo, ovvero, la relazione positiva tra il tasso di creazione del denaro e l'inflazione. Il paradigma keynesiano presume che la macroeconomia tenda a funzionare in modo sub-ottimale e si occupa della relazione negativa di breve periodo tra reddito e tassi d'interesse. In pratica, gli elementi di ciascuno appaiono insieme.

L'intervento monetarista cerca di prevenire o alleviare disgiunzioni nei mercati finanziari garantendo un tasso d'inflazione modesto. Un tasso al 3%, ad esempio, può impedire ai mercati finanziari di avvicinarsi al proverbiale zero bound, anche se potrebbero esserci brevi periodi in cui il tasso d'interesse reale debba spostarsi in territorio negativo per portare risparmi ed investimenti nell'uguaglianza, consentendo una più rapida riallocazione delle risorse durante una recessione. In parte questo ragionamento si basa sulla convinzione che le fluttuazioni di breve periodo siano una funzione dell'incertezza: quando gli investitori sono fiduciosi nella loro valutazione del presente e futuro, l'economia si avvicinerà all'equilibrio macroeconomico. La cosiddetta inflation targeting del Federal Reserve Open Market Committee segue questa logica.

L'intervento keynesiano dice di abbassare i tassi d'interesse, attraverso l'espansione monetaria, nel tentativo di stimolare la domanda aggregata. Tassi d'interesse più bassi incoraggiano più prestiti e, di conseguenza, maggiori spese. Inutile sottolineare che entrambe le teorie sono due facce della stessa medaglia, visto che l'abbassamento artificiale dei tassi d'interesse porta inevitabilmente nel lungo periodo ad una relazione positiva tra espansione monetaria ed inflazione.

Ma questi interventi attivi, o positivi, stanno iniziando a far emergere tutta una serie di criticità. Infatti la propensione del sistema bancario centrale a trattare l'economia come se soffrisse persistentemente di mal aggiustamenti di breve periodo è diventata una barriera alla vitalità economica. La risultante crescita anemica della varie economie occidentali non è affatto un caso. Non solo, ma nonostante l'incredibile misallocation di risorse sulla scia di queste follie interventiste, le banche centrali hanno intenzione di alzare ancora di più l'asticella.

Il vero dramma è che l'attenzione pubblica è al minimo nei confronti di questa progressiva presa di potere e come diceva il compianto economista Walter Williams: "I politici sfruttano l'analfabetismo economico". Quando un politico dice che può dare a tutti cibo gratis e risolvere il riscaldamento globale con il suo piano ambizioso, o sta mentendo o è ignorante... oppure entrambe le cose. Regola n°1 in economia: esiste la scarsità. Non viviamo in un'utopia alla Star Trek in cui possiamo semplicemente materializzare ciò di cui abbiamo bisogno. Qualcuno da qualche parte deve produrlo, qualcuno deve distribuirlo, qualcuno deve assumere lavoratori, qualcuno deve fare pubblicità, e così via. Inoltre abbiamo tutti un tempo limitato, talenti diversi, risorse disuguali, idee in competizione e così via. Non possiamo fidarci dello stato affinché gestisca tutto questo attraverso il processo politico. Ecco perché le persone si dedicano alla propria attività e formano società private. Come facciamo a sapere di quanti negozi di alimentari abbiamo bisogno? Nessuno lo sa di preciso, ecco perché gli individui decidono volontariamente come e dove spendere i propri soldi.

Ogni transazione volontaria invia un segnale su quali tipi di prodotti sono desiderati, a quale prezzo, in quale posizione, e così via. E poi da qui viene presa una quantità esponenziale di decisioni riguardo catene di approvvigionamento, agricoltura, servizi pubblici, manodopera, ecc., in modo da ottenere i prodotti di cui si ha bisogno. Questo è un sistema di mercato ed è per questo che è meglio lasciare la maggior parte delle funzioni sociali al mercato (ovvero gli individui) e non nelle mani dei politici. Comunemente si pensa che si tratti solo di fare e spendere soldi, mentre invece si tratta soprattutto di creare la civiltà. Nuove invenzioni, nuovi concetti organizzativi, nuove tecniche di gestione, nuovi prodotti e praticamente tutto ciò che riguarda le nostre vite sono il prodotto dell'interazione volontaria degli attori di mercato. Questo perché la risoluzione dei problemi e la creazione di valore sono prerequisiti per fare soldi.

Prezzi e profitto sono due delle funzioni di mercato più importanti e più odiate. Senza questi due meccanismi la società andrebbe in pezzi con carestie devastanti e sprechi giganteschi, come descrisse accuratamente Ludwig Von Mises nel suo libro Economic Calculation in the Socialist Commonwealth. La proprietà privata ed i meccanismi dei prezzi sono essenziali per un processo decisionale nella società. I prezzi esistono per comunicare prima di tutto informazioni: prezzi elevati significano che c'è una carenza e ciò attrae i fornitori per alleviarla; prezzi bassi significano che c'è un eccesso di offerta, quindi le risorse sarebbero utilizzate meglio altrove. In un mondo di informazioni imperfette, queste entità associate comunemente all'avidità sono di fatto la luce guida che mantiene la società in carreggiata. Pensate solo a quelle società in cui prezzi e profitti non sono rispettati, come in Corea del Nord o nell'ex-Unione Sovietica: catastrofiche scarsità di cibo, inefficienza dispendiosa e squallida stagnazione. Tutto ciò che fanno i prezzi è consentire l'allocazione di risorse scarse e facilitare la cooperazione volontaria degli individui verso obiettivi reciprocamente vantaggiosi. Il profitto è semplicemente un segnale che le risorse vengono utilizzate in modo ottimale.

Di conseguenza l'innovazione e la prosperità sono un prodotto della libertà e la società dà il suo meglio quando lo stato si toglie dai piedi. Infatti le normative statali sono obsolete, fuorvianti, o addirittura imposte deliberatamente a beneficio dei clientes. In un sistema di associazione volontaria e proprietà privata, gli individui che agiscono nel proprio interesse tendono a raggiungere accordi reciprocamente vantaggiosi. Ecco perché c'è una forte correlazione tra Paesi con alti gradi di libertà economica e prosperità. Regolamentazioni onerose e farraginose sono un peso sulla capacità di crescita della società.

È più chiaro adesso perché è importante occuparsi dell'economia? Una maggiore consapevolezza della materia permette agli individui di non farsi fregare dagli imbonitori, ma soprattutto di votare con lo strumento che più conta realmente: il denaro. Questo articolo di oggi cerca di andare oltre ciò che gli individui comunemente "vedono", permettendo loro di saggiare anche ciò che "non si vede". Come? Utilizzando strumenti metodologici d'indagine analitica forniti dalla Scuola Austriaca, una scuola di pensiero economico che, parlando direttamente alle persone e con semplicità senza trincerarsi in matematica o formule astruse, recide finalmente quell'aura di negatività che è stata sapientemente calata sulla materia dagli accademici mainstream. Il blog ha sempre avuto questo obiettivo sin da quando è nato e dallo scorso dicembre ho messo a disposizione dei lettori un "manuale d'uso" affinché potessero accedere allo strumento analitico sopraccitato: La fine delle fallacie economiche.

Questo libro, infatti, rappresenta un esempio empirico di come si possa utilizzare la metodologia analitica "ciò che si vede/ciò che non si vede" per smascherare tutte quelle illusioni che ancora oggi imperversano nell'ambiente economico. I temi trattati sono i più famosi e reiterati, ma ciò che davvero vuole trasmettere è una visione chiara e cristallina della realtà, una che non possa essere intorbidita da suadenti promesse di de-responsabilizzazione. Una visione, questa, decisamente pericolosa perché riesce a separare "buona economia" da "cattiva economia", ma in generale "buone pratiche" da "cattive pratiche". Saper discernere da soli questi aspetti conferisce spirito critico che, al giorno d'oggi, abbiamo visto essere molto sgradito dai pianificatori centrali poiché "rovina" i loro piani presumibilmente ben congegnati. Ma, come emerso nell'articolo di oggi, senza libero mercato e quindi senza attori di mercato "pensanti" la civiltà muore e con essa la società.

Ma questa non è affatto la fine della storia, perché se con La fine delle fallacie economiche ho voluto gettare le basi metodologiche con cui sondare la realtà mutevole che ci circonda e offrire alcuni esempi per mostrarne il funzionamento, con il prossimo libro si assisterà ad una rinascita. Infatti ciò che "manca" al mio libro è la trattazione delle criptovalute, ma ero consapevole che tale argomento non poteva essere esaurito in uno, due o anche cinque capitoli. No, aveva bisogno di una trattazione omnicomprensiva sotto ogni punto di vista dello scibile umano: sociale, economico, legale, politico, ecc. Quindi ho iniziato la traduzione della magnifica opera di Wendy McElroy, La rivoluzione di Satoshi. Mancano pochissimi capitoli e sarà finita, spero quindi di riuscire a pubblicarla entro fine anno. Comunque, prima di affrontare un viaggio simile, consiglio di iniziare dal mio libro, La fine delle fallacie economiche, perché rappresenta una sorta di preambolo teorico a quello che poi verrà trattato nel libro della McElroy. Soprattutto per chi è a digiuno di teoria economica; immaginate che il mio libro sia la pars destruens con cui liberarsi da tutte quelle illusioni che nel tempo sono state erette attraverso la pianificazione centrale, mentre la pars costruens sia quella che verrà presentata con La rivoluzione di Satoshi. Uniteli ed otterrete un risultato adamantino di conoscenza, consapevolezza e indipendenza di pensiero.

Per 11 anni adesso il blog Freedonia ha fornito un porto sicuro per tutti coloro che intuivano che esistesse qualcosa di "sbagliato" ma non vi sapevano dare forma, offrendo un'opera di divulgazione attenta agli eventi del mondo presente senza dimenticarsi di quelli del passato. Senza questi ultimi come monito, il futuro sarà pingue degli stessi errori. I temi presentati quotidianamente rappresentano una trattazione specifica, mentre invece il comparto letterario tratta gli stessi temi da un punto di vista più generale.

Cari amici e lettori, il mio blog, Francesco Simoncelli's Freedonia, esiste grazie al lavoro che ogni giorno vi dedico, impiegando una parte preziosa del mio tempo per promuovere e diffondere un messaggio di libertà. Affinché possa continuare ad estendere questo messaggio potete dimostrare il vostro apprezzamento lasciando un contributo al seguente link: paypal.me/FrancescoSimoncelli

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mercoledì 9 giugno 2021

Una fiumana di cambiamenti

 

 

di Alasdair Macleod

Esiste una relazione consolidata tra obbligazioni e azioni che fornisce un quadro di riferimento per la performance futura degli asset finanziari. Sarebbe un errore ignorarla, soprattutto in vista dell'imminente rialzo dei tassi d'interesse globali.

L'inflazione dei prezzi sta ruggendo e finora le banche centrali l'hanno negato, ma è sempre più difficile vedere come i pianificatori monetari centrali possano estendere la soppressione dei tassi d'interesse ancora per molto. Ci può essere un solo risultato: i mercati, cioè i prezzi determinati da attori non statali, costringeranno le banche centrali a capitolare in estate.

Poco notato è il fatto che la Cina stia deliberatamente frenando la sua economia, cosa che influenzerà il dollaro a meno che gli Stati Uniti non lo difendano alzando i tassi d'interesse. Come parte della sua strategia, la Cina sta portando la guerra finanziaria con gli Stati Uniti nel mercato dei cambi.

I rendimenti obbligazionari saliranno, con i titoli del Tesoro USA a 10 anni che si lasceranno alle spalle il 2%. I mercati azionari percepiranno il pericolo e potrebbe risultare che maggio sarà stato il mese del picco nei valori degli asset finanziari.


Introduzione

Il 10 maggio, che finora ha segnato il punto più alto dell'indice S&P 500, può aver segnato l'inizio della discesa, ma è troppo presto per dirlo. Tuttavia sappiamo che a seguito della diluizione senza precedenti del potere d'acquisto delle principali valute sin da marzo 2020, i prezzi delle materie prime sono saliti in modo sostanziale, la logistica globale è bloccata ed i prezzi al consumo stanno salendo rapidamente ovunque, una combinazione di eventi che è destinata a portare ad un rialzo tassi d'interesse. Ma come accade di solito in tempi come questi, i banchieri centrali e coloro che sono bullish stanno desiderando che questa realtà scompaia.

Solo la scorsa settimana il Federal Reserve Board ci ha detto che: "La commissione cerca di raggiungere la massima occupazione e un'inflazione al 2% nel lungo periodo. Con l'inflazione che scorre costantemente al di sotto di questo obiettivo di lungo periodo, la commissione mirerà a raggiungere un'inflazione moderatamente superiore al 2% per un po' di tempo, in modo che sia mediamente del 2% nel tempo e le aspettative d'inflazione a lungo termine rimangano ben ancorate al 2%. La commissione si aspetta di mantenere un atteggiamento accomodante riguardo la politica monetaria fino a quando questi risultati non saranno raggiunti".

2%, 2% e 2%. Chiaramente i pianificatori monetari centrali più potenti del mondo sono volontariamente ciechi di fronte alla realtà. In un'intervista con Greg Hunter di USAWatchdog.com, John Williams di Shadowstats.com, che calcola l'IPC USA su base non aggiustata, ha stimato l'inflazione dei prezzi correnti oltre l'11%. Se i suoi numeri sono più vicini alla realtà, si sta addensando un enorme shock sui tassi d'interesse che probabilmente colpirà i mercati senza molto preavviso.

Le banche centrali sono sempre riluttanti a lasciar salire i tassi d'interesse e di conseguenza sono terribilmente spiazzate. Non menzionato nella dichiarazione della FED sopra c'è lo stimolo mensile da $120 miliardi che sta ancora gonfiando le bolle finanziarie e che sta alimentando ancora più inflazione nel sistema. Inoltre la FED non può smettere di inflazionare: a meno che la soppressione dei tassi d'interesse ed il QE non vengano abbandonati, il risultato certo sarà l'iperinflazione. Probabilmente il dollaro è già su quella strada e il suo potere d'acquisto è in fase di declino.

L'idea che mantenere lo stimolo monetario ed i tassi d'interesse a zero aiuti l'economia è una pazzia. La FED ha due obiettivi non scritti che prevalgono sull'economia: finanziare la spesa pubblica nel modo più economico possibile e mantenere gonfiata la bolla degli asset finanziari. Pertanto non può permettersi di considerare gli orrori di un rialzo dei tassi d'interesse e di ridurre il pompaggio mensile di denaro, il cui obiettivo è continuare a gonfiare bolle finanziarie. In queste circostanze i mercati stessi alla fine spezzeranno il controllo sui prezzi degli asset finanziari da parte delle agenzie governative.

Gli attori non statali includono investitori sia stranieri che nazionali e devono essere considerati separatamente perché le loro motivazioni sono diverse. Secondo le statistiche TIC del Tesoro degli Stati Uniti, la proprietà estera di asset finanziari e depositi bancari denominati in dollari ammonta a $30.000 miliardi e rappresenta una volta e mezza il PIL americano. Il settore privato da solo è di $22.000 miliardi. Se il trade weighted index del dollaro può essere una guida, agli occhi di questa classe di investitori il dollaro sta perdendo potere d'acquisto, non solo misurato rispetto alle materie prime industriali e alle materie prime in generale, ma anche rispetto alle valute rivali. Questo trend continuerà ancora di più quando gli stranieri inizieranno a liquidare sul serio gli asset finanziari denominati in dollari, comprese le azioni.

Finora, oltre alle materie prime, potrebbero non vedere una valuta alternativa che offra chiari vantaggi rispetto al dollaro, ma ciò cambierà con una prospettiva guidata dall'inflazione. Sta anche cambiando con la volontà cinese di limitare la creazione di credito, una politica monetaria in netto contrasto con quella dei governi occidentali.

Fu William Shakespeare ad inventare la frase "fiumana di cambiamenti" come sostituto dell'inversione di tendenza ne La tempesta. La battuta che seguì fu "in qualcosa di ricco e strano". Gli hodler di Bitcoin si identificheranno come strani molto probabilmente.


L'errore di stampare denaro per preservare la ricchezza

Il precedente su come distruggere una valuta fiat perseguendo politiche monetarie per gonfiare i valori degli asset ci è stato fornito da John Law, il proto-keynesiano che, nel 1720, tentò di sostenere la sua bolla Mississippi stampando moneta. Grazie al dominio del dollaro USA, la FED sta ripetendo la storia di Law su scala globale, apparentemente ignara delle conseguenze. Nel 1720 la compagnia di Law sopravvisse, anche se il prezzo delle azioni dell'impresa Mississippi crollò da un massimo di 12.000 livree a circa 3.000. Quello che non sopravvisse fu la moneta, il livre francese che in circa sei mesi dal picco della bolla divenne completamente senza valore. Sembrerebbe che la FED e altre banche centrali siano ora bloccate in una versione moderna e globale dell'esperienza di John Law.

Coloro che devono ancora capire perché i mercati e il dollaro sono destinati a cadere insieme dovrebbero considerare come si svilupperanno le cose da qui. Senza dubbio i mercati finanziari sono diventati sopravvalutati e il loro futuro sta diventando binario, ma entrambi i risultati sono negativi. Supponiamo che gli ottimisti abbiano ragione su una ripresa sostenibile post-lockdown. In tal caso i tassi d'interesse si "normalizzeranno", i rendimenti obbligazionari saliranno e le valutazioni azionarie saranno indebolite. Ogni mercato ribassista in un normale ciclo del credito si evolve da queste condizioni.

In alternativa, supponiamo che la ripresa post-lockdown sia ostacolata dall'aumento dei prezzi, la conseguenza della mancanza di produzione per soddisfare la spesa gonfiata con mezzi monetari e l'incapacità di correggere questo squilibrio con politiche produttive nel più grande disastro logistico globale mai registrato. A ciò si aggiunge una carenza di credito bancario per finanziare la produzione, perché le banche hanno esaurito la loro capacità di bilancio.

Entrambi i risultati vedranno un indebolimento dei valori finanziari, perché in comune portano ad una maggiore inflazione dei prezzi ed inevitabilmente a tassi d'interesse più alti. Ma la FED, la BCE, la BoJ e la BoE sono tutte impegnate a mantenere gonfiate le loro bolle obbligazionarie e azionarie. Il primo segnale di una crisi d'inflazione può sfociare in una sola risposta: iniettare ancora più denaro nei mercati finanziari per mantenerli a galla e per compensare un riluttante rialzo dei tassi d'interesse. Se le banche centrali non riusciranno ad aumentare il ritmo dell'inflazione monetaria mirata agli asset finanziari, i rendimenti obbligazionari ed i tassi d'interesse continueranno a salire e la bolla azionaria scoppierà. Senza altra scelta che continuare a sostenere i mercati e il loro effetto ricchezza, un aumento del tasso d'interesse naturale porterà semplicemente ad un'accelerazione dell'inflazione monetaria. Il fantasma del crollo di Wall Street del 1929-32 perseguiterà i pianificatori monetari centrali se non agiranno abbastanza rapidamente per fornire valuta extra.

Il fatto è che l'uso dell'inflazione monetaria per manipolare i mercati richiede un'accelerazione della svalutazione per mantenere viva l'illusione, ma nella migliore delle ipotesi il sacrificio della valuta ritarda solo temporaneamente le cose. Questo è ciò che elaborò nel 1719 Richard Cantillon, il banchiere franco-irlandese contemporaneo di John Law: il modo più sicuro per trarre profitto dall'implosione di una bolla non era quello di shortarla, ma shortare invece la valuta scoperta, cosa che fece a Londra e Amsterdam in cambio di metalli preziosi.

Oggi non ci sono valute alternative coperte dai metalli preziosi, il supporto per tutte è il dollaro USA, che affronta lo stesso destino della livrea di Law. Un'altra importante lezione dalla fallacia della "stampa di denaro per preservare la ricchezza gonfiando gli asset finanziari" è che non ci vuole una perdita incrementale e accelerata del potere d'acquisto attraverso una politica di svalutazione continua per indebolire la valuta, come invece supporrebbero i monetaristi. Il crollo delle valute fiat, piuttosto che essere alimentato dall'aumento dei prezzi di beni e servizi, è legato a quello degli asset finanziari. Invece di un processo evolutivo ha il potenziale per essere molto più improvviso, legato ad un travolgente crollo del mercato azionario.

Mentre gli eventi si svolgono contemporaneamente, è dopo una crisi finanziaria che i principali utilizzatori di una valuta al collasso subiscono tutti gli effetti. Non solo vedono aumentare i prezzi degli elementi essenziali, che potrebbero erroneamente attribuire alla precedente crisi finanziaria, ma salgono anche i tassi d'interesse. Gli economisti tradizionali diranno a tutti che tassi d'interesse più alti stanno riducendo la domanda e che senza ulteriori stimoli le imprese falliranno in numero ancora maggiore. L'inflazione risultante sarà solo temporanea a causa del calo della domanda e solleciteranno le autorità a mantenere e persino incrementare il tasso di creazione di moneta per rilanciare l'economia e impedire che entri in crisi.

Ciò che economisti, investitori e la persona comune non riescono a capire fino a quando non è troppo tardi è che il problema principale è uno: il crollo del potere d'acquisto di una valuta scoperta, fenomeno che richiede una soluzione completamente diversa.

Dopo che i detentori stranieri vendono, sono gli utenti effettivi di una valuta scoperta che pagano, gli ultimi a rendersi conto che essa è destinata a collassare completamente e che dovrebbero sbarazzarsene in cambio di qualsiasi altra cosa. Questo risultato finale è certo, finché la banca centrale continua con le sue politiche inflazionistiche.

È a questo punto che l'economia sperimenta un crack-up boom. Quando e se possono permetterselo, le persone comprano anche azioni ed immobili, semplicemente per uscire dalla valuta fiat. Ma entrambe queste classi di asset saranno sostanzialmente calate di valore se misurate in una valuta in rapido deprezzamento prima che questa condizione sia manifesta.


I tassi d'interesse stanno già salendo

Nella nostra analisi abbiamo identificato tassi d'interesse più alti come l'innesco che farà scoppiare la bolla degli asset finanziari. Mentre le banche centrali occidentali continuano a sopprimere i tassi d'interesse a brevissimo termine, nella misura in cui riflettono il costo del prestito essi stanno già salendo, come mostra il grafico dei titoli del Tesoro USA a 10 anni.

L'aumento iniziale dallo 0,48% a marzo 2020 non ha ancora frenato l'entusiasmo ai mercati azionari. Questo è un comportamento ciclico normale, perché i rendimenti obbligazionari di solito salgono durante l'ultima tappa di un mercato azionario bullish. E l'attuale e probabile tappa finale per l'aumento delle azioni statunitensi è iniziata solo pochi giorni dopo il rendimento più basso registrato il 9 marzo 2020.

La psicologia degli investimenti per le azioni diventa positiva in questi momenti. Un moderato aumento dei rendimenti obbligazionari è considerato una prova del miglioramento delle prospettive economiche e non un segnale di pericolo. Un istituto d'investimento che guarda all'indietro non teme ancora l'inflazione, che ingenuamente considera un semplice aumento dei prezzi. La partecipazione della popolazione aumenta nella certezza che il mercato è in rialzo e ciò si riflette nell'indebitamento per sfruttare i rendimenti rialzisti, la cui posizione attuale è mostrata nel seguente grafico.

Il grafico qui sopra è un riflesso allarmante della mentalità rialzista degli investitori, ma pochissimi vi prestano attenzione. Inoltre l'iniezione mensile di QE da parte della FED nei mercati finanziari dà a tutti un'enorme fiducia che continuerà.

È l'inversione di questa follia che alimenta sempre un successivo mercato ribassista. La causa è in bella vista: è in atto un secondo aumento dei rendimenti obbligazionari, alimentato dall'aumento dei prezzi dei beni. Ed è quasi sempre il secondo aumento dei rendimenti obbligazionari che innesca mercati ribassisti ciclici. Ma il mercato azionario statunitense non è il solo: dei loro $30.000 miliardi, gli stranieri hanno $10.700 miliardi investiti in azioni statunitensi. Tenendo presente i messaggi dei grafici precedenti, anche loro sono profondamente colpiti dal messaggio di quello successivo qui sotto.

Dalla fine di marzo 2020, quando il TWI del dollaro è sceso, i guadagni del 90% sull'indice S&P 500 sono stati compensati da un calo del 12,6% nel TWI. E alla luce delle politiche di spesa elevata del presidente Biden, il grafico suggerisce che gli investitori stranieri dovranno affrontare un'importante rottura al ribasso nel TWI e che l'aumento ciclico dei rendimenti obbligazionari che ne consegue inevitabilmente porterà ad una doppia perdita sulle loro partecipazioni delle azioni statunitensi. A meno che non si muovano rapidamente, gli stranieri potrebbero incappare in sonore perdite.

Il TWI del dollaro è fortemente ponderato a favore dell'euro, quindi anche le prospettive per quest'ultimo sono importanti. Nell'Eurozona la domanda dei consumatori sta crescendo al ritmo più veloce da prima della grande crisi finanziaria, senza una produzione sufficiente per rifornirla. Di conseguenza le prospettive d'inflazione dei prezzi sono pericolose almeno quanto per il dollaro. La differenza è che la BCE mantiene ancora un tasso sui depositi negativo, quindi i rendimenti obbligazionari ed i tassi d'interesse hanno una base più bassa da cui salire. È questa prospettiva che renderà sicuramente un dollaro sovra-posseduto vulnerabile ad un euro relativamente sotto-posseduto. Una situazione simile si verifica per lo yen giapponese.

Ma forse il tasso di cambio più importante sarà quello con lo yuan cinese. Lo scorso settembre la Cina ha avviato un progressivo giro di vite sull'eccesso di credito che continua ancora oggi. I pochi analisti occidentali che ne sono a conoscenza attribuiscono questa politica a fattori ciclici, un tentativo di prevenire il surriscaldamento dell'economia cinese dopo i primi stimoli. Sono anche consapevoli che una posizione monetaria più ristretta in Cina si rifletterà in uno yuan più forte, destabilizzando potenzialmente i tassi di cambio.

Inoltre ha anche senso che la Cina attiri flussi d'investimenti attualmente sovraesposti al dollaro, inviando un chiaro segnale che lo yuan è la valuta più forte. Sarebbe la risposta della Cina al tentativo americano di distruggere la rotta Hong Kong-Shanghai per gli investimenti interni. E priverebbe anche i mercati dei capitali statunitensi di fondi esteri, forzando un aumento anticipato dei tassi d'interesse del dollaro nel tentativo delle autorità statunitensi di prevenire un crollo del biglietto verde.

La conclusione può essere solo che il cambiamento epocale che sta per colpire i mercati dei capitali sarà sia ampiamente inaspettato che improvviso. Il suo grado di violenza finanziaria rifletterà la differenza accumulata tra la crescente manipolazione dei mercati da parte degli stati insieme alle illusioni economiche/monetarie. I tassi d'interesse non smetteranno di salire di pochi punti percentuali: prendendo come punto di partenza la stima di John Williams di un'inflazione dei prezzi all'11%, i mercati porteranno i tassi d'interesse verso livelli correlati. Prima di allora, fasce di imprese indebitate saranno minacciate di fallimento, cosa destinata a riflettersi nelle valutazioni del mercato azionario. Il mito di vecchia data secondo cui le azioni offrono protezione dall'inflazione verrà profondamente ridimensionato.


Il rapporto proprietà/patrimonio

Un'altra classe di asset che si ritiene offra protezione contro una valuta in declino è la proprietà immobiliare. Infatti vengono comunemente citati sia i terreni agricoli che gli immobili residenziali, ma possederli richiede risorse aggiuntive per garantire il loro continuo possesso attraverso una crisi inflazionistica. E le risorse necessarie dipenderanno a loro volta dalle caratteristiche e dalla durata dell'interruzione dell'attività economica.

Durante un normale ciclo del credito, nelle prime fasi dell'aumento dell'inflazione dei prezzi le azioni si dimostrano più sensibili alla minaccia di un aumento dei tassi d'interesse rispetto agli immobili residenziali. I singoli investitori tendono a credere che le azioni offrano poca o nessuna protezione contro una minaccia di inflazione, perché i rialzi dei tassi d'interesse da essa innescati sono ritenuti negativi per le prospettive aziendali, ma non abbastanza da indebolire i valori di asset non finanziari. Ci sono alcune eccezioni, come le azioni minerarie, ma per il resto questa affermazione è vera.

Di conseguenza le persone si rivolgono ad asset non finanziari per proteggersi dall'inflazione e la più importante di queste è la proprietà immobiliare: principalmente immobili residenziali e terreni agricoli. Inoltre ci sono vantaggi incoraggianti come l'assenza di imposte sulle plusvalenze per i proprietari di immobili residenziali; e gli acquirenti per la prima volta sono spesso sovvenzionati dallo stato.

La proprietà immobiliare residenziale è già esplosa sulla scia di tassi d'interesse molto bassi e un desiderio diffuso di uscire dalle principali conurbazioni, fenomeno innescato dai lockdown. In molte giurisdizioni il lavoro da casa per almeno una parte della settimana lavorativa è considerato il futuro, aumentando il tempo trascorso e quindi l'importanza relativa della propria casa. Per la classe media si accumulano fondi non spesi e dietro a tutto ciò c'è stato il prestito ipotecario alimentato dalla soppressione dei tassi d'interesse da parte della FED e dal QE.

Le prospettive per i mercati degli immobili residenziali cambiano quando i tassi sui mutui sono costretti a salire notevolmente, in linea con l'aumento dei tassi d'interesse. L'erosione del potere d'acquisto di una valuta, che alimenta l'aumento dei prezzi al consumo, spinge i tassi d'interesse più in alto di quanto la maggior parte dei mutuatari possa permettersi di pagare. Chi ha mutui a tasso fisso ottiene un po' di sollievo, ma i nuovi acquirenti sono scoraggiati. Inoltre l'inflazione mette in moto un trasferimento distruttivo di ricchezza dall'economia produttiva, impoverendo gli attori economici a vantaggio dello stato. Inevitabilmente la produzione ne soffre e la disoccupazione aumenta. Molti proprietari di case con mutui sono spinti in un patrimonio netto negativo e non possono più permettersi le rate del mutuo.

Questo ciclo è diverso in quanto la corsa agli immobili residenziali si è verificata prima che la minaccia dell'inflazione si fosse materializzata a sufficienza da indebolire i valori degli asset finanziari e non finanziari. È quindi probabile che il rialzo dei tassi d'interesse e degli oneri finanziari che possiamo aspettarci nei prossimi mesi indebolirà i prezzi degli immobili residenziali in concomitanza con la fine del mercato azionario bullish.

Ma fintanto che i proprietari di case possono pagare le rate del mutuo, riusciranno a superare la crisi inflazionistica. Se riescono a resistere, la loro situazione potrebbe essere salvata da un crollo quasi totale del potere d'acquisto della valuta fiat, eliminando gran parte o tutte le loro passività ipotecarie in termini reali. I mutui che hanno le risorse per mantenere i pagamenti eviteranno la crisi, mentre invece le perdite finiranno a carico di coloro che li forniscono e dei risparmiatori.

Solo allora la proprietà immobiliare residenziale darà il meglio di sé offrendo un grado di protezione contro un crollo monetario.


Il ruolo dei metalli preziosi

Abbiamo fatto riferimento alla saggezza di Richard Cantillon quando vendette la valuta scoperta di John Law a Londra e Amsterdam in cambio di alternative coperte, principalmente sterline e fiorini.

Per inciso, quando crollò l'impresa Mississippi, portando con sé la livrea, la South Sea Bubble subì lo stesso destino; ma lo scellino d'argento sopravvisse. Oggi non ci sono valute coperte da metalli preziosi; invece sono quasi tutte scoperte e il dollaro è al centro del nostro problema. Dove va il dollaro, dovremmo presumere che andranno tutte le altre valute.

Le banche centrali stanno pianificando le proprie valute digitali e l'intenzione è di usarle per accelerare ancora di più le loro politiche monetarie fallimentari. Fortunatamente è improbabile che le CBDC vedano la luce, data l'imminenza e la potenziale portata di una crisi finanziaria e monetaria.

E questo ci porta ai metalli preziosi come base di una futura moneta e come accaduto sempre nel corso della storia. L'oro è l'unico asset monetario posseduto dalla maggior parte delle banche centrali che non sia fiat: solo 24 su 130 banche centrali hanno dichiarato di non detenere oro o di non aver segnalato una partecipazione al FMI alla fine dello scorso anno. Dopo il fallimento del denaro fiat, l'unico modo in cui un banchiere centrale ed i suoi padroni politici possono essere pagati sarà con una valuta coperta. E anche in questo caso, a meno che ciò non venga eseguito correttamente, sarà probabilmente poco più di una soluzione temporanea.

Un errore spesso ostentato è che l'oro non abbia un tasso d'interesse, pertanto si dice che il rialzo dei tassi d'interesse penalizza i possessori di oro. Ma questo significa fraintendere il ruolo dei tassi d'interesse: essi compensano un prestatore che rinuncia al possesso del proprio denaro, compensano qualsiasi cambiamento previsto del potere d'acquisto durante la durata del prestito e compensano il rischio di essere un creditore. Con una valuta fiat, la cui svalutazione è ovvia per un prestatore, ci si può aspettare che la combinazione di questi fattori porti ad un tasso d'interesse alto, che, come detto in questo articolo, porterà a tassi d'interesse ancora più alti per impedire che gli stranieri vendano dollari.

Come le banconote fiat, l'oro fisico posseduto non ha tassi d'interesse, ma come denaro viene regolarmente prestato e scambiato. Questo non accadrebbe se l'oro non fosse denaro. Grazie alla sua stabilità innata, il tasso d'interesse dell'oro è basso ed il seguente grafico ne illustra il motivo.

Viene mostrato il prezzo mensile del rame misurato in dollari e oro sin dal 1990. Il rame è considerato dagli analisti delle materie prime come un riferimento per la domanda industriale di metalli, e quindi come un riflesso della domanda economica globale.

Negli ultimi tre decenni il prezzo in dollari del rame ha oscillato tra un minimo del 58% nel gennaio 1990 ed un massimo del 418% nel 2011, un livello che oggi stiamo vedendo di nuovo. Il valore medio su tutti i 31 anni è stato del 186% nel 1990.

Il prezzo del rame in oro è variato tra il 45% ed il 192%, arrivando oggi all'8% rispetto all'inizio del periodo. Il suo prezzo medio per tutti i 31 anni è aumentato dello 0,8% rispetto al prezzo del 1990, praticamente invariato.

Non solo l'oro è stato una forma di denaro molto più stabile negli ultimi trent'anni per gli utilizzatori di rame, ma si è dimostrato stabile per periodi molto più lunghi rispetto a qualsiasi cosa, dalle materie prime comuni ai prodotti finiti a bassa tecnologia. La stabilità dei prezzi è stata un importante motore della rivoluzione industriale, perché permise agli imprenditori di calcolare i costi di produzione ed i ritorni degli investimenti. L'investimento nella produzione tendeva anche a ridurre i prezzi al consumo, aumentando il tenore di vita.

Pertanto possiamo affermare inequivocabilmente, e senza dover approfondire la teoria monetaria, che solo l'oro può essere la base del futuro sistema monetario non fiat. I successi ed i fallimenti delle future valute coperte dall'oro non ci riguardano ancora: ci sono molte cose da fare prima di arrivarci. Il nostro interesse attuale è cercare protezione dalle follie accumulate dalle banche centrali e dalle loro politiche inflazionistiche. In questo senso l'oro rimane il nostro legame principale con un futuro post-crisi.

Deve essere il metallo fisico, perché qualsiasi altra cosa trasmette rischio di controparte, e questa è l'ultima cosa che vorreste in una crisi finanziaria. Quando l'importanza dell'oro verrà di nuovo compresa, c'è un rischio significativo di confisca da parte dello stato ed è qui che l'argento entra in scena. Le banche centrali non ne possiedono, o almeno nessuna di cui siamo a conoscenza, quindi nel caso in cui gli stati se la prendessero con l'oro, l'argento diventerebbe molto più prezioso.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: https://www.francescosimoncelli.com/