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lunedì 23 settembre 2019

Come i diritti di proprietà possono aiutare a preservare la foresta amazzonica

Lo stato non può né preservare le aree verdi, né riparare i danni causati dai crimini ambientali. È solo col rispetto della proprietà privata che possiamo iniziare ad evitare problemi come gli incendi in Brasile, ad esempio. La teoria economica può informarci su come utilizzare le risorse naturali nel modo più ottimale. Ci sono due problemi principali con l'amministrazione statale delle risorse naturali: il problema degli incentivi e il problema del calcolo economico. Il primo viene spesso chiamato tragedia dei beni comuni e l'Amazzonia ne è uno dei massimi esempi. Il concetto deriva da un articolo di Garrett Hardin, ma è stato meglio descritto da Ludwig von Mises quasi 30 anni prima. Mises ci spiega che se le conseguenze di un'azione possono essere condivise con terze parti, l'attore di mercato non prenderà in considerazione tutti gli effetti che la sua azione potrebbe avere. Al contrario, se un pezzo di terra ha un proprietario, egli deve considerare tutti i risultati attesi dalle sue azioni e terrà conto di tutti i potenziali benefici e svantaggi. Quindi un proprietario terriero preferirà modi più sostenibili per gestire le sue risorse e ciò incoraggerebbe la riforestazione e la ricerca biologica. Inoltre creerebbe un intero mercato di soluzioni ecologiche a "problemi forestali" e assicurazioni specializzate. Poi c'è il problema del calcolo economico, anche questo postulato da Mises nel suo saggio del 1920 Economic Calculation in the Socialist Commonwealth. Mises evidenziò come il capitalismo si basasse sul sistema dei prezzi, perché è solo attraverso i prezzi che gli imprenditori possono calcolare i loro profitti o perdite. Se un'impresa ha successo, ciò significa che i consumatori vedono valore nei suoi prodotti e vogliono acquistarli ad un prezzo superiore al costo di produzione; ma se suddetta impresa fallisce, ciò significa che non ha abbastanza valore per i consumatori e che il capitale posseduto (terra e lavoro) devono essere liberati per esigenze più urgenti. Ciò significa che in una società di diritto privato i vari proprietari terrieri avrebbero diversi metodi di gestire la loro terra e, naturalmente, solo quelli con un business sostenibile prospererebbero e quelli con politiche distruttive incapperebbero in perdite e sarebbero costretti ad adattarsi ad un modello compatibile con una crescita sostenibile.
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di Webb Beard


Attualmente i social media ed i media generalisti sono tutti concentrati su ciò che sta accadendo nella foresta pluviale amazzonica, il secondo bioma più grande del mondo. Non solo un bacino di animali esotici e fauna, carbonio in entrata e ossigeno in uscita hanno un effetto immenso sull'ambiente, cosa che riduce il tasso di riscaldamento globale.

Secondo l'Istituto nazionale per la ricerca spaziale (INPE), secondo il Ministero della Scienza brasiliano, quest'anno gli incendi sono aumentati dell'80% rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso.



Di chi è la colpa?

C'è un concorso di colpe sulla causa degli incendi. Alcuni ambientalisti e attivisti accusano il presidente brasiliano Jair Bolsonaro, la cui amministrazione è accusata di non aver fatto abbastanza per combattere la deforestazione. Bolsonaro, da parte sua, ha dato la colpa alle organizzazioni non governative e organizzazioni no profit, secondo cui avrebbero dato deliberatamente fuoco alla foresta pluviale perché hanno perso denaro e vogliono mettere in imbarazzo la sua amministrazione.

Ma l'INPE sostiene che la vera causa del numero insolito di incendi quest'anno sono gli allevatori e gli agricoltori che usano gli incendi per liberare la terra e la usano poi per sé stessi. L'INPE ha affermato che fino al 99% degli incendi possono essere attribuiti a queste persone. Tuttavia tutto ciò ci suggerisce che, nonostante il marasma sulla questione, solo una è la causa: la tragedia dei beni comuni.



Una grande tragedia

Quando qualcosa è proprietà di tutti, come un'autostrada pubblica o uno stagno, in pratica non è di nessuno. Nessuno ha un incentivo a mantenere o prendersi cura del bene, perché non si riceve alcun beneficio nel farlo. Ma quando ci sono i diritti di proprietà, come il pezzo di terra su cui vivete, si ha un incentivo a prendersene cura perché se ne trarrà beneficio direttamente.

Gli economisti hanno osservato questo fenomeno centinaia, se non migliaia, di volte. Ted Turner e gli allevatori di bufali hanno salvato la popolazione di bufali dall'estinzione grazie ai diritti di proprietà. I pescatori hanno quasi estinto la popolazione dell'ippoglosso nella Columbia Britannica e i diritti di proprietà li hanno salvati. In molte regioni dell'Africa la caccia ai trofei aiuta ad impedire alle popolazioni di determinati animali di estinguersi e aiuta a finanziarne la conservazione.

Qualcosa di simile potrebbe essere realizzato nella foresta pluviale amazzonica. La foresta pluviale copre circa nove Paesi, ma circa il 60% è in Brasile. Quest'ultimo rivendica la proprietà dell'Amazzonia, ma il Brasile e gli altri Paesi non hanno le risorse o gli incentivi adeguati per prendersi cura dell'Amazzonia. La risposta sono i diritti di proprietà.



I vantaggi della privatizzazione

E il Brasile lo sa, infatti nel 2009 ha inaugurato il Legal Land Program che ha fornito piccoli appezzamenti della foresta pluviale a migliaia di singoli agricoltori e allevatori. Secondo gli esperti ciò ha avuto un impatto sostanziale sul tasso di deforestazione in Amazzonia, con il 2% in più di foreste rimaste intatte di quanto sarebbe accaduto altrimenti. Potrebbe non sembrare molto, ma se si considera la scala dell'Amazzonia, è una grande differenza.

Più del 20% delle foreste pluviali del mondo sono state abbattute a causa di pratiche illegali, secondo quanto riportato dalla Reuters nel 2010. La privatizzazione della terra incentiva le aziende di legname e gli agricoltori ad usarla responsabilmente, tagliando gli alberi al punto in cui possono ricrescere poi.

Questo è il motivo per cui il Brasile ha esteso le sue concessioni di sfruttamento da 370.000 acri nel 2010 a 27 milioni di acri. La privatizzazione ha ridotto il disboscamento illegale, ha generato posti di lavoro e ha generato entrate fiscali per la nazione.

"Non è una soluzione perfetta", ha riferito Fast Company, "le società legittime come Asia Pulp & Paper (APP) del Gruppo Sinar Mas sono spesso accusate di pratiche insostenibili nel taglio degli alberi, ma è meglio dell'alternativa peggiore."



Diritti di proprietà in Brasile

Se il Brasile e alcuni altri Paesi potessero espandere questo tipo di programmi in tutta l'Amazzonia, la combustione illegale e la deforestazione dell'Amazzonia verrebbero frenate e il mondo continuerebbe a godere della bellezza e dell'aiuto all'ambiente da parte di luoghi come questo.

Alcuni potrebbero detestare il fatto che per salvare alcuni animali, dobbiamo ucciderne altri, o che per salvare alcune foreste, dobbiamo coltivarne alcune. È un sentimento legittimo, ma come ha detto Thomas Sowell: "Non ci sono soluzioni, solo compromessi". E se ciò significa salvare animali o l'Amazzonia dall'estinzione e dalla deforestazione, allora è un compromesso che dovremmo essere disposti a sottoscrivere.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: https://www.francescosimoncelli.com/


giovedì 2 agosto 2012

Lavori e Lavori Netti

Mentre Super Mario si diletta a viaggiare per mezza Europa sparando balle sullo stato di salute dell'Italia, mendicando inoltre credibilità ed investimenti, la realtà economica morde voracemente l'Italia mostrando come la sua "cura" sia soltanto profumo per nascondere la puzza di un cadavere. Il tasso di discoccupazione è aumentato ad un mostruoso 10.8%, la produzione industriale è calata al -6.9% rispetto al 2011, le imprese chiudono a migliaia (sono cessate 146,000 aziende nei primi 3 mesi del 2012 con un saldo negativo di -26,000 imprese) e il debito pubblico è in costante aumento. Non solo, grazie alla tassazione selvaggia che incombe sul popolo Italiano vengono sovvenzionati posti di lavoro non richiesti dal mercato, bensì creati artificalmente. Sono insostenibili? Non importa. Quindi, invece di esultare, ad esempio, per la Sicilia che "crea" posti di lavoro bisogna riflettere su cosa ciò comporti nel lungo periodo e soprattutto considerare i costi che questa politica sconsiderata porta con sé. I Keynesiani non possono far altro che esultare poiché durante una recessione, secondo la loro dottrina, l'apparato statale deve sostituirsi al setttore privato ed "investire" al fine di sostenere la domanda depressa. Guardate questa immagine, è proprio quello che sta accadendo negli Stati Uniti; il settore pubblico si è costantemente sostituito al settore privato, dove un manipolo di burocrati si è sostituito alle scelte individuali delle persone. Il QE è stato il propellente di questa scelleratezza. Ecco perché sia l'Italia che gli Stati Uniti sono indirizzati verso il Grande Default. Ecco perché il Keynesismo affronterà anch'esso l'ennessimo fallimento sin dal 1936. Fate le vostre scommesse.
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di Thomas Sowell


Una delle ragioni per la popolarità della retorica politica è che tutti possono avere ragione, secondo la propria retorica, non importa quanto la retorica di un lato contraddica la retorica dell'altro lato.

Il presidente Obama ripete costantemente quanti milioni di posti di lavoro sono stati creati durante la sua amministrazione, mentre i suoi critici ripetono costantemente quanti milioni di posti di lavoro sono andati perduti durante la sua amministrazione. Come possono avere entrambi ragione – o, almeno, come possono farla franca con quello che stanno dicendo?

Ci sono posti di lavoro e ci sono posti di lavoro netti. Questo è vero non solo oggi, ma è stato vero negli anni passati.

Negli anni '80, quando c'erano enormi perdite di posti di lavoro nel settore siderurgico, il governo limitò le importazioni di acciaio straniero. E' stato stimato che ciò salvò 5,000 posti di lavoro nell'industria siderurgica Americana.

Ma, naturalmente, la restrizione della concorrenza che vendeva acciaio importato a basso prezzo rese più costoso l'acciaio per i produttori Americani che utilizzavano tale materiale. Pertanto il prezzo di questi prodotti aumentò, rendendoli meno richiesti a quei prezzi elevati, causando perdite di vendite in patria e nel mercato mondiale.

La morale della favola è che, mentre vennero salvati 5,000 posti di lavoro nel settore siderurgico Americano, vennero persi 26,000 posti di lavoro nelle industrie Americane che producevano prodotti in acciaio. Quindi, il paese perse posti di lavoro limitando l'importazione dell'acciaio.

Niente di tutto questo era peculiare al settore siderurgico. Si stima che le restrizioni per l'importazione dello zucchero siano costate la perdita di tre volte i posti di lavoro nel settore dolciario rispetto a quanti ne hanno salvato nel settore dello zucchero. Il prezzo artificiosamente elevato dello zucchero negli Stati Uniti ha portato alcuni produttori dolciari Americani a trasferirsi in Messico e in Canada, dove il prezzo dello zucchero è inferiore.

Non esistono pasti gratis nel mercato del lavoro, non più di quanti non esistano altrove. Il governo può sempre creare particolari posti di lavoro o salvare posti di lavoro particolari, ma questo non vuol dire che si tratta di una creazione netta di posti di lavoro o di un salvataggio netto di posti di lavoro.

Il governo può creare un milione di posti di lavoro domani, assumendo semplicemente questo ammontare di persone. Ma da dove prende il denaro il governo per pagare queste persone? Dall'economia privata – che perde i soldi che il governo guadagna.

Con meno soldi nel settore privato, la perdita di posti di lavoro può facilmente superare il milione di posti di lavoro creati nel governo o nelle industrie sovvenzionate dal governo. La creazione di "posti di lavoro verdi" da parte dell'amministrazione Obama si è rivelata più costosa in termini di denaro/posti di lavori rispetto alla creazione di un posto di lavoro nel settore privato.

Oltre a ridurre posti di lavoro nel settore privato prendendo soldi da quest'ultimo per finanziare posti di lavoro sovvenzionati dal governo, l'amministrazione Obama ha reso le aziende riluttanti ad assumere a causa delle enormi incertezze che ha creato nelle imprese per quanto riguarda il costo di eventuali dipendenti. Con migliaia di regolamenti ancora da scrivere per implementare l'ObamaCare, nessuno sa quanti costi si aggiungeranno al costo dell'assumere nuovi dipendenti.

Di fronte a questa situazione di incertezza economica, anche le imprese che registrano un aumento della domanda per i loro prodotti sono in grado di soddisfare questa domanda facendo fare ai propri dipendenti orari straordinari, invece di assumere nuovi dipendenti. Molti datori di lavoro assumono lavoratori a tempo determinato, che non hanno legalmente il diritto a beneficiare di prestazioni come l'assicurazione sanitaria, e che quindi non sono influenzati dal costo dell'ObamaCare.

Quando il Presidente Obama si vanta del numero di posti di lavoro creati durante la sua amministrazione, i numeri da lui citati possono anche essere corretti, ma non conta gli altri lavori che sono stati persi durante la sua amministrazione. I suoi critici citano quest'ultimo dato. Entrambi possono pretendere di avere ragione, perché parlano di cose diverse.

Qual è stato l'effetto netto? Durante questa amministrazione, la proporzione della popolazione in età da lavoro che ha un lavoro è scesa al livello più basso da decenni. Il tasso di disoccupazione ufficiale non conta i milioni di persone che hanno semplicemente rinunciato a cercare un lavoro.

Se tutti rinunciassero a trovare un lavoro, il tasso ufficiale di disoccupazione scenderebbe a zero. Ma questo difficilmente significherebbe che il problema sia stato risolto o che lo "stimolo" abbia funzionato. Creare posti di lavoro particolari non vuol dire un aumento netto dei posti di lavoro.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: http://francescosimoncelli.blogspot.it/