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giovedì 7 giugno 2012

Ben Bernanke E' il Nuovo G. William Miller Che Distruggerà l'Economia degli Stati Uniti?

Anche i media mainstream sembrano "svegliarsi," leggiamo da CNBC: «[...] I regolatori stanno permettendo alle banche di sfuggire al conteggio del debito del loro paese rispetto ai requisiti patrimoniali ed allentare le norme per creare un mercato stabile per i titoli di stato, secondo lo studio.
Mentre ciò aiuta i governi ad emettere sempre più debito, la strategia potrebbe esplodere se i governi non sono in grado di effettuare i pagamenti delle obbligazioni, lasciando le banche con miliardi di debito tossico, dice lo stratega di Citigroup Hans Lorenzen.
"La domanda delle banche può far guadagnare tempo e può aiutare a mantenere bassi i rendimenti sul mercato interno," ha scritto Lorenzen in un'analisi per i clienti. "Tuttavia, le distorsioni che si accumulano nel corso del tempo possono generare una crisi ancora più grande, se i ltempo acquistato non viene usato con molta prudenza."
"In particolare," Lorenzen aggiunge, "avere le banche cariche di debito pubblico nazionale non farà che intensificare il crollo nazionale se il sovrano, in ultima analisi, si sottrae ai suoi obblighi."
Le banche, però, sono intrappolate in una "grande repressione" da cui non possono sfuggire.
"Quando sono sottoposte al mix di carota e bastone dei politici ... tutto il resto uguale, crediamo che le banche dovranno continuare a comprare," ha detto Lorenzen.»
Fate le vostre scommesse.
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di Robert Wenzel


Durante l'amministrazione di Jimmy Carter, G. William Miller divenne il presidente della FED nel Gennaio del 1978 e venne rimosso nel mese di Agosto 1979 (Un amico di Carter, Carter lo nominò Segretario del Tesoro dove poteva fare meno danni).
Nel Novembre del 1978, solo 11 mesi dopo il suo mandato alla FED, il dollaro era caduto quasi del 34% rispetto al marco Tedesco e quasi del 42% nei confronti dello yen Giapponese. L'inflazione nei prezzi si impennò. Nel 1979, il CPI era salito su base annua ad oltre il 14%. Miller era un disastro come banchiere centrale.

Miller finì al centro dell'attenzione in un'economia con un'inflazione fuori controllo perché aveva preso di mira i tassi di interesse, mentre era alla FED. Ciò portò ad un boom dell'offerta di moneta. La crescita della massa monetaria M2 raggiunse addirittura il 12% su base annua.




Quando Miller venne rimosso, subentrò Paul Volcker ed eliminò il target sui tassi d'interesse; secondo lui era la crescita di denaro che doveva essere presa di mira e rallentata. Questo uccise l'inflazione nei prezzi creata da Miller.

Ora sembra che Bernanke stia agendo un pò come Miller, ma con colpi di scena più folli.

Sotto Ben Bernanke abbiamo già avuto alcuni cambiamenti notevoli nella crescita della massa monetaria. Ecco una tabella della crescita monetaria trimestrale annualizzata (M2), sin da quando Bernanke è alla FED.




Le cose sono talmente suscettibili da poter divenire ancora più irregolari da qui, dal momento che Bernanke sembra commettere lo stesso errore che fece Miller. Nonostante tutti i frizzi e lazzi di Bernanke sull'Operazione Twist e sul QE, quello che sta facendo realmente è, come Miller, prendere di mira i tassi di interesse invece di tenere d'occhio l'offerta di moneta.

Nel corso dell'ultimo mese, la FED sembra stia ponendo il target sul tasso dei Fed Funds allo 0.15%.




Quel che è strano è che sembra esserci una pressione al ribasso molto forte sui tassi USA. I rendimenti a 10 anni del Tesoro degli Stati Uniti sono scesi ad un minimo storico di 1.659% questa mattina. Una certa pressione al ribasso potrebbe essere attribuita all'Operazione Twist, ma la maggior parte della pressione al ribasso sembra essere denaro che scorre fuori dalla zona euro.

Questo viene dal filo del Dow Jones:

Il benchmark a 10 anni dei rendimenti del Tesoro degli Stati Uniti è affondato ad un minimo storico di 1.659% Mercoledì a New York mentre i timori circa il debito della zona euro crisi si sono intensificati.

L'ultimo centro di ansie circa la capacità della Spagna di sostenere il suo sistema bancario, si accumula in cima alle recenti preoccupazioni sul futuro della Grecia nella zona euro. Questo ha spinto gli investitori a livello mondiale a cercare asset più sicuri, spingendo il rendimento a 10 anni al di sotto di 1.672%, il minimo precedente originariamente del Febbraio 1946 e raggiunto brevemente lo scorso Settembre.

Quindi, se i tassi stanno affondando, ma il tasso dei Fed Funds no, deve significare che la FED sta drenando riserve dal sistema. E, in effetti, è così. Il comunicato H.3 della FED indica che le riserve totali sono diminuite sin da metà Aprile, più o meno l'inizio dell'ultima fiammata della crisi dell'euro.

Questo drenaggio delle riserve è stato accompagnato, come ci si aspetterebbe, da un rallentamento nella crescita dell'offerta di moneta (M2). Secondo l'ultimo comunicato H.6 della FED, la crescita monetaria annualizzata M2 è scesa dal 9.8% degli ultimi 12 mesi al 6.7% degli ultimi 6 mesi al 4.0% degli ultimi 3 mesi.

Venerdì scorso, nell'EPJ Daily Alert, ho spiegato cosa sta succedendo e il pericolo in vista:

Cosa c'è dietro tutto questo? Ho il sospetto che ci siano i capitali vaganti.

Nonostante tutto il baccano dell'Operazione Twist e gli altri "strumenti" di Bernanke, la politica della FED viene eseguita, allo stesso modo come in passato, prendendo di mira il tasso dei Fed Funds. Uno sguardo ai dati della FED mostrano che la FED di NY ha effetivamente posto un target sul tasso dei Fed funds per un certo periodo di tempo allo 0.15%.

Se i capitali vaganti dalla zona euro sono arrivati negli Stati Uniti (ed è probabile), questo avrebbe messo pressione al ribasso sui tassi negli Stati Uniti. Infatti, se si guardano i numeri, avrebbe molto senso proseguire su questa strada. I bond del governo Tedesco a 6 mesi rendono lo 0.06%, mentre i bond comparabili del Tesoro Americano stanno rendendo lo 0.15%. Se foste un ricco Greco o Italiano o Spagnolo, quale tasso vi risultererebbe più interessante? In questo modo, il flusso di denaro finisce nella carta degli Stati Uniti, che mette pressione al ribasso sui tassi Statunitensi. Tuttavia, se il target della FED è allo 0.15%, allora devono svuotare le riserve per mantenere il tasso a quel livello.

Qual è il problema con tutto questo? A parte l'intera idea della FED che manipola i tassi di interesse in primo luogo, la manipolazione è ora influenzata da questo denaro dall'estero. In altre parole, il drenaggio delle riserve può continuare solo fintanto che i capitali vaganti scorrono vigorosamente negli Stati Uniti, un rovesciamento di tale situazione porterà ad un'inversione delle azioni della FED. Se tale flusso di capitali vaganti si interromperà, la pressione sui tassi di interesse si annullerà e saliranno, il che farà sì che la FED aggiunga riserve.

Quando questi capitali vaganti si invertiranno è di per sé difficile da determinare. Dipenderà dalla percezione del rischio nella zona euro, se il panico si placherà allora il flusso di capitali vaganti si fermerà e potrebbe addirittura invertirsi.

Supponendo che il flusso di capitali vaganti continui, questo ad un certo punto si tradurrà in una crescita monetaria molto lenta ed un ritorno ad un'economia molto debole ed un mercato azionario negli Stati Uniti molto debole, che secondo me la FED potrebbe contrastare con la stampa di maggior denaro.

Morale della storia: Bernanke, come Miller, legando la politica monetaria al targeting dei tassi di interesse sta causando movimenti selvaggi nell'offerta di moneta. Le mosse di Miller sull'offerta di denaro erano tutte al rialzo. Quelle di Bernanke sono più irregolari. L'afflusso di capitali vaganti gli sta permettendo al momento di drenare le riserve e rallentare la crescita del denaro. E' possibile che il drenaggio possa provocare abbastanza rallentamento da frenare di nuovo il mercato azionario e l'economia, e causare al Presidente Obama la perdita della sua rielezione. D'altra parte, se le cose si calmano nella zona euro e il flusso di capitali vaganti si arresta o si inverte, il boom manipolato continuerà con l'accelerazione dell'inflazione nei prezzi.

Il risultato finale è probabilmente una maggiore stampa di denaro da parte della FED, ma può arrivare prima una flessione come risultato del modo in cui Bernanke sta gestendo la politica monetaria. Tenetevi forte, il giro sulle montagne russe di Bernanke non è finito.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: http://francescosimoncelli.blogspot.it/


venerdì 30 dicembre 2011

Lo Stretto di Hormuz si Trasformerà nella Prossima Pearl Harbor?

Agli Stati Uniti piace rompere le palle al resto del mondo. E' successo col Golfo del Tonkino, con Pearl Harbor, con il 9/11, con le armi di distruzione di massa inestitenti in Iraq; una scusa (perché la Costituzione lo esplica bene questo punto, infatti gli USA non possono dichiarare guerra "apertamente") per attaccare qualche povero cristo sul globo e fare affari con le risorse che possiedono. Pensate all'Afghanistan. Ma stavolta qualcuno forse metterà i bastoni tra le ruote allo zio Sam; infatti, Russia e Cina non sono per niente d'accordo col casino che Stati Uniti ed Europa vorrebbero fomentare con l'Iran. Il "riscaldamento degli animi" sulla faccenda Stretto di Hormuz pare per il momento solo un "test" degli Stati Uniti, una sorta di tiro alla corda sugli equilibrii globali; "sondare il terreno" per vedere fin dove si possano spingere. Oltre a stuzzicare l'Iran, lo zio Sam pare seriamente intenzionato anche a testare le reazioni di Cina e Russia.
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di Robert Wenzel


Molti storici revisionisti ritengono che gli Stati Uniti abbiano spinto il Giappone ad attaccare Pearl Harbor.

Lo storico Percy Greaves credeva che l'attacco del 7 Dicembre 1941 non fosse né inatteso né immotivato. Come sua moglie, Betina Bien Greaves spiegò:

[Greaves] fu il consigliere principale per la minoranza Repubblicana alla Joint Congressional Committee che indagò su Pearl Harbor dal 1945 al 1946. Partecipò a tutte le sue audizioni, intervistò molti ufficiali dell'Esercito, della Marina, e funzionari a Washington coinvolti nell'attacco e nelle indagini. Studiò i documenti diplomatici, i rapporti studiati e conti della manifestazione pubblicate durante gli anni che seguirono. Ha studiato i documenti diplomatici, i rapporti ed i resoconti dell'evento pubblicati durante gli anni che seguirono. Questo libro [Pearl Harbor: The Seeds and Fruits of Infamy] non tratta l'attacco. Tratta di eventi mai presentati prima sul pre e post-attacco attacco, dal punto di vista di Washington. Senza insulti, insinuazioni, o calunnie, Greaves si limita a presentare i fatti pertinenti, rilevanti e significativi che hanno portato i Giapponesi ad attaccare e l'amministrazione politica a voler insabbiare il proprio coinvolgimento.

Burton Folsom Jr e Anita Folsom scrivono nel loro nuovo libro, FDR Goes to War:

Roosevelt [...] impiegò la subdola strategia di ostacolare tutte le esportazioni di petrolio verso il Giappone con l'aggiunta di strati di lungaggini burocratiche e col congelamento degli asset finanziari del Giappone in quello che è stato definito "un embargo silenzioso" [...] L'effetto, alla fine del 1941, era una goccia di petrolio che effettivamente andava in Giappone dagli Stati Uniti.

Morale della storia, gli Stati Uniti spinsero il Giappone in un angolo. Fu molto poco saggio da parte dei Giapponesi attaccare Pearl Harbor, ma l'irritazione che causò l'attacco può essere vista chiaramente.

Che cosa ha a che fare con l'Iran? Bè, abbiamo già congelato alcuni dei loro asset. Il 29 Giugno 2011, il Dipartimento del Tesoro ha annunciato la designazione della polizia nazionale Iraniana come supporto al regime Siriano. Il capo ed il vice-capo della polizia nazionale Iraniana è stato anche sanzionato. Come risultato dell'azione, agli Statunitensi è generalmente vietato di impegnarsi in transazioni con i designati e tutti gli asset che possono essere soggetti alla giurisdizione degli Stati Uniti sono congelati.

Il 20 Dicembre 2011 il Tesoro Americano ha annunciato la designazione di 10 compagnie di spedizioni e altre società e un'altra con base a Malta, affiliate all'Islamic Republic of Iran Shipping Lines (IRISL), come entità che incorreranno in sanzioni internazionali per la partecipazione "agli sforzi dell'Iran per promuovere i suoi programmi missilistici ed i suoi trasporti di carichi militari."

"Mentre l'IRISL e le sue controllate proseguiranno i loro sforzi ingannevoli per sfuggire alla stretta delle sanzioni Statunitensi e quelle internazionali, continueremo ad agire — come facciamo oggi — per esporre la società di copertura, gli agenti ed i manager che lavorano con l'IRISL e lavoreremo per fermare questa business illegale", ha detto il Sottosegretario al Terrorismo e all'Intelligence Finanziaria David S. Cohen.

Il 1 Dicembre 2011 Cohen ha riferito alla Commissione del Senato sui Rapporti Esteri:

Le sanzioni sempre più potenti e distruttive del Dipartimento del Tesoro sono incorporate nella duplice strategia che gli Stati Uniti ed i nostri alleati stanno perseguendo per affrontare il fallimento continuo dell'Iran di rispettare i suoi obblighi internazionali in merito al suo programma nucleare. Come il Sottosegretario Sherman descrive nella sua testimonianza, l'Amministrazione Obama ha fornito all'Iran una vera opportunità per il dialogo, creando una chiara scelta per Teheran. La leadership Iraniana può anche decidere di soddisfare i suoi obblighi internazionali, permettendo all'Iran di approfondire la sua integrazione economica e politica con il mondo e far raggiungere una maggiore sicurezza e prosperità al popolo Iraniano. Oppure, Teheran può continuare a violare le proprie responsabilità ed affrontare una pressione ancora maggiore e fino all'isolamento [...]

La nostra ampia strategia di pressione mira a persuadere l'Iran a cambiare il suo corso ed a chiarire all'Iran le conseguenze del suo continuo comportamento intransigente. Tra gli elementi più importanti di questa strategia ci sono misure finanziarie volte a smantellare l'attività illegale in Iran ed a proteggere il sistema finanziario internazionale dagli abusi Iraniani. Abbiamo concentrato i nostri sforzi nell'esporre le attività illecite ed ingannevoli delle entità Iraniane, un approccio che ha raccolto sostegno tra i governi stranieri e li ha portati a intraprendere azioni simili, migliorando sensibilmente l'impatto delle nostre azioni. Poiché queste azioni hanno evidenziato il carattere pervasivo della condotta illecita ed ingannevole dell'Iran ed i rischi di reputazione associati alle imprese dell'Iran, il settore privato di tutto il mondo ne ha preso atto ed ha spesso adottato misure volontarie oltre i suoi obblighi strettamente giuridici, amplificando ulteriormente le azioni governative.

Allora, qual è il problema? Gli Stati Uniti sono in procinto di alzare la posta ed isolare finanziariamente l'Iran. Sto parlando degli Stati Uniti che tagliano l'accesso dell'Iran ai proventi petroliferi in modo significativo.

Il Congresso degli Stati Uniti ha appena approvato una legge che il Presidente Obama sembra pronto a firmare la quale, se pienamente attuata, potrebbe ridurre sostanzialmente i proventi petroliferi dell'Iran.

In altre parole, gli Stati Uniti stanno spingendo l'Iran in un angolo. Il disegno di legge potrebbe imporre sanzioni alle aziende straniere che fanno affari con la banca centrale dell'Iran. Poiché quelli che importano petrolio Iraniano usano la banca centrale Iraniana per le transazioni, si taglierebbe probabilmente questo metodo dell'Iran di vendere petrolio.

L'Iran sta reagendo come ci si aspetterebbe che la maggior parte dei governi alle strette reagirebbe. Il primo vice-presidente dell'Iran Mohammad Reza Rahimid ha detto che l'Iran potrebbe chiudere le vie di navigazione critiche attraverso lo Stretto di Hormuz nel Golfo, se le sanzioni estere vengono imposte sulle sue esportazioni di petrolio.

Lo Stretto di Hormuz è molto importante. Circa il 33% delle spedizioni di trasporto marittimo di idrocarburi (il 17% del petrolio mondiale) passa attraverso lo Stretto di Hormuz. Un Stretto bloccato costringerebbe le navi cisterna ad intraprendere rotte più lunghe e più costose, che sicuramente farebbero aumentare i prezzi del petrolio.

Il pensiero è sempre stato che l'Iran non chiuderebbe lo Stretto di Hormuz, perché lo usa per le sue esportazioni di petrolio. Infatti, in un EPJ Daily Alert del mese di Novembre 2010, ho riportato:

Questo pomeriggio ho partecipato ad una riunione in cui l'oratore era il Capitano Jeffrey Kline. Kline è Program Director dei Maritime Defense and Security Research Programs alla Naval Postgraduate School. È Professore a Contratto presso la Naval War College dove insegna, "Joint Analysis for the Warfare Commander" [...] Kline [...] ha sottolineato che potrebbe non essere nell'interesse dell'Iran chiudere lo Stretto in quanto le navi dell'Iran trasportano attraverso di esso il petrolio.

Ma, se gli Stati Uniti rendono impossibile all'Iran la vendita del proprio petrolio, allora un fattore chiave che impedirebbe all'Iran di bloccare lo stretto sarebbe rimosso.

L'Iran ha la capacità di bloccare lo Stretto di Hormuz? Ho anche fatto questa domanda al Capitano Kline. Ecco come l'ho riportato nell'EPJ Daily Alert:

Pensavo che avrei dovuto chiedere a Kline, che ha delle idee dannatamente giuste, se lo Stretto potesse essere chiuso dall'Iran. La sua risposta era quello che era. Quando gli ho chiesto quanto tempo ci sarebbe voluto all'Iran, ha detto 3 o 4 giorni per posizionare le navi ed i cacciamine. Ha detto che il blocco potrebbe alla fine essere rotto, ma dipenderebbe dalla cooperazione internazionale e che ci vorrebbe "un pò di tempo". Ha detto che l'Iran ha missili a terra puntati sullo stretto che avrebbe dovuto essere tolti, e che l'Iran ha altre apparecchiature sofisticate nella zona tra cui droni che potrebbero ascoltare le comunicazioni delle navi. Ha detto anche che le cacciamine possono essere "molto fastidiosi".

Secondo AP:

La marina [Iraniana] è nel bel mezzo di un'esercitazione di 10 giorni in acque internazionali in prossimità del percorso strategico del petrolio. Le esercitazioni sono iniziate Sabato e coinvolgono sottomarini, torpedinieri, lanciasiluri e droni. I giochi di guerra coprono un tratto di mare di 1,250 miglia (2,000 chilometri) al largo dello Stretto di Hormuz, parti settentrionali dell'Oceano Indiano ed il Golfo di Aden vicino all'entrata del Mar Rosso come una dimostrazione di forza e potrebbe portare le navi Iraniane in vicinanza della marina degli Stati Uniti nella zona.

Stranamente, gli Stati Uniti hanno avvertito l'Iran che non tollereranno alcuna interruzione del traffico navale attraverso lo Stretto di Hormuz, poiché è come rubare portafogli e dire al rapinato di stare zitto e farsene una ragione.

Potrebbe non aver avuto alcun senso strategico per il Giappone attaccare Pearl Harbor, ma a volte se si spinge e si spinge, si ottiene una reazione. Gli Stati Uniti ottennero una reazione dal Giappone. Fu Pearl Harbor. La legge che il Presidente Obama sta per firmare è uno sputo in faccia all'Iran, se viene utilizzata per arrestare le capacità dell'Iran di vendere petrolio. Potrebbe scatenare una reazione dell'Iran: il blocco dello Stretto di Hormuz.

Questo è un gioco che ha una posta in gioco molto alta. Nessuno sa come andrà a finire. I governi sono di solito gestiti da pazzi, e sono questi pazzi che decideranno quale sarà la prossima mossa.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: http://francescosimoncelli.blogspot.it/


venerdì 21 ottobre 2011

La Connessione di George Soros con "Occupy Wall Street"

Pian piano stiamo scoprendo il vaso di vermi che questo movimento "globale" (ohibò!) rappresenta. Dopo aver visto le insensate richieste che questo movimento si porta dietro, vorrei capire a cosa serve muggire per le strade. Dopo che il pascolo allo stato brado ha starnazzato un pò per le strade cosa abbiamo ottenuto? L'unico cambiamento se lo sono ritrovato i poveracci con i loro beni fracassati. Piccolo hint per i "manifestanti": fracassare beni fracassa i vostri portafogli. Quale cambiamento può portare un movimento che viene incitato dalle cheerleader Soros e Draghi? Questo manifestare serve solo a far sfogare qualche demente che non sa dove sbattere la testa per la rabbia. La loro rabbia viene "sapientemente" incanalata e fatta sfogare da tutt'altra parte rispetto a dove in realtà il problema è sito. Per capire cosa diavolo sta accadendo serve studio e servono idee (come Bitcoin, ad esempio). Ma finché non si capiranno le cause del pantano in cui ci troviamo, continueremo a sguazzarci.
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di Robert Wenzel


Finora mi ero trattenuto dall'avanzare l'accusa che alcuni altri avevano avanzato, ovvero che George Soros ha avuto grande influenza su Occupy Wall Street; ma quando qualcosa diventa evidente, è il momento di dirla.

E' ben noto che Occupy Wall Street è stato lanciato da un gruppo curioso, Adbusters. C'è un legame possibile tra Adbusters e Soros.

Secondo i documenti informativi del 2007-2009, Open Society di Soros ha dato contributi per $3,5 milioni ad una torbida operazione a San Francisco, nota come Tides Center. Tides ha poi dato ad Adbusters un totale di $185,000. E' stato Soros il responsabile di questi benefici ad Adbusters? Questo non è chiaro. Tides fornisce copertura ai suoi donatori, nel senso che fa le donazioni a ditte come Adbusters e non è chiaro chi possa aver detto a Tides di agire in questo modo. Reuters ha cercato di collegare le donazioni ad Adbusters a Soros, ma è stato attaccato da Slate, perché, vedete, Tides ha fatto le donazioni, non Soros, e chissà, forse era un altro donatore di Tides che ha indirizzato le risorse ad Adbuster. Roba molto torbida. I difensori di Soros, visto che le sovvenzioni provengono da Tides, possono attaccare giorno dopo giorno sul fatto che il denaro non è venuto direttamente da Soros e possono sostenere che non c'è alcuna prova che il denaro proveniva da Soros. Ciò che si può sostenere è che, se Soros avesse voluto nascondere il fatto che egli stesse rifornendo di denaro Adbusters, allora utilizzare come copertura Tides è stato un metodo perfetto per farlo. Il finanziamento di Tides ad Adbusters è un indizio. Punta a Soros, ma a causa del gioco di protezione citato sopra, non è possibile legare le due cose e come Reuters ha appreso, il suo rapporto è stato ormai tolto da internet, se si tenta di fare il salto, i pistoleri partono alla carica sostenendo che non avete completato i collegamenti, quando l'uso stesso di Tides impedisce il completamento dei collegamenti. Carino.

Ma, ecco dove le cose si fanno molto interessanti. Dove Adbusters avrebbe potuto prendere l'allegra banda di occupanti? Sulla prima pagina del sito di Adbusters viene fissata una "Robin Hood Global March" per il 29 Ottobre. Qual è l'obiettivo di questa marcia? Una tassa progressiva sul reddito? Assistenza sanitaria gratuita? Più sussidi per i poveri? Niente di tutto ciò. Gli occupanti stanno andando a marciare per, sentite questa, una Tobin Tax, cioè una tassa dell'1% sulle transazioni finanziarie. Un gruppo di occupanti, che hanno, a quanto pare, guadagnato la maggior parte della loro "saggezza" dal Manifesto Comunista, e che probabilmente non riconoscerebbero una transazione finanziaria sofisticata da un banchiere d'investimento in una limousine, sono in procinto di marciare per una tassa complessa sulle transazioni finanziarie, su ordine di Adbusters. Se vi state grattando la testa a questo punto, è comprensibile, poiché vi rendete conto che una tassa sulle transazioni finanziarie è un progetto prediletto, sentite questa, da George Soros.

Nel suo libro del 2005, George Soros on Globalization, Soros scrive non solo a favore della tassa, ma discute come "mobilitare l'opinione pubblica" per una simile tassa:

La globalizzazione dei mercati finanziari ha dato al capitale un vantaggio sleale rispetto ad altre fonti di tassazione, una tassa sulle transazioni finanziarie ristabilirebbe l'equilibrio ... la tassa dovrebbe essere estesa a tutti i mercati, non solo ai mercati valutari ... La raccolta deve essere modnialeo, inclusi i paradisi fiscali. Come potrebbe essere applicata? Al paese che la raccoglie deve essere data una parte del ricavato ... Per mobilitare l'opinione pubblica per una maggiore assistenza internazionale, la proposta non deve solo dimostrare come il denaro sarà raccolto, ma come sarà speso.

Adbusters, quindi, sta chiamando per promuovere un piano a cui Soros tiene molto, poiché nel suo libro, discute di ripagare i governi stranieri, e mobilitare l'opinione pubblica, per ottenere tale tassa. Ecco Adbusters, che prepara le pecore per la marcia (Il corsivo è mio):

29 OTTOBRE – # ROBINHOOD GLOBAL MARCH

Questa è una proposta per le assemblee generali del movimento Occupy.

Otto anni fa, il 15 Febbraio 2003, circa 15 milioni di persone in sessanta paesi hanno marciato insieme per fermare il Presidente Bush dall'invadere l'Iraq ... un pezzo enorme di umanità ha vissuto per un giorno senza tempi morti ed ha intravisto quale sia la forza di un movimento popolare unito. Ora abbiamo l'opportunità di ripetere quella prestazione su scala ancora più grande.

Il 29 ottobre, alla vigilia del Vertice del G20 in Francia, facciamo in modo che le persone del mondo si ribellino e richiedano che i nostri leader del G20 istituiscano immediatamente una #ROBINHOOD tax dell'1% su tutte le transazioni finanziarie e gli scambi di valuta. Mandiamo loro un messaggio chiaro: Vogliamo che voi rallentiate un po' di quei $1.3 biliardi di denaro facile che si rovescia nel casinò globale ogni giorno – abbastanza denaro per finanziare tutti i programmi sociali e tutte le iniziative ambientali del mondo.

Poratate questa idea alla vostra assemblea generale locale ed unitevi ai vostri compagni per le strade il 29 Ottobre.

per la natura,
Culture Jammers HQ

E il gioco è fatto, quando si parla di Psych Ops. La gente di Adbusters ha legato insieme una marcia nel tentativo di fermare una guerra, con la richiesta di una Tobin Tax! Dannazione, non avevo mai legato le due cose prima. Adbusters ha reso ulteriormente sciocco il messaggio, al punto imbarazzante di chiamare la Tobin Tax, la Robin Hood Tax. Ehi, anche le pecore hanno sentito parlare di Robin Hood. Le pecore marceranno per Robin Hood.

E' giusto chiedersi perché un trader come Soros sia così imepgnato per una tassa sulle transazioni finanziarie. Ma una volta capito che tipo di trader è Soros, la richiesta fiscale diviene evidente. Soros è un position trader. La tassa sulle transazioni finanziarie danneggerebbe i trader/market maker a breve termine che scambiano su margini sottili -- l'opposto dei position trader come Soros. L'imposta renderebbe i mercati meno efficienti e meno liquidi. Soros lo sa, durante un discorso del 2001 disse:

Penso che ci sia il caso di una Tobin tax ... (ma) non mi è affatto chiaro che una Tobin tax possa ridurre la volatilità nei mercati valutari. E' vero che può scoraggiare la speculazione sulle valute, ma ridurrebbe anche la liquidità del mercato.

Con i mercati meno liquidi, i market maker che rendono i mercati liquidi ed efficienti saranno ostacolati da una Tobin tax (ora avranno bisogno di uno spread di oltre 1%) e ciò creerà più opportunità di profitto per il position trading in cui Soros è specializzato.

E quindi, alla fine, quello che avete è un branco di incapaci sognatori, che marciano e si fanno arrestare per uno dei più grandi intrallazzatori che questo pianeta abbia mai visto. Presumo che Soros stia ottenendo un grande vantaggio da tutto questo.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: http://francescosimoncelli.blogspot.it/