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giovedì 26 agosto 2021

Kabul è caduta, ma non incolpate Biden

 

 

di Ron Paul

Questo mese gli Stati Uniti hanno vissuto un nuovo "momento Saigon", questa volta in Afghanistan. Dopo una guerra di 20 anni che ha prosciugato migliaia di miliardi dalle tasche degli americani, la capitale dell'Afghanistan è caduta senza combattere. Il governo corrotto che gli Stati Uniti avevano sostenuto per due decenni e l'esercito afghano per cui avevamo speso miliardi per addestrare, si sono liquefatti.

Adesso si corre per trovare qualcuno da incolpare per il caos in Afghanistan. Molti degli "esperti" che puntano il dito sono quelli più colpevoli: i politici e gli esperti che hanno fatto da cheerleader per questa guerra per due decenni, si stanno affrettando ad incolpare il presidente Biden per aver finalmente fatto uscire gli Stati Uniti da quel pantano. Dov'erano quando i presidenti precedenti hanno continuato ad aggiungere truppe ed espandere la missione in Afghanistan?

La guerra degli Stati Uniti all'Afghanistan non è stata persa questo mese, ma è stata persa nel momento in cui è passata dall'essere una missione limitata per catturare coloro che avevano pianificato l'attacco dell'11 settembre ad un continuo cambio di regime e di manipolazione della nazione.

Immediatamente dopo gli attacchi dell'11 settembre proposi una rappresaglia per assicurare i responsabili alla giustizia, ma una risposta così limitata e mirata venne ridicolizzata all'epoca. Come avrebbe fatto la macchina da guerra degli Stati Uniti e tutti i suoi alleati profittatori a fare miliardi se non ci fosse stata una guerra di massa?

Quindi di chi è la colpa per le scene dall'Afghanistan questo mese? Ce ne sono molti da incolpare.

Il Congresso ha dato il suo beneplacito per 20 anni, continuando a finanziare la guerra in Afghanistan molto tempo dopo che anche loro avevano capito che non aveva senso l'occupazione statunitense. Ci sono stati sforzi da parte di alcuni membri per porre fine alla guerra, ma la maggior parte, su base bipartisan, è andata avanti.

I generali e altri ufficiali militari di alto rango hanno mentito per anni al loro comandante in capo e al popolo americano sui progressi in Afghanistan. Lo stesso vale per le agenzie di intelligence statunitensi. A meno che non ci sia una grande epurazione di coloro che hanno mentito e fuorviato, possiamo contare di rivedere disastri simili fino a quando l'ultimo dollaro USA non andrà in fumo.

Il complesso industriale/militare ha trascorso 20 anni sul treno della guerra in Afghanistan: ha costruito missili, carri armati, aerei ed elicotteri, ha assunto eserciti di lobbisti e scrittori su think tank per far continuare la menzogna che li stava rendendo ricchi, e ha avvolto questa menzogna nella bandiera americana ma non si trattava affatto di patrioti.

I media mainstream hanno ripetuto acriticamente la propaganda dei leader militari e politici sull'Afghanistan, l'Iraq, la Siria e tutti gli altri inutili interventi statunitensi. Questa gente è di proprietà di società collegate all'industria della difesa e la corruzione corre profonda.

Anche i cittadini americani devono condividere alcune colpe. Fino a quando altri americani non si solleveranno e chiederanno una politica estera pro-America e non interventista, continueranno a essere derubati dai profittatori di guerra.

Il controllo politico in Afghanistan è tornato alle persone che hanno combattuto contro coloro che consideravano occupanti e per quella che consideravano la loro patria. Questa è la vera lezione, ma non aspettatevi che venga compresa a Washington. La guerra è troppo redditizia ed i leader politici sono troppo codardi per andare controcorrente. Ma la lezione è chiara per chiunque voglia vederla: l'impero militare degli Stati Uniti è una grave minaccia per sé stesso ed il suo futuro.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: https://www.francescosimoncelli.com/


👇 Questo è un suo discorso al Congresso degli Stati Uniti nel 2011.


giovedì 28 marzo 2019

La tesi contro l'obbligo di vaccinazione

Dopo aver letto questa notizia, direi che la traduzione di oggi ha bisogno di ben pochi commenti. Sebbene sia di qualche tempo fa, l'ho tradotta lo stesso perché oggi la maggior parte delle persone è tanto stupida da giudicare i fatti ex post, quando invece molti di essi potrebbero essere compresi ex ante e le relative conseguenze nefaste evitate in blocco. Inoltre consiglio la lettura di questo interessante articolo in cui viene sconfessata, dati alla mano, la tesi che dipinge i non vaccinati come degli untori a piede libero (demonizzando di conseguenza la libera scelta) e ci ricorda che, a differenza della favoletta spacciata da ignoranti e persone in malafede, non c'è certezza che un vaccino sia sicuro al 100%.
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di Ron Paul


Se praticassi ancora la mia professione e uno dei miei pazienti dicesse di non aver vaccinato suo figlio, potrei cercare di convincerlo a cambiare idea. Ma, se non avessi successo, rispetterei la sua decisione. Di certo non farei pressioni sullo stato affinché approvasse una legge che imponga la vaccinazione dei bambini se i genitori si oppongono. Purtroppo il recente panico sulla presunta esplosione di casi di morbillo, ha portato molti americani, compresi alcuni sedicenti libertari, a chiedere di dare nuovi poteri allo stato per costringere tutti i bambini a farsi vaccinare.

Coloro che sono disposti a fare un'eccezione al principio secondo cui sono i genitori che dovrebbero prendere decisioni sanitarie riguardo i propri figli, dovrebbero chiedersi quante volte nella storia una violazione "limitata" della libertà individuale sia rimasta tale. Cedendo il principio secondo cui gli individui hanno il diritto di prendere le proprie decisioni sanitarie, i sostenitori dei vaccini obbligatori stanno aprendo la porta a future violazioni riguardo la libertà di salute.

Se lo stato può imporre che ai bambini vengano somministrati i vaccini, allora perché non dovrebbe imporre che anche agli adulti vengano somministrati determinati tipi di vaccini? E se è la legge che gli adulti debbano essere vaccinati, allora perché gli agenti di polizia non dovrebbero essere autorizzati a forzare fisicamente le perone a farsi somministrare un vaccino? Se la paura di infezioni da non vaccinati giustifica le leggi sull'obbligo dei vaccini, allora perché la polizia non dovrebbe multare o arrestare le persone che non si lavano le mani o coprono la bocca quando tossiscono o starnutiscono in pubblico? Perché non costringere le persone a mangiare bene e prendere vitamine per ridurre il rischio di contrarre una malattia infettiva? Queste proposte possono sembrare stravaganti, ma non differiscono in linea di principio da chi vuole che lo stato costringa i bambini a vaccinarsi.

Fornendo un mercato vincolato alle società che li commerciano, gli obblighi incoraggiano queste società ad usare la loro influenza politica per espandere la quantità di obblighi vaccinali. Un esempio di come l'obbligo di vaccinazione possa aver portato la politica a scavalcare la scienza, proviene dal mio stato di origine: il Texas. Nel 2007 l'allora governatore del Texas firmò un ordine esecutivo che costringeva la somministrazione del vaccino contro il papilloma virus (HPV) per le ragazzine di undici e dodici anni, anche se la maggior parte delle ragazze non era a rischio. Il legislatore del Texas approvò una legge che annullava l'ordine in seguito ad una massiccia protesta pubblica, alimentata dalle rivelazioni secondo cui l'ex-capo di stato del governatore era un importante lobbista al soldo della società che produceva il vaccino HPV.

Gli stessi principi che proteggono il diritto di rifiutare i vaccini proteggono anche il diritto delle persone a rifiutarsi di associarsi con i non vaccinati. Questi ultimi hanno il diritto di vietare ai primi di entrare nella loro proprietà. Questo diritto si estende anche alle imprese private, timorose che individui non vaccinati potrebbero rappresentare un rischio per i loro dipendenti e clienti. L'applicazione coerente dei principi della proprietà privata, della libertà di associazione e della responsabilità individuale, è il modo migliore per affrontare le preoccupazioni legate a coloro che rifiutano i vaccini.

Dare allo stato il potere di scavalcare le decisioni dei genitori riguardo ai vaccini porterà inevitabilmente ad ulteriori restrizioni sulle libertà individuali. Dopotutto, se lo stato può ignorare le decisioni di assistenza sanitaria individuali, quale area delle nostre vite è off-limits alle interferenze dello stato? Le preoccupazioni su infezioni contratte da non vaccinati possono essere affrontate applicando coerentemente i principi della proprietà privata e della libertà di associazione. Invece di giustificare una nuova intrusione dello stato nelle nostre vite, il dibattito sui vaccini fornisce ulteriori prove della necessità di ripristinare il rispetto della proprietà privata e della libertà individuale.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: https://www.francescosimoncelli.com/


martedì 25 novembre 2014

Perché un ritorno al denaro sonante è quasi impossibile





di Ron Paul


Il mio interesse per il mondo della politica germogliò la domenica del 15 agosto 1971. Per decenni, io, come tutti gli americani, ho vissuto in un paese dove era illegale possedere oro. L'idea sembra assurda oggi, ma c'è stato un tempo in cui lo stato sequestrò l'oro di tutti i cittadini e lo mise fuori legge.

Da quel momento in poi, anche la cartamoneta in circolazione non fu più coperta da oro. Poi, in quella domenica del 1971, il presidente Nixon recise l'ultimo legame tra gli americani e il denaro sonante: chiuse la finestra internazionale dell'oro, la quale permetteva ai governi stranieri di scambiare 35 dollari di carta per un'oncia d'oro. Quello fu l'ultimo giorno in cui il denaro ebbe un qualche valore avulso dalla volontà del governo. E nessuno sembrò preoccuparsene.

Ero molto preoccupato per la cattiva gestione del denaro, per quello che avrebbe significato per l'economia degli Stati Uniti e per la nostra libertà. Iniziai a cercare modi per sensibilizzare di nuovo le persone al denaro sonante, o almeno consentire loro di possedere oro legalmente.

Mentre venivo sempre più coinvolto nel tentativo di legalizzare la proprietà dell'oro, ebbi l'opportunità di incontrare alcuni degli economisti più eminenti di libero mercato, tra cui Ludwig von Mises, Friedrich von Hayek e Murray Rothbard. Incontrare e apprendere da queste menti brillanti fu illuminante, poiché non solo appresi una sana teoria economica, ma imparai anche a diffondere quel messaggio al popolo americano.

Quando il deputato locale si dimise a metà del suo mandato, decisi di correre per il suo posto, pensando che il peggio che mi potesse capitare fosse vincere. Fortuna volle che vincessi quell'elezione e altri tre termini, in un'epoca in cui l'America stava affrontando un'inflazione alta, tassi di interesse elevati e disoccupazione alta.

E non passò nemmeno un decennio prima che il dollaro fiat creato da Nixon causasse seri problemi economici. Gli americani erano alla ricerca di risposte, chiedendo perché il sistema economico propagandato come fautore di crescita economica e la liberazione dalle costrizioni dell'oro erano ora i responsabili di una delle crisi economiche più gravi e più lunghe sin dalla Grande Depressione.

Fin dall'inizio del mio servizio come membro del Congresso, ho cercato di usare il mio ufficio come una piattaforma educativa per rendere gli americani consapevoli delle intrusioni e delle depredazioni del governo federale. La politica monetaria è sempre stata un problema che mi ha profondamente preoccupato, data l'importanza del denaro sonante in una società libera.

Il mio coinvolgimento con la Scuola Austriaca ha rafforzato l'importanza del denaro sonante, visto che la teoria Austriaca del ciclo economico — i boom e bust — spiega con precisione le conseguenze disastrose del denaro fiat; conseguenze di cui stiamo soffrendo anche adesso. E così ho cercato di istruire il popolo americano sulle questioni monetarie.

Durante i miei primi anni al Congresso, ho ricoperto il ruolo di membro della House Banking Committee e della U.S. Gold Commission, dove ha cercato di condividere il mio punto di vista Austriaco piuttosto impopolare. In qualità di membro della Banking Committee (che poi è diventata la Financial Services Committee), ho cercato di portare alla luce gli effetti distruttivi del Federal Reserve System e della sua politica monetaria sul dollaro e sul tenore di vita della persone.

Come membro della Gold Commission, ho sostenuto il ritorno all'uso dell'oro come moneta. Insieme a Lew Lehrman presentai una relazione alla Commissione, un dissenso dal parere di maggioranza che poi fu poi trasformata nel libro The Case for Gold.

Dopo una lunga pausa, sono tornato al Congresso nel 1997 e più precisamente nella Banking Committee, ricoprendo nel 2011 il ruolo di presidente della Domestic Monetary Policy Subcommittee (DMP) — la sottocommissione con giusrisdizione sulla Federal Reserve e sul denaro della nazione. La presidenza di questa sottocommissione era l'unica posizione a Washington che avessi mai voluto, e per molti anni sembrava che non l'avrei mai raggiunta.

Quando sono tornato al Congresso nel 1997, i miei termini di servizio precedenti non mi furono riconosciuti e così dovetti ricominciare tutto da capo. Ogni volta che mi sembrava di essere ad un passo da quella presidenza, succedeva qualcosa e ne venivo allontanato. Una volta un membro più anziano si era unito alla sottocommissione, un'altra volta due sottocommissioni dovevano unirsi, ma il risultato era sempre lo stesso: venivo escluso.

Questa charade è andata avanti fino al 2007, quando Spencer Bachus passò di grado. Fu allora che divenni idoneo per la Domestic and International Monetary Policy Subcommittee. Quando Bachus divenne presidente della Financial Services Committee nel 112° Congresso, ciò mi permise di prendere la presidenza della sottocommissione DMP.

Ci sono alcuni che si aspettano che un singolo deputato possa fermare da solo una legge incostituzionale o riparare a tutto ciò che c'è sbagliato a Washington. Quando sono diventato presidente della DMP, probabilmente c'erano molti che si aspettavano che io avessi fermato in qualche modo la politica monetaria espansiva della Federal Reserve. Magari avessi potuto!

La realtà, però, è che un singolo membro del Congresso, un presidente di una sottocommissione o anche un presidente di una commissione, può fare poco per spostare il Congresso in una direzione che né capisce né trova politicamente appetibile.

Ci vogliono i numeri per raggiungere il successo legislativo, e i numeri non sono favorevoli al denaro sonante. Invece di concentrarsi su ciò che è bene per il paese, i membri del Congresso troppo spesso sono più interessati a segnare i punti politici, a gestire la loro immagine pubblica, o a conservare i loro buoni rapporti con la leadership del partito.

Alla luce di questi fatti, mi sono reso conto che un singolo membro del Congresso può fare ben poco (dal punto di vista legislativo) per promuovere la causa della libertà. Anche ricoprire la presidenza del DMP, la sottocommissione con un certo potere sulla Federal Reserve, significa avere poche possibilità di frenare la FED, soprattutto quando la Camera è contro di noi, per così dire.

Quello che la presidenza della DMP mi ha permesso di fare, è qualcosa che ho sempre pensato che fosse necessario: istruire. E' impossibile parlare di riforma quando le persone non sanno nulla circa il sistema che deve essere cambiato o le opzioni per cambiarlo. Quindi ho cercato di portare alla luce le questioni importanti riguardanti la moneta che per decenni non erano state discusse nelle sale del Congresso.

Nelle nostre audizioni abbiamo esaminato i problemi dell'attuale sistema monetario; il rapporto tra la Federal Reserve e il debito pubblico; l'impatto negativo dell'espansione moentaria sull'economia; la creazione del ciclo di espansione e contrazione; e la sofferenza causata dalla falsa prosperità del credito a basso costo.

Abbiamo esaminato i problemi del nostro sistema bancario a riserva frazionaria, gli impedimenti al denaro sonante che emergono dal mercato e persino l'abolizione della Federal Reserve. Attraverso il mio ufficio al Congresso, abbiamo invitato oratori per dare lezioni sulla storia e sul denaro allo staff di altri uffici — lezioni che sono state viste da centinaia di migliaia di persone su YouTube.

Anche con l'attenzione sull'istruzione, la sottocommissione non ha trascurato il suo dovere di sorvegliante, svolgendo un lavoro più attento rispetto ai tre mandati precedenti messi insieme.

Abbiamo tenuto audizioni sulle azioni della FED durante la crisi finanziaria, sulle sue linee di swap non garantite con le banche centrali estere e abbiamo sondato lo status delle riserve auree del governo degli Stati Uniti — che sono costituite per lo più da oro sequestrato ai cittadini americani quando ne venne bandito il possesso. (Le nostre indagini sembrano aver indotto la zecca degli Stati Uniti ad effettuare una verifica dell'oro detenuto presso la Federal Reserve Bank di New York, cosa che non è mai stata fatta da quando l'oro venne messo in quel caveau molti decenni fa.)

Certo, avremmo potuto fare molto di più ma purtroppo non è stato possibile, dato il nostro tempo e le risorse limitate. Per questo ci sarà sempre qualche rimpianto.

Il premio Nobel Friedrich Hayek disse che: "[...] Tutti coloro che vogliono fermare la deriva verso un controllo statale sempre più invadente, dovrebbero concentrare i loro sforzi sulla politica monetaria." Col mio tempo al Congresso, la mia breve presidenza della DMP e le mie altre iniziative varie ho sempre cercato di seguire questo consiglio.

Saluti,


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: http://francescosimoncelli.blogspot.it/


venerdì 12 settembre 2014

L'ascesa del “Petro-yuan” e la lenta erosione dell'egemonia del dollaro

L'introduzione all'articolo di oggi sarà breve perché esso stesso dice molto. Voglio solo aggiungere un paio di notizie attraverso le quali poter capire a che punto è arrivato il processo di de-dollarizzazione tra le varie nazioni del mondo e come lo yuan ne sta traendo beneficio. Gli ultimi tre mesi, infatti, hanno visto una Russia in crescente contrasto con gli USA, il risultato è stato sfavorevole per il biglietto verde. Prima Gazprom inizia ad accettare pagamenti in yuan, poi l'Inghilterra concorda con la Cina swap di valute (e la Svizzera la segue a ruota), poi la Turchia rompe i rapporti con gli USA, infine i BRICS lanciano il loro veicolo di finanziamento estraneo al dollaro. Russia e Cina non hanno dimostrato teoricamente che un mondo senza dollaro è possibile, bensì quel mondo è già qui... nella pratica. Vediamo chi saranno i prossimi a salire su questo treno.
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di Ron Paul


Per 70 anni uno dei fondamenti del potere americano è stato il dollaro, il cui ruolo è stato quello di moneta più importante del mondo. Negli ultimi 40 anni la sua dominanza nei mercati energetici internazionali ha rappresentato la sua presunta inossidabilità. Oggi la Cina non solo sta diventando una potenza economica, ma anche un mercato importante per gli esportatori di idrocarburi nel Golfo Persico ed una minaccia per il predominio del dollaro nel mercato energetico — con profonde conseguenze per la posizione strategica dell'America.

Sin dalla seconda guerra mondiale, la supremazia geopolitica dell'America ha fatto leva non solo sulla forza militare, ma anche sulla posizione del dollaro come valuta di riserva mondiale. Dal punto di vista economico il primato del dollaro gli consente di godere di "enormi vantaggi", minimizzando il rischio di cambio per le imprese statunitensi. La sua reale importanza, però, è strategica: il primato del dollaro permette all'America di coprire i suoi deficit di bilancio e delle partite correnti stampando semplicemente più cartamoneta — questo è precisamente il modo in cui Washington finanzia il suo potere da oltre mezzo secolo.

Sin dagli anni '70 una colonna del primato del dollaro è stato il suo ruolo dominante nella determinazione dei prezzi del petrolio e del gas. Ciò mantiene alta la domanda mondiale di dollari. Alimenta anche la voglia di dollari da parte dei produttori di energia, cosa che rafforza la posizione del dollaro come asset di riserva a livello mondiale; inoltre, i dollari possono essere "riciclati" nell'economia degli Stati Uniti per coprire i deficit americani.

Molti ritengono che la preminenza del dollaro nei mercati dell'energia deriva dal suo status di valuta di riserva mondiale. Ma il ruolo del dollaro in questi mercati non è né naturale né una funzione della sua posizione dominante. In realtà, è stato progettato dai responsabili della politica statunitense dopo il crollo dell'ordine monetario di Bretton Woods nei primi anni '70, ponendo fine alla versione iniziale del primato del dollaro ("egemonia del dollaro 1.0"). Collegare il dollaro alla negoziazione internazionale del petrolio è stata la chiave per creare una nuova versione del primato del dollaro ("egemonia del dollaro 2.0") — e, per estensione, per finanziare altri quaranta anni di egemonia americana.



Oro ed Egemonia del Dollaro 1.0

Il primato del dollaro è stato sancito in occasione della conferenza di Bretton Woods nel 1944, dove gli alleati degli americani aderirono al progetto di Washington di un ordine monetario internazionale. La delegazione della Gran Bretagna — guidata da Lord Keynes — e quella di ogni altro paese partecipante, salvo gli Stati Uniti, preferiva la creazione di una nuova valuta emessa dal neonato Fondo Monetario Internazionale (FMI) come principale fonte di liquidità globale. Ma questo avrebbe ostacolato le ambizioni americane di un ordine monetario dollaro-centrico. Anche se quasi tutti i partecipanti preferivano l'opzione inglese, il potere schiacciante dell'America fece sì che alla fine prevalessero le sue preferenze. Così, sotto il gold exchange standard di Bretton Woods, il dollaro fu ancorato all'oro e le altre valute ancorate al dollaro, il che lo rese la principale forma di liquidità internazionale.

C'era, però, una contraddizione nella visione di Washington. L'unico modo in cui l'America poteva diffondere abbastanza dollari per soddisfare le esigenze di liquidità mondiali, era attraverso disavanzi nelle partite correnti a tempo indeterminato. Mentre l'Europa occidentale ed il Giappone si riprendevano e riconquistavano la competitività, questi deficit crescevano. Data la domanda crescente dell'America — per finanziare l'aumento dei consumi, l'espansione dello stato sociale e l'allargamento del suo potere nel mondo — l'offerta di moneta statunitense presto superò le riserve auree. Sin dagli anni '50 Washington lavorò per convincere o costringere i titolari di dollari stranieri a non scambiare i biglietti verdi con l'oro. Ma l'insolvenza non poteva essere scongiurata a lungo: nell'agosto del 1971 il presidente Nixon sospese la convertibilità dollaro/oro, ponendo fine al gold exchange standard; nel 1973 sparirono anche i tassi di cambio fissi.

Questi eventi sollevarono diversi interrogativi sulla solidità a lungo termine di un ordine monetario basato sul dollaro. Per conservare il loro ruolo di fornitori di liquidità internazionale, gli Stati Uniti avrebbero dovuto continuare ad accumulare disavanzi delle partite correnti. Ma questi deficit stavano andando fuori controllo, poiché l'abbandono di Bretton Woods si intersecò con altri due sviluppi: l'America divenne un importatore netto di petrolio nei primi anni '70; l'affermazione sulla scena mondiale dei membri chiave dell'Organizzazione dei Paesi Esportatori di Petrolio (OPEC) nel 1973-1974 generò un aumento del 500% del prezzo del petrolio, aggravando la pressione sulla bilancia dei pagamenti statunitense. Con il legame tra il dollaro e l'oro reciso ed i tassi di cambio non più fissi, la prospettiva di un deficit statunitense sempre più grande faceva germogliare preoccupazioni circa il valore di lungo termine del dollaro.

Queste preoccupazioni ebbero risonanza speciale tra i grandi produttori di petrolio. Sin dagli anni '20 il petrolio era prezzato in dollari sui mercati internazionali — ma, per decenni, venne utilizzata anche la sterlina negli acquisti di petrolio transnazionali, anche dopo che il dollaro la sostituì come valuta di riserva mondiale. Fino a quando la sterlina fu ancorata al dollaro e il dollaro era "buono quanto l'oro", il sistema era economicamente sostenibile. Ma dopo che Washington abbandonò la convertibilità dollaro/oro e il mondo passò da tassi di cambio fissi a fluttuanti, emerse la necessità di scegliere una nuova valuta per commerciare il petrolio. Con la fine della convertibilità dollaro/oro, i principali alleati dell'America nel Golfo Persico — lo Scià in Iran, il Kuwait e l'Arabia Saudita — finirono per favorire un cambio nel sistema dei prezzi dell'OPEC: dai prezzi denominati in dollari, alla loro denominazione secondo un paniere di valute.

In questo contesto, molti degli alleati europei dell'America volevano far rivivere l'idea (enunciata da Keynes a Bretton Woods) di fornire liquidità internazionale tramite una valuta emessa dal FMI — i cosiddetti "diritti speciali di prelievo" (DSP). Dopo che l'aumento dei prezzi del petrolio gonfiò i loro conti correnti, l'Arabia Saudita ed altri alleati arabi degli Stati Uniti spinsero affinché l'OPEC iniziasse la fatturazione in DSP. Inoltre guardavano con interesse le proposte europee per riciclare i petrodollari attraverso il FMI, al fine di incoraggiare la sua affermazione come fornitore principale di liquidità internazionale post-Bretton Woods. Ciò avrebbe significato che Washington non avrebbe più potuto continuare a stampare dollari per sostenere l'aumento dei consumi, l'incremento delle spese sociali e l'espansione della sua influenza globale. Per evitare tutto ciò, i politici americani dovettero trovare nuovi modi per incentivare gli stranieri a detenere quelli che ormai erano dollari fiat.



Petrolio ed Egemonia del Dollaro 2.0

A partire dalla metà degli anni '70 le amministrazioni degli Stati Uniti misero a punto due strategie. Una era massimizzare la domanda di dollari come valuta transnazionale. L'altra era invertire le restrizioni di Bretton Woods sui flussi di capitali transnazionali; con la liberalizzazione finanziaria, l'America poteva sfruttare l'ampiezza e la profondità dei suoi mercati dei capitali, e poteva coprire i suoi deficit di bilancio e delle partite correnti attirando capitali stranieri a costi relativamente bassi. Forgiare forti legami tra la vendita di idrocarburi e il dollaro era fondamentale su entrambi i fronti.

Per creare tali legami, Washington convinse i suoi alleati arabi nel Golfo a cedere la gestione della loro sicurezza agli Stati Uniti in cambio di un aiuto finanziario. Oltre ad infrangere le promesse fatte ai partner europei e giapponesi, l'amministrazione Ford spinse clandestinamente l'Arabia Saudita e gli altri produttori arabi a riciclare quantità sostanziali dei loro petrodollari nell'economia statunitense attraverso intermediari privati (in gran parte degli Stati Uniti), piuttosto che attraverso il FMI. L'amministrazione Ford chiese anche il supporto per le finanze tese di Washington, raggiungendo accordi segreti con l'Arabia Saudita e gli Emirati Arabi Uniti affinché le loro banche centrali acquistassero grandi quantità di titoli del Tesoro USA al di fuori delle aste normali. Queste disposizioni impedirono al FMI di spodestare gli Stati Uniti come principale fornitore di liquidità internazionale; inoltre contribuirono all'ampliamento dei deficit degli Stati Uniti, spalleggiato dal re-investimento di dollari esteri in America tramite i mercati finanziari privati e gli acquisti di titoli di stato statunitensi.

Pochi anni dopo, l'amministrazione Carter strinse un altro accordo segreto con i sauditi: Riyadh si impegnava ad esercitare la sua influenza in modo da garantire che l'OPEC continuasse a prezzare in dollari il petrolio. Tale impegno risultò fondamentale per ampliare l'egemonia del dollaro come valuta transnazionale nel mercato petrolifero. Col collasso del sistema dei prezzi amministrato dall'OPEC a metà degli anni '80, l'amministrazione Reagan suggerì che le vendite di petrolio transfrontaliere fossero fatturate in dollari. Prezzare il petrolio — e, più tardi, il gas — in dollari garantiva che le vendite di idrocarburi non solo fossero espresse in dollari, ma venissero anche saldate col biglietto verde, generando un costante sostegno alle domanda di dollari in tutto il mondo.

In breve, queste occasioni furono fondamentali nella creazione "dell'egemonia del dollaro 2.0". E sostanzialmente hanno retto finora, nonostante la periodica insoddisfazione araba per la politica mediorientale degli Stati Uniti, ovvero, l'allontanamento degli Stati Uniti da altri produttori del Golfo (l'Iraq di Saddam Hussein e la Repubblica islamica dell'Iran) e l'interesse per il "petro-Euro" nei primi anni 2000. I sauditi, in particolare, hanno difeso vigorosamente la tradizione di un prezzo del petrolio espresso in dollari. Mentre l'Arabia Saudita ed altri importanti produttori petroliferi ora accettano il pagamento in altre valute quando parliamo delle loro esportazioni di petrolio, la quota maggiore delle vendite mondiali di idrocarburi continua ad essere saldata in dollari, perpetuando lo status del dollaro come valuta transnazionale più importante del mondo. L'Arabia Saudita ed altri produttori nel Golfo hanno rispettato la loro parte dell'accordo acquistando grandi partite di armi statunitensi; la maggior parte ha anche agganciato le proprie valute al dollaro — un impegno che gli alti funzionari sauditi descrivono come "strategico". Mentre la quota dei dollari nelle riserve globali è scesa, il riciclaggio dei petrodollari aiuta a mantenerli la valuta di riserva mondiale.



La Sfida della Cina

Eppure la storia e la logica ci avvertono che le pratiche attuali non sono scolpite nella pietra. Infatti l'ascesa del "petroyuan" sta spronando il sistema monetario ad essere meno dollaro-centrico nei mercati internazionali dell'energia.

Mentre la Cina diventata uno dei principali attori sulla scena energetica mondiale, ha anche intrapreso una campagna di internazionalizzare della propria valuta. Una quota crescente del commercio estero della Cina viene espresso e regolato in renminbi; sta crescendo anche l'emissione di strumenti finanziari denominati in renminbi. La Cina sta perseguendo un processo di liberalizzazione dei capitali, essenziale per la piena internazionalizzazione del renminbi; inoltre sta permettendo una maggiore flessibilità ai tassi di cambio dello yuan. La Banca Popolare di Cina (PBOC) ora ha accordi di swap con oltre trenta banche centrali — il che significa che il renminbi già svolge efficacemente il ruolo di valuta di riserva.

I politici cinesi apprezzano i "vantaggi" di cui gode il dollaro; il loro scopo non è quello di rimpiazzarlo col renminbi, ma di posizionare lo yuan a fianco del biglietto verde come valuta transnazionale e di riserva. Oltre ai benefici economici (ad esempio, riduzione dei costi di cambio per le imprese cinesi), Pechino vuole — per motivi strategici — rallentare ulteriormente la crescita delle sue enormi riserve in dollari. La Cina ha visto aumentare la propensione americana a tagliare fuori i paesi dal suo sistema finanziario come strumento di politica estera, e si preoccupa che Washington possa farlo anche con lei; l'internazionalizzazione del renminbi può mitigare tale vulnerabilità. Più in generale, Pechino comprende l'importanza del dollaro per il potere americano; intaccandolo, la Cina può contenere un eccessivo unilateralismo degli Stati Uniti.

Da tempo la Cina ha inserito gli strumenti finanziari nel suo programma per accedere agli idrocarburi stranieri. Ora Pechino vuole che i principali produttori di energia accettino il renminbi come valuta transnazionale — il che include la risoluzione degli acquisti di idrocarburi in renminbi — e lo incorporino nelle riserve delle loro banche centrali. I produttori hanno motivo di essere ricettivi. La Cina, nel futuro prossimo, diventerà il principale mercato incrementale per gli idrocarburi del Golfo Persico e dell'ex-Unione Sovietica. Le aspettative di lungo termine sull'apprezzamento dello yuan facilitano l'accumulo di renminbi in termini di diversificazione del portfolio. E mentre l'America è vista sempre più come una potenza egemone in declino, la Cina viene vista come il suo sostituto per eccellenza. Anche per il Golfo arabo, che per tanto tempo ha fatto affidamento su Washington come suo garante della sicurezza, sarà più conveniente stringere legami con Pechino. Per la Russia i rapporti in deterioramento con gli Stati Uniti spingono una cooperazione con la Cina, contro quello che sia Mosca che Pechino considerano una potenza in declino, ma ancora pericolosamente instabile e nervosa.

Per diversi anni la Cina ha pagato con i renminbi alcune delle sue importazioni di petrolio dall'Iran; nel 2012 la PBOC e la Banca Centrale degli Emirati Arabi Uniti hanno istituito uno swap di valute da $5.5 miliardi, gettando le basi per saldare in renminbi le importazioni di petrolio da Abu Dhabi — un importante ampliamento dell'utilizzo del petroyuan nel Golfo Persico. L'accordo sino-russo da $400 miliardi sul gas che è stato siglato quest'anno, prevede il pagamento in renminbi per gli acquisti cinesi di gas russo; se completato, questo significherebbe un ruolo apprezzabile per il renminbi nelle transazioni relative al gas.

Guardando al futuro, l'uso del renminbi per saldare le vendite internazionali degli idrocarburi aumenterà sicuramente, accelerando il declino dell'influenza americana nelle regioni produttrici di energia. Inoltre, per Washington diventerà più difficile finanziare quelle che la Cina ed altre potenze considerano politiche estere eccessivamente interventiste — una prospettiva su cui la classe politica americana non ha ancora cominciato a riflettere.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: http://francescosimoncelli.blogspot.it/


mercoledì 15 maggio 2013

Anche la Libertà E' Stata Attaccata a Boston

Dopo gli eventi di Boston, è iniziato a cambiare qualcosa nel pensiero degli americani. Secondo recenti sondaggi la popolazione americana teme di più il suo stesso governo piuttosto che nuovi attacchi terroristici. E' assolutamente una novità un fatto simile. Infatti, all'epoca degli attacchi del 9/11 gli americani si erano stretti attorno al loro governo, disposti a tutto pur di assicurare alla giustizia i mandanti e gli esecutori di quell'atto terroristico. In nome di quel giorno, infatti, furono dichiarate due guerre, allestiti campi di tortura e sfornate bugie su bugie... nonostante le perplessità sull'attacco stesso. Anche allora era stato lanciato un sondaggio simile e alla domanda "Sareste disposti a rinunciare ad alcune delle vostre libertà personali per ridurre la minaccia del terrorismo?" circa il 70% degli intervistati rispose "sì" mentre il 30% risopose "no." Adesso la percentuale del "no" è cambiata arrivando al 45%. Gli occhi con cui i cittadini guardavano l'ala protettrice dello zio Sam stanno cambiando, perché nonostante le misure prese contro gli attacchi terroristici questi "guarda caso" avvengono lo stesso, mentre coloro rispettosi della legge vengono sottoposti a qualsiasi vessazione in nome di una presunta e volatile libertà. Basta nominare la TSA.  Sta semplicemente emergendo lo scetticismo riguardo l'espansione del potere dello stato, quello spettro da cui avevano messo in guardia i padri fondatori degli USA.
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di Ron Paul


Blocco forzato di una città. Polizia militarizzata a bordo di carri armati nelle strade. Ricerche armate senza mandato porta a porta. Famiglie buttate fuori dalle loro case per ispezioni senza causa probabile. Aziende costrette a chiudere. Trasporti interrotti.

Queste non erano le scene di un colpo di stato militare in una lontana repubblica delle banane, ma piuttosto erano le scene di circa una settimana fa a Boston mentre gli Stati Uniti hanno avuto un assaggio della legge marziale. Il pretesto per tale ostantazione di potere riguardava l'autore accusato di un crimine orribile ed il fatto che era a piede libero. L'attentato terroristico di Boston ha fornito l'occasione al governo di trasformare quella che doveva essere un'indagine di polizia, in una occupazione militare di una città americana. Questa mossa senza precedenti ci deve spaventare più dell'attacco stesso.

Ciò che è stato dimenticato in tutta la celebrazione della cattura di un sospetto e dell'uccisione di suo fratello maggiore, è che la tattica dello stato di polizia non ha assolutamente sortito alcun effetto nella loro cattura. Mentre i media strillavano che il timore di gente sospetta era un trionfo del nuovo stato di sorveglianza – e, com'era prevedibile, molti mezzobusti e Membri del Congresso hanno chiesto allo stato più telecamere – il fatto è che niente di tutto questo ha catturato il sospettato. In realtà, ha quasi dato all'indagato la possibilità di farla franca.

Il comando "shelter in place" imposto dal governatore del Massachusetts è stato revocato prima che il sospettato venisse catturato. Solo dopo che questa mossa da stato di polizia si è conclusa il proprietario della barca si è potuto recare a controllare la sua proprietà, e così facendo ha scoperto il sospettato.

No, il sospettato non è stato scoperto dalle truppe paramilitari che hanno terrorizzato la popolazione. E' stato scoperto da un privato cittadino, che ha poi chiamato la polizia. E non è stato identificato dalle telecamere di sorveglianza del governo, ma da privati ​​cittadini che hanno condiviso le loro fotografie con la polizia.

La scorsa settimana il giornalista Tim Carney ha scritto:

“Le forze dell'ordine a Boston hanno utilizzato telecamere per identificare i sospetti dell'attentato, ma non le telecamere della polizia. Invece, le autorità hanno chiesto alla popolazione di inviare all'FBI tutte le foto ed i video del traguardo, nel caso in cui qualcuno di loro avesse immagini rilevanti. I video di sorveglianza dell'FBI pubblicati online, provenivano da fonti private che utilizzano la sorveglianza per punire e scoraggiare la criminalità sulla loro proprietà.”

Purtroppo siamo stati condizionati a credere che il lavoro del governo è quello di tenerci al sicuro, quando in realtà dovrebbe essere quello di proteggere le nostre libertà. Una volta che il governo decide che il suo ruolo è quello di tenerci al sicuro, sia economicamente che fisicamente, può solo riuscirci eliminando le nostre libertà. Questo è quello che è successo a Boston.

Tre persone sono state uccise a Boston ed è una tragedia. Ma che dire del fatto che negli Stati Uniti più di 40 persone vengono uccise ogni giorno, e qualche volta dieci persone possono essere uccise in una sola città in un dato fine settimana? Queste città non sono bloccate dalla polizia paramilitare che a bordo dei carri armati punta armi automatiche a cittadini innocenti.

Questa azione è senza precedenti ed è molto pericolosa. Dobbiamo istruire noi stessi e gli altri sulle nostre preziose libertà, in modo da non cedere alle pretese di abbandonare la nostra Costituzione cosicché il governo possa preteggerci.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: http://francescosimoncelli.blogspot.it/


sabato 18 agosto 2012

Muovere Guerra alla Siria

Domanda: possiamo affermare che attraverso l'uso di denaro, armi e sangue a fiotti per spodestare Assad ciò garantisca pace e stabilità? Possiamo davvero essere sicuri che il prossimo governo non sarà peggiore di questo? Non credo proprio. Anche perché la maggior parte delle popolazioni coinvolte nelle "Primavere Arabe" ha scelto partiti Islamisti durante le elezioni. Ma anche con il supporto della Lega Araba, è davvero una buona idea entrare in un conflitto aperto con Russia e Cina? Ci sono già voci in Cina che mettono in conto una guerra aperta contro l'America per prevenire la sua conquista dell'Iran. Ovviamente il "pomo della discordia" è sempre lo stesso: il petrolio Iraniano. La destabilizzazione del governo di Ahmadinejad è sempre stato l'obiettivo principale dello zio Sam, poiché, secondo il mio punto di vista, l'America in questi anni è divenuta crescentemente dipendente dalle importazioni della rete del commercio globale per quanto riguarda energia e risorse; ed infatti l'asso nella manica della Cina è il fatto che l'America è dipendente dai suoi prodotti finiti, risorse e componenti. Gli USA non avrebbero abbastanza risorse per affrontare una guerra aperta contro Russia, Cina ed Iran (per non parlare dei vari altri fronti acnora aperti). Per questo amano agire nell'ombra, indirettamente. Speriamo solo che se in possesso ancora di un briciolo di sanità mentale, gli Stati Uniti non muovano guerra all'Iran. Ma tale speranza si affievolisce ogni giorno che passa.
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di Ron Paul


La scorsa settimana la Camera ha approvato un altro disegno di legge ponendo sanzioni contro l'Iran e la Siria, facendoci avvicinare ad un'altra guerra in Medio Oriente. Ci viene detto che le sanzioni sempre più aspre infine forzeranno quelle nazioni a piegarsi alla nostra volontà. Eppure, l'inefficacia delle sanzioni precedenti non ci insegna nulla; in verità le sanzioni portano alla guerra più di quanto la possano prevenire.

Fino all'anno scorso, le sanzioni alla Libia furono presentate come una storia di grande successo. Il regime avrebbe cambiato il suo comportamento. Nonostante tutto la NATO ha bombardato il paese.

La scorsa settimana abbiamo appreso che il presidente Obama ha firmato un "accertamento" dell'intelligence incaricando la CIA di aiutare segretamente i ribelli in Siria. L'amministrazione sembra determinata a combattere un'altra guerra in Siria che non ha nulla a che fare con gli interessi nazionali Americani.

Sappiamo già che un simile "accertamento" è stato firmato con l'ultima amministrazione Bush incaricando l'intelligence degli Stati Uniti di indebolire il governo Iraniano e di promuovere un cambiamento di regime. I Neoconservatori hanno a lungo chiesto di rovesciare il governo Siriano prima di passare alla guerra contro l'Iran. Questa bellicosità persiste a prescindere da quale partito sia alla Casa Bianca.

In Siria vediamo ancora una volta come le nostre politiche interventiste ci si ritorcono contro e ci rendono meno sicuri. Le recenti notizie della stampa puntano a legare l'opposizione Siriana e al-Qaeda (e altri gruppi estremisti). Un recente articolo del Guardian, un giornale Britannico, ha esclamato che "Al-Qaida ribalta la situazione per i ribelli in lotta per la Siria orientale." L'articolo cita un leader di al-Qaeda in Siria dicendo che si incontra con l'organizzazione ribelle Siriana principale sostenuta dagli USA, il Free Syrian Army, "quasi ogni giorno." Quindi, attraverso la promozione della guerra civile in Siria, finiamo per alimentare al-Qaeda.

Secondo un altro comunicato stampa recente, i servizi d'intelligence Tedeschi stimano che negli ultimi sei mesi in Siria sono stati commessi circa 100 attacchi terroristici da parte di al-Qaeda o di organizzazioni legate ad essa. Il mese scorso un attentatore suicida in Siria ha ucciso un ministro della difesa e diversi alti funzionari del governo. Il governo degli Stati Uniti, che sta combattendo una "Guerra al Terrore" da più di un decennio, ha rifiutato di condannare questo atto di terrorismo.

Ciò solleva la questione se l'amministrazione Americana stia sostenendo le stesse persone in Siria che abbiamo combattuto in Iraq e in Afghanistan. Il Segretario di Stato Hillary Clinton ha espresso queste stesse preoccupazioni all'inizio di quest'anno quando le è stato chiesto se gli Stati Uniti fossero stati riluttanti ad armare i ribelli Siriani. Ella rispose, "A chi le consegnamo? Conosciamo al-Qaida. Zawahiri sostiene l'opposizione in Siria. Stiamo sostenendo al-Qaeda in Siria?"

Questa è una domanda molto buona. Ciò dimostra chiaramente che gli Stati Uniti non dovrebbero avere nulla a che fare con la guerra civile Siriana. Nel 1980 abbiamo sostenuto un movimento di resistenza in Afghanistan che più tardi diede alla luce elementi di al-Qaeda ed i Talebani. Quando impareremo la lezione e smetteremo di intervenire in conflitti che non capiamo veramente, conflitti che non hanno nulla a che fare con gli interessi nazionali Americani?


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: http://francescosimoncelli.blogspot.it/


giovedì 14 giugno 2012

Tamburi di Guerra per la Siria?

Le notizie che arrivano dalla Siria non sono affatto rassicuranti. La pressione su tale paese viene rafforzata anche dalle ultime esternazioni del Segretario del Tesoro USA, Timothy Geithner, il quale è stato ultimamente ospite di "Friends of the Syrian People International Working Group on Sanctions," un modo per mettere pressione finanziaria ed economica al governo di Assad. Inoltre, alla fine di tale meeting un certo numero di paesi partecipanti ha annunciato nuove sanzioni al governo di Assad. Ad esempio, la scorsa settimana gli Stati Uniti, insieme al governo del Qatar, hanno preso provvedimenti contro la Syria International Islamic Bank che ha aiutato la Commercial Bank of Syria ad evadere le sanzioni internazionali. La Turchia ha inasprito le sue sanzioni, aggiungendo nuove voci di affiliati alla Siria sulla sua lista delle sanzioni. Pare proprio solo una questione di tempo prima che si arrivi ad una sorta di intervento militare USA.
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di Ron Paul


I tamburi di guerra sono tornati a battere a Washington. Questa volta la Siria è nel mirino dopo un massacro la settimana scorsa che ha lasciato più di 100 morti. Come ci si potrebbe aspettare da una amministrazione con una politica annunciata di "cambio di regime" in Siria, la reazione è stata quella di incolpare solo il governo Siriano per la tragedia, espellere i diplomatici Siriani da Washington, ed annunciare che gli Stati Uniti potrebbero attaccare la Siria anche senza l'approvazione dell'ONU. Naturalmente, l'idea che l'amministrazione dovrebbe seguire la Costituzione e richiedere una Dichiarazione di Guerra da parte del Congresso è considerata ancora più anacronistica oggi rispetto alla precedente amministrazione.

Può darsi che l'esercito Siriano sia stato il responsabile degli eventi della scorsa settimana, ma i recenti attentati e gli attacchi sono stati effettuati dai ribelli armati con chiari legami con al-Qaeda. Con la posta in gioco così alta, sarebbe opportuno attendere una completa indagine – a meno che la verità sia meno importante di suscitare emozioni in favore di un attacco degli Stati Uniti.

Vi sono ampie ragioni per essere scettici sulle affermazioni del governo degli Stati Uniti amplificate nei resoconti dei media tradizionali. Quante volte hanno di recente raccontato menzogne ed esagerazioni per spingere all'uso della forza all'estero? Non molto tempo fa che ci è stato detto che Gheddafi stava progettando il genocidio del popolo della Libia, e l'unico modo per fermarlo era un attacco degli Stati Uniti. Tali affermazioni si sono rivelate false, ma ormai gli Stati Uniti e la NATO avevano già bombardato la Libia, distruggendo le sue infrastrutture, uccidendo un numero imprecisato di civili, e lasciando una banda di teppisti violenti in carica.

Allo stesso modo, ci furono dette molte falsità per aumentare il sostegno popolare per la guerra del 2003 in Iraq, comprese le volgari storie di droni trans-Atlantici ed Armi di Distruzione di Massa. I sostenitori della guerra non compresero la complessità della società Irachena, tra cui le differenze tribali e religiose. Come risultato, l'Iraq oggi è un caos, con la sua antica popolazione Cristiana eliminata e l'economia arretrata di decenni. Una guerra inutile causata da menzogne e dalle manipolazioni non finisce mai bene.

Prima ancora, ci vennero dette bugie sui genocidi e sui massacri in Kosovo per spianare la strada alla campagna di bombardamenti del presidente Clinton contro la Jugoslavia. Più di 12 anni più tardi, quella regione è altrettanto instabile e pericolosa come prima dell'intervento degli Stati Uniti – e le truppe Americane sono ancora lì.

La storia del massacro Siriano continua a cambiare, il che dovrebbe suscitare sospetti. In primo luogo, ci hanno detto che le uccisioni sono state causate da bombardamenti del governo, ma poi si è scoperto che la maggior parte sono stati uccisi a distanza ravvicinata con il fuoco di pistole e coi coltelli. Nessuno ha spiegato perché le forze governative si sarebbero prese il tempo di andare di casa in casa legando le mani alle vittime prima di ucciderli, e poi ritirarsi per consentire ai ribelli di registrare i dettagli raccapriccianti. Nessuno vuole chiedere o rispondere alle domande scomode, ma sarebbe opportuno chiederci chi trae vantaggio da queste storie.

Abbiamo visto i resoconti dei media nel corso delle ultime settimane secondo cui l'amministrazione Obama sta fornendo assistenza diretta "non-letale" ai ribelli in Siria, mentre facilita il trasferimento di armi dagli altri Stati del Golfo. Questa assistenza semi-segreta ai ribelli di cui non sappiamo molto, minaccia di diventare un intervento palese. La scorsa settimana il Generale Martin Dempsey, Presidente del Joint Chiefs of Staff, ha detto sulla Siria, "Penso che dovrebbe essere considerata l'opzione militare." Ed io che fino ad ora pensavo che era compito del Congresso decidere quando andare in guerra, non dei generali.

Siamo su una pista veloce verso la guerra contro la Siria. E' il momento di premere i freni.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: http://francescosimoncelli.blogspot.it/


mercoledì 7 marzo 2012

La Pessima Politica Monetaria Sta Distruggendo Questo Paese

Mentre ieri abbiamo visto come la politica monetaria della BCE sia solo un trucco per "tirare a campare", oggi vediamo come lo stesso trucco viene portato avanti dagli USA. Ma in ultima istanza, Europa e Stati Uniti vedono i loro guai cominciare da più lontano del 2010 (per la prima) e del 2008 (per i secondi). La politica espansiva della BCE nei primi anni del 2000 ha creato l'ambiente adatto affinché le varie nazioni dell'Europa ottenessero denaro praticamente gratuito da poter spendere creando eventi improduttivi, forti, inoltre, di un fattore: i governi in salute erano diventati la garanzia di salvataggio di quelli irresponsabili. In questo modo i PIIGS hanno potuto indebitarsi allegramente senza considerare le conseguenze, strizzando l'occhio al "guadagno" clientelare ed elettorale. Negli Stati Uniti, le politiche di espansione risalgono addirittura al 1995 e le correzioni sono state tutte affogate in tonnellate di carta straccia.
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di Ron Paul


Davanti la Commissione per i Servizi Finanziari della Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti, Audizione su 'La Politica Monetaria e lo Stato dell'Economia,' 29/02/2012


Signor Presidente, la ringrazio per aver incentrato questa audizione sulla politica monetaria e sullo stato dell'economia. Credo che ora, più che mai, il popolo Americano voglia ritenere responsabile la Federal Reserve per la sua politica monetaria espansiva e voglia piena trasparenza sulle azioni della FED.

Mentre la FED ha certamente rilasciato una quantità senza precedenti di informazioni sulle sue attività, c'è ancora molto che rimane sconosciuto. E la FED ha combattuto ogni passo verso la trasparenza con denti ed unghie. Ci sono voluti i requisiti messi in atto dal Dodd-Frank Act affinché la FED fornisse i dati relativi alle sue funzioni di prestiti d'emergenza. Ci sono volute le cause intentate da Bloomberg e da Fox News affinché fornisse i dati sui prestiti della finestra di sconto durante i periodi peggiori della crisi finanziaria. E ci vorrà un ulteriore un'azione concertata da parte del Congresso, dei media e della popolazione per mantenere la pressione sulla FED affinché rimanga trasparente.

La trasparenza non è una panacea, tuttavia, poiché un'organizzazione completamente trasparente è ancora in grado di impegnarsi in ogni sorta di male, come la Federal Reserve fa su una base regolare. Ironia della sorte, una delle azioni recenti più eclatanti della FED, l'adozione di un obiettivo esplicito di inflazione, è stato salutato da molti come un altro meraviglioso esempio di trasparenza. Eppure, se si pensa a cos'è in realtà questa presunta inflazione-obiettivo al 2%, ci si rende conto che si tratta di una politica esplicita di svalutazione del dollaro e di riduzione del suo potere d'acquisto. L'inflazione nei prezzi al 2% annuo vuol dire che i prezzi aumenteranno del 22% entro un decennio, e quasi del 50% entro due decenni.

In effetti, se si guarda alla performance dell'indice dei prezzi al consumo (CPI) sotto il mandato del Presidente Bernanke, i prezzi sono aumentati ad un tasso del 2.25% annuo. Molti, forse anche la maggior parte, economisti lo considerano un aumento modesto, un esempio di una sobria e prudente politica monetaria. Alcuni economisti come Paul Krugman potrebbero anche sostenere che questa è una politica monetaria troppo stretta. Tuttavia, 2.25% non è troppo lontano dal nuovo obiettivo del 2% della FED.

Ora guardate la performance dell'economia Americana dal primo Febbraio 2006, la data in cui il Presidente Bernanke ha preso il mantello da Alan Greenspan. Trilioni di dollari sono stati sprecati per salvataggi, pacchetti di stimolo ed altre spese irresponsabili. Milioni di Americani hanno perso il lavoro e hanno perso la speranza di riconquistare l'occupazione. Il debito pubblico è salito ad oltre il 100% del PIL, mentre il governo federale continua ad accumulare miliardi di dollari di deficit, aiutato e sostenuto dalle politiche della FED di quantitative easing e di tassi d'interesse allo zero percento. E noi dovremmo credere che un tasso di inflazione del 2%, simile a quello che ha prevalso durante la peggiore crisi economica sin dalla Grande Depressione, sia la cura per i mali di questa economia.

Questo obiettivo esplicito del 2%, inoltre, non tiene conto che qualunque misura venga utilizzata per determinare l'inflazione nei prezzi, sia essa il CPI, il core CPI, il PCE, ecc., sarà sempre scelta con un occhio che tenderà a sottostimare il vero tasso di inflazione e gli aumenti dei prezzi. Sarà esercitata pressione sul calcolo di quegli indici dei prezzi, in modo da non allarmare l'opinione pubblica quando i prezzi cominciano ad accelerare. Basti guardare a ciò che sta avvenendo oggi in Argentina, dove il governo pubblica un dato ufficiale del CPI che è spesso meno della metà di quello riportato da fonti private

Una situazione simile esiste in questo paese, dove gli economisti che calcolano il CPI secondo il paniere di beni originale hanno determinato che l'inflazione dei prezzi è aumentata del 9.5% l'anno sin dal 2006, invece che del 2.25% come riferito dal governo. Anche i dati stessi del governo riportano aumenti dei prezzi di quasi il 7% l'anno sin dal 2006 su beni di consumo come la benzina e le uova. Il pane, il riso e la carne macinata sono aumentati di quasi il 6% l'anno, mentre la pancetta e le patate sono aumentate di quasi il 5% l'anno. Questo significa che in poco più della metà di un decennio, i prezzi dei beni di consumo sono aumentati del 30-50%, mentre tutti i salari hanno subito una stagnazione e milioni di Americani si ritrovano senza lavoro e senza stipendio. Naturalmente, i funzionari governativi sostengono che gli aumenti dei prezzi non pregiudicano l'Americano medio, perché può sempre comprare gli hamburger invece delle bistecche, o può sostituire la pancetta coi cereali. Ma il popolo Americano è cosciente di come stia soffrendo a causa della Federal Reserve. Le affermazioni del governo secondo cui le statistiche ufficiali non mostrano alcun motivo per essere preoccupati per l'inflazione è Marxista – come in Groucho, che notoriamente disse: "A chi hai intenzione di credere, a me o ai tuoi occhi"

La Federal Reserve continua a mantenere i tassi di interesse bassi, nella speranza di incrementare i prestiti ed il consumo. Ma tenendo i tassi di interesse a zero scoraggia il risparmio, in particolare col tasso di inflazione in continua crescita. Perché risparmiare denaro che frutterebbe lo 0.05% se è garantito che perderà almeno il 2% del suo valore ogni anno? E questa è una garanzia, poiché la FED ha promesso un tasso di incremento del 2% dell'inflazione nei prezzi, mentre al tempo stesso ha garantito un tasso allo zero percento per i fondi federali fino al 2014. I pensionati che vivono con redditi fissi, dipendenti dal risparmio o dagli interessi di investimenti vedranno i loro risparmi evaporare mentre saranno costretti a consumare il capitale. I giovani, colpiti dalla recessione e dalla fatica di trovare posti di lavoro, non riusciranno a vedere la virtù del risparmio. Risparmiare o investire è un esercizio di futilità, poiché il denaro parcheggio in banca garantirà una perdita, mentre gli investimenti in azioni, obbligazioni o fondi comuni di investimento al meglio renderanno guadagni miseri, e nel peggiore dei casi enormi perdite in questa economia sempre più debole.

Più a lungo la Federal Reserve mantiene bassi i tassi di interesse e scoraggia il risparmio e gli investimenti, più la società cambierà dall'essere orientata al futuro per essere orientata al presente. La Federal Reserve e le sue politiche sono già servite a stimolare e privilegiare il consumo rispetto al risparmio, a creare la più grande bolla del debito che il mondo abbia mai conosciuto. La politica del tasso d'interesse a zero serve solo a promuovere un maggiore consumo e debito, a scapito della parsimonia e del risparmio - i veri mattoni della prosperità. Questa mentalità orientata al presente è diventata pervasiva in particolare tra i politici, ponendo il governo in una situazione finanziaria triste poiché il Congresso ed i Presidenti nel corso degli anni hanno preso a cuore il famoso detto di Luigi XV: "Après moi, le deluge." Se il popolo Americano segue la stessa strada nella vita, questo paese sarà rovinato. Il capitale si esaurirà, le infrastrutture cadranno in rovina, e gli Stati Uniti saranno una mera ombra di sé stessi. E' tempo di porre fine ora a questa politica monetaria fallimentare che favorisce questa preferenza sbagliata del denaro a basso costo.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: http://francescosimoncelli.blogspot.it/


domenica 23 ottobre 2011

Revisionate Bernanke

Quest'uomo ha bisogno di aiuto, ma da una persona brava. Allora, l'Operazione Twist doveva abbassare i tassi. E invece? Stanno salendo. Gli investitori vogliono maggiori "garanzie". Il rendimento dei buoni del Tesoro a 10 anni è salito al suo livello più alto in sei mesi, dal 2.08% del 31 Agosto al 2.16% della settimana scorsa. Quelli a 30 anni hanno raggiunto il 3.11% rispetto al 3.02% del 20 Settembre. Quelli a 3 anni sono passati dallo 0.29% allo 0.54%. Con questa Operazione, Bernanke ha forse dato l'opportunità a chi vuole sbarazzarsi di tali IOU di niente di inaugurare la spirale al ribasso nel valore di tali titoli, ovvero, i titoli del Tesoro non saranno più percepiti come un "porto sicuro". Inoltre, tali titoli dovrnno vedersela anche con l'inflazione nei prezzi in accelerazione. Non una bella compagna di viaggi.
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di Ron Paul


Dinanzi la Camera dei Rappresentanti, Commissione per i Servizi Finanziari, Sottocommissione per la Politica Monetaria Interna e per la Tecnologia sul tema: "Audit the Fed: Dodd-Frank, QE3, and Federal Reserve Transparency," 4 Ottobre 2011.


Nel suo discorso per il Premio Nobel del 1974, il compianto economista Austriaco Friedrich von Hayek ha attaccato la pretesa della conoscenza, l'idea secondo cui i politici hanno una sufficiente conoscenza ed il potere di plasmare la società come vogliono. I nostri leader politici non sono riusciti a carpire il cuore del messaggio di Hayek, poiché le generazioni successive hanno continuato a permettere che questa arroganza intellettuale continuasse senza sosta. Proprio come i Nuovi Mandarini hanno sperperato la ricchezza degli Stati Uniti, le risorse ed i giovani nel corso del 1960, i Mandarini economici di oggi sembrano decisi a distruggere tutte le ultime vestigia del libero mercato e guidare l'economia in rovina. Il Congresso ha abdicato al suo controllo su questi "esperti" economisti della Federal Reserve, a scapito del benessere economico del popolo Americano. Nonostante lo schiacciante sostegno popolare per revisionare la FED, sono stati compiuti solo progressi incrementali al fine di smascherare le attività della Federal Reserve. La piena trasparenza delle operazioni della FED rimane un obiettivo irraggiungibile, ma verso il quale ho intenzione di dedicare il mio tempo rimanente al Congresso.

Il Congresso ha dato alla FED il monopolio di condurre la politica monetaria, e così facendo armeggia con il prezzo più importante di tutti, il tasso di interesse. I tassi di interesse riflettono il prezzo del tempo, e i cambiamenti del tasso di interesse influenzano la struttura della produzione. Forzare le modifiche nel tasso di interesse, come fa la FED, ha un effetto più pronunciato sull'economia rispetto a qualsiasi legge che il Congresso abbia approvato. I tassi di interesse sono utilizzati dagli individui per prendere decisioni sul tipo di investimenti in cui si impegnano, quanti soldi devono investire, e per quanto tempo. Più alto è il tasso di interesse, più è probabile che un individuo risparmierà soldi; minore è il tasso di interesse, meno probabile è che risparmierà. I debitori prendono in considerazione il tasso di interesse quando prendono in prestito denaro per comprare una casa, pagare tasse universitarie, o avviare o espandere un'attività. Più è basso il tasso di interesse, più diventa economico prendere in prestito denaro e gli individui sono più propensi a contrarre prestiti; più alto è il tasso di interesse, meno è probabile che saranno stipulati nuovi prestiti. In un mercato libero, alcune persone vorranno risparmiare, mentre altre vorranno prendere in prestito, e il tasso di interesse è il prezzo che coordina le azioni di debitori e risparmiatori.

Manipolare il tasso di interesse, come fa la Federal Reserve, provoca un enorme effetto a catena in tutta l'economia. Molte persone non pensano a come siano scaturiti i tassi di interesse, eseguono semplicemente i loro calcoli economici e prendono decisioni basate su quello che è il tasso di interesse prevalente. Ogni giorno la gente va a lavorare, compra e vende beni, e sposta i propri soldi dentro e fuori il sistema bancario. Le azioni intraprese da individui isolati si combinano per creare il mercato. Il mercato è una cosa veramente impressionante che molti di noi danno per scontato. Nessuno si meraviglia che le banane e le arance siano disponibili nei supermercati tutto l'anno, che le auto provenienti dalla Germania e dal Giappone viaggiano sulle nostre strade, o che le nostre case abbiano la corrente elettrica e l'acqua corrente. Eppure è stata l'azione di milioni di persone, ciascuno nel proprio interesse e senza alcuna conoscenza di come le sue azioni avrebbero potuto influenzare le altre persone lungo la strada, che ha generato ognuna di queste cose. Quando il governo comincia a interferire in questo processo, può scatenare ogni sorta di problema.

Mentre ci riuniamo qui in questa sala d'udienza, la Federal Reserve è impegnata nel secondo avvento dell'Operazione Twist, nel tentativo di forzare ancora più in basso i tassi d'interesse già bassi. Questa crisi è iniziata a causa della politica del basso tasso di interesse della Federal Reserve che ha distorto l'economia dirottando risorse ed investimenti che sarebbero stati meglio assegnati altrove piuttosto che nel settore dell'edilizia abitativa. Invece di riconoscere l'inutilità del tentativo di incrementare la nostra prosperità mediante tassi di interesse artificialmente bassi, invece di permettere ai tassi di interesse di ripristinare un vero tasso determinato dal mercato, invece di permettere un calo dei prezzi in modo da consentire un migliore uso delle risorse allocate improduttivamente, la FED ha ripetuto gli errori del passato pompando più denaro nell'economia. Con un tasso ufficiale di inflazione di circa il quattro percento, i tassi di interesse sui conti di risparmio ben al di sotto dell'uno percento, e un mercato azionario che è rimasto fermo negli ultimi tre anni, non vi è alcun incentivo di nessun tipo per cui i consumatori debbano risparmiare o investire. Il denaro parcheggiato nelle banche da un anno ormai ha quasi perso il quattro percento del suo valore, stessa cosa per quanto riguarda il denaro investito nel mercato azionario, ed il denaro investito nei bond del Tesoro quasi l'uno e un quarto percento. C'è da meravigliarsi che la gente abbia deciso di consumare piuttosto che risparmiare?

Il risparmio e gli investimenti sono necessari per la crescita economica, rinviando il consumo presente, nella speranza di guadagnare un qualche consumo futuro maggiore. Immaginate il risparmio e gli investimenti in termini di grano. La maggior parte del grano che viene coltivato sarà consumato dopo la raccolta, ma una piccola quantità dovrà essere immagazzinata per le sementi, in modo da avere un raccolto l'anno successivo. Tante più sementi possono essere immagazzinate, maggiore sarà il raccolto negli anni successivi, consentendo un maggiore consumo di grano. Quello che le azioni della Federal Reserve dicono alle persone è: non risparmiate, non ce n'è bisogno. Consumate i semi e non preoccupatevi per il futuro. Ed è quello che questo paese ha fatto per anni. Il capitale viene consumato attraverso lo stimolo del consumo del governo, incoraggiando le persone a contrarre debito per finanziare una spesa frivola e non riuscendo non solo ad aumentare il capitale presente, ma anche non riuscendo a ricostituire il capitale che viene utilizzato nel processo produttivo.

Tutto questo ci porta alla necessità di trasparenza della Federal Reserve. La supervisione del Congresso della FED ammonta a circa dodici ore di udienze all'anno. Di queste dodici ore, non più di cinque o dieci minuti va a ogni membro del Congresso, che ha la possibilità di chiedere al più una domanda al Presidente Bernanke ogni sei mesi. Affermare che questa è una supervisione efficace è risibile. Anche la maggiore quantità di dati da divulgare imposta dal Dodd-Frank Act, un cambiamento relativo, può essere rilasciata solo due anni dopo il fatto. Il ciclo legislativo al Congresso è così veloce che molti di noi qui non ricordano nemmeno quello che è successo due settimane fa, figuriamoci due anni fa. Cercare di creare un'udienza come questa richiede settimane, se non mesi, di pianificazione anticipata. Immaginare che due anni dopo il fatto il Congresso sarà davvero in grado di scavare nei dettagli l'attività di prestito della Federal Reserve sfida il buon senso. Due anni fa la FED era già nel suo primo round di quantitative easing, da allora ha completato un secondo round, ed ora si sta imbarcando in un terzo intervento nei mercati obbligazionari.

Tentare di revisionare la FED attraverso il passaggio di una nuova legislazione richiede tempo. Ci sono voluti quasi un anno e mezzo di sforzi per mettere in atto le poche misure richieste dal Dodd-Frank Act. E quest'anno la mia proposta di legge Audit the FED è stato deferita, non al Financial Services Committee dove in questi ultimi 40 anni sono andate a finire le altre proposte di legge per la revisione della FED, ma all'Oversight and Government Reform Committee. Mentre io sono fiducioso che il Presidente Issa approverà qeusta proposta di legge, che ha oltre 180 sponsorizzatori, il tempo sta rapidamente sfuggendo di mano al Congresso affinché agisca.

Mentre la Federal Reserve non è completamente trasparente, quello che è trasparente sono gli effetti che hanno le azioni della FED sulla gente comune. Una giovane coppia è entusiasta che i tassi di interesse siano ai minimi storici in modo da accendere un mutuo per acquistare la casa che avevano sempre desiderato. Ma, mentre la FED continua a stampare moneta per reprimere i tassi di interesse, il prezzo del cibo e del riscaldamento cominciano a salire. Le spese crescono più rapidamente rispetto ai loro stipendio, e si trovano in ritardo sulla loro ipoteca ed infine affrontano il pignoramento. Oppure immaginate la pensionata anziana dipendente dalla Previdenza Sociale e da una piccola quantità di risparmi. Negli anni non ha ricevuto un adeguamento al costo della vita nella sua Previdenza Sociale, nonostante il crescente costo del cibo e delle cure sanitarie. Tassi di interesse bassi e duraturi significa che ogni anno il suo conto di risparmio non guadagna quasi alcun interesse, così i suoi risparmi sono in rapido esaurimento. Teme che entro un paio di anni rimarrà senza soldi e non avrà modo di mantenersi. E poi c'è la madre single che è stata licenziata dal lavoro negli ultimi 18 mesi, perché l'aumento dei prezzi dei fattori produttivi causato dalla politica monetaria inflazionistica della FED ha costretto il suo datore di lavoro a ridimensionare l'azienda al fine di ridurre i costi. E con prezzi dei prodotti finiti della società in continuo aumento mentre la FED continua a pompare denaro fresco nell'economia, la domanda dei consumatori è scesa, il che rende ancor più probabile che la sua azienda non sarà mai in grado di riassumerla.

Ma restate tranquilli, ci dice la FED, finché i banchieri stanno bene, tutto andrà bene. Infatti, le banche sembrano essere in buone condizioni. Inondato di denaro contante e beneficiario di pagamenti di interessi da parte della FED per le riserve in eccesso, il settore finanziario ha continuato a registrare profitti sorprendenti. Ogni volta che viene fuori una nuova serie di dati economici deludenti, si rinnovano le grida di Wall Street per una maggiore azione da parte della Federal Reserve. Sorprendentemente, alcune persone si lamentano che l'ultimo round da $400 miliardi di dollari in acquisti di bond sia troppo piccolo. Il fatto che un'operazione da $400 miliardi, pari alla metà della dimensione del bilancio pre-crisi della FED, sia considerata irrisoria è un triste indicatore di quanto facilmente così tanti Americani siano disposti ad accettare il big government. I salvataggi del settore finanziario sono la nuova normalità, solo che ora sono effettuati attraverso manovre segrete della FED, piuttosto che attraverso l'azione del Congresso in modo da non suscitare le ire pubbliche come nel 2008.

La Federal Reserve è una creatura del Congresso e dovrebbe essere trattata come tale, non come un'organizzazione esente da supervisione del Congresso. I reclami da parte della FED e dei suoi difensori che una revisione completa della FED metterebbe in pericolo l'indipendenza della FED è un tentativo di provocare i timori che il Congresso potrebbe intervenire direttamente nella conduzione della politica monetaria. Un progetto di legge che fissa i tassi d'interesse metterebbe in pericolo l'indipendenza della FED, mentre non lo fa una legge che revisioni la FED. Da nessuna parte in tutte le proposte di revisione qualcuno ha mai espresso il desiderio che il Congresso possa dettare la politica monetaria o tentare di fissare i tassi di interesse. Il Congresso non ha questo potere, né deve averlo, ma deve rendere conto al popolo attraverso le urne; non è così con la Federal Reserve, che cerca di rimanere irresponsabile davanti al Congresso e davanti al popolo Americano. Non si può permettere che si continuino a pompare biliardi di dollari nell'economia senza supervisione e responsabilità. Revisionate la FED ora.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: http://francescosimoncelli.blogspot.it/


lunedì 17 ottobre 2011

Legalizzare la Concorrenza delle Valute

Visto che tutti ora sono in cerca di soluzioni agli attuali casini in cui siamo immersi, l'ultimo dei modi da adottare è quello di pascolare per le strade o dare più poteri al primo pirla che passa. No, se il problema in primo luogo non viene compreso la presunta soluzione ad esso sarà errata. Senza parlare delel varie rivolte e dei vari beni fracassati, per cui Bastiat ha da poco finito di rotolarsi nella tomba inaugurando un nuovo tunnel del Frejus, osserviamo un'analisi assennata del Problema e del primo passo da compiere verso la giusta direzione. (Qui trovate la traduzione del discorso di Ron Paul al Value Voters Summit; grazie a Giuseppe d'Andrea.)
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di Ron Paul


Davanti la Camera dei Rappresentanti, Commissione per i Servizi Finanziari, Udienza su HR 1098: Legge sulla Libera Concorrenza delle Valute


I. Il Problema

John Maynard Keynes una volta disse che: "Non c'è più subdolo e più sicuro mezzo per rovesciare l'attuale base della società che corrompere la valuta. Il processo coinvolge tutte le forze nascoste della legge economica sul fronte della distruzione, e lo fa in modo che un uomo su un milione non sia in grado di diagnosticarlo." Tale situazione è esattamente quello che affronta questo paese oggi, poiché la Federal Reserve sembra decisa a distruggere quel poco che resta del potere d'acquisto del Dollaro Americano.

Il denaro è ciò che permette alla civiltà di prosperare. Senza soldi, i consumatori devono barattare i loro beni, nella speranza di scambiare i loro beni per quelli prodotti da altri, e fare affidamento inoltre su una doppia coincidenza di bisogni. Il denaro permette all'uomo di elevarsi al di sopra del baratto e rendere meno pesante lo scambio. Una volta che nasce il denaro, gli uomini d'affari sono in grado di calcolare profitti e perdite, le casalinghe possono confrontare i prezzi tra i diversi negozi di alimentari, e gli individui possono iniziare a risparmiare ed investire.

Il denaro come mezzo di scambio deve sempre soddisfare alcune proprietà. Dovrebbe essere durevole, non si dovrebbe consumare con facilità; dovrebbe essere trasportabile, facilmente trasportabile; che dovrebbe essere divisibile in unità utilizzabili per le transazioni di tutti i giorni; dovrebbe essere riconoscibile ed uniforme, così che un'unità di denaro abbia le stesse proprietà di ogni altra unità; dovrebbe essere scarso, in senso economico, in modo che l'offerta esistente non soddisfi i desideri di tutti coloro che lo richiederanno; dovrebbe essere riproducibile, in modo che unità sufficienti di denaro possano essere create per soddisfare le esigenze di scambio e, cosa più importante, dovrebbe essere stabile, in modo che il valore del suo potere d'acquisto non fluttui selvaggiamente.

Purtroppo, gli andamenti monetari nel secolo scorso hanno eroso la stabilità dell'unità monetaria. Le radici di questa instabilità risalgono alla metà del 19° secolo, quando il governo cercò di stabilire un monopolio sull'emissione di denaro. Fino a quel momento, oro ed argento provenienti da numerosi paesi e zecche private circolavano come moneta. Alla fondazione di questo paese, non vi era alcuna moneta nazionale controllata dal governo. Mentre la Costituzione stabiliva il potere del Congresso di coniare monete, non fu formalmente istituita fino al 1792 la Zecca degli Stati Uniti. Nel frattempo, gli Americani si accontentarono di monete d'oro e d'argento estere come il dollaro d'argento Spagnolo fresato, che al momento della stesura della Costituzione si capì che era la base del nostro sistema del dollaro. Anche dopo che le operazioni della Zecca presero il via, le monete straniere continuarono a circolare negli Stati Uniti e lo fecero per molti decenni. Dal momento che il dollaro era definito come un peso specifico di argento (o d'oro) era relativamente facile determinare il valore in dollari delle valute estere. Forse ancora più importante, il Coniage Act del 1792 assicurava che il potere d'acquisto della valuta degli Stati Uniti sarebbero rimasta stabile, poiché la svalutazione della valuta era punibile con la morte.

Come la maggior parte degli illeciti monetari nel corso della storia, l'iniziativa del governo degli Stati Uniti di monopolizzare l'emissione della moneta è nata durante un periodo di guerra. Al fine di finanziare le sue operazioni militari durante il 1860, il governo federale per la prima volta nella sua storia coniò la moneta di carta che non era sostenuta da alcuna materia prima e doveva essere accettata al valore nominale come moneta a corso legale. Questi "verdoni" diminuirono rapidamente di valore rispetto a banconote sostenute dall'oro, ed il governo ha intraprese numerosi provvedimenti per eliminare la concorrenza e si assicurò che le persone avrebbero dovuto accettare i greenbacks. Mentre alcune misure, quali il divieto di commerci futuri dell'oro, furono rapidamente abrogate, altre leggi che vietavano al privato la coniazione di monete sono rimaste in vigore anche oggi.

Sin da allora, il governo strinse lentamente ma inesorabilmente la sua morsa attorno all'emissione di moneta in questo paese. La ripresa della redimibilità dell'oro portò alla graduale accettazione della valuta cartacea del governo federale, e poi di Banconote della Federal Reserve. Una volta che la valuta cartacea spinse via l'oro dall'uso quotidiano, il governo fu in grado di vietare la proprietà privata dell'oro nel 1930. Alla fine la finestra d'oro per i governi stranieri fu chiusa nel 1971, in modo da troncare una volta per tutte qualsiasi legame tra il dollaro e l'oro. Negli ultimi 40 anni abbiamo vissuto in un mondo in cui l'emissione della moneta è stata completamente a discrezione dei governi e delle banche centrali, e stiamo vedendo le conseguenze. Lo standard della moneta fiat ha portato da una crisi finanziaria ad un'altra, poiché ogni tentativo di gonfiare una nuova bolla per scampare da quella precedente semina solo i semi per la prossima crisi. I salari reali rimangono stagnanti o diminuiscono, mentre gli aumenti dei prezzi che derivano dall'inflazionare l'offerta di denaro forza le famiglie Americane ad indebitarsi sempre più per mantenere uno standard di vita costante.

L'economia ci insegna che i monopoli producono meno beni e li vendono ad un prezzo superiore rispetto al mercato competitivo. Questo porta all'inefficienza, a perdita nette, e più compiacenza nei confronti del monopolista. La maggior parte degli economisti tradizionali non riesce ad estendere la teoria del monopolio al mercato del denaro. Il monopolio del governo sull'emissione di moneta non riesce a produrre la moneta solida che il mercato richiede. Il denaro di scarsa qualità che viene emesso continua a perdere il suo valore, ed il popolo Americano deve lavorare più a lungo e più duramente per denaro che continua a perdere il potere di acquisto. Nel frattempo, le agenzie governative e il l sistema bancario beneficiano dal primo utilizzo di questo denaro, essendo in grado di spenderlo e prestarlo prima che circoli attraverso il resto dell'economia e prima che i prezzi aumentino in reazione a questa inflazione.

L'unico modo per contrastare questo problema è quello di rompere il monopolio del governo sull'emissione di moneta. La Costituzione non concede al governo federale questo monopolio, un fatto che non era in discussione da quasi un secolo dopo la fondazione di questo paese. Il governo federale è diventato compiacente, dimenticando la necessità di una moneta solida, e l'unico modo per rompere questa compiacenza è quello di rompere il monopolio. La Legge sulla Libera Concorrenza delle Valute, si propone di fare proprio questo.



II. La Soluzione

Nel corso dei millenni della storia umana, oro e argento sono stati i due metalli che hanno il più delle volte soddisfatto la domanda di mercato per il denaro ed hanno conquistato la fiducia di miliardi di persone. Oro e argento sono difficili da contraffare, una proprietà che assicura che saranno sempre accettati nel commercio. E 'proprio per questo motivo che l'oro e l'argento sono un'anatema per i governi. Un'offerta d'oro e argento che è limita per sua natura non può essere gonfiata, e ciò serve come un controllo sulla crescita del governo. Senza la capacità di inflazionare la moneta, i governi si ritrovano limitati nelle loro azioni, incapaci di finanziare sia lo stato sociale sia lo stato di guerra.

Sulla scrivania del mio ufficio ho un cartello che dice: "Non rubare - il governo odia la competizione". Infatti, qualsiasi potere si arroga un governo, è poi restio a ridarlo al popolo. La storia di questa nazione è piena di esempi di una centralizzazione del potere crescente ed incostituzionale da parte del governo federale. Le milizie, le lettere di preda e rappresaglia, e le dichiarazioni di guerra sono finiti nel dimenticatoio; il monopolio postale scacciò la concorrenza privata; ed un sistema di valute concorrenti guidato dal mercato fu soppresso dalla creazione di un cartello bancario sostenuto dal governo che monopolizza l'emissione di moneta. Per tornare alla moneta solida, è necessario annullare gli ostacoli giuridici che vietano alle altre valute di competere nei confronti del dollaro.

Il primo passo consiste nell'eliminare le leggi del corso legale. L'Articolo I, Sezione 10 della Costituzione vieta agli Stati di rendere qualsiasi cosa, tranne l'oro e l'argento, a corso legale per il pagamento dei debiti. Gli Stati non sono tenuti ad emanare leggi del corso legale, ma dovrebbero sceglierle, l'unico corso legale accettabile è rappresentato dall'oro e dall'argento, i due metalli preziosi che gli individui nel corso della storia e attraverso le culture hanno utilizzato come moneta. Non c'è niente nella Costituzione che garantisce al Congresso il potere di emanare leggi del corso legale. Il Congresso ha il potere di battere moneta, regolarne il valore e quello delle monete straniere, ma non di dichiarare una moneta a corso legale. Eppure, vi è una sezione del Codice degli Stati Uniti, 31 USC 5103, che pretende di stabilire le monete degli Stati Uniti e la valuta, incluse le banconote della Federal Reserve, come denaro a corso legale.

Storicamente, le leggi corso legale sono state utilizzate dai governi per costringere i propri cittadini ad accettare una moneta degradata e svalutata. La legge di Gresham descrive questo fenomeno, che può essere riassunto in una frase: la moneta cattiva scaccia la moneta buona. Un imperatore, un re o un dittatore potrebbe coniare le monete con mezza oncia d'oro e forzare i mercanti, pena la morte, ad accettarle come se avessero un'oncia d'oro. Ogni oncia dell'oro del re potrebbe ora essere coniata in due monete piuttosto che una, così il re ora avrebbe il doppio del "denaro" da spendere per costruire castelli ed arruolare eserciti. Mentre queste monete legalmente sopravvalutate vanno in circolazione, le monete contenenti un'oncia d'oro piena sarebbe tirate fuori dalla circolazione ed accumulate. Questo stesso fenomeno si verificò negli Stati Uniti nella metà del 1960 quando il governo Statunitense cominciò a coniare mente secondarie in rame e nichel, piuttosto che in argento. Le monete di rame e nichel furono legalmente sopravvalutate rsipetto alle monete d'argento sottovalutate, e le monete d'argento sparirono dalla circolazione.

Queste azioni fanno anche sorgere gli effetti più funesti dell'inflazione. Una volta che la gente si rende conto che il re ha svalutato la sua moneta del 50%, i prezzi infine raddoppierebbero, poiché ora ci vorrebbero due monete per comprare quello che si poteva comprare solo con una. Il re che ha svalutato la sua moneta ha speso i suoi soldi immediatamente, prima che i prezzi salissero, e così ha guadagnato i benefici di quel denaro nuovo. La maggior parte dei commercianti e dei contadini che hanno ricevuto la moneta svalutata sentono tutti gli effetti dell'inflazione, l'aumento dei prezzi ed uno standard di vita inferiore. Da quando hanno ricevuto la nuova moneta, hanno dovuto soffrire del raddoppiamento dei prezzi, e la nuova moneta che hanno ricevuto non ha dato loro alcun beneficio. In assenza di leggi del corso legale, la legge di Gresham non regge più. Se le persone sono libere di rifiutare una moneta svalutata, ed invece richedono una moneta solida, quest'ultima tornerà gradualmente ad essere utilizzata nella società.

Il secondo passo per legalizzare la concorrenza delle valute è quello di eliminare le leggi che vietano l'esercizio di zecche private. Un'impresa privata che ha tentato di diffondere l'uso delle monete di metalli preziosi era il Liberty Services, creatori del Liberty Dollar. Il governo si sentiva minacciato dal Liberty Dollar, poiché nel Novembre del 2007 il Liberty Services si vide sequestrare dal FBI e dai servizi segreti tutte le loro monete in metalli preziosi.

Le sezioni del Codice degli Stati Uniti di cui Liberty Services fu accusato di aver violato sono classificate come statuti anti-contraffazione, quando in realtà il loro scopo era quello di chiudere le zecche private che erano stavano operando in California. La California fu inondato d'oro in seguito alla corsa dell'oro del 1849, ma non c'era alcuna Zecca degli Stati Uniti che coniasse le monete. Anche l'istituzione di un Ufficio di Controllo degli Stati Uniti fallì nel produrre un conio sufficiente, poiché le sole monete che produssero erano troppo grandi per essere utilizzate nelle transazioni di tutti i giorni. Monete straniere riempirono questo vuoto, ma addirittura c'era ancora insufficiente conio, e queste monete circolarono ad un valore superiore rispetto al loro valore intrinseco di metallo. La gente chiedeva a gran voce monete di piccolo taglio e le zecche private si fecero anvati per soddisfare questa richiesta. Le zecche private furono infine accusate di far circolare un conio svalutato, e col presunto scopo di fornire norme sancite dal governo ed una garanzia di purezza del governo, furono emanate leggi federali che vietarono alle zecche private di produrre le proprie monete per la circolazione come valuta.

La fase finale per ristabilire la concorrenza nelle valute è quello di eliminare le plusvalenze e le imposte sulle vendite per le monete d'oro e d'argento. Secondo l'attuale legge federale, le monete sono considerate da collezione, e sono sottoposte ad imposte sui redditi di capitale. Le monete detenute per meno di un anno sono tassate secondo il tasso peri guadagni sul capitale a breve termine, che è la normale aliquota dell'imposta sul reddito, mentre le monete possedute per più di un anno sono tassate al tasso degli oggetti da collezione al 28%. Queste tasse sulle monete tassano effettivamente la svalutazione monetaria. Il potere d'acquisto dell'oro rimane relativamente costante, ma poiché il valore nominale in dollari dell'oro aumenta a causa dell'indebolimento del dollaro da parte della Federal Reserve, il governo federale ritiene che questo sia un aumento della ricchezza, e lo tassa di conseguenza. Così, più il dollaro è svalutato, più le tasse sulla plusvalenze devono essere pagate sui possedimenti d'oro ed altri metalli preziosi.

Sono davvero dannose le imposte sulle vendite e le imposte sull'uso che vengono applicate all'oro e all'argento in molti stati. Immaginate di dover pagare l'imposta sulle vendite alla banca ogni volta che cambiate una banconota da $10 per un rotolo di quarti di dollaro per fare il bucato. L'inflazione è una tassa funesta sul valore del denaro, ma anche i numeri ufficiali, che sono smussati verso il basso, sono solo dell'ordine del 3-4% l'anno. Le imposte sulle vendite in molti stati possono togliere l'8% o più su ogni singola transazione in cui i consumatori desiderano convertire le loro banconote della Federal Reserve in monete d'oro o d'argento. Gli Americani non dovrebbero essere penalizzati attraverso la tassazione punitiva solo per il desiderio di voler possedere o utilizzare un tipo di valuta, né devono essere penalizzati per lo scambio di banconote della Federal Reserve per monete prodotte dalla Zecca degli Stati Uniit.

Spero che da questa udienza avrà inizio una discussione vigorosa sulla concorrenza nelle valute, su una moneta solida, e su come tornare a un dollaro sonante. HR 1098 non è certo una panacea, in quanto rimangono importanti problemi strutturali del nostro sistema bancario e monetario che devono ancora essere affrontati. Ma rispristinare la concorrenza nelle valute consentirà agli Americani di scegliere una valuta che si adatta alle loro esigenze, piuttosto che alle esigenze del governo. La prospettiva degli Americani che si allontanano dal dollaro verso valute alternative fornirà l'impulso necessario al governo degli Stati Uniti per riprendere il controllo del dollaro e fermare la sua spirale discendente. Ripristinare la solidità del dollaro rimuoverà la capacità del governo ed il relativo incentivo ad inflazionare la valuta, e ci impedirà di lanciare guerre incostituzionali che pesano gravemente sulla nostra economia. Con una moneta sana, ognuno sta meglio, non solo quelli che controllano il sistema monetario.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: http://francescosimoncelli.blogspot.it/