Visualizzazione post con etichetta Daniel J. Sanchez. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Daniel J. Sanchez. Mostra tutti i post

martedì 15 giugno 2021

Se Joker incontrasse Jordan Peterson

 

 

di Dan Sanchez

Cosa serve per trasformare una persona normale in un mostro? Per creare un omicida di massa, un terrorista, un Joker?

Secondo lo stesso Joker: "Una giornata storta".

È così che racconta la sua storia in Batman: The Killing Joke, una graphic novel del 1988 di Alan Moore e Brian Bolland. Questa storia sulle origini ha influenzato il nuovo film sul Joker.

Una volta Joker era un uomo normale. Cercava di essere un buon marito, si preparava a diventare padre e si sforzava di lavorare come comico, ma le sue battute facevano pena e la sua famiglia era intrappolata nella povertà. Si sentiva un fallito, sopraffatto dall'umiliazione e dalla colpa.

Poi una banda criminale gli offre una via d'uscita: se li avesse aiutati con un solo colpo, sarebbe diventato ricco. Nel disperato tentativo di cambiare vita, accetta.

Ma poi ecco arrivare la "giornata storta": il giorno della rapina sua moglie incinta muore in un incidente. Tenta di abbandonare il piano criminale, ma la banda non glielo permette. La rapina va male: interviene Batman e mentre cerca di sfuggire alla cattura, finisce per cadere in una pozza di rifiuti tossici. Ne emerge come un pagliaccio avvolto dalla pazzia ed inizia a comportarsi come tale.

Una giornata storta l'ha portato alla follia e all'omicidio.

Potete immaginare cosa potrebbe fare a voi una giornata storta come quella appena raccontata. Probabilmente non vi trasformerebbe in un super cattivo, o in un serial killer, ma potrebbe comportare gravi problemi di salute mentale. Forse ansia, forse depressione, forse peggio. Per alcuni una grande tragedia può spingerli oltre il limite.


Joker incontra JBP

Ciò solleva importanti domande sulla vita reale. Cosa possiamo fare di fronte ad una tragedia? Come possiamo ridurre la sofferenza? Come possiamo prevenire il male?

Queste sono sfide a cui il Dr. Jordan B. Peterson ha pensato tutta la sua vita. Peterson è uno psicologo clinico, un professore universitario e una superstar su YouTube. Molti giovani affermano che i suoi discorsi hanno cambiato le loro vite in meglio.

Ha anche studiato il male molto in profondità. Ha letto i diari di assassini e ha studiato genocidi e dittatori.

E se Jordan Peterson incontrasse Joker? Immaginate che lavori come psicologo presso l'Arkham Asylum, dove Joker trascorre la maggior parte del suo tempo quando non è fuori ad uccidere le persone. Se Joker fosse il paziente di Jordan Peterson, in che modo lo analizzerebbe?


Il credo omicida

Prima di tutto il Dr. Peterson diagnosticherebbe a Joker una grave forma di nichilismo. Il dizionario definisce il nichilismo come un rifiuto dei "principi morali: la convinzione che la vita sia priva di significato". Peterson identifica il nichilismo come una delle radici del male.

Nel suo bestseller, 12 Rules for Life, Peterson ha scritto che la sofferenza porta alcuni a credere che la vita sia un "accanimento della mala sorte". Questo li rende pieni di risentimento verso la società, la vita e persino l'esistenza stessa. Per alcuni questa visione del mondo ha motivato "un omicidio di massa, spesso seguito da un suicidio".

Ad esempio, Peterson ha osservato che il nichilismo e il risentimento hanno motivato Eric Harris, uno degli autori del massacro della Columbine High School nel 1999. Harris e il suo partner hanno ucciso dieci compagni prima di uccidersi. Il giorno prima del massacro, Harris dimostrò il suo nichilismo quando scrisse sul suo diario:

È interessante quando sono nella mia forma umana, sapendo che morirò. Tutto ha un tocco di banalità.

E il suo risentimento era evidente quando scrisse:

Vi odio, gente, per avermi lasciato fuori da così tante cose [...]. Avevate il mio numero di telefono, volevo partecipare... ma no, voi dovevate escludermi. IO ODIO LE PERSONE e loro farebbero meglio a temermi.

La sofferenza porta alcuni ad abbracciare il nichilismo e il risentimento, e li usano come scuse per atti mostruosi.

In The Killing Joke, è esattamente quello che ha fatto il Joker: ha usato la sua "giornata storta" come scusa per abbracciare il nichilismo e sguazzare nel risentimento.

È tutto uno scherzo! Tutto ciò che ho apprezzato o per cui ho lottato... È tutto un maledetto scherzo!

Joker si arrabbia anche contro la "vita e tutta la sua ingiustizia casuale" e "il fatto inevitabile che l'esistenza umana sia folle, casuale e inutile". Ha scelto di impazzire perché "in un mondo psicotico come questo... qualsiasi altra risposta sarebbe folle!"

Joker ha cercato di giustificare la sua scelta eseguendo un mostruoso esperimento: ha cercato di far impazzire un uomo normale dandogli la sua "giornata storta". Rapisce il commissario di polizia, James Gordon, e gli dà il giorno peggiore della sua vita (vi risparmierò i dettagli raccapriccianti). Voleva "dimostrare un punto": l'unica risposta alla tragica commedia della vita è il nichilismo e la follia.


Eroi di tutti i giorni

Ma Peterson avrebbe detto a Joker che si sbagliava. La gente comune può conservare la moralità e la sanità mentale anche di fronte ad una tragedia. La gente comune lo fa ogni giorno. Come ha scritto Peterson:

Conoscevo un uomo, ferito e disabile a causa di un incidente d'auto, impiegato in un'impresa del luogo. Per anni dopo l'incidente ha lavorato fianco a fianco con un altro uomo, che da parte sua soffriva di una malattia neurologica degenerativa. Hanno collaborato compensando l'uno l'inadeguatezza dell'altro. Questo tipo di eroismo quotidiano è la regola piuttosto che l'eccezione.

In The Killing Joke anche il commissario Gordon dimostra che Joker aveva torto. Nonostante venga torturato fisicamente e psicologicamente, Gordon non solo conserva la sua sanità mentale ma i suoi standard etici. Dopo che Batman lo salva, Gordon insiste sul fatto che Joker venisse arrestato e che fosse trattato secondo la legge. Anche dopo tutto quello che aveva passato, Gordon non cade in un risentimento contro il mondo, o persino nei confronti del suo tormentatore. Mantiene saldo il suo codice e non cerca vendetta, ma la giustizia e lo stato di diritto.

Quando Batman affronta Joker, gli fa notare il suo fallimento.

Per inciso, ho parlato con il Commissario Gordon prima di entrare qui. Sta bene. Nonostante tutti i tuoi giochini malati è sano come non lo è mai stato. Quindi forse le persone normali non sempre si rompono. Forse non c'è bisogno di strisciare sotto una roccia in caso di problemi. Forse sei solo tu che hai dei problemi.

Secondo Batman la gente comune può allontanarsi dal sentiero oscuro del nichilismo e del risentimento, anche di fronte alla tragedia. Jordan Peterson sarebbe d'accordo:

Alcune persone degenerano nell'inferno del risentimento e dell'odio dell'essere, ma la maggior parte si rifiuta di farlo, nonostante le loro sofferenze, delusioni, perdite, inadeguatezze e bruttezze, ed è un miracolo per coloro che hanno gli occhi per vederlo. 


Un supereroe del mondo reale

L'eroismo quotidiano è davvero miracoloso. Eppure lo spirito umano è capace di fare ancora di più. Ad esempio, Peterson ha scritto qualcosa sul famoso scrittore russo Aleksandr Solzhenitsyn:

[...] aveva tutte le ragioni per mettere in discussione la struttura dell'esistenza quando fu imprigionato in un campo di lavoro sovietico. [...] Fu arrestato, picchiato e gettato in prigione dal suo stesso popolo. Poi prese il cancro. Sarebbe potuto diventare risentito e rabbioso. [...] Ma il grande scrittore, il profondo e vivace difensore della verità, non permise alla sua mente di rivolgersi alla vendetta e alla distruzione.

Invece di intraprendere la strada del nichilismo e del risentimento, scelse la strada del miglioramento personale, anche se malato e imprigionato. Quel percorso lo portò a scrivere un libro sugli orrori del sistema carcerario sovietico intitolato, The Gulag Archipelago. Questo libro si è rivelato così potente, così influente, che contribuì al crollo dell'Impero sovietico. La Russia ha ancora prigionieri politici vittime di abusi, ma probabilmente molto meno grazie a Solzhenitsyn.

Una risposta così eroica alla tragedia confonderebbe Joker. In The Killing Joke dice che anche Batman deve aver avuto la sua "giornata storta". Quindi perché non ha "compreso l'ironia malata" della vita? "Perché non ridi?" gli chiede Joker.

"Perché l'ho già sentito prima", risponde Batman, "e non è stato divertente la prima volta" (e poi lancia Joker attraverso uno specchio del luna park).

Come tutti sappiamo, Batman ha avuto "una giornata storta". Quando era un bambino, i suoi genitori sono stati assassinati proprio davanti ai suoi occhi. Ma a differenza di Joker ha rifiutato di arrendersi al risentimento e all'odio. Come Gordon, ha conservato la sua decenza umana ed è andato anche oltre. Come Solzhenitsyn, si è tenuto a livelli morali ancora più elevati e ha eroicamente salvato gli altri dal tipo di sofferenza che lui ha subito.


La responsabilità è la chiave

Qual è la differenza tra Batman e Joker, tra Solzhenitsyn e gli assassini di Columbine? Perché la sofferenza trasforma alcune persone in eroi e altre in mostri?

La più grande differenza è la responsabilità.

Eric Harris ha sicuramente dovuto sopportare sofferenze e ingiustizie, soprattutto a scuola, ma piuttosto che assumersi la responsabilità per la sua situazione, ha scelto di dare tutta la colpa agli altri.

E "una giornata storta" di Joker è stata in gran parte di sua iniziativa, ma non se ne è preso la responsabilità, invece ha incolpato "il mondo" e ha scelto la follia come modo per sopprimere del tutto tali ricordi.[1]

Batman avrebbe avuto una scusa migliore per non assumersi la responsabilità della propria "giornata storta". Dopo tutto, era solo un bambino quando i suoi genitori sono stati assassinati, ma se ne è assunto la responsabilità lo stesso. Il ricordo di quella notte lo ha spinto a fare del suo meglio per salvare gli altri da una simile tragedia.

Solzhenitsyn ebbe una risposta simile. Mentre era imprigionato ingiustamente, aveva una scusa plausibile per considerarsi una vittima. Invece abbracciò un livello di responsabilità che molti considererebbero estremo. Come ha scritto Peterson:

Durante le sue numerose prove, Solzhenitsyn incontrò persone che si comportarono nobilmente in circostanze orribili. Contemplò profondamente il loro comportamento, quindi si pose la domanda più difficile: ho contribuito personalmente alla catastrofe della mia vita? Se si, come? Ricordò il suo indiscutibile sostegno al Partito comunista. Riconsiderò tutta la sua vita, aveva un sacco di tempo per farlo. Cosa aveva sbagliato in passato? Quante volte aveva agito contro la propria coscienza, impegnandosi in azioni che sapeva essere sbagliate? Quante volte aveva tradito sé stesso e aveva mentito? Esisteva un modo attraverso il quale i peccati del suo passato potessero essere corretti, espiati, nell'inferno fangoso di un gulag sovietico?

Solzhenitsyn scrutò i dettagli della sua vita. Si pose una seconda domanda, poi una terza. Posso smettere di fare tali errori, ora? Posso riparare i danni causati dai miei fallimenti passati, ora? 

Questa era la mentalità che non solo gli ha consentito di sopravvivere, ma di cambiare il mondo.


La scelta

Torniamo alla domanda originale: cosa serve per trasformare una persona normale in un mostro?

"Una giornata storta" è la risposta di Joker, ma ha ragione solo in parte. Come ci dice Jordan Peterson, tutto dipende da come si risponde alla tragedia e alla sofferenza.

Se una persona risponde fuggendo dalla responsabilità, sprofondando nel nichilismo e nel risentimento, ciò può portare ad atti mostruosi che perpetuano la tragedia.

Ma se rispondiamo assumendoci la responsabilità, possiamo aiutare a prevenire inutili tragedie e trovare il vero significato nella vita.

La responsabilità è ciò che serve per trasformare una persona normale in un eroe.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: https://www.francescosimoncelli.com/


______________________________________________________________________________________

Note

[1] In The Killing Joke, Joker dice:

Ricordare? Ohh, non lo farei mai! Ricordare è pericoloso. Il passato è un posto preoccupante e ansioso. [...] Quando ti ritrovi bloccato su uno spiacevole treno di pensieri che ti porta verso i luoghi del tuo passato in cui le urla sono insopportabili, ricordati che c'è sempre la follia. La follia è l'uscita di emergenza. Puoi sempre uscire e chiudere la porta a tutte quelle cose terribili che sono successe. Puoi rinchiuderle per sempre. 

Jordan Peterson avrebbe detto a Joker che questa è una pessima idea:

La memoria è uno strumento. La memoria è la guida del passato per il futuro. Se ricordate che è successo qualcosa di brutto e potete capire perché, allora potete provare ad evitare che accada di nuovo. Questo è lo scopo della memoria. Non è "ricordare il passato". Serve ad impedire che accada sempre la stessa dannata cosa. 

I ricordi ricorrenti vogliono insegnarci qualcosa. Se, come Joker, fuggiamo dai brutti ricordi, specialmente quelli carichi di colpa, non potremo mai impararne le lezioni.

______________________________________________________________________________________


giovedì 3 dicembre 2020

Wonder Woman è un film pro-guerra?

 

 

di Daniel J. Sanchez

Perché gli esseri umani si sono massacrati a migliaia durante la prima guerra mondiale, una barbarie di massa senza precedenti in cui un'intera generazione di giovani si è decimata e ha commesso atrocità su donne, bambini e anziani?

Nel film Wonder Woman, l'eroica principessa amazzone Diana crede che un dio malvagio sia il colpevole.

Ares, dio della guerra, è figlio di Zeus, re degli dei e creatore della razza umana. Ares detesta le creature di suo padre e nel corso della storia ha cercato di sterminarle mettendo il genere umano contro sé stesso in guerre incessanti. Prima di morire per mano di suo figlio, Zeus creò le Amazzoni per contrastare Ares e portare la pace all'umanità.


Dio della guerra

Nel 1918 Diana apprende della Grande Guerra da Steve Trevor, una spia americana che salva tra le acque che circondano l'isola nascosta delle Amazzoni. Trevor le dice immediatamente che è uno dei "buoni" ed i tedeschi che lo inseguono sono i "cattivi". Diana crede a questa caratterizzazione semplicistica della prima guerra mondiale, così come i registi.

Diana si convince che i tedeschi (e solo i tedeschi) siano sotto l'influenza soprannaturale del dio della guerra e decide di andare incontro al destino del suo popolo distruggendo Ares, liberando così i tedeschi e l'umanità dalla sua influenza minacciosa: dalla morsa della guerra. Crede che così facendo porrà fine alla Grande Guerra, "la guerra per porre fine a tutte le guerre" come dice Trevor, e come molti dei "progressisti" del mondo reale (inclusi Woodrow Wilson e H.G. Wells) promisero che sarebbe stato.

Avviso: spoiler

Successivamente, però, la visione del mondo di Diana crolla quando infine incontra Ares, e lui le rivela che non è mai stato responsabile della sete di sangue dell'umanità. L'unica parte che interpretava era quella di trasmettere subliminalmente idee per armi nuove e più letali a generali e scienziati. Ha dato loro i disegni per le armi, ma gli umani hanno deciso da soli di costruirle ed usarle l'uno contro l'altro.

Gli umani, dice Ares a Diana, sono intrinsecamente bellicosi, perché sono "egoisti" e "deboli", il motivo per cui vuole condurli alla loro estinzione. Gli umani, insiste, non sono degni della protezione di Diana; dovrebbe invece unire le forze con lui per sterminarli una volta per tutte. Allora la Terra, spogliata dal genere umano, apparterrà di nuovo agli dei e tornerà ad essere il paradiso che doveva essere.

Benché inizialmente si disperi nell'apprendere la verità, Diana rifiuta la sua offerta, proclamando che è irrilevante se l'umanità "merita" il suo aiuto; lei glielo offre per amore incondizionato. Accetta che l'umanità possa essere bellicosa, ma almeno attenuerà il danno che può infliggere a sé stessa uccidendo il dio che sta sussurrando nelle sue orecchie schemi per armi micidiali.


Armi malvagie

La grande "lezione" di Wonder Woman è in sintonia con la tendenza comune ad identificare le armi stesse come il problema chiave.

Quando abbiamo a che fare con crimini violenti, molti accusano l'eccessiva disponibilità di armi da fuoco e quindi sostengono politiche interne che vanno dalla registrazione, alle "zone prive di armi", fino al totale disarmo.

E con le atrocità della guerra, molti considerano la proliferazione delle armi di distruzione di massa come il problema cardine, e quindi sostengono politiche estere che vanno dalle sanzioni, agli attacchi aerei, alle invasioni di Paesi che possiedono o cercano di acquisire tali armi.

Nel 2003, ad esempio, la giustificazione principale per l'invasione e l'occupazione dell'Iraq è stata la falsa tesi secondo cui il suo governo possedeva ancora armi di distruzione di massa e stava cercando di fabbricarne di più. Hussein era stato a lungo un malvivente, visto che aveva ucciso i ribelli curdi iracheni nel massacro di Halabja del 1988. Dopo il rovesciamento di Saddam, suo cugino, soprannominato "Chemical Ali", è stato processato e condannato a morte per l'attacco. Nessun processo del genere è stato tenuto per nessuno dei funzionari dell'amministrazione Reagan che aveva contribuito a fornire a Saddam le armi chimiche usate nell'attacco e quindi aiutare l'Iraq nella sua sanguinosa invasione dell'Iran.

Più di recente, i belligeranti hanno chiesto un intervento militare in Siria basato su accuse non provate: il governo siriano avrebbe armi di distruzione di massa e le avrebbe usate contro ribelli e civili nella guerra civile. Entrambe le amministrazioni di Obama e Trump hanno dichiarato che l'uso di armi chimiche è una "linea rossa". Obama ha quasi forzato quella linea rossa nel 2013, dopo un presunto attacco col gas da parte del governo siriano; e nell'aprile di quest'anno Trump ha lanciato attacchi aerei a seguito di un'altra accusa del genere.

Le armi chimiche sono anche la principale minaccia nel film Wonder Woman. La missione di Steve Trevor è quella di impedire ai tedeschi di sviluppare ed usare un nuovo gas che può penetrare attraverso le maschere antigas alleate: un'arma di distruzione di massa creata dallo scienziato Isabel Maru (alias "Doctor Poison") sotto la supervisione del malvagio Generale Erich Ludendorff.

Mentre Trevor si concentra sulle armi di distruzione di massa, Diana ritiene che l'ostilità ispirata da Ares (che lei pensa sia Ludendorff) sia la questione di fondo, e quindi vuole trovarlo e ed eliminarlo.

Più tardi scopriamo che sia Maru che Ludendorff sono stati ispirati da Ares, quindi Steve e Diana avevano entrambi ragione in un certo senso. Era Ares da incolpare, ma nel ruolo di fornitore di armi, non come incarnazione della belligeranza.


Cuore triste, arma pronta

Come il film descrive chiaramente, la determinazione di Diana nel voler distruggere Ares e porre fine alla guerra è motivata da un cuore triste per le vittime della guerra. In una trincea alleata viene a sapere della sofferenza dei civili in un vicino villaggio occupato dalla Germania. Sfidando l'insistenza di Trevor a continuare la missione, Diana assalta le trincee tedesche e libera il villaggio.

L'intervento umanitario di Diana ricorda gli "idealisti" aderenti alla dottrina della politica estera "Responsabilità di Proteggere" (R2P), i quali denunciano i "realisti" perché si astengono dall'intervenire per prevenire atrocità.

Il campione di questa dottrina è Samantha Power, autrice della bibbia R2P A Problem from Hell: America in the Age of Genocide (in cui condanna il fallimento dell'America nel prevenire atrocità in Iraq, Ruanda, Kosovo e altrove) e funzionario dell'amministrazione Obama che, insieme a Hillary Clinton e Susan Rice, spinse per la guerra umanitaria americana in Libia al fine di prevenire un presunto "genocidio".

Wonder Woman, che per tutto il film prende a botte tedeschi su tedeschi, non è tanto una principessa della pace quanto una valchiria per la guerra "umanitaria": una Samantha Power con superpoteri e una spada magica.

Il momento nel film in cui il cuore di Diana è più triste, è quando non riesce a prevenire un attacco tedesco che massacra il villaggio che aveva appena liberato. La vista delle vittime è oscurata da nuvole di gas, ma l'angoscia di Diana è comunque evocativa del sentimento degli americani (incluso Trump stesso) nel vedere le immagini delle vittime siriane.

Questi sentimenti sono infuocati da media guerrafondai che trascurano di informare il pubblico sul ruolo di Washington nel provocare queste atrocità; o sulle sofferenze e sulle morti che deriverebbero da un maggiore intervento, specialmente tutti quei musulmani non sunniti che probabilmente verrebbero decapitati e sottoposti a pulizia etnica se i ribelli dell'esercito islamico, e supportati dagli Stati Uniti, dovessero conquistare l'intero Paese.


Responsabilità per il cambiamento di regime

Dopo aver visto i corpi di quelli per cui aveva la Responsabilità di Proteggere, Diana si arrabbia con Steve Trevor. L'aveva ostacolata all'ultimo secondo prima che assassinasse il generale Ludendorff, cosa che secondo lei avrebbe impedito l'atrocità.

Allo stesso modo, i sostenitori della R2P nella vita reale depongono le migliaia di vittime della guerra civile siriana ai piedi dei realisti e dei non interventisti che ostacolano gli sforzi per rovesciare il macellaio di Damasco, il presidente siriano Bashar al-Assad. A quanto pare dimenticano che dopo che Saddam Hussein fu impiccato e Muammar Gheddafi ucciso per strada, sia l'Iraq che la Libia sono finiti in una guerra e in un caos ancora maggiori, coinvolgendo anche disastri umanitari peggiori di quelli sotto le loro dittature: ad esempio, la pulizia etnica dei sunniti iracheni, una guerra di terrore contro gli sciiti iracheni guidati da Al-Qaeda (e successivamente ISIS), e pogrom anti-neri e mercati degli schiavi in Libia.


Incolpare chi vuole la pace

Il colpo di scena nel film è che Ares non è il bellicoso generale tedesco Ludendorff che ha voluto la guerra a tutti i costi e addirittura uccide i suoi superiori quando decidono di stipulare una tregua. Invece Ares è per tutto il tempo il benefattore di Wonder Woman, Sir Patrick Morgan: un funzionario di gabinetto britannico che difende categoricamente un armistizio con la Germania.

Gli sceneggiatori hanno persino messo in bocca ad Ares/Morgan, "La pace ad ogni costo", lo slogan a lungo associato ai promotori (molto disprezzati nella realtà) della pace, come Neville Chamberlain, il primo ministro britannico le cui politiche "insufficientemente conflittuali" sono spesso additate come la causa della marcia di Hitler in Europa e della seconda guerra mondiale.

Il piano diabolico di Ares è di negoziare un armistizio che non poteva reggere, e che in qualche modo avrebbe portato ad una guerra ancora più grande e alla fine all'annientamento dell'umanità. Esatto: un dio della guerra che promuove la guerra cercando la pace.

Il corso degli eventi reali non ha visto alcuna pace negoziata nella prima guerra mondiale, ma una politica di resa incondizionata e guerra totale perseguita fino alla fine. Fu questo che portò all'umiliazione della Germania, all'ascesa del nazismo e ad una guerra mondiale ancora più letale: per non parlare della rivoluzione comunista in Russia, della consegna di mezza Europa a Stalin e l'avvento di armi veramente capaci di annientare la razza umana.

Ciononostante la "lezione di Monaco di Baviera" viene ancora oggi ignorata e vengono ingiuriati coloro che rifiutano un confronto armato contro i moderni Hitler come Milosevic, Hussein, i mullah iraniani, Assad e Putin.


Come porre fine alla guerra

Nel climax del film, Steve Trevor si sacrifica per distruggere l'intera scorta di armi di distruzione di massa prima che possano essere utilizzate su popolazioni civili, mentre Wonder Woman sconfigge il responsabile. L'anti-proliferazione, l'intervento umanitario e l'eliminazione di un "Hitler" si fondono in un'eruzione che celebra il trionfo della guerra con... la guerra.

Eppure è stato durante uno dei momenti tranquilli del film che è stato accennato al vero rimedio per la guerra. In un intermezzo intimo, Diana dice a Steve Trevor che ha imparato a parlare centinaia di lingue, perché è così che tutte le Amazzoni possono svolgere il loro ruolo di "ponti" tra i popoli e facilitatori della pace.

Questo è un approccio appropriato, perché la comunicazione porta non solo alla tregua, ma al commercio. E il commercio stabilisce l'interdipendenza materiale e quindi genera civiltà e un reciproco interesse per la pace.

È vero che gli umani sono imperfetti, come dice Ares, e quindi capaci di guerre e atrocità, ma tali impulsi violenti non possono essere neutralizzati permettendo che impulsi analoghi delle super-élite scorrano senza freni sotto il manto autoritario del cosiddetto "eroismo umanitario".

L'impulso alla guerra può essere superato solo attraverso la comprensione della follia della guerra stessa e capire che premi più grandi si possono ottenere attraverso la produzione e il commercio.

La risposta alla guerra contro il "cattivo" non è la guerra del "buono", ma la comunicazione e il commercio, la libertà e le arti della pace. I praticanti di queste arti e campioni di tale pace sono i veri eroi.

Se i registi avessero concepito l'eroismo come qualcosa di più che distruggere i "cattivi", avrebbero potuto far usare a Wonder Woman la sua abilità di traduzione super-umana, non per decifrare la crittografia nemica, ma per superare il divario linguistico tra uomini giovani e spaventati in trincee contrapposte. Avrebbero persino potuto fare in modo che Diana facilitasse la tregua natalizia della prima guerra mondiale, rappresentata in una commovente e bellissima pubblicità di Sainsbury.

Per fortuna, gli eroici ragazzi della tregua natalizia non avevano bisogno di alcun aiuto super-umano per attraversare il filo spinato e la barriera linguistica: solo senso umano, decenza e coraggio per sfidare i loro superiori e, almeno per un giorno, rinunciare "alla guerra per porre fine a tutte le guerre".


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: https://www.francescosimoncelli.com/


mercoledì 11 novembre 2020

Come Star Wars può condurre l'America fuori dal lato oscuro

 

 

di Daniel J. Sanchez 

Che il 4 maggio sia con voi! Questa data è diventata un giorno per celebrare Star Wars, la saga cinematografica che tratta delle lotte di una civiltà interplanetaria in guerra contro la tirannia. Sembra familiare, vero? I nostri stessi tempi sono minacciati da una guerra globale guidata da un impero planetario che è gradualmente diventato uno stato di polizia militarizzato. Quindi oggi sarebbe un buon momento per rivedere le lezioni che si possono trovare nelle prime due trilogie di Star Wars riguardanti la strada verso la schiavitù universale e come tenercene alla larga.

La storia di come è sorto l'Impero Galattico è raccontata nella seconda trilogia. L'intero processo è orchestrato all'interno della Repubblica Galattica da parte di Palpatine, un politico apparentemente benevolo che in realtà è Darth Sidious, gran maestro dei Sith, un ordine di guerrieri mistici affamato di potere che brandiscono il lato oscuro della Forza. I Sith sono un riflesso oscuro dei Cavalieri Jedi, i quali usano la Forza per proteggere la vita e sono al servizio della Repubblica.

 

La minaccia fantasma è il Deep State

Sidious è la "minaccia fantasma" che, insieme al suo apprendista Darth Maul, manipola segretamente il governo repubblicano della galassia per aumentare progressivamente il proprio potere, avanzando costantemente verso un colpo di stato. Proprio come nelle democrazie della vita reale, la Repubblica Galattica maschera le macchinazioni dei veri detentori del potere con la facciata del "governo rappresentativo" e copre la loro volontà di acquisire maggiore potere con il mantello santificante della "sovranità popolare". I Sith possono essere visti come un'analogia del cosiddetto Deep State.

Sidious per accumulare potere sceglie la guerra. Il suo modus operandi è il seguente: scatena dapprima un conflitto e una crisi interplanetaria, manipolando una parte come Palpatine e comandando l'altra parte come Sidious. In seguito cerca di aumentare la sua influenza sulla Repubblica introducendo nuovi poteri che vanno ad intensificare il raggio d'azione del suo ruolo, giustificandoli come necessari per affrontare la crisi.

Nell'Episodio 1, come Darth Sidious, ordina alla Federazione del Commercio di bloccare e occupare il pianeta Naboo. Poi, come Senatore Palpatine, convince la regina eletta di Naboo, Padme Amidala, a chiedere un voto di sfiducia contro il Cancelliere della Repubblica dopo che lui e il Senato Galattico non sono accorsi in aiuto del suo popolo. Questo apre la strada all'elezione di Palpatine alla Cancelleria.

Nell'Episodio 2, come Darth Sidious, organizza un movimento secessionista e dirige la Confederazione separatista dei sistemi indipendenti a costruire un massiccio esercito di droidi. Nel frattempo sovrintende anche la creazione di un vasto esercito di soldati, cloni bioingegnerizzati affinché obbedienti come un drone.

 

Soldati perfetti 

La Repubblica è riluttante a reclutare un esercito per affrontare i secessionisti. Ma dopo le notizie sull'accumulo di droidi da parte della Confederazione, il Senato concede al Cancelliere Palpatine poteri d'emergenza, i quali gli permettono di arruolare e schierare i cloni: la Grande Armata della Repubblica. Palpatine rassicura i senatori:

È con grande riluttanza che ho accettato questa chiamata. Adoro la democrazia! Adoro la Repubblica! Una volta che questa crisi sarà finita, rinuncerò ai poteri che mi avete conferito.

Nell'Episodio 3 gli eserciti di cloni e droidi hanno inghiottito la galassia in una guerra totale tra la Confederazione e la Repubblica, con i Jedi che guidano le truppe di cloni in battaglia. Questo offre l'opportunità a Sidious di emettere l'Ordine 66, il quale attiva il Protocollo 66 nei cloni in base al quale uccidono i loro comandanti Jedi.

Alla fine, senza ostacoli da parte dei Jedi, investito con poteri d'emergenza e sostenuto da un esercito obbediente, Palpatine si dichiara Imperatore parlando così al Senato:

Al fine di garantire la nostra sicurezza e stabilità, la Repubblica sarà riorganizzata nel primo Impero Galattico, per una società sicura e protetta.

 

Le guerre stellari sono la salute dell'Impero Galattico

Tutti i passi verso l'ascesa al potere del Signore Oscuro sono resi possibili dalle guerre che lui stesso ha progettato. Il tema principale della seconda trilogia è che le guerre stellari hanno generato la tirannia galattica. Questo è un tema decisamente realistico, perché si tratta di un'estrapolazione interstellare dell'intuizione di Randolph Bourne secondo cui la guerra è la salute dello stato. L'ascesa dei Sith, spinta dall'emergenza, coincide anche con l'intuizione di Robert Higgs secondo cui la crisi è la salute del Leviatano.

Infatti, nel corso della storia, governanti e gruppi di potere (come Sidious ed i Sith) hanno trascinato i loro Paesi in guerre per acquisire e rafforzare il loro potere. Questo gioco di potere funziona quasi sempre, perché la guerra viene avallata da menti indottrinate dallo stato che Randolph Bourne definiva "mentalità da branco": una sorta di protocollo statalista 66.

Terrorizzati dalla minaccia della guerra o infervorati dai suoi premi, i cittadini reagiscono come un branco spaventato o un branco famelico. Diventano docili come pecore o cani (o come i cloni Sith) nei confronti dei loro pastori e padroni nel governo, sciamando fino ai loro piedi e concedendo loro un'autorità di emergenza, proprio come il Senato Galattico spaventato dalla guerra incrementa ripetutamente il potere di Palpatine. Rinunciano alle loro libertà, fino al punto di rinunciare alla loro individualità. Sotto le esigenze della guerra, il popolo, come dice Bourne:

[...] permette di essere irreggimentato, forzato, squilibrato in tutti gli ambienti della sua vita e trasformato in una macchina di distruzione verso qualsiasi altra persona possa entrare nel cerchio di disapprovazione dello stato. Il cittadino rinuncia al suo disprezzo e all'indifferenza nei confronti dello stato, si identifica invece con i suoi scopi, ravviva tutti i suoi ricordi e simboli militari, e lo stato, una presenza augustea, cammina ancora una volta solenne nell'immaginario degli uomini.

Come ha scritto Higgs, l'espansione delle dimensioni e del potere dello stato che si verifica durante una guerra o in altre emergenze viene generalmente ridimensionata al termine della crisi, ma mai fino al livello pre-crisi. Quindi il potere dello stato aumenta dopo ogni guerra.

Questo è il motivo per cui gli stati perseguono la guerra, e perché la guerra alla fine porta alla tirannia e in definitiva al totalitarismo.

Gli imperi sono così innamorati degli effetti della guerra, che tenteranno spesso di massimizzare lo scontro, come Palpatine, provocando deliberatamente (o fabbricando) attacchi, armando nemici futuri e aiutando entrambe le parti in un conflitto. Eclatante in questo senso è stato l'impero degli Stati Uniti.

La guerra messicana-americana (Thornton Affair), la guerra ispano-americana (USS Maine), la prima guerra mondiale (la Lusitania e il telegramma Zimmerman), la seconda guerra mondiale (Pearl Harbor) e la guerra del Vietnam (Golfo del Tonkino) sono tutti stati conflitti ingegnerizzati, nati da provocazioni deliberate, finta ignoranza, inganni o manifesta fabbricazione di prove da parte degli Stati Uniti.

Gli Stati Uniti armarono i sovietici contro i nazisti nella seconda guerra mondiale, poi armarono i jihadisti contro i sovietici nella Guerra Fredda, e ora stanno devastando il Medio Oriente con il pretesto di combattere i jihadisti nella Guerra al Terrore.

Gli Stati Uniti hanno venduto armi di distruzione di massa all'Iraq di Saddam Hussein affinché invadesse l'Iran, mentre nel contempo vendevano segretamente armi all'Iran.

Per provocare una crisi che avrebbe portato alla prima guerra contro l'Iraq, gli Stati Uniti chiusero un occhio sull'invasione del Kuwait da parte di Saddam per una controversia sui diritti petroliferi, proprio come Sidious aveva chiuso un occhio sull'invasione di Naboo da parte della Federazione dei Mercanti per una disputa fiscale.

Dopo aver venduto armi di distruzione di massa a Saddam, gli Stati Uniti hanno invaso di nuovo l'Iraq qualche anno dopo con la scusa di armi di distruzione di massa inesistenti.

E ora gli Stati Uniti stanno armando il nuovo governo iracheno per combattere i jihadisti dell'ISIS, mentre armano anche i jihadisti in Siria che combattono insieme all'ISIS.

E Washington ha usato ogni singola guerra e crisi per espandere il suo impero globale e giustificare l'accumulo di un potere maggiore sui suoi soggetti interni. Avete capito bene qual è il quadro principale?

 

La strada verso la schiavitù e la dittatura galattica 

Ciò che accelera in modo particolare l'accumulo di potere di Palpatine è la frustrazione generale per l'incapacità del Senato Galattico di arrivare ad un accordo su come affrontare le crisi generata dai Sith. Ciò viene espresso bene in un interludio intimo tra Padme Amidala e il giovane apprendista Jedi, Anakin Skywalker (che in seguito diventerà il malvagio Darth Vader), dopo una fuga romantica in campagna.

ANAKIN: Non penso che il sistema funzioni.

PADME: Come vorresti che funzionasse?

ANAKIN: Abbiamo bisogno di un sistema in cui i politici si siedano e discutano i problemi, concordino ciò che è nel migliore interesse di tutte le persone, e poi lo facciano.

PADME: Questo è esattamente ciò che facciamo. Il problema è che le persone non sono sempre d'accordo. In realtà, quasi mai.

ANAKIN: Quindi dovrebbero forzali ad andare d'accordo.

PADME: Da chi? (...)

ANAKIN: Qualcuno saggio.

PADME: Mi sembra terribile, come una dittatura.

ANAKIN: Beh, se funziona...

Padme crede quindi che Anakin la stia prendendo in giro e, seduta su un prato con il futuro Fuhrer, se la ride. "Sei così cattivo!" Lo rimprovera scherzosamente, come per dire "Oh, Adolph...!"

Come spiega F.A. Hayek in The Road to Serfdom, un tale impulso verso la dittatura tra coloro che "sono impazienti nei confronti dell'impotenza della democrazia" è un evento molto frequente. Sosteneva che è una funzione dei cittadini dare alle loro repubbliche un mandato troppo espansivo per affrontare i mali della società attraverso la pianificazione centrale. Come scrisse Hayek:

[...] acconsentire che la pianificazione sia necessaria, insieme all'incapacità delle assemblee democratiche di produrre un piano, evocherà richieste più forti affinché lo stato o qualche singolo individuo possa avere il potere di agire in base alla propria responsabilità. Sta diventando sempre più diffusa la convinzione che, se le cose devono essere fatte, le autorità responsabili devono essere liberate dalle catene della procedura democratica.

Ad esempio, Hayek sosteneva che l'adesione di Weimar alla pianificazione della Germania aprì la via all'ascesa di Adolph Hitler:

In Germania, ancor prima che Hitler salisse al potere, il suo movimento era già progredito. È importante ricordare che prima del 1933, la Germania aveva raggiunto uno stadio in cui doveva essere governata in modo dittatoriale. Nessuno poteva quindi dubitare che all'epoca la democrazia avesse fallito [...]. Hitler non doveva distruggere la democrazia; ha semplicemente approfittato della decadenza della democrazia e nel momento critico ha ottenuto il sostegno di molti a cui, sebbene lo detestassero, sembrava l'unico uomo abbastanza forte da riuscire a fare le cose.

Quando i dittatori salgono al potere, è perché molti lo chiedono a gran voce, desiderando un Alessandro Magno che taglierà il nodo gordiano della discordia parlamentare, e che userà il potere incontrastato per realizzare finalmente tutte le cose buone. Come Padme commenta la dichiarazione dittatoriale di Palpatine: "È così che muore la libertà: tra applausi scroscianti".


Anakin si arrende al terrore

 I Jedi sospettano che Anakin sia il "prescelto", colui che ristabilirà l'equilibrio nella Forza. Purtroppo però viene anche prevista la sua caduta verso il lato oscuro. Quando Anakin viene portato da Yoda da bambino, il Maestro Jedi percepisce molta paura nel ragazzo: in particolare la paura di perdere sua madre.

"Com'è possibile che abbia a che fare con tutto?" Anakin obietta. "È così!" risponde Yoda, "La paura è la strada verso il lato oscuro. La paura porta alla rabbia. La rabbia porta all'odio. L'odio porta alla sofferenza."

Ciò fa eco al filosofo musulmano del XII secolo, Ibn Rushd (Averroes), che scrisse:

L'ignoranza porta alla paura, la paura porta all'odio e l'odio porta alla violenza. Questa è l'equazione.

Anni dopo, quando Anakin è ormai diventato Darth Vader, Yoda avverte il figlio Luke Skywalker di non seguire le orme di Vader:

Sì, la forza di un Jedi scaturisce dalla Forza. Ma attenzione al lato oscuro. Rabbia, paura, aggressività; sono il lato oscuro della Forza. Scorrono facilmente, pronti ad unirsi a te. Se una volta che avanzi lungo il sentiero oscuro, per sempre esso dominerà il tuo destino, ti consumerà, come è già accaduto [con Darth Vader].

Yoda più tardi chiarisce che:

Un Jedi usa la Forza per conoscenza e difesa, mai per attacco.

I riferimenti di Yoda "all'aggressione" e "all'attacco", in contrasto con la "difesa", invitano ad un'interpretazione libertaria di ciò che è il lato oscuro della Forza. Infatti un concetto libertario fondamentale è il "principio di non aggressione". Secondo questo principio, la violenza è ingiusta (porta al lato oscuro) quando viene usata per aggredire. La violenza, come direbbe Yoda, è giustificata solo in difesa contro un'aggressione (che, secondo i libertari, include la violenza per rivendicare proprietà rubate o la restituzione).

Che dire del "sentiero verso il lato oscuro" che Yoda ha enunciato? È difficile credere che rabbia e paura non abbiano mai una buona funzione.

Tuttavia se invece di "rabbia" sottolineiamo il riferimento di Yoda e Ibn Rushd "all'odio", il tutto ha più senso. Possiamo definire "l'odio" come una rabbia così travolgente da indurre qualcuno a commettere aggressioni contro il bersaglio di quella rabbia, o attaccare indiscriminatamente chi è vicino a quel bersaglio.

Allo stesso modo, potremmo sostituire "terrore" a "paura", definendo il "terrore" come una paura così opprimente da spingere qualcuno verso l'odio e quindi verso l'aggressione.

Il terrore è il percorso verso il lato oscuro. Il terrore porta all'odio. L'odio porta all'aggressione. L'aggressione porta alla sofferenza.

Possiamo vedere avverarsi l'avvertimento di Yoda riguardo la fine di Anakin durante tutta la seconda trilogia. Il terrore che Anakin prova per aver perso sua madre, identificato da Yoda nell'Episodio 1, emerge di nuovo nell'Episodio 2 mentre inizia a sognare la sua sofferenza.

Più tardi, dopo che sua madre è stata uccisa dai Sabbipodi, Anakin scivola in una vendetta indiscriminata: in quell'aggressione c'è il lato oscuro. Come successivamente confessa a Padme, massacra l'intero campo di Sabbipodi, inclusi bambini e neonati.

Con questo massacro Anakin inizia a percorrere il "sentiero verso il lato oscuro", e da lì in poi "esso dominerà il suo destino". Fa un altro passo in tale direzione all'inizio dell'Episodio 3, quando cede ancora una volta all'odio e giustizia un prigioniero sotto l'incitamento di Palpatine.

Comincia anche ad avere le premonizioni della sofferenza della sua amata Padme. E così il terrore di perdere sua madre viene sostituito dal terrore di perdere sua moglie. Questo porta al suo cambiamento finale, dopo che Palpatine si offre di insegnare ad Anakin come utilizzare il lato oscuro della Forza per impedire la morte di Padme. Dopo aver aiutato Palpatine ad uccidere un Cavaliere Jedi, Anakin giura fedeltà ai Sith, assumendo il nome di Darth Vader. Quando il suo nuovo maestro attiva il Protocollo 66, Vader partecipa a quella che potrebbe essere definita la Notte dei Lunghi Coltelli, massacrando anche i bambini in una scuola Jedi.

Il suo terrore di perdere Padme fa sì che la perda. Pensando che si fosse rivoltata contro di lui, gli si scaglia contro usando la Forza e la ferisce. Sconcertata per il lato oscuro del marito, subito dopo muore dando alla luce Luke e sua sorella Leia. Come aveva avvertito Yoda, il percorso verso il lato oscuro porta solo alla sofferenza.

Anakin prende poi posizione accanto al nuovo imperatore nella dittatura "benevola" e ferrea, di cui aveva sognato anni prima.


Luke trionfa sul lato oscuro 

Durante la prima trilogia di Star Wars, Luke affronta sfide simili a quelle di suo padre. Nell'Episodio 5 Yoda ha addirittura dei dubbi su Luke, lamentandosi del fatto che il suo nuovo apprendista è troppo impaziente e impetuoso. Ma Luke assicura a Yoda: "Non ho paura", segnando la differenza fondamentale tra lui e suo padre: la libertà dal terrore.

Yoda è dubbioso, specialmente quando Luke, come suo padre, inizia ad avere le sue stesse premonizioni riguardo alle persone a lui vicine che soffrono: nel suo caso, Leia e Han Solo. Terrorizzato di perdere i suoi amici, Luke insiste nell'interrompere il suo addestramento per aiutarli. Yoda si preoccupa che questo sia l'inizio dello stesso percorso verso il lato oscuro seguito dal padre.

E Luke si trova di fronte alle tentazioni di unirsi al lato oscuro, specialmente dopo aver appreso che è il figlio di Vader, e viene invitato dal padre a governare insieme la galassia. Ma Luke rifiuta l'offerta.

Lungi dal volgersi al lato oscuro, Luke è determinato a far redimere il padre. A tal fine, si lascia catturare dall'Impero nell'Episodio 6. Questo porta ad un duello con suo padre, durante il quale Vader terrorizza Luke minacciando di convertire Leia al lato oscuro. Questo spinge il giovane Jedi ad odiarlo, perdendo temporaneamente il controllo e ferendo gravemente Vader.

Anche l'Imperatore è presente e invita Luke a completare la sua conversione verso il lato oscuro, spingendolo a colpire il suo padre inerme:

Bene! Il tuo odio ti ha reso potente. Ora realizza il tuo destino e prendi il posto di tuo padre al mio fianco!

Ma Luke si calma, rompe l'incantesimo del terrore e dell'odio, getta via la sua spada laser e rifiuta di aggredire suo padre, un avversario sconfitto. Infatti dice:

Mai. Non seguirò mai il lato oscuro. Hai fallito. Sono un Jedi, come mio padre prima di me.

Infuriato dal fallimento, l'Imperatore tenta di uccidere Luke. Vedendo suo figlio sul punto di essere ucciso, Anakin si rivolta contro il lato oscuro e contro i Sith. Accorrendo in difesa di Luke, viene ferito gravemente quando scaraventa l'Oscuro Signore nel reattore della Morte Nera.

Mentre Anakin sta morendo, suo figlio lo supplica: "No, vieni con me. Non ti lascerò qui. Devo salvarti!"

Suo padre risponde: "L'hai già fatto, Luke."

La filosofia libertaria applicata al lato oscuro offre molte lezioni per il nostro Paese.

Come risultato di decenni di guerre e interventi all'estero, l'11 settembre 2001 siamo stati colpiti da terroristi e ci siamo abbandonati al terrore. Questo terrore ci ha spinto verso un odio irrazionale e generalizzato nei confronti dei musulmani in generale. Tale odio ha fornito una giustificazione ad una guerra di aggressione in Iraq, la quale ha provocato oltre un milione di morti, seguiti da oltre un decennio di devastazione in tutto il mondo musulmano, cosa che ha lasciato dietro di sé oltre quattro milioni di morti. Avendo sofferto per il massacro dei nostri innocenti, come Anakin dopo l'omicidio di sua madre, noi stessi abbiamo permesso massacri di innocenti e in numero molto maggiore.

Poco dopo l'11 settembre, il vicepresidente Dick Cheney dichiarò in TV: "Dobbiamo rivolgerci al nostro lato oscuro, se costretti." E pervasa dal terrore e dall'odio, l'America ha abbracciato il lato oscuro, accettando la tortura, la detenzione indefinita, la sorveglianza senza mandato, l'assassinio, le guerre illegali perpetue e le vittime civili di massa.

Il terrore ha portato all'odio, l'odio ha portato all'aggressione e l'aggressione ha portato alla sofferenza, non solo per le vittime dirette delle guerre, ma per gli occidentali in patria, mentre ci sentiamo afflitti da una controffensiva sotto forma di crisi di rifugiati e attacchi terroristici.

Questo contraccolpo ha, a sua volta, provocato un nuovo attacco di terrore e odio islamofobo, spingendo a chiedere ancora più aggressioni sotto forma di più interventi armati all'estero e di oppressione in patria contro i musulmani. Anche questo porterà solo ad ulteriore sofferenza, sia sotto forma di vendette, sia sotto forma di uno stato militarizzato che non si fermerà a perseguitare solo i musulmani. Come dice Yoda: "Se avanzi lungo il sentiero oscuro, per sempre dominerà il tuo destino, ti consumerà..."


Una nuova speranza

Per quanto difficile possa essere, possiamo sempre scegliere di allontanarci dal lato oscuro.

È importante comprendere che il nostro cedere al lato oscuro è esattamente ciò che vogliono i terroristi. Sono, come i Sith, impegnati a terrorizzarci, a farci cedere all'odio e all'aggressione. Vogliono che ci immergiamo nei pantani militari, dove possiamo essere "dissanguati", come dice Osama bin Laden. Vogliono anche che la nostra violenza indiscriminata radicalizzi i musulmani per aumentare il loro reclutamento.

Come i Sith, anche i terroristi vogliono fomentare l'antagonismo. Come ha proclamato l'ISIS nella sua rivista ufficiale, la strategia del terrorismo è quella di polarizzare il mondo intero in due campi bellici (islamisti e crociati), bloccati in uno scontro di civiltà, senza una "zona grigia" nel mezzo. "Se non sei con me, allora sei mio nemico", dice Anakin dopo che si è votato al lato oscuro facendo eco ad un sentimento espresso dal presidente Bush ed esplicitamente professato da Osama bin Laden. "Solo un Sith si occupa di assoluti", risponde l'ex-maestro di Anakin, Obi Wan.

Dobbiamo anche renderci conto che la fonte ultima della maggior parte del nostro terrore e della nostra sofferenza è il nostro stesso governo. È sempre stato così e sempre lo sarà. Come discusso sopra, lo stato (come i Sith) accumula potere creando minacce nemiche (terrore), coltivando furore nazionalistico (odio) e istigando guerre all'estero (aggressione).

Infatti l'essenza stessa dello stato è un'aggressione a norma di legge, la quale terrorizza la popolazione affinché accetti tale metodo come l'unico modo possibile di fornire sicurezza. E lo stato democratico moderno conquista la lealtà e le sue entrate stimolando l'odio reciproco e la paura tra i suoi cittadini.

Il lato oscuro è la salute dello stato, ma è la malattia della civiltà.

L'eroica vittoria di Luke Skywalker è stata quella di resistere al terrore, di rinunciare all'odio e di respingere l'aggressione. Ispirato dall'esempio di suo figlio, Anakin si rivolta infine al lato oscuro, e così si redime.

Se volessimo essere ispirati in modo simile, anche l'America potrebbe redimersi. E infine usciremmo dal sentiero oscuro.

Possa la libertà, la giustizia e la pace essere con voi.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: https://www.francescosimoncelli.com/


giovedì 29 ottobre 2020

Logan approfondisce temi come la guerra e la pianifazione demografica

 

 

di Daniel J. Sanchez 

Quando vediamo Hugh Jackman all'inizio del film Logan, il suo personaggio è sbronzo e zoppicante: un'ombra scialba del suo ex-sé, il supereroe che Jackman ha impersonato in sette film per diciassette anni. Il Wolverine che abbiamo conosciuto era vigoroso e invincibile, ora invece è stanco e distrutto dal dolore. I suoi artigli sono malfunzionanti, i suoi poteri di guarigione stanno svanendo e la tossicità del suo scheletro in metallo lo sta lentamente uccidendo.

Il vecchio Logan si è ritirato dal business degli eroi. Invece sta lavorando come autista di limousine, cercando di procurarsi abbastanza soldi da comprare medicine per il suo mentore malato Charles Xavier, interpretato da Patrick Stewart.

Anche Xavier è una figura caduta. Una volta era il "Professor X", il carismatico fondatore degli X-Men. Nonostante la sua paraplegia, un tempo era il leader morale del movimento per i diritti dei mutanti ed un genio a livello mondiale con poteri mentali simili a quelli di un dio. Ora è un nonagenario fragile, abbattuto, afflitto da una malattia degenerativa del cervello che causa attacchi letali a chiunque altro entro un raggio di dieci miglia.

L'anno è il 2029 e il mondo è al di là della redenzione. I bigotti hanno vinto, i mutanti si sono quasi estinti e l'unica ambizione di Logan è di comprare una barca così lui e la sua figura paterna adottiva possano andare alla deriva ed entrambi morire in pace.

Avviso: spoiler di seguito.

 

Guerriero ferito

Logan non vuole più essere un eroe, ma è costretto a farlo quando una dodicenne in pericolo di nome Laura entra nella sua vita. Dopo aver esibito poteri simili ai suoi, Logan scopre che in un certo senso lei è sua figlia. La ragazza desidera ardentemente un padre e Xavier lo spinge a provare il "calore della famiglia" finché è ancora in grado di farlo. Ciononostante Logan si rifiuta categoricamente di lasciarla entrare nel suo cuore. "Le cose brutte accadono alle persone a cui tengo", insiste.

Logan non è in grado di reintegrarsi nella vita civile, come molti veterani di guerra affetti da PTSD. E Logan è un veterano di molte guerre: tutti i principali conflitti statunitensi dalla guerra civile al Vietnam, un intero secolo di ordini e uccisioni per lo stato.

Poi un programma di governo dei black ops l'ha trasformato nella cosiddetta "Weapon X" (si veda X-Men Origins: Wolverine), quando nel suo scheletro è stato infuso l'indistruttibile adamantio, un processo a cui è potuto sopravvivere solo grazie ai suoi poteri rigenerativi. Successivamente gli cancellano la memoria, strappando via la sua umanità per trasformarlo in un'arma vivente perfetta: un obbediente cane da presa mutante, privo di coscienza. Ciò era particolarmente necessario perché in passato Logan aveva esitato nell'uccidere innocenti quando serviva nel "Team X", una forza d'attacco mutante segreta.

Cercare di plasmare gli esseri umani in assassini non dissidenti non è solo un tema del cinema dei supereroi. Dopo la seconda guerra mondiale, il ricercatore dell'esercito S.L.A. Marshall ha dimostrato che la maggior parte dei soldati non sparava poiché riluttante ad uccidere i loro simili. Come Wikipedia ci informa: "Sulla base degli studi di Marshall, l'esercito ha istituito misure di addestramento per abbattere questa resistenza e ha aumentato i tassi di fuoco dei soldati di oltre il 90% durante la guerra del Vietnam". Questi temi sono stati di recente esaminati nel libro On Killing: The Psychological Cost of Learning to Kill in War and Society di Dave Grossman.

Logan è riuscito a fuggire prima di essere sottoposto al lavaggio del cervello. Tuttavia i produttori di armi umane non si sono arresi. Weapon X stava per "Arma 10", quindi avrebbero creato un'Arma XI, un'Arma XII, ecc.

 

Bambini usati come armi

Infatti la stessa Laura è il prodotto di un programma militare chiamato X-23, gestito dalla società biotech Transigen. Mentre Logan è stato trasformato in un'arma, Laura è stata cresciuta per essere un'arma a tutti gli effetti. Transigen ha inseminato varie donne utilizzando campioni di DNA di vari mutanti per ottenere bambini mutanti. Le madri venivano poi uccise ed i bambini venivano isolati dal mondo e trattati come cavie, addestrati e condizionati psicologicamente per diventare assassini senza scrupoli.

Anche se non altrettanto severe, le scuole moderne hanno alcune caratteristiche in comune con il programma X-23. Le scuole dell'obbligo nel mondo reale cercano essenzialmente di controllare e condizionare gli studenti. E la prima politica scolastica obbligatoria universale è stata adottata al fine di coltivare soldati futuri, disposti ad uccidere ed essere uccisi per la nazione. Come ha scritto John Taylor Gatto nel suo Underground History of American Education:

L'utopia con cui gli americani hanno abbellitto il concetto di scuola era originariamente prussiana. Il seme che è diventato poi la scuola americana, è stato piantato nel 1806 quando i soldati di Napoleone sconfissero i soldati della Prussia nella battaglia di Jena. [...]

La reazione immediata a Jena fu il "Discorso alla nazione tedesca" del filosofo [Johann] Fichte; uno dei documenti più influenti nella storia moderna che avrebbe portato direttamente alle prime scuole obbligatorie in Occidente. Altre volte, altre terre parlavano di scolarizzazione, ma tutte fallirono. La formazione forzata per brevi intervalli e per scopi ristretti era la migliore che fosse mai stata ordita. Questa volta sarebbe stato diverso.

Senza mezzi termini, Fichte disse alla Prussia che la festa era finita. I bambini dovevano essere disciplinati attraverso una nuova forma di condizionamento universale. Non potevano più essere affidati ai loro genitori. Attraverso la scuola forzata, tutti avrebbero appreso che "il lavoro rende liberi" e lavorare per lo stato, persino dare la vita ai suoi comandi, era la più grande libertà di tutte.

Per ulteriori informazioni su questo argomento, vedere il mio saggio "How Schooling Leads to War".

Un netto contrasto con il programma X-23 era l'accademia mutante fondata dal Professor X, la scuola per giovani dotati di Xavier. In questa accademia privata, i mutanti imparavano a controllare i loro poteri: l'autocontrollo invece dell'obbedienza. I laureati, invece di diventare coscritti e assassini, diventavano volontariamente eroi che si sforzavano di proteggere, e mai togliere, la vita degli innocenti.

Nonostante Transigen avesse il controllo completo sui bambini X-23 fin dalla nascita, essi avevano lo stesso sviluppato uno spirito ribelle. Quindi Transigen prova un approccio diverso: crea un clone diretto e praticamente identico di Logan, con i suoi poteri e la sua disposizione verso la rabbia, ma geneticamente modificato affinché non ne avesse la coscienza.

Con questo "X-24", il complesso industriale/militare possiede ciò che stava cercando di creare con il progetto Weapon-X: il soldato perfetto. Letale, inarrestabile, amorale, selvaggio e perfettamente obbediente. I bambini indisciplinati del progetto X-23 sarebbero stati quindi considerati obsoleti e avrebbero dovuto essere "addormentati", ma le infermiere li aiutano a fuggire. Transigen invia i suoi mercenari paramilitari, chiamati Reavers, e alla fine X-24, per riprendere i soggetti fuggiti.

Un giorno avremmo anche noi un X-24? Con rapidi progressi nell'ingegneria genetica, non è inimmaginabile. E con gli stati che sono già disposti ad ingabbiare, torturare e bombardare innumerevoli esseri umani, fornireste loro anche soldati perfetti?

 

Panico demografico

Nei film degli X-Men la motivazione principale per questi programmi è la paura dei mutanti. In tutti i vari programmi X, i mutanti vengono usati per cacciare altri mutanti. Sia il Team X che Weapon X sono stati fondati da William Stryker. Decenni dopo, come capo del Dipartimento di Sicurezza e Difesa, Stryker usa i poteri di controllo mentale del proprio figlio per asservire e dare la caccia ad altri mutanti: fino al punto di tentare un genocidio (si veda il film X-Men 2).

Stryker ha iniziato la sua carriera come assistente speciale di uno scienziato di nome Bolivar Trask, il quale ha condotto esperimenti sui mutanti (torturandone e uccidendone molti) per sviluppare le sue sentinelle: giganteschi robot costruiti per i governi da usare per cacciare i mutanti e contrastare i loro poteri (si veda X-Men: Days of Future Past). Trask era motivato dalla paura che i mutanti avrebbero spinto gli umani all'estinzione. Infatti diceva:

La minaccia mutante è il problema che definisce il nostro tempo. Possiamo scegliere di arginare l'imminente estinzione o possiamo restare passivi e attendere qualsiasi destino attenda la nostra specie.

Il panico demografico ha avuto un ruolo enorme e decisivo in tutta la storia politica. Tornando alla questione delle scuole pubbliche, una delle principali motivazioni per l'istituzione della scuola pubblica obbligatoria in America è stata quella di far integrare forzatamente i figli degli immigrati.

Il panico demografico, e in particolare la paura di mescolare le razze, ha anche motivato le leggi di Jim Crow (oltre alle licenze di matrimonio, alle restrizioni sull'immigrazione e alle normative sul lavoro). Oggi vediamo la stessa ansia sessuale nei confronti delle razze non bianche, dove il pregiudizio vuole che siano in qualche modo predisposte allo stupro.

Un aspetto del panico demografico è il capro espiatorio addossato su intere popolazioni per i problemi economici. Come con i mutanti, gli immigranti nella vita reale ed i lavoratori stranieri sono visti male per le loro "abilità speciali": la loro straordinaria capacità di superare la forza lavoro autoctona. Dal punto di vista storico questa è stata una motivazione primaria per politiche quali il protezionismo, il salario minimo e la licenza occupazionale.

E oggi la retorica demografica di Trask riecheggia nelle ossessioni dell'estrema destra con "inverno demografico" e "suicidio della razza".

 

Persecuzione preventiva

Dopo che Trask viene assassinato da un mutante, Stryker continua la sua missione. La retorica anti-mutante di Stryker si sposta più verso la sicurezza che sul razzismo, ma le sue politiche hanno lo stesso risultato. Una volta ha opinato:

Mutanti, non li odio. So solo cosa possono fare. Non te ne rendi conto, ma siamo in guerra. Ho fatto un giuramento: proteggere questo Paese. Mi chiamo William Stryker e non sono un mostro. Sono semplicemente un patriota.

"Siamo in guerra" è un ritornello comune di nazionalisti come il consigliere di Trump, Steve Bannon, il quale predica un inevitabile scontro di civiltà tra l'Occidente e l'Oriente musulmano.

Nel film X-Men, un "Mutant Registration Act" viene presentato da un senatore americano di nome Robert Kelly. Kelly insiste sul fatto che i mutanti debbano essere identificati e registrati, in modo che qualsiasi minaccia possano rappresentare venga neutralizzata.

Tutto ciò rispecchia la predilezione della destra nel mondo reale quando invoca politiche pre-crimine: la volontà di perseguitare coloro che sono ritenuti pericolosi, di limitare la libertà per motivi di sicurezza, di violare i diritti in nome della protezione dei diritti in base a possibili violazioni future.

Sentiamo molto spesso frasi come le seguenti:

"L'Islam ha tendenze violente e tiranniche. Pertanto i musulmani devono essere sorvegliati, limitati, persino registrati".

"Certe razze hanno tendenze violente innate, e quindi la brutalità della polizia, il profilo razziale e l'incarcerazione di massa sono giustificate".

"Alcuni immigrati potrebbero avere tendenze criminali o, peggio ancora, potrebbero votare democratico e quindi dobbiamo emarginarli".

"I tossicodipendenti potrebbero commettere rapine per pagarsi la loro prossima dose, e in generale feriscono la morale pubblica, quindi abbiamo bisogno di una guerra alla droga".

"Anche una probabilità dell'1% che l'Iraq di Saddam Hussein possa acquisire armi di distruzione di massa deve essere considerata una certezza, e quindi dobbiamo prevenire la potenziale minaccia con una guerra preventiva".

 

Il collettivismo in guerra

Anche la politica anti-mutante è in linea con la dottrina della punizione collettiva nel mondo reale: la convinzione che varie "guerre" su intere popolazioni siano giustificate per contrastare la minaccia posta da alcuni individui all'interno di tali popolazioni.

La persecuzione inerente a tali politiche radicalizza inevitabilmente alcuni all'interno della popolazione presa di mira. Poi questi individui radicalizzati si vendicano e tale ritorsione può comportare la punizione collettiva di civili innocenti.

Nel mondo reale gli interventi militari occidentali nei Paesi musulmani uccidono i civili. Ciò provoca attacchi terroristici di ritorsione, i quali uccidono i civili. Ciò provoca l'Occidente a condurre guerre ancora più vaste nel Medio Oriente, cosa che fa proliferare ulteriormente il terrorismo, ecc.

Questo ciclo di violenza può essere visto anche nei film sugli X-Men. La guerra ai mutanti scatenata da persone come Trask e Stryker radicalizza Magneto ed i suoi seguaci, i quali dichiararono guerra all'intera razza umana non mutante: ancora una volta, fino al punto di causare un genocidio.

Gli X-Men, come i liberali classici del mondo reale, sono presi nel mezzo, combattendo eroicamente per disinnescare la guerra e per difendere con la parola e con i fatti i diritti universali di ogni individuo, indipendentemente dalla demografia; denunciando le politiche di pre-crimine e punizione collettiva, e insistendo sulla possibilità dell'armonia sociale.

 

Dissoluzione finale

Gli X-Men hanno perso questa lotta nel mondo di Logan. I mutanti sono stati portati al punto di estinzione. La "soluzione finale" di Transigen per il "problema mutante" è orribilmente semplice: alterare lo sciroppo di mais ad alto contenuto di fruttosio (onnipresente nel 2029 come oggi) con un farmaco che impedisce di concepire i mutanti. Questo ricorda la massiccia sterilizzazione forzata nei regimi eugenetici come la Germania nazista e l'era progressista in America.

Avendo già sterminato i mutanti, ci si potrebbe chiedere perché Transigen sia intenzionata a produrne altri. Zander Rice, capo scienziato di Transigen, spiega che i poteri mutanti sono buoni, purché il loro uso sia sotto il controllo dell'autorità. Ciò è caratteristico nella mentalità di una pianificazione centrale, che, come ha scritto Ludwig von Mises, mira a:

[...] abolire il laissez-faire non solo nella produzione di beni materiali, ma anche nella produzione di uomini.

 

Il destino di Logan

Tuttavia il genocidio non è stato completamente realizzato. A quanto pare esiste un rifugio per mutanti in Canada e Logan riesce ad aiutare Laura e gli altri bambini mutanti a fuggire da Transigen e dallo stato di polizia anti-mutante.

Ma il più grande trionfo di Logan è l'ultima sfida contro coloro che hanno cercato di ridurlo ad un'arma, ad un animale al servizio dello stato (il suo ex-ufficiale comandante Stryker una volta lo schernì: "La gente non cambia, Wolverine, tu eri un animale e ora sei un animale. Ti ho solo dato degli artigli".)

Prima della fine, prende la mano di Laura e la lascia entrare nel suo cuore, dicendo: "Allora è così che ci si sente". Asserisce la sua umanità, la sua vita privata e la sua libertà dallo stato che ha chiesto la sua servitù. Non è un animale, non è un'arma, nemmeno un soldato. Alla fine, è un uomo, un figlio, un padre, un eroe.

 

[*] traduzione di Francesco Simoncelli: https://www.francescosimoncelli.com/


mercoledì 26 luglio 2017

La democrazia vuol dire guerra con altri mezzi





di Dan Sanchez


La democrazia vuol dire guerra con altri mezzi. A livello superficiale viene condotta con schede elettorali al posto delle pallottole. Alla fine, tali schede diventano proiettili. Le elezioni caricano fucili veri e li puntano a persone reali. Se si disobbedisce ai comandi pronunciati dai funzionari eletti, uomini muscolosi con la testa rasata e con occhiali da sole Ray-Ban vi porteranno via. Se opponete resistenza, scatteranno le manette. Le elezioni rappresentano una scalata al controllo delle cariche pubbliche con cui poi vessare la società. In tali elezioni, ogni fazione cerca di puntare la pistola a qualcun altro.

Una fazione cattura democraticamente il potere ed influenza la linea di politica. I membri delle fazioni sconfitte vengono uccisi politicamente. Il bottino di guerra è incarnato da assegni statali e regalie di vario genere. Ma poi una coalizione delle fazioni danneggiate vince le elezioni successive e così si ricomincia. Gli espropriatori vengono espropriati fino a quando il potere cambia di nuovo. Tutti si alternano come vittime e carnefici in un giro senza fine di violenza reciproca.

In questa guerra tutte le parti sono perdenti, tranne una: lo stato.

Questo perché "la guerra è la salute dello stato". Quando Randolph Bourne coniò questo aforisma, si riferiva alla guerra militare e alla prima guerra mondiale in particolare. Ma il ragionamento che sta dietro alla sua massima vale anche per la guerra civile formalizzata nella democrazia.



Lo stato e la guerra

Per Bourne lo stato e il governo sono due cose diverse. Il governo è un'organizzazione che si distingue dalla popolazione che governa. Lo stato è molto più di questo, e molto meno.

Più comprende tutti nel paese. Si tratta di una mistica unione dell'intera popolazione, compresi i governanti ed i governati. Tutti per uno e uno per tutti. E pluribus unum.

Meno è immaginario. Lo stato è una finzione che esiste solo nella mente dei suoi credenti. È una superstizione, un concetto incoerente, perché i molti non possono agire come uno. Solo gli individui agiscono. Gli individui si comportano allo stesso modo quando obbediscono agli stessi comandamenti. Ma sono ancora gli individui che scelgono tale obbedienza.

Lo stato è una finzione nei confronti della quale coloro che ne sono intimoriti e finiscono per crederci, vi attribuiscono preferenze, volontà, e agenzie: in sostanza, un dio. I veri credenti in questo dio aderiscono pedissequamente alle sue preferenze. Approvano la nozione incoerente secondo cui lo stato esiste come manifestazione della volontà collettiva e che funziona per il loro beneficio collettivo. La chiesa e il suo dio sono uno. Questa superstizione, che li trasforma in schiavi di sé stessi, rende tale schiavitù più facile da accettare.

In altre parole, lo stato è una mentalità da gregge: un'inclinazione affinché le persone rinuncino alla propria individualità e si identifichino in una mandria, un branco, una tribù, un'orda, una banda, un culto, un collettivo. I credenti lo venerano e fanno riferimento al loro "stare insieme" come se fosse un dio. Deutschland uber alles.

La guerra è la salute di questo gregge deificato chiamato stato, perché lo stato di guerra è uno stato di disperazione, di lotta, di terrore primordiale e soprattutto di odio. In tale cornice, gli individui respingono i principi morali della civiltà come lusso insostenibile. L'anima umana regredisce agli impulsi degli animali, rinunciando alla civiltà per la legge della giungla. Mangiare o essere mangiati, uccidere o essere uccisi, catturare o essere catturati, saccheggiare o essere saccheggiati.

Gli altri esseri umani non sono più ritenuti utili come partner volontari nel lavoro creativo, nel commercio reciprocamente vantaggioso e in una società amichevole. Invece sono o compagni di leva o nemici.

Gli addetti ai lavori sono considerati utili solo nella misura in cui sono membri della mandria, del gruppo, della tribù, dell'orda, della banda, del culto, del collettivo; solo nella misura in cui contribuiscono alla forza dei numeri per uccidere, catturare e saccheggiare gli estranei.

Gli individualisti refrattari sono costretti alla conformità. I dissidenti sono evitati come eretici, ladri ed estranei. "Se non sei con noi, sei contro di noi". E gli estranei sono esclusi completamente dalla comunità morale. Sono considerati minacce e utili solo come prede, come schiavi, come fonti di bottino.

In tempo di guerra, il branco deve sciamare in tandem; il branco deve fuggire all'unisono. Affinché un collettivo funzioni in modo coerente e sia proiettato verso un unico sforzo bellico, non solo ha bisogno d'irreggimentazione, ma anche di leadership. Così la gente sotto assedio cerca un leader del branco, un pastore del gregge.

Ma anche un'oligarchia può rivelarsi inadatta per perseguire una guerra. Così la gente invoca un singolo uomo forte, un caro leader, un führer.

Questo è il motivo per cui gli stati sono così ansiosi di coinvolgere i loro sottoposti in guerre. Le esigenze della guerra innescano un antagonismo bestiale ed un collettivismo che spinge le persone a prostrarsi ai piedi dello stato come pecore e belare affinché siano tosate delle loro libertà.



La democrazia vuol dire guerra

La democrazia è una forma di guerra. Ciò che la distingue dalle altre forme è la rapina legalizzata.

Rapina legalizzata è un termine coniato da Frédéric Bastiat. Potremmo anche aggiungere omicidio legalizzato e sequestro legalizzato di persona. Queste attività, che giustamente consideriamo reati quando commesse da chiunque altro, diventano legittime unicamente se commesse da agenti dello stato. La rapina diventa tassazione, il sequestro di persona diventa carcere, l'omicidio diventa politica estera.

Prima della nascita della democrazia, la rapina legalizzata era chiaro cosa significasse. Lo stato era formato da una cricca distinta che rapinava "legalmente" la gente. L'ascesa della democrazia ha offuscato la distinzione tra governanti e governati, e quindi ha disarmato la resistenza popolare. Con la democrazia, la rapina è diventata altamente partecipativa. Bastiat la definì "rapina legale universale".

Sostenendo le tasse dello stato sociale e tasse alte in generale, i meno ricchi rapinano i ricchi. Grazie al supporto della regolamentazione dei vari settori, il protezionismo ed i sussidi, i produttori ricchi saccheggiano i loro consumatori meno ricchi ed i concorrenti. Bastiat disse: "Lo stato è quella grande illusione attraverso cui ognuno cerca di vivere a spese di tutti gli altri". E tutti rapinano attraverso lo stesso intermediario: lo stato, il quale ottiene una parte del bottino. Quindi lo stato ha un forte incentivo a mettere l'uno contro l'altro i suoi sudditi.

E non è solo la rapina. Nelle guerre al terrorismo e alla droga, per esempio, gli americani uccidono gli stranieri ed incarcerano i loro vicini, il tutto al fine di "sentirsi più al sicuro."

Uno stato democratico ed interventista è, in realtà, uno stato hobbesiano: una delega alla guerra civile di tutti contro tutti. Questo tipo di guerra è la salute dello stato. La democrazia ha lo stesso impatto sulla psiche umana.

Dal momento che sono in gioco la vita ed i mezzi di sussistenza, le battaglie politiche inducono anche la disperazione. I tempi disperati offrono un pretesto per misure disperate: escludere i nemici politici dalla comunità morale. Coloro che commettono reati non violenti legati al mondo della droga, possono finire in prigione per decenni. I fornai cristiani possono vedersi rovinare la vita e le loro finanze se esercitano il loro diritto di rifiutarsi di prestare servizio. Tutto è lecito in politica e in guerra.

Al fine di sopraffare i nemici politici, gli elettori ricorrono allo stesso tipo di tribalismo come gli sciovinisti. Invece delle nazioni, i "branchi" collettivi sono i partiti politici, i gruppi d'interesse, i "movimenti", ecc. I partigiani affossano qualsiasi dissenso sleale che possa emergere dai loro ranghi.

La violenza politica è violenza di massa. Più è grande la folla, più è anonima la sua violenza. E l'impunità di questo anonimato, come l'impunità del potere, permette all'uomo di fare del male e passarla liscia. Schermato dall'anonimato, da una folla incline al linciaggio e dall'urna elettorale, qualsiasi atrocità è lecita.

I partigiani diffamano i membri delle tribù politiche nemiche. Al fine di perseguire la loro guerra inter-tribale, fanno affidamento sull'apparato statale che usano per infliggere violenza. Non importa che se si tratti di quella stessa istituzione che consente e incoraggia gli altri a far loro del male: l'importante è che tutte le parti siano una contro l'altra. Tutte le fazioni sono così concentrate a combattersi a vicenda, che sono ignare del fatto che la macchina del potere è il loro vero nemico comune.

I partigiani, come gli sciovinisti, inneggiano alla leadership al fine d'essere ammassati verso un unico obiettivo: sconfiggere il nemico politico. Si radunano e prendono ordini dalla loro leadership politica.

La politica democratica è un rito fondamentale per il potere dello stato. Rende lo stato importante, rilevante, indispensabile; questo è particolarmente vero durante la stagione elettorale. Il candidato avversario di ogni lato è demonizzato come una minaccia esistenziale, la quale può essere scongiurata votando solo una delle parti in gioco. "Il candidato X non è perfetto, ma dobbiamo fermare il candidato Y!"

Se il vostro candidato vince, diventate doppiamente fedeli allo stato affinché mantenga le mandrie nemiche sottomesse. Se il vostro candidato perde, diventate doppiamente determinati ad aiutare la vostra tribù a ritrovare la sua presa sulle leve del potere. Smontare la macchina del potere è l'ultima cosa a cui pensate.

È così che lo stato divide e conquista i suoi soggetti: utilizzando la politica democratica per fomentare una guerra civile.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: http://francescosimoncelli.blogspot.it/