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lunedì 21 settembre 2026

I servizi segreti tedeschi si preparano ad ampliare la sorveglianza

Mentre la Lagarde dice di «fare presto» sull'euro digitale, oltreoceano il Congresso continua a rallentare il CLARITY Act. Nessun coincidenza... ovviamente! Gli eurocrati sono consapevoli della fine che faranno i capitali restanti in UE se dovesse passare prima quest'ultimo. La giustificazione addotta dalla BCE e dai sostenitori dell'euro digitale, che fanno riferimento all'«occasione persa» rappresentata dai miliardi di euro investiti negli Stati Uniti anziché nell'Unione Europea, è priva di fondamento. Gli investitori europei scelgono di operare su scala mondiale; se non tutti i capitali rimangono nell'Unione Europea, ciò è dovuto alla stagnazione, all'eccessiva regolamentazione e alla carenza di opportunità. Inoltre diventa centrale il rischio che la politica monetaria venga utilizzata per alimentare la spesa pubblica ben oltre i livelli attuali: non fungerà da freno agli eccessi della spesa pubblica, bensì li faciliterà ulteriormente, penalizzando soprattutto i risparmiatori e gli investitori prudenti. Una CBDC non è semplice moneta elettronica. La differenza fondamentale tra l'attuale moneta elettronica e l'euro digitale non risiede nella digitalizzazione, ma nel controllo. Nel sistema attuale i depositi sono custoditi presso le banche commerciali, le quali agiscono da intermediari, assorbono il rischio e mantengono una certa separazione tra le autorità monetarie e le singole transazioni, pur nel rispetto dei vincoli normativi e legali. Con una CBDC il deposito verrebbe detenuto dalla banca centrale e ciò aprirebbe la strada a pericolose forme di potere, una delle quali l'accesso diretto e in tempo reale alla quasi totalità delle transazioni, eliminando quel residuo di riservatezza finanziaria ancora garantito dal contante e dall'intermediazione bancaria. Quando ogni pagamento viene registrato in un sistema centralizzato, le autorità possono monitorare le abitudini di spesa, segnalare comportamenti indesiderati e creare profili che vanno ben oltre le legittime esigenze delle forze dell'ordine. La programmabilità rappresenta un aspetto critico dell'architettura del sistema. Le CBDC possono essere concepite come moneta programmabile, consentendo alle autorità di aumentare o ridurre i saldi, limitare i luoghi e le modalità di spesa dei fondi, nonché imporre scadenze o sanzioni per comportamenti ritenuti dannosi, che spaziano dal consumo «eccessivo» di carburante a spese politicamente impopolari. Non si tratta di congetture: la stessa BCE sottolinea la programmabilità come un mezzo per rendere più fluida la trasmissione della politica monetaria, il che si traduce in una generazione di inflazione più rapida e in un ritiro della liquidità più celere qualora i pianificatori centrali ritenessero di aver stimolato troppo l'economia. Eliminando la necessità di intermediari, quali le banche commerciali e la domanda di credito, le banche centrali possono immettere liquidità direttamente sui conti dei cittadini, fondendo di fatto politica monetaria e politica fiscale. Ciò rimuove i vincoli che il credito bancario e la disciplina di mercato impongono ai deficit pubblici, trasformando la valuta in uno strumento di finanziamento del bilancio pubblico e sostanzialmente privo di controlli. È per questo che la BCE insiste sulla necessità che le autorità ne impongano l'uso attraverso regolamenti, obblighi fiscali e norme sul corso legale. Legislatori e autorità di vigilanza stanno già discutendo di tetti individuali di detenzione pari a circa €3.000 a persona per limitare la fuga di capitali dai bilanci bancari europei. Le conseguenze sono rilevanti e la più evidente è lo spiazzamento del credito privato. Man mano che i depositi affluiscono verso la banca centrale e la normativa favorisce questa forma di moneta pubblica, la capacità delle banche di erogare prestiti a famiglie e imprese si riduce, mentre l'opzione più sicura ed economica rimane il finanziamento dei governi. Ciò accelera la tendenza, già manifesta, all'espansione del settore pubblico a scapito dell'economia privata. L'euro digitale consente alla banca centrale di espandere o contrarre l'offerta di moneta direttamente nei portafogli di famiglie e imprese, eliminando vincoli essenziali e trasformando la valuta in un puro strumento al servizio di priorità politiche, agende climatiche, politiche industriali o ingegneria sociale. Inoltre la stessa architettura di programmazione crea un incentivo perverso che penalizza il risparmio prudente sotto forma di depositi e gli investimenti conservativi. L'indipendenza formale e le leggi sulla privacy costituiscono garanzie deboli quando le istituzioni europee hanno già ceduto ripetutamente alle pressioni politiche per finanziare l'espansione statale e tollerare un'inflazione persistente. Una CBDC amplifica questo problema aggiungendo il rischio di controllo sociale alla manipolazione monetaria a livello macroeconomico. Il risultato è, sì, una valuta più facile da usare, ma dalla quale è più difficile sottrarsi e che è più vulnerabile al controllo politico discrezionale.

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di Thomas Kolbe

(Versione audio della traduzione disponibile qui: https://fsimoncelli.substack.com/p/i-servizi-segreti-tedeschi-si-preparano)

Secondo i piani della Cancelleria, il servizio di intelligence estera tedesco, il BND, si appresta ad ampliare significativamente le proprie capacità di sorveglianza. L'attenzione si concentrerà in particolare sulle comunicazioni internet trasmesse dalla Germania verso l'estero, le quali saranno incluse nel catalogo di monitoraggio dell'agenzia.

Dopo mesi di accesi dibattiti sull'espansione dell'apparato di censura di Bruxelles ai sensi del Digital Services Act e sul controllo delle chat da parte dell'UE, l'attenzione sulle attività di spionaggio della Commissione europea si è in qualche modo affievolita. Ora, una bozza di legge della Cancelleria, ottenuta da WDR, NDR e Süddeutsche Zeitung, sta suscitando scalpore.

La proposta di ampliamento dei poteri del BND mette in chiaro una cosa: la politica tedesca si sta muovendo di pari passo con la Commissione di Bruxelles, schierandosi apertamente contro la privacy e la libertà di comunicazione dei cittadini, dei media e delle organizzazioni critiche nei confronti dei governi.


Un promemoria dello scandalo NSA

Ricordiamo lo scandalo di oltre un decennio fa che coinvolse la National Security Agency statunitense. L'informatore Edward Snowden smascherò le operazioni dell'agenzia. La NSA raccoglieva dati mondiali sulle telecomunicazioni e su Internet, incluse telefonate, email e comunicazioni online di milioni di cittadini, spesso senza alcuna motivazione criminale. Programmi come PRISM, che consentiva l'accesso diretto ai dati delle aziende tecnologiche statunitensi, o X-Keyscore, in grado di monitorare l'attività su Internet in tempo reale, avevano già dimostrato quanto fosse avanzata la sorveglianza statale e quali possibilità tecniche fossero a disposizione degli attori governativi.

Il documento della Cancelleria trapelato mostra ora la direzione intrapresa dalla Germania: la bozza di legge segue quasi lo stesso principio. Il BND sarebbe autorizzato a monitorare il traffico internet dalla Germania verso l'estero, cosa precedentemente vietata, intercettando fino al 30% di tale traffico. Le comunicazioni internet verrebbero conservate per sei mesi, questa volta includendo anche il contenuto, non solo i metadati, tracciando le connessioni tra specifici soggetti.


Un apripista strategico

L'approccio della Cancelleria all'espansione dei poteri del BND è ben noto: in primo luogo, si apre la strada alla violazione effettiva delle regole. Gli spazi sicuri per i giornalisti che lavorano per i media di stati autoritari vengono gradualmente erosi. La definizione di chi debba essere considerato “autoritario” spetterà probabilmente a una “commissione etica” soggetta alle rigide norme della Cancelleria di Merz.

Ben presto, termini come “incitamento all'odio” o “attività antidemocratiche”, sempre citati nella lotta contro l'opposizione, entreranno in gioco. In breve: i contenuti prioritari ruotano attorno alla cerchia dell'AfD. Ciò influenza anche le posizioni libertarie e conservatrici che si oppongono al complesso social-climatico o all'espansione del settore militare. Temi come un'“Europa delle regioni” e la resistenza al crescente complesso di potere di Bruxelles entreranno probabilmente a far parte delle linee guida di monitoraggio del BND.

Partendo da questo presupposto, i poteri di sorveglianza vengono gradualmente ampliati, in base all'urgenza politica.

Se i fornitori e i gestori di piattaforme stranieri si dimostrano non collaborativi, il BND potrebbe ottenere l'autorizzazione a violare legalmente la sicurezza e ad estrarre dati personali e comunicazioni, persino all'interno dei confini tedeschi. Si tratta di un assegno in bianco per ogni “agente segreto”. Il clima sociale in Germania sta assumendo chiaramente le caratteristiche di una DDR digitalizzata.


Sorveglianza di massa digitale

La bozza del cancelliere Friedrich Merz va ben oltre i precedenti tentativi di controllo delle chat a livello europeo. È previsto l'accesso non autorizzato a sistemi stranieri, tra cui Google, Meta e la piattaforma X di Elon Musk. La giustificazione di questa linea di politica invasiva viene presentata come una necessità strategica: l'infrastruttura informatica tedesca è sempre più minacciata da attacchi informatici ostili.

Il BND dovrebbe svolgere un ruolo chiave e agire in modo più indipendente dai servizi segreti statunitensi. La Germania mira a partecipare allo scacchiere mondiale della rete di intelligence. In pratica, è più probabile che la sorveglianza prenda di mira i propri cittadini, poiché le risorse tecniche e di personale sono insufficienti per operare a livello internazionale. I lunghi periodi di conservazione e analisi chiariscono la direzione intrapresa: mentre i servizi segreti francesi possono conservare i dati fino a quattro anni e il Regno Unito o l'Italia operano secondo il criterio “per tutto il tempo necessario”, i cittadini tedeschi stanno lentamente perdendo la propria privacy a causa di una burocrazia in espansione.


Politica cinica e controllo dell'opposizione

Per Konstantin von Notz, politico del Partito dei Verdi e presidente della Commissione parlamentare di controllo sull'intelligence, la situazione è chiara: la sicurezza informatica dovrebbe essere finanziata meglio, ma entro rigidi limiti giuridici.

A prima vista, questo punto sembra legittimo, ma viene sistematicamente minato dalle azioni concrete del governo: i poteri proposti vanno ben oltre il necessario lavoro di intelligence. L'orientamento politico di Bruxelles e Berlino punta proprio alla sorveglianza di massa delle comunicazioni digitali. Piattaforme come X fungono da catalizzatori per le voci di opposizione contro Berlino e Bruxelles, criticando la politica nei confronti della Russia, le risposte alla pandemia e il crescente apparato burocratico. In questo contesto, si intensificano gli scontri tra Stato e opposizione.

Particolarmente riprovevole è l'esternalizzazione del monitoraggio ai cosiddetti “Trusted Flaggers”, che segnalano contenuti indesiderati, creando una rete di sorveglianza che ricorda i metodi della DDR: i membri dell'opposizione subiscono pressioni, azioni legali o la perdita dell'accesso ai conti bancari, una vera e propria morte sociale per ordine del governo. In questo contesto, l'ampliamento dei poteri del BND rappresenta un passo verso l'interconnessione di molteplici sistemi di sorveglianza. La fine della segretezza della corrispondenza e dell'anonimato delle comunicazioni digitali sembra ormai segnata per i cittadini dell'UE.


Repressivo e ipocrita

Durante il dibattito sul controllo delle chat targato UE, la Germania si è inizialmente opposta pubblicamente alla sorveglianza indiscriminata per salvare le apparenze e dare l'impressione di aderire alle tradizioni in materia di libertà civili. Storicamente, le forze libertarie in Germania hanno resistito con successo alla conservazione dei dati imposta dallo Stato, a dimostrazione di un sano sistema immunitario sociale.

Ora, il BND si appresta a colmare questo divario “informativo”, su iniziativa diretta della Cancelliera. Merz si atteggia teatralmente a difensore della libertà, mentre il suo partito e la sua coalizione si oppongono a chiacchiere al controllo delle chat da parte dell'UE.

Durante i dibattiti di fine anno, Merz è rimasto in silenzio, ben consapevole che la successiva inversione di rotta era già stata sancita per legge. Ora, con calcolato cinismo, mette l'apparato di spionaggio tedesco contro i propri cittadini.

Non è ancora chiaro quando la bozza entrerà in parlamento. La Cancelleria non ha rilasciato dichiarazioni su questa questione cruciale; opera clandestinamente. La Germania di questo decennio è ancora priva di efficaci “anticorpi” sociali contro il crescente apparato repressivo statale, forse a causa di decenni di narrazione mediatica che ha dipinto lo Stato come benevolo.

In sintesi: la Germania è diventata un fattore determinante sia nelle politiche climatiche distruttive sia nella sistematica erosione dei diritti civili nell'UE, o forse lo è sempre stata, evitando abilmente di apparire come un attore malintenzionato in questo spiacevole gioco.

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[*] traduzione di Francesco Simoncelli: https://www.francescosimoncelli.com/


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giovedì 17 settembre 2026

Tokenizzazione dell'H₂O: le élite si appropriano delle risorse idriche mondiali e progettano di commerciarle

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di Patti Johnson

(Versione audio della traduzione disponibile qui: https://fsimoncelli.substack.com/p/tokenizzazione-dellho-le-elite-si)

Per chi non ha familiarità con la tokenizzazione, ecco una breve e semplice spiegazione: la tokenizzazione consiste nel trasformare qualcosa di reale, come una quota di diritti idrici, un volume misurato di acqua proveniente da un fiume o da una falda acquifera, o persino crediti per l'acqua “risparmiata” o riciclata, in un token digitale (un certificato digitale univoco) che risiede su una blockchain.

Quest'ultima è semplicemente un quaderno digitale condiviso di cui molti computer mantengono copie identiche contemporaneamente, in modo che i registri relativi alla proprietà dei beni non possano essere modificati segretamente da una singola persona o azienda.

Quel token può quindi essere acquistato, venduto o negoziato sui mercati nello stesso modo in cui si negoziano azioni o altri beni. Invece di appartenere semplicemente alla terra, alla comunità locale o alle persone che ne dipendono, l'acqua diventa un prodotto finanziario di cui grandi investitori, aziende e istituzioni possono possederne frazioni e negoziarle per profitto. Il diritto di usare, rivendicare, compensare o negoziare quell'acqua diventa la merce.

Compensare significa che l'acqua che si utilizza, la si risparmia o si ripristina altrove. Ad esempio, un agricoltore passa all'irrigazione a goccia, un progetto ripristina una zona umida o un'azienda riutilizza le acque reflue trattate. L'acqua risparmiata o ripristinata viene misurata e convertita in credito. È possibile acquistare o richiedere questo credito. Sulla carta, il consumo idrico risulta bilanciato.


Come osano trarre profitto rubando la nostra acqua?

Come osano guadagnare con questo piano corrotto per rubare, controllare, misurare e contabilizzare le risorse idriche mondiali? Sì, sembro Greta. L'ironia è palpabile: la stessa tipa che ha reso famoso “Come osate?” è stata completamente indottrinata a sostenere l'Agenda 2030 e proprio la rete di controllo contro cui dovrebbe gridare. Dato che si rifiuta di usare il suo slogan dove dovrebbe, lo farò io.

L'acqua è il fondamento stesso della vita. Ogni essere umano, ogni animale, ogni pianta ne dipende. Eppure le stesse élite che impartiscono lezioni al pubblico sulla scarsità e sul clima stanno costruendo i meccanismi per trasformare ogni singola goccia in una risorsa negoziabile da cui trarre profitto, mentre la gente comune è costretta al razionamento e alla sorveglianza.

Questo è esattamente il processo già descritto e promosso nelle relazioni ufficiali. La stessa Goldman Sachs ha pubblicato “Securing and Financing the Future of Water” nel 2026, affermando apertamente che la tokenizzazione può trasformare i diritti idrici in token tracciabili che monitorano l'utilizzo su diversi mercati e forniscono crediti alle aziende che risparmiano o riciclano l'acqua tramite connessioni a contatori di flusso.

Le Nazioni Unite hanno dichiarato che il mondo è entrato in un'era di “bancarotta idrica globale”. La loro relazione sostiene che il vecchio sistema dei diritti locali è superato e che sono necessari nuovi limiti vincolanti, una contabilità trasparente e una gestione centralizzata.


Le macchine cartografiche stanno già sorvolando la vostra testa

Guardate come lo stanno già facendo.

In tutti gli Stati Uniti, gli elicotteri sorvolano ormai a bassa quota fattorie e falde acquifere trainando enormi antenne elettromagnetiche che mappano le acque sotterranee sotto i nostri piedi, come una sorta di risonanza magnetica della Terra. Il Dipartimento delle Risorse Idriche della California conduce indagini elettromagnetiche aeree a livello statale proprio per questo scopo.

Queste indagini creano mappe dettagliate di ogni principale fonte d'acqua, in modo che il suo utilizzo possa essere successivamente monitorato e limitato.


L'occhio onniveggente di Oracle colpisce ancora: ora osserva ogni goccia che usate

Oracle Utilities elabora già i dati di oltre 100 milioni di contatori in tutto il mondo con sistemi di intelligenza artificiale che rilevano in tempo reale l'irrigazione, le perdite e il consumo delle singole abitazioni. La loro piattaforma per i clienti è progettata proprio per questo livello di controllo preciso.

Larry Ellison non si è limitato a sognare un panopticon, l'ha detto ad alta voce: “I cittadini si comporteranno al meglio perché registriamo e segnaliamo costantemente tutto ciò che accade”. Non era un avvertimento, era un'operazione di marketing da parte di una persona che possiede ancora circa il 40% di Oracle, la stessa azienda che ora si sta silenziosamente infiltrando nelle condutture che distribuiscono la risorsa più elementare sulla Terra: l'acqua.

Una volta che si possiede il registro in tempo reale di ogni goccia che entra in ogni casa, in ogni fattoria, in ogni fabbrica, non servono più gli stivali militari. Basta un pannello di controllo. Regolate il flusso d'acqua e la conformità arriverà di conseguenza. La stessa élite tecnocratica che ha trascorso decenni a consolidare dati, finanza e sorveglianza ora si sta muovendo sull'ultimo bene comune non governato, l'acqua stessa, sotto le rassicuranti etichette di “piattaforme per i clienti” e “servizi intelligenti”.

I contatori dell'acqua sono solo l'ultimo sensore di un sistema che già sa quando aprite il frigorifero, quando e dove guidate, quando sbadigliate, bevete, mandate messaggi o parlate e, presto, quanto dura la doccia e quante volte tirate lo sciacquone.

Questa non è innovazione, questo è il sistema operativo dell'élite per la gestione della scarsità e la conformità comportamentale, travestito da progresso e venduto da un tizio che ha apertamente celebrato l'idea che la registrazione costante avrebbe mantenuto la popolazione “al meglio delle sue capacità”. Oracle non gestisce i servizi pubblici, contribuisce a creare i punti di strozzatura. Cosa c'è dopo, eh Larry? Regolerai e tokenizzerai l'ossigeno?

L'infrastruttura di controllo è già stata integrata con il meccanismo finanziario. Chainlink, una rete decentralizzata che alimenta i sistemi blockchain con dati reali come le letture dei contatori e le verifiche del risparmio idrico, ha pubblicato guide dettagliate sulla digitalizzazione dei diritti idrici e dei crediti di conservazione in token, in modo che le aziende possano acquistare compensazioni proprio come i crediti sull'anidride carbonica.

A Dubai, il DMCC (Dubai Multi Commodities Centre), zona franca sostenuta dal governo e importante hub commerciale internazionale, ha firmato accordi per il lancio del primo token digitale al mondo garantito da riserve di acqua dolce verificate, posizionando l'acqua stessa come merce negoziabile sui mercati mondiali.


Hanno già preso il cibo e stanno giocando a fare Dio con il tempo

Da anni le élite stanno sistematicamente prendendo il controllo dell'approvvigionamento alimentare mondiale. Bill Gates, attraverso Cascade Investment, è diventato il più grande proprietario privato di terreni agricoli negli Stati Uniti, possedendo centinaia di migliaia di acri in quasi venti stati. Allo stesso tempo, importanti società di gestione patrimoniale come BlackRock detengono partecipazioni ingenti nelle principali multinazionali agroalimentari che controllano sementi, fertilizzanti, trasformazione e distribuzione.

Contemporaneamente, i programmi di inseminazione delle nuvole e la ricerca sulla geoingegneria solare, finanziati dalla Silicon Valley e dai governi, si stanno espandendo rapidamente. Questi sforzi affermano di voler gestire le precipitazioni e raffreddare il pianeta, ma di fatto affidano il potere di influenzare i modelli meteorologici proprio alle istituzioni che già promuovono il controllo centralizzato sull'acqua e sul cibo.

In altre parole, stanno mettendo in atto la classica dialettica hegeliana per consolidare il potere:

  1. Creare la siccità attraverso la geoingegneria/modifica meteorologica;
  2. Dichiarare lo stato di emergenza e spaventare la popolazione;
  3. Arrivano con la “soluzione”, la tokenizzazione dell'acqua, che presumibilmente salverà il pianeta ma in realtà li renderà solo più ricchi.

Lo schema è inconfondibile, uniamo i puntini. Prima acquistano i terreni dove viene coltivato il cibo, poi sperimentano la modifica delle condizioni meteorologiche che irrigano i raccolti, ora stanno mappando, misurando e tokenizzando l'acqua stessa, in modo che ogni goccia possa essere tracciata, razionata e venduta.


Questa non è teoria, è la presa di potere: l'ABC della tecnocrazia

Ci dicono che l'acqua è troppo importante per lasciarla in mani locali. Dichiarano la bancarotta di sistemi che hanno sostenuto le comunità per generazioni, poi creano l'infrastruttura digitale e fisica per misurare ogni utilizzo, imporre ogni limite e trarre profitto da ogni gettone. La natura condivisa dell'acqua viene riscritta in un sistema di permessi di proprietà di una ristretta élite che afferma di sapere meglio di chiunque altro come gestire la natura e l'umanità. Tutto ciò fa parte del piano della Tecnocrazia.

E non illudiamoci, l'intero progetto si inserisce a pieno titolo nell'Agenda 2030 delle Nazioni Unite e nei suoi Obiettivi di Sviluppo Sostenibile. L'Obiettivo 6 si presenta come un sistema per “acqua pulita e servizi igienico-sanitari per tutti”, ma il vero meccanismo in costruzione è la contabilità, la misurazione e la finanziarizzazione di ogni singola goccia d'acqua. Le stesse istituzioni che hanno redatto gli obiettivi ora promuovono la “bancarotta” dell'acqua, limiti vincolanti, tracciabilità trasparente e soluzioni basate sul mercato che trasformano un bene vitale in una classe di attività commerciabile. Ciò che viene spacciato al pubblico per sostenibilità ed equità è in pratica il trasferimento del controllo dalle comunità e dalle nazioni alle stesse élite finanziarie e burocratiche che ne hanno elaborato il progetto. L'Agenda 2030 è il quadro di riferimento utilizzato per giustificare l'accaparramento, la misurazione e la vendita dell'acqua mondiale sotto la bandiera della salvaguardia.

Questo è il piano. È già in atto e chi lo promuove si aspetta che l'opinione pubblica lo accetti come inevitabile.

Non è inevitabile.

La resistenza NON è vana.

Smascherate il piano, gridatelo ai quattro venti: sui siti di notizie, nei podcast e nelle riunioni del consiglio comunale.

Non permettiamo alle élite di portare a termine il loro piano di conquista. Loro hanno i soldi, ma noi abbiamo i numeri.

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[*] traduzione di Francesco Simoncelli: https://www.francescosimoncelli.com/


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giovedì 20 agosto 2026

Nichilismo finanziario e la trappola in cui cadono i giovani investitori

Ricordo a tutti i lettori che su Amazon potete acquistare il mio nuovo libro, “La rivoluzione di Satoshi”: https://www.amazon.it/dp/B0FYH656JK 

La traduzione in italiano dell'opera scritta da Wendy McElroy esplora Bitcoin a 360°, un compendio della sua storia fino ad adesso e la direzione che molto probabilmente prenderà la sua evoluzione nel futuro prossimo. Si parte dalla teoria, soprattutto quella libertaria e Austriaca, e si sonda come essa interagisce con la realtà. Niente utopie, solo la logica esposizione di una tecnologia che si sviluppa insieme alle azioni degli esseri umani. Per questo motivo vengono inserite nell'analisi diversi punti di vista: sociologico, economico, giudiziario, filosofico, politico, psicologico e altri. Una visione e trattazione di Bitcoin come non l'avete mai vista finora, per un asset che non solo promette di rinnovare l'ambito monetario ma che, soprattutto, apre alla possibilità concreta di avere, per la prima volta nella storia umana, una società profondamente e completamente modificabile dal basso verso l'alto.

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di Lance Roberts

(Versione audio della traduzione disponibile qui: https://fsimoncelli.substack.com/p/nichilismo-finanziario-e-la-trappola)

L'articolo del Wall Street Journal intitolato, Perché la mia generazione si sta orientando verso il nichilismo finanziario, di Kyla Scanlon, sostiene che la Generazione Z stia abbracciando comportamenti finanziari ad alto rischio per disperazione e distacco. Naturalmente, è fondamentale riconoscere che Kyla, pur animata da buone intenzioni, è una giovane influencer ventenne con un'esperienza di vita reale limitata, e vede le cose per “la sua generazione” attraverso una lente molto ristretta, influenzata dal “bias di recenza”.

Iniziamo col chiarire che “nichilismo finanziario” è un termine usato per descrivere un atteggiamento secondo cui le persone credono che le decisioni finanziarie siano prive di significato perché il sistema è truccato, il futuro è senza speranza o i percorsi tradizionali verso la ricchezza sono falliti. Il termine “nichilismo finanziario” è stato coniato per la prima volta nel 2020 da Demetri Kofinas, un podcaster, che lo ha utilizzato per descrivere la sua convinzione che gli asset speculativi manchino di valore intrinseco, derivante da una perdita di fiducia nei sistemi economici tradizionali.

Sebbene questa espressione abbia guadagnato popolarità negli ultimi anni, in particolare in seguito allo short squeeze di GameStop, alla mania delle crittovalute e all'ascesa del meme trading, è scomparsa quando tutto ciò è crollato nel 2022. Ciononostante, dopo tre anni di guadagni di mercato senza precedenti in ogni classe di asset, dalle azioni alle crittovalute fino ai metalli preziosi, il “nichilismo finanziario” è riemerso per razionalizzare gli “eccessi speculativi” e giustificare l'abbandono di strategie di investimento a lungo termine che hanno resistito alla “sabbia del tempo”.

Mentre Kyla ha pubblicato un articolo roboante per ottenere visibilità sui social media, sostenendo che la Generazione Z e i Millennial non credono più nel risparmio, negli investimenti o nel seguire i percorsi finanziari tradizionali, i dati dimostrano qualcosa di ben diverso.

• Secondo la FINRA e il CFA Institute, oltre la metà della Generazione Z detiene investimenti in prodotti finanziari tradizionali;

• Una relazione di Vanguard del 2023 ha mostrato che la partecipazione della Generazione Z ai piani pensionistici stava aumentando i contributi, anziché abbandonare gli investimenti tradizionali;

• Secondo uno studio di Charles Schwab sui moderni investitori, la Generazione Z predilige ETF e fondi indicizzati a basso costo, strategie incentrate sui rendimenti a lungo termine;

• I dati del Pew Research Center mostrano che la Generazione Z e i Millennial iniziano a investire in età più precoce rispetto alle generazioni precedenti.

Nessuno di questi comportamenti è nichilista. Sono dettati da ragioni pratiche e riflettono vincoli economici, non da una disperazione filosofica.

Sì, indubbiamente c'è un gruppo di giovani investitori che getta “la prudenza al vento” e investe aggressivamente in asset speculativi per “arricchirsi in fretta”. Ma persino i miei figli, alla veneranda età di 22 anni, pensano di essere unici e diversi e che nessuno capisca le loro difficoltà. Noi genitori, ovviamente, non abbiamo “idea” della loro situazione. Naturalmente, questo è il problema dei nostri giovani che non hanno esperienza del mondo reale né senso della storia. Noi, i “vecchi”, eravamo quelli che speculavano sugli investimenti delle dot-com alla fine degli anni '90, poco prima che tutto crollasse. Come ho scritto nel pezzo, Gli investitori al dettaglio inondano il mercato: “Siamo nel 1999 o nel 2007? Gli investitori al dettaglio inondano il mercato mentre la speculazione dilaga con un'esuberanza palpabile e la convinzione che non vi siano rischi al ribasso. Cosa potrebbe mai andare storto?”

Vi ricordate di questa pubblicità?

Quello spot andò in onda appena due mesi prima dell'inizio del crollo delle “dot-com”. Noi “giovani” di allora pensavamo che Warren Buffett fosse un idiota per aver evitato i titoli tecnologici perché “non li capiva”.

A quanto pare aveva ragione lui, invece.

Ma non era la prima volta che noi giovani dovevamo imparare i rischi di inseguire gli “investimenti di tendenza” e perché “questa volta non è MAI diverso”. Il seguente spot di E*Trade andò in onda durante il Super Bowl XLI nel 2007. L'anno successivo, scoppiò la crisi finanziaria, i mercati crollarono e, ancora una volta, gli investitori persero il 50% o più del loro patrimonio perché si rifiutarono di ascoltare gli avvertimenti.

Perché questo tuffo nel passato? (A parte il fatto che gli spot pubblicitari sono esilaranti da guardare) Perché quello che sta succedendo oggi NON è “nichilismo finanziario”, bensì la tipica conseguenza dell'esuberanza che si osserva durante i cicli di mercato rialzista in forte crescita.

Sebbene i giovani, come Kyla, possano pensare che “questa volta è diverso”, non possiedono l'esperienza storica necessaria per suffragare tale conclusione. Chiedete a chiunque abbia vissuto due veri e propri  mercati ribassisti... l'immagine di persone che cercano di arricchirsi con il “day trading” risulterà fin troppo familiare. La recente ondata di eccessi speculativi, leva finanziaria e avidità non è un fenomeno nuovo.

Detto ciò, esaminiamo i problemi dell'articolo di Kyla e perché il “nichilismo finanziario” è un mito.


“Le meme stock e le crittovalute non sono più uno scherzo. Sono richieste di aiuto”

Ho adorato questa frase della sua invettiva, perché suggerisce che la Generazione Z utilizzi prodotti finanziari rischiosi come sfogo emotivo. Implica che i giovani non cerchino rendimenti, bensì sollievo da un senso di disperazione. Sebbene questa interpretazione sia efficace a livello superficiale, non regge a un'analisi più approfondita. Sebbene asset speculativi come le crittovalute e le meme stock attraggano i giovani, ciò non è prova di disperazione. Piuttosto, riflette una maggiore esposizione ai mercati digitali, una maggiore tolleranza al rischio, un facile accesso al trading (tramite piattaforme come Robinhood), la leva finanziaria e l'ascesa di una mentalità da gioco d'azzardo.

Ma si tratta di uno sviluppo più recente: “Dal punto di vista storico l'accesso ai mercati dei capitali era fortemente mediato, disponibile solo a istituzioni o individui che avevano il tempo, il denaro e le risorse per gestire i propri asset con l'aiuto di broker e consulenti finanziari. Oggi, i dati di mercato sono facilmente accessibili online e le nuove tecnologie hanno ridotto significativamente i costi di negoziazione e altre barriere all'ingresso. Ciò significa che sempre più persone possono trattare i mercati, in qualsiasi momento e da qualsiasi luogo” (World Economic Forum).

Dal 2016, il volume registrato sulle piattaforme che abbinano gli ordini delle società di intermediazione, un indicatore dell'attività dei piccoli investitori, ha fatto registrare il terzo aumento annuale consecutivo, crescendo del 15%. Nel frattempo, il volume medio giornaliero di azioni quotate negli Stati Uniti si è attestato intorno ai 12 miliardi di azioni dal 2019, ovvero circa il 75% in più rispetto ai livelli registrati nei sei anni precedenti. In particolare, negli ultimi 12 mesi, il volume giornaliero medio ha raggiunto la cifra impressionante di 16,7 miliardi di azioni.

Sì, gli investitori al dettaglio si stanno riversando sui mercati. Ma perché non dovrebbero, dopo aver assistito a 15 anni di rendimenti di mercato superiori del 50% rispetto alla media storica e a un'apparente “assenza di rischi” per le attività speculative?

Tuttavia, c'è una differenza tra propensione al rischio e imprudenza. Come accennato in precedenza, i dati indicano che la Generazione Z inizia ad avvicinarsi agli investimenti in età più giovane rispetto alle generazioni precedenti, e molti mantengono gli investimenti a lungo termine, utilizzando strumenti digitali per sperimentare con i propri investimenti. Questo può includere crittovalute o opzioni, ma non si tratta di una dicotomia tra disciplina e nichilismo.

Le narrazioni emotive sulle “richieste di aiuto” offuscano i dati. Gli investitori ventenni spesso si assumono maggiori rischi perché hanno orizzonti temporali più lunghi, ma l'errore che commettono sta nell'eccessiva speculazione e nei comportamenti da gioco d'azzardo che adottano perché privi di guida e di un'educazione finanziaria adeguata.

Come già accennato, il fatto che i “giovani” scommettano sugli investimenti non è una novità. Ogni generazione, nel corso della storia, ha speculato su attività rischiose durante ogni ciclo di mercato rialzista. Ma, sfortunatamente, a prescindere dall'età, le bolle sono sempre finite allo stesso modo.

La Generazione Z non ha “reinventato” il mercato; sta semplicemente entrando in un mercato che incentiva l'assunzione di rischi. Almeno finché non smetterà di farlo.


“Le persone della mia età non pensano che il sistema funzioni, quindi perché seguirne le regole?”

La Scanlon sostiene che la Generazione Z abbia perso fiducia nella finanza e nelle istituzioni tradizionali, e ipotizza che la sfiducia sistemica si stia traducendo in un rifiuto della responsabilità personale.

Questa non è una tesi, è una scusa per “vittimizzare”. In altre parole, la mia situazione finanziaria personale non è il risultato dei miei comportamenti, delle mie abitudini di spesa, della mia etica del lavoro o del mio processo di risparmio, ma è “colpa del sistema”. Eppure ci sono moltissimi dati che dimostrano il contrario, ovvero che i giovani di successo che seguono percorsi finanziari collaudati raggiungono il successo. Hanno la stessa ricchezza dei loro genitori? Ovviamente no, perché non hanno avuto il tempo di accumularla. Tuttavia, sono all'inizio del percorso verso il successo, che probabilmente supererà quello dei loro coetanei.

Inoltre, questa argomentazione equipara erroneamente lo scetticismo al nichilismo. Molti giovani investitori diffidano della finanza centralizzata a causa di eventi reali, tra cui la crisi del 2008, l'aumento del debito pubblico e la stagnazione dei salari. Ma rifiutare la fiducia cieca nelle istituzioni non significa rifiutare la logica finanziaria. Nonostante la disillusione, la Generazione Z investe a ritmi più elevati rispetto ai Millennial alla stessa età, secondo Pew e il WEF. Inoltre, risparmiano una quota maggiore del loro reddito, utilizzando app e piattaforme digitali per automatizzare le proprie attività finanziarie.

Sì, la Generazione Z tende a diffidare dello stato e dei media finanziari, ma possiamo biasimarli, considerando la spazzatura che viene prodotta quotidianamente sui social media e su YouTube da persone con secondi fini? Sebbene lo scetticismo alimenti la cautela, non si tratta di caos. La Generazione Z è più propensa a mettere in discussione le commissioni, a chiedere trasparenza e a cercare strumenti di investimento passivi, e questa è una scelta intelligente. Le regole tradizionali della finanza, come risparmiare con costanza, spendere meno di quanto si guadagna e investire a lungo termine, vengono ancora seguite; solo che non generano più “titoli sensazionalistici”.

Definire questo comportamento “nichilismo finanziario” non coglie il punto. La Generazione Z interagisce con i mercati alle proprie condizioni e, sebbene non tutti i metodi siano necessariamente salutari, si tratta di un adattamento, non di un rifiuto.


“Se il futuro sembra segnato, perché non investire tutto in modo audace?”

Infine, Kyla suggerisce che l'angoscia esistenziale spinga i giovani a trattare il mercato come un casinò. L'idea è che, se nulla ha importanza, nemmeno il rischio ne ha. Questa è l'argomentazione più debole dell'articolo. Sebbene le pressioni sociali ed economiche siano reali, non sono la causa di un'autodistruzione diffusa. Stanno piuttosto stimolando l'innovazione nel modo in cui le persone costruiscono e gestiscono la propria ricchezza.

L'idea alla base di questa linea di pensiero è che i giovani, di fronte a un futuro finanziario che appare incerto, si stiano lanciando a capofitto nel mondo delle crittovalute, delle opzioni e dei titoli azionari legati a fenomeni virali, con l'obiettivo di accumulare ricchezza rapidamente, anziché puntare su una “ricchezza duratura”. È qui che entra in gioco il termine “YOLO trading”, ovvero la tendenza a fare scommesse aggressive con la convinzione di non avere nulla da perdere. Tuttavia, come già accennato, questa mentalità ha una sua logica, considerando che negli ultimi 15 anni ogni crisi di mercato è stata affrontata con interventi fiscali o monetari. I ripetuti salvataggi di investimenti sbagliati hanno creato un “azzardo morale” sul mercato.

C'è del vero in questo, ma solo in parte.

Sì, una parte dei giovani investitori si sta dedicando a speculazioni sconsiderate. Si assumono rischi eccessivi, investono in asset volatili e spesso operano sulla base dell'entusiasmo del momento piuttosto che dei fondamentali. Molti ricorrono all'indebitamento per farlo. Questo gruppo esiste e i loro risultati non saranno positivi. Alcuni perderanno denaro e probabilmente la maggior parte lo perderà completamente. Il mercato è spietato quando si combinano leva finanziaria, inesperienza e trading emotivo.

Ecco un ottimo esempio della fallacia “YOLO trading” (You Only Live Once, si vive una volta sola). Dalla fine della mania delle “Meme Stock” nel 2021, gli investitori al dettaglio su Robinhood non hanno guadagnato nulla, nemmeno tenendo conto della perdita di $4-5 miliardi subita nel crollo dello scorso gennaio. Si tratta di 5 anni del loro orizzonte temporale di investimento andati in fumo, mentre investire semplicemente nell'indice S&P 500 avrebbe prodotto risultati di gran lunga superiori.

Ma questo comportamento non definisce la generazione. Rappresenta la coda della distribuzione: i più rumorosi, non i più numerosi.

Ciò che manca nell'articolo di Kyla è ciò che accade dopo la consapevolezza che il “trading inesperto” è un'attività in perdita nel lungo termine. Le perdite iniziali sono il prezzo dell'educazione finanziaria e, si spera, se sopravvivono economicamente, cambieranno approccio e torneranno a principi più tradizionali che hanno resistito nel corso dei decenni. In altre parole, cresceranno e impareranno dall'esperienza, proprio come hanno fatto tutti i grandi investitori della storia.

Il futuro non è segnato, ma è fragile per chi ignora i rischi. I risultati finanziari dipendono dal rimanere in gioco abbastanza a lungo da beneficiare dell'interesse composto. Se rovinate tutto a vent'anni, perdete questa opportunità.

La lezione è semplice. La speculazione è divertente finché si vince, ma questo non è “nichilismo finanziario”. È semplicemente avidità mascherata da investimento. Tuttavia, chi vince nel lungo termine non è un giocatore d'azzardo. È una persona che si impegna a fondo. Mantiene bassi i costi, automatizza il risparmio e prende decisioni che gli consentono di sopravvivere ai cicli di mercato. Non è appariscente come lo “YOLO trading”, ma è così che si costruisce la ricchezza.


Cosa dovrebbe fare la Generazione Z: costruire la capacità di sopravvivenza, non la sensazione

Nonostante i titoli negativi dei giornali, la maggior parte dei giovani prende sul serio le proprie finanze. Ma la sola serietà non basta a creare ricchezza. La chiave è la capacità di resistere, di rimanere in gioco abbastanza a lungo da beneficiare degli interessi composti.

Fate un favore a voi stessi e al vostro futuro finanziario: ignorate i titoli sensazionalistici e carichi di emotività e concentratevi su ciò che conta davvero per costruire ricchezza a lungo termine. Soprattutto, che siate d'accordo o meno con l'attuale sistema finanziario ed economico, imparate a trarne vantaggio.

L'unica cosa che VOI potete cambiare è il VOSTRO futuro. Quindi smettete di preoccuparvi per le cose che non potete controllare.

Per arrivarci, iniziate da qui:

• Disattivate i social media, gli influencer e altri “folletti finanziari” e concentratevi sui vostri obiettivi e sui vostri comportamenti;

• Mantenete bassi i costi fissi;

• Accumulate riserve di liquidità sufficienti a coprire 6 mesi di spese;

• Utilizzate i conti pensionistici come i Roth IRA fin da subito;

• Destinate la maggior parte del vostro portafoglio a fondi indicizzati o ETF;

• Limitate le scommesse rischiose a non più del 5% del patrimonio totale;

• Imparate attraverso l'azione, non la teoria, e tenete traccia di tutto;

• Evitate il periodo di leva finanziaria.

L'obiettivo non è quello di ottenere risultati eccezionali ogni anno o di arricchirsi rapidamente. L'obiettivo è quello di rimanere solvibili abbastanza a lungo da permettere ai propri risparmi di generare un rendimento.

Il nichilismo finanziario è un mito. La realtà è fatta di volatilità, pressione sui redditi e sfiducia. La risposta non dovrebbe essere il disimpegno, bensì la disciplina finanziaria. La ricchezza a lungo termine non si costruisce con la speranza, ma con comportamenti ripetibili che funzionano costantemente nei diversi cicli di mercato.

Il problema principale per la maggior parte dei giovani investitori è la mancanza di ricerca sui titoli azionari che acquistano. Li comprano solo “perché il loro valore è in aumento”.

Tuttavia, quando “la stagione cambia”, i “fondamentali” contano, e contano moltissimo.

Questo è un aspetto che la maggior parte delle persone non imparerà dagli influencer sui “social media”.

Come disse una volta Ray Dalio: “L'errore più grande che commettono gli investitori è credere che ciò che è accaduto nel recente passato sia destinato a ripetersi. Presuppongono che un investimento che si è rivelato redditizio in passato lo sia ancora. In genere, rendimenti elevati in passato indicano semplicemente che un'attività è diventata più costosa e rappresenta un investimento peggiore, non migliore”.

Investire è un gioco di “rischio”.

Si dice spesso che più “rischio” si corre, più soldi si possono guadagnare. Tuttavia, la vera definizione di rischio è “quanto si perderà se qualcosa va storto”.

In seguito al crollo delle dot-com, molte persone hanno imparato i pericoli del “rischio” e della “leva finanziaria”.

Purtroppo, per la Generazione Z, questa è una lezione che deve ancora essere appresa.

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[*] traduzione di Francesco Simoncelli: https://www.francescosimoncelli.com/


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venerdì 12 giugno 2026

Dall'Europa al Pacifico, dal Brent al WTI, dall'eurodollaro a Tether

 

 

di Francesco Simoncelli

(Versione audio dell'articolo disponibile qui: https://open.substack.com/pub/fsimoncelli/p/dalleuropa-al-pacifico-dal-brent)

Una delle migliori serie TV che io abbia visto è The Wire. Si partiva da una intercettazione in ambito di indagini poliziesche di un “pesce piccolo” e si finiva poi per catturare “pesci grandi”. Questo è un modo semplificato per far capire meglio ai lettori cosa sta facendo l'amministrazione Trump in quanto a politica interna: liberare capitali sequestrati dalle frodi affinché la gente comune possa trovare il SUO modo per guarire il malessere che ha ingabbiato per decenni il potenziale di crescita americano. In questo modo, piuttosto che avere a che fare con una popolazione costantemente arrabbiata e distratta dalla carcerazione sistematica delle persone, si ha a che fare con una popolazione che ha la capacità di rimboccarsi le maniche e creare/costruire qualcosa per il futuro. In sintesi, la classe media ha la possibilità di tornare a essere classe media.

Alla fine della fiera Hillary Clinton non andrà in prigione, ma se il tuo obiettivo è mandarci Obama allora la cosa migliore da fare è mettere quest'ultimo contro di lei. L'Iran non poteva sostenere economicamente lo sforzo di minare e arricchire l'uranio per scopi bellici, non vendevano abbastanza petrolio per arrivare alle cifre necessarie. Qualcuno li ha aiutati. Chi? Il fatto che Trump continui a sottolineare l'importanza che l'Iran consegni l'uranio arricchito in suo possesso è un indizio; un altro è stato Netanyahu che ha sempre sottolineato la necessità di impedire all'Iran di avere armi nucleari. Unendo questi puntini, e seguendo questo processo di “scoperta”, è possibile incastrare mediaticamente il sopraccitato “chi”. In tal senso la “guerra” in Iran è costata poco se la confrontiamo con i potenziali benefici. Infatti ha degli obiettivi chiari e precisi, non è la solita “guerra infinita” di matrice inglese. Nel frattempo vengono scoperte altre frodi a livello federale e iniziano a circolare i primi nomi che vengono perseguiti legalmente.

È un sistema molto grande e richiede molto tempo per essere aggiustato. Ma la grande opportunità che viene data alla classe media in questo modo, non è solo la capacità di prosperare, ma di avere davvero voce nella società americana. Quando Russell Vought dice che bisogna presentare una ricevuta se ci sono rimborsi federali per determinate attività, significa che il cittadino medio può tornare a fidarsi delle proprie istituzioni. Non basta, infatti, schiaffare qualcuno in prigione per risolvere le cose se poi il sistema rimane come prima. Il processo di pulizia passa sia attraverso la giustizia che la riforma di quelle istituzioni che non facevano altro che rappresentare un peso gravoso, a livello socio-economico, sulla classe media. Lo stesso quando Trump firma un ordine esecutivo in cui si dice sostanzialmente che i dipendenti pubblici possono essere licenziati con tanta facilità quanto quelli nel settore privato.

E questi segnali sono fondamentali perché indicano una volontà di ricostruire nella “giusta” direzione, diversamente dal chiasso che fanno gli accoliti di Bannon/Dugin che invece, da infiltrati-sabotatori quali sono, infuocano gli animi della gente comune solletticandone la pancia. Anche in questo l'amministrazione Trump è riuscita a staccare una vittoria.

Se il tuo obiettivo è quello di fermare una guerra mondiale, allora la strategia più intelligente è risucchiare tutti quei capitali che finanzierebbero gli asset da schierare in una tale guerra. Farlo significa impedire soprattutto che essi arrivino a un punto di rottura cruciale da scatenare effettivamente il conflitto. Questo a sua volta significa disinnescare Israele e Iran, Siria, Azerbaijan, ecc. Allo stesso modo in cui si sta comportando Putin nei confronti dell'“esercito ucraino”. Esaurire la capacità offensiva di suddetti asset vuol dire anche spogliarli della capacità di creare “minacce fantasma”, tipica strategia d'intelligente franco-inglese. Trump in questo caso diventa il “cattivo” della situazione, soprattutto agli occhi della stampa, ma fa call a tutte quelle minacce che hanno tenuto il mondo in subbuglio, soprattutto in Medio Oriente. Tutte le parti impantanate in conflitti secolari ne escono scontente, ma non c'è più alcun conflitto da poter sventolare con cui minacciare il mondo intero e farlo eventualmente sfociare in un confronto militare mondiale.

Questo documento, ad esempio, rilasciato di recente dalla Casa Bianca, sottolinea come i Fratelli Musulmani siano il minimo comun denominatore di tutti i gruppi jihadisti e terroristi in Medio Oriente e sono ciò che Trump/Bessent stanno scardinando. Avendo ben presente questa base la domanda successiva è: chi ha permesso a questo player di crescere, svilupparsi e diffondersi? Nientemeno che la comunità dell'intelligence britannica sin dal 1928. La British Suez Canal Company aiutò il fondatore dei Fratelli Musulmani a costruire la moschea che ne divenne poi il centro operativo. Da quel momento in poi i Fratelli Musulmani sono stati usati dall'intelligence britannica, a in seconda battuta da quella americana, contro i movimenti nazionalisti in tutto il Medio Oriente, il tutto per difendere l'architettura economica e strategica dell'impero inglese. La documentazione a supporto di queste tesi potete trovarla nel libro di Mark Curtis, Secret Affairs. Infatti queste informazioni, sebbene non circolino con una certa ampiezza, sono state rilasciate dal governo inglese quando ha desecretato documenti sensibili. I Fratelli Musulmani, quindi, e tutti i suoi gruppi satelliti sono asset operativi inglesi, messi in piedi, finanziati e sfruttati da Londra.

È evidente, poi, che il Qatar fosse un altro asset della City di Londra, così come lo è l'Iran, l'Oman, Erdogan/Fratelli musulmani e lo sarebbero diventati gli EAU. Ma cosa c'è di meglio di un cambio di governo? Far lavorare gli stessi asset per te. La stessa offerta presentata a Maduro e la stessa offerta presentata alla teocrazia iraniana. Il Qatar ha accolto l'invito quando Netanyauh l'ha bombardato l'anno scorso. Lo stesso di quanto accaduto tra Thailandia e Cambogia per mezzo della Malesia, ma senza bombardamenti. E, poi, trasformare il Qatar in una risorsa americana ha permesso di mettere ulteriore pressione sull'UE lato energia. 

La risposta della cricca di Davos, in particolar modo dopo la guerra dei 12 giorni tra Israele e Iran che aveva esaurito entrambe le nazioni? Attaccare le industrie principali di un Paese, i principali asset economici, e sottrarli: il petrolio russo, il petrolio venezuelano, il petrolio iraniano. Qual è l'asset più grande e importante degli Stati Uniti? I mercati dei capitali più profondi e liquidi del mondo. Con che cosa la cricca di Davos ha da sempre minacciato gli USA quando questi ultimi tentavano di cambiare il modo in cui il denaro scorreva nel mondo? Attacchi ai mercati dei capitali americani, cosa che da sempre ha spaventato il Congresso, perché è stato addestrato a credere che se la spesa pubblica si ferma allora gli Stati Uniti finiscono in un buco nero economico e finanziario. Il ruolo di Trump, da parte dei NY Boys che l'hanno messo lì, è sempre stato quello di fungere da pala meccanica nel campo della retorica per demolire queste credenze che la stessa cricca di Davos ha oculatamente piantato e fatto crescere per decenni. E indovinate un po'? Sta funzionando, soprattutto nello sconfessare tutte quelle voci contrarie che, sulla scia di dazi e altre linee di politica economiche, avevano predetto una fine ingloriosa per l'economia statunitense.

Questi player extra-statali hanno costruito una rete nel corso dei decenni, una gerarchia simil aziendale (es. low management, middle management, high management, Tavola Alta) in cui i vari strati rappresentano un nodo di intermediazione vitale per la proliferazione del controllo ombra dell'impero inglese. Così come la FED fu costruita a immagine e somiglianza della Banca d'Inghilterra, anche la CIA è stata costruita a immagine e somiglianza dell'MI6. È ormai noto che il suo budget è stato in parte finanziato dai cartelli della droga e sono ormai altresì note le sue connessioni con i terroristi, portandoci a concludere che l'intreccio MI6-CIA si sia avvinghiato più forte che mai nel corso del tempo. La lotta ai cartelli della droga, infatti, è il segno distintivo di un drenaggio di risorse da quel nodo nella rete inglese che per decenni ha alimentato l'estensione del suo potere ombra. Infatti gli USA, diversamente dal passato in cui erano praticamente invischiati nella sopraccitata rete, e piuttosto che combattere tali cartelli li facevano crescere, adesso stanno prosciugando quegli affluenti che hanno consolidato i flussi monetari sotterranei.

Inutile dire che questa rete ombra ha sempre funzionato ad appannaggio della City di Londra, attraverso le banche inglesi che, grazie all'oscurità gettata nelle connessioni tra i vari nodi, possono usufruire della proverbiale negazione plausibile per dichiararsi estranee a tutte quelle accuse che le vedrebbero invischiate in scenari di caos consapevole per il proprio tornaconto. Questo denaro ombra è sempre stato il nodo gordiano attraverso il quale le precedenti (potenziali) strategie di emancipazione hanno fallito. Un modo che hanno trovato Kash Patel e Scott Bessent di tenere traccia di questo denaro è stato quando l'anno scorso, a Los Angeles, hanno mandato gli agenti ICE a controllare un giro di riciclaggio di denaro sporco. Sono seguite delle rivolte legate al “razzismo” e quel denaro è stato spostato, lasciando una traccia che prontamente è stata seguita da FBI e Dipartimento del Tesoro permettendo loro di iniziare a tracciare tutta quella pletora di ONG che ha funto/funge da raccordo.

Perché, ad esempio, l'Iran continua ad attaccare gli Emirati Arabi Uniti? Perché questi ultimi hanno trovato un accordo con gli USA e hanno smesso di riciclare denaro per conto dell'IRGC. Infatti il presunto “nemico mortale” dell'Iran, Israele, è stato praticamente dimenticato. Questo “dettaglio” avvalora la tesi secondo cui ciò che conta è il flusso internazionale di denaro ombra e gli intermediari per far perdere le tracce del “beneficiario” sono nodi vitali affinché questo flusso rimanga intatto. Ed è qui che gli USA stanno DAVVERO facendo la guerra alla City di Londra/cricca di Davos, prosciugando un tale fiume sotterraneo. Questi sono i veri termini della vittoria americana. Infatti come mai anche la Turchia ha iniziato a finire insistentemente sulle pagine dei giornali? Perché è sempre stato un intermediario nel flusso di oro che dal Medio Oriente finiva poi nelle casse della LBMA, partecipando alla ben tenuta del sopraccitato fiume sotterraneo di denaro ombra. Più vengono intaccati i vari nodi della rete, più una tale rete diventa instabile.

L'ordine all'IRGC era quello di resistere quanto più possibile e creare quanto caos possibile nella regione, il tutto per minare l'immagine degli USA agli occhi del mondo: una nazione allo sbando, sconfitta e devastata economicamente. Ovviamente non importava che ciò non coincidesse con la realtà, l'importante era venderne la percezione. Soprattutto in vista delle elezioni di medio termine. Ora, con la situazione che si sta assestando in Iran, la City di Londra/cricca di Davos stanno già vedendo oltre le elezioni di medio termine perché sanno che è una causa persa per loro: hanno fallito nei tempi, anticipati dalle mosse di Trump/NY Boys. Per il 2028 stanno già fomentando la divisione all'interno del movimento MAGA, creando narrazioni divisive intorno alla persona di Vance, Rubio, ecc. Arrivare per allora con un caos interno significa offrire il fianco, perché diversamente dalle tesi strampalate che si sentono in giro non ci sarà un terzo mandato Trump. Ma di chi fidarsi ora? Ecco che i test della lealtà sono l'arma più efficace in questo contesto per scremare i papabili candidati ed evitare un ambiente controverso come quello visto con “Trump-De Santis”.

A Vance, in qualità di vicepresidente che di norma è solo una carica proforma, sono stati dati diversi compiti importanti (non ultimo le redini dell'affare Iran), ma ha fallito nel portare a casa il risultato. Rubio, invece, ha finora eseguito un ottimo compito a tal proposito. Questo, unito alla pulizia delle alte sfere gerarchiche dei rami esecutivo, giudiziario e legislativo del governo federale, cambiando al contempo il modo in cui il denaro scorre nello stesso governo federale (es. frodi tramite il welfare state ridotte al minimo), significa meno potere appaltato ai nemici degli USA e più vita alla rivoluzione inaugurata dai NY Boys, la quale sarà in grado di sopravvivere alla persona di Trump.

E come documentato nel mio libro, Il Grande Default, questa rivoluzione è iniziata col SOFR e poi ha toccato tutti quegli aspetti legati al sistema eurodollaro. Prendete ad esempio il Giappone. Uno degli altri motivi per cui la cricca di Davos ha provocato la guerra tra Ucraina-Russia era impedire al Giappone di comprare petrolio russo e saldare l'arbitraggio in una valuta diversa dalla sterlina, deteriorando soprattutto le trattative di pace che porrebbero fine alle ostilità che si portano dietro sin dalla Seconda guerra mondiale. Giappone e Russia, infatti, non hanno mai siglato un trattato di pace che mettesse fine alle ostilità della Seconda guerra mondiale. Una volta che ciò accade, l'intermediario rappresentato da Hong Kong e Singapore, e per estensione gli inglesi, vengono esclusi ed entrambi i Paesi commercerebbero direttamente (in particolar modo petrolio). Il Giappone è importante perché è stato usato come amplificatore del sistema eurodollaro tramite la sua capacità produttiva e il carry trade sullo yen, ecco perché la BOJ è stata l'ultima banca centrale ad abbandonare lo “zero bound” nei tassi di riferimento. E già dall'anno scorso, quando la BOJ ha avviato il ciclo di rialzo di tassi, ricordavo ai miei lettori che il Giappone non stava perdendo il controllo (ribadendo il concetto lo scorso febbraio). Quando Kuroda, poi, si è ritirato e non ha lasciato il posto al suo vice (l'anzianità conta molto in Giappone), mentre invece è diventato governatore Ueda, il messaggio era chiaro: la BOJ non sarebbe stato più l'amplificatore della leva nel sistema eurodollaro.

Infatti dicevo la normalizzazione dei tassi avrebbe catturato capitale che si rifiutava di entrare nel Paese a causa della ZIRP. Senza contare che gli investitori interni sono “patriottici” e se riescono a prendere anche 5 punti base al di sopra dell'inflazione, continueranno a scommettere sul proprio Paese. Non solo ma la BOJ ha potuto vendere il lato lungo della curva dei rendimenti obbligazionari grazie al suo portafoglio di azioni nel Nikkei ed è qui che tutti quegli analisti che dicevano che la fine del carry trade sullo yen avrebbe fatto saltare in aria il Giappone e per estensione gli USA avevano torto marcio: la cavalcata del Nikkei ha aiutato la BOJ ad attutire le perdite di bilancio sulle obbligazioni, oltre al fatto che aveva le spalle coperte dalle linee di swap in dollari. E la Takaichi, quando è stata eletta, la prima cosa che ha fatto è stato volare negli USA per staccare un nuovo accordo commerciale sul WTI con Trump. Di conseguenza potremmo dire che, insieme a Russia e Cina, gli USA inseriscono nel loro nuovo quadro logistico-commerciale anche il Giappone dato che in questo modo si esercita pressione sul dollaro di Hong Kong (altro grande punto di raccordo del sistema eurodollaro).

Infatti se Cina e Russia esercitano pressione sul lato energetico e delle commodity, Tokyo si occuperà di quello monetario. Una cosa è certa: ci sono ulteriori prove a supporto che il centro del mondo si sta spostando nel Pacifico.

Washington e Pechino sono attualmente protagonisti di un gioco delle parti: se nel primo trimestre dell'anno è il primo che compra oro, nel secondo trimestre è il secondo che lo compra, alternandosi nuovamente nel terzo e quarto trimestre dell'anno. Questa pressione è indirizzata ai mercati finanziarizzati di Londra, alla LBMA, la quale cerca di sopravvivere a questa morsa tramite la Turchia. Infatti gli acquisti di oro di quest'ultima sono un proforma, dato che si trasformano subito in vendite da spedire nel Regno Unito. Un dettaglio fondamentale in questo contesto è il fatto che il mercato cinese è saldato in oro fisico e ciò ridimensiona non poco il potere di leva londinese sulle singole once d'oro. Stabilizzare i mercati interni tramite l'afflusso di metalli preziosi è quanto di più indispensabile in un modello industrializzato che tenta di copiare i processi enunciati a suo tempo da Hamilton e Clay. La loro metodologia è quanto viene applicato oggi dall'amministrazione Trump per ridare slancio al settore manifatturiero americano e puntellare il peso gravoso del debito pubblico.

Rivalutare l'oro e rimuovere strati e strati di finanziarizzazione inglese dagli input industriali è il minimo che si può fare se si vuole ristabilire un calcolo imprenditoriale onesto e una classe media vivace, oltre a riorientare i flussi energetici mondiali anche. Infatti Alaska e Golfo d'America diventeranno i nuovi hub mondiali petroliferi da cui passeranno la maggior parte delle rotte commerciali petrolifere, consolidando ancor di più il nuovo polo commerciale del mondo con base nel Pacifico. Ma ancora di più sta avvenendo a livello federale in termini di cambiamento organizzativo: dalla centralizzazione alla decentralizzazione. La Federal Reserve tornerà a essere quello che era prima del 1935, ovvero il prestatore di ultima istanza nel commercial paper market americano e impostare il prezzo nominale del dollaro all'estero, mentre il Dipartimento del Tesoro coordinerà il mercato dei titoli di stato. Con un tasso di riferimento collateralizzato come il SOFR, questo design è realizzabile. Infatti ogni agenzia governativa avrà la capacità di emettere credito per i progetti nella sfera delle sue competenze a fronte di una copertura fatta di titoli di stato americani a breve termine. Come verrà emesso questo credito? Ovviamente tramite stablecoin. Il Dipartimento del Tesoro rappresenterà il raccordo principale in questa rete, determinando i flussi dei titoli stessi e provvedendo alle riconciliazioni nel tempo. Questo a sua volta significa che i progetti pubblici verranno regionalizzati, così come i tassi di interesse, rendendo obsoleto l'attuale Fed Fund rate. Le agenzie governative federali si occuperanno delle grandi opere pubbliche, mentre i singoli stati di quelle infrastrutture più importanti per i propri cittadini.

E le banche? Esse si inseriranno verticalmente in questo schema, offrendo l'architettura per le stablecoin stesse, dimostrando che stanno abbandonando progressivamente e consapevolmente il modello finanziarizzato dell'economia di matrice inglese. È questo che innescherà il CLARITY Act. Se guardato dall'esterno ci saranno sostanzialmente “due dollari”, uno a circolazione interna e uno a circolazione esterna che avrà un premio per essere utilizzato. Internamente, però, il mercato delle stablecoin fornirà abbastanza competizione tra le varie soluzioni da far emergere spontaneamente quelle forme migliori e più preferite dagli attori di mercato. Perché, ricordate, una CBDC richiedere “affittare” gli asset monetari sottostanti (perdendo quindi la proprietà privata su di essi), mentre le stablecoin permettono a chi le usa di conservare la titolarità sulle unità monetarie fisiche sottostanti.

E questo singolo aspetto spaventa a morte l'Unione Europea e il Regno Unito, dato che permette a Tether di succhiare progressivamente e inesorabilmente ciò che rimane della forza vitale di euro e sterlina. Pensateci: cos'è bandito in Europa, Bitcoin o Tether? Questo perché Tether, e per estensione la versione digitalizzata del dollaro, rappresenta un anatema peggiore per l'euro rispetto alle necessità attuali riguardo Bitcoin (riserva di valore, garanzia collaterale). Se si vuole colpire dove fa più male all'UE, adesso, bisogna commerciare e usare Tether. Quest'ultimo e Circle regolano oltre $700 miliardi al mese e sono già l’infrastruttura predefinita per i pagamenti transfrontalieri nei mercati emergenti. La disconnessione temporale è il punto chiave e l'euro, o perlomeno la sua versione digitale, sono già  roba da museo. Di conseguenza il mondo non si sta affatto “de-dollarizzando”, bensì si sta “de-euroizzando” e “de-sterlinizzando”. La sterlina, infatti, sopravvive all'anacronismo storico perché salda i cambi esteri sul Forex: il ponte tra i vari pair. Circa il 30% dei volumi del Forex sono intermediati dalla sterlina, la quale fornisce la liquidità necessaria per effettuare i vari cambi. Se, ad esempio, un tappezziere turco vuole vendere un tappeto negli USA: tra i vari passaggi riguardanti lira turca e dollari c'è di mezzo la sterlina e una banca inglese. Il fatto che la sterlina abbia conservato nel tempo questa sua funzionalità è stato grazie alle vecchie relazioni intessute dall'impero inglese e dalle banche inglesi, coperto dal flusso di petrolio tramite i contratti futures del Brent. Indovinate un po'? Le stablecoin in dollari elimineranno questo bisogno di intermediazione nel nuovo sistema finanziario in evoluzione e il WTI sostituirà il Brent come riferimento nella determinazione della consegna al margine di un barile di petrolio. Togliete queste due cose e la sterlina diventa una “reliquia barbarica”. Il premio non è la DeFi, bensì il DeFo ovvero il Forex disintermediato/decentralizzato.

A cascata vengono eliminati anche tutti quei prodotti finanziari su cui gli inglesi hanno costruito il loro castello della finanziarizzazione, dalle assicurazioni ai derivati, soprattutto perché non ha senso nel mondo di oggi che la sterlina venga trattata a 1.34-1.35 rispetto al dollaro in base alla capacità industriale inglese (assente) e alla capacità dell'economia inglese di generare domanda per la propria valuta. È un artefatto di un vecchio sistema usato per colonizzare finanziariamente il mondo tramite i flussi commerciali. Ed è qui che si inerisce l'indipendenza americana perseguita da Trump, soprattutto quando ciò significa “far cambiare bandiera” a tutti quegli asset nel Congresso americano che remano contro l'attuale amministrazione.

Dopo tutti gli scalpi che Trump ha preso finora, soprattutto al Senato (es. McConnell, Cornyn, Tillis, Cassidy), i vari deputati si stanno convincendo che egli (e chi sta dietro di lui) ha davvero pieno controllo sulla situazione americana e può garantire status e protezione. Gente come John Thune e altri simili esattamente questo vanno cercando, altrimenti restano sul carro dei vincitori che invece lavorano contro gli USA. Il fatto che Gingrich abbia di recente spalleggiato Trump riguardo le sue mosse, all'interno e all'esterno del Paese, dimostra che il GOP sta capitolando e che le elezioni di medio termine possono essere vinte da Trump con una certa agilità (nonostante le allucinazioni della stampa italiana e commentatori vari/eventuali sui social).

 

CONCLUSIONE

Durante periodi di transizione come quello in cui stiamo vivendo ci sono grandi opportunità di arbitraggio, perché la maggior parte ignora i meccanismi fondamentali che muovono l'evoluzione del sopraccitato periodo. La grande opportunità in questo momento è che tutti gli asset che possono essere usati come collaterale dovranno essere riprezzati in base alla quantità di dollari che scorreranno nel sistema. Il grande errore degli Stati Uniti, un errore che in realtà è stato imposto loro da forze esterne, è stato quello di “chiedere” al dollaro di ricoprire tutti e tre gli aspetti principali del denaro: riserva di valore, mezzo di scambio e unità di conto. Ma come fa una forma di credito e passività allo stesso tempo, uno strumento di debito potremmo dire, a essere una buona forma di denaro? Affinché esista un dollaro qualcuno deve indebitarsi... è un gioco a somma zero. Se il dollaro ha pochi problemi a essere un mezzo di scambio e unità di conto, ha grossi problemi a essere riserva di valore senza un ancoraggio a una commodity. Oggi l'oro è un'ottima riserva di valore, ma è terribile in quanto a mezzo di scambio e non è usato come unità di conto. In sintesi l'oro non è denaro oggi, è solo risparmio.

È stato relativamente facile “far scordare” alla popolazione in generale il gold standard, dato che la sua preferenza temporale è diventata sempre più veloce nel saldo degli scambi commerciali rispetto alla capacità di spostare altrettanto velocemente l'oro. Il dollaro, quindi, è stato una buona soluzione tecnologica a questo problema. Infatti bisogna ricordarsi che fintanto che non esistono rivendicazioni multiple sullo stesso dollaro, i guai economici rimangono ridotti al minimo. Il sistema monetario, quindi, deve espandersi in modo da tenere il passo con la domanda di denaro. Lo stesso discorso lo possiamo fare per il petrolio e il flusso di petrolio a livello mondiale sin da quando è scoppiato il conflitto in Iran. Infatti il problema non è tanto il prezzo del petrolio, ma è se è davvero possibile mettere le mani su un barile di petrolio. Niente più, niente meno che la Legge dell'utilità marginale decrescente. E questa è anch'essa un'opportunità: il modo in cui si muovevano i flussi di barili di petrolio nel mondo sta cambiando, rimuovendo quelle strozzature geografiche davano ad alcuni player la capacità di ricattare il resto del mondo.

Spostare questa capacità altrove significa invertire il processo dell'utilità marginale decrescente e invece innescare quella dei rendimenti marginali acceleranti, ridando altresì vigore alla produttività.

Ragionamenti come questi sono quelli che permettono di gettare le basi per un discorso riguardo gli investimenti più coerente con la realtà, sfruttando correttamente gli arbitraggi che attualmente spuntano fuori laddove chi non ha le idee chiare fatica a vedere. Il servizio di consulenza che trovate sul blog serve a soddisfare esattamente questo scopo. Prenotate uno slot su Calendly. 


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giovedì 11 giugno 2026

La grande ritirata: le ambizioni di Pechino in materia di valuta digitale centralizzata si stanno sgretolando

Ricordo a tutti i lettori che su Amazon potete acquistare il mio nuovo libro, “La rivoluzione di Satoshi”: https://www.amazon.it/dp/B0FYH656JK 

La traduzione in italiano dell'opera scritta da Wendy McElroy esplora Bitcoin a 360°, un compendio della sua storia fino ad adesso e la direzione che molto probabilmente prenderà la sua evoluzione nel futuro prossimo. Si parte dalla teoria, soprattutto quella libertaria e Austriaca, e si sonda come essa interagisce con la realtà. Niente utopie, solo la logica esposizione di una tecnologia che si sviluppa insieme alle azioni degli esseri umani. Per questo motivo vengono inserite nell'analisi diversi punti di vista: sociologico, economico, giudiziario, filosofico, politico, psicologico e altri. Una visione e trattazione di Bitcoin come non l'avete mai vista finora, per un asset che non solo promette di rinnovare l'ambito monetario ma che, soprattutto, apre alla possibilità concreta di avere, per la prima volta nella storia umana, una società profondamente e completamente modificabile dal basso verso l'alto.

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da The Epoch Times

(Versione audio della traduzione disponibile qui: https://open.substack.com/pub/fsimoncelli/p/la-grande-ritirata-le-ambizioni-di)

Per anni il Partito Comunista Cinese (PCC) ha presentato lo yuan digitale (e-CNY) come l'arma definitiva del totalitarismo finanziario. Era destinato a essere il culmine dello stato di sorveglianza. Con una valuta digitale programmabile e tracciabile, Pechino pensava di poter finalmente spezzare la schiena ai giganti dei pagamenti privati come Alipay e WeChat Pay.

Eppure, nonostante il controllo totale sulle leve dell'economia interna, il sogno digitale di Pechino mostra segni di cedimento strutturale.

Dal suo debutto alle Olimpiadi invernali nel 2022, l'e-CNY si è trasformato da un'aggressiva e potenziale forza trainante per il commercio al dettaglio a uno strumento di scarsa attrattiva per l'amministrazione statale.

In breve, nessuno lo vuole davvero.


La genesi del controllo: perché è nato l'e-CNY

La Banca Popolare Cinese (PBOC) non ha lanciato lo yuan digitale per semplificare la vita al cittadino medio di Shanghai o Shenzhen. Si è trattato di una mossa aggressiva contro l'autonomia del settore privato e di una tattica offensiva volta a minare la privacy individuale.

Nel 2014, quando la Cina avviò la ricerca sulle valute digitali delle banche centrali (CBDC), il Partito Comunista Cinese (PCC) si rese conto che la stragrande maggioranza delle transazioni al dettaglio avveniva su piattaforme non direttamente controllate. Le autorità comprendono che qualsiasi mancanza di controllo rappresenta una potenziale minaccia per il Partito, pertanto l'obiettivo dello yuan digitale era l'“inclusione finanziaria” (un eufemismo per indicare il monitoraggio e il controllo statale di ogni centesimo speso) e l'“internazionalizzazione dello yuan” per sfidare il dollaro statunitense.

Ma soprattutto si trattava di rafforzare il “Sistema di Credito Sociale” del PCC. Una valuta digitale della banca centrale (CBDC) per la vendita al dettaglio permette allo Stato di congelare istantaneamente i beni di un cittadino se il suo comportamento si discosta dall'ortodossia del Partito.


Il declino dell'adozione: perché le persone si rifiutano di cambiare

Nonostante la distribuzione di milioni di dollari in “buste rosse” e l'obbligo imposto ai dipendenti pubblici di città come Changshu di ricevere gli stipendi in e-CNY, l'adozione si è arrestata. Il motivo è semplice: non ci sono vantaggi per i consumatori, solo rischi.

Alipay e WeChat Pay offrono già un'esperienza utente impeccabile. Il passaggio a un portafoglio digitale controllato dallo Stato non offre alcun vantaggio aggiuntivo, eliminando al contempo gli ultimi rimasugli di anonimato finanziario. In una cultura in cui “salvare la faccia” e proteggere i propri beni dallo Stato predatorio sono di primaria importanza, sembra che il pubblico cinese abbia reagito con un'alzata di spalle collettiva.


Uno yuan digitale reinventato?

Sebbene i volumi delle transazioni in yuan digitale a livello nazionale abbiano registrato un aumento significativo in termini percentuali di utilizzo, il totale rimane solo una piccola frazione della massa monetaria complessiva. Nella maggior parte dei casi, viene utilizzato per pagamenti di piccolo importo relativi ai trasporti pubblici o alle utenze, prima di essere immediatamente riconvertito in depositi bancari tradizionali.

Per ampliare il più possibile il suo appeal, a partire dal 1° gennaio di quest'anno la banca centrale cinese ha consentito alle banche commerciali di corrispondere interessi sui portafogli e-CNY, trasformandoli sia in strumenti di pagamento che di risparmio. Questo potrebbe essere il tentativo della PBOC di salvare la valuta digitale, tuttavia modifica anche la natura dello yuan digitale originale come valuta digitale della banca centrale (CBDC), almeno in una certa misura. Ciononostante i depositi attuali in Cina rendono un misero 0,05%.

Le opinioni divergono su quali criteri siano opzionali, ma la maggior parte delle definizioni concorda sul fatto che si tratti di una “forma digitale di moneta della banca centrale”. Questa definizione rigorosa potrebbe far sì che il nuovo design renda l'e-CNY non più una vera e propria CBDC.


Una nuova valuta commerciale?

Rendendosi conto che l'adozione da parte del settore della vendita al dettaglio a livello nazionale non è ancora al livello desiderato, Pechino sta spostando la sua attenzione sul “Progetto mBridge”, una piattaforma multi-CBDC progettata per il commercio transfrontaliero tra i Paesi BRICS. La strategia per lo yuan digitale è passata dal monitoraggio delle abitudini di acquisto di generi alimentari dei cittadini all'aggiramento del sistema SWIFT per il commercio di petrolio e gas.

L'aumento dell'utilizzo internazionale fa parte di una strategia più ampia per mantenere le relazioni commerciali e finanziarie nel caso in cui le sanzioni statunitensi dovessero interrompere l'accesso al dollaro. I partner commerciali lo stanno effettivamente utilizzando, ma non nella misura desiderata o necessaria a Pechino. Un aumento del tasso di interesse aumenterebbe certamente l'attrattiva internazionale dell'e-CNY, ma l'attuale tasso basso non rappresenta un grande incentivo all'adozione.

Concentrandosi su una valuta digitale della banca centrale (CBDC) all'ingrosso per i pagamenti internazionali, il PCC spera di costruire una “cortina di ferro” finanziaria immune alle sanzioni occidentali. Questa svolta rappresenta un'ammissione tacita del fallimento della valuta digitale cinese (e-CNY) destinata ai piccoli investitori affinché diventasse la “moneta del popolo”.


Declino economico e fratture interne

Il fallimento e la riprogettazione dello yuan digitale non dovrebbero essere considerati isolatamente. Le condizioni e gli aspetti dello yuan digitale sono ancora in evoluzione perché il lancio iniziale non ha avuto il successo sperato dal PCC. L'evoluzione dello yuan digitale si sta verificando mentre il “miracolo cinese” entra nella sua fase terminale.

Sono troppi i fattori economici negativi per poterli ignorare. Il mercato immobiliare, principale fonte di ricchezza per le famiglie cinesi, continua a deteriorarsi. La disoccupazione giovanile rimane a livelli record e la Nuova Via della Seta si è trasformata in un'enorme trappola del debito, con molti Paesi partner incapaci di ripagare i prestiti. Adottare una nuova valuta che elimina ogni forma di privacy e autonomia personale in tali condizioni economiche è, a dir poco, una scelta inopportuna.


La divisione politica all'interno del PCC è un altro fattore

Il sostegno politico all'interno del PCC sta cambiando in intensità e tra le diverse fazioni, e il Partito non è il monolite che sembra essere. Le lotte intestine tra i fedelissimi del leader cinese Xi Jinping, fautori della “Sicurezza prima di tutto”, e i resti dell'ala tecnocratica hanno portato a una paralisi politica, poiché altre priorità finanziarie hanno richiesto attenzione.

Le risorse un tempo destinate allo yuan digitale per il commercio al dettaglio vengono ora dirottate per sostenere un sistema bancario in crisi e per finanziare progetti “di facciata” nel settore dell'intelligenza artificiale, volti a proiettare un'immagine di parità tecnologica con l'Occidente.


Il futuro: uno strumento di controllo, non di commercio

Il PCC annullerà il Capodanno cinese elettronico?

È improbabile. Le dittature raramente ammettono la sconfitta. Inoltre sarebbe un'ulteriore macchia sull'autorità di Xi che i suoi oppositori potrebbero usare contro di lui. In breve, la digitalizzazione della moneta non scomparirà.

Al contrario, è probabile che lo yuan digitale venga relegato a strumento specializzato per le transazioni tra stati, gli esborsi governativi e la verifica dell'operato dei funzionari locali. In definitiva, lo yuan digitale serve ad aumentare il controllo sulla popolazione e a preservare il dominio del PCC sul Paese.

È destinato a rimanere, in una forma o nell'altra.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: https://www.francescosimoncelli.com/


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