giovedì 5 agosto 2021

Perché la politica monetaria si sta focalizzando sul mercato dei prestiti overnight?

 

 

di James Caton

La politica monetaria tenta di influenzare le aspettative d'inflazione. Con il suo recente accumulo di accordi reverse repo, la Federal Reserve spera di manifestare un impegno credibile per prevenire l'inflazione. I contratti di riacquisto inverso rimuovono fondi dal mercato dei prestiti overnight, impedendo così alle banche di utilizzarli per sostenere un prelievo di riserve mediante un'espansione marginale del credito. L'espansione del credito può produrre inflazione e nella misura in cui l'accumulo di riserve impedisce la creazione di nuovi prestiti, la Federal Reserve sta cercando di attenuare il fattore inflazionistico.

Perché la Federal Reserve ha accumulato accordi di riacquisto inverso invece di aumentare il volume dei depositi detenuti presso di sé? 

L'accumulo di accordi di riacquisto inverso si sta verificando proprio mentre il Tesoro statunitense preleva un volume di fondi senza precedenti dal suo Conto Generale presso la FED. Questi fondi vengono spesi e, quindi, entrano nel sistema finanziario. Se l'introduzione di questi fondi non viene compensata, aumenterà la pressione inflazionistica. L'attività nel mercato dei prestiti overnight potrebbe alimentare la preoccupazione dei funzionari della FED. In tal caso, la Federal Reserve potrebbe accumulare accordi di riacquisto inverso per posizionarsi meglio e combattere l'inflazione, indicando agli investitori che è disposta a fare tutto il necessario per prevenire l'inflazione senza ridurre le dimensioni del suo bilancio.

Un'altra spiegazione è che la Federal Reserve ha iniziato a ritirare fondi dal mercato dei prestiti overnight per paura che l'appetito delle banche per i conti di deposito stia diminuendo, almeno nell'attuale contesto di tassi d'interesse bassi. Dal 2008 la Federal Reserve ha pagato gli asset che acquistava accreditando liquidità sui conti dei venditori. Questo processo assicura che, nelle parole di Ben Bernanke, “la quantità di denaro in circolazione non sia influenzata da queste attività (106)”. Questo processo ha richiesto che le banche fossero felici di accettare credito sui loro conti di deposito presso la FED piuttosto che utilizzarli per investire.

La Federal Reserve tratta i contratti di riacquisto inverso come sostituti dei depositi. Secondo la Federal Reserve Bank di New York: "La transazione sposta alcune delle passività sul bilancio della Federal Reserve dai depositi detenuti da istituti di deposito (noti anche come riserve in eccesso) per invertire i pronti contro termine". Mentre le istituzioni di deposito possono lasciare i loro soldi in conti fruttiferi presso la Federal Reserve, altre istituzioni finanziarie, ad esempio gli hedge fund, non hanno questo privilegio. Il prelievo di fondi dal mercato dei prestiti overnight si rivolge ad una gamma più ampia di società finanziarie, inclusi fondi del mercato monetario, trader di valori mobiliari, GSE e hedge fund. Il mercato dei prestiti overnight è una fonte alternativa di fondi che la FED può utilizzare per promuovere i suoi obiettivi senza rialzare i tassi d'interesse.

Nell'ultimo anno si è registrata una crescente discrepanza tra i tassi pagati sui Treasury a breve termine e il tasso sui fondi federali. Prendendo in prestito dal mercato dei prestiti overnight, la Federal Reserve fornisce rendimenti relativamente più elevati alle istituzioni finanziarie non depositarie, in sostanza offrendo temporaneamente a queste istituzioni "conti di deposito" a basso rendimento presso la Federal Reserve.

Il prelievo del Conto Generale del Tesoro USA è stato rapido. Se la domanda di conti di deposito presso la Federal Reserve è una funzione del tasso offerto dalla Federal Reserve, la recente attività di quest'ultima potrebbe riflettere la preoccupazione per tale vincolo. Jerome Powell ha indicato che non intende rialzare i tassi d'interesse quest'anno. Nel frattempo il segretario al Tesoro (ed ex-presidente della Federal Reserve), Janet Yellen, potrebbe aver iniziato ad alimentare le aspettative per un modesto rialzo dei tassi, osservando che: "È possibile che i tassi d'interesse debbano aumentare leggermente per assicurarsi che la nostra economia non si surriscaldi". Di tutti i politici negli Stati Uniti, la Yellen probabilmente ha la migliore comprensione del copione che guida le decisioni di Powell. Ovviamente non ha paura di usare queste informazioni per influenzarlo e modellare le aspettative degli investitori. Bloomberg ha riferito che: "Gli strateghi della Bank of America ritengono che la FED debba aumentare l'IOER [IOR] di cinque punti base ed il tasso di offerta RRP di due o tre punti base [...] durante la riunione del FOMC a giugno". Nella riunione di giugno il FOMC ha aumentato lo IOR dallo 0,10 allo 0,15% e il tasso di offerta RRP dallo 0,00 allo 0,05%.

Durante la fine del mandato della Yellen alla FED e all'inizio del mandato di Powell, la politica ha promosso un ribasso del bilancio e un aumento dei tassi. Infatti la FED si stava impegnando in un modesto inasprimento della linea di politica. Se i tassi saliranno nel prossimo futuro, è probabile che i modesti aumenti mireranno a far salire il volume dei depositi detenuti dalla Federal Reserve.

Al fine di prevenire aumenti di denaro in circolazione, che potrebbero promuovere l'inflazione, la FED deve pagare tassi accettabili per i detentori di liquidità affinché rinuncino a questi fondi e li lascino in custodia presso la FED. La discrepanza tra i rendimenti dei Treasury a breve termine ed i tassi sui prestiti overnight ha consentito a Powell di evitare di aumentare i tassi di riferimento. Il mantenimento di aspettative di bassa inflazione è la chiave per consentire alla FED di continuare a pagare tassi relativamente bassi sui conti di deposito e sui fondi presi in prestito dal mercato dei prestiti overnight.

Un'inversione dei tassi del Tesoro a breve termine a causa delle crescenti aspettative d'inflazione renderebbe insostenibile la posizione della FED nel mercato dei prestiti overnight in assenza di un aumento del tasso pagato sui contratti di riacquisto inverso. L'unica alternativa sarebbe tentare di aumentare il volume dei depositi presso la FED, il che potrebbe richiedere un aumento dei tassi pagati su tali depositi, probabilmente spostando anche altri tassi a breve termine. Per prevenire l'aumento delle aspettative d'inflazione, la FED potrebbe dover rialzare i tassi in modo modesto prima che gli investitori gli forzino la mano in risposta ad una sorpresa inflazionistica negli indici dei prezzi.

In sintesi, l'attività della FED nel mercato dei prestiti overnight è volta a compensare le pressioni inflazionistiche derivanti dal prelievo di fondi dal Conto Generale del Tesoro USA. La FED sta prendendo in prestito dal mercato dei prestiti overnight accumulando reverse repo. Rispetto alle operazioni che utilizzano conti di deposito presso la FED, l'indebitamento nel mercato dei prestiti overnight consente all'Eccles Building di accedere ad un bacino di fondi più ampio da una varietà di istituzioni finanziarie. Di conseguenza la FED può prendere in prestito questi fondi a tassi più bassi ed evitare di attirare un'attenzione negativa che verrebbe generata da un rialzo del tasso d'interesse di riferimento e del tasso d'interesse pagato sulle riserve in eccesso.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: https://www.francescosimoncelli.com/


mercoledì 4 agosto 2021

Il nuovo piano della BCE sull'inflazione non solo è come quello vecchio, ma peggiore

 

 

di Brendan Brown

Vecchio, assurdo e inadatto allo scopo: in quale altro modo descrivere il “nuovo” piano per la politica monetaria dell'euro presentato dal capo della BCE?

Perché vecchio? Il "nuovo" piano è notevolmente simile a quello presentato nel maggio 2003.

Perché assurdo? La logica principale è quella di aggirare un problema dello "zero bound".  Questo problema, tuttavia, è opera della stessa BCE.

Perché inadatto allo scopo? Christine Lagarde ci dice che la revisione è stata intrapresa per assicurarsi che "la nostra strategia di politica monetaria sia adatta allo scopo sia oggi che in futuro". Ma non considera critiche a quella strategia e non avanza alcuna confutazione. Non spiega perché ci si aspettano risultati migliori da un piano così simile alla strategia che è stata perseguita nell'ultimo quarto di secolo.


Cosa c'è di nuovo?

La BCE ha alzato il suo obiettivo d'inflazione.

Quindi cosa c'è di nuovo? “Appena sotto il 2%”, la formulazione del 2003, è stata sostituita da “2%”. Nel profondo del testo del nuovo piano si fa riferimento alle conoscenze acquisite da allora sulla gravità della paralisi della politica monetaria che può verificarsi quando l'inflazione scende troppo. Questa scoperta, ci viene detto, giustifica una maggiore clemenza nell'accettare un rialzo dell'asticella dell'inflazione per qualche tempo. Il lettore arriva quindi alla frase "la stabilità dei prezzi si mantiene meglio puntando ad un obiettivo di inflazione del 2% nel medio termine".

La BCE ha adottato molti nuovi strumenti per far sì che ciò accada. A seguito della dichiarazione del 2%, la BCE conferma che l'impostazione dei tassi d'interesse rimane lo strumento principale, ma sono disponibili anche molti altri:

Il Consiglio direttivo ha inoltre confermato che l'insieme dei tassi d'interesse della BCE resta il principale strumento di politica monetaria. Altri strumenti, come la forward guidance, l'acquisto di asset e le operazioni di rifinanziamento a più lungo termine, che nell'ultimo decennio hanno contribuito a mitigare i limiti generati dallo zero bound sui tassi d'interesse nominali, rimarranno parte integrante dell'armamentario della BCE.

In altre parole, il nuovo piano ci dice che la BCE intende essere molto più attivista e prevede di utilizzare molti "strumenti" che una volta erano considerati inaccettabilmente radicali.

Ripensate alla primavera del 2003, quando il professor Otmar Issing introdusse l'allora nuovo quadro della BCE. Il punto saliente era quindi che la BCE avrebbe puntato ad un'inflazione di poco inferiore al 2%, pronta ad intraprendere azioni determinate per prevenire salti al di sotto e al di sopra. In risposta a una domanda, insistette sul fatto che la BCE aveva seguito questo piano sin dall'inaugurazione dell'euro (1999), anche se il suo obiettivo formale era semplicemente l'inflazione al di sotto del 2%, che in linea di principio avrebbe potuto significare inflazione a zero per la maggior parte del tempo.

Al momento dell'ultima revisione, Issing era ancora molto rispettoso nei confronti di un secondo pilastro del processo decisionale della BCE fondato su un intervallo di monitoraggio per la crescita dell'offerta di denaro più ampia. Non si parlava allora di QE, forward guidance, manipolazione dei tassi a lungo termine, e questi strumenti non erano accettati come legittimi. La legittimità e l'applicazione di tali "strumenti non convenzionali" sono arrivate nel bel mezzo delle crisi del debito sovrano e bancario del 2010-12. Sono stati introdotti come essenziali per il controllo monetario. Tutti si sono resi conto che il loro scopo principale era permettere alla BCE di effettuare massicci trasferimenti di fondi per sostenere i titoli sovrani deboli e le loro banche. Ora quella finzione è diventata parte del nuovo piano.


Gestire le aspettative dell'inflazione dei prezzi

Ci si sarebbe potuti aspettare qualche opposizione a tutto questo da parte della Bundesbank o della Banca nazionale olandese. Non ci sono prove di ciò, se non indirettamente, nella concessione da parte della BCE di un quid pro quo. La sua revisione afferma che la stima dell'inflazione dovrebbe essere eventualmente modificata per tenere conto del costo delle abitazioni.

Questa è una tesi molto debole. La BCE ci dice che il costo delle abitazioni è ora da stimare in un “indice a sé stante” e questo dovrebbe essere considerato in un contesto più ampio di valutazione delle condizioni monetarie per i prossimi anni. In definitiva, entro la metà del prossimo decennio la BCE prevede che ci sarà un HCPI modificato (IPC dell'area Euro) che includa questa stima dei costi delle abitazioni, ma non sarà pienamente operativo come variabile obiettivo fino alla fine di questo decennio. Chissà, a quel punto il formidabile boom dei prezzi delle case nella zona Euro, tra cui in particolare Germania e Olanda negli ultimi anni, potrebbe essersi invertito, il che significa che l'HCPI sarà riformato in una direzione che di fatto richiede una politica monetaria europea ancora più radicale.


Perché è necessario il nuovo piano? 

La BCE sostiene che il suo nuovo "piano" è diventato necessario perché il problema dello "zero bound" è diventato grave. Cioè, con i tassi d'interesse già così bassi, si presume che la banca centrale abbia bisogno di nuovi strumenti per far salire l'inflazione dei prezzi, nonostante l'obiettivo di quest'ultima sia stato raggiunto. Ciò è dovuto, si dice, a questioni al di fuori del proprio controllo. “Gli sviluppi strutturali hanno abbassato il tasso d'interesse reale di equilibrio: calo della crescita della produttività, della demografia e della domanda e richiesta persistente di asset liquidi sicuri. Da qui l'incidenza e la direzione degli episodi in cui i tassi ufficiali nominali si avvicinano allo zero bound”.


La BCE non risolverà un problema creato dalla stessa BCE

Che faccia tosta! Questo presunto problema di “tassi reali di equilibrio straordinariamente bassi” è un problema creato della stessa banca centrale. Il debito sovrano europeo e la crisi bancaria del 2010-12, l'innesco dei primi ribassi sul tasso reale di equilibrio, sono stati essi stessi una conseguenza della politica della BCE negli anni 1997-2007. Questo atteggiamento era altamente inflazionistico, anche se per la maggior parte del tempo i sintomi erano più visibili nei mercati degli asset rispetto ai mercati dei beni/servizi. Mirando ad un'inflazione del 2% in un momento di rapida crescita della produttività e globalizzazione, anche con pressioni al ribasso sui prezzi dovute all'aumento della concorrenza all'interno dell'UME, la BCE ha alimentato l'inflazione monetaria.

I “tassi reali di equilibrio” sono rimasti così bassi ben oltre le crisi del 2008-12 proprio perché le politiche della BCE hanno indotto e si sono aggiunte alla sclerosi economica. Il suo radicalismo, caratterizzato da tassi d'interesse negativi e vaste operazioni di QE incentrate sul salvataggio di banche e titoli sovrani deboli, ha indebolito ogni potenziale dinamismo delle economie europee.

Esempi di come la BCE ha contribuito alla sclerosi economica includono il dissesto che continua in Italia, fortificando lo status quo e soffocando qualsiasi distruzione creativa, compresa la liquidazione del big government e del clientelismo; lo stimolo di un boom mediante l'ingegneria finanziaria e più in generale della speculazione finanziaria in cui gli investitori perseguono rendimenti basati sulla leva finanziaria e altre illusioni piuttosto che potenziali ritorni sulla spesa in conto capitale; la creazione di massicce esportazioni di capitali in risposta alla carestia del reddito da interessi. Gli investitori europei cercano rendimenti elevati all'estero, specialmente nei mercati del credito ad alto rischio e anche nell'Eldorado del capitalismo monopolistico statunitense (in particolare i cosiddetti FAAAM), a sua volta una regione che soffoca il dinamismo economico; l'alimentazione di un boom immobiliare soprattutto in Germania che non genera crescita di produttività; disperazione in alcune famiglie per i ritorni negativi sui loro risparmi e che le loro pensioni vengano tagliate nel bel mezzo della prossima crisi finanziaria, costringendole così a limitare la spesa.

Il denaro malsano e disonesto, sia da parte della FED che della BCE o della Banca del Giappone, ha prodotto un tasso d'interesse di equilibrio apparentemente basso e presumibilmente (secondo la narrativa del sistema bancario centrale) sotto lo zero.

Una moneta sana ed onesta è la risposta al problema dello zero bound.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: https://www.francescosimoncelli.com/


martedì 3 agosto 2021

La verità sulle ondate di caldo

 

 

di Jim Steele

Per coloro che vogliono veramente essere guidati dalla scienza, mettete da parte l'isteria della crisi climatica. Possiamo spiegare la dinamica naturale di tutte le ondate di calore semplicemente conoscendo:

  1. come il calore viene trasportato lungo la superficie terrestre;
  2. come il calore viene trasportato verticalmente;
  3. come cambia il riscaldamento solare;
  4. come varia l'effetto serra.

Di seguito è riportata una mappa delle anomalie della temperatura globale per l'anno 2014 che illustra le dinamiche climatiche. Non esiste un riscaldamento uniforme che ci si potrebbe aspettare da una coltre globale di gas serra. In tutto il mondo, le temperature superficiali si alternano tra regioni di calore sopra la media (rosso) con regioni sotto la media (blu). Le regioni grigie mancano di dati sufficienti. Infatti gli Stati Uniti orientali più freschi sono soprannominati un "buco del riscaldamento" dagli scienziati del clima, perché la loro tendenza al raffreddamento contraddice la teoria del riscaldamento globale. Ciò richiede una spiegazione della dinamica del clima naturale.

L'andamento della temperatura è associato alle regioni in cui l'aria più calda proveniente da sud si è infiltrata più frequentemente verso nord, mentre contemporaneamente l'aria fredda da nord si è intromessa verso sud. Questo modello è dovuto ad una corrente a getto ed ai sistemi di pressione associati. Le regioni rosse calde indicano zone in cui dominano i sistemi ad alta pressione. Nell'emisfero settentrionale, i sistemi ad alta pressione causano una circolazione atmosferica in senso orario che spinge l'aria calda verso nord sul lato occidentale e l'aria fredda verso sud sul lato orientale. I sistemi a bassa pressione circolano in senso antiorario, tirando al contrario aria fredda verso sud sul lato occidentale. Questi schemi di circolazione combinati spiegano in parte sia il freddo estremo che ha fatto scendere le temperature del Texas fino a 10 °C al di sotto della media nel febbraio 2021, così come il riscaldamento estremo che ha innalzato le temperature del nord-ovest degli Stati Uniti di 1-4 °C sopra la media il giugno successivo. Allo stesso modo, nel 2019, il trasporto verso nord di aria riscaldata dal deserto del Sahara ha causato ondate di calore in Europa e Groenlandia. Tale trasporto naturale di calore può anche far sì che la costa dell'Alaska sia più calda della Florida.

Di seguito è riportato un esempio di come i sistemi ad alta e bassa pressione causino anche modelli opposti di circolazione verticale dell'aria, come nell'oscillazione naturale Madden-Julian. I sistemi a bassa pressione sono sistemi d'aria che sale verso l'alto. Quando l'aria si alza, il vapore acqueo si condensa formando nuvole. Sebbene le nuvole aumentino l'effetto serra, le nuvole riducono il riscaldamento solare in misura maggiore. L'effetto netto provoca temperature superficiali più fredde. Per bilanciare il peso dell'aria che sale, l'aria deve scendere altrove, causando un sistema ad alta pressione. Tuttavia, quell'aria che scende è ora quasi priva di vapore acqueo. I cieli sereni che ne risultano riducono l'effetto serra, consentendo la fuoriuscita di più calore infrarosso, ma aumentano anche il riscaldamento solare. Poiché l'aumento del riscaldamento solare è maggiore, l'effetto netto è una temperatura superficiale più calda.

I sistemi ad alta pressione spesso causano ondate di calore a causa del modo in cui esso viene trasportato, dei cieli sereni associati e dell'aumento del riscaldamento solare. L'oscillazione di Madden-Julian in movimento verso est, così come gli eventi di El Nino e La Nina insieme ad altre oscillazioni, possono interagire inaspettatamente per amplificare le regioni di aria che scende e quindi determinare la posizione di un sistema di alta pressione e di un'ondata di calore.

Infine il movimento verticale dell'aria aggiunge un'altra dinamica di riscaldamento. Le leggi dei gas sono fisica inequivocabilmente provata e affermano che aumentando la pressione, la temperatura dell'aria aumenterà senza alcuna energia aggiunta (riscaldamento adiabatico). Pertanto il peso crescente dell'atmosfera sull'aria secca che scende, la riscalda di -14,7 °C per ogni 1000 piedi di discesa. Oltre al trasporto del vento di superficie, questa dinamica ha contribuito a far registrare il calore sulla punta settentrionale della penisola antartica, dove l'aria scendeva dalle montagne. Lungo la costa occidentale degli Stati Uniti, l'aria spinta dalla Sierra Nevada alla costa oceanica (nota anche come i venti di Santa Ana e Diablo) fa sì che la California sperimenti temperature insolitamente calde (e incendi più grandi) durante l'inverno. Un simile flusso d'aria discendente dalle montagne Cascade, ha contribuito all'ondata di caldo estremo del giugno 2021 a Washington e in Oregon.

Anche quando l'aria discendente non raggiunge la superficie, la riscalda lo stesso sopprimendo la convezione. L'aria che entra in contatto con la superficie riscaldata dal sole si riscalda e sale (nota anche come convezione). Tuttavia l'aria sale solo se è più calda dell'atmosfera circostante. L'aria che scende da diverse migliaia di piedi di altitudine si riscalda quando scende. Eppure, nonostante l'aria calda raggiunga solo 100 piedi dal suolo, sopprime la convezione che normalmente trasporta il calore dalla superficie alla troposfera superiore. L'effetto è il riscaldamento estremo dell'interno di un'auto quando i finestrini chiusi impediscono l'uscita dell'aria calda.

L'esperto mondiale del clima degli Stati Uniti nordoccidentali, Cliff Mass, ha presentato prove che dimostrano che l'ondata di caldo del 2021 è stata un "evento imprevedibile" in cui tutte le dinamiche naturali discusse sopra sono convergenti. Come illustrato dalle anomalie del caldo e del freddo globali di seguito, l'ondata di caldo nel nord-ovest è stata un evento esclusivamente locale. Eppure, per sostenere la sua agenda, il presidente Biden ha seminato paura, definendo l'ondata di caldo nel nord-ovest come una crisi climatica globale. Biden non conosce la scienza e farebbe la figura dello scemo in un dibattito sul clima. Poi ci sono gli scienziati che dipendono dai finanziamenti statali e dalla narrativa del cambiamento climatico, i quali suggeriscono che solo il riscaldamento globale può spiegare quell'ondata di caldo. Tuttavia ignorano il fatto che i cieli limpidi dell'ondata di caldo riducono l'effetto serra locale, causato dal vapore acqueo. Inoltre il riscaldamento globale non può spiegare gli eventi freddi, come il freddo record in Europa appena 2 mesi prima. Quindi, attenzione! I media promuovono la disinformazione. Solo le dinamiche climatiche naturali spiegano scientificamente i recenti eventi meteorologici estremi.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: https://www.francescosimoncelli.com/


lunedì 2 agosto 2021

Dal bestiame a Bitcoin: “Legittimità” ed evoluzione del denaro

 

 

di Michael Milano

Una volta che una società abbraccia la divisione del lavoro, lo scambio diretto diventa sempre più irrealizzabile. Senza denaro, la specializzazione è limitata; senza denaro, i sogni di costruire una società avanzata sono solo una chimera. In sostanza, il denaro è il lubrificante per le relazioni umane: risolve contemporaneamente molti problemi di cooperazione fungendo da base per il calcolo economico. Poiché la consapevolezza nei confronti delle criptovalute non sovrane è aumentata drasticamente, le domande sulla storia del denaro hanno acquisito rilevanza. Come nasce il denaro? Da dove trae il suo valore? Le sezioni seguenti esporranno lo sviluppo del denaro, dal bestiame a Bitcoin, infondendo il concetto di legittimità nel quadro teorico di Carl Menger come delineato in On the Origins of Money.


Legittimità

Secondo il co-creatore di Ethereum, Vitalik Buterin:

La legittimità è un modello di accettazione di ordine superiore. Un risultato in un contesto sociale è legittimo se le persone in quel contesto sociale accettano ampiamente e fanno la loro parte nell'attuazione di quel risultato, e ogni individuo lo fa perché si aspetta che tutti gli altri facciano lo stesso.

Dal punto di vista di Buterin, la legittimità opera come una forza nascosta che guida il comportamento coordinato. La legittimità si manifesta attraverso numerose vie: la forza bruta, la continuità, l'equità, il processo, le prestazioni e la partecipazione. Oltre a fungere da componente intrinseca della tecnologia blockchain, il concetto di legittimità può essere applicato come variabile mediatrice per spiegare l'evoluzione del denaro.


Da proto-denaro a riserva di valore

Le società che usano il baratto ruotano attorno ad attori economici che scambiano beni e servizi direttamente, senza un mezzo monetario. L'impraticabilità dello scambio diretto, in definitiva, inibisce la prosperità della società e il progresso economico. Il bestiame ed altri prodotti agricoli sono emersi come proto-denaro già undicimila anni fa. Nel 1200 a.C., le conchiglie di ciprea ricoprivano il ruolo di denaro primitivo; le monete di bronzo e di rame fecero lo stesso duecento anni dopo in Cina. Pellicce, denti e wampum (ornamenti dei pellerossa) sono stati utilizzati in modo simile dalle tribù dei nativi americani per secoli.

Un assioma all'interno del mercato è che non tutti i beni possiedono la stessa commerciabilità (cioè, la facilità di disporre di tale bene in un momento conveniente, mentre conserva il suo potere d'acquisto). Tra i collezionisti moderni, gli ornamenti hanno dimostrato di essere universali. La ricerca di oggetti rari, opere d'arte e gioielli rimane oggi prevalente in tutto il mondo, tuttavia oggetti da collezione come i suddetti beni non deperibili non erano solo simbolici. Servivano ad un duplice scopo: fornire un modo per trasmettere valore attraverso il tempo e lo spazio, offrire così agli individui la capacità di accumulare valore se lo si desideravano. Come scrisse Mises in Human Action:

Ma non bisogna mai dimenticare che il tratto caratteristico della società umana è la cooperazione intenzionale; la società è un risultato dell'azione umana, cioè di una mira cosciente al raggiungimento dei fini. (pag. 145)

La transizione di una merce a riserva di valore avviene spontaneamente, guidata dall'azione umana, senza una pianificazione centrale. In termini di legittimità, questo passaggio è facilitato principalmente attraverso la partecipazione. Così come oggi si "vota coi dollari", i membri delle economie primitive partecipavano attivamente all'aumento della commerciabilità di determinati beni.


Da riserva di valore a mezzo di scambio

Nel tempo, una merce che raggiunge lo status di riserva di valore può evolversi in un mezzo di scambio. Una merce che diventa mezzo di scambio è in grado di far acquisire qualsiasi altro bene o servizio sul mercato. Questa transizione monetaria è aiutata dalla legittimità che coincide con il passare del tempo. Se è generalmente accettato che un bene abbia valore al tempo T, attraverso il fenomeno della continuità, cresce la fiducia che avrà valore al tempo T + 1.

Per illustrare come la legittimità media le prime due transizioni monetarie, immaginate un villaggio che ospita Alice, una allevatrice di maiali carente di potassio, e Bob, un vegano con un banano. Senza una terza parte, Alice non è in grado di stringere un accordo con il suo vicino. Man mano che il villaggio si espande, entrano in scena altre merci e viene scoperta una miniera d'oro. L'oro diventa rapidamente di moda per scopi ornamentali. In questo scenario, sarebbe opportuno che Alice e Bob scambiassero i loro beni meno vendibili con quelli che possiedono una maggiore commerciabilità. Tutti nel villaggio sono incentivati singolarmente a riconoscere la crescente commerciabilità dell'oro, poiché ciò fornirebbe un enorme vantaggio. Aiutato dalla legittimità che accompagna la cooperazione, l'oro diventa una riserva di valore. Portabilità, divisibilità, durabilità, riconoscibilità e la scarsità aumentano la legittimità del metallo giallo dal punto di vista delle prestazioni. Con il passare del tempo, la commerciabilità dell'oro forma un circuito di feedback positivo in cui la legittimità viene ulteriormente incentivata dalla continuità. Alla fine della seconda fase, l'oro svolge il ruolo di riserva di valore e mezzo di scambio all'interno di questo villaggio.


Da mezzo di scambio ad unità di conto

Una merce che si trasforma in unità di conto ha raggiunto una posizione rara. In questa fase, tutti gli altri beni sul mercato sono prezzati in termini di suddetta unità di conto. Per Menger: “Il denaro non è generato dalla legge. Nella sua origine è un'istituzione sociale e non statale”. I governi in passato si sono appoggiati allo status di mezzo di scambio dei metalli preziosi e quindi hanno istituito monopoli di conio con l'intenzione di infondere fiducia in merito alla genuinità, al peso e alla finezza dell'offerta di denaro. Attraverso la timbratura delle monete, i governi sono stati in grado di fornire diverse denominazioni e riscuotere le tasse in modo più efficiente. Per Rothbard: "L'emergere del denaro, mentre un vantaggio per la razza umana, ha anche aperto una strada più sottile per l'espropriazione governativa delle risorse".

Il monopolio statale sull'uso della violenza è una minaccia sempre presente. La legittimità con la forza bruta consente agli stati di impegnarsi nel signoraggio. Allo stesso modo ha dato al governo degli Stati Uniti il ​​potere di abbandonare il gold standard nel 1933. Oggi l'applicazione delle leggi sul corso legale da parte degli stati soffoca le valute concorrenti. La legittimità che coincide con la capacità di incarcerare le persone facilita le politiche monetarie sconsiderate utilizzate dalle banche centrali di tutto il mondo.


Bitcoin

Dal blocco genesi di Bitcoin il 3 gennaio 2009, abbiamo assistito all'evoluzione di un asset digitale decentralizzato. Sebbene BTC sia stato oggetto di condanne per non essere utile come mezzo di scambio, è imperativo riconoscere che questo processo richiede tempo, proprio come accaduto secoli fa con l'oro. Solo di recente Bitcoin è passato da proto-denaro a riserva di valore. Se BTC diventa una riserva di valore, la sua volatilità diminuirà ed inizierà la sua trasformazione in un mezzo di scambio.

Come protocollo decentralizzato, Bitcoin ha già guadagnato legittimità attraverso la partecipazione e l'equità. Nel caso di quest'ultima, Bitcoin ha una base di codice open source insieme ad un registro immutabile e trasparente. La legittimità della partecipazione a Bitcoin è dimostrata dalla sua liquidità, dalle dimensioni della sua comunità di sviluppatori e dal numero di indirizzi attivi. Con ogni anno che passa, cresce la fiducia nel protocollo peer-to-peer e si rafforza la consapevolezza del suo marchio. Se il cosiddetto Effetto Lindy è corretto, l'aspettativa di vita di Bitcoin aumenta proporzionalmente alla sua età attuale. Pertanto, nel tempo, la legittimità di BTC sarà ulteriormente rafforzata attraverso la via della continuità se le tendenze attuali continueranno.

Partecipazione, correttezza e continuità, però, non bastano da sole. La transizione di Bitcoin a mezzo di scambio richiederà legittimità in base alle prestazioni. Ciò dipenderà in ultima analisi dall'implementazione e dall'adozione di soluzioni di scalabilità (ad esempio, Lightning Network). Le transazioni che utilizzano soluzioni di livello due non avvengono direttamente sul livello di base (blockchain). Se perfezionata, questa tecnologia aumenterà esponenzialmente il numero di transazioni al secondo sulla rete Bitcoin.

La fase finale dell'evoluzione di Bitcoin richiederebbe una bitcoinizzazione del nostro mondo. In questo ipotetico futuro, ampie fasce della popolazione effettueranno transazioni in BTC, senza preoccupazioni per i tassi di cambio in valute fiat. Per questi individui, la preferenza per una moneta sana ed onesta rispetto a quella fiat inflazionistica risulterebbe evidente. Solo il tempo dirà se questo asset rivoluzionario può superare la legittimità della forza bruta utilizzata dallo stato. La concorrenza tra valute apre la possibilità che Bitcoin diventi un'unità di conto e potenzialmente una valuta di riserva globale.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: https://www.francescosimoncelli.com/


venerdì 30 luglio 2021

Il denaro nel corso dei secoli #2: Denaro fiat, veicolo dell'ideale di sottomissione

 

 

di Francesco Simoncelli

Il palcoscenico mondiale era essenzialmente pronto per vedere l'apparizione di un protagonista che avrebbe accompagnato gli esseri umani agenti fino ai giorni nostri. Nella prima parte di questo trattato breve abbiamo visto come gli ideali a cui la maggior parte delle persone teneva rappresentavano una funzione della fisicità del mondo: i mercenari combattevano per denaro e solo in secondo luogo per gloria. Le guerre di conquista e l'ampliamento del potere di tassare spazzarono via "l'onestà" delle guerre di difesa il cui primum movens era la comunità e la protezione della propria famiglia/terra. Il cambio di mentalità rappresentò anche una spinta alla "disonestà", cercando di imporre i costi delle mire espansionistiche quasi infinite sul resto della popolazione attraverso la svalutazione monetaria. Infatti le guerre nell'antichità erano "effettivamente "quasi" infinite perché guerrieri, combattenti e militari dovevano essere pagati con denaro "buono", fattore questo che rappresentava un peso progressivo per le casse di quei sovrani che intendevano portare avanti una guerra senza fine. Quindi nel mondo antico fino al tardo rinascimento, l'elastico tra guerra di difesa e guerra di offesa continuò ad essere teso e rilassato. Il cambio di paradigma sarebbe avvenuto nei secoli successivi, laddove la popolazione contadina o comune, sarebbe stata "reclutata" per rappresentare una nuova classe combattente.

Diversamente dai mercenari che in tempi non sospetti conoscevano profondamente le genuinità del denaro, questa classe era stata da sempre la vittima ultima delle varie svalutazioni monetarie che si sono susseguite nel corso del tempo. Potremmo quindi arrivare ad affermare che in qualche modo vi era abituata a questa sorta di "destino funesto". In questo contesto bisogna inserire anche l'ascesa della cosiddetta classe media (es. mercanti, artigiani, ecc.), la quale si sostituì progressivamente alle nuove scoperte di miniere di metalli preziosi come fonte di finanziamenti delle guerre dei vari sovrani. Infatti, come abbiamo visto nella prima parte, questa nuova classe emergente ricoprì un ruolo sempre più attivo nelle attenzioni dei regnanti, poiché le mire espansionistiche di questi ultimi potevano essere soddisfatte solo attraverso l'afflusso di nuovo metallo o una tassazione più pesante. L'ascesa della borghesia come classe aspirante privilegi, incarnò una fonte di credito non indifferente per la rinascita di vecchi imperi.

Il fatto era che suddetta classe rimaneva sottomessa alla nobiltà e alle corti regali stesse. Infatti oltre a fornire risorse monetarie attraverso prestiti e tasse, molto spesso il finanziamento dei capricci bellici dei sovrani portava a conflitti irrisolvibili che non avrebbero fatto altro che mandare in bancarotta il finanziatore; anche in caso di vittoria, il risultato sarebbe stata una rinnovata belligeranza. Assecondare la guerra di offesa di nobiltà e sovrani era un suicidio finanziario, la strada per ottenere privilegi, si accorse ben presto la borghesia, non passava affatto dal soddisfare i capricci dei sovrani. Di conseguenza una parte della classe media, quella che si specializzò nell'offrire credito, diventò molto attiva nel ricercare una via attraverso la quale emanciparsi da questa condizione di sudditanza: un assalto frontale sarebbe stato sterile, quindi il modo migliore era reclutare un esercito silenzioso che combattesse la sua battaglia. L'occasione non mancò, in particolar modo alla fine del XVII secolo quando l'intellighenzia europea iniziò a parlare di diritti universali dell'uomo.

Prima di quell'epoca la classe del popolo e contadina era stata inondata dagli ideali religiosi, ovvero le guerre combattute in nome di valori morali "più alti" come rettitudine, fede, abnegazione. Questa era la classe, tra le altre cose, che oltre a pagare le tasse doveva assolvere anche al servizio di leva. Fu il medioevo a cristallizzare questa consuetudine e gli ideali religiosi furono la toppa per far accettare a suddetta classe la perdita di mani necessarie alla gestione dei campi e degli allevamenti.

La risposta al dilemma dei creditori fu l'espansione dei "diritti universali dell'uomo" ai contadini e quindi propagandare l'ottenimento di tali "diritti" a condizione di una "rivoluzione" e del rovesciamento del sovrano. Un esercito composto principalmente da fanti irregolari che combatterebbero per ideali superiori tanto quanto quelli religiosi, non per l'argento, il quale poteva essere impiegato per l'acquisto di munizioni, logistica ed ufficiali mercenari professionisti. E per creare il fervore necessario per sostenere la rivoluzione e sostituire la continua perdita di fanti, questi “Diritti universali dell'uomo” furono elevati allo status di religione: “Liberté, Égalité, Fraternité”. Ciò a cui assistiamo in questo periodo storico non è l'emancipazione del popolo dalle catene del sovrano, ma l'usurpazione del ruolo di quest'ultimo da parte della classe dei creditori tramite rivolte per procura. Non è un caso che, sulla scia di questa diffusione di nuovi ideali, videro i loro natali le prime banche centrali.

Ad esempio, i bond di guerra del Paese A e del Paese B erano emessi dalle rispettive banche centrali, venduti agli investitori, inclusi loro stessi, e all'inizio della guerra avevano lo stesso valore. Poi il Paese A ottiene un vantaggio attraverso l'emissione di credito aggiuntivo ed i bond di guerra del Paese A aumentavano di valore man mano che accumulava vittorie sul campo di battaglia, mentre i bond di guerra del Paese B diminuivano di valore. Una volta arrivate al minimo le banche centrali acquistavano i bond di guerra a sconti enormi, vendono quelli del Paese A a prezzi elevati, e poi inondando di credito aggiuntivo il Paese B. Le sorti della battaglia alla fine cambiavano quando il flusso di credito inverso entrava in vigore: ora i titoli di guerra del Paese B si apprezzavano mentre i bond di guerra del Paese A calavano di prezzo. L'esito della guerra poteva essere controllata dall'emissione o meno di credito, e le banche centrali di entrambi i Paesi staccavano enormi profitti indipendentemente da quale Paese vincesse o perdesse. Così, all'inizio del XIX secolo, le guerre di logoramento incredibilmente costose furono perseguite non allo scopo di costruire un impero, ma invece per i profitti derivanti dall'emissione e dal commercio di bond di guerra.

Queste istituzioni, inutile dirlo, stavano costruendo il loro impero da contrapporre a quello canonico della nobiltà e del clero. Infatti se gli ideali di difesa, prima, e conquista, poi, avevano introdotto nell'immaginario della maggior parte delle persone nell'età antica la figura dell'imperatore e del sovrano, nel medioevo l'ideale religioso aveva aggiunto a suddette figure quella della Chiesa e delle sue "giuste" cause davanti agli occhi di Dio. L'ascesa del Terzo Stato appose un'ulteriore aggiunta agli ideali sopraccitati, ovvero, quello dei diritti universali davanti la legge.

Ora le banche centrali avevano un bacino sterminato di uomini che avrebbero combattuto per "ideali" di "affrancamento democratico" incarnati nella "cittadinanza"; questi aspiranti "cittadini soldati" avrebbero accettato denaro fiat offerto in cambio della loro volontà di combattere. Questa nuova religione dei diritti universali dell'uomo evolvette ben presto in pieno fanatismo religioso sotto la bandiera della "democrazia", e come tutte le religioni questa "democrazia" doveva essere diffusa agli infedeli attraverso la guerra. In particolar modo all'interno dell'impero chiave dell'Europa, laddove la propaganda della classe dei creditori non era riuscita ad attecchire come nel resto d'Europa: la Germania. Non è un caso infatti che l'ascesa del marxismo in Germania avesse come primum movens non la cosiddetta emancipazione delle masse, quello era lo slogan per gli allocchi, bensì la cacciata degli Hohenzollern. Ma i tedeschi si dimostrarono un nemico implacabile: attraverso una combinazione di guerre strategiche offensive, politica estera prudente, finanze sane, riforme liberali del mondo del lavoro e capacità senza pari del suo esercito, la Germania riuscì non solo a respingere l'assalto della "democrazia", ma anche ad espandere il suo territorio e la sua influenza ed arginare quella dei suoi agitatori comunisti. E la leadership tedesca aveva una vera visione filosofica: la fine della storia iniziava con il consolidamento di tutti i popoli germanici sotto l'unico dominio dell'imperatore tedesco (mentre la classe in ascesa dei creditori credeva che essa fosse la "fine della storia").

Non scordiamoci cosa c'era in gioco qui: non solo l'inserimento di un nuovo ideale, ma la demolizione quanto più controllata possibile degli altri due a cui si erano aggrappati nobiltà e clero. Questa porzione del Terzo Stato aveva come obiettivo di emanciparsi dalle catene del Primo Stato e per farlo doveva travasare "consensi" svuotando l'ideale del Secondo Stato, con questo nuovo esercito di "cittadini" avrebbe mosso guerra al Primo Stato. Scendere inizialmente a patti con quest'ultimo, attraverso l'istituzione delle prime proto-banche centrali, era solo un obiettivo transitorio non quello finale. L'obiettivo di lungo termine era precisamente demolire il Primo Stato e sostituirsi ad esso. Il "piano", per semplificare al massimo, prevedeva fomentare una guerra pressoché infinita, indebolire tutti i Paesi allo stesso modo e trarne profitto come spiegato in precedenza con l'esempio dei bond di guerra Con un'offerta di credito e una rete di difesa reciproca, l'atto finale era quello di spingere la Germania in una super guerra di logoramento che non solo avrebbe completamente sconfitto il popolo tedesco, ma avrebbe generato enormi profitti per il sistema bancario di New York e Londra attraverso il finanziamento delle ostilità, la fornitura di armamenti e servizi logistici.

Inutile ricordare che la prima guerra mondiale andò "secondo i piani", con la sconfitta ed umiliazione del popolo tedesco negli anni successivi alla fine del conflitto; ma non finì qui perché la Germania non apprese la lezione e continuò ad essere un outsider nella rete della classe dei creditori. Un outsider che venne finanziato nel post-guerra da chi aveva tutte le intenzioni di emergere come punto di riferimento mondiale, perché alla fine è un pattern che si ripete: una volta conquistata una posizione di prestigio e sbaragliati i propri concorrenti, non rimane altro da fare che detronizzare coloro che in precedenza erano "amici". La seconda guerra mondiale non fu altro che l'atto secondo di una guerra infinita resa fruttuosa dal denaro fiat che, durante il XX secolo, si sarebbe insediato come veicolo di trasferimento di ricchezza per eccellenza. Certo, la guerra era funzionale ad indebolire i vari Paesi che vi presero parte e le relative monarchie, ma non mancavano gli obiettivi secondari, come ad esempio denazionalizzare l'oro ed abbattere il gold standard. L'ideale dell'emergenza fu un ottimo escamotage a tal proposito per instillare nella mente degli individui la necessità di "fare sacrifici" per un bene superiore... per il benessere della collettività. Il primo conflitto mondiale inflisse un primo colpo alla nobiltà, facendola barcollare e il secondo sarebbe stato quello del KO. Fu un processo di apprendimento anche per la classe dei creditori, che nel corso del tempo compresero di poter raggiungere più obiettivi attraverso la spinta "democratica". Oltre a liberarsi una volta per tutte dell'ideale alla base della nobiltà, "il sovrano offre difesa in cambio di un tributo" sostituito da "la collettività si difende reciprocamente", la classe dei creditori voleva colmare successivamente quel vuoto: infatti l'ideale con cui avrebbe detronizzato la nobiltà sarebbe stato cambiato ancora in "la collettività si difende reciprocamente eleggendo membri al suo interno che possano meglio difendere questo ideale". A dir poco geniale.

Ma questo non bastava, perché una volta sbaragliati gli avversari, i nuovi nemici sarebbero diventati gli "amici" quindi occorreva una base da cui partire per ingaggiare una guerra (infinita) contro di loro senza però rischiare di rimetterci la propria ricchezza. Questo a sua volta significava rimuovere dall'immaginario collettivo la necessità di ancorare gli scambi a qualcosa di fisico e tangibile, ovvero, gli esseri umani agenti avrebbero dovuto smettere di "parlare tra di loro" attraverso la lingua dello scambio. Questo linguaggio avrebbero dovuto avere un revisore continuo che approvasse i messaggi comunicati. I metalli preziosi, quindi, sarebbero dovuti sparire: sia come mezzo di check and balance, sia come mezzo di scambio. Questi step avrebbero garantito al meccanismo dei bond di guerra di regnare incontrastato, andando a drenare la ricchezza che un Paese aveva accumulato e trasferendola ai vincitori. La Germania, che inizialmente non si piegò alla visione della classe dei creditori, volendo interpretare un ruolo tutto suo, venne resa l'esempio. Alle fine apprese la lezione.

Quindi gli Stati Uniti finanziarono l'ascesa di Hitler in Germania e poi entrarono in guerra sul versante opposto, già sapendo di doverlo fare, con una chiara intenzione in mente: rendere il dollaro un punto di riferimento mondiale, la voce predominante. Inutile dire che l'Europa ne uscì a pezzi. La Banca d'Inghilterra e la Banca di Francia erano insolventi a causa dell'enorme quantità di bond di guerra che non sarebbero mai stati rimborsati e queste perdite vennero scaricate sui contribuenti britannici e francesi. Con l'impero sovietico rimasto malconcio ma intatto, il mondo del secondo dopoguerra non era solo diviso lungo sistemi politici e ideologici, ma era anche diviso lungo sistemi monetari fiat in competizione: il dollaro del "mondo libero" contro il rublo del "mondo non libero". L'antagonismo tra questi due sistemi giocò a favore di entrambe le parti, poiché ciascuno accusò l'altro per impegnare ingenti quantità di risorse nazionali verso i rispettivi eserciti, espandere le proprie operazioni politiche e di intelligence internazionali, terrorizzare i Paesi non allineati e commettere ogni sorta di atrocità nelle loro campagne politico-religiose per costringere tutti i Paesi del mondo ad entrare in un sistema o nell'altro. Così scese sul mondo una serie infinita di guerre internazionali, palesi e segrete, e colpi di stato o elezioni truccate per far progredire l'urgente diffusione della “democrazia”, denominata in dollari USA, contro la diffusione della “minaccia rossa”, denominata in rubli . Nella sua analisi più semplice, questa era l'essenza della guerra fredda: la lotta tra sistemi monetari fiat in competizione per il dominio del mondo.

La guerra ora sarebbe stata condotta non per i profitti generati dal commercio di bond di guerra, ma con la diffusione della “democrazia” agevolando il finanziamento della “crescita” internazionale, ovvero, mediante i dollari USA. Poiché questi nuovi Paesi convertiti al dollaro non avevano il potere di emettere una valuta fiat tanto predominante da influenzare le sorti mondiali, e poiché erano in grossi guai economici, furono istituiti meccanismi per coprire le perdite per la classe dei creditori ampliando la missione delle istituzioni finanziarie extra-statali del secondo dopoguerra (es. FMI, Banca mondiale, Banca asiatica dello sviluppo). Il destinatario numero uno di questa “crescita” internazionale sono stati gli Stati Uniti: per 25 anni dopo la seconda guerra mondiale hanno visto aumentare il potere d'acquisto con la crescente emissione di moneta fiat in tutto il mondo, poiché l'inflazione veniva esportata all'estero ed i dollari tornavano indietro per essere investiti nella crescita delle esportazioni statunitensi. Questo isolamento dall'inflazione erano, in un certo senso, i "diritti del vincitore" concessi agli Stati Uniti e tutto funzionò fino all'agosto 1971. Negli anni '60 i Paesi produttori di petrolio iniziarono a smaltire i dollari in eccesso ed a richiedere oro. I deflussi di metallo giallo dagli Stati Uniti salirono vertiginosamente e divennero un grosso problema per l'egemonia del biglietto verde, poiché questa convertibilità era la foglia di fico che conferiva al dollaro il suo “valore” illusorio. Con l'esaurimento delle scorte d'oro degli Stati Uniti, il dollaro iniziò a deprezzarsi in patria e il tenore di vita interno ne risentì, così come i profitti generati dalla "crescita" internazionale per la classe dei creditori. All'inizio degli anni '70 la "crescita" interna stagnante (riduzione delle esportazioni combinata con l'inflazione interna alimentata dalla conversione dei dollari USA in oro) ed i limiti della "crescita" internazionale denominata in dollari mandarono in crisi il paradigma post-seconda guerra mondiale. In risposta alla cessazione della "crescita" internazionale, la classe dei creditori raddoppiò la posta in gioco: escogitò una via d'uscita che avrebbe generato profitti ancora maggiori per sé stessa, ma incorporava anche il meccanismo di autodistruzione finanziaria che alla fine avrebbe posto fine all'egemonia del dollaro e al denaro fiat stesso.

Questo nuovo paradigma andava ad eliminare completamente la convertibilità dell'oro; da quel momento in poi la fiducia nel denaro sarebbe stata coperta solo da coercizione politica, forza militare e frode.

Per garantire che il sistema funzionasse, le nazioni nell'orbita degli USA vennero "persuase" ad "investire" i loro dollari non in oro ma in bond del Tesoro USA e questo reindirizzamento di flussi finanziari sta alla base di ciò che oggi viene definito "finanziarizzazione". Non solo, ma anche della deindustrializzazione, perché il sistema monetario fiat richiede la distruzione delle esportazioni manifatturiere dato che i bond del Tesoro non possono tollerare la concorrenza... non più di quanto non possano tollerare la concorrenza di un sistema monetario sano ed onesto. Durante le frequenti crisi economiche, però, i dollari tendevano ad essere usati per comprare oro, minacciando l'intero sistema, poiché il metallo giallo era considerato una sorta di barometro delle condizioni economiche reali; i prezzi di tutto aumentavano se osservati in termini di oro. Al che la manipolazione del prezzo dell'oro sintetico divenne la norma per affondare le pressioni provenienti dal comparto fisico, altrimenti sarebbe emersa prorompente l'instabilità sistemica sottostante.

Il denaro si era ormai trasformato dalla sua antica rappresentazione di valore e calcolo economico in uno strumento utilizzato per concedere privilegi politici e sociali. Il denaro si era trasformato da strumento finanziario in strumento politico, controllato da una nuova fusione di poteri tra la classe dei creditori e le classi politiche. Quindi non sorprende che i salari misurati in dollari costanti non siano aumentati sin dal 1973, e se misurati rispetto ad un IPC realistico siano calati sostanzialmente. Questo è stato un effetto diretto della classe creditore/politica, la quale ha usato ed usa il denaro fiat per revocare tutti i privilegi precedentemente concessi alla classe media e bassa (quando ancora doveva costruire il suo "esercito") e li consegna alla classe delle grandi aziende. Perché? Perché la classe delle grandi aziende sarebbe diventata responsabile di un aumento sempre maggiore nel finanziamento del debito e nel prelievo fiscale, elementi necessari per sostenere i pagamenti degli interessi ed i rimborsi su un diluvio senza fine di emissione di bond del Tesoro.

Con la definitiva conversione del denaro in uno strumento di controllo mediante la rimozione definitiva dell'oro alla sua base, un veicolo che doveva trasportare informazioni per un calcolo economico accurato tra gli esseri umani agenti, adesso sarebbe diventato uno strumento per veicolare privilegi senza più alcun vincolo. Se dapprima gli ideali erano soprattutto trasmessi attraverso la comunicazione monetaria, limpida e trasparente incarnata dal denaro onesto, l'abbandono di tale onestà e trasparenza permisero alla classe dei creditori/politici di nascondere le loro macchinazioni. Se dapprima la guerra venne mossa nei confronti di nobiltà e clero, sconfitti con le due guerre mondiali, successivamente venne mossa contro il denaro sano ed onesto che venne definitivamente sconfitto nel 1971. La continua e progressiva importanza che ha assunto il credito nel corso del tempo ha rappresentato il cavallo di Troia attraverso il quale infliggere infine il colpo fatale al denaro scelto dal mercato. Per gettare le basi di questa fase e dell'eventuale consolidamento del potere politico, negli anni '60 molte delle grandi aziende e dei loro alti dirigenti risposero alla chiamata ad entrare nei regni della politica attraverso finanziamenti di agenzie globali extra-governative e dei think tank. Queste organizzazioni iniziarono ad esercitare una maggiore influenza politica sotto l'apparenza di aspirazioni come la "pace mondiale" e la "prosperità condivisa", ma con l'obiettivo finale di usurpare il potere di quelle nazioni "non allineate" e trasferirlo a suddetta classe.

Questa influenza venne diffusa a livello internazionale usando tangenti sotto forma di "aiuti esteri" e "aiuti umanitari" in modo da stabilire una catena di basi militari statunitensi in tutto il mondo. Agli Stati Uniti venne quindi concessa una sorta di "autorità morale" per perseguire una guerra globale senza fine e stabilire/mantenere questo unico "ordine mondiale", il tutto sotto l'apparenza di una sorta di rispettabile “consenso globale”. Allo stesso tempo i think tank ed i loro alleati nel mondo accademico iniziarono a fomentare la discordia sociale per scoraggiare la partecipazione alla vita politica da parte della classe operaia bianca e favorire l'indifferenza verso la strisciante influenza extra-governativa attraverso cose come la controcultura, la promozione del consumo di droga, la "liberazione" delle donne, il movimento per i diritti civili e l'ideale di “diversità”.

Con la maggior parte delle persone stordite e confuse durante gli anni '70, la classe dei creditori/politici avviò una silenziosa transizione verso una totale sottomissione dell'umanità. Pillola addolcita da una fase temporanea di “successo” materiale basato sul debito, facilitando quindi i suoi piani attraverso l'indifferenza pubblica. La fine della festa è arrivata nel 2001, quando la prosperità fasulla incarnata da una macchina del credito fiat a piena potenza ha manifestato i suoi limiti, svegliando bruscamente coloro che avevano creduto al mito di una prosperità perenne grazie alla stampante monetaria. I think tank erano oramai diventati alquanto bravi a deviare l'attenzione e venne usato il clamore per il 9/11 per far distogliere lo sguardo alla maggior parte delle persone e permettere alle autorità di usare tutti i mezzi economico/finanziari possibili per permettere alla "prosperità" di non fermarsi. Un'altra battuta d'arresto è arrivata nel 2008 e da quel momento in poi abbiamo assistito ad un'ulteriore spinta verso territori monetari inesplorati che hanno praticamente messo sulla strada dell'argentinizzazione nientemeno che gli Stati Uniti. Nel 2019, con il caos nel mercato dei pronti contro termine, una crisi senza precedenti avrebbe mandato nel panico tutto il mondo occidentale e, come nel 2001, è stato usato il clamore della presunta emergenza sanitaria per introdurre misure ancora più folli.

La devastazione dei diritti civili, la presunzione delle autorità nel distruggere il tessuto economico/sociale e la divisione sociale non sono altro che il risultato di un inganno, un mondo ovattato che è stato concesso alla maggior parte delle persone per sostenere una visione del mondo che non era affatto la loro. Non sorprendetevi che siano stati tolti i "diritti civili fondamentali", perché sono stati inizialmente concessi per portare avanti un progetto di una classe ristretta d'individui. Perché la maggior parte delle persone è stata disposta a rinunciare alla libertà in nome di una presunta sicurezza? Leggendo questo trattato la risposta è rapida: non sanno cos'è, l'hanno letta ma mai praticata. La memoria storica è morta con gli ultimi individui che l'hanno vissuta. Capite anche adesso perché è stat facile togliere la "democrazia"? Ma come tutti gli imperi che abbiamo visto sinora in questo trattato breve, anche questo è destinato a crollare. E no, i piani non andranno come pianificato da chi sta cercando con il comando/controllo di tenere in piedi un ideale ormai svuotato da tutti i suoi contenuti. Un nuovo ideale sta ribollendo sotto la superficie e con esso la riscoperta di valori di libertà e soundness monetaria, ma lo analizzeremo nella parte conclusiva di questo percorso. Vi potreste domandare come mai finora non siano stati fatti nomi: ebbene, sono ininfluenti. I nomi vanno e vengono, ciò che rimane sono gli ideali; comprenderne i meccanismi ed i pattern che dispiegano rappresenta il vero modo per guardarli dall'alto e prendere una decisione propria: abbracciarli o emanciparsene.


👉 Qui il link alla Prima Parte: https://www.francescosimoncelli.com/2021/07/il-denaro-nel-corso-dei-secoli-1-le.html

👉 Qui il link alla Terza Parte:


giovedì 29 luglio 2021

Le proteste a Cuba raccontano una storia molto più grande

Tutte le dittature si fondano sulle menzogne e quella di Cuba non fa eccezione. Ma anche in questo caso alla fine la verità viene a galla, perché esiste un minimo comun denominatore: l'essere umano agente e le leggi economiche apodittiche che lo circondano. Di conseguenza una delle più grandi menzogne spacciate dal regime comunista cubano è l'impossibilità di accedere al resto del mondo a causa dell'embargo statunitense. Questo non spiegherebbe come sia possibile un peso sul commercio internazionale del 27% del PIL e una pletora di rapporti commerciali bilaterali con diversi Paesi del mondo. La verità dell'embargo su Cuba riguarda solo gli armamenti, nessuno ha mai impedito che arrivassero cibo e farmaci sull'isola. Senza contare che la maggior parte degli aiuti umanitari arrivati a Cuba sono stati sperperati e alcuni Paesi, come la Cina e la Russia, hanno condonato parte del debito cubano dovuto loro. Inoltre, come in ogni dittatura socialista che "si rispetti", chi è al comando gode di privilegi, mentre il resto della popolazione è lasciata a marcire nella povertà. La dittatura cubana, quindi, non fa eccezione: prende in prestito, sperpera le risorse, impoverisce la popolazione e non rispetta i suoi impegni economici/finanziari; ah certo, e poi si lamenta di un embargo inesistente. Quello che ha distrutto Cuba è il comunismo.

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di John Tamny

“I video pubblicati sui social media mostrano polizia e soldati che picchiano i manifestanti. Questi ultimi hanno strappato i ritratti di Fidel Castro, mentre altri hanno distrutto e ribaltato le moto e le auto della polizia”. Queste sono le parole dei giornalisti sul Wall Street Journal, Jose de Cordoba e Santiago Perez.

Si spera che le immagini video dalle strade dell'Avana spingano ancora di più il popolo cubano a liberarsi finalmente dalla tirannia. Chi è al potere non può arrestare tutti, e se ci prova, o se cerca di arrecare danni fisici ai manifestanti, lo sapremo tutti.

Che i tiranni di Cuba possano essere smascherati in tempo reale è tutto merito del genio del profitto capitalista. Anche se credete che sia assurdo, che Internet non esisterebbe se non fosse per Arpanet del Ministero della Difesa, ciò che è innegabile è che gli imprenditori che pensano in modo opposto sono quelli che hanno visto in modo univoco le possibilità di Internet per le masse. Un'esplosione nell'uso di Internet a livello globale sta portando alla vista di tutti le proteste a Cuba. Il mondo intero starà a guardare supponendo che le autorità cubane possano esercitare una repressione.

Quello che sta succedendo ora rappresenta anche un promemoria: gli embarghi che gli Stati Uniti hanno posto su Cuba sono inutili. Tanto vale smetterla... da ieri. Anche se gli "Stati Uniti" non possono commerciare con Cuba (in realtà, sono state fatte eccezioni per i prodotti agricoli e medici, tanto che gli Stati Uniti sono il 4°  partner commerciale del Paese), i pacchi dai cubani americani ai familiari continuano a fluire verso il Paese. In altre parole, se state producendo beni di valore state commerciando con il mondo. Ci sono iPhone a Cuba e la loro esistenza permette al mondo intero di vedere una rivoluzione che si spera abbia successo.

Le informazioni fluiscono a livello globale quando l'aumento della velocità di Internet viene abbinato ai supercomputer che entrano nelle nostre tasche. I lettori potrebbero volerlo tenere a mente la prossima volta che annuiscono con la testa sull'importanza di liberarsi dalla "Big Tech" o ridurre la disuguaglianza. Qualunque sia la politica dei fondatori e degli amministratori delegati delle Big Tech, e qualunque sia il numero di zeri nel loro patrimonio netto, la vita sarebbe peggiore senza di loro; ed i più vulnerabili nel mondo sarebbero molto meno sicuri senza i risultati commerciali dei "demoni della tecnologia". Ancora una volta, se le autorità cubane reprimono, lo sapremo tutti. C'è un certo grado di sicurezza in questo esito... soprattutto per il popolo cubano. Grazie a Dio.

Senza dubbio gli iPhone sono sempre più onnipresenti lì grazie ai generosi parenti cubani negli USA, ma la interessante qui è che l'accesso ad Internet è ancora scarso. Come ha notato David Ariosto nel suo libro del 2018, This Is Cuba , chi ha la fortuna di avere telefoni cerca all'infinito un accesso ad Internet nonostante sia scadente. Non è una cosa che si trova ovunque da quelle parti e non è così veloce, eppure le immagini di protesta si stanno facendo sentire.

La cosa importante e molto eccitante in tutta questa storia è anche un promemoria di quanto la classe politica statunitense sia stata presa dal panico nel marzo del 2020. Per capirlo, pensate alle immagini che escono da quella che è ancora una economia primitiva e disperatamente povera; poi pensate a questa verità in relazione alla Cina.

Mentre gli smartphone sono ancora un lusso raro a Cuba e quelli ben collegati ad Internet ancora più rari, gli smartphone in Cina sono ovunque. Com'è noto, Apple vende lì un quinto dei suoi iPhone e poi Huawei, con sede a Shenzhen, è uno dei maggiori produttori di smartphone al mondo, se non il più grande.

È tutto un promemoria che ci ricorda come gli asterischi posti accanto ai decessi segnalati in Cina legati al coronavirus erano superflui. Anche se le autorità cinesi non hanno detto la verità sui decessi per virus nella primavera del 2020, il loro fallimento non ha avuto alcuna conseguenza. Se le persone fossero morte in massa, non ci sarebbe stato modo per le autorità cinesi di nascondere questa verità.

Lo sappiamo perché Internet è molto migliore e più veloce in Cina. Come ha scritto Evan Osnos nel suo libro del 2014,  Age of Ambition: "Internet ha superato molto tempo fa ciò che i censori potevano gestire. La tecnologia è più veloce dei politici e della polizia. [...] Le parole vengono espresse prima e poi censurate". Ancora una volta, se il virus fosse stato una delle principali cause di malattia o morte in Cina, lo avremmo saputo. Come ho sottolineato nel mio ultimo libro,  When Politicians Panicked, i sovietici non riuscirono nemmeno a nascondere il disastro nucleare di Chernobyl nonostante la tecnologia fosse esponenzialmente più primitiva.

Questo ci dice che chiunque avesse fatto ricerche, sapeva molto prima del marzo 2020 che il virus era molte cose, nessuna delle quali terribilmente letale. Se lo fosse stato, questa sarebbe stata una notizia importante da dove si è diffuso per mesi e senza alcun tipo di reazione politica. Eppure i politici negli Stati Uniti sono lo stesso andati nel panico causando perdite di posti di lavoro, bancarotte aziendali, depressione, alcolismo, solitudine, picchi globali di povertà e fame, ecc.

Tutto questo non è successo a causa di un virus (si era diffuso da mesi in tutto il mondo), ma perché i politici hanno deciso di fare qualcosa. E quando i politici "fanno qualcosa", impongono il comando e il controllo sul mercato (le persone) con risultati prevedibili.

Come sempre, gli storici si stupiranno. Coloro che hanno detto e dicono la verità non sono altro che smartphone collegati ad Internet, insieme al mercato azionario stesso (ci sarà un motivo per cui Apple alla fine fa tanti soldi, no?), e ci dicevano e dicono molto chiaramente che non c'era e non c'è motivo per cedere al panico. La gente comune infatti non s'è fatta prendere dal panico, ma i politici sì. Non dimentichiamo così facilmente i loro tragici errori e facciamo in modo che non li dimentichino nemmeno loro.

Infine, usiamo la verità che è Internet per liberare finalmente il popolo cubano. Il mondo intero sta ancora una volta a guardare.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: https://www.francescosimoncelli.com/


mercoledì 28 luglio 2021

La fine del ciclo del credito bancario

 

 

di Alasdair Macleod

Le conseguenze economiche dell'espansione ciclica e della contrazione del credito bancario sono la ragione di boom e bust risalenti sicuramente alle guerre napoleoniche e forse prima. I rimedi keynesiani, che devono il loro pedigree alle teorie finanziarie di John Law, non sono mai riusciti a domarli.

Questo articolo collega la teoria Austriaca del ciclo economico al ciclo del credito bancario. Spiega come viene creato il credito bancario e i depositi dei clienti con esso attraverso la contabilità a partita doppia.

La soppressione dei tassi d'interesse da parte del sistema bancario centrale ha portato alla morte virtuale della creazione di credito bancario a vantaggio delle imprese non finanziarie. Invece le banche hanno ampliato i propri bilanci per sostenere attività puramente finanziarie e speculative per compensare margini di prestito ridotti.

La contrazione ciclica del credito bancario è destinata ad essere più grande di qualsiasi cosa abbiamo sperimentato dal crollo di Wall Street del 1929-1932. I tentativi delle autorità di coprire questa realtà sono destinati ad indebolire il potere d'acquisto delle loro valute.


Introduzione: il fascino dell'espansione monetaria

La storia è costellata da individui che in tutti i campi dell'attività umana vedono una scorciatoia verso un determinato obiettivo. Esopo vi scrisse anche una favola: la lepre e la tartaruga. Il campo dell'economia non fa eccezione. Prima dei tempi moderni l'esempio fu John Law che, nell'ottobre 1715, presentò al castello di Vincennes un progetto per una banca "in nome e per conto del re" al Consiglio delle finanze. Law stava inventando il sistema bancario centrale. Aveva convinto il duca d'Orleans, il principe reggente, che esisteva una soluzione facile ai debiti del re ereditati dal padre dissoluto, Luigi IV, lo spendaccione Re Sole. Emettere livree in cambio di metallo prezioso e capitalizzare la sua banca sul debito reale, acquistato con uno sconto ma valutato a livello nominale. L'economia sarebbe stata stimolata e lui avrebbe ridotto l'onere degli interessi sui billets d'état.

Inizialmente gli fu negato il permesso, ma successivamente gli venne assegnata una banca privata e Law era in affari. La conversione alla Royal Bank — operante di fatto in nome del re — avvenne più tardi. Non c'erano dubbi sulla capacità intellettuale di Law e sulla sua capacità di persuadere. E Law fu seguito due secoli dopo da un doppione: Keynes, che inconsapevolmente adottò le teorie di Law e gran parte del suo approccio al denaro e all'economia.

Sulla scia delle soluzioni rapide offerta da Keynes, venne trascurato lo studio della relazione tra credito e cicli economici. Piuttosto che indagare sul motivo per cui si verificava un crollo periodico, era più facile ipotizzare una causa. Keynes dichiarò che il libero mercato va incontro a crisi perché è imperfetto e la sua soluzione fu l'intervento statale per correggerlo. E quando l'aiuto economico dello stato si sarebbe rivelato solo una soluzione temporanea, perché l'economia sarebbe crollata di nuovo, l'assunto originale non sarebbe mai stato messo in discussione: l'interventismo continua ad essere un mantra tra i suoi seguaci ancora oggi.

Gli economisti, i commentatori finanziari e gli investitori sono tutti consapevoli che i fattori ciclici influenzano sia i valori degli asset che l'attività economica. Ma nel campo dell'economia, la teoria ciclica è stata principalmente associata alla Scuola Austriaca, principalmente ali scritti di Ludwig von Mises sulla teoria del ciclo economico ed al triangolo di Friedrich von Hayek. Oggi sono racchiusi collettivamente nella teoria Austriaca del ciclo economico.

Le spiegazioni della Scuola Austriaca sui boom/bust hanno contribuito in modo significativo alla nostra comprensione ed i collegamenti con il credito sono stati esaminati e compresi sia da Mises che da Hayek. Ed i bust ciclici sono ancora radicati nelle nostre economie. Per metabolizzare questo importante argomento, dobbiamo scartare i presupposti economici neo-keynesiani e tornare alle origini, adattando e ampliando le scoperte della Scuola Austriaca ai tempi moderni.


Il punto di vista di Hayek sul ciclo economico

Hayek era famoso per la sua descrizione del meccanismo con cui si verificava il normale ciclo economico. Fece ricorso all'uso di un triangolo per illustrare ai suoi studenti della London School of Economics le relazioni tra la spesa dei consumatori, il risparmio e le conseguenze per gli investimenti di capitale in presenza di variazioni dei tassi d'interesse.

Hayek utilizzò questo modello per illustrare l'effetto dei tassi d'interesse sul tasso di risparmio e le conseguenze per il calcolo aziendale, sottolineando che il capitale veniva liberato sotto forma di aumento del risparmio da una diminuzione dei consumi immediati. Successivamente lo spiegò così: "Il numero di fasi della produzione che possono essere sostenute dal mercato dipende dalla preferenza temporale dei consumatori. Ad esempio, una riduzione della preferenza temporale aumenta l'offerta di fondi mutuabili ed abbassa il tasso d'interesse sul mercato, a parità di altre condizioni. Questo aumento del risparmio consente di estendere il triangolo aumentando il capitale finanziario necessario per aggiungere fasi di produzione [...]. Il triangolo hayekiano offre una semplificazione della teoria del capitale al fine di enfatizzare caratteristiche particolari come gli effetti dei tassi d'interesse di mercato su quanto tempo impiega la produzione in un'economia".[1]

Ci sono elementi in questa affermazione (che non era di Hayek) che sembrano essere deboli. Ad esempio, il suggerimento che una riduzione della preferenza temporale (in altre parole, un abbassamento dei tassi d'interesse, che in un libero mercato equivale alla stessa cosa senza alcun ritardo temporale) aumenti il risparmio. Ci si può aspettare che un calo dei tassi d'interesse abbia l'effetto opposto, deviando i risparmi verso i consumi. Chiaramente, affinché questa affermazione sia corretta, devono esserci altri fattori in gioco che prevalgono su una curva domanda/offerta attesa. La spiegazione si trova nelle pratiche contabili bancarie, come verrà spiegato più avanti in questo articolo.

Il triangolo di Hayek supponeva che con l'aumento degli investimenti come conseguenza della riduzione della spesa dei consumatori, ci fosse uno spostamento della redditività dalle attività di vendita al dettaglio verso fasi precedenti della produzione. L'aumento degli investimenti di capitale da maggiori risparmi era una conseguenza diretta; e la riduzione della preferenza temporale riduceva la penalità temporale sostenuta per la produzione futura. Pertanto diventavano praticabili metodi di produzione più indiretti.

Che la produzione manifatturiera aumentasse con l'aumento del capitale disponibile fu una tesi originariamente proposta da Eugen von Böhm-Bawerk, un precedente economista della Scuola Austriaca e per un certo periodo ministro delle finanze austriaco. Il triangolo era il tentativo di Hayek di spiegare la relazione tra investimento, tempo e mezzi di produzione. Come spiegazione era accettata, almeno prima che l'establishment economico migrasse verso il keynesismo in seguito alla pubblicazione della Teoria Generale di Keynes, la quale rimosse i fattori temporali dall'economia tradizionale.

Ci sono molti dettagli da considerare dietro il triangolo di Hayek, ma ci sono anche contraddizioni al suo interno e una contraddizione nella teoria della circolarità dovrebbe essere ovvia per gli economisti di oggi. Non riesce ad affrontare un fatto ovvio rivelato dalla logistica moderna: indipendentemente dai cambiamenti nei risparmi, specializzandosi nella produzione ci si può sempre aspettare miglioramenti nella combinazione di costi, qualità e affidabilità rispetto ad un produttore che intraprende tutti i processi di produzione. Nel tempo la produzione finale di beni strumentali e di consumo durevoli è diventata sempre più un processo di assemblaggio di componenti prefabbricati provenienti da fonti diverse. Questo processo evolutivo ha avuto poco a che fare con i cambiamenti nella preferenza temporale, e più a che fare con i vantaggi della globalizzazione.[2] L'approccio hayekiano ignora anche i vantaggi delle economie di scala per un produttore specializzato, il quale realizza componenti per un'ampia gamma di produttori (cosa che inevitabilmente verrebbe in mente quando si pensa alla descrizione di Adam Smith della manifattura degli spilli nel primo volume del suo La ricchezza delle nazioni).

Probabilmente un secondo difetto in questo approccio è etichettare il ciclo come qualcosa di legato al commercio. Ludwig von Mises lo descrisse come un ciclo economico. Entrambe le descrizioni sono fuorvianti, nel senso che l'origine del ciclo risiede nel credito bancario. Tutti gli economisti avrebbero visto meglio se avessero dato maggiore risalto agli aspetti pratici e alle conseguenze della creazione del credito nel sistema bancario globale che esiste almeno dal Bank Charter Act del 1844 e in Inghilterra dai tempi dei primi orafi a Londra.


Le radici e gli aspetti pratici della pratica bancaria moderna

Durante la guerra civile inglese (1642-1651) gli orafi prendevano e custodivano depositi, pagando il 6% sulla base del fatto che essi diventassero debiti nei confronti dei depositanti, e quindi proprietà degli orafi, da impiegare e utilizzare come meglio credevano per generare il rendimento promesso. Fu da questa pratica che il risparmio depositato divenne un debito della banca nei confronti dei depositanti (nel diritto bancario romano e inglese un mutuum contrapposto a depositum), consolidando il loro ruolo nell'espansione del credito bancario. Come si può vedere dal latino, il termine deposito bancario per i saldi dei clienti è chiaramente errato.

I teorici economici ipotizzano che tassi d'interesse più elevati verso la fine del ciclo del credito alterino l'equilibrio tra risparmio e consumo, stimolando più risparmi e meno consumi. Questo è un errore. Dal punto di vista di un banchiere, i tassi d'interesse più elevati sono la conseguenza dell'aumento del rischio di prestito e riflettono il desiderio di ridurre l'offerta di credito. E attraverso il processo di contabilità a partita doppia, una riduzione dell'esposizione creditizia è accompagnata da una riduzione della principale fonte di finanziamento del bilancio: la passività della banca nei confronti dei depositanti. Al contrario, tassi d'interesse più bassi, che riflettono un rischio di prestito inferiore, sono il risultato del desiderio del settore bancario di espandere i prestiti e non come comunemente si suppone qualcosa di guidato da un eccesso di risparmi.[3] Ecco perché i depositi bancari aumentano all'inizio del ciclo del credito, e questo punto concorda con il triangolo di Hayek; tranne che l'origine dei depositi non è dai risparmi dei consumatori ma dall'espansione del credito bancario. Il processo di creazione del deposito è spiegato più dettagliatamente di seguito.

Sono gli aspetti pratici della contabilità bancaria che alimentano l'aumento e la diminuzione della quantità di depositi. Questo è il contrario di quanto suggerirebbero le leggi della domanda e dell'offerta rispetto all'allocazione del risparmio. L'errore è considerare i tassi d'interesse come il prezzo del denaro, un errore che sta anche alla base delle politiche monetarie delle banche centrali.

Possiamo riassumere la situazione con una ferrea legge bancaria: Prestando denaro, le banche creano depositi; pertanto un aumento o una diminuzione dei livelli complessivi di deposito non sono per volere dei risparmiatori, ma delle banche.

Per una comprensione dei cicli economici, a mio avviso è molto più costruttivo un approccio che arriva alla loro origine e senza alcun dubbio è un ciclo di espansione e contrazione del credito bancario. Il vero risparmio fornisce capitale alle imprese, ma questo avviene attraverso canali diretti, che possono o meno essere aumentati dal credito bancario. Poiché le variazioni nel credito bancario determinano un ciclo di attività imprenditoriale, esse devono costituire la base della nostra indagine.

La forma e l'impatto delle contrazioni periodiche del credito variano da ciclo a ciclo, e vi sono anche le distorsioni derivanti dagli interventi statali. Ma, tranne forse per un keynesiano intransigente, c'è un ciclo sottostante; e nello studio di qualsiasi ciclo, abbiamo bisogno di un punto di partenza. Nell'anticipare che si tratta di credito, dobbiamo prima descrivere un modello economico con una quantità costante di denaro e credito, e l'assenza di intervento statale come punto di riferimento; e supponiamo anche che il potere d'acquisto del denaro nel complesso non vari molto, perché è fondamentalmente sano ed onesto.


L'economia in un modello monetario sano ed onesto

In questo tipo di economia, la comunità al suo interno agisce sia come consumatore che come risparmiatrice, e attraverso la divisione del lavoro i produttori forniscono il reddito per tutti. Dobbiamo descriverlo in questo modo per includere coloro che non producono, come i bambini, coloro che dipendono dagli altri per il loro sostentamento e benessere come gli anziani e gli infermi, e coloro il cui lavoro non è economicamente riconosciuto, come le casalinghe.

I produttori si evolvono in imprese con dipendenti, che soddisfano tutti i bisogni e i desideri della comunità. Tutto ciò che viene importato, perché o non può essere prodotto localmente, come le materie prime, o è creato meglio altrove, lo è a condizione che sia pagato, o coperto dalle esportazioni della comunità o dall'esportazione di parte delle riserve di denaro della comunità. In quest'ultimo caso, un'esportazione netta di denaro tenderà ad aumentare la sua scarsità all'interno della comunità, riducendo così i prezzi della produzione interna rispetto a quelli dei beni importati. Rendendo l'esportazione più attraente e le importazioni più costose, e senza l'intervento di un'autorità centrale, si mantiene sempre un equilibrio tra importazioni ed esportazioni.

Mettendo da parte le fluttuazioni dello stock di denaro proveniente dal commercio con le altre comunità, il denaro totale ricevuto dai produttori in capitale di investimento e vendite di beni provenienti dalla spesa dei consumatori e dal risparmio rimarrà invariato di anno in anno. Ciò che cambierà continuamente è il modo in cui i flussi di denaro avanzano, facendo salire alcuni prezzi dove la domanda è aumentata mentre altri diminuiscono dove la domanda è diminuita. Con la loro attività di offerta per fondi di capitale, imprenditori e produttori possono far fluttuare la divisione tra consumo immediato e differito.

Le aziende che non riescono a raggiungere una redditività adeguata, o falliscono del tutto, o si ristrutturano o le proprie risorse verranno ridistribuite in modo più redditizio. Questa è la distruzione creativa di Schumpeter e attraverso un processo di continua rivalutazione, i produttori utilizzano i mezzi a loro disposizione per massimizzare i loro profitti, gareggiando per essere i migliori nel soddisfare le esigenze in continua evoluzione dei consumatori.

Il denaro sano ed onesto e la divisione del lavoro sono insieme la molla del progresso economico, il miglioramento della condizione dell'uomo, e sono la base del libero scambio tra gli individui; queste cose gli economisti classici le sapevano molto bene. Richiede flessibilità nell'uso del denaro, i suoi utilizzatori devono impostarne la domanda complessiva e non lo stato, e certamente non c'è bisogno dell'inflazione del credito da parte di un sistema bancario sponsorizzato dallo stato. Ma questo è quello che abbiamo. Ora dobbiamo introdurre una variazione nello stock di denaro sotto forma di credito bancario e vedere come risponde il nostro modello semplice e intrinsecamente di successo di un'economia di libero mercato basata su una moneta sana ed onesta.


Come viene espanso il credito bancario

Una banca commerciale inizia l'attività con il proprio capitale e una licenza per prestare. Il bilancio di una banca rappresentativa dopo la sua costituzione e prima delle negoziazioni potrebbe assomigliare a questo.

Supponiamo ora che la banca concordi con un cliente un prestito di 100.000. La banca presta denaro proprio? Molto probabilmente no, nel qual caso il suo bilancio ora assomiglia a questo.

Nei libri della banca il prestito è ovviamente un attivo, ma nel momento esatto in cui viene firmato il contratto di prestito, sul conto corrente dello stesso cliente viene accreditato l'intero importo del prestito. Nessun'altra parte è coinvolta. Naturalmente l'estratto conto del cliente potrebbe sembrare diverso, ma questa è solo una presentazione. Ciò che conta sono i conti della banca.

Ma una banca con così poca esposizione creditizia rispetto al capitale del suo azionista non è molto redditizia. E visto che le è stata concessa la licenza per emettere credito, quasi sicuramente farà crescere il proprio bilancio alla ricerca del profitto.

Allora il suo bilancio potrebbe assomigliare a questo.

Ancora una volta va sottolineato che tutti i depositi della clientela sono stati creati sulla scia di accordi di prestito. Altri depositanti potrebbero aprire conti correnti e di deposito, spostando quasi sempre i saldi da altre parti nel sistema bancario; e alcuni con saldi al loro attivo e nessun prestito potrebbero chiudere i loro conti, spostando i proventi ad altre banche. Per la nostra illustrazione ignoreremo queste attività, che quando portano a variazioni nette vengono compensate attraverso i mercati monetari o una stanza di compensazione e non hanno alcun coinvolgimento diretto con il processo di creazione del credito.

Avendo aumentato il proprio bilancio a 6.000.000, va notato che prestare denaro ai clienti ad una media, diciamo, dell'8% diventa il margine lordo, perché il conto di pareggio non costa nulla alla banca. Questo è il vantaggio della creazione di credito tramite registrazione contabile. Nel nostro esempio la banca ora sta guadagnando un reddito lordo di 400.000 sul suo portafoglio di prestiti. Possiamo inoltre supporre che il suo capitale sia investito in titoli di stato a breve termine e titoli obbligazionari aziendali che hanno un rendimento medio annuo di circa il quattro per cento. Il reddito totale della banca alla fine di un anno di negoziazione, compresi i guadagni sul proprio capitale, diventa 440.000; un rendimento lordo al netto delle spese del 44% sul capitale della banca.

Al netto di spese inutili, si può vedere che il prestito bancario attraverso la creazione di credito è immensamente redditizio. Certo, non tutti i prestiti funzionano in questo modo. Le banche incoraggiano anche i depositi sui quali pagano gli interessi, allo stesso modo degli orafi di cui sopra; ma questi fondi possono essere prestati per margini ancora più elevati, ad esempio ai titolari di carte di credito con saldi non chiariti e scoperti di piccoli mutuatari. Ma a scopo illustrativo rimarremo concentrati su un libro di prestiti che coinvolga mutuatari più grandi.


Conseguenze commerciali del prestito bancario

Un rapporto di bilancio tra attivi e capitale di 6:1 è generalmente considerato prudente. Ora suppongo che sarà un po' più ovvio che la maggior parte del denaro e della finanza in un'economia è il credito bancario. Nelle economie anglosassoni degli Stati Uniti e del Regno Unito questo è certamente vero a causa del basso tasso di risparmio dei consumatori, il quale viene incanalato nelle società attraverso strumenti finanziari senza intermediazione bancaria oltre all'organizzazione di commissioni fuori bilancio. Possiamo anche vedere che se i banchieri considerano l'economia stabile e il rischio di prestito relativamente basso, faranno crescere i loro bilanci orientando il loro reddito da interessi.

Passiamo ora all'effetto economico. Presumeremo che un rapporto tra attivi bancari e capitale di 6:1 sia ritenuto prudente. In altre parole, l'equilibrio viene raggiunto con i banchieri generalmente cauti riguardo al rischio di prestito, avendo ridotto il gearing di bilancio da livelli più elevati durante una precedente recessione. Al primo posto nelle loro menti ci sarebbe il ricordo delle perdite dei clienti inadempienti a causa dell'inasprimento delle condizioni economiche durante la precedente recessione.

Queste sono le condizioni commerciali che promettono un ritorno alla stabilità economica. Quando i banchieri diventano sempre più sicuri che il peggio è passato, cominceranno ad aumentare di nuovo con cautela i loro prestiti, principalmente ad imprenditori esperti di cui hanno motivo di fidarsi. Gradualmente, supportati dal credito bancario messo a loro disposizione, questi uomini d'affari acquisiscono e riorganizzano le imprese fallite e poco performanti, come evidenziato da una ripresa dell'attività di acquisizione nei mercati azionari solitamente osservata prima che l'economia inizi a riprendersi sul serio.

L'attività aziendale aiuta a spingere i mercati azionari verso una ripresa, anche quando la disoccupazione è ancora elevata. La riorganizzazione della produzione porta ad una ripresa delle assunzioni di manodopera qualificata. Il miglioramento dell'ambiente nei centri finanziari aumenta il reddito dei professionisti (es. avvocati, commercialisti, gestori d'investimenti e simili). L'investment banking diventa immensamente redditizio all'inizio del ciclo e la spesa di coloro che sono impiegati in tutte queste specializzazioni porta ad un boom localizzato per le industrie dei servizi nei centri finanziari, diffondendosi verso l'esterno.

Naturalmente l'umore infetta i banchieri con crescente fiducia, rendendosi conto che la loro precedente cautela li sta portando a perdere opportunità di prestito. Cominciano a competere con altre banche per i prestiti, concentrandosi su proprietà commerciali, sviluppo immobiliare e leasing di attrezzature. La concorrenza tra le banche inizia ad erodere i margini di profitto e le banche compensano ampliando ulteriormente i propri bilanci. A due o tre anni dall'inizio della ripresa, il bilancio della nostra banca campione potrebbe apparire così:

Le passività della banca dovute agli azionisti riflettono gli utili accumulati, al netto di altri costi operativi e tasse, dopo circa tre anni di attività durante la ripresa. L'attività di prestito è raddoppiata, ma il rapporto asset/equity si basa ora sulla cifra più ampia dei fondi degli azionisti, portando ad un modesto aumento del gearing di bilancio da 6:1 a 7,25:1.

La concorrenza per i prestiti ha portato ad una riduzione degli interessi applicati sui nuovi affari. Inoltre la nostra banca è esposta ad altre banche che attirano via attività di prestito preesistenti, pertanto, se presumiamo che il tasso d'interesse medio del prestito addebitato scenda dal nostro tasso iniziale dell'8% al 5%, un raddoppio dei prestiti dei clienti ha generato solo 100.000 extra di reddito da interessi lordo. La redditività della banca rispetto al suo capitale è diminuita drasticamente e con i suoi dirigenti che diventano sempre più fiduciosi nelle condizioni economiche, la soluzione è gettare al vento la cautela e cercare ancora più attività dai prestiti.

Nel frattempo l'effetto economico di questa espansione del credito è stato quello di alimentare un boom nelle condizioni commerciali, il quale diventa insostenibile senza un'ulteriore espansione del credito. Nell'allentamento delle condizioni di prestito, la qualità dei mutuatari è notevolmente diminuita. Sempre più spesso i banchieri scoprono che le condizioni del mercato dei prestiti hanno smesso di soddisfare i criteri precedenti: i costi di produzione hanno iniziato ad aumentare, vi è carenza di manodopera qualificata e si registrano crescenti ritardi nella consegna della produzione e di altre attrezzature essenziali. I flussi di cassa dei mutuatari più deboli iniziano a riflettere le tensioni.

Inizialmente questi segnali di allarme vengono ignorati a favore di un ulteriore indebitamento del bilancio. In ogni caso, un rapporto 7,25:1 tra attività di bilancio e fondi degli azionisti è ancora considerato prudente, ma con i prezzi delle materie prime e l'inflazione dei prezzi al consumo ora in aumento, la pressione dei cambi per una maggiore preferenza temporale costringe la banca centrale a rialzare i tassi d'interesse. Inizialmente questo cambiamento avvantaggia le banche commerciali, perché pone un limite ai tassi di prestito. Le banche commerciali continueranno ad aumentare i loro rapporti asset/equity, ulteriormente incoraggiate dal recupero dei margini di prestito. Ma un altro segnale d'allarme sono i mercati azionari che si indeboliscono sotto l'influenza dell'aumento dei rendimenti obbligazionari. All'orizzonte si staglia una piccola nuvola sui valori futuri delle garanzie sui prestiti.

Le conseguenze economiche del rapido aumento del credito bancario si concretizzano in ulteriori aumenti dei prezzi, dalle materie prime ai servizi alle imprese fino al commercio al dettaglio. Mentre la piena occupazione garantisce l'aumento della domanda dei consumatori, le pressioni sui costi riducono i margini dei produttori. I fallimenti aziendali iniziano a crescere. Dopo otto o nove anni di espansione del credito, la nostra coorte di banchieri avverte improvvisamente il pericolo di molteplici fallimenti aziendali e inizia a negare credito extra, oltre a quanto è necessario per evitare che i mutuatari esistenti sprofondino. Limitando la disponibilità di credito, la loro risposta porta ad un forte aumento dei costi di finanziamento.

L'avidità di profitto si trasforma rapidamente in paura delle perdite. Il costo degli interessi del prestito bancario aumenta per chiunque possa ottenere un prestito. Le banche ora vogliono disperatamente ridurre la loro esposizione di bilancio perché il gearing del bilancio, forse di 10:1 in questa fase, significa che una cancellazione del prestito pari ad un 10% su tutta la linea spazzerà via il capitale della banca. L'imperativo di contenere il rischio di prestito spiega perché quando arriva il crollo è improvviso e indiscriminato.

Come accennato in precedenza, l'espansione del credito bancario per finanziare la produzione è solo una delle attività perseguite dalle banche moderne, ciononostante al centro di tutte le attività c'è il finanziamento attraverso la creazione di credito bancario. Una seconda definizione di banchiere, rispetto a quella precedente in questo articolo, è: "Un commerciante che compra denaro, o denaro e debiti, creando altri debiti".[4] Di conseguenza quando le cose iniziano ad andare male, egli cerca di smobilitare le sue posizioni il più rapidamente possibile, non avendo alcun interesse nel destino dei mutuatari al di là di ciò che può essere recuperato da loro.


Ulteriori implicazioni sul ciclo del credito

Ora abbiamo visto il vero ruolo delle banche nell'economia come creatrici di credito. La licenza concessa dallo stato consente loro di emettere credito dove prima non esisteva. Inizialmente stimola l'attività economica ed è accolto favorevolmente, ma le conseguenze negative si manifestano solo in seguito sotto forma di un calo del potere d'acquisto del denaro, inizialmente sui cambi, poi nei mercati delle materie prime e infine nell'economia nazionale. I semi per la successiva recessione, essendo stati gettati dalla precedente espansione del credito, è alimentata dalla contrazione del credito. Dalla fine delle guerre napoleoniche, questo ciclo di espansione e contrazione del credito ha avuto una periodicità regolare di circa dieci anni.

Un ciclo del credito bancario è una descrizione più pertinente dell'origine di periodi di boom/bust piuttosto che descriverli come un ciclo commerciale o economico, il che implica che l'origine è nel comportamento dei clienti delle banche piuttosto che nel sistema bancario stesso. E cercare di adattare un ciclo di variazioni dei tassi d'interesse in un ciclo di produzione, come tentò di fare Hayek, richiede una comprensione della contabilità bancaria più profonda di quella che normalmente possiedono gli economisti.

Sorge inevitabilmente la domanda su dove potremmo trovarci nell'attuale ciclo del credito. L'ultima fase di crisi può essere facilmente identificata con il crollo della Lehman nell'agosto 2008. Rispetto ai cicli precedenti, questa fase espansiva è ora più lunga della maggior parte delle altre, supponendo che sia ancora in corso.

Identificare la prossima crisi del credito in retrospettiva sarà ovvio, ma identificare la fine della fase espansiva è stato complicato da altri fattori. La crescente finanziarizzazione delle principali economie, insieme ad un crescente coinvolgimento di quasi tutti gli stati, ha spostato l'enfasi sul prestito bancario rispetto al vecchio prestito alle imprese. Oggi è probabile che le maggiori banche creino credito per finanziare le proprie attività di trading ed è aumentata anche la quota di credito bancario che va a finanziare portafogli di titoli di stato e altri titoli. Ma anche tenendo conto di questi fattori, il grafico qui sotto mostra che i prestiti commerciali hanno raggiunto il picco a maggio dello scorso anno dopo le distorsioni iniziali legate al Covid. Al netto dell'aumento del credito nell'economia (M2 è aumentata del 36% nel periodo coperto dal grafico), la contrazione dei prestiti bancari nel contesto economico è persino maggiore di quanto suggerisca il grafico.

Un altro fattore importante è stato l'aumento degli interventi sui mercati degli asset da parte delle banche centrali. La FED, la Banca del Giappone, la Banca Centrale Europea e la Banca d'Inghilterra investono tutte direttamente o indirettamente attraverso il quantitative easing e misure simili per garantire che gli asset finanziari mantengano e aumentino di valore. Almeno per ora questo approccio ha eliminato il rischio di un calo dei valori delle garanzie, tradizionalmente associato ad un crollo dei prestiti bancari. E inchiodando i tassi d'interesse allo zero, è stata soppressa l'evidenza di tassi d'interesse più elevati emersi a causa della pressione delle banche per ridurre i loro prestiti.

Di conseguenza l'evidenza della fine del ciclo del credito bancario è appena percettibile, non solo per gli osservatori, ma anche per i banchieri stessi. Malgrado ciò i prestiti bancari probabilmente sono entrati in una crisi di fine ciclo nel settembre 2019, quando il mercato dei pronti contro termine è esploso, undici anni dopo il fallimento della Lehman. Stando così le cose, la durata del ciclo sarebbe stata simile a quelle precedenti.

La sua fine, se questo era ciò che indicava la crisi dei pronti contro termine, non è stata dimostrata dai banchieri che hanno tirato il freno a mano sui prestiti; piuttosto sembra che le banche più grandi, attive nei mercati finanziari, abbiano esaurito collettivamente la capacità di bilancio. I banchieri si erano comportati diversamente prima della crisi della Lehman, non riuscendo ad anticipare gli eventi che portarono al salvataggio dell'intero sistema bancario. Qualcosa ha cambiato il loro comportamento alla fine di questo ciclo, che è il nostro argomento finale.


Le conseguenze delle politiche monetarie per banche e le valute fiat

Nelle nostre illustrazioni del meccanismo contabile con cui viene prodotto il credito bancario, le banche, attraverso la concorrenza tra loro, impostano i costi di finanziamento per le imprese. Si può sostenere che finché i tassi ufficiali non sono troppo lontani dai tassi di mercato, l'offerta e la domanda di credito consentono di continuare questo processo. Ma negli ultimi decenni le banche centrali hanno gradualmente abbassato i tassi d'interesse ufficiali a zero e persino a valori negativi.

Ciò non ha fermato del tutto il processo di creazione del credito per le imprese non finanziarie, infatti anche i mutuatari meritevoli di credito hanno accesso ai mercati dei capitali, e con le banche centrali che sopprimono i rendimenti obbligazionari attraverso il quantitative easing, per le banche i rischi dei prestiti ai clienti commerciali sono maggiori rispetto alla compensazione del tasso d'interesse. Questo lascia le banche con i prestiti alle imprese che non hanno accesso ai mercati dei capitali, cosa che generalmente sono riluttanti a fare.

Mentre la politica monetaria viene attuata per stimolare l'economia, sta strangolando il prestito bancario. Le implicazioni non dovrebbero essere ignorate alla leggera, perché la maggior parte del denaro in circolazione deve la sua origine al credito dovuto ai depositanti e il suo mantenimento dipende dal fatto che le banche non contraggano i loro bilanci.

Questo problema è più evidente nell'Eurozona, dove in alcune giurisdizioni il prestito alle imprese sembra essere quasi cessato.[5] Le banche dell'Eurozona si sono rivolte ad altre attività, in particolare l'espansione del credito per finanziare il debito statale. E per mantenere i profitti nominali in un contesto di tassi d'interesse negativi, hanno ampliato il rapporto tra asset/equity a livelli record.

Il consueto rapporto di gearing tra asset/equity è di dieci, forse dodici, in tempi precedenti era abbastanza da far avviare una forte contrazione dei prestiti. Eppure qui vediamo grandi banche (le banche importanti a livello sistemico nell'Eurozona, le G-SIB) con rapporti fino a trenta. Il motivo per cui sono diventati così alti è una combinazione di pregiudizi normativi che determinano le ponderazioni del rischio a favore del debito sovrano, il contesto dei tassi d'interesse imposto dalla BCE ed il finanziamento della speculazione nei mercati dei titoli che sostituisce il prestito bancario convenzionale. Mentre l'Autorità bancaria europea ritiene che queste banche siano solvibili, i loro azionisti sembrano ritenere il contrario, come dimostra il fatto che la loro capitalizzazione di mercato è al di sotto dei valori contabili, come illustrato dalla colonna sulla leva degli azionisti.

I prestiti bancari alle imprese in tutte le principali giurisdizioni sono limitati dalle politiche sui tassi d'interesse delle banche centrali. L'obiettivo della creazione di credito bancario si è spostato dalla fornitura di finanziamenti alle imprese, al finanziamento a basso margine di disavanzi pubblici e alla speculazione finanziaria. Nel caso dell'Eurozona, i livelli di debito statale di Spagna, Italia, Portogallo e persino Francia sono andati fuori controllo, accelerati dal Covid e dalla disponibilità di credito bancario per acquistare le loro obbligazioni.

Stanno emergendo due minacce sistemiche identificabili. La prima: l'espansione monetaria della banca centrale sarà necessaria per sostituire il credito bancario quando cesserà di espandersi e si invertirà – e la storia dice che ad un certo punto accadrà. La seconda minaccia è associata all'inflazione monetaria, che è l'effetto sul potere d'acquisto delle valute fiat. Per il momento i tempi della prima sono nell'aria, ma possiamo già vedere come l'aumento dei prezzi, che è la prova del calo del potere d'acquisto delle valute fiat, farà salire i tassi d'interesse. Tassi d'interesse più alti significano un calo dei prezzi delle obbligazioni e la fine della bolla del mercato azionario; significano anche accumulare perdite sulle obbligazioni acquistate dalle banche e la perdita del valore delle garanzie detenute a fronte di prestiti a clienti commerciali e speculatori.

Per il momento le banche centrali sono unite nel negare la minaccia rappresentata dai tassi d'interesse, ma sempre di più gli attori di mercato stanno cominciando a comprenderne la realtà. Quando agiranno di conseguenza, è probabile che assisteremo ad un crollo del mercato sulla falsariga della bolla del Mississippi di John Law. La liquidazione globale del credito diventerà allora un panico impossibile da fermare. Quasi sicuramente vedremo salire i tassi d'interesse per riflettere la lotta delle banche per ridurre i loro bilanci a livelli più normali rispetto al capitale dei loro azionisti.

Infine, dovremmo prendere atto che le autorità monetarie non avranno altra scelta che tentare di sostituire il credito bancario con la propria forma di credito. Dalla padella fiat alla brace fiat. Le quantità richieste saranno proporzionalmente molto maggiori dei numeri per salvare il sistema finanziario dopo la Lehman. Questa volta, con i rapporti patrimoniali dei G-SIB in media a 20,5, nel Regno Unito a 16,8, in Giappone a 21,4, in Cina a 13,6 e negli Stati Uniti a 11,2, la contrazione del credito bancario per tornare a livelli più normali sarà quasi certamente più violenta dal punto di vista finanziario di qualsiasi altra cosa vista sin dal crollo di Wall Street nel 1929-1932.

L'evaporazione dei valori delle garanzie sarà quasi certamente la prima preoccupazione dei pianificatori centrali, quindi l'istinto dei banchieri centrali sarà quello di accelerare il loro sostegno alle obbligazioni ed ai prezzi delle azioni, pur mantenendo la disponibilità di mutui a basso costo per fermare l'implosione dei prezzi immobiliari. Aspettatevi che il rialzo dei tassi d'interesse ufficiali sia riluttante e inferiore a quanto richiesto per stabilizzare le valute fiat. Aspettatevi che il QE della FED salga dagli attuali $120 miliardi al mese e che le altre principali banche centrali agiscano allo stesso modo.

In precedenza è stato notato che la maggior parte del denaro in circolazione ha origine dal credito bancario. Il compito di sostituirlo con la valuta fiat della banca centrale sembra destinato a distruggere il potere d'acquisto di questa forma di denaro, che per coincidenza è stato quello che è successo alle livree di John Law 301 anni fa. Per gentile concessione del suo successore nelle politiche di stimolo, Lord Keynes, lo stesso risultato lo subiscono le economie di oggi su scala globale. È praticamente impossibile aspettarsi un qualsiasi altro risultato dallo sviluppo della situazione attuale.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: https://www.francescosimoncelli.com/


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Note

[1] Citato in McClure, James E, David Chandler Thomas & Lee C. Spector. “A Retrospective Look at the Hayek Story: Roundaboutness, Sticky Consumption, and Sequestered Capital” Journal of the History of Economic Thought.

[2] Non dovremmo scartare del tutto il triangolo di Hayek. L'evidenza empirica mostra chiaramente che la produzione globale prospera di più ed è più approfondita nelle nazioni in cui i tassi di risparmio sono elevati rispetto a quelle in cui sono bassi. La disponibilità di capitale non è l'unico fattore, ma un elemento importante di questa tendenza.

[3] Tassi d'interesse più alti attraevano depositi, in particolare di metallo ai tempi del gold standard. Ma questo effetto oggi è minimo con relativamente poca liquidità, difficilmente cedibile, e certamente di piccola quantità rispetto all'effetto sui depositi delle banche che riducono i loro bilanci.

[4] Si veda pag. 148 in The Elements of Banking di Henry Dunning Macleod, pubblicato da Longmans nel 1877.

[5] L'evidenza della mancanza di espansione del credito bancario a vantaggio delle imprese si riflette nelle basse aspettative di crescita del PIL in un certo numero di giurisdizioni dell'UE, in particolare tra i PIIGS.

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