mercoledì 14 aprile 2021

La valuta digitale della Cina non ha niente a che fare con Bitcoin

 

 

di Jeffrey Tucker

La valuta digitale cinese ha concluso la fase di test ed è pronta per un'inaugurazione in tutto il Paese e la regione. Per qualche ragione, le principali storie sui media riguardo questo argomento parlano anche di Bitcoin, inventato nel 2009 come alternativa al denaro fiat statale.

Solo perché una forma di denaro ha anche nella sua definizione l'aggettivo "digitale" non significa che sia come Bitcoin. Invece non è altro che una valuta statale con un sistema di distribuzione diverso. 

• Lo yuan digitale non vive su un libro mastro pubblico. È controllato centralmente dalle autorità cinesi per essere modificato se, come e quando i capricci politici lo richiedono.

• Lo yuan digitale non è una valuta peer-to-peer, ma piuttosto richiede l'uso di intermediazioni finanziarie ufficialmente regolamentate.

• Lo yuan digitale non ha una valutazione basata sul mercato indipendente.

• Lo yuan digitale non ha un protocollo algoritmico che imponga la produzione di nuove monete (simili alla creazione di denaro), tanto meno una data di fine in cui non verrà più creata. È una valuta con un'offerta di moneta discrezionale controllata dal governo.

• Lo yuan digitale è programmabile al punto che la valuta può essere fatta scadere, costringendo così i consumatori ad utilizzarla entro una certa data. Questa è una svolta su un'innovazione di politica monetaria oscura e non convenzionale nota come valuta Gesell: denaro con una data di scadenza, la quale conferisce al governo emittente un maggiore grado di controllo sulla velocità del denaro.

• Lo yuan digitale introduce nuovi modi per sorvegliare la popolazione, creando nuovi dati che possono essere monitorati dalle autorità. Bitcoin ha protezioni pseudoanonime per la privacy degli utenti.

Il valore di Bitcoin e di altre criptovalute non censurabili, affidabili e decentralizzate è in gran parte basato sull'interconnessione tra la distribuzione di nuove unità monetarie e la potenza di elaborazione necessaria per validare le transazioni.

La sicurezza crittografica ha fornito il valore d'uso effettivo alla blockchain. Quella valutazione derivata dal mercato ha fornito un incentivo ai minatori: competere nella costruzione dei blocchi. La robustezza di un gran numero di minatori competitivi contribuisce in modo determinante alla sicurezza del libro mastro, attraverso una forma di "diversificazione" dei nodi e l'incapacità di un minatore di dominare l'hashrate.

(Fonte: Bloomberg Finance, LP)

Non esiste nulla del genere quando abbiamo a che fare con un asset digitale emesso dallo stato, che sarebbe più accuratamente definito come pseudo-criptovaluta o valuta digitale statale.

L'affermazione secondo cui una valuta digitale emessa dalla banca centrale ridurrebbe alcuni costi di transazione e sarebbe meno soggetta ad errori è alquanto accurata. Ma a che prezzo? Altre affermazioni, ad esempio che le valute digitali statali abbasserebbero necessariamente i tassi d'interesse reali, dipendono da come è strutturata esattamente la valuta digitale in questione e dagli scopi per cui viene utilizzata (si dovrebbe anche diffidare dell'affermazione secondo cui l'abbassamento dei tassi d'interesse è necessariamente un risultato positivo).

Diem (Libra), la proposta di Facebook per una valuta coperta da diversi asset (ma comunque gestita centralmente), è tutt'altro che una criptovaluta autentica. Tuttavia le entità politiche, dagli stati alle agenzie di regolamentazione di tutto il mondo, si sono lanciate per mettergli i bastoni tra le ruote. Il problema non è nemmeno "decentralizzazione contro centralizzazione", visto che c'è solo centralizzazione in entrambi i casi. Ogni incentivo politico è diretto verso il controllo monolitico, che è evidente nella progettazione dello yuan digitale.

In breve, tutto ciò che rende Bitcoin quello che è, non lo ritroviamo affatto nello yuan digitale. Bitcoin è stata una fantastica rivelazione nell'era moderna, perché ha dimostrato che lo stato non è necessario per l'esistenza del denaro. Non c'è bisogno di autorità emittenti o di una gestione tecnocratica.

Bitcoin ha dimostrato che il denaro può essere sia privato che vivere su un libro mastro decentralizzato di cui nessuno ne è il proprietario esclusivo: ha risolto il problema dei generali bizantini. Può essere sia un'unità monetaria che un mezzo di pagamento in un unico pacchetto. Vederlo prendere vita in tempo reale e poi sviluppare gradualmente una capitalizzazione di mercato di $1.100 miliardi è stato notevole, soprattutto di fronte all'incredulità degli accademici e agli attacchi inesorabili dei vari stati.

Quei governi che tentano di creare la propria criptovaluta ora stanno semplicemente cercando di immergersi in una delle più grandi creazioni della nostra epoca, anche se evitano tutto ciò che ha reso Bitcoin e altri token così meravigliosi. Il mercato stesso è ora in grado di decidere. A lungo termine, il mercato saprà distinguere i suoi amici dai suoi nemici.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: https://www.francescosimoncelli.com/


martedì 13 aprile 2021

Contro la mentalità autoritaria

 

 

di Barry Brownstein

La libertà sta tramontando in America e nel mondo. Ancora più allarmante è il numero di persone che non si oppongono a nuove misure autoritarie.

Glenn Greenwald ha lanciato l'allarme sui tentativi in ​​corso per attaccare il Primo Emendamento. Di recente ha descritto "l'obiettivo tirannico" espresso in un'audizione del Congresso: "Le parole non possono trasmettere quanto sia agghiacciante e autoritario tutto questo: guardare i funzionari del governo, ora dopo ora, chiedere la censura dell'oratoria politica e minacciare di punizioni chi non si conforma".

Nel Regno Unito l'ex-giudice della Corte Suprema, Jonathan Sumption, ha denunciato le oppressive politiche Covid-19 del suo governo:

Una società in cui il controllo opprimente di ogni dettaglio della nostra vita è impensabile, tranne quando si pensa che possa essere una buona idea, non è libera. Non è libera finché ci sono i controlli e non è libera dopo che sono stati revocati, perché il nuovo atteggiamento permetterà che la stessa cosa accada di nuovo ogni volta che ci sarà abbastanza sostegno pubblico.

Sottolinea giustamente l'atteggiamento. Siamo liberi solo nella misura in cui comprendiamo la libertà. La diffusa mentalità autoritaria tra le persone alimenta i politici autoritari. Sumption scrive: “Il Primo Ministro afferma di credere nella libertà e di trovare sgradevoli le attuali misure. Le azioni parlano più delle parole e temo di non credergli. È troppo populista per andare contro il sentimento pubblico".

Forse l'anno scorso vi siete trovati sopraffatti dall'apparente improbabilità di ripristinare la libertà.

Nel suo libro Liberalismo, Ludwig von Mises ha una buona notizia: "In una battaglia tra la forza e un'idea, quest'ultima prevale sempre". Un po' più avanti, scrive: "Contro ciò che è stupido, senza senso, errato e malvagio, il liberalismo combatte con le armi della mente, e non con la forza bruta e la repressione".

La libertà è un'idea. La libertà non è mai completamente persa; può restare latente, pronta per essere riscoperta.

In La società libera, Hayek definisce la libertà come "lo stato in cui un uomo non è soggetto a coercizione per volontà arbitraria di un altro o di altri". Hayek definisce poi la coercizione:

La coercizione si verifica quando le azioni di un uomo sono fatte per servire la volontà di un altro uomo, non per il proprio scopo ma per quello di un altro. Non è che il costretto non scelga affatto; se così fosse, non dovremmo parlare della sua facoltà di "agire". [...] La coercizione implica, tuttavia, che io scelga ancora ma che la mia mente sia diventata lo strumento di qualcun altro, perché le alternative davanti a me sono state così manipolate che la condotta che il coercitore vuole che io segua diventa per me la meno dolorosa.

Il confine tra autoritarismo e totalitarismo è sottile. Il futuro della libertà dipende dal fatto che gli individui adottino mentalità anti-autoritarie. Coltivare mentalità che portano ad un maggiore apprezzamento dei diritti individuali e dell'ordine spontaneo porta naturalmente al rifiuto di mezzi e fini autoritari.


La mentalità sensibile alla tolleranza e al rispetto per le differenze

In Liberalismo, Mises ci ricorda che in una società libera gli altri "agiranno e vivranno" in modo diverso da quanto consideriamo "appropriato":

La propensione dei nostri contemporanei ad esigere il divieto autoritario non appena qualcosa non li piace, e la loro disponibilità a sottomettersi a tali divieti anche quando ciò che è proibito è abbastanza gradevole anche per loro, mostra quanto sia profondamente radicato lo spirito del servilismo dentro di loro. Ci vorranno molti anni di auto-istruzione prima che il soggetto possa trasformarsi in cittadino. Un uomo libero deve essere in grado di sopportare quando i suoi simili agiscono e vivono diversamente da quanto ritiene opportuno. Deve liberarsi dall'abitudine, non appena qualcosa non gli piace, di chiamare la polizia.

È facile indicare la "cancel culture" come esempio di intolleranza autoritaria nei confronti delle differenze. Eppure, durante l'epidemia del virus C, abbiamo assistito a manifestazioni di intolleranza da parte di ex-campioni della libertà. Hanno sostenuto i lockdown e denigrato quelli con punti di vista alternativi. Persino alcuni libertari hanno etichettato anti-vaccinisti coloro che mettevano in guardia contro il clientelismo. Invettive come "anti-vaccinista" sono progettate per svergognare e demonizzare coloro che hanno punti di vista diversi e porre fine alla discussione sui problemi di sicurezza dei vaccini. Tuttavia i burocrati e le aziende clientelari protette dallo stato non possono garantire per la sicurezza dei vaccini.

Nel libro La società libera, Hayek scrive che il progresso dipende dal nostro rispetto per le diverse opinioni. "È solo perché l'opinione della maggioranza sarà sempre contrastata da alcuni che la nostra conoscenza e comprensione progredisce".

Se non fosse stato per le diverse politiche di blocco tra i vari stati e Paesi, non avremmo scoperto che i lockdown non bloccano i virus. Se non fosse per l'azione delle minoranze, scrive Hayek, la maggioranza è lenta ad apprendere: "È sempre da una minoranza che agisce in modi diversi da ciò che la maggioranza prescriverebbe che quest'ultima alla fine impara a fare meglio".

Nel suo saggio "The Use of Knowledge in Society" e di nuovo in La società libera, Hayek spiega questa intuizione chiave: "La somma della conoscenza di tutti gli individui non esiste da nessuna parte come un tutto integrato". Di conseguenza gli individui sono liberi di raggiungere i propri fini solo perché gli altri sono liberi di esplorare i propri. Hayek spiega:

Poiché la civiltà ci consente di trarre costantemente profitto dalla conoscenza che individualmente non possediamo e poiché l'uso di ogni conoscenza individuale può servire ad aiutare altri a raggiungere i loro fini, gli uomini come membri della società civilizzata possono perseguire il loro scopo con molto più successo di quanto potrebbero fare da soli.

Neghiamo la realtà quando insistiamo che gli autoritari hanno una conoscenza che in realtà non hanno.

Quando iniziamo a cogliere quanto poco sappiamo l'uno dell'altro, ci rendiamo conto che il progresso dipende dall'apprendimento e non dalla repressione delle differenze.


La mentalità sensibile alla curiosità

Con la tolleranza e il rispetto per le differenze nasce una mentalità sensibile alla curiosità. Ci chiediamo, perché gli altri vedono il mondo in modo diverso?

Nel suo libro Curious? il professore di psicologia Todd Kashdan riporta uno studio condotto dai famosi psicologi Martin Seligman e Chris Peterson. La curiosità è un tratto altamente associato all'esperienza della felicità e all'appagamento generale della vita.

Kashdan scrive che in assenza di curiosità: "Le persone mostrano un'intolleranza per l'incertezza". Il Covid-19 ha creato un'enorme incertezza. Senza curiosità, i modi non autoritari per risolvere i problemi sono accolti con intolleranza.

Israel Kirzner ha spiegato succintamente perché così tante persone ignoranti in economia sono pronte a rivolgersi all'autoritarismo:

Per i profani inesperti di economia, l'economia di mercato presenta un volto sconcertante. Consiste in numerosi individui, ciascuno intento a perseguire i propri obiettivi, senza preoccuparsi delle implicazioni sociali complessive delle proprie attività. Nessuna agenzia centrale di coordinamento controlla o monitora le innumerevoli decisioni indipendenti di produzione e scambio prese da questi innumerevoli individui. Non c'è da meravigliarsi se l'economia di mercato sembra essere nient'altro che una giungla di attività individuali contrastanti e discordanti.

Nel capitolo “Cosmos and Taxis” del libro Law Legislation and Liberty, Hayek indica al lettore curioso una direzione che forse non aveva ancora considerato. L'ordine e quindi il progresso, spiega Hayek, possono essere un fenomeno spontaneo che non è controllato da nessuno o da alcun gruppo di persone. Ci sono "strutture ordinate che sono il prodotto delle azioni di molti uomini, ma non il risultato di una sorta di progettazione umana".

Quale interesse potrebbero mai avere gli autoritari per le idee di Hayek sull'ordine spontaneo? Invece chiederanno allo stato di attuare politiche autoritarie, credendo erroneamente, come ha scritto Kirzner, che i regolamenti "salvano le persone dai risultati disastrosi dei loro interessi contrastanti". Kirzner ha scritto il suo saggio negli anni '80, quando i regolatori erano presumibilmente "dotati del potere, della conoscenza e della motivazione necessari per promuovere l'armonia".

Ovviamente, come spiega Kirzner, tali regolatori "rischiano di bloccare o distorcere il delicato processo di scoperta del mercato". Quando le cose vanno male, invece di mettere in discussione le supposizioni, molti raddoppiano la dose di interventismo ed incolpano il mercato.


La mentalità sensibile alla responsabilità personale

La colpa è un'abitudine mentale. Quando il pensiero si trasforma in biasimo, si allontana dal proprio scopo significativo nella vita. Senza uno scopo significativo, l'autoritarismo è allettante. Coloro che incolpano ed evitano la responsabilità, ha spiegato Eric Hoffer nel suo libro The True Believer, sono attratti dalla "prospettiva di un cambiamento improvviso e marcato nelle loro condizioni di vita". Hoffer ha scritto sulla natura umana:

C'è in noi la tendenza a collocare le forze che modellano la nostra esistenza al di fuori di noi stessi. Il successo e il fallimento sono inevitabilmente collegati nella nostra mente con lo stato delle cose che ci circondano. Quindi le persone con un senso di appagamento lo considerano un buon mondo e vorrebbero conservarlo così com'è, mentre i frustrati favoriscono il cambiamento. La tendenza a cercare tutte le cause al di fuori di noi stessi persiste anche quando è chiaro che il nostro stato d'essere è il prodotto di qualità personali come capacità, carattere, aspetto, salute e così via.

Quando vediamo le forze modellanti della nostra vita come esterne a noi stessi, spiega Hoffer, riduciamo i nostri sforzi:

Le persone che considerano le loro vite come irrimediabilmente rovinate, non possono trovare uno scopo utile nel progresso personale. La prospettiva di una carriera individuale non può indurli ad uno sforzo potente, né può evocare in loro fede e dedizione risoluta. Considerano l'interesse personale come qualcosa di contaminato e malvagio; qualcosa di impuro e sfortunato. Qualunque cosa intrapresa sotto gli auspici del sé sembra loro scontata. Niente che abbia le sue radici e ragioni nel sé può essere buono e nobile.

L'anno scorso molti hanno sostenuto movimenti autoritari spalleggiando lockdown e altre misure restrittive. Hoffer condivide un'idea del perché:

La loro brama più intima è per una nuova vita, una rinascita, o, in mancanza, la possibilità di acquisire nuovi elementi di orgoglio, fiducia, speranza, senso di scopo e valore attraverso un'identificazione con una santa causa. Un movimento di massa attivo offre loro opportunità per entrambi gli aspetti. Se si uniscono al movimento come convertiti a pieno titolo, rinascono a una nuova vita nel suo corpo collettivo affiatato, o se attratti come simpatizzanti trovano elementi di orgoglio, fiducia e scopo identificandosi con gli sforzi, i risultati e le prospettive del movimento.

Dimostrando la loro identificazione con un movimento autoritario, le persone chiamano la polizia contro coloro che violano le regole di mascherine e lockdown. Hoffer spiega perché:

È probabile che un uomo si occupi degli affari suoi quando ne vale la pena. Quando no, invece, distoglie la mente dai suoi affari senza senso occupandosi degli affari degli altri. Questa attenzione agli affari altrui si esprime in pettegolezzi, ficcanasare e ingerenze, e in un interesse febbrile per gli affari comunitari, nazionali e razziali. Scappando da noi stessi, o cadiamo sulla spalla del nostro vicino o gli afferriamo la gola.

Hoffer avverte che quando si perde la speranza, cresce l'autoritarismo: “Una delle più potenti attrazioni di un movimento di massa è la sua offerta di un sostituto della speranza individuale. Nessun vero contenuto o conforto potrà mai sorgere nelle loro menti se non dalla speranza".

Di recente Scott Atlas ha riflettuto sulla sua esperienza come consigliere Covid-19 del presidente Trump. Le sue raccomandazioni scientifiche sono state censurate, il suo lavoro travisato. È stato umiliato e ridicolizzato. Atlas rivela che "era e rimane sbalordito, quasi spaventato, per l'acquiescenza del popolo americano a tali regole, restrizioni e mandati distruttivi, arbitrari e del tutto antiscientifici". L'autoritarismo vincerà, conclude Atlas, "a meno che più persone non comincino a farsi avanti in difesa della libertà di pensiero e di parola".

La tecnologia sta rendendo sempre più difficile condividere visioni alternative, ma la battaglia non è persa. Possiamo scegliere di essere più aperti alle conversazioni faccia a faccia che spuntano organicamente con amici, familiari, vicini e colleghi. Anche in esse, l'intollerante vi deriderà e vi biasimerà per i guai del mondo. Tuttavia la vostra dimostrazione di genuina curiosità susciterà altrettanta curiosità negli altri. Con il vostro coraggio di condividere idee e con una mentalità reciproca di curiosità, la libertà può essere riscoperta.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: https://www.francescosimoncelli.com/


lunedì 12 aprile 2021

Mentre Powell balbetta, Wall Street continua a gonfiarsi

 

 

di David Stockman

Se volete capire perché ci stiamo dirigendo verso una Gotterdammerung finanziaria, prendete in considerazione la sciocca e mendace cantilena delle conferenze stampa di JayPo. La cosa peggiore è che non si tratta solo della sua opinione, per quanto sciocca possa essere, ma incarna l'oppressivo pensiero di gruppo del sistema bancario centrale e dei suoi megafoni, servitori e padroni a Wall Street (ad esempio Goldman Sachs).

Insistendo ancora una volta che non ci sono segni visibili di speculazione eccessiva e minacce alla stabilità finanziaria, Powell ha affermato, tra le altre cose, che l'innegabile esplosione dei prestiti commerciali sin dalla crisi finanziaria non è motivo di preoccupazione.

Infatti ha affermato che il debito delle imprese e delle famiglie erano due delle sue quattro misure di stabilità finanziaria e che tutto è sotto controllo.

Ma di cosa sta parlando?

Durante i 19 mesi sin dall'agosto 2019, la FED ha iniettato l'incredibile cifra di $3.900 miliardi nei canyon di Wall Street. Parte di questa massiccia espansione di bilancio si è temporaneamente conclusa con un aumento dei saldi di cassa delle imprese e delle famiglie per un semplice motivo: le autorità fiscali ed i mercati del debito aziendale/spazzatura hanno erogato lo tsunami di denaro della FED più velocemente di quanto le famiglie e le imprese potessero effettivamente spenderlo!

E questa si chiama prova di salute e stabilità finanziaria?

No, è un insensato ed esagerato esperimento di stampa di denaro in netto contrasto con tutta la storia e tutte le leggi della finanza razionale.

Dopo tutto, come si può definire razionale un'espansione del 103% del bilancio della FED durante un periodo di 19 mesi in cui gli indicatori dell'attività di Main Street sono tutti calati?

Variazione percentuale: Q4 2020 vs Q3 2019

Bilancio della Federal Reserve: + 103%;

• PIL nominale: -0,2%;

• Valore aggiunto del settore imprenditoriale: -0,6%;

• Produzione industriale: -3,3%;

• Ore di lavoro totali della manodopera: -5,1 %%;

Adesso dimostreremo come Washington abbia trasformato la massiccia effusione di crediti fiat da parte della FED in un simulacro di "risparmi" in eccesso nel settore delle imprese e delle famiglie, quando la verità è che entrambi stanno annegando in un debito record.

Il fatto che JayPo si concentri su questi saldi di cassa completamente artificiali e transitori, ignorando il record di $34.000 miliardi di debito detenuto dalle famiglie e dai settori non finanziari messi insieme, non è sicuramente una svista; è una menzogna di prim'ordine o, meno educatamente, un mucchio di bugie.

In primo luogo, si consideri l'esplosione dei depositi a vista e della valuta detenuta dalle famiglie. Tra il benchmark pre-Covid nel quarto trimestre 2019 ed il quarto trimestre 2020, questi saldi sono aumentati di quasi $2.000 miliardi o del 189%.

Infatti il livello di depositi a vista/valuta era a $1.000 miliardi tra l'inizio del 2014 e la fine del 2019, ed è esploso solo quando gli assegni federali, le indennità di disoccupazione e altri pasti gratis di Washington hanno iniziato a riversarsi nelle casse delle famiglie nell'aprile 2020.

Inoltre anche i saldi dei conti di risparmio e del mercato monetario sono aumentati notevolmente durante l'anno del Covid. Questi saldi erano pari a $12.400 miliardi nel quarto trimestre 2019 ed erano aumentati di $838 miliardi, a $13.200 miliardi, nel quarto trimestre 2020.

In totale, i conti di liquidità delle famiglie (assegni, risparmi e mercati monetari) si sono attestati a $16.490 miliardi alla fine del quarto trimestre 2020. Ciò rappresenta un aumento di $2.800 miliardi durante questo periodo di 4 trimestri.

In prospettiva, l'aumento totale dei depositi nel 2019 rispetto al 2018 è stato di soli $980 miliardi, o solo il 34% dell'aumento durante il 2020. E durante il 2018 e il 2017, l'aumento è stato rispettivamente di soli $525 miliardi e $405 miliardi.

In ogni caso, il grafico qui sotto vi dice tutto ciò che dovete sapere. Fino allo scoppio della stampa di denaro della FED nel 2020 e ai salvataggi di Washington, l'aumento annuo dei saldi di cassa totali delle famiglie (barre rosso scuro) variava tra $400 miliardi e $800 miliardi, mentre i depositi a vista (barre viola) a malapena si spostavano.

Inutile dire che la suddetta esplosione nei conti correnti e in altri conti di cassa americani non è avvenuta perché i salari e gli stipendi sono risultati in forte espansione, fornendo così i mezzi per un guadagno di $2.800 miliardi di liquidità disponibile. In realtà, tra il quarto trimestre del 2019 e il quarto trimestre del 2020, i salari e gli esborsi salariali aggregati sono aumentati di soli $40 miliardi, o solo dell'1,4% dell'aumento nei depositi!

No, l'America non ha seguito una dieta di austerità sul fronte della spesa per consumi. Tra il quarto trimestre del 2019 e il quarto trimestre del 2020, le spese per consumi personali sono diminuite di soli $320 miliardi, o del 2,2%, nonostante i lockdown. Queste cosiddette misure di mitigazione Covid hanno determinato principalmente lo spostamento della spesa per consumi da servizi chiusi per ordine dello stato a beni che potevano essere ordinati online e consegnati a domicilio.

Presi insieme, salari più alti e spese inferiori ammontano a soli $360 miliardi nel periodo di quattro trimestri, e questo cambiamento rappresenta solo il 13% dell'impennata degli assegni federali e di altri depositi in contanti.

Quindi sorge spontanea la domanda: c'è qualcosa di sbagliato nella matematica NIPA (reddito nazionale e conti dei prodotti), o è l'affermazione di JayPo secondo cui le famiglie sono finanziariamente solide perché hanno un sacco di soldi ad essere una sciocchezza?

La risposta, ovviamente, è sì e sì.

I conti NIPA sono stati progettati da economisti keynesiani 80 anni fa e sono intrinsecamente imperfetti; e l'attuale capo della più potente istituzione finanziaria del pianeta, a quanto pare, non conosce nemmeno la differenza tra il credito fasullo ed il risparmio reale ottenuto dal reddito e dai profitti guadagnati nella produzione di beni e servizi.

In realtà, non bisogna scavare troppo per identificare da dove proviene tutto il denaro delle famiglie: è la progenie della frenetica discesa di Washington nella distribuzione di pasti gratis per compensare il caos causato dai "feticisti del virus".

Si dà il caso che gran parte della spesa inclusa nei salvataggi federali sia registrata come pagamenti nei conti NIPA ed è da lì che proviene la maggior parte della liquidità attuale nei conti correnti americani.

Il grafico seguente mostra che il livello dei pagamenti federali pre-Covid nel febbraio 2020 era pari a $3.109 miliardi su base annua, o circa $777 miliardi su base mensile. Poiché questo era già di gran lunga il livello più alto nella storia, consideriamo gli aumenti mensili superiori a tal livello come pagamenti "in eccesso" derivanti dai salvataggi federali.

Vale a dire, la quota preponderante dei saldi di cassa delle famiglie non è "risparmio"; è roba gratis proveniente da Washington e fresca di stampa da parte della FED.

• Pagamenti di febbraio 2020: $777 miliardi;

• Aumento di marzo: +$7 miliardi;

• Guadagno di aprile: +$282 miliardi;

• Aumento di maggio: +$189 miliardi;

• Aumento di giugno: +$144 miliardi;

• Aumento di luglio: +$139 miliardi;

• Aumento di agosto: +$76 miliardi;

• Aumento di settembre: +$74 miliardi;

• Aumento di ottobre: ​​+$53 miliardi;

• Aumento di novembre: +$43 miliardi;

• Aumento di dicembre: +$49 miliardi;

• Aumento di gennaio: +$214 miliardi;

• Aumento in 11 mesi: +$1.270 miliardi.

Sul versante delle attività non finanziarie, anche qui l'aumento nei saldi dei conti di cassa è stato sostanziale, passando da $3.580 miliardi nel quarto trimestre 2019 a $4.660 miliardi nel quarto trimestre 2020. Si tratta di un aumento di $1.100 miliardi, o del 30%, rispetto ai $270 miliardi più ordinari o un aumento del 9% durante l'anno precedente (2019 rispetto al 2018).

Tuttavia il motivo per cui Powell avrebbe scelto di concentrarsi su questo evidente passaggio del credito fiat della FED è ovvio: sta cercando di nascondere l'enorme elefante nella stanza rappresentato dal debito.

Dopotutto, ciò che è realmente accaduto nel settore delle attività non finanziarie lo scorso anno inizia con il fatto che la massiccia emissione di debito del Tesoro statunitense è stata quasi completamente monetizzata dalla FED. A sua volta, una parte del denaro risultante è stato riciclato nel programma di protezione degli stipendi e in altri salvataggi aziendali mirati come i sussidi alle compagnie aeree e gli sgravi fiscali.

I primi $4.000 miliardi dei salvataggi federali (esclusi i $1.700 miliardi dell'amministrazione Biden) includevano $950 miliardi per il programma PPP e altri $750 miliardi per tagli alle tasse aziendali, sussidi alle compagnie aeree, prestiti aziendali di emergenza, ecc.

Quindi sicuramente una parte sostanziale dell'incremento da $1.100 miliardi nei saldi di cassa delle attività non finanziarie rappresenta il passaggio di questa massiccia immissione di denaro da parte del Tesoro degli Stati Uniti e dalla FED.

In breve, i saldi di cassa gonfiati del settore delle imprese sono una conveniente distrazione. E se Powell desidera comunque sventolarcela in faccia, siamo costretti a chiederci quanto tempo ancora i capi della FED pensano che questa rana possa bollire?

Ci riferiamo, ovviamente, alla condizione finanziaria reale del settore imprenditoriale: l'inesorabile aumento del debito rispetto al valore aggiunto generato dalle attività aziendali e non aziendali messe insieme. Com'è evidente nel grafico qui sotto, l'indice della leva finanziaria delle imprese è cresciuto costantemente sin dagli anni '50, ma da quando la FED è impazzita con la stampa di denaro e l'estrema repressione dei tassi d'interesse dopo la crisi finanziaria, l'indice è schizzato in alto.

I pompieri keynesiani della FED non sanno cosa fare quando si parla di storia di più di qualche anno fa. Altrimenti come spiegano che durante i giorni felici della crescita imprenditoriale americana negli anni '50 e '60, il rapporto tra debito e valore aggiunto delle imprese era solo una frazione dei livelli odierni, eppure gli affari prosperavano enormemente?

Infatti nel 1954 l'indebitamento delle imprese (linea viola) era solo il 38,6% del valore aggiunto delle imprese. Successivamente, nei punti chiave di svolta quando il regime monetario è balzato verso una moneta sempre più cattiva, il coefficiente di leva finanziaria ha continuato a salire al 109% di oggi, mentre la crescita ha continuato a rallentare.

Rapporto tra debito delle imprese e valore aggiunto delle imprese:

• I bei tempi degli anni '50 (Q4 1954): 38,6%;

• Vigilia della follia nixoniana che separa il dollaro dall'oro (Q2 1971): 61,3%;

• L'arrivo di Greenspan alla FED (Q2 1987): 80,5%;

• Picco del boom tecnologico (Q4 2000): 82,0%;

• Bolla finanziaria pre-crisi (Q4 2007): 90,6%;

• Picco attuale dopo 13 anni di inarrestabile pompaggio di denaro (Q4 2020): 109,0%.

Dal picco pre-crisi nel quarto trimestre del 2007, la linea viola ha decisamente superato la linea rossa (valore aggiunto aziendale) e le cifre che ne derivano parlano da sole.

Negli ultimi 13 anni, il valore aggiunto aziendale è cresciuto ad un ritmo anemico del 2,94% annuo, di gran lunga il più basso sin dal 1950. Infatti $7.600 miliardi di crescita del debito dal quarto trimestre 2007 hanno generato solo $5.100 miliardi di valore aggiunto aziendale.

Dal nostro punto di vista, questa è una prova decisamente evidente che la FED è in un vicolo cieco.

Ecco il tasso di crescita aggiustato all'inflazione del valore aggiunto del settore delle imprese sin dal 1954. È sorprendentemente evidente: poiché il coefficiente di leva finanziaria è costantemente aumentato (come sopra), il tasso tendenziale della crescita reale si è costantemente indebolito.

Tasso di crescita annuo del valore aggiunto aziendale reale: 

• Dal quarto trimestre 1954 al quarto trimestre 2000: 3,68%;

• Dal quarto trimestre 2000 al quarto trimestre 2007: 2,82%;

• Dal quarto trimestre 2007 al quarto trimestre 2020: 1,54%

In breve, il pompaggio di denaro da parte della FED ha indotto le imprese statunitensi ad far salire drasticamente i loro rapporti di leva finanziaria, ma il debito aggiuntivo non è finito in investimenti produttivi come ​​impianti, attrezzature, tecnologia, risorse umane e produzione. No, la crescita del valore aggiunto delle imprese dal picco pre-crisi del 2007 è stata solo il 42% della media 1954-2000.

Al contrario, le politiche di falsificazione dei tassi d'interesse da parte della FED hanno trasformato le imprese in bische clandestine in cui il debito a buon mercato ha progressivamente attirato i dirigenti aziendali nell'ingegneria finanziaria. E, per definizione, lo scopo dell'ingegneria finanziaria è quello di creare valore negli asset, non produzione aziendale e valore aggiunto.

E quando si tratta di falsificare deliberatamente i tassi d'interesse, possiamo guardare solo in un posto: dalla fine degli anni '90 il tasso reale o aggiustato all'inflazione del decennale USA è precipitato da un intervallo storico del 3,0% ai livelli attualmente prevalenti.

Quindi, mentre Powell insiste nel non vedere problemi di stabilità finanziaria nei settori delle famiglie e delle imprese, le politiche della FED hanno scatenato uno tsunami di debiti pericolosamente debilitanti sia nel settore delle famiglie che in quello delle imprese.

Dal quarto trimestre del 2000 il debito combinato è passato da $13.800 miliardi a $34.400 miliardi. A sua volta, questo aumento del 150% del debito delle famiglie e delle imprese ha superato di gran lunga l'espansione del 105% del PIL nominale durante lo stesso periodo di 20 anni.

Mentre JayPo ignorava completamente l'imponente debito descritto sopra, non s'è risparmiato in retorica quando ha parlato del sacro obiettivo d'inflazione al 2,00%.

Il miasma di parole che ha usato è semplicemente un mucchio di bugie. Qualsiasi economista competente sa che il deflatore PCE non è una misura della variazione del livello medio dei prezzi in un paniere fisso di beni e servizi; è un indice del costo della vita che sottopesa drasticamente i costi delle abitazioni e delle cure mediche, e ripesa continuamente le voci di prezzo per annullare le azioni delle famiglie e delle imprese sul mercato.

Vale a dire, in risposta all'insensibile ricerca dell'inflazione da parte della FED, i consumatori tendono a sostituire articoli a costo più elevato, come il manzo, con articoli a basso costo, come il pollo. Ahimè, i geni nell'Eccles Building interpretano quindi il comportamento di minimizzazione dei costi dei consumatori come prova di una minore inflazione!

Come dice quel tizio in TV a tarda notte, uno non se le può inventare queste cose, eppure eccole qui: il miglior indice generale dei prezzi del governo è il 16% trimmered mean CPI, e da gennaio 2012, quando la FED ha formalmente adottato il suo obiettivo d'inflazione al 2,00%, questo indice è in salito dell'1,99% all'anno. È più che abbastanza vicino al 2,00%.

Al contrario, il deflatore PCE è aumentato di appena l'1,34% all'anno, facendo sì che la FED continui a pompare il suo bilancio ed a reprimere i tassi d'interesse a zero sulla base del fatto che il suo indice difettoso non mostra un'inflazione sufficiente.

Inoltre, ogni mese che passa, il divario tra l'inflazione effettiva ed il deflatore PCE si allarga. Questo divario ha ora dato origine all'affermazione ancora più risibile secondo cui la FED ha bisogno di lasciare che l'inflazione si surriscaldi (cioè sopra il 2,00%) per recuperare il ritardo illustrato di seguito.

Nel frattempo il sempre convincente Lance Roberts ha ricordato in un post l'effetto che hanno il folle obiettivo d'inflazione della FED e la repressione dei tassi d'interesse su quelle famiglie che tentano di risparmiare per la pensione, i giorni di magra e le altre impreviste contingenze della vita.

Vale a dire, il rendimento su $1 milione in decennali USA è diminuito del 71% dall'inizio del secolo. E, oh, Lance ha concesso alla FED il beneficio del dubbio: il grafico qui sotto è in dollari nominali.

Si dà il caso che il 16% trimmered mean CPI è salito del 2,12% all'anno sin dal 2000. Quindi, in termini reali, i guadagni da quel $1 milione di risparmi sono diminuiti dell'81% e il potere d'acquisto del capitale è ora solo $650.000.

Nel frattempo l'economia statunitense, sommersa dal debito, sta iniziando a sentire l'odore dell'inflazione che la FED ha così assiduamente tentato di generare.

In particolare, il prezzo del legname per mille piedi di tavola è di $1.044, secondo Random Lengths. Questo è il massimo storico, e in aumento del 188% dall'inizio dei lockdown, del panico COVID-19 e della massiccia stampa di denaro della FED.

La National Association of Home Builders calcola che i prezzi attuali del legname stanno aggiungendo come minimo $24.000 al prezzo di una tipica nuova casa unifamiliare.

Ma a volte un'immagine vale più di mille parole...


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: https://www.francescosimoncelli.com/


venerdì 9 aprile 2021

L'auto-immolazione finanziaria della BCE

 

 

di Alasdair Macleod

La Commissione Europea sta fallendo miseramente. La sua risposta alla Brexit e alla pandemia, dove ora sta minacciando d'implementare i poteri d'emergenza per garantire i vaccini, è l'ultimo lancio dei dadi della burocrazia europea. Anche prima di questo sviluppo i mercati avevano recepito il messaggio: un peggioramento della fuga di capitali.

L'unica cosa che tiene insieme la Commissione è l'albero magico dei soldi: la BCE.

Dopo il recente cambio di leadership nella Commissione, la disfunzione politica a Bruxelles rappresenta una nuova sfida per la BCE. Senza contare che ha già le sue gatte da pelare: stati membri sovraindebitati, un aumento globale dei rendimenti obbligazionari, un sistema di settlement marcio e banche commerciali sia con indebitamento eccessivo che con crescenti crediti inesigibili.

È davvero uno spettacolo dell'orrore.


Introduzione

Questa settimana la BCE ha compiuto il passo successivo verso la sua inevitabile distruzione e quella della sua valuta. Questo finale, una sorta di auto-immolazione finanziaria in cui si unisce alla fallimentare Commissione UE sulla pira funeraria, è chiaramente inevitabile e sarà sempre più visto come tale.

Il 3 marzo Bloomberg ha riferito che "i policymaker della Banca Centrale Europea stanno minimizzando le preoccupazioni sull'aumento dei rendimenti obbligazionari, suggerendo di poter gestire il rischio per l'economia dell'area Euro con interventi verbali tra cui l'impegno ad accelerare l'acquisto di obbligazioni, se necessario".

Poi la scorsa settimana la storia è cambiata, infatti la BCE ha promesso che: "Sulla base di una valutazione congiunta delle condizioni di finanziamento e delle prospettive di inflazione, il Consiglio direttivo prevede che gli acquisti nell'ambito del PEPP nel prossimo trimestre saranno effettuati ad un ritmo significativamente più alto rispetto a primi mesi di quest'anno".

È successo che i rendimenti delle obbligazioni hanno iniziato a salire, minacciando di mandare in bancarotta l'intera Eurozona se la tendenza fosse continuata. È la conseguenza non solo di un sistema difettoso, ma delle politiche introdotte per salvare la Spagna dall'impennata dei rendimenti obbligazionari nel 2012. Fu allora che Mario Draghi, allora presidente della BCE, si disse pronto a fare tutto il necessario per salvare l'euro, aggiungendo: "Credetemi, sarà sufficiente".

La minaccia di un intervento è stata sufficiente a spingere verso il basso i rendimenti dei titoli di stato spagnoli ed è probabilmente alla base del pensiero compiacente nella dichiarazione dello scorso 3 marzo. Ma l'intervento promesso dalla Lagarde è molto più ampio e c'è il problema dei mercati racchiuso nel detto: "Ingannami una volta e la colpa è tua; ingannami due volte e la colpa è mia". La BCE pensa davvero di essere al di sopra di questa logica?

L'euro è stato inaugurato con la promessa che sarebbe stato un sostituto molto più stabile rispetto alle valute nazionali, in particolare la lira italiana, la peseta spagnola, il franco francese e la dracma greca. Il primo presidente della Bce, Wim Duisenberg, diede le dimissioni a metà del suo mandato per lasciare il posto a Jean-Claude Trichet, statalista francese dell'École Nationale d’Administration. LA sua fu una nomina prettamente politica, promossa dai francesi in base ad un misto di nazionalismo e determinazione a neutralizzare i sostenitori del sound money in Germania.

Fin dall'inizio la BCE ha perseguito politiche inflazionistiche. A differenza della Bundesbank, che monitorava da vicino l'offerta di denaro e prestava attenzione a poco altro, la BCE ha adottato un'ampia gamma di indicatori economici che le hanno consentito di spostare la propria attenzione dalla moneta all'occupazione, ai sondaggi sulla fiducia, ai tassi d'interesse a lungo termine, alle misure di produzione, ecc., consentendo un atteggiamento completamente flessibile nei confronti del denaro. A differenza della Bundesbank, la BCE è fortemente politica, mascherandosi da istituzione indipendente. Ma ora non c'è dubbio che il suo scopo principale sia quello di garantire che la spesa dissoluta dei governi dell'Eurozona sia sempre finanziata, a "qualunque costo". La nostra attenzione ritorna alla dichiarazione della BCE di questa settimana, perché l'aumento dei rendimenti obbligazionari minaccia la sua capacità di finanziare in perpetuo i disavanzi pubblici crescenti nei PIIGS e in Francia.


Gli affari e il denaro fanno le valigie

Tradizionalmente le grandi imprese amano il cosiddetto big government. Non solo è una fonte di fondi e clientelismo, ma è anche un'opportunità per fare pressioni per regolamentazioni a svantaggio dei concorrenti più piccoli. In breve, Bruxelles è il centro del capitalismo clientelare europeo, motivo per cui le grandi imprese si sono opposte alla Brexit. La CBI, che rappresenta i grandi interessi industriali britannici, ha fatto pressioni per restare.

Ma dalla Brexit l'UE ha manifestato la propria insicurezza, intraprendendo una guerra commerciale contro le importazioni britanniche, legandole ad una burocrazia inutile. Allo stesso tempo, il successo del vaccino di Oxford e il suo rapido dispiegamento nel Regno Unito insieme all'equivalente Pfizer, si confronta con il misero fallimento della Commissione nel distribuirli nei suoi stati membri, portando ad una reazione di panico. Il 27 gennaio i funzionari hanno fatto irruzione nello stabilimento di AstraZeneca a Bruxelles, a seguito di problemi di produzione che avevano ridotto la quantità della sua fornitura che ancora doveva essere approvata dall'UE.

Il messaggio inviato a tutte le grandi imprese era chiaro: investire negli impianti di produzione dell'UE era diventato meno allettante a causa della minaccia implicita ai diritti di proprietà. Il gioco del lobbismo a Bruxelles è cambiato per le società europee ed internazionali. Allo stesso tempo, la Commissione ha tentato di trasferire i servizi di compensazione del mercato finanziario da Londra. La minaccia alla libertà dei flussi di capitale futuri è diventata evidente per le entità finanziarie. Secondo HSBC, i deflussi di capitali hanno raggiunto i €500 miliardi nel quarto trimestre dello scorso anno, rappresentando un ritmo annuo del 20% del PIL, di cui la metà solo a dicembre.

Si dice che quando siete in una buca dovreste smettere di scavare. E invece niente: solo ieri il presidente della Commissione ha minacciato di invocare l'articolo 122, consentendo all'Unione Europea di sequestrare gli stabilimenti di AstraZeneca e vietare le esportazioni di vaccini nel Regno Unito. Difficilmente potrebbe esserci una minaccia più chiara ai diritti di proprietà per qualsiasi multinazionale con uffici e impianti di produzione in Europa. Non solo l'UE è diventata un lager per futuri investimenti industriali, ma sembra che i deflussi di capitali continueranno e accelereranno ulteriormente. E non solo la Commissione è un'organizzazione fallimentare, ma la sua caduta sta diventando sempre più ovvia per i suoi stati membri.


L'ideale socialista si sta sgretolando

È facile non comprendere appieno che l'UE si sia trasformata in un progetto intensamente socialista, con una commissione sovranazionale che prevale sui governi nazionali, costringendoli a conformarsi ad un ideale politico centralizzato. Facile da dimenticare, perché il socialismo radicato nell'UE non viene quasi mai menzionato. A livello finanziario deriva dalle politiche di ridistribuzione in base alle quali la maggioranza della popolazione della zona Euro è sovvenzionata dai risparmiatori dei Paesi del Nord, centrati sui risparmiatori tedeschi.

Dal 2000 il debito della zona Euro è passato da €5.200 miliardi a €12.040 miliardi nel terzo trimestre del 2020, pari al 97,3% del PIL dell'area Euro. Il rapporto debito/PIL è ancora alle stelle per due semplici motivi: l'economia dell'UE sta andando alla deriva in un crollo sempre più profondo e le nazioni fortemente indebitate come Francia e Italia hanno governi la cui spesa è già maggiore dei loro settori privati, ma altre nazioni si stanno avvicinando.

Secondo il sito web Statista, la spesa pubblica francese rappresenta circa il 63% della sua economia, lasciando solo il 37% nelle mani produttive del settore privato. E di quel 37% una parte sconosciuta, ma significativa, è composta da enti governativi fuori bilancio. In Italia la spesa pubblica è al 60% del PIL, lasciando solo il 40% al settore privato per pagare le tasse e servire il debito. Un'elevata percentuale del settore privato è insolvente, con prestiti in sofferenza nascosti nel sistema Euro.

Nell'ultimo anno i maggiori balzi del debito/PIL si sono verificati a Cipro (22,9%), in Italia (17,4%), in Grecia (17,3%), in Spagna (16,6%) e in Francia (16,5%). E mentre la pandemia entra nella sua terza ondata, le finanze nazionali continuano a deteriorarsi.

I dati più recenti per tutti gli stati dell'UE sono riportati nel seguente grafico preso da Eurostat.

Il danno arrecato alle finanze pubbliche di Grecia, Italia, Portogallo, Cipro, Spagna, Francia e Belgio a causa dei lockdown è stato notevole. La mancata distribuzione dei vaccini significa che, anche sulla base delle migliori speranze, l'uscita dalla crisi dovrà affrontare notevoli ritardi con blocchi che probabilmente continueranno fino al prossimo inverno.

Le risposte dei vari governi del mondo al coronavirus hanno arrecato danni socio-economici senza precedenti. Ci si può aspettare che i mercati si riprendano più rapidamente con la scomparsa del virus e le misure statali draconiane. Laddove il libero mercato è soppresso e la motivazione del profitto disprezzata dalla popolazione in generale, come nel caso di Paesi socialisti come Francia e Italia, è probabile che la ripresa sarà molto lenta. Dimenticate le parole su una presunta crescita economica futura. Insieme alla maggior parte dei membri della zona Euro, Francia e Italia richiedono un'accelerazione delle vendite dei bond sovrani per bilanciare i libri che si deteriorano di giorno in giorno. Sono già profondamente intrappolate in una trappola del debito, essendo impossibile finanziare un debito pubblico gigantesco con basi imponibili così piccole.

Non c'è quindi da meravigliarsi che la BCE sia sensibile all'aumento dei rendimenti obbligazionari e che sia determinata a mantenerli il ​​più bassi possibile. Il grado di soppressione è stato illustrato ieri, quando un'obbligazione greca a 30 anni è andata esaurita con un rendimento dell'1,93%, mezzo punto percentuale in meno rispetto alla sua equivalente negli Stati Uniti. È chiaramente sbagliato per un Paese con un rapporto debito/PIL in deterioramento del 200% e con un track record spaventoso.

Con il livello di soppressione dei tassi d'interesse che questo accordo implica, anche una moderata correzione verso un corretto prezzo di mercato per i rendimenti obbligazionari minaccia un collasso sistemico dell'intero sistema Euro.


Perché i rendimenti delle obbligazioni stanno salendo

Con la BCE saldamente al controllo dei mercati finanziari, le debolezze intrinseche e il collasso sempre più certo del sistema Euro sono per ora generalmente ignorati. Di conseguenza i problemi attuali per il debito denominato in euro sono più associati al forte aumento dei rendimenti delle obbligazioni in dollari. Tuttavia condividono un fattore comune, ovvero che i mercati globali stanno rivalutando le prospettive di inflazione.

La narrativa ufficiale, propagata dall'establishment finanziario, è la seguente: con l'uscita delle nazioni dal coronavirus, l'attività economica tornerà alla normalità. Questa prospettiva è garantita dai vari pacchetti di stimolo e dal sostegno fornito ai lavoratori insieme ai sussidi alle imprese. E dato che i consumatori non sono stati in grado di spendere per un anno intero, sulla scia del consumo sfrenato la ripresa iniziale sarà forte. Di conseguenza ci sarà un aumento temporaneo dei prezzi che potrebbe superare l'obiettivo di inflazione del 2%, mentre la spesa repressa verrà assorbita. Dopodiché le condizioni torneranno alla normalità e l'obiettivo d'inflazione al 2% sarà raggiunto senza dover rialzare i tassi d'interesse. Ma un aumento dei rendimenti delle obbligazioni prima dell'aumento dei consumi è già sotto i nostri occhi e l'establishment finanziario presume che sia semplicemente la prova dell'adeguamento dei mercati al rischio d'inflazione a breve termine.

E anche questo manda la BCE nel panico, cosa che conferma che non è prevista un'uscita dai tassi negativi sui depositi, perché con una ripresa post-Covid alcune finanze pubbliche a livello nazionale non possono assorbire alcun aumento dei costi di finanziamento obbligazionario.

Consideriamo ora un risultato più realistico. Come accennato in precedenza, è probabile che i lockdown in tutta Europa continueranno per gran parte, se non per tutto, quest'anno. Di conseguenza, nella migliore delle ipotesi, la ripresa economica sarà di gran lunga inferiore a quella del resto del mondo sviluppato. Abbiamo evidenziato le trappole del debito in cui sono finite le principali nazioni dell'UE e possiamo facilmente concludere che il sistema di finanziamento degli stati gestito dalla BCE andrà incontro a difficoltà significative. Ma finora non abbiamo contestato l'ipotesi che dopo i lockdown tornerà una sorta di normalità.

Anche se la normalità dovesse tornare in altre grandi economie, il sistema bancario dell'Eurozona è preoccupato di finanziare i debiti nazionali e gestire i prestiti in sofferenza. Ed essendo in media molto più indebitate rispetto alle banche statunitensi, le banche commerciali della zona Euro non sono in grado di espandere il credito da cui dipende la ripresa economica. Ma essendo già state danneggiate dalla fine della fase espansiva del ciclo del credito globale e dagli effetti maligni di una guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina, le prospettive economiche globali sono notevolmente peggiorate dall'inizio del 2020, nascoste solo dalla crisi sanitaria e dalle risposte inflazionistiche ad essa.

Non solo il sistema bancario dell'Eurozona non è in grado di fornire nuovo credito alle imprese, né il sistema bancario statunitense può farlo nonostante la sua economia più dinamica. Il riferimento al ciclo del credito bancario non è casuale, perché i banchieri sanno che i loro bilanci sono al massimo della tensione, anche oltre i limiti normativi. Sono tempestati da fallimenti diffusi; i prestiti bancari americani al settore privato stanno rapidamente diventando un disastro, poiché le perdite da prestiti in sofferenza sono amplificate dalla leva finanziaria, in media 10,5 volte per le grandi banche. Quindi non solo la nuova amministrazione Biden si trova ad affrontare il finanziamento di una ripresa dal coronavirus, ma potrebbe dover sostenere l'intera economia statunitense da una depressione ciclica i cui fattori trainanti sono simili a quelli dei primi anni '30.

La crescente evidenza di questo risultato ha implicazioni per i tassi d'interesse globali. Un economista keynesiano da manuale che considera la domanda dei consumatori come il motore economico crede che una depressione significhi tassi d'interesse più bassi, motivo per cui è fiducioso che l'aumento dei rendimenti obbligazionari preannunci un futuro economico più positivo. L'errore è non capire che in una depressione sia il consumo che la produzione si contraggono. Ed essendo più lungimiranti, i produttori ridurranno la capacità quando vedranno le prospettive deteriorarsi prima della riduzione della spesa dei consumatori. Stando così le cose, lo stimolo monetario in un'economia in fallimento finisce rapidamente per indebolire il potere d'acquisto della sua valuta fiat, invece di farlo salire e scatenare spettri di deflazione, come potrebbe supporre un'analisi keynesiana.

Per il possessore di una valuta fiat, arriva una crescente consapevolezza che il suo potere d'acquisto diminuirà, qualunque sia il risultato economico. Se, come dobbiamo supporre, il rischio di un risultato economico negativo aumenta, lo svalutazione non farà che aumentare. La compensazione sotto forma di interessi pagati sul suo capitale monetario deve aumentare, se si vogliono mantenere i saldi in valuta, cosa che si riflette in tassi d'interesse e rendimenti obbligazionari più elevati.

E anche se la FED o la BCE avessero ragione, il potere d'acquisto di dollari o euro cadrà comunque e coloro che li possiedono si aspetteranno una maggiore compensazione dagli interessi per giustificarne il possesso. In alternativa, chi detiene valuta fiat concluderà che un'inflazione monetaria accelerata non salverà l'economia da un crollo e, poiché non è coperta e non convertibile in una forma di denaro più solida, la abbandonerà del tutto.

L'evidenza della perdita di potere d'acquisto per le valute fiat è già visibile nei prezzi delle materie prime, mostrati nel seguente grafico.

Dopo un decennio di consolidamento, conclusosi a marzo 2020 con un calo fino a 83,97, l'indice del FMI è salito del 67% in undici mesi a 140,65. Il punto di svolta è stato il taglio dei tassi a zero da parte della FED e l'aumento del QE a $120 miliardi a marzo 2020. Chiaramente i mercati delle materie prime hanno risposto scontando l'aumento dell'inflazione monetaria. I prezzi delle materie prime in euro sono aumentati meno a causa dell'aumento del loro tasso rispetto al dollaro, ma tale aumento è ancora del 55%. Per i settori industriali aver mantenuto e mantenere la liquidità in eccesso in dollari o euro, e non averla ridotta e ridurla, è stato un errore pagato a caro prezzo.

Mentre i commentatori macroeconomici considerano cicliche le oscillazioni dei prezzi delle materie prime, un'interpretazione più pertinente viene fornita dal punto di vista di chi le usa. Per i produttori è semplice: il potere d'acquisto di una valuta misurato in materie prime è diminuito e nel caso dell'euro di oltre un terzo. E con l'aumento dell'inflazione monetaria, è certo che la tendenza continuerà, avendo poco o nulla a che fare con i livelli di domanda delle materie prime.

Le materie prime sono uno dei numerosi input economici ed il lavoro ne è un altro. E se un produttore non è competitivo, la soluzione ragionevole è aumentare gli investimenti nell'automazione, cosa che richiede capitale monetario. L'elemento circolante è fornito dalle banche, ma come abbiamo visto sono ora al massimo della tensione di bilancio, avverse al rischio e nella zona Euro pienamente impegnate a finanziare gli stati. Per le banche della zona Euro c'è un ulteriore problema. I loro bilanci sono ponderati rispetto ad asset considerati dalle autorità di regolamentazione come privi di rischio o a rischio molto basso, come i titoli di stato e le obbligazioni. Un'allocazione in prestiti industriali e al consumo comporta rischi aggiuntivi, i quali richiedono una riduzione delle tensioni di bilancio. Non succederà tanto facilmente.

Il grafico qui sopra illustra gli squilibri nel sistema TARGET2 tra le banche centrali nazionali e tra queste e la BCE. La Germania e il Lussemburgo hanno un credito netto di €1.300 miliardi. Italia e Spagna devono al sistema €968 miliardi. E la BCE deve alle banche centrali nazionali €345 miliardi. L'effetto del disavanzo della BCE, che deriva dagli acquisti di obbligazioni effettuati per suo conto dalle banche centrali nazionali, è quello di ridurre artificialmente i saldi TARGET2 tra debitori e creditori.

Senza gli acquisti di obbligazioni da parte della BCE, i debiti combinati di Italia e Spagna verso le altre banche centrali nazionali superano i mille miliardi di euro, e il denaro dovuto alla Bundesbank tedesca è maggiore di quanto il grafico mostra. Le trattative della BCE incidono anche sul saldo della Francia, che lo scorso marzo si è attestato ad un deficit di €109,4 miliardi rispetto ad un avanzo di €40 miliardi a gennaio, che può essere dovuto solo ai pagamenti della BCE per i titoli francesi.

In teoria questi squilibri non dovrebbero esistere. Il fatto che esistano e che dal 2015 siano in aumento è dovuto in parte all'accumulo di crediti inesigibili, in particolare in Portogallo, Italia, Grecia e Spagna. Le autorità di regolamentazione locali sono incentivate a dichiarare i prestiti bancari deteriorati come in bonis, in modo che possano essere utilizzati come garanzia per accordi di riacquisto con la banca centrale locale. Ciò ha l'effetto di ridurre i crediti deteriorati a livello nazionale, incoraggiando la prospettiva che non vi sia alcun problema di crediti inesigibili. Ma il problema è stato semplicemente rimosso dai sistemi bancari nazionali e smistato al sistema Euro.

La domanda di garanzie collaterali da cui ottenere liquidità ha portato ad una significativa espansione monetaria, con il mercato dei pronti contro termine che agisce non come un fornitore di liquidità marginale (come nel caso di altri sistemi bancari), ma come un elargitore generoso di denaro a profusione. Ciò è mostrato nel seguente grafico, risultato di un'indagine su 58 importanti istituzioni del sistema Euro.

Il totale di questa forma di finanziamento a breve termine è cresciuto a €8.310 miliardi a dicembre 2019. La garanzia include di tutto, dai titoli di stato al debito collateralizzato delle banche commerciali. Secondo il sondaggio, il doppio conteggio, in base al quale i pronti contro termine sono compensati dai pronti contro termine inversi, è minimo. Ciò è importante quando si considera che un pronti contro termine inverso è l'altro lato della medaglia di un pronti contro termine, in modo che la somma dei due è una misura valida della dimensione del mercato. Il valore dei pronti contro termine negoziati con le banche centrali nell'ambito delle operazioni ufficiali di politica monetaria non è incluso nel sondaggio e continua ad essere “molto consistente”. Ma sono inclusi i pronti contro termine con le banche centrali nel corso del finanziamento ordinario.

Oggi, anche escludendo i pronti contro termine delle banche centrali connessi alle operazioni di politica monetaria, questa cifra supera probabilmente i €10.000 miliardi, tenendo conto della crescita di base di questo mercato e includendo partecipanti oltre i 58 operatori del sondaggio.

Mentre la FED accetta solo titoli di altissima qualità come garanzia repo, con le banche nazionali della zona Euro e la BCE quasi tutto è accettato (da quando la Grecia è stata salvata). Il debito di alta qualità rappresenta la maggior parte delle garanzie repo, ma i salvataggi nascosti delle banche italiane (togliendo prestiti deteriorati dai loro libri contabili) non potrebbero continuare senza che venissero registrati come garanzie repo nel sistema TARGET2.

Ma c'è un limite a questa espansione, espresso nel rapporto tra il capitale di una banca commerciale e il suo patrimonio. Il seguente grafico mostra l'indebitamento e la leva finanziaria degli azionisti per le sei banche di importanza sistemica globale (G-SIB) nell'Eurozona. Altre banche della zona Euro non devono avere i buffer aggiuntivi sul capitale di una G-SIB, ed è certo che tra di loro ci sono banche ancora più altamente indebitate il cui fallimento potrebbe portare ad una corsa agli sportelli sistemica.

L'indebitamento di bilancio tra il totale degli asset ed il patrimonio netto di classe 1 degli azionisti di tutte queste banche è molto elevato, dato che un livello più normale di tensione di bilancio è tra otto e dodici volte al picco del ciclo del credito. Ciò si confronta con il rapporto medio per le sei G-SIB statunitensi di 10,5, e anche loro sono limitate sulla capacità di bilancio.

Le valutazioni di mercato per le G-SIB della zona Euro, con la discutibile eccezione di ING, scontano profondamente il patrimonio netto, con Société Generale con il punteggio peggiore. Inoltre questi lugubri rating arrivano in un momento in cui i mercati azionari sono vicini ai massimi storici: il CAC 40 è salito del 60% in un anno, il DAX del 73% ed il FTSE MIB del 64 %. Come un gruppo di ubriachi che barcolla, i prezzi delle azioni delle banche dell'Eurozona sono saliti con i mercati generali, ma sono i loro rating che rimangono spaventosi.


Conclusioni

L'UE sta mostrando tutti i segni di un super stato sulla via del fallimento, messo in luce in modo imbarazzante dalla Brexit e dalla risposta politica dell'UE. Senza contare la debacle sulla storia dei vaccini. In un momento di lockdown nel resto del mondo, l'UE è gravemente in ritardo nel suo programma di vaccinazione ed è improbabile che possa uscirne completamente prima del prossimo inverno, e forse oltre. Le conseguenze economiche per l'UE saranno più devastanti rispetto a qualsiasi altra regione al di fuori del mondo in via di sviluppo.

Con l'onere di finanziare l'inevitabile ondata di crediti inesigibili legati al Covid, in particolare nei PIIGS, e con i debiti nazionali delle principali nazioni dell'UE che stanno andando fuori controllo, il finanziamento di tutto da parte della BCE diventerà sempre più difficile. In qualità di banca centrale impegnata a sostenere ideali di socializzazione tramite l'inflazione monetaria, la BCE non ha avuto altra scelta che accelerare il suo finanziamento inflazionistico. Ma oggi i limiti posti al suo inflazionismo sono una combinazione letale del marciume intrinseco del TARGET2 e dell'aumento dei rendimenti obbligazionari.

Anche con un'analisi ottimistica (keynesiana), l'aumento dei rendimenti obbligazionari sembra scontare un aumento della spesa post-lockdown, portando ad un temporaneo aumento dell'inflazione dei prezzi. La verità più profonda rivelata dalla performance dei mercati delle materie prime, combinata con un aumento senza precedenti dell'offerta di moneta globale, è che si prospetta una perdita molto più profonda del potere d'acquisto delle valute fiat. Inoltre l'ottimismo riguardo le prospettive economiche più ampie è limitato ai numeri gonfiati, con grandi sezioni dell'economia globale in uno stato di collasso.

L'UE è un gigante dai piedi d'argilla, motivo per cui non poteva permettersi affatto i lockdown. E poiché il finanziamento di tutto ricade sulle spalle della BCE, è da lì che sicuramente emergerà la crisi. Sicuramente il sistema bancario ne uscirà con le ossa rotte; ci vorrà solo un piccolo aumento dei rendimenti obbligazionari per spazzarlo via. E poi tutte quelle garanzie deboli nel sistema repo saranno esposte per quello che valgono realmente: niente.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: https://www.francescosimoncelli.com/


giovedì 8 aprile 2021

Basta con queste ridicole scuse per le restrizioni Covid

 

 

di Donald J. Boudreaux

Sebbene mi sia piaciuto studiare economia molto più di quanto mi sia piaciuto studiare diritto, sono sempre stato felice della mia decisione di conseguire una laurea in giurisprudenza oltre alla mia laurea in economia. Esponendomi a dettagli del mondo reale che altrimenti avrei perso, studiare legge ha notevolmente migliorato la mia capacità di valutare i processi e le politiche economiche.

Alcuni economisti afferrano dettagli cruciali senza aver studiato legge, studiosi impressionanti del calibro di Armen Alchian, Terry Anderson, Ronald Coase, Harold Demsetz, Thomas Sowell e Bruce Yandle. Ma troppi economisti si perdono questi dettagli ed il risultato è spesso un'analisi politica sbagliata e consigli politici non realistici e controproducenti.

Questa analisi scadente e questi consigli fuorvianti sono particolarmente presenti quando gli economisti parlano delle cosiddette "esternalità". Le esternalità sono effetti di terze parti, come quando le azioni di Steve e Sarah hanno un impatto sul benessere di Silas e quest'ultimo non viene consultato né da Steve né da Sarah.

Se questo impatto migliora il benessere di Silas, la chiamiamo "esternalità positiva", come se Sarah pagasse Steve per rinnovare la sua casa, aumentando così il valore di mercato della casa del vicino Silas. Se questo impatto peggiora il benessere di Silas, la chiamiamo una "esternalità negativa", come se Steve, mentre lavora per ristrutturare la casa di Sarah, crea rumori forti che distraggono Silas mentre fa yoga o mentre è in riunione su Zoom.

Quando gli economisti incontrano esempi come questi, il loro primo istinto è lamentarsi del fatto che sia Sarah che Steve ignorano l'impatto delle loro azioni su Silas. Il loro secondo istinto è descrivere gli interventi dello stato che porterebbero Steve e Sarah a tenere conto di questi impatti. Una tipica raccomandazione potrebbe essere quella di tassare le persone per qualsiasi rumore fastidioso causato dai loro progetti di ristrutturazione.

Gli economisti riconoscono che i costi amministrativi per l'attuazione di tali politiche sono talvolta così alti da rendere tali politiche poco sagge. Ma, in linea di principio, troppi economisti sono inclini a concludere che la mancanza di tassazione dei rumori forti fa sì che venga emesso troppo rumore.


Il sottile genio della legge

La legge, tuttavia, spesso tiene conto di effetti come questi in modi che gli economisti non riescono a vedere. Il più importante risiede nel modo specifico in cui la legge crea, e rifiuta di creare, diritti di proprietà. Il modello dettagliato e risultante dei diritti di proprietà è importante.

Nella legge anglo-americana, una persona ha diritto ad un risarcimento solo se ha trasferito il titolo su una proprietà senza l'intenzione di fare un regalo, o ha subito la perdita di una proprietà a causa delle azioni di qualcuno che ha violato il suo o i suoi diritti di proprietà. Pertanto il semplice fatto che l'azione di Sarah migliori il benessere di Silas è insufficiente per creare l'obbligo che qualcuno paghi Sarah per la sua azione "positiva". Allo stesso modo, il semplice fatto che Silas subisca dei danni a causa delle attività di costruzione di Steve non è sufficiente per giustificare l'imposizione di una tassa per le sue attività rumorose.

La legge rifiuta di imporre obblighi in circostanze come queste, perché riconosce una caratteristica della realtà nei confronti della quale gli economisti sono spesso ciechi. Mentre sia l'economia che la legge comprendono che le persone, essendo creature gregarie, hanno sempre un impatto sugli estranei, la legge, a differenza dell'economista disattento, riconosce che le persone spesso interagiscono ripetutamente tra loro nel tempo andando a creare costi/benefici, affinché gli effetti “esterni” tendano a bilanciarsi per ogni persona.

La legge riconosce che i costi che Silas soffre oggi a causa di Steve saranno compensati da altri benefici di cui Silas godrà domani, come la sua capacità di emettere rumore che infastidirà Sarah se e quando lui sceglierà di ristrutturare la sua di casa.

In altre parole, laddove economisti negligenti vedono "esternalità", e quindi un "fallimento del mercato", la legge spesso vede le parti che si compensano a vicenda sotto forma di attività in natura. Silas è compensato dal sopportare il rumore dei lavori di costruzione nella casa di Sarah con il suo diritto ad infliggere tale rumore su Sarah se e quando avrà di costruire la sua di casa.

La legge riconosce un'altra caratteristica di questo compenso in natura che si verifica nel tempo: esso è incorporato nelle ragionevoli aspettative dei membri della comunità. Se Sarah limita la costruzione della sua casa alle ore diurne, la legge non riconosce il diritto di Silas ad essere esente da tale rumore. Silas è trattato correttamente, come se dovesse aspettarsi di soffrire per tale rumore durante le ore diurne. Allo stesso modo, Sarah ed il costruttore Steve sono trattati come se dovessero aspettarsi di poter infliggere tale rumore ai proprietari di case nelle vicinanze durante le ore diurne.

Le cose differiscono per la notte. Se il rumore notturno di Steve tiene Silas sveglio, la legge sosterrà Silas nel caso in cui volesse impedire a Steve di fare rumore. Le persone si aspettano ragionevolmente che i loro vicini non emettano rumori forti di notte.


Identificare i diritti di proprietà

Le ragionevoli aspettative delle persone danno origine a diritti di proprietà. Nessun diritto di proprietà di Silas viene violato dal rumore di Steve a mezzogiorno; un vero e proprio diritto di proprietà di Silas viene violato dal rumore di Steve a mezzanotte.

Questa distinzione dovrebbe essere, ma spesso non lo è, riconosciuta dagli economisti. Ciò che questa distinzione significa è che un'autentica esternalità esiste solo quando c'è una violazione dei diritti di proprietà di qualcuno. Se mi guardate negli occhi con indosso una camicia a pois, qualsiasi disagio che potrei provare perché non mi piacciono i pois non è un'esternalità, anche se posso dimostrare oggettivamente il mio disagio alla vista della vostra camicia. Poiché avete il diritto di indossare camicie a pois in pubblico e poiché dovrei ragionevolmente aspettarmi di incontrare di tanto in tanto persone che indossano abiti a pois, non mi avete danneggiato in alcun modo economico, legale o etico.

In altre parole, nonostante la mia avversione per i pois, il vostro indossare una camicia a pois in pubblico non viola quello che i libertari chiamano il "principio di non aggressione", il quale afferma che gli individui dovrebbero essere liberi di fare tutto ciò che scelgono di fare purché non aggrediscano gli altri. Il fatto che la legge protegga solo gli interessi di proprietà dagli effetti di terzi non significa affatto che si va immediatamente da "le azioni di Sarah influenzano negativamente Silas!" a "pertanto Silas ha il diritto etico, e dovrebbe anche avere il diritto legale, di usare la coercizione, se necessario, per impedire a Sarah di influenzarlo negativamente!"


La respirazione senza mascherina ed in pubblico equivale ad aggredire terze parti innocenti?

La rilevanza della distinzione tra effetti di terze parti che violano i diritti di proprietà di qualcun altro ed effetti di terze parti che non lo fanno è particolarmente cruciale oggi. Molti economisti difendono lockdown, obbligo di mascherine ed altre restrizioni Covid-19 come mezzi scientificamente "oggettivi" per affrontare le esternalità. Allo stesso modo, alcuni libertari giustificano i lockdown e altre restrizioni appellandosi addirittura al principio di non aggressione.

Eppure la domanda rilevante non è "Il respiro di Sarah in pubblico e senza mascherina influisce fisicamente o psicologicamente su Silas?", mentre invece dovrebbe essere "il respiro di Sarah in pubblico e senza mascherina viola qualcuno dei diritti di proprietà di Silas?". La risposta alla prima domanda è irrilevante; la risposta alla seconda domanda è ciò che conta davvero. Solo se la risposta a questa seconda domanda è "sì", un economista dovrebbe concludere che c'è un'esternalità; solo se la risposta a questa seconda domanda è "sì", un libertario dovrebbe concludere che Sarah sta attaccando Silas.

E per quanto riguarda il Covid? Fino a marzo 2020 nessun americano aveva il diritto di proprietà di essere libero dal rischio di esposizione ad agenti patogeni portati da individui asintomatici e che seguivano i loro normali modelli di vita. Poiché ognuno di noi ha sempre emesso dell'aria, respiriamo batteri e virus che potenzialmente danneggiano (e talvolta uccidono) gli altri; la vita come la conosciamo non potrebbe mai esistere se ognuno di noi avesse il diritto di essere libero da tali batteri e virus diffusi da altri.

Nessuno si aspettava di essere esente da tale esposizione. Nessuno aveva il diritto di essere libero da tale esposizione.

E quindi avrebbe dovuto almeno esserci la supposizione che questa stessa regola valesse per il SARS-CoV-2. Almeno avrebbe dovuto esserci la supposizione che ognuno di noi continui a godere del diritto legale ed etico di occuparsi dei propri affari pubblicamente e senza mascherina, nonostante il fatto fisico che, così facendo, rischiamo di trasmettere il virus ad altre persone.

Forse questa supposizione è, come dicono gli avvocati, "confutabile". Se mi sforzo, posso immaginare il seguente scenario: appare un agente patogeno così contagioso e così letale in tutte le fasce d'età, ed uno che possa anche essere eluso con un paio di settimane di lockdown, che mandi al macero la supposizione secondo cui gli interessi di proprietà di nessuno vengono violati da estranei che respirano aria in pubblico.

Non solo le persone ben informate hanno imparato presto che la gravità del SARS-CoV-2 difficilmente raggiunge un livello che giustifichi un cambiamento così importante nella legge e nell'etica, ma addirittura non c'è mai stato momento come questo in cui gli interessi di proprietà di qualcuno sono violati dal respiro di altre persone che svolgono la loro vita normale. All'improvviso, a partire da un anno fa, la paura isterica per il Covid, e l'irresponsabile alimentazione della stessa da parte dei politici e dei media, ha fatto sì che le persone dimenticassero che nessuno ha un diritto di essere libero dall'aria respirata da altri.

Economisti pro-lockdown si affidano allo scientismo e recitano in coro "Riducete le esternalità!" I libertari, a cui non interessa davvero la libertà, affermano ipocritamente di essere i veri sostenitori della libertà ripetendo ininterrottamente "dobbiamo onorare il principio di non aggressione!" Ma né questi economisti, né questi libertari si prendono il tempo di considerare i complessi dettagli del mondo reale da cui emergono i diritti degli individui e in cui questi diritti sono radicati e definiti.

Nelle società libere, il potenziale impatto negativo di Sarah sul benessere di Silas non è mai stato ritenuto una ragione sufficiente per impedire coercitivamente a Sarah di agire in modi che si ritiene diano origine a tale impatto negativo. Qualsiasi regola del genere avrebbe fermato la società nel momento in cui sarebbe stata adottata.

Sfortunatamente, una regola del genere è stata adottata, in realtà imposta con la forza, nel 2020. Temo che questa regola distruttiva rimarrà in vigore per molto tempo.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: https://www.francescosimoncelli.com/


mercoledì 7 aprile 2021

Il PIL nasconde il danno dei lockdown

L'evidenza è ormai chiara: lockdown e restrizioni hanno causato e continuano a causare solo danni economici e sociali, senza realizzare ciò per cui si presume siano stati imposti. Anzi, c'è di più: queste misure sono di gran lunga più pericolose e dannose rispetto ad un eventuale distanziamento fisico volontario. A riprova, per l'ennesima volta, che la libertà ed il volontarismo sono la risposta corretta ai problemi economici e sociali. Ne consegue, quindi, che né la spesa pubblica né l'espansione monetaria possono curare o alleviare i danni inflitti alla società. Fortunatamente molti stati americani, ad esempio, hanno annunciato che metteranno fine a queste misure scriteriate e gli americani in tali stati saranno presto liberi di lavorare, guadagnarsi da vivere e provvedere a sé stessi e alle loro famiglie. Gran parte della recente crescita dell'occupazione negli USA è avvenuta nei ristoranti e nel settore ricreativo in generale, settori che in precedenza erano stati limitati ma che ora possono tornare a prosperare. Indipendentemente da ciò che si crede sui costi sanitari o sui presunti benefici dei lockdown, impedire alle aziende di vivere è imprescindibilmente dannoso per l'economia nel suo complesso. E un altro fattore imprescindibilmente dannoso è il crowding out delle risorse economiche scarse, che mediante spesa pubblica ed espansione monetaria le devia verso attività che le sprecano. Infatti non solo non possono migliorare le cose finché queste restrizioni rimangono in vigore, ma non le miglioreranno nemmeno quando verranno tolte. Perché? Perché sono inevitabilmente distorcenti dal punto di vista del calcolo economico e tale esito sarà ancora una volta mascherato dalla statistica fuorviante del PIL. Una vera ripresa ci sarà solo quando stati e banche centrali si faranno da parte, lasciando l'organizzazione economica e sociale alla stessa società.

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di Patrick Barron

Non credete alle dichiarazioni dei governi secondo cui l'economia si sta riprendendo dai danni causati dalle chiusure di attività sulla scia della crisi sanitaria. I governi utilizzeranno la loro statistica preferita sulla salute dell'economia per giustificare le loro azioni: il prodotto interno lordo (PIL).

Il PIL dovrebbe rappresentare il totale della spesa per beni e servizi finali nell'economia. È un termine keynesiano che eleva un concetto chiamato "domanda aggregata" a fattore più importante, lasciando da parte produzione e soprattutto il risparmio. Infatti i keynesiani temono soprattutto il risparmio. Voi ed io sappiamo che possiamo diventare più ricchi solo risparmiando parte del nostro reddito e investendolo saggiamente per il futuro, ma i keynesiani hanno inventato un concetto chiamato "paradosso della parsimonia" in base al quale affermano che l'economia entra in una spirale distruttiva a causa delle riduzioni di spesa causate da un aumento dei risparmi. Individualmente i risparmiatori potrebbero stare meglio, dicono, ma collettivamente l'economia ne soffre. Ad esempio, la nuova auto che noi risparmiatori non compriamo nega alle case automobilistiche ed a tutti coloro che lavorano nel settore automobilistico i soldi di cui hanno bisogno per continuare la produzione. Ne consegue licenziamenti e chiusure di stabilimenti. La riduzione della domanda aggregata si diffonde, mandando in bancarotta sempre più aziende di supporto ed i loro dipendenti. Questa è la visione keynesiana semplicistica del risparmio.

Ma cosa succede ai soldi che non spendiamo per tante nuove auto? Finiscono in un baratro? No, certo che no. Vengono investiti in processi di produzione a lungo termine che produrranno ancora più ricchezza rispetto al caso in cui avessimo comprato auto nuove più spesso. Gli Austriaci chiamano questo fenomeno un cambiamento nella "struttura della produzione". Potremmo produrre poche automobili ora, ma in seguito avremo accesso a prodotti e servizi che non sarebbero esistiti senza il nostro investimento precedente. Lo vediamo nei nostri profili finanziari personali: i nostri conti di risparmio aumentano ad un tasso composto, permettendoci di vivere un'esistenza più confortevole più avanti nel tempo. Questa è la verità che tutti conoscevano prima che gli economisti mainstream propagandassero la menzogna secondo cui la frugalità neghi ai nostri concittadini ciò che è loro di diritto: i nostri soldi ed il nostro futuro. Non ha senso.

Ma, potreste chiedere, dove entra in gioco il PIL? Ricordate, la domanda aggregata viene misurata dalla spesa per beni e servizi finali, che poi diventa PIL. Ci sono due problemi critici con questa statistica. Primo, non cattura gran parte della spesa per la produzione a lungo termine e intermedio, ma piuttosto principalmente quella per le vendite al dettaglio (per una rapida spiegazione di come i governi calcolano il PIL, ascoltate Mark Brandly su Mises Wire nel segmento "Calculating GDP Correctly"; Brandly afferma che i beni e servizi intermedi non sono generalmente inclusi nel PIL a meno che non siano aggiunti alle scorte). I titoli di giornale che parlano di vendite al dettaglio in aumento dovrebbero generare fiducia: tutto va bene per l'economia. Davvero? Se voi ed io spendessimo tutti i nostri risparmi e ne prendessimo anche in prestito di più, presto ci troveremmo sotto i ponti; ma i keynesiani direbbero che le nostre difficoltà finanziarie individuali sono state un bene per l'economia. C'è davvero qualcuno che si beve queste cose? Io no di certo!


Il PIL cattura l'inflazione dei prezzi e la chiama crescita economica

Ma il problema più grande con il PIL è il più ovvio: misura gli aumenti dei prezzi, non gli aumenti nella produzione di beni o servizi reali. Ad esempio, nell'ultimo mese circa il prezzo di un gallone di benzina normale nel mio stato di origine, la Pennsylvania, è passato da poco meno di $2,50 a circa $3,00. Si tratta di un aumento del prezzo del 20%. Poiché il consumo di benzina cambia poco nel breve periodo, vendere lo stesso volume di benzina ad un prezzo più alto fa aumentare il PIL, ma il nostro tenore di vita è sceso! La nostra maggiore spesa in dollari per la stessa quantità di benzina doveva provenire da qualche parte, quindi abbiamo dovuto tagliare altrove: qualche altro elemento di consumo o, molto probabilmente, una riduzione dei risparmi. Mentre i governi dicono che l'aumento del PIL significa che stiamo meglio, in realtà stiamo peggio.


Gli aumenti della base monetaria e di M2 sono precursori di un'inflazione dei prezzi futura

La misura migliore dell'inflazione dei prezzi a lungo termine non è necessariamente la misurazione dei prezzi al dettaglio nel breve periodo, ma la misurazione dell'aumento dell'offerta di denaro nel tempo. Se l'offerta di denaro aumenta, alla fine questo aumento si farà strada nella struttura dei prezzi. Non può fare nient'altro. Le due statistiche che misurano meglio l'offerta di denaro sono la "base monetaria" e "M2". La base monetaria è costituita da tutto il contante, ovunque sia detenuto, più le riserve bancarie detenute presso la Federal Reserve Bank che possono essere convertite in contanti su richiesta delle banche. Si chiama base monetaria perché le banche possono creare denaro dal nulla piramidando i prestiti sulle loro riserve con un rapporto di circa dieci a uno. Subito dopo la debacle dei mutui subprime nel 2007/08, la base monetaria era di $910 miliardi. La FED ha aumentato la base monetaria per salvare le banche, in modo che nel gennaio 2020, appena prima dei lockdown, si attestava a $3.443 miliardi. Si tratta di un aumento del 278%. Dopo i lockdown, la FED ha nuovamente aumentato la base monetaria e oggi si attesta a $5.248 miliardi, un ulteriore aumento del 52% rispetto al livello già gonfiato del gennaio 2020. E non abbiamo ancora visto l'effetto del recente stimolo fiscale da $1.900 miliardi! Dal momento che questo denaro sarà finanziato completamente dalla stampa di denaro da parte della FED, un processo chiamato "monetizzazione del debito", l'intero importo andrà direttamente nella base monetaria man mano che gli assegni verranno incassati o depositati sui conti bancari dei destinatari.

M2 è la misura più ampia dell'offerta di denaro a cui la popolazione può accedere su richiesta. Comprende denaro in mano alle persone (ma non in depositi bancari) più il denaro nei conti correnti e nei conti di risparmio. M2 ha mostrato aumenti parabolici simili: si attestava a $7.215 miliardi nel 2008, poi è stata portata a $15.419 miliardi a gennaio dello scorso anno. Ora ammonta a $19.384 miliardi. Si tratta di un aumento del 169% e segue bene l'inflazione dei prezzi di asset come azioni ed immobili. Il terzo programma di stimolo da $1.900 miliardi si aggiungerà inizialmente dollaro per dollaro a M2. Se le banche piramidano più prestiti oltre a questo aumento delle loro riserve, M2 continuerà a crescere oltre i $1.900 miliardi. Questo è esattamente ciò che vogliono i governi, perché gonfierà i numeri del PIL.

La lezione è questa: non lasciatevi ingannare dalle statistiche dei governi, in particolare dal PIL, credendo che l'economia si sta riprendendo bene dai lockdown. Essi hanno causato enormi danni all'economia. La stampa di denaro può far perdere il PIL, ma non farà nulla per compensare la perdita netta che milioni di persone hanno subito.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: https://www.francescosimoncelli.com/