venerdì 15 gennaio 2021

La Legge di Simoncelli

 

 

di Francesco Simoncelli

Avevo introdotto questo argomento in un altro articolo, oggi vorrei elaborarlo di più visto che rappresenta uno dei punti più importanti riguardo l'attuale stagnazione economica. E, soprattutto, uno di quelli che la professione economica mainstream "non vede". Perché non lo vede? Perché non sa dove guardare.


ENUNCIATO E SPIEGAZIONE

La Legge di Simoncelli descrive nella teoria la distruzione della ricchezza reale. Il succo è semplice: è difficile ottenere risparmi reali, mentre è relativamente facile accedere ai risparmi fasulli. Purtroppo, però, un venditore non può distinguere gli uni dagli altri. I risparmi fasulli inficiano il bacino della ricchezza reale della società: consumata dalle famiglie, allocata male dalle imprese e sprecata dallo stato. Per inserire questa Legge nelle meccaniche odierne non dobbiamo far altro che rivolgerci a Jean-Baptiste Say, il quale ci disse, attraverso la sua di Legge, che noi "compriamo beni con altri beni" e non col denaro.

Non è un caso che io abbia usato come esempio di riferimento l'URSS, visto che alla fine non c'era niente di male nel rublo, ma le industrie erano di proprietà del governo centrale, godevano di monopoli ed erano gestite da funzionari nominati dal governo centrale. I loro prodotti erano scadenti ed obsoleti, non esistendo alcun incentivo economico a migliorarli. Se i consumatori avessero potuto scegliere, avrebbero preferito i beni dell'Europa occidentale o dell'America. La valuta era di secondaria importanza; i sovietici non avevano beni con cui acquistare altri beni. Sono diventati sempre più poveri. Gli occidentali lavoravano più o meno come i lavoratori sovietici e, soprattutto, avevano accesso a circa la stessa quantità di "materie prime": legno, sole, minerali, acqua. La differenza era ed è ancora il capitale, i mezzi di produzione: trattori, camion, fabbriche, know-how, ecc. Essi permettono di ampliare il bacino della ricchezza reale ed è esattamente ciò che ha permesso alla società occidentale di prosperare oltre ogni più fervida immaginazione.

Il denaro non è né ricchezza, né capitale. È ciò che usiamo per comunicare come allocarli nel modo più corretto possibile. È anche un modo conveniente per conservarli. Se si lavora tutto l'anno per creare un quadro, e poi lo si vende ad un gallerista, il denaro che riceve il pittore rappresenta il valore del lavoro di tutto quell'anno. Se il denaro è "onesto", come l'oro o Bitcoin, si può conservare tale sforzo e ricchezza per generazioni. Ma se uno stato si limita a "stampare denaro", come se fosse coperto da capitale reale, imbroglia le persone, indebolisce l'economia e rende la società molto più povera.

Se il fiat standard fosse un sistema monetario onesto, una banconota da €50 sarebbe la prova che qualcuno, da qualche parte, l'ha guadagnata creando €50 di ricchezza reale. Potrebbe essere spesa con la consapevolezza che tra il consumo e la produzione il mondo si bilancerebbe. Le cose cambiano se le €50 sono contraffatte, cioè consumo senza compensazione da parte della produzione. Si prosciuga ricchezza e non se ne crea alcuna. Anzi, si distrugge ricchezza.

I risparmi reali rappresentano aumenti reali di beni e servizi, denominati in denaro. I risparmi fasulli, "stampati" dalle banche centrali, non rappresentano nulla. La Legge di Say ci dice che ci si arricchisce producendo di più, non consumando di più. E si produce di più prendendo i propri risparmi e innovando, inventando, costruendo fabbriche e ferrovie, facendo investimenti di capitale che aumentano la produzione. Invece i risparmi fasulli vengono semplicemente spesi, non vengono creati nuovi prodotti. E non sono solo le famiglie a consumare ricchezza, il risparmio fasullo incoraggia anche le imprese e gli stati a fare lo stesso. I risparmi reali vengono prestati alle industrie che devono realizzare vendite e profitti in modo da poter rimborsare il prestito. Devono, quindi, aumentare la produzione o altrimenti non possono accendere prestiti. Ma i risparmi fasulli del sistema bancario centrale creano un ecosistema finanziario completamente diverso.

Essi vengono introdotti nel circuito economico tramite l'acquisto di obbligazioni, abbassando così i tassi d'interesse e scoraggiando i risparmi. Oggi, in tutto il mondo, ci sono circa $18.000 miliardi in obbligazioni a rendimento negativo e questo significa che il capitale stesso viene costantemente consumato, come i piloni di cemento dei cavalcavia. Di conseguenza le aziende vengono fuorviate e indebolite dal capitale fasullo prestato a tassi fasulli. Le grandi società statunitensi, ad esempio, hanno scoperto di poter prendere in prestito a tassi appena superiori all'inflazione. E cosa hanno fatto con quel denaro? Hanno costruito nuove fabbriche? Formato nuovi lavoratori? Prodotto più beni e servizi? No, hanno restituito i soldi ai loro azionisti e manager.

Questi ultimi sono stati incoraggiati ad utilizzare il denaro fasullo per fare fusioni e acquisizioni, o riacquistare le azioni della propria società. Hanno incassato bonus non in base a quanta nuova innovazione e produzione hanno creato, ma in base a quanto denaro riuscivano a incanalare nei loro portafogli e in quelli dei loro azionisti. Negli ultimi 20 anni le sole società nell'indice S&P 500 hanno staccato circa $20.000 miliardi. In altre parole, il denaro fasullo, distribuito per aumentare la "domanda", non è solo inutile, è corrosivo. Non solo non stimola la crescita del capitale reale, la uccide.


COROLLARIO

L'effetto crowding-out non funziona solo per le risorse economiche sequestrate e poi sprecate dall'incapacità dei pianificatori centrali di gestire la scarsità in assenza di un calcolo economico in accordo con l'ambiente di mercato. Si applica anche al mondo delle idee, soprattutto se si dipende da esse per il proprio sostentamento. Di conseguenza le fallacie diventano predominanti, scacciando quelle spiegazioni che andrebbero a risolvere problemi di lunga data, ma che basano il proprio perdurare su continue giustificazioni artificiali. Questo è il mondo del keynesismo e del neo-keynesismo, dove sfornare motivazioni sempre più assurde a supporto del sistema bancario centrale e le sue sconsideratezze è diventata un'azione tanto naturale quanto bere un bicchiere d'acqua.

Un esempio appropriato è il prezzo delle case negli USA, ad esempio. Una volta che viene asciugato dai vari "aggiustamenti", possiamo notare la progressione del prezzo reale delle abitazioni e come questa abbia costantemente derubato le persone dei propri risparmi nel tempo. La percezione degli individui è quella di avere difficoltà crescenti a sopravvivere, mentre i "dati in entrata" li rassicurano che non c'è stato periodo migliore di questo a livello economico. Ma gli esperti sanno meglio, no? In questo modo viene consumato capitale intellettuale: le idee cattive scacciano quelle buone. Cosa si vede? I mutui sono a buon mercato. Cosa non si vede? I prezzi delle case sono saliti alle stelle prolungando il periodo di ripagamento.

Quando lo stato prende in prestito denaro, aumenta la sua capacità di sequestrare risorse scarse, promettendo un tasso d'interesse a coloro che gli prestano denaro. In caso contrario, i prestatori avrebbero utilizzato il denaro per prestarlo a qualche altro mutuatario allo stesso tasso di interesse, più un premio per il rischio d'insolvenza. Poiché lo stato afferma che è meno probabile che vada in default rispetto ad un mutuatario privato, gli investitori gli prestano denaro. Cosa succede dopo? Lo stato mette i soldi nei conti che preferisce: presso la banca centrale o i fondi del mercato monetario. Ma la maggior parte viene spesa. Cosa compra? Sostegno politico solitamente sotto forma di voti. Il denaro può andare a beneficiari del welfare state, o produttori di armi, o una qualsiasi delle decine di migliaia di organizzazioni pagate dallo stato. Non importa chi riceve i pagamenti, i beneficiari saranno in grado di assicurarsi risorse scarse. La base di questo trasferimento di ricchezza è un distintivo e una pistola. Non dimenticatelo mai.

Quando una persona presta denaro ad una società o ad un altro produttore, consente al mutuatario di aumentare la produzione. L'obiettivo è vendere qualcosa di valore ad un cliente. Il cliente spenderà poi i suoi soldi per acquistare l'oggetto offerto. Il denaro prestato fa parte di un processo che rende possibile un aumento della produzione futura. Il risparmio di oggi, permette un consumo maggiorato in seguito: l'istituto di credito consumerà di più perché riceverà in cambio più denaro ed i clienti consumeranno di più grazie alla maggiore produzione da parte dei produttori. È un accordo vantaggioso per tutti. Ma ci sono perdenti: quei mutuatari che sono stati esclusi dai mutuatari di successo.

Quando una persona presta denaro allo stato, gli consente di aumentare l'acquisto di voti. L'obiettivo è fornire qualcosa di valore agli occhi degli elettori. Quando sono gli stati ad escludere i mutuatari privati, ciò riduce i consumi futuri. Lo stato spende il denaro con la stessa rapidità con cui lo raccoglie. Non investe in progetti che gli imprenditori avrebbero avviato sulla base delle loro aspettative di successo. Gli stati avviano progetti che possono essere sostenuti solo da distintivi e pistole. L'economista keynesiano/monetarista/neoclassico sostiene che un mercato libero del capitale alloca male le risorse economiche scarse, quindi invita lo stato a prendere in prestito più denaro in modo che i destinatari possano spenderlo. Ciò aumenterà la domanda futura, rendendo così più ricca la maggior parte delle persone nella società. Secondo l'economista keynesiano/monetarista/neoclassico l'obiettivo di risparmiare ora per aumentare il consumo in seguito ostacolerà il processo di allocazione del mercato. Quello che serve è una garanzia: distintivi e pistole.

Con distintivi e pistole lo stato può aumentare la produzione, con distintivi e pistole le pietre diventano pane. Questa è la logica del keynesismo e si basa sulla fiducia nella produttività di pistole e distintivi. Queste persone sono responsabili di tutti i principali istituti finanziari e hanno scacciato tutti coloro con un minimo di buon senso. Le loro idee stanno alimentando un disastro economico in tutto l'Occidente.


EFFETTI “NON VISTI”

L'accoppiata crowding-out economico, a livello di risorse scarse, e di crowding-out intellettuale, a livello di idee buone, sta creando deformazioni sempre più grandi che richiederanno per forza di cose una correzione. Infatti la presunta logica del prestare denaro allo stato sta incontrando la sua inevitabile contraddizione: asset fruttiferi a rendimenti negativi e depositi bancari a tassi negativi. L'artificiosità dell'ambiente economico in cui ci troviamo, dove i segnali di mercato sono stati distorti a livelli senza precedenti dal sistema bancario centrale, affronta il redde rationem di una massima che ripeto spesso: si possono aggirare le leggi dell'economia, temporaneamente, ma non le si può violare. Esse sono apodittiche e suddetto aggiramento richiederà un prezzo da pagare, il quale sarà più salato man mano che si vorrà tenere in piedi suddetto aggiramento.

Nella depressione del 1921 l'economia statunitense eliminò rapidamente le sue attività deboli, le sue industrie obsolete ed i malinvestment. In 24 mesi era di nuovo fiorente. Invece il salvataggio operato dai banchieri centrali nel post-Lehman ha fatto salire i prezzi delle azioni e reso i ricchi più ricchi, ma la produzione, la spina dorsale dell'economia di Main Street, non si è mai ripresa. Ed i salvataggi hanno aggiunto nuovo debito (famiglie, imprese e governo) il che ora rende quasi impossibile una vigorosa ripresa. Negli ultimi 11 anni gli "scienziati dell'economia" presso le banche centrali hanno lavorato "duramente", utilizzando strumenti che non erano mai stati presi in considerazione per le nazioni sviluppate, come il quantitative easing. Hanno ingigantito i bilanci delle varie banche centrali (BCE 60% PIL europeo, FED 40% PIL USA, ecc.), hanno abbassato i tassi d'interesse di riferimento a zero, hanno salvato il settore finanziario.

Per Main Street, invece, il salvataggio è stato un flop. Tutto questo stimolo ha prodotto la ripresa più debole sin dalla seconda guerra mondiale.

Ciò che ormai è chiaro anche ai sassi è che le misure di "stimolo" sono una frode. La "scienza" a supporto di questo strumento è fallace, nonostante per più di un decennio i modelli degli esperti c'abbiano detto il contrario. E, alla fine, l'economia di Main Street verrà derubata dall'inflazione dei prezzi. Gli individui non si preoccupano di studiare l'economia perché tanto ci sono i sedicenti "esperti" e lasciano che la marcescenza dell'interventismo centrale distrugga il capitale e le loro vite. Non avendo punti di riferimento per accusare qualcuno, ma percependo che le cose vanno male, si rivolgono alla sola cosa che riescono a vedere davanti ai loro occhi: lo stato. È tutto così diabolicamente perfetto.

È in questo contesto che si inserisce il mio ultimo libro "La fine delle fallacie economiche", un testo semplice, chiaro e diretto per puntare il dito contro i responsabili del dissesto sociale ed economico ed assicurarsi di non ricadere più nelle stesse trappole.


CONCLUSIONE

In questo saggio breve ho voluto presentare ai lettori come l'economia, scienza deduttiva, è in grado di spiegare in modo semplice e chiaro cosa sta accadendo intorno a noi. Oggi siamo armati di una Legge in più in grado di spiegare il motivo per cui persiste un ambiente economico distorto e, soprattutto, a che prezzo. Partendo dall'assioma dell'azione umana, e con l'aiuto di altre Leggi apodittiche, siamo arrivati a comprendere come il capitale cattivo scaccia il capitale buono in presenza di una figura monopolistica capace di dirottare e deformare le informazioni che viaggiano scambiate nell'ambiente economico. A ciò possiamo aggiungerci il corollario: data suddetta Legge, le idee cattive scacciano quelle buone. Gli incentivi, infatti, giocano a favore di una preservazione dello status quo da parte di quel gruppo di intellettuali il cui prestigio e stipendio dipendono dal perdurare di privilegi artificiali.

Esiste solo una percezione che le cose vanno male, la quale viene offuscata dal presunto sapere onnisciente degli "esperti". La popolazione è fuorviata a credere in qualcosa che è solo un simulacro della realtà, ma non la rappresenta nell'essenza. Di conseguenza non sorprende se le scelte imprenditoriali degli attori di mercato vanno nella direzione opposta a quelle che ci si aspetterebbe in un mercato onesto. La confusione regna sovrana e il breve termine diventa l'interesse più importante. Qual è il sacrificio? L'incertezza del lungo termine spazza via ogni presunta pretesa di controllo da parte delle autorità centrali e questo è possibile vederlo nel seguente grafico: nonostante tutte le manipolazioni da parte delle banche centrali, in particolare la FED, il decennale USA sta iniziando inesorabilmente a salire.

Infatti non esiste più un mark to market ma solo un market maker che presumibilmente detiene lo scettro del potere assoluto sul mercato di riferimento. Ma come già detto all'inizio di questo saggio, il tentativo di controllo di un prezzo porta inevitabilmente a dover influenzare i mercati limitrofi fino ad avere un ambiente di mercato in cui una qualsiasi perturbazione, per quanto infima possa essere, è capace di far saltare in aria i piani ben congegnati da parte dei pianificatori monetari centrali. Il mercato obbligazionario che sta viaggiando in contrasto con le azioni della FED è l'ennesimo esempio: i nodi vengono al pettine. Il sottoprodotto "non intenzionale" dell'interventismo sfrenato del sistema bancario centrale è titoli a rendimento reale negativo, società zombi, deficit pubblici fuori controllo, congestione di debiti, svalutazione monetaria e conseguente erosione progressiva del potere d'acquisto del denaro, ecc. Se a questo poi ci aggiungiamo che il prezzo delle commodity nell'ultimo anno è schizzato alle stelle il quadro è completo.

Ma queste ripercussioni non sono solo nel mondo finanziario, anche Main Street sta ricevendo la sua dose di dolore economico. L'effetto del denaro dagli elicotteri è palese nell'impennata della linea blu e dalla salita della linea rossa, durante lo scorso anno, nel grafico qui sotto. Con l'arrivo degli assegni dello zio Sam, la prima preoccupazione per la maggior parte degli americani è stata il mattone. Dal 2016 fino all'inizio del 2020 s'è ripresentata la stessa situazione che è emersa dal 1999 al 2006, dove i cambiamenti nei prezzi delle case hanno viaggiato in netto distacco col reddito disponibile. Ad oggi è peggio. Infatti l'impennata nella linea blu, come abbiamo visto dovuta al programma di assistenza federale, ha già esaurito il suo effetto mentre i cambiamenti nei prezzi delle case restano; anzi, sono destinati a salire ulteriormente sulla scia dell'ennesimo tentativo di reflazione di questa bolla.
Inutile dire che l'artificiosità di questa situazione non nasce con il recente PPP dello zio Sam, ma dal QE1 dove i titoli MBS hanno fatto parte di quello stuolo di asset che la FED ha inglobato nel suo bilancio. La variabile in più che è cambiata nel corso del tempo, però, è la partecipazione alla forza lavoro la quale ha seguito un trend in costante discesa sin dallo scoppio della bolla dotcom. La natura insostenibile di questo assetto è servita, senza contare che all'orizzonte si profila un nuovo lancio di denaro dagli elicotteri. Anche perché, chi glielo fa fare di cercare un lavoro quando i sussidi (federali + statali) sono più alti di un salario sul mercato? Il "paradiso" della MMT.

Quando la corruzione del denaro corre veloce, la comunicazione (commerciale) tra gli attori di mercato è altrettanto corrotta. Quando il denaro muore, muore anche la società. Al che viene da porsi una domanda retorica: qual è la vera bolla, il denaro fiat o Bitcoin?


giovedì 14 gennaio 2021

Non esiste alcun diritto ad un Big Mac

 

 

 di Jeffrey Tucker

Mentre il film iniziava e l'aereo decollava, il signore accanto a me tirava fuori un sacchetto di carta. Era di un McDonald's nell'aeroporto di Chicago e nel sacchetto c'era un panino ed un McMuffin. Ecco un altro cliente che ha tratto beneficio dal nuovo menù.

Aveva un odore incredibile e lui era molto felice. Tutt'intorno si respirava aria di gelosia.


Un film su McDonald!

Ero un po' reticente a vedere The Founder, un bellissimo film sui primi anni di McDonald. Su quel volo era un'opzione tra i vari film proposti, inutile dire che il signore vicino a me mi ha convinto a vederlo con la sua cena.

Sono entusiasta nel raccomandare questa esperienza, perché è raro che un qualsiasi film vada ad esplorare il grande mondo dell'imprenditoria e della libera impresa, ed è ancora più raro che uno lo faccia senza demonizzare i vincitori.

Sì, riversa un po' di bile su Ray Kroc, il quale ha reso McDonald quello che è diventato oggi, andando ad evidenziare le obiezioni dei fondatori originali della compagnia. Ma va bene così alla fine. Come con tanti altri film incentrati sull'attività commerciale, se lo scopo era quello di demonizzare Kroc, in realtà non ci riesce. Se lo scopo è far sembrare il capitalismo spietato, si ritorce contro chi pensava di raggiungere tale obiettivo (come accaduto in tanti altri film), perché il commercio in sé è troppo eccitante ed attraente.


McDonald è vita

È decisamente interessante assistere ad una storia che ha permesso la nascita di un'attività rivoluzionaria, guardare come ha creato ricchezza e come un prodotto/servizio avrebbe reso il mondo un posto diverso.

Il film lascia ottime impressioni, anche perché McDonald è parte della vita di tutti noi oggi. Aver mangiato lì è uno dei miei primi ricordi dell'infanzia, probabilmente anche il vostro. Tutti abbiamo visto i cambiamenti nel corso degli anni: menù, marketing, interni e così via.

Probabilmente c'è un ristorante McDonald a pochi chilometri da casa vostra. Dovunque abbia viaggiato, Roma, Vienna, Praga, la guida era sempre entusiasta di farci vedere dove fosse un McDonald.


E se...

Con questo film possiamo vedere le origini della compagnia. Può sembrare ovvio, ma non tanto: questa storia sarebbe potuta essere diversa. Diamo per scontato McDonald al giorno d'oggi, così come altre cose. Se qualcuno avesse porto a Luigi XIV un hamburger, delle patatine fritte e una bevanda gasata, non pensate che ne sarebbe stato entusiasta?

Com'è possibile che un particolare tipo di cibo che nessun regnante del XVII secolo aveva, oggi invece è disponibile per le masse al modico prezzo di un dollaro? Dovremmo riflettere a fondo su questa domanda.

In verità, mangiare un Big Mac non è un diritto fornito dalla natura. La sua esistenza non era inevitabile; doveva venire alla ribalta attraverso lo sforzo umano, il marketing, la promozione, il lavoro duro, il rischio, il coraggio, la sofferenza e la persistenza, in una società in cui fare impresa è un fenomeno fondamentale e le persone sono libere di rischiare per servire gli altri.


Abbattere le barriere

Il McDonald in origine era solo una filiale a San Bernardino ed i fondatori erano troppo titubanti dal punto di vista imprenditoriale; tale situazione si fece propizia per un promotore di nome Ray Kroc, il quale trovò la chiave di volta per farla prosperare. Con l'aiuto di altri decise di comprare e poi dare in leasing la terra su cui si sarebbero trovati i franchising ed è così che fece soldi. Usò la leva finanziaria sui suoi profitti per fare pressione sui fondatori originali affinché vendessero la compagnia.

E ovviamente non doveva mancare un po' di dramma, così Kroc appare come una persona spietata e senza cuore, senza contare che il film tira dentro alcuni vizi in modo da spingere la disapprovazione del pubblico nei confronti di questo personaggio. L'ultimo baluardo di empatia nei confronti di Kroc cade quando chiede ai fondatori originali di togliere il nome McDonald dai loro ristoranti, perché Kroc era arrivato a possedere anche il nome.

Notate che questa azione è resa possibile solo attraverso il potere dello stato. Solo lo stato avrebbe potuto precludere l'uso di un nome di famiglia per un'attività imprenditoriale di famiglia. Non ha senso, ma è questo ciò che accade quando i burocrati si mettono in mezzo. Kroc non solo aveva comprato il franchise, ma anche il marchio. Oh, ed i fondatori originali divennero mega-milionari, quindi non mi sento di versare lacrime per loro.


La sindrome del fondatore

Non è insolito che i fondatori non riescano a vedere il potenziale di ciò che hanno creato. In realtà, è estremamente comune. La loro idea attrae i migliori talenti la cui visione va oltre quella dei fondatori stessi. Questi ultimi diventano confusi e si ritrovano afflitti dalla cosiddetta Sindrome del Fondatore: che l'azienda o l'organizzazione sia solo lui o lei (assurdo perché l'impresa si basa su un'idea e le idee sconfinano oltre la proprietà esclusiva) e dovrebbe essere l'unico responsabile del suo prodotto.

Circondato da persone con ambizioni più elevate, che possono essere realizzate solo con cambiamenti, la persona che vuole prendersi tutto il merito per la grandezza, diventa sempre più autoritaria, paranoica, reazionaria e inizia a lavorare attivamente contro il progresso e l'espansione. Com'è successo a Habitat for Humanity, e alle innumerevoli altre imprese commerciali e no-profit, il fondatore deve essere cacciato affinché la società in questione possa sviluppare il suo pieno potenziale.

Questo è esattamente ciò che affronta Ray Kroc. Vuole misure di risparmio dei costi, vuole vendere spazi commerciali, vuole espandersi per soddisfare la domanda del mercato, vuole rinegoziare il suo contratto per vedere premiati i propri sforzi. Ma i fondatori dicono no ad ognuna di queste proposte.

Questo approccio non funziona mai nel lungo termine. Una grande idea deve crescere o morire. Kroc si è rifiutato di lasciarla morire, e buon per lui che l'abbia fatto. Non conosciamo il resto della storia, almeno non io, ma non mi sorprenderebbe sapere che una volta che Kroc ha iniziato a farsi chiamare fondatore, sia stato afflitto dagli stessi problemi.


Fare soldi

Ci sono lezioni importanti nel film: come posso guadagnare? La risposta è sempre la stessa: fare qualcosa o vendere qualcosa che gli altri vogliono comprare. Ma cosa? Qui è dove entra in gioco l'attenzione ai bisogni insoddisfatti. Le prime parti del film mostrano persone che aspettano troppo a lungo gli hamburger nei locali drive-in e ci sono vagabondi che le importunano. Anche Kroc sa di questi problemi, ma è troppo impegnato a cercare di vendere i miscelatori per vedere l'opportunità o la soluzione. I fratelli McDonald vedono la soluzione, ma non riescono ad immaginare le possibilità di ciò che hanno scoperto.

Fare impresa funziona in questo modo: il successo passa attraverso la giusta combinazione di talenti, idee, persistenza, accesso al capitale, effetto network e un pubblico che consuma.

Sull'effetto network c'è una scena interessante in cui Kroc vende un franchise ad alcuni amici di un club di lusso di cui è membro, ma è devastato nello scoprire che gli acquirenti non hanno alcun interesse reale nella gestione di un'impresa; vogliono solo fare soldi. Sposta completamente la sua cerchia sociale e inizia a vendere il franchise a gruppi di comunità di fascia bassa dove le persone sono disposte a lavorare sodo e dedicarsi all'attività.

E l'idea decolla.


Ci importa?

Per quel che ricordo, la gente ha sempre detto che McDonald ha visto i suoi giorni migliori e sparirà dalla circolazione. Sarebbe potuto succedere molte volte, ma in qualche modo McDonald continua ad adattarsi, ad emulare la concorrenza, a ristrutturare il suo marketing, a cambiare il suo menù ed a trovare nuovi mercati per il suo prodotto. È una lezione di sopravvivenza.

Come cultura, dobbiamo apprezzare di più la meccanica e l'immaginazione che serve per creare e sostenere un'impresa come questa. The Founder è un contributo meraviglioso a questa causa. Ma la gente guarderà e imparerà?

Non il tipo accanto a me. Amava il suo Egg McMuffin, ma la sua scelta cinematografica è stata un interminabile e noioso documentario sulle specie in via di estinzione.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: https://www.francescosimoncelli.com/


mercoledì 13 gennaio 2021

Stampate “troppo denaro” ed ecco cosa ottenete: inflazione dei prezzi degli asset e disuguaglianza

 

 

di Pascal Hügli

Agli occhi di molti, il Covid-19 ha davvero accelerato le cose. Gli appassionati di tecnologia si sono rallegrati perché le riunioni virtuali, le chiamate con Zoom e la digitalizzazione in generale all'interno delle aziende hanno visto un forte impulso. Allo stesso tempo, la crisi sanitaria ha accelerato un altro sviluppo di cui le persone generalmente non si preoccupano: l'espansione dell'offerta di moneta.

Sebbene la politica monetaria fosse stata estremamente espansiva anche ben prima che il virus colpisse il mondo, i banchieri centrali stanno alzando di nuovo la posta. Mentre la Federal Reserve ha impiegato quasi sei anni per creare $3.500 miliardi di nuova liquidità, questa volta ci sono voluti solo dieci mesi per scatenare uno tsunami monetario di $3.000 miliardi con la proiezione di altri $1.800 miliardi quest'anno.

Sebbene questi numeri astronomici non dicano niente al grande pubblico, un altro fatto sorprendente è passato sotto traccia: dopo il marzo 2020 il sistema bancario statunitense ha aumentato l'offerta di moneta M1 del 37%. Ciò che questo significa in parole semplici è che il 37% di tutti i dollari e depositi bancari in dollari che siano mai esistiti è stato creato nel 2020. Se si tiene presente che gli aggregati monetari come M0, M1 e M2 oggi non danno più un resoconto accurato di tutto il denaro nel sistema, perché non tengono conto del moltiplicatore del collaterale nel sistema bancario ombra, possiamo supporre che l'entità effettiva dell'espansione monetaria è molto maggiore.


Politica fiscale come politica monetaria mascherata

La liquidità creata dalle banche centrali mondiali viene integrata da misure fiscali da parte degli stati. Il governo degli Stati Uniti ha fatto da apripista, avendo approvato pacchetti di stimolo per migliaia di miliardi, e poi anche altri Paesi si sono indebitati ulteriormente per contrastare la recessione. A causa di tutto questo indebitamento, i livelli del debito globale hanno raggiunto un nuovo record di $277.000 miliardi, secondo una stima dell'Istituto di finanza internazionale. Ciò equivale ad un rapporto debito/PIL del 365%.

Attualmente si sta discutendo chi debba avere la precedenza: se la politica monetaria o fiscale. Questo dibattito, però, è solo un miraggio: oggi la politica fiscale sotto forma di stimoli statali è la politica monetaria. Il debito pubblico è diventato l'asset più popolare e ricercato nelle azioni di politica monetaria. La politica fiscale si è trasformata in politica monetaria sotto mentite spoglie, poiché il debito di nuova creazione è assorbito sempre più dalle banche centrali. La conseguenza inevitabile è che la qualità dei loro bilanci, e quindi la qualità del nostro denaro, si deteriora continuamente.


Le conseguenze dei “troppi soldi”

Fare in modo che le banche centrali conducano una politica monetaria sempre più espansiva basata interamente sul debito è oggi la soluzione preferita dai politici, poiché segna il percorso di minor resistenza. Creare sempre più denaro è conveniente, perché in questo modo praticamente qualsiasi gruppo di interesse può essere sedato finanziariamente.

Il risultato è ovvio: troppi soldi stanno sguazzando in cerca di rendimenti. Governi come quello spagnolo o portoghese, che difficilmente sono noti per essere fiscalmente responsabili e quindi debitori affidabili, attualmente sono in grado di prendere in prestito denaro a costo zero. Questo sembra essere del tutto assurdo se si tiene presente che durante la crisi del debito europeo i loro costi di prestito (nel caso del Portogallo fino al 14% per i suoi titoli decennali) hanno costretto l'Unione Europea ad approvare pacchetti di salvataggio multimiliardari.

I mercati finanziari sono impazziti. Non solo le obbligazioni svizzere e tedesche hanno un tasso d'interesse negativo, ma anche il titolo decennale spagnolo è entrato in territorio negativo per la prima volta, anche se per un breve periodo. L'acquisto di queste nuove obbligazioni è a totale appannaggio della Banca Centrale Europea (BCE), come mostra un'analisi della banca tedesca DZ.

Il mercato obbligazionario europeo è praticamente scomparso. Proprio come l'Europa seguirà gradualmente le orme del Giappone e sperimenterà sempre più le conseguenze sociali dei tassi d'interesse a zero, il suo mercato obbligazionario verrà "giapponesizzato". La Bank of Japan (BOJ) è stata a lungo l'unico offerente per i titoli di stato giapponesi (JGB) e la BCE sta attualmente affrontando lo stesso rischio e sembra davvero non esserci via d'uscita. Proprio come è avvenuto in Giappone, i banchieri centrali europei stanno accumulando sempre più titoli di stato, privando il settore privato di questo tipo di garanzia collaterale e rendendo la politica monetaria sempre più difficile da gestire. Anche a questo proposito, la famosa spirale di interventismo descritta da Mises continuerà a girare man mano che i tecnocrati dovranno trovare nuove "soluzioni" pronte all'uso.


Troppi soldi, troppe disuguaglianze

Paradossalmente, a causa di questo diluvio di denaro nel sistema, l'inflazione dei prezzi degli asset continuerà e farà in modo che l'odierna disuguaglianza di ricchezza aumenti ulteriormente. Gli asset di tutti i tipi hanno registrato un apprezzamento dei prezzi a causa della liquidità di nuova creazione che fluisce in esse. Allo stesso tempo, gli assegni del welfare state alla popolazione statunitense illustrano abbastanza bene come le decisioni politiche in realtà esacerbino le cose creando maggiore disuguaglianza di ricchezza.

Coloro che hanno investito le sovvenzioni governative da $1.200 in Bitcoin, hanno guadagnato $3.749. I destinatari di questi fondi che sono stati abbastanza intelligenti da anticipare tali movimenti nel tempo, molto probabilmente si sono posizionati di conseguenza e ne hanno beneficiato. Alla fine sono gli effetti di secondo o anche di terzo ordine che aumentano la disuguaglianza di ricchezza e ostacolano qualsiasi misura politica che cerchi di ottenere il contrario.


Attenzione ai trader stupidi

Il fatto che ci sia troppo denaro in giro può in definitiva essere considerato il risultato di quella che si chiama istituzionalizzazione della creazione di moneta. Poiché i depositi bancari ed i saldi monetari, sia in una cassaforte che in un salvadanaio, vengono polverizzati di giorno in giorno, sempre più persone comuni si sentono obbligate a partecipare a questo gioco, cioè i mercati finanziari, nella speranza di poter guadagnare qualcosa dall'inflazione dei prezzi degli asset.

L'odierna politica monetaria ultra-espansiva costringe quindi più persone inesperte ad investire nel mercato azionario. Questo fattore di spinta, combinato con la possibilità tecnologica odierna di investire facilmente, porta ad una massa sempre crescente di cosiddetti dumb money nei mercati.

Una parola di cautela: il termine "dumb money" non ha lo scopo di ridicolizzare questi investitori. Riconosce il fatto che molte persone sono attualmente spinte ad investire in asset finanziari di cui hanno poca conoscenza, mentre allo stesso tempo mancano gli strumenti per analizzarle adeguatamente. Proprio come le pecore incapaci vengono condotte al macello, questi investitori sono esposti alle numerose insidie ​​dei mercati finanziari. Quindi le banche centrali oggi non solo creano un sacco di denaro, ma alimentano anche l'afflusso di dumb money.

Lo svantaggio diventa chiaro: poiché gruppi di dumb money stanno inseguendo ogni singolo rendimento infinitesimale, vedendo una finestra di opportunità favorevole per acquistare azioni "a buon mercato" quando i mercati calano, chi va short viene macellato. Sebbene il sell-off di marzo 2020 sia stato un evento redditizio per alcuni di essi, quest'anno molto probabilmente sarà uno degli anni peggiori per gli investitori che cercano di trarre profitto dal calo dei prezzi di mercato.

A giudicare da un'analisi di Hedge Fund Research, un indice di spicco riguardo le posizioni short è in calo del 32% all'anno. Questa non è una vera sorpresa dato che un bazooka di politica monetaria globale è stato sparato tutto l'anno ad un ritmo crescente, trasformando le posizioni short in un'impresa sempre più pericolosa. L'enorme quantità di liquidità che si riflette nei prezzi degli asset sta fabbricando una sorta di stabilità che genera instabilità solo sotto la superficie. Troppi soldi un giorno saranno seguiti da troppe lacrime.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: https://www.francescosimoncelli.com/


martedì 12 gennaio 2021

L'ennesimo errore madornale della BCE

 

 

di Daniel Lacalle

Uno dei più grandi errori commessi dagli economisti è prendere le misure delle banche centrali come se fossero una verità indiscussa. È tanto sorprendente quanto preoccupante che ci sia questo obbligo di difendere le azioni delle banche centrali. Questo, ovviamente, in pubblico. In privato molti colleghi scuotono la testa increduli per l'accumulo di bolle e squilibri nei mercati. E, come in tante occasioni, la mancanza di critiche costruttive porta all'autocompiacimento delle istituzioni e ad una catena di errori di cui in seguito tutti i cittadini si pentiranno.


Sostenere lo status quo

La politica monetaria in Europa è passata dall'essere uno strumento per aiutare gli stati a realizzare riforme strutturali, ad una scusa per non attuarle.

Il finanziamento costante dei deficit dei Paesi che perpetuano squilibri strutturali non ha contribuito a rafforzare la crescita, poiché la zona Euro ha visto tagli costanti alle stime del PIL già prima della crisi sanitaria, ma sta facendo l'occhiolino ai populisti di estrema sinistra che difendono la stampa di denaro e la MMT. Il comunismo non si combatte assecondandolo e l'impatto a medio e lungo termine sull'area Euro sarà indiscutibilmente negativo.

Oggi i politici europei di estrema sinistra dicono ai cittadini che le riforme strutturali e la prudenza di bilancio sono cose che sono volute da politici corrotti con intenti maliziosi; c'è denaro illimitato per qualsiasi cosa, ogni volta fornito dalle banche centrali.

È sorprendente sentire che gli economisti della Banca Centrale Europea o della Federal Reserve rimangono increduli di fronte all'idea che il denaro possa essere stampato eternamente e senza rischi, quando sono le stesse banche centrali a fornire quel falso senso di sicurezza. Il sistema bancario centrale può mascherare il rischio per un po', ma non lo elimina.


Il problema con i tassi negativi

Grecia, Cipro, Lituania, Slovacchia, Spagna, Portogallo e Slovenia stanno già prendendo in prestito a tassi reali negativi. Tuttavia i tassi negativi non sono un segno di fiducia nelle politiche statali, ma un'aberrazione della politica monetaria che nasconde il rischio reale. E prima o poi scoppierà.

Quando i politici affermano che i rendimenti negativi riflettono la fiducia dei mercati nel Paese, stanno mentendo. La BCE è in procinto di possedere il 70% del debito sovrano nella zona Euro e, secondo Pictet e il Financial Times, acquista tutte le emissioni nette. Non c'è mercato.

Questa fiducia temporanea nella capacità della BCE di modificare il rischio è sostenuta solo se l'area Euro aumenta il suo surplus commerciale e la sua produzione economica, ma soprattutto se la Germania continua a finanziarla. Non è qualcosa di eterno; non è illimitato e sicuramente non è privo di rischi.


Un decennio di credito facile

Molti lettori diranno che questa è una politica per tempi straordinari data la crisi sanitaria, la quale richiede misure straordinarie. C'è solo un problema con questo argomento: è falso.

La politica della BCE è stata ultra espansiva per più di dieci anni, in periodi di crisi, ripresa, crescita e stabilizzazione. I tassi d'interesse sono stati abbassati a valori negativi e gli acquisti di asset si sono estesi in periodi di crescita in cui non c'erano rischi di liquidità nell'economia.

La Banca Centrale Europea è diventata ostaggio degli stati che non vogliono ridurre i propri squilibri strutturali, ma mirano a perpetuarli perché il costo del debito è basso e la Bce li “sostiene”. La BCE dovrebbe essere preoccupata per il fatto che i partiti più radicali, molti allineati con le politiche economiche di Argentina e Venezuela, come Podemos o Syriza, incoraggiano questa follia monetaria come convalida delle loro teorie.

Non è un caso che lo slancio riformista nella zona Euro si sia interrotto bruscamente dal 2014. Coincide esattamente con le massicce iniezioni di liquidità. Le riforme strutturali e la prudenza di bilancio sono percepite come politiche malvagie. I tassi bassi e l'elevata liquidità non sono mai stati un incentivo a ridurre gli squilibri, ma piuttosto un chiaro incentivo ad aumentare il debito.

Il problema è evidente: una volta in atto, la cosiddetta politica monetaria espansiva non può essere fermata. Qualcuno alla BCE crede che gli stati con un disavanzo strutturale superiore al 4% del PIL l'anno lo elimineranno quando emetteranno debito a tassi negativi? Qualcuno alla BCE crede onestamente che, dopo la crisi sanitaria, gli stati europei taglieranno i bilanci gonfiati? Verranno inventate decine di scuse per perpetuare una politica fiscale e monetaria i cui risultati sono, a dir poco, deludenti considerando l'enorme volume di risorse impiegate.

La scusa peggiore di tutte è che "non c'è inflazione". È come guidare un'auto a 300 miglia all'ora in autostrada, guardare nello specchietto retrovisore e dire: "Non ci siamo ancora uccisi, acceleriamo allora".


Inflazione dei prezzi degli asset

Non è una sorpresa che l'Eurozona abbia assistito ad un numero crescente di proteste contro l'aumento del costo della vita, mentre la banca centrale ci dice che "non c'è inflazione". Inoltre è poco saggio dire che non c'è inflazione senza considerare gli asset finanziari, i quali sono saliti vertiginosamente di prezzo a causa di questa politica.

I Paesi insolventi con obbligazioni sovrane decennali a rendimento negativo incarnano un'enorme inflazione; l'aumento dei prezzi per beni e servizi non replicabili, che in molti casi triplica il tasso di inflazione ufficiale, è un'inflazione enorme; i forti aumenti degli affitti e delle abitazioni non si riflettono adeguatamente sull'inflazione ufficiale. È particolarmente preoccupante quando la politica monetaria incoraggia la spesa improduttiva e perpetua la sovraccapacità, ciò significa una minore crescita della produttività e a sua volta una riduzione dei salari reali in futuro.

Un recente studio di Alberto Cavallo della Harvard Business School mette in guardia dal differenziale tra l'inflazione reale subita dai consumatori, soprattutto i più poveri, e l'IPC (indice dei prezzi al consumo) ufficiale. Prendiamo, ad esempio, l'IPC della zona Euro a novembre: la cifra è -0,3%. Non c'è inflazione, giusto? Tuttavia, negli stessi dati, il cibo fresco è aumentato del 4,3%, i servizi dello 0,6% e la componente energetica è scesa dell'8,3%, ma nessun cittadino europeo ha visto un calo dell'8,3% sulla bolletta energetica, perché né la benzina né il gas naturale o l'elettricità (tasse incluse) sono diminuiti così tanto.

Infatti, se analizziamo il costo della vita utilizzando i beni e i servizi che usiamo di frequente, ci rendiamo conto che in una crisi senza precedenti come quella del 2020, i prezzi per la classe media e per gli strati più poveri aumentano molto più velocemente di quanto mostra l'IPC, e questo, sommato al fattore distorsivo dell'enorme inflazione negli asset finanziari, genera enormi problemi sociali.


Ignorare il rischio

Il fatto che, per ora, enormi rischi non siano percepiti (o non siano percepiti dalle banche) non significa che non si stiano accumulando. Il debito a rendimento negativo, che ha raggiunto la cifra record di $18.000 miliardi a livello globale, i cui portabandiera sono Eurozona e Giappone, non è un segno di fiducia, ma piuttosto un enorme rischio di stagnazione secolare.

Quando il sistema bancario centrale sostiene di offrire solo uno strumento ma allo stesso tempo dà raccomandazioni di politica fiscale e di bilancio incoraggiando a "non temere il debito" ed a spendere molto di più, non solo perde l'indipendenza a medio termine, ma è come un cameriere che non smette di servirvi da bere, vi incoraggia ad abbuffarvi e poi si indigna per il fatto che siete ubriachi.

L'introduzione di questi enormi squilibri comporta rischi significativi e non sono ipotesi sul futuro, sono realtà oggi. L'enorme disconnessione tra gli asset finanziari e l'economia reale, gli stati insolventi che si finanziano a tassi negativi, le bolle negli asset immobiliari e infrastrutturali, il debito delle società zombi, il debito spazzatura con rendimenti storicamente bassi, l'aumento aggressivo degli investimenti con leva finanziaria nei settori ad alto rischio, la perpetuazione della sovraccapacità, ecc. Ignorare tutti questi fattori è più che pericoloso, è da irresponsabili.

Non è il momento di fare tutto il possibile qualsiasi sia il costo o qualunque cosa accada. È tempo di difendere il sound money, o la credibilità delle istituzioni affonderà ancora di più con il coro del consenso mainstream che canterà alleluia mentre l'intero edificio crollerà.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: https://www.francescosimoncelli.com/


lunedì 11 gennaio 2021

La FED non vi salverà da una recessione incalzante

 

 

di Robert Murphy

Il 2020 è stato un disastro al rallentatore su molti livelli. Gli americani si sono preoccupati così tanto per le elezioni e le violazioni senza precedenti delle libertà individuali nel nome della lotta contro il Covid-19 che non hanno prestato attenzione a ciò che la Federal Reserve e il Tesoro degli Stati Uniti hanno combinato. Inoltre le battaglie intraprese sul fronte "salute pubblica" hanno oscurato quanto sia terribile l'economia statunitense. Il presente articolo fornisce grafici della stessa Federal Reserve (filiale di St. Louis) per documentare la nostra situazione allarmante.


Il debito federale degli Stati Uniti

Sappiamo tutti che il gettito fiscale è molto basso e la spesa federale è salita alle stelle, ma la maggior parte degli americani probabilmente non ha idea di quanto nuovo debito sia stato aggiunto solo nell'ultimo anno:

In particolare, alla fine del terzo trimestre del 2020 il debito federale "detenuto dal pubblico" (il che significa che questa cifra esclude le partecipazioni intragovernative come il cosiddetto fondo fiduciario della previdenza sociale) era pari a $21.000 miliardi. La stessa cifra per il terzo trimestre del 2019 era di $16.800 miliardi, il che significa che il debito del Tesoro USA è aumentato di circa $4.200 miliardi in soli dodici mesi. E ricordiamolo, questo è quanto lo Zio Sam ha speso in più rispetto ai ricavi in ​​un solo anno.


L'incredibile baldoria degli acquisti della FED

Non a caso, proprio mentre il Tesoro statunitense emetteva carichi di nuovo debito, la Federal Reserve da parte sua creava nuovi dollari con cui assorbirli (oltre ai titoli garantiti da ipoteca). Ecco il grafico che mostra gli asset finanziari totali detenuti dal Federal Reserve System:

Nel grafico qui sopra, a metà dicembre 2020 la FED deteneva circa $7.300 miliardi in asset. Solo un anno prima ne aveva $4.100 miliardi, una crescita annuale pari a $3.200 miliardi. Si noti che l'aumento del bilancio della FED di quest'anno ha superato di gran lunga quello che è successo sulla scia della crisi finanziaria nel 2008.

Per capire perché le azioni della FED sono così significative, tenete presente che quando essa acquista asset, crea "base monetaria" per farlo. (Jay Powell non aveva $3.200 miliardi nel suo salvadanaio quando la FED ha effettuato gli acquisti di cui sopra quest'anno.) Oltre al potenziale di inflazione dei prezzi, gli Austriaci ritengono che l'inflazione monetaria della banca centrale sia un ingrediente cruciale nei cicli economici moderni.

Giusto per divertimento, ho preso il grafico sopra e vi ho sovrapposto l'indice S&P 500:

Gli asset della FED e l'altezza del mercato azionario degli Stati Uniti non coincide perfettamente, ma ci suggerisce lo stesso che i prezzi delle azioni che abbiamo visto quest'anno sono dovuti alla stampa di denaro della FED piuttosto che alle fantastiche prospettive di crescita economica degli Stati Uniti.


Occupazione negli Stati Uniti

Tra l'emissione mozzafiato del debito federale e della base monetaria, il mercato del lavoro statunitense è in condizioni terribili. Ecco il tasso di disoccupazione ufficiale riportato dai media generalisti:

Il picco in primavera sottolinea quanto sia stato dirompente il primo lockdown. Tuttavia si noti che anche ora, con il tasso di disoccupazione (per novembre) a "solo" il 6,7%, stiamo peggio rispetto alla recessione nei primi anni 2000.

Come la maggior parte dei lettori di questo blog probabilmente sa, il tasso di disoccupazione ufficiale è molto fuorviante dopo le ricadute economiche della crisi finanziaria del 2008. In particolare il Bureau of Labor Statistics (BLS) conta come disoccupato solo se una persona sta cercando attivamente lavoro. Per inciso, questa non è una procedura del tutto folle; i miei genitori vivono in una comunità di pensionati e giocano a golf più volte alla settimana. Non lavorano, ma non è quello che intendiamo quando parliamo di "disoccupati".

Tuttavia il dato sulla disoccupazione può essere molto fuorviante quando ci sono milioni di americani che vogliono disperatamente lavorare, ma che hanno perso la speranza di trovare un lavoro. Dato che non stanno più cercando attivamente lavoro, puff!, non sono più annoverati tra i disoccupati.

Un modo per aggirare questo problema è quello di chiedersi: qual è la percentuale della forza lavoro che non ha un lavoro? Anche qui le tendenze culturali possono influenzare il significato della cifra. Ad esempio, più donne sono entrate nella forza lavoro negli anni '70 e oltre, il che tendeva a far aumentare il tasso di partecipazione alla forza lavoro. Inoltre le persone vivono più a lungo, mentre il tasso di natalità è diminuito, e quindi anche "l'invecchiamento" della popolazione potrebbe influenzare queste statistiche.

Nel tentativo di isolare ciò che vogliamo veramente sapere, nel grafico seguente mi concentro solo sugli uomini di età compresa tra 25 e 54 anni. In questa fascia demografica, quale percentuale ha tenuto un lavoro nel tempo? Il grafico qui sotto ci dà il risultato allarmante:

(Si noti che l'asse Y parte da 75 e non da 0.) Come rivela quest'ultimo grafico, tra gli uomini di età compresa tra 25 e 54 anni, il tasso di occupazione non è molto al di sopra del minimo raggiunto in seguito alla crisi finanziaria. Più in generale, vediamo che con ogni recessione (barre grigie) risalente agli anni '80, l'occupazione maschile in prima età non è mai tornata al livello precedente.


Conclusione

L'anno 2020 ha visto le soluzioni politiche keynesiane (fare in modo che le autorità stampassero e prendessero in prestito denaro) applicate in un modo senza precedenti. A dire il vero, non importa quanto possa essere tetra l'economia, i keynesiani possono sempre dire: "Sarebbe stata peggio senza di noi". Coloro che invece masticano l'economia Austriaca, comprendono l'importanza del sound money e (se vogliamo avere uno stato) della prudenza fiscale. Oltre agli oltraggiosi lockdown, ciò che il Tesoro USA e la FED hanno fatto quest'anno è scandaloso.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: https://www.francescosimoncelli.com/


venerdì 8 gennaio 2021

Il mio trauma e il vostro: una restrospettiva del 2020

 

 

di Jeffrey Tucker

Il lockdown mi ha scioccato come nient'altro aveva fatto nella mia vita. L'idea stessa che gli stati avrebbero premuto il pulsante dello spegnimento su metà dell'economia, eliminando tutte le preoccupazioni per la libertà e i diritti umani, era al di là di ogni distopia che avessi mai immaginato. All'inizio doveva durare solo due settimane.

Poi le settimane si sono trasformate in mesi. Gli stati che avevano approvato i lockdown hanno commesso il classico errore dei generali di guerra: non sono riusciti a tracciare una via d'uscita. Col tempo, la logica nel voler persistere in qualcosa di irraggiungibile è scaduta nell'assurdo. Che le infezioni fossero aumentate o diminuite e che le ospedalizzazioni fossero aumentate o diminuite, non c'era alcun percorso che portasse fuori. Se i lockdown hanno funzionato per sopprimere il virus, lo sblocco lo avrebbe sicuramente liberato di nuovo.

Anche dopo tutto questo tempo, c'è una scarsità di prove di qualsiasi relazione tra lockdown e riduzione dei gravi esiti del virus. Tutta questa distruzione della vita, della libertà e della proprietà... a quale scopo? Non era chiaro a marzo e ancora non è chiaro adesso. È stato un esperimento che non avrebbe mai dovuto aver luogo, ed è fallito miseramente.

L'arroganza dei pianificatori centrali è stata spaventosa da vedere. Non potevano ammettere il fallimento, quindi hanno continuato a raddoppiare la dose. Nessuna carneficina sociale ed economica sembrava scuoterli. Gli screening per il cancro e le vaccinazioni sono crollati, i servizi di odontoiatria sono diminuiti del 70%, suicidi ed overdose per droga sono aumentate, le arti sono andate in pezzi, 100.000 aziende sono morte e persino il tasso di omicidi ha invertito la sua traiettoria decrescente decennale ed è aumentato vertiginosamente. Esatto: quando si distruggono le basi della civiltà, si diventa incivili.

È stato un anno in cui siamo stati tutti invitati a sperimentare lo smantellamento della società buona e libera attraverso la forza del potere statale. Follia è un termine troppo debole. Calamità e catastrofe: questi termini sono più adatti. Eppure è stato tutto causato dall'istituzione che tanti per così tanto tempo hanno affermato essere una macchina di compassione, giustizia, uguaglianza, equità e alta considerazione per la dignità umana, il baluardo essenziale che tiene a galla la civiltà. Questi valori sono stati eliminati. Ed evitiamo la voce passiva e parliamo in modo più esplicito: il sistema statale li hanno cancellati.

Il costo psicologico che questo ha avuto sulla vita delle persone è incalcolabile. Molte persone che conosco hanno chiuso a causa dei lockdown, stufi di sentirsi dire una cosa e poi un'altra, e ora dubitano della saggezza dei pianificatori sanitari, ma non sanno cosa fare al riguardo se non trasferirsi in Florida o nel Sud Dakota.

Altre persone che conosco ci credono ancora. Sicuramente tutto questo era necessario, sicuramente abbiamo ottenuto qualcosa con tutti questi sacrifici. Incapaci di immaginare che i funzionari in carica abbiano intrapreso quasi un anno intero di crudeltà senza buoni risultati, inventano una narrativa fantasiosa come meccanismo di difesa. E poi queste persone si scagliano contro altri che non si mascherano e si avvicinano troppo agli altri, in modo molto simile a come i Flagellati del Medioevo incolpavano i festeggiamenti e il peccato per la peste.

C'è qualcosa di valore che si può trarre da questa esperienza? Da parte mia, è stato un anno di apprendimento. Ho letto molti libri sulla biologia cellulare, la storia delle malattie infettive e mi sono impegnato a capire la traiettoria delle politiche di sanità pubblica del XX secolo. Ho imparato tanto, non solo su questi argomenti ma anche sulla natura umana. Ho imparato che le persone sono più disposte a sopportare il dispotismo di quanto avessi mai immaginato, ho visto come le paure primordiali possano disabilitare il pensiero razionale e come le forze politiche possano usare questa paura per aumentare il loro potere.

Soprattutto sono arrivato a capire l'interrelazione intellettuale tra economia e salute pubblica, e come la fallacia e l'errore politico si diffondano così facilmente all'interno di entrambe le discipline.

Era settembre e sono stato coinvolto in una conversazione con un uomo che probabilmente non avrei incontrato se tutto questo non fosse stato l'anno più strano della mia vita, l'anno in cui gli stati hanno deciso che tutte le nostre libertà e diritti potessero essere aboliti per editto. Quest'uomo è Martin Kulldorff, un epidemiologo di Harvard ed esperto di sanità pubblica. Avrebbe parlato; anzi si sarebbe fatto avanti, avrebbe rischiato tutto per aiutare a porre fine alla follia. Il nostro primo contatto è stato tramite Twitter, come ci si potrebbe aspettare in questi giorni.

Questo scienziato con una formazione in un'ampia varietà di campi medici e statistici ha parlato chiaramente di come e perché i lockdown contraddicono la salute pubblica. Il fulcro della salute pubblica è considerare non solo ciò che è buono per un gruppo o controllare un patogeno, ma pensare a tutti i gruppi ed a tutti i potenziali problemi di salute, non solo a breve termine ma a lungo termine.

Sicuramente non lo sapeva, ma la sua affermazione è un riassunto quasi perfetto della prima lezione di economia che ho imparato da Henry Hazlitt. L'economia consiste nel pensare non solo al bene di un gruppo ma di tutti i gruppi, non solo a breve ma anche a lungo termine. Questa è "una lezione" che Hazlitt ha predicato per tutta la sua vita.


Economia e sanità pubblica

Ecco qua: il legame tra sanità pubblica ed economia. Riflettendo sugli errori intellettuali di quest'anno, molti di essi hanno paralleli in economia.

  • Affidamento eccessivo sui modelli matematici. Abbiamo osservato l'eccessivo affidamento sulla modellazione predittiva che non può assolutamente spiegare la molteplicità delle variabili e l'eterogeneità dell'esperienza umana individuale, sia in termini di biologia che anche in termini di azione umana. Proprio come la teoria della scelta in economia deve tenere conto del valore soggettivo e dell'inesauribile volontà e innovazione, così anche l'epidemiologia deve tenere conto della radicale diversità della risposta biologica ad un patogeno. Troppo "formalismo" nella sanità pubblica crea un'illusione di controllo smentita dall'esperienza reale. La pianificazione centralizzata non funziona né in economia né in sanità pubblica.
  • Correlazione/causalità. Come per tutta la scienza, anche quest'anno l'epidemiologia è stata ostacolata da scarse tecniche di ricerca e dal classico errore di presumere che la correlazione in qualche modo muti in causalità anche in presenza di mille altre variabili.

Il mio esempio preferito (tra migliaia) è lo studio sui ristoranti promosso dal CDC che ha rilevato un piccolo cluster di persone che sono risultate positive e che hanno detto in un sondaggio di essere andate in un ristorante; ma lo studio non è riuscito nemmeno a chiedere se le persone abbiano cenato dentro o fuori. Inoltre lo stesso studio non ha trovato alcuna relazione tra infezione e indossare la mascherina, ma è stato necessario scavare in profondità nello studio per scoprirlo.

Quanti "studi" ridicoli hanno correlato la mitigazione della malattia con mascherine obbligatorie e lockdown solo per vedere le tendenze invertite nei mesi successivi? La cattiva scienza ha definito la nostra epoca.

  • Confusione tra causa ed effetto. Alla fine dell'estate l'obiettivo di "appiattire la curva" si è trasformato in "fermare la diffusione", cosa che ci ha fatto conoscere l'inafferrabile tasso di infezione, R0. Perché? Gradualmente mi sono reso conto che alcune persone credono che se riescono ad abbassarne la velocità al di sotto di 1, il virus si esaurirà.

Problema: se il tasso di infezione è rilevabile in tempo reale, è chiaramente un rendering statistico della traiettoria del virus all'interno di una popolazione, non una causa di quella traiettoria. Cercare di controllare l'infezione spingendo verso il basso R0 è fallace come usare il controllo dei prezzi per sopprimere l'inflazione. Ci si occupa dei sintomi non della causa. Incarna la confusione tra causa ed effetto.

  • Ingannati dai dati. Avevamo così tanta fiducia nella primavera e nell'estate poiché circondati da uno stuolo innumerevole di dati. Potevamo osservare casi, tassi di mortalità, ricoveri, tassi di infezione, diffusione, nuove infezioni, infezioni totali, esiti gravi, indici di rigore e così via. È stato tragico, ma guardare tutto ciò ci ha fatto sentire informati.

Nel corso dell'anno ci siamo imbattuti nell'inevitabile: i dati non erano così importanti come sembrava. I falsi positivi infestano i test PCR (fino al 90%), le classificazioni errate hanno reso impossibile dire chi sia morto di cosa ed i ricoveri sono stati esagerati dai media e dalle istituzioni che cercavano di recuperare le entrate perse in primavera e in estate. Col tempo, ciò che sembrava scientifico e chiaro è diventato altamente sospetto, al punto da non essere più credibile.

Nel frattempo, per quanto possa sembrare incredibile, le informazioni di base sul rischio di esito grave in base ai dati demografici sono ancora difficili da ottenere. Quanti residenti del Massachusetts, che ancora trattano i concittadini come vettori di malattie patogene, sanno che l'età media di morte attribuita al Covid è 81 anni ed il 98% aveva comorbidità? Si tratta di informazioni estremamente rilevanti, ma scarsamente conosciute dal grande pubblico.

Siamo nella strana posizione di sapere meno alla fine dell'anno di quanto pensavamo di sapere in primavera. L'economia ha affrontato questo problema per centinaia di anni. Avere dati e avere conoscenze operative non sono la stessa cosa.

  • Assenza di umiltà. Hayek disse che il buon economista sa riconoscere che l'autentico ordine sociale ed economico è un prodotto dell'azione e non di progettazione. Ciò significa che è essenziale che l'economista impari a rimettersi nelle mani di forze al di fuori del controllo politico e persino della piena comprensione intellettuale.

Alcune cose si gestiscono meglio da sole di quanto possano essere gestite a livello centrale: questa è l'amara lezione che gli economisti hanno dovuto imparare nel corso del XX secolo. Lo stesso vale nel regno dell'epidemiologia e della salute pubblica. Dall'inizio di questo pasticcio, gli esperti hanno immaginato di poter controllare il virus tramite il potere statale. Hanno finito solo per controllare le persone e rovinare vite, ma senza controllare il virus nel suo impatto sulla società.


Ignoranza e passività

Queste sono le principali sovrapposizioni tra le due discipline. Ce ne sono altre sicuramente, con importanti implicazioni per metodologia, teoria e politica. Non siamo neanche lontanamente vicini a discernerle e scoprirle tutte. Infatti è un compito importante di entrambe le discipline apprendere di più l'una sull'altra, in modo che gli economisti possano apprendere cose sulla scienza biologica che altrimenti potrebbero evitare e gli specialisti della salute pubblica possano acquisire una grande raffinatezza e apprezzamento delle forze economiche. No, le economie non possono essere chiuse con un interruttore senza causare conseguenze enormi.

Da marzo in poi c'erano troppe persone nelle scienze sociali (inclusi molti economisti e troppi economisti libertari) che hanno deciso di non parlare. Parte del problema è riconducibile all'intimidazione intellettuale: "Non so niente di virus! Credo nelle forze economiche in tempi normali, ma questi non sono tempi normali. Probabilmente tutti i miei principi dovrebbero essere sospesi fino alla scomparsa di questa emergenza, come in tempo di guerra".

Nessuno ha scritto esattamente queste parole, ma molte persone le hanno pensate. Pertanto, da marzo a tutta l'estate, c'è stato uno strano silenzio tra le persone che avrebbero dovuto combattere i lockdown sin dal primo giorno. Lo sapevano e non hanno detto nulla. Peggio ancora, hanno inventato ragioni ridicole a supporto dei lockdown (rifiuterò di fare nomi ma loro sanno chi sono). AIER ha lavorato duramente per colmare la differenza, e ce ne sono anche altri là fuori che meritano congratulazioni, ma eravamo troppo pochi.

In combinazione con il megafono dei media e le censure dei social media, i pro-lockdown hanno abbracciato il compito di formare l'opinione pubblica. È un miracolo che non ci siano riusciti del tutto ed il movimento anti-lockdown ha iniziato a crescere. Oggi è più potente di quanto possiamo immaginare, tuttavia sono quasi certo che se avessimo avuto più alleati, le cose sarebbero potute andare diversamente. Il silenzio era mortale.

Quest'anno è stato davvero un anno di apprendimento. All'American Institute for Economic Research, abbiamo pubblicato quattro libri delle nostre ricerche e dei nostri scritti, oltre al mio libro Liberty or Lockdown. Sto pensando di lavorare ad un'altra collezione, ma oltre a ciò l'epidemia ed i lockdown ci hanno fatto capire la necessità di un programma di ricerca serio ed approfondito sull'economia e la salute pubblica.

Più in generale, l'AIER dovrà sostenere la ricerca sul tema critico della credibilità della scienza stessa. Questa credibilità ha subito un duro colpo quest'anno e ci vorrà molto tempo prima che possa riconquistare la fiducia della popolazione. Ogni scienziato che conosco è profondamente preoccupato per questo problema.

Un tentativo di salvare la scienza e aiutare ad istruire i giornalisti ha finito per essere un punto di svolta cruciale quest'anno: la Dichiarazione del Grande Barrington. È stata firmata presso l'American Institute for Economic Research, ma il vero merito è degli scienziati che hanno osato parlare. La loro dichiarazione era piuttosto semplice: una reiterazione dei fondamenti della biologia cellulare e della salute pubblica. È stata vista decine di milioni di volte e firmata da quasi un milione di persone. Sì, la scienza alla base della dichiarazione è impeccabile, nonostante tutti gli assurdi tentativi di imbrattare il documento ed i suoi autori, ma la vera influenza del documento, a mio avviso, è stata la dimostrazione di coraggio morale dietro lo sforzo.

Il trauma che tutti abbiamo vissuto quest'anno è difficile da contemplare, ma se state leggendo questo pezzo, siete come me, un sopravvissuto. Siamo feriti ma per altri versi più forti di prima, più dediti alla verità, più impegnati negli ideali di libertà, meno ingenui e pronti ad andare avanti per non lasciare che la civiltà venga smantellata. Dobbiamo difenderla con tutto ciò che abbiamo da offrire. 

La buona società e la società libera sono sinonimi. Il lockdown, sotto ogni pretesto, rappresenta un attacco a tutto ciò che siamo ed aspiriamo a essere. Non può e non accadrà di nuovo, a condizione che ci impegniamo a mantenere fermi i nostri ideali. 


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: https://www.francescosimoncelli.com/


giovedì 7 gennaio 2021

Tutto quello che c'è da sapere sulle valute digitali delle banche centrali

 

 

di Kristoffer Mousten Hansen

Di recente si è parlato molto delle valute digitali delle banche centrali (CBDC), poiché i banchieri centrali di tutto il mondo stanno discutendo la possibilità di emettere le proprie CBDC. Alcuni dei problemi di un tale assetto sono già stati evidenziati (si veda, ad esempio, qui e qui) e non li discuterò troppo nel presente articolo. Il mio scopo qui è quello di rispondere ad una semplice domanda: cosa esattamente è una CBDC? In cosa differisce dal contante fisico, dai depositi a vista e dalle criptovalute?


Cosa non sono

Cominciamo da ciò che le CBDC sicuramente non sono: non sono un nuovo tipo di criptovaluta simile al Bitcoin. Sebbene le banche centrali abbiano discusso l'emissione di CBDC sotto forma di token e l'utilizzo della tecnologia di registro distribuito (DLT), ciò non significa che le banche centrali intendano consentire alle persone di negoziarle e custodirle senza supervisione, per non parlare del fatto che controlleranno centralmente la loro offerta. Lo scopo delle DLT e della tokenizzazione è puramente una questione di quale tecnologia utilizzare nell'imposizione e distribuzione di una valuta digitale; non significa che le banche centrali abbiano adottato nessuna delle idee alla base dell'ascesa di Bitcoin.

Alcune banche centrali credono che l'esistenza e l'aumento del valore di mercato di Bitcoin e altre criptovalute sia la prova che esiste una domanda per una valuta digitale e che dovrebbero quindi soddisfare tale domanda. Non sembrano rendersi conto che la domanda di Bitcoin, come la domanda di oro, è qualcosa al di fuori del controllo delle banche centrali e degli stati.

È anche importante sottolineare, contrariamente a quanto pensano gli stessi banchieri centrali, che una CBDC non è una passività del sistema bancario centrale più di quanto lo sia il contante fisico. Nel senso puramente formale di essere una voce sul lato destro del bilancio della banca centrale, sia il contante che una CBDC sono passività. Tuttavia la definizione di passività è l'obbligo di consegna di una merce (solitamente denaro) alla parte a cui è dovuto l'onere (si veda Investopedia). I detentori delle passività della banca centrale, quindi, vantano un credito nei confronti delle banche centrali, ma a cosa hanno esattamente diritto? La risposta corretta ovviamente è "niente" e, quindi, né i contanti fisici né le CBDC possono essere considerate una passività. Il fatto che le banche centrali registrino il contante come passività è semplicemente una reliquia di un'epoca passata in cui le banconote erano davvero sostituti coperti del denaro nel senso misesiano e le banche erano davvero soggette a restituire una somma di denaro (cioè oro) quando qualcuno si presentava per riscattarle.

(Per inciso, le riserve della banca centrale sono elencate come passività, poiché le banche che detengono riserve presso di essa hanno veramente un diritto nei confronti della banca centrale, vale a dire, un diritto ad essere rimborsate.)


Cosa sono

Le CBDC sono, o intendono essere, un equivalente digitale del contante fisico. Proprio come quattro quarti di dollaro sono l'equivalente di una banconota da un dollaro, così un dollaro in valuta digitale sarà l'equivalente di un dollaro in contante fisico. È semplicemente una nuova espressione tecnologica della stessa moneta fiat. Ricordate che il denaro fiat, come lo descrisse Mises, è "denaro che comprende cose con una qualifica giuridica speciale", cioè queste cose non sono tecnologicamente diverse dalle altre, ad eccezione del sigillo statale che dimostra che hanno una qualifica giuridica speciale. Il corollario di ciò è che cose tecnologicamente dissimili (monete metalliche, banconote di carta e risorse digitali) fanno tutte parte dell'offerta di moneta fiat fintanto che possiedono i sigilli che confermano il loro status legale.

Dovrebbe essere chiaro che dal punto di vista della banca centrale, l'emittente di moneta fiat, la moneta digitale presenta alcuni vantaggi rispetto al contante fisico. Per prima cosa, è davvero conveniente da produrre: mentre i costi di produzione dei contanti fisici sono trascurabili, ci sono e possono diventare evidenti soprattutto quando nuovo denaro fisico deve essere distribuito velocemente (ad esempio, per evitare una corsa agli sportelli). La valuta digitale, d'altra parte, non solo può essere creata istantaneamente, ma può anche essere distribuita istantaneamente. Questo perché esistono due modelli per detenere e utilizzare le CBDC: o direttamente con la banca centrale in un "wallet digitale", o indirettamente attraverso un intermediario designato dalla banca centrale. In entrambi i casi, la banca centrale può dirigere rapidamente e senza costi il ​​flusso della nuova valuta digitale a chi vuole.


La differenza col denaro fisico

Mentre sia le CBDC che il denaro fisico fanno parte dell'offerta di moneta fiat, ci sono alcune differenze sostanziali tra i due. Questo è qualcosa che i banchieri centrali sanno bene, poiché, come ho scritto nel mio precedente articolo sull'argomento, riconoscono la necessità di investire in valuta digitale con privilegi di corso legale. Altrimenti temono che le persone possano rifiutarsi di accettarle in cambio. Le differenze principali tra i due tipi di moneta fiat sono: costi per l'utente, privacy e portata del controllo da parte della banca centrale. Esaminiamoli uno alla volta.

Costi per l'utente: il denaro fisico è praticamente gratuito da detenere, anche in quantità considerevoli. È vero che ad un certo punto si potrebbe voler investire in misure di sicurezza aggiuntive per proteggere il proprio denaro, come una cassaforte o affittare una cassetta di sicurezza in una banca (sebbene queste non siano più così sicure). La valuta digitale, d'altra parte, significa che le persone dovranno investire e imparare ad utilizzare qualsiasi software e dispositivo elettronico siano necessari per gestirla. Questa potrebbe essere una sfida per molti che non sono particolarmente esperti di tecnologia e un onere significativo per i negozi che dovranno investire in nuovi macchinari per elaborare i pagamenti digitali. Inoltre impone oneri sotto forma di nuovi rischi. Ai vecchi rischi di una rapina si aggiungono i nuovi rischi di attacchi informatici che potrebbero prosciugare il wallet digitale di una persona. Sebbene le banche centrali possano essere in grado di cavarsela per quanto riguarda gli sviluppi tecnologici nel campo dei criptoasset, non dovremmo ignorare la realtà di questo rischio, né il disagio che potrebbe causare a persone che non sono competenti a livello digitale.

Privacy: il modo più privato di fare affari, l'unico che non lascia tracce cartacee, è ancora pagare in contanti. Bitcoin e altre criptovalute migliorano questo aspetto e lo portano ad un nuovo livello. In ogni caso, quando si parla di CBDC non si può parlare di privacy: come ha affermato la BCE in una sua relazione recente sulla questione, bisognerà fornire l'accesso ad ogni singola transazione, tutto in nome della sempiterna lotta al riciclaggio di denaro e al terrorismo. Qualunque sia il merito di tali preoccupazioni (spoiler: nessuno), il chiaro risultato sarà quello di rendere trasparenti tutte le transazioni alla banca centrale ed a chiunque essa scelga di condividere le informazioni.

Controllo della banca centrale: poiché il contante fisico è fornito interamente dalla banca centrale, si potrebbe pensare che essa abbia un controllo effettivo sull'offerta di denaro. Invece non è così. È vero che la banca centrale può aumentare l'offerta a volontà, ma è molto più difficile per essa controllare la distribuzione e la proprietà del contante fisico. Inoltre non può diminuire l'offerta di denaro fisico con la stessa facilità con cui l'aumenta. Le persone possono, se lo desiderano, detenere gran parte della loro ricchezza sotto forma di contanti e sostanzialmente non c'è nulla che la banca centrale possa fare al riguardo. O meglio, qualunque misura possa prendere è molto costosa e cieca; cioè, non può accusare quegli individui il cui saldo di cassa è ritenuto eccessivo. Con una valuta digitale, invece, la banca centrale avrebbe sia il potere che le conoscenze necessarie per controllare quanto detiene ogni persona e azienda. Poiché l'obiettivo dichiarato delle banche centrali è quello di aumentare la spesa nominale, desiderano una valuta digitale al fine di imporre ogni sorta di restrizione alla detenzione di denaro. La BCE, ad esempio, parla apertamente di limitare l'importo che una persona può detenere, limitare il tempo in cui una persona può detenere una somma di denaro e imporre tassi d'interesse negativi su importi che la banca ritiene eccessivi. Tutto ciò sarebbe praticamente impossibile se le persone usassero contanti fisici invece di una valuta digitale.


CBDC & moneta creata dalle banche (depositi a vista)

È anche importante distinguere chiaramente tra CBDC e sostituti del denaro emessi dalle banche commerciali. A differenza di una valuta digitale, questi mezzi fiduciari sono vere passività, ovvero il proprietario di un deposito a vista può richiedere che venga pagato in denaro. Non abbiamo bisogno di entrare nella teoria qui; è sufficiente notare che la possibilità di rimborso in contanti fisici impone un limite all'emissione di mezzi fiduciari che non è presente con la produzione di moneta fiat da parte della banca centrale.

Le banche sono generalmente disposte a pagare interessi sui depositi a vista, poiché investono la maggior parte del denaro che le persone hanno in conto attraverso il processo di espansione del credito o di creazione di credito. Una CBDC tenuta nel proprio wallet digitale, dall'altra parte, non può servire come base per l'espansione del credito. Nel nostro attuale contesto di tassi d'interesse bassi, assenti o addirittura negativi sui depositi a vista, il timore tra i banchieri centrali è che una CBDC senza tassi d'interesse possa spingere le persone a riscattare i propri depositi a vista in valuta digitale. Poiché i banchieri centrali conoscono solo una politica, "rilanciare" l'economia abbassando i tassi d'interesse, cosa che fanno inondando i mercati del credito con denaro a buon mercato, questa eventualità è ovviamente una grande preoccupazione per loro. Quindi è una necessità assoluta poter imporre tassi d'interesse negativi sui wallet digitali delle persone al fine di supportare il sistema creditizio. Non tanto per amore delle banche private e degli investitori (senza considerare le carriere post-FED di Greenspan e Bernanke questa potrebbe essere una considerazione importante per alcuni), ma per poter continuare ad implementare politiche in linea con i loro dogmi inflazionistici (e gli interessi dei loro padroni politici).


Conclusione

Si spera che da questo breve saggio sia chiaro quali siano le valute digitali proposte dalle banche centrali. In una parola, sono l'evoluzione finale del denaro fiat: denaro totalmente sotto il controllo dello stato emittente. Anche se il linguaggio e parte della tecnologia possono essere ispirati o presi in prestito dalle criptovalute, non lasciatevi ingannare: Bitcoin è un tentativo di preservare la ricchezza mettendola fuori dalla portata dello stato; le CBDC hanno lo scopo di disinnescare tale scopo. Se, seguendo Rothbard, interpretiamo la storia come una lotta tra libertà e potere, tra società libera e dominio statale, potremmo dire che una valuta digitale del sistema bancario centrale è semplicemente l'ennesima arma nell'arsenale dello stato nella sua ricerca di dominare completamente la società.

Poiché le dottrine economiche che guidano i banchieri centrali e gli stati non sono altro che un tessuto di errori, le conseguenze di una valuta digitale imposta saranno molto diverse da quelle che si aspettano. Ma se il 2020 ci ha insegnato qualcosa, è che non ci sono limiti a ciò che gli stati possono fare per aumentare il loro potere.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: https://www.francescosimoncelli.com/


mercoledì 6 gennaio 2021

I mercati sono molto più che squilibrati

 

 

di David Stockman

Jerome Powell mi fa venire in mente quel ragazzo che uccide entrambi i genitori e poi scongiura la corte di assolverlo perché ora è un orfano!

Questo è ciò che JayPo ha fatto ieri mentre cercava di spiegare che la bolla più grande della storia nel mercato azionario in realtà non è nulla di cui preoccuparsi.

Proprio così. La FED ha sostanzialmente ucciso il rendimento delle obbligazioni, quindi le azioni sono un vero affare al confronto. Bloomberg ha persino un grafico per dimostrare che tutto questo è basato sul cosiddetto "modello della FED".

Inoltre il "rendimento degli utili" non è esattamente il denaro che portate alla banca, a differenza di una cedola obbligazionaria per quanto possa essere misera al giorno d'oggi. È solo una speranza computazionale che i prezzi delle azioni di oggi, notevolmente gonfiati rispetto agli utili, rimangano gonfiati indefinitamente. Un mondo senza fine praticamente.

Inoltre dove sta scritto che lo scopo del debito obbligazionario è quello di far perdere denaro?

A scanso di equivoci, ecco il rendimento delle obbligazioni a 10 anni soffocato dagli acquisti folli di obbligazioni da parte della FED. Rispetto all'inflazione, che la FED si sforza incessantemente di promuovere al 2,00% annuo, non è rimasto alcun rendimento reale.

Quindi quello che Powell sta dicendo è che, poiché le obbligazioni sono per i fanatici, vi preghiamo di avere invece azioni ad un PE 40X.

Come è evidente dal grafico, prima del 2000 c'erano 200-400 punti base tra il tasso di inflazione misurato dalla variazione annuale del CPI (linea blu) ed il decennale UST (linea nera). Ma dopo il crollo delle dotcom, la stampa di denaro è andata fuori giri e, come avrebbe potuto dire lo stesso J. M. Keynes, il rendimento reale è stato soppresso.

Alla lettura più recente (ottobre 2020), il rendimento UST a 10 anni allo 0,88% era inferiore di 134 punti base rispetto al tasso di inflazione annuale al 2,22%. A questo ritmo il potere d'acquisto del vostro capitale svanirebbe dopo pochi decenni.

In verità, anche un idiota dovrebbe essere in grado di vedere che l'attuale rendimento delle obbligazioni è un pericoloso benchmark per la valutazione delle azioni. Il fatto che JayPo abbia iniziato a citarlo con alacrità è solo l'ennesimo segno che i banchieri centrali di oggi hanno completamente perso il lume della ragione.

Infatti la fierezza di giustificare prezzi azionari altissimi sulla base di rendimenti obbligazionari assurdamente bassi è sottolineata dal grafico qui sotto.

Grazie ad oltre $30.000 miliardi di espansione dei bilanci del sistema bancario centrale sin dal 2000, il mercato obbligazionario globale è completamente rotto, come attestato dal record ormai assoluto di $18.000 miliardi di obbligazioni globali trattate a rendimenti nominali negativi.

Le obbligazioni non dovrebbero mai essere trattate a rendimenti nominali negativi, poiché questo equivale a masochismo finanziario: pagare qualcuno per bloccare i propri soldi per un periodo di tempo prolungato. L'unica eccezione teorica potrebbe essere in un ambiente finanziario di deflazione profonda e duratura.

Ma nel mondo come lo abbiamo conosciuto, dov'è la deflazione?

Infatti, da quando Nixon ha attraversato il Rubicone monetario nell'agosto 1971 e strappato il dollaro dalla sua ultima ancora al denaro reale (l'oro), il livello generale dei prezzi è salito del 540%. Eppure la FED non si accorge che il mercato obbligazionario globale è completamente kaput! e ha un prezzo per un universo deflazionistico alternativo che è l'opposto del mondo reale in cui viviamo.

Anche nel periodo più recente, i rendimenti dei titoli di stato americani sono stupidamente bassi rispetto all'attuale tasso di inflazione al 2,22% annuale. Non un singolo punto sulla curva dei rendimenti del Tesoro è vicino o superiore al tasso d'inflazione. Pertanto, alla fine della scorsa settimana:

  • I rendimenti dei buoni del Tesoro a tre mesi erano allo 0,0625%;
  • I rendimenti dei buoni del Tesoro a due anni sono scesi di tre punti base allo 0,12%;
  • I rendimenti dei titoli di stato a cinque anni sono scesi di cinque bps allo 0,37%;
  • I rendimenti dei titoli di stato a dieci anni sono scesi di sette bps allo 0,90%;
  • I rendimenti dei titoli di stato a trenta anni sono scesi di 11 punti base all'1,63%;
  • I rendimenti del benchmark Fannie Mae sono scesi di sei bps all'1,35%.

Questa lista di rendimenti reali ridicolmente sott'acqua è la stessa che JayPo sventola come prova che non esiste una bolla nel mercato azionario. L'unica consolazione per lui è che i banchieri centrali di tutto il mondo hanno abbracciato la stessa nozione: lo scopo del mercato obbligazionario è quello di separarvi nel tempo dalla vostra ricchezza.

In Europa, infatti, anche le nazioni fiscalmente sconsiderate sfoggiano rendimenti inferiori all'inflazione. Quasi a sottolineare l'assurdità del mercato obbligazionario europeo soffocato dalla BCE, il rendimento del titolo spagnolo a 10 anni alla fine della scorsa settimana è stato, beh, dello 0,00%, anche se i rendimenti nominali tedeschi, francesi e portoghesi sono stati trattati a livelli negativi:

  • I rendimenti del decennale greco sono scesi di tre bps allo 0,60%;
  • I rendimenti del decennale portoghese sono scesi di otto bps a -0,04%;
  • I rendimenti del decennale italiano sono scesi di sette bps allo 0,59%;
  • I rendimenti del decennale spagnolo sono scesi di otto bps allo 0,00%;
  • I rendimenti del decennale tedesco sono scesi di nove bps a -0,64%;
  • I rendimenti del decennale francese sono scesi di sette bps a -0,38%;
  • I rendimenti del decennale inglese sono scesi di 18 bps allo 0,17%;

Ma piuttosto che ammettere di aver realizzato il desiderio più intenso di J. M. Keynes ammazzando i "redditieri", ovvero i possessori di obbligazioni, JayPo ieri ha detto una cosa completamente diversa: ha ritenuto opportuno ragliare per una maggiore inflazione.

Questo è semplicemente un incantesimo rituale. Negli ultimi tempi non c'è mai stato alcun pericolo di deflazione prolungata, come se fosse un problema tra le altre cose, visto che 40 anni di robusta prosperità deflazionistica tra il 1870 e il 1910 hanno smentito tale paura.

Quindi l'unica ragione per una maggiore inflazione rispetto all'aumento composto al 2,10% dell'IPC medio negli ultimi 20 anni è che la FED considera l'inflazione un indicatore della crescita del PIL reale. Questa è la vecchia nozione della Curva di Phillips, già screditata 40-50 anni fa, ma che senso ha comunque?

Perché non tenere semplicemente d'occhio il PIL reale e farla finita?

Perché non dimenticare del tutto il targeting dell'inflazione, visto che non lo si può misurare con precisione o influenzarlo direttamente, e invece tenere d'occhio le variabili finanziarie che si possono influenzare dalla sala riunioni dell'Eccles Building?

Cioè, i rendimenti delle obbligazioni reali assurdamente negativi, che sono un risultato diretto di una massiccia monetizzazione, e gli assurdi multipli PE nel mercato azionario, che sono alimentati dal cosiddetto TINA: non c'è alternativa.

Per quanto riguarda i PE, non stiamo parlando solo della pura follia di Tesla a 1300X gli utili annuali o Amazon a 95X. Le ultime stime appena uscite dal casinò di Wall Street per l'indice S&P 500 e la sua capitalizzazione di mercato da $30.000 miliardi sono $ 93,29 per azione e un guadagno del +54%, a $143,98 per azione, per il dicembre 2021.

Arrotondando al numero intero più vicino, suddette stime (che non sono mai al ribasso) ammontano rispettivamente al 40X ed al 26X. Quindi se JayPo vuole rimuginare sui pericoli che lo attendono, forse dovrebbe dimenticare alcuni punti decimali irrilevanti sul tasso d'inflazione e concentrarsi sulla gigantesca bolla del mercato azionario.

Ancora più importante, se questi pazzi nell'Eccles Building si liberassero del loro "inflation targeting" anche solo per un breve periodo, potrebbero notare alcuni dei molteplici effetti negativi che sono derivati ​​dalla loro maniacale stampa di denaro.

Ad esempio, nonostante più di 50 milioni di nuove richieste di indennità di disoccupazione e la calamità causata dal lockdown tra i ranghi di milioni di piccole imprese, lo 0,001% che siede in cima ai giganteschi fondi di private equity è andato alla grande.

Grazie alla FED ed al suo abbassamento artificiale dei tassi sul debito governativo e societario, i money manager hanno fatto baldoria con i titoli spazzatura. Fino a novembre l'emissione di obbligazioni spazzatura ha raggiunto quasi $400 miliardi, in aumento di oltre il 50% rispetto allo stesso periodo del 2019.

Ma una grande parte dei proventi è finita in ricapitalizzazioni a leva finanziaria. I fondi di private equity hanno l'opportunità di gravare ulteriormente le loro società in portafoglio, già cariche di debiti, con ancora più debito allo scopo di pagarsi un ricco raccolto di dividendi.

Secondo S&P Global Market Intelligence, l'ammontare del debito emesso legato a tali pagamenti è cresciuto fino a superare i $29 miliardi quest'anno, con un aumento di oltre il 25% rispetto al 2019. In confronto, durante l'ultima recessione nel 2008-2009, tale attività era quasi scomparsa.

E questa non è nemmeno la metà della storia. Se si guarda al debito aziendale totale in dollari USA, il 2020 si è rivelato un anno record di tutti i tempi. Secondo le ultime stime:

  • Le emissioni investment grade aumenteranno del 53%, raggiungendo il record storico di $2.020 miliardi;
  • Le emissioni ad alto rendimento aumenteranno di quasi il 30% a $556 miliardi.

Eppure non c'è dubbio su dove sia finita la schiacciante quota dei proventi: riportati a Wall Street per finanziare progetti d'ingegneria finanziaria tra cui riacquisti di azioni proprie e accordi di fusione/acquisizione.

Per quanto riguarda i primi, il grafico qui sotto dice tutto. Dal 2009 quasi $15.000 miliardi sono stati riciclati nel mercato azionario, ma praticamente il 100% di questi è arrivato dalle grandi società, le quali hanno preso in prestito nuovo denaro o hanno prelevato liquidità per riacquistare le proprie azioni.

Eppure i geni nell'Eccles Building hanno ripetuto ieri che continueranno a stampare $120 miliardi al mese, una frode finanziaria bella e buona, fino a quando non sarà finalmente raggiunta la cosiddetta piena occupazione, che in realtà è ostacolata dall'ingegneria finanziaria promossa dalla FED.

Poi c'è la questione della finanziarizzazione fuori controllo. A titolo di esempio, il patrimonio netto delle famiglie misurato dai conti del flusso di fondi della FED è balzato ad un record di $123.500 miliardi nel terzo trimestre. Al 584% del PIL, ora sovrasta i picchi del ciclo precedente al 493% durante il primo trimestre 2007, al 447% durante il primo trimestre 2000 e ben meno del 350% del PIL prima del 1987.

Perché JayPo non si è mai degnato di indagare sul motivo per cui il valore degli asset finanziari è diventato così disaccoppiato dal PIL di Main Street? O se i rendimenti obbligazionari ultra bassi promossi dalla FED e le valutazioni fuori scala dei titoli azionari abbiano qualcosa a che fare con questo, per non dire se tali disconnessioni senza precedenti siano stabili e sostenibili.

Argomenti del tutto sorvolati. Né si è mai chiesto del recente studio Deloitte, il quale ha rivelato che durante i suoi 15 anni di esistenza, l'industria dello scisto statunitense è riuscita a cancellare l'incredibile cifra di $450 miliardi di capitale investito generando $300 miliardi di flusso di cassa netto negativo. Inoltre il settore ha registrato più di 190 fallimenti sin dal 2010, i più alti di qualsiasi settore negli Stati Uniti.

Vale a dire, potrebbe essere che la repressione finanziaria sia la fonte dei cattivi investimenti? È questa uno dei motivi per cui il tasso tendenziale della crescita economica continua a scendere nonostante gli infiniti "stimoli" della FED e il capitale viene drasticamente e sistematicamente valutato in modo errato, allocato male e sprecato?

A tal proposito c'è il fatto che negli anni '90, quando i rendimenti reali delle obbligazioni erano ancora economicamente razionali, non esistevano gli ETF. Questo perché in un mercato libero ed onesto non esisterebbero affatto.

Se investitori e selezionatori di titoli volevano un'esposizione bilanciata ad un settore rispetto ad una singola azienda, avrebbero potuto comporre i propri compositi praticamente senza spese, data la ricerca a basso costo di oggi, l'analisi dei dati e gli strumenti di trading. Così come sono, l'unico vero scopo degli ETF è facilitare la speculazione da parte di trader amatoriali e robo-trader.

Non sorprende, quindi, se gli ETF abbiano attratto afflussi record di $121 miliardi a novembre, un balzo del 14,5% rispetto al mese record precedente. Questo enorme bottino mensile ha portato gli afflussi globali netti nei primi 11 mesi del 2020 a $659 miliardi, il 15,4% in più rispetto ai $571 miliardi raccolti nello stesso periodo nel 2019.

Infatti il grafico qui sotto è la pistola fumante. A grandi linee, i fondi comuni d'investimento tradizionali almeno assomigliano agli "investitori", mentre gli ETF sono quasi interamente dominio di trader e speculatori. Tuttavia, quando i mercati dei capitali diventano dominati dalla speculazione come illustrato di seguito, l'efficienza e la capacità di crescita dell'economia di Main Street vengono progressivamente erose e compromesse.

Inutile dire che, dato il caos e gli investimenti sbagliati che le banche centrali hanno scatenato a Wall Street, non sorprende che anche i politici di Washington, finanziariamente non istruiti, abbiano dato di matto.

Ma mentre il Congresso avanza verso altri $900 miliardi di Everything Bailout oltre ai $3.500 miliardi già elargiti, c'è stato uno sviluppo negli ultimi giorni che vi dice tutto ciò che dovete sapere.

Sembra che il senatore di destra Josh Hawley del Missouri abbia collaborato con Bernie Sanders per sostenere un altro giro di helicopter money all'85% delle famiglie statunitensi. Ciò aggiungerà altri $150 miliardi ai $300 miliardi distribuiti nel giro di aprile.

Ma ecco il punto: ciò si aggiunge a quello che sarà un totale di $850 miliardi di assegni a milioni di piccole imprese e un totale di $500 miliardi per i sussidi di disoccupazione federali in cima ai $600 miliardi pompati a livello statale.

Quindi solo in questi tre programmi è probabile che ci ritroveremo con circa $2.400 miliardi di aiuti per le vittime dei lockdown ordinati dallo stesso governo federale.

Tra febbraio e novembre calcoliamo che la perdita totale tra salari e stipendi dell'intera forza lavoro statunitense di 160 milioni sia stata di circa $300 miliardi.

Proprio così. Dal momento che la FED sta monetizzando tutte le nuove emissioni di debito, i politici nei dipartimenti fiscali hanno pensato bene di dispensare otto volte di più la compensazione delle perdite effettive.

Come abbiamo ampiamente dimostrato, questa è molto di più che una semplice gabbia di matti!


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: https://www.francescosimoncelli.com/