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giovedì 28 gennaio 2021

Un sacco di persone concorda con Thanos riguardo la popolazione

In retrospettiva questo articolo sta invecchiando bene, visto che oggi come non mai è un argomento ancora caldo. In realtà lo è stato sin da quando Malthus ha elaborato la sua sciocca teoria (1798), ma solo degli analfabeti funzionali possono abboccare. E purtroppo là fuori ce ne sono molti, dato che sulla scia della pellicola Marvel è andato in voga un meme a dir poco idiota. Infatti, anche volendo rimanere nel presunto ragionamento di chi alza bandiere e cori a favore di Malthus, Thanos invece di fare una carneficina, e dato il potere che stava acquisendo, non poteva semplicemente raddoppiare la scorta di risorse nell'universo? Cari lettori, "ciò che non si vede" è la bussola morale e analitica cui dovete far sempre riferimento per non essere fregati intellettualmente e fisicamente. Ricordate sempre che più persone non significa solo più bocche da sfamare, ma anche più menti con cui creare e più mani con cui costruire. Finché le persone sono libere di esplorare nuove idee, in un contesto in cui anche le altre persone possono fare lo stesso, la ricchezza aumenterà. Ed è esattamente quello che è successo nella vita reale, ogni volta che ci sono diritti di proprietà, nessuna barriera all'imprenditorialità e libero scambio. La popolazione mondiale è ora sette volte quella di quando Malthus scrisse il suo sproloquio, eppure solo negli ultimi 30 anni abbiamo dimezzato la povertà estrema. Meno persone muoiono di fame oggi, il reddito pro capite è più alto, il lavoro minorile è in calo. Il problema principale non è mai stato che il mondo fosse "sovrappopolato", ma che la sua gente non è mai stata abbastanza libera da creare ricchezza e conservarla.

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di Alexander Hammond 

Dopo aver sbancato ai botteghini, possiamo dire che Avengers: Infinity War è uno dei più grandi film di Hollywood. La pellicola mette in scena una squadra di supereroi contro un super-criminale, simile ad un dio, di nome Thanos. Il piano di Thanos? Uccidere metà dell'universo per paura di una situazione in cui ci sono troppe persone e pochissime risorse. Potrebbe sembrare il classico piano folle che viene solo in mente ad un super-criminale dei fumetti, ma non è troppo lontano dalle preoccupazioni degli ambientalisti del mondo reale che hanno diffuso timori fuorvianti sui pericoli della sovrappopolazione.


Thanos ed Ehrlich

Avengers: Infinity War è il culmine di 18 film precedenti e 10 anni di lavoro dei Marvel Studios. Il film ruota attorno a dozzine di eroi che uniscono le forze per impedire a Thanos, l'ultimo antagonista del Marvel Comics Universe, di raccogliere tutte e sei le "pietre dell'infinito". Se Thanos entra in possesso di queste pietre, può raggiungere il suo obiettivo finale: la distruzione di "metà di tutta la vita nell'universo".

Thanos crede che nell'universo ci siano risorse limitate, un'idea appropriatamente analfabeta, considerando che l'universo è infinito. Quindi, se la crescita della popolazione non viene controllata, l'aumento della domanda di risorse porterà inevitabilmente alla rovina di tutti. Dimezzare la popolazione dell'universo è, nella mente di Thanos, "non sofferenza, ma salvezza", poiché è intesa ad evitare la carestia e la povertà. La premessa è fuorviante, ma è sorprendente come molte persone qui sulla Terra la condividano.

Le preoccupazioni di Thanos sono identiche a quelle del professore della Stanford Paul Ehrlich, il cui influente best-seller del 1968, The Population Bomb, predisse che una rapida crescita della popolazione avrebbe portato ad una domanda eccessiva di risorse, causando il crollo della società. Fino ad oggi Ehrlich continua a fare previsioni apocalittiche, e fino ad oggi la realtà continua a dargli torto.

Proprio il mese scorso Ehrlich ha dichiarato che "il collasso della civiltà è una certezza quasi decennale". In un'intervista del 1979 Ehrlich predisse che "nei prossimi 15 anni arriverà la fine e intendo un completo crollo della capacità del pianeta di sostenere l'umanità". L'affermazione più divertente, mentre sto scrivendo questo articolo in un piccolo caffè nel centro di Londra, è quella del 1969, in cui diceva che era pronto a scommettere che l'Inghilterra non sarebbe più esistita nel 2000.


Cattive previsioni, politiche mostruose

Meno divertenti sono le orribili politiche nella vita reale, le quali sono state implementate a causa di Ehrlich. A dire il vero, nessuna politica è stata ancora alla pari con il piano di Thanos di uccidere direttamente metà della popolazione, ma come ha sottolineato Chelsea Follett:

L'imbecillità di Ehrlich ha portato a violazioni dei diritti umani in tutto il mondo, tra cui milioni di sterilizzazioni forzate in Messico, Bolivia, Perù, Indonesia, Bangladesh e India, così come una draconiana politica in Cina del "figlio unico". Nel 1975 solo in India i funzionari statali hanno sterilizzato 8 milioni di uomini e donne [...]. Per dare una prospettiva più completa, la Germania di Hitler sterilizzò forzatamente dalle 300,000 alle 400,000 persone.

Da quando Ehrlich scrisse The Population Bomb nel 1968, la popolazione mondiale è più che raddoppiata, passando da 3.5 miliardi a 7.5 miliardi. Dal 1968 le carestie sono quasi scomparse, al di fuori delle zone di guerra ,e il consumo calorico giornaliero pro-capite è aumentato di oltre il 30%. In Asia, nella regione che consumava meno calorie e aveva la popolazione a più rapida crescita nel 1968, l'apporto calorico è aumentato del 40%, più velocemente della media globale. Dal 1990 il numero complessivo di persone affamate nel mondo è diminuito di 216 milioni, nonostante il fatto che la popolazione sia cresciuta di oltre 1.9 miliardi.


Le nostre risorse stanno bene

Alcuni potrebbero obiettare che queste tendenze non affrontano l'argomento principale di Thanos ed Ehrlich: il progresso alla fine si fermerà, perché alla fine esauriremo le risorse. Le cose non stanno proprio così visto che manca una considerazione cruciale: l'ingegno umano.

L'economista dell'Università del Maryland, Julian Simon, ha osservato nel suo libro del 1981 che il cervello umano è la "risorsa definitiva". Gli esseri umani possono innovare sé stessi per sconfiggere scarsità e diventare più efficienti, aumentando l'offerta e sviluppando sostituti.

Nuove tecnologie e migliori metodi di coltivazione hanno portato l'umanità ad utilizzare meno terra producendo più cibo, che viene poi venduta ad un prezzo più conveniente. Nel 2013 il mondo ha utilizzato 26 milioni di ettari in meno in terreni agricoli rispetto all'inizio del millennio. Prendiamo i cereali come esempio: un ettaro oggi produce in media il 118% in più rispetto a 50 anni fa. Se tutti gli agricoltori riuscissero a raggiungere la produttività di un agricoltore americano medio, il mondo potrebbe restituire una massa di terra alla natura delle dimensioni dell'India.

Per quanto riguarda la risorsa finita da cui dipende il nostro mondo moderno, pensate ai combustibili fossili. Grazie al miglioramento della tecnologia di rilevamento e perforazione, ora ci sono molte più riserve di petrolio e gas che mai. Dal 1980 le riserve di petrolio sono aumentate di oltre il 151%; il gas del 163%. Per mettere tutti questi dati in prospettiva, nel 2015 abbiamo utilizzato 34 miliardi di barili di petrolio grezzo, mentre abbiamo scoperto 53.2 miliardi di barili ogni anno tra il 2010 e il 2015.

Stiamo risolvendo i problemi legati alla fame, alla povertà, all'analfabetismo, alle malattie, alla mortalità infantile, alla produzione alimentare e a molto altro ancora ad un ritmo senza precedenti. E invece di diventare più scarse, le risorse naturali stanno calando di prezzo.

Quando guardate Avengers: Infinity War, godetevi quello che dovrebbe essere uno dei più grandi film di tutti i tempi, ma ricordate: la legittimità delle paure di Thanos è fittizia quanto il personaggio stesso. L'umanità continua a prosperare.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: https://www.francescosimoncelli.com/


martedì 26 febbraio 2019

La tragedia del Venezuela ci mostra perché i diritti di proprietà sono molto importanti

Per quanto lo si voglia negare, il Venezuela è l'ennesimo esperimento empirico di come il socialismo distrugge la prosperità economica e sociale. Solo i socialisti imbecilli non lo capiscono, o lo nascondono per bene altrimenti non potrebbero vivere da parassiti a spese degli altri. Come può riprendersi il Venezuela da questa catastrofe? Libertà! Il veleno del socialismo può essere annientato e tornare a prosperare, come ci insegna la storia. Dopo la seconda guerra mondiale e una generazione di socialismo, la Germania era completamente distrutta alla fine degli anni '40, ma nel 1960 era diventata la potenza economica dell'Europa. Perché? Perché le politiche di libero mercato di Ludwig Erhard hanno cambiato il suo destino. Il socialismo venne smantellato, persone e mercati vennero liberati, vennero abbassate le tasse, vennero aboliti i controlli sui prezzi, la valuta si rafforzò e un commercio più libero portò ad un rimbalzo storico che sorprese tutti. Allo stesso tempo, a mezzo globo di distanza, politiche simili funzionarono a meraviglia a Hong Kong, grazie agli sforzi di John James Cowperthwaite. Egli eliminò i dazi, abbassò le tasse, aprì Hong Kong alle imprese private ed i risultati sbalordirono il mondo. Una terra povera divenne uno degli angoli più ricchi dell'Asia ed è stata la libertà a farlo, proprio l'opposto del socialismo. Il socialismo non offre miracoli del genere. Nessuno. Solo il libero mercato permette l'emersione di miracoli del genere, stimolando le energie creative delle persone. Un nuovo governo del Venezuela deve ripristinare il quadro politico di una repubblica pluralistica e costituzionale, il rispetto dello stato di diritto, l'indipendenza della magistratura, le libertà di parola, di stampa e di assemblea, e l'integrità del processo elettorale. Deve sradicare la corruzione non solo rimuovendo i corrotti, ma anche chiudendo la porta alla concessione di favori speciali da parte del governo stesso. E deve ristabilire l'ordine chiudendo i gruppi paramilitari che usano il terrore e l'intimidazione. In termini di economia, un'agenda per la ripresa dovrebbe includere questi pilastri: sound money, privatizzazioni/liberalizzazioni, diritti di proprietà, riforma dell'istruzione, libero scambio. Fortunatamente il primo pilastro pare essersi già formato, visto che le criptovalute sono un asset molto diffuso in Venezuela. Esse, infatti, rappresenteranno la scintilla che erigerà tutti gli altri pilastri.
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di Alexander Hammond


Nelle ultime settimane i disordini civili in Venezuela hanno dominato i titoli dei giornali. Il popolo venezuelano sta protestando contro il dominio autocratico del presidente Nicolás Maduro. Dopo la sua finta rielezione dello scorso maggio, durante la quale ha impedito ai principali partiti di opposizione di competere lealmente, la maggior parte dei governi occidentali si è rifiutata di riconoscere la legittimità di Maduro. Ma mentre Maduro ignora queste proteste e prosegue il suo secondo mandato di sei anni, le pressioni affinché si dimetta stanno aumentando di giorno in giorno.

Una cosa è indiscutibile: queste proteste mostrano chiaramente che i venezuelani sono alla disperata ricerca di cambiamenti politici ed economici.



Negare la proprietà privata ha conseguenze

All'inizio del 2001 l'ex presidente Hugo Chavez iniziò ad abolire i diritti di proprietà dei suoi cittadini, approvando un decreto per l'espropriazione di terreni agricoli privati ​​venezuelani. "Per coloro che possiedono la terra, questa terra non è vostra. La terra non è privata, ma proprietà della nazione", annunciò con orgoglio Chavez. Nel 2005 centinaia di aziende private, negozi e aziende di forniture agricole, sono stati vittime della nazionalizzazione incontrollata di Chavez.

Qual è stato il risultato dell'esperimento socialista di Chavez e Maduro? Quella che era l'economia più ricca dell'America Latina ora ha un tasso d'inflazione annuale dell'80.000% e il PIL pro capite ora è la metà di quello del 2012. Le carenze di cibo hanno fatto sì che il venezuelano medio abbia perso 11,4 kg, ma a quanto pare a Maduro pare proprio non importare.
Sembra che l'affermazione di Chavez, "l'unico modo per salvare il mondo è attraverso il socialismo", era palesemente errata.

Alcune organizzazioni e individui, da Oxfam a Jeremy Corbyn, una volta ammiravano l'esperimento socialista del Venezuela. Oggi sono curiosamente silenti sul suo declino. Per il resto del mondo, la nazione ora impoverita offre un chiaro richiamo alla necessità dei diritti di proprietà per qualsiasi economia funzionante.



I diritti di proprietà sono correlati con la prosperità

Usando i dati della relazione Economic Freedom of the World del Fraser Institute, ho diviso i 162 Paesi analizzati nel 2016 in decili (cioè, ogni decile rappresenta il 10% dei Paesi misurati) in base alla forza dei loro diritti di proprietà. Ho poi correlato questi decili con il loro prodotto interno lordo medio (PIL).

I risultati sono sconcertanti

Dati sul PIL presi dalla Banca Mondiale utilizzando il 2016, l'anno più recente su cui il Fraser Institute ha dati.

I Paesi nel decile con i più forti diritti di proprietà hanno un reddito medio di oltre $55.457. Tale cifra è superiore del 125% rispetto a quella delle nazioni nel decile successivo. Allo stesso modo, i Paesi con i più forti diritti di proprietà hanno un reddito annuale 31,8 volte superiore rispetto a quello delle nazioni con i diritti di proprietà più deboli.

I paesi con i più forti diritti di proprietà, in ordine decrescente sono: Finlandia, Nuova Zelanda, Norvegia, Svizzera, Islanda, Lussemburgo, Singapore, Paesi Bassi e Danimarca. Non sorprende che il Venezuela sia nel decile con i diritti di proprietà più deboli, classificandosi nella penultima posizione, appena sopra la Repubblica Centrafricana.

È interessante notare che degli altri quattro aspetti della libertà economica che il rapporto copre (dimensione del governo, moneta solida, libertà di commercio internazionale e regolamentazione), sono i diritti di proprietà che hanno la più forte correlazione con la prosperità economica.

Uno dei motivi per cui i diritti di proprietà restano cruciali per la crescita economica è che senza di essi le persone non avrebbero l'incentivo ad investire, innovare o produrre. Come scrisse l'economista del XVII secolo, Adam Smith: "Non è dalla benevolenza del macellaio, del birraio o del fornaio che ci aspettiamo la nostra cena, ma dal loro interesse per il proprio interesse". E in Venezuela, dove i lavoratori hanno scarso interesse personale nel processo di produzione, la carenza di beni di prima necessità e di generi alimentari è comune.
Tuttavia c'è ancora speranza per il Venezuela. Gli Stati Uniti, il Canada e più di una dozzina di Paesi dell'America Latina hanno riconosciuto il leader dell'opposizione, Juan Guaido, come presidente ad interim. Anche il Regno Unito, la Germania, la Francia e la Spagna hanno dichiarato che sosterranno Guaido se Maduro non terrà elezioni leali entro il 2 febbraio.

Un nuovo leader che proteggerà i diritti di proprietà offre al Venezuela la possibilità di invertire gli ultimi 20 anni di catastrofiche politiche di sequestro del territorio. Ma se Maduro rifiuta di farsi da parte e continua il suo corso socialista, la vita per i cittadini venezuelani sarà probabilmente ancora più da incubo.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: https://www.francescosimoncelli.com/