mercoledì 6 marzo 2013

Avrà fine il quantitative easing infinito?

Come spesso ripetuto, bisogna guardare al Giappone come "prototipo sperimentale" dell'implosione dell'attuale pensiero economico mainstream. Tutte le altre banche centrali del mondo hanno implementato quella strategia espansionistica che tanto criticavano quando adottata dai giapponesi negli anni '90. Qualcosa di impensabile all'epoca, ma ora giustificato dal mondo accademico (anche se non sanno spiegarlo teoricamente). Ora addirittura le fonti ufficiali continuano a minimizzare le azioni sconsiderate partorite dalla folle mente dei banchieri centrali. In prima fila c'è, come al solito, lo zio Ben. A suo dire, infatti, "tutto è stato contenuto." Ma siamo arrivati all'assurdo, perché lo zio Ben è intervenuto in questo modo per "zittire" Jeremy Stein (uno dei governatori della FED) secondo il quale stanno spuntando nuove bolle in tutta l'America. Ovviamente, il tipo si "scorda" (ohibò!) di menzionare la bolla più grande di tutte: quella nei bond del Tesoro; ma ammetterlo palesemente sarebbe come affermare urbi et orbi che il governo degli USA (così come tutti gli altri) ha semplicemente imbastito un grande schema di Ponzi. Ricordate che lo zio Ben è lo stesso che nel 2005, a coloro che gli dicevano che era in sviluppo una bolla immobiliare, rispondeva che "un calo a livello nazione dei prezzi delle case è qualcosa di molto improbabile."


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di Detlev Schlichter


La pubblicazione, all'inizio di questa settimana, del comunicato del Federal Open Market Committee del 29-30 Gennaio ha avuto un effetto sui mercati azionari simile a quello che avrebbe l'esaurimento dello champagne ad una festa in cui la maggior parte dei partecipanti è sbronza. In tutto il mondo sono stati venduti azioni e oro.

Ecco la frase che ha innescato tali mosse:

"Molti partecipanti hanno inoltre espresso alcune preoccupazioni sui costi ed i rischi potenziali derivanti da ulteriori acquisti di asset (il programma a tempo indeterminato della FED atto a monetizzare il debito per circa $85 miliardi mensili, denominato "quantitative easing," DS). Diversi partecipanti hanno discusso le possibili complicazioni che potrebbero nascere nell'eventuale caso che la politica accomodante venga interrotta, alcuni hanno menzionato la prospettiva di rischi inflazionistici mentre altri segnalano che gli acquisti di asset potrebbero promuovere comportamenti di mercato indirizzati ad indebolire la stabilità finanziaria."

Ecco come si può tradurre: "Ragazzi, diciamoci la verità: tutta questa stampa di denaro non è priva di costi e rischi. Si presentano tre problemi:
  1. Più il nostro bilancio diventa grande (attualmente è pari a $3 bilioni e oltre), più sarà difficile in futuro scaricare alcuni asset al suo interno. Quando inizieremo a liquidarli, i mercati andranno nel panico. Potremmo rimanere a corto di spazio di manovra.

  2. Tutta questa stampa di denaro alimenterà un'inflazione più elevata (impossibile da nascondere con un qualsiasi marchingegno statistico). Poi alcune persone potrebbero aspettarsi una politica più ristretta, ma non saremo in grado di fornirla a causa del problema del punto 1.

  3. Stiamo manipolando costantemente alcuni asset fondamentali. In questo contesto, i partecipanti al mercato non sono in grado di determinare il rischio in modo corretto. Stiamo incoraggiando l'assunzione di rischi finanziari e il tipo di comportamento che ha portato all'attuale crisi finanziaria."

Tutti questi punti sono motivi validi ed eccellenti per fermare subito il "quantitative easing." I lettori di questo sito sicuramente non si sorprenderanno se invoco una fine immediata del "quantitative easing" e di tutte le altre misure delle banche centrali indirizzate a "stimolare" artificialmente l'economia. In effetti, l'idea che un gruppo di burocrati a Washington analizzi ogni mese grandi quantità di dati e un po' di "prove" aneddotiche (con l'aiuto di circa 200 economisti) in modo da "impostare" i tassi di interesse, manipolando astutamente i tassi dei rimborsi bancari e manipolando abilmente vari prezzi di mercato in modo che l'economia nel suo complesso sembri sfornare nuovi posti di lavoro (mentre la svalutazione del denaro continua ad un ritmo ufficiale del 2% considerato inspiegabilmente innocuo), deve apparire del tutto assurda per qualsiasi studente del capitalismo. Non dovrebbe esistere alcuna politica monetaria in un libero mercato, così come non dovrebbe esistere alcuna politica di settaggio dei prezzi alimentari, o dei salari, o del numero di ore in un giorno.

Ma la questione qui non è quello che vorrei che accadesse, ma quello che è più probabile che accada. Non c'è dubbio che si vedrà la fine del "quantitative easing," ma la vedremo presto? La FED riuscirà finalmente -- dopo la creazione di $1.9 bilioni in nuove "riserve" sin da quando la Lehman è fallita -- a vedere la luce? Riuscirà a rinsavire?

Forse, ma ho ancora i miei dubbi. Naturalmente non possiamo saperlo, ma la mia ipotesi attuale è che non si fermerà presto; potrà prendersi una pausa o rallentare le cose per un po', ma un cambiamento significativo nella politica monetaria mi sembra improbabile.



Banchieri centrali incastrati

Penso che i mercati finanziari e la stampa sopravvalutino la libertà di manovra di cui godono i funzionari delle banche centrali. Ritengo che i banchieri centrali siano prigionieri di tre forze soverchianti:

  1. Il loro stesso sistema di credenze che ancora li vuole come ultima linea di difesa tra le forze economiche oscure e la popolazione impotente, e che quindi, ogni volta che i dati o i mercati scendono, è loro dovere accorrere in soccorso. Così quando finisce l'alcol e l'umore della festa si smorza, la FED presto si sentirà obbligata (per sua logica interna e senza alcuna motivazione proveniente da influenze esterne) ad aprire un'altra bottiglia. Aspettate solo che l'attuale dibattito circa la fine del QE porti ad un indebolimento dei mercati e che i "dati fondamentali" finiscano al centro dell'attenzione ancora una volta, ed assisteremo ad un altro cambio nel linguaggio della FED a favore di uno "stimolo." E' un film che abbiamo già visto e il finale non cambia. Qualcuno ricorda il discorso sulle "strategie di uscita" nella primavera del 2011?
    Naturalmente, come la maggior parte dei funzionari statali, i burocrati delle banche centrali sono in gran parte preoccupati per problemi creati da loro stessi. Sono proprio le frequenti operazioni di soccorso della FED che hanno creato gli squilibri (es. leva finanziaria eccessiva, bolle speculative) che causano instabilità e crisi ripetute. Tuttavia, non ci sono segni che la FED sia disposta ad uscire da questo ciclo.

  2. La dimensione degli squilibri che è -- come ho appena spiegato -- in gran parte dovuta alla banca centrale ed è ancora considerevole a mio avviso, forse i più grandi squilibri di sempre (dopo anni di bassi tassi di interesse sotto Greenspan ed i salvataggi di Bernanke). Il Wall Street Journal ha riportato che i finanziamenti totali delle istituzioni finanziarie sono in calo di circa $3 bilioni dai loro massimi storici nel 2008. Questo dovrebbe essere il tanto annunciato "deleveraging." Ma significa che l'attuale livello di circa $13.8 bilioni è un nuovo equilibrio? Il bilancio della FED, cresciuto di quasi $2 bilioni nello stesso periodo, e una politica monetaria super-allentata hanno fornito un potente disincentivo affinché le banche smaltissero i loro debiti. Quello che sarà realmente sostenibile o no, sarà visibile solo una volta che la FED smetterà di manipolare il mercato e lascerà che i prezzi si aggiustino liberamente. La mia ipotesi è che dobbiamo ancora vedere un periodo di deleveraging e, probabilmente, di deflazione. Si tratterebbe di una correzione necessaria per un'economia ancora dipendente dal credito a buon mercato, ma nessuno è disposto a prendere questo medicinale.

  3. Politica. Azioni in calo, piani 401K in calo e banche traballanti non rendono felice l'elettorato. Inoltre, lo stato è sempre più dipendente da bassi costi di finanziamento e dall'acquisto di debito da parte delle banche centrali. Le possibilità secondo cui il governo degli Stati Uniti possa aggiustare il proprio bilancio sembrano esigue o inesistenti, quindi è probabile che non mollerà la sua dipendenza da tassi di finanziamento ultra-bassi e dalla FED (come prestatore di ultima istanza).



Guardate il Giappone

Quando si parla di trend principali nel settore bancario centrale degli ultimi 25 anni, il Giappone è sempre un ottimo esempio da presentare. Ha mantenuto i tassi all'1% per molto tempo negli anni '90, quando tale strategia era ancora considerata estremamente espansiva in paesi come gli Stati Uniti e quando la comunità globale sembrava ancora incredula sull'attuazione di tale politica -- per non parlare della seccatura di una scarsa crescita reale. Il Giappone è stato il primo ad avere tassi a zero e il primo ad usare il "quantitative easing," anche se su scala ridotta -- almeno fino a quel momento -- rispetto ad alcune banche centrali Occidentali dal 2008. Ora il paese sembra puntare verso la prossima fase nell'evoluzione della banca centrale: la politicizzazione aperta e impenitente della banca centrale e la retrocessione del suo capo a ruolo di PR.

In Giappone è stata ignorata senza tante cerimonie qualsiasi pretesa di "indipendenza" da parte dei banchieri centrali. I ministri partecipano alle riunioni e rilasciano dichiarazioni insieme ai governatori delle banche centrali. Il nuovo Primo Ministro Shinzo Abe ha detto chiaramente quello che vuole che la banca centrale faccia (stampare più soldi più velocemente, svalutare lo Yen, creare inflazione) e per tale fine è alla ricerca di un nuovo governatore della banca centrale. Pochi giorni fa, Abe ha anche precisato quali capacità sta cercando: buone competenze di marketing. Arte del vendere.

"Dal momento che tutti abbiamo a cuore l'interesse della nazione, ci saranno critiche circa la politica monetaria che stiamo portando avanti. La gente deve essere in grado di contrastare tali critiche usando la logica."

Il corso della politica monetaria è praticamente indirizzato verso una strada: quella del marketing.

Nel frattempo, continua lo svilimento della cartamoneta.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: http://francescosimoncelli.blogspot.it/


martedì 5 marzo 2013

La Libertà Americana

Una delle ultime rapine ai danni della libertà degli elettori è avvenuta nel 2008, quando il governo ha palesamente salvato grandi interessi privilegiati con i soldi dei contribuenti. Si opposero ai salvataggi, ma il governo andò per la sua strada. Ma i conti del TARP sono lungi dall'esere finiti. Infatti, il Tesoro comprò i pacchetti azionari di AIG ed ora questi strumenti fiannziari sono difficili da scaricare a valore nominale. Gli investitori a quanto pare non sono fessi e questo significa che dovranno essere piazzati ad uno sconto con relative perdite. I grandi privilegiati stanno bene e vivono alla grande, lo stato è generoso: invece di mandare sul lastrico gente che ha agito in modo sconsiderato, ha fatto in modo che prendessero invece enormi bonus. Fino a quando il Grande Default non renderà impossibile questo delirio, nulla cambierà. Il sistema è ideato per fregare gli elettori. Non è "geniale" la democrazia?
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di Bill Bonner


Per tutta la mia vita sono stato a completa disposizione di uomini ricchi. Ma che io sia dannato se sarò a completa disposizione di ogni figlio di cagna con un timbro da 3¢.

~ William Faulkner dopo aver perso il proprio lavoro presso l'ufficio postale di Oxford, Mississippi.


Uno dei vantaggi, raramente citati, dell'avere denaro è che si è meno legati ad altri. Più ne avete, almeno in teoria, più potete ignorare l'altro e andare per la vostra dtrada. Né dovete bere lo stesso cocktail o correre allo stesso centro commerciale per rifornirvi delle stesse cianfrusaglie.

In breve, con un piccolo capitale potete fare quello che volete.

E il tizio che ha detto "il denaro non può comprare la felicità" evidentemente non ha letto il New York Times di Giovedì scorso:

In generale, i dati di oggi indicano che più le persone diventano ricche, più sono felici. Anche se non è così semplice.

Justin Wolfers, economista presso l'Università del Michigan che aiuta il governo degli Stati Uniti per quanto riguarda le statistiche sulla felicità, mi ha detto che i poveri nei paesi poveri non sono infelici perché non hanno vagonate di denaro contante. Con molta probabilità hanno meno possibilità di scelta, bambini che muoiono di parto e altri problemi gravi. E mentre le nazioni più ricche sono in genere più felici, non ci sono prove, secondo Wolfers, che un artista sarebbe più felice se fosse diventato un trader in un hedge fund.



L'Importanza del Capitale

Ma stiamo parlando di capitale, non di un flusso di cassa. Il problema con quest'ultimo è che non nasce ab novo dal nulla. Arriva nelle vostre grinfie dalle mani grasse di qualcun altro.

Se non si conserva il flusso di cassa, sparirsce. A meno che non siate un dipendente pubblico o un professore di ruolo, un lavoro è solo un lavoro. Servite il piacere degli altri, e se si dà loro dispiacere possono tagliarvi il reddito.

Il capitale è diverso. Se se ne dispone abbastanza, non c'è bisogno di lavorare per qualcuno. Potete andare a pescare, pulirvi i denti ed avere opinioni non patriottiche.

Il capitale vi libera anche dalla politica. Secondo i dati più recenti, quasi la metà delle famiglie americane si affida ai soldi degli altri per parte o la totalità del loro reddito. Sono beneficiari di uno o più programmi di trasferimento federali. Il denaro viene preso da altri e viene trasferito a loro.

I federali hanno anche la faccia tosta di dare ai destinatari di questo bottino rubato una carta elettronica chiamata "Carta Indipendenza." Indipendente è esattamente ciò che queste persone non sono. Invece, come dice Charles Hugh Smith su OfTwoMinds.com, sono come servi feudali.

"La vera libertà americana è una proprietà privata diffusa," scrive. Se vuoi essere libero devi avere i "mezzi di produzione." In caso contrario, devi imparare a sottometterti.

Immaginate di avere una casa di vostra proprietà, suggerisce Hugh Smith. Quanto siete liberi?

Oppure immaginate di avere bisogno di comprare una casa e quindi di un mutuo. Il mercato dei mutui è controllato quasi al 100% dai federali. Quanto siete liberi?



L'Ascesa del "Neo-Feudalesimo"

Hugh Smith non ne parla. Ma immaginate di dovervi basare sui federali per sussidi di disoccupazione, buoni alimentari, sanità e Previdenza Sociale. Siete liberi? O un servo della gleba?

Smith dice che viviamo in una condizione di strisciante "neo-feudalesimo." Alcune persone possiedono un sacco di proprietà. La maggior parte molto poche. La sua attenzione si concentra sulla casa, dove ritiene che i federali stanno prendendo sempre più dalle mani dei privati per trasferirlo in quelle delle élite ricche.

Probabilmente ha ragione. Ma ci sembra anche che stia prendendo piede un "neo-feudalesimo" molto più palese – quello in cui ampi gruppi dipendono ora dai federali... e dal denaro della FED... per conservare il loro standard di vita attuale.

Equilibrare il bilancio federale? Fermare la stampante della FED? Lasciare che i tassi d'interesse salgano ad un livello normale?

Scordatevelo. I servi non possono permetterselo.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: http://francescosimoncelli.blogspot.it/


lunedì 4 marzo 2013

Manipolazione dell'oro, Parte 1: Il risultato logico dell'Economia mainstream





di Martin Sibileau


Questo è il primo di tre articoli che pubblicheremo sulla soppressione del prezzo dell'oro. Cosa mi spinge a scrivere su questo tema? Sono stanco di vedere continuamente prove schiaccianti di suddetta soppressione (es. i tipici ribassi nel prezzo alle 8:20 o alle 10:00-11:00 con prevedibilità impressionante), non è giusto che chi si esprime per smascherare questa soppressione venga definito un cospirazionista. Di conseguenza, questi tre pezzi daranno un supporto teorico e rigoroso alla tesi della manipolazione del prezzo .

Il primo pezzo mostrerà che, secondo la teoria economica mainstream, la soppressione del mercato dell'oro non è una cospirazione ma una necessità logica, una conseguenza logica. Dalla pubblicazione di questo pezzo in poi, l'onere di dimostrare il contrario cadrà sugli economisti mainstream. La cospirazione diventerà effettivamente l'opposto: affermare che non è necessario sopprimere il prezzo dell'oro.

Il secondo pezzo mostrerà come avviene la soppressione. Chi ha familiarità con il mercato dell'oro non leggerà nulla di nuovo e, forse, sarà anche incompleto. Ma a livello macro cercherò di offrire una panoramica.

Il terzo pezzo esaminerà le conseguenze di questa soppressione e proverà rigorosamente che quanto sostengono i gold bug (che l'oro fisico verrà scambiato ad un prezzo più alto rispetto all'oro fiat o alle gold stock) non è una teoria campata in aria, ma il risultato logico del paradigma corrente.

Prima di iniziare, vorrei dire che secondo me dimostrare l'implicazione logica che l'oro debba essere soppresso è forse paragonabile alla dimostrazione di Von Mises dell'impossibilità del calcolo economico sotto il socialismo. Entrambi sono passi necessari intelletualmente e molto intuitivi. Senza ulteriori indugi, cominciamo con la prima tesi: la soppressione d'oro è una necessità logica sotto l'economia mainstream.



Assiomi dell'economia mainstream

  1. I decisori della politica ritengono che esista un livello generale dei prezzi, e che possa essere misurato con un indice dei prezzi (Ludwig Von Mises demolì questa idea, ma al momento è fuori tema rispetto al campo di indagine del presente articolo. Ciò che conta è che gli indici dei prezzi sono "misurati" e pubblicati da ogni nazione ed i mercati si basano su di loro).

  2. I decisori della politica ritengono che nel lungo termine la crescita dell'offerta di moneta sia neutrale (anche David Hume rise di questa affermazione nel 1752)

  3. I decisori della politica utilizzano il quadro generale d'equilibrio introdotto da Léon Walras

  4. Esiste un mercato dell'oro e all'interno di questo mercato ci sono investitori che considerano l'oro come denaro, poiché l'oro è stato denaro per migliaia di anni

  5. Nel commercio mondiale non vi è alcun indice unico dei prezzi, ma prezzi relativi influenzati dall'incrocio dei tassi di cambio.



Tesi

Se gli assiomi 1-5 reggono, è necessario sia un coordinamento monetario globale (al contrario delle guerre valutarie) sia una soppressione del prezzo dell'oro affinché il sistema economico mondiale resti stabile.



Dimostrazione

Tra il 1874 e il 1877, le opere di Léon Walras introdussero in Economia la nozione di equilibrio generale. Considerato da Schumpeter come "il più grande economista," nel 1874 Walras pubblicò "Éléments d’économie politique pure, ou théorie de la richesse sociale," mentre insegnava a Losanna. Il suo lavoro andava ad esaminare le condizioni necessarie per raggiungere l'equilibrio sulla base di un sistema di equazioni simultanee. Fino ad oggi gli economisti mainstream, compresi quelli alla guida delle banche centrali, si sono basati sul quadro di equilibrio generale per elaborare le tesi su cui fondano le loro politiche.

Per ovvie ragioni non posso essere molto esaustivo, e pertanto devo essere il più equo possibile nei confronti di Walras in questo breve articolo. In breve, l'equilibrio generale in un sistema economico con (n+1) mercati implica che se i primi n mercati sono in equilibrio, l'ultimo mercato, n +1, deve essere anch'esso in equilibrio. Allo stesso modo, ma a livello globale, se i mercati n mostrano un eccesso di domanda (offerta), il mercato (n +1) dovrà avere un eccesso di offerta (domanda) abbastanza grande da compensare la somma degli eccessi degli n mercati. Questa conclusione è nota come legge di Walras. È importante notare che non è necessario che tutti i mercati siano bilanciati (ossia, in equilibrio). Questo è solo un caso particolare della legge di Walras, dove se i mercati n non mostrano alcun eccesso di domanda o di offerta, l'ultimo, il mercato (n +1), è in equilibrio.

Applicato al nostro contesto, se pensiamo al mercato (n +1) come al mercato monetario globale (e lo stesso si trova in un eccesso di offerta perché ogni banca centrale ha monetizzato il debito sovrano), dobbiamo concludere che il resto dei mercati, a livello aggregato, dovrà avere un eccesso di domanda affinché l'economia mondiale vada in equilibrio. Questo è esattamente ciò che i politici credono di poter raggiungere. Per essere precisi, chiamerò il mercato monetario globale come l'aggregato dei mercati valutari fiat.

Più tardi, nel 1949, Don Patinkin (un altro economista) pubblicò un lavoro intitolato The Indeterminacy of Absolute Prices in Classical Economic Theory.“ Patinkin dimostrò che, nelle analisi di Walras, il livello assoluto dei prezzi non poteva essere determinato e che la pulizia dei mercati (vale a dire, l'incontro tra domanda e offerta) è spinta dai prezzi relativi. In effetti, il concetto di un indice dei prezzi è fallace. Come Rothbard ha sottolineato:

«[...] Dopo che una merce, supponiamo che sia l'oro, viene scelta come mezzo di tutti gli scambi, ogni altro bene eccetto l'oro godrà di un prezzo unitario, in modo da sapere che il prezzo delle uova è di un dollaro la dozzina; il prezzo di un cappello è dieci dollari, e così via. Ma mentre ogni bene e servizio eccetto l'oro ha un solo prezzo in termini monetari, la moneta stessa ha un ventaglio di prezzi individuali praticamente infinito. Per dirla in altri termini, il prezzo di ogni bene equivale al suo potere d'acquisto in termini di altri beni e servizi [...]. In breve, il prezzo, o il potere d'acquisto, dell'unità monetaria sarà una gamma di quantità di beni e servizi alternativi che possono essere acquistati con un dollaro. Dal momento che questa varietà è eterogenea e specifica, non può essere riassunta in una cifra unitaria di prezzo.» The Austrian Theory of Money, 1976

In altre parole, gli agenti non si preoccupano di un indice dei prezzi, perché guardano solo ai prezzi relativi. A questo punto, bisogna fare le seguenti osservazioni:

  • Non possiamo incolpare Walras. Quando scrisse, il mondo era un posto diverso. C'era una moneta sonante e nel 1879 il gold standard sarebbe sbocciato completamente. In effetti, con la moneta-merce e senza la leva finanziaria o la ri-ipoteca di cui soffriamo oggi, gli squilibri erano meno pronunciati ed i prezzi relativi era tutto quello che contava (E' necessario chiarire che il gold standard del 1879 non faceva rispettare un obbligo di riserva del 100%. Queste due condizioni, per quanto ne so, furono solo soddisfatte durante il periodo d'oro della Banca di Amsterdam).
  • Nel mondo della moneta fiat con cui Patinkin aveva familiarità, l'illusione dell'esistenza di un livello dei prezzi era rilevante. Era un mondo di economie relativamente chiuse, che si è concluso con la nascita di attività del calibro di Wal-Mart. Più della metà della popolazione viveva sotto il comunismo, c'era relativamente poco outsourcing, niente internet, niente zona Euro, niente NAFTA o altri blocchi di libero scambio.

Ma se l'assioma 5 è corretto, dovrebbe essere valida la condizione implicita di Walras secondo cui i mercati sono in grado di operare solo sulla base di prezzi relativi, vale a dire, i tassi incrociati FX. Gli economisti mainstream, dopo tutto, non potrebbero puntare ad un indice dei prezzi globale che non esiste. La maggior parte, se non tutti i beni, sono realizzati con componenti/input prodotti in diverse aree valutarie con diversi livelli di prezzo locali. Non vi è alcun indice globale dei prezzi al consumo, a meno che non si misuri (come faccio io) tutto in once d'oro.

In un tale contesto, è concepibile e necessario guardare al sistema economico mondiale come ad un insieme di (n +1) mercati, in cui l'ultimo, il mercato (n +1), è il mercato globale del denaro fiat. Fino a quando questo mercato rimane in equilibrio, il resto dei mercati non dovrebbe essere influenzato dalla politica monetaria globale.

Affinché il mercato monetario globale sia in equilibrio, ci deve essere un coordinamento globale delle politiche monetarie. Una guerra delle valute dovrebbe essere chiaramente scoraggiata. Secondo l'economia mainstream, vi è un beneficio nella realizzazione dell'equilibrio a livello globale (in cui l'eccesso di domanda per una moneta si compensa con un eccesso di offerta di un'altra). Questo è ciò che abbiamo osservato tra il dollaro USA e le zone con la valuta Euro. Si tratta di una implicazione diretta degli assiomi 1-5... Ma per quanto riguarda la manipolazione del mercato dell'oro?

Quando si considera l'oro come una valuta complementare, è chiaro che lo squilibrio, per esempio, di un eccesso della domanda deve essere compensato dallo squilibrio opposto nelle valute fiat, se il mercato monetario globale deve rimanere in equilibrio. Se l'oro è richiesto più della sua offerta, le valute fiat dovranno essere fornite più di quanto domandate. In modo simile, se vi è un coordinamento globale per mantenere i mercati monetari globali in equilibrio a livello aggregato, anche l'oro deve essere tenuto in equilibrio.

Ma l'equilibrio non è quello che i banchieri centrali stanno cercando. Vedono uno squilibrio nei mercati n delle merci e cercano di risolverlo con un altro squilibrio nel mercato globale del denaro fiat. Vogliono indurre un eccesso di domanda sul lato reale del sistema economico attraverso un eccesso di offerta nel mercato globale del denaro fiat. Ma dato che il denaro è semplicemente un altro bene necessario, le persone hanno bisogno di denaro sonante; un asset sonante come mezzo di scambio indiretto. Se l'idea dei banchieri centrali è quella di indebolire le passività delle banche che dirigono, la gente finirà per passare all'oro. Questo, naturalmente, è inaccettabile per i governanti esistenti. Pertanto si è dimostrato che per conservare lo status quo (cioè, tenere in equilibrio il mercato monetario globale) e per stimolare un eccesso di domanda negli asset reali, è una necessità logica manipolare il mercato dell'oro; o tenendolo in equilibrio o in un eccesso di offerta.



Corollario

Dopo aver dimostrato che se gli assiomi 1-5 sono veri la manipolazione del mercato dell'oro è una conseguenza logica, voglio proporre un'ultima osservazione. Se il coordinamento globale delle valute lascerebbe in equilibrio il mercato globale del denaro fiat, l'equilibrio nel resto dei mercati dipenderebbe del tutto dalla politica fiscale.

Ma c'è una contraddizione qui, perché il flusso e lo stock di moneta fiat nella maggior parte delle zone valutarie (se non in tutte) sono regolati dalla politica fiscale (cioè, dalla monetizzazione dei deficit). Pertanto, è impossibile far rispettare un equilibrio nel mercato monetario globale attraverso il coordinamento delle banche centrali. Quello che potrebbe essere fattibile sarebbe coordinare l'espansione dell'offerta di moneta fiat globale. Ma se fosse così, ricadiamo di nuovo nella mia tesi: la manipolazione del mercato dell'oro (da tenere in eccesso di offerta) è una conseguenza logica. Far finta che non sia così... è un complotto! Spetta agli economisti mainstream dimostrare che mi sbaglio.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: http://francescosimoncelli.blogspot.it/


--> Qui la Seconda Parte: http://francescosimoncelli.blogspot.it/2013/03/manipolazione-delloro-parte-2-come-ci.html

--> Qui la Terza Parte: http://francescosimoncelli.blogspot.it/2013/03/manipolazione-delloro-parte-3-il.html


sabato 2 marzo 2013

Il Fallimento della Leadership

L'intrusione costante del governo all'interno delle vite delle persone, col tempo, si è fatto sempre più invadente andando ad inficiare i processi genuini di mercato che regolano la vita della grande asta commerciale a cui tutti noi facciamo parte. Tale fardello ha pesato non indifferentemente sulle economie del mondo, soprattutto per Francia e Italia. Nell'arco di 100 anni il mondo è cambiato radicalmente, ora infatti i burocrati possono congelare e rovistare nei vostri conti bancari, spiare telefonate ed email, confiscare le vostre proprietà accollandovi l'onere della prova, mandare droni a destra e a manca. Ma l'irrazionalità della pianificazione centrale, di cui si forgia il governo statale, è talmente folle da riuscire a partorire leggi o situazioni contrastanti che risulteranno infine in una sua implosione.
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di Bill Bonner


Povero Chuck Hagel. Ogni giorno il Wall Street Journal lo prende a schiaffi. E' stanco morto perché non sa quello che sta facendo... preso a sberle poiché incapace di figurarsi la minaccia di un Iran nucleare... e preso a sberle per non chinarsi abbastanza velocemente a baciare i culi dei neo-con.

John McCain e Lindsay Graham sono andati a lavorare con lui al Senato. L'hanno fatto in modo maldestro e vergognoso — come un paio di sicari con dei tubi di piombo. E poi, sul WSJ, Dorothy Rabinowitz Lunedì scorso lo ha schiaffeggiato; era così isterica che i lettori non hanno capito di cosa stesse parlando. Poi Martedì è arrivato il turno di Brett Stephens... e ha cominciato a stilettarlo nel solito modo maldestro.

Ci stiamo godendo lo spettacolo. McCain e Graham hanno agito come delinquenti. Eppure è divertente e gratificante guardare un uomo come Hagel venir preso a schiaffi ad ogni angolo. Peccato che non possiamo assistere allo stesso sport per quanto riguarda Hillary Clinton! Se lo meriterebbe.

Coloro che desidererebbero immischiarsi nella politica dovrebbero mettere in prima linea il loro coraggio. Oltre ad essere malmenati dalla stampa e da altri politici, i candidati per un posto da leader —— eletti o designati —— dovrebbero sostenere certe prove, per testare il loro coraggio e la loro determinazione. Lo scopo di questo esercizio non dovrebbe essere quello di rivelare le loro debolezze o mancanze, ma solo sminuire l'uomo (o la donna) in modi ridicoli e irrilevanti. Ad esempio, un candidato per il Segretario del Tesoro dovrebbe ripescare un anello di nozze dal fondo di una fogna di Manhattan. Un candidato sindaco dovrebbe essere chiuso fuori di casa... denudato e al freddo... giusto per vedere come gestisce la situazione.

Questo in realtà è accaduto al nostro vecchio amico e collega Dan Denning. Si era appena trasferito a Parigi e in un modo o nell'altro era rimasto chiuso fuori dal suo appartamento, con solo un asciugamano intorno alla vita. Non aveva telefono, niente soldi e nemmeno parlava francese. Sapeva solo che c'era un altro mazzo di chiavi dall'altro lato della città.

Situazioni come questa temprano il carattere. Ma non è per questo che le proporemmo ai leader futuri. Al contrario, vorremmo solo umiliarli e scoraggiarli. Forse ci penserebbero due volte prima di offrirsi volontari. Queste prove, altrimenti inutili, aiuterebbero anche a scremare la lista di candidati. Chiunque che abbia un minimo di dignità da sottoporsi al loro giudizio, non sarebbe degno della carica. E anche se si rifiutasse gli dovrebbe essere preclusa la carica; perché non soddisferebbe i requisiti.

Il punto è che il mondo ha bisogno di molti meno leader di quelli che ha. La maggior parte del tempo la gente bada ai propri affari senza curarsi o farsi distrarre dalla leadership. Questo è vero tanto nell'attività impreditoriale quando nel governo. Un leader si mette solo in mezzo, sprecando il tempo e l'energia di tutti.

Pensate a quello che volete veramente. Aggiustare la falla nella piscina prima che arrivi la stagione calda. Portare il proprio suocero in una casa di riposo o in una bara. Capire come suonare "All of Me" con la chitarra e come cucinare i bourguignon di manzo. Niente di tutto questo richiede una leadership.

La maggior parte delle aziende lavora meglio senza leadership. Le persone si ingegnano in qualche modo per trovare il modo di fare le cose, non hanno bisogno di interferenze dall'alto. Inoltre, i "leader" spesso non hanno idea di come funzioni davvero il mondo dell'impreditoria. Ciò è particolarmente vero per gli amministratori delegati famosi, il cui vero compito è quello di pompare il prezzo delle azioni. Spesso un'attività andrà plausibilmente bene con l'innovazione dei dipendenti di fascia bassa o media se necessario. Poi si farà avanti un leader forte trascinando tutta l'attività in qualche buco nero, in genere spalleggiando una fusione o acquisizione. L'amministratore ottiene un titolo in prima pagina; in seguito l'attività va a gambe all'aria.

Il Segretario di Stato ha lo scopo di gestire la politica estera americana. Ma che bisogno c'è? Chi ne ha bisogno? Ogni americano può decidere benissimo da solo dove viaggerà e con chi negozierà. Non ha bisogno di leadership. Molti dei lividi sul volto di Chuck Hagel provengono da una sua affermazione secondo cui il governo iraniano è "legittimo." E chi se ne frega? Tutti sanno perfettamente che il governo iraniano è legittimo come tutti gli altri, compreso il governo degli Stati Uniti d'America. Tutti i governi democratici devono la loro legittimità alla stessa cosa —— la decisione di elettori illusi, basata su ruoli di rappresentanza fraudolenta ricoperti da leader disonesti.

Un'altra sberla ad Hagel è partita dal suo commento di anni fa circa una potente "lobby Ebraica." Non ci dovrebbe essere una "lobby Ebraica." E soprattutto non dovrebbe essere potente. Naturalmente, tutti sanno che c'è una lobby molto potente, composta in gran parte da Ebrei, il cui obiettivo principale è quello di proteggere gli interessi di una nazione estera —— Israele. I leader non dovrebberlo dirlo. Tutti gli altri possono dire la verità; ma i leader devono solo aprire la bocca per mentire. Questo è ciò che la gente si aspetta da loro e questo è stato il grande errore di Hagel.

Questo è quello di cui è costituita la leadership —— solenni e pompose menzogne. I più grandi leader sono coloro che le dicono in maniera più grande: Abraham Lincoln, per esempio. Senza la sua guida, gli Stati Uniti probabilmente si sarebbero divisi (gli stati del sud avrebbero potuto esercitare il diritto previsto nella Dichiarazione di Indipendenza e separarsi). Chiesero semplicemente di fare ciò che le 13 colonie avevano fatto prima di loro —— governarsi (anche male) piuttosto che vedersi imposto qualcosa da altri.

Lincoln —— a Gettysburg —— disse la bugia più grande della storia americana: stava combattendo per preservare la promessa della rivoluzione, e che la guerra era un test per verificare se "ogni nazione, così concepita ... potesse durare a lungo." Alla fine, i suoi generali, Grant e Sherman, considerarono la questione in maniera negativa.

La successiva debacle della leadership arrivò nel 1917. Fu allora che Woodrow Wilson scaraventò gli Stati Uniti nella guerra di qualcun altro sulla base di un inganno. Disse che era una "guerra in nome della democrazia per rendere il mondo più sicuro." Ma se fosse stato così, gli Stati Uniti si schierarono dal lato sbagliato. In particolare, la Gran Bretagna e la Francia governavano centinaia di milioni di persone —— in Africa, Irlanda, India, Sud-Est asiatico —— senza alcun voto! La Germania, in confronto, era un modello di fandonie democratiche.

I leader mentono. E la loro leadership —— fondata sulla menzogna —— porta tipicamente a disastri. La Prima Guerra Mondiale fu un disastro e poi arrivò anche il disastro economico —— la Grande Depressione. La depressione precedente, 1920-1921, venne semplicemente ignorata dal presidente degli Stati Uniti Warren Harding e dal segretario al Tesoro Andrew Mellon. Due anni dopo, la depressione era finita.

Quando invece arrivò la depressione successiva —— nel 1929 —— Herbert Hoover, e poi Franklin Roosevelt, intervennero aggressivamente. Utilizzando la menzogna (secondo cui avevano una conoscenza superiore rispetto a imprenditori e investitori) promisero di spegnere la depressione con "politiche anticicliche." Impedirono ai mercati di effettuare aggiustamenti necessari (ma dolorosi), allungando la depressione per quasi un intero decennio.

Non è che i leader sono sempre dei perditempo. E' solo che la leadership è soggetta alla legge del declino dell'utilità marginale —— come tutto il resto. Di tanto in tanto, un po' può essere utile ma una volta che si va oltre iniziano i guai.

Recentemente gli Stati Uniti sono stati vittima di due leadership ridicole. Dopo che i terroristi hanno abbattuto le Torri nel 2001, George W. Bush ha trascinato il paese in un attacco contro l'Iraq (basata sulla balla delle "armi di distruzione di massa," che un team di ispettori ha smentito).

Poi, dopo la crisi del '08-'09, la squadra di Obama ha fatto ricorso alla leadership enunciando la balla familiare secondo cui le istituzioni in fallimento dovevano essere tenute in vita a tutti i costi e che un rallentamento causato da troppo debito poteva essere risolto aggiungendo altro debito.

Se George W. Bush avesse rinunciato ad un po' di leadership in campo militare, gli Stati Uniti avrebbero potuto salvare 157,000 vite... e risparmiare fino a $6 miliardi.

Se Barack Obama avesse rinunciato ad un po' di leadership in materia economica, la crisi di liquidità avrebbe travolto i manager incompetenti, le sofferenze sarebbero state eliminate in fretta, e la crisi economica sarebbe finita 3 anni fa.

Non che le bugie siano sempre un male. Probabilmente ci sono momenti in cui una bugia è proprio quello di cui c'è bisogno per conferire coraggio o calmare i nervi. Di tanto in tanto, un leader dotato può aiutare a guidare un'attività o anche un governo. Ma le occasioni sono rare. Considerando i danni dei leader, il mondo starebbe meglio senza di loro.

Saluti,


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: http://francescosimoncelli.blogspot.it/


venerdì 1 marzo 2013

L'antitesi della crescita economica: il denaro fiat





di Francesco Simoncelli


[Questo articolo è apparso anche sul magazine online The Fielder.]


«Say you don't need no diamond rings
And I'll be satisfied
Tell me that you want the kind of things
That money just can't buy
I don't care too much for money
Money can't buy me love» ~ The Beatles

Lo zio Mario continua a riempirci la testa di promesse vuote che prevedono un orizzonte lontano in sintonia con l'utopia di Galeano: un passo verso suddetto orizzonte equivale a due passi indietro da parte di quest'ultimo. Il problema con questo "progresso" è solo uno: non può durare all'infinito. Infatti, Bloomberg ci delizia con una notizia succulenta:

Lars Seier Christensen, capo esecutivo presso la banca danese saxo Bank A/S, ha dichiarato che il recente rally dell'euro è un'illusione e la moneta unica è destinata a crollare perché l'Europa non l'ha sostenuta con un'unione fiscale.

"Tutta l'Europa è condannata," ha affermato ieri in un'intervista presso la sede di Dubai. "In questo momento ci troviamo ad implementare soluzioni fasulle facendo credere alla gente che il problema sia risolto o contenuto, invece è vero il contrario. [...]

"Inizierei a vendere euro in massa qualora arrivasse a 1.4," secondo Christensen, il quale ha precisato che non vuole operare alcuna scommessa speculativa sulla valuta. [...]

"Uno dei grandi problemi concerne i paesi che sono stati rovinati dall'unione nella moenta unica, in particolare le economie dell'Europa meridionale," ha detto Christensen. "Le persone hanno tremendante sottovalutato i guai che questo causerà ai francesi. Infatti, una volta che la Francia entrerà in una crisi vera e propria sarà finita. Anche la Germania non può pagare per salvarla e probabilmente non lo farà." [...]


Record di Debito

L'indebitamento pubblico è a livelli da record, essendo più che raddoppiato rispetto al 40% del PIL nel 2008. La Commissione Europea, che dovrebbe aggiornare le sue previsioni questa settimana, prevede che arriverà al 97.1% del PIL l'anno prossimo.

"E' il mondo politico che è stato particolarmente favorevole all'euro, non per ragioni economiche ma per ragioni politiche," ha detto Christensen, un critico di lunga data della moneta unica che ora vive in Svizzera.

Ma dalle dichiarazioni ufficiali sembra che la situazione possa èresto migliorare, anzi che si possa tornare addirittura a prosperare a breve. Davvero è possibile? Davvero questi record di debito possono risultare un lasciapassare per standard di vita maggiori per la popolazione? Il buon senso è stato sovvertito fino a questo punto? Da quando affogare nel debito è sinonimo di prosperità e redditività?

Soprattutto un debito che non può essere ripagato, e oltretutto viene "finanziato" con più debito. Questo è un atteggiamento tipico degli indivvidui o delle imrpese che si rifiutano di pagare i propri fornitori e piuttosto stipulano nuovi prestiti per ripagare i prestiti precedentemente accesi. Non ci si fida di persone simili. Infatti in un mercato non ostacolato simili attività non troverebbero finanziatori, e anche se li trovassero i tassi di interesse sarebbero astronomici.

Oggi invece il cartello bancario centrale permette a delle attività fallimentari di continuare ad operare alla faccia delle decisioni di mercato, ovvero, degl individui agenti. Vengono tenuti in vita a scapito del resto della popolazione drenando quello che rimane della ricchezza delle nazioni. Sono processi improduttivi che infine saranno spazzati via, ma con un dolore economico per chi aveva creduto in loro.




Il debito spagnolo è cresciuto di €400 milioni al giorno nel 2012, raggiungendo u nrecord annuale da questo punto di vista (il tutto mentre si proclamava che le misure di austerità erano state implementate). Nonostante lo zio Mario sia riuscito a mettere un minimo ai bond spagnoli (come ampiamente spiegato su queste pagine quando Draghi lanciò l'OMT) attraverso il bluff della stampante, il governo Rajoy ha fallito nello stabilizzare il debito: l'economia non cresce, paga ancora un tasso di interesse abbastanza elevato e il deficit di governo è pari ad un tremendo 9.4%. A meno di grossolani errori tutte le frecce puntano verso uan sola direzione: niente ripagamenti.




La crisi europea è tutt'altro che finita. E' stato calciato il barattolo con più della stessa cosa, al prossimo giro ce ne vorrà ancora di più per calciarlo. Ma il barattolo sta crescendo di dimensioni. Gli errori si accumulano e infine scoppieranno in faccia ai pianificatori centrali. Sta accadendo in Spagna. Una volta arrivati alla Francia ciò che resterà dell'Europa sarà solo un cumulo di macerie.

Il denaro fiat non può comprare la crescita economica.



CONTO ALLA ROVESCIA

I pianificatori centrali hanno rigettato l'idea che si potesse rimediare alla recessione di cinque anni fa attraverso una sana pulizia del mercato. Troppi interessi privilegiati in gioco, troppe teste imporanti sarebbero cadute. Il potere accumulato con gli anni non poteva sparire in un lasso di tempo così ristretto, bisognava agire. E così è stato. Un quantità abnorme di denaro fiat è stato lanciato contro il problema. Non ha fatto altro che posticiparlo ed acuire il dolore economico.

Il progresso economico si è fermato da anni. Viviamo quasi con la stessa tecnologia di 50 anni fa, a parte il settore informatico ed elettronico. Per il resto, la nostra civiltà è rimasta bloccata (a parte la Cina) in un limbo economico da cui il mercato sta tentando di uscire a spallate.

La salvaguardia di interessi ben connessi con l'establishment politico sta uccidendo quel che rimane della ricchezza delle nazioni e della potenziale prosperità di tutti noi. Siamo fermi in una fase a cavallo tra il boom e il bust, congelati in questo specchio che attende solo di cadere a pezzi. Ci viene detto che un simile evento sia portatore di cattiva sventura, in modo da continuare ad osservare passare il tempo a discapito della nostra libertà e della nostra felicità.

Se dovessimo ragionare per analogie, la popolazione è finita vittima dell'establishment politico e bancario che l'ha intrappolata nel grottesco quadro che Dorian Gray teneva gelosamente custodito in soffitta. Hanno barattato la nostra prosperità per la loro.

La lezione imprtante qui è che il prodotto del tempo è più importante di quello materiale; dover incanalare i propri sacrifici verso la conservazione di una struttura marica alle fondamenta lede la dignità di ogni individuo che si è prodigato per soddisfare al meglio i clienti. Quegli imprenditori che seguivano i dettami di mercato per cercare di guadagnare qualcosa grazie al loro genio e alla loro lungimiranza, sono gettati nella nona bolgia dell'inferno a causa della sconsideratezza di una manica di parassiti sociopatici. Politici e banchieri alla pari sono responsabilidel disastro economico di oggi. Ed ora per nascondere e cercare di trovare una soluzione magica ai loro errori, tentano di convogliare risorse ancora buone per l'investimento privato, in progetti che non hanno futuro e servono solo a ottenere più tempo affinché il guaio sottostante sparisca magicamente da solo.

I governi non erano, non sono e non saranno mai capaci di poter direzionare a piacimento la produzione in una società, proprio perché non potranno mai riuscire a sapere quali sono i desideri degli individui. Perché? Perché l'onesta è ancora un carattere essenziale per alcuni individui. Grazie a questo semplice principio i piani ben congeniati dell'oligopolio al potere cadranno a pezzi, come nella storia sono sempre caduti a pezzi. Sono convinti che il passare del tempo lenisca qualsiasi ferita, non è così se tale ferita è diventata un'emorragia. E lo è diventata? Sì, perché i prezzi i fondamentali non sono più i fondamentali. I prezzi non veicolano più la volontà del mercato. Non si è permesso che una sana pulizia degli errori facesse calare quei prezzi gondiati artificialmente e facesse andare in bancarotta quelle entità sostenute dalla bolla degli anni precedenti. Perché questa reisstenza? Ce lo spiega George Selgin:

La Grande Depressione assestò un colpo (quasi) fatale al buon senso riguardo i prezzi ed il livello dei prezzi. Una nuova generazione di economisti divenne così ossessionata nell'evitare la deflazione maligna, che dimenticò quella benigna. I seguaci di Keynes sostenevano politiche inflazionistiche, che sin da allora sono state la norma. Avendo pagato penitenza per la Grande Depressione, avendo anche sofferto sei decenni di inflazione, è giunto il momento di far rivivere la vecchia logica riguardante i potenziali benefici della deflazione.

Ricordare le potenzialità di una deflazione benigna potrebbe avere un effetto salutare sul pensiero dei banchieri centrali del mondo. Superare la paura del calo dei prezzi, li incoraggerà ad affrontare il flagello mondiale rappresentato dall'inflazione. Ma questo è solo l'inizio. Una volta che si apprezza pieanmente la possibilità di una deflazione benigna, l'inflazione a zero sarà considerata come una politica eccessivamente espansiva — cioè, come un trampolino di lancio sulla strada per qualcosa di meglio.

Ma la realtà sta bussando alle porte, arriverà il momento della resa dei conti: il Grande Default. Non ci sarà nessuna ripresa se prima non avverrà un riaggiustamento del mercato in accordo con la volontà degli individui che lo costituiscono. Da tempo abbiamo superato il punto di non ritorno. Gli USA nel 2003 con Greenspan che abbassava artificialmente i tassi di interesse, l'Europa negli anni successivi all'introduzione della moneta unica



LA STORIA SI RIPETE

L'impossibilità di correggere gli errori del passato, aumentando il carico di azzardo morale pesente nel mercato, crea tensioni all'interno delle nazioni mondiali. Data la strategia suicida messa in atto dapprima dal Giappone, poi copiata da FED, BCE e BPdC, la spirale distruttiva del denaro fiat getta nel panico i pianificatori centrali di tutti paesi. Sanno a cosa vanno incontro, ma credono di poterlo evitare aggiungendo morfina al dolore economico presente.

Ma nel frattempo, cercano riparo nella merce che il mercato ha scelto come denaro e che ha permesso di mantenere onesta la grande asta commerciale a cui ogni giorno ciascun individuo partecipa.




La Bundesbank ha richiesto il 50% delle sue riserve auree presumibilmente detenute presso Ft. Knox. Perché? Perché non si fida più delle promesse dei pianificatori centrali esteri. E' successo a suo tempo anche alla Lehman, si chiama corsa agli sportelli bancari. Quando la nave affonda i topi accorrono con fretta verso le uscite. I tedeschi, avendo esperienza diretta con un disastro iperinflazionistico, sanno che ora questo esito sarebbe di portata maggiore date le varie promesse insostenibili dei governi. Nonché della sua esposizione verso le nazioni periferiche dell'Europa insolventi.

Per rassicurare gli animi il governo USA ha operato una verifica dell'oro posseduto dalla FED di New York. Una verifica fasulla. Perché fasulla? Perché non includeva la verifica delle rivendicazioni legali sull'oro pressol a NYFED. I funzionari hanno affermato che l'oro si trovasse a Ft. Knox, ma sono anni che non viene fatta una verifica seria. Servirà a mantenere buoni i critici, servirà come bluff a tenere buono il governo tedesco. Infatti, sono stati i banchieri centrali tedeschi hanno avanzato la richiesta di restituzione dell'oro sotto pressione dei politici tedeschi.

Ma dovranno aspettare fino al 2020. Questa verifica è servita ancora una volta a tenere buone le acque. Una richiesta limitata ad un solo mese avrebbe scatenato i lpanico tra i banchieri centrali della NYFED. Avrebbe significato solo una cosa: la fine del bluff. La NYFED non avrebbe potuto consegnare le riserve perché in realtà non ce le ha e le altre banche centrali sarebbero corse in massa  al 33 di Liberty Street per richiedere indietro il loro oro.

L'attesa e le varie procedure di verifica ufficiali, quindi, servono solo come tampone per mantenere in ordine le cose. Per mantenerle credibili, anche se tale credibilità ha fondamenta argillose.

Ma quel giorno arriverà. La richiesta della Bundesbank rappresenta la scritta sul muro. "Mene Mene Tekel Peres." Infine, anche gli elettori di altri paesi spingeranno i propri politici a riprendere l'oro della propria nazione. Stiamo semplicemente rivivendo lo "shock di Nixon" su una scala maggiore. Infatti negli anni '60 vigeva ancora il sistema di Bretton Woods, e nonostante l'oro fosse osteggiato veniva ancora commerciato come merce a sé. Questo portò ad un distacco crescente tra il prezzo di mercato dell'oro come merce e quello come denaro secondo il tasso fisso del Tesoro.

Questo divario crebbe e il mondo si accorso che quel sistema era praticamente insostenibile. Sospettando che la volontà degli USA non era quella di mantenere un dollaro forte, la Germania Ovest si mosse per prima nella richiesta di rimborso dei suoi dollari in oro. Seguirono la Francia, la Svizzera ed altri. Questa situazione culminò con la chiusura della finestra dell'oro da parte di Nixon; l'oro sperimentò uno dei rally più strabilianti della storia fino a quando nel 1982 Volker riuscì a vendere un nuovo bluff al mondo.

Diversamente da quei tempi oggi non c'è nessuna finestra dell'oro da chiudere. Come abbiamo visto dal grafico di sopra molte banche centrali del mondo si stanno muovendo verso l'oro abbandonando il dollaro, nonostante le manipolazioni di prezzo. L'insostenibilità della sconsideratezza dei pianificatori centrali verrà messa alla berlina insieme alla loro incompentenza in campo sociale ed economico. Le teorie economiche legate alle loro credenze di una vita si sgretoleranno così come la loro reputazione dinanzi agli elettori. Verranno inghiottiti dalla pattumiera della storia.

Ma fino a quel giorno i banchieri centrali sono ancora al comando e non gli elettori. Questi ultimi sono semplicemente delle utili pedine nel loro gioco. "Fidatevi di noi," dicono i banchieri centrali ai politici. "Fidatevi di noi," dicono i politici agli elettori. Per ora, gli elettori li assecondano.



UN BARATTOLO ENORME

Cercare, quindi, di riportare indietro i "bei vecchi tempi" attraverso l'esponenziale crescita della massa di denaro fiat, non genererà prosperità. E' la strada sicura verso l'inflazione di massa. La libertà del denaro di veicolare gli esatti segnali del mercato è una necessità se si vuole avere una possibilità di tornare ad una nuova era di redditività diffusa. Solo in questo modo i prezzi dei beni capitali, dei beni al consumo e dei servizi possono essere genuini da indirizzare propriamente gli investimenti in un mondo incerto. L'instabilità del denaro fiat, invece, intorbidisce tali segnali.

Permette l'accumulo di errori su errori derivati dalla volontà pianificatrice degli uomini di salvaguardare determinate entità privilegiate. Sappiamo, invece, che l'oro non permette questa sconsideratezza e sarà la prima scelta degli ndividui qualora vedranno spazzati via i loro risparmi dalle promesse non mantenute dai governi.

La pianificazione centrale ha creduto nella propria balla: si è creduta onnipotente. Come gli ideatori degli schemi di Ponzi, è rimasta invischiata nella sua stessa menzogna. E' diventata psicologicamente dipendente dal suo bluff, ed ora ne pagherà le conseguenze. L'onnipotenza fasulla a cui si è creduto è questa: il denaro fiat può essere fonte di crescita perpetua. Prendete ad esempio l'Irlanda. Nel 2006, un quinto della forza lavoro stava costruendo case e l'industria edile aveva ricoperto un quarto dell'intera economia del paese (rispetto al suo "normale" 10%).

L'Irlanda stava costruendo metà delle case del Regno Unito, che ha in media 15 volte di più la popolazione irlandese. Dal 1994 al 2006 i prezzi delle case a Dublino sono saliti del 500%. L'espansionismo monetario della BCE ha creato una illusione, che secondo la gente sarebbe potuta andare avanti indefinitamente. Non è così, perché i pianificatori centrali non sono onnipontenti e questa realtà è esplosa loro in faccia.

Quando è arrivato il bust la Anglo Irish Bank (più vecchia dell'Irlanda stessa) perse quasi metà dei prestiti che aveva concesso, la maggior parte dei quali nel settore immobiliare. La riserva frazionaria dà, la riserva frazionaria toglie. Ma la manipolazione centrale da parte del cartello bancario, che fa rferimento alla Banca Centrale Europea, ha preso in mano le redini andando a salvaguardare quel particolare settore per cui funge come compagnia d'assicurazioni: il settore bancario.

E' accaduto in Spagna. E' accaduto in Portogallo. E' accaduto in Grecia. E' accaduto in Italia. Il salvataggio del settore bancario fallito ha permesso di convogliare tutti gli sforzi vero il settore obbligazionario statale, l'unico che ha ancora una parvenza di garanzia. Qual è questa garanzia? I cittadini e le loro risorse. L'azzardo morale delle banche centrali si basa sulla depredazione del potere d'acquisto di questa forza lavoro che tenta disperatamente di fare affidamento sul mercato per liberarsi dalle pastoie che ostacolano il loro successo.

Ma sono convinti di una cosa: qualora dovessero andare falliti ci sarà il governo a salvarli. Potranno campare grazie al sistema di redistribuzione di ricchezza del welfare. Credono nell'esistenza dei pasti gratis, ma è solo uan fantasia perché ogni azione ha un costo. Questa infatti peserà come un macigno su coloro che ancora sono in attività e devono pagare le tasse ed anche il costo della svalutazione della moneta. Nel lungo periodo questo costo aumenterà verticalmente. Che beneficio ne potremmo trarre quindi? Nessuno.

La storia di quelle nazioni che hanno rispettato una moneta sonante, come la Germania e il Giappone nel dopoguerra, è stata caratterizzata da enormi progressi economici. Diversamente dalla storia dell'Italia e di altri paesi europei, che attraverso continue svalutazioni hanno indebolito progressivamente la loro posizione economica. Oggi, tutte le nazioni del mondo sono entrate in una guerra valutaria per cercare di raggiungere le uscite prima che la miccia di questa bomba ad orologeria (inzuppata di polvere da sparo da 40 anni) possa scoppiare.



CONCLUSIONE

Il 22 Febbraio 2013 il Presidente della FED di St. Louis ha detto che la politica della banca centrale rimarrà accomodante per molto tempo. Questo significa che secondo lui l'acquisto di bond del Tesoro USA e della monnezza obbligazionaria di Fannie/Freddie non ha nulla di sbagliato. Sovvenzionare attività in bancarotta con circa $1 bilione l'anno è la strada maestra verso uan crescitareale dell'economia di circa il 3%. Il mercato azionario risponde con favore.

Gli investitori credono che il denaro fiat crei ricchezza. Pieno sostegno a questa strategia e avanti tutta. Così la pensano anche gli altri capi delle varie banche centrali del mondo.

Effetti collaterali? Irrilevante. Distorsione dei mercati di capitale? Irrilevante. Burocrati al comando degli istituti bancari centrali con piena facoltà di manipolare il denaro? Irrilevante. Scelte libere degli individui? Irrilevante. Inflazione nei prezzi futura? Irrilevante. Cicli di boom/bust? Irrilevante.

Ma quando infine la stampa di denaro partorita dalla folle mente dello zio Ben scatenerà nell'economia più ampia il mostro dell'inflazione nei prezzi, lui o il suo successore dovranno decidere: inflazione di massa, iperinflazione, depressione. Le banche centrali non possono gonfiare la loro base monetaria all'infinito senza pagarne il prezzo. Non esistono pasti gratis.