giovedì 21 ottobre 2010

A volte ritornano...




di Johnny Cloaca


Logica questa sconosciuta. Keynesianismo questo contagioso, invece. Di fronte ai problemi spesso il senso critico ed il buon senso non riescono a trattenere la pressione, di conseguenza i bulloni del cervello saltano consentendo di dare fiato alla bocca, sparando cazzate, o dare vita alla mano, scrivendo cazzate. Oggi tocca ad Ellen Brown dire la sua. Leggiamo:

«La scorsa settimana, un’agenzia di rating cinese ha retrocesso il debito Usa dalla tripla A, e globalmente primo, a “doppia A con prospettiva negativa” e soltanto tredicesimo a livello mondiale»
Risate in arrivo...


«Questo è la preoccupazione, ma gli Usa si differenziano dalla Grecia poiché il loro debito è denominato nella sua valuta, sulla quale ha il controllo sovrano. Il governo può semplicemente stampare le banconote di cui ha bisogno, o chiederle in prestito ad una banca centrale che le stampa. Non dovremmo permettere ai falchi del deficit e a chi vende a breve di dissuadere il governo dal perseguire quell’ovvio espediente»
Perchè il presente è oggi, ed il futuro è domani. Visto che la ricchezza del paese è il debito, meglio stampare altra carta straccia e per diventare tutti più ricchi. Keynes for dummies.


«Non abbiamo sentito parlare molto di “debito sovrano” fino all’inizio di quest’anno, quando la Grecia ha preso una sbandata. Il consulente d’investimento Martin Weiss ha scritto nella sua newsletter del 24 febbraio: L’8 ottobre, il prezzo di riferimento delle obbligazioni decennali della Grecia era stabile e in salita. Poi, improvvisamente e senza alcun segnale, gli investitori globali si sono liberati delle loro obbligazioni greche con una furia senza precedenti, portando il loro valore di mercato in una spirale di morte. Allo stesso modo, i titoli di stato a 10 anni del Portogallo hanno raggiunto un picco il 1° dicembre 2009, meno di tre mesi fa. Anch’essi hanno iniziato a crollare virtualmente senza sosta. Il motivo: un nuovo contagio da paura per il debito sovrano! Effettivamente, entrambi i governi hanno un profondo debito e gli investitori sono preoccupati che il default sia non solo possibile – ma che adesso sia probabile!»
Questi cigni neri si moltiplicano peggio dei conigli.



«Così hanno detto i media, ma notare che Grecia e Portogallo stavano facendo notevolmente bene solo tre mesi prima. Poi, “improvvisamente e senza alcun segnale”, gli investitori globali hanno con furia scaricato le loro obbligazioni. Perché? Weiss e gli altri commentatori hanno dato la responsabilità a un improvviso “contagio di paura riguardo al debito sovrano.” Ma, come ha ripetuto Bill Murphy, un altro prolifico scrittore di newsletter, “Il commento del mercato è l’andamento dei prezzi.” Gli esperti guardano a ciò che è appena accaduto nel mercato e poi escogitano una qualche plausibile teoria per spiegarlo. Quanto ha detto il Presidente Franklin Roosevelt della politica, tuttavia, può anche essere vero per i mercati: “ Niente accade per caso. Se accade, si può scommettere che è stato pianificato”»
Indovinello. Mettete in ordine di colpevolezza i seguenti termini: Bernanke, Greenspan, Stato, Banca Centrale. Divertitevi.


«Che il collasso del debito sovrano della Grecia possa essere stato pianificato è stato suggerito in un articolo del Wall Street Journal di febbraio»
Ma non mi dire...Ogni crisi è "pianificata", visto che viviamo con una moneta fondata sulle illusioni.


«Al contrario della Grecia e di altri Paesi membri dell’UE, ai quali è proibito stampare la propria valuta o prenderla in prestito dalla propria banca centrale, il governo degli Usa può risolvere la sua crisi del debito attraverso il semplice espediente sia di stampare direttamente la moneta di cui ha bisogno»
Qui scopriamo che la scrittrice è rimasta intrappolata in una bolla spazio-temporale o arriva da un'altra dimensione. Gli USA possono stamapre denaro??? Ohibò! Io vivo nel futuro allora. Va a finire che in realtà io sono Michael J. Fox.


«[...]sia di prenderla in prestito dalla sua banca centrale, che stampa il denaro»
Non vi preoccupate l'elicottero-Ben penserà a questo aspetto. Per lui è molto stimolante.


«Finché i lavoratori sono disoccupati e le strutture di produzione sono inattive, come in questo periodo, il denaro può essere aggiunto alle scorte senza che i prezzi aumentino. L’inflazione dei prezzi si verifica quando la “domanda” (denaro) aumenta più velocemente della fornitura (beni e servizi). Se il nuovo denaro è usato per creare nuovi beni e servizi, i prezzi rimarranno stabili. Questo è dove l’alleggerimento quantitativo oggi ha fallito: il denaro non è stato diretto verso la creazione di beni, servizi e lavoro, ma è stato diretto verso le casse delle banche, per pulire i loro bilanci e fornire loro crediti a basso costo che esse non si sono degnate di inoltrare verso l’economia produttiva»
In sostanza si deve si continuare a stampare carta straccia, tanto poi i lavoratori li mandiamo a riempire buche e magicamente creaiamo lavoro. Non sia mai che la proposta possa essere un sistema economico più equo e che non sia programmato per drenare tutta la ricchezza verso le mani di pochi, che invece è quello che avviene con la valuta a corso forzoso. Questo problema verrebbe egregiamente risolto dal sistema aureo. Qual è il bello di tutta questa storia? I fan delle imposizioni rimarranno delusi purtroppo, perchè la necessità di imporlo non ci sarebbe nemmeno: con ogni probabillità verrebbe selezionato automaticamente dal mercato come sempre è avvenuto nella storia.


«I nostri progenitori hanno descritto il governo che stavano creando come un “Bene Comune”, che garantisce la vita, la libertà e il perseguimento della felicità per il suo popolo. Insita in quella visione c’era un’opportunità di impiego per tutti quelli che vogliono un lavoro, così come servizi pubblici essenziali per la popolazione. Tutto ciò può essere dato da un governo che rivendica la sovranità sulla propria provvista di denaro»
Questa è la parte in cui lo Stato ricopre il ruolo della povera verginella, in mano ai banchieri cattivi che fanno ciò che vogliono. In sostanza la tizia sta dicendo che per essere liberi dobbiamo consegnare il potere di stampare foglietti colorati direttamente nelle mani dello Stato, che ci inonderà di carta straccia senza valore. Altro che lavoro e libertà, inflazione galoppante!
Cristo! A volte sembra di commentare degli zombie.


«Una vera sovranità non ha bisogno di indebitarsi nei confronti di banche private, ma può semplicemente emettere la moneta di cui ha bisogno»
1) Da dove deriva il potere delle banche? Chi ha imposto la riserva frazionaria? Mago merlino, forse?

2) Stampare denaro e creare ricchezza...si come no, tanto vale spararsi in bocca.


«Ciò è quello che i coloni americani fecero, nell’innovativo sistema di denaro cartaceo che permise loro di prosperare per un secolo prima che il re Giorgio proibì loro di farlo, inducendo lo scoppio della Rivoluzione Americana. È anche ciò che fece Abramo Lincoln, contrastando i banchieri di Wall Street che avrebbero intrappolato il Nord nella schiavitù del debito attraverso le esigenze della guerra. Ed è ciò che in seguito fece la Cina stessa per decenni, prima di soccombere alla globalizzazione. La Cina mutuò l’idea da Abramo Lincoln, attraverso il suo ammiratore Sun Yat-sen; e Lincoln prese spunto dai coloni americani, i nostri progenitori»
Ah! Ed eccoci arrivati alla storia (rinnovata per l'ennesima volta) della stampante magica, secondo cui emettendo denaro si vive tutti più felici. Ma allora che dovremmo lavorare a fare se si stampassero soldi a iosa? Delirio. Vediamo i vari esempi che ci ha fornito la storia nel corso dei secoli. Rivoluzione francese: per finanziare le spese i rivoluzionari usano l'assegnato. Risultato: iperinflazione e ritorno all'oro. Rivoluzione americana: guerra pagata con il Continental a corso forzoso. Alla fine del conflitto, dopo un continuo deprezzamento, il Continental non vale più nulla e ritorno all'oro. Guerra di secessione: Lincoln finanzia la guerra con i Greenbacks. Risultato? Iperinflazione e ritorno all'oro. Devo andare avanti? Ci sono ancora gli esempi di Weimar, URSS e Zimbabwe.


«Noi abbiamo bisogno di reclamare il nostro diritto di sovranità come nazione per consolidare il Bene Comune che essi hanno immaginato senza mendicare da creditori stranieri o intrappolare il governo col debito»
Noi? Noi, cioè lo Stato? Ok abbiamo scoperto che del problema qui non si era capito nulla. Se al posto del titolo originale lo si fosse scritto, non si sarebbe fatta fatica ad arrivare fino alla fine per poi scoprirlo... ma non fa niente, ormai è andata così.


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Note


Citazioni tratte dal seguente articolo:
Link

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mercoledì 20 ottobre 2010

La Cina Entra nel Mercato dell'Oro


Il Mogambo oggi ci parlerà direttamente dalla Cina dove è andato in esplorazione. Qualche volta anch'egli viaggia, nonostante preferisca rimanere sedentario sugli avvenimenti che più riguardano il suo "habitat". Ma questa volta una notizia sensazionale era alle porte, e se è riuscita a smuovere il Mogambo allora deve essere una Notizia Dannatamente Sensazionale (NDS). Argomento di oggi? Cina (ovviamente), oro, miniere d'oro ed investimenti in oro; la ripetizione del suddetto metallo non è un caso e nemmeno questa scelta da parte dei cinesi.
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di Richard Daughty (alias The Mogambo Guru)



C'è stata una forte contesa editoriale al Servizio Notizie del Mogambo: se fosse una Grande Grande Notizia (GGN) o se fosse una Dannatamente Grande Notizia (DGN) o se addirittura fosse La Più Grande e Dannata Notizia Della Vostra Vita (LPGDNDVV) che la Cina ha, ufficialmente tramite la Banca Popolare Cinese, dichiarato di aver "visto la luce" per ciò che riguarda l'oro notando come questo metallo sia l'unica vera moneta e di come le valute di carta siano senza valore ed i bip dei computer siano il Modo Sbagliato Di Procedere (MSDP), come evidenziato dai cinesi guardando solamente noi americani e cosa è accaduto! Hahaha!

La decisione cinese di acquisire oro e miniere d'oro e stabilire un grande mercato multi-strato per l'oro, potrebbe essere stata influenzata da molte cose, inclusa, per esempio, la pungente critica del Favoloso Mogambo Guru (FMG), che ha detto molte e molte volte che se i cinesi non avessero comprato l'oro del mondo e stabilito un sistema aureo dello yuan con almeno alcuni di quei trilioni di dollari delle riserve estere su cui siedono sopra, allora sarebbero stati degli idioti e così noi americani non avremmo avuto nulla da temere da un manipolo di scemi come quelli.

Così ora sembra che i cinesi non fossero tanto scemi come tutti pensavano e stanno seguendo il consiglio Del Meraviglioso E Saggio Mogambo (DMESM) ovvero quello di comprare oro con almeno alcuni dei loro trilioni di dollari delle eccedenze commerciali, sebbene non mi stiano pagando niente per il mio consiglio terrificante, spilorci bastardi.

E ora che hanno deciso di comprare oro, ciò sarà considerato nella storia senza dubbio come un punto di flesso nel prezzo dell'oro in dollari e voglio essere ufficialmente ricordato mentre dico ciò, con il preciso proposito di essere in grado di dire: "Ve lo avevo detto, voi piccoli imbecilli, il che prova che siete idioti mentre io non lo sono, hahaha!".

Comunque sono così eccitato che non voglio nemmeno prendere il tempo per dirvelo ed invece voglio essere lasciato solo con la mia calcolatrice, ridacchiante ed ingordo, come zio Scrooge, nel mio patetico nascondiglio moltiplicando infinitamente il numero di oncie d'oro con i prezzi così alti che sembrano irragionevoli, ma che, grazie ad una bancarotta alimentata dal Congresso spendaccione disposto a spendere denaro a deficit senza freni e ad una Federal Reserve disposta a creare denaro senza freni, qualsiasi prezzo che mi viene in mente diviene reale! Hahaha! Adoro questa cosa!

Per quelli di voi che si stancano rapidamente di guardarmi usare una calcolatrice e gongolarmi ad intervalli: "Ooh!Ooh! Sono ricco!", lasciate che vi presenti Tyler Durden, che scrive a Zerohedge.com, che riassume il tutto con cura: "Il PBoC ha chiesto allo Shangai Gold Exchange, allo Shangai Futures Exchange ed alle banche commerciali di impegnarsi attivamente nello sviluppo nazionale del mercato aureo".

Un'interessante statistica è che la Cina possiede "solo 1.064 tonnellate d'oro (sesta nel mondo e proprio dietro sia alla Francia sia al GOLD ETF in termini di pacchetti azionari)", il che rappresenta un solo "1,6% delle sue riserve di pacchetti azionari".

La cosa importante è che, come Mr. Durden dice, "c'è solo un modo per interpretare questa notizia giornalistica rivoluzionaria. La Cina è ufficialmente entrata nel mercato aureo".

Espone la notizia anche meglio di Bloomberg.com, che scrive come titolo: "La Cina pianifica di aiutare i produttori di lingotti d'oro espandendosi oltreoceano, dice la Banca Centrale"! Wow!

Letteralmente la Cina sta provvedendo a fornire il finanziamento per le espansioni dell'oro, poichè "la Cina, essendo il più grande produttore d'oro, sosterrà i piani di investimento delle compagnie produttrici di lingotti d'oro d'oltreoceano su "larga scala", coprendo finanziariamente le spalle a quest'ultime". Wow! I cinesi stanno per comprare le miniere d'oro, anche!

Ti conosco, intelligente Piccolo Mogambo Ranger (PMR) che non sei altro, hai messo una nota speciale alla fine dell'ultima frase usando la parola "anche", il che implica che un qualcos'altro non ancora menzionato, forse "qualcos'altro" di molto misterioso, è stato anche comprato.

Proprio così! E piuttosto che soffrire della vostra raffica di domande sull'argomento, Bloomberg rapidamente continua dicendo che: "Le compagnie cinesi hanno speso più di 30$ miliardi di dollari lo scorso anno per comprare asset sulle miniere e depositi di petrolio ed assicurarsi rifornimenti di materiali grezzi ed alimentare la crescente economia nazionale".

Bè devo ammettere che 30$ miliardi sembrano spiccioli per un paese che ha avuto un'eccedenza commerciale di oltre 100$ miliardi lo scorso anno, senza menzionare il 1$ trilione nelle riserve estere che i cinesi hanno accumuluto dopo anni ed anni di eccedenze commerciali in crescita contro i 700$ miliardi di deficit dell'America. Quindi, wow! Parliamo di "una stanza in gran disordine"!

Il Gold & Silver Daily di Ed Steer guarda a questa notizia e dice: "Bè sembra che la Cina abbia pubblicamente rivelato i suoi intenti per quanto riguarda il suo mercato dell'oro", questo penso sia un qualche tipo di messaggio in codice per cui dovrei rivelare un qualche tipo di segreto, probabilmente il vergognoso modo per cui non posso smettere di mangiare biscotti finchè ne ho, uno dopo l'altro in un breve periodo di tempo, finendo l'intera busta, senza preoccuparmi di quanto siano schifosi i biscotti.

A mia difesa, sapete come sono, se lasciate delle stupide buste di biscotti chiuse nella vostra stupida scrivania e poi la lasciate incustodita, non avete altri da biasimare se non voi stessi.

Comunque non era, fortunatamente, una chiamata per me a rivelare qualcosa, a prescindere da quello che ho detto riguardo i biscotti, di cui nego tutto.

Invece Mr. Steer è andato avanti dicendo che l'annuncio pubblico cinese del finanziamento per l'acquisto di miniere d'oro e l'instaurazione di un mercato distribuito dell'oro attraverso le banche, cosa tanto sorprendente quanto sembra, potrebbe essere solo la punta dell'iceberg della Cina sulla propria "rivelazione degli intenti" circa l'oro, con l'avvertimento per cui dobbiamo conoscere "dell'argomento solo la parte che loro vogliono che noi conosciamo".

Rocky Vega qui al The Daily Reckoning aggiunge: "...se la Cina avesse dovuto annunciare improvvisamente un'enorme aumento nelle sue riserve d'oro non sarebbe stata la prima nazione a farlo. L'Arabia Saudita aveva già creato un precedente nel tardo giugno, quando ha riaffermato le riserve d'oro e ha rivelato che ne possedeva circa il doppio di quanto si potesse precedentemente pensare".

A scanso di coincidenza, forse, il vincitore di questa settimana del Premio Mogambo Per la Pura Minimizzazione (PMPPM) va a Mr. Steer, la cui frase vincente è questa: "Mi aspetto che tutta questa notizia sarà vantaggiosa per l'oro da qui in avanti!" Hahaha! Eccellente e consegnata con un tempismo perfetto anche! Congratulazioni Mr. Steer!

Rigiro le parole di Mr. Vega per far sembrare che egli proponga una cospirazione come, secondo Mineweb, il Consiglio Mondiale dell'Oro ha fatto precedentemente quest'anno "entrato in un'accordo con la pù grande banca della Cina e del mondo, la Banca Industriale & Commerciale della Cina (BICC) (ovviamente posseduta dallo Stato), per cooperare a promuovere gli investimenti in oro in Cina. Ieri abbiamo appreso che da una parte la Cina è lontana dall'alleggerire il suo controllo sull'importazione ed esportazione d'oro, e dall'altra sta anche per sostenere gli investimenti delle compagnie cinesi in progetti d'oltreoceano su miniere d'oro".

Egli chiede, forse con intenzioni cospirazioniste, "Nessuno ha notato un preciso disegno che emerge da qui?"

Bè, io si! Perciò posso a malapena nascondere la mia gioia, anche all'idea di questo acquisto d'oro, e visto che un profondo e radicale aumento nella domanda per l'oro contro una relativa offerta statica dell'oro mondiale rende tutto così infantilmente semplice, io grido in allegria: "Whee! Questa cosa dell'investire è facile!"


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: http://francescosimoncelli.blogspot.it/


Elicottero-Bernanke pronto al decollo

Avete sentito il detto: "Non credo alle mie orecchie?" Ebbene Peter Schiff riesce sempre a sorprendere con i suoi interventi, non tanto le sue parole ma i protagonisti dei suoi resoconti. Questa volta gli argomenti sul fuoco sono molto determinanti sullo scenraio economico quindi è meglio se i lettori freedoniani vi prestino attenzione. Mentre la prima parte del video fondamentalmente riporta di notizie su bond americani e la debolezza del dollaro (e la relativa "gara" delle valute che stanno colando a picco, dove la vera sfida sarebbe affondare più lentamente), si inizia a drizzare le orecchie quando si sente che:
«[...]nel discorso di Beranke di venerdì scorso egli lamentava che l'inflazione fosse troppo bassa; ci ha assicurato, quindi, che farà qualsiasi cosa in suo potere (attraverso il quantitative easing, ad esempio) per alzarla!».


Gelo. Sudori freddi. Ed è solo l'inizio, il bello deve ancora arrivare:
«[...]Nella mente di Bernanke c'è qualcosa chiamato curva di Phillips, dove se la disoccupazione è troppo alta la causa è di un'inflazione troppo bassa, allora alzando l'inflazione si potrebbe miracolosamente creare lavori e diminuire la disoccupazione. Ma queste sono solo un sacco di sciocchezze Keynesiane! [...]Bernanke non capisce che se la disoccupazione è alta è per ragioni che vanno oltre i suoi poteri, molte delle quali legate alle regolamentazioni che distruggono lavori o rendono costoso assumere. Dobbiamo ripudiare tutte le leggi che interferiscono col libero mercato, abbiamo bisogno di tasse più basse (di conseguenza di una spesa del governo più bassa) e tassi d'interesse più alti per incoraggiare i risparmi.

Ma niente di ciò accadrà con Bernanke, poichè il quantitative easing garantisce grandi deficit di bilancio e più disoccupazione; infatti quando Bernanke dice al Congresso "comprerò buoni del tesoro, stamperò denaro è lo userò per comprare i suddetti buoni", quello che sta dicendo ai politici, in realtà, è di andate avanti e contrarre grandi deficit, nessun taglio alla spesa, spendere quanto si vuole, promettere quello che più aggrada per le elezioni perchè il debito verrà monetizzato. Risultato? Più disoccupazione ed inflazione in rialzo».


A volte Schiff esagera, dovrebe mettere un campanello per stomaci deboli. Ora invece arriva la parte divertente, dove vengono rivelati i "grandi poteri" della FED che grazie alla sua onniscenza superiore tutto vede e tutto sa. Parola di elicottero-Bernanke:
«[...]Ma la cosa folle che Bernanke ha detto è che il 2% di inflazione è l'ideale, in poche parole il suo scopo; dovrebbe invece essere felice con l'1,5% che si ritrova! Crede davvero che basterebbe intensificare l'inflazione dall'1,5% al 2%? Conosce l'esatto ammontare di buoni del tesoro da comprare per arrivare esattamente al 2%? E' folle!

[...]Che succede invece se arriva al 4%? Ricorrerà al controllo di prezzi e salari? Ovviamente quest'ultimi non serviranno a nulla perchè attaccano i risultati dell'inflazione (ovvero i prezzi in salita) non la causa, cioè la monetizzazione del debito ed il quantitative easing in cui Bernanke si sta imbarcando (entrambe causa della debolezza del dollaro, dei bond e del rafforzamento dell'oro)».






Ora potete iniziare la giornata con ottimismo, e se per strada vedete qualche saltimbanco dategli qualche spicciolo saprebbero gestirlo meglio di questi pagliacci in giacca e cravatta.


martedì 19 ottobre 2010

La Bancarotta dello Stato Assistenziale Finlandese

Una nota canzone di Rino Gaetano diceva: "Spendi spandi, spandi spendi, effendi". Il dovere dello Stato: mala gestione finanziaria e sperperi. Ed uno dei tasti dolenti della spesa dei governi (ogni anno in crescente aumento) è rappresentato dallo stato assistenziale (welfare), che come una bella bottiglia di liquore placa la "sete" dell'ubriaco...il problema? Se ne vuole sempre di più. La mala allocazione dei fondi porta così alla soppressione di quelle attività che potrebbero conferire l'eccellenza; ma i favori elettorali contano di più e non ci si dovrebbe sorprendere poi di notizie simili.
In
questo passaggio Grussner ci presenta la realtà della Finlandia, "fiore all'occhiello dell'Europa", disastrata finanziariamente dagli sprechi statali.
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di Kaj Grussner


I progressisti in America sono spesso inclini ad elogiare lo stato assistenziale europeo come un'argomento per il Grande Governo, nondimeno per il dibattito sulla sanità pubblica. Indicano i paesi europei, spesso i paesi nordici social-democratici, come modelli da seguire, con la loro sanità pubblica, il sistema pubblico scolastico, una rete generosa di sicurezza sociale e tutte le persone felici che vivono lì.

Questa linea d'argomento ha preso una spinta significativa quando Newsweek ha dichiarato che la Finlandia era il miglior paese del mondo in cui vivere, seguito subito dopo dalla Svezia e dalla Svizzera. E sicuramente sono felici. Dopo tutto non c'è povertà in questi grandi paesi, il popolo è istruito e le persone in generale non hanno una preoccupazione nel mondo, perchè il benevolo governo è sempre lì per risolvere ogni problema.

Molte persone hanno provato a sfatare questo mito, ma ancora persiste. Non presumo di essere in grado di mettere questo argomento a tacere, ma ci sono alcune cose che dovrebbero essere conosciute circa questa utopia, del "miglior paese del mondo" — la Finlandia.


Istruzione di Governo

Come altri paesi scandinavi, alla Finlandia piace vantarsi del suo sistema di istruzione pubblica. Tutte le scuole sono controllate dal governo, anche le università. Non ci sono tasse scolastiche per gli studenti finlandesi. Al contrario, gli studenti vengono effettivamente pagati circa 400€ al mese per prendere una laurea, in aggiunta a prestiti studenteschi pesantemente sovvenzionati, pasti studenteschi, ecc. Un'istruzione eccellente e gratuita è vista come un diritto, e visto che è un diritto deve essere accessibile. Per questo fine la Finlandia ha 20 università e 27 politecnici. Questo è un paese con circa 5,3 milioni di persone, 1 milione delle quali vive nell'area della capitale e dove solo cinque altre città hanno una popolazione di oltre 100,000.

Si potrebbe pensare che la cosa sia fantastica visto che ci sono così tanti posti di istruzione eccellente in un paese con così pochi abitanti, una prova che il suo popolo è istruito e civilizzato.

Prima di tutto la ragione per cui ci sono così tante università è una questione di politica regionale. I politici comprano i voti creando e mantenendo i lavori governativi in aree svantaggiate — il tranello più vecchio del mondo.

Secondo, la moltitudine delle università e politecnici porta giù il livello generale di istruzione, perchè una così piccola popolazione non può mantenere un alto standard di istruzione in così tanti posti diversi. Semplicemente non ci sono persone abbastanza qualificate in giro, per non menzionare che molte delle università e dei politecnici sono localizzati in zone tutt'altro che desiderabili. Solo poche delle università finlandesi possono rivendicare un vero alto standard d'istruzione. Ovviamente l'istruzione economica è sotto la media in tutti i livelli.

Terzo, un'alta istruzione così accessibile tenta migliaia di persone ogni anno a prendere una laurea, anche se non hanno nulla a che fare col mondo accademico. Ciò produce un gran numero di laureati, maestri e specialisti in scienze umanistiche che non hanno nessun valore nel mercato del lavoro perchè hanno studiato letteratura, storia dell'arte, religione, o qualcosa di simile. In molti casi non avevano scelto la loro materia di specializzazione perchè effettivamente pensavano che li avrebbe dato un lavoro; l'hanno scelta perchè a loro sembrava divertente o interessante, o era più facile da affrontare rispetto a scuole di giurisprudenza o mediche.

La disoccupazione tra le persone istruite è diventata un problema cronico. L'altra faccia della medaglia è che la Finlandia ha per lungo tempo avuto un'intensa scarsità di persone con talenti di mercato: carpentieri, idraulici, meccanici, e così via — persone che effettivamente potessero fornire un servizio di valore. La scarsità ha, in modo prevedibile, portato su i prezzi e prolungato gli anni di lavoro.


Sanità Pubblica

Come gli altri paesi scandinavi, la Finlandia ha una sanità pubblica. Questa è una delle cose di cui molti si vantano. Comunque il sistema sanitario è scarso anche per gli standard di una sanità pubblica.

Prima di tutto non è un sistema a pagamento unico, nel modo in cui lo si possa immaginare come un sistema sanitario controllato e finanziato dal governo — per esempio, dove è lo Stato centrale che provvede e controlla il sistema. Invece il sistema finlandese è municipale. Ogni comune è formalmente obbligato a fornire ai suoi cittadini assistenza sanitaria. Ovviamente non tutti i comuni possono permettersi un ospedale o persino un centro per la salute. Questo è perchè la Finlandia è divisa in miriadi di distretti sanitari, ognuno funge da ospedale e centro per la salute localizzati in alcuni dei comuni che compongono ogni distretto. In superficie ciò potrebbe sembrare ragionevole e buono. Dopo tutto, qual'è la differenza tra un sistema sanitario municipale e nazionale? Una abbastanza significativa, come si vedrà.

Un grande problema con un sistema sanitario municipale è che è molto restrittivo. Solo alle persone che sono registrate nel distretto è permesso usare i servizi sanitari lì. Se si ha un'emergenza si ha il diritto di essere soccorsi, ma appena si va fuori dal reparto di terapia intensiva bisogna essere trasferiti in un'ospedale del proprio distretto. Ciò ha portato a numerosi casi dove le persone sono state sballottate in giro da un posto all'altro, a spese del contribuente, per adempiere a queste regole amministrative.

Uno dei più bizzarri esempi di ciò fu quando una donna si sentì male nella capitale, Helsinki. Le furono date le cure d'emergenza, ma non appena l'emergenza finì sarebbe dovuta essere trasferita nel suo distretto, il quale si trovava in Rovaniemi, a più di cinquecento miglia verso nord. Tenete a mente che solo perchè si è fuori dal pronto soccorso non vuol dire necessariamente che si sta bene e si è pronti per tornare a casa. A causa del modo in cui il sistema sanitario municipale è strutturato, una persona malata deve essere trasportata a più di cinquecento miglia in un'ospedale diverso.

Una delle leggi fondamentali della società dice che: più aree amministrative ci sono entro uno Stato, più burocrazia producono. Tutti questi distretti sanitari devono ovviamente avere le proprie amministrazioni, che a loro volta devono mantenere i contatti con i funzionari sanitari in ogni comune del distretto, e tutti si devono coordinare con gli amministratori di ogni ospedale e centro per la salute. E poi si devono avere i funzionari sanitari, un'intero dipartimento pieno di questi, a livello nazionale per concludere le cose.

Come potete immaginare, l'efficienza non è uno dei principali attributi del sistema sanitario finlandese. Studi hanno mostrato medici in supplemento in alcuni posti con corrispondenti scarsità in altri. Molto pochi comuni possono permettersi di mantenere i servizi sanitari che la legge prevede. I centri per la salute sono stati e sono chiusi tutto il tempo, ma nessun amministratore è stato mai licenziato. Il governo centrale deve trasferire denaro ai distretti per mantenerli a galla su una base continua. In altre parole la Finlandia sembra avere un sistema sanitario controllato e finanziato dallo Stato centrale, ma in realtà ha un sistema municipale, il quale è risultato in una maggiore burocrazia.

Qualsiasi paese che vuole un sistema sanitario pubblico non dovrebbe guardare alla Finlandia come esempio da seguire. Una delle tragedie reali di questo fiasco è il fatto che la Finlandia ha alcuni dei migliori ospedali privati del mondo, ma a causa della sanità pubblica, molto pochi cittadini finlandesi traggono beneficio da questi.


Con la Licenza di Rubare

Come consulente sulle tasse partecipo frequentemente a battaglie legali con le autorità tributarie, rappresentando i miei clienti e provando a proteggere i loro diritti. In queste battaglie incontro l'arroganza, ed in alcuni casi la pura malevolenza del fisco, completamente senza ritegno. Non ho mai smesso di essere sbalordito dall'ignoranza e dall'insensibilità di questo particolare dipartimento dello Stato.

Di regola le autorità tributarie non si preoccupano della legge, in rari eventi nemmeno la conoscono. Non solo ciò, ma è chiaro da come agiscono che loro considerano ogni centesimo come se fosse il loro denaro, e potrebbero solo essere sostenuti dai contribuenti a loro discrezione. Accade anche che loro inventino argomenti che sono spudoratamente falsi e senza alcun sostegno legale in modo da riscuotere più tasse ed imporre altre varie sanzioni. Quando i contribuenti fanno ricorso contro le loro richieste oltraggiose, semplicemente ignorano i ricorsi e vanno avanti come se nulla fosse successo — anche se la costituzione dice che tutte le decisioni e le regolamentazioni fatte da un'agenzia del governo, devono essere basate sulla legge e minuziosamente spiegate.

Ciò non sembra applicarsi alle autorità tributarie comunque, e nemmeno altri principi legali. In tutte le altre questioni si è innocenti fino a prova contraria, ma se il fisco ti accusa di qualcosa, tocca alla persona provare la propria innocenza. Se si fallisce si è colpevoli, e sono le autorità tributarie che decidono se si fallisce.

Questo tipo di comportamento è sicuramente familiare ai cittadini americani, visto che l'IRS li ha sottoposti ad ogni tipo di violazione. Comunque queste violazioni, che hanno luogo non meno regolarmente in Finlandia come negli Stati Uniti, vanno contro l'aura di utopia che sembra circondare lo stato assistenziale social-democratico del Nord Europa.

Gli statalisti possono trovarsi a loro agio con alte tasse, ma anche loro tendono a divenire schizzinosi quando ascoltano la devastazione causata sui privati cittadini e sulle loro famiglie dalle autorità tributarie. E sono ovviamente i privati cittadini ed i piccoli imprenditori che soffrono della maggiore aggressione, poichè loro raramente hanno la conoscenza o le risorse per difendersi. I miliardari e le grandi corporazioni almeno hanno una possibilità di combattere; i piccoli invece no. Con tanti saluti alla società solidale.

In un sistema simile — con un codice tributario molto vago; funzionari tributari esenti da responsabilità legate alla loro condotta; spese legali onerose e mai risarcite che nascono dalle controversie contro le autorità tributarie — i diritti dei contribuenti sono costantemente violati. I funzionari non hanno interesse nel prendere la giusta decisione, così qualora un caso non è totalmente e completamente ovvio, giudicano in favore dello Stato.

Dopo tutto il contribuente può scegliere tra pagare tasse aggiuntive e spesso illegali, oppure spendere tempo e denaro per combatterle. E visto che i funzionari tributari possono ignorare ed ignorano costantemente gli argomenti dei contribuenti, perfino il più insignificante dei casi può essere mandato in appello tramite il sistema giuridico fino alla Corte Suprema, la più alta corte del territorio. Se il contribuente è sfortunato ci possono volere più di dieci anni per risolvere una disputa, che costa in tariffe legali più di decine di migliaia di dollari. E se vince non è risarcito per il tempo ed il denaro speso nel difendere i suoi diritti, nemmeno i funzionari tributari responsabili sono rimproverati per la loro condotta. Per questa ragione molte dispute tributarie sono risolte principalmente in riferimento ai precedenti legali, e questi ultimi mostrano per larga parte pagamenti da parte dei contribuenti. In altre parole lo Stato approva una vaga legislazione e poi fa pagare al contribuente la sua interpretazione.


Debiti in Aumento

La realtà ed il futuro dello stato assistenziale finlandese non è molto luminoso. La crisi in Grecia e gli altri paesi PIIGS (Portogallo, Irlanda. Italia, Grecia e Spagna) hanno fatto nascere discussioni fortemente necessarie circa lo stato delle finanze pubbliche in Europa. Per la prima volta dopo un lungo periodo, i politici stanno effettivamente parlando della necessità di tagliare la spesa di governo. Mentre ciò è indubbiamente positivo, anche quei politici che invocano i tagli della spesa non sembrano comprendere ciò che effettivamente voglia significare.

I deficit in aumento ed i debiti nazionali non sono il risultato di una scarsità di entrate tributarie. In Finlandia il tasso massimo dell'imposta marginale sul reddito per i cittadini è oltre il 50%. Una tassa sul valore aggiunto è imposta su tutti i beni e servizi ad ogni livello della produzione. L'aliquota fiscale sul normale consumo di beni e servizi è stata recentemente alzata dal 22% al 23%. Negli Stati Uniti c'è una grande moltitudine di altre tasse e dazi imposti su tutto, proprio sotto la luce del sole.

Ciò che ha portato lo stato assistenziale finlandese vicino alla calamità fiscale è stata la sua sempre crescente spesa di governo. Anche durante gli ultimi 15 anni precedentemente il collasso del 2008, un periodo ritenuto come uno dei più continui in relazione alla crescita economica, il debito nazionale non è stato ripagato. Nel 1994 il debito nazionale finlandese era di 51,7 miliardi di euro. Nel 2007 è salito a 56,1€. Alla fine del 2009 il debito è schizzato a 64,3€ miliardi ed alla fine del giugno 2010 è salito a 69,8€. Ciò nonostante il fatto che le entrate tributarie sono rimaste stabili e perfino incrementate dal 2000 al 2009. I grafici mostrano che la spesa di governo durante lo stesso tempo è salita da 33€ miliardi nel 2000 a 46,9€ miliardi nel 2009. La spesa progettata nel 2010 e nel 2011 è di 52,5€ miliardi e 50,4€ miliardi, rispettivamente. E' stimato che il debito nazionale raggiungerà il picco di 85€ miliardi alla fine dell'anno fiscale 2010.


Conclusione

La Finlandia è, ed a lungo è stata, la testimonial dell'utopico e social-democratico stato assistenziale europeo, ed è stata dichiarata il miglior paese del mondo in un bizzarro rifacimento del premio del Times a Ben Bernanke come Persona dell'Anno.

In Finlandia i progressisti credono che il grande governo funzioni. Come anche la sanità pubblica e la "gratuita" istruzione pubblica. E se la Finlandia lo può fare, allora possono anche gli Stati Uniti. La fallacia in questo argomento è che la Finlandia in realtà non può farlo, non più di quanto Obama possa mantenere le sue promesse.

Lo stato assistenziale finlandese arriva ad un prezzo che non ci possiamo permettere. Il sistema sanitario è severamente inefficiente e costoso, ed ostacola il normale accesso delle persone alle vere cure mediche fornite dal settore privato. L'istruzione pubblica è anch'essa molto costosa e costantemente a corto di denaro. I libri di testo sono passati di generazione in generazione, tutti leggono le stesse fallacie come quelli prima di loro, stabilito che i libri siano anche leggibili.

L'idea del diritto di tutti ad una laurea universitaria è risultato in un'alto numero di laureati universitari, ma le loro lauree sono spesso prive di valore nel mondo del lavoro. A causa delle alte tasse e dal rischio finanziario e legale delle persone assunte, un tasso di disoccupazione all'8% è considerato normale. E ho menzionato che il sistema pensionistico è per ogni pezzo molto simile allo schema di Ponzi come nel Sistema di Sicurezza Sociale degli Stati Uniti, e che è sull'orlo del collasso?

Il debito nazionale ha già raggiunto livelli allarmanti. Che dire di più, non c'è stato un periodo di tempo esteso in cui il capitale del debito sia stato sistematicamente ripagato. Al meglio è rimasto abbastanza stabile, solo per schizzare in alto di circa il 50% nell'ultimo paio di anni, se le proiezioni sono vere. Arriverà la bancarotta a meno che cambi significativi non vengano fatti.

Voglio, comunque, concludere con una nota positiva. Sondaggio dopo sondaggio i finlandesi erano straordinariamente favorevoli al taglio della spesa del governo come un mezzo per riportare sotto controllo le finanze pubbliche. Precedentemente i finlandesi non avevano fatto caso al pagamento delle tasse, ma ora stanno capendo il fatto che l'aumento delle tasse non è più un'opzione fattibile.

Il prossimo anno noi finlandesi andremo ai seggi elettorali per eleggere un nuovo parlamento. Spero che il risultato delle elezioni rifletterà questa importante e nuova constatazione.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: http://francescosimoncelli.blogspot.it/


lunedì 18 ottobre 2010

Il Crollo Monetario dell'Occidente #3




di Murray N. Rothbard





Fase VII: La Fine di Bretton Woods: Fluttuazioni di Valute a Corso Forzoso, Agosto-Dicembre 1971

Il 15 agosto 1971 nello stesso momento in cui il presidente Nixon imponeva un congelamento dei prezzi dei salari in un vano tentativo di controllare ed immobilizzare l'inflazione, Nixon portò anche il sistema del dopoguerra di Bretton Woods ad un collasso finale. Mentre le banche centrali europee minacciavano di convertire in oro la maggior parte delle loro enormi riserve di dollari, il presidente Nixon uscì totalmente dall'oro. Per la prima volta nella storia americana il dollaro era completamente a corso forzoso, senza la totale copertura in oro. Anche la debole connessione con l'oro mantenuta sin dal 1933 era ora scollegata. Il mondo fu catapultato nel sistema a corso forzoso degli anni trenta -- pure peggio, dal momento che ora anche il dollaro non era più legato all'oro. In avanti si profilava lo spettro dei blocchi delle valute, delle svalutazioni competitive, della belligeranza economica, del crollo del commercio e degli investimenti internazionali, con la depressione mondiale che poi ne sarebbe scaturita.

Che fare? Tentando di ripristinare un'ordine monetario internazionale in mancanza di connessione con l'oro, Gli Stati Uniti portarono il mondo negli Accordi Smithsoniani del 18 dicembre 1971.


Fase VIII: Gli Accordi Smithsoniani, Dicembre 1971-Febbraio 1973

Gli Accordi Smithsoniani, acclamati dal presidente Nixon come i "più grandi accordi monetari nella storia del mondo", erano molto più traballanti ed insensati del sistema a cambio aureo degli anni venti o di Bretton Woods. Ancora una volta i paesi del mondo promisero di mantenere tassi di cambio fissi, ma questa volta senza oro o moneta globale a garantire qualsiasi copertura valutaria. Inoltre molte valute europee furono fissate a parità sovrastimate in relazione al dollaro; la sola concessione degli Stati Uniti fu una minuscola svalutazione sul tasso ufficiale del dollaro a 38$ dollari l'oncia. Seppur troppo piccola e troppo tardiva, questa svalutazione fu significativa nel violare un'infinità di dichiarazioni ufficiali americane che avevano promesso di mantenere il tasso a 35$ dollari per sempre. Ora infine il prezzo di 35$ fu implicitamente riconosciuto come non scritto su tavole di pietra.

Fu inevitabile che i tassi di scambio fissi, anche con più ampie zone di fluttuazione concordate, in mancanza di un grande mezzo di scambio fossero destinati ad una rapida sconfitta. Questo fu specialmente vero dal momento che l'inflazione americana sul denaro e sui prezzi, il declino del dollaro ed i deficit nella bilancia dei pagamenti continuarono senza controlli.

L'enorme offerta di Eurodollari, combinata con la continua inflazione e la rimozione dell'oro come copertura, guidarono il prezzo dell'oro nel libero mercato su fino a 215$ dollari l'oncia. E visto che la sopravvalutazione del dollaro e la sottovalutazione della moneta forte europea e giapponese divennero crescentemente evidenti, il dollaro infine andò in pezzi nei mercati mondiali nel panico dei mesi di febbraio-marzo del 1973. Divenne impossibile per la Germania dell'Ovest, la Svizzera, la Francia e gli altri paesi a moneta forte continuare a comprare dollari in modo da sostenerli ad un tasso sopravvalutato. In poco più di un'anno il sistema Smithsoniano dei tassi di cambio fissi senza oro, si fracassò sugli scogli della realtà economica.


Fase IX: Fluttuazioni delle Valute a Corso Forzoso, Marzo 1973-?

Con il collasso del dollaro, il mondo cambiò di nuovo verso un sistema di fluttuazioni di valute a corso forzoso. Entro il blocco europeo occidentale i tassi di cambio furono legati l'uno all'altro e di nuovo gli Stati Uniti svalutarono il tasso ufficiale del dollaro ad un'ammontare simbolico di 42$ dollari l'oncia. Mentre il dollaro si tuffava nel cambio estero di giorno in giorno ed il marco della Germania Ovest, il franco svizzero e lo yen giapponese sfrecciarono in su, le autorità americane, spalleggiate da economisti friedmaniani, iniziarono a pensare che questo fosse l'ideale monetario. E' vero che dollari in eccesso ed improvvise crisi nella bilancia dei pagamenti non affliggono il mondo sotto le fluttuazioni dei tassi di cambio. Inoltre le aziende esportatrici americane iniziarono a ridacchiare sul fatto che i tassi in calo del dollaro avessero reso i beni americani più economici all'estero, e di conseguenza le esportazioni ne furono beneficiate. E' vero chei governi perseverarono nell'interferenza con le fluttuazioni di cambio ("sporche" invece che "pulite"), ma in generale sembrava che l'ordine monetario internazionale si fosse abbandonato in un'utopia friedmaniana.

Ma divenne chiaro anche troppo presto che tutto è lontano dall'essere buono nell'attuale sistema monetario internazionale. Il problema a lungo termine è che i paesi a moneta forte non si siederanno per sempre a guardare le loro valute divenire più costose e le loro esportazioni danneggiate a beneficio della concorrenza americana. Se l'inflazione americana ed il deprezzamento del dollaro continua, porteranno subito ad una svalutazione competitiva, controlli sugli scambi, blocchi delle valute e belligeranza economica come negli anni trenta.

Ma più immediata è l'altra faccia della medaglia: il fatto è che il deprezzamento del dollaro vuol dire che le importaizoni americane sono molto più costose, i turisti americani soffrono all'estero e le esportazioni più economiche sono portate via dai paesi stranieri così rapidamente da alzare i prezzi delle stesse merci esportate in patria (per esempio, l'inflazione americana nel prezzo di grano e carne). Cosicché gli esportatori americani potrbbero difatti beneficiarne, ma solo a spese del consumatore americano tormentato dall'inflazione. La rovinosa incertezza di veloci fluttuazioni nei tassi di cambio, fu chiaramente portata agli americani dal rapido crollo del dollaro nei mercati stranieri di cambio nel luglio del 1973.

Dal momento che gli Stati Uniti uscirono completamente dall'oro nell'agosto del 1971 e stabilirono il sistema di fluttuazioni friedmaniano a corso forzoso nel marzo del 1973, gli Stati Uniti ed il mondo soffrirono del più intenso e più prolungato periodo di inflazione in tempo di pace della storia del mondo. Dovrebbe essere chiaro ormai che ciò difficilmente può essere definita una coincidenza. Prima che il dollaro fosse separato dall'oro i Keynesiani ed i Friedmaniani, ognuno dei quali a loro modo devoti al denaro cartaceo a corso forzoso, predissero fiduciosamente che una volta che il denaro a corso forzoso sarebbe entrato in scena, il prezzo di mercato dell'oro sarebbe crollato puntualmente al suo livello non monetario, stimato al tempo a circa 8$ dollari l'oncia.

Nel loro disprezzare l'oro, entrambi i gruppi dicevano che era la potenza del dollaro che stava sostenendo il prezzo dell'oro e non viceversa. Sin dal 1971 il prezzo di mercato dell'oro non è mai stato al di sotto il vecchio prezzo fissato a 35$ l'oncia ed è stato quasi sempre enormemente più alto. Durante gli anni cinquanta e sessanta, quando economisti come Jacques Rueff richiedevano un sistema aureo al prezzo di 70$ l'oncia, il prezzo venne considerato assurdamente alto. Ora è anche più assurdamente basso. Il prezzo dell'oro molto alto è un'indicazione del disastroso deterioramento del dollaro sin da quando i "moderni" economisti la ebbero vinta e tutta la copertura d'oro venne rimossa.

E' fin troppo chiaro ora che il mondo si è stufato dell'inflazione senza precedenti, negli Stati Uniti ed in tutto il mondo, che è stata sprigionata dall'era delle fluttuazioni della moneta a corso forzoso inaugurate nel 1973. Siamo anche esausti dell'estrema instabilità ed imprevedibilità dei tassi di cambio delle valute. Questa instabilità è la conseguenza del sistema nazionale del denaro a corso forzoso, che ha frammentato il denaro del mondo ed ha aggiunto instabilità politica artificiale alla naturale incertezza del sistema dei prezzi del libero mercato. Il sogno dei friedmaniani della fluttuazione del denaro a corso forzoso giace in un mucchio di ceneri e c'è un comprensibile desiderio di tornare ad una moneta internazionale con tassi di cambio fissi.

Sfortunatamente il classico sistema aureo è dimenticato e lo scopo ultimo della maggior parte dei leader americani e del resto del mondo è la vecchia visione Keynesiana di un'unica moneta globale cartacea a corso forzoso, una nuova unità valutaria emessa da una Banca di Riserva Mondiale (BRM). Che la nuova valuta sia chiamata "bancor" (proposta da Keynes), "unita" (proposto dal funzionario del Tesoro statunitense durante la Seconda Guerra Mondiale, Harry Dexter White), o "phoenix" (suggerito dal The Economist) è inifluente. Il punto vitale è che una simile valuta cartacea internazionale, mentre difatti sarebbe libera da crisi nella bilancia dei pagamenti (dal momento che la BRM potrebbe emettere tanti bancor quanti ne desidererebbe ed offrirli ad un paese a sua scelta), fornirebbe un canale aperto per un'inflazione mondiale illimitata e non cotrollata sia dalle crisi nella bilancia dei pagamenti sia dal declino dei tassi di cambio.

La BRM a quel punto avrebbe il totale controllo della massa monetaria del mondo e della sua distribuzione. La BRM potrebbe assoggettare, e lo farebbe, il mondo a ciò che essa crede sia un'inflazione saggiamente controllata. Sfortunatamente a quel punto non ci sarebbe più nulla a sbarrare la strada ad un catastrofico olocausto economico di un'inflazione mondiale galoppante, niente, eccetto la dubbiosa capacità della BRM di regolare l'economia mondiale.

Mentre una valuta cartacea mondiale ed una banca centrale globale restano l'ultimo fine dei capo-sostenitori del Keynesianismo, lo scopo più realistico e prossimo è di ritornare ad un programma come quello glorificato di Bretton Woods, questa volta però senza il controllo di qualsiasi copertura aurea. La più grandi banche centrali del mondo stanno già tentando di "coordinare" politiche economiche e monetarie, armonizzare i tassi dell'inflazione e fissare i tassi di cambio. L'offensiva per una valuta cartacea europea emessa da una banca centrale europea sembra sull'orlo del successo. Questo scopo viene venduto al popolo credulone dalla fallace affermazione che una Comunità Economica Europea (CEE) di libero mercato richiede necessariamente una burocrazia sovrastante, una conformità di tassazione in tutta la CEE ed, in particolare, una banca centrale europea ed una valuta cartacea. Una volta che sarà raggiunto, tale scopo sarà seguito da una coordinazione più vicina con la Federal Reserve e con altre grandi banche centrali. E poi, come potrebbe essere tanto lontana l'ipotesi di una Banca Centrale Mondiale? In mancanza di questo scopo finale, comunque, potremmo essere presto scaraventati in un'altra Bretton Woods, con tutte le relative crisi nella bilancia dei pagamenti e leggi di Gresham che fanno seguito, nascenti da tassi di cambio fissi in un mondo di monete a corso forzoso.

Dando uno sguardo al futuro, il responso per il dollaro e per il sistema monetario internazionale è difatti nero. Finchè ed a meno che non torneremo al classico sistema aureo ad un prezzo dell'oro realistico, il sistema monetario internazionale è destinato a spostarsi indietro ed in avanti tra tassi di cambio fissi e fluttuanti con ogni sistema basato su problemi irrisolti, un funzionamento sballato ed una disintegrazione finale. E ad alimentare questa disintegrazione sarà la contina inflazione dell'offerta di dollari e di conseguenza nei prezzi americani, che non mostrano nessun segno di cedimento. La prospettiva per il futuro è una inflazione interna accelerante ed infine galoppante, accompagnata dal collasso monetario e dalla belligeranza economica estera. Questa prognosi può solo essere cambiata da una drastica alterazione del sistema monetario americano e mondiale: il ritorno al denaro-merce di libero mercato, come l'oro, e la rimozione totale del governo dalla scena monetaria.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: http://francescosimoncelli.blogspot.it/


(I). Link alla Prima Parte

(II). Link alla Seconda Parte


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Note


Estratto da
What Has Governament Done to Our Money? Un file mp3 di questo articolo, letto da Jeff Riggenbach, è disponibile per il download.

Approfondimento al seguente articolo: Rothbard - Lo Stato Falsario.


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