sabato 6 novembre 2010

In difesa della deflazione

«Se l'inflazione è troppo bassa si rischia di finire in deflazione, una diminuzione generale dei prezzi dovuta alla scarsa domanda di beni e servizi, per cui diminuiscono i consumi. Le aziende, pur di vendere, abbassano i prezzi e diminuiscono i loro guadagni e tendono quindi a diminuire i salari o addirittura a licenziare. Si rischia che aumenti la disoccupazione e la depressione economica. Bene fa Bernanke a far alzare leggermente l'inflazione e tenerla sotto controllo». Sembrano parole di Krugman. Infatti questo è il suo verbo che si è diffuso tra la gente, che lo tramanda come favola della buonanotte. Dov'è la fregatura direte voi? Vediamo cosa ci dice il presidente del Mises Institute.
___________________________________________


di Doug French


Gli stimoli di Obama ed i salvataggi non hanno diminuito i tassi della disoccupazione né hanno archiviato la bancarotta, mentre i prezzi e le vendite interni sono caduti e non riescono a rialzarsi. Bill Gross di PIMCO ha detto a Bloomberg che ciò può essere aggiustato con un tasso d'interesse vicino allo zero ed un debito aggiuntivo per stimolare gli spiriti animali degli investitori e degli imprenditori. Il tasso dei fondi federali è stato fissato allo 0% da un .25% sin dal 16 dicembre 2008 ed il debito dello zio Sam è di 13,3$ trilioni ed in conteggio. Se ciò non ha ravvivato gli spiriti animali, cosa lo può fare?

Il fallimento dei banchieri centrali nel rendere le cose migliori come prima creando un pò di denaro ed abbassando qualche tasso d'interesse, ha fatto preoccupare la stampa finanziaria per la deflazione ed ha pensato che l'economia statunitense si stesse trasformando in quella giapponese. James Bullard, che guida la Federal Reserve Bank di St. Louis, se n'è uscito con un documento intitolato "Sette Facce del Pericolo". Egli conclude che secondo il Federal Open Market Committee (FOMC) "il linguaggio del lungo periodo potrebbe incrementare la probabilità per gli Stati Uniti di finire come il Giappone". Per evitare questo esito, Bullard sostiene che lo strumento più importante della FED è il quantitative easing — stampare denaro per comprare debito del governo.

James B. Stewart del Wall Street Journal dichiara, dalla sua colonna "Smartmoney", che la deflazione è cattiva perchè: " la deflazione erode i profitti ed i valori degli asset", .
"Le persone aspettano a comprare aspettando prezzi più bassi, riducendo la domanda. Profitti più bassi causano alle compagnie di tagliare le spese, inclusi gli impiegati. E' una spirale verso il basso che, se l'esperienza del Giappone ci ha insegnato qualcosa, è difficile da arrestare".


Mr. Stewart è in errore su tutta la linea. I profitti sono la differenza tra il prezzo con cui vendiamo un bene ed il prezzo che costa produrre quel bene. Come Jörg Guido Hülsmann dice chiaramente nel suo libro Deflation & Liberty: "Durante la deflazione entrambi i prezzi crollano, e come conseguenza della ricerca profitto la produzione può andare avanti".

E mentre i valori degli asset potrebbero crollare, gli asset non se ne vanno. La ricchezza reale della nazione — gli asset usati per la produzione — è ancora disponibili per produrre. Tuttavia potrebbe essere che a causa del debito ripagato su questi asset non appena i prezzi cadono, i nuovi possessori possiederanno e gestiranno gli asset ma il commercio e la produzione andranno sicuramente avanti.

I prezzi più bassi aumentano la domanda; non la riducono o la ritardano. Ecco perchè sempre più persone possiedono TV a schermo piatto, telefoni cellulari ecomputer: i prezzi di questi beni sono caduti e le persone con redditi più bassi possono permetterseli. E ci sono più persone con redditi bassi rispetto a quelle con redditi alti.

Prezzi più bassi non vuol dire profitti più bassi; nemmeno vuol dire che gli impiegati saranno licenziati. Più domanda per un bene o servizio vuol dire più impiegati necessari a produrre questi beni e servizi. "Non c'è nessuna ragione perchè l'inflazione dovrebbe ridurre piuttosto che incrementare la disoccupazione", scrive Hülsmann.
"Le persone diventano disoccupate o rimangono disoccupate quando non desiderano lavorare, o se sono forzatamente ostacolate nel lavorare a causa del saggio salariale che un datore di lavoro vuole pagare. L'inflazione non cambia questo fatto".


Hülsmann va avanti sottolineando che solo se i lavoratori sottovalutano la quantità di denaro creato dalla banca centrale e dunque riducono le loro domande sui saggi salariali, la disoccupazione sarà ridotta. "Tutti i piani per ridurre la disoccupazione tramite l'inflazione quindi si riducono ad una presa in giro per i lavoratori — una strategia infantile, a dir poco".

Ovviamente Mr. Bullard della FED di St. Louis nel suo documento non fa parola degli individui che raggiungono i loro scopi attraverso la conoscenza soggettiva e le decisioni sui prezzi. Invece disegna molte linee sui grafici e parla di regolamentazioni di Taylor, di zero legami, della relazione di Fisher, degli stadi stazionari "mirati" e di molte altre cose che non hanno nulla a che fare con l'economia.

Così mentre Mr. Gross, il compratore di bond, dice tassi a zero sveglieranno gli spiriti animali in tutti noi, Mr. Bullard si preoccupa che: "promettere di rimanere a zero per un lungo periodo di tempo è un'arma a doppio taglio". Bullard scrive che i tassi a zero sono "coerenti con l'idea che l'inflazione e le aspettative sull'inflazione dovrebbero crescere in risposta a [questa] promessa". Ma nello stesso paragrafo continua:
"Ma la strategia è anche coerente con l'idea che l'inflazione e le aspettative sull'inflazione invece cadranno, e che l'economia si sistemerà approssimativamente in un stadio stazionario non voluto, come il Giappone negli ultimi anni".


Wow, non c'è da meravigliarsi che il sistema bancario centrale Keynesiano sia così difficile. Sei dannato se tagli i tassi e sei dannato se non li tagli. "Ho mosso la linea sul grafico. E gli spiriti animali se ne vanno al diavolo!"

Nel mondo reale le banche non stanno prestando perchè, come Murray Rothbard evidenzia in America's Great Depression, se i tassi sono troppo bassi, i banchieri non hanno incentivi a prestare, specialmente in un paesaggio economico rischioso. Come scrisse anche il professor Jeffrey Herbener nel Wall Street Journal asiatico: "con le banche in difficoltà, la reflazione fallisce nell'indurre un'altra espansione del credito bancaria".
"I Keynesiani si sono sbagliati sull'impotenza della Banca del Giappone di riprendere l'espansione del credito nel 1990 come una trappola della liquidità. Ma il problema non è che i tassi d'interesse sono così bassi dove ognuno si aspetta che salgano e perciò accumula contante. Le banche rifiutano di prestare a causa del cattivo debito. Ogni afflusso di contante è tenuto come riserva contro tale debito. Il mondo finanziario rifiuta di prendere in prestito a causa dei loro carichi di debiti, accumulati per espandere la capacità durante il boom, e dei loro eccessi di capacità produttiva derivati dai loro investimenti errati".


Il Giappone ha provato ogni trucco del mondo connesso allo stimolo — in aggiunta al mantenere i tassi a zero — e nonostante ciò la sua economia è stata in depressione per due decenni. Ma licenziare un lavoratore in Giappone è praticamente proibito e che non vi venga l'idea che i prezzi al consumo siano caduti a terra. Secondo il Fondo Monetario Internazionale (FMI) l'anno scorso ha visto il più grande crollo nei prezzi al consumo a 1,13% dopo che i prezzi salirono al 1,4% l'anno prima. Il grafico del tasso d'inflazione giapponese è essenzialmente in ristagno. Non esattamente la spirale deflazionistica mortale che si vuole far credere.

Hülsmann spiega che il governo giapponese non ha permesso alla deflazione di curare la loro economia, con "il solo risultato di dare una vita da zombie ai conglomerati senza speranza di burocratici e di bancarottieri che controllano l'industria giapponese, il sistema bancario e quello politico".

Come per l'idea di Bullard del quantitative-easing (QE); la Banca del Giappone ne ha fatto in abbondanza, comprando non solo obbligazioni del governo ma debito corporativo ed anche azioni. I colleghi di Bullard alla FED di San Francisco hanno studiato se la cosa funzionasse. In un rapporto del 2006 il vice presidente Mark M. Spiegel scrisse che il QE abbassava i tassi d'interesse a lungo termine e "sembrava che ci fossero prove che il programma aiutasse le banche giapponesi più deboli ed in generale incoraggiasse una tolleranza di rischio maggiore nel sistema finanziario giapponese".

Spiegel concluse: "rafforzando il rendimento delle banche più deboli giapponesi, il quantitative easing potrebbe aver avuto l'indesiderato impatto di ritardare una ricostituzione strutturale".

"La deflazione è uno dei più grandi spauracchi della politica economica odierna e della politica monetaria in particolare", Hülsmann ha detto nel suo corso Economics of Deflation alla Mises University quest'anno. Sembra che una nazione ditruggerà le sue finanze per battagliare contro una non-minaccia. L'Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE) dice che la Banca del Giappone «ha bisogno di mantenere i tassi d'interesse vicini allo zero e continuare il suo programma di acquisto di asset finchè non ci sarà una fine "definitiva" della deflazione», riporta Bloomberg. Ma nello stesso rapporto l'OCSE è preoccupato che l'abilità della Banca del Giappone di stimolare sarebbe limitata dal rapporto debito pubblico-PIL giapponese, che raggiungerà il 200%.

Sembra che i tizi dell'OCSE, come Mr. Bullard, non riescano a rendersene conto. Ciò che gli Austriaci sanno per certo, come il professor Hülsmann dice chiaramente, è che: "i pericoli della deflazione sono una chimera, ma la sua malia è molto vera". L'inflazione, diversamente, aiuta solo quelli che sono massicciamente indebitati ed inefficienti — i governi.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: http://francescosimoncelli.blogspot.it/


venerdì 5 novembre 2010

Danni Nazionali



di Johnny Cloaca


Ieri era il 4 novembre, un giorno come un'altro per i comuni mortali. Lavoro-casa-famiglia. Tutto regolare. Dimentico qualcosa? Ah si, il mio vicino ultra-statale mi bacchetta dicendomi che ieri c'era la parata con sfilata annessa di tutti i parassiti assortiti. Un pò di umanità varia ed assortita che dava sfoggio di sé facendo vedere al mondo come delle balle possono corrompere e contorcere il buon senso delle persone, inducendole a credere che una semplice firma (in realtà ora è chiamato voto, perchè firmare un documento sarebbe troppo da persone evolute; bisogna abbassarsi ai loro standard) possa risolvere i problemi di questo mondo. Peccato che non ci si rende conto che invece accade il contrario, una minoranza risolve i propri di problemi e campa anche a spese di chi, ormai, credo sia palese.

Quindi anche a questo servono gli stipendi, dare sfoggio alla propria immagine. Invece non è vero, sono sorridenti perchè prendono per il culo il popolo e glielo sbattono in faccia; ridono infatti degli applausi. Ma si sa la legge del branco vince, i bambini devo sempre ubbidire agli ordini come vedremo. Vediamo, quindi, il gran visir dei parassiti con quali perle ci ha deliziato:


"La storia cui oggi ci richiamiamo è una storia di dure prove e di eroici, dolorosi sacrifici, da quelli che segnarono la grande guerra del 14-18 a quelli più recenti ben impressi nella nostra memoria, che sollecitano tutti il nostro commosso reverente omaggio."

[Traduzione]: Un popolo ben scolarizzato infatti è pronto sempre a sacrificarsi per la patria, visto che le due più grandi guerre del mondo sono state una conseguenza di ciò.


"Celebriamo qui anche quest'anno la triplice ricorrenza del 4 novembre: l'anniversario di una Vittoria che segnò il conclusivo ricongiungimento con l'Italia di ogni sua parte, il giorno dell'Unità nazionale così pienamente conseguita e consolidata, e la Festa delle Forze Armate, che sono state protagoniste del formarsi dell'Italia unita e ne presidiano oggi le conquiste storiche e il nuovo ruolo nel mondo"

[Traduzione]: Siamo in uno stato militarizzato se non ve ne siete resi conto; diavolo! Chi chiamano ormai per ogni emergenza?


"Gli obbiettivi e i valori dell'unità nazionale e dell'indipendenza hanno rappresentato il filo conduttore delle fondamentali esperienze vissute dal nostro popolo in un periodo più che secolare: dal Risorgimento alla Grande Guerra, dalla Liberazione alla Ricostruzione"

[Traduzione]: I Savoia avevano bisogno di grana ed hanno sfruttato i meridionali. Il prototipo dello Stato. Oh yeah! La Grande Guerra? Quella che leggete sui libri di storia? Eh si, grandi eroi. Ma sapete c'è anche una versione vietata ai minori di 18 anni in cui la storia così come la sapete si trasforma. Un piccolo esempio di persone mandate al macello. Cosa ci voleva? Un pò di cognac ed avevi tutti i contadini che si gettavano nella mischia. Combattere? Vorrete dire costruire barricate umane attraverso le mitragliate dell'artiglieria austriaca, o la nostra se i soldati si azzardavano a tornare indietro. Eroismo? No, la realtà è ben diversa; ecco perchè vi teniamo come bambini a cui raccontare favole.


"Fu necessario, oltre sessant'anni fa, uno sforzo straordinario per riscattare l'Italia da una rovinosa impresa bellica sfociata nella disfatta e da una nuova occupazione straniera, riconquistando alla patria indipendenza, dignità e libertà e scongiurando possibili lacerazioni del tessuto unitario"

[Traduzione]: Questo è il momento in cui sparo parole a caso per farmi bello e prendere un pò di applausi. Ma dico dove vedete la dignità? La libertà? CRISTO! Questa scuola funziona davvero bene se vi ha rincitrullito così a fondo. Dov'è la libertà se un funzionario di Stato dice: "Abbiamo qui gli accordi. Ma faremo di testa nostra con o senza l'assenzo della popolazione locale". Ma la Val di Susa? Dimenticata? Ah si, se non passa allo zombie box le cose non esistono. Un pò di Grande fratello, si?
PS: vi ricordo che i partigiani volevano un qualcosa di stampo comunista e non di democristiano. Ops, qui qualcun altro c'ha messo lo zampino...


"Oggi, deve sempre considerarsi bene prezioso e imperativo supremo l'unità nazionale, che va preservata - anche in una possibile articolazione federale - dall'insidia di contrapposizioni fuorvianti e di antistorici conati di secessione".

[Traduzione]: Garibaldi, pro unità? Tsk! Adoro la scuola e mi raccomando leggete il giornale in classe. Non finirò mai di dirlo.


"E' solo rafforzando la comune identità e l'effettiva coesione del paese, che l'Italia può mettere a frutto le sue potenzialità e far valere - nel nuovo contesto globale - il suo contributo di nazione indipendente e pienamente partecipe del concerto delle nazioni europee"

[Traduzione]: siamo economicamente nei guai fino al collo ora, e vi spremeremo come agrumi.


"Di questa visione e di questo impegno le Forze Armate costituiscono una delle più importanti e innovative espressioni nel presente"

[Traduzione]: Qualcuno ha detto una sanità migliore? Nah! Meglio innovarci in quanti nuovi modi si possono fare a fette i figli di Abdul.

"Sulla base dei compiti loro attribuiti nel seno delle grandi organizzazioni internazionali e in primo luogo dell'Unione Europea, di cui l'Italia è partner consapevole e attivo, esse sono protagoniste di una strategia di sicurezza fattasi sempre pi aperta alle esigenze di un mondo investito da profondi mutamenti"

[Traduzione]: Se non ve ne siete accorti siamo in balia di paesi stranieri. Sovranità? Lo ammetto è una bella parola, vi piace? Ogni tanto la lucido. Però posso sfoggiarla solo in occasioni speciali perchè quando zio Sam chiama noi rispondiamo.


"Si tratta di una strategia inclusiva, che tende ad allargare l'area di un impegno comune in funzione di obbiettivi di pace, di democrazia e di sviluppo da perseguire ben oltre i confini nazionali e gli stessi confini dell'Europa"

[Traduzione]: Bombe, lanciarazzi ed elicotteri sparamissili. La chiamiamo missione di pace perchè chiunque colpiscano questi giocattoli portano la pace eterna alle popolazioni bersagliate. Democraticamente, ci mancherebbe altro! Donne e bambini indistintamente.


"Solo così si possono ormai proteggere gli interessi dell'Italia e dell'Europa, e il nostro diritto a vivere nella sicurezza e nella libertà"

[Traduzione]: Conoscete il detto: "Nonostante si ripeta a iosa una menzogna questa non diventa vera?". Ecco, voi che mi ascoltate siete l'eccezione a questo detto.


"Ciò richiede anche interventi concertati in situazioni di crisi, che vanno affrontate con strumenti molteplici, compreso, e non da ultimo, quello della presenza militare"

[Traduzione]: si perchè se i cittadini vogliono troppa "libertà" di scelta bisogna fermarli. Solo noi sappiamo quanta gliene serve, siamo stati delegati per questo.


"Di qui il ruolo nuovo ed essenziale delle nostre Forze Armate, che fin dai primi anni novanta del secolo da poco conclusosi hanno concorso a importanti missioni, sotto l'egida delle Nazioni Unite, dell'Unione Europea e della Nato"

[Traduzione]: Sto disperatamente, continuamente, irreprensibilmente, tentando di dire che siamo una nazione sottoposta ai capricci altrui. U-S-A! U-S-A! U-S-A! Questo grido ormai riecheggia tanto forte da 50 anni per quante basi statunitensi ci sono in Italia. Ma forse avrete fatto caso almeno ad una cosa chiamata Trattato di Lisbona...Niente? Nessuno? Ok, bravi, così, rilassatevi e non pensate a niente. Pensiamo a tutto noi.


"Mi piace a questo proposito richiamare le considerazioni e le precise formulazioni espresse nel più recente discorso dell'Alto Rappresentante dell'Unione Europea per la politica estera e di sicurezza, signor Javier Solana. Quel che deve guidarci è il senso di una identità europea formata da un nucleo essenziale - egli ha detto - di 'valori, convinzioni ed esperienze'"

[Traduzione]: Ehm...Lassù stanno creando un Superstato Europeo, ve ne siete accorti, si? BUUUGA! Ve la stiamo facendo sotto i vostri occhi, babbalei.


"Tra gli elementi principali che ci vengono riconosciuti nel mondo ci sono - ha affermato Solana - 'la vicinanza a coloro che soffrono; la pace e la riconciliazione attraverso l'integrazione; un forte attaccamento ai diritti umani, alla democrazia e all'imperio del dirittò; l'attitudine al negoziato e alla ricerca del compromesso, 'l'impegno a promuovere con pragmatismo un sistema internazionale basato su regole condivisè. E infine, un alto senso del ruolo della storia e della cultura"

[Traduzione]: Vi faccio un'esempio: avete mai votato per volere un Parlamento Europeo? Altro esempio: avete mai votato per la "riconciliazione" con altri Stati Europei? Qualcuno ha votato per l'Euro? Questa scuola sta creando davvero gravi danni. Ahi! Ahi! Ahi! Ah certo, anche se aveste votato ed aveste voluto tutte queste cose, se le sarebbero sciroppate anche i contrari. Altrimenti che parlo a fare di coesione sociale?


"A questi concetti e a questi valori - che pienamente corrispondono ai motivi ispiratori della Costituzione repubblicana - può ben ricondursi, io credo, il modo di essere e di operare delle nostre nuove Forze Armate. Vi si può ricondurre in particolare la partecipazione a quelle missioni all'estero che ho già ricordato, e che discendono dalla lungimirante impostazione dell'articolo 11 della Carta costituzionale; oggi, più che mai, la partecipazione, anche con ruoli di leadership, alla cruciale missione in Libano."

[Traduzione]: Pronto? Conoscete la carta da cesso con cui ve lo stiamo mettendo al culo costantemente? Articolo 11, sapete che vuol dire? L'italia ripudia la guerra. Lo ripeto, l'Italia R-I-P-U-D-I-A la guerra; ma in neolingua, come avete piacevolmente ammirato, ha tutt'altro senso e forgiandosi con la carta da cesso si può fare ciò che si vuole. Ovviamente tranne il popolo.


"Sulla base dell'accresciuta e sempre più accentuata professionalità delle Forze Armate, cui è dedicata questa Festa, si deve e si può puntare su strutture razionali e al passo con i tempi, anche attraverso verifiche e revisioni di moduli organizzativi e amministrativi, e conseguire così il più efficiente impiego delle risorse disponibili, nella difficile condizione del bilancio e dell'assetto complessivo dello Stato"

[Traduzione]: siamo con le pezze al culo, spendiamo miliardi delle vostre tasse per fare contenti i nostri reali mandanti, coloro che ci assicurano la rielezione ed il ruolo di parassiti. Avete capito finalmente? Questa parata è per voi, per farvi capire quanto addormentati siete e come ormai gli italiani siano stati fatti. Tagli per la crisi? Nessun problema. Sanità in primis, poi pensioni e così discorrendo; ma giammai rinunceremo ad incentivi ed operazioni belliche. Creiamo posti di lavoro, no? Artificiali? Bè si, tanto le conseguenze poi di boom artificiali le pagano sempre i soliti idioti. All'attento lettore il capire chi.

"Mi propongo di chiamare il Consiglio Supremo di Difesa, nella piena valorizzazione del mandato costituzionale e nel rispetto dei suoi limiti, a fare ancor meglio la propria parte nel contesto appena richiamato. Sono certo che le Forze Armate, in virtù della loro consolidata tradizione e apertura all'innovazione, sapranno concorrere in modo decisivo, in sinergia con le altre componenti funzionali dello Stato, all'esercizio di un ruolo primario dell'Italia nell'ambito del sistema di sicurezza internazionale e nel processo di crescita del nostro Paese"

[Traduzione]: noi sappiamo qual'è la strada da percorrere e noi la imboccheremo, non solo perchè delegati ma più coscienti di quali sia per voi il miglior bene. Non importa quanto dolore, carneficine, genocidi e morte possa costare.


"In questo spirito, rivolgo il più alto compiacimento e le più vive felicitazioni ai nuovi decorati dell'Ordine Militare d'Italia, magnificamente distintisi in difficili operazioni anche nei teatri lontani dai confini nazionali. Viva le Forze Armate, viva la Repubblica, viva l'Italia"

[Traduzione]: AH AH AH! Mi sto piegando dalle risate.

__________________________________________________________________

Note


Fonte originale del discorso
: Link



Nonostante questo discorso sia del 2006 è "stranamente" ed in gran parte simile a quello di ieri; ho preferito questo perchè la concetrazione di "perle democratiche" era superiore. Per il resto il succo rimane sempre quello.

__________________________________________________________________


giovedì 4 novembre 2010

La disoccupazione catallattica

Questo articolo è un'estratto del capitolo 20 de Human Action: The Scholar's Edition ed è letto da Jeff Riggenbach. Con questa lettura si sottolinea come il mondo del lavoro del libero mercato sia costituito da scelte. La disoccupazione non è che una scelta del lavoratore; per un periodo di tempo riuscirà a vivere coi risparmi accumulati, mentre troverà un altro lavoro. Il decisore ultimo del suo lavoro e del suo salario è il consumatore. Nel mondo in cui viviamo invece il lavoratore è in balia del governo, delle banche centrali e dei sindacati: pianificazione centrale, interventismo, inflazione, salari che inseguono l'inflazione....Un sistema non più imparziale, quindi. Capite ora di chi è la colpa dei livelli abnormi di disoccupazione?
_________________________________________


di Ludwig von Mises

Se chi cerca impiego non può ottenere il posto preferito, deve cercarsi un'altra specie di lavoro. Se non può trovare un datore di lavoro disposto a pagarlo quanto verrebbe, deve ridurre le sue pretese. Se rifiuta, dovrà andarsene senza lavoro e rimanere disoccupato.

Causa della disoccupazione è il fatto che - contrariamente alla dottrina sopra menzionata della inabilità dei lavoratori ad attendere - coloro i quali desiderano guadagnare salari possono aspettare e realmente aspettano. Un cercatore di lavoro che non vuole aspettare troverà sempre un lavoro nella libera economia di mercato, dove non mancano mai capacità inutilizzate di forze naturali e spessissimo anche di fattori di produzione prodotti. Basta che riduca le sue pretese o cambi occupazione o luogo di lavoro.

C'era gente e ce n'è ancora, che lavora soltanto per qualche tempo vivendo poi per un altro periodo coi risparmi accumulati. In paesi in cui lo stato culturale delle masse è basso, è spesso difficile reclutare lavoratori disposti a continuare il lavoro. L'uomo medio è così insensibile ed inerte che non conosce uso per i suoi guadagni che l'acquisto di un pò di tempo di riposo. Lavora soltanto per rimanere qualche tempo disoccupato.

Nei paesi civili è differente. Qui il lavoratore considera la disoccupazione come un male e cerca di evitarla se il sacrificio richiesto non è troppo gravoso. Sceglie tra occupazione e disoccupazione allo stesso modo che nelle altre azioni e scelte, soppesando i pro ed i contro. Se sceglie la disoccupazione, questa è un fenomeno di mercato la cui natura non è differente dagli altri fenomeni che appaiono in una economia dinamica. Possiamo chiamare questa specie di disoccupazione di mercato o disoccupazione catallattica.

Le varie considerazioni che possono indurre un uomo a decidersi per la disoccupazione possono essere classificate in questo modo:
  1. L'ndividuo troverà successivamente un lavoro remunerativo nel suo luogo di residenza, in un'occupazione che preferisce e per cui si è specializzato. Cerca di evitare la spesa ed altri svantaggi connessi agli spostamenti da un'occupazione all'altra e da un punto geografico all'altro. Speciali condizioni possono aggravare questi costi. Un lavoratore che possiede una casa propria è più fermamente legato al luogo della sua residenza di chi vive in un'appartamento in affitto. Una donna sposata è meno mobile di una ragazza non sposata. Vi sono poi occupazioni che pregiudicano l'abilità del lavoratore a riprendere il lavoro di prima. L'orologiaio che lavorasse per qualche tempo come taglialegna potrebbe perdere l'abilità necessaria al suo lavoro precedente. In tutti questi casi l'individuo sceglie la disoccupazione temporanea perchè crede sia la scelta conveniente nel lungo andare.
  2. Vi sono occupazioni la cui domanda è soggetta a considerevoli variazioni stagionali. In taluni mesi dell'anno la domanda è intensissima. In altri mesi si riduce o scompare del tutto. La struttura dei saggi salariali sconta queste fluttuazioni stagionali. Le industrie soggette a ciò possono competere sul mercato del lavoro soltanto se i salari pagati nella buona stagione sono abbastanza alti da indennizzare i salariati dagli svantaggi inerenti l'irregolarità stagionale della domanda. Allora molti lavoratori, avendo risparmiato una parte degli abbondanti guadagni nella buona stagione, rimangono disoccupati nella stagione cattiva.
  3. L'individuo sceglie la disoccupazione temporanea per considerazioni che il linguaggio popolare chiama non-economiche o anche irrazionali. Non prende impieghi incompatibili con le sue convizioni religiose, morali e politiche. Rifugge dalle occupazioni che pregiudicherebbero il suo prestigio sociale. Si lascia guidare dai principi tradizionali circa ciò che è degno di un buon uomo e ciò che non lo è. Non vuole perdere la faccia o la condizione.

La disoccupazione nel libero mercato è sempre volontaria. Per il disoccupato, essa è il minore di due mali tra cui scegliere. La struttura del mercato può talvolta ridurre i saggi salariali. Ma, nel libero mercato, vi è sempre, per ogni tipo di lavoro, un saggio al quale tutti coloro che desiderano lavorare possono impiegarsi. Il saggio salariale finale è il saggio al quale tutti i cercatori d'impiego ottengono lavoro e tutti i datori di lavoro ottengono tanti lavoratori quanti vogliono assumere. La sua altezza è determinata dalla produttività marginale di ogni tipo di lavoro.

Le fluttuazioni del saggio salariale sono lo strumento con il quale si manifesta la sovranità dei consumatori nel mercato del lavoro. Sono misure adottate per l'attribuzione del lavoro alle varie branche produttive, che penalizzano la disobbedienza riducendo i saggi salariali nelle branche comparativamente sovrapopolate e ricompensano l'obbedienza con saggi salariali crescenti nelle branche comparativamente sottopopolate. Esse sottomettono pertanto l'individuo ad una forte pressione sociale. E' ovvio che indirettamente limitano la libertà individuale a scegliere l'occupazione. ma questa coercizione non è rigida. Essa lascia all'individuo un margine nei limiti in cui può scegliere tra ciò che gli va di più e ciò che gli va di meno. In quest'orbita egli è libero di agire come crede. Questo ammontare di libertà è il massimo di cui un'individuo può godere nell'ambito della divisione sociale del lavoro e questo ammontare di coercizione il minimo indispensabile per preservare il sistema di cooperazione sociale. Vi è soltanto un'alternativa alla pressione catallattica esercitata dal sistema salariale: l'assegnazione delle occupazioni e degli impieghi a ogni individuo con i decreti perentori di un'autorità, un'ufficio centrale che pianifichi tutte le attività produttive. Ma questo equivale alla soppressione di ogni libertà.

E' vero che nel sistema salariale l'individuo non è libero di scegliere una disoccupazione permanente. Ma nessun'altro sistema sociale pensabile potrebbe accordargli il diritto di un'ozio illimitato. Che l'uomo non possa fare a meno di assoggettarsi alla disutilità del lavoro, non è una conseguenza di nessuna istituzione sociale, ma condizione naturale ed inevitabile della vita e della condotta umana.

Non è opportuna chiamare la disoccupazione catallattica, con una metafora prestata dalla meccanica, disoccupazione "frizionale". Nella costruzione immaginaria dell'economia uniformemente rotante non c'è disoccupazione perchè questa costruzione è basata sulla premessa che la disoccupazione sia un fenomeno dell'economia dinamica. Il fatto che un lavoratore licenziato in seguito ai cambiamenti nella coordinazione del processo produttivo non si avvantaggi istantaneamente di ogni opportunità di trovare un altro impiego ma attenda un'opportunità più propizia non è conseguenza della lentezza dell'adattamento alle condizioni cambiate, ma uno dei fattori che rallentano il ritmo di questo aggiustamento. Non è una reazione automatica ai cambiamenti avvenuti, indipendentemente dalla volontà e dalle scelte dei cercatori di lavoro interessati, ma effetto delle loro azioni intenzionali. E' un fenomeno speculativo, non frizionale.

La disoccupazione catallattica non deve essere confusa con la disoccupazione istituzionale. Quest'ultima non è il risultato delle decisioni dei singoli cercatori di lavoro, ma l'effetto dell'interferenza nei fenomeni di mercato tendente ad imporre con la coercizione saggi salariali più elevati di quelli che il mercato libero avrebbe determinati. La trattazione della disoccupazione istituzionale appartiene all'analisi dei problemi dell'interventismo.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: http://francescosimoncelli.blogspot.it/


mercoledì 3 novembre 2010

L'incubo della scuola pubblica

Con questo passaggio Gatto ci porta alla scoperta della storia che ha caratterizzato la scuola moderna, non più edificio del sapere e dell'istruzione ma fucina per la creazione di zombie senza cervello e pronti ad obbedire a chi li governa. Provate a chiedere a chiunque abbia preso lauree o diplomi (e si, perchè per poter avere voce in capitolo in questa società bisogna avere la qualifica di manzi d.o.c.) se esista qualcosa di meglio della democrazia? No, a quanto pare abbiamo raggiunto l'apice...si perchè da questa gabbia ormai nessuno ci schioda e la morte del pensiero individuale è il passpartù per la cella. Una risposta chiara e precisa questa, a chi si chiede perchè non ci si ribella a tutto ciò.
_______________________________________________


di John Taylor Gatto


Perchè aggiustare un sistema progettato per distruggere il pensiero individuale?

Vorrei che voi consideraste la paurosa possibilità che noi stiamo spendendo fin troppi soldi sull'istruzione, non pochi. Vorrei che consideraste che abbiamo fin troppe persone impiegate nell'interferenza con il modo in cui i nostri figli crescono – e che tutti questi soldi e tutte queste persone, tutto il tempo che prendiamo alle vite dei bambini e tenendoli lontano da casa, dalle famiglie, dai vicini, dalle esplorazioni private – va tutto in direzione dell'istruzione.

Ciò sembra radicale, lo so. Sicuramente in una società moderna e tecnologica è la quantità di istruzione e la somma di denaro che si spende che fa acquistare valore. Però lo scorso anno ho ancora ascoltato a St. Louis un vice-presidente della IBM dire, ad una conferenza di persone riunite per riprogettare il processo di certificazione dell'insegnante, che secondo la sua opinione questo paese è diventato esperto di computer grazie all'auto-insegnamento, non attraverso alcuna azione delle scuole. Ha detto che 45 milioni di persone si sono trovate a loro agio con i computer che hanno imparato ad usare attraverso dozzine di strategie non metodiche, nessuna delle quali realmente professionale; se le scuole avessero anticipato il diritto ad insegnare l'uso del computer saremmo stati in un'orribile casino proprio ora, invece di guidare il mondo nell'apprendimento di ciò. Ora pensate alla Svezia, un paese bello, sano, prosperoso ed aggiornato con una reputazione spettacolare per la qualità in tutto ciò che produce. Sembra di avere la sensazione che le loro scuole debbano avere qualcosa a che fare con ciò.

Allora cosa ne dite del fatto che non si può andare a scuola in Svezia finchè non si ha 7 anni? La ragione per cui i poco sentimentali svedesi hanno spazzato via ciò che sarebbe stata la prima e la seconda elementare, è che non vogliono la grande fattura sociale che rapidamente matura quando ragazzini e ragazzine sono strappati dai loro migliori insegnanti a casa troppo presto.

Non vale la pena pagare, dicono gli svedesi, per fornire lavori ad insegnanti e terapisti se il risultato sono ragazzi malati ed incompleti che non possono essere rimessi in sesto di nuovo molto facilmente. L'intera sequenza scolastica svedese non è di 12 anni – è di nove. Meno istruzione, non di più. I diretti risparmi di un tale passo negli Stati Uniti sarebbero di 75$-100$ miliardi, un sacco di mutui sulla casa ripagati, un sacco di tempo libero con cui cercare un'istruzione.

Chi è stato che ha deciso di forzare la vostra attenzione sul Giappone invece che sulla Svezia? Il Giappone con le sue scuole di lunga durata ed obbligatorie per volere dello Stato, invece che la Svezia con le sue scuole di breve durata, una sequenza scolastica breve ed una libera scelta sul dove vostro figlio è educato? Chi ha deciso che avreste dovuto sapere del Giappone e non di Hong Kong, un suo vicino asiatico con scuole di breve durata che superano il Giappone in matematica ed in scienza a tutti i livelli? Quali interessi vengono soddisftatti nel nascondervi ciò?

Una delle ragioni principali per cui noi siamo nel casino in cui ci troviamo oggi è che abbiamo permesso all'istruzione di diventare un monopolio molto redditizio, garantito ai suoi clienti dal potere di polizia dello Stato. L'istruzione professionale attrae investimenti crescenti solo quando insegna scarsamente e dal momento che non ci sono alcune sanzioni per simili comportamenti, la tentazione di non fare un buon lavoro sarà schiacciante. Ecco perchè lo staff scolastico, sia sul modo di pensare che sulla gestione, è coinvolto in un sistema corporativo; in quell'antica forma di associazione in cui a nessun singolo membro è permesso di superare qualsiasi altro membro, di mettersi in evidenza o di introdurre una nuova tecnologia oppure improvvisare senza il preventivo consenso della corporazione. La violazione di questi precetti è duramente sanzionata – come Marva Collins, Jaime Escalante ed un gran numero di (una volta) brillanti insegnanti hanno scoperto.

La realtà della corporazione non può essere rotta senza restituire il potere decisionale primario ai genitori, lasciandoli comprare ciò che vogliono comprare per l'insegnamento scolastico, ed incoraggiare la realtà imprenditrice che è esistita sin dal 1852. Questo è il perchè esorto ogni attività finanziaria a pensarci due volte prima di entrare in una relazione cooperativa con le scuole che abbiamo oggi. Cooperare con questi posti li renderà soltanto peggiori.

La struttura dell'insegnamento scolastico americano, del ventesimo secolo, iniziò nel 1806 quando i soldati dilettanti di Napoleone sconfissero quelli professionisti della Prussia nella battaglia di Jena. Quando i tuoi affari riguardano la vendita di soldati, perdere una battaglia come quella è una cosa seria. Quasi immediatamente dopo un filosofo tedesco chiamato Fichte consegnò il suo famoso "Discorso alla Nazione Tedesca", che diventò uno dei più influenti documenti nella storia moderna. In effetti egli disse ai prussiani che il partito era finito, che la nazione sarebbe dovuta procedere attraverso una nuova istituzione utopica di scuola forzata in cui ognuno avrebbe imparato a prendere ordini.

Così il mondo prese la via della scuola obbligatoria infine, per la prima volta nella storia dell'umanità; la scuola forzata moderna partì in Prussia nel 1819 con una chiara visione di cosa le scuole centralizzate potessero consegnare:

Soldati obbedienti all'esercito, lavoratori obbedienti alle miniere; servi civili ben subordinati al governo; impiegati ben subordinati all'industria; cittadini che la pensassero allo stesso modo sulle principali questioni.

Le scuole avrebbero creato un consenso nazionale artificiale sulle questioni che sarebbero state concepite preventivamente dalle famiglie dirigenti tedesche e dal comando delle istituzioni. Le scuole avrebbero creato unità tra tutti gli Stati tedeschi, unificandoli infine nella Grande Prussia.

L'industria prussiana risultò in forte espansione sin dall'inizio. Era vincente nel sistema bellico e la sua reputazione negli affari internazionali era molto alta. Ventisei anni dopo che questa forma di scuola iniziò, il re di Prussia fu invitato in Nord America per determinare il confine tra gli Stati Uniti ed il Canada. Trentatre anni dopo quella fatidica invenzione dell'istituzione scolastica centrale, sotto la richiesta ufficiale di Horace Mann e motli altri cittadini influenti, abbiamo preso in prestito lo stile scolastico prussiano e fatto nostro.

Dovete sapere ciò perchè nei primi 50 anni la nostra istituzione scolastica di stampo prussiano – la quale era creata per dare vita ad una forma di socialismo di Stato – gradualmente spodestò lo scopo tradizionale americano, ovvero preparare l'individuo ad essere fiducioso in se stesso.

In Prussia lo scopo del Volksschule, che educava il 92% dei bambini, non era per nulla lo sviluppo intellettuale, bensì la socializzazione nell'obbedienza e nella subordinazione. Il pensiero era lasciato al Real Schulen, in cui l'8% dei ragazzi vi prendeva parte. Ma per la maggior parte della massa lo sviluppo intellettuale era considerato un'orrore dai dirigenti, come qualcosa che causasse agli eserciti di perdere le battaglie.

La Prussia architettò un metodo basato su complesse frammentazioni per assicurarsi che i prodotti della sua scuola si adattassero al grande progetto sociale. Alcuni di questi metodi coinvolgevano la divisione di intere idee in materie scolastiche, ognuna delle quali ulteriormente divisibile, altri metodi coinvolgevano brevi periodi accentuati dal suono di un corno cosicché l'automotivazione nello studio sarebbe stata cambiata da incessanti interruzioni.

C'erano molte tecniche di formazione, ma tutte erano costruite attorno alla premessa che l'isolamento dall'informazione diretta e la frammentazione dell'informazione astratta presentata dagli insegnanti, avrebbe dato come risultato laureati obbedienti e subordinati adeguatamente rispettosi degli ordini arbitrari. Uomini "inferiori" sarebbero stati incapaci di interferire con coloro che decidevano le strategie politiche perchè, nonostante potessero ancora lamentarsi, non potevano organizzare un pensiero prolungato o completo. I bambini ben scolarizzati non pensano in modo critico, non possono argomentare efficacemente (grassetti miei, n.d.t.).

Uno dei più interessanti sottoprodotti dell'istruzione prussiana si scoprì essere le due più devastanti guerre della storia moderna. Erich Maria Ramarque nel suo classico "All'Ovest Niente di Nuovo" ci dice che la Prima Guerra Mondiale fu causata dai trucchi dei maestri ed il famoso teologo protestante Dietrich Bonhoeffer disse che la Seconda Guerra Mondiale fu l'inevitabile prodotto del buon insegnamento scolastico.

E' importante sottolineare che Bonhoffer intendeva ciò letteralmente, non metaforicamente – l'insegnamento scolastico secondo il modo prussiano rimuove l'abilità della mente di pensare da sola. Insegna alle persone ad aspettare un'insegnante per dire loro cosa fare e se ciò che hanno fatto è buono o cattivo. L'insegnamento prussiano paralizza la volontà morale come anche l'intelletto. E' vero che a volte gli studenti ben scolarizzati sembrano furbi, perchè memorizzano molte opinioni di grandi pensatori, però sono praticamente seriamente danneggiati perchè la loro abilità di pensare è lasciata primitiva e non sviluppata. Siamo andati dagli Stati Uniti alla Prussia e ritorno perchè un piccolo numero di ardenti leader ideologici visitarono la Prussia nella prima metà del diciannovesimo secolo e si innamorarono di questo ordine, di questa obbedienza, di questa efficienza del sistema prussiano, ed inesorabilmente fecero proseliti su questi lidi con una traduzione della visione prussiana.

Se lo socpo finale della Prussia era l'unificazione della Germania, il nostro scopo principale, così quegli uomini pensavano, era l'unificazione delle orde di immigrati cattolici in un consenso nazionale basato su un modello culturale nord europeo. Per fare ciò i bambini sarebbero dovuti essere rimossi dai loro genitori e dall'inappropriata influenza culturale. In questo modo l'insegnamento obbligatorio, una cattiva idea che è circolata almeno sin dalla "Repubblica" di Platone ed una cattiva idea che il New England provò ad imporre nel 1650 senza alcun successo, fu finalmente inserito di forza nella legislatura del Massachusetts nel 1852. Fu, ovviamente, la famosa legislatura del "Non so Niente" che fece passare questa legge, una legislatura che fu l'avanguardia di una famosa società segreta che prosperò a quel tempo conosciuta come "L'Ordine della Bandiera a Stelle e Striscie", la cui parola d'ordine era la semplice frase "Io non so niente" – da qui la popolare etichetta attaccata al braccio politico della società segreta, "Il Partito Americano". Nei successivi 50 anni Stato dopo Stato seguirono questa causa, chiudendo le scuole facoltative che cedevano il passo al nuovo monopolio del governo.

Ci fu una potente eccezione a ciò – i bambini che potevano permettersi di essere istruiti privatamente. E' importante notare che la premessa sottostante dell'insegnamento scolastico prussiano è che il governo è il vero genitore dei bambini – lo Stato è sovrano al di sopra della famiglia. Al più estremo polo di questa nozione c'è l'idea che i genitori biologici sono il vero nemico dei loro stessi figli, e non ci si deve fidare di loro. Come fece il sistema di rincitrullimento prussiano ad impadronirsi delle scuole americane?

Migliaia e migliaia di giovani uomini da famiglie americane di spicco viaggiarono verso la Prussia ed altre parti della Germania durante il diciannovesimo secolo e riportarono a casa un dottorato di ricerca in una nazione in cui una simile credenziale era sconosciuta. Questi uomini anticipavano le alte posizioni nel mondo accademico, nella ricerca aziendale e nel governo, al punto tale che le opportunità in questi posti erano quasi precluse a coloro che non avessero studiato in Germania, oppure che non fossero direttamente discepoli di qualcuno che avesse un dottorato di ricerca acquisito in Germania, come John Dewey era il discepolo di G. Stanley Hall alla John Hopkins. Praticamente ogni singolo fondatore dell'insegnamento scolastico americano aveva fatto il pellegrinaggio in Germania e molti di questi uomini scrissero relazioni, che circolarono ampiamente, lodando i metodi teutonici. Il famoso "7th Report" di Horace Mann del 1844, ancora disponibile in molte librerie, era forse il più importante di queste.

Dal 1889, poco più di 100 anni fa, il raccolto era pronto per la mietitura. Fu quell'anno in cui William Torrey Harris, Commissario dell'Educazione degli Stati Uniti, assicurò ad un magnate delle ferrovie, Collis Huntington, che le scuole americane erano "scientificamente progettate" per impedire che potesse accadere "la super-istruzione". L'americano medio sarebbe stato soddisfatto del suo umile ruolo nella vita, disse il commissario, perchè non sarebbe stato tentato di pensare a qualsiasi altro ruolo. Io credo che Harris intendesse dire che egli non sarebbe stato capace di pensare a qualsiasi altro ruolo. Nel 1896 il famoso John Dewey, allora all'Università di Chicago, disse che le persone indipendenti e fiduciose nelle loro capacità erano un'anacronismo controproducente nella società collettiva del futuro. Nella società moderna, disse Dewey, le persone sarebbero state definite dalle loro associazioni – non dalle loro qualità personali.

In un simile mondo le persone che leggono troppo bene o troppo prematuramente sono pericolose perchè diventano personalmente potenti, sanno troppo e sanno come scoprire ciò che loro non sanno da soli, senza consultare esperti. Dewey disse che l'errore della pedagogia tradizionale era quello di lasciare che la lettura e la scrittura costituissero la maggior parte dei primi compiti scolastici. Incalzava dicendo che il metodo di insegnamento della fonetica fosse abbandonato e rimpiazzato interamente dal metodo della parola, non perchè quest'ultimo fosse più efficiente (egli ammise infatti che era meno efficiente) ma perchè i pensatori indipendenti erano prodotti dai libri difficili, pensatori che non potevano essere socializzati molto semplicemente. Con la socializzazione Dewey intendeva un programma di obiettivi sociali amministrati dai migliori pensatori sociali nel governo.

Questo fu un grande passo sulla strada verso il socialismo statale, la forma introdotta in Prussia, ed è una visione radicalmente sconnessa con il passato americano, le sue speranze storiche ed i suoi sogni. Il precedente professore di Dewey ed amico più vicino, G. Stanley Hall, disse ciò all'incirca nello stesso tempo: "La lettura non dovrebbe essere più una fissazione. Alla lettura dovrebbe essere prestata scarsa attenzione". Hall era uno dei tre uomini responsabili per la costruzione di una gigante infrastruttura amministrativa sulle classe scolastiche. Quanto enorme quella struttura diventò realmente, può solo essere compreso con i paragoni: lo Stato di New York, per esempio, ingaggia più amministratori scolastici rispetto a tutte le nazioni della Comunità Economica Europea combinate insieme.

Una volta che si pensa che il controllo del comportamento è quello per cui le scuole esistono, la parola "riforma" pernde un significato molto particolare. Vuol dire fare aggiustamenti alla macchina cosicché i giovani soggetti non si rivolteranno e divincolerrano, mentre le loro menti e corpi sono scientificamente controllati (grassetti miei, n.d.t.). Aiutare i ragazzini ad usare meglio le loro teste non è attinente al punto. Bertrand Russell una volta osservò che l'insegnamento scolastico americano era tra gli esperimenti più radicali nella storia umana, quell'America stava deliberatamente negando ai suoi figli gli strumenti per il pensiero critico. Quando si vuole insegnare ai bambini a pensare, si inizia a trattarli seriamente quando sono piccoli, dando loro responsabilità, parlando loro candidamente, fornendo loro privacy e solitudine e rendendo loro lettori e pensatori di pensieri significativi sin dall'inizio. Così è, se si vuole insegnare loro a pensare.

Non c'è nessuna prova che ciò è stato uno scopo dello Stato sin dal momento che l'insegnamento obbligatorio è partito. Quando Frederich Fröbel, l'inventore del kindergarten nella Germania del diciannovesimo secolo, modellò la sua idea non aveva in mente un "giardino per i bambini", ma una metafora di insegnanti come giardinieri e bambini come vegetali. Il kindergarten fu creato per essere un modo per rompere l'influenza delle madri sui loro bambini. Io noto con interesse la crescita di asili negli Stati Uniti e le ripetute esortazioni di estendere la scuola anche ad età più basse per includere i bambini di 4 anni.

Il movimento verso il socialismo statale non è solo una curiosità storica ma una forza dinamicamente potente nel mondo intorno a noi. Sta combattendo per la sua vita contro quelle forze che vorrebbero, attraverso buoni e detrazioni fiscali, privarlo della sua linfa vitale finanziaria, ed ha risposto a questa stoccata con una maggiore domanda per il controllo sulle vite dei bambini ed anche più denaro che questo controllo richiede per il giorno e l'anno scolastico prolungato.

Un movimento visibilmente tanto distruttivo all'individualità, alla famiglia ed alla comunità quanto il sistema scolastico di governo ci si sarebbe aspettato che fosse collassato alla faccia del suo lugubre record, insieme al massiccio aumento dell'estorsione a scapito del contribuente, ma ciò non è accaduto. La spiegazione si può ampiamente ritrovare nella trasformazione dell'insegnamento scolastico da un semplice servizio alle famiglie ed alle città ed un'enorme azienda centralizzata e corporativa.

Mentre questo sviluppo ha avuto effetti marcatamente avversi sulle persone e sulle nostre tradizioni democratiche, l'insegnamento scolastico è stato reso l'unico e più grande datore di lavoro negli Stati Uniti ed il più grande garante di contratti dopo il Dipartimento della Difesa. Entrambi questi fenomeni di poca visibilità forniscono il monopolio dell'insegnamento scolastico con potenti amici dei politici, editori, avvocati ed altri utili alleati. Questa è larga parte della spiegazione per cui la quantità dei fallimenti nelle scuole non cambia mai le cose, o non le cambia per molto tempo. Le persone nella scuola sono in una posizione per sopravvivere ad ogni tempesta e di mantenere sguardi indagatori completamente confusi limitando la soglia dell'attenzione pubblica.

Una visione d'insieme della breve storia di questa istituzione rivela un sentiero marcato da intervalli di indignazione pubblica, seguito da un'allargamento del monopolio in ogni caso.

Dopo circa 30 anni spesi dentro un numero di scuole pubbliche, alcuni lo considerano un bene, altri lo considerano un male, percepisco che la gestione non può pulire la sua stessa casa. Marginalizza incessantemente tutti i cambiamenti significativi. Non ci sono incentivi per i "proprietari" della struttura per riformarla, nemmeno può esserlo senza la concorrenza esterna.

Ciò che sarebbe servito per diverse decadi è il tipo di libero mercato che abbiamo avuto all'inizio della nostra storia nazionale. Non può essere sempre sottolineato che non esiste alcun sistema di teoria per definire accuratamente il modo in cui i bambini imparano, oppure quale apprendimento vale di più adottare. Pretendendo l'esistenza di ciò ci siamo tagliati fuori dall'informazione e dall'innovazione che solo un reale mercato può fornire. Fortunatamente la nostra situazione nazionale è stata così favorevole, così dominante attraverso la maggior parte della nostra storia, che il margine di errore permesso è stato vasto.

Ma il futuro non è così chiaro. La violenza, la dipendenza da droghe, il divorzio, l'alcoolismo, l'isolamento....tutte queste sono nient'altro che situazioni tangibili di povertà nell'educazione. Sicuramente le scuole, come le istituzioni che monopolizzano durante il giorno l'infanzia, possono essere chiamate in causa per tutto questo. In una democrazia i giudici finali non possono essere gli esperti, ma solo le persone.

Fidatevi delle persone, dategli delle possibilità e l'incubo della scuola svanirà in una generazione.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: http://francescosimoncelli.blogspot.it/


martedì 2 novembre 2010

USA Midterm 2010 Election Day: lo speciale di TVRadicale.it

Cari lettori Freedoniani, stasera su TVRadicale.it ci sarà una serata speciale: dalle ore 23 di oggi, 2 novembre 2010, sino alle ore 6 del 3 novembre TVRadicale.it dedica l'intera nottata della propria programmazione a uno speciale sulle elezioni di mezzo termine negli Stati Uniti.

Per tutta la nottata sino a mattina, interviste, dibattiti, interventi, ospiti, collegamenti con gli USA... e molto altro, sempre con l'interazione della chat con la quale si potrà proporre le proprie domande in tempo reale agli ospiti online ed allo staff.

E si, ci sarò anch'io. La mia intervista farà da cornice al dibattito sulla Proposition 19, il referendum della California sulla legalizzazione e la detenzione della marijuana a scopo ricreativo. Per chiunque volesse, poi, commentare o avere chiarimenti e delucidazioni ulteriori su questo intervento, può benissimo sfruttare i commeni qui sotto.

I Link utili per seguire la serata:


Grazie per la partecipazione.