venerdì 4 marzo 2011

L'Innominata






di Johnny Cloaca


Mentre tutto il mondo si sta occupando del beduino col sacco a pelo e si pondera sulle eventuali emergenze (iniziamo a tagliare un pò il welfare a pioggia e poi ci faremo quattro risate), qualcuno sta tentando di ficcarvi le mani in tasca. E' un vizio sempre presente tra le fila dei monopolisti. Ci campano, è il loro mestiere, lo sanno fare bene. E quindi, nonostante ci sia una grossa confusione sui termini, è passata senza grande sbigottimento la notizia secondo cui l'inflazione è in ascesa.

Ora, prima che andiate a prendere a parolacce i benzinai meglio riflettere su un paio di cose che ancora paiono poco chiare alla maggioranza delle persone:

«Mercato Azionario - Ancora tendente al ribasso nel breve termine. Faber mette in guardia che questa tendenza al ribasso potrebbe continuare anche nel lungo termine fintanto che il mondo stampa denaro, il che continuerà a gonfiare i prezzi nominali delle azioni. [...]
Azioni del Petrolio e dell'Energia - Il prezzo del petrolio rimarrà alto nel'immediato futuro a causa delle agitazioni e probabilmente dell'ulteriore deterioramento nel Medio Oriente, insieme alle politiche inflazionistiche da parte delle grandi banche centrali del mondo. Faber postula che il Pakistan potrebbe essere il prossimo pezzo del domino a cadere, il che potrebbe essere una catastrofe per il mondo poichè pssiede armi nucleari. Mentre il petrolio ha raggiunto di recente i 100$ al barile (WTI Crude), Faber pensa che rimarrà al di sopra dei 90$ a causa di questi fattori.»[1]


La cosa è semplice, è inutile girarci intorno. Con i debiti che rischiano di soverchiare i vari governi si ricorre alla stampa di denaro per cercare di arginare i rischi per l'establishment al comando derivanti da una tassazione diretta. L'inflazione deriva dalla stampa di denaro, il quale effetto è l'aumento dei prezzi in generale. Credo sia fin troppo chiaro questo concetto per chi frequenta Freedonia, ormai.
«L'inflazione, come questo termine è sempre stato usato ovunque e specialmente in questo paese, vuol dire aumento nella quantità di denaro, banconote in circolazione e la quantità di depositi bancari dotati di assegni. Ma le persone usano oggi il termine "inflazione" in riferimento al fenomeno che è un'inevitabile conseguenza dell'inflazione, ovvero, la tendenza di tutti i prezzi e saggi salariali a salire. Il risultato di questa deplorevole confusione è che non esiste più un termine per indicare la causa di questo aumento nei prezzi e nei salari. Non c'è più una parola disponibile per indicare il fenomeno che è stato, finora, chiamato inflazione. [...]
Non potendo parlare di qualcosa che non ha nome, non la si può combattere. Coloro che pretendono di combattere l'inflazione stanno difatti combattendo quello che è un'inevitabile conseguenza dell'inflazione, l'incremento dei prezzi. Le loro iniziative sono condannate a fallire perchè non attaccano la radice del male. Provano a mantenere i prezzi bassi mentre sono saldamente impegnati in una politica di incremento della quantità di denaro che deve necessariamente farli salire rapidamente. Finchè questa confusione terminologica non sarà completamente spazzata, non ci può essere alcun modo di fermare l'inflazione.»[2]


La confusione terminologica, come avvertiva Mises a suo tempo, ha concesso a determinate istituzioni truffatrici (ovvero, le banche centrali) di venire dipinte come coloro che combattono l'inflazione, mentre invece si ingegnano per avvelenare ancora di più il panorama economico con mirabolanti e sconclusionate politiche monetarie.

Il loro scopo non è curare l'economia, ma fare in modo che sia fedele verso coloro che la controllano. Un'aspettativa fallimentare a lungo termine.

Ma dove colpisce l'inflazione? Essendo un effetto non visibile, differentemente dalle tasse, nasconde le sue vittime. Infatti stampando denaro e ricevendolo per primo (il governo e gli amici degli amici) hanno un vantaggio non indifferente, poichè in una piccola cerchia si concentra un potere d'acquisto maggiore rispetto alla restante popolazione. Altro che signoraggio bancario! Comparato a questo meccanismo il signoraggio è come scandalizzarsi per delle chiappe al vento in una spiaggia di nudisti; il quale, inoltre, potrebbe essere semplicemente scardinato abolendo le leggi che regolano il corso legale. Con questa semplice azione metà dei problemi legati al denaro sarebbero risolti. Ma no, meglio farsi divorare il cervello dagli zombie: Frigiola, Bellia ed altra spazzatura al seguito. E poi la Brown si sorprende che il settore immobiliare è ancora in regressione.

Infatti consegnare la stampante direttamente nelle mani dello Stato sarebbe come lasciargli carta bianca per spendere senza ritegno tutti i foglietti che crea dal nulla, salvaguardando solo gli interessi che cova nei suoi programmi, come guerre, incentivi, sussidi, finanziamenti e salvataggi vari. Un facile espediente per fornire la scusa allo Stato per divenire totalitario, nazionalizzando tutto quello che toccherebbe. Invece della tassazione userebbe la stampante per sfilarvi di tasca il vostro denaro. Se siete risparmiatori, finirete in un brutto guaio. E perchè veniva "lodata" l'italia, ad esempio? Perchè, come veniva asserito, è un grande paese di risparmiatori. Una manna per i furfanti che attraverso l'inflazione uccidono il risparmio, il capitale ed il lavoro.

Non uccideranno completamente le persone, ma le lasceranno mezze morte.

Ma le subdole svalutazioni che creano inflazione sono implementate per rendere più competitivi determinati paesi a scapito di altri. Un vantaggio scorretto che costringe anche le altre nazioni ad impantanarsi in questa spirale di svalutazione della propria moneta per restare competitivi sul mercato internazionale. Ovvio che se si continua sconsideratamente su questa linea si va incontro ad una iperinflazione che mette fine ai giochi di quel paese e di quella valuta. Semmai fosse il dollaro, essendo una moneta di scambio internazionale, le conseguenze sarebbero alquanto catastrofiche per tutto il mondo.

Ma non è cancellando il denaro che si risolverebbero i problemi. Il sistema di scambio basato sul denaro è frutto di una evoluzione del tempo che ha migliorato di molto le condizioni economiche della società, basata sulle interazioni degli uomini. Fino a quando qualcuno non ha approfittato della sua posizione di monopolio ed ha distorto, per i propri fini, cosa fosse il denaro. Ora come ora non è nulla, ha perso tutto il suo valore; ma non è abolendolo che si risolverebbero i problemi basterebbe solo farlo ritornare al suo vecchio splendore, ovvero, ancorato a qualcosa di reale. Il denaro-merce. Infatti il denaro di per sè è solo un mezzo di scambio, non rappresenta la ricchezza.

Esso difatti facilita solamente lo scambio di beni e servizi. Se fosse abolito il denaro e tornasse il baratto (come ancora si va idiotamente sventolando, dando sfoggio della propria ignoranza), come farebbe il falegname a mangiare se il panettiere non avesse bisogno di una sedia? Il denaro è un mezzo per un baratto indiretto. La ricchezza di un paese non si misura da quanto denaro si stampa.

Essendo i primi a ricevere il nuovo denaro più avvantaggiati, useranno questo vantaggio per acquistare beni e servizi facendo di conseguenza aumentare i prezzi mentre i salari non aumentao simultaneamente sfavorendo coloro che riceveranno questo denaro per ultimi. Non c'è creazione di ricchezza, solo uno spostamento del capitale esistente dalla popolazione ad un gruppo ristretto di persone. Sovvenzionare lavori con botte di quattrini rastrellati dai cittadini non è creare lavori, è rubare per dare una parvenza di ripresa; ciò non genera alcuna produzione di ricchezza. Svendere le esportazioni per dare la parvenza di una ripresa non è un modo di generare ricchezza; è semplicemente affossare il potere d'acquisto delle persone redistribuendo a cazzo di cane il capitale, il tutto pagato dai cittadini. Questi trasferimenti di risorse non conducono ad un aumento del capitale, il che è la vera fonte dell'aumento dei salari.

Sono gli aumenti di capitale ed i relativi investimenti che generano ricchezza, maggiore produzione di beni ed un maggiore uso di questi nella popolazione. I beni in abbondanza sono un sinonimo di progresso e benessere (ovviamente in relazione al valore soggettivo), l'industria di massa ha consentito a tutte le fasce della popolazione di usufruire di beni che un tempo erano al di là del loro raggiungimento. Ed è in base alla produzione aumentata che a loro volta i salari aumentano. Semmai poi c'è crisi in quei settori che una volta fiorivano, il personale sarà riallocato in nuovi settori emergenti (il tutto, ovviamente, in un mercato non ostacolato).[3] Ciò, di conseguenza, non vale nel caso dell'abbondanza di denaro; anche perchè cosa ci fareste con del denaro se vi lasciassero sul monte Everest?

Infine, un'occhio all'oro:

«Per Marc Faber il rischio riguardante l'oro non è se va su o giù, bensì il rischio di non possederlo nel proprio portafoglio. L'oro potrebbe affrontare una correzione, ma questa non lo disturberà. Consiglia alle persone di continuare ad accumulare oro ed argento, investendo in questi metalli ad intervalli mensili regolari (attraverso il Dollar Cost Averaging). Basi forti favoriscono l'oro nel lungo termine non solo a causa della stampa di denaro da parte delle banche centrali, ma anche perchè la sua richiesta da parte dei mercati emergenti, come la Cina, è ad un ritmo di crescita straordinario. Nel 2010 la Cina e l'India hanno rappresentato il 50% della domanda totale d'oro. Questo numero può solo aumentare, fornendo un solido sostegno al prezzo dell'oro.»



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Note

[1] Nathaniel Crawford, Marc Faber’s March Outlook: Falling Stocks, Wicked Inflation, and Middle East Turmoil
.

[2] Ludwig von Mises, Inflation: An Unworkable Fiscal Policy.


[3] In questo caso mi piace proporre l'esempio dei "servi" di Popper. Infatti prima dell'invenzione degli elettrodomestici esistevano servi che svoglevano tutte le mansioni di casa, tra cui anche il lavaggio dei panni. Con l'invenzione della lavatrice, ad esempio, questo tipo di servizio divenne inutile e quindi coloro impiegati in questo settore dovevano essere riallocati in altri settori per poter continuare a lavorare. Il mercato, difatti, riallocò queste figure nelle industrie stesse che producevano le lavatrici.


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Non Comprate i Bond del Governo

Sapete, credo che Chodorov sia uno degli scrittori più fenomenali ed interessanti del novecento; il gusto di leggere i suoi scritti si risolve quasi sempre in un appassionante voracità delle parole con cui dipinge una realtà che nel tempo ha irrigidito la sua scorza intorno ad un manipolo di ladri che fa il bello ed il cattivo tempo con il raziocinio delle persone. L'amaro boccale di come stanno in realtà le cose è sempre difficile da ingurgitare, ma se serve a farti camminare "rasente i muri", ben venga. Sta di fatto che con questo scritto vediamo come si è creato, come si è trmandato il debito di generazione in generazione, come verrà tramandato e, soprattutto, chi lo detiene. Una lettura "dedicata", inoltre, a tutti i cosidetti signoraggisti.
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di Frank Chodorov


[Capitolo 17, Out of Step (1962). Un file audio MP3 di questo articolo, letto da Steven Ng, è disponibile per il download. Il lettore potrebbe considerare gli ulteriori meriti della discussione di Chodorov, dati dall'esistente debito federale di 12$ trliardi.]


Nel 1800 il Tesoro degli Stati Uniti possedeva 83$ milioni. La popolazione di allora era di tre milioni. Ogni bambino nato quell'anno fu caricato con un fardello di debito di circa 28$; se il tasso d'interesse era al 6%, il neo-nato cittadino poteva guardare in avanti e vedersi addebitati 1,68$ all'anno a causa del debito nazionale. Oggi il carico di debito della nazione va ben oltre i 290$ miliardi e la popolazione è, in cifra tonda, di 180 milioni. Così mentre la popolazione è aumentata di 60 volte, il debito nazionale è aumentato di 3,600 volte; e considerando il tasso d'interesse al 4%, il costo per gestire questo debito è, all'incirca, di 68$ per cittadino all'anno. Il bambino è ora caricato alla nascita con un debito di 1,700$. Queste cifre potrebbero essere aggiustate all'aumento della produzione per cittadino ed alla diminuzione del valore del dollaro. Anche così i fatti mostrano che i posteri non ripagano alcunchè sul debito nazionale, che ogni amministrazione aggiunge del suo al debito lasciato dalla precedente e che le promesse di pagamento implicate su ogni bond emesso sono una falsa promessa.

Il grosso dell'aumento del debito nazionale è avvenuto sin dal 1933, quando Franklin D. Roosevelt abolì il gold standard e così rese il denaro riscattabile in — denaro. Quando il denaro era riscattabile in oro, lo spreco interno del governo era in qualche modo limitato; poichè se il cittadino perdeva la fiducia nel suo denaro o nei suoi bond, poteva richiedere oro in cambio e dal momento che il governo non aveva abbastanza oro a portata di mano per soddisfare la domanda, doveva di conseguenza limitare la sua tendenza a spendere. Ma Mr. Roosevelt rimosse questa catena e così aprì la diga. Il solo limite per la tendenza di ogni politico a spendere denaro, in modo da acquisire potere, è il rifiuto della gente di prestare il proprio denaro al governo. Ovviamente il governo può in seguito fare ricorso alla stampa di denaro, per crearlo dal nulla, ma almeno le persone non saranno esposte all'inganno. Di conseguenza offro il seguente consiglio gratuito:

Non comprate i bond.

Il consiglio è basato sulla pura morale, non su basi fiscali. Potrei sottolineare che quando il governo emette un bond sta smorzando il valore di tutto il denaro esistente. Ogni bond è, in effetti, denaro: il fatto che il contratto porta il sigillo e l'impronta del governo lo rende tale, anche se non può entrare nel mercato come denaro; non viene monetizzato per un pò di tempo. Ovvero, ogni bond emesso dal governo è inflazionistico e così deruba i risparmiatori del valore dei loro risparmi. Ovviamente ciò è un'inganno ed è immorale. Ma l'immoralità dei bond è molto più profonda.

In prima istanza quando lo Stato spende più denaro rispetto a quello che riceve in tasse — un fatto indelebilmente scritto nei bond — sta deliberatamente commettendo un'atto di bancarotta. Se il vostro vicino facesse ciò voi lo riconoscereste immediatamente come una persona disonesta. La disonestà è trasformata nel suo opposto quando commessa da un'entità legale? Da quale moltiplicatore il furto può essere reso una virtù? L'atto di prendere in prestito in presenza di entrate immaginarie è una frode, senza badare a chi lo faccia, e quando si concede un prestito a quel debitore si aiuta e si favorisce la frode.

La scusa del prendere in prestito dello Stato è che investe i ricavi dei suoi bond per il beneficio dei posteri. Invece di mettere l'intero fardello del costo delle sue azioni benefiche sui viventi, intende richiedere ai bambini non nati la loro parte dei costi. Abbastanza plausibile! Ma non è questa l'impossibile dottrina del controllo dei morti sui vivi Cosa pensereste se un padre caricasse deliberatamente la sua progenie di un debito? Ciò è esattamente quello che si fa quando si coopera con il programma di prestiti dello Stato. Si carica sui filgi e sui filgi dei figli un obbligo di pagamento per qualcosa su cui non avevano voce in capitolo e di cui non potevano interessarsi affatto. Il vostro "investimento per il futuro" potrebbe farvi guadagnare nient'altro che una maledizione per il futuro.

L'uso della parola investimento in relazione con un bond emesso dallo Stato è un infido eufemismo. Quando una persona compra un bond industriale presta denaro ad una corporazione cosicché possa comprare un macchinario con cui incrementare la sua produzione di cose volute dal mercato. L'interesse pagato è parte della produzione aumentata resa possibile da quel prestito. Questo è un investimento. Lo Stato, tuttavia, non mette il denaro in produzione. Lo Stato lo spende — questo è tutto quello che è capace di fare — ed i vostri risparmi spariscono. L'interesse che ne ricavate viene fuori dal fondo delle tasse, a cui contribuite in parte e la vostra parte è aumentata dal costo della manutenzione del vostro bond. In effetti, state pagando voi stessi. E' questo un'investimento?

Quando morite passate ai vostri eredi sia il bond maturante dalla raccolta delle tasse sia l'obbligo di pagamento delle tasse che rappresenta. O come accade di solito — poichè la storia dei bond è che il possesso tende a concentrarsi in poche mani — se vendete il vostro bond, il nuovo proprietario a tempo debito passa ai suoi eredi una rivendicazione sulla produzione della vostra progenie. Il vostro pronipote è chiamato a lavorare per il suo pronipote. Il bond così diventa una eredità di schiavitù.

Il fatto è che i posteri non ripagano mai i debiti ancestrali — o non nel modo in cui viene fatto credere dai venditori di bond dello Stato. La generazione presente sono i posteri di tutte le generazioni venute prima. Stiamo ripagando i debiti contratti dai nostri progenitori? A malapena. Abbiamo le nostre spese da affrontare e dobbiamo lasciare ai nostri posteri alcuni nuovi debiti come anche quelli che abbiamo ereditato. Loro, in verità, faranno lo stesso.

Se o no c'è un qualsiasi obbligo sui vivi di liquidare il debito lasciato da un'ascendenza arbitraria, la macchina politica impedisce che ciò venga compiuto. La corrente liquidazione necessiterebbe di un incremento della tassazione, da un lato, e dall'altro di un taglio alla spesa del governo. Un aumento della tassazione è sempre benvenuto dallo Stato, poichè qualsiasi aumento delle tasse vuol dire aumento del potere dello Stato ed i politici sono sempre a favore di ciò; non si risparmierà un centesimo per la riduzione del debito nazionale. Nessuno Stato — assolutista o costituzionale — ha mai messo da parte le sue ambizioni per far del bene con i suoi "pagherò". Il discorso "i posteri dovrebbero pagare", alla luce di questo fatto storico, diventa un corredo di un gioco di fiducia.

Quindi, cosa ne è del debito nazionale? Cresce e cresce finchè, come un pallone, scoppia. Ma, sebbene ciò sia inevitabile grazie al monopolio della creazione del denaro da parte dello Stato, ci vuole un pò di tempo prima che il pallone scoppi e certe condizioni devono prevalere per causare l'esplosione.

Quando il "pagherò" di una piccola nazione è detenuto da una potente, qualche parvenza di rettitudine finanziaria è mantenuta mediante i fanti di marina; l'economia dello Stato in via di default è congelata finchè il debito non è saldato ed a volte per un lungo periodo. I debiti interni, d'altra parte, non sono mai saldati. Quando il fardello delle spese dei servizi diventa economicamente insopportabile ed il credito dello Stato è andato, si fa ricorso al rifiuto di pagare il debito o all'inflazione.

Dei due metodi il rifiuto di pagare il debito è di gran lunga quello più onesto. E' una schietta dichiarazione dei fatti: lo Stato dichiara la sua inabilità a pagare. Sbarazzarsi del debito, inoltre, può avere un effetto salutare sull'economia del paese, dal momento che la diminuzione del fardello tributario lascia molto da fare ai cittadini. Il mercato diventa a questo punto più sano e più vigoroso. I perdenti in questa operazione sono i pochi che detengono i bond, ma dal momento che anche loro sono membri della società beneficeranno nel lungo termine dal miglioramento dell'economia in generale; perdono come esattori delle tasse, guadagnano come produttori.

Il rifiuto di pagare il debito è gradito anche perchè indebolisce la fiducia nello Stato. Finchè l'azione non è dimenticata dalle seguenti generazioni, le promesse dello Stato trovano pochi credenti; il suo credito è distrutto. Mai, sin dal rifiuto russo del 1917, il governo ha tentato di far circolare all'estero un bond emesso, mentre le sue operazioni d'importazione sono state fatte in gran parte sul principio di cassa. Internamente, la Russia prendeva i "prestiti" dai suoi stessi cittadini come fa un bandito di strada.

Comunque, dal momento che onestà e politica sono termini contradditori il metodo standard dello Stato per affrontare i suoi obblighi sul debito è l'inflazione. Lo ripaga con carta incisa. Per essere sicuri, anche se emette i suoi nuovi "pagherò" per ripagare quelli inadempienti, il processo inflazionistico è innescato poichè ogni bond è difatti denaro; come denaro, è una pretesa sulla produzione. Il bond che si compra aumenta il mezzo circolatorio diminuendone così il valore e si sta scambiando denaro buono per denaro cattivo. Vi state auto-ingannando. Ciò è dimostrabile paragonando il potere d'acquisto del dollaro nel momento in cui si compra il bond con il suo potere d'acquisto quando esso giunge a maturità.

Come fece la Germania negli anni venti, lo Stato può rendere l'inflazione ed il rifiuto di pagare il debito dei sinonimi; può creare denaro dal nulla aumentando l'inflazione al fine di rifiutare di pagare il debito. Questo è quello che si chiama inflazione "incotrollata", un altro termine fasullo. Non esiste una cosa simile all'inflazione "incontrollata" o "galoppante", perchè la stampante non si accende da sola; qualcuno la deve avviare e farla funzionare finchè lo scopo desiderato, sbarazzarsi del debito nazionale, non è raggiunto. Lo svantaggio di questo processo, al contrario del totale rifiuto di pagare il debito, è che la cancellazione del debito cancella anche i valori che la cittadinanza ha faticosamente costruito; spazza via i risparmi. Tuttavia nessuna nazione è ricorsa all'inflazione "incontrollata" finchè la propria economia non fosse distrutta dalla guerra, finchè la produzione non fosse più in grado di soddisfare le spese dell'establishment politico, per non parlare del debito accumulato dai suoi predecessori.

Ma che dire della spinta naturale del patriottismo? A fronte di un pericolo nazionale, non è giusto che tutti noi ci schieriamo per la difesa comune? Ovviamente è giusto; e le persone sono quello che sono e gli interessi comuni sono spontanei quando la vita di comunità è minacciata, come nel caso di alluvioni, di terremoti o di una conflagrazione, oppure quando gli indiani attaccarono la palizzata. In simili catastrofi noi diamo; non prestiamo. Il patriottismo appesantito dal profitto è di natura dubbiosa. I bond non combattono le guerre. Gli strumenti ed i materiali della guerra sono forgiati dal lavoro dei vivi usando la scorta di capitale esistente; la spesa deve combaciare con l'attuale produzione. I bond sono emessi perchè i lavoratori ed i capitalisti sono riluttanti a dare la loro produzione per la causa comune; danno un valore maggiore alla loro proprietà rispetto alla vittoria. Quando la confisca tributaria è il solo mezzo per portare avanti la guerra, la sua popolarità potrebbe scemare; la guerra sarebbe sospesa.

Questa ingannevole risorsa del patriottismo spurio raggiunge il proprio massimo nella giustificazione da manuale per il debito pubblico. Accade una cosa del genere: i cittadini che hanno finanziato lo Stato, attraverso i bond, prendono un'interesse maggiore dai suoi affari. Così l'amore per il paese è subordinato alla probabilità di ricavi, sia come capitale e sia come bottino. Questo patriottismo ha il sentore di quello che motivò gli agenti di cambio nel Medioevo; una volta che ebbero investito nelle compagnie dei loro re non potevano più permettersi di far sbiadire la loro fedeltà.

Non è patriottismo quello architettato dallo Stato quando prende in prestito. E' servilismo. Con il suo portafoglio strapieno di bond, il finanziatore diventa in effetti un partner minore i cui interessi obbligano alla conformità. Un'assegnazione di bond ad una banca trasmette forza perchè i suoi presenti possedimenti potrebbero perdere valore se dubitasse dello Stato. Un calo vertiginoso nei prezzi delle emessioni federali scuoterebbe Wall Street fino alle sue fondamenta; da qui nuove emissioni dovrebbero essere rilasciate per proteggere quelle vecchie. La preoccupazione delle università, enormemente sovvenzionate per i loro possedimenti di bond, è tale che il dubbio di qualunque professore sulla moralità dei bond difficilmente potrebbe essere tollerato. Anche un ministro pacifista di una ricca chiesa sarebbe cauto a pesare le sue opinioni sul debito pubblico. Quindi gli interessi personali obbligano gli esattori delle tasse che posseggono bond a sostenere lo Stato, non il patriottismo.

Insomma il bond è un'istituzione profondamente immorale. Non prenderei uno di quei pezzi di carta neanche morto.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: http://francescosimoncelli.blogspot.it/


giovedì 3 marzo 2011

L'Inflazione E' Qui, e Le Cose si Metteranno Male

Notizie proprio di qualche giorno fa, l'inflazione in Italia ha fatto un balzo arrivando al 2,2%. Curiosa la cosa. Se vengono aumentate le tasse, moccoli e incazzature scorrono a fiumi; aumenta il tasso d'inflazione e le persone fanno concorrenza al Dalai Lama per tranquillità e calma serafica. Sono sempre le conseguenze non viste che ti fottono peggio ed alla grande. Sul fronte americano, invece, Bernanke sbandiera di avere "la situazione sotto controllo"; alle famose 3 exit strategy di Jackson Hole si è aggiunta la quarta: in caso strategie alla cieca, guardare prima dietro l'angolo e poi svoltare. Ma si! Un pò di inflazione fa proprio "bene", tanto sono sempre i soliti fessi che ci rimettono.
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di Frank Shostak

Comparato al settembre dell'anno scorso, il momento di crescita degli indici dei prezzi mostra un visibile rafforzamento. Anno dopo anno il tasso di crescita dell'indice dei prezzi al consumo (CPI) è salito al 1,6% a gennaio da un 1,5% del mese precedente e 1,1% nel settembre dell'anno precedente. Anche il momento di crescita dell'indice dei prezzi al consumo meno cibo ed energia si è rafforzato nei mesi recenti. Il tasso annuale di crescita è salito al 1% da uno 0,8% a dicembre ed uno 0,6% ad ottobre.


















Gli economisti hanno dato la colpa per gli aumenti negli indici dei prezzi a prezzi più alti dell'abbigliamento, dei biglietti delle linee aeree e dei costi degli asili. Da notare che tentare di spiegare gli aumenti generali nei prezzi in termini di componenti dell'indice dei prezzi non è una spiegazione, perchè non si riferisce alle cause principali.


L'inflazione riguarda gli Aumenti dei Prezzi?

Il problema fondamentale qui è un fallimento nella definizione appropriata del problema. L'essenza dell'inflazione non è un generale aumento dei prezzi ma un aumento nell'offerta di denaro, che a sua volta mette in azione un aumento generale nei prezzi di beni e servizi.

Come Mises ha spiegato nel suo saggio "Inflation: An Unworkable Fiscal Policy":
«L'inflazione, come questo termine è sempre stato usato ovunque e specialmente in questo paese, vuol dire aumento nella quantità di denaro, banconote in circolazione e la quantità di depositi bancari dotati di assegni. Ma le persone usano oggi il termine "inflazione" in riferimento al fenomeno che è un'inevitabile conseguenza dell'inflazione, ovvero, la tendenza di tutti i prezzi e saggi salariali a salire. Il risultato di questa deplorevole confusione è che non esiste più un termine per indicare la causa di questo aumento nei prezzi e nei salari. Non c'è più una parola disponibile per indicare il fenomeno che è stato, finora, chiamato inflazione. [...]
Non potendo parlare di qualcosa che non ha nome, non la si può combattere. Coloro che pretendono di combattere l'inflazione stanno difatti combattendo quello che è un'inevitabile conseguenza dell'inflazione, l'incremento dei prezzi. Le loro iniziative sono condannate a fallire perchè non attaccano la radice del male. Provano a mantenere i prezzi bassi mentre sono saldamente impegnati in una politica di incremento della quantità di denaro che deve necessariamente farli salire rapidamente. Finchè questa confusione terminologica non sarà completamente spazzata, non ci può essere alcun modo di fermare l'inflazione.»


Ora il prezzo di un bene è la quantità di denaro chiesta per quel bene. Pertanto per una data quantità di beni, più denaro ci sarà nell'economia più alta sarà la quantità di denaro spesa per bene, restando uguali le altre cose. Ciò vuol dire che per una data quantità di beni, un aumento nell'offerta di denaro, per esempio, nella quantità di dollari, restando tutte le altre cose uguali, deve condurre a più dollari spesi per unità di beni, per esempio, un aumento generale nei prezzi dei beni.

Quando l'inflazione è vista come un generale aumento nei prezzi, allora qualsiasi cosa che contribuisce agli aumenti dei prezzi è chiamato inflazionistico. Non sono più la banca centrale ed il sistema a riserva frazionario che sono le fonti dell'inflazione, ma piuttosto varie altre cause. In questa struttura non solo la banca centrale non ha nulla a che fare con l'inflazione, ma, al contrario, la banca è vista con una combattente dell'inflazione.

Così un calo nella disoccupazione o un aumento nell'attività economica sono visti come un potenziale innesco inflazionistico che perciò devono essere contenuti dalle politiche della banca centrale. Alcuni altri inneschi, come gli aumenti nei prezzi delle merci o nei salari dei lavoratori, sono considerati come potenziali minacce e perciò devono essere sempre tenuti sotto l'occhio vigile della banca centrale.

Noi suggeriamo che il massiccio pompaggio della FED durante il 2008 fino a settembre 2009, ed il conseguente aumento nel momento di crescita dell'offerta di denaro (AMS), è il fattore chiave dietro l'attuale rafforzamento dell'inflazione nei prezzi. Da osservare che il tasso annuale di crescita del bilancio della FED era al 153% a dicembre 2008 mentre il tasso annuale di crescita dell'AMS è saltato al 14,3% ad agosto 2009.


















La Definizione Popolare Non Può Spiegare Perchè l'Inflazione E' un Male

Se l'inflazione è solo un generale aumento nei prezzi, allora perchè è considerata una cattiva notizia? Che tipo di danno può fare? Gli economisti mainstream sostengono che l'inflazione, che etichettano come aumento generale dei prezzi, causa acquisti speculativi i quali generano devastazione. L'inflazione, si sostiene, erode anche i guadagni reali dei pensionati e di chi ha un basso reddito e causa allocazioni errate di risorse.

Nonostante tutte queste affermazioni riguardo gli effetti collaterali dell'inflazione, l'economia mainstream non ci dice come tutti questi effetti dannosi sono causati. Perchè un aumento generale dei prezzi danneggia alcuni gruppi di persone e non altre? Perchè un aumento generale dei prezzi dovrebbe indebolire la crescita economica reale? Oppure, come l'inflazione conduce all'errata allocazione delle risorse? Per di più, se l'inflazione è solo un aumento nei prezzi sicuramente è possibile controbilanciare i suoi effetti nell'economia aggiustando le entrate di tutti in accordo con questi incrementi generali dei prezzi.

Tuttavia se accettiamo che l'inflazione è un aumento nell'offerta di denaro, e non un aumento dei prezzi, tutte queste affermazioni possono essere facilmente spiegate. Non sono i sintomi di una malattia ma piuttosto la malattia stessa che causa il danno fisico. Allo stesso modo, non è un generale aumento dei prezzi ma un incremento nell'offerta di denaro che infligge il danno fisico ai produttori di ricchezza.

Incrementi nell'offerta di denaro mettono in azione uno scambio di nulla per qualcosa. Deviano il reale finanziamento dai produttori di ricchezza verso i possessori del nuovo denaro creato. Ciò, non gli aumenti dei prezzi o cose simili, è quello che mette in azione l'errata allocazione di risorse. Per di più i beneficiari del nuovo denaro creato — ovvero, denaro creato "dal nulla" — sono sempre i primi riceventi del denaro, che possono deviare una grande porzione di ricchezza verso loro stessi. Ovviamente coloro che non ricevono il nuovo denaro creato o lo prendono per ultimi scopriranno che ciò che viene lasciato loro è una porzione diminuita del bacino reale dei fondi.

Inoltre i guadagni reali calano non a causa di generali aumenti dei prezzi, ma a causa di incrementi nell'offerta di denaro; in altre parole l'inflazione riduce il bacino reale dei fondi, minando perciò la produzione di ricchezza reale — ovvero, abbassando le entrate reali. Incrementi generali dei prezzi, successivi agli incrementi nell'offerta di denaro, puntano solo all'erosione del potere d'acquisto del denaro — sebbene di per loro gli aumenti generali dei prezzi non minano la formazione di ricchezza reale in quanto tali.

Contrariamente al pensiero popolare la preoccupazione della FED di mantenere la stabilità dei prezzi mantenendo gli aumenti del CPI in una fascia particolarmente accettabile, ad esempio al 2%, può effettivamente generare terribili sorprese. Per esempio, come risultato di una potente espansione monetaria e di un corrispondente forte incremento nella produzione di beni, i prezzi rimangono stabili. Nonostante questa stabilità, vari effetti collaterali terrificanti possono probabilmente generarsi dall'espansione monetaria. Perciò suggeriamo che i dirigenti delle politiche della FED prestino particolare attenzione alle fonti dell'inflazione monetaria, piuttosto che focalizzarsi sui sintomi dell'inflazione.

Oh, questo è quello che Rothbard scrisse:
«La maggior parte degli economisti disse che il fatto che i prezzi in generale fossero più o meno stabili durante gli anni venti non era di alcuna minaccia inflazionistica, e pertanto gli eventi della Grande Depressione li colpirono totalmente ignari.»[1]



Prospettive per l'Inflazione nei Prezzi

Quando il denaro è iniettato nell'economia, non influenza mai i prezzi dei beni istantaneamente. Visto che il denaro si muove da un mercato ad un altro, c'è un periodo di ritardo. Abbiamo stimato che negli Stati Uniti ci vogliono circa 36 mesi prima che i cambiamenti nell'offerta di denaro generino un effetto visibile nei prezzi dei beni in generale. Deve essere sottolineato che i ritardi sono variabili, ovvero, in alcuni periodi il ritardo potrebbe essere meno di 36 mesi, in altri periodi potrebbe essere più di 36 mesi.



















Basandoci sul massiccio pompaggio monetario passato ed usando il ritardo di 36 mesi, possimo suggerire che il momento di crescita di tutto il CPI e del CPI meno cibo ed energia si consoliderà visibilmente e con molta probabillità nei prossimi mesi. Prevediamo che il tasso di crescita annuale del CPI potrebbe aumentare del 2,4% a settembre prima di saltare al 4,4% a dicembre. Anno dopo anno il tasso di crescita del CPI meno cibo ed energia si prevede che cresca del 1,5% a settembre prima di salire al 2,7% a dicembre. Il messaggio della nostra analisi monetaria è che ci sarà un crescente rischio di accelerazione dell'inflazione nei prezzi nei mesi prossimi.


















Conclusione

Sin da settembre dell'anno scorso il momento di crescita dell'indice dei prezzi al consumo degli Stati Uniti ha mostrato un rafforzamento visibile.

Suggeriamo che il massiccio pompaggio monetario della FED durante il 2008 fino a settembre 2009, è il fattore chiave dietro il rafforzamento dell'inflazione nei prezzi.

Basandoci sul pompaggio monetario passato, ci aspettiamo che il momento di crescita del CPI si rafforzi ulteriormente.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: http://francescosimoncelli.blogspot.it/


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Note

[1] Murray N. Rothbard. America's Great Depression, Sheed and Ward Inc., 1975, p. 153.


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mercoledì 2 marzo 2011

Come Vincere un'Elezione #2








Seconda ed ultima parte.






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di Mark Brandly

In seguito dobbiamo considerare con quale insieme di posizioni politiche si appellerà al centro dello spettro politico. L'ovvia conclusione è che un candidato ha bisogno di scegliere un insieme che contiene posizioni che ricompensano i suoi seguaci per il loro sostegno.

Gli elettori sosterranno un candidato che darà loro favori politici. Vari gruppi sono disposti ad esercitare pressioni su funzionari di governo — gli economisti chiamano questo fatto ricerca di rendita — per guadagnare questi benefici. Pensate a ciò come uno scambio. I gruppi sono disposti a fornire denaro e sostegno politico ai candidati e in ritorno i candidati trasferiscono la ricchezza a questi gruppi.

Un candidato può comprare voti fornendo una serie di benefici a gruppi con interessi speciali. Questi favori possono prendere la forma di veramenti di contanti, dove lo Stato prende semplicemente denaro dalle persone e lo da ad altri, o di alcuni interventi nel mercato come il sostegno dei prezzi per i prodotti agricoli o varie politiche protezioniste. L'obiettivo principale del bilancio del governo federale è di distribuire questi favori, poichè la grandezza della spesa federale è fatta di versamenti di contanti. Sulla cima di questa spesa, leggi e regolamentazioni tendono ad essere mirate a beneficio di classi politicamente favorite.

L'inconveniente di distribuire favori in cambio di sostegno politico è che qualcuno deve pagare per queste politiche. L'inganno, politicamente, è di guadagnare sostegno fornendo una serie di benefici a vari gruppi mentre si perde un minimo ammontare di sostegno da coloro che sono danneggiati da queste politiche.

Pertanto è importante disseminare i costi della grandezza del governo. Se si prendono 10$ dollari a persona da una popolazione di 10 milioni, queste vittime avranno un basso incentivo ad opporsi a questa politica. Pochi penseranno che valga la pena coalizzarsi contro una politica che costa solo 10$ a persona. Tuttavia se si prendono questi 100$ milioni e si offrono 100,000$ a 1,000 persone, allora questo gruppo troverà proficuo organizzare una commissione d'azione politica e dare al candidato voti e denaro. In modo da ottenere i soldi delle altre persone il gruppo favorito sarà disposto ad organizzare eventi, ingaggiare lobbisti, mandare contributi alla campagna degli appropriati funzionari e condurre una campagna per il candidato che ha organizzato questo trasferimento di ricchezza.

In aggiunta alla distribuzione dei costi dei programmi di governo, è anche a volte possibile nascondere i costi ai contribuenti. Per esempio, pochi lavoratori capiscono il carico tributario della Previdenza Sociale. Nei loro stipendi i lavoratori osservano che il 6,2% della loro paga lorda è presa per pagare la Previdenza Sociale. Ciò che non vedono è che i datori di lavoro abbinano questo pagamento tributario ad un eguale pagamento addizionale. Sembra che i datori di lavoro stiano pagando metà delle tasse relative alla Previdenza Sociale. Non è così. Anche se i datori di lavoro sono legalmente responsabili per la tassa, spostano la tassa sui lavoratori sottoforma di stipendi più bassi. La tassa della Previdenza Sociale, il 12,4% della paga lorda di ogni lavoratore, ricade sui lavoratori. Questo è solo uno dei tanti modi con cui i politici nascondono i costi delle politiche di governo.

Quando si concorre alla carica pubblica è improtante enfatizzare i benefici dei trasferimenti della ricchezza ai riceventi dei trasferimenti ed ignorare i costi per le vittime di queste politiche. Henry Hazlitt spiegò che "l'arte dell'economia consiste nel guardare non solo al presente ma agli effetti successivi di un qualsiasi atto o strategia; consiste nell'individuare le conseguenze di una politica non solamente per un gruppo ma per tutti i gruppi".[1] Hazlitt illustrò questa idea riferendosi ad una finestra rotta. Rompere una finestra crea un lavoro per il vetraio, un effetto immediato, ma riparare la finestra riduce la spesa in altri settori dell'economia. Gli effetti a lungo termine includono effetti negativi per i lavoratori di questi settori.

Una chiave per vincere un'elezione è di invertire la saggezza di Hazlitt. L'arte di condurre una campagna politica è di guardare solo agli effetti immediati per un gruppo, il gruppo che beneficia della politica in questione, ed ignorare gli effetti negativi sull'altro gruppo. Ignorando in generale gli effetti di una politica, i candidati possono sostenere politiche distruttive che danneggiano il benessere sociale. Abbiamo visto un ovvio esempio di questa fallacia della finestra rotta nel programma del 2009 "cash for clunkers", quando l'amministrazione Obama se ne uscì con la ridicola affermazione che la distruzione di 700,000 automobili negli Stati Uniti avrebbe aiutato l'economia. I funzionari eletti hanno cambiato la famosa fallaccia della finestra rotta nella scusa della finestra rotta per distribuire favori politici.

I candidati sanno come giocare a questo gioco. Pertanto tutti tendono a favorire l'incremento della spesa del governo, più regolamentazioni gravose e pianificazione centrale addizionale. Il paese si è incamminato sulla strada verso il socialismo totalitario[2] ed i candidati Democratici e Repubblicani stanno dibattendo su quanto veloce debba avvenire questo cambiamento.

Così, in modo da guadagnare sostegno politico, un candidato ha bisogno di soddisfare interessi speciali sostenendo politiche riguardanti benefici e costi distributivi, e, per quanto possibile, deve nascondere i costi di tali politiche. La lezione qui è che un candidato che rispetta la proprietà privata è svantaggiato e probabilmente perderà le elezioni. Una disponibilità a prendere la proprietà degli altri — nella vita di tutti i giorni ciò sarebbe chiamato furto — è cruciale per guadagnare potere politico.


Il Vostro Voto Non Conta

Una volta che un candidato ha corrotto gli elettori per il loro sostegno, successivamente ha bisogno di trovare un modo per spingere i suoi sostenitori a votare, riconoscendo nel contempo che i singoli voti non influenzeranno l'elezione. Le probabilità che un singolo voto cambi il risultato di un'elezione sono circa 1/N, dove N è il numero degli elettori nell'elezione. All'incirca 130 milioni di persone hanno votato nelle elezioni presidenziali del 2008, quindi la possibilità che un singolo voto facesse la differenza erano, grossomodo, meno di un milionesimo dell'1%.[3]

Molti potenziali elettori, tuttavia, possono essere convinvti che il loro voto farà la differenza. In modo da ottenere sostegno i candidati sottolineano che ogni voto conta. Affermano che l'elezione dipende da ogni singolo voto e che la prossima elezione è sempre la più importante elezione di tutta una vita. Dal momento che il voto non è frequente, gli elettori avranno dimenticato che anche l'ultima elezione era la più importante elezione mai vista.

Sono tattiche di successo collegare il voto con il patriottismo o affermare anche che praticare la democrazia è equivalente a vivere in un paese libero. Ovviamente tali frasi sono false, ma molte persone ancora credono a queste affermazioni. Il tutto coadiuvato dalle scuole del governo che rinforzano queste idee ed insegnano agli studenti che è loro dovere civico votare. Dopo 12 anni di assiduo ascolto di questa propaganda, molte persone accetteranno questa posizione. La storia mostra che ciò funziona.


Che Ruolo Gioca l'Ingannevolezza in un'Elezione?

L'analisi di cui sopra ci porta alla conclusione che i candidati useranno degli inganni. Un grande problema con il sostegno delle politiche che garantiscono una serie di benefici e di costi distribuiti è che tali politiche non sono nell'interesse pubblico. Militarismo, controllo dei prezzi, politiche protezionistiche, versamenti di contanti e socializzazione di varie industrie che impoveriscono il paese. Quando i candidati usano questi schemi per essere eletti, generalmente nascondono il fatto che le loro proposte danneggiano il paese. Invece di essere sinceri, i candidati affermano che le politiche distruttive sono buone per la società. Ovviamente queste politiche centralizzano il potere politico e sono pertanto buone per coloro strettamente associati con lo Stato, ma i candidati mentono quando affermano che i programmi creano in generale benefici netti per il paese. Si prendano in considerazione un pò delle affermazioni fallaci che dovremmo aspettarci di ascoltare da coloro che concorrono per una carica pubblica:

Per esempio, un candidato non affermerà mai che il suo scopo principale è acquisire potere politico cosicché egli possa arricchire sé stesso. Userà frasi ricorrenti che nascondono la vera natura delle sue politiche. Non ha importanza quale politica stia difendendo, potrebbe affermare che il suo programma è "per i bambini" o che "rafforzerà la famiglia". Altre possibilità includono affermare che le politiche "faranno crescere l'economia" o "aiuteranno l'ambiente". Nell'attuale atmosfera politica, dire che si sta "combattendo il terrorismo" accecherà molte persone per conseguire il proprio scopo. Il punto è che semplici banalità rimbambiranno molte persone.

Affermare che la propria posizione aiuterà il paese funziona particolarmente bene se si è un ministro. Durante il periodo del suo incarico, qualora ci fosse una buona notizia un ministro affermerà che le sue politiche hanno creato la buona notizia. Se il tasso di disoccupazione cala lo ascolteremo dire che ciò è stata opera sua. L'affermazione che l'evento A (una politica del governo) ha preceduto l'evento B (un risultato positivo) e pertanto che l'evento A debba aver causato l'evento B è la fallacia post hoc. La maggior parte delle persone non riconosce ciò come una fallacia e così i funzionari pubblici possono svignarsela con abilità.

Per smuovere gli scettici potrebbe essere necessario avere degli "esperti", comprati e pagati dal governo, per sostenere le proprie affermazioni. Molti economisti ed altri accademici cercano di lavorare per il governo e capiscono che è nel loro interesse tracciare conclusioni che coincidono con le posizioni dei funzionari eletti in modo da essere ricompensati con denaro e potere. Tali esperti guadagnano fama e ricchezza ed i funzionari eletti ci guadagnano poichè possono affermare che le autorità sostengono le loro politiche. Solo la gente perde in questo gioco.

Come menzionato in precedenza, un'altra complicazione dal conseguimento della carica politica è che si deve spesso vincere due elezioni, le primarie e poi l'elezione generale. Il problema qui è il bisogno di appellarsi ad elettori di un particolare partito politico per le primarie ed alla popolazione in generale per l'altra elezione. Ciò potrebbe richiedere al candidato di cambiare posizioni. L'insieme di scelte che faranno vincere le primarie potrebbe essere differente rispetto alle posizioni politiche che faranno vincere l'elezione generale. I candidati pertanto saranno vaghi e proveranno ad evitare dettagli nelle primarie.

Un'altra bugia che si ascolta è l'affermazione dei candidati secondo cui (anche se prenderebbero posizioni simili una volta in carica) ci sono grandi differenze tra di loro. Ognuno sosterrà che le proprie politiche porteranno alla prosperità ed alla sicurezza, e che le posizioni dei loro oppositori porteranno impoverimento e rovina. Convincere i sostenitori che c'è una grande differenza tra i candidati renderà più probabile che la gente voti. Un candidato ha bisogno di spingere continuamente i suoi sostenitori ad andare alle urne.

Una tattica comune per guadagnare sostenitori è la paura. La paura spesso batte la logica. Gli elettori possono essere spaventati nel credere che ci saranno terribili conseguenze se i loro candidati perdono l'elezione. Un candidato può appellarsi ai suoi seguaci sostenendo che se l'altro candidato vince l'elezione saremmo attaccati da terroristi, o le tasse saranno incrementate, o potremmo perdere il lavoro, o che i nostri figli non saranno ben istruiti, o che finiremo il petrolio, o che non potremmo ottenere assistenza sanitaria adeguata, o che l'ambiente sarà distrutto. Mentre alcune di queste affermazioni possono essere corrette, sono assolutamente vere nonostante quale candidato vinca l'elezione perchè entrambi i candidati in caso di vittoria impiegheranno politiche che ci danneggeranno. Nel fare simili affermazioni, i candidati si basano sul fatto che gli elettori non riconosceranno che i candidati concordano ampiamente sulla maggior parte degli argomenti riguardanti la politica del governo.

Il voto è un'altra area dove il candidato mente. I candidati, o i loro consiglieri, sanno che i voti individuali non contano. Tuttavia questi stessi candidati incoraggiano continuamente i loro sostenitori a votare dichiarando che il voto di ognuno potrebbe fare la differenza.

Questa lunga lista di inganni ci conduce ad una importante lezione. Un candidato che è contrario ad essere disonesto è svantaggiato e probabilmente perderà l'elezione. I candidati vincenti tendono ad essere dei bugiardi.

Le persone in generale non scoprono che funzionari eletti e candidati per la carica pubblica mentono? Probabilmente no, dal momento che la maggior parte delle persone è razionalmente ignorante. In altre parole, per la maggior parte delle persone non vale la pena essere ben informati sugli argomenti politici.

Si consideri ancora una volta l'analogia dei carrelli della spesa. Per la maggior parte delle persone il costo di comprendere l'insieme politico nel carrello è più alto dei benefici che questa conoscenza consegue. Anche se un elettore conosce perfettamente un candidato, il suo singolo voto non avrà alcuna influenza nell'elezione. Pertanto la maggior parte degli elettori ha scarso incentivo ad essere informata. E' razionale essere ignoranti sui dettagli delle posizioni dei candidati e delle politiche del governo, e gli elettori ignoranti possono fallire nel riconoscere le menzogne dei candidati.


Conclusione

Questo saggio ha considerato la domanda: perchè i farabutti hanno successo nell'arena politica? Analizzare la natura di un'elezione ci fornisce una risposta. In modo da vincere un'elezione i candidati hanno bisogno di offrire ai loro sostenitori la ricchezza delle altre persone, ed i candidati devono convincere i loro sostenitori a votare nonostante il fatto che i singoli voti non influenzeranno l'elezione. Compiere questi due scopi richiede ingannevolezza. Pertanto i candidati che sono disposti a violare i diritti di proprietà — rubare — ed essere ingannevoli hanno un vantaggio sui candidati con convinzioni morali più forti. Quindi i funzionari eletti sono ovviamente corrotti. I candidati con maggiore integrità morale hanno un serio svantaggio nella sfera politica. Non riponete speranza nelle soluzioni politiche.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: http://francescosimoncelli.blogspot.it/


(I). Link alla Prima Parte


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Note

[1] Henry Hazlitt. 1979. Economics in One Lesson. New York, Crown Trade Paperbacks, p.17.


[2] Per maggiori riferimenti su questo movimento verso un'economia socializzata, vedi Back on the Road to Serfdom: The Resurgence of Statism di Tom Woods.


[3] Vedi Cecil E. Bohannon e T. Normal Van Cott's "Now More Than Ever, Your Vote Doesn't Matter" per una spiegazione del punto che un singolo voto improbabilmente influenza il risultato di un'elezione con molti elettori.[link PDF]


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martedì 1 marzo 2011

Come Vincere un'Elezione #1

Dopo aver cambiato il layout del sito vorrei anche cambiare argomento e passare dal panorama economico a discutere, per un momento, di elezioni e voto. Esattamente, perchè intuisco che là fuori ci sono ancora persone che credono in questo sistema "democratico" dove si aspetta il cosidetto partito-messia, ovvero il partito che "ci libererà" tutti dalla tirannia (quale sia però non viene spiegato) e poi prospereremo (nemmeno questo viene spiegato come). Negli anni questa bislacca teoria si è rincorsa di generazione in generazione, facendo schiattare e spennare come polli coloro che tramandavano questo "dogma democratico". E se non esistesse alcuna terra promessa?
[Parte 1 di 2].

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di Mark Brandly

[Un file audio MP3 di questo articolo, letto da Stephen Ng, è disponibile per il download.]


Nella sua superba analisi della democrazia Hans-Hermann Hoppe osserva che "i primi ministri ed i presidenti sono scelti per la loro provata efficienza come demagoghi moralmente sfrontati. Così la democrazia garantisce praticamente che solo gli uomini cattivi e pericolosi arriveranno alla cima del governo".[1] Coloro che cercano una carica politica paiono essere ansiosi di infrangere il codice morale che la maggior parte di noi è disposta a seguire. Più è grande il potere della carica politica che un candidato sta cercando, più probabilmente quell'individuo non avrà alcun senso di giusto o sbagliato.

A livello locale a volte troviamo funzionari eletti che rispettiamo, ma a livello federale tali candidati sono pochi e rari. Con poche eccezioni, il membro del Congresso Ron Paul mi viene in mente al momento, sembra che il requisito minimo per essere un appropriato candidato del Congresso o alla presidenza sia l'abilità di sfruttare gli altri.[2]

George W. Bush è il principale esempio dell'evidente volontà dei candidati di essere scorretti in modo da acquisire e brandire il potere politico. La disonestà della sua amministrazione durante i suoi otto anni di governo fu puntualmente evidente agli osservatori imparziali e vediamo le stesse caratteristiche nell'amministrazione di Barack Obama.

Sorgono delle domande dalla precedente osservazione: Perchè i furfanti hanno successo nell'arena politica? Anche se riconosciamo che individui moralmente corrotti cercheranno di governare sugli altri,[3] perchè gli elettori sostengono simili candidati? Non ci aspetteremmo che le persone votino per candidati moralmente onesti? I candidati corrotti hanno un vantaggio sui candidati con integrità morale?

Questo saggio tenta di rispondere a queste domande e spiegare perchè la corruzione morale tende ad essere una caratteristica di successo dei candidati politici. Applicando l'analisi economica alle decisioni politiche, essa ci fornisce conclusioni riguardo gli attributi necessari per i candidati politici vincenti.


La Natura di un'Elezione

Capire la natura di un'elezione è il primo passo per vincere un'elezione. Iniziamo pragonando un'elezione a decisioni nel settore privato. Pensate a come i consumatori fanno i loro acquisti giornalieri. Un consumatore andrà al Walmart, prenderà un carrello e lo riempirà con oggetti che vuole e che è disposto a pagare. Non c'è nulla nel carrello che il consumatore non vuole ed ogni oggetto per il compratore vale di più del suo prezzo.

Simili acquisti rappresentano la democrazia di mercato in azione. Come Ludwig von Mises spiegò, in una economia di mercato:
«il signore della produzione è il consumatore. Da questo punto di vista la società capitalista è una democrazia in cui ogni centesimo rappresenta una scheda elettorale. E' una democrazia con un imperativo e revocabile mandato dei suoi deputati.»[4]


In un mercato ogni consumatore decide esattamente cosa vuole comprare; vota ogni volta che compra beni e servizi.

In una democrazia di mercato votare è registrato dal denaro speso. Si può comprare una maglia blu votando per la maglia blu con i propri soldi. In altre parole il vostro voto conta. Ogni consumatore sceglie i beni che vuole e se ne va con nulla che non avrebbe voluto comprare.

Inoltre ognuno ha un carrello diverso. Alcuni compratori se ne vanno con carrelli pieni di beni costosi, mentre altri se ne vanno solo con pochi oggetti. Voi comprate una maglia blu, un altro compratore compra una maglia rossa ed io decido di non comprare una maglia. Il fatto che voi volete una maglia blu non danneggia me. Questo è un punto importante. Nella democrazia di mercato non c'è alcuna ragione affinchè i disaccordi dei consumatori portino ad un conflitto. Ogni consumatore può votare differentemente, ma l'acquisto da parte di un consumatore di beni presenti nel carrello della spesa non obbliga gli altri consumatori a tornare a casa con la stessa serie di beni.

Infine ogni consumatore ha un incentivo ad essere informato, per certi versi, sul proprio acquisto. Visto che acquisire informazioni sui prodotti permette di compiere decisioni migliori, i compratori prendono tempo per sapere qualcosa su questi prodotti. Ciò è vero, nello specifico, per gli oggetti costosi. Per gli oggetti che sono in gran parte nel budget del consumatore, vale la pena di cercare tra le opzioni disponibili. Si è ricompensati quando si trovano oggetti di alta qualità a prezzi relativamente bassi.

Le cose sono abbastanza diverse in una democrazia politica. Scegliere tra due candidati è analogo ad andare al Walmart ed essere accolti con due carrelli della spesa già pieni di oggetti. Ognuno se ne andrà dal negozio con lo stesso carrello di beni. Ogni carrello contiene prodotti che una persona può volere e prodotti che non avrebbe voluto avere, ma l'elettore non è in grado di togliere qualunque cosa da entrambi i carrelli.

Ciò dimostra il concetto delle scelte di gruppo nelle decisioni politiche. I carrelli rappresentano i candidati ed i prodotti sono le posizioni politiche di quei candidati. I candidati possono sostenere le politiche che un particolare cittadino favorisce, ma quell'individuo non sarà d'accordo con qualsiasi cosa un candidato sostiene. Nelle decisioni private si scelgono solo gli oggetti che si vogliono dal momento che le scelte non sono di gruppo, ma nelle decisioni politiche non si possiede questa opzione. Se si sotiene un candidato, si comprende che si sta accettando una scelta di gruppo che include alcune politiche che non si favoriscono.

Inoltre, per ragioni che saranno spiegate dopo, i due carrelli sono molti simili. Contengono molti stessi oggetti, gli oggetti che sono diversi sono ancora simili (per esempio, entrambi i carrelli contengono una maglia — una rossa ed una blu) ed il contenuto dei carrelli costa uguale. Inoltre ogni contribuente finirà col pagare per uno dei due carrelli anche se non avrebbe voluto acquistare volontariamente questo paniere di oggetti.

Vediamo qui il conflitto presente nelle decisioni politiche. Uno vuole una maglia blu, un altro vuole una maglia rossa ed io non voglio una maglia. Alcuni desideri entrano in conflitto con altri. In modo che i vostri siano soddisfatti voi sostenete politiche che sono dannose per me. Non si osserva questo tipo di conflitto nella democrazia di mercato.

Tornando all'analogia del carrello della spesa del Walmart, quando si viene accolti con i due carrelli si ha la facoltà di votare per quale carrello portare via. Tuttavia si vota raramente, diciamo, una volta ogni quattro anni, ed il vostro voto non conta. Si finirà con lo stesso carrello nonostante la votazione. Infatti anche se non votate, ciò non influenzerà la serie di oggetti che riceverete nel vostro carrello.

E' la stessa cosa per ogni grande elezione. La possibilità di ogni singolo voto di cambiare il risultato di una elezione è remota. Pertanto gli elettori hanno scarso incentivo ad essere informati sugli oggetti nei due carrelli. Sforzarsi di comprendere cosa ci sia nei due carrelli genera poche ricompense. Anche se si è pienamente informati sugli oggetti nei carrelli non cambierà nulla, dal momento che qualunque singolo voto non cambierà il risultato dell'elezione.

Infine anche se agli elettori è promesso una particolare serie di beni nel carrello della spesa che ha vinto l'elezione, ciò non vuol dire che gli elettori riceveranno quella serie di beni. Il candidato potrebbe promettere di sviluppare una specifica serie di politiche, ma dopo l'elezione l'incaricato pubblico è libero di sviluppare una differente serie di politiche per gli elettori, sia perchè il candidato ha cambiato la sua posizione su alcuni argomenti sia perchè è divenuto disonesto durante la campagna in modo da guadagnare sostegno politico.

Il punto, finora, è che in un'elezione gli elettori hanno di fronte scelte di gruppo, votano raramente, nessun singolo voto influenzerà l'elezione, gli elettori hanno pochi incentivi per essere altamente informati sulle posizioni politiche dei candidati ed il candidato che vince non è obbbligato ad adempiere alle sue promesse. I candidati che capiscono questi semplici fatti su una elezione avranno un vantaggio sui loro oppositori politici che non capiscono la natura delle elezioni.

Comprendendo ciò i candidati hanno bisogno di compiere due importanti decisioni. Primo, un candidato deve considerare quale insieme di politiche gli darà la miglior possibilità di vincere un'elezione, e secondo, un candidato deve decidere una strategia che darà ai suoi sostenitori un incentivo a votare nonostante il fatto che nessun singolo voto conta. Considererò questi due argomenti in ordine.


Quale Gruppo Politico Vincerà l'Elezione?

Si consideri uno spettro di possibili posizioni politiche. Ci sono estremisti, come i libertari ed i marxisti, agli estremi dello spettro. La maggior parte degli elettori non sono a questi estremi dello spettro. Molti elettori tendono in qualche modo ad avere visioni simili e si trovano in quello che potremmo chiamare il centro dello spettro. Capisco che qualcuno potrebbe dire che la maggioranza degli elettori è più vicina ad un estremo dello spettro rispetto agli altri, ma il mio punto è che c'è una posizione centrista in questo spettro e gli elettori tendono ad essere raggruppati in questa regione dello spettro.

In modo da vincere l'elezione un candidato deve appellarsi a questa posizione centrale. Se il candidato D prende una posizione molto più a sinistra del centro ed il candidato R prende una posizione leggermente poco più a destra del candidato D, allora il candidato R probabilmente vincerà le elezioni. Allo stesso modo se il candidato R prende una posizione a destra del centro, il candidato D può vincere l'elezione prendendo una posizione leggermente più a sinistra di R. Pertanto, in modo da vincere l'elezione, ogni candidato desidera appellarsi al centro dello spettro politico.

L'analisi di cui sopra è una versione annacquata del teorema dell'elettore mediano. I candidati di entrambi i partiti hanno bisogno di ottenere sostegno dall'uomo della strada, l'elettore medio.[5] Questa conclusione ha alcune implicazioni importanti.

Prima di tutto dal momento che entrambi i candidati stanno provando ad appellarsi all'elettore medio, dovremmo aspettarci che i candidati possiedono posizioni simili. Le ultime due amministrazioni presidenziali dimostrano questo punto. Anche se rappresentano partiti politici differenti, molti consiglieri finanziari e di politica estera dell'amministrazione Bush sarebbero a loro agio nell'amministrazione Obama ed in certi casi gli stessi individui sono in entrambe le amministrazioni. Bush e Obama sostengono entrambi il welfare state e l'impero militare. Entrambi hanno promosso politiche di espansione della grandezza dei bilanci e del potere del governo federale.

Il debito federale è quasi raddoppiato durante il governo Bush e sembra che potrebbe raddoppiare di nuovo sotto il governo Obama. Entrambi i presidenti sostengono gli enormi conti della sanità che hanno aumentato la spesa federale ed il controllo federale sull'industria sanitaria. E, più importante, entrambi i presidenti sostengono politiche monetarie dissolute e la Federal Reserve, la causa primaria dell'attuale crisi economica.[6]

In secondo luogo dovremmo aspettarci che molti elettori siano infelici dell'esito dell'elezione. Coloro che concordano con le preferenze politiche dell'elettore medio potrebbero essere soddisfatti delle posizioni del candidato vincente, ma molti elettori hanno posizioni che sono considerevolmente differenti rispetto alla posizione centrista e troveranno poco conforto nelle posizioni politiche del candidato vincente.

In terzo luogo il bisogno di appellarsi al centro dello spettro politico crea un dilemma per i candidati. In modo da guadagnare potere politico nel nostro sistema un candidato deve vincere due elezioni, le primarie e l'elezione generale. La difficoltà per un candidato è che ha bisogno di appellarsi ad un a serie di elettori differenti in ogni elezione. In modo da vincere le primarie un candidato deve attrarre l'elettore medio tra gli elettori del suo partito nelle primarie. Poi il candidato deve cambiare la sua posizione per guadagnare il sostegno dell'elettore medio nell'elezione generale.

Nel nostro linguaggio politico comune il Repubblicano ha bisogno di prendere una posizione di destra nelle primarie e poi muoversi al centro per l'elezione generale. Il Democratico compie un simile cambio da una posizione di sinistra ad una posizione centrista.

Ci sono almeno due modi per un candidato di cambiare la sua posizione e mantenere ancora il suo sostegno politico. Primo, un candidato ha bisogno di appellarsi alla sua base durante le primarie senza prendere posizioni ferme. A questo punto deve evitare di essere troppo specifico. Vuole essere in grado di cambiare la sua posizione mentre allo stesso tempo può negare che un cambiamento simile sia avvenuto. Dopo le primarie può muoversi nel mezzo della strada.

Ogni candidato sa che cambierà la propria posizione, ma sa anche che l'altro candidato agirà allo stesso modo. La strategia vincente qui è essere i primi ad accusare il proprio opponente di essere un voltagabbana e puntare al suo ovvio cambiamento di posizione, mentre allo stesso tempo si sostiene di non aver affatto cambiato la propria posizione. Lo scopo è di accendere i riflettori sull'ingannevolezza dell'opponente ed affermare che voi stessi siete una persona affidabile che non si esonera dalle proprie convinzioni, ignorando nel frattempo il fatto che la sola convinzione che la maggior parte dei candidati hanno è la volontà di fare qualsiasi cosa per acquisire potere politico. Tale ingannevolezza ripaga per ragioni che saranno spiegate più avanti.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: http://francescosimoncelli.blogspot.it/


(I). Link alla Seconda Parte


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Note

[1] Hans-Hermann Hoppe. 2001. Democracy: The God That Failed. New Brunswick: Transaction Publishers, p. 88. Se il lettore è interessato in un'analisi comprensiva delle istituzioni democratiche, questo è il libro da leggere.


[2] Per un punto di vista Austriaco dell'analisi della classe e della teoria dello sfruttamento, vedi "Marxist and Austrian Class Analysis" di Hans-Hermann Hoppe.[link PDF]


[3] Friedrich A. Hayek fornisce una meravigliosa spiegazione di questo punto in "Why the Worst Get on Top", capitolo 10 di The Road to Serfdom.


[4] Ludwig von Mises. 1981. Socialism: An Economic and Sociological Analysis. Indianapolis, Liberty Classics, p.400.


[5] Gli agenti dello Stato hanno vantaggi di monopolio che permettono loro di sostenere politiche a spese degli elettori in generale, ed alcuni potrebbero dire che i funzionari eletti possono ignorare le preferenze degli elettori, perfino le preferenze dell'elettore medio. Questo discorso ha senso. Per questa ragione, in senso stretto, il teorema dell'elettore mediano è difettoso. Tuttavia sto dicendo che i candidati, durante un'elezione, devono apparire in grado di soddisfare i voleri degli elettori in generale, e nello specifico degli elettori che sono raggruppati nel centro politico. Una volta in carica i funzionari politici possono ignorare le preferenze degli elettori. Il sistema protegge i politici in carica da ripercussioni politiche quando questi sostengono politiche opposte alla maggioranza degli elettori.


[6] Per una spiegazione del ruolo della Federal Reserve nell'attuale crisi, vedi Meltdown: A Free-Market Look at Why the Stock Market Collapsed, the Economy Tanked, and Government Bailouts Will Make Things Worse di Tom Woods.


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