giovedì 15 luglio 2021

Guai a chi trascina Piccole Donne nella guerra di genere

 

 

di Jeffrey Tucker

Come voi tutti anche io sono stato ingannato da film che nei trailer sembravano promettere cose interessanti solo per trasformarsi poi in fastidiose lezioni politiche.

I cattivi sono sempre i personaggi e le professioni demonizzate dalla sinistra, mentre i buoni sono quelli che si battono per una giustizia sociale progressiva contro il bigottismo.

Il film inizia bene e ci sono grandi speranze, poi gradualmente ci si rende conto che si viene manipolati e che si è stati nuovamente derubati.

I film che fanno questo meritano di essere dimenticati. È anche il motivo per cui provo a fare del mio meglio per evidenziare diversi tipi di film che lasciano da parte le ciance marxiste e cercano solo di raccontare una buona storia.

Quest'anno alcuni dei miei preferiti sono stati, tra gli altri, Ford v. Ferrari, The Joker, The Incredibles 2, Luce, The Pursuit, They Shall Not Age Old, Rocket Man e Bohemian Rhapsody.

Ovviamente ero preoccupato per il nuovo adattamento di Piccole Donne. È un film su una scrittrice americana del 19° secolo che lotta per andare avanti insieme alle sue talentuose sorelle, le quali cercano di trovare un posto nel mondo. Poteva sfuggire al cancro della politica dell'identità?

Miracolo dei miracoli, sono felice di dire che ci riesce. È creativo, bello, avvolgente in ogni fotogramma. Non piango spesso quando guardo i film ma, mio ​​Dio, i miei dotti lacrimali si sono sfogati. Che fotografia del New England degli anni 1860! Semplicemente meravigliosa.

Inoltre in questo periodo non vediamo abbastanza film su famiglie di fascia alta e ben educate ambientati in America. Quando vediamo questi personaggi del vecchio mondo, siamo portati in luoghi stranieri, soprattutto in Inghilterra. Adoro questo film perché ci ricorda che anche l'America aveva (e ha!) una cultura signorile degna di studio ed emulazione.

Non ero sicuro di aver capito perché il grande romanzo di Louisa May Alcott si intitolasse Piccole Donne, almeno fino a quando non ho visto questo film. Il punto è che il padre e la maggior parte degli uomini della comunità erano stati arruolati in guerra. Non parliamo dell'effetto devastante che questo impone alle famiglie e alle comunità: portate via gli uomini e le donne che si aspettavano una vita migliore e più stabile sono costrette a badare a sé stesse, diventando eroiche a modo loro. Tutti in guerra sono vittime. Gli uomini vengono trascinati via per uccidere ed essere uccisi, e le donne vengono lasciate a capire come sopravvivere e mantenere il rivestimento della civiltà nel mezzo di uno spargimento di sangue.

Era vero nella guerra civile e lo era ancora di più nella Grande Guerra. Che disastro culturale! Aspirazioni e civiltà svaniti in uno schiocco di dita. È stato anche peggio durante la seconda guerra mondiale, che ha devastato chiese, comunità, imprese, morale e persino nozioni di verità e bellezza. Non c'è da stupirsi se la cultura americana fosse così ansiosa di dimenticare il passato dal 1950 in poi e di reinventarsi, un impulso con effetti positivi e negativi.

Piccole Donne ci offre uno sguardo intimo sulla vita di una famiglia e di una comunità e su come hanno affrontato l'inferno della guerra, facendolo con grande dignità e amore. E sono felice di vedere che è stato un grande successo.

Vale la pena di festeggiare, non di politicizzare. Ma no: basta cercare un po' e scoprirete che Piccole Donne ha un "problema con gli uomini" perché questi "non sono presenti quasi per niente". Sessismo! E il New York Times è d'accordo. La scrittrice Kristy Eldredge afferma, in un titolo completamente ridicolo, che "Gli uomini stanno snobbando Piccole Donne. Che sorpresa". Il film è vittima di un "pregiudizio inconscio" basato sul sessismo che "trasuda anche allo spettatore maschio, se Twitter è una prova".

Mi dispiace ma Twitter non è una prova  di nulla, come ormai dovrebbe sapere qualsiasi critico.

Dove sono le prove che questo film non piace agli uomini? "Il pubblico alle prime proiezioni è composto principalmente da donne". Ma diciamo che sia vero: è così sbagliato? È davvero brutto che un determinato film attiri determinate persone? Non vedo prove che gli uomini siano in qualche modo contrari a questo film. Mi azzarderei a suggerire che tutta questa faccenda sia stata inventata per trascinare questo fantastico film nelle guerre culturali, e per nessuna ragione.

La scrittrice ammette che molti critici maschili hanno detto cose gentili, ma anche questo viene trasformato in prova di una presunta parzialità. "Che questa preoccupazione esistesse sin dall'inizio è scoraggiante", anche se è questa giornalista che continua ad alimentare le fiamme della politica dell'identità laddove non esiste alcunché da infuocare.

"Se molti uomini", continua, "non hanno voluto dargli una possibilità perché non pensano che sia pensato per loro, abbiamo ancora molta strada da fare affinché tutti i temi sulle donne possano meritare le dovute attenzioni".

Notate la parola civetta "se". Potremmo dirlo per qualsiasi cosa: se le donne non hanno dato una possibilità a Ford v. Ferrari, abbiamo ancora molta strada da fare affinché tutti i temi sugli uomini possano meritare le dovute attenzioni. Al che mi aspetterei che qualsiasi lettore rispondesse: questa frase mi ha solo fatto perdere tempo.

Non è una novità che la gente di sinistra sia diventata una caricatura di sé stessa, riproponendo le stesse accuse basate sul vittimismo e su luoghi comuni. Ciò che gli spettatori vogliono sono storie sugli esseri umani. Tutti affrontano lotte, solo che vengono ignorate dalla dialettica ideologica dei dipartimenti accademici delle discipline umanistiche. Le lotte delle persone vanno ben oltre la classe, la razza, il genere e così via. È questo che vogliamo che l'arte ed i film ci mostrino.

C'è stato solo un momento nel film in cui ho notato una flessione ideologica basata sul gruppo: durante la trattativa per i diritti sui libri, quando il personaggio principale è alla ricerca di un editore. È spuntato fuori uno sguardo "duro" sul viso della protagonista, chiedendo una paga più alta nonostante il desiderio dell'uomo di pagarla di meno. La verità è che essere ostili e arrabbiati non è un modo di negoziare. Spero che le donne non traggano un insegnamento sbagliato da questa scena, perché non è questa la strada da percorrere per ottenere uno stipendio più alto. Ciò che doveva venir fuori come un qualcosa senza compromessi è stato presentato come qualcosa di fastidioso.

A parte suddetta scena, Piccole Donne è stata misericordiosamente lasciato libero da scene progettate per manipolare lo spettatore. E questo è uno dei motivi per cui è un grande film, ma anche così i critici non lo lasceranno in pace. La richiesta che l'intera vita, e ogni opera d'arte, sia politicizzata è il vizio insaziabile di questa generazione di critici.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: https://www.francescosimoncelli.com/


mercoledì 14 luglio 2021

Inflazione, prezzi degli asset e prezzi al consumo

 

 

di Alasdair Macleod

“La FED si trova tra l'incudine e il martello: o continua a stampare denaro e crollerà l'intero castello di carte basato sulla fiducia negli asset finanziari, oppure rialzerà i tassi d'interesse ed il dollaro crollerà”.

Sono state avanzate diverse ipotesi su cosa possa succedere ai valori degli asset in un crollo iperinflazionistico. La base della questione è diventata improvvisamente rilevante, perché il consumo in America e Gran Bretagna è stato stimolato con un'inflazione monetaria senza precedenti rivolta ai consumatori e ha incontrato un'offerta di beni limitata, portando ad un forte aumento dei prezzi su tutta la linea.

In breve, a meno che non vengano presi provvedimenti urgenti, la possibilità di un esito iperinflazionistico è diventata una possibilità. L'unica alternativa è fermare l'inflazione monetaria e quindi far crollare deliberatamente l'economia globale.

Insieme ad altre banche centrali, la FED è intrappolata. Partiamo dal presupposto che, piuttosto che affrontare questa realtà, stati e banche centrali continueranno a stampare denaro fino a quando sia le loro valute fiat che i sistemi finanziari non affronteranno il collasso. Tutti i precedenti storici indicano che verrà imboccato quest'ultimo percorso.

Stando così le cose, è opportuno esaminare come un crollo dei poteri d'acquisto delle valute fiat possa influenzare i prezzi degli asset e dei consumatori. Questo articolo si basa su teoria monetaria e su prove empiriche alla ricerca di risposte. Inutile dire che le risposte sorprenderanno e disturberanno molti dei lettori.


Introduzione

È una percezione comune che in tempi di inflazione gli asset finanziari e tangibili offrano protezione dalla svalutazione monetaria. Invece di aumentare rapidamente, fintanto che le conseguenze dell'inflazione sono contenute come lo sono state dai primi anni '80, gli investimenti a tasso fisso sono stati una buona copertura contro l'inflazione. Ma cosa succede ai prezzi degli asset se l'inflazione non è contenuta e sale?

Per rispondere a questa domanda, dobbiamo prima definire cosa intendiamo per inflazione contenuta. I tassi d'interesse normalmente mettono un freno alla perdita del potere d'acquisto di una valuta, limitando l'inflazione ad un ciclo di credito. In altre parole, il mercato dev'essere preparato a funzionare e consentire ai tassi d'interesse di funzionare come compensazione per le conseguenze dell'inflazione monetaria e creditizia. Questa condizione non si applica oggi perché le banche centrali sopprimono i tassi d'interesse e obbligazionari, nonché qualsiasi prova del ciclo del credito bancario. Inoltre sia i detentori esteri di una valuta che i suoi utilizzatori domestici devono essere soddisfatti delle condizioni monetarie per mantenere la loro esposizione ad essa. Nel caso del dollaro, che è la valuta che conta davvero per tutti noi, ciò è stato indubbiamente vero finora, ma in questi tempi di crescente inflazione monetaria arriverà un punto in cui la mancanza di compensazione da parte degli interessi per la svalutazione monetaria inizierà ad indebolirne il potere d'acquisto, e questo è particolarmente importante per i detentori esteri.

È in questo contesto che è pertinente un esame più approfondito del rapporto tra asset e tasso accelerato di emissione delle valute fiat. Che il tasso di espansione monetaria abbia accelerato non è un segreto, ma finora i probabili effetti sul potere d'acquisto del dollaro, e anche per altre valute ad esso allineate, sono stati ignorati dagli investitori. I banchieri centrali sono stati timidi sull'argomento e, armeggiando con le medie dell'inflazione dei prezzi, gli statistici hanno seppellito le prove. Quest'ultima cosa è risultata un fattore importante in quella che è una campagna concertata di disinformazione sull'inflazione.

Sebbene queste condizioni si siano accumulate per decenni, finora i valori degli asset ad interesse non fisso avevano offerto protezione per il capitale degli investitori. Per le classi medie i valori delle loro case, spesso orientati attraverso prestiti ipotecari, sono aumentati notevolmente. Anche i valori dei loro portafogli e piani pensionistici ne hanno beneficiato enormemente. Per loro queste condizioni sono state estremamente vantaggiose, motivo per cui le banche centrali hanno sfruttato l'effetto ricchezza e ora stanno dirigendo nuovo denaro nei mercati azionari a ritmi senza precedenti attraverso il quantitative easing.

L'attuale situazione degli asset finanziari e non finanziari ha portato non solo ad un aumento del valore, ma è ora fondamentale per la fiducia economica da cui dipendono interamente le politiche delle banche centrali. Ma il problema della fiducia è che presuppone che la folla debba essere permanentemente rialzista e che la realtà non debba mai interferire. Le politiche basate su poco più della speranza perpetua sono destinate a fallire.

Ammettendo per la prima volta che potrebbe perdere il controllo dei tassi d'interesse a causa dell'aumento dei prezzi al consumo, l'ultima dichiarazione del FOMC ha sollevato interrogativi fondamentali sulle ipotesi rialziste. Per gli investitori le nuvole hanno cominciato a diradarsi, rivelando un FOMC che potrebbe perdere il controllo sui mercati. La reazione iniziale, che è tutto ciò che abbiamo visto finora, è che i tassi d'interesse in dollari a breve termine sono leggermente saliti, scontando un possibile aumento dei Fed Fund. I tassi a più lungo termine sono leggermente scesi, riflettendo l'effetto deflazionistico previsto. E il dollaro è salito rispetto ad altre valute, le cui banche centrali devono ancora ammettere che i prezzi probabilmente saliranno più di quanto previsto in precedenza.

L'effetto iniziale sui prezzi di azioni, materie prime e metalli preziosi è stato quello di farli scendere tutti. Passeremo alle materie prime e ai metalli preziosi più avanti in questo articolo, adesso pensiamo alle azioni. Sono saliti ai livelli attuali principalmente sulla scia del QE mensile da $120 miliardi, rivolto a fondi pensione e compagnie assicurative. Il QE incoraggia queste istituzioni ad aumentare i loro profili di rischio d'investimento passando dai debiti del Tesoro USA e delle agenzie governative a debiti societari ed azioni.

Parte delle chiacchiere nel mondo degli investimenti verte sulla necessità della FED di ridurre il QE per smorzare l'inflazione monetaria, il che semplifica eccessivamente la situazione. Se le azioni stanno finendo in un nuovo mercato ribassista, la FED sarà pronta ad aumentare il QE per supportare le azioni e limitare i rendimenti obbligazionari, perché questa è la sua linea di politica: i pianificatori centrali non possono permettersi di veder evaporare la fiducia degli investitori. Lo abbiamo visto a metà marzo 2020, quando in risposta ad un calo dell'indice S&P 500 di un terzo, la FED ha tagliato i tassi d'interesse a zero e ha aumentato il QE a $120 miliardi al mese.

Se l'indice S&P è sull'orlo di un altro movimento al ribasso, il salvataggio inizierà da tassi d'interesse a zero e QE a $120 miliardi al mese. I tassi d'interesse non possono essere abbassati ulteriormente. Possiamo escludere tassi negativi sulla base del fatto che ciò farebbe crollare l'attività dei fondi del mercato monetario, oltre a mettere l'intero complesso delle materie prime in una backwardation permanente. Semmai i tassi d'interesse dovrebbero salire a causa della rapida escalation della minaccia di un calo del potere d'acquisto del dollaro. Poi c'è il QE. La FED può fare una o entrambe le cose: può acquistare direttamente ETF indicizzati, aggirando i fondi pensione e assicurativi e seguendo la politica della Banca del Giappone, e può aumentare la quantità mensile di QE.

L'ovvio difetto di questa soluzione è che il modo per fermare l'inflazione è smettere di gonfiare la quantità di denaro, non aumentarla. Ma la FED si trova tra l'incudine e il martello: o continua ad inflazionare, o l'intera valutazione basata sulla fiducia degli asset finanziari crolla. O rialza i tassi d'interesse, o il dollaro crolla.

Siamo ad un punto critico per le azioni, illustrato dal picco del sentimento degli investimenti, e non c'è indicatore migliore per il sentimento della misura in cui gli investitori sono disposti a prendere in prestito per aumentare i loro profitti. Questo è il messaggio del seguente grafico, che chiaramente grida avidità estrema e totale assenza di paura delle perdite, fenomeno sempre associato ad un picco estremo e ad un inevitabile crollo a seguire.

Il sentimento rialzista è probabilmente più alto di quanto abbiamo mai visto nelle nostre vite e sicuramente è simile al tempo in cui fattorini, lustrascarpe e tassisti erano la fonte di ispirazione per gli investimenti dei nostri nonni. Forse inconsapevolmente la FED ha scelto questo momento per gettare uno scintillio di dubbio nelle menti degli investitori.


Politiche monetarie e di mercato da qui in avanti

Le lezioni del passato ci hanno insegnato che i banchieri centrali notano la minaccia di un mercato ribassista solo in ritardo, quindi se il mercato azionario sta raggiungendo il massimo, dovrà scendere in modo significativo prima che la FED agisca per sostenerlo.

L'ultima volta è stato poco più di un anno fa, quando dal 20 febbraio 2021 l'indice S&P 500 è sceso di un terzo in un mese per poi raddoppiare ai massimi recenti a seguito dell'intervento della FED. Il grafico qui sopra illustra come questo salvataggio abbia provocato una straordinaria follia tra gli investitori, e di conseguenza qualsiasi perdita di slancio rialzista minaccia di far crollare il mercato. Solo su questa base e mettendo da parte i fattori di valutazione soggettivi, le azioni sembrano presagire un significativo ribasso. Stando così le cose, le partecipazioni estere in azioni statunitensi ($11.200 miliardi) saranno quasi certamente ridotte, aggiungendo carburante al falò del mercato orso. Alcune delle vendite fuggiranno anche dal dollaro, mettendolo sotto pressione, visto che la proprietà estera è stimata a $31.000 miliardi ($24.700 miliardi in titoli a lungo termine più $6.300 miliardi in investimenti a breve termine e depositi bancari) ed è un livello record di esposizione per gli stranieri, pari al 150% del PIL statunitense. Le disponibilità statunitensi di titoli esteri che compensano gli interessi esteri del dollaro sono meno della metà di questa cifra, con la maggioranza investita in azioni.

Se la FED decide di intervenire e rafforzare la fiducia nel mercato azionario, dovrà affrontare diversi conflitti in tale arduo compito. Con i tassi d'interesse ancorati allo zero, non possono essere ulteriormente abbassati. L'unica opzione è aumentare la portata e l'efficacia del QE. In parole povere, il sostegno ai mercati obbligazionari e azionari dovrà essere più sfacciato. Ma stampare denaro per sostenere gli asset finanziari è più inflazionistico, aggiungendo benzina al fuoco. Per farla franca la FED dovrà persuadere gli stranieri sovraccarichi di dollari, i quali possono far salire i mercati senza la necessità di indebolire la valuta. E c'è un ulteriore problema che non viene previsto dai pianificatori monetari centrali: lo stato dell'economia stessa.

Per decenni le autorità monetarie hanno chiuso un occhio sugli effetti impoverenti sul settore privato non finanziario causati dal trasferimento di ricchezza attraverso la svalutazione monetaria. Dalla crisi della Lehman, un'analisi statistica indipendente di John Williams su Shadowstats.com ha stimato che il dollaro ha perso potere d'acquisto ad una cifra compresa tra il sette e il dieci per cento all'anno, ora a oltre l'11%. L'analisi semestrale del Chapwood Index (prima che il Covid rendesse impraticabile la raccolta dei dati) avvicina i dati post-Lehman al 10%. Aggiustando il PIL nominale in base a questi numeri realistici invece che ad un obiettivo del 2%, ci informa che l'economia statunitense è stata in un crollo continuo almeno dalla crisi Lehman, se non prima.

Vedendo solo il denaro in eccesso speso dal governo federale e non tenendo conto della sua fonte, la svalutazione monetaria, è stata creata un'illusione di prosperità. Mentre l'uomo della strada è stato in grado di far quadrare i conti solo integrando le sue entrate con il debito, gli stati, le loro agenzie e l'establishment degli investitori sono beatamente inconsapevoli delle conseguenze accumulate della continua svalutazione monetaria.

Una spinta al rialzo del livello generale dei prezzi viene ora dalla rottura del legame tra consumo e produzione, conseguenza di politiche monetarie ed economiche che hanno chiuso un occhio sul funzionamento della divisione del lavoro, comunemente espressa come Legge di Say. Sovvenzionando la disoccupazione e rendendo l'occupazione meno efficiente dal punto di vista del datore di lavoro, la produzione è stata progressivamente sottratta al mercato interno e le importazioni hanno sostituito la produzione nazionale. E con i massicci aumenti dei disavanzi di bilancio del governo degli Stati Uniti, anche il deficit commerciale aumenterà sostanzialmente rispetto ai livelli attuali... meno che i consumatori americani non decidano collettivamente di aumentare i propri risparmi per aiutare a finanziare il deficit di bilancio piuttosto che continuare a spendere (cosa molto improbabile).

Un incombente mercato ribassista per le azioni statunitensi sarà accompagnato da un ulteriore e netto deterioramento della bilancia dei pagamenti, in un contesto in cui il dollaro è già sopraffatto dagli stranieri. L'unica compensazione a breve termine sarebbe un forte deterioramento del tasso di cambio del dollaro. E quello che dovrebbe preoccuparci è la posizione della FED, che ha ignorato le conseguenze di legare insieme i futures del mercato azionario e del dollaro, sostenendo i primi gonfiando i secondi.


Le prospettive per le valute fiat

L'attuale situazione del dollaro è la conclusione di decenni di inflazione monetaria. Il potere d'acquisto del dollaro stava già calando quando nel 1971 è stato reciso da tutti i restanti collegamenti con l'oro. Da allora il biglietto verde ha perso oltre il 98% del suo potere d'acquisto, misurato in oro. Finora questa elisione non è diventata una questione pubblica, ma chiaramente l'accelerazione nell'espansione della quantità di moneta in circolazione dopo il fallimento della Lehman e l'ulteriore accelerazione nel marzo 2020, oltre all'abbandono di ogni disciplina monetaria per sostenere i mercati finanziari, quasi sicuramente finirà per mettere in dubbio il ruolo del dollaro come mezzo di scambio. A meno che non si faccia qualcosa, la perdita di tutto il suo potere d'acquisto sta diventando un risultato credibile.

Quel "qualcosa" è una domanda a cui rispondere. La minaccia dell'inflazione può essere rimossa solo se si interrompe la stampa di denaro, ma come fanno i pianificatori centrali a capirlo quando sembrano non capire nemmeno il legame tra quantità di moneta e prezzi? Come possono perseguire una politica antinflazionistica se non sono disposti a rinunciare al controllo sui tassi d'interesse ed a restituirlo agli attori di mercato?

Con nient'altro che una fragile fiducia in esso, gli attori stranieri che non necessitano di possederlo in quantità superiori a quelle nominali possono semplicemente venderlo. Ma anche le valute fiat alternative sono poco attraenti perché sono tutte legate al dollaro attraverso il suo status di riserva, e anche le principali valute vengono inflazionate dalle loro banche centrali. La seguente immagine illustra il grado di inflazione rispetto alla posizione precedente alla crisi Lehman.

In termini generali, l'espansione dei bilanci delle banche centrali può essere considerata una misura della svalutazione monetaria, ma le alternative alla FED e alla Bank of England hanno un appeal limitato sul capitale internazionale.

Per tutte le ragioni sopra esposte, le attrattive relative ai beni materiali, alle materie prime e ai metalli preziosi come riserve di valore potrebbero iniziare ad aumentare rispetto agli asset finanziari, anche se queste categorie non finanziarie hanno già visto aumenti di prezzo nell'ultimo anno. E per coloro che sospettano che le valute fiat siano sulla strada verso un ritmo di svalutazione accelerato, alcune di esse potrebbero emergere come migliori riserve di valore rispetto agli asset finanziari ad interesse non fisso.

Ma vendendo il dollaro, gli stranieri rischiano di intaccare l'intero complesso del denaro fiat. I legami tra tutte le valute fiat ed i loro mercati finanziari garantiranno che un calo sostanziale del potere d'acquisto del dollaro unito ad un crollo delle azioni statunitensi infetterà tutte le altre valute e tutti gli altri mercati. I prezzi dei metalli preziosi e delle materie prime sono destinati a salire in tutte le valute fiat e saliranno anche i rendimenti obbligazionari mentre i mercati azionari entreranno in crisi. È il valore del denaro fiat e degli asset finanziari ad essere minacciato.


I valori degli asset durante un crollo monetario

La storia, così come la logica, ci dice che l'asset più performante in un crollo monetario è il sound money (denaro sano ed onesto), perché è ciò che alla fine sostituisce le valute emesse dallo stato. Le qualifiche di base sono: mezzo di scambio comunemente accettato e quantità/uso decisi dal mercato non dagli stati. Ciò che ci interessa qui è il potere d'acquisto del denaro sano ed onesto rispetto alle valute fiat durante un crollo monetario. Inizialmente è condizionato dal fatto che le valute fiat sono ampiamente detenute mentre il sound money ed i suoi eventuali sostituti no. E quando si tratta di questi ultimi, nessuna banca centrale offre termini di conversione dell'oro in valuta fiat ad esempio. Gli ETF (presumibilmente) coperti dall'oro e dall'argento non costituiscono la proprietà del metallo pertinente e, essendo valutati in denaro fiat, le loro azioni dovrebbero essere considerate investimenti scoperti.

Per queste ragioni un crollo delle valute fiat porta direttamente ad un aumento del potere d'acquisto per oro e argento in termini di beni e beni scambiabili. Ciò è confermato dall'evidenza empirica: Stefan Zweig, l'autore austriaco che ha vissuto l'inflazione europea nei primi anni '20, ha raccontato come 100 dollari potessero comprare case familiari a sei piani in una strada alla moda di Berlino (l'equivalente di meno di cinque once d'oro dell'epoca).

C'è una differenza cruciale tra la Berlino del 1922-23 e la situazione che si sta evolvendo oggi. Esistevano valute estere che fungevano da sostituti credibili dell'oro. E in parte a causa del boom delle esportazioni in Germania e in parte a causa degli afflussi di capitali che approfittarono del crollo monetario, dollari e altre valute vennero importate in grandi quantità. Nulla di tutto questo c'è oggi, il che in un crollo monetario è destinato ad aumentare il potere d'acquisto del sound money anche più di quanto sperimentato in Germania quasi un secolo fa.

C'è l'ulteriore svantaggio di investire in proprietà fisiche per sfuggire alla svalutazione monetaria: il costo di manutenzione e l'impossibilità di affitti che stanno al passo con un declino della valuta. In queste circostanze, la proprietà residenziale diventa una passività e non un attivo.

In precedenza è stato affermato che le condizioni di inflazione monetaria contenuta hanno alimentato i prezzi degli immobili sufficientemente da offrire una ricompensa per la svalutazione monetaria. Tale beneficio scompare in condizioni di iperinflazione.

Misurato in valuta in deprezzamento, c'è ancora un certo valore per l'utilità di una casa. Il fattore che lo determina è il desiderio rispetto ad altri beni e la disponibilità di finanziamenti immobiliari. Nelle condizioni di un crollo monetario, è probabile che l'aumento della quantità in circolazione sia contenuto rispetto alla perdita di potere d'acquisto (questo fenomeno è ulteriormente spiegato in seguito). Una casa da un milione di dollari potrebbe non aumentare il suo valore scambiabile di molto, se misurato in valuta in declino, a causa di questa limitazione. Inoltre le piccole risorse monetarie esistenti rischiano di essere reindirizzate alla sussistenza umana, all'acquisizione di cibo ed energia, i cui potenziali di prezzo sono anche commentati di seguito.

Pur agendo inizialmente come fonte di fondi, è probabile che gli asset finanziari perdano il loro valore residuo. A differenza del mondo al tempo delle inflazioni europee degli anni '20, l'ubiquità del crollo della valuta fiat significa che gli interessi stranieri saranno quasi del tutto assenti.

L'aumento dei tassi d'interesse che accompagna un crollo della valuta fiat si fermerà solo con un'azione in stile Volcker. Mentre tutti desideriamo disperatamente che una tale soluzione funzioni di nuovo, le condizioni odierne sembrano escluderlo. Avendo legato le loro valute ai valori degli asset finanziari, la FED e le altre banche centrali sarebbero tenute a liberarle da questo obbligo e ad assumersi la responsabilità di innescare deliberatamente un crollo economico che farebbe sembrare gli anni '30 un picnic.

Dobbiamo accettare che consentire un rialzo illimitato dei tassi d'interesse è un'accettazione de facto dell'economia di mercato, cosa che era possibile solo nel 1980, ma 40 anni di interventi ed una regolamentazione sempre più stringente la rendono oggi inconcepibile. E come indicatore di volontà politica, o meglio di una sua mancanza, le condizioni sociali e morali si sono deteriorate al punto che politici, istituzioni e persino imprese non sono in grado di accettare la realtà delle cose. Come indicatore economico, l'umanità è caduta in un groviglio di economia comportamentale simile a quello visto in Germania nella grande inflazione. Di nuovo Stefan Zweig: "Anche la Roma di Svetonio non aveva mai conosciuto orge come i balli pervertiti di Berlino, dove centinaia di uomini in costume da donna e centinaia di donne in costume da uomo ballavano sotto gli occhi benevoli della polizia. Nel crollo di tutti i valori prese piede una specie di follia soprattutto negli ambienti borghesi che fino ad allora erano stati incrollabili nella loro probità".

Sicuramente oggi le cose sono diverse, ma la perdita della bussola morale è un'indicazione poco osservata quando si deve valutare il vero stato degli affari monetari ed economici.


Prezzi al consumo

Un crollo del suo potere d'acquisto non sarà accompagnato da un aumento compensatorio della quantità di denaro. Questo stato di cose inaspettato deriva da un rifiuto di usare la valuta fiat come mezzo di scambio nelle fasi successive del suo crollo. Fu per questo motivo che tra l'aprile 1923 e il novembre successivo il marco cartaceo in Germania passò da 6,546 X 1012 a 400.3 X 1018, con un incremento di 61.152 volte. Allo stesso tempo, i prezzi misurati in marchi di carta salirono da 5.825 rispetto al marco oro a 522.3 X 1012, ovvero di 90 miliardi di volte (cfr. The Economics of Inflation — A Study of Currency Depreciation in Post-War Germany di Constantino Bresciani-Turroni). Pertanto la limitazione di un aumento della quantità di moneta non fermerà i prezzi che aumentano più velocemente.

Certo, l'esempio sopra riportato della Germania nel 1923 copre il momento in cui il marco cartaceo alla fine crollò, essendo stato rifiutato come denaro. Si spera che il Tesoro degli Stati Uniti stabilizzi la situazione per il dollaro prima che crolli definitivamente dispiegando le sue riserve auree, che si dice siano oltre 8.000 tonnellate. Supponendo che il suo oro esista, il Tesoro degli Stati Uniti può introdurre un gold standard credibile prima che il potere d'acquisto del dollaro scompaia del tutto. Ma poiché il suo potere d'acquisto accelera nel calo, è ragionevole presumere che i prezzi in dollari dei beni di prima necessità saliranno più rapidamente di quanto suggerirebbe l'espansione della quantità di dollari disponibili. Ciò porterà a notevoli difficoltà per quasi tutti coloro che vivono in America; e nella misura in cui altre valute subiranno un destino simile, anche per chi li usa in altre giurisdizioni.

In queste condizioni la domanda dei consumatori sarà limitata all'essenziale. Le aziende che producono beni non essenziali, in particolare i servizi, cesseranno di commerciare e se le valute fiat affonderanno, anche i produttori di beni essenziali cesseranno di commerciare, almeno finché non tornerà un mezzo di scambio credibile. Non solo la mancanza di offerta di beni farà abbassare ulteriormente il potere d'acquisto del dollaro, ma la produzione economica crollerà del tutto.


Sommario e conclusione

Questo articolo ha iniziato a delineare la sua tesi indicando l'evidenza della sopravvalutazione degli asset finanziari, alimentata dalle banche centrali che emettono valuta con l'esplicito scopo di garantire che continuino a crescere di valore. In seguito ha sottolineato le somiglianze tra oggi ed il deterioramento della moralità pubblica nella Germania del 1923 come indicatore sociale delle condizioni monetarie ed economiche. Misurati in questi termini, non siamo ancora nello stato di dissolutezza registrato a Berlino al momento del crollo del marco di carta, ma indubbiamente ci stiamo avvicinando.

Molto deve ancora accadere nel nostro viaggio iperinflazionistico. Il disinvestimento estero da un eccesso di dollari deve ancora iniziare, ma ora possiamo percepire che l'inflazione dei prezzi sarà il fattore destabilizzante. Le banche centrali hanno scelto di minimizzare l'effetto, ma la combinazione di un disastro logistico globale, prezzi delle materie prime prime nettamente più alti ed una mancanza di manodopera disponibile e occupabile sta portando ad una mancanza di offerta di prodotti per soddisfare la domanda dei consumatori.

E mentre le autorità ed i media mainstream hanno sbandierato il ripristino della crescita economica, più precisamente un riflesso dell'inflazione dell'offerta di moneta, non è stata per niente coperta la distruzione delle piccole e medie imprese lontano dai centri finanziari. Il Covid è stato il colpo di grazia per le piccole imprese, le quali erano riuscite a sopravvivere ad una stagnazione continua, risalente come minimo alla bancarotta della Lehman.

Le banche centrali hanno coperto i loro fallimenti gonfiando i mercati finanziari, alla maniera di John Law 301 anni fa. Law stampò livree scoperte per sostenere le azioni della sua impresa, ma la bolla scoppiò, portando alla distruzione della cartamoneta in soli sei mesi. Le banche centrali di oggi, guidate dalla FED, stanno ripetendo l'esperimento di John Law su scala globale.

Non importa se i mercati sono al loro apice e la bolla sta per scoppiare. Ci sono forti indicazioni, in particolare i $900 miliardi di leva del debito dietro i mercati finanziari, che siamo ad un soffio dal picco del mercato. La bolla scoppierà, questo è certo, e quando accadrà $11.000 miliardi di azioni di proprietà straniera cercheranno un'uscita dal panico; non solo dallo sgonfiamento della bolla degli investimenti, ma anche dal dollaro. I tassi d'interesse saranno quindi costretti a salire, poiché i mercati prenderanno il controllo di tutto e lo toglieranno alla FED.

Nel momento in cui la bolla inizierà a sgonfiarsi, gli investitori si risveglieranno dal sonno indotto dall'oppio delle banche centrali ed è probabile che gli eventi si sviluppino con una rapidità inaspettata. Dobbiamo sperare che gli stati sostengano le loro valute in modo credibile, con l'oro (o Bitcoin), prima che diventino completamente inutili.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: https://www.francescosimoncelli.com/


martedì 13 luglio 2021

“Colli di bottiglia” nell'offerta come scusa per l'inflazione

 

 

di Daniel Lacalle

Uno dei colpevoli più additati dalle banche centrali per quanto riguarda l'aumento dell'inflazione sono le strozzature e che la ripresa della domanda ha creato tensioni nelle catene di approvvigionamento. Tuttavia l'evidenza ci mostra che la maggior parte delle materie prime è salita di prezzo di pari passo con un ambiente caratterizzato da un ampio livello di capacità inutilizzata e persino sovraccapacità.

Se analizziamo il tasso di utilizzo della capacità produttiva industriale e manifatturiera, vediamo che Paesi come la Russia (61%) o l'India (66%) sono ad un livello evidente di sovraccapacità strutturale e un utilizzo della capacità produttiva che rimane ancora di diversi punti inferiore rispetto a quello di febbraio 2020. In Cina è al 77%, ancora lontano dal livello pre-pandemico del 78%. Infatti se analizziamo i principali Paesi del G20 ed i maggiori fornitori industriali e di materie prime del mondo, vediamo che nessuno di loro ha livelli di utilizzo della capacità produttiva superiori all'85%. C'è un'ampia capacità disponibile in tutto il mondo.

Infatti l'inflazione non è un problema causato dalla catena dei trasporti. L'eccesso di capacità nel settore marittimo e del trasporto aereo è più che documentato e nel 2020 è stata aggiunta nuova capacità sia nel trasporto merci che nel trasporto aereo. Le navi consegnate nel 2020 hanno aggiunto 1,2 milioni di unità equivalenti a venti piedi (TEU) di capacità, con 569.000 TEU di capacità su navi portacontainer ultra grandi (ULCV), navi con capacità di oltre 18.000 TEU, secondo Drewry, una società di consulenza marittima. Brian Pearce, capo economista dell'International Air Transport Association (IATA), ha anche avvertito che il problema della capacità è peggiorato nell'anno solare 2020.

Uno degli effetti collaterali degli stimoli monetari/fiscali e dei tassi d'interesse artificialmente bassi è l'aumento del numero di aziende zombi. La BRI (Banca dei Regolamenti Internazionali) ha mostrato questo fenomeno in diversi studi empirici. Ryan Banerjee, economista senior presso la BRI, ha individuato nella ZIRP un fattore chiave per comprendere l'aumento esponenziale delle aziende zombi, quelle che non riescono a coprire i propri interessi di debito con profitti operativi. Il costante rifinanziamento del debito porta anche al perpetuarsi della sovraccapacità, perché un processo chiave per il progresso economico, come la distruzione creativa, viene eliminato o limitato. I tassi d'interesse bassi e l'elevata liquidità hanno perpetuato o aumentato la capacità in eccesso globale di alluminio, ferro, petrolio, gas naturale, semi di soia e molti altri prodotti.

Perché l'inflazione sale se si perpetua l'eccesso di capacità e c'è sufficiente capacità di trasporto?

Abbiamo dimenticato il fattore più importante, quello monetario, oppure alcune banche centrali vogliono farcelo dimenticare. "L'inflazione è sempre e comunque un fenomeno monetario", ha spiegato Milton Friedman molti decenni fa. Maggiore offerta di denaro diretta verso asset scarsi, siano essi immobili o materie prime. Il potere d'acquisto del denaro diminuisce.

Perché ci hanno detto che non c'era "nessuna inflazione" prima del Covid-19 nonostante l'offerta di denaro fosse aumentata in modo massiccio?

La grande differenza tra il 2020 e gli anni passati è che in precedenza la Federal Reserve o la BCE aumentavano l'offerta di denaro al livello o al di sotto dei livelli di domanda di denaro (misurata come domanda di credito ed uso della valuta). Ad esempio, l'aumento dell'offerta di denaro negli Stati Uniti è stato vicino al 6% con una domanda globale di dollari che è cresciuta tra il 7 e il 9%. Infatti il mondo mantiene una carenza di dollari di circa $17.000 miliardi, secondo Luke Gromen di Forest for the Trees. Ciò mantiene il dollaro o l'euro relativamente stabili e trasmette la percezione che l'inflazione sia bassa. Tuttavia c'erano diversi allarmi rossi prima del Covid-19: proteste in tutto il mondo, compresa l'Europa, contro l'aumento del costo della vita. Le valute di riserva mondiali esportano l'inflazione in altri Paesi.

Cos'è successo nel 2020?

Per la prima volta da decenni, la Federal Reserve e le principali banche centrali hanno aumentato l'offerta di denaro ben al di sopra della domanda. La risposta alla chiusura forzata dell'attività economica con la stampa massiccia di denaro ha generato un'onda inflazionistica senza precedenti. L'economia non è crollata a causa della mancanza di liquidità o di una stretta creditizia, ma a causa dei lockdown.

Lo tsunami monetario del 2020 ha lanciato un effetto boomerang globale con tre conseguenze: le valute dei mercati emergenti sono crollate rispetto al dollaro perché le loro banche centrali hanno "copiato" la politica degli Stati Uniti senza la domanda globale di cui gode il dollaro USA; un flusso di denaro sproporzionato è fluito verso asset rischiosi, a cui si sono aggiunti più flussi per assumere posizioni di sovrappeso in asset scarsi, facendo sì che gli investitori passassero dal sottopeso delle materie prime al sovrappeso generando un rally sincronizzato e brusco; infine sono state prese misure straordinarie tipiche di una crisi finanziaria o della domanda per mitigare uno shock dell'offerta, generando un aumento senza precedenti di liquidità in assenza di domanda di credito aggiuntiva. Più denaro rispetto a beni scarsi non è un aumento dei prezzi, ma una diminuzione del potere d'acquisto del denaro.

Qual è il rischio?

La storia del denaro fin dall'Impero Romano ci dice sempre la stessa cosa. Innanzitutto il denaro viene stampato in modo aggressivo con la scusa che "non c'è inflazione". Quando l'inflazione aumenta, le banche centrali e gli stati ci dicono che è "transitoria" o dovuta ad effetti "multicausali". E quando scoppia, gli stati si presentano come la “soluzione” imponendo controlli sui prezzi e misure restrittive sulle esportazioni. Non è una teoria, tutti noi che abbiamo vissuto negli anni settanta lo sappiamo.

Ecco perché è pericoloso perseguire titoli conglomerati come una scommessa inflazionistica... Perché quando vengono intensificati i controlli sui prezzi e l'intervento statale, i margini crollano.

Il rischio di stagflazione non è trascurabile ed i cosiddetti titoli di valore non sono una buona scommessa in questo ambiente. In stagflazione le materie prime con dinamiche di offerta strette, oro, argento, settori ad alto margine ed obbligazioni di valute stabili sono quegli elementi che supportano un portafoglio. Tuttavia la maggior parte dei settori ha sottoperformato, come abbiamo visto negli anni '70, quando l'indice S&P 500 ha generato rendimenti molto deboli, significativamente al di sotto dell'inflazione.

Cosa può esserci di diverso dagli altri episodi?

Solo una reazione drastica delle banche centrali può cambiare le cose, tuttavia la domanda è: le banche centrali tireranno il freno a mano quando i disavanzi pubblici sono alle stelle e anche un piccolo aumento dei rendimenti sovrani può generare una crisi del debito?

Reagiranno a quello che è chiaramente, e come sempre, un processo inflazionistico monetario?


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: https://www.francescosimoncelli.com/


lunedì 12 luglio 2021

Gli orrori dell'iperinflazione

 

 

di Robert E. Wright

Alcune persone pensavano che una grave inflazione avrebbe seguito i salvataggi centrali del 2008-9. Non è stato così, quindi alcuni presumono che i prezzi rimarranno di nuovo sotto controllo ora. Un falso "Al lupo! Al lupo!" in passato, non significa che questa volta i lupi dell'inflazione non perseguiteranno l'economia. Come descritto di seguito, le condizioni macroeconomiche e politiche sono molto diverse oggi e questo è importante perché non prendo alla leggera gli alti livelli dell'inflazione.

I mercati finanziari suggeriscono che il percorso futuro dei prezzi rimane sconosciuto. I rendimenti obbligazionari rimangono bassi per gli standard storici, ma investimenti in criptovalute e arte suggeriscono che alcuni investitori vogliono acquistare qualcosa di diverso dalle obbligazioni, che diminuiranno di prezzo se l'inflazione, e quindi i tassi d'interesse nominali, salgono. Il mercato immobiliare vivace suggerisce anche che altri problemi incombono, poiché gli immobili tendono ad aumentare di prezzo insieme all'inflazione, specialmente dove gli affitti possono essere aumentati facilmente e rapidamente.

I politici devono chiedersi, cos'è peggio, l'iperinflazione o il cambiamento climatico globale? Iperinflazione o ingiustizia sociale? Iperinflazione o guerra? La risposta, senza dubbio, è l'iperinflazione, con cui intendo aumenti rapidi ed accelerati dei prezzi causati dalla crescita dell'offerta di denaro che supera la nuova domanda. Ironia della sorte, un attacco di iperinflazione accelererebbe probabilmente il cambiamento climatico globale, aggraverebbe l'ingiustizia sociale ed aumenterebbe la probabilità di grandi guerre.

In breve, il governo federale dovrebbe concentrarsi sulla vera minaccia esistenziale per la nazione, i prezzi fuori controllo, non sprecare risorse su questioni politiche di parte, come trattare i trasgressori disarmati come "insurrezionalisti".

L'inflazione, misurata dall'indice dei prezzi al consumo (IPC), è attualmente è a "solo" il cinque e mezzo percento e l'indice dei prezzi giornalieri dell'AIER è aumentato "solo" del 6,5% nell'ultimo anno. Entrambi rimangono molto lontani da una spirale iperinflazionistica, in cui le aspettative sui prezzi in rapido aumento fanno sì che essi aumentino rapidamente poiché i consumatori spendono denaro il più rapidamente possibile ed i lavoratori spingono per salari nominali sempre più alti per evitare cali prolungati dei loro salari reali. Ma perché l'inflazione sta guadagnando slancio ora? E le forze economiche o politiche la controlleranno prima che vada fuori controllo?

A seguito della crisi finanziaria del 2008, le politiche statali e le condizioni socioeconomiche non hanno favorito una rapida crescita economica. La notevole incertezza sulle riforme del settore finanziario e sanitario ha reso caute molte aziende e le riforme che alla fine sono state approvate, in particolare Dodd-Frank ed Affordable Care Act, si sono rivelate irritanti a causa delle loro dimensioni, complessità e lenta introduzione. Le tasse erano relativamente alte e molti innovatori temevano cosa avrebbe potuto fare l'amministrazione Obama.

Non sorprende, quindi, che la crescita economica sia stata piuttosto anemica per quasi un decennio, quindi anche gli aumenti di quella che i macroeconomisti chiamano domanda aggregata sono stati moderati. Inoltre gran parte del nuovo denaro (potere d'acquisto) che la Federal Reserve ha creato in risposta alla crisi del 2008 è rimasto nelle banche, che erano felici di guadagnare un piccolo ma sicuro ritorno su un cuscinetto di contanti chiamato riserve in eccesso. Quindi la pressione al rialzo sui prezzi si è rivelata molto più leggera di quanto alcuni temessero.

Durante l'amministrazione Trump, il contesto imprenditoriale è migliorato notevolmente poiché le tasse e gli oneri normativi sono diminuiti. La disoccupazione è scesa ai minimi storici, ma la FED ha mantenuto la sua politica sui tassi d'interesse ai minimi storici, quindi si stava già accumulando una pressione al rialzo sui prezzi quando è arrivato il Covid e gli stati di tutto il mondo hanno risposto chiudendo l'attività economica.

Il mondo sta emergendo da quelle politiche mostruose e la domanda dei consumatori repressa, simile a quella sperimentata alla fine degli anni '40 dopo un decennio di depressione e guerra mondiale, si fa sentire. Da sole, queste circostanze potrebbero colludere per causare un'inflazione a due cifre per un anno, due o tre.

Oltre a queste pressioni, il governo nazionale sembra deciso a spendere quanto più denaro possibile il più rapidamente possibile. I deficit previsti sono, in termini reali, i più grandi della storia in tempo di pace e si avvicinano a quelli sostenuti per combattere la seconda guerra mondiale. Potrebbero far precipitare l'economia in una grave spirale inflazionistica, a cui i politici, gli stessi politici che pensavano di poter "combattere" un virus, potrebbero rispondere con controlli dei prezzi come quelli che hanno causato carenze diffuse durante l'amministrazione Nixon.

I controlli sui prezzi sono falliti, ma Paul Volcker (1927-2019) alla fine ha aperto la porta ad una recessione per fermare la Grande Inflazione americana (1965-1982): rialzo drastico dei tassi d'interesse e taglio della crescita dell'offerta di moneta. La FED potrebbe fare lo stesso oggi, se necessario? Sì. Lo farebbe? Non senza danneggiare molte persone povere, indipendentemente dal colore della loro pelle.

Considerazioni politiche a parte, il governo federale vorrebbe certamente avere voce in capitolo anche nella politica monetaria. Il governo degli Stati Uniti deve molti soldi a molte persone, compresi molti governi esteri che non si divertiranno se i titoli del Tesoro USA diventeranno inutili. Inoltre la maggior parte dei prestiti del governo nazionale ha scadenze brevi, quindi deve pagare/rifinanziare circa $13.000 miliardi di debito entro i prossimi quattro anni.

Se l'inflazione sale, aumenteranno anche i tassi d'interesse nominali e quindi l'onere del debito pubblico, ovvero la quota del bilancio federale necessaria per pagare gli interessi sul debito nazionale. Con l'aumento di tale onere, aumenterà anche la pressione per continuare a creare nuovo denaro ed aiutare il governo federale a pagare i suoi conti.

Se, come The Atlantic, non pensate che l'iperinflazione possa verificarsi in America, dovete rileggere la storia monetaria. Le colonie del New England e delle Carolina sperimentarono un'inflazione fuori controllo, così come la stessa nuova nazione durante la guerra civile. L'iperinflazione attanagliò anche la Confederazione ed i suoi terribili effetti impoverirono il Sud per un secolo dopo Appomattox.

L'iperinflazione ha rovinato anche numerosi altri Paesi e in alcuni, come lo Zimbabwe ed il Venezuela, le spirali inflazionistiche continuano ancora oggi ad imporre costi socioeconomici significativi, soprattutto ai poveri. L'iperinflazione in Germania, iniziata esattamente un secolo fa, è forse la più conosciuta perché ha contribuito a favorire l'estremismo politico, compreso il nazionalsocialismo.

Non bisogna scherzare con l'alta inflazione, perché fa a pezzi le economie e le società distruggendo forme di risparmio di una vita (ad esempio, conti bancari, fondi obbligazionari e assicurazioni sulla vita) mentre arricchisce i debitori e le persone politicamente benestanti. Gli incentivi a produrre precipitano a causa del calo della domanda aggregata, del calo dei redditi reali e delle fluttuazioni imprevedibili dei prezzi relativi.

Tale carneficina può sembrare astratta, ma era molto reale per i tedeschi della classe media che videro prostituirsi le loro figlie per sopravvivere ai periodi peggiori, quando la cartamoneta tedesca diventava più preziosa come carta igienica o carta da parati piuttosto che come mezzo di scambio.

L'amministrazione Biden presume invece che combattere il cambiamento climatico globale e promuovere ciò che considera la giustizia sociale siano obiettivi politici più importanti piuttosto che evitare il crollo del dollaro. È decisamente sbagliato, perché le iperinflazioni finiscono in un solo modo: l'imposizione di rigidi vincoli di bilancio attraverso l'adozione di un nuovo sistema monetario basato su metalli preziosi, una valuta estera stabile, o un comitato valutario. Spesso anche un nuovo governo o costituzione deve accompagnare la riforma monetaria per rendere più credibile l'impegno a smettere di stampare denaro.

In altre parole, se il livello dei prezzi aumenta troppo e troppo rapidamente, le attuali illusioni intorno alla Modern Monetary Theory (MMT) e sui deficit di bilancio a costo zero saranno infrante dalla realtà. Il governo americano dovrà basarsi su una base di consumo reale, il che significa che ogni nuova spesa dovrà provenire da tasse già riscosse, non da tasse future. Ne risulteranno epiche battaglie politiche, ma anche se i progressisti le vinceranno, il governo dovrà affrontare difficili compromessi tra progetti di finanziamento come il Green New Deal o le riparazioni razziali da un lato, e la sicurezza nazionale e la crescita economica/tasse dall'altro.

Inoltre durante e dopo un periodo di alta inflazione, gli Stati Uniti sarebbero più vulnerabili agli attacchi militari di quanto non lo siano stati dall'apice della Guerra Fredda. La Cina, l'Iran, la Corea del Nord e/o la Russia cercherebbero quasi sicuramente di approfittare della sua debolezza, prendendo a calci anche i suoi stretti alleati.

Portando centinaia di milioni di persone sull'orlo della disperazione economica, l'iperinflazione sconfiggerebbe anche i tentativi di ridurre le emissioni di carbonio o aumentare la giustizia razziale, perché l'acquisto d'acqua potabile, cibo e carburante supererebbe le preoccupazioni quotidiane della maggior parte degli americani, mentre l'adozione di veicoli elettrici, fondi d'investimento ESG, o la Critical Race Theory colerebbero tutti a picco. Quando l'economia toccherà il fondo, le aree rurali e suburbane diventeranno appetibili, a differenza invece delle aree urbane. Cosa succede quando si migra in cerca di cibo e acqua non è chiaro, ma probabilmente è un'esperienza orribile se la Grande Depressione è un esempio indicativo.

Gli stati hanno pochi obiettivi universalmente accettati: la difesa nazionale, la protezione della proprietà e la stabilità dell'unità di conto sono probabilmente le tre più importanti perché tutto il resto dipende da esse. L'iperinflazione distrugge tutti e tre, quindi qualsiasi serio rischio di iperinflazione è semplicemente inaccettabile da un punto di vista politico. Il governo nazionale deve migliorare le sue politiche fiscali e monetarie oggi, prima che sia troppo tardi.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: https://www.francescosimoncelli.com/


venerdì 9 luglio 2021

Il mio regno per cinque punti base

 


di David Stockman

Iniziamo con questa gemma del presidente della NYFED, John Williams: secondo lui la FED deve continuare ad iniettare $120 miliardi al mese perché, a quanto pare, la probabile crescita del PIL reale al 7% di questo trimestre e l'inflazione al 5% non sono sufficienti per raggiungere gli obiettivi della FED: "[...] i dati e le condizioni non sono progrediti abbastanza da consentire al Federal Open Market Committee di modificare la sua posizione di politica monetaria di forte sostegno alla ripresa economica".

Quali altri insulti si possono tirare fuori per questo idiota? È il vero simbolo della banda criminale di accademici presso la FED che hanno dirottato la banca centrale della nazione.

Ecco la carriera di William dall'età di 18 anni:

• 1980-1984: AB in economia, Università della California a Berkeley;

• 1985-1989: Master in economia, London School of Economics;

• 1990-1994: PhD in economia, Stanford University;

• 1995-2002: Economista, Federal Reserve Board;

• 2003-2010: Direttore di Ricerca, FED di San Francisco;

• 2011-2018: Presidente, FED di San Francisco;

• 2018-2021: Presidente, FED di New York.

Non vi ricorda un teologo medievale che non è mai sfuggito al seno della Chiesa cattolica romana e che crede davvero si possa discutere sul sesso degli angeli?

Detto in modo diverso, Williams è diventato così assuefatto da 40 anni di prigionia nei modelli macroeconomici e nel gruppo teologico della FED che non pensa più con la sua testa. E le prove sono schiaccianti.

Anche se la FED sta iniettando $120 miliardi al mese nei mercati, Wall Street è stata così inondata di contanti che fino a $800 miliardi vengono prestati alla FED tramite il suo cosiddetto servizio RRP.

Proprio così. Questi marinai ubriachi hanno stampato così tanti soldi che nemmeno Wall Street è riuscita a trovare un posto dove parcheggiarli con un rendimento superiore allo 0,00% offerto dalla finestra RRP della FED.

Quindi, come capo del trading desk della FED a Wall Street, cosa ha proposto Williams?

Nientemeno che costringere cinque angeli monetari in più a sedersi sulla testa del sacro spillo della FED.

Vale a dire, il mercato monetario è così saturo di liquidità che il tasso di pronti contro termine (linea rossa), ovvero il tasso di prestito overnight nel mercato dei pronti contro termine, è stato spinto sotto lo 0,00%. Sta quindi minacciando di portare il sacrosanto tasso obiettivo della FED sui fondi federali al di sotto del suo livello ufficiale di 0-10 punti base.

Ma quando si tratta di una manciata di punti base nel mercato monetario overnight, la FED impone obbedienza assoluta. Non importa che il tasso dei fondi non faccia una dannata differenza sui costi di prestito di qualsiasi famiglia o azienda di Main Street.

Tuttavia non ditelo a John Williams, a suo avviso la FED deve ricevere obbedienza dai mercati monetari. Punto.

Quindi, nella sua recente riunione, la FED sotto la guida di Williams ha alzato i limiti inferiore e superiore del corridoio di controllo della sorprendente somma di, beh, cinque punti base!

Proprio così. Per impedire agli operatori di Wall Street di parcheggiare i fondi overnight nel mercato dei pronti contro termine al di sotto del limite dello 0,00% nella parte inferiore del corridoio, ha aumentato il tasso di offerta RRP allo 0,05% (linea tratteggiata azzurra).

Per lo stesso motivo le banche stanno ora soffocando con $3.800 miliardi di riserve in eccesso. Quindi, per impedire loro di far funzionare queste riserve a tassi al di sotto del corridoio superiore del suo sacrosanto obiettivo, la FED ha aumentato il suo tasso IOER (interessi pagati sulle riserve in eccesso) da un comico 10 punti base ad un meno ridicolo 15 punti base (linea viola tratteggiata).

Questa farsa, che è stata annunciata in un pesante linguaggio tecnico, equivaleva al bullo di 6 anni nel box di sabbia che declamava un belligerante "Mangia questo adesso!"

Ciò che il tasso RRP di 5 punti base significa in realtà è che seduta su un bilancio di $8.000 miliardi in debito sovrano essenzialmente privo di rischio, la FED ora prenderà in prestito importi illimitati a 5 punti base da fondi del mercato monetario.

Ripetiamolo, prenderà in prestito, per chi ancora non l'avesse capito: la FED sta pagando i mercati monetari per portare carbone a Newcastle e per nessun motivo razionale ma solo perché dice che deve essere così.

Se davvero volesse drenare la liquidità in eccesso dai mercati monetari, rappresentata dai recenti $800 miliardi di prestiti agevolati RRP, potrebbe semplicemente vendere una piccola parte del suo immenso bilancio da $8.000 miliardi in cambiali del Tesoro USA e titoli GSE.

Ma no, ciò equivarrebbe ad ammettere che sta cambiando la sua "posizione politica" verso un tightening, un cambiamento che i fanatici keynesiani come Williams non possono sopportare.

Infatti prendere in prestito denaro da Wall Street con una mano mentre si stanno pompando enormi quantità con l'altra, è quanto mai assurdo. E pagare le banche 15 punti base per mantenere le riserve in eccesso nascoste presso la FED di New York lo è ancora di più.

Il grafico qui sotto vi dice tutto quello che dovete sapere. Nella sua ricerca maldestra di mantenere i tassi d'interesse sostanzialmente a zero sulla parte sinistra della curva dei rendimenti, e ben al di sotto dell'1,0% per scadenze fino a cinque anni, la FED ha pompato così tanto denaro nel sistema bancario da seppellirlo sotto tanti Ben Franklin (banconote da $100).

Poiché l'attuale obbligo di riserva sui saldi delle transazioni è stato abbassato a zero lo scorso anno, la totalità delle riserve bancarie ora ammonta a riserve in eccesso, che alla fine di aprile arrivavano a $3.890 miliardi.

Le banche sono letteralmente sommerse dai contanti, ma personaggi come John Williams non parlano assolutamente di ridurre la stampa da $120 miliardi al mese.

Vale la pena di notare la sottile area viola nel grafico che si estende dal 1947 fino all'agosto 2008. Quella era la vigilia del crollo della Lehman, evento che ha fatto saltare Bernanke sulla sedia e l'ha spinto ad arronventare le rotative della FED, quasi triplicandone bilancio in appena 13 settimane.

Prima dello tsunami Bernanke, le riserve totali del sistema bancario ammontavano a soli $46 miliardi, ovvero uno scarso 0,3% del PIL. E questo, a sua volta, ha rappresentato una tendenza di 50 anni di diminuzione delle riserve bancarie rispetto al PIL. Si attestavano a circa $30 miliardi e al 2,5% del PIL quando Nixon staccò definitivamente la spina al gold standard nell'agosto 1971 e ad appena l'1,2% del PIL quando Greenspan avviò la stampante monetaria nell'ottobre 1987 per salvare Wall Street.

A fine aprile 2021, invece, le riserve bancarie si attestavano al 17,7% del PIL, e senza validi motivi economici, finanziari o bancari. Le banche stanno soffocando sotto una marea di contanti perché i pazzi nell'Eccles Building credono, come ha affermato sopra John Williams, che i tassi d'interesse vicini allo zero e la massiccia monetizzazione del debito pubblico stiano "sostenendo la ripresa economica".

No, non è così. Sono i $6.000 miliardi in stimoli fiscali i veri responsabili.

Ciò che i tassi d'interesse zero stanno facendo è letteralmente distruggere ogni funzione di mercato necessaria per la crescita e la prosperità capitalista e anche le azioni naturali del libero mercato.

La principale vittima della banda Williams/FED è la funzione di generare risparmi in denaro reale dalla produzione e dal reddito correnti. La ZIRP della FED significa che i risparmiatori non disposti ad esporre la loro sudata ricchezza al casinò dei mercati azionari e obbligazionari, che si sono metastatizzati dalla stampa di denaro insensata della FED, sono letteralmente fregati.

Il grafico qui sotto copre i 244 mesi da gennaio 2001 e misura la differenza tra il tasso del Buono del Tesoro USA a 90 giorni come proxy per il risparmio liquido e la variazione anno/anno dell'IPC. In sostanza, il vero ritorno sui risparmi.

Il tasso del risparmio reale è stato negativo durante 187 di quei mesi, o il 77% delle volte sin dal 2001, quando Greenspan ha arroventato le rotative monetarie per cancellare l'impatto del crollo delle dotcom.

Dimenticate la perdita di funzione economica che deve necessariamente verificarsi quando l'offerta di risparmio si esaurisce, questi idioti keynesiani sono stati anti-risparmio da quando J. M. Keynes stesso chiese l'eutanasia dei proprietari di obbligazioni negli anni '30.

Ma ciò che è ancora più diabolico è l'editto implicito della FED alle vedove dai capelli blu ed ai giovani cauti: mettete la vostra ricchezza in pericolo nel casinò del mercato azionario e delle obbligazioni spazzatura, o la liquideremo attraverso rendimenti reali negativi sui conti di risparmio finché non vi deciderete a fare come diciamo.

Infatti se la FED potesse essere incriminata per ingiustizie economiche e sociali, questo grafico è la pistola fumante. Mai in un mercato onesto e libero con sound money risparmiatori e mutuatari avrebbero stipulato gli orribili affari mostrati di seguito nelle vaste aree sotto lo zero, e per 20 anni consecutivi tra l'altro.

Naturalmente i risparmi di una vita di decine di milioni di cittadini vengono sventrati da un politburo monetario non eletto in un modo che non è mai stato, né potrebbe essere, autorizzato dal Congresso degli Stati Uniti; e allo scopo maligno di assicurare la giusta quantità di inflazione come definito da pazzi assetati di potere come Powell, Williams, Clarida, Brainard e il resto della banda keynesiana, i cui contributi all'ultimo punto percentuale dicono che il primo rialzo dei tassi avverrà non prima del 2024!

Questa è pura follia. Queste persone stanno cancellando ogni regola del sound money e della finanza razionale nel futile sforzo di fornire qualcosa che non avvantaggia nessuno. Vale a dire, l'inflazione al 2,00% è stata mediata in un periodo di tempo segreto noto solo agli autoproclamati sommi sacerdoti del tempio monetario noto come FED.

Infatti i pazzi della filiale della FED di Cleveland sono arrivati ​​al punto di produrre video animati basati su Lego che spiegano l'inflazione e come la FED ha gli strumenti per mantenerla sulla retta via. Un fermo immagine da un video animato rilasciato dalla Federal Reserve Bank di Cleveland.

La giusta quantità di inflazione col cavolo!

Tra i molteplici tipi di inflazione promossi dalla FED, il rapporto odierno secondo cui i prezzi medi delle case negli Stati Uniti sono aumentati del 23,6% a maggio rispetto allo scorso anno è sicuramente un promemoria del fatto che l'inflazione non è né benigna né giusta.

Tanto per essere chiari, non stiamo nemmeno parlando del loro “effetto base”. Anche lo scorso maggio, alla fine del lockdown, i prezzi delle case erano saliti di quasi il 2%, mentre il prezzo medio record di $350.000 registrato per maggio 2021 è stato del 36% superiore al prezzo medio di $262.000 nel 2018.

Inutile dire che il boom immobiliare si sta verificando proprio dove ci si potrebbe aspettare. Come nel caso del mercato azionario, il boom immobiliare è decisamente una questione di redditi superiori. Mentre le vendite di maggio per le case superiori a $1 milione sono aumentate di uno sbalorditivo 245%, i volumi ai prezzi inferiori a $250.000 sono scesi rispetto allo scorso anno.

Eppure questi pagliacci affermano che le loro politiche non hanno nulla a che fare con le crescenti disparità di ricchezza (generate artificialmente) nella società americana. È semplicemente una sciocchezza risibile.

Ancora più importante, non c'è nulla di nuovo in quanto sopra. I salariati hanno corso per decenni una corsa persa contro l'inflazione dei prezzi delle case alimentata dalla FED. Ma questo è stato particolarmente vero da quando Alan Greenspan ha parlato di "esuberanza irrazionale" nei mercati degli asset nel dicembre 1997 e poi ha prontamente spinto tale osservazione nel buco della memoria dell'Eccles Building.

Infatti da allora i prezzi delle case (linea viola) sono saliti di quasi il 150%, mentre i guadagni settimanali medi di tutti i dipendenti privati ​​(linea marrone) sono saliti appena del 95%. Non c'è assolutamente alcun beneficio economico da questo enorme divario, mentre c'è l'assoluta certezza che l'aumento dell'inflazione delle case sia un risultato diretto della massiccia repressione dei tassi d'interesse da parte della FED.

In un mondo in cui gli anticipi sono inferiori al 5% e raramente superiori al 20%, i tassi ipotecari stracciati sono semplicemente cherosene finanziario che alimenta gli incendi immobiliari inflazionistici.

Poi di nuovo, il tipo di inflazione immobiliare sopra descritto non è una pari opportunità. In realtà è profondamente sleale, conferendo enormi guadagni inaspettati ai baby boomer proprietari di case di lunga data, mentre bombarda i compratori per la prima volta e le famiglie più giovani che traslocano.

Non c'è alcuna giustificazione possibile per gli interventi di politica statale che risultano in tale slealtà e specialmente quando i banchieri centrali incriminati sono esenti da ogni tipo di responsabilità.

Né la storia è migliore per gli affittuari. A maggio 2021 l'affitto nazionale medio ha raggiunto $1.527, in aumento del 5,5% rispetto ad un anno fa, con affitti medi in aumento in 43 delle 50 aree metropolitane più grandi.

Allo stesso modo nemmeno questo è un caso di "effetto base". I prezzi degli affitti mensili sono aumentati del 7,5% a livello nazionale negli ultimi due anni e ora sono al di sopra della tendenza pre-Covid (linea viola tratteggiata).

Inutile dire che tutto il folle stimolo della FED non ha portato ad una maggiore costruzione di immobili, che è lo scopo apparente.

Infatti anche con il recente mini-boom nel settore delle costruzioni, le case unifamiliari sono aumentate solo del 9% sin dal 1997, anche se il prezzo medio è salito del suddetto 150%.

Naturalmente i tassi ultra bassi sono utili per qualcosa, ma non per aumentare gli standard di vita: vale a dire, ingegneria finanziaria e speculazione. Ciò è stato reso chiaro oggi quando il più grande proprietario unifamiliare della nazione, il Blackstone Group, ha pagato la pazzia di $6 miliardi per Home Partners of America.

Quest'ultimo è l'ennesimo esempio di ingegneria finanziaria, con circa 17.000 unità a noleggio, il che significa che Blackstone ha pagato circa $350.000 per unità. E questo non è dovuto ai loro modesti flussi di cassa che si prevede genereranno un rendimento netto di circa il 5%, ma perché il costo di finanziamento di Blackstone è il minimo.

A nome del nostro partner di 20 anni fa, Steve Schwarzman, tane grazie FED!

In breve, l'impatto schiacciante dell'orrenda repressione dei tassi d'interesse da parte della FED è la speculazione dilagante nei mercati finanziari e tra i dirigenti delle grandi aziende. A partire dall'11 giugno, ad esempio, gli annunci di riacquisto di azioni da inizio anno ammontano ad un record di $567 miliardi.

Dal momento che l'1% e il 10% più ricco possiedono rispettivamente il 53% e l'88% delle azioni, è abbastanza evidente cosa producono le politiche della FED: un massiccio incanalamento della ricchezza verso l'alto della scala economica a scapito di risparmiatori, salariati, affittuari e acquirenti di case più giovani e meno abbienti.

Alla fine, la banda di pompatori di denaro guidata da personaggi come John Williams è dannatamente vicino alla definizione di criminali. Ora hanno spread obbligazionari spazzatura al livello più basso della storia finanziaria e non c'è dubbio su dove stia andando tutto quel capitale: alimentare le macchinazioni finanziarie di speculatori ed ingegneri finanziari, che semplicemente estraggono rendite dallo stock di ricchezza esistente piuttosto che crearne di più.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: https://www.francescosimoncelli.com/