lunedì 21 marzo 2011

Harakiri





di Johnny Cloaca


Il Giappone, dispiace dirlo, è finito. Dal punto di vista economico questa catastrofe ha rappresentato la lama che affonda nella carne già debole del paese, c'è tempo solo per un ultimo sospiro. Le forze lo stanno abbandonando e presto si accascierà a terra. Anche prima della tragedia del 11 marzo, il Giappone era una delle nazioni sull'orlo di un collasso economico. La sua economia è rimasta in stagnazione per oltre un decennio ed il suo debito nazionale era oltre il 200% del PIL. Lo shock che ha subito ora potrebbe essere l'ultimo della sua vita. Diversamente da quello che sostengono alcuni analisti mainstream, questa devastazione non aiuterà affatto la già fragile economia giapponese.

No, signori. Ci provò già Krugman a suo tempo, sproloquiando e dando sfoggio della sua imbecillità[1]; quando allegramente affermò che il 9/11 sarebbe stato un bene per l'economia degli Stati Uniti. La distruzione delle cose già esistenti non è mai un bene, altrimenti potremmo ingaggiare una squadra di MIG ogni tot. anni per bombardare a tappeto alcune città e poi promettere di rimpiazzare le strutture esistenti. Prendete ad esempio l'uragano Katrina:
«[...] A cinque anni da Katrina, New Orleans è ancora una città in ginocchio: "Cinque anni ancora per risollevarsi", così commenta il sindaco, Mitch Landrieu. Un edificio su 4 è danneggiato e ancora molte persone non hanno fatto ritorno da Houston e Dallas dove si erano rifugiate per evitare le contaminazioni di arsenico e piombo causate dall'uragano, prima, e per scansare il problema della marea nera che infesta le coste, ora. Un dato emerge sugli altri: il doppio binario su cui ha viaggiato la lenta rinascita, da un lato quello dei bianchi, dall'altro quello dei neri.»[2]

Ci pensò a suo tempo Henry Hazlitt a confutare questa scemenza del "boom dopo una catastrofe", con la fallacia della finestra rotta. Ci sarà un boom, certo; ma non bisogna fermarsi solo a quello che si vede. Quelle risorse scarse invece avrebbero potuto, secondo il mercato, essere direzionate in altri settori per creare nuovi prodotti, nuovi beni, nuove merci. Questi sono lavori, nella produzione di suddette cose, che non si vedono data la deviazione di risorse.

Ma la notizia che, economicamente, salta all'occhio è questa:
«[...] La banca centrale ha pompato 15 triliardi di yen (183$ miliardi in dollari) nei mercati monetari per assicurare stabilità finanziaria nel mezzo di una brusca caduta di azioni ed un'innalzamento del rischio di credito. Il direttore Masaaki Shirakawa ed il suo consiglio hanno anche incrementato la loro capacità di comprare asset, dai bond del governo ai fondi comuni d'investimento per 10 triliardi di yen.»[3]

La Banca del Giappone che interviene nel processo economico. Da quando in qua stampare carta straccia è sinonimo di ricchezza? I banchieri centrali pestano solo merde e vogliono entrare di diritto nella "ripresa"? E poi dicono che il mondo è alla rovescia! Ironico! Quello che questi dementi dovrebbero fare è proprio il contrario, ora! Dovrebbero ridurre la massa monetaria ed alzare i tassi d'interesse, visto che nel maremoto sono andate distrutte molte attività commerciali, industrie, centrali elettriche, raffinerie, centrali nucleari, ecc. Va da sè che la produzione è diminuita e le risorse in campo saranno deviate per la ricostruzione.

Che succede se questi pazzi inondano il Giappone con nuovo denaro? I prezzi aumenteranno. La produzione è diminuita, ci sono già pochi beni ed il nuovo afflusso di cartaccia scatenerà un maremoto ulteriore, e questa volta definitivo, con l'inflazione monetaria che farà scoppiare i prezzi fino alle stelle. Ora come non mai, ci deve essere contrazione nella quantità di denaro e soprattutto ci deve essere risparmio. Ciò vuol dire, in breve, meno consumo ed, ovviamente, più risparmio.

L'aumento dei tassi d'interesse non può far altro che incentivare questo aspetto e consentire ai giapponesi una ricostruzione. Come? Ficcando la cravatta di questi imbecilli della Banca del Giappone nella stampante e poi azionarla, in modo da impedire loro di svalutare ulteriormente lo yen. Dato che il maremoto ha causato un enorme danno alle fonti energetiche del Giappone, bisognerà importare molte più fonti d'energia rispetto a prima (ad esempio, il petrolio) e quindi non sarebbe meglio farlo a prezzi minori con una valuta più forte?

Però vediamo ancora una volta la faccia del mercantilismo più becero: protezione delle esportazioni mantenendo un tasso di cambio il più vicino possibile al dollaro. Geniale!

Sfortunatamente quello che è successo negli anni precedenti è questo:




















Perchè questo grafico è importante? Leggiamo:
«[...] Il risparmio netto in Giappone ora è negativo. Quindi, chi comprerà i bond che il Giappone deve vendere in modo da ricostruire la propria economia? Chi comprerà i bond che il Giappone deve vendere in modo da ricostruire le proprie infrastrutture? Chi comprerà i bond che il Giappone deve vendere in modo da finanziare il proprio governo? Chi comprerà i bond che il Giappone deve vendere in modo da ripagare le persone che hanno comprato i bond l'anno scorso…e l'anno prima…e tutti quelli fino al 1990?

La risposta probabilmente sarà: nessuno.

Invece il Giappone sarà costretto ad effettuare più QE, sarà costretto a stampare denaro per compensare di tutto il denaro che non può più prendere in prestito.»[4]

La soluzione che verrà adottata sarà molto probabilmente questa qui, come al solito tra l'altro: indebitarsi ancora di più. Ma con speranza. La stampa forsennata di denaro non aiuta affatto il risparmio, ora come non mai indispensabile, e di certo ulteriore cartaccia non aiuterà questo processo. E' una forbice senza scampo. Un suicidio lento. Fautori della propria stessa rovina, infine.

Ma un modo per ottenere le risorse potrebbe esserci senza mettere mano alla stampante, ovvero liquidare i 900$ miliardi di debito statunitense scaricando i titoli del Tesoro in proprio possesso (secondo i dati del Dipartimento del Tesoro il Giappone è la terza nazione che detiene maggiore debito degli Stati Uniti, dopo la FED e la Cina). Il che sarebbe sensato, visto che una persona col cappio, finanziariamente, al collo vende il possibile per rientrare dei soldi che deve ridare ai suoi creditori; è logico che tenti di rientrare in possesso di tutto il credito che può raccimolare. Infatti, nonostante si voglia infognare ancora di più nel proprio debito potrebbe trarre un sospiro di solievo attraverso la vendita di quei titoli statunitensi che non gli rendono un cazzo, in fin dei conti. Anzi, a quanto pare i dementi in cravatta nel consiglio della Banca del Giappone non hanno alcuna intenzione di sbarazzarsi di tale immondizia e preferiscono sostenere entrambe le economie.

Folli! Cosa cazzo dovrebbe ancora accadere per far capire loro che quel denaro sarebbe meglio spenderlo nella ricostruzione che tenerlo in cassaforte (a tassi ridicoli tra l'altro)? Un meteorite? Godzilla? Forse ci sono: un'inondazione di foglietti di carta colorata. Spiacente, quell'ondata di coriandoli non avrà un'esito come quello di Ulsan. Nessun sole nascente.

D'altronde cosa ci si dovrebbe aspettare da una nazione che ha perseguito, per decenni, politiche Keynesiane?

Ma se dovessero ravvedersi e vendere suddetti titoli, che succederà agli Stati Uniti? Chi comprerà questi bond che il Giappone sdogana e non comprerà più? Geithner andrà a frignare dalla Cina? O la FED comprerà semplicemente più debito degli Stati Uniti?

In questo scenraio anche l'Europa è coinvolta, avendo il Giappone anche titoli di Stato europei. Non sarà divertente...questo mutamento nelle condizioni mondiali avrà solo esiti peggiori e molto dolorosi.


Vorrei concludere questo articolo con un riassunto generale della situazione economica giapponese attraverso questa serie di punti stilati dal The Economic Collapse Blog:

  1. La Banca del Giappone ha annunciato che si è deciso di inondare l'economia giapponese con 15 triliardi di yen. Che è l'equivalente di circa 183$ miliardi di dollari. Ciò dovrebbe fornire la liquidità necessaria nel breve termine, ma aizzerà contro il Giappone un corso inflazionistico molto alto.


  2. La media aritmetica dell'indice Nikkei 225 del Giappone è scesa a più del 6% lunedì. Non appena la piena entità del danno diverrà visibile, più diminuzioni sono probabili.


  3. Le raffinerie di petrolio in tutto il Giappone sono state gravemente danneggiate o distrutte. Sei raffinerie che lavoravano simultaneamente, per trattare il 31% del petrolio in Giappone, sono state totalmente chiuse; almeno per ora.


  4. Il danno a strade, ponti, porti e ferrovie è stato stimato a miliardi di dollari. Il danno accorso alle linee energetiche ed ai sistemi idrici è quasi inimmaginabile. Ci vorranno molti anni per ricostruire le infrastrutture del Giappone.


  5. Proprio ora il flusso di beni e servizi in molte aree del Giappone settentrionale è stato ridotto drasticamente e ciò rimarrà probabilmente così per un bel pò di tempo.
  6. Molte città e paesi lungo la costa orientale del Giappone sono state completamente distrutte.


  7. L'industria nucleare del Giappone è essenzialmente morta a questo punto. Anche se non c'è una totale fusione nucleare, gli eventi che già sono trapelati hanno spaventato le persone abbastanza da causare una massiccia protesta contro il nucleare in Giappone.


  8. Il Giappone avrà bisogno di anche più petrolio e gas naturale nel lungo termine per rimpiazzare la produzione di energia nucleare persa. Precedentemente la crisi, il Giappone traeva il 29% della sua elettricità dall'energia nucleare.


  9. Il Giappone è il secondo più grande possessore estero di debito del governo degli Stati Uniti, ma ciò sta per cambiare. Il Giappone ha circa 882$ miliardi in buoni del Tesoro degli Stati Uniti e dovranno liquidare la maggior parte di essi in modo da finanziare la ricostruzione della propria nazione.


  10. Molte industrie in Giappone sono chiuse, almeno temporaneamente. Per esempio, la Nissan ha chiuso quattro impianti e la Sony ha chiuso sei impianti.


  11. La Toyota ha fermato tutta la produzione nei suoi impianti in Giappone fino almeno al 16 marzo.


  12. Un numero sostanziale di istituzioni finanziarie giapponesi e compagnie d'assicurazione saranno sicuramente devastate da questo incubo.


  13. Il deficit di bilancio del Giappone era già al 9% del PIL anche prima questa tragedia. Ora saranno costretti a prendere in prestito molto più denaro per finanziare lo sforzo della ricostruzione.


  14. Il debito nazionale del Giappone era già ben oltre il 200% del PIL anche prima questa tragedia. Quanto in profondità possono ancora scavare?


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Note

[1] "[...] The terror attacck - like the original day of infamy, which brought an end to the Great Depression - could even do some economic good" - Paul Krugman,
NYTimes, 14/9/2001.

[2]
New Orleans, 5 anni di apocalisse: da Katrina alla Marea Nera.

[3] Bloomberg.com, BOJ Pours $183 Billion Into Japan Economy, Doubles Asset-Purchase on Quake.


[4] Bill Bonner, The Daily Reckoning, Who Will Buy the Bonds Japan Needs to Sell?


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domenica 20 marzo 2011

Un'Altra Guerra di Obama

Interessante cosa il vento del "cambiamento" ha portato nel corso della storia e soprattutto dove ha "deciso" di soffiare ora. Stiamo per osservare un nuovo infognamento da parte dell'allegra brigata NATO in una nuova operazione bellica che costerà fior di quattrini (anche tutti voi la volete, ho indovinato?) a tutti i paesi che vi parteciperanno. Nonostante siano indebitati fino al collo hanno questa gran voglia di fare i "buoni samaritani" ed esportare un pò di "democrazia". Ma i buoni samaritani in questione non vogliono una ricompensa "spontanea", la pretendono. E forse è per questo motivo che in primis hanno deciso di fare i "buoni samaritani".
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di Llewellyn H. Rockwell, Jr.


Seguendo l'autorizzazione delle Nazioni Unite (pressate dagli Stati Uniti) per l'omicidio bellico in Libia, il regno portatore di morte del colonnello Gheddafi ha fatto sapere immediatamente che avrebbe smesso di uccidere. Ciò ha messo in pausa la guerra di Obama, per un pò. Il colonnello pazzo ha imparato una cosa o due sulla politica estera americana. Se fingi di favorire gli scopi stabiliti dell'impero e sei accondiscendente con i suoi dettami dichiarati, puoi fare qualsiasi cosa per cui un governo è strutturato: rimanere al potere a tutti i costi.

Gheddafi ha imparato questa lezione circa un decennio fa, quando, con molta più appariscenza, annunciò che avrebbe fermato il suo programma sulle armi nucleari e si sarebbe unito alla guerra contro il terorre. Gli Stati Uniti decisero quindi di classificare lui ed il suo governo tra i buoni del mondo ed iniziarono a sostenerlo come un esempio di saggia abilità di statista. Procedettero poi ad insediarlo ancora più in profondità ed a rafforzare il suo controllo dispotico sui cittadini, il tutto con la benedizione degli Stati Uniti.

Ma questa volta potrebbe non funzionare. Per settimane i funzionari americani hanno sminuito gli attacchi sanguinari di Gheddafi sulla sua gente, ma gli Stati Uniti hanno davvero un problema con dittature simili? Questo fatto è sconosciuto agli americani, ma nel Medio Oriente, e nelle nazioni arabe in particolare, gli interessi commerciali americani sono considerati come una forza di liberazione ma non il governo degli Stati Uniti. Per decenni gli Stati Uniti sono stati la chiave del potere delle dittature nel Medio Oriente, tra le quali troviamo l'Arabia Saudita, la Giordania e lo Yemen. Lascio da parte l'uccisione di centinaia di migliaia di civili iraqeni per liberarli.

Così sarebbe quasi uno scherzo che gli Stati Uniti spingano per andare in guerra contro la Libia in modo da salvare questo paese dalla dittatura. Molto probabilmente il vero movente qui è lo stesso che ha ispirato la guerra contro l'Iraq: il possedimento ed il controllo del petrolio. Ed anche se la libertà fosse il motivo dominante, quando mai nella storia moderna è stata effettivamente portata alle persone? Tutte le guerre degli Stati-nazione oggi finiscono in bagni di sangue di civili, distruzione delle infrastrutture, sconvolgimento politico senza fine (vedi l'Afghanistan e l'Iraq), grandi spese ed amarezza tutt'intorno.

La guerra non raggiungerà il suo obiettivo dichiarato. Potrebbe anche finire col radicare il potere di Gheddafi. Ma ipotizziamo che alla fine morirà, come Saddam Hussein. Che succede dopo? Il nuovo governo sarà scelto attentamente dal vincitore e non guadagnerà mai alcuna credibilità, proprio come in Iraq. Le persone non sopportano i conquistatori esteri anche peggio dei despota locali, e questo risentimento non è una buona base per un futuro di libertà.

Il presidente Obama probabilmente guarda alla prospettiva di guerra con un certo desiderio, proprio come Bush, Clinton, Bush, Reagan ed altri, fecero prima di lui. Ma questa volta c'è un problema. Gli Stati Uniti non possono semplicemente permettersi di essere considerati ancora una volta come promotori di una guerra nei confronti di un paese musulmano, sebbene è quello che stanno facendo, in un tempo in cui tutto il mondo sa che la politica estera degli Stati Uniti è basata principalmente sull'incitamento di sentimenti anti-islamici e nel possesso del petrolio.

Per questa ragione l'amministrazione Obama deve cercare la copertura delle Nazioni Unite e la cooperazione degli altri Stati arabi. L'Inghilterra e la Francia sono affidabili, ma non la Germania e nemmeno gli altri Stati arabi, quindi l'operazione potrebbe essere più complicata di quello che si supponesse.

Immaginiamo per un momento che il governo degli Stati Uniti voglia davvero liberare le persone della Libia da un uomo malvagio. Qual'è il modo giusto di farlo? C'è l'opzione assassinio, alla quale mi oppongo ma che sarebbe nondimeno una possibilità migliore della guerra. Che dire dei killer leggendari della CIA che possono sopprimere qualunque persona sul pianeta eseguendo pochi ordini dall'alto? Dove sono ora?

Ricordo che negli ultimi giorni prima dell'ultima guerra in Iraq, un portavoce di Saddam propose praticamente un duello tra Bush o Cheney e Saddam o il suo vice-presidente. Non fu una proposta poco seria. Questa sarebbe stata un'opzione migliore sia per l'Iraq che per l'America, ma poi il governo non avrebbe preso ciò che veramente voleva dalla guerra, che è una possibilità di distruggere le cose, spendere un mucchio di denaro, attizzare gli animi della popolazione nella frenesia della guerra ed inspirare un altro attacco di isteria nazionalista che aiuta a consolidare il potere del governo che muove guerra.

E' possibile opporsi a Gheddafi ed allo stesso tempo opporsi alla guerra contro Gheddafi? Assolutamente. Questa è una posizione che tutti gli americani dovrebbero adottare. Allo stesso modo, è possibile opporsi all'amministrazione Obama ma anche opporsi ad un esercito straniero che abbia intenzione di spodestarlo per liberarci.

Nei primi giorni di proteste in Libia contro Gheddafi, i manifestanti mostravano chiari segnali di opposizione a qualsiasi intervento estero. Questo è ancora il giusto approccio. Non ci dovrebbe essere nessuna guerra, nessun blocco, nessuna imposizione di una "no-fly zone" o di qualsiasi altra cosa. Gli Stati Uniti sono stati dei sostenitori di Gheddafi per un decennio. Il danno è già fatto. Andare in guerra aggraverà soltanto le cose.

Nell'interesse della libertà e dei diritti umani, dobbiamo dire no alla guerra. Dobbiamo anche dire no a tutte le forme di intervento estero che sostengono le dittature, finchè esse non diventano politicamente imbarazzanti per Washington D.C.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: http://francescosimoncelli.blogspot.it/


venerdì 18 marzo 2011

Oro: Una Cosa di Valore da Immagazzinare

Passiamo quindi all'ultimo anello della catena inaugurata sabato scorso. Con questo intrigante articolo di North si passano in rassegna alcuna delle inesattezze che spesso ci si trova ad incontrare quando si parla di metalli preziosi. Si esatto, come diceva Einstein: "Tutto è relativo"; infatti la Scuola Austriaca lo ricorda molto bene questo punto (a modo proprio, ovviamente). Come? Con la teoria del valore soggettivo. Infatti lasciato a sé stesso l'oro ha ben "poco valore", sono le persone che gli attribuiscono un valore e non si tratta di un investimento vero e proprio, bensì di una protezione dei propri risparmi. Confusi forse? Chiediamo lumi...
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di Gary North


L'oro è una cosa di valore da immagazzinare. Tuttavia non è una riserva di valore.

L'oro ha proprietà intrinseche che lo rendono di valore. Tuttavia non ha un valore intrinseco.

Dico ciò perchè, ad un certo punto, leggerete dell'oro come una riserva di valore. Leggerete del valore intrinseco dell'oro. Ogni volta che leggete entrambe queste frasi, saprete che l'autore non capisce la teoria economica.

Considerate ciò. Il prezzo dell'oro si è mosso al di sopra dei 1400$ l'oncia negli ultimi giorni, un rialzo dalla base di 1300$. Ciò è acaduto presumibilmente in risposta ai tumulti in Libia, che hanno ridotto l'offerta immediata di petrolio. Il prezzo in aumento dell'oro indica la possibilità di una continuazione dei tunulti nel mondo arabo.

Queste fluttuazioni nel prezzo dell'oro indicano che i cambiamenti immediati nelle circostanze esterne possono influenzare il prezzo dell'oro. C'è stato un inaspettato incremento nella domanda d'oro.

Secondo tutte le scuole d'economia esclusa quella marxista, i prezzi dei beni e servizi aumentano e diminuiscono in base ai cambiamenti nei mercati, il che include gusti dei consumatori, cambiamenti monetari, cambiamenti nell'offerta, cambiamenti nel prezzo delle alternative e cambiamenti nelle aspettative della gente sui prezzi futuri. Non c'è pertanto una misura fissa del valore.

Il valore economico è soggettivo. E' attribuito. I compratori competono contro altri compratori; i venditori competono contro altri venditori; e le stime delle persone sulle condizioni future sono sempre in cambiamento.

Questi cambiamenti guidano i prezzi su e giù. Le persone hanno stime soggettive sul futuro oggettivo. Hanno anche aspettative riguardo le stime soggettive di altre persone sul futuro. Attraverso offerte in competizione, le persone stabiliscono i prezzi oggettivi nei vari mercati.

Il fatto importante da capire qui è che i prezzi oggettivi sono il risultato di offerte competitive da persone con stime soggettive sul futuro: stime immediate e più distanti.


L'ORO NON E' UNO STANDARD DI VALORE

C'è un errore diffuso nell'analisi economica dentro quei circoli che sono chiamati hard-money camp. Le persone sono dell'impressione che l'oro sia uno standard di valore economico. Questo concetto è estraneo alla teoria economica.

Si, parliamo in questo modo. La Bibbia dice che una donna virtuosa vale più dei rubini (Proverbi 31:10). Ma non dice esattamente quanto essa sia più di valore rispetto ai rubini. Non offre una formula. Non c'è alcun rapporto valido che sia anche normale tra la donna virtuosa ed i rubini. Il prezzo di una donna virtuosa nel libero mercato non oscilla intorno a questo rapporto.

Per rendere il tutto chiaro, si consideri il fatto che il prezzo del petrolio può solo aumentare senza essere accompagnato da un aumento nel prezzo dell'oro. C'è una tendenza per i due a salire e cadere insieme, ma questa è solo una tendenza. Nessuno è sicuro del perchè questa tendenza esista. Potrebbe essere che entrambi si muovono in relazione alle aspettative di aumento nel prezzo dell'inflazione. Ma i prezzi al consumo si sono a malapena spostati sin dal 2007, mentre il prezzo del petrolio è stato estremamente instabile nel 2008 – di gran lunga rispetto al prezzo dell'oro.

Leggiamo che il prezzo dell'oro non è cambiato. Solo il prezzo del dollaro è cambiato. Ancora una volta, questo è un nonsense ovvio. Il prezzo dell'oro è andato oltre i 1000$ a marzo 2008, solo per cadere a circa 750$ cinque mesi più tardi. Tuttavia i prezzi al consumo non sono cambiati.

La lezione qui dovrebbe essere che l'oro non è una misura del valore. Allora cosa lo è? Niente lo è, come non c'è alcuna misura per il valore di una donna virtuosa.

Gli individui attribuiscono il valore. Pensano che qualcosa sia di valore per loro in quel momento. Ciò può variare, di momento in momento. Le persone cambiano costantemente le loro stime di quali oggetti o servizi siano di valore.

C'è una storia nella Bibbia di Esau e Giacobbe. Esau era affamato. Giacobbe gli offrì una porzione di stufato in cambio del diritto di Esau come figlio primogenito. Esau decise che questo fosse uno scambio ragionevole (Genesi 25:34). Pensiamo che questo fosse uno scambio sciocco, ma Esau aveva una stima differente. La sua gerarchia di valori era orientata al presente. Ridusse il valore del diritto di primogenitura.

Gli individui hanno stime molto differenti del futuro. L'americano medio non possiede oro. Non sa dove comprare monete d'oro. Probabilmente non ha alcuna consapevolezza che la Zecca degli Stati Uniti produce monete d'oro. Sicuramente non conosce per niente il fatto che la Zecca non faceva ciò finchè Ron Paul non persuase la commissione sull'oro del presidente Reagan nel 1981 per chiedere al Congresso di far passare questa legislazione nel 1985. Tuttavua ancora leggiamo del prezzo dell'oro sulla stampa finanziaria.

Il fatto che l'americano medio non possiede oro indica che l'americano medio non valuta il futuro allo stesso modo in cui lo fa il gold bug. Il tipico compratore dell'ETF o di altri fondi d'oro non pensa allo stesso modo dell'americano medio.

L'oro non è uno standard di valore. Si muove su o giù secondo le stime in concorrenza degli individui sulle sue prospettive in un mondo di denaro creato dal nulla. La gente comune pensa che la loro valuta nazionale sia uno standard di valore, ma non lo è. Ciò non perchè il denaro creato dal nulla è propriamente uno standard economico creato dal nulla. Tutti gli standard sono creati dal nulla. Diciamo "lasciamo che sia così", nonostante si compri, si venda o non si faccia nulla. Sono le diverse offerte di quelle persone che praticamente comprano e vendono che stabiliscono il prezzo di qualunque asset. Non esiste alcuna fonte di valore diversificato sulla Terra. Ci sono solo offerte oggettive.

Esistono le misure fisiche del peso e della finezza di una moneta d'oro. Queste misure stabiliscono il grado a cui una moneta devia da questo standard. Ci permettono di determinare se una moneta sia stata contraffatta. Ma non ci dicono quanto valga l'oro. Solo il libero mercato fa questo.

L'oro possiede qualità fisiche intrinseche. E' estremamente durevole. E' malleabile. Ha un certo lustro. Tutte queste cose insieme hanno reso l'oro uno strumento d'investimento popolare durante gli anni. Ma non esiste alcun valore intrinseco per l'oro. Il valore non è intrinseco. E' attribuito.


UNA CONFUSIONE NELLA TERMINOLOGIA

I commentatori a favore dell'oro parlano del valore intrinseco dell'oro quando vogliono indicarne il valore storico. L'oro ha generalmente mantenuto il suo prezzo basso durante gli anni. Questo prezzo è variato. L'oro diminuì dagli 800$ l'oncia (2100$ in potere d'acquisto moderno) nel gennaio 1980 a poco più di 250$ nel 2001. Poi è salito fino al prezzo di oggi.

Nel corso dei secoli un'oncia d'oro comprava svariate quantità di beni e servizi di valore diverso. L'erede di qualcuno che comprò un'oncia d'oro col proprio lavoro al tempo di Gesù potrebbe prendere quell'oncia d'oro e comprare beni e servizi oggi. Ma ci sono molti pochi servizi che sono rimasti gli stessi, all'infuori dell'attività più antica del mondo. La quantità di pane che l'erede può comprare sarebbe notevole, visto l'enorme aumento della produzione agricola. Gli strumenti di produzione che una persona avrebbe comprato ai tempi di Gesù esisterebbero a malapena oggi. Se ancora esistessero, gli Amish li comprerebbero.

Quello che rende unico l'oro è questo: una persona può comprare qualcosa di valore considerevole con un'oncia d'oro. Non potrebbe comprare quasi nulla oggi con uno strumento di produzione o persino con un bene di consumo di altà qualità dei tempi di Gesù. La serie di beni ai tempi di Gesù era limitata, sebbene non molto meno limitata rispetto al 1750.

C'è una grande confusione riguardo il valore dell'oro nel tempo, non perchè è cambiato l'oro ma perchè tutto il resto è cambiato. C'è un mercato per l'oro in tutto il mondo. Non c'è mercato per le cose che si potevano acquistare con l'oro 50 anni fà, eccezion fatta per gli oggetti dell' "Antiques Road Show".

Le persone dicono che il prezzo in oro di un'automobile nel 1925 sarebbe stato lo stesso di oggi. Ma il concetto di "automobile buona" è cambiato radicalmente. Ciò che è stupefacente è che una comune moneta di metallo che non cambia nel tempo possa comprare qualcosa di valore nel futuro.

Questo è il grande beneficio dell'oro: la sua continuità di valore nel tempo. Le persone ancora attribuiscono valore all'oro dopo un secolo. Ci sono davvero pochi asset che sicuramente manterranno un valore paragonabile nello stesso periodo di tempo.

Ogni linea della produzione di massa migliora nel tempo tranne l'oro. Tuttavia l'oro, non cambiando affatto, mantiene il valore durante il tempo.

Non dovremmo confondere ciò con il valore intrinseco. Dovremmo comprenderlo in termini di qualità fisiche intrinseche. L'attributo più improtante dell'oro è il suo alto valore attribuito in relazione al suo peso. E' costoso estrarlo.


CATTIVE POLITICHE, ORO BUONO

Questa continuità di valore è di grande uso per qualcuno che è preoccupato di sconvolgimenti incombenti dovuti alle politiche del governo e della banca centrale. Se l'oro fa il possibile come un asset d'investimento, allora diviene un investimento ricercato quando la gente alla fine si accorge che le promesse del governo non faranno il possibile.

Non è che le persone possono diventare ricche con l'oro. Possono diventare probabilmente meno povere.

La stabilità del valore dell'oro nel tempo è in contrasto con la stabilità delle promesse del governo, specialmente riguardo la stabilità della valuta nazionale.

I politici mentono. L'oro fa il possibile. I banchieri centrali fanno promesse grandiose. L'oro fa il possibile. Gli economisti fanno grandi affermazioni sull'abilità degli strumenti di previsione dell'economia di portare stabilità nell'economia. L'oro fa il possibile.

Il ciclo economico crea e distrugge i piani d'investimento. L'oro fa il possibile. La struttura del debito pubblico e privato cambia nel tempo, portando alla rovina i piani delle persone. L'oro fa il possibile.

I datori di lavoro sperano che i loro piani per il futuro abbiano successo. Quando quei piani raggiungono il mattone dell'incertezza, i piani possono morire. L'oro fa il possibile.

Il tipico padre in India compra oro per la dote della propria figlia, proprio come suo padre ed il suo nonno fecero, arrivando nel tempo fino alla Banca d'Inghilterra. Una collana d'oro indossata da una bella e giovane sposa nel 1500 sembrerà allo stesso modo molto bella su una sposa di oggi.

Pensate se una sposa indossasse le banconote della Federal Reserve. Questa immagine non ha lo stesso senso di continuità.

Il semplice contadino in India non potrà essere in grado di leggere, ma comprerà oro per la sua figlia sicuro che un pezzo d'oro ha più valore di tutte le rassicurazioni di stabilità emesse da tutti i presidenti della Federal Reserve.

L'investitore occidentale si fida delle promesse dei politici, che sa che mentono per vivere. Si fida delle rassicurazioni di un presidente della Federal Reserve, quando sa che lo stesso uomo non ha visto il crash del 2008-2009 arrivare.

Chi mostra maggiore saggezza: l'agricoltore semplice in India oppure l'importante manager monetario a Wall Street?

L'oro non è per investitori importanti. E' per le persone semplici che sanno abbastanza da non fidarsi delle promesse dei politici e delle rassicurazioni del presidente della Federal Reserve.


"BUGIARDO, BUGIARDO"

L'oro è una testimonianza durevole delle bugie dei politici. Stanno di fronte le telecamere e dicono agli elettori che le cose andranno bene in questi giorni. Molto presto ora. Gli elettori sognano gli anni d'oro della pensione.

Il Congresso è Lucy. Gli elettori sono Charlie Brown. Il sitema della Previdenza Sociale è una palla da football. Sappiamo quello che sta per accadere. Charlie sa cosa sta per accadere. Accadrà.

L'oro è per gli investitori scettici che dicono: "Toglierà la palla. Io non la colpirei". Si siede sulla linea di campo, divertito dalla credulità di Charlie, anno dopo anno.

I politici trattano gli elettori come gli uomini di bell'aspetto senza nessun mezzo di sostegno visibile trattano le brutte ereditiere ricche. Dicono loro ciò che vogliono sentire. Gli elettori ci credono, proprio come le brutte ereditiere ricche. L'oro è una reliquia barbarica. Questa fu la valutazione del più falso economista del ventesimo secolo: John Maynard Keynes. Si vendette al governo inglese come un funzionario del Tesoro. Disse ai giovani economisti del suo tempo quello che volevano sentire: che i loro predecessori erano vecchi matusa, che l'oro è una reliquia barbarica e che il mondo sarebbe un luogo migliore se ai governi fosse permesso di contrarre deficit ed alle banche centrali di creare denaro senza la paura che il loro oro fosse preso da barbarici sempliciotti.

Gli economisti l'hammo comprato. I politici l'hanno comprato. I banchieri centrali l'hanno comprato.

Alcuni contadini analfabeti in India non ne hanno mai sentito parlare. Se si, avrebbero comprato anche più reliquia barbarica se avessoro potuto permetterselo. Vi fidate di un funzionario inglese? "Un'altra sovrana d'oro, per favore".

Keynes spese i suoi primi anni nell'Amministrazione Statale Inglese lavorando sugli affari dell'India. Non persuase i contadini indiani. Loro non persuasero lui.

Ma da qualche parte c'è una pronipote di qualche contadino indiano dei tempi di Keynes che ha una collana con un pò di sovrane d'oro inglesi che la sua bisnonna indossò al proprio matrimonio quando Keynes stava creando le sue idee sulla teoria monetaria.

Quando c'è da scegliere a chi credere se a Keynes o ad un Patel, scelgo il Patel...fintanto che non è un laureato di Cambridge.


CONCLUSIONE

L'oro è qualcosa di valore da immagazzinare. Credete a ciò con la fiducia di un contadino indiano. Non prestate attenzione ad un promotore autodidatta dell'oro che vi dice che l'oro è una riserva di valore o ha valore intrinseco.

Capite la logica dell'oro prima di comprarlo. La logica dell'oro è che cinquanta anni da adesso qualcuno comprerà quell'oro con qualcosa di valore.

Ben Bernanke non crede in ciò. Ecco un'altra ragione per comprare oro.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: http://francescosimoncelli.blogspot.it/


giovedì 17 marzo 2011

150 anni di scempio e menzogne





di Johnny Cloaca


Una festa imbastita da mesi ormai prorompe, obbligatoriamente, nelle case dei cittadini italiani. Chi l'ha chiesta? A chi serve? Ho capito, è l'ultimo sfoggio gratutito dei soldi dei contribuenti che vanno a farsi fottere durante qualche parata insensata e per qualche memoriale a qualche cretino che si è fatto ammazzare in Kaffiristan. A quanto pare c'è chi è contento di saltare una giornata di lavoro per vedere, non curante, i propri soldi scialacquati in ridicole feste con coriandoli e bandierine; poi però ci si lamenta che la sanità va a gambe all'aria e che lo stipendio non permette di arrivare a fine mese. Subito a piangere da papà Stato affinchè sganci qualche dinero fregato qua e là e lo redistribuisca secondo la sacra carta fottituente. Certo perchè ora la carta da cesso è stata innalzata ad un nuovo livello di sacralità, tutti dobbiamo obbedire. Tutti devono essere tirati per la giacchetta, tutti devono pagare.

E così si perpetua l'ennesimo crimine nei confronti delle persone, la maggioranza che come branco aggredisce coloro diversi e per niente lieti di festeggiare. E vorrei dire, incazzati anche. Perchè qualsiasi oltraggio fatto (ai tanto cari a Napolitano) padri della patria non sarà mai abbastanza per quello che invece loro hanno fatto all'Italia (ed al sud in particolare). Già, la patria... una predazione continua e smaccata di una parte dello stivale ha consentito ad un manipolo di farabutti di diventare degli eroi; semplici criminali e pianificatori assassini. Da Cavour fino a Garibaldi. Ah certo, sfruttamento tutt'ora in corso se aguzzate la vista sulla Campania, ad esempio. Si devono smaltire le portate precedenti, prima di passare a quelle successive.

E' una favola che va avanti da anni, insegnata, imposta e richiesta da mamma scuola che tanto ci tiene a rincoglionire le giovani menti degli studenti; ma si tiene bene alla larga dall'insegnare che il voto è una presa in giro e la democrazia per niente è sinonimo di libertà.

Ma dobbiamo adorare qualcosa, dobbiamo avere una ispirazione nelle notti buie. Le notti saranno buie perchè tutto intorno è stato dipinto col nero dell'ignoranza, la quale costringe ad obliterare un biglietto mai voluto e mai comprato ma forzatamente infilato nelle mani al fine di partecipare ad una messa in scena imbastita solo per frodare il più possibile il prossimo e mantenere utili schiavi per necessità. Il chi non ha importanza, questo chi cambia di volto molte volte; è l'idea che c'è dietro che non cambia mai. No, non stiamo festeggiando la libertà. Stiamo festeggiando la schiavitù. E' questo il grande inganno. La neolingua ed il raggiro hanno creato quel buio che vediamo dalla finestra. Non esiste il buio, è una finzione, è un'illusione. Ma a volte le illusioni e le allucinazioni sono così potenti da poter uccidere le persone e quindi, parafrasando l'Amleto di Shakespeare, temiamo quello che non conosciamo e ci rannichiamo in cerca di un aiuto, di una mano che ci porti via dal dolore.

Quello in cui credere è rappresentato da questi padri della patria? Questi sono gli eroi? Gli stessi generali piemontesi che esortavano le truppe all'omicidio a sangue freddo ed allo stupro? Gli stessi che radevano al suolo interi villaggi solo perchè sospettati di dare rifugio ai cosidetti "briganti"? Perchè già serpeggiava quell'indole del "o siete con noi o siete contro di noi". La stessa che serpeggia quando si vota, o meglio si lascia carta bianca a dei pazzi in cravatta, e la cosidetta maggioranza impone le proprie scelte sulla minoranza. Anzi chiamiamo le cose col loro nome. Dove il branco impone con la forza le proprie scelte. Democrazia? Io la chiamo coercizione.

Ma andiamo avanti, a decantare le lodi che vengono tessute a questi eroi. Come eroi sicuramente erano quei deputati nordici che si ingegnavano per una cosidetta "soluzione finale" per i meridionali: forse metterli nel tricarne sarebbe parso troppo brutto, altrimenti il futuro non li avrebbe eretti ad eroi e nessuno avrebbe speso un centesimo per parate e puttanate assortite. Deportarli sarebbe stata la soluzione migliore, con tutti gli incoraggiamenti del caso ad andare in Patagonia e fare così largo ai conquistadores piemontesi.

Vogliamo parlare dell'aderenza alla massoneria di Garibaldi? Ma, ohibò! Questo non c'è scritto nei libri di storia! Al rogo!

Ma in fin dei conti non sarebbe nemmeno questo un problema. I grattacapai sorgono quando viene riportata questa storia, perchè nonostante sia stata dimostrata non è "sano" per i pargoli apprendere questo lato oscuro dell'eroe sbarcato a Marsala. Ma perchè tacere allora? Ecco che vediamo come la scuola raggira le giovani menti: semmai dovesse essere riportata simile informazione si assocerebbe l'unità d'Italia ad una combriccola di uomini che ha appoggiato simile progetto solo per i propri scopi. Di conseguenza tutta la politica ed il sistema creato successivamente sarebbero stato frutto di una cerchia ristretta di persone, e dei loro interessi. Tali interessi cozzerebbero con l'idea che lo "Stato siamo tutti noi" e qualcuno potrebbe avere qualche dubbio perfino sulla democrazia.

Ma la scuola si tiene alla larga dall'insegnare ciò, e ci ricorda con l'educazione civica che votare è bene, questionare è male; annuire è bene, dubitare è male; lo Stato è il migliore dei sistemi auspicabili e non esiste alcuna alternativa valida. A parte la lobotomia.

Revisionista! Revisionista! Sento già le sirene.

Chissà se tutte queste storie rientrano nella grafica delle bandierine. Non è unione questa. E' aggressione, sfruttamento e disprezzo. Perchè una volta depredato il meridione alla grande, le ondate di meridionali si sono fatte sentire al nord e questo è andato avanti per anni, ma solo negli anni recenti qualcuno invocava la "secessione". Ohibò! Che sorpresa! Dopo che è stato depredato, distrutto, stuprato, saccheggiato, sfruttato, martoriato il meridione si ha pure il coraggio di proferire simile verbo. Bè, io vi dico: "Tenetevela pure la vostra festa e la mia inferiorità; ma il consenso a simile assassinio e scempio non lo avrete".

Ma questa, si dirà, è solo una storia apocrifa.


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Riferimenti ed approfondimenti

  • Angela Pellicciari, La Padania, 21 ottobre 2001, I Mille? Benedetti dal conte di Cavour.
    «[...] Per sapere come si sono svolti i fatti è utile ricorrere all’epistolario e agli articoli del braccio destro di Cavour, l’influente storico massone Giuseppe La Farina, potentissimo segretario della Società Nazionale. Nella lettera del 14 ottobre 1860, per esempio, questi racconta all’amico Pietro Sbarbaro: "V’è una parte della mia biografia completamente sconosciuta, ed è forse la più importante, voglio dire le mie relazioni con conte di Cavour: relazioni intime, e pur tenute segretissime dal ‘56 al ‘59, e non sospettate né anco dagli amici stretti del Conte di Cavour. Io vedevo il conte di Cavour quasi tutti i giorni prima dell’alba [...] fui io che gli feci conoscere Garibaldi, e che l’indussi ad adoperarlo nella guerra d’indipendenza che si apparecchiava [...] Le potrò dare notizia della parte presa da me e dalla Società Nazionale alla spedizione di Sicilia; ed Ella vedrà che il concetto fu mio; che Garibaldi esitava (e ne ho documenti)
• 10 giugno 1860 a Cavour: "Un governo ch’è la negazione di ogni governo. In un paese in cui è ignota la coscrizione, si pensava sul serio a fare una levata di 300.000 uomini. Si decreta che dai consigli civici siano esclusi gli antichi impiegati regii, che in certi municipii sono i soli che sappiano leggere e scrivere. Si sminuzzano le province che sono 7, creando governatori in tutti i distretti che sono 25. Si fa governatore di Palermo un giovinetto di Marcilepre, che nessuno conosce".

• 12 giugno: "Il governo (o per dir meglio, Crispi e Raffaele) sapendosi avversato dalla maggioranza dei cittadini, cerca farsi partigiani negli uomini perduti".

• 18 giugno: "Fanno leggi sopra leggi [...] mettono le mani nei depositi dei particolari esistenti in tesoreria [...] non trovando partigiani nel partito liberale, cercano farsi amici negli uomini più odiati e spregiati [...]. La legge della leva così imprudentemente pubblicata e stoltamente redatta, già produce i suoi frutti: un grido d’indignazione s’è levato da per tutto [...] In molti Comuni sono avvenute delle vere sollevazioni".

• 28 giugno: "Io non debbo a lei celare che all’interno dell’isola gli ammazzamenti sieguono in proporzioni spaventose; che nella stessa Palermo in due giorni quattro persone sono state fatte a brani; e che tutto è stato disordinato e messo sossopra con una insensatezza da oltrepassare ogni limite del credibile".

• 29 giugno: "L’altro giorno si discuteva sul serio di ardere la biblioteca pubblica, perché cosa dei gesuiti: ieri il comandante della piazza, Cenni, ordinava di fare sgombrare le scuole. Si assoldano in Palermo più di 20.000 bambini dagli 8 ai 15 anni e si dà loro tre tari al giorno! Si mette la finanza della Sicilia in mano di quel ladrissimo e ignorantissimo B...! In una sola partita di cavalli requisita nella provincia di Palermo ne spariscono 200! Si dà commissione di organizzare un battaglione a chiunque ne faccia domanda; così che esistono gran’numero di battaglioni, che hanno banda musicale ed officiali al completo, e quaranta o cinquanta soldati! Si dà il medesimo impiego a 3 o a 4 persone! Si manda al tesoro pubblico a prendere migliaia di ducati, senza né anco indicarne la destinazione! Si lascia tutta la Sicilia senza tribunali né civili, né penali, né commerciali, essendo stata congedata in massa tutta la magistratura! Si creano commissioni militari per giudicare di tutto e di tutti, come al tempo degli Unni".

• 2 luglio a Davide Morchio: "Non abbiamo nulla che possa somigliarsi ad un governo civile: non vi sono tribunali [...] non ci è finanza, avendo tutto assorbito l’intendente militare; non v’è sicurezza, non volendo il dittatore né polizia, né carabinieri, né guardia nazionale, non v’è amministrazione, essendo state sciolte tutte le intendenze".

• 17 luglio ad Ausonio Franchi: "Garibaldi dichiara pubblicamente che non vuole tribunali civili, perché i giudici e gli avvocati sono imbroglioni; che non vuole assemblea perché i deputati sono gente di penna e non di spada; che non vuole niuna forza di sicurezza pubblica, perché i cittadini debbono tutti armarsi e difendersi da loro".

• 19 luglio a Giuseppe Clementi: "I bricconi più svergognati, gli usciti di galera per furti e ammazzamenti [sono] compensati con impieghi e con gradi militari. La sventurata Sicilia è caduta in mano di una banda di Vandali".

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martedì 15 marzo 2011

Furto attraverso il Mercantilismo: Vecchio e Nuovo

Su segnalazione dell'utente Zolotoi, pubblico con piacere questa traduzione dell'articolo di Gary North sul mercantilismo. Prima di avanzare nella lettura consiglio, come prefazione, quest'altro articolo di Rothbard invece, che traccia la storia del vecchio mercantilismo. Nell'attuale scritto, North analizza nel profondo la realtà che ci troviamo a fronteggiare quando diamo ascolto ad economisti mainstream (un'esempio lampante è l'intervento di Tremonti ad AnnoZero, brillantemente analizzato da F. Carbone nel suo pezzo): raggiro, furto e perdita di raziocinio. Uno sguardo anche all'Europa ed alla Cina, con sullo sfondo il loro intreccio commerciale ed economico.
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di Gary North


"Tu non ruberai, eccezion fatta se avrai la maggioranza dei voti" ~ Dal Vangelo Secondo Keynes, Capitolo 1, verso 1.


Il Keynesianismo è una filosofia economica basata sull'idea che il libero mercato richieda l'intervento dal governo in modo da mantenere giustizia ed efficienza. Il libero mercato è sia inefficiente e sia sleale verso l'uomo comune, questo insegna il Keynesianismo.

Così anche il mercantilismo.

Oggi si ha fiducia quasi universalmente nel Keynesianismo. Inoltre si ha fiducia quasi universalmente nel mercantilismo. Questa connessione non è intuitiva, ma nondimeno è vera. Quello che i libri di testo di economia non dicono, perchè sono scritti per la maggior parte da Keynesiani, è che il Keynesianismo è il mercantilismo con le equazioni.

I libri di testo sono ufficialmente anti-mercantilisti. C'è una ragione per questo. Il mercantilismo è ufficialmente fallace, perchè è innegabilmente vecchio. I libri di testo promuovono ciò che è nuovo: "L'ultima cosa è la migliore". Si ha avuto fiducia nel mercantilismo dal 1650 al 1750. E' perciò fuori moda.

Tuttavia è, difatti, la filosofia dominante di oggi. Ma opera sotto copertura. La copertura viene chiamata "commercio regolato". E' qualche volta chiamata "commercio equo". Gli alti preti del mercantilismo battezzano il nuovo convertito nel nome del libero commercio, ma poi lo catechizzano in termini di mercantilismo modificato. Il mercantilismo moderno è "libero commercio con modificazioni nell'interresse della giustizia". "Giustizia" è definita funzionalmente come "protezione di un blocco politicamente favorito".

Tenete gli occhi sulle modificazioni. Qui è dove la destrezza della mano opera. Qui è dove i tizi astutamente loquaci dai migliori dipartimenti dell'economia dividono i provincialotti dal loro denaro.


PRODOTTO CIVETTA

C'è una grande operazione di adescamento che va avanti nei libri di testo d'economia e nei libri di testo di storia. I libri di testo vendono alle matricole il mercantilismo, ma sotto il nome di anti-mercantilismo.

Tutti i libri di testo universitari promuovono il mercantilismo negli affari monetari. Tutti promuovono la causa di un sistema con la banca centrale. Tutti si rifiutano di applicare la logica del capitolo sui cartelli alla banca centrale. I cartelli sono riconosciuti come mercantilismo per il commercio. Ma le banche centrali non sono presentate come cartelli, nonostante il fatto che lo siano, sia in teoria che in pratica.

Qualora quello che dovrebbe essere ovvio sia secondo la logica sia secondo la storia ma non è mai menzionato da un promotore, tenete la vostra mano sul portafoglio e la vostra schiena contro il muro.

I pochi libri di testo scritti dagli economisti della Scuola di Chicago trattano tutti della frase di lealtà di Milton Friedman del 1965: "Siamo tutti Keynesiani ora". Come spiegò dopo, egli lo voleva intendere solo metodologicamente. Ma questo è il punto, come qualsiasi buon economista della Scuola Austriaca vi dirà...se ne trovate uno.

I libri di testo sono grossi e noiosi, sono libri scritti in modo da poter passare al vaglio di una commissione. La commissione è ingaggiata dalla ditta editoriale per agire a nome di altre commissioni: le commissioni dipartimentali che assegnano i libri di testo alle matricole. Un libro che non promuove la metodologia vigente non passa al vaglio della commissione della casa editrice.

"Siamo tutti Keynesiani ora" vuol dire "le commissioni di selezione della casa editrice sono tutte Keynesiane ora".


DUE MERCANTILISMI

Il mercantilismo originale era una teoria di commercio ampiamente presa in considerazione ed immutabilmente incorretta che insisteva nel dire che una nazione diviene ricca esportando più di quello che importa. David Hume, il filosofo scozzese, confutò questa logica oltre 250 anni fa. Il suo collega scozzese, Adam Smith, la confutò nel dettaglio nel 1776.

Una nazione diviene ricca solo se i residenti divengono ricchi. I residenti divengono ricchi incrementano la loro produttività. Rimangono ricchi avendo il permesso dal governo di fare qualunque cosa vogliano con la loro ricchezza, sia essa considerata in oro, conti bancari o beni. La libertà è la prima base per incrementare l'abilità delle persone di divenire più efficienti e pertanto più produttive. Questo era il discorso di Smith nel 1776. Ciò è negato dal Keynesianismo.

Il mercantilismo accademico moderno dell'occidente ha concentrato l'enfasi nelle esportazioni. Sostiene che una nazione diviene ricca importando più di quello che esporta. La differenza tra il valore delle esportazioni ed il valore delle importazioni è costituito da debito. Il sistema potrebbe essere chiamato "spendi e diventa ricco", il che vuol dire "prendi in prestito e diventa ricco". Questo è il Keynesianismo occidentale.

E' bilanciato dal mercantilismo asiatico, il quale è il vecchio mercantilismo: esporta e diventa ricco. C'è questa differenza. Nel 1750 i mercantilisti sostenevano che l'oro dovesse fluire nell'economia interna per pagare le esportazioni. Il mercantilismo asiatico insegna che sono i Pagherò dei governi che devono fluire all'interno, non l'oro.

Il vecchio mercantilismo aveva molto più senso.

Il mercantilismo accademico occidentale Keynesiano ed il mercantilismo asiatico sono gemelli siamesi. Ognuno sostiene l'altro. Le banche centrali asiatiche prestano nuovo denaro creato dal nulla per comprare valute occidentali, il quale è poi prestato ai governi. Ciò tiene basso il valore delle valute asiatiche. Gli occidentali possono perciò comprare più beni asiatici. I governi occidentali accumulano enormi debiti nei confronti delle banche centrali asiatiche, in modo che i tassi d'interesse interni possano essere mantenuti bassi, ne scaturirà maggiore crescita economica ed i politici saranno ri-eletti.

Il mercantilismo dell'elettore americano è il vecchio mercantilismo. I lavoratori vogliono protezione dalle importazioni estere. Vogliono un'economia basata sull'esportazione, con imposte sul valore aggiunto sulle importazioni. Ricevono scarso supporto dai mercantilisti accademici Keynesiani, che vogliono più importazioni finanziate dall'emissione di debito da parte di governi asiatici e banche centrali.

I politici ed i burocrati da entrambe le parti della staccionata non accettano l'economia di libero mercato, poichè l'implicazione dell'economia del libero mercato è che il governo dovrebbe avere meno potere sull'economia, incluso quello sull'offerta di denaro. Non è nel loro interesse vedere ridotto il controllo del governo sulla vita delle persone. Il loro guadagno come cittadini sarebbe minimo: l'aumento pro capite della libertà e della ricchezza. Le loro perdite pro capite come venditori di autorità e come estensori di potere personale avrebbero di gran lunga maggior peso rispetto ai loro guadagni pro capite come cittadini.

Ma che dire degli elettori occidentali? Non capiscono che i dazi sono imposte sul valore aggiunto e l'aumento delle tasse è un male per loro? No, non lo capiscono. Vedono i dazi come un modo di dire a tutti gli stranieri di sparire. Pensano alla loro ricchezza come cittadini di un paese protetto – protetto da imposte sul valore aggiunto – il quale è in crescita quando hanno meno denaro, al netto delle imposte, da spendere in quello che vogliono comprare.

Sono pazzi? No; sono mercantilisti tradizionali. Sono immuni alla logica economica. Non possono pensare alla loro posizione con la logica. Pensano che meno sia più: come cittadini privati meno entrate, al netto delle imposte, secondo loro vuol dire più ricchezza come membri della nazione.

Ma che dire degli elettori asiatici? Non si accorgono che le politiche di sovvenzionamento delle esportazioni riducono il loro possedimento di beni? Non si accorgono che vengono impoveriti? No, non se ne accorgono. Pensano a loro stessi come lavoratori. Vedono come un beneficio le esportazioni verso l'occidente. Non considerano egualmente le vendite tra di loro come la base per i lavori interni del paese. Si focalizzano su quello che si vede – entrate dalle esportazioni – ed ignorano quello che non si vede: perdita della domanda interna.

Keyens divenne mercantilista negli anni trenta e portò con sé i giovani economisti. Da allora promosse l'idea della pianificazione economica di Stato, poichè egli era un funzionario del Tesoro. Si fidava del giudizio degli altri funzionari del Tesoro, a patto che essi seguissero il suo.

Abbiamo scoperto che molti economisti sono Keynesiani, perchè molti economisti pensano che il governo – quando consigliato da loro – è più saggio rispetto alla massa di produttori, che poi agiscono come consumatori. Le masse agiscono nel loro interesse e la maggior parte degli economisti pensano che un economista in possesso di una laurea abbia un giudizio di gran lunga migliore, come consigliere di burocrati, rispetto ai cittadini. Gli economisti sono formati a pensare macroeconomicamente, mentre invece le masse pensano microeconomicamente.


COSA CI GUADAGNO IO?

Tutti loro pensano microeconomicamente. Chiedono: "Che ci guadagno io?" Gli economisti guardano a tutto il denaro non finanziato attraverso le tasse che possono intascare come consiglieri e concludono: "Devo sostenere il grande governo". Gli elettori guardano alla propria vulnerabilità nei confronti dei produttori esteri e pensano: "Devo sostenere il grande governo".

Ecco perchè il mercantilismo persiste. Gli economisti credono che le persone agiscano nel loro proprio interesse e la maggior parte delle persone crede che possono usare la coercizione dello Stato per rimepirsi le tasche di più di quelle altre che possono usare la coercizione dello Stato per mantenerle pulite.

Il mercantilismo è la filosofia economica che dice: "Posso usare il potere politico per mettere più in profondità le mani nel tuo portafoglio rispetto a quanto tu possa usarlo per mettere le mani nel mio". Si appella all'ego umano. Le persone pensano a loro stesse come molto intelligenti politicamente. Non pensano a loro stesse come egualmente intelligenti nel libero mercato competitivo. Notano, giorno dopo giorno, che altri uomini competono tra di loro come produttori. Solo vagamente notano i risultati della competizione politica. Non possono tracciare gli effetti dell'intervento politico nell'economia. Anche quando vedono che la politica li sta privando della libertà e della loro ricchezza, rassicurano loro stessi: "La nostra parte farà meglio alle prossime elezioni".

Tutte le parti scoprono che stanno perdendo la loro libertà, ma tutte le parti hanno fiducia che la prossima elezione porterà loro la vittoria di cui hanno bisogno per far agire il governo nell'interesse del loro partito politico.

Quei pochi gruppi che beneficiano da una sempre più grande spesa del governo insediano i partiti politici. Non possono perdere, perchè ogni volta promettono la stessa cosa: "Più bottino la prossima volta. Più pasti gratis la prossima volta. Più fama, onore e gloria la prossima volta. Fidatevi di noi". Gli elettori si fidano.

Il mercantilismo è un prodotto facile da vendere. Inganna le persone che credono che pistola e distintivo siano le basi della ricchezza, se i buoni possono mettere in qualche modo le mani sulla pistola e sul distintivo.

Il problema è che sembra che i cattivi abbiano sempre pistole più grandi. Ma il fiducioso non conclude che sarebbe meglio emettere meno distintivi e meno pistole. Invocano più leggi, più tasse e più pistole e distintivi. La prossima volta, la prossima volta, la prossima volta: i buoni vinceranno.

Le persone ricche ed influenti che frodano al governo, sorridono ed annuiscono in segno di accordo. "Vi aiuteremo a buttare fuori i cattivi la prossima volta". Gli elettori di tutti gli schieramenti ci credono.

La filosofia economica di questa religione del "Sicuro la Prossima Volta" è il mercantilismo. Questa religione è ampiamente accolta con fiducia. Si appella al furto presente nei cuori degli uomini, del quale ce n'è un'infinita quantità al modico prezzo di 0. Possiede una asserzione di fede economica: "Tu non ruberai, eccetto se avrai la maggioranza dei voti".


IL MERCANTILISMO DELLA CINA

Il titolo su Google News annunciava che la Cina ha promesso di fornire sostegno al Portogallo e agli altri PIIGS sotto pressione. La storia è stata ripresa da numerosi siti.

Le storie erano tutte brevi. Erano basate su una affermazione fatta da una sola donna. Si è scoperto che era impiegata nel ministero degli esteri. Ma questo ministero non ha alcuna autorità sulla Banca Popolare della Cina, la quale siede su 2,6$ trilioni in riserve di valute estere, ovvero i Pagherò di altri governi.

La donna non ha detto come la banca centrale avrebbe preso il denaro per comprare i bond dei PIIGS. Ovviamente stamperebbe denaro, comprerebbe la valuta e comprrebbe i bond.

Perchè la banca centrale farebbe ciò? Non ha replicato. Non doveva dire: per sostenere l'euro. L'euro è minacciato dai conti da pagare in costante crescita che devono affrontare la Banca Centrale Europea e l'Unione Europea stessa. E' anche coinvolto il Fondo Monetario Internazionale: prestiti ai PIIGS.

Perchè la banca centrale della Cina sosterrebbe l'euro indirettamente in questo modo? Per mantenere il rapporto euro-yuan alto. Perchè la banca centrale vorrebbe ciò? Per sovvenzionare le esportazioni dalla Cina all'Europa. Se l'euro rimane alto, allora gli europei compreranno più beni dalla Cina.

La politica di finanziamento delle esportazioni europee è una buona ed una cattiva notizia per i burocrati a Washington. E' una buona notizia per Timothy Geithner, che sta costantemente arrigando il governo cinese poichè mantiene il rapporto dollaro-yuan alto come un modo per finanziare le importazioni americane dalla Cina. Se la Banca della Cina usa lo yuan fresco di contraffazione per comrpare l'euro, in modo che possa comprare i bond del governo dei PIIGS, non può usare quel denaro contraffatto pe comprare i bond degli Stati Uniti, perciò mantiene alto il dollaro, in modo che gli americani possano comprare più beni dalla Cina. Il dollaro tenderà a cadere in relazione allo yuan. Geithner verrà visto come un negoziatore tosto piuttosto che come un debole piagnucolone che può essere ignorato senza problemi dalla Cina, proprio come ha fatto per due anni. D'altra parte l'annuncio è una cattiva notizia per Timothy Geithner, il quale sta affrontando un deficit da 1,6$ trilioni nell'anno fiscale 2011 e che ha bisogno degli acquisti da parte della Cina di debito del Tesoro per mantenere bassi i tassi d'interesse.


IL DILEMMA DELLA CINA E DI GEITHNER

I dirigenti della Cina affrontano un dilemma: devono comprare i Pagherò dei governi occidentali che inevitabilmente andranno in default. I PIIGS falliranno. Ciò include il governo degli Stati Uniti i cui debiti sminuiscono quelli dei PIIGS. Quando il default avverrà, la Banca Popolare della Cina siederà su una montagna di cattivo debito – il peggior tipo di cattivo debito: il tipo che porta apertamente al fallimento, non solo all'incapacità di ripagarlo, come è il caso odierno del debito del Tesoro.

Anche i dirigenti americani affrontano un dilemma: la dipendenza del governo degli Stati Uniti dai dirigenti cinesi. Il Tesoro degli Stati Uniti ha bisogno della banca centrale cinese affinchè compri il debito del Tesoro. Semmai tale banca si rifiutasse, la banca centrale statunitense dovrebbe comrpare il debito in modo da impedire ai tassi d'interesse sul debito del Tesoro di salire. Ma l'acquisto continuato di debito del Tesoro da parte della banca centrale cinese vuol dire che gli Stati Uniti continueranno ad importare di più dalla Cina rispetto a quello che esportano alla Cina. Questa è una cattiva notizia per i mercantilisti. E' la temuta bilancia commerciale negativa.

Ciò è un bene per i consumatori americani, ovviamente. I beni che i cittadini cinesi non possono comprare, perchè li compriamo noi, veranno goduti dai consumatori americani. Quando entrate in un Best Buy o in un Wal-Mart e vedete ampi televisori, sappiate questo: non sono stati fatti negli Stati Uniti. Sono stati fatti in Cina, etichettati da una compagnia coreana o giapponese ed esportati negli Stati Uniti.

La banca centrale cinese può creare denaro dal nulla, e lo fa. Può comprare valute estere con questo denaro fresco di stampa, e lo fa. Può comprare i Pagherò dai governi esteri, e lo fa.

Perchè lo fa? Perchè i membri del suo staff sono Keynesiani. Sono stati formati nelle migliori università estere. I professori di economia nelle migliori università cinesi sono anch'essi Keynesiani.

L'economia Keynesiana si basa su due premesse:
  1. la crescita economica deriva dalla spesa a deficit effettuata dal governo centrale;
  2. le banche centrali possono creare sufficiente denaro per comprare i Pagherò del governo a tassi d'interesse bassi ed economicamente stimolanti.
A ciò si aggiunge il mercantilismo tradizionale: la ricchezza nazionale è raggiunta dall'esportazione di più beni rispetto a quelli importati.

I burocrati ed i politici da entrambe le parti della staccionata non possono raggiungere questo fine. Entrambe le nazioni, ovvero i produttori da entrambe le parti di una linea invisibile, non possono esportare più beni e servizi di quelli che importano dall'altra parte. Una parte o l'altra esporterà più beni. Per fare ciò, si deve comprare più investimenti in asset dall'altra parte.

Se gli esportatori della Cina esportano più di quello che i cinesi importano, allora qualcuno deve prestare agli stranieri il denaro per comprare quei beni "in eccesso". I pagamenti tengono sempre l'equilibrio, a meno che una parte non sta dando via beni. Se la Cina esporta 500$ milioni di beni in più rispetto a quanti ne importa, qualcuno in Cina deve prestare 500$ milioni agli stranieri che importano tutti quei beni. La banca centrale cinese è il prestatore. Crea il denaro computerizzato per fare quei prestiti.

Se i dirigenti della Cina fossero tutti impegnati con la Scuola d'economia Austriaca, direbbero ai banchieri centrali di cessare l'acquisto o la vendita di asset. La miglior politica per la banca centrale è di chiudere bottega, ovvero essere smantellata. La seconda miglior politica è di non fare nulla. Ma i banchieri centrali chiedono: "Cosa ci guadagnamo noi?" Concludono che sarebbe poco saggio, in base alla carriera, chiudere e non fare nulla. Fregano i dirigenti sul bisogno di più prestiti verso l'occidente, finanziando perciò le esportazioni all'occidente. Predicano il mercantilismo.

L'economia Austriaca non è facile da vendere.

Non c'è bisogno di dire che è una cosa impossibile. Viene proposta ai cittadini cinesi che leggono le fonti della Scuola Austriaca sul web. Le principali sono www.Mises.org e www.LewRockwell.com. Ma il mercato per questo punto di vista è limitato alle sfere del governo.

Il mercato per la libertà è decentralizzato e pertanto politicamente dilatato. Il mercato per il potere è centralizzato e pertanto politicamente concentrato. Il guadagno individuale dal potere politico è più grande rispetto alle perdite individuali da un qualsiasi aumento nel potere politico, ma solo per coloro che sopravvivono al processo di selezione. Coloro che sopravvivono sono i dirigenti. Decidono di voler ottenere più potere. La moneta del reame dei selezionati è il potere. La moneta del reame delle loro vittime è la libertà. Ma le loro vittime non vedono ciò molto chiaramente. Si fidano dei selezionati e del sistema di selezione politico. Ci vuole un atto di fede per abbandonare questa fiducia.

In un collasso economico i selezionati devono incolpare qualcos'altro piuttosto che l'attuale sistema di governo. Le vittime potrebbero infine accusare il sistema di selezione. Ma ciò non è accaduto per un secolo nell'occidente. Più il governo fallisce nel consegnare i beni, più gli elettori invocano maggiore intervento da parte del governo. Ecco il dilemma della Scuola Austriaca, meglio espresso sei decenni fa nel saggio di Ludwig von Mises: "The Middle of the Road Policy Leads to Socialism".


CONCLUSIONE

Fintanto che i dirigenti della Cina sostengono il Keynesianismo, saranno intrappolati dal mercantilismo. Compreranno i Pagherò degli implicitamente falliti PIIGS, il che include il più grande maiale di tutti, il governo degli Stati Uniti. Infine gli emettitori implicitamente falliti di Pagherò andranno in default, in un modo o nell'altro.

Fino a quel momento possiamo comprare tutti i meravigliosi prodotti dalla Cina, prodotti derivanti da risorse, sia umane che minerali, dentro l'invisibile confine della Cina. I cinesi, ancora poveri per gli standard occidentali, continueranno a finanziare i consumatori occidentali. La loro banca centrale comprerà i Pagherò del governo, lasciandoci perciò liberi di comprare TV a schermo panoramico.

Ogni volta che accendo la mia TV, dovrei ringraziare i bancheri centrali della Banca Popolare della Cina.

Speriamo che il Geithner venditore ambulante di Pagherò abbia successo, mentre invece speriamo che fallisca nel fare qualsiasi progresso il Geithner critico ossessivo dello yuan gestito. Fintanto che il governo degli Stati Uniti andrà in bancarotta, il che è lampante, potrei essere in grado anche di comprare quelle importazioni cinesi a basso costo.

Sto sperando che le TV 3D senza le lenti polarizzate arrivino qui prima che lo Zio Sam vada a gambe all'aria. Ecco cosa ci guadagno io.

Dal momento che siamo bloccati sul Titanic, potremmo anche goderci tutto il divertimento.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: http://francescosimoncelli.blogspot.it/