giovedì 1 ottobre 2015

Un clientelista americano DOC





di Bill Bonner


PARIGI – L'amministratore Delegato di Volkswagen "s'è dato la zappa sui piedi", riporta il Financial Times.

Il FT stava parlando metaforicamente. Meno male che Martin Winterkorn è tedesco, e non giapponese.

Un uomo d'affari giapponese in una circostanza simile avrebbe tutti i suoi intestini sul pavimento a quest'ora.

Volkswagen rifornisce il mondo d'autoveicoli – milioni di macchine che funzionano come qualsiasi altra.

Nel nostro ranch in Argentina possediamo un piccolo camioncino a diesel di questa casa automobilistica. Funziona bene.

Volkswagen impiega 600,000 tra ingegneri, macchinisti, commercialisti, metallurgici... e centinaia di altri lavoratori... tutti esercitanti un'attività remunerativa nell'economia moderna.

E a giudicare dalle sue entrate, l'azienda sta facendo tanto per rendere il mondo un posto migliore come ogni altra impresa nel mondo.

O forse no... Ieri Winterkorn s'è dimesso dopo che l'azienda è stata accusata d'aver manipolato i test delle emissioni.

E le azioni VW sono crollate. Le stime delle multe, delle cause civili e di altre sanzioni che la società dovrà pagare, sono nel range delle centinaia di miliardi di dollari.

Che cosa si deve fare per ricevere questo tipo di fustigazione? Quanti clienti ha ucciso l'ingegneria della Volkswagen? Quanto denaro è stato rubato agli acquirenti con le sue tecniche di marketing subdole? Quante donne sono state violentate nelle sue sale d'esposizione, e quanti animali annegati nelle piscine?

Cosa? Non è accaduto niente del genere?

A quanto pare, non una sola persona è stata danneggiata... e non è stato rubato nemmeno un penny.

La misura totale del danno subito dal pubblico?

Non lo sappiamo. Dipende da quanto siano davvero nocive per l'ambiente le emissioni di carbonio "nocive".

Quindi gli ingegneri intelligenti della Volkswagen hanno trovato un modo per passare i test delle emissioni degli Stati Uniti – a quanto pare mascherando i vapori indesiderati durante i test.

Era illegale?

Probabilmente.

Era immorale? Ha danneggiato un qualsiasi essere vivente?

Non lo sappiamo.

Ma era sicuramente una cattiva idea. La Volkswagen ha dovuto ritirare mezzo milione di vetture, soffrendo d'enormi spese. L'azienda sta pagando il prezzo del suo errore.

Ma la giornata di ieri ha portato anche notizie di un altro passo falso...

Coinvolgeva uno dei colossi dei mutui sponsorizzati dallo stato americano, Fannie Mae.

Anche in questo caso qualcuno ha nascosto qualcosa. Ma questa volta milioni di proprietari di case statunitensi hanno sofferto per davvero.

La rivista Fortune riferisce:

Lunedì pomeriggio Thomas Lund [uno dei più importanti ex-funzionari di Fannie Mae] ha trovato un accordo per le accuse mosse dalla Securities and Exchange Commission nel 2011, secondo cui avrebbe contribuito ad ingannare azionisti di Fannie Mae nel periodo che ha preceduto la crisi finanziaria. Nella causa legale si è sostenuto che Lund, allora capo della divisione unifamiliare di Fannie, ha aiutato a nascondere più di $100 miliardi d'esposizioni subprime degli azionisti di Fannie, permettendo loro di continuare a sostenere prestiti sempre più rischiosi.

Il debito ipotecario era diventato una componente chiave delle garanzie di Wall Street. Quando i prezzi delle case sono scesi, molte delle grandi banche hanno visto palesarsi il fantasma dell'insolvenza. Qui abbiamo un caso più chiaro. Grazie in parte all'imbroglio di Lund, la bolla dei finanziamenti ipotecari ha colto di sorpresa gli investitori. Ciò ha determinato perdite di almeno $8,000 miliardi nel solo mercato azionario degli Stati Uniti.

Probabilmente nel settembre 2008 è stato proprio questo caos che ha portato l'intero settore finanziario – e l'economia mondiale – sull'orlo del collasso.

Le perdite del mercato immobiliare erano colossali e sono state accompagnate da una grande sofferenza tra le persone. Non ricordiamo il numero preciso, ma qualcosa come 10 milioni di famiglie si sono ritrovate "sommerse" e con un debito ipotecario superiore al valore delle loro case.

Milioni di persone hanno perso le loro case quando i creditori hanno chiesto indietro le garanzie.

I proprietari sommersi non avevano scelta: spedire le loro chiavi di casa alle aziende ipotecarie. Intere famiglie si sono ritrovate a vivere in motel economici e alloggi improvvisati.

Potreste pensare che la SEC – quando ha deliberato questa settimana – gli avrebbe fatto pagare il conto.

Ma aspettate. Lund era nel campo della finanza, non della manifattura. Non stava costruendo automobili. Non stava producendo nulla!

Stava prendendo denaro a buon mercato che non gli apparteneva (grazie alle politiche allentate della FED) e concedeva prestiti a persone che non potevano ripagarli.

Così, quando lunedì scorso Lund ha guardato il giudice... e ha detto: "Vostro onore, quale sarà la mia multa?"... il giudice non ha risposto: "Lei è in grossi guai."

Invece Fortune continua:

La pena di Lund per il suo ruolo: solo $10,000. Ironia della sorte, la pena non sarà nemmeno considerata una multa. La SEC ha accettato di classificare il pagamento come "regalo per il governo degli Stati Uniti," e non una vera e propria punizione. Ma la parte peggiore è questa: Lund non dovrà nemmeno pagare la sanzione. L'accordo consente a Fannie d'effettuare il pagamento al posto suo, cosa che ha accettato di fare. E non dimenticate: Il governo ha dovuto salvare Fannie e la controlla ancora.

Ovviamente Lund non era un industriale tedesco. Era un vero clientelista americano.

Saluti,


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: http://francescosimoncelli.blogspot.it/


3 commenti:

  1. la guerra è guerra, ma vai a sapere chi è il nemico... comunque la germania e la sua protervia lo sonosicuramente

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Non sono convinto.
      Certamente quello più pulito c'ha la rogna, ma nella classifica globale dell'arroganza i tedeschi non li vedo al primo posto. Il primato dello sbraco appartiene ad altri che cercano di innalzarlo a "saper stare al mondo" ai tempi del primato assoluto della politica e della geopolitica e del denaro politico.
      Ma lo sbraco non può essere un modus vivendi, secondo me.

      Elimina
  2. Nuove normative sulle emissioni di scarico :tu cambi macchina e i produttori (siamo sicuri che sia solo la volkswagen a dichiarare il falso circa i propri veicoli?) vendono
    In altri rami succede la stessa cosa, normative sempre piu' stringenti(con introduzione di nuovi costi) quasi inapplicabili talvolta , ma tanto c'e' sempre un escamotage pronto...

    RispondiElimina