La traduzione in italiano dell'opera scritta da Wendy McElroy esplora Bitcoin a 360°, un compendio della sua storia fino ad adesso e la direzione che molto probabilmente prenderà la sua evoluzione nel futuro prossimo. Si parte dalla teoria, soprattutto quella libertaria e Austriaca, e si sonda come essa interagisce con la realtà. Niente utopie, solo la logica esposizione di una tecnologia che si sviluppa insieme alle azioni degli esseri umani. Per questo motivo vengono inserite nell'analisi diversi punti di vista: sociologico, economico, giudiziario, filosofico, politico, psicologico e altri. Una visione e trattazione di Bitcoin come non l'avete mai vista finora, per un asset che non solo promette di rinnovare l'ambito monetario ma che, soprattutto, apre alla possibilità concreta di avere, per la prima volta nella storia umana, una società profondamente e completamente modificabile dal basso verso l'alto.
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(Versione audio della traduzione disponibile qui: https://fsimoncelli.substack.com/p/tokenizzazione-dellho-le-elite-si)
Per chi non ha familiarità con la tokenizzazione, ecco una breve e semplice spiegazione: la tokenizzazione consiste nel trasformare qualcosa di reale, come una quota di diritti idrici, un volume misurato di acqua proveniente da un fiume o da una falda acquifera, o persino crediti per l'acqua “risparmiata” o riciclata, in un token digitale (un certificato digitale univoco) che risiede su una blockchain.
Quest'ultima è semplicemente un quaderno digitale condiviso di cui molti computer mantengono copie identiche contemporaneamente, in modo che i registri relativi alla proprietà dei beni non possano essere modificati segretamente da una singola persona o azienda.
Quel token può quindi essere acquistato, venduto o negoziato sui mercati nello stesso modo in cui si negoziano azioni o altri beni. Invece di appartenere semplicemente alla terra, alla comunità locale o alle persone che ne dipendono, l'acqua diventa un prodotto finanziario di cui grandi investitori, aziende e istituzioni possono possederne frazioni e negoziarle per profitto. Il diritto di usare, rivendicare, compensare o negoziare quell'acqua diventa la merce.
Compensare significa che l'acqua che si utilizza, la si risparmia o si ripristina altrove. Ad esempio, un agricoltore passa all'irrigazione a goccia, un progetto ripristina una zona umida o un'azienda riutilizza le acque reflue trattate. L'acqua risparmiata o ripristinata viene misurata e convertita in credito. È possibile acquistare o richiedere questo credito. Sulla carta, il consumo idrico risulta bilanciato.
Come osano trarre profitto rubando la nostra acqua?
Come osano guadagnare con questo piano corrotto per rubare, controllare, misurare e contabilizzare le risorse idriche mondiali? Sì, sembro Greta. L'ironia è palpabile: la stessa tipa che ha reso famoso “Come osate?” è stata completamente indottrinata a sostenere l'Agenda 2030 e proprio la rete di controllo contro cui dovrebbe gridare. Dato che si rifiuta di usare il suo slogan dove dovrebbe, lo farò io.
L'acqua è il fondamento stesso della vita. Ogni essere umano, ogni animale, ogni pianta ne dipende. Eppure le stesse élite che impartiscono lezioni al pubblico sulla scarsità e sul clima stanno costruendo i meccanismi per trasformare ogni singola goccia in una risorsa negoziabile da cui trarre profitto, mentre la gente comune è costretta al razionamento e alla sorveglianza.
Questo è esattamente il processo già descritto e promosso nelle relazioni ufficiali. La stessa Goldman Sachs ha pubblicato “Securing and Financing the Future of Water” nel 2026, affermando apertamente che la tokenizzazione può trasformare i diritti idrici in token tracciabili che monitorano l'utilizzo su diversi mercati e forniscono crediti alle aziende che risparmiano o riciclano l'acqua tramite connessioni a contatori di flusso.
Le Nazioni Unite hanno dichiarato che il mondo è entrato in un'era di “bancarotta idrica globale”. La loro relazione sostiene che il vecchio sistema dei diritti locali è superato e che sono necessari nuovi limiti vincolanti, una contabilità trasparente e una gestione centralizzata.
Le macchine cartografiche stanno già sorvolando la vostra testa
Guardate come lo stanno già facendo.
In tutti gli Stati Uniti, gli elicotteri sorvolano ormai a bassa quota fattorie e falde acquifere trainando enormi antenne elettromagnetiche che mappano le acque sotterranee sotto i nostri piedi, come una sorta di risonanza magnetica della Terra. Il Dipartimento delle Risorse Idriche della California conduce indagini elettromagnetiche aeree a livello statale proprio per questo scopo.
Queste indagini creano mappe dettagliate di ogni principale fonte d'acqua, in modo che il suo utilizzo possa essere successivamente monitorato e limitato.
L'occhio onniveggente di Oracle colpisce ancora: ora osserva ogni goccia che usate
Oracle Utilities elabora già i dati di oltre 100 milioni di contatori in tutto il mondo con sistemi di intelligenza artificiale che rilevano in tempo reale l'irrigazione, le perdite e il consumo delle singole abitazioni. La loro piattaforma per i clienti è progettata proprio per questo livello di controllo preciso.
Larry Ellison non si è limitato a sognare un panopticon, l'ha detto ad alta voce: “I cittadini si comporteranno al meglio perché registriamo e segnaliamo costantemente tutto ciò che accade”. Non era un avvertimento, era un'operazione di marketing da parte di una persona che possiede ancora circa il 40% di Oracle, la stessa azienda che ora si sta silenziosamente infiltrando nelle condutture che distribuiscono la risorsa più elementare sulla Terra: l'acqua.
Una volta che si possiede il registro in tempo reale di ogni goccia che entra in ogni casa, in ogni fattoria, in ogni fabbrica, non servono più gli stivali militari. Basta un pannello di controllo. Regolate il flusso d'acqua e la conformità arriverà di conseguenza. La stessa élite tecnocratica che ha trascorso decenni a consolidare dati, finanza e sorveglianza ora si sta muovendo sull'ultimo bene comune non governato, l'acqua stessa, sotto le rassicuranti etichette di “piattaforme per i clienti” e “servizi intelligenti”.
I contatori dell'acqua sono solo l'ultimo sensore di un sistema che già sa quando aprite il frigorifero, quando e dove guidate, quando sbadigliate, bevete, mandate messaggi o parlate e, presto, quanto dura la doccia e quante volte tirate lo sciacquone.
Questa non è innovazione, questo è il sistema operativo dell'élite per la gestione della scarsità e la conformità comportamentale, travestito da progresso e venduto da un tizio che ha apertamente celebrato l'idea che la registrazione costante avrebbe mantenuto la popolazione “al meglio delle sue capacità”. Oracle non gestisce i servizi pubblici, contribuisce a creare i punti di strozzatura. Cosa c'è dopo, eh Larry? Regolerai e tokenizzerai l'ossigeno?L'infrastruttura di controllo è già stata integrata con il meccanismo finanziario. Chainlink, una rete decentralizzata che alimenta i sistemi blockchain con dati reali come le letture dei contatori e le verifiche del risparmio idrico, ha pubblicato guide dettagliate sulla digitalizzazione dei diritti idrici e dei crediti di conservazione in token, in modo che le aziende possano acquistare compensazioni proprio come i crediti sull'anidride carbonica.
A Dubai, il DMCC (Dubai Multi Commodities Centre), zona franca sostenuta dal governo e importante hub commerciale internazionale, ha firmato accordi per il lancio del primo token digitale al mondo garantito da riserve di acqua dolce verificate, posizionando l'acqua stessa come merce negoziabile sui mercati mondiali.
Hanno già preso il cibo e stanno giocando a fare Dio con il tempo
Da anni le élite stanno sistematicamente prendendo il controllo dell'approvvigionamento alimentare mondiale. Bill Gates, attraverso Cascade Investment, è diventato il più grande proprietario privato di terreni agricoli negli Stati Uniti, possedendo centinaia di migliaia di acri in quasi venti stati. Allo stesso tempo, importanti società di gestione patrimoniale come BlackRock detengono partecipazioni ingenti nelle principali multinazionali agroalimentari che controllano sementi, fertilizzanti, trasformazione e distribuzione.
Contemporaneamente, i programmi di inseminazione delle nuvole e la ricerca sulla geoingegneria solare, finanziati dalla Silicon Valley e dai governi, si stanno espandendo rapidamente. Questi sforzi affermano di voler gestire le precipitazioni e raffreddare il pianeta, ma di fatto affidano il potere di influenzare i modelli meteorologici proprio alle istituzioni che già promuovono il controllo centralizzato sull'acqua e sul cibo.
In altre parole, stanno mettendo in atto la classica dialettica hegeliana per consolidare il potere:
- Creare la siccità attraverso la geoingegneria/modifica meteorologica;
- Dichiarare lo stato di emergenza e spaventare la popolazione;
- Arrivano con la “soluzione”, la tokenizzazione dell'acqua, che presumibilmente salverà il pianeta ma in realtà li renderà solo più ricchi.
Lo schema è inconfondibile, uniamo i puntini. Prima acquistano i terreni dove viene coltivato il cibo, poi sperimentano la modifica delle condizioni meteorologiche che irrigano i raccolti, ora stanno mappando, misurando e tokenizzando l'acqua stessa, in modo che ogni goccia possa essere tracciata, razionata e venduta.
Questa non è teoria, è la presa di potere: l'ABC della tecnocrazia
Ci dicono che l'acqua è troppo importante per lasciarla in mani locali. Dichiarano la bancarotta di sistemi che hanno sostenuto le comunità per generazioni, poi creano l'infrastruttura digitale e fisica per misurare ogni utilizzo, imporre ogni limite e trarre profitto da ogni gettone. La natura condivisa dell'acqua viene riscritta in un sistema di permessi di proprietà di una ristretta élite che afferma di sapere meglio di chiunque altro come gestire la natura e l'umanità. Tutto ciò fa parte del piano della Tecnocrazia.
E non illudiamoci, l'intero progetto si inserisce a pieno titolo nell'Agenda 2030 delle Nazioni Unite e nei suoi Obiettivi di Sviluppo Sostenibile. L'Obiettivo 6 si presenta come un sistema per “acqua pulita e servizi igienico-sanitari per tutti”, ma il vero meccanismo in costruzione è la contabilità, la misurazione e la finanziarizzazione di ogni singola goccia d'acqua. Le stesse istituzioni che hanno redatto gli obiettivi ora promuovono la “bancarotta” dell'acqua, limiti vincolanti, tracciabilità trasparente e soluzioni basate sul mercato che trasformano un bene vitale in una classe di attività commerciabile. Ciò che viene spacciato al pubblico per sostenibilità ed equità è in pratica il trasferimento del controllo dalle comunità e dalle nazioni alle stesse élite finanziarie e burocratiche che ne hanno elaborato il progetto. L'Agenda 2030 è il quadro di riferimento utilizzato per giustificare l'accaparramento, la misurazione e la vendita dell'acqua mondiale sotto la bandiera della salvaguardia.
Questo è il piano. È già in atto e chi lo promuove si aspetta che l'opinione pubblica lo accetti come inevitabile.
Non è inevitabile.
La resistenza NON è vana.
Smascherate il piano, gridatelo ai quattro venti: sui siti di notizie, nei podcast e nelle riunioni del consiglio comunale.
Non permettiamo alle élite di portare a termine il loro piano di conquista. Loro hanno i soldi, ma noi abbiamo i numeri.
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[*] traduzione di Francesco Simoncelli: https://www.francescosimoncelli.com/
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