lunedì 8 giugno 2026

Perché il SAVE Act è importante

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La traduzione in italiano dell'opera scritta da Wendy McElroy esplora Bitcoin a 360°, un compendio della sua storia fino ad adesso e la direzione che molto probabilmente prenderà la sua evoluzione nel futuro prossimo. Si parte dalla teoria, soprattutto quella libertaria e Austriaca, e si sonda come essa interagisce con la realtà. Niente utopie, solo la logica esposizione di una tecnologia che si sviluppa insieme alle azioni degli esseri umani. Per questo motivo vengono inserite nell'analisi diversi punti di vista: sociologico, economico, giudiziario, filosofico, politico, psicologico e altri. Una visione e trattazione di Bitcoin come non l'avete mai vista finora, per un asset che non solo promette di rinnovare l'ambito monetario ma che, soprattutto, apre alla possibilità concreta di avere, per la prima volta nella storia umana, una società profondamente e completamente modificabile dal basso verso l'alto.

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da ZeroHedge

(Versione audio della traduzione disponibile qui: https://open.substack.com/pub/fsimoncelli/p/perche-il-save-act-e-importante)

L'autogoverno americano si fonda su un principio imprescindibile: che le elezioni riflettano la volontà dei cittadini aventi diritto al voto, conteggiati con precisione e gestiti in modo trasparente. Repubblicani e sostenitori dell'integrità elettorale affermano che questo principio sia stato progressivamente minato, non necessariamente da una singola grande cospirazione, ma da un modello sistemico di allentamento delle garanzie, liste elettorali inesatte, sistemi di voto per corrispondenza manipolabili e una forte opposizione dei Democratici alle verifiche e alle riforme che risolverebbero una volta per tutte i dubbi dell'opinione pubblica.

Il Safeguard American Voter Eligibility (SAVE) Act, che gode di un sostegno pubblico di circa l'80%, richiederebbe la presentazione di un documento che attesti la cittadinanza statunitense per potersi registrare alle elezioni federali. Per i suoi sostenitori rappresenta la risposta minima e logica alle comprovate vulnerabilità del sistema di registrazione e di voto. Per i suoi oppositori, invece, costituisce una forma di soppressione del voto. Il dibattito su questa interpretazione è di per sé un indicatore rivelatore della posizione dei partiti sulla questione fondamentale: volete saperlo o no? E perché?

Esaminiamo l'argomento più nel dettaglio.

Nota: l'analisi che segue è stata redatta da una prospettiva repubblicana/difensore dell'integrità elettorale. Laddove le accuse non siano confermate, o siano contestate, vengono indicate come tali.


Parte I: problemi confermati e documentati

1. Liste elettorali truccate: uno scandalo nazionale

Non vi è dubbio che le liste elettorali americane siano piene di iscrizioni non valide. L'unico punto controverso è se debbano essere corrette.

La Divisione per i Diritti Civili del Dipartimento di Giustizia, sotto la guida del Vice Procuratore Generale Harmeet Dhillon, ha esaminato le liste elettorali di soli 16 stati a maggioranza repubblicana che hanno collaborato volontariamente, scoprendo decine di migliaia di apparenti non cittadini e centinaia di migliaia di persone decedute ancora iscritte nelle liste elettorali. L'amministrazione ha quindi citato in giudizio 29 stati, tra cui stati tradizionalmente democratici come California e New York, e stati in bilico come Arizona e Georgia, per ottenere la divulgazione dei dati delle liste elettorali ai sensi del National Voter Registration Act e dell'Help America Vote Act.

In California una revisione delle liste elettorali ha rilevato registrazioni collegate a caselle postali e a individui indicati come ultracentenari; in Colorado una causa legale ha imposto la cancellazione di 372.000 registrazioni non valide; in Michigan sono stati documentati elettori deceduti, alcuni dei quali risultano aver votato di persona anche dopo la morte; in Oregon sono state segnalate anomalie simili. Judicial Watch ha documentato la rimozione di decine di migliaia di nomi dalle liste elettorali in diversi stati, spesso solo a seguito di azioni legali, sollevando l'ovvia domanda sul perché gli stati si siano opposti alla pulizia delle liste in primo luogo.

Lo schema si ripete: i repubblicani cercano di eliminare qualsiasi possibilità che persone non autorizzate votino alle elezioni attraverso frodi legate alla raccolta fraudolenta di schede elettorali; i democratici intentano causa per impedirlo, al fine di evitare di privare del diritto di voto gli elettori aventi diritto (con il tacito scopo di favorire la raccolta fraudolenta di schede elettorali).

2. Voto dei non cittadini: casi perseguiti

Il voto dei non cittadini non è un'ipotesi, è un fenomeno documentato, perseguito e tuttora in corso.

A Filadelfia l'ICE e l'FBI hanno arrestato Mahady Sacko, un immigrato clandestino proveniente dalla Mauritania, per aver votato in sette elezioni federali a partire dal 2008, nonostante un ordine di espulsione del 2002. A Coldwater, in Kansas, il sindaco Joe Ceballos, residente permanente proveniente dal Messico, si è dimesso e ha dovuto affrontare delle accuse dopo aver votato in diverse elezioni. Questi non sono casi isolati; sono esempi concreti di una vulnerabilità che, secondo i repubblicani, il SAVE Act affronterebbe direttamente.

3. Frode elettorale tramite voto per corrispondenza: un meccanismo comprovato

I democratici e i loro alleati sulla stampa hanno insistito per anni sul fatto che le frodi elettorali tramite voto per corrispondenza siano estremamente rare. I risultati dei procedimenti giudiziari raccontano una storia diversa: vulnerabilità diffuse, reali e sfruttabili (oltre 1400 casi in questo database).

In Pennsylvania una giuria ha incriminato tre democratici – Mohammed Nurul Hasan, Mohammed Munsur Ali e Mohammed Rafikul Islam – per aver tentato di rubare le elezioni a sindaco di Millbourne nel 2021. Utilizzando il portale online di registrazione degli elettori della Pennsylvania (PAOVR), hanno modificato gli indirizzi di registrazione di quasi una trentina di non residenti, sostituendoli con indirizzi di Millbourne, hanno richiesto schede elettorali per corrispondenza a loro nome, le hanno compilate e le hanno spedite. La vulnerabilità del sistema: chiunque avesse informazioni personali di base su un elettore avrebbe potuto modificare la sua registrazione e dirottare la sua scheda elettorale a qualsiasi indirizzo nel mondo. Il candidato ha comunque perso, ma il meccanismo ha funzionato. Le “garanzie” che l'Associated Press aveva assicurato agli elettori non lo hanno fermato.

In Minnesota due persone si sono dichiarate colpevoli per aver inondato le elezioni con schede elettorali fraudolente; in Connecticut un dipendente statale è stato arrestato per aver modificato le iscrizioni di elettori repubblicani in democratici a loro insaputa. L'organizzazione Fair Fight di Stacey Abrams è stata costretta a pagare la multa più salata nella storia della Georgia per violazione delle norme sul finanziamento delle campagne elettorali.

4. ActBlue – Indagine congressuale in corso con segnali di allarme significativi

Non si tratta di un'accusa, si tratta di un'indagine federale in corso e documentata, supportata da mandati di comparizione del Congresso.

Nell'aprile del 2026 le commissioni Giustizia, Vigilanza e Amministrazione della Camera dei Rappresentanti hanno pubblicato un rapporto interinale congiunto in cui si affermava che cinque dipendenti ed ex-dipendenti di ActBlue, tra cui il responsabile dell'ufficio legale (licenziato), il personale dell'ufficio legale e il vicepresidente del servizio clienti, si erano avvalsi del Quinto Emendamento ben 146 volte durante le deposizioni. Non una o due volte, ben 146 volte. Senza che venisse data risposta a una sola domanda.

Il rapporto ha inoltre rilevato che ActBlue ha reso più permissive le proprie norme antifrode in due occasioni durante il ciclo elettorale del 2024 e che i materiali di formazione interna indicavano al personale addetto alla prevenzione delle frodi di “cercare motivi per accettare contributi” anziché esaminarli attentamente. L'intero team legale e di conformità, ogni singolo membro, si era dimesso, era stato licenziato o aveva usufruito di un lungo periodo di congedo entro marzo 2025, nei mesi immediatamente successivi alle elezioni.

Il New York Times, che non è certo una testata di destra, ha riportato le preoccupazioni relative alle donazioni straniere. L'ex-consigliere della Casa Bianca di Biden, Dana Remus, che lavora presso lo studio legale Covington di ActBlue, avrebbe avvertito che l'amministratore delegato di ActBlue potrebbe aver mal presentato i fatti al Congresso. Il presidente della Commissione Giustizia della Camera, Jim Jordan, ha riassunto l'ironia della situazione: i Democratici hanno passato un decennio ad accusare Trump di collusione con l'estero nella campagna elettorale. Ora le prove del flusso di denaro straniero verso le infrastrutture di raccolta fondi dei Democratici sono oggetto di un'indagine formale del Congresso.

5. Contea di Fulton, Georgia – Prove scomparse, raid dell'FBI e domande senza risposta

La contea di Fulton è diventata l'epicentro simbolico delle preoccupazioni relative all'integrità delle elezioni, e per ragioni ben documentate.

Nel gennaio 2026 la Commissione elettorale dello Stato della Georgia ha rivelato che gli investigatori non erano riusciti a trovare un singolo “nastro di azzeramento” proveniente dalle 148 macchine per il voto anticipato della contea di Fulton, relative alle elezioni generali del 2020. I nastri di azzeramento sono i documenti legali che certificano che ogni macchina contavoti ha iniziato il conteggio da zero, impedendo che voti precaricati o dati di prova vengano conteggiati come voti reali. La loro assenza non prova una frode, ma non può nemmeno essere giustificata. Un'ammissione del dicembre 2025 da parte del procuratore della contea di Fulton ha confermato che oltre 100 nastri di chiusura delle macchine contavoti, corrispondenti a circa 315.000 voti, non erano mai stati firmati dagli addetti ai seggi, come invece previsto dalla legge.

La settimana successiva alla riunione della Commissione elettorale statale, l'FBI ha eseguito un mandato di perquisizione presso l'ufficio elettorale della contea di Fulton, specificamente alla ricerca dei nastri di registrazione delle votazioni. Il mandato di perquisizione stesso rappresenta una determinazione giudiziaria federale che ha stabilito l'esistenza di una probabile causa per la perquisizione. La contea di Fulton non ha fornito una spiegazione soddisfacente su cosa sia successo a questi documenti.

6. L'opposizione dei Democratici alle verifiche elettorali

Un dato significativo, secondo gli attivisti per l'integrità elettorale: i Democratici hanno sistematicamente utilizzato azioni legali per ritardare, tagliare i fondi o bloccare le verifiche forensi delle elezioni del 2020. Una “verifica forense completa” – a differenza dei limitati riconteggi manuali effettuati dalla maggior parte degli stati – prevederebbe un esame indipendente della catena di custodia delle schede, dei registri delle macchine, dei dati sui voti espressi, delle firme sulle buste e dei dati a livello di seggio elettorale.

Negli Stati Uniti nessuna giurisdizione ha completato un audit forense completo delle elezioni presidenziali del 2020. In ogni giurisdizione in cui sono stati avviati seri tentativi di audit, i procuratori generali democratici o gruppi a loro alleati hanno intentato cause legali per ostacolarli. I critici si chiedono: se si è sicuri del risultato, perché opporsi all'audit?

I procuratori generali democratici hanno inoltre contestato collettivamente l'ordine esecutivo di Trump che richiede la prova di cittadinanza per la registrazione degli elettori, intentando causa per bloccarlo. Questa resistenza – a misure di verifica che la maggior parte delle democrazie considera standard – appare agli attivisti per l'integrità elettorale come una forma di prova a sé stante.


Parte II: accuse gravi ma non confermate

Le seguenti accuse sono state sollevate da ricercatori, analisti o investigatori e sono qui riportate come affermazioni che meritano di essere approfondite. Non sono state (ancora) confermate da tribunali, forze dell'ordine federali o revisori forensi indipendenti. I cosiddetti “giornalisti dell'integrità elettorale” del passato non si sono preoccupati di indagare su queste problematiche. Vengono presentate perché sono oggetto di indagine attiva o perché i modelli di dati sottostanti non hanno ricevuto un'adeguata spiegazione ufficiale.

Nota: oltre a quelle elencate di seguito, esistono molte altre accuse credibili che necessitano di essere indagate.

1. Anomalie statistiche nel voto del 2020: inspiegabili, non smentite

Un team di scienziati e ingegneri di election-integrity.info ha pubblicato analisi di serie temporali di dati elettorali del 2020, sostenendo di aver identificato picchi di voto statisticamente improbabili – grandi lotti di schede elettorali conteggiate in brevi intervalli di tempo che favorivano nettamente Biden – che, a loro dire, non possono essere spiegati dai normali schemi di conteggio. Affermano inoltre di aver trovato casi di “voti negativi” che compaiono nei dati delle serie temporali, cosa che dovrebbe essere matematicamente impossibile.

Stato attuale: queste analisi non sono state replicate in modo indipendente né accettate dagli statistici tradizionali. I funzionari elettorali attribuiscono i picchi di voto elevati alla segnalazione in blocco delle schede elettorali inviate per posta. Le affermazioni sui “voti negativi” potrebbero riflettere artefatti di inserimento dati o la metodologia di segnalazione. Tuttavia, nessun ente ufficiale ha condotto un audit dettagliato delle serie temporali che possa affrontare in modo definitivo queste affermazioni.

Non confermato: merita una revisione statistica indipendente.

2. Algoritmo del registro elettorale del Wisconsin

Un'analisi pubblicata su American Thinker nell'aprile del 2025 sosteneva che un algoritmo recentemente scoperto e incorporato negli archivi degli elettori del Wisconsin costituisse la prova di una frode elettorale di natura criminale, in quanto manipolava i dati di registrazione secondo uno schema sistematico.

Stato attuale: questa affermazione non è stata verificata dai funzionari elettorali del Wisconsin o da informatici indipendenti con accesso ai dati sottostanti. La Commissione elettorale del Wisconsin la contesta.

Non confermato: richiede un esame forense indipendente del registro degli elettori.

3. ActBlue “smurfing”: Donatori stranieri che utilizzano prestanome americani

Oltre alle confermate invocazioni del Quinto Emendamento e all'indagine del Congresso, alcuni analisti ipotizzano un meccanismo specifico: denaro straniero che affluisce ad ActBlue attraverso migliaia di piccole donazioni effettuate a nome di donatori americani inconsapevoli o fittizi, una pratica nota come “smurfing”. I dati pubblicati su electionwatch.info sembrano mostrare, stato per stato, modelli anomali di piccole donazioni. Un senatore dello stato dell'Arizona ha presentato una denuncia per aver segnalato irregolarità, formulando accuse specifiche in tal senso.

Stato attuale: l'indagine del Congresso è in corso e questo specifico meccanismo è oggetto di citazione in giudizio. I dati relativi al modello sono suggestivi ma non sono stati verificati tramite analisi bancaria forense.

Parzialmente confermato come obiettivo dell'indagine: le specifiche accuse di smurfing non sono confermate e in attesa di indagine.

4. Codice sorgente cinese nelle macchine per il voto

Sono circolate accuse, amplificate dai commenti sui sondaggi di Rasmussen, secondo cui codice sorgente di origine cinese sarebbe stato trovato incorporato nelle macchine per il voto digitale utilizzate nelle elezioni statunitensi.

Stato attuale: nessuna agenzia federale ha confermato pubblicamente questa scoperta. L'affermazione sembra provenire da ricercatori senza accesso al firmware delle macchine tramite canali ufficiali. Il sistema di rilevamento delle intrusioni Albert del DHS avrebbe subito dei malfunzionamenti durante il ciclo del 2020, il che solleva interrogativi sulla sicurezza informatica, ma ciò non conferma l'inserimento di codice cinese.

Non confermato: abbastanza grave da giustificare un'indagine ufficiale con piena trasparenza.

5. Operazioni di influenza del PCC nelle elezioni del 2020

Secondo quanto riportato da Just the News e da altre testate, gli analisti dell'intelligence avrebbero insabbiato le prove relative all'ingerenza del Partito Comunista Cinese nelle elezioni del 2020, a favore di Biden, e la NSA avrebbe intercettato comunicazioni riguardanti discussioni tra governi stranieri sul finanziamento di campagne elettorali statunitensi.

Stato attuale: la comunità dell'intelligence sta valutando se la Cina abbia preferito Biden a Trump nel 2020. Le specifiche accuse relative alla soppressione di informazioni e al riciclaggio di denaro non sono state confermate da documenti declassificati o procedimenti giudiziari. L'ex-giornalista della CBS, Catherine Herridge, ha approfondito l'argomento.

Parzialmente confermato (preferenza cinese): le accuse specifiche di riciclaggio di denaro e soppressione di informazioni non sono confermate.

6. Riciclaggio di fondi USAID nella campagna elettorale di Biden del 2024

Sono state pubblicate delle accuse secondo cui i fondi dell'USAID, denaro dei contribuenti statunitensi veicolato attraverso ONG, sarebbero stati utilizzati per sostenere la campagna elettorale di Biden-Harris del 2024, configurandosi di fatto come un finanziamento illecito da parte del governo federale in una campagna politica attraverso un meccanismo di riciclaggio di denaro.

Stato attuale: a seguito delle scoperte del DOGE, l'USAID è stata drasticamente ristrutturata sotto l'amministrazione Trump, in parte a causa di preoccupazioni relative alla spesa politicizzata. La documentazione specifica dei fondi confluiti nella campagna elettorale di Biden non è stata verificata tramite audit ufficiali o procedimenti giudiziari.

Non confermato: area di indagine governativa in corso.

7. Il Pakistan e il voto dei cittadini stranieri

Secondo quanto riportato da Gateway Pundit e da altre testate affiliate, alcuni cittadini pakistani che non hanno mai messo piede negli Stati Uniti sarebbero comunque presenti nelle liste elettorali americane e potrebbero aver votato.

Stato attuale: il meccanismo attraverso il quale ciò potrebbe verificarsi su larga scala non è stato stabilito. Sono documentati singoli casi di registrazione di cittadini stranieri (si veda la Parte I), ma il voto sistematico di cittadini pakistani non è confermato.

Non confermato.

8. Lo schema direzionale: tutte le frodi avvantaggiano i democratici

Uno degli argomenti più efficaci usati dai sostenitori dell'integrità elettorale è che praticamente ogni caso confermato, o presunto, di frode elettorale avvantaggia i Democratici, non i Repubblicani. Se la frode fosse casuale, ci si aspetterebbe una distribuzione pressoché equa. Il modello, sostengono, non è casuale.

Stato attuale: questa tesi merita di essere presa sul serio come osservazione statistica. I casi di frode confermati (Pennsylvania, Minnesota, Connecticut, ecc.) tendono a essere tra i Democratici, il che aiuta a spiegare la resistenza degli stessi Democratici al SAVE Act. I Democratici sostengono il voto degli immigrati clandestini nelle elezioni statunitensi, sostengono e incentivano la raccolta di schede elettorali e impiegano la guerra legale per combattere praticamente tutte le leggi sull'integrità elettorale promosse dai Repubblicani, le quali ripuliscono invece le liste elettorali e permettono l'esecuzione di audit forensi completi riguardo i risultati elettorali. Tutto ciò aumenta la probabilità di frode elettorale. Quando sembra un'anatra, nuota come un'anatra e starnazza come un'anatra, probabilmente è un'anatra.


Riflessioni conclusive

Che si accettino tutte, alcune o nessuna delle accuse non confermate di cui sopra, i soli problemi documentati – liste elettorali errate, registrazioni di non cittadini, sistemi di voto per corrispondenza manipolabili, resistenza alle verifiche, preoccupazioni relative ai finanziamenti esteri – forniscono un'ampia giustificazione per il requisito fondamentale del SAVE Act: dimostrare di essere cittadini americani prima di potersi registrare per votare alle elezioni federali. Il SAVE Act è una risposta logica.

Il popolo americano comprende molto bene la questione. L'ultimo sondaggio nazionale telefonico e online di Rasmussen Reports rileva che il 59% degli elettori statunitensi ritiene probabile che si verificheranno brogli diffusi che influenzeranno l'esito delle elezioni di metà mandato di quest'autunno. Inoltre oltre l'80% degli intervistati, appartenenti a tutti gli schieramenti politici e a tutti i gruppi etnici, sostiene il SAVE Act.

Gli oppositori (i democratici eletti e la loro base di attivisti) sostengono che ciò priverebbe del diritto di voto gli elettori legittimi sprovvisti di documenti. I sostenitori replicano che la stessa logica si applicherebbe all'obbligo di presentare un documento d'identità per imbarcarsi su un aereo o aprire un conto in banca: l'onere di dimostrare la cittadinanza è il minimo e la protezione che offre è sostanziale. Tutte le altre principali democrazie richiedono una qualche forma di verifica della cittadinanza per la partecipazione elettorale.

Il sostegno pubblico di circa l'80% al SAVE Act riflette una semplice intuizione: in una repubblica il diritto di voto appartiene ai cittadini. Verificare la cittadinanza non è una forma di soppressione del voto. Opporsi alla verifica, quando le liste elettorali contengono palesemente iscrizioni non aventi diritto, non significa proteggere la democrazia, bensì significa proteggere un sistema che avvantaggia coloro che preferiscono una minore supervisione.

Il popolo americano merita di sapere che le proprie elezioni sono trasparenti. Il SAVE Act è un inizio. Una piena capacità di audit forense, realizzata senza ostacoli legali, sarebbe il traguardo finale. Nessuna delle due cose dovrebbe essere controversa in un Paese che afferma di credere nella democrazia.

Dopotutto, i Democratici non vogliono forse “salvare la nostra democrazia”?


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: https://www.francescosimoncelli.com/


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