La traduzione in italiano dell'opera scritta da Wendy McElroy esplora Bitcoin a 360°, un compendio della sua storia fino ad adesso e la direzione che molto probabilmente prenderà la sua evoluzione nel futuro prossimo. Si parte dalla teoria, soprattutto quella libertaria e Austriaca, e si sonda come essa interagisce con la realtà. Niente utopie, solo la logica esposizione di una tecnologia che si sviluppa insieme alle azioni degli esseri umani. Per questo motivo vengono inserite nell'analisi diversi punti di vista: sociologico, economico, giudiziario, filosofico, politico, psicologico e altri. Una visione e trattazione di Bitcoin come non l'avete mai vista finora, per un asset che non solo promette di rinnovare l'ambito monetario ma che, soprattutto, apre alla possibilità concreta di avere, per la prima volta nella storia umana, una società profondamente e completamente modificabile dal basso verso l'alto.
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(Versione audio della traduzione disponibile qui: https://open.substack.com/pub/fsimoncelli/p/lobamacare-e-un-disastro-proprio)
Poco più di 15 anni fa, quando la Camera e il Senato, entrambi a maggioranza democratica, discutevano le proposte sanitarie presentate dall'allora presidente democratico, quasi tutta la destra era unita nell'opposizione. Potrebbe essere stata l'ultima volta che la destra si è mostrata unita su qualcosa, ma di certo lo era, e la sua determinazione era incrollabile.
La deputata Michelle Bachmann (MN) disse che: “Questa mostruosità non solo distruggerà il mercato sanitario privato, ma porterà a enormi aumenti dei premi e al razionamento delle cure”. Il deputato (e futuro candidato alla vicepresidenza e Presidente della Camera) Paul Ryan (WI) disse che: “Questa legge è un Frankenstein fiscale. È un'acquisizione governativa che farà esplodere i costi e distruggerà posti di lavoro”. Il senatore (e leader repubblicano) Mitch McConnell (KY) insistette sul fatto che gli americani “vogliono riforme che riducano i costi, non un esperimento governativo da mille miliardi di dollari”.
Commentatori di destra come George Will e Charles Krauthammer erano d'accordo, non solo tra loro, ma anche con i repubblicani al Congresso. Krauthammer, in particolare, sosteneva che la promessa del presidente Obama di “piegare la curva dei costi” fosse pura, semplice e ampiamente documentata fantasia. La National Review, oggigiorno molto criticata dai sostenitori di Trump, dedicò gran parte di un suo numero a smascherare e prevedere le assurdità finanziarie dell'Obamacare e la probabilità che avrebbe portato a una minore qualità dell'assistenza, a un aumento delle tasse e a un'impennata dei premi assicurativi. Persino la Heritage Foundation, di recente al centro delle cronache per aver esacerbato le spaccature nella coalizione conservatrice, si trovò d'accordo con tutti i membri del movimento, insistendo sul fatto che l'Obamacare fosse un disastro annunciato e che non avrebbe mantenuto nessuna delle promesse fatte, distruggendo al contempo ciò che di buono e valido c'era nel mercato assicurativo privato.
Più di un decennio dopo, quando fu chiaro che il sistema era in crisi e che solo un maggiore intervento e una maggiore spesa pubblica avrebbero potuto salvarlo, la Heritage (nella persona di Robert Moffit, Edmund Haislmaier e Nina Owcharenko Schaefer) si concesse una sorta di celebrazione della vittoria, dettagliando i palesi fallimenti dell'Obamacare e sostenendo che era giunto il momento di abbandonare l'intero esperimento.
“I fatti”, scrissero gli analisti della Heritage, “sono ormai accertati”. L'Affordable Care Act:
• ha aumentato drasticamente i premi dell'assicurazione sanitaria e la compartecipazione alle spese nel mercato individuale;
• ha fatto crollare la concorrenza tra le compagnie assicurative nei mercati individuali del Paese;
• non è riuscito a raggiungere gli obiettivi ufficiali di iscrizione nei singoli mercati;
• sta rendendo inaccessibile la copertura sanitaria individuale agli americani della classe media;
• ha ampliato la copertura sanitaria pubblica, devastando al contempo il mercato privato delle assicurazioni sanitarie individuali;
• ha compromesso l'accesso alle cure per le persone, comprese quelle con patologie preesistenti, iscritte ai mercati individuali del Paese;
• ha fallito, e lo ha fatto miseramente, nell'attirare i giovani nei mercati assicurativi;
• l'espansione del programma Medicaid dà priorità agli adulti abili al lavoro, molti dei quali lavorano, rispetto agli anziani, ai disabili, e alle donne e ai bambini poveri;
• non è riuscito, come previsto, a “piegare la curva” della spesa sanitaria americana;
• le sue tanto decantate riforme in materia di erogazione di servizi sanitari non hanno prodotto i risparmi previsti.
Tutto ciò che i repubblicani avevano previsto si è avverato e la risposta dei democratici è stata quella di offrire un massiccio aumento “temporaneo” dei sussidi per cercare di nascondere i fallimenti. Ancora una volta, ogni persona di buon senso nel Paese ha insistito sul fatto che farlo sarebbe stato un disastro, che i sussidi avrebbero solo aumentato i costi e che non sarebbero stati affatto temporanei.
I Democratici, però, non hanno ascoltato. Non hanno ascoltato nel 2009 e nel 2010, quando il Congresso inizialmente discusse e poi approvò l'Obamacare, senza un solo voto repubblicano in nessuna delle due camere; non hanno ascoltato nel 2020, quando insistettero sulla necessità di ampliare i sussidi per affrontare le difficoltà finanziarie create dal COVID-19; non hanno ascoltato nel 2023, quando prorogarono i sussidi dell'era COVID nell'ambito dell'Inflation Reduction Act, al costo di $64 miliardi; e non stanno ancora ascoltando. Anzi, hanno di recente orchestrato il più lungo blocco delle attività governative nella storia americana perché non hanno alcuna intenzione di ascoltare, o di ammettere, che forse la destra aveva ragione nelle sue previsioni riguardo l'Obamacare.
Peggio ancora, oltre a tapparsi le orecchie e ignorare le esperienze degli ultimi quindici anni, i Democratici stanno addirittura incolpando i Repubblicani di tutti i problemi del sistema sanitario, insistendo sul fatto che il Partito Repubblicano sia in qualche modo responsabile delle loro illusioni. Come ha affermato il senatore Bernie Sanders, l'anima ideologica dei Democratici di oggi: “Questo blocco del governo riguarda solo la possibilità che i Repubblicani riescano a farla franca aumentando i premi dell'assicurazione sanitaria del 75% per 20 milioni di americani e lasciando senza assistenza sanitaria 15 milioni di persone”.
Nel corso degli anni, innumerevoli commentatori conservatori hanno ripreso la famosa frase del film “Love Story”, sostenendo che “essere liberal significa non dover mai chiedere scusa”. Più precisamente, fanno notare che essere liberal/di sinistra/statalisti significa non dover mai ammettere di aver sbagliato, o che i propri sogni utopici fossero, in realtà, degli incubi. Questa è una caratteristica, non un difetto, del progressismo. Proprio come i giovani di sinistra di oggi insistono sul fatto che il comunismo possa funzionare, nonostante i suoi numerosi e sanguinosi fallimenti, perché “il vero comunismo non è mai stato sperimentato”, allo stesso modo i Democratici insistono sul fatto che l'Obamacare possa funzionare se modificato e adattato nel modo giusto.
Sebbene Jean-Jacques Rousseau condivida il titolo di “padre della sinistra moderna” con molti dei suoi contemporanei dell'Illuminismo, egli fece indubbiamente più di molti altri per minare e distruggere gli ordini sociali e politici esistenti e per destabilizzare l'Occidente. Come sosteneva Nietzsche, Rousseau fu “la più grande forza rivoluzionaria dell'era moderna”.
Rousseau non credeva nel concetto di Peccato Originale e insisteva sul fatto che l'idea stessa fosse stata inventata per tenere l'uomo oppresso, messo a tacere e infelice sotto il giogo delle imperfette istituzioni della società. “Tutto è buono quando proviene dalle mani del creatore”, scrisse nelle prime pagine dell'Emile, ma “tutto degenera nelle mani dell'essere umano”.
Di conseguenza Rousseau e i suoi seguaci consideravano le istituzioni della società come la principale minaccia alla libertà e alla felicità dell'essere umano. Se quest'ultimo è buono per natura, ma si comporta male sotto la direzione e la guida di specifiche istituzioni, allora queste, per definizione, devono essere corrotte. Sono chiaramente la causa del comportamento aberrante e devono, pertanto, essere riformate – in modo completo e frequente quanto necessario per consentire all'essere umano di vivere come dovrebbe in una società collettiva. Come ha osservato lo storico Paul Johnson nel suo libro, Intellectuals, per Rousseau la società, o “cultura”, era una “costruzione artificiale in continua evoluzione [...]”. Ciononostante “dettava il comportamento dell'essere umano”, il che significa che “si poteva migliorare, anzi trasformare completamente il suo comportamento cambiando la cultura e le forze competitive che lo producevano [...]”. In breve, secondo Rousseau, si può cambiare il mondo cambiando con successo le sue istituzioni – ripetutamente, finché non si raggiunge il risultato desiderato, senza mai dover chiedere scusa per gli errori commessi.
Naturalmente le persone comuni ritengono che le istituzioni create dall'Obamacare siano distruttive, costose e, in definitiva, inefficaci. E lo sappiamo perché molti di loro lo affermavano già prima che il sistema venisse istituito. I Democratici non sono d'accordo e non si lasceranno dissuadere da alcun appello alla teoria o all'esperienza. Vogliono mantenere le istituzioni e continuare a riformarle finché non troveranno, inevitabilmente, la formula giusta.
La prossima volta faranno le cose per bene... abbiate fiducia in loro. Oh, e nel frattempo, tirate fuori i soldi.
[*] traduzione di Francesco Simoncelli: https://www.francescosimoncelli.com/
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