La traduzione in italiano dell'opera scritta da Wendy McElroy esplora Bitcoin a 360°, un compendio della sua storia fino ad adesso e la direzione che molto probabilmente prenderà la sua evoluzione nel futuro prossimo. Si parte dalla teoria, soprattutto quella libertaria e Austriaca, e si sonda come essa interagisce con la realtà. Niente utopie, solo la logica esposizione di una tecnologia che si sviluppa insieme alle azioni degli esseri umani. Per questo motivo vengono inserite nell'analisi diversi punti di vista: sociologico, economico, giudiziario, filosofico, politico, psicologico e altri. Una visione e trattazione di Bitcoin come non l'avete mai vista finora, per un asset che non solo promette di rinnovare l'ambito monetario ma che, soprattutto, apre alla possibilità concreta di avere, per la prima volta nella storia umana, una società profondamente e completamente modificabile dal basso verso l'alto.
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(Versione audio della traduzione disponibile qui: https://open.substack.com/pub/fsimoncelli/p/il-neofeudalesimo-di-bruxelles-su)
La Commissione europea sta portando avanti senza sosta il suo progetto di soggiogare i media indipendenti. Oltre alla censura classica, vengono impiegate tecnologie sofisticate come il controllo algoritmico dei risultati di ricerca. In questo modo testate alternative, come Tichys Einblick, vengono sempre più precluse al pubblico. Lo spirito repubblicano sta morendo silenziosamente.
Negli ultimi mesi si è acceso un intenso dibattito sulle pericolose tendenze anticivilizzazione di Bruxelles e sulla sua crescente ossessione per il controllo. È significativo che la stessa presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, abbia sottolineato il netto contrasto tra l'impotenza dei cittadini europei e una burocrazia che opera con limiti sempre più ristretti.
Attualmente Bruxelles sta utilizzando ogni mezzo a sua disposizione per esaminare le chat private tramite meccanismi algoritmici invasivi, limitando e censurando la comunicazione pubblica sui media digitali e sui social network. Nel frattempo la von der Leyen si è rifiutata di garantire la trasparenza nello scandalo dei vaccini Pfizer.
Questo comportamento può essere descritto solo come neofeudale e post-illuminista. In quale altro luogo al mondo le nazioni sovrane permettono ai propri governi di intessere una ragnatela di burocrazie repressive tra gli stati membri, se non nell'Europa dell'UE?
Londra come laboratorio oscuro
Chiunque voglia farsi un'idea della traiettoria attuale di Bruxelles dovrebbe guardare a Londra. Sin dalla Brexit il Regno Unito ha funzionato come una sorta di laboratorio per il progetto di centralizzazione dell'UE.
Qualche anno dopo la Gran Bretagna ha promulgato alcune delle leggi sulla censura più severe del mondo (ancora) libero. Le autorità non sono più concentrate sullo smascherare complotti islamisti, smantellare bande di stupratori o attuare un necessario processo di rimpatrio per preservare la cultura inglese.
No, ora l'attenzione dello Stato si concentra sulle attività di opposizione. Sfruttando le nuove definizioni di “odio” e “incitamento all'odio” online, migliaia di cittadini rispettosi della legge sono stati perquisiti e arrestati solo per aver criticato le politiche migratorie o il caos urbano.
In virtù del Communications Act e del Malicious Communications Act, leggi apparentemente innocue, il governo britannico effettua ora oltre 30 arresti al giorno per motivi politici, a seguito di post online ritenuti offensivi o minacciosi dalle autorità: un attacco diretto alle libertà dei cittadini nella patria del liberalismo.
Il filtro algoritmico
Un approccio simile è auspicato dalla Commissione europea e dalle sue capitali satellite fedeli. Essa funge da centro, da spirito guida di questa linea di politica. Con l'aumento dell'opposizione politica – dall'AfD in Germania alle forze conservatrici di destra nei Paesi Bassi e nella Repubblica Ceca, fino al Fidesz in Ungheria – le basi narrative del socialismo climatico e delle politiche di frontiere aperte rischiano di dissolversi nella percezione pubblica.
Attraverso definizioni sempre più lasche di “odio” e “incitamento all'odio”, utilizzate come scudi per immunizzare dalle critiche fenomeni sociali come l'islamizzazione, il declino economico dovuto al crescente centralismo di Bruxelles o il degrado urbano, l'UE tenta di soffocare un blocco conservatore in ripresa prima ancora che possa formarsi.
Questa tendenza era già stata evidenziata dal vicepresidente statunitense, JD Vance, durante il suo intervento alla Conferenza sulla sicurezza di Monaco. Secondo Vance, la partnership con l'UE è a rischio se questo attacco istituzionalizzato alla libertà di espressione non viene fermamente bloccato.
Il bastone, niente carota e il pugnale
Per evitare il controllo internazionale, Bruxelles adotta anche una seconda strategia: il pugnale, più sottile ma altrettanto efficace. Al centro della censura rimane l'algoritmo di ricerca dominante di Google, dove il controllo opera in modo occulto, invisibile all'utente medio di internet.
Con l'eufemismo di “Scudo europeo per la democrazia”, è emersa una pratica di monitoraggio dei contenuti online e di definizione politica della “disinformazione” al fine di ripulire lo spazio digitale. L'UE finanzia presunti verificatori di fatti indipendenti che segnalano alle autorità nazionali presunti discorsi d'odio, innescando azioni legali.
Si tratta di un apparato di intimidazione malevolo. Nemmeno Erich Mielke avrebbe potuto orchestrarlo meglio.
Conformità ai dettami dell'UE
Per Google questa architettura di fatto impone la sottomissione al regime dell'UE: i contenuti valutati positivamente dai verificatori di fatti accreditati dall'UE vengono privilegiati, mentre le pubblicazioni alternative, come Tichys Einblick, Apollo News, NIUS o Junge Freiheit, vengono declassate algoritmicamente. Ciò accade anche quando i post generano un traffico considerevole che normalmente li collocherebbe in cima ai risultati di ricerca.
Cosa succede quando il dibattito pubblico viene compresso in un corsetto statale? Il potere si sposta dal sovrano a un'élite politica illimitata e invasiva che, soprattutto nell'UE, può portare avanti il suo progetto ecosocialista ben oltre quanto sarebbe mai immaginabile in condizioni normali.
Una società ampiamente informata e dotata di spirito critico non avrebbe mai permesso che intere popolazioni venissero spinte nella disoccupazione e nella povertà sotto i dettami distruttivi dell'allarmismo climatico di origine antropica. Né le linee di politica sulle frontiere aperte sarebbero persistite di fronte alla visibile islamizzazione dell'Europa, cosa che minaccia i sistemi di sicurezza sociale e la cultura del continente.
Trump ha posto fine alla censura
Negli Stati Uniti, questa pratica è terminata con l'elezione del presidente Donald Trump. Di conseguenza chi utilizza una VPN naviga in un panorama informativo completamente diverso rispetto a chi non è a conoscenza di tali manipolazioni.
In questo modo l'UE controlla il dibattito pubblico e cerca di ridurre lo spettro delle opinioni a un monologo compatibile con l'UE. Ciò ricalca la cosiddetta “Valle degli inconsapevoli” (Tal der Ahnungslosen) dell'epoca della DDR, quando gli abitanti della zona di Dresda non avevano accesso alla televisione della Germania Ovest e credevano nei benefici del socialismo.
Se non si impedisce alla von der Leyen e alla sua Commissione di istituzionalizzare questo regime in tutta l'UE, la libertà scomparirà, il dibattito pubblico verrà messo a tacere, il manto di ferro dell'apatia dittatoriale calerà sull'Europa e sull'UE. Ciò che osserviamo ora nel Regno Unito minaccia i cittadini dell'Unione Europea.
Il cane si morde la coda
Per rispondere alla domanda iniziale: l'UE sta usando il bastone o un pugnale nella sua campagna di censura? Entrambi gli strumenti vengono impiegati simultaneamente nella lotta per il predominio interpretativo online. Se l'opposizione di destra e conservatrice non interviene in tempo, il dibattito pubblico verrà brutalmente soffocato.
Potrebbero emergere nuovi metodi di comunicazione crittografata per preservare una rudimentale libertà di parola, finché l'arroganza di Bruxelles non la soffocherà. La cinica conseguenza: le persone si autocensureranno persino in privato, alimentando un clima di reciproca sfiducia. Questo è assolutamente riprovevole.
Aggiungiamoci l'euro, simbolo del controllo digitale, e il quadro si fa più chiaro. Un'istituzione che detta legge sia sul dibattito pubblico che sulle transazioni dei cittadini è una dittatura. In Europa si tratta di una dittatura ecosocialista, talmente tanto debole dal punto di vista economico che possiamo sperare che entrambi gli attacchi alla libertà si arrestino per bancarotta.
[*] traduzione di Francesco Simoncelli: https://www.francescosimoncelli.com/
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