giovedì 5 maggio 2011

Il Proiettile d'Argento

Oggi è la giornata adatta per un articolo un pò più "tecnico" rispetto agli altri, ma che di certo si fa notare per la sua importanza. Ebbene prendo in prestito dal sito Rischio Calcolato l'interessante scritto di FunnyKing per esporre gli ultimi "balzi" del metallo che ultimamente pare avere più attenzioni dell'oro. Nelle ultime settimane l'argento ha raggiunto picchi elevati in poco tempo, addirittura 50$; non è un caso se viene chiamato "metallo del popolo", proprio perchè a differenza dell'oro costa di meno. Ed infatti i piccoli investitori si buttano in questo campo, nel timore che prima o poi qualche valuta faccia il botto. Ma non è facile investire in tal campo, gli ostacoli per scoraggiare tale acquisto (soprattutto l'argento fisico) sono molti ed il banco non guadagna se l'investitore non sceglie la "carta". Il consiglio è il solito: comprare oro ed argento fisici e non affidarsi agli strumenti "di carta" poichè se le banche vanno a gambe all'aria anche il proprio investimento segue tale sorte.
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Prima di tutto vai a leggere le puntate precedenti, è meglio perdere un poco di tempo che perdere un mare di soldi:
  1. Il Proiettile di Argento
  2. Il Proiettile di Argento 2 (La Divergenza fra Argento di Carta e Argento Fisico è già Cominciata)
  3. Il Proiettile di Argento 3 (Scopri le Differenze)
  4. Il Proiettile di Argento 4 (Crollano le Scorte di Argento al Comex…)
  5. Il Proiettile di Argento 5 (Non c’è Argento nei Fondi ETF, il Caso del Mitico SLV (per tacer di GLD)

E poi il post fondamentale per capire la tecnica con cui ogni mese le banche cercano disperatamente di fare scendere il prezzo dell’Argento (e dell’oro): il meccanismo per fare crollare il prezzo dell’argento.

Vuoi ancora speculare sull’Argento? (O più probabilmente ci sei già dentro fino al collo)

Bene si parte!

Preso atto che in Italia è molto difficile speculare con l’argento fisico visto che l’acquisto è tassato al 20% (e vorrei sapere che cavolo di valore aggiunto ci sarebbe su una materia prima), a meno che non si abbia messo in piedi un efficente rete di fornitori di argento usato magari su ebay. Per speculare sull’argento c’è solo un modo, passare per le banche!

E’ chiaro questo concetto, in Italia l’Argento da investimento è una faccenda privata fra voi e le Banche. Avete questa scelta:

1) Speculare su ETF Long e Short privi di qualsiasi quantità di metallo fisico a garanzia, e legati al prezzo determinato sul mercato dei derivati.

2) Speculare direttamente con il derivato sull’Argento quotato al CME attraverso un broker, anche esso privo di qualsiasi quantità di metallo fisico a garanzia.

Definito lo strumento nella sua parte essenziale (è solo carta baby) ora vediamo quello che accade oggi su questo mercato.

Se avete letto i link che ci ho indicato saprete che esiste una gigantesca posizione short da parte di almeno due grandi banche di investimenti sul mercato dei derivati sull’argento. Saprete anche che il problema che stanno affrontando le due banche in questione (HSBC e JP Morgan…e in ultima analisi l’intero sistema bancario mondiale) è quello di abbattere il prezzo del derivato sull’argento (non gliene importa nulla del metallo fisico) pur in presenza di una massiccia e continua domanda di metallo fisico da parte di stati, grandi investitori e sopra ogni cosa piccoli privati cittadini.

Come stanno facendo?

In 3 mosse +1:

Mossa 1: Alzare il margine di garanzia sui derivati, ovvero aumentare il denaro che ciascun speculatore (tranne le grandi banche che gestiscono il mercato si intende) deve versare per detenere una posizione sull’argento.

Forse non ci crederete ma IERI sera è stato ancora alzato il margine di garanzia per avere una posizione sull’argento, guardate questo grafico preso da Zero Hedge:





















In rosso ci sono i margini iniziali (espressi in $ per un contratto futures da 5000 once di argento), i margini iniziali servono per fare trading intraday su un futures.

In blu ci sono i margini di mantenimento (espressi in $ per un contratto futures da 5000 once di argento), i margini di mantenimento servono per mantenere una posizione su 1 contratto overnight.

In otto giorni il CME ha alzato 5 volte i margini in 8 giorni per trattare un future sull’argento! e il prezzo ha perso il 22% dai massimi. Oggi se volete tenere una posizione al CME dovrete versare al vostro broker ben 37.600$ una cifra NON alla portata di tutti i piccoli risparmiatori che magari in buona fede hanno preso una posizione Long sull’ Argento.

Mossa 2: bombardare il mercato attraverso la vendita di futures creati dal nulla. E’ bene che prima che voi vi avviciniate al mercato dell’argento (e di qualsiasi altro derivato) che sappiate un fatto: Le grandi banche di investimento che gestiscono i mercati dei derivati non pagano i margini e quindi possono prendere una posizione short infinita contro di voi.

MA C’E’ UN GRAVE PROBLEMA PER LE BANCHE, e questo è il vero punto.

A scadenza il prezzo del futures si DEVE allineare al prezzo del metallo fisico, e d’altra parete il COMEX (ovvero il regolatore del mercato) deve garanire che i future scambiati al CME, a scadenza vengano onorati se richiesto dalle parti. (Cioè chi ha una posizione short scaduta deve consegnare metallo, chi una posizone long può chiedere il metallo fisico)

Cosa si sono inventate le banche (e l’intero apparato politico/finanziario) per affrontare questo problema:

Mossa 3: Impedire ai piccoli investitori, vera spina nel fianco perchè non controllabili di comprare metallo fisico mentre crolla il prezzo sul mercato dei derivati.

Come certamente saprete (se non lo sapete rileggete i link a inizio articolo), i "pezzi" più popolari di argento fisico ovvero le monete da un oncia American Eagle e Maple Leafs sono “temporaneamente” NON DISPONIBILI SUL MERCATO.

Ma guarda tu che coincidenza, proprio ora che è possibile comprare a prezzi scontati del 20% rispetto a una settimana fa! Non ci credete? Andate sul sito del APMEX (il più importante rivenditore di monete retail del Nord America) alle pagine dedicate alle American Eagle di Argento alle Maple Leafs di argento troverete queste diciture:

Americam Eagle: (link)

As low as $5.49 per coin over spot! These items are on a slight delay. We expect to be able to ship these items by May 13th or sooner. All coins are 1 oz 2011 American Silver Eagles in Brilliant Uncirculated condition!
(Orders in quantity of 20 or more come in mint tubes 500 or more come in sealed monster boxes.)
APMEX stands behind every product it sells with a satisfaction guarantee.


Maple Leafs: ( link)

As low as $5.39 per coin over spot! These items are on a slight delay. We expect to be able to ship these items by May 27th or sooner. The obverse of this Silver Maple Leaf coin features a portrait of Queen Elizabeth at the age of 79. This likeness was created by Susanna Blunt and was first used on Maple Leafs in 2004. The reverse displays one of Canada’s most popular symbols, the Maple Leaf. Orders of 25 or more come in sheets or yellow mint tubes. Orders of 500 come in monster boxes.


Capito il giochino.

Lo scopo finale è terrorizzare i piccoli investitori che fanno incetta di argento fisico (quelli grandi sono molto più controllabili, basta spiegargli come gira il mondo con una telefonata riservata). Devono togliersi dalle palle e smettere di comprare argento anzi se possibile devono rivenderlo e in fretta. Se ci fate caso APMEX offre 3$ SOPRA il prezzo spot (determinato dai derivati) per la consegna di monete di argento.

…secondo me non ci riusiranno.

Tutto bene quindi, derivati ed ETF risaliranno la china? Forse, ma anche no se mettete nel conto il più che probabile default del Comex e del CME per mancanza di metallo fisico. In quel caso il vostro strumento varrà meno della carta anzi dell’impulso elettronico di cui è fatto.

A proposito anche ieri l’argento eleggibile nei caveau del Comex è diminuito di 4758 once (poca roba su 33,1 milioni di once ma ma intanto….).

Ah dimenticavo:

Mossa +1: Mandare un manipolo di figuranti a girare un action movie in una zona di villeggiatura Pakistana. Il tema del film è l’asassinio di un losco saudita barbuto nemico pubblico numero 1. La cosa può servire nel mondo reale per PERDERE la guerra in Afghanistan dicendo di AVERLA VINTA, e magari fare balenare ai mercati finanziari che l’america un giorno potrebbe risparmiare qualche centinaio di miliardi didollari all’anno in spese militari. Ora sapete in che campo (minato) state giocando, se volete la mia opinione sui dove eventualmente entrare sappiate che personalmente non investirei mai in argento, ma se mi puntassero una pistola alla nuca dicendo che DEVO comprare comincerei timidamente a usare il tasto BUY fra 35 $ e 37$ e poi a 30$.


martedì 3 maggio 2011

Riportare le Truppe a Casa entro il Quattro di Luglio

Ok, ne ho abbastanza ora. Ecco un buon articolo da sommare alle domande precedentemente esposte nell'articolo sulla Libia e la Cina. E' davvero disturbante osservare come si usi la testa solo per annuire servilmente al pastone che viene proposto dalla propaganda mainstream piuttosto che fare girare qualche rotella al suo interno e mettere in moto un processo di ragionamento che porta a domandarsi: "Ma questi credono che io sia davvero così demente?" Vediamo quindi di aggiungere qualche altra tessera al puzzle mondiale che secondo la propaganda mainstream è copmposto solo da "risposte certe", ma ha rivelato sinora solo domande evase.
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di Gary North


Ci è stato detto che Osama bin Laden è morto. Spero che pubblichino il certificato di morte. Anche un piccolo controllo del DNA sarebbe buono. Ci è stato detto che l'hanno fatto.

Spero che tutti i documenti relativi alla sua persona vengano pubblicati. Sto aspettando di scoprire chi ha pagato il conto per l'ospedale di Dubai dove fu ricoverato nel luglio del 2001:

«Mercoledì 31 ottobre, 12:03 PM

Bin Laden ha subito un trattamento a luglio nell'ospedale americano di Dubai.

Osama bin Laden ha subito un trattamento a luglio all'ospedale americano di Dubai dove ha incontrato un funzionario della CIA, secondo il quotidiano francese Le Figaro e Radio Francia.

Citando "un testimone, un membro professionista della gestione amministrativa dell'ospedale", l'uomo sospettato dagli Stati Uniti di essere dietro gli attacchi terroristici del 9/11 è arrivato a Dubai il 4 luglio da Quetta, Pakistan.

E' stato immediatamente portato in ospedale per un trattamento renale. Ha lasciato lo stabilimento il 14 luglio, ha riportato Le Figaro.

Durante la sua permanenza, riporta il quotidiano, il rappresentante locale della CIA è stato visto entrare nella stanza di bin Laden e "un paio di giorni dopo, l'uomo della CIA si è vantato con alcuni amici per aver visitato il miliardario saudita".

Citando "una fonte autorevole", Le Figaro e la stazione radio hanno detto che il rappresentante della CIA era stato richiamato a Washington il 15 luglio.

Bin Laden è stato ricercato dagli Stati Uniti per terrorismo sin dal bombardamento delle ambasciate statunitensi in Kenya e Tanzania nel 1998. Ma i suoi rapporti con la CIA vanno indietro fino al combattimento contro le forze sovietiche in Afghanistan.

Le Figaro ha detto che bin Laden fu accompagnato a Dubai dal suo medico personale e stretto colaboratore, che potrebbe essere l'egizio Ayman al-Zawahari, come anche da guardie del corpo ed una infermiera algerina.

Fu ammesso nel reparto di urologia dal dottor Terry Callaway, specialista in calcoli renali ed infertilità maschile. Raggiunto telefonicamente molte volte, il dottore ha declinato qualsiasi proposta di rispondere a delle domande.

Diverse fonti hanno riportato che Bin Laden aveva una seria infezione ai reni. Aveva un macchinario per dialisi mandato al suo rifugio di Kandahar in Afghanistan nella prima metà del 2000, secondo la "fonte autorevole" citata da Le Figaro e da RFI.»


Anche l'inglese Guardian ha riferito di ciò.

La traduzione ancora esiste in pochi posti sul web, ma meno di una dozzina. Eccone una:



Poi c'erano le caverne gigantesche, descritte dal Segretario della Difesa Rumsfeld nel dicembre 2001:




Nessuna caverna simile è stata mai scoperta.

Abbiamo pagato il Pakistan per aiutarci a trovarlo. Ecco la mappa su Google di dove è stato trovato. Il punto B è dove viveva, in una villa da 1,000,000$. Roba non da poco in Pakistan. Il punto A è l'Accademia Militare del Pakistan (PMA). Si stava nascondendo in piena vista:























Quindi, presumo sia morto. Non ha mai sostenuto la sua responsabilità per il 9/11, ma almeno è morto.

Non è quindi tempo di riportare a casa le truppe? Erano in Afghanistan per prenderlo. Non l'hanno fatto. Le truppe americane in Pakistan l'hanno preso. Quindi, perchè non riportarli tutti a casa?

Se eravamo in Afghanistan per prendere Osama, abbiamo quindi raggiunto la vittoria da lungo cercata. E' pertanto tempo per le truppe di impacchettare tutto e tornare a casa.

Vedremo se Obama concorderà. Vedremo se i conservatori repubblicani concorderanno.

Non penso che darà tale ordine. Disse nel 2008 che l'Afghanistan è il centro focale della guerra contro il terrorismo:




Ma le truppe americane devono rimanere lì? Se devono, dobbiamo credere che Osama bin Laden ha creato una minaccia internazionale permanente, con base in Afghanistan, dove non è stato negli ultimi nove anni?

Perchè l'Afghanistan è ancora una fucina di terroristi? Il Mullah Omar ha cellule terroriste afghane negli Stati Uniti?

E dobbiamo credere anche che, con la morte di Osama, il terrorismo in Iraq non può essere arginato senza 50,000 truppe, più di 100,000 mercenari ed altro staff a libro paga dell'America? Come ha fatto quest'uomo, che è scomparso alla fine del 2001, a creare una minaccia terrorista permanente per gli Stati Uniti?

Se gli Stati Uniti devono mantenere 50,000 truppe in Iraq e 100,000 in Afghanistan, qual'è allora il metro di giudizio per decretare la vittoria di questa guerra? Come sapranno gli elettori quando gli Stati Uniti avranno vinto? Rumsfeld ha detto l'otto marzo 2011 che non esiste alcun metro di giudizio:




Doug Casey chiama questa una guerra eterna. E' pertanto anche un deficit eterno -- "eterno" sta a significare "finchè il governo federale non va in bancarotta".

Non è una cosa eterna.

Accadrà molto più presto di quanto gli elettori pensano.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: http://francescosimoncelli.blogspot.it/


"Gli Stati Uniti al Recupero del Petrolio Libico della Cina"

Se ve la siete già bevuta vi consiglio di porvi alcune domande: come fa un vecchio decrepito bisognoso di costanti dialisi a sopravvivere dieci anni sulle montagne? Perchè a Gheddafi si congelano i possedimenti mentre invece a Bin Laden le banche "strizzano" l'occhio? Il cadavere del più "famigerato" terrorista viene buttato a mare con tanto di canzone? In realtà sono Obama ed il dollaro con l'acqua alla gola: il primo vede le elezioni avvicinarsi e finora ha inanellato solo fallimenti. Il secondo scava sottoterra e presto diventerà un reperto archeologico. Se non vi basta qui troverete un ottimo pezzo su Bin Laden. Oggi occupiamoci di un'altra notizia segnalata dall'utente Niki.
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Intervista a Paul Craig Roberts


Press TV ha intervistato il dottor Paul Craig Roberts, precedente assistente segretario del Tesoro degli Stati Uniti a Panama City, che fornisce la sua idea sulla rivoluzione in Libia e sul perchè il presidente degli Stati Uniti Barack Obama ha bisogno di rovesciare Gheddafi quando nessun altro presidente degli Stati Uniti lo ha mai fatto.


Press TV: La Russia ha criticato la NATO per essere andata oltre il suo mandato ONU. In un'altra notizia un'operazione congiunta sta per essere intrapresa da Obama, Cameron e Sarkozy i quali hanno detto che "lasciare Gheddafi al potere sarebbe un esorbitante tradimento per il popolo libico".

Sappiamo che il mandato non parla di cambiamento di governo; l'amministrazione Obama ha detto che non sono lì per cambiare il governo; ma le cose sembrano alquanto differenti ora, no?

Roberts: Infatti. Prima di tutto, c'è da notare che le proteste in Libia sono diverse da quelle in Egitto o in Yemen o in Bahrain o in Tunisia e la differenza è che questa è una ribellione armata.

Ci sono ulteriori differenze: un'altra è che queste proteste si sono originate nella parte orientale della Libia dove c'è il petrolio – non si sono originate nella capitale. Ed abbiamo sentito dall'inizio relazioni credibili secondo cui la CIA è coinvolta nelle proteste e ci sono stati un gran numero di reportage secondo cui la CIA ha guidato la ribellione libica.

Secondo me tutto ciò è stato fatto per eliminare la Cina dal Mediterraneo. La Cina ha molti investimenti energetici ed edili in Libia. Stanno guardando all'Africa come una futura fonte d'energia.

Gli Stati Uniti stanno contrastando ciò organizzando lo United States African Command (USAC), al quale Gheddafi ha rifiutato di unirsi. Ecco quindi la seconda ragione per cacciare Gheddafi.

E la terza ragione è che la Libia controlla parte della costa del Mediterraneo e non è nelle mani americane.


Press TV: Chi sono i rivoluzionari? Gli Stati Uniti affermano di non sapere con chi aprire un dialogo, ma considerando che la CIA è sul campo in contatto coi rivoluzionari – Chi sono le persone con le quali la Libia andrà avanti in una qualsiasi era post-Gheddafi?

Roberts: Se la Libia andrà avanti sotto i "rivoluzionari" o meno dipenderà dalla vittoria della CIA – anconra non lo sappiamo. Come ha detto prima la risoluzione ONU pone limiti su cosa le forze europee ed americane possono ottenere dalla Libia. Possono avere una no-fly zone, ma si presuppone che non possano combattere insieme ai ribelli.

Ma ovviamente la CIA si. Quindi abbiamo queste violazioni della risoluzione ONU. Se la NATO, che ora è una copertura per la "comunità mondiale", ha successo nello scacciare Gheddafi, il prossimo obiettivo sarà la Siria. Quest'ultima è stata già demonizzata.

Perchè stanno mirando alla Siria? – Perchè i russi hanno un'ampia base navale in Siria. E ciò fornisce alla flotta russa una presenza nel Mediterraneo; gli Stati Uniti e la NATO non vogliono ciò. Se si avrà successo nello scacciare Gheddafi, la Siria è la prossima.

Già stanno incolpando l'Iran per i fatti in Siria e Libia (a tal proposito si veda questa notizia di ieri, ndt). L'Iran è il bersaglio principale perchè è uno Stato indipendente che non è un pupazzo dei colonialisti occidentali.


Press TV: Riguardo al programma espansionistico dell'occidente, quando il mandato ONU sulla Libia fu dibattuto nel Consiglio di Sicurezza dell'ONU la Russia non pose il veto. Sicuramente la Russia deve essersi accorta della politica espansionistica degli Stati Uniti della Francia e dell'Inghilterra.

Roberts: Si, se ne sono accorti; e lo stesso la Cina. E' una grande minaccia per la Cina perchè ha 50 importanti progetti d'investimento nella Libia orientale. Quindi la domanda è, perchè la Russia e la Cina si sono astenute piuttosto che porre il veto e bloccare tutto? Non conosciamo la risposta.

Possibilmente questi paesi stanno pensando di lasciar espandere oltre l'America, oppure non hanno voluto scontrarsi con gli Stati Uniti con una posizione diplomatica o militare e vedersi arrivare contro un assalto furibondo della propaganda occidentale. Non conosciamo le ragioni, ma sappiamo che si sono astenuti perchè non concordavano con quella politica e continuano a criticarla.


Press TV: Una grande porzione degli asset di Gheddafi sono stati congelati negli Stati Uniti come anche negli altri paesi. Sappiamo anche che i rivoluzionari libici hanno inaugurato una banca centrale ed hanno iniziato una produzione limitata di petrolio e stanno facendo accordi con aziende americane ed occidentali. Viene da domandarsi se una cosa simile possa mai accadere nel mezzo di una rivoluzione. Non è bizzarro?

Roberts: Si è molto bizzarro ed intrigante. Fa tornare alla memoria tutti i reportage secondo cui la CIA è l'origine di questa cosiddetta rivolta e la sta fomentando e controllando in modo da escludere la Cina dai suoi stessi investimenti nel petrolio libico.

Secondo me quello che sta succedendo è paragonabile a quello che gli Stati Uniti e l'Inghilterra fecero al Giappone nel 1930. Quando tagliarono fuori il Giappone dalla linea del petrolio, dalla gomma e dai minerali; questa fu l'origine della Seconda Guerra Mondiale nel Pacifico. Ed ora gli americani e gli inglesi stanno facendo la stessa cosa alla Cina.

La differenza è che la Cina ha armi nucleari ed ha anche una economia più forte rispetto agli americani. E così gli americani stanno correndo un grave rischio non solo per se stessi, ma anche per il resto del mondo. Il mondo intero è ora in ballo per l'ambizione degli Stati Uniti; l'arroganza americana – il desiderio di egemonia degli americani sul mondo sta guidando il resto del globo in una Guerra Mondiale.


Press TV: Nel contesto delle politiche espansioniste dell'America, quanto pensi che andranno oltre gli Stati Uniti rispetto al mandato dell'ONU? Vedremo anche un attacco via terra?

Roberts: Probabilmente – ameno che non trovino un modo per sconfiggere Gheddafi senza arrivare a questo. Sin da quando abbiamo avuto Bill Clinton, George W. Bush ed ora Obama, quello che abbiamo imparato è che la legge non significa nulla per la branca esecutiva degli Stati Uniti. Non obbedisce alle leggi a cui noi dobbiamo obbedire; non obbedisce alle leggi internazionali; viola tutte le libertà civili e seppellisce il principio dello habeas corpus e la capacità di un imputato di essere legalmente rappresentato.

Non prestano alcuna attenzione alla legge così non presteranno attenzione all'ONU. L'ONU è un'organizzazione fantoccio e Washington la userà come copertura. Quindi, si, se non possono cacciare Gheddafi impiegheranno truppe di terra – ecco perchè ci sono francesi ed inglesi coinvolti. Stiamo anche usando i francesci da un'altra parte dell'Africa; usiamo gli inglesi in Afghanistan – sono fantocci.

Questi paesi non sono indipendenti. Sarkozy non risponde ai francesi – risponde a Washington. Il primo ministro inglese non risponde agli inglesi, risponde a Washington. Questi sono governanti fantoccio di un impero; non hanno nulla a che fare con il loro popolo e noi li mettiamo in carica.


Press TV: Quindi questi altri paesi accoglierebbero a braccia aperte le truppe NATO di terra?

Roberts: Ovviamente. Sono nelle tasche della CIA. E' un'operazione della CIA, non una protesta legittima dei libici. E' una ribellione armata che non ha alcun sostegno nella capitale. Sta avendo luogo ad est dove c'è il petrolio ed è diretto verso la Cina.


Press TV: Come crede che andrà a finire questa situazione? Sembra che ci sia una spaccatura tra i paesi della NATO con Inghilterra e Francia che vogliono aumentare i raid aerei, ma gli Stati Uniti dicono di no, che non ce n'è bisogno.

Roberts: La spaccatura non è reale. La spaccatura è solo parte della copertura, una parte della propaganda. Gheddafi ha governato per 40 anni – ai tempi di Gamal Abdel Nasser (prima di Anwar Sadat) che voleva dare l'indipendenza all'Egitto.

Egli (Gheddafi) non fu mai chiamato prima d'ora un dittatore brutale che sarebbe dovuto essere rimosso. Nessun'altro presidente ha mai detto che Gheddafi se ne dovesse andare. Nemmeno Ronald Reagan che praticamente bombardò il bunker di Gheddafi. Ma tutto d'un tratto deve andarsene. Perchè?

Perchè sta bloccando l'USAC, egli controlla parte del Mediterraneo e ha concesso alla Cina di trovare i suoi bisogni per il futuro. Washington sta provando ad azzoppare il suo rivale principale, la Cina, negandole l'energia. Ecco di cosa stiamo parlando; una reazione degli Stati Uniti al penetramento della Cina in Africa.

Se agli Stati Uniti stessero a cuore le questioni umanitarie, non avrebbero ucciso tutte quelle persone in Afghanistan ed in Pakistan con i loro droni ed attacchi militari. Quasi sempre ci rimettono la pelle i civili. E gli Stati Uniti sono riluttanti a scusarsi per averli uccisi. Dicono che pensavano che stessero uccidendo dei talebani o un altro nemico del genere.


Press TV: Chi beneficerà da tutto ciò oltre che gli Stati Uniti? Gli altri paesi che obbediscono ai desideri statunitensi – cosa hanno da guadagnarci?

Roberts: Stiamo solo parlando di paesi NATO, gli Stati fantoccio americani. Inghilterra, Francia, Italia, Germania, fanno tutte parte dell'impero americano. Abbiamo avuto truppe stazionate in Germania sin dal 1945. Stiamo parlando di 66 anni di occupazione americana della Germania. Gli americani hanno basi militari in Italia – come potrebbe essere un paese indipendente? La Francia era in qualche modo indipendente fino a quando Washington non ha messo Sarkozy al potere. Così tutti loro fanno tutto ciò che viene detto loro di fare.

Washington vuole governare la Russia, la Cina, l'Iran, l'Africa e tutto il sud America. Washington vuole l'egemonia sul mondo. Ecco cosa significa egemonia mondiale. E Washington inseguirà questo obiettivo a tutti i costi.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: http://francescosimoncelli.blogspot.it/

lunedì 2 maggio 2011

Tornando a Casa

Un emozionante brano di Hess che ci porta nei meandri della razionalità umana a scoprire un "legame" insito in ogonuno di noi, ma spesso barattato per qualche agiatezza in più. Negli ultimi anni questo legame è stato sempre più violato da agenti esterni, timorosi di cosa possa rappresentare un individuo in piena sintonia con la sua esigenza primordiale e più profonda: la libertà. Ecco che si palesano quindi, sempre più striscianti, azioni atte a corrompere questo magnifico legame, a minarne l'essenza, e a ridurre il pover'uomo in questione ad un semplice zombie in balia degli eventi.
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di Karl Hess


[Dear America (1975)]


A due dei primi seminari a cui abbia mai partecipato all'Institute for Policy Studies, ascoltai due considerazioni che non avrei più scordato e che sono rimaste in me come due fari per trovare la strada verso le semplici verità di fronte a questioni complicate.

Per la prima, Milton Kolter sottolineò che ogni persona che predica il cambiamento sociale dovrebbe essere disposta, dovrebbe essere capace e dovrebbe dichiarare chiaramente: "Che ci guadagno io?" Le persone che predicano il cambiamento sociale per aiutare "le masse", per aiutare "il povero", per soccorrere "chi soffre" e chi dice che non ha nessun altro motivo potrebbero essere sante, ma più regolarmente si scopre che sono peccatori sociali, mascherando l'ambizione dietro la nobiltà.

Marc Raskin, ad un altro seminario, ascoltò pazientemente mentre un collega pronunciava un pesante e pomposo ultimatum a nome di qualche "causa" allora di moda e poi chiese: "Sarebbe possibile se ti esprimessi come un essere umano e non come una forza della storia?" Le persone che predicano il cambiamento sociale come se fossero dei semplici messaggeri del fato, o della furia, o della storia, o di un messia spesso non sembra che si accontentino di rimanere dei semplici messaggeri. Si muovono il più velocemente possibile per ottenere il controllo.

Qualche tempo dopo uno dei nostri colleghi — un avanzo della Vecchia Sinistra e quindi costantemente ai ferri corti con lo spirito libertario generale del resto dell'Istituto — pronunciò una veemente difesa del potere centralizzato nelle mani di pochi per il beneficio del futuro di molti. Richiamando le formule Kotler-Raskin, chiesi se la persona sarebbe stata disposta ad assumere il potere ed esercitarlo. "Ovviamente", fu la risposta. "Perchè tu?", chiesi. "Perchè ho studiato e conosco i bisogni che devono essere soddisfatti". "Per ognuno in tutto il mondo?", chiesi. "Ovviamente", fu la risposta. "Il Marxismo-Leninismo mostra la corretta via per tutti".

Non c'è niente di più salutare per uno spirito di resistenza che vedere in primo piano un monarca — per capire che sotto tutta la nobile retorica della storia e del destino c'è una fronte umana che muore dalla voglia di indossare una corona. A quel particolare incontro vidi una fronte che moriva dalla voglia di indossarla dal suo lato sinistro. In precedenza ne vidi molti altri che morivano dalla voglia di indossarla dal lato destro. Per poco pensai che ci poteva essere una preferenza. Non ci penso più ormai.

Nessuna persona è così grandiosa o saggia o perfetta per essere la padrona di un'altra persona. Insegnante, forse. Latore di buoni esempi, forse. Genio, forse. Ma non padrone. Ci sono volte quando un dottore o un muratore, un musicista o un artista, potrebbero concedere una certa garanzia data la loro energia, abilità o informazione che non si potrebbe avere. Ma ciò è temporaneo e speciale. E', o dovrebbe essere, solamente buonsenso e — ovviamente — dovrebbe essere possibile con il proprio consenso, anche nel buonsenso. Non è padronanza.

Il carpentiere non conserva la leadership quando tutte le assi sono posizionate e l'impresa inizia i lavori di pittura. Il dottore non è un maestro che deve essere consultato quando una canzone deve essere cantata o una pianta potata. La leadership del buonsenso può essere esplicata attraverso la virtù delle capacità, dell'energia o dell'informazione che, sebbene sia universalmente accessibile, potrebbe non essere universalmente ricercata. Il dominio è esplicato attraverso il potere conferito o ereditato, dall'accumulo di privilegi, dal sostegno istituzionale e dal possesso dell'informazione che è deliberatamente limitata in modo da guadagnare o mantenere il potere.

La differenza è chiaramente nelle nostre vite di tutti i giorni. Quando diviene chiaro che le stesse differenze fanno riferimento a tutti gli affari umani, gli atti di liberazione potrebbero essere veramente i più duraturi ed i più significativi che mai. La liberazione non significherebbe muoversi da un serie di padroni ad un altra, come invece è sentito nello spirito dei partiti. La liberazione nel suo significato più grande dovrebbe essere la liberazione dall'autorità imposta e dalla stessa gerarchia istituzionalizzata. La liberazione solamente da un tiranno è una cosa temporanea, poichè viene cambiato. La liberazione della tirannia è uno scopo più decente e sostanziale.

C'è una variante speciale di questo aspetto che devo menzionare sebbene sia fortunatamente di minore importanza. Per un pò di tempo durante gli anni sessanta ed all'inizio dei settanta c'erano persone che erano considerate sia come di sinistra che come contro-culturali che dicevano che il solo modo per liberare qualcuno era essere completamente liberi da se stessi e di rigettare tutta l'autorità, che fosse imposta o meno. Così, si diceva, che quando la percezione di sé di una persona scompariva, la persona avrebbe potuto essere tutt'uno con l'universo. Così, si diceva, che qualsiasi conoscenza era essenzialmente elitarista ed essenzialmente irrilevante o malvagia. Tali persone non sopportavano nemmeno il linguaggio, dal momento che implicava un'attività intellettuale. Volevano l'attività "della persona nel suo insieme" ed in qualche modo bizzarro sembravano esonerare la mente umana da quell'insieme. Volevano cancellare la percezione di se stessi che — oltre ogni altro sentimento — secondo me è il sentimento più umano, e che è, sempre secondo me, la sola definizione ragionevole per la "natura umana".

Tali persone si spostarono in fattorie dove ascoltavano le voci interne piuttosto che prestare attenzione al sole, al gelo ed alla pioggia. Volevano essere così tanto parte dell'universo che dimenticarono la natura della Terra. Molti si spinsero anche oltre, in una sonnolenza dovuta alle droghe — assicurandosi con la chimica l'incoerenza che dovevano cercare spiritualmente. I più ci crebbero e ne uscirono mantenendo una cortese riverenza per lo "spirito" inspiegabile, ma ne uscirono anche adeguatamente in sintonia con lo spirito delle abilità materiali e del mondo materiale, incluso il mondo degli altri esseri umani con cui finalmente impararono a comunicare come esseri umani, con le parole, con la musica, con il lavoro condiviso, con l'amore, piuttosto come ci provarono una volta, con le gambe incrociate, come "vibrazioni" isolate e distaccate.

Tali persone sono forze potenti per il cambiamento sociale di oggi. Così è la maggior parte delle persone che, avendo sostenuto con determinazione alcune posizioni che hanno poi posto sotto analisi critica e successivamente cambiando idea, sono passate dal fanatismo alla determinazione. Le persone che non se ne sono preoccupate — che hanno solo servito qualsiasi padrone che era più vicino o conveniente — sono le ultime da cui potersi aspettare un probabile cambiamento o che sostengano un cambiamento. Cambieranno padroni abbastanza velocemente, così come molti conservatori si sono venduti per il potere presidenziale. Cambieranno molto poco perchè hanno molto poco da cambiare — poco da dare se non la loro fedeltà. La stessa cosa è vera per i partigiani di sinistra che hanno venduto le loro menti per gli slogan e le loro azioni ai demagoghi, poi ai commissari ed infine ai sergenti di polizia.

Il cambiamento avverrà intorno a queste persone — un processo vorticoso che, sebbene non possa smuovere molte persone in un qualsiasi particolare momento, le sconvolgerà sempre dall'orlo della loro esistenza, erodendo infine i loro scudi protettivi e, nelle migliori circostanze, mostrando la posibilità di cambiamento piuttosto che l'imposizione.

Ma cosa ci guadagno? E posso prodigarmi per un cambiamento senza atteggiarlo o facendolo sembrare una forza della storia? Posso realizzarlo come persona tra le tante, uno tra molti altri, un vicino tra i vicini, in un vicinato tra i vicinati, in un mondo che è reale ed in particolare in un universo reale ed almeno riconoscibile?

Quando ero molto giovane, sarei voluto diventare uno scienziato, isolato e brillante, indagando e scoprendo misteri, un'anima pura fluttuante in un laboratorio, distaccato, freddo, estasiato. Poi avrei voluto essere famoso ed un pò ricco, noto per avere potere politico senza il casino della responsabilità politica, un fantasma che scriveva discorsi ma ancora una sorta di anima pura fluttuante in un universo tutto di marmo — distaccato, freddo e famoso.

Quello che voglio ora è diverso. Richiede nient'altro che spazio e tempo e lavoro. Non fluttuare: ma camminare per il vicinato. Non distaccato: un mosaico di incontri, amicizie, obiettivi ed onori (senza fama). Quello che voglio ora ancora include la scienza, ma la contempla come la più sociale delle azioni umane, un'eredità condivisa, una persistenza della ragione duratura, qualcosa che fluttua meraviglisamente nella mente — non nello spazio cosmico — un'occasione per i piaceri della creatività più che per le fatiche dell'orgoglio. Sostituire all'onore la semplicità, l'onestà; ed alla fedeltà sostituire l'amicizia.

Quello che voglio da un cambiamento sociale è la libertà da tutte quelle catene istituzionali che nel passato ci hanno legato agli scopi ed ai progetti di altri, senza avere diritto di replica e senza una scelta. Voglio la libertà di essere responsabile per le mie stesse azioni, e voglio che le mie azioni siano giudicate da coloro che vengono influenzati da queste azioni. Voglio che la mia cittadinanza in una comunità sia un aspetto non delegabile della mia vita, che rifletta il mio posto nella comunità e che rispetti i vostri. Voglio vivere in una comunità dove le persone sono così sicure di se stesse, come esseri umani, che possono rispettare le differenze degli altri senza essere rispettose della diversità, o spaventate da questa, oppure intimidite.

Voglio unirmi nell'applauso per l'eccezionale completamento di un compito da parte di un vicino, ma non voglio essere arruolato in un fan club. Voglio vivere in una comunità dove, senza badare a qualsiasi altro talento, tutti gli esseri umani onesti mettano in pratica quei talenti che tutti possono avere in comune: sincerità, considerazione degli altri, un senso di proporzione nelle promesse e nelle ambizioni, i vari tratti umani associati al profondo amore ed un senso durevole di rispetto per se stessi.

In termini pratici, come si intuisce, vuol dire vivere come vivo oggi. Per me e per molte persone che conosco il cambiamento sociale è avvenuto, anche se sappiamo che è stato fatto dentro spazi istituzionali che potrebbero dissolverlo immediatamente. I cambiamenti sono avvenuti. Non sono stati messi al sicuro.

Per mettere al sicuro simili cambiamenti non vuol dire che ognuno nel mondo deve agire nello stesso modo o concordare sulle stesse culture, sullo stesso lavoro, sugli stessi modelli della comunità o della vita sociale o dell'interazione civica. Ma vuol dire, per quanto possa intuire, dover resistere ed infine abolire molte abitudini che permettono a pochi di tirannegiare. Fintanto che i fini del potere sono posti davanti gli scopi delle persone in generale, le libere comunità e le persone fiduciose in se stesse non saranno mai messe al sicuro.

Gli scopi del potere sono di controllare la maggioranza delle persone attraverso le decisioni di poche persone. Il linguaggio generale ripete che ciò è fatto per il "loro bene". La realtà è che le persone che sono controllate — anche se da principi, signori o dei più benevolenti — sono solamente pupazzi. Penzolano da fili tenuti da altri; mai che facciano i loro passi di danza o che possano cambiare di mano, almeno non senza il permesso di colui che muove i loro fili.

Forse questa è l'area in cui (anche per me che sono un amante appasionato della ragione) devo infine ammettere che governi solo il dogma. Credo semplicemente che la libertà sia la condizione migliore e più desiderabile per gli esseri umani. Se forzato a provarlo, non potrei dire altro che gli umani hanno lo strumento per concepire e vivere la libertà: la mente umana. Questa mente, questo strumento del pensiero e di concezione ed anche di idealizzazione, sembrerebbe non avere altra funzione importante se non spingere e spronare le persone verso questa libertà. Se la libertà non fosse una condizione desiderabile per la condizione umana, allora perchè c'è l'impulso persistente, attraverso tentativi millenari, di soppiantarla col mistero, col misticismo, col despotismo, con l'autorità, con la legalità, con l'irreggimentazione e con la regolamentazione?

La libertà è funzionalmente appropriata agli esseri umani. La libertà è un'idea persistente tra gli esseri umani, anche se non è mai stata un fatto dominante nel mondo. Anche quando i primi umani sembravano vivere nella libertà, erano ovviamente legati a necessità opprimenti e potevano esercitare onestamente solo deboli scelte, scegliendo raramente, anche se brillantemente, di decorare una caverna; scegliendo dolorosamente di fare uno strumento di poco milgiore di quello fatto in precedenza; e così via.

Ma oltre ciò, ancora una volta, ammetterò che l'idea deve in ultimo essere difesa come un credo, ovvero che sia meglio vivere da auto-realizzati e da responsabili di se stessi piuttosto che vivere da dominati, piuttosto che vivere con una percezione di se stessi definita dagli altri e piuttosto che vivere alla fine di fili che — chiamati destino, storia o politica nazionale — sono praticamente tirati o tagliati da altri esseri umani i quali indossano maschere di potere.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: http://francescosimoncelli.blogspot.it/


domenica 1 maggio 2011

Salari, Disoccupazione ed Inflazione

Da una settimana e più a questa parte si susseguono ridondanti le lamentele dei sindacati per il primo maggio; c'è addirittura qualcuno che ha paragonato suddetta festa con il 14 luglio francese ed il 4 luglio americano. Forse, dall'alto della loro ignoranza, dovevano paralre del 2 giugno se avessero voluto fare un paragone sensato con le feste sopracitate o al limite il 25 aprile. Ma la connessione dei neuroni non è il loro forte, dato che nonostante rompano gli stramaledetti coglioni interferendo con le singole scelte delle persone, "sfugge" loro che l'inflazione continua a salire (ora al 2,6%) ed anche la disoccupazione (ora al 8,3%). E questo a chi lo diciamo? Cristo! Ho bisogno di leggere un pò Mises per riprendermi...
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Introduzione


2. Ciò Che Fà Aumentare i Salari

3. Ciò che Causa la Disoccupazione

4. L'Espansione del Credito Non Sostituisce il Capitale

5. L'Inflazione non Può Andare Avanti all'Infinito


di Ludwig von Mises

[Questo saggio è apparso originariamente su Christian Economics, il 4 marzo del 1958. Fu ristampato come il capitolo 10 di Planning for Freedom.]


Il nostro sistema economico — l'economia di mercato o capitalismo — è un sistema di supremazia dei consumatori. Il cliente è sovrano; egli ha, dice un detto popolare, "sempre ragione". Gli uomini d'affari sono nella necessità di scoprire cosa i clienti chiedono e devono vendere i loro articoli a prezzi che i consumatori possono permettersi e sono preparati a pagare. Un'operazione finanziaria è un fallimento manifesto se i ricavi delle vendite non rimborsano l'uomo d'affari per tutto quello che ha speso per produrre l'articolo. Così i consumatori che comprano ad un prezzo definito determinano anche l'altezza dei salari che sono pagati a tutti coloro impegnati nelle industrie.


1. Salari in Ultima Istanza Pagati Dai Consumatori

Ne segue che un datore di lavoro non può pagare di più un impiegato rispetto l'equivalente che il valore del lavoro di quest'ultimo, secondo il giudizio della gente che acquista, aggiunge alla mercanzia (questa è la ragione del perchè le stelle del cinema prendono molto di più di una domestica). Se dovesse pagarlo di più, non recupererebbe le spese dagli acquisti, ci sarebbero delle perdite ed infine andrebbe in bancarotta. Nel pagare i salari, il datore di lavoro agisce come se fosse un mandante dei consumatori. Dipende dai consumatori se l'incidenza dei salari diminuisce. Visto che la vasta maggioranza dei beni prodotti sono acquistati e consumati dalle persone che a loro volta ricevono salari, è ovvio che spendendo i loro guadagni i salariati e gli impiegati stessi sono molto importanti nel determinare l'altezza del compenso che loro e quelli come loro prenderanno.


2. Ciò Che Fà Aumentare i Salari

I compratori non pagano per la fatica ed i problemi che il lavoratore ha affrontato per la lunghezza del tempo speso nel lavoro. Pagano per i prodotti. Più gli strumenti usati dai lavoratori nel loro lavoro sono buoni, più potrà realizzare in un'ora, più alto, di conseguenza, sarà il suo compenso. Ciò che fa aumentare i salari e rende le condizioni dei materiali dei salariati più soddisfacenti è il miglioramento dell'attrezzatura tecnologica. I salari americani sono più alti rispetto ai salari degli altri paesi perchè il capitale pro capite investito è maggiore e gli impianti sono pertanto nella posizione di usare gli strumenti ed i macchinari più efficienti. Quello che è chiamato stile di vita americano è il risultato del fatto che gli Stati Uniti hanno posto meno ostacoli nel modo di risparmiare e di accumulare capitale rispetto alle altre nazioni. L'arretratezza economica di simili paesi come l'India consiste precisamente nel fatto che le loro politiche intralciano sia l'accumulo del capitale internamente sia l'investimento di capitale dall'estero. Visto che il capitale richiesto è mancante, le imprese indiane sono incapaci di impiegare sufficienti quantità di attrezzature moderne, producendo perciò molto meno per lavoratore/all'ora e possono solo permettersi di pagare saggi salariali che, paragonati ai saggi salariali americani, paiono straordinariamente bassi.

C'è solo un modo che porta ad un miglioramento dello standard di vita per le masse di salariati, vale a dire, l'aumento della quantità di capitale investito. Tutti gli altri metodi, per quanto possano essere popolari, non solo sono futili, ma sono praticamente dannosi al benessere di coloro i quali ne vorrebbero presumibilmente beneficiare.


3. Ciò Che Causa la Disoccupazione

La questione fondamentale è: è possibile aumentare i saggi salariali per tutti quelli desiderosi di trovare lavoro al di sopra l'altezza che avrebbero raggiunto in un mercato del lavoro privo di ostacoli?

L'opinione pubblica crede che il miglioramento delle condizioni dei salariati è una conquista dei sindacati e delle varie misure legislative. Dà il merito al sindacato ed alla legislatura per l'aumento dei saggi salariali, l'accorciamento delle ore di lavoro, la sparizione del lavoro minorile e molti altri cambiamenti. La prevalenza di questa credenza rende il sindacato popolare ed è responsabile per l'andamento delle leggi sul lavoro degli ultimi due decenni. Visto che le persone pensano che devono al sindacato il loro alto standard di vita, perdonano la violenza, la coercizione e l'intimidazione da parte dei sindacati e sono indifferenti alla riduzione delle libertà personali all'intero delle proposte dei sindacati. Finchè queste fallacie prevarranno nelle menti degli elettori, è vano aspettarsi un risoluto distacco dalle politiche che erroneamente sono chiamate progressiste.

Tuttavia questa dottrina popolare interpreta male ogni aspetto della realtà economica. L'altezza dei saggi salariali a cui tutti coloro che sono ansiosi di lavorare possono essere impiegati dipende dalla produttività marginale del lavoro. Più capitale — restando le altre cose invariate — è investito, più alti saliranno i salari nel libero mercato del lavoro, per esempio, nel mercato del lavoro non manipolato dal governo e dai sindacati. A questi saggi salariali di mercato tutti coloro ansiosi di assumere lavoratori possono impiegarne tanti quanti ne vogliono. A questi saggi salariali tutti coloro che vogliono essere assunti possono trovare un lavoro. Nel libero mercato del lavoro prevale una tandenza verso il pieno impiego. Infatti la politica del lasciare che il libero mercato determini l'altezza dei saggi salariali è la sola politica ragionevole e di successo per il pieno impiego. Se i saggi salariali, sia per pressione o obbligo dei sindacati oppure per legge dal governo, sono aumentati al di sopra di questa altezza, si sviluppa disoccupazione in una parte della potenziale forza lavoro.


4. L'Espansione del Credito Non Sostituisce il Capitale

Queste opinioni sono appassionatamente rigettate dai capi dei sindacati ed i loro seguaci tra i politici e dai sedicenti intellettuali. La panacea che raccomandano per combattere la disoccupazione è l'espansione del credito e l'inflazione, eufemisticamente chiamati "politica del denaro facile".

Come è stato sottolineato sopra, un'aggiunta alla riserva di capitale disponibile precedentemente accumulato rende possibile un ulteriore milgioramento delle attrezzature tecnologiche delle industrie, così aumenta la produttività marginale del lavoro e di conseguenza anche i saggi salariali. Ma l'espansione del credito, che sia effettuata attraverso l'emissione di banconote addizionali oppure garantendo credito addizionale nei conti bancari soggetti al controllo, non aggiunge nulla alla ricchezza di beni capitali della nazione. Crea solamente l'illusione di un incremento nella quantità di fondi disponibili per un'espansione della produzione. Visto che possono ottenere credito più a basso prezzo, le persone credono erroneamente che la ricchezza del paese è pertanto aumentata e che inoltre certi progetti che non potevano essere eseguiti prima sono ora eseguibili. L'inaugurazione di questi progetti accresce la domanda per il lavoro e per materiali grezzi e fa aumentare i saggi salariali ed i prezzi delle merci. Un boom artificiale è scoppaito.

Nelle condizioni di questo boom, i saggi salariali nominali che prima dell'espansione del credito erano troppo alti per lo stato del mercato ed inoltre avrebbero creato disoccupazione in una parte della potenziale forza lavoro, non sono più troppo alti ed il disoccupato può trovare lavoro di nuovo. Tuttavia ciò accade solo perchè sotto le condizioni monetarie e creditizie mutate, i prezzi stanno aumentando o, cosa simile ma espressa in altre parole, il potere d'acquisto dell'unità monetaria cala. Così questa stessa quantità di salari nominali, ovvero i saggi salariali espressi in termini di denaro, sta a significare meno salari reali, ovvero in termini di merci che possono essere comprate dall'unità monetaria. L'inflazione può curare la disoccupazione solo tagliando i salari reali dei salariati. Ma poi i sindacati chiedono un nuovo aumento dei salari in modo da mantenere il passo con il costo della vita in ascesa e torniamo a dove eravamo prima, ovvero, in una situazione in cui la disoccupazione su vasta scala può essere impedita da un'unlteriore espansione del credito.

Questo è ciò che è accaduto in questo paese come anche in molti altri paesi negli ultimi anni. I sindacati, sostenuti dal governo, forzano le imprese a concordare su saggi salariali che vanno oltre i tassi potenziali di mercato, ovvero, tassi che la gente è preparata a rimborsare agli impiegati nell'acquisto dei loro prodotti. Ciò risulterebbe inevitabilmente in un aumento delle cifre della disoccupazione. Ma le politiche del governo provano ad impedire l'emersione di pesante disoccupazione attraverso l'espansione del credito, ovvero, l'inflazione. Il risultato è prezzi in ascesa, richieste rinnovate per salari più alti e reiterata espansione del credito, in breve, inflazione protratta.


5. L'Inflazione non Può Andare Avanti all'Infinito

Ma infine le autorità vengono colte dal terrore. Sanno che l'inflazione non può andare avanti all'infinito. Se non ci si ferma in tempo dalla politica funesta dell'aumentare la quantità di denaro e di mezzi fiduciari, il sistema valutario della nazione collassa interamente. Il potere d'acquisto dell'unità monetaria affonda in un punto che in ogni senso pratico non è meglio di zero. Ciò è accaduto ancora ed ancora in questo paese con la valuta Continental nel 1781, in Francia nel 1796, in Germania nel 1923. Non è mai troppo presto per una nazione comprendere che l'inflazione non può essere considerata come un modo di vivere e che è imperativo ritornare a politiche monetaria sensate. Nel riconoscere questi fatti l'amministrazione e la Federal Reserve qualche tempo fà hanno arrestato la politica della progressiva espansione del credito.

Non è obiettivo di questo breve articolo affrontare tutte le conseguenze che la terminazione delle misure inflazionistiche causano. Dobbiamo solo stabilire il fatto che il ritorno ad una stabilità monetaria non genera una crisi. Mette solo in luce gli investimenti improduttivi ed altri errori che sono stati commessi sotto l'allucinazione della prosperità illusoria creata dal denaro facile. Le persone si rendono conto delle colpe commesse e, non più accecati dal fantasma del credito facile, iniziano a riassestare le loro attività al reale stato dell'offerta dei fattori materiali di produzione. E' questo — sicuramente doloroso, ma inevitabile — aggiustamento che costituisce la depressione.


6. La Politica dei Sindacati

Una delle caratteristiche spiacevoli di questo processo di abbandono delle illusioni e di un ritorno ad una sobria valutazione della realtà riguarda i saggi salariali. Sotto l'impatto della progressiva politica inflazionistica il sindacato ha acquisito l'abitudine di chiedere a regolari intervalli aumenti di salari e l'impresa, dopo alcune finte resistenze, gliele concede. Come risultato questi costi erano al momento troppo alti per lo stato del mercato ed avrebbero causato un cospicuo ammontare di disoccupazione. Ma l'incessante e progressiva inflazione li raggiunge. Quindi i sindacati chiedono di nuovo aumenti e così via.


7. Il Discorso del Potere d'Acquisto

Non importa che tipo di giustificazione i sindacati ed i loro seguici avanzano a favore delle loro affermazioni. Gli effetti inevitabili di forzare i datori di lavoro a remunerare il lavoro fatto a costi più alti rispetto a quelli che i consumatori sono disposti a restituire a loro comprando i prodotti sono sempre gli stessi: cifre della disoccupazione in ascesa.

In questo frangente i sindacati provano a raccontare la vecchia favola, confutata un centinaio di volte, del potere d'acquisto. Dichiarano che mettere più denaro nelle mani dei salariati — incrementando i saggi salariali, incrementando i benefici al disoccupato ed imbarcandosi in nuovi lavori pubblici — permetterebbero ai lavoratori di spendere di più e pertanto stimolare l'economia e portare la stessa fuori dalla recessione verso la prosperità. Questo è il discorso spurio pro-inflazione per rendere tutte le persone felici attraverso la stampa di banconote di carta. Ovviamente se la quantità dei mezzi circolanti è aumentata, coloro nelle cui tasche la nuova ricchezza fittizia finisce — che siano lavoratori o contadini o qualsiasi altro tipo di persona — aumenteranno la loro spesa. Ma è precisamente questo aumento nella spesa che inevitabilmente genera una generale tendenza di tutti i prezzi a salire oppure, cosa simile ma espressa in modo differente, un calo nel potere d'acquisto dell'unità monetaria. Così l'aiuto che un'azione inflazionistica potrebbe dare ai salariati è solo di breve durata. Per perpetuarla, si dovrebbe ricorrere ancora ed ancora verso nuove misure inflazionistiche. E' chiaro che ciò conduce al disastro.


8. I Salari Aumentano In Quanto Non Inflazionistici

Ci sono molte cose prive di senso dette su questo argomento. Alcune persone asseriscono che gli aumenti dei salari sono "inflazionistici". Ma non sono in se stessi inflazionistici. Niente è inflazionistico eccetto l'inflazione, ovvero, un aumento della quantità di denaro in circolazione e del credito nei libretti degi assegni. E sotto le attuali condizioni nessuno se non il governo può scatenare inflazione. Quello che i sindacati possono generare forzando i datori di lavoro a accettare saggi salariali più alti rispetto i costi potenziali del mercato non è inflazione e nemmeno prezzi delle merci più alti, ma la disoccupazione di una parte delle persone ansiose di trovare un lavoro. L'inflazione è una politica a cui il governo ricorre in modo da impedire la disoccupazione su vasta scala che i salari in aumento altrimenti causerebbero.


9. Il Dilemma delle Strategie dei Giorni Attuali

Il dilemma che questo paese — e non meno molti altri paesi — deve affrontare è veramente serio. Il metodo estremamente popolare di incrementare i saggi salariali al di sopra dell'altezza del mercato del lavoro non ostacolato stabilirebbe una catastrofica disoccupazione di massa se l'espansione del credito inflazionistica non le andrebbe in soccorso. Ma l'inflazione non solo ha effetti sociali molto dannosi. Non può andare avanti all'infinito senza avere come risultato il completo collasso dell'intero sistema monetario.

L'opinione pubblica, sotto la completa influenza delle dottrine fallaci dei sindacati, sottoscrivono più o meno la domanda dei capo sindacati di un aumento considerevole dei saggi salariali. Alle condizioni di oggi, i sindacati hanno il potere di far sottomettere i datori di lavoro ai loro dettami. Possono invocare scioperi e, senza essere limitati dalle autorità, ricorrono con impunità alla violenza contro coloro desiderosi di lavorare. Sono consapevoli del fatto che l'aumento dei saggi salariali aumenterà il numero di senza lavoro. Il solo rimedio suggerito è quello di fondi più ampi per l'indennità di disoccupazione ed una più ampia offerta di credito, ovvero, inflazione. Il governo, accomodante verso un'opinione pubblica mal consigliata e preoccupato per il risultato di un'imminente campagna elettorale, ha sfortunatamente già iniziato ad invertire i suoi tentativi di un ritorno ad un politica monetaria sensata. Così siamo di nuovo vincolati a metodi dannosi di intromissione nell'offerta di denaro. Andiamo avanti con l'inflazione che con velocità accelerata fa scendere il potere d'acquisto del dollaro. Dove andrà a finire? Questa è la domanda che Mr. Reuther e tutti quanti non pongono mai.

Solo una magnifica ignoranza può chiamare le politiche adottate dai sedicenti progressisti politiche "pro-lavoro". Il salariato come qualsiasi altro cittadino è fermamente interessato nella conservazione del potere d'acquisto del dollaro. Se, grazie ai sindacati, i suoi guadagni settimanali sono aumentati al di sopra il tasso di mercato, scoprirà molto presto che il movimento al rialzo nei prezzi non solo lo priva dei vantaggi che si aspettava ma oltretutto fa diminuire il valore dei suoi risparmi, della sua polizza assicurativa e della sua pensione. E, ancora peggio, potrebbe perdere il suo lavoro e non trovarne un altro.


10. Ipocrisia Nella Lotta Contro l'Inflazione

Tutti i partiti politici ed i gruppi di pressione affermano che loro sono nemici dell'inflazione. Ma quello che realmente vogliono dire è che a loro non piacciono le inevitabili conseguenze dell'inflazione, ovvero, l'aumento del costo della vita. Effettivamente favoriscono tutte le politiche che necessariamente causano un incremento nella quantità del mezzo di scambio in circolazione. Chiedono non solo una politica di denaro facile per rendere possibili le eterne richieste dei sindacati di aumentare all'infinito i salari ma anche una maggiore spesa del governo e — allo stesso tempo — un abbassamento delle tasse attraverso l'aumento delle esenzioni.

Ingannati dal concetto spurio marxista dei conflitti insanabili tra gli interessi delle classi sociali, le persone affermano che gli interessi delle sole classi proprietarie sono opposti alla domanda dei sindacati di maggiorare i saggi salariali. Infatti i salariati sono non meno interessati ad un ritorno al denaro sonante rispetto a qualsiasi altro gruppo o classe. Molte volte è stato detto negli ultimi mesi sul danno che i funzionari fraudolenti hanno inflitto al sindacato. Ma la catastrofe lanciata sui lavoratori dallo stimolo eccessivo richiesto dai sindacati è molto più dannosa.

Nonostante ciò è una esagerazione sostenere che le tattiche dei sindacati siano l'unica minaccia alla stabilità monetaria e ad una politica economica ragionevole. Le organizzazioni dei salariati non sono i soli gruppi di pressione le cui richieste minacciano oggi la stabilità del nostro sistema monetario. Ma è il più potente ed il più influente di questi gruppi e la responsabilità principale è la loro.


11. L'Importanza di Politiche Monetarie Sensate

Il capitalismo ha migliorato lo standard di vita dei salariati ad un tenore senza precedenti. La famiglia media americana gode oggi delle amenità di cui, solo un centinaio di anni fà, nemmeno i più ricchi nababbi si sognavano. Tutto questo benessere è condizionato dall'aumento dei risparmi e del capitale accumulato; senza questi fondi che abilitano l'economia a fare uso pratico del progresso tecnologico e scientifico, il lavoratore americano non produrrebbe ogni ora cose in eccedenza e migliori rispetto ai servitori indigeni in Asia, non guadagnerebbe di più e, come loro, vivrebbe malissimo sul ciglio della fame. Tutte le misure che — come il nostro sistema tributario su corporazioni e guadagni — mirano ad impedire l'ulteriore accumulo di capitale o anche alla non accumulazione di capitale sono perciò praticamente anti-lavoro ed anti-sociali.

Un'ulteriore osservazione deve essere ancora fatta su questa questione dei risparmi e della formazione del capitale. Il miglioramento del benessere generato dal capitalismo ha reso possibile per l'uomo comune di risparmiare e quindi divenire in un certo stesso egli stesso un capitalista. Una parte considerevole del capitale esistente nell'economia americana è la controparte dei risparmi della gente. Milioni di salariati posseggono depositi di risparmio, bond e polizze assicurative. Tutte queste richieste sono pagabili in dollari ed il loro valore dipende dalla sensatezza del denaro della nazione. Anche da questo punto di vista, preservare il potere d'acquisto del dollaro è di vitale interesse per la gente. In modo da raggiungere questo fine, non è abbastanza stampare sulle banconote la nobile massima In God We Trust. Si deve adottare una politica appropriata.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: http://francescosimoncelli.blogspot.it/