La brutta situazione dei risparmiatori americani si intensifica. L'investimento tipo degli americani ricade nei fondi del mercato monetario e ad oggi i soldi investiti lì rendono lo 0.26%. Qual è il tasso di inflazione nei prezzi ufficiale? 2.9% annuo. Oh certo, non scordiamoci le tasse e quindi la percentuale si abbassa ancora di più. Morale della favola: i risparmiatori vengono fatti a pezzi giorno dopo giorno. Perchè questi tassi sono così bassi? Perché le banche non prestano ed i mutuatari non accendono prestiti; direi proprio che la ripresa non è "fragile," non esiste proprio. Almeno per Main Street. Di questo passo tra 20 anni il dollaro avrà perso metà del suo valore attuale, nel frattempo i tassi di interesse potrebbero salire così come l'inflazione: i risparmiatori finiranno sotto il fuoco incrociato. E ora Obama ci viene a dire che ha un piano per far "risparmiare" al Medicare $400 miliardi? Troppo tardi per i piani dell'ultim'ora, attualmente Previdenza Sociale e Medicare sono sotto di $222 bilioni. Il sistema politico/economico/finanziario è manomesso dai politici per spremere fino all'osso l'uomo comune. Quest'ultimo percepisce che c'è qualcosa che non va oggigiorno con le istituzioni che "dovrebbero rappresentarlo e tutelarlo," ma non riesce ad afferrarne completmaente il senso. Beh, ve lo dico io cosa c'è che non va: il Keynesismo finanziato dalle banche centrali di tutto il mondo.
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di Frank Shostak
Secondo Ben Bernanke, Presidente della Federal Reserve, un'inversione troppo rapida dalla politica monetaria aggressiva potrebbe rappresentare un rischio reale che danneggerebbe la ripresa ancora fragile.
Il Capo della FED è del parere che, ai fini della stabilità finanziaria, continuare sulla strada dello stimolo aggressivo (acquistando buoni del Tesoro e titoli ipotecari) rimane un'approccio ottimale.
In risposta alla crisi finanziaria ed alla profonda recessione del 2007-9, la FED non solo ha abbassato i tassi ufficiali a zero ma ha anche acquistato più di $2.5 bilioni di asset, sforzandosi di mantenere bassi i tassi a lungo termine.
Ma è vero che un atteggiamento monetario accomodante fornisce supporto all'attività economica? Se è davvero così, perché dopo la riduzione aggressiva dei tassi di interesse e l'espansione massiccia del bilancio della FED la ripresa economica resta ancora fragile?
Se una politica monetaria accomodante può rilanciare l'attività economica, allora una politica molto accomodante dovrebbe produrre una forte crescita economica – quindi perché non è accaduto proprio questo?
Contrariamente a quanto si pensa comunemente, una politica monetaria accomodante, che porta ad una cattiva allocazione delle risorse, indebolisce la capacità dell'economia di generare beni e servizi finali, vale a dire, ricchezza reale.
Ciò significa che una politica monetaria accomodante non solo non è in grado di fornire sostegno all'economia, ma al contrario indebolisce le fondamenta della crescita economica.
La cosiddetta ripresa a cui si riferiscono Bernanke e la maggior parte dei commentatori non è altro che la ripresa delle varie attività non produttive o bolle, che in un ambiente di libero mercato non sarebbero emerse.
Queste bolle sono finanziate da politiche monetarie accomodanti che deviano ricchezza reale da attività generatrici di ricchezza.
Da ciò possiamo dedurre che una ripresa economica ancora fragile (cioè una ripresa fragile delle bolle), nonostante la posizione monetaria molto accomodante della FED, è dovuta al grave danneggiamento del processo di formazione di ricchezza. (Si noti che, nonostante le politiche monetarie molto accomodanti, senza l'espansione del bacino di ricchezza reale non è possibile mettere in scena una ripresa forte delle bolle).
Se la nostra valutazione è valida, allora l'economia sarà aiutata solo da un'inversione veloce della posizione accomodante.
Inutile dire che alle bolle non piacerà questa strategia, poiché la deviazione di ricchezza reale a loro favore rallenterà o cesserà del tutto.
Una caduta dell'attività economica in questo caso è, infatti, la fine delle varie bolle.
Contrariamente a Bernanke, possiamo concludere che la continuazione di politiche monetarie allentate potrebbe solo portare ad instabilità finanziaria ed a prolungare la crisi economica.
Alcuni commentatori, tra i quali lo stesso Bernanke, incolpano la riluttanza delle banche nel concedere prestiti col denaro pompato dalla FED; secondo loro la ripresa è fragile per questo motivo. Senza la collaborazione delle banche, il pompaggio aggressivo della FED non si traduce in una forte espansione dell'offerta di moneta.
Il momento di crescita dei prestiti delle banche commerciali mostra un rallentamento. Il tasso di crescita annuale dei prestiti immobiliari è sceso allo 0.1% a Febbraio, dal 2.3% del mese precedente.
Il tasso annuale di crescita dei prestiti alle imprese è sceso all'11.3% il mese scorso, dal 13.5% di Gennaio.
Anche la dinamica di crescita del credito al consumo delle banche commerciali ha frenato il mese scorso. Il tasso di crescita annuo è rallentato al 3.8%, dal 3.9% di Gennaio.
Il ritmo dei prestiti delle banche commerciali, che comprende i prestiti al governo, ha frenato visibilmente il mese scorso. Il tasso annuo di crescita è sceso al 3.7%, dal 6.2% di Gennaio.
La dinamica di crescita dei prestiti inflazionistici persiste in un calo visibile con il tasso annuale di crescita al 6.2% a Febbraio, dall'11.3% di Gennaio.
La riluttanza delle banche a concedere prestiti si vede anche nel forte aumento dei loro possedimenti di liquidità. Nella settimana terminata il 6 Marzo, le riserve in eccesso erano di $1.648 bilioni rispetto ai $1.546 bilioni del Marzo dell'anno scorso ed ai $0.8 bilioni del Gennaio 2009. Si noti inoltre che nella settimana terminata il 6 Marzo, il tasso annuo di crescita del bilancio della FED è salito al 7.6% rispetto al 4.7% di Febbraio.
Una volta che il bacino della ricchezza reale è sotto pressione, il numero dei mutuatari di buona qualità tende a diminuire. Ovviamente questo tende a ridurre l'offerta dei prestiti. Suggeriamo che se il bacino della ricchezza reale è stagnante o (peggio) in calo, indipendentemente dal fatto che le banche inizieranno a prestare o no, non emergerà nessuna espansione economica significativa.
Sintesi e conclusione
Secondo il presidente della FED Ben Bernanke invertire velocemente le misure monetarie aggressive potrebbe costituire una minaccia per la ripresa economica. La nostra analisi indica che quanto prima la FED invertirà la sua posizione allentata, tanto meglio sarà per i fondamentali dell'economia americana. Una inversione dell'attuale posizione accomodante, oltre ad essere una buona notizia per i generatori di ricchezza, indebolirà le varie attività non produttive che consumano ricchezza. Nel frattempo, la dinamica di crescita del credito bancario commerciale negli Stati Uniti mostra un visibile indebolimento.
[*] traduzione di Francesco Simoncelli: http://francescosimoncelli.blogspot.it/
lunedì 15 aprile 2013
venerdì 12 aprile 2013
La Favola dei Semi
di Francesco Simoncelli
[Questo articolo è apparso anche sul magazine online The Fielder.]
Ho sempre pensato che le favole fossero il modo migliore per comunicare concetti complicati e "noiosi" alle persone. Vedete, le favole hanno una componente semplificativa interna che le rende appassionanti quando si sente che una persona inizia a raccontarne una. Secondo Einstein, raccontare favole ai bambini li avrebbe resi più intelligenti da grandi. E' per questo che raccomandava ai genitori di raccontarne una ai porpri figli prima di metterli a letto. Oggi ve ne racconterò una anch'io. Potete utilizzarla anche per dei bambini più cresciuti.
C'ERA UNA VOLTA...
...un paese composto da contadini chiamato Coloriga. In questo villaggio i contadini gettavano semi a terra affinché da essi potessero raccogliere il necessario per sfamare le loro famiglie. Tutto il giorno gettavano semi e speravano che la provvidenza avrebbe fatto il resto. Il villaggio purtroppo aveva ormai perso i fasti di una volta, decadente e diroccato era solo la pallida ombra di quello che era tempo addietro. Ma i suoi cittadini si sforzavano di andare avanti; la vita era dura, certo, ma la speranza ancora accompagnava questa combriccola di agricoltori che si ostinava a riportare i bei tempi ancora in auge. Bastava perseverare, secondo la loro ottica.
E per arrivare a questo risultato gettavano semi in terra ogni giorno. Il seme, infatti, rappresentava per loro una risorsa non indifferente perché se mal gettato sarebbe finito chissà dove e non avrebbe generato i risultati sperati. Questo sarebbe stato disdicevole, nonchè uno spreco consapevole di un componente essenziale per la sopravvivenza. L'accortezza con cui venivano seminati i semi doveva essere calcolata attentamente, altrimenti dall'errore di uno avrebbe pagato tutto il villaggio. Perché? Perchè questo avrebbe significato una fonte in meno da cui veder garantito un flusso costante di nuovi beni. In questo caso, di cibo. Infatti, la prima a pagare sarebbe stata la sua famiglia e poi in seguito tutta la comunità che vedeva diminuire il flusso di beni reali all'interno di Coloriga.
Si potrebbe pensare, però, che dal momento che ognuno avrebbe perseguito l'obiettivo della sopravvivenza della propria famiglia, tutto sarebbe andato bene nel villaggio; ognuno avrebbe collaborato "involontariamente" col prossimo affinché i propri cari potessero gioire di una vita di abbondanza caratterizzata solo in minima parte da periodi cupi. Questi ultimi non erano impossibili da incontrare, e quindi ogni componente del villaggio si ingegnava per respingere a modo suo tale fato. Era impossibile predire cosa avrebbero escogitato, ma il fine ultimo veniva soddisfatto attraverso un'armonia di scelte che avevano come obiettivo ultimo la stabilità e la prosperità di Coloriga. In passato, infatti, questo esito aveva portato il paese a sperimentare uno dei periodi più floridi che avesse mai vissuto. L'abbondanza dei raccolti aveva permesso ai cittadini di impegnarsi in altre attività (in accordo con i loro desideri) che emergevano una volta soddsfatti i bisogno più elementari.
Si potrebbe dire che la prosperità così raggiunta avrebbe messo fine ad ogni possibile esito nefasto, ma la vita non finisce mai di stupirci. La sua variabilità è paragonabile al volo di una foglia: non sappiamo mai dove potrebbe portarla la prossima folata di vento. E così anche Coloriga si lasciò trasportare da un vento che iniziò a soffiare nel florido villaggio, favorendo l'introduzione di una nuova usanza: l'utilizzo di una benda. Questo nuovo ornamento, introdotto in un punto nel tempo non precisato, divenne a lungo andare una tradizione nella comunità. Ogni nuovo nato doveva indossare la benda. Era un segno distintivo di appartenenza. Nel tempo l'abitudine all'utilizzo di questa bislacca tradizione portò le persone ad avere timore di intravedere il mondo al di là di quel pezzo di stoffa; tranne gli alti sacerdoti, tutti dovevano sottoporsi al "rito della benda."
Gli alti sacerdoti, infatti, avevano guadagnato la fiducia degli abitanti. Questi ultimi lasciavano che i sacerdoti li guidassero nelle loro mansioni quotidinane. La vista ormai era diventata un senso "secondario" e quasi abbandonato dagli abitanti, avevano sviluppato una maggiore sensibilità negli altri sensi ma l'aiuto di un esterno per determinati lavori era ancora necessario. Le tradizioni sono tradizioni, pochi vogliono sottrarsene perché indicano un senso di collettività. Un senso di appartenenza senza il quale il singolo si sentirebbe perso. Nonostante il periodo precedente all'avvento del "rito denna benda" avesse evidenziato come l'individualità avesse "indirettamente" generato una prosperità diffusa, un simbolismo materiale aveva preso il sopravvento all'interno della società portando i singoli individui ad avere timore l'uno dell'altro ma al contempo ad avere un senso di necessità collettiva inconscia. I sacerdoti si erano, quindi, offerti di sostenere le persone attraverso il loro aiuto.
All'inizio non erano considerati "diversi," anzi venivano spregevolmente paragonati a delle "stampelle." Chi dovesse apporre le bende agli altri era relegato agli ultimi posti della società e non veniva considerato affatto una persona superiore. Non avevno alcuna influenza, e pochi volevano far parte della loro categoria. Col passare del tempo, però, il loro ruolo mutò. Nonostante l'acuirsi degli altri sensi, la vista rimane sempre percettivamente centrale quando l'uomo cerca di rapportarsi con tutto ciò che lo circonda. L'aiuto dei sacerdoti venne prima accolto con ringraziamenti. Poi con riverenza. Poi con suscettibilità riverente. Poi con devozione. Infine, con ammirazione deferente e sinonimo di originalità degna di preghiera.
La figura dei sacerdoti aveva preso il posto dei singoli individui nel direzionamento del loro destino. Ma come è possibile che una cerchia ristretta di individui potesse dirigere una massa di persone? Come potevano sostituire il loro giudizio a quello di migliaia di altri individui, cosa (quest'ultima) che fino ad allora si era rivelata una strategia vincente?
E' PER IL VOSTRO BENE
Gli alti sacerdoti avevano, quindi, in mano la vita di migliaia di persone. Erano coscienti che da soli non avrebbero potuto farcela, e quindi escogitarono un modo per tramandare questa tradizione ricorrendo ad una sorta di elezione di sacerdoti, prescelti tra la popolazione, in grado di poter portare il fardello del loro destino e nel contempo aiutare a far progredire la comunità di Coloriga. Infatti, sin dalla nascita facevano scegliere alla cominutà un manipolo di nascituri che avrebbe preso il loro posto quando la gelida signora sarebbe venuta da loro a riscuotere il suo tributo della mortalità. Sentivano che questo era un modo per aiutare la comunità ad andare avanti, percepivano che il loro ruolo era cruciale per poter aiutare gli altri cittadini a poter sopravvivere. E i cittadini, a loro volta, ne erano coscienti. Infatti, la loro riverenza nei loro confronti faceva in modo di garantire ai sacerdoti doni e privilegi che altri non avevano. La società era passata attraverso un mutamento che aveva consentito ai sacerdoti di essere visti in maniera diversa: il loro status di "diversi" aveva acquisito una nuova valenza. Stavolta positiva.
Il villaggio di Coloriga aveva iniziato da tempo a seguire cecamente i consigli degli alti sacerdoti. Rappresentavano ormai dei semidei, tanto per azzardare un paragone ardito. La religione che in precedenza all'avvento delle benda aveva scandito la vita e il raccolto dei cittadini, era stata spodestata dalla figura dei sacerdoti. All'inizio questa deferenza era accolta con una certa vergongna dai sacerdoti, ma col passare del tempo il loro atteggiameno mutò. Potevano vivere solamente attraverso le parole senza alzare più il braccio per raccogliere fondi al fine di sopravvivere. Non dovevano più cerimoniare quei riti faticosi che rendevano la loro vita comune e remunerativamente altalenante. Il loro culto poteva essere il lasciapassare per una vita di ozio e agi al di là di quello che potevano immaginare in precedenza.
Le bende cambiarono la vita a tutti. In realtà nessuna sa come venne a crearsi questa tradizione, ma non importa. Ora era realtà, la maggior parte si conformava a questa usanza. Ed i contadini continuarono la loro vita agricola. Ma come è possibile che fino ad ora la civiltà era stata fiorente e la nostra favola si apre con un villaggio diroccato e cadente? I sacerdoti avevano promesso reddivitià come la precedente e anche oltre, cosa era successo alle vite di Coloriga tanto da renderle così decadenti e miserabili?
Successe che i contadini, durante il loro lavoro quotidinano, accecati dalle bende iniziarono a seminare i semi sulle strade. Non attecchendo in terra il cibo iniziò progressivamente a scarseggiare ed invece di finire come vettovaglia futura nello stomaco dei cittadini, i semi venivano beccati dagli uccelli lungo le strade. Questo ebbe un duplice effetto deletereo per la comunità: non ci sarebbero stati raccolti futuri con cui sfamare la popolazione e non ci sarebbero stati semi futuri con cui iniziare la semina futura. Ogni contadino non poteva essere seguito giorno e notte perché ognuno di loro aveva orari personali, e stanchi per la fame e per l'agitazione ognuno si riposava secondo i propri bisogni. I sacrdoti compresero i lproblema, ed era un serio problema.
Quale soluzione avrebbero potuto sperimentare per fare in modo che tornasse di nuovo la prosperità? Come potevano seguire ogni individuo senza togliere loro la benda? Non potevano aumentare la ristretta frangia dei sacerdoti perché i nascituri stavano diminuendo data la mancanza di risorse con cui sfamare la popolazione che, prutroppo, vedeva diminuire le sue unità giorno dopo giorno. Inoltre, iniziarono a preoccuparsi del loro status qualora avessero introdotto tra le loro fila un membro del villaggio che fino ad ora era cresciuto con la benda. Nonostante togliere la benda comportava un dolore temporaneo dato l'inutilizzo degli occhi per diverso tempo, questo sarebbe passato. Non potevano rischiare di spodestare il loro status così duramente guadagnato. Era stato il caso a scaraventarli in questa situazione, ma i privilegi che ne derivavano erano molti. Non se la sentivano affatto di abbandonarli così su due piedi.
Tentarono di conformare il villaggio secondo regole ferre di semina. Promossero altri uomini con la benda a "scanditori di orari," i quali dovevano insegnare agli altri quali fossero i benefici di avere sacerdoti che pensassero a guidarli. Cercavano di placare i morsi della fame attraverso le parole. Ci riuscirono in un primo momento. Ciò diede nuovo vigore ai contadini che tornarono a seminare pensando al bene dei loro figli. All'inizio anche i sacerdoti pensavano al bene dei propri cittadini, ma vedendo poi che le loro strategie finivano per frammentarsi in mille pezzi, dato che i contadini continuavano a seminare sulla strada e solo una parte dei semi finiva sul terreno, videro minacciato sul serio il loro status. Il bene degli altri si tramutò presto in uno spettro che tormentava le loro notti. Dovevano agire. Non potevano lasciare che una banda di bifolchi minacciasse i loro privilegi.
Definendoli "banda di bifolchi" varcarono il confine, il punto di non ritorno che divide le buone intenzioni e la perseveranza fallace di un uomo sconfitto. E' una linea sottile che spesso i più saggi nemmeno vedono perché convinti arrogantemenete delle loro tesi, ignorando di conseguenza la più semplice delle doti che si possa augurare di ottenere: l'onestà intellettuale. In questo modo, i sacerdoti era decisi a tenere a tutti i costi il loro posto; anche se ciò significava condannare ad una vita di stenti altri individui. Il culto dei sacerdoti si rivelò il meccanismo con il quale avrebbero potuto ingannare ad oltranza il resto della popolazione di Coloriga.
Cosa riuscirono ad invetare per di perpetrare il loro regno?
PANE IN PIETRE
Non tutti i sacerdoti erano d'accordo con quello che stavano per fare, ma sapevano che era l'unico modo per continuare ad avere un posto di privilegio e considerazione all'interno della comunità. Altrimenti in caso di ammesso fallimento le loro figure sarebbero state spazzate dalla faccia di Coloriga e sarebbero ritornati a mendicare stavolta, perché molto probabilmente anche il loro culto sarebbe stato spazzato via insieme alle tradizioni che si portava dietro. Si sarebbe tornati ad adorare lo stesso dio di prima? Forse. Non lo sapevano, e questo faceva loro tremare le gambe. Il loro futuro era incerto, invece con i loro comando avrebbero potuto modellarlo secondo i desideri che loro ritenevano necessari e primari. Ne erano convinti per loro come lo erano anche per il resto della popolazione di Coloriga.
Probabilmente i cittadini sarebbe tornata alle vecchie usanze prima delle bende ed avrebbe ritrovato la strada per la prosperità... chissà. O sarebbe finita peggio. Non lo sapevano, e questo li faceva impazzire. Non sapevano nulla, non potevano saperlo perchè la comunità vantava ancora parecchi individui nonostante le recenti carestie che avevano messo a dura prova la tempra e la resilienza di Coloriga. I vecchi silos fino ad allora avevano fatto il loro dovere fornendo alla cittadinanza risorse necessari per sopravvivere, ma finché i contadini continuavano a sprecare i semi il fato della comunità era segnato. Una notta decisero che bisognava agire. Ad ogni costo. Stipularono tra di loro un patto machiavellico per portare alla luce uno dei piani più orrendi mai partoriti nella storia di Coloriga. Era necessario, secondo il loro giudizio; avrebbe salvato la popolazione ed avrebbe consentito loro di matenere il ruolo di sacerdoti.
Il giorno dopo, quindi, annunciarono a tutta Coloriga che finalmente avevano trovato il modo per portare più semi anche senza le piante originali che li producessero. Il mormorio esterrefatto dei Colorigani echeggiò in tutta la piazza principale del villaggio. Come era possibile che nessuno fino ad ora era riuscito in un'impresa simile? Erano davvero le persone che i contadini stavano aspettando per portare quella tanto decantata prosperità dei tempi antichi? In fin dei conti era questa la loro promessa: avrebbero reso il futuro un luogo pieno di certezze, dove l'incertezza sarebbe stata solo un pallido ricordo di un passato imperfetto. La fiducia che tanto richiedevano forse era ben riposta se davvero potevano riuscire a fare una cosa simile.
Ma la benda celava ai loro occhi il più oscuro dei segreti: i semi non erano commestibili... erano pietre. I sacerdoti volevano quindi creare una falsa prosperità, l'illusione della prosperità. D'altro canto le pietre sono simili ai semi, sono altrettanto dure e la loro forma è pressoché equivalente. Pensavano, quindi, che rimpinguare i silos di pietre avrebbe fatto calmare gli abitanti di Coloriga mentre loro avrebbero partorito la vera soluzione al problema principale della comunità: la cecità artificiale degli individui li portava a sprecare quantità crescenti di preziose risorse.
Questo escamotage tenne a bada per un po' la popolazione, la quale continuava la sua routine di semina sperando di riuscire finalmente a trovare quel vecchio benessere dei tempi andati. Ora non solo i semi andavano lo stesso sprecati, ma vennero pian piano sostituiti in gran parte dalle pietre. Infatti, in un primo momento la gente accolse con acclamazione la rinnovata comparsa di nuovi semi; anzi, la nuova abbondanza ridiede speranza ai poveri contadini che si ritrovarono fra le mani quantità maggiori di pseudo-semi da poter mettere a frutto. Questa felicità iniziale diede vigore agli sforzi che i singoli individui concentravano nelle loro azioni; addirittura tale gaudio riuscì a spegnere temporanemanete i morsi della fame che fino ad allora si erano fatti incalzanti.
Durò a lungo? Non proprio. I brontolii dello stomaco erano incessanti ed a lungo andare annebbiarono quello sprazzo di speranza che aveva riportato un po' di luce sul futuro di Coloriga. La calma che avevano portato le notizie rassicuranti dei sacerdoti venne costantemente rimpiazzata dalla preoccupazione presenti riguardo lo stato di salute dei popolani all'interno della comunità di contadini i quali non riuscivano più ad nadare avanti sotto gli urli strazianti della fame. Il tempo passava, infatti, e le cose restavano come prima. Anzi peggio.
I semi non germinavano e adesso, in preda alla disperazione, molti popolani erano arrivati addirittura a mangiare i semi. Purtroppo per loro si ruppero i denti e non poterono più essere parte operante della comunità. Quel gesto sconsiderato da parte dei sacerdoti, senza precedenti nella storia di Coloriga, aveva condannato l'interno villaggio. Non c'erano soluzioni al grande errore che era stato commesso. Il costante aumento della fame stava condannando l'operato dei sacerdoti ad un fallimento colossale e la popolazione sull'orlo dell'estinzione.
Ma come ogni situazione che arriva ai suoi estremi, essa porta con se gesti "estremi": la popolazione rinunciò alle proprie tradizioni e decise infine di togliere la benda. Il dolore che ne conseguì fu intenso, ma passeggero. Si resero finalmente conto di quello che tutta quella loro parte di storia aveva scagliato sulla comunità di Coloriga. Non c'era nemmeno bisogno di un qualsiasi giuramento, il culto dei sacerdoti era talmente screditato davanti ai loro occhi che non avrebbe avuto più la stessa presa in futuro. Sarebbero stati degli zimbelli, vaporizzando del tutto la loro credibilità intellettuale e personale.
LA MORALE DELLA FAVOLA
Se avete intuito il ruolo di ogni figura in questa breve favola, allora sarete in grado di capire perché il sitema politico/finanziario attuale alla fine arriverà ad un momento di verità. Ogni sistema arriva a questo punto quando viene gestito da individui che presumibilmente tendono a considerarsi al di sopra degli altri. I nostri sacerdoti ci stanno dicendo oggi: possiamo mantenere bassi i tassi di interesse per tutto il tempo che lo riteniamo necessario e possiamo anche sopprimere l'inflazione.
Questa politica prevede che la popolazione creda che una cerchia di individui sia in grado di trasformare le pietre in pane. Ma quello che in realtà sta facendo è trasformare il pane in pietre. Infatti quello che in realtà stanno facendo i sacerdoti è solamente comprare tempo affinché possano trovare uan soluzione magica ai problemi. Se i tassi di interesse e l'inflazione iniziano a salire, i lloro presunto potere sparirà.
Ad oggi il giogo con cui riescono ad avere una presa sull'economia è la presunta stabilità che riescono a veicolare nell'economia più ampia. Il ciclo boom-bust è stato congelato e si mantiene l'ambiente economico in uno stato di "semi-boom" (attraverso l'abbassamento artificiale dei tassi di interesse). Il modo con cui viene perseguito è attraverso la monetizzazione del debito sovrano degli stati: creando denaro dal nulla le banche centrali espandono il loro bilancio inglobando bond del governo ed altri strumenti di debito (es. titoli garantiti da ipoteca).
Dal momento che esiste un prestatore di ultima istanza che può creare ad libitum "risorse" per sovvenzionare qualsiasi spesa di determinate entità, il mercato non dovrebbe preoccuparsi dei tassi di interesse. La Banca del Giappone, ad esempio, ha annunciato un programma di QE che si avvicina a quello di Bernanke: $75 miliardi al mese per acquistare bond del governo. In Giappone è il primo, negli Stati Uniti siamo già al terzo, in Europa ne sono stati cumulati due in un lasso di tempo ristretto, ecc.
Comprando tale debito con nuovo denaro creato dal nulla, le banche centrali hanno manomesso la capacità del mercato di segnalare il rischio e di prezzare il credito. Qual è, quindi, il problema? Le banche cenrali non sanno dove finisce questo denaro. Se finisce nell'economia, aumenterà l'inflazione; se invece finirà in certi asset, alimenterà bolle in quegli asset. Fino ad ora il denaro creato dalle banche centrali è rimasto tendenzialmente parcheggiato nelle banche commerciali sotto forma di riserve in eccesso; fino ad ora hanno tendenzialmente rifiutato di prestarlo.
Ma è una cosa che non può durare. Prima o poi le banche torneranno a prestare. Ma spesso si dimentica come l'inflazione e le bolle abbiano serie conseguenze. L'inflazione erode il potere d'acquisto degli ultimi che ricevono il denaro di nuova creazione, e dato che i tassi di interesse sono già sottozero l'unico modo che avrebbe la banca centrale per contrastare un aumento dell'inflazione sarebbe aumentare i tassi di interesse (es. Volcker nel 1979). Le bolle sono bombe ad orologeria e infine tutte le bolle della storia sono scoppiate; più risorse vengono assorbite dalla bolla, più disastrose saranno le conseguenze del suo scoppio.
L'inflazione e lo scoppio delle bolle hanno una caratteristica comune: evidenziano la presunzione di conoscenza dei pianificatori centrali, ne indeboliscono la fiducia da parte della popolazione. Il fallimento dei loro piani mette in evidenza un fatto cruciale in questo dibattito: la loro onnipotenza finanziaria è un'illusione. Se poi il denaro creato dalla banca centrale finirà nell'economia più ampia, influenzerà certi prezzi per primi (ad esempio, quelli non legati principalmente ai costi del lavoro come petrolio e merci agricole).
Dal momento che il mercato del lavoro sperimenta un periodo di sovrabbondanza, i costi del lavoro non seguiranno i prezzi di beni e servizi: i salari continueranno a stagnare mentre tutto il resto aumenterà di prezzo. Questa è la via per la stagflazione. Questa è la via per una recessione senza fine.
L'illusione di stabilità paventata da decenni dalla bance centrale sarà visibile a tutti e con essa il fallimento delle loro politiche monetarie, le quali non avranno più consenso facendo perdere irreversibilmente la fiducia della popolazione nella pianificazione centrale.
Aumenterà la "fame." Aumenteranno i tassi di interesse. Cosa li farè aumentrare? L'incapacità della banca centrale di sopprimere le forze di mercato ed il loro fallimento nel perseguire questa strategia.
CONCLUSIONE
I vari stati mondiali hanno da sempre adottato politiche Keynesiane nella conduzione degli affari economici e monetari. Ora stanno un Keynesismo guidato dalla disperazione, inondando le proprie economie con tonnellate di cartaccia e cifre digitali. Le banche centrali sono ora i compratori di ultima istanza dei bond statali. Questo è il vero motivo per cui esiste il settore bancario centrale sin dal 1694: la creazione della Banca d'Inghilterra.
In tutto l'occidente le banche centrali stanno rimpiazzando il libero mercato come i fornitori ultimi di prestiti per i rispettivi stati. Ciò sta costruendo le fondamenta per una inflazione nei prezzi a doppia cifra quando le banche commerciali torneranno a prestare. Se continuano a rifiutarsi di farlo, gli stati divoreranno avidamente il capitale produttivo della loro popolazione. La strada che si proietta davanti a noi è duplice: iperinflazione (breve e seguita da una lunga depressione) o lenta crescita (alternata a periodi di lunga stagnazione).
L'arrivo segna queste parole: Grande Default.
giovedì 11 aprile 2013
Perché la Pianificazione Centrale è Fallimentare
E' davvero incredibile vedere come l'economia di una nazione possa essere spazzata via in un solo weekend. Il suo unico errore è stato quello di credere che un manipolo di Eurocrati potessero ripagare i propri debiti. Investendo pesantemente nella cartaccia obbligazionaria Greca (cosa non strana per un paese così interconnesso con quello ellenico), ci si è fidati di una pratica comune nell'Eurozona: l'azzardo morale. Ora che questa pratica è scoppiata loro in faccia, sono stati implementati una serie di "provvedimenti" che annullano la precedente retorica su una un'unità pacifica e libera. Controlli sui capitali e divieto di prilievi bancari sono all'ordine del giorno, e non è detto che non possano essere implementati anche in nuovi paesi in difficoltà. I semi di questa tempesta non sono stati piantati oggi o nel passato recente, ma tempo addietro. Quindi, prendendo consapevolezza che il problema risiede nella struttura alla base del sistema monetario e politico che impedisce una pulizia dei mercati, dobbiamo prepararci all'impatto che avrà la Scuola Austriaca sul pensiero mainstream. I Keynesiani perderanno la loro battaglia intellettuale, avendo spalleggiato (senza una teoria economica a supporto) l'obbrobrio monetario innescato dalle banche centrali mondiali; Mises invece risulterà vincitore, anche se questo aspetto sarà palese solo quando la maggior parte delle persone si renderà conto che il modo con cui si finanzia il governo è a lungo andare impossibile da portare avanti (creazione di denaro dal nulla, sequestro di capitali). La Scuola Austriaca sarà vittoriosa perché da tempo avanza queste due domande: "Ma il denaro creato dal nulla stimola la crescita?" "E' possibile andare avanti scambiando qualcosa in cambio di nulla?"
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di Bill Bonner
Il Dow sta ancora aumentando. E' salito di altri 125 punti ieri... raggiungendo un nuovo record.
L'oro sta oziando.
Eppure ancora non riusciamo a capacitarci di come tante persone intelligenti abbiano finito per credere a cose che non sono vere. Krugman, Stiglitz, Friedman, Bernanke — tutti sembrano avere una visione superficiale del mondo. Credono di poter manipolare il futuro e renderlo migliore. Non solo per se stessi, ma per tutti. Da dove proviene tanta stupidità?
La logica aristotelica ha invaso il pensiero occidentale dopo il Rinascimento. Si trattava essenzialmente di un precursore del positivismo — che si basa su condizioni oggettive e ragionamenti scientifici. "Dammi i fatti," dice il positivista, con fiducia. "Lascia che ci pensi io facendo funzionare il mio cervello. Partorirò una soluzione!"
Questo va bene se si sta costruendo la Torre Eiffel o si sta organizzando la prossima mensa per i poveri. Ma il positivismo va in pezzi quando si applica a schemi che vanno al di là della portata del "grido dell'araldo."
E' quello che disse Aristotele. Pensava che solo una piccola comunità potesse funzionare, perché è solo qui che tutte le persone avrebbero condiviso più o meno le stesse informazioni ed interessi. In una comunità di grandi dimensioni non è possibile conoscere le cose nello stesso modo, quindi per la gente è difficile lavorare insieme.
In una comunità di grandi dimensioni, non si ha idea di chi ha fatto la vostra salsiccia o quello che ci hanno messo dentro. È necessario fare affidamento su "fatti" che non sono più verificabili per osservazione diretta o conoscenza personale.
Al contrario, i fatti dei pianificatori centrali non sono altro che poltiglia statistica, un pio desiderio o uno sproloquio teorico — come le Armi di Distruzione di Massa, il tasso di disoccupazione e l'Übermensch.
La pianificazione su larga scala è fallimentare perché i fatti su cui si basa sono inaffidabili, spesso del tutto falsi.
E' fallimentare perché la gente in realtà non la vuole.
Programma Segreto
In una piccola comunità i pianificatori, e le persone per cui pianificano, sono abbastanza vicini per condividere gli stessi obiettivi. In una comunità di grandi dimensioni i pianificatori sono una piccola minoranza.
In una grande comunità, i pianificatori di solito hanno un proprio programma... spesso nascosto. Potrebbero richiedere l'applicazione di leggi più severe mentre ottengono contributi elettorali dall'industria carceraria. Potrebbero cercare una cura per il cancro ed essere dipendenti dell'industria farmaceutica. Potrebbero volere un'Europa unita... e sperare di esserne a capo.
Anche se la pianificazione su larga scala offre opportunità quasi infinite alla corruzione, non è la sporca caratteristica che la condanna. Invece, è il fatto che i pianificatori non sappiano (o si preoccupino) di quello che le persone vogliono veramente... e non abbiano i mezzi o le informazioni necessarie per soddisfarli.
Come abbiamo già visto, quasi tutte le "informazioni pubbliche" usate dai pianificatori centrali sono vuote e la maggior parte è spesso fuorviante. Ma il problema è molto più semplice rispetto alla qualità delle informazioni o alla corruzione coinvolta.
Quando pensiamo a ciò che le persone "vogliono," non stiamo parlando dei loro desideri coscienti; stiamo parlando in generale di quello che potrebbero ottenere... se fosse permesso loro di farlo.
All'Inferno le persone potrebbero volere un gelato; non lo avranno. Ma faranno del loro meglio con ciò che hanno per ottenerlo. La pianificazione su larga scala non può aiutarli, in parte perché non sa quale siano le reali condizioni dell'uomo all'Inferno e in parte perché non ha alcun gelato.
Si potrebbe meglio descrivere questo processo con la formula "il meglio che possiamo fare."
Niente di perfetto, ma non è la fine della storia... solo un altro passo verso un futuro che è inconoscibile.
Presunzione Fatale
La pianificazione centrale su larga scala è fallimentare perché crede in tre cose che non sono vere.
In primo luogo, che sia a conoscenza delle attuali condizioni (bisogni, desideri, speranze, capacità, risorse). In altre parole, che sia conoscenza dell'esatto stato della comunità.
In secondo luogo, che sia a conoscenza di dove dovrebbe andare la comunità; cioè, che sia a conoscenza di ciò che dovrebbe offrire il futuro.
In terzo luogo, che sia in grado di creare il futuro che vuole.
Tutte queste cose sono solo un'illusione. I pianificatori centrali costituiscono ciò che F.A. Hayek chiama "la presunzione fatale che l'uomo sia in grado di plasmare il mondo intorno a lui secondo i suoi desideri."
Per quanto riguarda il primo punto, i pianificatori centrali non possono conoscere le condizioni attuali perché ciò richiederebbe una quantità infinita di informazioni. Richiederebbe una "conoscenza costituita da mille particolari che dovrebbero essere appresi da chi ha interesse a conoscerli," scrisse Samuel Bailey nel 1840.
I pianificatori centrali non hanno nulla di simile. Al contrario, hanno un corpo di conoscenze pubbliche che come abbiamo visto è costituito solo da teorie, sproloqui e congetture statistiche.
Per quanto riguarda il secondo punto — secondo cui i pianificatori centrali sono stati benedetti con un dono che dice loro quale sia il futuro di tutti — parla da solo.
Nessuno crede veramente che il Congresso degli Stati Uniti o l'Assemblea Nazionale Francese... o le burocrazie ed i think-tank di queste nazioni... possano davvero guidare chiunque ( possono farlo solo i gusti e le antipatie, i pregiudizi ed i timori, e le ambizioni degli individui).
Sequestrati!
Naturalmente, ogni uomo fa sempre del suo meglio, per quanto può, al fine di plasmare il suo mondo secondo i suoi desideri.
Uno vorrebbe una moglie grassa... e probabilmente la troverà. Un altro vorrebbe un po' di fortuna... e magari la troverà. Un altro vorrebbe passare il suo tempo a giocare a golf; e anche questo potrebbe essere nelle sue possibilità. Ognuno ci proverà. Ognuno vincerà... perderà... o finirà in pareggio, a seconda delle circostanze. E arriverà il futuro.
Il pianificatore centrale interviene per cercare di imporre la sua versione del futuro. L'evoluzione seguirà il proprio corso indipendentemente dal fatto che i piani degli individui e dei gruppi abbiano esito positivo o negativo.
Dove ci stia portando l'evoluzione, non si sa. Ma la pianificazione centrale su larga scala pensa di sapere dove dovrebbe andare... e non le dispiacerà se le darà una spinta in una certa direzione, interrompendo così i piani di milioni di persone.
Non appena tempo e risorse vengono sequestrati dai pianificatori centrali, piuttosto che utilizzati dai singoli individui, il tasso di progresso evolutivo rallenta. I progetti che avrebbero potuto aver luogo vengono rinviati o annullati. Gli errori che avrebbero potuto essere scoperti e corretti, non vengono scoperti. Il futuro dovrà aspettare.
Le persone sono facili da ingannare, soprattutto quando hanno accesso solo ad "informazioni pubbliche." Al di fuori della voce dell'araldo, non hanno idea di quello che sta accadendo (e lo stesso vale per i pianificatori).
Sono incoraggiate a credere che i piani collettivi siano vantaggiosi. Spesso non avranno bisogno di un bavaglio — per decenni — anche se l'evidenza della loro vita quotidiana contraddice le loro premesse e indebolisce le loro promesse.
Questa è stata la storia di Russia e Cina dopo l'avvento comunista — dove i regimi stravaganti dei pianificatori sono durati 70 e 30 anni rispettivamente.
Ma non tutti si conformano. Quando le persone resistono, i pianificatori le considerano come degli ostacoli al loro successo. I pianificatori senza pietà danno poi inizio a purghe, pulizie, normative, carestie, deportazioni, sparizioni, torture, attacchi di droni e omicidi di massa per stimolarne il conformismo.
Ma i loro piani vengono rovinati lo stesso, perché non solo ritardano il futuro ma conducono anche a risultati che i pianificatori non si aspettano.
Rompere Qualche Uovo
In genere, i pianificatori sostengono che le persone devono fare dei sacrifici, ma che alla fine andrà tutto bene. "Non si può fare una frittata senza rompere qualche uovo," disse Lenin.
La gente per un po' va dietro a questa storia di rompere qualche uovo (in particolare se appartengono a qualcun altro). In definitiva, il problema è la frittata; non arriva mai al tavolo. E il pasto che alla fine ci arriva è disgustoso.
Non esiste alcun "paradiso dei lavoratori." La Guerra alla Droga (o alla Povertà... o al Crimine... o al Terrore... o al Cancro) termina con una sconfitta, non con una vittoria. La disoccupazione non scende. E anche se uno di questi programmi ha "successo," il costo è di gran lunga superiore alla ricompensa.
Perché questi piani falliscono? La risposta è semplice, perché non è questo il modo in cui funziona il mondo.
La vita sulla Terra non è così razionale tanto da potersi prestare all'intervento sciocco e pesante dell'ingegnere sociale ingenuo. Vengono progettati ponti, case e acceleratori di particlelle ma non le economie. Né le lingue, i costumi, i mercati, l'amore, i matrimoni, i bambini o una qualsiasi delle altre cose che ha davvero importanza nella vita.
Non per esagerare, ma è anche vero che gli esseri umani possono progettare e realizzare un certo tipo di futuro. Se i pianificatori al Pentagono, per esempio, hanno deciso che una guerra nucleare sarebbe una cosa buona, potrebbero realizzarla. Gli effetti sarebbero enormi.
Ma questo esempio estremo rivela l'unico tipo di futuro alternativo che i pianificatori sono in grado di fornire, polverizzando il delicato tessuto della vita.
Si tratta di un futuro che praticamente nessuno vuole, perché significa interrompere i piani privati della maggior parte dei popoli del mondo — matrimoni, affari, bambini, battesimi, battute di caccia, shopping, investimenti e tutte le altre attività della vita normale. Fermare tali piani significa arrestare le decisioni della gente comune su cui dipende il futuro civilizzato.
Non tutta la pianificazione centrale produce calamità di questa portata. Ma, nella misura in cui vengono raggiunte, sono ripugnanti. Più soddisfano gli obiettivi dei pianificatori, più interferiranno con gli obiettivi privati... e più interferiranno con lo stato di avanzamento della razza umana.
Saluti,
[*] traduzione di Francesco Simoncelli: http://francescosimoncelli.blogspot.it/
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di Bill Bonner
Il Dow sta ancora aumentando. E' salito di altri 125 punti ieri... raggiungendo un nuovo record.
L'oro sta oziando.
Eppure ancora non riusciamo a capacitarci di come tante persone intelligenti abbiano finito per credere a cose che non sono vere. Krugman, Stiglitz, Friedman, Bernanke — tutti sembrano avere una visione superficiale del mondo. Credono di poter manipolare il futuro e renderlo migliore. Non solo per se stessi, ma per tutti. Da dove proviene tanta stupidità?
La logica aristotelica ha invaso il pensiero occidentale dopo il Rinascimento. Si trattava essenzialmente di un precursore del positivismo — che si basa su condizioni oggettive e ragionamenti scientifici. "Dammi i fatti," dice il positivista, con fiducia. "Lascia che ci pensi io facendo funzionare il mio cervello. Partorirò una soluzione!"
Questo va bene se si sta costruendo la Torre Eiffel o si sta organizzando la prossima mensa per i poveri. Ma il positivismo va in pezzi quando si applica a schemi che vanno al di là della portata del "grido dell'araldo."
E' quello che disse Aristotele. Pensava che solo una piccola comunità potesse funzionare, perché è solo qui che tutte le persone avrebbero condiviso più o meno le stesse informazioni ed interessi. In una comunità di grandi dimensioni non è possibile conoscere le cose nello stesso modo, quindi per la gente è difficile lavorare insieme.
In una comunità di grandi dimensioni, non si ha idea di chi ha fatto la vostra salsiccia o quello che ci hanno messo dentro. È necessario fare affidamento su "fatti" che non sono più verificabili per osservazione diretta o conoscenza personale.
Al contrario, i fatti dei pianificatori centrali non sono altro che poltiglia statistica, un pio desiderio o uno sproloquio teorico — come le Armi di Distruzione di Massa, il tasso di disoccupazione e l'Übermensch.
La pianificazione su larga scala è fallimentare perché i fatti su cui si basa sono inaffidabili, spesso del tutto falsi.
E' fallimentare perché la gente in realtà non la vuole.
Programma Segreto
In una piccola comunità i pianificatori, e le persone per cui pianificano, sono abbastanza vicini per condividere gli stessi obiettivi. In una comunità di grandi dimensioni i pianificatori sono una piccola minoranza.
In una grande comunità, i pianificatori di solito hanno un proprio programma... spesso nascosto. Potrebbero richiedere l'applicazione di leggi più severe mentre ottengono contributi elettorali dall'industria carceraria. Potrebbero cercare una cura per il cancro ed essere dipendenti dell'industria farmaceutica. Potrebbero volere un'Europa unita... e sperare di esserne a capo.
Anche se la pianificazione su larga scala offre opportunità quasi infinite alla corruzione, non è la sporca caratteristica che la condanna. Invece, è il fatto che i pianificatori non sappiano (o si preoccupino) di quello che le persone vogliono veramente... e non abbiano i mezzi o le informazioni necessarie per soddisfarli.
Come abbiamo già visto, quasi tutte le "informazioni pubbliche" usate dai pianificatori centrali sono vuote e la maggior parte è spesso fuorviante. Ma il problema è molto più semplice rispetto alla qualità delle informazioni o alla corruzione coinvolta.
Quando pensiamo a ciò che le persone "vogliono," non stiamo parlando dei loro desideri coscienti; stiamo parlando in generale di quello che potrebbero ottenere... se fosse permesso loro di farlo.
All'Inferno le persone potrebbero volere un gelato; non lo avranno. Ma faranno del loro meglio con ciò che hanno per ottenerlo. La pianificazione su larga scala non può aiutarli, in parte perché non sa quale siano le reali condizioni dell'uomo all'Inferno e in parte perché non ha alcun gelato.
Si potrebbe meglio descrivere questo processo con la formula "il meglio che possiamo fare."
Niente di perfetto, ma non è la fine della storia... solo un altro passo verso un futuro che è inconoscibile.
Presunzione Fatale
La pianificazione centrale su larga scala è fallimentare perché crede in tre cose che non sono vere.
In primo luogo, che sia a conoscenza delle attuali condizioni (bisogni, desideri, speranze, capacità, risorse). In altre parole, che sia conoscenza dell'esatto stato della comunità.
In secondo luogo, che sia a conoscenza di dove dovrebbe andare la comunità; cioè, che sia a conoscenza di ciò che dovrebbe offrire il futuro.
In terzo luogo, che sia in grado di creare il futuro che vuole.
Tutte queste cose sono solo un'illusione. I pianificatori centrali costituiscono ciò che F.A. Hayek chiama "la presunzione fatale che l'uomo sia in grado di plasmare il mondo intorno a lui secondo i suoi desideri."
Per quanto riguarda il primo punto, i pianificatori centrali non possono conoscere le condizioni attuali perché ciò richiederebbe una quantità infinita di informazioni. Richiederebbe una "conoscenza costituita da mille particolari che dovrebbero essere appresi da chi ha interesse a conoscerli," scrisse Samuel Bailey nel 1840.
I pianificatori centrali non hanno nulla di simile. Al contrario, hanno un corpo di conoscenze pubbliche che come abbiamo visto è costituito solo da teorie, sproloqui e congetture statistiche.
Per quanto riguarda il secondo punto — secondo cui i pianificatori centrali sono stati benedetti con un dono che dice loro quale sia il futuro di tutti — parla da solo.
Nessuno crede veramente che il Congresso degli Stati Uniti o l'Assemblea Nazionale Francese... o le burocrazie ed i think-tank di queste nazioni... possano davvero guidare chiunque ( possono farlo solo i gusti e le antipatie, i pregiudizi ed i timori, e le ambizioni degli individui).
Sequestrati!
Naturalmente, ogni uomo fa sempre del suo meglio, per quanto può, al fine di plasmare il suo mondo secondo i suoi desideri.
Uno vorrebbe una moglie grassa... e probabilmente la troverà. Un altro vorrebbe un po' di fortuna... e magari la troverà. Un altro vorrebbe passare il suo tempo a giocare a golf; e anche questo potrebbe essere nelle sue possibilità. Ognuno ci proverà. Ognuno vincerà... perderà... o finirà in pareggio, a seconda delle circostanze. E arriverà il futuro.
Il pianificatore centrale interviene per cercare di imporre la sua versione del futuro. L'evoluzione seguirà il proprio corso indipendentemente dal fatto che i piani degli individui e dei gruppi abbiano esito positivo o negativo.
Dove ci stia portando l'evoluzione, non si sa. Ma la pianificazione centrale su larga scala pensa di sapere dove dovrebbe andare... e non le dispiacerà se le darà una spinta in una certa direzione, interrompendo così i piani di milioni di persone.
Non appena tempo e risorse vengono sequestrati dai pianificatori centrali, piuttosto che utilizzati dai singoli individui, il tasso di progresso evolutivo rallenta. I progetti che avrebbero potuto aver luogo vengono rinviati o annullati. Gli errori che avrebbero potuto essere scoperti e corretti, non vengono scoperti. Il futuro dovrà aspettare.
Le persone sono facili da ingannare, soprattutto quando hanno accesso solo ad "informazioni pubbliche." Al di fuori della voce dell'araldo, non hanno idea di quello che sta accadendo (e lo stesso vale per i pianificatori).
Sono incoraggiate a credere che i piani collettivi siano vantaggiosi. Spesso non avranno bisogno di un bavaglio — per decenni — anche se l'evidenza della loro vita quotidiana contraddice le loro premesse e indebolisce le loro promesse.
Questa è stata la storia di Russia e Cina dopo l'avvento comunista — dove i regimi stravaganti dei pianificatori sono durati 70 e 30 anni rispettivamente.
Ma non tutti si conformano. Quando le persone resistono, i pianificatori le considerano come degli ostacoli al loro successo. I pianificatori senza pietà danno poi inizio a purghe, pulizie, normative, carestie, deportazioni, sparizioni, torture, attacchi di droni e omicidi di massa per stimolarne il conformismo.
Ma i loro piani vengono rovinati lo stesso, perché non solo ritardano il futuro ma conducono anche a risultati che i pianificatori non si aspettano.
Rompere Qualche Uovo
In genere, i pianificatori sostengono che le persone devono fare dei sacrifici, ma che alla fine andrà tutto bene. "Non si può fare una frittata senza rompere qualche uovo," disse Lenin.
La gente per un po' va dietro a questa storia di rompere qualche uovo (in particolare se appartengono a qualcun altro). In definitiva, il problema è la frittata; non arriva mai al tavolo. E il pasto che alla fine ci arriva è disgustoso.
Non esiste alcun "paradiso dei lavoratori." La Guerra alla Droga (o alla Povertà... o al Crimine... o al Terrore... o al Cancro) termina con una sconfitta, non con una vittoria. La disoccupazione non scende. E anche se uno di questi programmi ha "successo," il costo è di gran lunga superiore alla ricompensa.
Perché questi piani falliscono? La risposta è semplice, perché non è questo il modo in cui funziona il mondo.
La vita sulla Terra non è così razionale tanto da potersi prestare all'intervento sciocco e pesante dell'ingegnere sociale ingenuo. Vengono progettati ponti, case e acceleratori di particlelle ma non le economie. Né le lingue, i costumi, i mercati, l'amore, i matrimoni, i bambini o una qualsiasi delle altre cose che ha davvero importanza nella vita.
Non per esagerare, ma è anche vero che gli esseri umani possono progettare e realizzare un certo tipo di futuro. Se i pianificatori al Pentagono, per esempio, hanno deciso che una guerra nucleare sarebbe una cosa buona, potrebbero realizzarla. Gli effetti sarebbero enormi.
Ma questo esempio estremo rivela l'unico tipo di futuro alternativo che i pianificatori sono in grado di fornire, polverizzando il delicato tessuto della vita.
Si tratta di un futuro che praticamente nessuno vuole, perché significa interrompere i piani privati della maggior parte dei popoli del mondo — matrimoni, affari, bambini, battesimi, battute di caccia, shopping, investimenti e tutte le altre attività della vita normale. Fermare tali piani significa arrestare le decisioni della gente comune su cui dipende il futuro civilizzato.
Non tutta la pianificazione centrale produce calamità di questa portata. Ma, nella misura in cui vengono raggiunte, sono ripugnanti. Più soddisfano gli obiettivi dei pianificatori, più interferiranno con gli obiettivi privati... e più interferiranno con lo stato di avanzamento della razza umana.
Saluti,
[*] traduzione di Francesco Simoncelli: http://francescosimoncelli.blogspot.it/
mercoledì 10 aprile 2013
Dimenticatevi di Cipro, il Giappone E' la Vera Crisi
di James Gruber
Dimenticatevi di Cipro. Nelle prossime settimane e mesi in Giappone si svolgerà una storia molto più interessante, dove sta per iniziare uno dei più grandi esperimenti economici dell'epoca moderna. Un paese il cui debito pubblico supera di gran lunga quello delle nazioni europee in crisi, il Giappone cercherà di inflazionare per uscire dalla spirale deflazionistica durata 23 anni.
La stragrande maggioranza degli economisti del mondo pensa che il quantitative easing (QE) abbia salvato gli Stati Uniti e che il Giappone abbia bisogno di seguire tale esempio, però su scala più ampia. Mi permetto di dissentire poiché questa politica quasi certamente porterà ad un disastro iperinflazionista in Giappone. Se ciò è vero ci saranno conseguenze gravi anche per gli altri paesi, trascinati a terra da un'accelerazione delle cosiddette guerre valutarie. Più in generale, però, è probabile che distruggerà il mito difeso dagli economisti di oggi secondo cui il QE è un toccasana per le economie in difficoltà. Non lo è, e il Giappone diventerà il modello per dimostrarlo.
Uno stimolo mostruoso all'orizzonte
Il nuovo Governatore della Banca del Giappone (BoJ), Haruhiko Kuroda, ha iniziato a lavorare Giovedi e nel suo primo giorno di lavoro ha scontentato gli investitori. In una conferenza stampa, Kuroda si è impegnato a fare tutto il necessario per sconfiggere la deflazione e ha ribadito l'obiettivo del governo di un'inflazione al 2%. Ma ha fornito poche informazioni specifiche e gli investitori hanno prontamente acquistato yen e venduto azioni.
Quasi certamente verremo a conoscenza di misure più concrete alla riunione della banca centrale del 3-4 Aprile. Ci sono buone probabilità che possano arrivare anche prima con una riunione d'emergenza.
E' ampiamente previsto che la BoJ espanderà il suo programma di acquisto di asset da 101 bilioni di yen ($1.06 bilioni), aggiungendoci altri 10 bilioni di yen. Inoltre, inizierà a comprare titoli di stato giapponesi con maturità fino a cinque anni entro la fine di Aprile.
L'idea alla base è quella di creare denaro dal nulla ed usarlo per acquistare titoli di stato da istituzioni private e da altri, in modo da accrescere l'offerta di moneta e, eventualmente, l'inflazione. Inoltre, le istituzioni inizieranno a prestare tale denaro in modo da spronare la spesa e stimolare l'economia. Questa è la teoria.
Quello che è stato affascinante da vedere, era il combattimento verbale tra i governatori in uscita e in entrata. In Giappone, dove regna il consenso del gruppo, è stata quasi una rissa vera e propria.
Il governatore uscente Masaaki Shirakawa non è mai stato un credente nelle politiche inflazionistiche del nuovo governo e non ha avuto peli sulla lingua nei suoi ultimi giorni in carica:
"Anche se i prezzi aumentassero del 2% ed i salari facessero la stessa cosa, ciò non significherebbe un miglioramento del tenore di vita delle persone... quello che dovremmo perseguire è un aumento della crescita economica reale...
...le cifre del passato, in Giappone così come in Europa e negli Stati Uniti, mostrano che è stato rotto il legame tra base monetaria ed i prezzi."
La seconda citazione si riferisce al fatto che il denaro stampato negli Stati Uniti e in Europa non è finito nell'economia più ampia, in quanto le banche si sono sedute sul denaro piuttosto che prestarlo.
E se Shirakawa non è stato abbastanza chiaro qui sopra, lo è sicuramente stato qui:
"Se ci fosse una sola misura che avrebbe potuto risolvere il problema, proprio come se si dovesse diradare una nebbia, allora non ci saremmo ritrovati in questo stato negli ultimi 15 anni."
Il nuovo capo della BoJ, Haruhiko Kuroda, non ha perso tempo per calpestare l'eredità del suo predecessore. Anche se espresse in gergo economico, le sue dichiarazioni sono risultate abbastanza chiare: Shirakawa faceva parte di un'era fallimentare di banca centrale e c'era il bisogno di fare qualcosa:
"E' molto importante che la BoJ si faccia carico, per un certo periodo di tempo, di un target [dell'inflazione] al 2%... Non dobbiamo cercare scuse, negando la nostra responsabilità, se non riusciamo a raggiungerlo."
E:
"A lungo termine, la correlazione tra offerta di moneta ed inflazione è alta."
In altre parole, se stampiamo abbastanza soldi, arriverà l'inflazione. E faremo di tutto per ottenere questo risultato.
E' la strada giusta?
Il combattimento tra i due banchieri centrali non è solo una discussione arcana, fa parte di un dibattito molto più grande circa l'efficacia delle politiche di stimolo. Ed è importante perché il Giappone è la terza economia più grande del mondo ed è in procinto di portare avanti queste politiche su scala più ampia.
La cosa incredibile è che il dibattito pubblico è ora dominato da coloro che sostengono lo stimolo. Si consideri un recente articolo di Martin Wolf sul Financial Times dal titolo "Il triste record dell'austerità fiscale." Wolf fa una lavata di capo all'Europa per aver forzato tagli alla spesa mentre le sue economie erano in uno stato lugubre:
"Addottandolo [l'OMT], [la Banca Centrale Europea] avrebbe potuto evitare il panico degli spread [del credito] i quali hanno giustificato l'austerità. Non l'ha messo in campo e decine di milioni di persone soffrono inutili difficoltà. E' tragico."
Poi continua raccomandando stimoli, una maggiore spesa pubblica e riforme strutturali per risolvere la situazione dell'Europa. E conclude con questo:
"Nel lungo periodo, i deficit di bilancio devono terminare. Nel breve periodo, il Regno Unito ha la possibilità di perseguire la crescita. Dovrebbe prenderla, così come gli Stati Uniti. "
Gli argomenti di Wolf e altri del suo genere possono essere grossolanamente riassunti in tre fatti, che la maggior parte di loro considererebbe intoccabili.
Fatto 1: La ripresa degli Stati Uniti dimostra che gli stimoli funzionano e la ripresa sarà più veloce se il QE sarà più aggressivo.
Fatto 2: L'Europa rimane in stasi perché ha perseguito tagli alla spesa che non sono riusciti a far ripartire le economie.
Fatto 3: Il Giappone non ha mai provato uno stimolo aggressivo per superare il suo problema della deflazione e deve seguire le orme degli Stati Uniti immediatamente.
Dato che questi "fatti" sono in realtà dogmi, lasciate che li contesti.
Fatto 1: E' troppo presto per dire se le politiche di stimolo degli Stati Uniti hanno funzionato. Hanno sostenuto l'economia nel breve termine, ma se siano sostenibili nel lungo periodo è ancora da vedere. Anche nel breve periodo, però, la ripresa è stata lenta e insignificante. Si consideri: il PIL del 2012 è cresciuto del 2.2% rispetto al 3.2% di quello post-Seconda Guerra Mondiale; il tasso di disoccupazione attuale è al 11.3%, se si includono coloro che hanno abbandonato la forza lavoro sin dal 2008; i redditi reali delle famiglie sono ancora sotto del 10% rispetto ai livelli del 2000 e la velocità della moneta (M2) è la più bassa da più di 50 anni (il denaro stampato non è percolato nell'economia più ampia).
Fatto 2: L'Europa non ha perseguito politiche d'austerità. Se qualcuno sostiene il contrario sta mentendo. E' solo l'ennesima scusa a favore dello stimolo. Il debito complessivo dell'Europa è continuato a salire, ora al 390%, in quanto il settore privato non ha ripagato i debiti ed i governi hanno aumentato i loro. Non ci sono stati tagli!
E per i più curiosi, a differenza del QE c'è qualche evidenza storica che l'austerità effettivamente funziona. La crisi finanziaria del 1997-1998 ha portato un dolore enorme per molti paesi asiatici, ma attraverso l'austerità e riforme economiche radicali, si sono ripresi in tempi relativamente brevi ed ora sono in forma molto migliore.
Fatto 3: Quelli che sostengono che il Giappone non abbia mai perseguito uno stimolo aggressivo, stanno parlando a vanvera. E' propaganda Keynesiana. Dal 2001 al 2006 il Giappone ha abbracciato stimoli su vasta scala, con la sua base monetaria che è aumentata del 36% l'anno. Durante suddetto periodo, la base monetaria è aumentata dell'82% in totale. Ma la crescita economica non s'è vista, la moneta è aumentata piuttosto che scendere e l'inflazione ha continuato a diminuire. Il QE in Giappone è stato abbandonato perché è stato considerato un fallimento.
Sorge quindi una domanda: la saggezza convenzionale a sostegno di uno stimolo enorme salverà o farà sprofondare il Giappone?
Perché il Giappone fallirà
Il sottotitolo indica la mia posizione sulla questione. Dato il suo sovraindebitamento, il Giappone ha poche buone opzioni a sua disposizione. Ma le politiche perseguite da Shinzo Abe permettranno l'accumulo di altro debito e scateneranno una crisi valutaria. E' una questione di quando, non di se.
Il rappoto debito pubblico/PIL in Giappone è ora al 245%, di gran lunga superiore rispetto a qualsiasi altro paese. Il rapporto debito totale/PIL è al 500%. Il rapporto spesa pubblica/entrate statali arriva ad un incredibile 2000%. Nel frattempo il costo degli interessi sul debito pubblico è pari al 25% delle entrate del governo.
Non c'è modo con cui il Giappone possa mai ripagare questo debito. Ha due opzioni principali: o passare attraverso un dolore tremendo tagliando la spesa pubblica oppure stampare denaro per cancellare una parte del debito.
Il Giappone sta scegliendo la seconda opzione, così come sta facendo la maggior parte degli stati di tutto il mondo. Stamperebbe denaro piuttosto che tagliare le spese e condannare l'economia ad una contrazione sostanziale, anche se tale scelta si tradurrà in un risultato ancora più doloroso ed estenuante.
E' inevitabile che lo yen calerà ulteriormente a partire da qui. Ho già detto che non mi sorprenderebbe vedere lo yen a 200 o 300 sul dollaro, anche se potrebbe essere uno scenario ottimistico.
Sembra anche inevitabile che i tassi di interesse giapponesi aumenteranno ed i bond verranno venduti. I rendimenti devono salire di appena il 2% affinché i costi degli interessi sul debito pubblico assorbano l'80% delle entrate del governo. Il sipario sarà calato prima di allora.
Coloro sicuri che questo evento non possa accadere poiché sostengono che il 91% dei titoli di stato giapponesi è detenuto da investitori nazionali, si lasciano sfuggire alcuni punti chiave. Sta aumentando il possesso estero dei bond perché gli investitori nazionali hanno bisogno di più soldi per finanziare le loro pensioni (il rapido invecchiamento della popolazione del Giappone). Gli stranieri chiederanno rendimenti più elevati per i rischi che si stanno assumendo. E neanche gli investitori nazionali si siederanno ad attendere un guadagno dello 0.6% su un bond a 10 anni, poiché l'iperinflazione busserà alle porte e la valuta si schianterà.
La guerra delle valute sta per iniziare sul serio
Le chiacchiere su una guerra valutaria sono girate in sordina per qualche mese. Aspettatevi un riaccendersi di tali discussioni e la loro trasformazione in realtà poiché il Giappone ci darà dentro con lo stimolo nelle prossime due settimane.
Paesi come la Corea del Sud e Taiwan stanno già soffrendo per il forte calo dello yen. Essi, e molti altri come la Germania ed i paesi emergenti, non si siederanno a guardare mentre i loro esportatori verranno sbattuti fuori dal mercato dai giapponesi. Reagiranno con svalutazioni monetarie e la guerra valutaria inizierà sul serio. Ma la domanda è: questi paesi saranno in grado di tenere il passo del Giappone? Ne dubito fortemente.
[*] traduzione di Francesco Simoncelli: http://francescosimoncelli.blogspot.it/
martedì 9 aprile 2013
La Maledizione della Leadership
E' così che siamo ridotti? Ratti di fogna costretti a raccattare, quando possibile, qualche boccone in modo da tenere a galla la propria famiglia? Forse al prossimo giro di pianificazione centrale saremmo costretti a trasformare i nostri risparmi in obbligazioni governative in grado di continuare a far marciare un apparato elefantico disposto solamente a perseguire i propri fini... altro che "bene comune." Sappiamo benissimo che tali bond sono in realtà nient'altro che monnezza, pattume. Sarebbe l'ennesimo trucco per consentire ad una manica di parassiti di continuare a perpetrare i loro soprusi sulla proprietà e sul fisico degli individui. I suicidi dovuti alla crisi, l'elevato prelievo fiscale, la giustizia farraginosa, la burocrazia intralciante, la brutalità delle forze di polizia, la derisione e denigraziione delle idee contrarie a quelle mainstream, sono tutti comuni stratagemmi risultanti dalla volontà di tenere vivo un monopolio della forza con il quale incanalare più individui possibili su una strada in modo da renderli controllabili attraverso la loro "prevedibilità." Fortunatamente per noi, amanti della libertà, non esiste la telepatia e l'essere umano è il concentrato più imprevedibile di azioni che possa esistere. I pianificatori centrali, anche in questo caso, si affidano a parametri statistici fallimentari per prevedere la prevedibilità dei loro coetanei, e come ogni sistema ordito a tavolino esploderà loro in faccia.
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di Bill Bonner
Leader – si sta meglio senza!
Il problema con il rally del mercato azionario alimentato dalla FED è uno solo: è inaffidabile poiché non si basa su qualcosa di solido. Gli investitori non stanno investendo in aziende solide che possono produrre crescita e profitti negli anni a venire. Stanno ipotizzando che il denaro della FED farà aumentare i prezzi delle azioni.
Forse accadrà, o forse no.
Sembra probabile, per noi almeno, che la stampa di denaro spingerà verso l'alto il mercato azionario. Ma sembra anche probabile che la gente inizierà presto a chiedersi:
Quanto durerà?
Cosa succederà quando finirà?
Provare ad anticipare la fase successiva rischia di causare un attacco di panico... che potrebbe avere conseguenze spaventose per gli speculatori.
In ogni caso, non siamo speculatori e quindi ne restiamo fuori. Siamo cacciatori di occasioni, siamo accumulatori di asset reali. Siamo un sacco di cose, ma non crediamo nei poteri miracolosi della FED... che possa addirittura trasormare le pietre in pane... e non siamo speculatori sulle conseguenze incerte e imprevedibili del suo pompaggio di denaro.
Mercoledì scorso, i verbali della commissione della FED sull'impostazione dei tassi di interesse hanno spaventato gli investitori. Veniamo a scoprire che "molti" suoi funzionari stanno iniziando ad avere una fifa blu. Si stanno chiedendo se il QEternità stia davvero funzionando. Sono preoccupati per le conseguenze imprevedibili e soprattutto per il modo in cui potrebbero uscirne.
Il mercato – guidato dall'aspettativa di un maggiore QE – non prenderà alla leggera un suo esaurimento. Mercoledì abbiamo visto che anche un solo accenno – solo un leggero movimento della mano della FED verso il rubinetto – è stato sufficiente a farli rabbrividire.
E ieri, il mercato ha continuato con i suoi nervosismi... ma poi si è calmato. Il Dow Jones è sceso di alcuni punti; l'oro è stato costante.
Un Affare Disastroso
Ma ora basta con questa discussione... cerchiamo di discutere di qualcosa di più serio. Stiamo leggendo un buon libro chiamato Furies di Lauro Martines. E' la storia – raccontata da testimoni oculari – delle guerre europee tra il 1450 e il 1700. Ciò che lo rende importante, dal nostro punto di vista, è che ci aiuta a capire il ruolo della leadership nelle vicende umane.
In una parola: disastroso.
Il che non vuol dire che gli europei siano stati vittima di cattive leadership nel XV, XVI e XVII secolo. Au contraire. Il problema era la buona leadership. Gustavo Adolfo, il Duca di Marlborough, Blaise de Monluc, tutti erano buoni leader. Il problema è che i leader buoni sono di solito cattivi.
Questa è quella che viene anche denominata la maledizione della leadership.
Il Rinascimento è considerato come un periodo di illuminazione... quando i raggi del pensiero razionale, la crescita della scienza, dell'arte e della cultura inondarono l'Europa. Il calore e la luce caddero dapprima sui maggiori centri di apprendimento – principalmente in nord Italia – e poi penetrarono in quasi ogni porta.
Può essere vero, ma il periodo non era certo quello in cui il tenore di vita e la qualità della vita aumentarono in modo uniforme. Invece, era un tempo di guerre incredibilmente brutali che causarono sofferenza su una scala che non si sarebbe più vista fino alle guerre del XX secolo.
La guerra è un lusso per alcuni ed un business per altri. Per la maggior parte degli europei tra il 1450 e il 1700 fu un incubo. Il contadino tipico – la maggior parte delle persone era composta da contadini in quel periodo – riusciva a malapena a mantenere se stesso e la sua famiglia. Il ritorno sugli investimenti in agricoltura era basso. Una battuta d'arresto – tempo fuori stagione, per esempio – avrebbe potuto ridurre alla fame intere comunità.
C'erano anche altre battute d'arresto. La peste bubbonica colpì l'Europa nella metà del XIV secolo e spazzò via circa un terzo della popolazione – ricchi e poveri. In seguito, tornò a ondate... insieme ad altre epidemie e malattie come il tifo e la sifilide. Indebolita da cattivi raccolti, la gente cadeva a terra in fretta quando si ammalava.
Ma c'era ancora un'altra causa principale di morte, distruzione e miseria: la leadership. Così come era difficile raccogliere cibo sufficiente per mantenere una famiglia, lo era altrettanto quando c'erano invasioni di gruppi di uomini feroci ed armati.
Ma questo è quello che accadeva spesso: mentre la maggior parte della gente combatteva contro gli elementi per la propria sopravvivenza, alcuni combattevano l'un l'altro a scopo di lucro, status e potere. Questi erano i cosiddetti capi... molti dei quali vengono ancora oggi venerati per i loro successi militari.
La Competizione per il Potere e la Ricchezza
L'Europa è stata fondata da tribù. Parlavano lingue diverse, avevano costumi diversi, adoravano divinità diverse.
Avevano in comune le frontiere e le ambizioni e, spesso, la sete di sangue.
I leader erano quelli che riuscivano ad esercitare il loro potere su un territorio... e su un gruppo. Avrebbero poi formato l'aristocrazia d'Europa dopo aver combattuto contro altri leader... lo stesso amanti della guerra... tutto per maggior potere e ricchezza.
Gli aristocratici intraprendenti – chiamati "imprenditori" – avrebbero formato i loro eserciti e venduto i propri servizi ad aristocratici più ricchi e più potenti. Avrebbero unito le forze con aristocratici ancora più potenti – re e duchi – e sarebbero andati in guerra.
Un esercito può avere soldati da ogni luogo – serbi, francesi, inglesi, irlandesi, fiorentini, spagnoli, catalani. Questi soldati erano considerati praticamente da tutti come la "feccia della terra." Spesso erano uomini in fuga, vagabondi, barboni, assassini, deficienti mentali – erano di solito analfabeti e poveri. Spesso si arruolavano nell'esercito perché veniva promesso loro del cibo. A volte erano ingannati o coscritti da bande di strada.
Questi soldati erano uomini grezzi. E venivano imbastarditi dai loro "imprenditori" che li tradivano regolarmente – omettendo di fornire cibo e paga.
Potete immaginare cosa succedeva quando un gruppo affamato e non retribuito di questi ruffiani marciava verso un villaggio isolato e indifeso. Nel migliore dei casi chiedevano cibo... mangiavano... passavano la notte in case e fienili... e se ne andavano. Esaurito il loro cibo, gli abitanti dei villaggi avrebbero dovuto cercare di rimanere in vita.
Ma gli eventi spesso prendevano una piega peggiore. Da Furies:
Bottino, Cibo e Gratificazione
Questo genere di cose continuò in tutta Europa per circa 150 anni. Interi villaggi e città vennero spazzati via; gruppi di predoni, disertori e truppe "regolari" attaccarono tutto e tutti.
La parola "nemico" non aveva alcun significato. Anche se i leader e gli imprenditori avevano nemici specifici in mente e obiettivi militari specifici, le truppe avevano altre idee. Cercavano bottino, cibo, gratificazione – e li prendevano ovunque e ogni volta che potevano farla franca.
Spesso le città venivano attaccate da un lato e poi dall'altro. Da un gruppo, da due... e, talvolta, da un terzo gruppo o quarto che entrava nel corpo a corpo. Gli abitanti venivano picchiati, violentati e uccisi. Se sopravvivevano agli assalti, poi dovevano sopravvivere senza cibo e spesso senza riparo.
I soldati – non pagati e a digiuno – probabilmente erano infelici come i contadini. Morivano con tale regolarità – per lo più di malattie e fame – che quando un giovane si univa all'esercito la sua famiglia credeva che non lo avrebbe mai più rivisto. Il più delle volte era così.
Naturalmente, i contadini odiavano i soldati di tutti i tipi e si vendicavano quando potevano. Contadini armati attaccavano gruppi di soldati accampati vicino alle loro città e li massacravano. Avrebbero fatto meglio a prendersela coi loro leader.
Il Duca di Marlborough viene celebrato per la sua famosa vittoria a Blenheim, resa possibile da una marcia da Bedburg al Danubio. Come fu possibile sfamare e rifornire un esercito per tutta quella distanza? Non lo fu infatti. I suoi uomini "si procuravano cibo sul territorio."
La terra, però, non era così ricca da poter sostenere le persone che già la coltivavano più un esercito che contava ben 19,000 unità. E le 250 miglia, al di là del Reno passando per Mainz e Heidelberg, vennero coperte in Maggio non a Settembre.
Ciò significava che i raccolti estivi non erano ancora pronti e la gente della regione era già a corto di risorse. Che cosa fece il capo delle forze inglesi per sfamare il suo esercito in Baviera? Autorizzò il "saccheggio libero." Una donna travestita da soldato, Christian Davies, annotò quello che successe:
Otto anni prima un altro leader inglese, il Duca di Buckingham, fu responsabile dell'ennesima disavventura. Sbarcò sulla piccola Isola del Re, vicino a La Rochelle, con una forza militare di circa 10,000/12,000 uomini e cavalli.
Dovevano assediare e catturare la cittadella di San Martino. Ma il duca aveva trascurato la sua logistica e aveva poche vettovaglie per i suoi uomini. Mandò emissari a Londra affinché gli fossero consegnati viveri, ma Londra tergiversò.
Infine, le truppe erano così indebolite da malattie, fame e da un assalto sconsiderato sulla cittadella (nel corso del quale emerse chiaramente che le loro scale erano troppo corte per raggiungere la cima delle mura), che furono costretti a ritirarsi.
I francesi ne approfittarono attaccando gli inglesi mentre correvano verso le loro navi. Pochi di loro tornarono in Inghilterra e il duca fu assassinato poco dopo da un tenente infuriato.
Buona liberazione.
[*] traduzione di Francesco Simoncelli: http://francescosimoncelli.blogspot.it/
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di Bill Bonner
Leader – si sta meglio senza!
Il problema con il rally del mercato azionario alimentato dalla FED è uno solo: è inaffidabile poiché non si basa su qualcosa di solido. Gli investitori non stanno investendo in aziende solide che possono produrre crescita e profitti negli anni a venire. Stanno ipotizzando che il denaro della FED farà aumentare i prezzi delle azioni.
Forse accadrà, o forse no.
Sembra probabile, per noi almeno, che la stampa di denaro spingerà verso l'alto il mercato azionario. Ma sembra anche probabile che la gente inizierà presto a chiedersi:
Quanto durerà?
Cosa succederà quando finirà?
Provare ad anticipare la fase successiva rischia di causare un attacco di panico... che potrebbe avere conseguenze spaventose per gli speculatori.
In ogni caso, non siamo speculatori e quindi ne restiamo fuori. Siamo cacciatori di occasioni, siamo accumulatori di asset reali. Siamo un sacco di cose, ma non crediamo nei poteri miracolosi della FED... che possa addirittura trasormare le pietre in pane... e non siamo speculatori sulle conseguenze incerte e imprevedibili del suo pompaggio di denaro.
Mercoledì scorso, i verbali della commissione della FED sull'impostazione dei tassi di interesse hanno spaventato gli investitori. Veniamo a scoprire che "molti" suoi funzionari stanno iniziando ad avere una fifa blu. Si stanno chiedendo se il QEternità stia davvero funzionando. Sono preoccupati per le conseguenze imprevedibili e soprattutto per il modo in cui potrebbero uscirne.
Il mercato – guidato dall'aspettativa di un maggiore QE – non prenderà alla leggera un suo esaurimento. Mercoledì abbiamo visto che anche un solo accenno – solo un leggero movimento della mano della FED verso il rubinetto – è stato sufficiente a farli rabbrividire.
E ieri, il mercato ha continuato con i suoi nervosismi... ma poi si è calmato. Il Dow Jones è sceso di alcuni punti; l'oro è stato costante.
Un Affare Disastroso
Ma ora basta con questa discussione... cerchiamo di discutere di qualcosa di più serio. Stiamo leggendo un buon libro chiamato Furies di Lauro Martines. E' la storia – raccontata da testimoni oculari – delle guerre europee tra il 1450 e il 1700. Ciò che lo rende importante, dal nostro punto di vista, è che ci aiuta a capire il ruolo della leadership nelle vicende umane.
In una parola: disastroso.
Il che non vuol dire che gli europei siano stati vittima di cattive leadership nel XV, XVI e XVII secolo. Au contraire. Il problema era la buona leadership. Gustavo Adolfo, il Duca di Marlborough, Blaise de Monluc, tutti erano buoni leader. Il problema è che i leader buoni sono di solito cattivi.
Questa è quella che viene anche denominata la maledizione della leadership.
Il Rinascimento è considerato come un periodo di illuminazione... quando i raggi del pensiero razionale, la crescita della scienza, dell'arte e della cultura inondarono l'Europa. Il calore e la luce caddero dapprima sui maggiori centri di apprendimento – principalmente in nord Italia – e poi penetrarono in quasi ogni porta.
Può essere vero, ma il periodo non era certo quello in cui il tenore di vita e la qualità della vita aumentarono in modo uniforme. Invece, era un tempo di guerre incredibilmente brutali che causarono sofferenza su una scala che non si sarebbe più vista fino alle guerre del XX secolo.
La guerra è un lusso per alcuni ed un business per altri. Per la maggior parte degli europei tra il 1450 e il 1700 fu un incubo. Il contadino tipico – la maggior parte delle persone era composta da contadini in quel periodo – riusciva a malapena a mantenere se stesso e la sua famiglia. Il ritorno sugli investimenti in agricoltura era basso. Una battuta d'arresto – tempo fuori stagione, per esempio – avrebbe potuto ridurre alla fame intere comunità.
C'erano anche altre battute d'arresto. La peste bubbonica colpì l'Europa nella metà del XIV secolo e spazzò via circa un terzo della popolazione – ricchi e poveri. In seguito, tornò a ondate... insieme ad altre epidemie e malattie come il tifo e la sifilide. Indebolita da cattivi raccolti, la gente cadeva a terra in fretta quando si ammalava.
Ma c'era ancora un'altra causa principale di morte, distruzione e miseria: la leadership. Così come era difficile raccogliere cibo sufficiente per mantenere una famiglia, lo era altrettanto quando c'erano invasioni di gruppi di uomini feroci ed armati.
Ma questo è quello che accadeva spesso: mentre la maggior parte della gente combatteva contro gli elementi per la propria sopravvivenza, alcuni combattevano l'un l'altro a scopo di lucro, status e potere. Questi erano i cosiddetti capi... molti dei quali vengono ancora oggi venerati per i loro successi militari.
La Competizione per il Potere e la Ricchezza
L'Europa è stata fondata da tribù. Parlavano lingue diverse, avevano costumi diversi, adoravano divinità diverse.
Avevano in comune le frontiere e le ambizioni e, spesso, la sete di sangue.
I leader erano quelli che riuscivano ad esercitare il loro potere su un territorio... e su un gruppo. Avrebbero poi formato l'aristocrazia d'Europa dopo aver combattuto contro altri leader... lo stesso amanti della guerra... tutto per maggior potere e ricchezza.
Gli aristocratici intraprendenti – chiamati "imprenditori" – avrebbero formato i loro eserciti e venduto i propri servizi ad aristocratici più ricchi e più potenti. Avrebbero unito le forze con aristocratici ancora più potenti – re e duchi – e sarebbero andati in guerra.
Un esercito può avere soldati da ogni luogo – serbi, francesi, inglesi, irlandesi, fiorentini, spagnoli, catalani. Questi soldati erano considerati praticamente da tutti come la "feccia della terra." Spesso erano uomini in fuga, vagabondi, barboni, assassini, deficienti mentali – erano di solito analfabeti e poveri. Spesso si arruolavano nell'esercito perché veniva promesso loro del cibo. A volte erano ingannati o coscritti da bande di strada.
Questi soldati erano uomini grezzi. E venivano imbastarditi dai loro "imprenditori" che li tradivano regolarmente – omettendo di fornire cibo e paga.
Potete immaginare cosa succedeva quando un gruppo affamato e non retribuito di questi ruffiani marciava verso un villaggio isolato e indifeso. Nel migliore dei casi chiedevano cibo... mangiavano... passavano la notte in case e fienili... e se ne andavano. Esaurito il loro cibo, gli abitanti dei villaggi avrebbero dovuto cercare di rimanere in vita.
Ma gli eventi spesso prendevano una piega peggiore. Da Furies:
"La mattina del 4 Novembre 1635," riferisce Martines, "circa trecento cavalieri cavalcarono verso Saint-Nicolas-de-Port. Parlavano "lingue diverse, alcuni vestivano come i tedeschi, altri come i croati." Fecero irruzione nelle case e nelle chiese brandendo asce e poi attaccarono gli abitanti, rubando i loro vestiti, stracciando le loro vesti e colpendoli con spade o "mazze" (nerfs de boeuf) per convincerli a rivelare dove nascondessero gli oggetti di valore.
Furono altrettanto brutali con suore e preti. Tre giorni più tardi – dopo che i cavalieri erano partiti – arrivarono in città i Protestanti Tedeschi e le Truppe Svedesi di Bernhard di Sassonia-Weimar. Fecero irruzione nella chiesa, dove "violentarono le donne ed uccisero i sacerdoti percuotendoli con candelabri e calici."
Non trovando bottino da rubare, diedero fuoco al tetto della chiesa (avendo prima sparso del lardo sulle sue travi portanti in modo che il legno potesse bruciare più intensamente). Il calore che si sprigionò riuscì a squagliare il piombo, "scendendo giù come pioggia."
Anche le campane, a quanto pare, si squagliarono e tutta la chiesa venne distrutta. Non ancora contennti, ed evidentemente in preda ad una furia rabbiosa, i soldati diedero fuoco a tutta la città, correndo per le strade appiccarono fuoco una casa dopo l'altra e uccisero tutti coloro che trovavano sulla loro strada.
Nel 1624, Saint-Nicolas-de-Port aveva 1,659 famiglie. Nel 1639, il numero era precipitato ad un mero 45.
Bottino, Cibo e Gratificazione
Questo genere di cose continuò in tutta Europa per circa 150 anni. Interi villaggi e città vennero spazzati via; gruppi di predoni, disertori e truppe "regolari" attaccarono tutto e tutti.
La parola "nemico" non aveva alcun significato. Anche se i leader e gli imprenditori avevano nemici specifici in mente e obiettivi militari specifici, le truppe avevano altre idee. Cercavano bottino, cibo, gratificazione – e li prendevano ovunque e ogni volta che potevano farla franca.
Spesso le città venivano attaccate da un lato e poi dall'altro. Da un gruppo, da due... e, talvolta, da un terzo gruppo o quarto che entrava nel corpo a corpo. Gli abitanti venivano picchiati, violentati e uccisi. Se sopravvivevano agli assalti, poi dovevano sopravvivere senza cibo e spesso senza riparo.
I soldati – non pagati e a digiuno – probabilmente erano infelici come i contadini. Morivano con tale regolarità – per lo più di malattie e fame – che quando un giovane si univa all'esercito la sua famiglia credeva che non lo avrebbe mai più rivisto. Il più delle volte era così.
Naturalmente, i contadini odiavano i soldati di tutti i tipi e si vendicavano quando potevano. Contadini armati attaccavano gruppi di soldati accampati vicino alle loro città e li massacravano. Avrebbero fatto meglio a prendersela coi loro leader.
Il Duca di Marlborough viene celebrato per la sua famosa vittoria a Blenheim, resa possibile da una marcia da Bedburg al Danubio. Come fu possibile sfamare e rifornire un esercito per tutta quella distanza? Non lo fu infatti. I suoi uomini "si procuravano cibo sul territorio."
La terra, però, non era così ricca da poter sostenere le persone che già la coltivavano più un esercito che contava ben 19,000 unità. E le 250 miglia, al di là del Reno passando per Mainz e Heidelberg, vennero coperte in Maggio non a Settembre.
Ciò significava che i raccolti estivi non erano ancora pronti e la gente della regione era già a corto di risorse. Che cosa fece il capo delle forze inglesi per sfamare il suo esercito in Baviera? Autorizzò il "saccheggio libero." Una donna travestita da soldato, Christian Davies, annotò quello che successe:
Saccheggiammo i poveri abitanti. Non risparmiammo nulla, uccidendo, bruciando o altrimenti distruggendo tutto quello che [non] potevamo portare. Rompemmo le campane delle chiese in modo da poterle portare con noi.
Otto anni prima un altro leader inglese, il Duca di Buckingham, fu responsabile dell'ennesima disavventura. Sbarcò sulla piccola Isola del Re, vicino a La Rochelle, con una forza militare di circa 10,000/12,000 uomini e cavalli.
Dovevano assediare e catturare la cittadella di San Martino. Ma il duca aveva trascurato la sua logistica e aveva poche vettovaglie per i suoi uomini. Mandò emissari a Londra affinché gli fossero consegnati viveri, ma Londra tergiversò.
Infine, le truppe erano così indebolite da malattie, fame e da un assalto sconsiderato sulla cittadella (nel corso del quale emerse chiaramente che le loro scale erano troppo corte per raggiungere la cima delle mura), che furono costretti a ritirarsi.
I francesi ne approfittarono attaccando gli inglesi mentre correvano verso le loro navi. Pochi di loro tornarono in Inghilterra e il duca fu assassinato poco dopo da un tenente infuriato.
Buona liberazione.
[*] traduzione di Francesco Simoncelli: http://francescosimoncelli.blogspot.it/
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