lunedì 14 dicembre 2015
16 Dicembre 2015: l'inizio dello scoppio della bolla
di David Stockman
La loro dichiarazione post-meeting conterrà un mucchio di se, forse e ma. Trasuderà un'abbondanza di frasi che invitano alla cautela e gronderà una carenza di chiarezza.
Dopo aver giudicato che 25 bps siano qualcosa di giustificato, il FOMC poi si arrovellerà il cervello di fronte alla grande lavagna dell'Eccles Building. Resterà in una sorta di "vigile attesa", sgrassando i numeri dei "dati in entrata" per indovinare la sua prossima mossa.
Forse, però, l'attesa non sarà così vigile. Infatti la Yellen e la sua combriccola farebbero meglio a pregare per un miracolo, perché ignorano il guaio in cui si stanno cacciando. Vale a dire, non possono alzare i tassi d'interesse del mercato monetario -- anche di 75 punti base -- senza drenare liquidità dal casinò.
Non sanno quello che è successo ai $3,500 miliardi di credito che la banca centrale ha stampato sin dal settembre 2008? Si sono dimenticati dei $2,800 miliardi parcheggiati presso la New York FED come riserve bancarie in eccesso?
Cioè, nessun danno, nessuna preoccupazione e niente inflazione? L'equivalente monetario di un albero che cade in una foresta vuota?
Al contrario, dovrebbero imprimersi nella mente la lettera "F".... che nel loro caso sta per fungibilità. Tutto quel denaro in "eccesso" è servito da garanzia, non era denaro inattivo.
I $2,800 miliardi necessitavano di un domicilio contabile -- quindi le "riserve in eccesso" erano un luogo come un altro dove metterli. Ma da un punto di vista finanziario sono equivalsi ad una Grande Offerta d'Acquisto per azioni e obbligazioni.
Detto in modo più diretto, Wall Street ha impegnato il dono offerto dalla FED e lo ha fatto più e più volte in una catena infinita di rehypothecation.
Ecco perché il 16 dicembre sarà l'inizio della fine della bolla. Se la FED innalzerà i tassi del mercato monetario in modo onesto, e nel modo seguito da tutte le banche centrali per un secolo o due, dovrebbe drenare liquidità dal sistema; e dovrebbe farlo per migliaia di miliardi in modo da far levitare il vasto mare di denaro che ha ancorato allo zero bound.
Ma aumentare i tassi del mercato monetario in modo onesto equivarrebbe al contrario di ciò che è accaduto prima. Cioè, la Grande Offerta d'Acquisto si trasformerebbe in una Grande Offerta di Vendita, innescando una fuga precipitosa di vendite nel casinò.
Il front-running degli smart money durante la fase d'inflazione della bolla, si tramuterebbe in un'ondata furiosa di ritiri; e le catene di garanzie ipotecate si trasformerebbero in un buco nero monetario di margin call e liquidazioni.
Gli idraulici monetari keynesiani dell'Eccles Building faranno qualcosa di veramente stupido. Cioè, cercheranno di far levitare l'intero mare di passività monetarie che hanno creato nel corso degli ultimi due decenni, ma soprattutto sin dal settembre 2008, pagando tassi d'interesse più alti su quei $2,800 miliardi di cosiddette riserve in eccesso.
Un IOER (interessi sulle riserve in eccesso) più elevato spingerà i fondi del mercato monetario a pagare di più i loro investitori a lungo sofferenti? Farà salire il tasso dei pronti contro termine sulle migliaia di miliardi di bond statali e di altri titoli a reddito fisso? Farà salire il tasso a breve termine del commercial paper market e delle molteplici altre forme di denaro all'ingrosso?
No. Sebbene la FED stia mettendo in campo un rialzo dei tassi, il suo strumento preferito è impotente. Il cosiddetto IOER è sempre stato un contentino clientelare al sistema bancario commerciale.
Dopo tutto, non paghiamo i prigionieri per rimanere in carcere, ma pagare le banche per le riserve inattive è la stessa cosa.
La verità è che l'IOER è stato progettato per aiutare le banche a soddisfare la nuova normativa riguardante i requisiti di capitale in base agli attivi posseduti. In questo modo sono stati pagati alle banche i loro costi di capitale e Wall Street ha ottenuto garanzie più fungibili.
Però i babbei di Capitol Hill non hanno ancora capito una cosa. In pochi mesi scompariranno i $100 miliardi l'anno che la FED paga al Tesoro degli Stati Uniti, costringendo lo zio Sam a riempire il vuoto con una maggiorazione del deficit.
Questo perché anche 100 punti base dell'IEOR costerebbero $30 miliardi l'anno. Poi c'è sempre il mega-rischio che i $4,400 miliardi in debito del Tesoro e delle GSE (i titoli MBA appartenenti a Fannie e Freddie, ad esempio, NdT) in mano alla FED perdano valore, costringendo l'Eccles Building ad intaccare ulteriormente i suoi "profitti" per compensare le perdite di bilancio.
L'intera manovra è una truffa colossale, ed è indicativa della follia che viene spacciata per politica nazionale. I $98.7 miliardi di "profitti" registrati dalla FED l'anno scorso, sono fuoriusciti dai $116 miliardi di interessi sborsati dal Tesoro degli Stati Uniti e dalle GSE -- meno i cosiddetti oneri di sistema, gli stipendi e i finanziamenti per la ricerca.
In ogni caso, il Congresso darà sicuramente di matto se la FED utilizzerà questi $100 miliardi, definibili come "riduttori del deficit", per pagare l'IOER o altre forme di tangenti e far finta che i tassi d'interesse stiano aumentando.
Ad esempio, un altro strumento per effettuare una normalizzazione dei tassi è il TDF, o term deposit facility. In base a tale struttura, le banche possono parcheggiare denaro presso la FED per sette giorni in cambio di un tasso d'interesse presumibilmente superiore a quello del mercato monetario, o diciamo di 30 bps dopo mercoledì.
Non è geniale?! Le banche stanno annegando nelle riserve in eccesso -- quindi aspirare denaro ogni sette giorni non limiterà affatto la loro capacità di concedere prestiti.
Né farebbe salire il tasso del mercato monetario, a meno che la FED non proponga una gigantesca offerta al sistema bancario per riprendersi tutti i depositi offerti. Sarebbe percepita, di fatto, come una sovvenzione di massa al sistema bancario. Cioè, una ricompensa per non prestare a Main Street.
La morale della favola è che la FED non sarà in grado di far salire il tasso del mercato monetario in un modo che sia politicamente fattibile. Sarà quindi costretta a ricorrere all'antica ricetta -- drenare liquidità da Wall Street.
Anche su questo punto, però, questi sciocchi keynesiani non riescono ad essere onesti su ciò che verrà fatto. Propongono un altro strumento chiamato RRP o reverse repo; è probabile che verrà descritto come uno strumento per gestire la liquidità in modo coerente con il loro percorso verso la normalizzazione.
Gente, questo RRP significa vendere obbligazioni e incrociare le dita.
Una volta avviata questa strategia, o continueranno a rinnovarla (il che equivale a vendere il loro inventario da $4,500 miliardi in titoli di stato e delle GSE), o se ne pentiranno e ammetteranno che è stata un fallimento eclatante.
Quando l'anno prossimo l'economia degli Stati Uniti farà compagnia a quella di tutto il mondo nella recessione deflazionistica, tutta questa storia sarà considerata una questione meramente accademica. Ma nel frattempo non avete ancora visto nulla in termini di Fedspeak senza senso e cacofonia.
A breve i 19 ranger della Federal Reserve discuteranno sull'effettivo restringimento della politica monetaria; e se la liquidità che dreneranno da Wall Street, mediante il TDF o l'RRP, incarnerà una manovra permanente o di stabilizzazione temporanea del mercato.
Quindi una recessione invadente e un moderato drenaggio di liquidità saranno sufficienti ad innescare svenimenti a catena nelle sale di Wall Street, come quelli avvenuti la settimana scorsa, solo che a questo giro avranno una maggiore frequenza e magnitudine.
Il fatto che il mercato obbligazionario spazzatura stia già cadendo a pezzi e i rendimenti CCC siano saliti di nuovo al 17%, non è solo causa di un bust isolato nelle patch di scisto; in realtà è un avvertimento, ovvero, la caccia a rendimenti decenti alimentata dalla massiccia repressione finanziaria che la banca centrale ha scatenato nei mercati finanziari è quasi pronta a diventare una fuga precipitosa.
Quindi tenetevi pronti per lo spettacolo monetario che inizierà mercoledì prossimo.
L'ultima relazione del Dipartimento del Commercio sulle vendite totali delle imprese e le scorte, ha confermato che il rapporto inventario/vendite si trova ora nella zona rossa segnalante una recessione. Ciò significa che il drenaggio di liquidità da parte della FED aumenterà ulteriormente il rischio di recessione.
Può la terza bolla più grande di questo secolo sopravvivere ad una FED che vuole finalmente terminare la ZIRP prima che sia troppo tardi, ma non può farlo senza indurre un crash dovuto al drenaggio di liquidità da Wall Street? E, soprattutto, con una recessione incombente?
Sì, lo scoppio della bolla inizierà il 16 dicembre.
[*] traduzione di Francesco Simoncelli: http://francescosimoncelli.blogspot.it/
venerdì 11 dicembre 2015
Paul Mason: l'ultimo pifferaio a suonare ancora “La Morte del Capistalismo”
di Gary North
Remnant Review
Se il cambiamento sociale fosse il risultato di una combinazione di vecchie parole d'ordine e delle ultime mode, ci sarebbe un futuro per la sinistra. Ma il cambiamento sociale non avviene secondo queste linee.
L'ultima cariatide di sinistra a scrivere un libro sulla fine del capitalismo è qualcuno di cui non avevo mai sentito parlare: Paul Mason. Il suo libro è intitolato, Postcapitalism.
Per sponsorizzarlo il Guardian, la vecchia cassa di risonanza della sinistra britannica, ha pubblicato un suo articolo: "The end of capitalism has begun." Questo è un grido che il Guardian ha lanciato più volte negli ultimi 80 anni.
[Nota: il libro che considero la migliore autobiografia che abbia mai letto è Chronicles of Wasted Time: The Green Stick di Malcolm Muggridge, il quale propone una serie di deliziose vignette sui suoi anni come corrispondente a Mosca per il Guardian.]
Non cessa mai di stupirmi come le persone che non riescono ad inanellare un ragionamento lineare, possano fornire nuove giustificazioni per una qualsiasi visione del mondo che a 20 anni reputavano corretta, e che non si è mai materializzata. Continuano a cambiare le ragioni del loro grande scenario, ma quest'ultimo non cambia mai. E' sempre questo: "Il capitalismo sta per morire. Ma questa volta non dovremo andare sulle barricate. Sarà tutto facile. Non dobbiamo rischiare nulla. È tutto integrato nel modo di produzione."
Questo è marxismo senza coraggio. Questo è marxismo senza rivoluzione. Dal punto di vista analitico l'argomento del modo di produzione è vuoto come lo è stato il marxismo fin dall'inizio, ma almeno Mason scrive in inglese, non l'inglese di seconda mano di Marx. (Se vi è capitato di leggere qualcosa di vivace o addirittura perspicace scritto da Marx, potete stare certi che si trattava di uno dei saggi-fantasma scritti invece da Engels.)
Di seguito ho dissezionato l'articolo di Mason, non perché valga la pena confutarlo di per sé, ma affinché possiate vedere la qualità patetica dei suoi argomenti. Eppure egli è tenuto in alta considerazione nella comunità della sinistra inglese. Il Guardian lo ha battezzato. Egli è l'ultimo e il più grande. Naturalmente quando il suo nuovo libro affonderà senza lasciare traccia, ci sarà sempre un altro "ultimo e più grande".
Non è facile essere un uomo di sinistra sotto gli 80 anni.
LA MORTE DEL SOCIALISMO
Inizia dove ogni uomo di sinistra deve sempre iniziare la sua analisi: il tradimento del socialismo da parte dei socialisti. È qui che Marx iniziava nel famoso Manifesto del Partito Comunista (1848). (A proposito, questo è anche il posto in cui dovrebbero iniziare tutte le analisi dei conservatori: il tradimento del conservatorismo da parte dei conservatori.)
Le bandiere rosse e gli inni di Syriza nelle manifestazioni durante la crisi greca, insieme alle aspettative di nazionalizzazione delle banche greche, hanno fatto brevemente rivivere un mito del XX secolo: la distruzione forzata del mercato dall'alto. Per la gran parte del XX secolo, fu così che la sinistra concepì la prima fase di un'economia che andasse oltre il capitalismo. La classe operaia doveva agire con la forza sia nelle urne elettorali sia sulle barricate. La leva era lo Stato. L'occasione sarebbe venuta con i ripetuti episodi di collasso economico.
Invece, nel corso degli ultimi 25 anni, a crollare è stato il progetto della sinistra. Il mercato ha distrutto il piano; l'individualismo ha preso il posto della solidarietà e del collettivismo. La forza lavoro, ingigantitasi nel mondo, si presenta come un "proletariato" che però non pensa e non agisce come una volta.
In realtà i proletari non si sono comportati nel modo in cui Marx disse che si sarebbero comportati. Pochi erano marxisti e avevano scarsa influenza. Gli operai sono andati nella direzione dei sindacalisti, i quali volevano solo una fetta più grande della torta. Questa era la posizione dei marxisti revisionisti sotto Eduard Bernstein nel 1880. Abbandonarono l'idea della rivoluzione, che invece era l'idea centrale di Karl Marx. Il rifiuto degli operai di adottare il marxismo fu il motivo per cui Antonio Gramsci, nel 1930, abbandonò il marxismo in nome del marxismo stesso, e invece promosse l'idea che la rivoluzione non sarebbe mai arrivata fino a quando gli operai dell'occidente non avrebbero abbandonato la morale del Cristianesimo. Scartò l'idea di Marx secondo cui il modo di produzione è fondamentale.
Mason si rifiuta d'andare così lontano. Si aggrappa ancora alla teoria del modo di produzione di Marx. Pensa che la legge di Moore sistemerà tutto.
Mason almeno ammette che il socialismo è ormai una forza spenta. Il modo di produzione capitalistico non ha causato una rivoluzione comunista, al contrario di quanto diceva Marx. Il socialismo democratico non è neanche riuscito a destituire l'élite capitalista. I socialisti non hanno mai presentato un modello sociale con cui risolvere il problema della scarsità. Nessuno di loro ha mai descritto in dettaglio un sistema d'incentivazione socialista che avrebbe allocato la ricchezza in modo razionale, avvantaggiando di conseguenza una produttività elevata -- incentivi che sarebbero dovuti corrispondere, se non superare, gli incentivi del capitalismo.
Quest'ammissione di colpa arrivò nel 1990 dalla penna di Robert Heilbroner, professore d'economia multi-milionario, socialista e autore del libro best-seller, The Worldly Philosophers. Scrisse un necrologio: "After Communism." Venne pubblicato sul New Yorker (10 settembre 1990). Scrisse queste parole: "Mises aveva ragione." Ragione su cosa? L'impossibilità di un calcolo economico razionale in un mondo senza mercati immobiliari e dei capitali privati. Poi discusse della fase successiva del socialismo, la quale si sarebbe basata sull'ambientalismo e non sulla teoria economica. Disse che solo mobilitando le masse a sostegno di un intervento dello stato per salvare l'ambiente, il socialismo avrebbe potuto ottenere trazione. In caso contrario il movimento sarebbe morto.
Poco più di un anno dopo, l'Unione Sovietica cessò d'esistere. Questa rappresentava l'ultimo fiore all'occhiello del marxismo, a meno che non si conti anche la Corea del Nord.
POST-CAPITALISMO
Molto presto qualcosa sostituirà il socialismo. Non il capitalismo.
Se si è vissuto tutto questo e si disprezza il capitalismo, è stato davvero traumatico. Ma durante questo processo la tecnologia ha creato una nuova via d'uscita, che quel che resta della vecchia sinistra -- e di tutte le altre forze interessate -- hanno dovuto accettare, oppure morire. Si scopre che il capitalismo non sarà abolito con tecniche di protesta forzate. Sarà abolito con la nascita di qualcosa di più dinamico che già esiste, anche se quasi invisibile, all'interno del vecchio sistema, e che irromperà e rimodellerà l'economia attorno a nuovi valori e comportamenti: io lo chiamo post-capitalismo.
Capisco. Post-capitalismo. Quando si ha a che fare con intellettuali di sinistra, si tratta sempre di post-questo o post-quello. In realtà, è solo marketing. David Brooks, un autore intelligente, disse che se si vuole scrivere un libro best-seller per l'intellighenzia, dovrebbe intitolarsi La Fine di . . . o La Morte di. . . .
Come per la fine del feudalesimo 500 anni fa, la sostituzione del capitalismo con il post-capitalismo sarà accelerata da shock esterni e plasmata dalla comparsa di un nuovo tipo di essere umano. Questo processo è già iniziato.
Ah, sì: una nuova umanità. La sinistra utopista ha sempre creduto in questo uomo nuovo in attesa di spiccare il volo. L'inevitabile sconfitta del capitalismo sarebbe stata la sua rampa di lancio.
Ma alla fine cosa dovrebbe portarlo alla ribalta? Quale dovrebbe essere questo cambiamento nel modo di produzione -- che finora non è mai apparso -- che infine dovrebbe palesarsi?
L'INNOMINATA LEGGE DI MOORE
La legge di Moore porterà alla ribalta l'uomo nuovo. Tale legge tratta dell'innovazione tecnologica in relazione all'elaborazione delle informazioni nel campo informatico. Mason ne parla, ma non la cita mai.
Il post-capitalismo è stato reso possibile da tre importanti cambiamenti che l'informatica ha portato negli ultimi 25 anni. In primo luogo, si è ridotta la necessità di lavoro, si è reso indistinto il confine tra lavoro e tempo libero e si è risolto il rapporto tra lavoro e salario. La prossima ondata di automazione, attualmente in fase di stallo (perché la nostra infrastruttura sociale non è in grado di supportarne le conseguenze) diminuirà ulteriormente la quantità di lavoro necessario, e non solo per una questione di sopravvivenza, ma per dare a tutti una vita più dignitosa.
Dice che il capitalismo sta riducendo la necessità di lavorare. Questa è una sciocchezza. La disoccupazione negli Stati Uniti è al livello più basso rispetto ai decenni scorsi. Le persone hanno un lavoro. In tutto il mondo le persone sono alla ricerca di posti di lavoro, e li trovano laddove i sindacati non li possono tenere fuori dal mercato del lavoro, come fanno in Grecia e in Spagna.
Sicuramente ci sarà una recessione. E' qualcosa di garantito dal settore bancario centrale: il ciclo boom-bust. Ma questo non ha nulla a che fare con l'innovazione tecnologica, la robotica, o la legge di Moore.
Finché vi è scarsità, ci sarà necessità di lavorare. Fino a quando non potremo ottenere tutto quello che vogliamo a costo zero, dovremo lavorare per ottenerlo. L'idea che il nirvana socialista apparirà grazie alla legge di Moore è semplicemente l'ennesimo esempio della stessa storia socialista, e cioè, che il capitalismo industriale porterà ad una disoccupazione di massa. Non era vero 200 anni fa e non è vero oggi. Non esiste niente di quanto da lui descritto. Ma dice che è proprio sotto il nostro naso. Ebbene, non è così.
COSTI DELLE INFORMAZIONI E IL LIBERO MERCATO
Poi continua.
Secondo, l'informazione ha corroso nel tempo la capacità del mercato di formare il prezzo in modo corretto. Questo perché i mercati si basano sulla scarsità, mentre l'informazione sull'abbondanza. Il meccanismo di difesa del sistema è quello di formare dei monopoli -- i giganti dell'high-tech -- su una scala mai vista prima d'ora negli ultimi 200 anni, monopoli che però non possono durare. Costruendo modelli di business e condividendo valutazioni basate sul sequestro e la privatizzazione di tutte le informazioni socialmente prodotte, le società di ricerca stanno costruendo un modello aziendale fragile, in contrasto con la più elementare tra le esigenze dell'umanità: quella di poter utilizzare la conoscenza e le idee liberamente.
Dice che le informazioni più economiche stanno corrodendo la capacità del mercato di dare un prezzo alle cose. Questa potrebbe essere la dichiarazione più stupida che abbia mai letto da un socialista. Il punto del famoso saggio di Hayek, "The Use of Knowledge in Society," e anche quello di Mises nel suo saggio rivoluzionario, "Economic Calculation in the Socialist Commonwealth," era questo: il sistema dei prezzi è la fonte più importante d'informazioni sull'economia nella storia dell'uomo. L'essenza delle informazioni decentrate è questa: il sistema d'incentivazione del libero mercato convince le persone che possiedono informazioni accurate a condividerle con gli altri e quindi utilizzarle allo scopo di realizzare un profitto.
Raymond Kurzweil ha ragione: il calo del costo delle informazioni è stato significativo sin dal censimento del 1890, e sta accelerando. Quello fu un periodo di straordinaria crescita economica ed un periodo in cui il capitalismo divenne dominante in tutto il mondo. L'essenza del libero mercato è questa: c'è una costante riduzione del costo di tutto attraverso una maggiore produttività, ma soprattutto, vi è una riduzione del costo delle informazioni accurate.
In sostanza, Mason ha capito le cose alla rovescia.
LA STRUTTURA DEL CAPITALISMO
La sua terza conclusione erronea ha a che fare con la struttura del capitalismo. Pensa che siamo diretti verso un decentramento. Anch'io lo penso. Pensa che questo sia un effetto anti-capitalista. Io no. Al contrario, è l'essenza del capitalismo avanzato.
In terzo luogo, stiamo assistendo alla nascita spontanea di produzioni collaborative: si stanno manifestando beni, servizi e organizzazioni che non rispondono ai dettami del mercato e alla gerarchia manageriale. Il prodotto dell'informazione più grande al mondo -- Wikipedia -- è reso gratis da volontari, abolendo così il business enciclopedico e privando l'industria editoriale di qualcosa come 3 miliardi di dollari di entrate l'anno.
Nelle fasi iniziali del capitalismo, c'è centralizzazione della produzione. Perché? Per trarre vantaggio dalle economie di scala. Ma questo processo finisce subito. Il sistema capitalista fornisce un numero crescente d'alternative affinché si possano vendere beni e servizi a persone con gusti diversi. Ho scritto su questi argomenti nel 1974. Non era affatto qualcosa di nuovo all'epoca.
Quasi inosservate, tra le nicchie e gli anfratti del sistema di mercato, intere porzioni di vita economica stanno iniziando a muoversi a un ritmo diverso. Valute parallele, banche del tempo, cooperative e spazi autogestiti si sono moltiplicati nel tempo e in modo quasi invisibile agli occhi dell'economia dominante, e spesso come diretto risultato della frantumazione delle vecchie strutture economiche del post-crisi 2008.
Questi sono solo "farfugliamenti collettivisti". Marx pensava che i socialisti collettivisti erano teste vuote utopiche, e questa è una delle poche cose che condivido di Marx.
RITORNARE ALLA COMUNE
Poi scrive: "Questa nuova forma d'economia la si può trovare solo se la si cerca attentamente." Questo significa che non esiste come fattore di mercato significativo.
In Grecia, quando una ONG indipendente ha tracciato la mappa delle cooperative alimentari, dei produttori alternativi, delle valute parallele e dei sistemi di valuta locale del paese, ha scoperto oltre 70 progetti importanti e centinaia di iniziative minori relative a occupazione di spazi inutilizzati, car-sharing e asili nido indipendenti. Per l'economia tradizionale, queste cose possono a malapena considerasi attività economiche -- ma è proprio questo il punto. Esistono perché già commerciano -- pur se in modo irregolare e poco efficiente -- nella valuta dell'era post-capitalistica: il tempo libero, le attività in rete e altre cose gratuite. Possono apparire come insufficienti, misere o inadatte a sostituire l'attuale sistema economico globale; ma è quello che sembrava il denaro e il credito al tempo di Edoardo III.
Questi greci sono stati economicamente spazzati via dalle politiche socialiste dello stato. Si trovano ai margini dell'economia monetaria. Lavorano in un settore a bassa divisione del lavoro. In breve, vivono nel mondo feudale antecedente al capitalismo. Eppure questa sinistra pensa che vivere in una comune rappresenti l'onda del futuro.
La gente di sinistra è convinta che vivremo in un mondo di prodotti gratuiti. Questa è stata l'idea che ha spinto il socialismo sin dal primo giorno. Quindi non vi è nessuna maledizione sulla terra. In realtà la scarsità non esiste. E' tutta colpa delle istituzioni malvagie, che sono state create dal capitalismo, se l'umanità non può accedere al rendimento quasi illimitato della natura. La proprietà privata impedisce alla natura di travolgerci con la cornucopia della roba gratis.
Non imparano mai. Non hanno mai capito che la natura è avara. Non hanno mai capito che c'è scarsità, e che questa scarsità può essere bypassata solo attraverso la formazione del capitale. Solo attraverso l'estensione della divisione del lavoro attraverso la formazione del capitale e una maggiore specializzazione, possiamo superare i limiti della scarsità. Questa era la posizione di Adam Smith nel Capitolo 1 de La Ricchezza delle Nazioni (1776), ma i socialisti rifiutano di rispondere.
Nuove forme di proprietà e di prestiti, nuovi contratti giuridici: nel corso degli ultimi dieci anni è emersa una nuova sottocultura, che i media hanno definito "economia della condivisione". Tormentoni come "beni condivisi" e "produzione peer-to peer" sono ormai familiari quasi a tutti, ma pochi si sono preoccupati di domandarsi cosa rappresentino realmente per il capitalismo.
Quindi cos'altro è nuovo? Cos'è la società capitalista se non una sequenza d'esperimenti in nuove forme di proprietà (al di fuori del controllo dello stato), nuove forme di prestito e nuovi contratti? Sin dal 1300 la società occidentale sta portando avanti esperimenti simili.
L'ECONOMIA MISTA COME IL SANTO GRAAL
Se la produzione non è governata dal potere coercitivo dello stato, allora è sicuramente disciplinata dal sistema dei prezzi. Non esiste una terza via per un'economia di massa. Ci possono essere imprese familiari. Ci possono essere piccole aziende a conduzione familiare dove la gente quasi muore di fame. Esistono in alcune parti dell'Africa. Ma questi piccoli appezzamenti di terra non sono produttivi, e non lo sono nemmeno le persone che li coltivano. Ecco perché i figli si allontanano dalle aziende familiari e vanno in città. Vogliono fare soldi. Vogliono diventare produttivi. Vogliono partecipare alla divisione del lavoro.
Come un cane che ritorna sul suo vomito, Mason chiama in causa lo stato affinché faccia in modo che tutto ciò accada.
Io credo che siano una via di salvezza -- ma solo se questi micro-progetti saranno coltivati, promossi e protetti da un sostanziale cambiamento a livello governativo. E questo è possibile con un cambiamento nel nostro modo di pensare -- riguardo alla tecnologia, alla proprietà e al lavoro. In modo tale che, quando creeremo gli elementi del nuovo sistema, potremo dire a noi stessi e agli altri: "Questo non è più semplicemente il mio meccanismo di sopravvivenza o la mia via di fuga dal mondo neo-liberalista: questo è un nuovo modo di vivere in via di formazione".
Mi chiedo: quale tipo di cambiamento nel nostro modo di pensare?
Come creeremo -- a chiunque si riferisca questo "noi" -- tutto questo? Come faremo a collaborare? Se non collaboriamo attraverso la pianificazione centrale, allora dobbiamo farlo attraverso il libero mercato. Non esiste una terza via. O c'è la coercizione dello stato, o il volontarismo del libero mercato. La società non è una piccola azienda agricola di famiglia. Ci troviamo di fronte ad un aut-aut.
Può esserci la via di mezzo sponsorizzata dal keynesismo, ma sta dicendo che non funziona più. Su questo punto siamo d'accordo. Quindi dove stiamo andando? Stiamo tornando alla pianificazione centralizzata, la quale ammette che sia morta, o siamo diretti verso un sistema di libero mercato, le cui fondamenta sono il volontarismo, lo scambio e la divisione del lavoro? Secondo lui nessuna delle due.
E allora dove?
MANCANZA DI MODELLI
Vuole che i socialisti abbandonino l'idea che la pianificazione centrale possa funzionare. E' qualcosa che dovrebbero decisamente fare. Annaspano alla disperata ricerca di una terza via tra il socialismo, che non è riuscito, e il libero mercato, che sta catturando le menti di centinaia di milioni di persone in tutto il mondo. La gente di sinistra non vuole andare in nessuna di queste direzioni. Problema: non hanno mai delineato, dal punto di vista analitico, l'alternativa alla pianificazione centrale.
Questi tipi non offrono alcun modello. E' tutto ridicolmente campato in aria.
Il problema è questo: lo stato sociale keynesiano sta andando in bancarotta. Non ci sarà alcuna rivoluzione rossa; l'inchiostro rosso, beh, quello sì che scorrerà a fiotti.
Le soluzioni adottate sono state l'austerità e allentamento monetario. Ma non funzionano. Nei paesi più colpiti è stato distrutto il sistema pensionistico, l'età pensionabile è salita fino a 70 anni e l'educazione privatizzata costringe i laureati ad una vita di debiti. I servizi pubblici sono smantellati ad uno ad uno e i progetti infrastrutturali posti in standby.
Ha ragione. Sta descrivendo il keynesismo, e non sta funzionando. Quindi ci sta suggerendo di rinunciare a qualcosa che non è il socialismo e non è nemmeno il keynesismo fiscale. Ma non si può battere qualcosa con niente. Dov'è il suo progetto?
La gente di sinistra non ha un modello analitico. Inoltre, non ha nemmeno un modello pratico.
Nel frattempo, in assenza di un modello alternativo, si sono create le condizioni per una nuova crisi. In Giappone, nei paesi meridionali dell'Eurozona, negli Stati Uniti e nel Regno Unito i salari reali sono fermi o in discesa. Il sistema bancario parallelo è stato ristabilito e oggi è anche più esteso di quello del 2008. Le nuove regole che impongono alle banche di costituire maggiori riserve sono minimizzate o addirittura ignorate. Nel frattempo, l'1% della popolazione mondiale ricco è diventato ancora più ricco.
Il neoliberismo, inoltre, si è trasformato in un sistema programmato che produce danni catastrofici ricorrenti. E, peggio ancora, ha distrutto il modello di capitalismo industriale di 200 anni, dove una crisi economica solitamente generava nuove forme di innovazione tecnologica, a beneficio e per la ripresa di tutti.
Sì, il neoliberismo è una forza spenta. Ma, dal punto di vista analitico, è sempre stata una forza spenta. Non ha mai avuto alcun fondamento analitico.
Il fatto che il keynesismo stia barcollando di crisi in crisi, non provoca lacrime di frustrazione negli occhi dei difensori dell'economia della Scuola Austriaca. Sin dal primo giorno abbiamo affermato che si trattava di un cadavere ambulante. E' stata un'economia incoerente fin dall'inizio, a cominciare dalla Teoria Generale di Keynes.
Gli Austriaci hanno un modello alternativo: il libero mercato. Mason non lo capisce. Ho il sospetto che non abbia mai letto un libro scritto da un economista della Scuola Austriaca. E' completamente ignaro che esista. Sta facendo esattamente ciò che scrisse Heilbroner nel 1990: per 70 anni la professione economica ha ignorato il saggio di Mises del 1920, "Economic Calculation in the Socialist Commonwealth." Heilbroner disse che era giunto il momento che gli economisti affrontassero il fatto che Mises avesse ragione. Ma Mason non ha mai sentito parlare di un articolo di Mises, né ha mai sentito parlare del saggio di Heilbroner.
Ecco perché il neoliberismo è stato il primo modello economico in 200 anni di storia, basato sulla riduzione dei salari e sulla distruzione del potere sociale e della forza della classe operaia. Se passiamo in rassegna al modo in cui hanno preso il via i periodi studiati dai teorici dei lunghi cicli -- 1850 in Europa, 1900 e 1950 in tutto il mondo -- vedremo che è stata la forza del lavoro organizzato a costringere aziende e imprenditori a smettere di cercare di far rivivere datati modelli di business -- come i tagli salariali -- e a elaborare una nuova forma di capitalismo.
Ecco un socialista di mezza età che ancora propaganda una retorica vecchia di 30 anni, e che già allora era obsoleta.
E' un uomo di mezza età che sta cercando disperatamente di spacciarsi per un giovane attivista: "Occupy aveva ragione: il capitalismo ha tradito il mondo." Il movimento Occupy è stato un circo mediatico per un anno, e ora è solo un flebile ricordo. E' stato un movimento dei figli e delle figlie di gente di sinistra. Erano studenti universitari che avevano seguito troppi corsi di sociologia, e che quindi non potevano trovare un impiego al di sopra di un salario minimo.
Di conseguenza, gran parte della classe imprenditoriale è diventata neo-luddista. Di fronte alla possibilità di creare laboratori di sequenze genetiche, hanno invece aperto dei coffee-shop, centri estetici e imprese di pulizie: il sistema bancario e di programmazione economica e l'ultima tendenza neoliberista tendono a premiare soprattutto chi crea nuove occupazioni di basso valore di lungo orario lavorativo.
Quasi nessuno nella classe imprenditoriale è un neo-luddista. Tutti possiedono uno smartphone (tranne me). Tutti stanno cercando di capire come vendere cose a persone che possiedono gli smartphone. Tutti restano incantati dalla Apple. Neo-luddisti? Che cosa s'è fumato questo tizio? Dovrebbe smettere. Sta inficiando il suo giudizio.
L'innovazione arriva, ma fino a oggi non ha ancora innescato la quinta lunga ripresa del capitalismo prevista dalla teoria del lungo ciclo. Le ragioni risiedono nella specifica natura della tecnologia dell'informazione.
A questo punto abbandona il balbettio della comune. Lo sostituisce con il balbettio del trend del 1980. E' come ascoltare un vecchio strambo che legge i suoi brani preferiti da Megatrends.
Pronuncia la parola d'ordine dei socialisti del XIX secolo: la distinzione tra "produzione per l'uso" e "produzione per lo scambio."
Il grande progresso tecnologico dei primi anni del XXI secolo non è fatto solo di nuovi oggetti e processi, ma di oggetti e processi vecchi resi intelligenti. Il contenuto intellettuale dei prodotti sta diventando sempre più prezioso di quello materiale necessario per la loro produzione. Ma è un valore che si misura in termini di utilità e non di scambio o di patrimonio.
La produzione per l'uso era la produzione nelle fattorie medievali. Erano piccole fattorie. C'era divisione del lavoro nell'economia curtense. Era organizzata sulla base della proprietà privata. Non c'era nessun sistema di scambio di mercato, poiché la divisione del lavoro era ancora troppo bassa. Ma la civiltà occidentale dopo il 1000 prese la strada dell'economia di mercato basata sullo scambio monetario. In altre parole, la storia dell'occidente sin dall'anno 1000 s'è basata sulla sostituzione di una "produzione per l'uso" a favore di una "produzione per il mercato". I socialisti del XIX secolo non hanno mai capito abbastanza di teoria economica, o di storia delle istituzioni economiche, per riconoscere che il loro slogan era fondamentalmente una difesa dell'economia curtense medievale pre-mercato.
Abbiamo dovuto aspettare 200 anni prima che uno di questi tipi mettesse su carta il quadro giuridico ed economico del sistema di cui parlava. Marx non andò oltre a ciò che avrebbe avuto luogo dopo la prima fase della rivoluzione proletaria. Nemmeno Lenin. Nemmeno Stalin. La sinistra non-comunista deve ancora offrire una presentazione analitica del sistema d'incentivazione economica che renderà operativa la tanto annunciata, ma mai descritta, via di mezzo tra la pianificazione centralizzata, che ha visibilmente fallito, e il mercato decentralizzato libero, che la sinistra disprezza. E' troppo aspettarsi che uno di loro pubblichi finalmente un tale progetto? A quanto pare è davvero troppo aspettarsi una cosa del genere.
Nel 1990, gli economisti e i tecnici hanno iniziato a condividere un pensiero: cioè che il nuovo ruolo dell'informazione stava creando un "terzo" tipo di capitalismo -- diverso dal capitalismo industriale come il capitalismo industriale lo era dal capitalismo fondato sulla schiavitù del XVII e XVII secolo. Hanno però avuto difficoltà a descrivere le dinamiche di questo nuovo capitalismo cognitivo, e per un motivo preciso: le sue dinamiche sono profondamente non-capitalistiche.
Hayek presentò la tesi a favore di un mercato libero in "The Use of Knowledge in Society," ma questa povera anima sembra non aver mai sentito parlare di tale saggio, e sicuramente non l'ha mai letto.
Durante e subito dopo la seconda guerra mondiale, gli economisti consideravano l'informazione solo come un "bene pubblico". Il governo degli Stati Uniti decretò anche che il profitto doveva provenire solo dai processi produttivi e non dai brevetti. Poi si iniziò a capire qualcosa di più sulla proprietà intellettuale. Nel 1962, Kenneth Arrow, il guru delle teorie economiche dominanti, disse che in un'economia di libero mercato lo scopo di inventare le cose era quello di creare diritti di proprietà intellettuale. Egli osservò che: "Proprio nella misura in cui un prodotto è di successo c'è una sottoutilizzazione delle informazioni".
Tale verità la si può riscontrare in tutti i modelli di e-business finora concepiti: monopolizzare e proteggere i dati, raccogliere i dati disponibili generati dalle interazioni sociali dell'utente, spingere le forze commerciali verso aree di produzione di dati che prima non erano commerciali, cercare nei dati esistenti nuovi dati di valore predittivo -- garantendo sempre e comunque l'utilizzo esclusivo di questi risultati per l'azienda.
Queste persone odiano questa parola: "Mio/a". Per 200 anni hanno cercato di convincere un mondo che crede profondamente in tale parola, a cedere i propri averi a tutti gli altri. Ma chi dovrebbe far rispettare tale regola? Che tipo di potere è necessario? Chi arriverà in cima a questa piramide di potere? Il Capitolo 10 del libro di Hayek, The Road to Serfdom (1944), va al cuore della questione: "Why the Worst Get on Top." Se Mason sta dicendo che in qualche modo saremo tutti d'accordo a rinunciare volontariamente ad un assetto sociale in cui le informazioni vengono controllate dai singoli individui, allora è più utopico di un utopista. Marx avrebbe avuto una giornata campale a sbeffeggiare lui e le sue opinioni.
I vecchi socialisti cantano vecchie canzoni, cercando disperatamente di connettersi con le persone più giovani, ma non riescono a vedere ciò che si trova sotto il loro naso.
Se riaffermiamo al contrario il principio di Arrow, diventano evidenti le sue implicazioni rivoluzionarie: se l'economia del mercato libero unita alla proprietà intellettuale conducono alla "sottoutilizzazione delle informazioni", allora un'economia basata sulla piena utilizzazione dell'informazione non può tollerare il libero mercato o il diritto assoluto della proprietà Intellettuale. I modelli di business di tutti i nostri attuali giganti digitali sono progettati per impedire la sovrabbondanza delle informazioni.
Arrow è stato un economista mainstream che ha scritto utilizzando il linguaggio dell'economia moderna: un mondo di conoscenza ed equazioni perfette. Qualsiasi sua opinione riguardo il mondo reale, per non parlare dell'imprenditorialità in un mondo d'incertezza, è assurda. Questo è l'ennesimo esempio di un uomo di sinistra che non capisce quello che sta leggendo. Citare Kenneth Arrow, per un qualsiasi motivo, è sempre stata una perdita di tempo. Arrow ha lavorato duramente per essere incoerente, e ha raggiunto il suo obiettivo oltre le sue più rosee aspettative.
Tuttavia le informazioni restano abbondanti. Il bene "informazione" resta liberamente riproducibile. Una volta che il bene è creato, esso può essere copiato/incollato/riprodotto all'infinito. Un brano musicale o il gigantesco database utilizzato per costruire un aereo di linea ha un suo costo di produzione; ma il suo costo di riproduzione è prossimo allo zero. Pertanto, se il normale meccanismo del prezzo nel sistema capitalista attuale dovesse continuare nel tempo, anche quel prezzo diverrebbe zero.
Mi suona bene. Sembra un mondo senza l'intervento statale nell'istituire brevetti di 15 anni e copyright generazionali. In breve, sembra un libero mercato. Ma crede che questa onda del futuro sia in qualche modo coerente con uno stato più forte, una pianificazione più invasiva, tasse più alte e una ridistribuzione della ricchezza più consistente. Non sarà così.
Negli ultimi 25 anni l'economia ha dovuto fare i conti con questo problema: tutta l'economia dominante si muove da una condizione di scarsità; tuttavia, la forza più dinamica del nostro mondo attuale è abbondante, e come disse una volta il geniale hippy Stewart Brand: "Vuole essere libera".
Come ho già detto, si tratta di chiacchiere riguardanti una comune. Cita il re dell'utopismo della comune, il fondatore di The Whole Earth Catalog.
La mitologia e l'impulso socialisti sono sempre stati guidati da una sola cosa: l'assenza di scarsità in natura. Tornano sempre sullo stesso argomento: se ci sbarazziamo delle istituzioni di libero mercato, saremo invasi dall'abbondanza universale. Questa affermazione ignora tutta la storia umana. La scarsità è integrata nel cosmo. Non hanno mai capito che la scarsità è ineludibile: a costo zero c'è più domanda che offerta.
giovedì 10 dicembre 2015
Siete pronti per il “proibizionismo finanziario”?
di Bill Bonner
ROMA – Che cosa stiamo facendo a Roma?
Ve lo racconteremo la prossima volta. In questo modo avremo tempo per capirlo...
Nel frattempo ricordate: il contante è vostro amico. Quest'anno è stata una delle migliori classe di asset.
E' anche – di gran lunga – la più sicura.
Anche l'investitore miliardario Carl Icahn sta esortando gli investitori a prestare un occhio di riguardo al denaro contante. Sebbene un giorno ci deluderà, probabilmente non sarà oggi o domani...
Ma alle autorità non piacciono i contanti...
Come abbiamo già detto su queste pagine, il denaro contante è l'anatema dei federali. Il loro è quasi diventato un credo religioso. Come l'atteggiamento della Lega della Temperanza nei confronti dell'alcol, i federali hanno paura che il denaro sia una tentazione perniciosa, che possa portare al peccato e alla sofferenza.
La gente ha una "propensione al risparmio", dicono. Questa, secondo loro, è la causa di tutti i mali sociali – dalla povertà alla disoccupazione.
Fortunatamente i federali sono qui per proteggerci. Combattono questa debolezza del carattere umano con una serie di misure.
La ZIRP, per esempio.
"Potete risparmiare i vostri soldi", dicono i federali, "ma non ci guadagnerete nulla; e al netto dell'inflazione avrete meno di quanto avete messo all'inizio."
E' come la birra analcolica: potete berne quanta ne volete senza mai ubriacarvi.
C'è anche il quantitative easing. Offre l'opportunità di una sbronza ancor più forte.
Il proibizionismo allontana i bevitori dai bar onesti e dalle libagioni sicure. Devono recarsi da spacciatori illeciti se vogliono un liquore. Spesso queste attività sono gestite dai mafiosi. E gran parte dell'alcol consumato è pericoloso.
Ora i federali stanno conducendo gli investitori verso azioni speculative – spesso gestite da clientelisti sconsiderati – e verso il pericoloso debito "ad alto rendimento" (ovvero, spazzatura). Gli investitori si ritroveranno a dover sopportare una sbornia terribile, ma almeno non diventeranno ciechi.
Quando tali sistemi non riescono a placare la sete di denaro, i federali ricorrono a misure più drastiche. Dopo tutto, se si può distillare alcol illegalmente, per l'ingegneria sociale e finanziaria non esistono limiti.
Quando durante la prossima crisi finanziaria inizieranno a formarsi le gocce di sudore sulle sopracciglia dei pianificatori centrali, uno dei loro primi inviti sarà quello di rivolgersi al professore d'economia di Harvard, Ken Rogoff.
"Allora, Ken, come funziona il divieto dei contanti?", chiederanno.
Rogoff ha fatto un buon lavoro, insieme al suo collega di Harvard, Carmen Reinhart, nel libro This Time Is Different: Eight Centuries of Financial Folly. Hanno dimostrato che nel corso della storia gli alti livelli di debito sono andati di pari passo con una bassa crescita economica.
Vorremmo aggiungere che il debito in percentuale del PIL ha l'abitudine di crescere sempre più velocemente – fino a quando il tutto non esplode.
Ma come quasi tutti gli economisti moderni, Rogoff ha poco amor fati. Questa era la frase di Nietzsche con cui suggeriva di lasciare che la natura facesse il suo corso. Invece di rilassarsi e godersi lo spettacolo, Rogoff si propone di riscrivere il copione.
Ha una soluzione! Ma non quella ovvia – ovvero, lasciare che il mercato risolva i problemi. Invece vuole bandire il denaro contante.
E' vero che il mercato molto probabilmente gestirà le cose in modo duro. Corregge gli errori insegnando agli investitori una lezione. In un modo o nell'altro, comunque, risolve la situazione – rapidamente e nel modo più indolore possibile.
L'obiettivo di ogni pianificatore centrale, politico, clientelista ed economista, è quello di fermarlo.
Rogoff, per esempio, vuole bandire i contanti per imporre "tassi d'interesse negativi" ai titolari di conti bancari.
I tassi d'interesse negativi sono una tassa sul risparmio. Senza il denaro contante, le vostre risorse monetarie rimarrebbero intrappolate nei conti bancari, dove gli stati possono facilmente imporre tassi d'interesse negativi.
Non è necessario alcun voto del Congresso... niente pressioni lobbystiche... niente mercanteggiamenti... niente stanze piene di fumo – nessun disordine della moderna pseudo-democrazia.
Invece i dottorati di ricerca calvi e con la barba grigia, incorporeranno questa normativa nella regolamentazione bancaria. Come un attacco drone su un sospetto terrorista, non saranno fatte domande!
Nel frattempo continuiamo a chiederci quello che serve per vivere con $500 al mese.
Ricordate, il nostro obiettivo è quello di vivere meglio. Non siamo sicuri che un camper usato e fermo in un parcheggio di Walmart ci possa portare dove vogliamo andare.
Quindi, diamo un'occhiata ad alcune alternative.
Nostro figlio Will ha condotto un'indagine sulle case container. Si possono acquistare per un minimo di $1,500. Sono spaziose. Sono resistenti. Possono essere attrezzate in qualsiasi modo si voglia, o quasi. E possono essere montate facilmente quasi ovunque.
Dal sito ContainerHomePlans.org otteniamo le seguenti informazioni:
Ce ne sono circa 17 milioni in tutto il mondo in questo momento, e circa 6 milioni attualmente in uso; questo significa che ci sono letteralmente milioni di queste case container che non sono in uso e che possono essere poste ad un migliore utilizzo.
Trasformare i container in case è uno degli approcci più eco-sostenibili, in quanto si evita il processo ad alta intensità energetica di fusione dell'acciaio per riciclarli.
Innanzitutto, non sono suscettibili alle carie del legno e ad altre infezioni fungine. In secondo luogo, il legno è predisposto a modellarsi, mentre l'acciaio no.
Infine, le perdite d'acqua sono molto più comuni nelle case di legno rispetto alle coperture d'acciaio nelle case container.
Le case container costano poco e sono flessibili, dicono i loro sostenitori. Coloro che le hanno provate dicono d'averle trasformate in case complete per meno di $20,000.
Se – se – siete in grado di finanziarla... al 5%... pagherete circa $100 al mese.
Ma aspettate, dovete metterla da qualche parte.
Hmm... che ne dite di questo?
Forse potreste posizionare una casa container sulla terra di qualcun altro. Vivrete lì, ma quando morirete o la lascerete, essa diventerà di proprietà di colui/colei in possesso del terreno.
Le case container non sono MEGLIO delle case regolari?
Ricordate, questo è il nostro obiettivo: vivere meglio con meno.
E c'è dell'altro…
Saluti,
[*] traduzione di Francesco Simoncelli: http://francescosimoncelli.blogspot.it/
mercoledì 9 dicembre 2015
Draghi der dummkopf — Ecco una maggiorazione della politica “Beggar-thy-neighbor”
In questa nota introduttiva spiegherò quello che è successo il 3 e 4 dicembre scorsi, poiché molti lettori si sono interrogati sulla variazione EURUSD a seguito delle dichiarazioni dello zio Mario. Inizio col dire che, alla fine, le parole di Stockman che leggerete nell'articolo odierno sono risultate vere: il tasso di cambio dell'euro rispetto al dollaro si sta di nuovo sfracellando. Dopo il picco di 1.095, al momento in cui sto scrivendo siamo a 1.080. Giovedì, in sostanza, gli investitori e i money manager sono corsi verso le colline alla notizia che lo zio Mario avrebbe "semplicemente" abbassato i tassi dell'ECB deposit facility. In realtà, anche lui sta aspettando la decisione di zia Janet e ha semplicemente preso tempo. Infatti, il giorno dopo, ha subito rettificato il tiro e ha promesso un'immissione di €680 miliardi entro il 2019. Guarda caso il piano della Yellen prevederebbe (a quanto pare) un innalzamento dei tassi IOER e un drenaggio di riserve in eccesso pari allo stsso ammontare in dollari, ovvero, $800 miliardi. In parole povere, lo zio Mario restituirebbe alla FED il favore che la zona Euro ha ricevuto col QE2. All'inizio i money manager si sono trincerati nella liquidità acquistando euro, poi, avendo ascoltato la promessa dello zio Mario di maggiore azione, sono tornati a cestinare la moneta unica europea e ad acquistare il biglietto verde (i grafici a 1 settimana DXY e EURUSD sono speculari). Nel frattempo, però, abbiamo visto la fragilità del settore azionario e obbligazionario europeo, i quali hanno lasciato per strada parecchia capitalizzazione di mercato (soprattutto i titoli bancari, i quali possono essere considerati a tutti gli effetti spazzatura). Ma la cosa ancor più esilarante è che la stessa Europa attraverso la sua burocrazia ha fatto in modo che il QE fallisse in modo eclatante. Non che senza non avrebbe fallito, ma in questo modo è davvero clamoroso. Sto parlando del tetto ai deficit. È per questo che lo zio Mario non ha potuto aumentare sin da subito la portata del suo bazooka ed è stato costretto a volgere lo sguardo ai titoli regionali e municipali. La demenza degli eurocrati è qualcosa di abnorme. Più in generale, è la miopia dei pianificatori centrali.
___________________________________________________________________________________
di David Stockman
È probabile che domani il banchiere centrale più pericoloso del mondo rinfocolerà il caos finanziario. Ma il piano di Mario Draghi di far sprofondare ancora di più il tasso di deposito nella terra della ZIRP, nonostante sia ad un livello già assurdo del -0.2%, può avere un solo esito.
Vale a dire, causerà un flusso in uscita di breve termine dall'euro, abbassandone così il tasso di cambio rispetto al dollaro e alle altre valute principali. Tale politica suole essere chiamata beggar-thy-neighbor.
Basta notare quello che ha detto un bond manager europeo, una verità che Draghi non potrà mai pronunciare:
Non è necessario aggiungere altro. La farsa in programma per domani presso la BCE non è altro che un'ulteriore discesa nella pazzia e nella fallacia secolare secondo cui le nazioni possono arricchirsi svalutando la propria valuta.
In questo particolare frangente, tuttavia, abbiamo assistito a qualcosa di sorprendente. La BCE è il legatario della tradizione fermamente anti-inflazionistica della Bundesbank tedesca. Eppure in pochi anni un ex-burocrate del Tesoro italiano ed ex-tirocinante di Goldman Sachs, ha messo sottosopra la BCE — trasformandola in un motore dell'inflazione senza alcun motivo razionale o plausibile.
Sì, l'IPC della zona Euro è aumentato solo dello 0.2% l'anno passato, e per una questione d'aritmetica si tratta di 180 punti base al di sotto dell'obiettivo della BCE.
E allora!? Non c'è uno straccio di prova che un 2.0% d'inflazione fortifichi la prosperità rispetto allo 0.2% d'inflazione. Questo mantra ripetuto all'infinito non è altro che un incantesimo rituale dei banchieri centrali.
Oltre a questo, cosa c'è di così sbagliato con un IPC temporaneamente piatto quando sappiamo che è il risultato di un calo del petrolio e delle materie prime a livello mondiale? Qualsiasi sciocco può vedere che l'Europa non ha affatto sofferto per qualcosa di lontanamente rassomigliante alla deflazione. In realtà, il suo tasso dell'IPC a 5 anni è dell'1.5% annuo ed è del 2.2% sin dall'inizio del secolo.
Il calo recente è solo questo — un calo ciclico che viene importato dalle navi cariche di petrolio, rame, materie prime petrolchimiche e una serie di beni intermedi e manufatti importati.
Il grafico qui sotto non ha assolutamente nulla a che fare con un tipo di malattia strutturale dell'economia europea, o disturbo finanziario, che la BCE può curare con l'azione prevista per giovedì.
Vale a dire, questa nave di folli pianifica d'abbassare il tasso sui depositi della BCE da -0.2% a -0.3%, o forse a -0.35%.
Ritenere che un tale cambiamento possa avere qualcosa a che fare con il ciclo d'inflazione illustrato di seguito è semplicemente un'idiozia. È solo sciamanesimo monetario, non economia razionale.
La verità è che la BCE è diventata solo l'ennesimo concorrente nell'attuale race to debase — un tentativo estremamente sciocco di contrastare la deflazione globale. Eppure questa condizione funesta esiste per motivi che i nostri banchieri centrali keynesiani non possono lontanamente cogliere.
Cioè, il mondo sta vivendo un ciclo inesorabile di "resa dei conti" dopo 20 anni d'espansione del credito fuoriuscito dalle varie stampanti monetarie delle banche centrali. Durante suddetto periodo, il credito complessivo nel mondo è salito da $40,000 miliardi a $225,000 miliardi — un'esplosione di debito del 4.5X rispetto al PIL mondiale.
Inutile dire che la zona Euro ha partecipato alla festa ed è per questo motivo che sprofondare ancora di più nella NIRP è particolarmente stupido. Oltre ad alimentare presumibilmente l'inflazione al consumo, i tassi d'interesse negativi dovrebbero anche incoraggiare un maggior credito alle imprese e alle famiglie, stimolando il fantomatico ciclo d'espansione virtuoso dei libri di testo keynesiani.
Ma ecco la nota fondamentale: non funziona quando l'economia ha già raggiunto una condizione di picco del debito.
Data tale situazione, le banche centrali non fanno altro che spingere un asino che non vuole bere al torrente del credito, causando enormi distorsioni nei mercati finanziari senza generare alcun aumento dei prestiti e della spesa nell'economia di Main Street.
Ecco dove si trova la zona Euro. Tra l'inaugurazione della moneta unica nel 1998 e la crisi finanziaria del 2008, l'espansione del credito alle imprese e alle famiglie già indebitate è salita ad un tasso annuo del 9%.
Eppure s'è stabilizzata sin da allora, ma non perché il credito era troppo costoso o i tassi d'interesse erano troppo alti. La ragione è che i mutuatari del settore privato sono fuori gioco.
Il trucco da salotto una tantum dei banchieri centrali (aumentare il rapporto di leva del settore privato) non funziona più — anche quando i risparmiatori privati sono polverizzati e i tassi d'interesse sono sotto zero.
La ZIRP non ha fatto altro che far accelerare la corsa dell'Europa verso la bancarotta fiscale. Dopo tutto, i politici socialisti dell'Europa riescono a malapena a concepire un mondo in cui i loro welfare state vengono ridotti. Ma quando il costo del debito è praticamente nullo, tale pensiero non li sfiora minimamente.
Sì, sono stati avvertiti da alcuni scribacchini accademici che quando il debito pubblico raggiunge il 100% del PIL, allora una crisi fiscale è quasi inevitabile — e in special modo nelle nazioni che stanno invecchiando rapidamente, come quasi tutta l'Europa.
Ma, come mostrato di seguito, l'Eurozona varcherà la soglia del 100% alla prossima crisi dell'economia mondiale — una prospettiva che non è molto lontana.
Non c'è niente di più stupido che tentare i politici con un costo negativo sul debito pubblico. Cioè, distorcere e manipolare i mercati degli asset finanziari affinché i money manager sventurati si sentano costretti a pagare gli stati per il privilegio di prestare loro denaro.
Come mostrato nel grafico qui sotto, oggi la zona Euro si trova proprio in queste condizioni. Infatti l'attuale piano d'acquisto di bond della BCE ($68 miliardi al mese) si trasformerà presto in uno degli arbitraggi finanziari più stupidi mai concepiti.
Cioè, la BCE acquisterà obbligazioni che avranno un rendimento inferiore ai tassi di deposito che le banche commerciali le dovranno pagare.
In breve, Draghi & Co. perderanno soldi!
Una volta i tedeschi avrebbero sicuramente etichettato una tale assurdità come l'opera di un vero e proprio "dummkopf" monetario.
Si spera che rinsaviranno presto.
[*] traduzione di Francesco Simoncelli: http://francescosimoncelli.blogspot.it/
___________________________________________________________________________________
di David Stockman
È probabile che domani il banchiere centrale più pericoloso del mondo rinfocolerà il caos finanziario. Ma il piano di Mario Draghi di far sprofondare ancora di più il tasso di deposito nella terra della ZIRP, nonostante sia ad un livello già assurdo del -0.2%, può avere un solo esito.
Vale a dire, causerà un flusso in uscita di breve termine dall'euro, abbassandone così il tasso di cambio rispetto al dollaro e alle altre valute principali. Tale politica suole essere chiamata beggar-thy-neighbor.
Basta notare quello che ha detto un bond manager europeo, una verità che Draghi non potrà mai pronunciare:
"Una delle ragioni per cui la BCE è così desiderosa di tagliare il tasso di deposito, è che quest'ultimo rappresenta uno strumento molto efficace per indebolire la moneta," ha detto Jack Kelly, responsabile dei fondi obbligazionari sovrani presso Standard Life Investments, che sovrintende £250 miliardi in asset. "Probabilmente più del programma d'acquisto di asset."
Non è necessario aggiungere altro. La farsa in programma per domani presso la BCE non è altro che un'ulteriore discesa nella pazzia e nella fallacia secolare secondo cui le nazioni possono arricchirsi svalutando la propria valuta.
In questo particolare frangente, tuttavia, abbiamo assistito a qualcosa di sorprendente. La BCE è il legatario della tradizione fermamente anti-inflazionistica della Bundesbank tedesca. Eppure in pochi anni un ex-burocrate del Tesoro italiano ed ex-tirocinante di Goldman Sachs, ha messo sottosopra la BCE — trasformandola in un motore dell'inflazione senza alcun motivo razionale o plausibile.
Sì, l'IPC della zona Euro è aumentato solo dello 0.2% l'anno passato, e per una questione d'aritmetica si tratta di 180 punti base al di sotto dell'obiettivo della BCE.
E allora!? Non c'è uno straccio di prova che un 2.0% d'inflazione fortifichi la prosperità rispetto allo 0.2% d'inflazione. Questo mantra ripetuto all'infinito non è altro che un incantesimo rituale dei banchieri centrali.
Oltre a questo, cosa c'è di così sbagliato con un IPC temporaneamente piatto quando sappiamo che è il risultato di un calo del petrolio e delle materie prime a livello mondiale? Qualsiasi sciocco può vedere che l'Europa non ha affatto sofferto per qualcosa di lontanamente rassomigliante alla deflazione. In realtà, il suo tasso dell'IPC a 5 anni è dell'1.5% annuo ed è del 2.2% sin dall'inizio del secolo.
Il calo recente è solo questo — un calo ciclico che viene importato dalle navi cariche di petrolio, rame, materie prime petrolchimiche e una serie di beni intermedi e manufatti importati.
Il grafico qui sotto non ha assolutamente nulla a che fare con un tipo di malattia strutturale dell'economia europea, o disturbo finanziario, che la BCE può curare con l'azione prevista per giovedì.
Vale a dire, questa nave di folli pianifica d'abbassare il tasso sui depositi della BCE da -0.2% a -0.3%, o forse a -0.35%.
Ritenere che un tale cambiamento possa avere qualcosa a che fare con il ciclo d'inflazione illustrato di seguito è semplicemente un'idiozia. È solo sciamanesimo monetario, non economia razionale.
La verità è che la BCE è diventata solo l'ennesimo concorrente nell'attuale race to debase — un tentativo estremamente sciocco di contrastare la deflazione globale. Eppure questa condizione funesta esiste per motivi che i nostri banchieri centrali keynesiani non possono lontanamente cogliere.
Cioè, il mondo sta vivendo un ciclo inesorabile di "resa dei conti" dopo 20 anni d'espansione del credito fuoriuscito dalle varie stampanti monetarie delle banche centrali. Durante suddetto periodo, il credito complessivo nel mondo è salito da $40,000 miliardi a $225,000 miliardi — un'esplosione di debito del 4.5X rispetto al PIL mondiale.
Inutile dire che la zona Euro ha partecipato alla festa ed è per questo motivo che sprofondare ancora di più nella NIRP è particolarmente stupido. Oltre ad alimentare presumibilmente l'inflazione al consumo, i tassi d'interesse negativi dovrebbero anche incoraggiare un maggior credito alle imprese e alle famiglie, stimolando il fantomatico ciclo d'espansione virtuoso dei libri di testo keynesiani.
Ma ecco la nota fondamentale: non funziona quando l'economia ha già raggiunto una condizione di picco del debito.
Data tale situazione, le banche centrali non fanno altro che spingere un asino che non vuole bere al torrente del credito, causando enormi distorsioni nei mercati finanziari senza generare alcun aumento dei prestiti e della spesa nell'economia di Main Street.
Ecco dove si trova la zona Euro. Tra l'inaugurazione della moneta unica nel 1998 e la crisi finanziaria del 2008, l'espansione del credito alle imprese e alle famiglie già indebitate è salita ad un tasso annuo del 9%.
Eppure s'è stabilizzata sin da allora, ma non perché il credito era troppo costoso o i tassi d'interesse erano troppo alti. La ragione è che i mutuatari del settore privato sono fuori gioco.
Il trucco da salotto una tantum dei banchieri centrali (aumentare il rapporto di leva del settore privato) non funziona più — anche quando i risparmiatori privati sono polverizzati e i tassi d'interesse sono sotto zero.
La ZIRP non ha fatto altro che far accelerare la corsa dell'Europa verso la bancarotta fiscale. Dopo tutto, i politici socialisti dell'Europa riescono a malapena a concepire un mondo in cui i loro welfare state vengono ridotti. Ma quando il costo del debito è praticamente nullo, tale pensiero non li sfiora minimamente.
Sì, sono stati avvertiti da alcuni scribacchini accademici che quando il debito pubblico raggiunge il 100% del PIL, allora una crisi fiscale è quasi inevitabile — e in special modo nelle nazioni che stanno invecchiando rapidamente, come quasi tutta l'Europa.
Ma, come mostrato di seguito, l'Eurozona varcherà la soglia del 100% alla prossima crisi dell'economia mondiale — una prospettiva che non è molto lontana.
Non c'è niente di più stupido che tentare i politici con un costo negativo sul debito pubblico. Cioè, distorcere e manipolare i mercati degli asset finanziari affinché i money manager sventurati si sentano costretti a pagare gli stati per il privilegio di prestare loro denaro.
Come mostrato nel grafico qui sotto, oggi la zona Euro si trova proprio in queste condizioni. Infatti l'attuale piano d'acquisto di bond della BCE ($68 miliardi al mese) si trasformerà presto in uno degli arbitraggi finanziari più stupidi mai concepiti.
Cioè, la BCE acquisterà obbligazioni che avranno un rendimento inferiore ai tassi di deposito che le banche commerciali le dovranno pagare.
In breve, Draghi & Co. perderanno soldi!
Una volta i tedeschi avrebbero sicuramente etichettato una tale assurdità come l'opera di un vero e proprio "dummkopf" monetario.
Si spera che rinsaviranno presto.
[*] traduzione di Francesco Simoncelli: http://francescosimoncelli.blogspot.it/
martedì 8 dicembre 2015
Come vivere con $500 al mese
di Bill Bonner
PARIGI – La scorsa notte abbiamo preso da Londra il treno Eurostar per tornare a Parigi.
Nel nostro scompartimento c'era un gruppo di uomini d'affari cinesi.
Bevevano, ridevano... erano un po' rozzi per gli standard europei, ma se la stavano godendo.
Mentre eravamo a Londra, i tassisti stavano protestando contro qualcosa – supponiamo contro Uber. Devono essere passati una dozzina di tassisti prima che qualcuno si fermasse a prenderci alla stazione ferroviaria di St. Pancras.
Arrivando alla Gare du Nord, temevamo qualcosa di simile.
Non siamo particolarmente ansiosi d'unirci ad una fila di persone. E non lo eravamo nemmeno quando dovevamo aspettare il taxi. Così siamo andati a piedi per cenare presso il famoso Terminus Nord.
E' stata una buona scelta. La vecchia brasserie è una delle migliori in città – vivace, luminosa, con un buon servizio e buon cibo.
E una volta finita la nostra cena – ostriche seguite da filetto d'anatra – c'erano un sacco di taxi e poche persone in attesa.
Abitiamo a Parigi e abbiamo un'attività a Londra. Abbiamo fatto questo viaggio ogni settimana per più di cinque anni.
Ma quattro anni fa ci siamo lasciati dietro il tragitto Parigi-Londra. Come direbbe T.S. Eliot, siamo tornati al luogo in cui abbiamo cominciato e ci sembrava come se fosse la prima volta.
Questa mattina ci siamo seduti di nuovo al Café Poussin, a leggere il Financial Times.
Ieri abbiamo notato che quasi tutte le firme sul "giornale rosa" dicevano idiozie. Ci sentiamo sfiduciati nel dirlo. Ma sembra che una notte di sonno non abbia cambiato le cose.
In prima pagina, apprendiamo che "l'FBI cerca d'assumere degli adolescenti come investigatori informatici..."
Dobbiamo assolutamente leggere oltre. E' un programma destinato a fallire.
La personalità degli adolescenti è ancora informe. Mentre si evolverà, incontreranno sesso, droga e repubblicani. Saranno inevitabilmente portati a vivere una vita di criminalità o onestà – entrambe osteggiate dai federali.
A pagina due, scopriamo che la Banca Centrale Europea non ha imparato nulla nel corso dell'ultimo quarto di secolo.
"La deflazione aumenta la prospettiva di un maggiore quantitative easing", dice il titolo.
Non hanno seguito quello che è successo in Giappone?
Apparentemente no. I giapponesi hanno combattuto la deflazione per 25 anni – con il quantitative easing, la ZIRP e altri sproloqui. E oggi in Giappone a che livello sono i prezzi al consumo?
In calo! Il QE non aumenta l'inflazione per Main Street. Ma questo non lo rende impopolare... soprattutto tra i banchieri e i clientelisti di Wall Street che beneficiano dell'aumento dei prezzi degli asset.
E poi scopriamo che Christine Lagarde è la protagonista della pagina quattro. Il capo dell'FMI è probabilmente un buon burocrate. Probabilmente è anche un buon avvocato e una buona compagna di bevute. Peccato che non sappia nulla d'economia.
Ieri ha detto al mondo che "il rapido calo dei prezzi delle materie prime sta creando problemi alle economie basate su tali risorse."
La folla dev'essere rimasta in silenzio, chiedendosi se fosse riuscita a proferire qualcosa di ancor più evidente, ovvio e banale.
Ha parlato inoltre di "volatilità" e "rallentamento della crescita." Dopo un'ora e mezza di discorso a Washington, non è riuscita a presentare una sola scintilla d'idea sensata o informazione degna d'essere riferita.
Una delle storie più incredibili non l'abbiamo trovata sul FT, ma sul Global Mining Observer (GMO).
La fonte ci dice che gli insider presso il gigante anglo-svizzero Glencore, stanno progettando di disarcionare gli azionisti ingenui.
Questo è un perfetto esempio del perché Wall Street non è un posto per investitori innocenti.
Nel maggio 2011 i clientelisti di Glencore hanno quotato in borsa la società a $59 miliardi... l'hanno caricata di debiti... e hanno utilizzato il denaro per ricoprirsi d'enormi bonus, dividendi, tasse, opzioni.
Secondo GMO, dopo aver pasteggiato alla grande, ora stanno programmando di scaricare la carcassa.
"Quello è un colossale cuore nero pieno d'imbrogli", ha detto il collega Dan Denning nel nostro ufficio di Londra. Questo verrà ricordato come uno dei più grandi "schemi pompa e sgonfia di sempre."
Il prezzo delle azioni di Glencore è ora a circa $136 – un calo vertiginoso rispetto ai $790 dopo la IPO del 2011.
Nel frattempo continuiamo a ricevere e-mail da quei lettori che hanno subito ammaccature – o incidenti gravi – lungo la strada finanziaria della vita.
Più di ogni altro fattore, sembra che sia il divorzio a lasciare i segni più profondi. Ora i lettori ci segnalano che sono in prossimità dell'età pensionabile... e a corto di risorse.
Che cosa dovrebbero fare?
Ironia della sorte colui che sta scrivendo non è un uomo povero, anzi.
Che esperienza ha, quindi, in questo settore?
Ma ricorda con affetto la povertà della sua giovinezza. Ed usa la sua immaginazione per pensare a come avrebbe potuto finire in miseria.
E ha posto la questione al suo team di ricercatori: è possibile sopravvivere con $500 al mese? Cosa fareste?
Prendiamo $500 come punto di partenza. La maggior parte dei lettori che abbiamo sentito fa fatica a vivere con circa $1,000 al mese.
Cercheremo di vivere con $500... e di risparmiare i restanti $500. In cinque anni avremo $30,000 (il cui significato diverrà chiaro nelle prossime pubblicazioni).
Il nostro ricercatore Nick Rokke ha risposto rapidamente:
Ecco cosa ho trovato. Non c'è nulla di consueto. Ma si potrebbe fare...
Negli Stati Uniti è impossibile vivere con $500 al mese nel modo in cui siamo abituati a vivere. Dimenticatevi di affittare una casa o un appartamento. Anche se si ha un co-inquilino in un appartamento con una camera da letto, paghereste in media $385. Insieme ad un piano di telefonia mobile da $71, vi rimarrebbero solo $44 per il cibo.
Un'alternativa molto più conveniente è quella d'acquistare un camper usato. Ho trovato un Fourwinds Windsport del 1998 a $14,500. È possibile finanziarlo oltre i 12 anni al 5% d'interesse, per un pagamento mensile di $135. L'assicurazione ammonterebbe ad un minimo di $65 al mese.
Spese per l'alloggio = $200 al mese.
Un posto per un camper può far sforare i $200 al mese. Ma alcuni negozi Walmart permettono di parcheggiare i camper nei loro parcheggi gratuitamente. Pensano in questo modo di poter acquisire dei clienti a vita.
Diventando clienti fissi di Walmart, potreste acquistare ad uno sconto cibi che hanno superato la data di scadenza. Limitando le spese per il cibo, riuscireste a nutrirvi con $150 al mese. Includete un multivitaminico se siete preoccupati per la malnutrizione.
Spese totali per vitto e alloggio = $350 al mese.
Avrete bisogno di una bicicletta per andare in giro. Non potete prendere il vostro camper. Questa sarà importante per fare commissioni o fare visita ad amici. E per utilizzare un bagno diverso in modo da evitare gli sguardi irriverenti dei dipendenti Walmart.
Ho trovato online una bici usata a $1.
Altre spese:
- $50 al mese per manutenzione camper e bici
- $25 al mese per la benzina
- $10 per l'abbonamento ad una palestra (dovete farvi la doccia da qualche parte)
- $10 per un telefono prepagato
- $0 per Internet – andate in biblioteca o in altre aree pubbliche... o utilizzate i servizi come Skype per le chiamate
- $10 per le batterie (illuminare le cose nel vostro camper)
- $10 per il sapone e articoli da toeletta
- $35 spese varie
Totale = $500
Dopodomani – case container... carri degli zingari... e altro! Ci sono pochi ristoranti presso il Terminus Nord per questi bilanci. Ma stiamo facendo progressi.
Saluti,
[*] traduzione di Francesco Simoncelli: http://francescosimoncelli.blogspot.it/
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