I rendimenti dei quinquiennali sovrani di otto paesi europei sono negativi. Ciononostante la BCE ha fatto sapere a tutto l'ambiente economico che intende prolungare e aumentare il carico del suo Q€. Questo significa che il mese prossimo lo zio Mario "taglierà" ulteriormente il principale tasso di riferimento della Banca Centrale Europea. Ciò, di riflesso, costringerà paesi mercantilisti come la Svezia, la Danimarca e la Svizzera a seguire la politica monetaria europea fin nell'oblio. Ma è stato proprio questo atteggiamento che negli ultimi 20 anni ha creato cicli economici sempre più violenti. Ora le famiglie, dopo l'ultima scorpacciata di debiti a buon mercato, hanno saturato la loro capacità di trasportare altri oneri finanziari e stanno ripagando quelli passati alla vecchia maniera: lavorando e usando parte del loro reddito. La maggior parte di loro non è affatto intenzionata ad accendere nuovi prestiti. Chi sta usando il credito a buon mercato alimentato dalle banche centrali sono fondamentalmente gli stati e le grandi società, oltre alle banche commerciali e gli hedge fund. E questo spiega soprattutto il paradosso tra l'IPC quasi in territorio negativo e i prezzi relativi, principalmente quelli riguardanti gli immobili che stanno toccando le stelle. Infatti se non ci concentriamo sull'aggregato dei prezzi e invece guardiamo ai singoli prezzi, scopriremo che oltre al settore immobiliare, anche il cibo, gli affitti, la scuola e i costi sanitari sono balzati in alto. Ma per i banchieri centrali questi prezzi sono "superflui". Ora, questi grandi player che hanno accesso al credito facile si stanno improvvisando padroni di casa affittando gli immobili e cartolarizzandone gli affitti, i quali verranno trasformati in ABS e venduti al migliore offerente (che molto probabilmente sarà la stessa banca centrale). Il nuovo business nel mercato immobiliare è "buy to rent". Ma perché le bolle immobiliari sono sempre le bolle che si sviluppano con una maggiore probabilità? Come accaduto con Fannie & Freddie negli USA, ad esempio, il settore immobiliare viene sostenuto artificialmente perché esso rappresenta l'asset di "rifugio" princiaple della classe media. C'è volontà, quindi, di sostenere la classe media? Non esattamente. C'è volontà che la classe media continui a pagare (es. mutui, affitti, tasse sulla proprietà, ecc.) per derubare l'ambiente economico di tutta la ricchezza che produce fintanto che sarà possibile. Problema: il credito fiat mette in moto uno scambio di qualcosa per niente, e tale insostenibilità viene riflessa nel progressivo rallentamento del commercio globale. I nodi alla fine vengono al pettine e quando accade il conto da pagare è assai salato.
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di Bill Bonner
LOSANNA, Svizzera – Il capo della Banca Centrale Europea, Mario Draghi, ha scatenato un subbuglio ieri.
Gli investitori si sono precipitati nel mercato azionario come quei saccheggiatori che sperano di trafugare un nuovo televisore.
Alla fine della giornata il Dow è salito di 320 punti, quasi del 2%.
La causa principale di questo clamore è stato l'accenno di Draghi ad un possibile ampliamento del Q€.
Ma perché Draghi è pronto ad espandere il Q€?
Forse ha dato un'occhiata ai dati riguardanti le vendite delle macchine gialle.
Non solo Caterpillar ci dice che queste vendite sono calate ogni mese negli ultimi tre anni, ma anche che le sue perdite sono sempre più diffuse. A settembre non una delle sue operazioni ha visto un aumento.
O la CAT è una società mal gestita (improbabile)... o sta succedendo qualcos'altro.
È una bella giornata qui a Losanna. Nuvoloso, ma non troppo freddo. O troppo caldo. Abbiamo dormito bene la scorsa notte. Siamo di buon umore.
Quindi diamo uno sguardo alla parte del bicchiere che Draghi sta guardando – quella mezza vuota.
Dopo tutto, l'ex-membro di Goldman deve avere un qualche motivo per voler espandere il QE. (Metteremo da parte i nostri sospetti più oscuri sul fatto che possa trattarsi solo di un crimine... il vero scopo è quello d'aiutare le banche europee a scaricare i loro errori sulla BCE e sulla popolazione.)
Prendendo il treno da Baltimora fino a New York, si passa attraverso la grande metropoli di Trenton, New Jersey. Lì, sul Lower Trenton Bridge, c'è in piena vista dei passeggeri una targa sbiadita, prova della sua vecchia gloria: “TRENTON MAKES – THE WORLD TAKES.”
Quella targa è stata affissa nel 1935... quando ancora aveva un fondo di verità. Dal 1980 Trenton è passata dall'altro lato della barricata. Uno dei luoghi da cui ha preso di più è stata la Cina.
Nel primo novecento gli Stati Uniti erano la Cina di oggi. Erano i produttori più economici al mondo e il primo paese esportatore.
Durante la prima guerra mondiale l'Inghilterra – allora forza imperiale suprema del mondo – si rivolse agli Stati Uniti: aveva bisogno di cibo, carburante, armi, veicoli e quant'altro necessario per combattere una guerra. Gli Stati Uniti erano ben felici d'assecondare l'Inghilterra... almeno fino a quando non andò in bancarotta.
Ma la storia non finisce qui. Dopo la guerra, l'oro continuò a finire negli Stati Uniti per ripagare i debiti di guerra. L'oro era ancora alla base dell'offerta di moneta degli Stati Uniti. Questo aumento delle riserve auree americane, gettò le basi per un enorme boom inflazionistico.
I Ruggenti Anni Venti rappresentarono una bolla economica e finanziaria. Erano il risultato di due cose: più soldi da prestare e spendere, e manipolazioni da parte della banca centrale.
Nel 1927, a fronte di un lieve rallentamento interno (indotto da Henry Ford che chiuse le linee di montaggio per riorganizzare la produzione della Model A), la FED decise d'abbassare i tassi d'interesse. Per quanto ne sappiamo, questa fu la prima volta che la FED intervenne nel mercato del credito, cercando di migliorare l'economia.
Fu un disastro.
A seguito della mossa della FED, il mercato azionario statunitense spiccò il volo di circa il 40%. Padri e madri di famiglia si gettarono in borsa, sperando di diventare ricchi. Il margin debt salì. Le fabbriche accumularono capacità in eccesso. Le spese salirono. Poi il mercato azionario crollò.
Probabilmente questa sciagura si sarebbe risolta abbastanza rapidamente se non si fosse diffuso lo spirito dell'attivismo.
Prima il presidente Hoover... poi Roosevelt. Entrambi cercarono di "fare qualcosa" per fermare la correzione. Le loro azioni trasformarono una normale correzione nella Grande Depressione.
Ma questa è una storia lunga. Quello che vi stiamo raccontando oggi verte sul modo in cui lo "stimolo" monetario manda fuori giri un'economia, portandola a sbattere contro un muro.
È successo alla nazione leader delle esportazioni – gli Stati Uniti – negli anni '20 e '30. Probabilmente qualcosa di simile sta accadendo all'attuale primo esportatore del mondo.
Ora è la Cina che produce, Trenton e il resto degli Stati Uniti prendono. Ma come ha detto Jim Walker, la Cina "sarà fortunata" se il suo PIL crescerà tra il 3% e il 5% nei prossimi due o tre anni.
Molte persone dicono che la Cina opera seguendo regole diverse... seguendo un insieme diverso di principi economici. Sì, sì. "Questo posto è diverso..."
Secondo noi la forza di gravità funziona allo stesso modo in tutto il mondo, anche in Cina. Dopo i suoi Ruggenti Anni Novanta e Duemila, la Cina tornerà coi piedi per terra.
Anche molte altre cose stanno calando. Quando le fabbriche cinesi fanno meno rumore, hanno bisogno di meno ferro, rame e petrolio. Di conseguenza i paesi che le riforniscono di queste materie prime, si ritrovano meno soldi da spendere. È per questo motivo che i mercati emergenti stanno rallentando.
Ma non sono gli unici. La Cina s'è espansa per soddisfare la domanda dei suoi clienti esteri – molti dei quali negli Stati Uniti. Ora i clienti hanno meno da spendere. Meno soldi vanno in Cina... le sue riserve di valuta estera scendono... la sua offerta di moneta scende... la sua economia rallenta... e l'economia mondiale rallenta.
Molto probabilmente è questo il significato dell'ultima relazione sui guadagni di Caterpillar – con le vendite globali in picchiata per 11 mesi consecutivi.
Molto probabilmente è questo quello che sta guardando anche Draghi.
Saluti,
[*] traduzione di Francesco Simoncelli: http://francescosimoncelli.blogspot.it/
giovedì 19 novembre 2015
mercoledì 18 novembre 2015
Offerta di denaro e velocità
Questo è uno dei grandi miti economici che ancora aleggia nella mente di molti economisti e commentatori d'economia, ovvero, la presunta veridicità e validità dell'equazione di Fisher. Sebbene fosse stata teorizzata inizialmente nientemeno che da Copernico, fu Irving Fisher che la rese famosa e investì le banche centrali del potere di poter direzionare arbitrariamente l'ambiente economico. Come? Attraverso la presunta stabilità dei prezzi ottenuta mediante una costante manomissione dell'offerta di moneta. Per evitare qualsiasi crisi, dunque, sarebbe semplicemente bastato aumentare o diminuire i numeri dello stock della massa monetaria, e se ciò avesse fallito la colpa era sicuramente d'attribuirsi ad una mancanza d'incisività delle politiche monetarie. Questa, ad esempio, fu la tesi di Friedman per giustificare la lunghezza della Grande Depressione. Ma sia i monetaristi sia i keynesiani nel validare l'importanza della velocità del denaro, dimenticano una cosa: l'azione umana. Per essere più precisi, la domanda di moneta da parte degli attori di mercato: la volontà che hanno i venditori di scambiare i propri beni/servizi per denaro e la volontà che hanno gli acquirenti di scambiare il loro denaro per beni/servizi. Questi sono parametri decisamente imprevedibili che fanno parte dell'animo umano e dei relativi desideri di ogni persona, di conseguenza non possono essere liquidati in una "semplice" equazione. In sintesi, l'equazione di Fisher non è altro che l'ennesimo escamotage per giustificare la falsa onnipotenza e onniscienza di cui si forgiano le banche centrali.
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di Frank Shostak
Secondo il pensiero popolare, il concetto di velocità del denaro è semplice: in un qualsiasi intervallo di tempo, ad esempio un anno, una data quantità di denaro può essere utilizzata più volte per finanziare acquisti di beni e servizi. I soldi che una persona spende per beni e servizi in un dato momento, possono essere utilizzati successivamente dal ricevente per comprare altri beni e servizi.
Ad esempio, nel corso di un anno una banconota da dieci dollari potrebbe essere usata come segue: un panettiere paga dieci dollari ad un coltivatore di pomodori. Il coltivatore di pomodori utilizza i dieci dollari per comprare le patate da Bob, il quale utilizza i dieci dollari per comprare zucchero da Tom. I dieci dollari sono stati usati in tre transazioni. Ciò significa che i dieci dollari sono stati usati 3 volte durante l'anno, quindi la loro velocità è 3.
Una banconota da $10, circolante con una velocità di "3", ha finanziato in un anno transazioni per un valore totale di $30. Di conseguenza, se ci sono transazioni del valore di $3,000 miliardi in un'economia in un dato anno, ed esiste uno stock medio di denaro da $500 miliardi, allora ogni dollaro di denaro viene utilizzato in media 6 volte durante l'anno (dal momento che 6 x $500 miliardi = $3,000 miliardi).
Un'offerta di denaro da $500 miliardi viene potenziata per mezzo della velocità fino a farla diventare effettivamente di $3,000 miliardi. Ciò implica che la velocità del denaro può aumentare i mezzi di finanziamento. Da questo viene stabilito che: Velocità = Valore delle transazioni/offerta di denaro
Questa espressione può essere riassunta così: V = P x T / M
Dove V sta per la velocità, P sta per prezzi medi, T sta per volume delle transazioni e M sta per offerta di moneta.
Questa espressione può essere ulteriormente riordinata portando M dall'altro lato dell'equazione. Questo a sua volta darà la famosa equazione di scambio: M x V = P x T
Questa equazione stabilisce che la velocità moltiplicata il denaro è pari al valore delle transazioni. Molti economisti usano il PIL invece di P x T, concludendo in tal modo che: M x V = PIL = P x (PIL reale)
L'equazione di scambio sembra offrire molte informazioni sullo stato dell'economia.
Si presume che quando la velocità del denaro aumenta, ceteris paribus, il potere d'acquisto del denaro scende (es. i prezzi dei beni e dei servizi aumentano). L'opposto si verifica quando la velocità diminuisce.
Se per esempio la quantità di denaro aumenta del 10% in un dato anno, mentre il livello dei prezzi misurato dall'indice dei prezzi al consumo rimane invariato, vuol dire che c'è stato un rallentamento di circa il 10% nella velocità di circolazione.
Se la quantità di denaro rimane invariata, ma c'è un aumento del 10% del livello dei prezzi in un dato periodo, vuol dire che c'è stato un aumento del 10% della velocità di circolazione del denaro.
Secondo questo modo di pensare, quindi, sembra che la velocità sia un fattore determinante del valore del denaro.
Inoltre, se si dovesse presumere una velocità stabile, allora per un dato stock di denaro si potrebbe stabilire il valore del PIL. Le informazioni relative al prezzo medio, o il livello dei prezzi, permette agli economisti di stabilire lo stato della produzione reale e il suo tasso di crescita.
Le discussioni degli economisti vertono prevalentemente sulla stabilità della velocità. Se la velocità è stabile, allora il denaro diventerà uno strumento molto potente nel monitorare l'economia.
L'importanza del denaro come indicatore economico diminuisce una volta che la velocità diventa meno stabile e quindi meno prevedibile. Si sostiene che una velocità instabile implichi una domanda di denaro instabile, il che renderebbe molto più difficile per la banca centrale far navigare l'economia lungo la via della stabilità economica.
Domanda di Moneta e Velocità
La domanda degli individui per vari prodotti e servizi non è qualcosa che può essere impostato arbitrariamente, ma piuttosto coscientemente e volutamente. Le persone domandano cibo, perché offre nutrimento necessario per sostenere la vita e il benessere. Le persone domandano abitazioni, poiché necessitanti d'avere un riparo.
Affinché un bene possa essere domandato dagli esseri umani, deve avere determinate caratteristiche o elementi che contribuiranno al benessere umano. Quindi se la caratteristica principale del denaro fosse la sua circolazione, come potrebbe essere utile agli esseri umani? La velocità del denaro come potrebbe promuovere il benessere della gente?
Secondo Mises il concetto di velocità è fallace:
Inoltre il denaro non circola in quanto tale:
Secondo Mises:
La caratteristica principale del denaro è che le persone possono utilizzarlo come mezzo di scambio. L'introduzione del denaro nelle vite umane permette loro d'espandere e affinare la produzione di beni e servizi. Con l'esistenza del denaro, il prodotto di uno specialista può essere scambiato per il prodotto di un altro specialista.
Una volta che un individuo ha scambiato il suo prodotto col denaro, può tenerlo fino a quando non deciderà di scambiarlo per quelle merci di cui necessita. Si noti che scambiando i suoi beni per il denaro, egli ha esercitato una domanda di moneta.
La decisione d'acquistare una certa quantità di beni e servizi, significa abbassare la tesaurizzazione del denaro. Viceversa, la decisione di vendere beni e servizi implica un aumento della tesaurizzazione del denaro.
Il pensiero popolare non nega che il denaro sia sempre di proprietà di qualcuno. Tuttavia, si sostiene, ciò non esclude che esso circoli. Secondo questo modo di pensare, la velocità significa quanto velocemente il denaro passa di mano.
Di conseguenza, ceteris paribus, un aumento della velocità del cambiamento di proprietà del denaro porta ad un aumento dei prezzi. Invece un relativo calo della velocità porta a prezzi più bassi. Sembrerebbe che la velocità del denaro sia un'entità a sé stante che influenza il potere d'acquisto del denaro.
Il denaro, però, non può passare di mano senza la decisione del suo proprietario; ciò implica che è la domanda/offerta degli individui che determina il valore del denaro.
La velocità in questo caso, o quanto velocemente il denaro passa di mano, è il risultato d'individui che esercitano la loro domanda. Ciò a sua volta significa che la cosiddetta velocità non può avere alcun ruolo nella cornice del potere d'acquisto del denaro, perché non è un'entità indipendente.
Inoltre, come si è visto, la velocità è sempre P x T diviso la moneta, M, cioè P x T / M.
Su questo Rothbard disse:
Conclusioni
Contrariamente al modo di pensare comune, la velocità del denaro non ha una vita propria. Non è un'entità indipendente e quindi non può causare nulla. L'apparente semplicità dell'equazione dello scambio e la sua conseguente accettazione diffusa dai principali economisti, sono state determinanti nelle valutazioni errate del vero stato dell'economia.
[*] traduzione di Francesco Simoncelli: http://francescosimoncelli.blogspot.it/
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di Frank Shostak
Secondo il pensiero popolare, il concetto di velocità del denaro è semplice: in un qualsiasi intervallo di tempo, ad esempio un anno, una data quantità di denaro può essere utilizzata più volte per finanziare acquisti di beni e servizi. I soldi che una persona spende per beni e servizi in un dato momento, possono essere utilizzati successivamente dal ricevente per comprare altri beni e servizi.
Ad esempio, nel corso di un anno una banconota da dieci dollari potrebbe essere usata come segue: un panettiere paga dieci dollari ad un coltivatore di pomodori. Il coltivatore di pomodori utilizza i dieci dollari per comprare le patate da Bob, il quale utilizza i dieci dollari per comprare zucchero da Tom. I dieci dollari sono stati usati in tre transazioni. Ciò significa che i dieci dollari sono stati usati 3 volte durante l'anno, quindi la loro velocità è 3.
Una banconota da $10, circolante con una velocità di "3", ha finanziato in un anno transazioni per un valore totale di $30. Di conseguenza, se ci sono transazioni del valore di $3,000 miliardi in un'economia in un dato anno, ed esiste uno stock medio di denaro da $500 miliardi, allora ogni dollaro di denaro viene utilizzato in media 6 volte durante l'anno (dal momento che 6 x $500 miliardi = $3,000 miliardi).
Un'offerta di denaro da $500 miliardi viene potenziata per mezzo della velocità fino a farla diventare effettivamente di $3,000 miliardi. Ciò implica che la velocità del denaro può aumentare i mezzi di finanziamento. Da questo viene stabilito che: Velocità = Valore delle transazioni/offerta di denaro
Questa espressione può essere riassunta così: V = P x T / M
Dove V sta per la velocità, P sta per prezzi medi, T sta per volume delle transazioni e M sta per offerta di moneta.
Questa espressione può essere ulteriormente riordinata portando M dall'altro lato dell'equazione. Questo a sua volta darà la famosa equazione di scambio: M x V = P x T
Questa equazione stabilisce che la velocità moltiplicata il denaro è pari al valore delle transazioni. Molti economisti usano il PIL invece di P x T, concludendo in tal modo che: M x V = PIL = P x (PIL reale)
L'equazione di scambio sembra offrire molte informazioni sullo stato dell'economia.
Si presume che quando la velocità del denaro aumenta, ceteris paribus, il potere d'acquisto del denaro scende (es. i prezzi dei beni e dei servizi aumentano). L'opposto si verifica quando la velocità diminuisce.
Se per esempio la quantità di denaro aumenta del 10% in un dato anno, mentre il livello dei prezzi misurato dall'indice dei prezzi al consumo rimane invariato, vuol dire che c'è stato un rallentamento di circa il 10% nella velocità di circolazione.
Se la quantità di denaro rimane invariata, ma c'è un aumento del 10% del livello dei prezzi in un dato periodo, vuol dire che c'è stato un aumento del 10% della velocità di circolazione del denaro.
Secondo questo modo di pensare, quindi, sembra che la velocità sia un fattore determinante del valore del denaro.
Inoltre, se si dovesse presumere una velocità stabile, allora per un dato stock di denaro si potrebbe stabilire il valore del PIL. Le informazioni relative al prezzo medio, o il livello dei prezzi, permette agli economisti di stabilire lo stato della produzione reale e il suo tasso di crescita.
Le discussioni degli economisti vertono prevalentemente sulla stabilità della velocità. Se la velocità è stabile, allora il denaro diventerà uno strumento molto potente nel monitorare l'economia.
L'importanza del denaro come indicatore economico diminuisce una volta che la velocità diventa meno stabile e quindi meno prevedibile. Si sostiene che una velocità instabile implichi una domanda di denaro instabile, il che renderebbe molto più difficile per la banca centrale far navigare l'economia lungo la via della stabilità economica.
Domanda di Moneta e Velocità
La domanda degli individui per vari prodotti e servizi non è qualcosa che può essere impostato arbitrariamente, ma piuttosto coscientemente e volutamente. Le persone domandano cibo, perché offre nutrimento necessario per sostenere la vita e il benessere. Le persone domandano abitazioni, poiché necessitanti d'avere un riparo.
Affinché un bene possa essere domandato dagli esseri umani, deve avere determinate caratteristiche o elementi che contribuiranno al benessere umano. Quindi se la caratteristica principale del denaro fosse la sua circolazione, come potrebbe essere utile agli esseri umani? La velocità del denaro come potrebbe promuovere il benessere della gente?
Secondo Mises il concetto di velocità è fallace:
Analizzando le equazioni dello scambio si deve assumere che uno dei suoi elementi — l'offerta totale di moneta, il volume del commercio, la velocità di circolazione — cambi, senza chiedersi come tali cambiamenti avvengano. Non si ammette che i cambiamenti in queste grandezze non avvengono nell'economia nazionale come tale ma nelle condizioni individuali degli attori, e che il gioco reciproco delle reazioni di questi attori porti alle alterazioni della struttura di prezzo. Gli economisti matematici rifiutano di partire dalla domanda e dall'offerta di moneta dei vari individui. Introducono invece la nozione spuria di velocità di circolazione, elaborata sugli schemi della meccanica. (L'Azione Umana, p. 404)
Inoltre il denaro non circola in quanto tale:
Il trasferimento di moneta da uno all'altro è temporalmente immediato e continuo. Non vi è frazione di tempo in cui la moneta non sia parte del contante di un individuo o di un'impresa, ma soltanto in "circolazione". (L'Azione Umana, p. 407)
Secondo Mises:
I mezzi di scambio sono beni economici. Essendo scarsi, vi è domanda di essi. V'è sul mercato gente desiderosa di acquisirli e pronta a scambiare contro di essi beni e servizi. I mezzi di scambio hanno valore di scambio. Si fanno sacrifici per la loro acquisizione e si pagano "prezzi". La peculiarità di questi prezzi consiste semplicemente nel fatto che non possono essere espressi in termini di moneta. In relazione ai beni e ai servizi vendibili parliamo di prezzi o prezzi monetari. In relazione alla moneta parliamo del suo potere d'acquisto riguardo ai vari beni vendibili. (L'Azione Umana, p. 406)
La caratteristica principale del denaro è che le persone possono utilizzarlo come mezzo di scambio. L'introduzione del denaro nelle vite umane permette loro d'espandere e affinare la produzione di beni e servizi. Con l'esistenza del denaro, il prodotto di uno specialista può essere scambiato per il prodotto di un altro specialista.
Una volta che un individuo ha scambiato il suo prodotto col denaro, può tenerlo fino a quando non deciderà di scambiarlo per quelle merci di cui necessita. Si noti che scambiando i suoi beni per il denaro, egli ha esercitato una domanda di moneta.
La decisione d'acquistare una certa quantità di beni e servizi, significa abbassare la tesaurizzazione del denaro. Viceversa, la decisione di vendere beni e servizi implica un aumento della tesaurizzazione del denaro.
Il pensiero popolare non nega che il denaro sia sempre di proprietà di qualcuno. Tuttavia, si sostiene, ciò non esclude che esso circoli. Secondo questo modo di pensare, la velocità significa quanto velocemente il denaro passa di mano.
Di conseguenza, ceteris paribus, un aumento della velocità del cambiamento di proprietà del denaro porta ad un aumento dei prezzi. Invece un relativo calo della velocità porta a prezzi più bassi. Sembrerebbe che la velocità del denaro sia un'entità a sé stante che influenza il potere d'acquisto del denaro.
Il denaro, però, non può passare di mano senza la decisione del suo proprietario; ciò implica che è la domanda/offerta degli individui che determina il valore del denaro.
La velocità in questo caso, o quanto velocemente il denaro passa di mano, è il risultato d'individui che esercitano la loro domanda. Ciò a sua volta significa che la cosiddetta velocità non può avere alcun ruolo nella cornice del potere d'acquisto del denaro, perché non è un'entità indipendente.
Inoltre, come si è visto, la velocità è sempre P x T diviso la moneta, M, cioè P x T / M.
Su questo Rothbard disse:
E' una cosa assurda nobilitare un qualsiasi termine di un'equazione, a meno che non possa essere in qualche modo indipendente dagli altri termini dell'equazione stessa.
Essendo V = P x T / M, ne consegue che l'equazione di scambio sia ridotta a: M x (P x T) / M = P x T; il che si riduce a P x T = P x T, e questa non è affatto una verità. Significa affermare che $10 = $10, e questa tautologia non trasmette alcuna nuova conoscenza dei fatti economici. (Man, Economy and State, p. 735)
Conclusioni
Contrariamente al modo di pensare comune, la velocità del denaro non ha una vita propria. Non è un'entità indipendente e quindi non può causare nulla. L'apparente semplicità dell'equazione dello scambio e la sua conseguente accettazione diffusa dai principali economisti, sono state determinanti nelle valutazioni errate del vero stato dell'economia.
[*] traduzione di Francesco Simoncelli: http://francescosimoncelli.blogspot.it/
martedì 17 novembre 2015
Tre semplici abitudini per accumulare una ricchezza di lungo termine
di Bill Bonner
PARIGI – Oggi tre competenze di base per accumulare ricchezza a lungo termine... suggerite da alcuni commenti recenti dei lettori.
Ogni giorno riceviamo e-mail dai nostri lettori. Non possiamo rispondere a tutti, ovviamente... ma ci riflettiamo su.
Di recente abbiamo ricevuto due messaggi di particolare interesse. Uno di una donna che riteneva insoddisfacenti gli accordi di divorzio e che ora lotta per rimanere a galla finanziariamente.
Un altro di un uomo divorziato sul lato opposto della barricata. Per anni ha annaspato con gli alimenti, il mantenimento dei figli e le spese di tutti i giorni. Alla fine ha rinunciato, ha dichiarato fallimento ed è affondato.
Maggiori dettagli tra un minuto...
In primo luogo, torniamo al mondo del denaro... dove la posta in gioco è più bassa. La cosa peggiore che vi possa succedere è perdere denaro. Ed è un fatto la cui probabilità che accada è molto alta.
Ieri il Dow è sceso di 180 punti – circa l'1%.
Se credete a quello che leggete sulla stampa mainstream, "le preoccupazioni per la crescita globale" sono quasi un ricordo del passato. Ma nessuno sa esattamente perché gli investitori comprano o perché vendono.
E se la stampa è alla ricerca di un motivo per cui gli investitori stanno vendendo ora, non ha bisogno di guardare lontano.
Le azioni USA sono più costose oggi rispetto al 90% della storia del paese. E quando le azioni hanno "prezzi perfetti", come ora, tutto deve andare bene – con crescita, stabilità e prosperità.
Non impossibile, ma non ci sembra una buona scommessa.
Nel frattempo i livelli del debito globale sono arrivati a vette da record. Secondo un recente rapporto di McKinsey, il debito globale totale ha superato i $200,000 miliardi nel secondo trimestre dello scorso anno. Questo rappresenta un aumento di $57,000 miliardi rispetto ai livelli pre-crisi.
Quando il debito è così alto, le cose tendono ad andare male. Molti investimenti e speculazioni – finanziati con il debito – non vanno come previsto. I debitori non possono pagare. I creditori cedono al panico. E gli investitori – i cui asset avevano prezzi perfetti – si dirigono verso le uscite.
Non aspettatevi che i tipi di Wall Street condividano questa opinione.
Jim Cramer era sulla CNBC ieri e invitava gli investitori a "strappare queste opportunità per fare soldi."
E una relazione su Bloomberg ci dice di stare attenti agli attuali livelli estremi di sentimento ribassista (spesso un indicatore controcorrente).
Gli investitori odiano le azioni – di nuovo.
Il costo per proteggersi dalle perdite azionarie è in forte aumento, le valutazioni si contraggono e il sentimento ribassista tra i periziatori azionari professionisti è ai massimi da tre decenni a questa parte.
Non siate preoccupati. Tutto questo rappresenta una buona notizia per i rialzisti, se la storia è di una qualche guida. Dal 1963 lo Standard & Poor 500 Index è salito ad una media dell'11% l'anno nonostante il pessimismo generale tra gli scrittori di bollettini d'informazione, come mostrano i dati compilati da Bloomberg. Ciò significa un rendimento annualizzato dell'8.3%.
Gli scrittori di bollettini d'informazione sono proprio come tutti gli altri: a volte hanno ragione, a volte hanno torto. Il nostro consiglio agli investitori – siate preoccupati.
Tendono ad essere più ribassisti rispetto agli analisti di Wall Street, perché non stanno vendendo azioni e obbligazioni. Stanno vendendo consigli.
E sanno che i prezzi delle azioni e delle obbligazioni possono salire così come possono scendere. Sanno anche che le perdite sono due volte più potenti, dal punto di vista psicologico, rispetto ai guadagni.
E non dimenticate che il sistema monetario mondiale è cambiato alla fine degli anni '60: da un sistema coperto dall'oro ad un sistema coperto dalle promesse dello stato.
Nel 1968 il presidente Johnson chiese al Congresso di porre fine alla redimibilità dei dollari in oro. Il cambiamento venne approvato. Poi, nel 1971, il presidente Nixon pose fine alla convertibilità diretta dei dollari in oro, quando "chiuse la finestra dell'oro."
Ciò permise alle banche centrali di giocherellare arbitrariamente con l'offerta di denaro.
In altre parole, le performance del passato non sono la garanzia dei risultati futuri, come ci ricorda la SEC. Questa volta i cupi, tetri, scontrosi e spesso squattrinati scrittori di bollettini d'informazione, potrebbero aver ragione!
Torniamo ai messaggi inviati dai nostri lettori...
Di solito i problemi familiari sono molto più importanti per quanto concerne il proprio benessere, la propria felicità – e anche la propria sicurezza finanziaria – rispetto al denaro.
Ma condividono molte similitudini. In entrambi i casi, il successo dipende dalle abitudini, dalla personalità e dalla fortuna. La virtù paga – non sempre, ma spesso. La fedeltà. L'umiltà. La generosità. La fermezza. Il duro lavoro. Alla fine, anche queste cose tendono a pagare.
Anche se non potrebbe funzionare in questo modo, probabilmente ci si sente meglio se ci si crede. Almeno così, quando le cose non funzionano, non è colpa vostra.
Quando leggiamo lettere di qualcuno con pochi soldi, vogliamo dare una mano. Eccone una che abbiamo ricevuto di recente:
OK. Eccomi, un nuovo utente su queste pagine. Attualmente vivo grazie alla previdenza sociale e ad una pensione mensile. Ciò equivale in sostanza a un po' più di $2,000 al mese. Quando mi sono sposata, io e mio marito abbiamo avviato un piano di pensionamento a cui abbiamo contribuito ogni mese. Poi, 21 anni dopo, è arrivato il divorzio e il mio ex-marito ha ottenuto il nostro fondo pensione. In più, ha anche un fondo pensione per la sua carriera.
Ho un diploma di scuola superiore e ho lavorato per permettergli d'andare al college e in seguito ottenere un master. Ho svolto vari lavori di segreteria fino a quando non sono arrivati i figli e ho lasciato il mio lavoro per diventare madre a tempo pieno.
Non ho risparmi, investimenti, ecc. Ho 70 anni e vorrei un consiglio su come affrontare il "buio e la sorte avversa" di cui parlate spesso nei vostri articoli.
Non possiamo fare consulenza finanziaria personalizzata. Ma possiamo fare alcune riflessioni generali su persone in una situazione simile.
Vendiamo investimenti, analisi e consulenze. E i nostri addetti all'area marketing lavorano duramente per farli sembrare più attraenti possibile. Ma quando non si ha molto denaro da investire, un servizio di trading costoso probabilmente non vi aiuterà.
Per chiunque voglia cominciare ad accumulare ricchezza, abbiamo qualche consiglio che vi daremo gratis: fatela semplice, non spendeteci troppo, siate determinati fino alla fine.
Sì, ci auguriamo che le nostre intuizioni modeste e umili valgano il denaro richiesto.
Ma per favore non spendete di più... a meno che non abbiate i soldi per accedere ad una consulenza più costosa.
E no, non stiamo dicendo che i sistemi algoritmici sofisticati non funzioneranno. Nelle mani giuste, al momento giusto, possono funzionare davvero bene.
Ma trovarli richiede tempo e conoscenze. Quasi certamente il dilettante rimarrà a corto di denaro prima che si possa imbattere in un programma di trading costoso che lo renda ricco.
Le competenze di base per accumulare ricchezza sono così semplici che a malapena meritano d'essere menzionate. E come la costruzione di una famiglia, richiedono tempo... spesso una vita intera.
- Spendere meno di quanto si guadagna...
- Investire con cura nelle cose più sicure che si possono trovare. (Non c'è niente di sbagliato con un fondo indicizzato altamente diversificato, a basso costo, come quelli offerti dal Vanguard Group.)
- Una volta che guadagnate denaro, allora... e solo allora... potete permettervi di spendere per migliorare la vostra vita e per strumenti d'investimento più sofisticati.
Fate questo per 20... 30... 40 anni... Poi fateci sapere come va a finire.
Non avete 40 anni?
Nemmeno 20?
Hmmm... ne parleremo di più la prossima volta!
Saluti,
[*] traduzione di Francesco Simoncelli: http://francescosimoncelli.blogspot.it/
lunedì 16 novembre 2015
Il biscotto della fortuna sa tutto
di Richard Daughty (alias The Mogambo Guru)
Mi sentivo particolarmente stanco, soprattutto dopo essere sprofondato in una sciatta auto-commiserazione alimentata dalla tequila; la mia esperienza introspettiva non mi ha permesso (di nuovo) di raggiungere la beatitudine del Nirvana, quindi niente esclamazioni del tipo “Perché non c'ho pensato prima!?!”.
Stavo seduto a terra e ruttavo, e, in un momento d'illuminazione accecante, ho compreso con chiarezza d'aver fallito in molte cose nella mia vita.
Compresa (paradossalmente) la capacità di gestire il fallimento, cosa che mi fa pensare d'essere PIU' stupido di quanto tutti pensano, il che mi fa sentire ancora peggio.
Poi, proprio quando ero pronto a toccare il fondo, dopo aver deciso di dare sfogo ai miei istinti di gola (ma questa volta con meno pancetta e più pornografia), sono stato assolutamente felice di leggere che Ben Bernanke sarebbe stato pagato $250,000 per tenere un discorso. Un discorso!
Ero rinato! Il motivo della mia ritrovata gioia di vivere era uno: Ben Bernanke è un totale fallimento SIA come ex-presidente della Federal Reserve e SIA perché è un'arrogante faccia d'asino keynesiana. Eppure guardate che bottino!
Un discorso! Un quarto di milione! Voglio dire, questo tipo è assolutamente un idiota se pensa che l'incomprensibile teoria econometrica keyensiana (es. sostituire alla contrazione dei consumi una maggiore spesa pubblica) possa impedire il collasso economico, il quale è un'inevitabile conseguenza delle espansioni monetarie che distorcono l'intera struttura dei prezzi di tutto.
E cosa abbiamo ottenuto da questa follia inflazionistica? Beh, allacciatevi le cinture di sicurezza, perché ho intenzione di dirvelo!
I prezzi dei bond sono saliti così in alto che i tassi d'interesse sono quasi arrivati a zero... letteralmente! Il rapporto P/E per l'S&P 500 è così alto che si trova nel range "più elevato di sempre"! Prezzi delle case che costano quattro volte il reddito medio! Un debito pubblico da $18,0000 miliardi, più del 100% del PIL! Un debito totale (governo, imprese e personale) a $60,000 miliardi rispetto ad un PIL di soli $17,000 miliardi!
La spesa pubblica (federale, statale e locale), i sistemi scolastici e una miriade di altre cose succhia-tasse, spendono circa il 40% del PIL!
E un enorme mercato pieno di derivati, in combinazione con gli obblighi del governo in maturazione, da miliardi e miliardi di dollari! Miliardi e miliardi! Somme veramente assurde!
E tasse, tasse, tasse su tasse ovunque!
E un vasto oceano di leggi su leggi! Regolamenti su regolamenti! Bolle, bolle, bolle su bolle!
Nel tardo XVIII secolo era possibile fare le stesse stupidaggini e nessuno avrebbe detto niente. Malgrado ciò la Francia condannò a morte John Law per gli stessi crimini che vediamo anche oggi: creazione spropositata di cartamoneta che rovinò la Francia con l'inflazione dei prezzi e la miseria economica.
Andava così male che Maria Antonietta (se ho capito bene) consigliò al popolo francese di mangiare dolci al posto del pane.
Forse (i documenti storici sono molto lacunosi) suggerì una bella torta con vari strati di cioccolato e una spessa glassa cremosa. La colazione perfetta!
Tuttavia, forse a causa del consumo di tutto quello zucchero nei dolci, i contadini francesi si stizzirono di fronte ai prezzi fuori controllo, alla fame e alla rovina economica che scaturisce da tali espansioni folli della massa monetaria, situazione che sfociò nella rivoluzione francese, l'ascesa di Napoleone, e bla bla bla; eppure — eppure! — eccoci tornati allo stesso punto! Creazione di MooOOOooolto denaro fiat!
In ogni caso, Dan Cofall stava riflettendo su quello che aveva detto Christine Lagarde, che definirò gentilmente come la delirante keynesiana farabutta socialista a capo del famigerato Fondo Monetario Internazionale: è meglio pagare solo gli interessi sul debito e non il capitale sottostante.
Sebbene possa sembrare una posizione alquanto scema secondo il mio giudizio e quello di Cofall, o quello di qualsiasi altra persona di buon senso, non lo è dal punto di vista delle banche, degli stati e del vampirico settore dei servizi finanziari. Perché?
Perché le banche hanno creato oceani di denaro per prestarlo. Anno dopo anno, decennio dopo decennio! L'offerta di moneta è salita, gli interessi bancari sono saliti, le imprese sono aumentate, le tasse sono aumentate, la spesa dei consumatori è salita, la spesa pubblica è salita. Tutti hanno vinto... o almeno così sembrava!
Ora, se un debitore decide di pagare un debito, deve accumulare denaro in modo da poter rimborsare la banca. Il punto saliente è che l'offerta di moneta si restringe, la banca non guadagna più reddito dagli interessi e le cose vanno di male in peggio. Molto peggio.
Per inciso, voglio ricordare una cosa a coloro che amano andare in iperventilazione quando si parla di velocità del denaro (in fin dei conti, si tratta solamente del PIL diviso l'offerta di moneta) come indicatore della salute economica: il PIL può effettivamente ridursi, ma la velocità del denaro può lo stesso salire (indicando un'apparente salute economica) se l'offerta di moneta si riduce di più del PIL!
E infatti è quasi morto! R. Davis di ConsumerMetricsInstiture.com ha scritto: "Il Bureau of Economic Analysis (BEA) ha riferito che l'economia si sta contraendo ad un tasso annualizzato del -0.17%," cosa già abbastanza grave, ma questi babbei del BEA sono giunti a tale conclusione solo dopo aver "presupposto un deflatore disinflazionistico molto mite del -0.06%." Cosa? Un tasso d'inflazione negativo? Scandaloso!
Per quel che mi ricordo, ShadowStats.com calcola che l'inflazione dei prezzi si trova sicuramente intorno al 6%! 6%! 6%!
L'ho ripetuto volutamente per produrre un sinistro "666", giusto per indicare quanto sia diabolica la situazione in cui ci troviamo.
Preso dalla rabbia, ero sul punto di spalancare le finestre e denunciare le menzogne di questi mentecatti spudorati che infestano i mulini statistici dello stato, quando però mi sono accorto che Davis lo faceva con molta più classe ed eleganza di me: "È interessante, nel corso dello stesso trimestre il Billion Prices Project (BPP) ha fatto registrare un'inflazione annualizzata del +1.56%. Se la misurazione del BPP è stata utilizzata per deflazionare i dati nominali del BEA, allora l'economia si starebbe contraendo oltre un tasso annualizzato del -1.79%."
E se il tasso d'inflazione del 6% venisse utilizzato per rispecchiare con precisione la crescita del PIL reale, allora... Oddio! Siamo Dannatamente Fregati (SDF)!
Ora, non pretendo d'essere uno storico esperto, né posso vantarmi di ricordare date o personaggi famosi, o ricordare anche vagamente che la scorsa settimana ho promesso che avrei finalmente pulito il dannato garage dopo tutte quelle altre volte in cui non l'ho fatto per un motivo o per un altro, senza che poi mi venisse rinfacciato da qui all'età della pietra. Dannata memoria! Dannato garage!
Ma SO per certo che in Tutta La Dannata Storia Del Mondo (TLDSDM) una contrazione dell'offerta di denaro non è Mai Una Cosa Buona (MUCB), e, in generale, è Sempre Una Cosa Negativa (SUCN) perché ora non ci sono abbastanza soldi per sostenere lo status quo; alcune (la maggior parte) cose devono scendere di prezzo, e alcune (la maggior parte) persone perderanno soldi mentre l'intera struttura dei prezzi di ogni cosa si aggiusterà ai cambiamenti.
E visto che ci sono bolle ovunque, nel mercato azionario, nel mercato obbligazionario, nel mercato dei prestiti agli studenti, nel mercato immobiliare e nel settore bancario, potete capire perché la Federal Reserve, il settore dei servizi finanziari e il governo, sono così intenti a manipolare tutto e a mentire su tutto.
Quindi che cosa fare in un mondo di finzioni e bolle finanziarie? Oro e argento, naturalmente! Oro e argento sono occasioni, occasioni, occasioni come nessun'altra nella storia. Sono venduti a prezzi stracciati ed è un'occasione irripetibile da Cogliere Proprio Adesso (CPA)!
Vi sento ridere sotto i baffi mentre dite: "Che maleducato e arrogante, questo Mogambo! Tuttavia, rimango convinto del mio altezzoso rifiuto riguardo l'oro e l'argento, ignorando coscientemente sia 2,500 anni di storia economica sia questo ometto repellente che la plebaglia chiama Mogambo, Il Favoloso (MIF)."
Ora è il MIO turno di ridere, poiché i vostri commenti maligni non mi tangono. A casa ne sento di peggiori. Soprattutto quando mangio e gli schizzi di cibo volano a destra e a manca... i paragoni coi maiali sono scontati. Dilettanti!
Se fossimo in TV e ci trovassimo in un episodio della serie The Twilight Zone, la puntata finirebbe con il biscotto della fortuna che dice: "Presto imparerai una lezione importante, ma solo dopo che sarà troppo tardi."
Sarebbe meglio per voi se ascoltaste la lezione che ha da impartirvi la storia: comprare oro e argento. E poi forse l'episodio finirebbe felicemente, probabilmente con un messaggio ricco di speranza: "Presto troverai il vero amore, grandi ricchezze e vivrete felici e contenti". Un sogno che si avvera!
A meno che, naturalmente, non siate già sposati in quel momento!
Così, in qualunque modo andrà a finire col vostro nuovo amore e con tutti quei soldi, si tratta solo di due dei molti, molti altri vantaggi garantiti dal possedere oro e argento. A rischio di dovermi ripetere, whee!
Saluti,
[*] traduzione di Francesco Simoncelli: http://francescosimoncelli.blogspot.it/
venerdì 13 novembre 2015
La relazione degli inaffidabili — Perché la previdenza sociale potrebbe andare in bancarotta tra 12 anni
Uno dopo l'altro i programmi di welfare andranno a gambe all'aria. Questa è un'inevitabilità statistica. Questa è, più in generale, un'inevitabilità economica dovuta alla natura fraudolenta dei programmi previdenziali e pensionistici. In sostanza, sono solamente dei giganteschi schemi di Ponzi. La loro funzione è quella di fornire allo stato linfa vitale per la sua stupida attività finanziaria: prendere in prestito a breve e spendere a lungo. Solo lo stato poteva impegnarsi in una simile operazione. Di conseguenza non è una sorpresa se apprendiamo che il fondo fiduciario adibito ai programmi welfaristici per disabili andrà in bancarotta l'anno prossimo. Al giorno d'oggi gran parte della popolazione mondiale sopravvive grazie alla "generosità" del welfare state e, di riflesso, è totalmente dipendente dallo stato. Con l'acuirsi della situazione finanziaria, più individui si rivolgeranno a questa presunta scappatoia per deviare i colpi funesti della prossima crisi economica. Ma il potere ridistributivo del welfare state risiede nella capacità della società di creare ricchezza reale. Problema: al giorno d'oggi le continue interferenze dello stato e dei suoi tirapiedi, hanno indebolito progressivamente questo processo. Questo significa che quando gli assegni dello stato smetteranno d'arrivare ai "legittimi" beneficiari, la popolazione sperimenterà un brusco risveglio. Comprenderà quello che ha rifiutato di comprendere finora: le promesse dello stato vengono sempre e comunque infrante. Ciò vale anche per le pensioni e le prestazioni previdenziali. A tal proposito ho scritto un paper dettagliato sulle pensioni e sul sistema fraudolento su cui si basano. Potete scaricarlo gratuitamente a questo indirizzo. Ciononostante pochi l'hanno letto. Peggio ancora, pochi si preparano. Credono che tali problemi siano eventi lontani nel tempo, di cui non ci si debba occupare nell'immediato. In un momento storico in cui il capitale è più scarso che mai, la maggior parte delle persone preferisce affidarsi alle promesse assurde dello stato e attaccare quei messaggeri che tentano di sottolineare la natura fraudolenta del sistema pensionistico e previdenziale. Non lasciatevi fuorviare dalla propaganda statale. Pensate alle vostre opportunità e a come sia finanziariamente suicida affidarsi esclusivamente ad un unico ente per proteggere, in qualche modo, i propri risparmi. Fate, quindi, le vostre scelte, ma fatele sapendo che finirà male per chi si farà trovare impreparato.
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di David Stockman
La settimana scorsa i cosiddetti "fiduciari" nel sistema della previdenza sociale, hanno presentato la loro relazione annuale e gli stenografi nella stampa finanziaria mainstream hanno doverosamente segnalato che la resa dei conti, quando il fondo fiduciario rimarrà a secco, è stata spostata di un altro anno — fino al 2034.
Fate un respiro e calciate il barattolo. Ci mancano ancora cinque elezioni presidenziali!
Solo che non è questo quello che la relazione dice per davvero. I fondi OASDI (pensione e invalidità) hanno speso $859 miliardi durante il 2014, ma hanno incassato solo $786 miliardi in tasse, generando in tal modo $73 miliardi d'inchiostro rosso. E a detta dei fondi fiduciari stessi, i fondi OASDI vomiteranno un disavanzo di cassa da $1,600 miliardi durante i 12 anni che vanno dal 2015-2026.
Misurato usando le uniche cose che contano — entrate e uscite — il sistema della previdenza sociale è già fallito. Inoltre, anche in base alle rosee previsioni di bilancio della Casa Bianca, nei prossimi dodici anni le spese generali del fondo saranno superiori di $8,000 miliardi al netto delle imposte sui salari.
Inutile dire che questo significa che non ci sarà alcun surplus nei fondi per pagare il deficit OASDI. Lo zio Sam finanzierà i $1,600 miliardi di deficit di cassa aggiungendoli al debito pubblico. Cioè, Washington prevede di far sbarcare il lunario alla previdenza sociale seppellendo i contribuenti non nati sotto un debito pubblico più profondo, il tutto per finanziare i diritti insostenibili dell'attuale generazione di pensionati.
La domanda è questa: come hanno fatto questi tipi inaffidabili, guidati dal segretario del Tesoro Jacob Lew il quale ha firmato la relazione, a trasformare il fiume d'inchiostro rosso di oggi in altri 20 anni di tregua per i nostri politici codardi?
Lo hanno fatto riscattando asset fasulli; prenotando interessi fasulli su questi asset inesistenti; e proiettando una crescita del PIL non plausibile ed entrate fiscali fantasma.
E questa è solo la metà della storia!
Il fatto è che tutta la trafila della contabilità del fondo fiduciario permette a queste asserzioni fasulle di cumularsi, offuscando così il fallimento incipiente del sistema. E, come verrà dimostrato più avanti, questo è ciò che sta accadendo realmente — anche se si dà credito ai presunti "asset" da $2,790 miliardi che si trovavano nei fondi OASDI alla fine del 2014.
Detto in altro modo, i fondi fiduciari OASDI potrebbero risultare vuoti nel 2026, innescando un devastante 33% di tagli ai benefici degli imbranati benestanti che vivono nei campi da golf della Florida e a quelli delle vedove indigenti. Inutile dire che l'esercito di beneficiari previsti per la metà del prossimo decennio, non la prenderà molto bene.
Scorrerà il sangue per le strade di Washington e alla fine assisteremo ad uno sconcertante aumento delle tasse per finanziare il deficit. Tali misure disperate farebbero affondare una volta per tutte il mito di una crescita economica e il mito della creazione di posti di lavoro, illusioni che ancora aleggiano nell'economia degli Stati Uniti.
In breve, la relazione dei fondi fiduciari di quest'anno equivale ad un castello di carte contabile che sta camuffando una crisi sociale, politica ed economica imminente di una grandezza che non si era più vista dai tempi della Grande Depressione, o addirittura della guerra civile. Quindi ecco uno spacchettamento di questa massa di dati che oscura il pericolo imminente.
Il punto di partenza è la serie di dati nella relazione che apparentemente è solida. Vale a dire, il costo previsto di $15,500 miliardi nei prossimi 12 anni per pagare le pensioni, le pensioni d'invalidità e i relativi (minori) costi amministrativi.
Questo dato è sconcertante perché nei prossimi dodici anni si prevede che il numero dei beneficiari crescerà da 59 a 79 milioni, e che ognuno di questi cittadini abbia una paga che dà loro diritto ad un beneficio mensile. Anche l'aggiustamento COLA, ipotizzato tra il 2-3% ogni anno, è piuttosto difficile da discutere — quasi inutile se pensiamo all'aumento medio effettivo dell'IPC sin dal 2000.
Al contrario, l'aspetto monetario divertente lo troviamo sul lato dei finanziamenti. Quest'ultimo inizia con i $2,790 miliardi di "asset" parcheggiati nei fondi fiduciari OASDI alla fine del 2014.
In realtà, dietro questa cifra non c'è nient'altro che contabilità del governo. Questa cifra rappresenta presumibilmente i proventi del fondo fiduciario in base alle uscite, ma ogni centesimo è stato già speso molto tempo fa per portaerei, sussidi al cotone, progetti faranoici legati all'energia verde, strutture carcerarie per fumatori d'erba, borse di studio, monitoraggio dei cellulari operato dalla NSA, lanci spaziali e tutte le altre spese delle amministrazioni pubbliche di Washington.
Così, quando i tipi inaffidabili nei fondi fiduciari affermano che la previdenza sociale è "solvibile" fino al 2034, l'unica cosa che stanno dicendo realmente è che questo artefatto contabile da $2,790 miliardi non è stato ancora liquidato secondo le regole aritmetiche del fondo fiduciario. E stando a queste "regole" sarà piuttosto difficile da realizzare — non ultimo a causa della capitalizzazione degli interessi fantasma su tali asset fantasma.
Vale a dire, la relazione di quest'anno afferma che i fondi OASDI guadagneranno $1,200 miliardi in interessi nel corso dei prossimi dodici anni. A dire il vero, i pensionati e i risparmiatori della nazione potrebbero anche chiedere ai contabili di Washington come riusciranno ad ottenere un tasso d'interesse del 3.5% (ipotizzato) sugli asset del governo, se i normali cittadini guadagnano lo 0.3% sui conti bancari, o addirittura il 2.2% sui bond decennali.
Ma non è questa la vera truffa. Il fetore arriva dai calcoli del tutto arbitrari e ingiustificati circa il tasso di crescita del PIL nominale e di conseguenza il guadagno associato alle entrate fiscali sui salari.
Quello che hanno fatto i tipi inaffidabili nei fondi fiduciari, è stato giocare coi numeri affinché uscissero quelli desiderati. Cioè, hanno implicato un tasso di crescita del PIL sufficiente a mantenere il gettito fiscale sui salari vicino al livello dei pagamenti delle prestazioni, riducendo al minimo il disavanzo di cassa annuale.
Questo, a sua volta, fa sì che il saldo attivo del fondo fiduciario rimanga vicino al suo livello attuale di $2,700 miliardi, e, mirabile dictu, gli permetta di guadagnare $100 miliardi in "interessi" ogni anno. Tanto per capirci, i beneficiari non possono pagare i loro generi alimentari e i loro affitti con questo tipo di "reddito", ma serve solo a mantenere elevato l'equilibrio patrimoniale del fondo fiduciario e la sua solvibilità ancora per qualche anno.
Ma se inseriamo una cifra realistica per la crescita del PIL e per le entrate fiscali sui salari, il sistema di contabilità del fondo fiduciario crollerà; il barattolo invece di rimbalzare lungo la strada, sbatterà contro il muro dell'insolvenza.
Vale a dire, i tipi inaffidabili nei fondi fiduciari che hanno scritto la relazione, hanno presupposto che il PIL nominale crescerà ad un tasso annuo del 5.1% per i prossimi 12 anni. Ma il tasso di crescita reale non s'è mai neanche avvicinato a tale cifra durante tutto il XXI secolo fino ad oggi. Nel migliore dei casi queste persone stanno sognando, ma la verità è che o stanno mentendo o sono stupide.
Dati i venti contrari nel mondo e la mancata "velocità di fuga" interna, nessuno sano di mente si aspetta che il PIL degli Stati Uniti si alzi improvvisamente sui pedali e scatti in avanti. Eppure questo è esattamente ciò che i tipi inaffidabili nei fondi fiduciari previdenziali hanno ipotizzato: una crescita nominale del PIL del 35%, superiore al tasso di crescita effettivo del 3.8% registrato sin dal 2000.
Ma c'è di peggio. Poiché raggiungendo il picco del debito poco prima della crisi finanziaria, il tasso di crescita del PIL degli Stati Uniti è rallentato ancora di più. E nel prossimo decennio non vi sono prospettive per una ripresa economica significativa, soprattutto di fronte alla crescente marea deflazionistica nell'economia globale e all'inevitabile necessità della FED e delle altre banche centrali di normalizzare i tassi d'interesse. In mancanza di ciò, il sistema monetario mondiale imploderà.
Così, durante il primo trimestre del 2008, il quale ha segnato la fine della baldoria del credito interno, il PIL nominale era di $14,670 miliardi e durante il trimestre più recente ha raggiunto i $17,690 miliardi. Ciò equivale ad un aumento di soli $3,000 miliardi in sette anni e un tasso di crescita annuo del 2.7%.
Sicuramente ci sarà un'altra recessione prima del 2026. In caso contrario, ci ritroveremo con 200 trimestri consecutivi d'espansione del ciclo economico — una prospettiva assurda e mai sperimentata in precedenza. Infatti, nel mondo moderno guidato dal settore bancario centrale, in cui entrambe le recessioni di questo secolo sono state provocate dallo scoppio di bolle finanziarie, tale scenario è ancora più fuori di testa. Vale a dire, nessuna bolla che scoppia o crollo del mercato per 18 anni!
No, i cicli economici storici illustrati di seguito chiariscono che ci sarà un'altra crisi. Dopo tutto, in contrasto con l'ipotesi dei tipi inaffidabili nei fondi fiduciari secondo cui l'attuale ciclo economico durerà per sempre, e per la precisione altri 200 mesi fino alla fine del 2026, l'espansione media è durata solo 39 mesi e la più lunga solo 119 mesi.
Durante l'ultima contrazione del ciclo economico, infatti, il PIL nominale è diminuito del 3.4% tra il terzo trimestre 2008 e il secondo trimestre 2009. E quando si calcola la media con il tasso di crescita nominale del PIL (3.3%) che abbiamo avuto durante la cosiddetta ripresa degli ultimi quattro anni, non solo si ottiene il tasso tendenziale sopracitato (2.7%) di crescita del PIL nominale, ma si fa anche fatica a dire che potrà essere superato negli anni a venire.
Infatti vi è una marea deflazionistica che sta per inondare l'economia mondiale a causa degli ultimi 15 anni di stampa di denaro forsennata e repressione finanziaria da parte delle banche centrali. Monetizzando collettivamente $20,000 miliardi di debito pubblico e altri titoli, e spingendo i tassi d'interesse verso lo zero in termini nominali e in in territorio negativo in termini reali, hanno generato due massicce distorsioni deflazionistiche che hanno messo radici profonde nell'economia mondiale.
In primo luogo, il debito totale nei mercati del credito è salito da $85,000 miliardi a $200,000 miliardi. Questo significa che la futura crescita economica sarà gravata da costi debilitanti legati al servizio del debito.
Nel contempo i massicci sovrainvestimenti nel settore minerario, nel settore dell'energia, nel settore del trasporto e nel settore manifatturiero stimolati dal capitale a buon mercato, hanno generato un enorme eccesso di capacità. Questa situazione sta già causando una diminuzione dei prezzi delle materie prime e dei profitti industriali, e non c'è fine in vista.
I prezzi del ferro, che pochi anni fa hanno raggiunto un picco di $200 per tonnellata, ora sono sotto i $50 e vanno verso i $30. Stesso discorso per i prezzi del carbone che dai $400 per tonnellata si stanno dirigendo sotto i $100, mentre il greggio si sta dirigendo verso i $35 già raggiunti durante la scorsa crisi finanziaria, e il rame è sulla buona strada per passare dal picco dei $4/libbra a $1.
Queste correnti deflazionistiche sopprimeranno la crescita del reddito nominale per un decennio o più a causa di bassi investimenti di capitale, contrazione dei profitti industriali, crescita tiepida dei salari e calo dei prezzi di beni e servizi commerciabili. Di conseguenza, anche se il tasso medio di crescita del PIL nominale rimane al 2.7% realizzato nel corso degli ultimi sette anni, sarà davvero dura per l'economia americana.
Inutile dire che la legge dell'aritmetica può essere una cosa brutale se ci si aspetta una gamba rialzista assurda e si pretende che essa si realizzi a tutti i costi. In questo caso, un tasso di crescita del PIL al 5.1% come riportato nella relazione dei fondi fiduciari, porterebbe il PIL a crescere fino a $31,000 miliardi entro il 2026. Detto in altro modo, rispetto ai soli $3,000 miliardi di crescita nominale del PIL negli ultimi 7 anni, stiamo parlando di $14,000 miliardi nei prossimi 12 anni.
Ma vediamo un po'. Se teniamo conto dell'attuale crescita del 2.7%, allora il PIL arriverà a $24,000 miliardi nel 2026. Dal momento che le imposte sui salari OASDI sono pari a circa il 4.5% del PIL, non ci vuole tanto per capire che le entrate del fondo fiduciario sarebbero notevolmente inferiori (visto che l'economia si ritroverebbe $7,000 in meno).
Per essere precisi, i tipi inaffidabili nei fondi fiduciari hanno oliato la loro relazione per generare $1,425 miliardi di gettito fiscale per i prossimi 12 anni. Ma se teniamo conto del trend di crescita del PIL degli ultimi sette anni, i ricavi dalle imposte sui redditi sarebbero di soli $1,100 miliardi nel 2026, o $325 miliardi in meno rispetto alle aspettative.
Ed è qui che soggiace l'illusione contabile del fondo fiduciario. Ciò che conta non è semplicemente il delta di fine anno, ma l'intera area di differenza sotto la curva. Questo perché ogni dollaro in meno di gettito fiscale non solo riduce gli attivi di bilancio, ma anche gli interessi fantasma guadagnati su di essi.
Quello che succederebbe in uno scenario con minori entrate fiscali sui salari, è che gli attuali "asset" da $2,700 miliardi del fondo fiduciario inizierebbero a scomparire col passare del tempo. Di conseguenza verrebbe celermente revocato il permesso concesso a Washington di calciare il barattolo.
Vale a dire, invece di un totale di $13,200 miliardi di gettito fiscale dai salari per i prossimi 12 anni, l'attuale percorso di crescita del PIL ne genererebbe solo $11,200 miliardi. Quei $2,000 miliardi di differenza non solo farebbero a pezzi la maggior parte dei cosiddetti asset del fondo fiduciario, ma ridurrebbero anche il saldo finale tanto che ogni fine anno i guadagni dagli interessi sarebbero di $25 miliardi, e non di $100 miliardi come recita la relazione corrente.
In breve, entro il 2026 le entrate del fondo fiduciario sarebbero inferiori di $400 miliardi l'anno a causa di meno tasse e meno interessi. Di conseguenza il modesto deficit del fondo fiduciario previsto ($150 miliardi), esploderebbe a $600 miliardi.
Inutile dire che il massiccio deficit ammonterebbe a quasi il 33% delle uscite dell'OASDI ($1,800 miliardi) previste per il 2026. Ancora più importante, invece di un cuscino sano da $2,400 miliardi di asset, come proiettato dai tipi inaffidabili nei fondi fiduciari, il bilancio scenderebbe ad appena $80 miliardi a fine 2026.
Questa cifra rappresenta circa 15 giorni di spese dell'OASDI per il prossimo anno. Il sistema andrebbe in bancarotta. I benefici previdenziali verrebbero tagliati automaticamente al livello del gettito fiscale, o del 33%. La più grande crisi sociale del secolo si abbatterebbe su ogni collina e su ogni valle.
Sì, Jacob Lew è un burocrate di Washington/Wall Street che non riuscierebbe a cogliere i difetti della contabilità del fondo fiduciario nemmeno se qualcuno glieli facesse vedere puntandoli col dito. E a quanto pare la stessa cosa vale per gli altri amministratori del fondo fiduciario.
Ma qui è dove entra in gioco la venalità. Per arrivare al fatidico obiettivo di crescita del PIL nominale al 5%, la relazione degli amministratori del fondo fiduciario presuppone che il PIL reale raggiunga la crescita del 3.1% l'anno fino al 2020.
Oh, suvvia! Sin dal picco pre-crisi alla fine del 2007, la crescita del PIL in termini reali è stata in media solo dell'1.2% annuo, e solo dell'1.8% l'anno durante gli ulitmi 15 anni.
Chiunque abbia previsto una crescita reale del 3.1% fino al 2020, è un irresponsabile e un disonesto.
Definire la loro opera mendace la "relazione degli inaffidabili", è più lusinghiero di quello che in realtà meritano.
[*] traduzione di Francesco Simoncelli: http://francescosimoncelli.blogspot.it/
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di David Stockman
La settimana scorsa i cosiddetti "fiduciari" nel sistema della previdenza sociale, hanno presentato la loro relazione annuale e gli stenografi nella stampa finanziaria mainstream hanno doverosamente segnalato che la resa dei conti, quando il fondo fiduciario rimarrà a secco, è stata spostata di un altro anno — fino al 2034.
Fate un respiro e calciate il barattolo. Ci mancano ancora cinque elezioni presidenziali!
Solo che non è questo quello che la relazione dice per davvero. I fondi OASDI (pensione e invalidità) hanno speso $859 miliardi durante il 2014, ma hanno incassato solo $786 miliardi in tasse, generando in tal modo $73 miliardi d'inchiostro rosso. E a detta dei fondi fiduciari stessi, i fondi OASDI vomiteranno un disavanzo di cassa da $1,600 miliardi durante i 12 anni che vanno dal 2015-2026.
Misurato usando le uniche cose che contano — entrate e uscite — il sistema della previdenza sociale è già fallito. Inoltre, anche in base alle rosee previsioni di bilancio della Casa Bianca, nei prossimi dodici anni le spese generali del fondo saranno superiori di $8,000 miliardi al netto delle imposte sui salari.
Inutile dire che questo significa che non ci sarà alcun surplus nei fondi per pagare il deficit OASDI. Lo zio Sam finanzierà i $1,600 miliardi di deficit di cassa aggiungendoli al debito pubblico. Cioè, Washington prevede di far sbarcare il lunario alla previdenza sociale seppellendo i contribuenti non nati sotto un debito pubblico più profondo, il tutto per finanziare i diritti insostenibili dell'attuale generazione di pensionati.
La domanda è questa: come hanno fatto questi tipi inaffidabili, guidati dal segretario del Tesoro Jacob Lew il quale ha firmato la relazione, a trasformare il fiume d'inchiostro rosso di oggi in altri 20 anni di tregua per i nostri politici codardi?
Lo hanno fatto riscattando asset fasulli; prenotando interessi fasulli su questi asset inesistenti; e proiettando una crescita del PIL non plausibile ed entrate fiscali fantasma.
E questa è solo la metà della storia!
Il fatto è che tutta la trafila della contabilità del fondo fiduciario permette a queste asserzioni fasulle di cumularsi, offuscando così il fallimento incipiente del sistema. E, come verrà dimostrato più avanti, questo è ciò che sta accadendo realmente — anche se si dà credito ai presunti "asset" da $2,790 miliardi che si trovavano nei fondi OASDI alla fine del 2014.
Detto in altro modo, i fondi fiduciari OASDI potrebbero risultare vuoti nel 2026, innescando un devastante 33% di tagli ai benefici degli imbranati benestanti che vivono nei campi da golf della Florida e a quelli delle vedove indigenti. Inutile dire che l'esercito di beneficiari previsti per la metà del prossimo decennio, non la prenderà molto bene.
Scorrerà il sangue per le strade di Washington e alla fine assisteremo ad uno sconcertante aumento delle tasse per finanziare il deficit. Tali misure disperate farebbero affondare una volta per tutte il mito di una crescita economica e il mito della creazione di posti di lavoro, illusioni che ancora aleggiano nell'economia degli Stati Uniti.
In breve, la relazione dei fondi fiduciari di quest'anno equivale ad un castello di carte contabile che sta camuffando una crisi sociale, politica ed economica imminente di una grandezza che non si era più vista dai tempi della Grande Depressione, o addirittura della guerra civile. Quindi ecco uno spacchettamento di questa massa di dati che oscura il pericolo imminente.
Il punto di partenza è la serie di dati nella relazione che apparentemente è solida. Vale a dire, il costo previsto di $15,500 miliardi nei prossimi 12 anni per pagare le pensioni, le pensioni d'invalidità e i relativi (minori) costi amministrativi.
Questo dato è sconcertante perché nei prossimi dodici anni si prevede che il numero dei beneficiari crescerà da 59 a 79 milioni, e che ognuno di questi cittadini abbia una paga che dà loro diritto ad un beneficio mensile. Anche l'aggiustamento COLA, ipotizzato tra il 2-3% ogni anno, è piuttosto difficile da discutere — quasi inutile se pensiamo all'aumento medio effettivo dell'IPC sin dal 2000.
Al contrario, l'aspetto monetario divertente lo troviamo sul lato dei finanziamenti. Quest'ultimo inizia con i $2,790 miliardi di "asset" parcheggiati nei fondi fiduciari OASDI alla fine del 2014.
In realtà, dietro questa cifra non c'è nient'altro che contabilità del governo. Questa cifra rappresenta presumibilmente i proventi del fondo fiduciario in base alle uscite, ma ogni centesimo è stato già speso molto tempo fa per portaerei, sussidi al cotone, progetti faranoici legati all'energia verde, strutture carcerarie per fumatori d'erba, borse di studio, monitoraggio dei cellulari operato dalla NSA, lanci spaziali e tutte le altre spese delle amministrazioni pubbliche di Washington.
Così, quando i tipi inaffidabili nei fondi fiduciari affermano che la previdenza sociale è "solvibile" fino al 2034, l'unica cosa che stanno dicendo realmente è che questo artefatto contabile da $2,790 miliardi non è stato ancora liquidato secondo le regole aritmetiche del fondo fiduciario. E stando a queste "regole" sarà piuttosto difficile da realizzare — non ultimo a causa della capitalizzazione degli interessi fantasma su tali asset fantasma.
Vale a dire, la relazione di quest'anno afferma che i fondi OASDI guadagneranno $1,200 miliardi in interessi nel corso dei prossimi dodici anni. A dire il vero, i pensionati e i risparmiatori della nazione potrebbero anche chiedere ai contabili di Washington come riusciranno ad ottenere un tasso d'interesse del 3.5% (ipotizzato) sugli asset del governo, se i normali cittadini guadagnano lo 0.3% sui conti bancari, o addirittura il 2.2% sui bond decennali.
Ma non è questa la vera truffa. Il fetore arriva dai calcoli del tutto arbitrari e ingiustificati circa il tasso di crescita del PIL nominale e di conseguenza il guadagno associato alle entrate fiscali sui salari.
Quello che hanno fatto i tipi inaffidabili nei fondi fiduciari, è stato giocare coi numeri affinché uscissero quelli desiderati. Cioè, hanno implicato un tasso di crescita del PIL sufficiente a mantenere il gettito fiscale sui salari vicino al livello dei pagamenti delle prestazioni, riducendo al minimo il disavanzo di cassa annuale.
Questo, a sua volta, fa sì che il saldo attivo del fondo fiduciario rimanga vicino al suo livello attuale di $2,700 miliardi, e, mirabile dictu, gli permetta di guadagnare $100 miliardi in "interessi" ogni anno. Tanto per capirci, i beneficiari non possono pagare i loro generi alimentari e i loro affitti con questo tipo di "reddito", ma serve solo a mantenere elevato l'equilibrio patrimoniale del fondo fiduciario e la sua solvibilità ancora per qualche anno.
Ma se inseriamo una cifra realistica per la crescita del PIL e per le entrate fiscali sui salari, il sistema di contabilità del fondo fiduciario crollerà; il barattolo invece di rimbalzare lungo la strada, sbatterà contro il muro dell'insolvenza.
Vale a dire, i tipi inaffidabili nei fondi fiduciari che hanno scritto la relazione, hanno presupposto che il PIL nominale crescerà ad un tasso annuo del 5.1% per i prossimi 12 anni. Ma il tasso di crescita reale non s'è mai neanche avvicinato a tale cifra durante tutto il XXI secolo fino ad oggi. Nel migliore dei casi queste persone stanno sognando, ma la verità è che o stanno mentendo o sono stupide.
Dati i venti contrari nel mondo e la mancata "velocità di fuga" interna, nessuno sano di mente si aspetta che il PIL degli Stati Uniti si alzi improvvisamente sui pedali e scatti in avanti. Eppure questo è esattamente ciò che i tipi inaffidabili nei fondi fiduciari previdenziali hanno ipotizzato: una crescita nominale del PIL del 35%, superiore al tasso di crescita effettivo del 3.8% registrato sin dal 2000.
Ma c'è di peggio. Poiché raggiungendo il picco del debito poco prima della crisi finanziaria, il tasso di crescita del PIL degli Stati Uniti è rallentato ancora di più. E nel prossimo decennio non vi sono prospettive per una ripresa economica significativa, soprattutto di fronte alla crescente marea deflazionistica nell'economia globale e all'inevitabile necessità della FED e delle altre banche centrali di normalizzare i tassi d'interesse. In mancanza di ciò, il sistema monetario mondiale imploderà.
Così, durante il primo trimestre del 2008, il quale ha segnato la fine della baldoria del credito interno, il PIL nominale era di $14,670 miliardi e durante il trimestre più recente ha raggiunto i $17,690 miliardi. Ciò equivale ad un aumento di soli $3,000 miliardi in sette anni e un tasso di crescita annuo del 2.7%.
Sicuramente ci sarà un'altra recessione prima del 2026. In caso contrario, ci ritroveremo con 200 trimestri consecutivi d'espansione del ciclo economico — una prospettiva assurda e mai sperimentata in precedenza. Infatti, nel mondo moderno guidato dal settore bancario centrale, in cui entrambe le recessioni di questo secolo sono state provocate dallo scoppio di bolle finanziarie, tale scenario è ancora più fuori di testa. Vale a dire, nessuna bolla che scoppia o crollo del mercato per 18 anni!
No, i cicli economici storici illustrati di seguito chiariscono che ci sarà un'altra crisi. Dopo tutto, in contrasto con l'ipotesi dei tipi inaffidabili nei fondi fiduciari secondo cui l'attuale ciclo economico durerà per sempre, e per la precisione altri 200 mesi fino alla fine del 2026, l'espansione media è durata solo 39 mesi e la più lunga solo 119 mesi.
Durante l'ultima contrazione del ciclo economico, infatti, il PIL nominale è diminuito del 3.4% tra il terzo trimestre 2008 e il secondo trimestre 2009. E quando si calcola la media con il tasso di crescita nominale del PIL (3.3%) che abbiamo avuto durante la cosiddetta ripresa degli ultimi quattro anni, non solo si ottiene il tasso tendenziale sopracitato (2.7%) di crescita del PIL nominale, ma si fa anche fatica a dire che potrà essere superato negli anni a venire.
Infatti vi è una marea deflazionistica che sta per inondare l'economia mondiale a causa degli ultimi 15 anni di stampa di denaro forsennata e repressione finanziaria da parte delle banche centrali. Monetizzando collettivamente $20,000 miliardi di debito pubblico e altri titoli, e spingendo i tassi d'interesse verso lo zero in termini nominali e in in territorio negativo in termini reali, hanno generato due massicce distorsioni deflazionistiche che hanno messo radici profonde nell'economia mondiale.
In primo luogo, il debito totale nei mercati del credito è salito da $85,000 miliardi a $200,000 miliardi. Questo significa che la futura crescita economica sarà gravata da costi debilitanti legati al servizio del debito.
Nel contempo i massicci sovrainvestimenti nel settore minerario, nel settore dell'energia, nel settore del trasporto e nel settore manifatturiero stimolati dal capitale a buon mercato, hanno generato un enorme eccesso di capacità. Questa situazione sta già causando una diminuzione dei prezzi delle materie prime e dei profitti industriali, e non c'è fine in vista.
I prezzi del ferro, che pochi anni fa hanno raggiunto un picco di $200 per tonnellata, ora sono sotto i $50 e vanno verso i $30. Stesso discorso per i prezzi del carbone che dai $400 per tonnellata si stanno dirigendo sotto i $100, mentre il greggio si sta dirigendo verso i $35 già raggiunti durante la scorsa crisi finanziaria, e il rame è sulla buona strada per passare dal picco dei $4/libbra a $1.
Queste correnti deflazionistiche sopprimeranno la crescita del reddito nominale per un decennio o più a causa di bassi investimenti di capitale, contrazione dei profitti industriali, crescita tiepida dei salari e calo dei prezzi di beni e servizi commerciabili. Di conseguenza, anche se il tasso medio di crescita del PIL nominale rimane al 2.7% realizzato nel corso degli ultimi sette anni, sarà davvero dura per l'economia americana.
Inutile dire che la legge dell'aritmetica può essere una cosa brutale se ci si aspetta una gamba rialzista assurda e si pretende che essa si realizzi a tutti i costi. In questo caso, un tasso di crescita del PIL al 5.1% come riportato nella relazione dei fondi fiduciari, porterebbe il PIL a crescere fino a $31,000 miliardi entro il 2026. Detto in altro modo, rispetto ai soli $3,000 miliardi di crescita nominale del PIL negli ultimi 7 anni, stiamo parlando di $14,000 miliardi nei prossimi 12 anni.
Ma vediamo un po'. Se teniamo conto dell'attuale crescita del 2.7%, allora il PIL arriverà a $24,000 miliardi nel 2026. Dal momento che le imposte sui salari OASDI sono pari a circa il 4.5% del PIL, non ci vuole tanto per capire che le entrate del fondo fiduciario sarebbero notevolmente inferiori (visto che l'economia si ritroverebbe $7,000 in meno).
Per essere precisi, i tipi inaffidabili nei fondi fiduciari hanno oliato la loro relazione per generare $1,425 miliardi di gettito fiscale per i prossimi 12 anni. Ma se teniamo conto del trend di crescita del PIL degli ultimi sette anni, i ricavi dalle imposte sui redditi sarebbero di soli $1,100 miliardi nel 2026, o $325 miliardi in meno rispetto alle aspettative.
Ed è qui che soggiace l'illusione contabile del fondo fiduciario. Ciò che conta non è semplicemente il delta di fine anno, ma l'intera area di differenza sotto la curva. Questo perché ogni dollaro in meno di gettito fiscale non solo riduce gli attivi di bilancio, ma anche gli interessi fantasma guadagnati su di essi.
Quello che succederebbe in uno scenario con minori entrate fiscali sui salari, è che gli attuali "asset" da $2,700 miliardi del fondo fiduciario inizierebbero a scomparire col passare del tempo. Di conseguenza verrebbe celermente revocato il permesso concesso a Washington di calciare il barattolo.
Vale a dire, invece di un totale di $13,200 miliardi di gettito fiscale dai salari per i prossimi 12 anni, l'attuale percorso di crescita del PIL ne genererebbe solo $11,200 miliardi. Quei $2,000 miliardi di differenza non solo farebbero a pezzi la maggior parte dei cosiddetti asset del fondo fiduciario, ma ridurrebbero anche il saldo finale tanto che ogni fine anno i guadagni dagli interessi sarebbero di $25 miliardi, e non di $100 miliardi come recita la relazione corrente.
In breve, entro il 2026 le entrate del fondo fiduciario sarebbero inferiori di $400 miliardi l'anno a causa di meno tasse e meno interessi. Di conseguenza il modesto deficit del fondo fiduciario previsto ($150 miliardi), esploderebbe a $600 miliardi.
Inutile dire che il massiccio deficit ammonterebbe a quasi il 33% delle uscite dell'OASDI ($1,800 miliardi) previste per il 2026. Ancora più importante, invece di un cuscino sano da $2,400 miliardi di asset, come proiettato dai tipi inaffidabili nei fondi fiduciari, il bilancio scenderebbe ad appena $80 miliardi a fine 2026.
Questa cifra rappresenta circa 15 giorni di spese dell'OASDI per il prossimo anno. Il sistema andrebbe in bancarotta. I benefici previdenziali verrebbero tagliati automaticamente al livello del gettito fiscale, o del 33%. La più grande crisi sociale del secolo si abbatterebbe su ogni collina e su ogni valle.
Sì, Jacob Lew è un burocrate di Washington/Wall Street che non riuscierebbe a cogliere i difetti della contabilità del fondo fiduciario nemmeno se qualcuno glieli facesse vedere puntandoli col dito. E a quanto pare la stessa cosa vale per gli altri amministratori del fondo fiduciario.
Ma qui è dove entra in gioco la venalità. Per arrivare al fatidico obiettivo di crescita del PIL nominale al 5%, la relazione degli amministratori del fondo fiduciario presuppone che il PIL reale raggiunga la crescita del 3.1% l'anno fino al 2020.
Oh, suvvia! Sin dal picco pre-crisi alla fine del 2007, la crescita del PIL in termini reali è stata in media solo dell'1.2% annuo, e solo dell'1.8% l'anno durante gli ulitmi 15 anni.
Chiunque abbia previsto una crescita reale del 3.1% fino al 2020, è un irresponsabile e un disonesto.
Definire la loro opera mendace la "relazione degli inaffidabili", è più lusinghiero di quello che in realtà meritano.
[*] traduzione di Francesco Simoncelli: http://francescosimoncelli.blogspot.it/
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