martedì 16 marzo 2021

I pericoli insiti nello stato amministrativo

L'articolo di oggi, sebbene sia incentrato sugli Stati Uniti, è universale ed applicabile ad ogni burocrazia del mondo. Soprattutto quella italiana. Il cancro del diritto amministrativo è stato già trattato su queste pagine, andando ad evidenziare come sia l'arma per eccellenza con cui lo stato erode libertà e crea clientes tra la popolazione bassa. Le condizioni "straordinarie" dell'ultimo anno l'hanno praticamente reso chiaro anche a coloro che lo ignoravano. Pensate per un momento alla natura della normativa con cui si sono attuate le peggio nefandezze sulla scia del virus C; pensate anche alla natura delle sanzioni ad esse legate. È sempre stato il diritto amministrativo la fonte del "potere" dello stato, è attraverso di esso che vengono create le illusioni per alimentare lo status quo. Una di queste è il desiderio di entrarvi a far parte, perenne specchietto per le allodole con cui si acquistano consensi e si mantengono "buone" le persone. Le ripercussioni sono evidenti: un popolo di schiavi, incapaci di prendersi la libertà e ridotti a "chiederla". La nota positiva è che questo apparato elefantico, sebbene cresca a dismisura, alla fine imploderà sotto il peso delle sue contraddizioni. Una di queste è mantenere in piedi un sistema improduttivo che fagocita risorse economiche scarse e le spreca; l'ultimo esempio in merito è lo SPID in Italia. Se lo scopo è la semplificazione e la digitalizzazione, ciò significa anche il licenziamento e l'alleggerimento di quei dipartimenti che vengono migliorati. Ma questa è solo una foglia di fico a coprire la verità: sono l'obsolescenza, la staticità e la farraginosità gli elementi che fanno prosperare lo stato ed essi verranno sempre promossi.

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di Ethan Yang

I lockdown avrebbero dovuto mostrare ad ogni americano quanto possono essere tirannici e irragionevoli i nostri leader. Gente come il governatore Cuomo che hanno agito come veri e propri tiranni, alienando tutti, anche quelli del suo stesso partito. Poi ci sono i burocrati non eletti che con efficienza tecnocratica scacciano le nostre libertà con un tratto di penna. Questa è ovviamente una riduzione improvvisa e drammatica delle nostre libertà; non sarei sorpreso se con tanta attenzione da parte della popolazione ormai, verrà fatto un qualche sforzo per annullare gran parte di ciò che è stato approvato sinora. Sebbene i lockdown siano certamente una minaccia esistenziale per le nostre libertà, c'è stato un altro spettro sul quale molti esperti hanno lanciato l'allarme per decenni: la crescita dello stato amministrativo.

La narrativa agghiacciante sulla crescita dello stato amministrativo, che è essenzialmente l'apparato normativo del ramo esecutivo, è solitamente limitata alle professioni specialistiche. Il pericolo sempre presente di un apparato di burocrati in lenta espansione ed irresponsabile che minaccia di strappare la vita alla società e di annegarla in un mare di scartoffie, è tipicamente una preoccupazione che tiene svegli la notte solo gli esperti di politica e gli avvocati. Anche se molti avvocati probabilmente celebrano questa visione distopica, perché beneficiano dai tassi di conformità. Lo stato amministrativo non solo minaccia di rendere la società molto più lenta e tetra con il suo zelante slancio nei confronti della regolamentazione, ma ci rende anche più poveri. Robert Samuelson scrive per il Washington Post che:

Nessuno sa veramente da quanto, ma "ci sono tante prove che la regolamentazione si sia espansa e che questa espansione abbia limitato la crescita economica", come hanno scritto di recente Ted Gayer e Philip Wallach della Brookings Institution. Uno studio stima che la regolamentazione abbia ridotto dello 0,8% il tasso di crescita annuale degli Stati Uniti, il che, se confermato da altri studi, sarebbe una cifra enorme.

Lo stato amministrativo fa riferimento ad organizzazioni come l'Environmental Protection Agency, i Centers for Disease Control, la Federal Trade Commission, il Department of Education, il Department of Justice, l'Internal Revenue Service e tutte le altre agenzie governative a Washington, DC. Se volete vedere quanto è lungo l'elenco delle agenzie, date un'occhiata al Federal register, dove ce ne sono 455. Questo numero è assolutamente sbalorditivo e non avete bisogno di una laurea in scienze politiche come me per dire che la società può funzionare senza la loro supervisione. Un documento di Peter Strauss della Columbia Law School rileva che attualmente ci sono oltre 2 milioni di civili impiegati solo nel governo federale, mentre invece in passato:

Il primo Congresso che si riunì una volta che la Costituzione venne ratificata creò un ufficio postale e dipartimenti della guerra, della marina, degli affari esteri e del Tesoro, ciascuno adatto alle proprie responsabilità; questo nuovo governo impiegava pochi funzionari pubblici per gestire tutti i suoi affari. Il primo conteggio serio di funzionari pubblici federali, nel 1816, riferiva che erano 4.837.

La drastica espansione dello stato amministrativo ha avuto un costo non solo per la nostra libertà, che viene lentamente erosa da un mare di scartoffie e regolamenti, ma indebolisce anche la nostra democrazia. Secondo l'articolo 1 della costituzione, il ramo legislativo o il Congresso dovrebbe essere il principale organo legislativo del nostro governo. Questo perché se ci sono cattive leggi o leggi che alla società non piacciono, possiamo ritenere responsabili persone specifiche. Tuttavia è stato trasferito sempre più potere al ramo esecutivo a causa della crescita dello stato amministrativo. Persino il sistema giudiziario sta perdendo potere a favore dello stato amministrativo dopo l'istituzione di una dottrina legale nota come Chevron Deference, la quale vincola il sistema giudiziario a rimettersi all'interpretazione di una norma da parte dell'agenzia amministrativa, non all'interpretazione costituzionale di un giudice in carica. È facile presumere, quindi, che l'interpretazione favorirà le ambizioni dell'agenzia, non l'integrità della costituzione. Queste e altre questioni costituiscono la base dell'affermazione dello studioso di diritto Richard Epstein secondo cui lo stato amministrativo non è congruo con lo stato di diritto.

La parte peggiore di tutto questo è che la società continua a dire a sé stessa che quelli nello stato amministrativo sono semplicemente umili dipendenti pubblici. Anche se sono sicuro che molti di loro lo siano, la dura realtà è che alla fine è una fonte di reddito e di avanzamento per i burocrati, proprio come i lavori nel settore privato lo sono per tutti gli altri. Questa è l'intuizione di base della teoria public choice: la consapevolezza che i funzionari pubblici non sono angeli, sono umani e seguono la natura umana. Ciò significa che sebbene molti di essi possano pensare di servire il Paese, sono limitati dalle proprie capacità come esseri umani e dai loro desideri. Ciò è dimostrato da un fenomeno noto come sindrome del monumento di Washington: quando un'agenzia governativa è minacciata di un taglio di bilancio o di un congelamento delle assunzioni, evita le restrizioni fiscali per proteggere i propri interessi. La "sindrome del monumento di Washington" prende questo nome perché quando il National Park Service ha dovuto affrontare tagli di bilancio, invece di razionalizzare le sue finanze come una normale azienda privata, ha protestato chiudendo il monumento di Washington piuttosto che adottare misure ragionevoli per ridurre i costi. Nel settore privato c'è un controllo naturale su quanto i lavoratori possono richiedere, come la minaccia di cessazione dell'attività; nel settore pubblico non esistono restrizioni di questo tipo. Questo è uno dei motivi per cui la burocrazia cresce e cresce, prendendo la nostra libertà così come la nostra ricchezza.

Infine c'è il fatto, spesso ignorato, delle persone ambiziose nello stato amministrativo che vogliono farsi un nome a spese dei loro concittadini. Se non ci sono problemi da risolvere, i regolatori cercano di scalare la catena gerarchica creando problemi da risolvere prendendo di mira attori privati ​​innocenti o cercando di pompare i loro curriculum con sanzioni non necessarie. Questo problema è ben noto quando si tratta del sistema di giustizia penale, poiché i pubblici ministeri fanno leva sui patteggiamenti per aumentare le proprie statistiche sulla detenzione, indipendentemente dalla colpevolezza dell'imputato e senza dover mai portare un caso in giudizio, che invece è un diritto costituzionale. Tuttavia questo sistema di incentivi perversi per accumulare vittorie a scapito della società è molto presente nello stato amministrativo, così come quelle agenzie governative che pestano i piedi alle imprese che cercano solo di fornire un buon servizio.

Ho avuto un'esperienza personale con questa dinamica quando ho svolto un tirocinio presso uno studio legale che fornisce servizi pro bono ad entità private perseguite da regolatori dal grilletto facile. Il caso su cui ho lavorato è stato FTC v. D-Link Systems, risolto non trovando alcuna responsabilità per eventuali violazioni. La FTC in questo caso affermava che D-Link Systems era impegnata in pratiche ingannevoli. Tuttavia, a seguito delle indagini è venuto fuori che nessuna normativa era stata violata, né erano stati riscontrati reclami diffusi da parte dei consumatori. La FTC stava essenzialmente facendo di tutto, e soprattutto stava facendo leva su regole vaghe, per perseguire una società in nome dell'avanzamento di carriera. Questo perché non ci sono ricompense quando non si fa nulla. Purtroppo non tutte le aziende private hanno le risorse per combattere contro i regolatori statali zelanti. Peggio ancora, si fa poco per controllare i poteri dello stato amministrativo: infatti molti politici lo vedono come un modo per scaricare le proprie colpe.

Se i lockdown sono un attacco improvviso e brutale alle nostre libertà, l'ascesa dello stato amministrativo è l'assassino silenzioso. Si tiene lontano dai riflettori, sollevando solo allarmi per le comunità che colpisce direttamente e per i fanatici della politica che si divertono ad inveire tutto il giorno su tasse e codici federali. Per la persona media lo stato amministrativo non è un problema finché non lo diventa a tutti gli effetti. Ogni anno cresce e cresce, con pochi incentivi a prendersi cura dei problemi che ha causato al resto della società. È la vera incarnazione del leviatano illustrato da Hobbes. Sebbene ci siano un tempo e un luogo per le agenzie di regolamentazione, oggi hanno superato i loro limiti al punto da diventare giudice, giuria e boia non eletti. Quello che all'inizio della repubblica era una manciata di agenzie esecutive è ora diventato un ampio elenco di dipartimenti senza senso, alcuni con le proprie squadre SWAT e sistemi giudiziari. Lo stato amministrativo non solo prosciuga la nostra ricchezza e soffoca la nostra creatività, ma prosciuga il nostro spirito. Se lasciato incontrollato, trasformerà sicuramente questo Paese di ambiziosi innovatori ed imprenditori in uno in cui pullulano scartoffie ed impiegati pubblici.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: https://www.francescosimoncelli.com/


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