La traduzione in italiano dell'opera scritta da Wendy McElroy esplora Bitcoin a 360°, un compendio della sua storia fino ad adesso e la direzione che molto probabilmente prenderà la sua evoluzione nel futuro prossimo. Si parte dalla teoria, soprattutto quella libertaria e Austriaca, e si sonda come essa interagisce con la realtà. Niente utopie, solo la logica esposizione di una tecnologia che si sviluppa insieme alle azioni degli esseri umani. Per questo motivo vengono inserite nell'analisi diversi punti di vista: sociologico, economico, giudiziario, filosofico, politico, psicologico e altri. Una visione e trattazione di Bitcoin come non l'avete mai vista finora, per un asset che non solo promette di rinnovare l'ambito monetario ma che, soprattutto, apre alla possibilità concreta di avere, per la prima volta nella storia umana, una società profondamente e completamente modificabile dal basso verso l'alto.
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(Versione audio della traduzione disponibile qui: https://fsimoncelli.substack.com/p/investire-in-una-mentalita-improntata)
Essere “blackpilled” non è più una prerogativa esclusiva degli incel: un'analisi del 2025 evidenzia un crescente “nichilismo culturale” tra la Generazione Z in America, caratterizzato da un senso di impotenza in cui il cambiamento sembra impossibile e la vita appare priva di significato.
Secondo Gallup: “La percentuale di adulti statunitensi che dichiarano di soffrire attualmente di depressione o di essere in cura per essa ha superato il 18% sia nel 2024 che nel 2025, con un aumento di circa otto punti percentuali rispetto alla prima rilevazione del 2015”.
Secondo un sondaggio di YouGov, quasi il 20% degli americani sotto i 30 anni ritiene che l'uso della violenza per scopi politici possa, a volte, essere giustificato.
Sia la “destra woke” che la “sinistra woke” promuovono una visione del mondo radicata in un fatalismo disincantato. Pur individuando diversi nemici – che si tratti di razzismo bianco, capitalismo, Stato profondo, ebrei, femministe o altri – le loro narrazioni inficiano la responsabilità individuale.
Insistendo sul fatto che forze esterne schiaccianti controllino la vita, le fazioni “woke” di tutto lo spettro politico incoraggiano quella che la psicologa di Stanford, Carol Dweck, definisce una mentalità fissa: la convinzione che il destino sia determinato da fattori come la genetica o sistemi truccati, rendendo lo sforzo personale apparentemente inutile e alimentando il nichilismo.
Così scrive la Dweck nel suo libro, Mindset: “Molte persone con una mentalità fissa pensano che sia il mondo a dover cambiare, non loro. Si sentono in diritto di avere qualcosa di meglio: un lavoro migliore, una casa migliore o un coniuge migliore. Il mondo dovrebbe riconoscere le loro qualità speciali e trattarle di conseguenza”.
A volte, tutti noi attraversiamo momenti di pessimismo dilagante, sentendoci dei falliti o delle vittime e interrogandoci sul senso della nostra vita. Quando questi pensieri emergono, la ricerca della Dweck sulla mentalità personale offre un antidoto. Le nostre convinzioni riguardo all'intelligenza e alle capacità plasmano il modo in cui affrontiamo la vita.
La Dweck osserva un monologo interiore difensivo comune tra coloro che hanno una mentalità fissa:
Sembrerò intelligente o stupido?
Sarò accettato o rifiutato?
Mi sentirò un vincitore o un perdente?
Queste domande caratterizzano la convinzione, tipica di una mentalità fissa, che l'intelligenza e le capacità siano tratti statici e immutabili.
La Dweck ci spiega che una persona con una mentalità fissa si spaventa facilmente di fronte alle sfide, perché crede che qualsiasi fallimento rappresenti un verdetto definitivo sul proprio valore. Questa convinzione crea un circolo vizioso in cui l'individuo si preoccupa più della propria immagine che del proprio miglioramento. La Dweck rivela come “credere che le proprie qualità siano immutabili... crei l'urgenza di dover dimostrare il proprio valore più e più volte”.
Con una mentalità fissa, gli individui tendono a nascondere gli errori piuttosto che cercare il feedback e la pratica necessari per la crescita. Il costo emotivo è elevato; la Dweck paragona l'esperienza al “cercare sempre di convincere se stessi e gli altri di avere una scala reale quando in realtà si teme di avere solo una coppia di dieci”.
L'antidoto a questa stagnazione e alla prospettiva di scivolare nel nichilismo è la mentalità improntata alla crescita. Invece di considerare le capacità come un diritto di nascita, questa prospettiva le vede come un punto di partenza. La Dweck la definisce come segue:
Questa mentalità improntata alla crescita si basa sulla convinzione che le proprie qualità fondamentali siano qualcosa che si può coltivare attraverso l'impegno, le strategie e l'aiuto degli altri. Sebbene le persone possano differire in molti modi – nei talenti e nelle attitudini iniziali, negli interessi o nel temperamento – tutti possono cambiare e crescere attraverso l'impegno e l'esperienza.
È importante sottolineare che la ricerca scientifica dimostra come gli individui possano sentirsi sicuri e orientati alla crescita in un ambito, ma statici in un altro. La chiave per un cambiamento di mentalità trasformativo è l'autoconsapevolezza: identificare dove le convinzioni radicate ci limitano, in modo da poter iniziare ad adottare convinzioni che consentano il cambiamento.
Una mentalità orientata alla crescita non elimina l'amarezza del fallimento, ma ne ridefinisce il significato trasformandolo in una spinta per la pratica. Come scrive la stessa Dweck: “Anche con una mentalità orientata alla crescita, il fallimento può essere doloroso, ma non vi definisce. È un problema da affrontare, risolvere e da cui imparare”.
Con una mentalità orientata alla crescita, la libertà personale significa sfruttare le opportunità positive per sperimentare volontariamente, fallire e adattarsi, al fine di sviluppare le proprie capacità e intraprendere un percorso verso una vita significativa. Libertà significa molto più di una condizione negativa, caratterizzata dall'assenza di coercizione o interferenza negli affari personali.
Può essere definito un processo di scoperta personale e decentralizzato, basato su tentativi ed errori, all'interno di sé stessi. Una mentalità orientata alla crescita è semplicemente un impegno interiorizzato verso lo stesso processo che celebriamo in una società liberale, dove il meccanismo di mercato è caratterizzato da sperimentazione decentralizzata, feedback e adattamento. Questa è la scelta tra essere un imprenditore e un cliente.
Ecco alcune strategie per adottare una mentalità orientata alla crescita.
Puntate alle piccole vittorie
Ricordate che la Dweck sostiene un processo, non un cambiamento miracoloso e repentino. La persona con una mentalità rigida e disincantata – e a volte questo può riguardare chiunque di noi – ha bisogno di piccole vittorie, di esperienze in cui lo sforzo produce effettivamente un cambiamento.
Il leggendario ex-allenatore di football dell'Università dell'Alabama, Nick Saban, insegnava incessantemente ai suoi giocatori a concentrarsi sull'esecuzione del proprio ruolo in ogni singola azione, privilegiando il processo rispetto al risultato.
Una mentalità orientata alla crescita crea un quadro filosofico per riconoscere l'importanza di questi successi. Bisogna essere in grado di osservare mentalmente: “Ho provato una nuova strategia e ha funzionato. Questo dimostra che il cambiamento è possibile grazie al mio impegno”.
Una mentalità orientata alla crescita non nega gli ostacoli né finge che non esistano differenze di capacità.
Al contrario, chi ha una mentalità fissa precipita in una spirale di pessimismo e nichilismo. Si inventano scuse per la mancanza di impegno, e poi il fallimento dimostra loro che le loro scuse erano fondate.
Acquisite maggiore consapevolezza dei vostri schemi metacognitivi
La metacognizione è il modo in cui pensate al vostro stesso pensiero. Una persona con una mentalità fissa nutre convinzioni fisse riguardo al proprio modo di pensare, come ad esempio “Non posso cambiare il mio modo di pensare”, oppure “Sono quello che sono e non posso cambiare”.
Le più recenti generazioni di terapia cognitiva sono la Terapia Metacognitiva (MCT) e la Terapia di Accettazione e Impegno (ACT). Le loro ricerche dimostrano che le convinzioni metacognitive possono cambiare e che il primo passo consiste nel prendere coscienza dei propri schemi di pensiero senza giustificarli. Tale consapevolezza interrompe la spirale emotiva che porta alla disperazione e alla mancanza di speranza.
La visione del mondo “blackpilled” si basa su presupposti mentali fissi, come ad esempio:
La società è intrinsecamente ingiusta.
I miei sforzi sono vani.
L'antidoto della mentalità improntata alla crescita è:
Il mio impegno costante ha un impatto sui risultati.
I teorici della MCT non citano la Dweck, ma la loro analisi della Sindrome da Attenzione Cognitiva (CAS) descrive precisamente cosa accade a livello psicologico quando adottiamo una mentalità fissa riguardo ai nostri problemi. Rimuginiamo sulle nostre convinzioni, cerchiamo informazioni che confermino le nostre convinzioni e, di conseguenza, i nostri meccanismi di difesa si rivelano controproducenti.
Si tratta di una mentalità fissa a livello metacognitivo. Le persone credono che i loro schemi di pensiero siano immutabili: “La mia mente funziona proprio così”. Pertanto, non tentano mai le strategie che sarebbero realmente utili.
Una mentalità rigida riguardo al proprio modo di pensare è uno dei meccanismi principali alla base della sofferenza psicologica. Quando le persone adottano una mentalità improntata alla crescita, non solo riguardo alle proprie capacità ma anche riguardo ai propri schemi di pensiero, diventano disposte a sperimentare nuovi modi per allentare la presa esercitata dai loro schemi di pensiero condizionati.
Date un senso e raggiungete il vostro scopo
Potreste aver notato che più significato attribuite alla tua vita, più siete resilienti nell'affrontare le sfide. La mentalità improntata alla crescita della Dweck crea direttamente una struttura per la continua ricerca di significato: il progetto perpetuo di auto-sviluppo.
Leonard Read, paladino della prosperità umana, scrisse questo nel suo libro, Elementi di leadership libertaria: “Lo scopo dell'essere umano qui è crescere, emergere, schiudersi, evolversi nella coscienza”.
Read sostiene che, senza un punto di riferimento o uno scopo fondamentale, agiamo senza meta:
Con le nostre vite ancorate al nulla, tendiamo a credere e ad agire senza scopo; ovvero, obbediamo a impulsi emotivi invece di aderire rigorosamente alle discipline imposte da qualche premessa, valore o principio trascendentale.
Read concorda con l'enfasi posta dalla Dweck sull'importanza di avere un quadro di riferimento per lo sviluppo personale e con la convinzione che le proprie capacità e la propria intelligenza possano essere sviluppate attraverso l'impegno e l'apprendimento.
I nichilisti sono limitati dalla loro mentalità rigida. I paladini della libertà, con una mentalità orientata alla crescita, trovano un senso nella loro vita e contribuiscono alle fondamenta stesse di una società fiorente.
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[*] traduzione di Francesco Simoncelli: https://www.francescosimoncelli.com/
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