lunedì 17 agosto 2026

La mente può piegare il tempo: ecco come

Ricordo a tutti i lettori che su Amazon potete acquistare il mio nuovo libro, “La rivoluzione di Satoshi”: https://www.amazon.it/dp/B0FYH656JK 

La traduzione in italiano dell'opera scritta da Wendy McElroy esplora Bitcoin a 360°, un compendio della sua storia fino ad adesso e la direzione che molto probabilmente prenderà la sua evoluzione nel futuro prossimo. Si parte dalla teoria, soprattutto quella libertaria e Austriaca, e si sonda come essa interagisce con la realtà. Niente utopie, solo la logica esposizione di una tecnologia che si sviluppa insieme alle azioni degli esseri umani. Per questo motivo vengono inserite nell'analisi diversi punti di vista: sociologico, economico, giudiziario, filosofico, politico, psicologico e altri. Una visione e trattazione di Bitcoin come non l'avete mai vista finora, per un asset che non solo promette di rinnovare l'ambito monetario ma che, soprattutto, apre alla possibilità concreta di avere, per la prima volta nella storia umana, una società profondamente e completamente modificabile dal basso verso l'alto.

____________________________________________________________________________________


da The Epoch Times

(Versione audio della traduzione disponibile qui: https://fsimoncelli.substack.com/p/la-mente-puo-piegare-il-tempo-ecco)

Un minuto è sempre un minuto, tranne quando non lo è.

Questa idea è stata messa alla prova in uno studio condotto ad Harvard nel 2023. I ricercatori hanno provocato lievi ematomi sugli avambracci dei partecipanti e poi li hanno fatti sedere in stanze dove gli orologi funzionavano a velocità normale, a metà velocità o al doppio della velocità.

Fondamentalmente, il tempo trascorso è stato identico in tutte le condizioni – 28 minuti – ma gli orologi ticchettavano a velocità diverse.

I risultati hanno sorpreso i ricercatori. Le ferite guarivano più velocemente quando le persone pensavano che fosse trascorso più tempo e più lentamente quando pensavano che ne fosse trascorso meno. “Personalmente, non pensavo che avrebbe funzionato”, ha dichiarato l'autore principale Peter Aungle a The Epoch Times. “E invece ha funzionato!”

Un secolo fa, Albert Einstein dimostrò che il tempo è relativo, non fisso. Spiegò il concetto con un esempio semplice e umoristico: “Mettete la mano su una stufa rovente per un minuto e vi sembrerà un'ora. Sedetevi con una bella ragazza per un'ora e vi sembrerà un minuto. Questa è la relatività”.

Oggi, psicologi e neuroscienziati stanno scoprendo che il nostro senso del tempo non è solo intrinsecamente soggettivo, ma anche altamente malleabile.

Non possiamo fermare il tempo, ma comprendendo come lo percepiamo, possiamo far sembrare i minuti più lunghi, guarire più velocemente e persino espandere i nostri ricordi.


Come la mente influenza la realtà

L'esperimento di guarigione di Harvard è una prova fondamentale del fatto che mente e corpo non solo sono connessi, ma potrebbero essere una cosa sola. “Non stavamo manipolando il tempo in sé. Stavamo manipolando le aspettative”, ha affermato Aungle.

“Se le persone pensano che sia trascorso più tempo, si aspettano una guarigione più rapida, e queste aspettative possono influenzare il corpo”.

La maggior parte delle persone pensa agli effetti mente-corpo solo in termini di emozioni, ha aggiunto. Eppure, “la psicologia è intrinseca a tutto ciò che il corpo fa. Sosterrei che la mente influenza ogni risultato fisiologico in una certa misura”.

Le aspettative non sono l'unico fattore che distorce la percezione del tempo. Se da un lato credere che il tempo scorra più velocemente favorisce la guarigione, dall'altro emozioni negative intense, come la paura, dilatano significativamente la nostra percezione del tempo, facendolo sembrare più lento.

In uno studio, i partecipanti hanno guardato spezzoni spaventosi tratti da Shining o Scream. Successivamente, al centro dello schermo del computer compariva un cerchio blu. I partecipanti hanno percepito che il cerchio durava più a lungo dopo aver visto film spaventosi rispetto a film neutri o tristi.

Sylvie Droit-Volet, la ricercatrice principale dello studio, ha dichiarato a The Epoch Times che l'espansione soggettiva è probabilmente dovuta al fatto che “la paura accelera l'orologio interno, facendo sembrare che il tempo scorra più velocemente e spingendo all'azione”, ovvero alla risposta di lotta o fuga.

Poiché l'orologio interno ticchetta più velocemente, misurando un maggior numero di unità di tempo al secondo, il mondo esterno sembra muoversi al rallentatore. La dilatazione del tempo permette al cervello di elaborare le informazioni con maggiore precisione durante situazioni di pericolo di vita.


Rallentamento del tempo

Possiamo anche far sembrare il tempo più lungo in modi positivi, ad esempio ricercando momenti di meraviglia.

Uno studio del 2012 pubblicato su Psychological Science ha rilevato che provare stupore, sia per una storia che per un ricordo, fa percepire il tempo come più abbondante.

Lo stupore agisce come un pulsante di reset per il cervello. Ci riporta intensamente al momento presente. Secondo la “teoria dell'estensione del presente”, concentrarsi sul presente dilata la percezione del tempo perché non ci proietta mentalmente verso il futuro. Riempiendo il presente di vastità, lo stupore contrasta la sensazione che il tempo stia sfuggendo di mano, rendendo la vita più appagante.

Lo studio ha inoltre rilevato che le persone che provavano stupore erano meno impazienti, più disposte ad aiutare gli altri e preferivano le esperienze ai prodotti materiali.

Possiamo inoltre rallentare la nostra percezione del tempo attraverso la pratica dell'assaporare.

“Assaporare significa evidenziare le nostre esperienze con un evidenziatore”, ha dichiarato la psicologa Tamar Chansky a The Epoch Times. Assaporare non richiede una durata maggiore, bensì uno spostamento dell'attenzione.

Per chi ha poco tempo a disposizione, la Chansky suggerisce di assaporare “altri due bocconi” di un'esperienza, che si tratti di gustare un caffè o di guardare fuori dalla finestra, per stimolare la consapevolezza cerebrale. Questo semplice gesto crea “piccoli e invisibili momenti di espansione” all'interno delle nostre giornate finite. È un modo per nutrire lo spirito senza dover stravolgere la propria agenda, ha affermato.

“Potremmo facilmente trascorrere un'intera giornata di fretta... e alla fine della giornata potremmo sentirci abbastanza o persino molto produttivi, ma potremmo non sentirci bene. Quindi trovare questi piccoli momenti... ci aiuta a percepire quell'espansione interiore”.

L'intuizione della Chansky è in linea con i risultati della ricerca secondo cui allenare l'attenzione, ad esempio attraverso la meditazione, può modificare la nostra percezione del tempo.

Chi pratica la meditazione percepisce che il tempo scorre più lentamente durante la meditazione e nella vita quotidiana rispetto a chi non medita.

Stare a contatto con la natura rallenta anche la nostra percezione del tempo.

In uno studio, i partecipanti hanno sovrastimato la durata di una passeggiata di quasi due minuti quando si svolgeva nella natura, mentre le loro stime erano accurate per le passeggiate in città. Il contatto con la natura aumenta la consapevolezza e riduce lo stress, stati che sono teoricamente collegati a un rallentamento dell'orologio biologico interno. Se avete bisogno di “trovare” un po' di tempo, potete farlo nella natura selvaggia. “Il tempo cresce sugli alberi”, concludeva lo studio.


Ricordi e tempo

Perché le estati dell'infanzia sembrano infinite, mentre gli anni dell'età adulta volano via in un attimo? La risposta sta nel modo in cui il nostro cervello elabora le novità. Il nostro cervello misura il tempo in base al numero di nuovi ricordi che vengono creati.

Quando incontriamo stimoli inattesi, il nostro cervello elabora più informazioni, il che porta a una percezione soggettiva di maggiore durata. Negli esperimenti in cui uno stimolo a bassa probabilità, chiamato “elemento anomalo”, compare in un flusso di stimoli standard ripetitivi, l'elemento anomalo, o novità, viene costantemente percepito come di durata maggiore.

“Più le esperienze che viviamo sono uniche, significative o mutevoli, più lungo sembra il lasso di tempo nella nostra memoria”, ha affermato Marc Wittmann, ricercatore presso l'Istituto per le aree di frontiera della psicologia e della salute mentale in Germania. D'altro canto, la routine comprime il tempo nella memoria interrompendo la registrazione di dettagli già noti. Quando i neuroni si attivano ripetutamente in risposta allo stesso stimolo, la loro risposta diminuisce; diventano più efficienti ma registrano meno dati.

Pertanto, per ampliare la vostra vita soggettiva, introducete la varietà.

“Una vita appagante e varia è una vita lunga”, ha dichiarato Wittmann a The Epoch Times. Questo effetto non consiste semplicemente nel riempire l'agenda di impegni, ma nel creare una “profonda risonanza emotiva con il mondo”. Cento giorni di routine si fondono in un'unica unità di memoria nel cervello; una settimana di viaggi o di nuove esperienze rimane distinta e ricca di significato.

La recente ricerca di Wittmann aggiunge una sfumatura: anche la capacità cognitiva gioca un ruolo importante. Con l'avanzare dell'età, la percezione che l'ultimo decennio sia volato è in parte dovuta al declino cognitivo, che influisce sulla nostra capacità di codificare ricordi complessi. Tuttavia, questo effetto è moderato. Le persone che si mantengono in forma mentale e fisica e continuano a ricercare esperienze nuove ed emotivamente gratificanti, possono soggettivamente ampliare la propria percezione del tempo indipendentemente dall'età.


Il potere liberatorio della finitezza

La consapevolezza che il nostro tempo è limitato è spesso vista come morbosa, ma può essere fonte di liberazione. Essendo creature finite in un mondo di infinite possibilità, siamo liberi di scegliere come impiegare il nostro tempo.

Questa libertà comporta una responsabilità. Ogni scelta implica il costo opportunità di infinite altre vite che non possiamo vivere: riconoscere questo limite ci permette di concentrarci sul presente.

Riconoscere che la vita è finita ci impone anche di scegliere ciò che conta davvero.

Un dilemma è decidere se scambiare il tempo con il denaro o il denaro con il tempo. In uno studio condotto su circa 1.000 studenti laureandi, coloro che tendevano a dare più valore al tempo che al denaro avevano maggiori probabilità di scegliere percorsi intrinsecamente significativi dopo l'università e, un anno dopo, riportavano un maggiore benessere generale rispetto a coloro che davano priorità al denaro.

Eppure la vita non riguarda solo la carriera o le cose materiali, ma anche le persone. Creare legami con le persone ci aiuta a sentirci ancorati al tempo. Uno studio del 2024 ha rilevato che le persone che si sono sentite socialmente isolate durante la pandemia hanno sperimentato una “rottura temporale”, ovvero un profondo senso di disconnessione che le portava a faticare a scandire i giorni, a ordinare gli eventi passati o a immaginare il futuro. Quando costruiamo legami con gli altri, soprattutto con le persone che amiamo, acquisiamo un corretto orientamento temporale.

Droit-Volet ha affermato che per utilizzare il tempo a proprio vantaggio “bisogna vivere appieno il momento presente: coltivare l'amore dei propri cari, trovare interesse e passione nel proprio lavoro e nelle proprie attività e, soprattutto, dare un senso alla propria vita”. 


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: https://www.francescosimoncelli.com/


Supporta Francesco Simoncelli's Freedonia lasciando una mancia in satoshi di bitcoin scannerizzando il QR seguente.


1 commento:

  1. Un bel riassunto di alcun concetti che ci sono familiari ma, sovente, sono "archiviati" e/o dimenticati.
    Un articolo che offre interessanti spunti di riflessione, grazie per averlo postato.

    A rileggersi presto, saluti.
    Antonio Pani

    RispondiElimina