Oltre alla "marea nera" descritta da Fred Reed, la quale caratterizza la maggior parte dei paesi Occidentali, vorrei aggiungere altre mistificazioni che vengono portate avanti sui media mainstream da pseudo-intellettuali dalla lingua lunga e dal cervello corto. Scrive Krugman: «Gli Austriaci [...] credono che qualsiasi cosa faccia il mercato è giusto, a meno che non si tratti della riserva frazionaria, che è in qualche modo terribile.»
Il premio Nobel dei miei coglioni deve arrivare a capire che spargere balle per l'etere e per il web non funziona più, c'è chi le scopre. Gli Austriaci considerano il libero mercato come il miglior modo per diffondere le informazioni in un'economia e per promuovere la risoluzione a determinati problemi (gli errori possono essere ancora commessi). Al contrario degli interventisti e dei pianificatori centrali che hanno la folle credenza di essere onniscenti e fissare le regole per tutti. Inoltre, la riserva frazionaria non ha nulla a che fare con il libero mercato. Cosa c'è di "libero" nell'essere all'oscuro del fatto che la banca in cui possiedi i tuoi depositi li presta a soggetti terzi creando diritti di proprietà doppi?
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di Fred Reed
Molte cose caratterizzano i paesi del Terzo Mondo, qualunque cosa significhi "Terzo Mondo".
La prima è la corruzione. L'America sta marcendo grazie ad essa, ma la corruzione Americana è distinta dalla corruzione, diciamo, in Guatemala o in Thailandia, essendo meno visibile e meglio organizzata.
Diverse differenze importanti esistono tra la corruzione del Terzo Mondo e quella in America. Nella maggior parte del Terzo Mondo, la corruzione esiste dall'alto fino al basso. Tutti e tutto sono in vendita. La corruzione equivale ad un sistema economico, come il capitalismo o il socialismo. Al contrario, negli Stati Uniti, la corruzione fiorisce soprattutto a livello del governo e del commercio. Non te la cavi (almeno credo) con delle sigarette twenty grand per un'ammissione ad Harvard, affinché il funzionario accetti quella lumaca incapace ed ottusa di una prole illegittima. Né si paga un giudice locale affinché faccia cadere le accuse per droga contro il vostro ragazzo. E in posti come il Guatemala e l'Egitto, la corruzione tende ad essere personale. Il corruttore e il corrotto agiscono come individui.
Negli Stati Uniti, la corruzione si verifica a livello di politica e di contratti, tra le corporazioni, gli interessi particolari, ed il Congresso. E' fatta con grazia e di solito legalmente. Per esempio, Big Pharma paga il Congresso per inserire, in un disegno di legge voluminoso che quasi nessuno leggerà, una clausola che dice che il governo pagherà il prezzo di listino per i farmaci, invece di negoziare un prezzo migliore. Nel tempo, ciò varrà centinaia di milioni, pagati da voi. Tuttavia, la clausola è legale. Oppure l'industria militare paga il Congresso affinché acquisti un aereo enormemente costoso e non necessario. E' legale. Leggete le leggi. Oppure l'industria agroalimentare paga il Congresso affinché sborsi ingenti sovvenzioni. Anche questo è legale.
In Messico pagate un'inutile insegnante per la vostra inutile figlia affinché ottenga voti che non aveva guadagnato in modo che possa entrare all'università. La corruzione si basa sull'iniziativa individuale. Al contrario, in America, la corruzione è una settore da class-action. I grandi gruppi – neri, donne, Indiani, sindacati – corrompono o intimidiscono il Congresso affinché fornisca loro privilegi speciali: azioni positive, condizioni preferenziali razziali e di sesso, casinò, prestiti e preferenze dalla Small Business Administration in base al sesso ed all'etnia. Corruzione, pura e semplice. Ma legale.
In secondo luogo, la polizia irresponsabile e spesso invadente non è soggetta al controllo da parte della popolazione. In America i dipartimenti di polizia stanno diventando rapidamente sempre più militarizzati e selvaggi, e con poteri crescenti. Un cittadino rispettoso della legge non dovrebbe mai avere paura della polizia, ed un poliziotto che si comporta male dovrebbe preoccuparsi intensamente quando un cittadino rispettoso della legge appunta il suo numero di matricola con l'intento di chiamare il capo. Quei giorni sono finiti. Oggi i poliziotti possono opprimere, minacciare, e perseguitare, e c'è ben poco da fare. Le leggi contro la proliferazione dei video sulla polizia possono avere un solo scopo, evitare l'esposizione del comportamento scorretto. Terzo Mondo.
Qualsiasi organizzazione coinvolta nel controllo di una popolazione è un fattore di polizia, così come la TSA, la "Sicurezza Nazionale", l'FBI, la NSA, l'ICE, e così via. Contro nessuno di questi il cittadino ha potere di fare ricorso. In linea di principio, sì, ma in pratica, no. Terzo Mondo, ma molto più efficiente.
In terzo luogo, la mancanza di un governo costituzionale. Non è la stessa cosa come la mancanza di una costituzione. L'Unione Sovietica aveva una costituzione ammirevole, e non vi prestò attenzione. L'America si dirige rapidamente nella stessa direzione.
In America, la Costituzione è sempre più ignorata dal governo. Costituzionalmente i tre rami del governo sono co-eguali, ma in pratica la Corte Suprema è di poco conto ed il Congresso è il braccio d'azione di una oligarchia aziendale. Costituzionalmente il Congresso deve dichiarare guerra, ma ora il presidente invia truppe da combattimento dove vuole ed il Congresso lo legge sul Washington Post. Il presidente può ordinare l'assassinio di cittadini, ignorare l'habeas corpus, monitorare e conservare le e-mail. Il governo può ispezionarvi a proprio piacimento senza alcuna pretesa di causa probabile. Terzo Mondo.
In quarto luogo, l'impunità. Nel mondo di Bush, i ricchi ed i potenti non vengono mai portati a giudizio a prescindere dai loro crimini. Ci siamo arrivati. Wall Street gestisce una truffa chiara e ben documentata, il racket dei prestiti subprime, causando danni immensi al paese. Quanti sono andati in galera? Quanti sono stati processati? Quanti ora hanno alte posizioni nel governo federale? Terzo Mondo.
In quinto luogo, un enorme divario tra ricchi e poveri. Mentre l'economia Americana affonda, la classe media sprofonda nella classe medio-bassa. Lo sprofondamento assume molte forme. I prezzi aumentano, ma i redditi no. Le case vengono pignorate. I prestiti agli studenti legati alle case dei genitori diventano massacranti. Le aziende assumono persone come singoli contraenti, senza benefici. Sempre più giovani spesso vivono con i genitori. La nave sta imbarcando acqua.
Ma i ricchi prosperano. In America rimangono poco appariscenti, non ostentano i loro soldi. Ma ce li hanno. Terzo Mondo.
Sesto, una stampa controllata. Ho il sospetto che che molti Americani insisteranno sul fatto che la stampa è libera, perché viene ripetutamente detto così, perché non hanno niente con cui paragonarla, e perché il controllo è gestito con più abilità. Ma esiste.
In America, il controllo non funziona come in URSS, con la punizione selvaggia di una minima espressione di idee indesiderate; ciò sarebbe ovvio e suscitarebbe opposizione. Il controllo Americano funziona secondo il principio dell'ingannare abbastanza gente, in abbastanza tempo.
A rigor di termini, gli Stati Uniti hanno una stampa libera. Si possono facilmente comprare libri di David Duke, Karl Marx, Hitler, o Malcolm X. Il trucco è che pochi leggono. Governano televisione e giornali, e sono di proprietà di grandi aziende che si occupano di promuovere gli interessi delle grandi corporazioni.
Tali interessi stanno massimizzando l'audience per la pubblicità, che è da dove viene il denaro; controllare un paese in cui vari gruppi si scannerebbero se i demagoghi fossero autorizzati a far scattare la scintilla; impedire alle corporazioni di subire ogni sorta di controllo e promuovere i programmi politici dei media.
Così non si avrà mai e poi mai una critica seria di Israele, e non si avrà mai e poi mai un Palestinese che possa offrire chiaramente le sue opinioni. Non si avrà alcuna copertura dei crimini dei neri, il che potrebbe portare ad uno sconvolgimento sociale. Non si avrà un reportage desolante delle guerre – una bambina che guarda perplessa le sue viscere che penzolano fuori a causa delle schegge (di granate). Non si avrà alcun reportage investigativo serio sulla corruzione aziendale. E così via. Continuare a proporre il distacco. Continuare a proporre rassicurazioni.
Non lasciare che, diciamo, un poliziotto parli di quello che succede veramente, o un GI parli di quello che fanno realmente i soldati in Afghanistan, e non lasciare che i dibattiti politici vertano sulla sostanza. Non permettere, ad esempio, domande improvvisate: "Signor Santorum, può elencare i paesi che confinano con l'Iran?" Oh no. Non si deve rivelare agli elettori che né loro né i candidati sanno di cosa stanno parlando. Meglio mantenere l'illusione di Cittadini Informati che Praticano la Democrazia.
I Messicani sanno che tipo di governo hanno. Gli Americani no.
[*] traduzione di Francesco Simoncelli: http://francescosimoncelli.blogspot.it/
giovedì 5 aprile 2012
mercoledì 4 aprile 2012
La "Ripresa" Ha Importanza?
Sapevo che una notizia simile sarebbe saltata fuori prima o poi. E' il limite all'intelligenza che impedisce agli economisti mainstream di guardare oltre il loro naso. Leggiamo: «E' importante riconoscere che un cambiamento significativo sta avendo luogo nel mercato del lavoro degli Stati Uniti [...] Tale mercato sta sperimentando una transizione da una forte crescita dei posti di lavoro ad un'espansione di medio termine che è più coerente con l'attuale panorama di elevati margini di profitto, bilanci corporativi forti e finanziamenti relativamente facili.»
In questo modo, non vedranno arrivare l'inflazione nei prezzi che sommergerà l'economia; proprio per questo, più avanti nell'articolo, hanno piena fiducia che la FED riuscirà a mantenere bassi i tassi d'interesse. Questi economisti ignorano che la disoccupazione sta vedendo leggeri miglioramenti proprio perché lo zio Ben continua a mitragliare l'ambiente economico di cartaccia svolazzante, la quale, lentamente ma inesorabilmente, sta trovando la propria via verso l'economia più ampia (facendo, quindi, aumentare prezzi e salari). Guardano i trend e stappano bottiglie di spumante, fregandosene altamente delle cause e degli effetti. Le cifre dell'occupazione migliorano? "Miracolo!" Ancora una volta, non sapranno cosa gli avrà colpiti.
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di Detlev Schlichter
Stavo pensando di iniziare questo articolo con un commento cinico di tale contenuto "i mercati azionari delle ultime settimane se ne sono usciti così: pensiamo di avere bisogno di un altro biliardo di euro da parte della BCE!" – Okay, forse non era il più grande scherzo, ma avete carpito l'idea. Ma poi il Wall Street Journal mi ha colpito, e non stava nemmeno cercando di essere divertente. In un articolo sui dati deboli della Zona Euro si può trovare questa frase:
Certo. E perché no?
Negli ultimi 12 mesi la BCE ha ampliato il proprio bilancio del 54%. A circa il 30% del PIL questo bilancio è ora il più grande tra le principali banche centrali. La stampante della BCE sta fornendo un sostegno "illimitato" a tutti quegli "asset" finanziari che nessuno sano di mente avrebbe comprato con i propri risparmi, e sta fornendo finanziamento "illimitato" alle banche Europee, che sono ora stabilmente in terapia intensiva. E dobbiamo ammettere che la strategia non è priva di successo: Le banche in Grecia sono di nuovo un problema in corso e quei bond del governo Spagnolo sono ancora una volta degli investimenti molto ricercati, anche se con rendimenti a singola cifra. Quindi, perché non stampare un altro biliardo di euro per rilanciare davvero l'economia? Non è ora che la BCE faccia davvero sul serio in questo business dello stimolo?
Che grande politica di "stimolo" è stata quella del 2001, quando anche la FED ha "protetto l'economia da una recessione più grave" ed ha mantenuto i tassi all'1% ed ha fatto scoppiare la più grande bolla speculativa ed ha quindi preparato il mondo ad una "crisi" ancora più grande nel 2007. Se ci pensate, tutti i nostri problemi attuali sono il risultato dello "stimolo" passato – degli sforzi passati di mantenere i tassi di interesse bassi, di "stimolare" i prestiti e di incoraggiare l'indebitamento. Ora gli interventisti di ogni colore ci dicono che possiamo solo uscire da questo pasticcio abbassando ancora di più i tassi di interesse ancora più a lungo.
Einstein disse che la definizione di stupidità era quella di fare la stessa cosa più e più volte ed aspettarsi un risultato diverso. Questo mi fa pensare se l'intelligenza economica ne sia già vittima in questa crisi in atto.
Potrebbe essere così. La settimana scorsa ho letto da qualche parte che un candidato di estrema sinistra in Francia (non Hollande, qualcuno anche più a sinistra di lui), chiede che la BCE presti i soldi direttamente alle aziende. Penso che questa idea non sia così peregrina considerando quanto velocemente e facilmente il consenso di oggi abbia accolto l'intervento della politica. Solo cinque anni fa sarebbe stato impensabile che le principali banche centrali del mondo sarebbero diventate i più grandi compratori marginali e singoli titolari più grandi del debito sovrano dei loro paesi, o che avrebbero offerto un numero illimitato di prestiti gratuiti per le loro banche con scadenze a più anni contro garanzie da evitare. Questo era il tipo di cose irresponsabili che i banchieri centrali responsabili deridevano. Oggi, questa è una pratica standard nella maggior parte del mondo altamente industrializzato. Ciò che era considerato folle cinque anni fa, ora è semplicemente "non convenzionale".
E questa evoluzione non dovrebbe essere una sorpresa. Come ho spiegato in Paper Money Collapse – The Folly of Elastic Money and the Coming Monetary Breakdown, quello che stiamo vedendo è davvero la logica del sistema statale a moneta fiat portato alla sua naturale conclusione. La ragion d'essere del sistema era quella di non lasciare che il libero mercato fissasse i tassi di interesse e la disponibilità del credito. In un libero mercato il livello dei tassi di interesse e la disponibilità del credito sono determinati naturalmente dal bacino dei risparmi volontari disponibili. L'idea era sempre quella di accomodare i tassi di interesse a livelli più bassi e di incoraggiare ulteriore creazione di denaro e di credito. In un sistema monetario come il nostro, la capacità delle banche di creare depositi monetari e prestiti è in gran parte il risultato di decisioni amministrative da parte della banca centrale – almeno fino a quando le banche non hanno esagerato col denaro a buon mercato e la banca centrale ha dovuto usare il proprio bilancio per sostenere l'attuale crescita del credito. Questo è dove siamo ora.
Come è vero per tutti i tipi di intervento sul mercato, una volta che si fissa una variabile è necessario correggere le altre, e prima o poi deve essere coinvolto il tutto. Mentre sempre più sezioni dell'economia diventano dipendenti da denaro a buon mercato, il rischio di rendimenti in aumento e di premi al rischio più grandi diventano una minaccia sempre più potente per il castello di carte sovradimensionato. Per evitare il collasso, la banca centrale deve manipolare i prezzi degli asset sempre più direttamente.
Il tizio comunista della Francia ha semplicemente anticipato il prossimo passo nella degradazione della nostra economia di cartamoneta, il punto in cui non solo il governo e le banche saranno supportate direttamente dalla banca centrale, ma anche le imprese ed i consumatori. Ciò che è buono per i primi è di certo buono per i secondi. Perché i ristoranti Greci sono ancora di fronte al rischio di fallimento quando le banche Greche ottengono denaro senza limiti?
In ogni caso, questo sviluppo è molto più probabile di qualsiasi altro tipo di "strategia d'uscita" delle banche centrali. — Non si sente più parlare di queste strategie d'uscita, vero? C'è una ragione. Non ce ne sono. Ogni giorno che l'attuale follia di denaro gratis continua, le banche centrali si scavano una buca più profonda. Con asset prezzati malamente basati su denaro a basso costo e con bilanci sempre più sostenuti da prestiti gratuiti, la politica di restringimento equivale a tirare via il tappeto da sotto l'intero sistema. Non c'è via d'uscita.
Sotto steroidi
Ma torniamo al titolo di questo articolo. Di quale ripresa sto parlando? In Europa apparentemente non c'è. Ma ultimamente i dati sono migliorati negli Stati Uniti, anche se a passo di lumaca. Gli "interventisti" assegnano molta importanza a questi sviluppi. Essendo interventisti, prestano poca attenzione alle ragioni per cui eravamo in una fase di recessione in primo luogo. Non c'è mai tanta attenzione sulle cause profonde della crisi o qualsiasi dibattito sul se siano state rimosse. Le recessioni sembrano semplicemente accadere, così anche le bolle speculative e l'indebitamento eccessivo. Tutto ciò che importa è che il governo crei una sorta di crescita, poi, con un pò di fortuna, questa crescita potrebbe portare ad una maggiore crescita, e prima o poi potremmo farcela da soli ed uscire da questo pasticcio. Facile.
Penso che le probabilità che questo accada siano molto vicine allo zero. E non mi importa molto di quello che i dati attuali dovrebbero dirci. Non fa molta differenza.
Prendete il calo della disoccupazione negli Stati Uniti. Potrebbe essere attribuito ad un calo della partecipazione al mercato del lavoro, poiché molti disoccupati di lunga durata – il loro numero è cresciuto notevolmente in questa recessione – abbandonano del tutto il mercato del lavoro ufficiale? Oppure, potrebbe essere il risultato del recente clima mite? Oppure, come diranno gli ottimisti, è il risultato dell'assunzione aggiuntiva? Francamente, non lo so e non credo che conti molto.
Sappiamo quali sono stati i problemi e quali sono tuttora: un'errata allocazione di capitale ed un'attività economica distorta su scala gigantesca, come conseguenza di decenni di denaro artificialmente a buon mercato. Le politiche degli interventisti – in primo luogo tassi di interesse a zero e quantitative easing – avevano lo scopo di sostenere questi squilibri, sabotando la loro liquidazione, scoraggiando lo sdebitamento e rinviando la – certamente dolorosa – pulizia dell'economia dagli squilibri accumulati. Questa politica ha in gran parte avuto successo, forse con l'eccezione di alcune parti del mercato immobiliare Statunitense, che si è andato effettivamente correggendo dai livelli della bolla. Oltre a questo, credo che la politica abbia finora tentato di sostenere l'insostenibile un pò più a lungo ed ha quindi proiettato una falsa immagine di stabilità. Congratulazioni.
Naturalmente, non possiamo escludere che questa politica possa anche generare una certa attività aggiuntiva qua e là. Il denaro gratis potrebbe non arrestare lo sdebitamento tanto necessario e la pulizia, ma potrebbe anche favorire un maggior indebitamento ed investimenti aggiuntivi. Chi può dire che le migliaia di miliardi di nuove unità valutarie non impediranno ai bilanci di estendersi ancora di più?
Il fatto è che niente di ciò che vediamo in questo momento può essere preso per oro colato. Non il rally azionario, non i livelli di rendimento, non i dati economici nei giornali. Tutto deve essere preso con le pinze date le distorsioni della politica monetaria surreale.
Ma possiamo essere sicuri di una cosa: Niente di tutto questo dovrebbe essere preso come un'indicazione di una salute in miglioramento. Il paziente è ancora malato, ma sta facendo giri di pista supplementari con l'aiuto di steroidi, anfetamine e grandi quantità di caffeina. L'economia non starà fondamentalmente meglio fino a quando gli squilibri di fondo non verranno affrontati, e ciò è solo possibile se viene arrestata la stampa di denaro e viene di nuovo permesso al mercato di fissare i tassi di interesse ed altri prezzi.
Non so se gli economisti mainstream in realtà considerano incoraggianti il rally dei prezzi degli asset manifatturieri ed i barlumi di ripresa in un'economia che rimane mostruosamente sbilanciata e fondamentalmente malata. Non so cosa ci diranno i dati economici nei prossimi mesi o trimestri. Sono convinto che siamo ben lontani dal chiudere il libro sulla depressione presente.
Nel frattempo, la svalutazione della cartamoneta continua.
[*] traduzione di Francesco Simoncelli: http://francescosimoncelli.blogspot.it/
In questo modo, non vedranno arrivare l'inflazione nei prezzi che sommergerà l'economia; proprio per questo, più avanti nell'articolo, hanno piena fiducia che la FED riuscirà a mantenere bassi i tassi d'interesse. Questi economisti ignorano che la disoccupazione sta vedendo leggeri miglioramenti proprio perché lo zio Ben continua a mitragliare l'ambiente economico di cartaccia svolazzante, la quale, lentamente ma inesorabilmente, sta trovando la propria via verso l'economia più ampia (facendo, quindi, aumentare prezzi e salari). Guardano i trend e stappano bottiglie di spumante, fregandosene altamente delle cause e degli effetti. Le cifre dell'occupazione migliorano? "Miracolo!" Ancora una volta, non sapranno cosa gli avrà colpiti.
_________________________________________________________________
di Detlev Schlichter
Stavo pensando di iniziare questo articolo con un commento cinico di tale contenuto "i mercati azionari delle ultime settimane se ne sono usciti così: pensiamo di avere bisogno di un altro biliardo di euro da parte della BCE!" – Okay, forse non era il più grande scherzo, ma avete carpito l'idea. Ma poi il Wall Street Journal mi ha colpito, e non stava nemmeno cercando di essere divertente. In un articolo sui dati deboli della Zona Euro si può trovare questa frase:
L'inaspettato calo nel purchasing managers’ index survey suggerisce che potrebbero essere necessari maggiori stimoli da parte della Banca Centrale Europea, attraverso tagli dei tassi d'interesse o prestiti bancari supplementari, per proteggere l'economia da una recessione più grave.
Certo. E perché no?
Negli ultimi 12 mesi la BCE ha ampliato il proprio bilancio del 54%. A circa il 30% del PIL questo bilancio è ora il più grande tra le principali banche centrali. La stampante della BCE sta fornendo un sostegno "illimitato" a tutti quegli "asset" finanziari che nessuno sano di mente avrebbe comprato con i propri risparmi, e sta fornendo finanziamento "illimitato" alle banche Europee, che sono ora stabilmente in terapia intensiva. E dobbiamo ammettere che la strategia non è priva di successo: Le banche in Grecia sono di nuovo un problema in corso e quei bond del governo Spagnolo sono ancora una volta degli investimenti molto ricercati, anche se con rendimenti a singola cifra. Quindi, perché non stampare un altro biliardo di euro per rilanciare davvero l'economia? Non è ora che la BCE faccia davvero sul serio in questo business dello stimolo?
Che grande politica di "stimolo" è stata quella del 2001, quando anche la FED ha "protetto l'economia da una recessione più grave" ed ha mantenuto i tassi all'1% ed ha fatto scoppiare la più grande bolla speculativa ed ha quindi preparato il mondo ad una "crisi" ancora più grande nel 2007. Se ci pensate, tutti i nostri problemi attuali sono il risultato dello "stimolo" passato – degli sforzi passati di mantenere i tassi di interesse bassi, di "stimolare" i prestiti e di incoraggiare l'indebitamento. Ora gli interventisti di ogni colore ci dicono che possiamo solo uscire da questo pasticcio abbassando ancora di più i tassi di interesse ancora più a lungo.
Einstein disse che la definizione di stupidità era quella di fare la stessa cosa più e più volte ed aspettarsi un risultato diverso. Questo mi fa pensare se l'intelligenza economica ne sia già vittima in questa crisi in atto.
Uscire dalla strategia d'uscita
Potrebbe essere così. La settimana scorsa ho letto da qualche parte che un candidato di estrema sinistra in Francia (non Hollande, qualcuno anche più a sinistra di lui), chiede che la BCE presti i soldi direttamente alle aziende. Penso che questa idea non sia così peregrina considerando quanto velocemente e facilmente il consenso di oggi abbia accolto l'intervento della politica. Solo cinque anni fa sarebbe stato impensabile che le principali banche centrali del mondo sarebbero diventate i più grandi compratori marginali e singoli titolari più grandi del debito sovrano dei loro paesi, o che avrebbero offerto un numero illimitato di prestiti gratuiti per le loro banche con scadenze a più anni contro garanzie da evitare. Questo era il tipo di cose irresponsabili che i banchieri centrali responsabili deridevano. Oggi, questa è una pratica standard nella maggior parte del mondo altamente industrializzato. Ciò che era considerato folle cinque anni fa, ora è semplicemente "non convenzionale".
E questa evoluzione non dovrebbe essere una sorpresa. Come ho spiegato in Paper Money Collapse – The Folly of Elastic Money and the Coming Monetary Breakdown, quello che stiamo vedendo è davvero la logica del sistema statale a moneta fiat portato alla sua naturale conclusione. La ragion d'essere del sistema era quella di non lasciare che il libero mercato fissasse i tassi di interesse e la disponibilità del credito. In un libero mercato il livello dei tassi di interesse e la disponibilità del credito sono determinati naturalmente dal bacino dei risparmi volontari disponibili. L'idea era sempre quella di accomodare i tassi di interesse a livelli più bassi e di incoraggiare ulteriore creazione di denaro e di credito. In un sistema monetario come il nostro, la capacità delle banche di creare depositi monetari e prestiti è in gran parte il risultato di decisioni amministrative da parte della banca centrale – almeno fino a quando le banche non hanno esagerato col denaro a buon mercato e la banca centrale ha dovuto usare il proprio bilancio per sostenere l'attuale crescita del credito. Questo è dove siamo ora.
Come è vero per tutti i tipi di intervento sul mercato, una volta che si fissa una variabile è necessario correggere le altre, e prima o poi deve essere coinvolto il tutto. Mentre sempre più sezioni dell'economia diventano dipendenti da denaro a buon mercato, il rischio di rendimenti in aumento e di premi al rischio più grandi diventano una minaccia sempre più potente per il castello di carte sovradimensionato. Per evitare il collasso, la banca centrale deve manipolare i prezzi degli asset sempre più direttamente.
Il tizio comunista della Francia ha semplicemente anticipato il prossimo passo nella degradazione della nostra economia di cartamoneta, il punto in cui non solo il governo e le banche saranno supportate direttamente dalla banca centrale, ma anche le imprese ed i consumatori. Ciò che è buono per i primi è di certo buono per i secondi. Perché i ristoranti Greci sono ancora di fronte al rischio di fallimento quando le banche Greche ottengono denaro senza limiti?
In ogni caso, questo sviluppo è molto più probabile di qualsiasi altro tipo di "strategia d'uscita" delle banche centrali. — Non si sente più parlare di queste strategie d'uscita, vero? C'è una ragione. Non ce ne sono. Ogni giorno che l'attuale follia di denaro gratis continua, le banche centrali si scavano una buca più profonda. Con asset prezzati malamente basati su denaro a basso costo e con bilanci sempre più sostenuti da prestiti gratuiti, la politica di restringimento equivale a tirare via il tappeto da sotto l'intero sistema. Non c'è via d'uscita.
Sotto steroidi
Ma torniamo al titolo di questo articolo. Di quale ripresa sto parlando? In Europa apparentemente non c'è. Ma ultimamente i dati sono migliorati negli Stati Uniti, anche se a passo di lumaca. Gli "interventisti" assegnano molta importanza a questi sviluppi. Essendo interventisti, prestano poca attenzione alle ragioni per cui eravamo in una fase di recessione in primo luogo. Non c'è mai tanta attenzione sulle cause profonde della crisi o qualsiasi dibattito sul se siano state rimosse. Le recessioni sembrano semplicemente accadere, così anche le bolle speculative e l'indebitamento eccessivo. Tutto ciò che importa è che il governo crei una sorta di crescita, poi, con un pò di fortuna, questa crescita potrebbe portare ad una maggiore crescita, e prima o poi potremmo farcela da soli ed uscire da questo pasticcio. Facile.
Penso che le probabilità che questo accada siano molto vicine allo zero. E non mi importa molto di quello che i dati attuali dovrebbero dirci. Non fa molta differenza.
Prendete il calo della disoccupazione negli Stati Uniti. Potrebbe essere attribuito ad un calo della partecipazione al mercato del lavoro, poiché molti disoccupati di lunga durata – il loro numero è cresciuto notevolmente in questa recessione – abbandonano del tutto il mercato del lavoro ufficiale? Oppure, potrebbe essere il risultato del recente clima mite? Oppure, come diranno gli ottimisti, è il risultato dell'assunzione aggiuntiva? Francamente, non lo so e non credo che conti molto.
Sappiamo quali sono stati i problemi e quali sono tuttora: un'errata allocazione di capitale ed un'attività economica distorta su scala gigantesca, come conseguenza di decenni di denaro artificialmente a buon mercato. Le politiche degli interventisti – in primo luogo tassi di interesse a zero e quantitative easing – avevano lo scopo di sostenere questi squilibri, sabotando la loro liquidazione, scoraggiando lo sdebitamento e rinviando la – certamente dolorosa – pulizia dell'economia dagli squilibri accumulati. Questa politica ha in gran parte avuto successo, forse con l'eccezione di alcune parti del mercato immobiliare Statunitense, che si è andato effettivamente correggendo dai livelli della bolla. Oltre a questo, credo che la politica abbia finora tentato di sostenere l'insostenibile un pò più a lungo ed ha quindi proiettato una falsa immagine di stabilità. Congratulazioni.
Naturalmente, non possiamo escludere che questa politica possa anche generare una certa attività aggiuntiva qua e là. Il denaro gratis potrebbe non arrestare lo sdebitamento tanto necessario e la pulizia, ma potrebbe anche favorire un maggior indebitamento ed investimenti aggiuntivi. Chi può dire che le migliaia di miliardi di nuove unità valutarie non impediranno ai bilanci di estendersi ancora di più?
Il fatto è che niente di ciò che vediamo in questo momento può essere preso per oro colato. Non il rally azionario, non i livelli di rendimento, non i dati economici nei giornali. Tutto deve essere preso con le pinze date le distorsioni della politica monetaria surreale.
Ma possiamo essere sicuri di una cosa: Niente di tutto questo dovrebbe essere preso come un'indicazione di una salute in miglioramento. Il paziente è ancora malato, ma sta facendo giri di pista supplementari con l'aiuto di steroidi, anfetamine e grandi quantità di caffeina. L'economia non starà fondamentalmente meglio fino a quando gli squilibri di fondo non verranno affrontati, e ciò è solo possibile se viene arrestata la stampa di denaro e viene di nuovo permesso al mercato di fissare i tassi di interesse ed altri prezzi.
Non so se gli economisti mainstream in realtà considerano incoraggianti il rally dei prezzi degli asset manifatturieri ed i barlumi di ripresa in un'economia che rimane mostruosamente sbilanciata e fondamentalmente malata. Non so cosa ci diranno i dati economici nei prossimi mesi o trimestri. Sono convinto che siamo ben lontani dal chiudere il libro sulla depressione presente.
Nel frattempo, la svalutazione della cartamoneta continua.
[*] traduzione di Francesco Simoncelli: http://francescosimoncelli.blogspot.it/
martedì 3 aprile 2012
Libertarismo: la nostra speranza
Oggi vorrei ospitare sul blog questo breve articolo scritto dall'amico Luigi. Non vi prenderà molto tempo leggerlo, soprattutto spero che vi prenderà più tempo la riflessione successiva sulle implicazioni di quello che troverete scritto nelle seguenti righe. Nonostante il suo "pessimismo" iniziale, l'articolo ricorda molto quei notiziari che antiicpano alla popolazione le precauzioni da considerare tre giorni prima dell'uragano. Fornisce, infatti, la possibilità a chi ha una famiglia a cui pensare di fare scorte, di rivedere il proprio rifugio, di sgomberare la via di fuga, ecc. Non tutti prendono sul serio il bollettino d'informazione, come pochi riescono a leggere la scritta sul muro quando la vedono. Ovviamente, questo scritto non propone una soluzione "rigorosa" ed unica da attuare; diffidate da chi vi fornisce una simile "scorciatoia". Ognuno di noi sa quello che deve fare, abbiamo dentro noi stessi la chiave della serratura della cella in cui siamo costretti nostro malgrado. Dobbiamo sono riniziare a fidarci di noi stessi, riscoprire avidamente il nostro individualismo. Il libertarismo può illuminare la via per farci evitare i burroni, sta a noi percorrerla.
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di Luigi Pirri
Sembra davvero inevitabile: l’Italia morirà di statalismo. Non è soltanto una questione di numeri o statistiche; è una questione di mentalità, di sottostrato culturale allo sbando e prono al parassitismo politico, stimolato da una delle creazioni più sofisticate della statualità moderna, ovvero il welfare state. Sempre alla ricerca di un pezzo di torta tributaria, come ha correttamente osservato Pietro Monsurrò, oramai, l’italiano medio, è parte inconsapevole di un meccanismo inumano che lo spinge a disattendere le regole basilari della convivenza civile, tra cui il rispetto delle proprietà e la non ingerenza negli affari altrui, in una escalation Hobbesiana inarrestabile, la guerra legale di tutti contro tutti di leoniana memoria.
Come si può credere che una tale situazione possa essere protratta indefinitamente? A furia di dare calci al barattolo, il giocattolo si romperà fragorosamente, mentre la maggior parte delle persone si chiederà come tutto ciò sia potuto accadere nell’indifferenza generale, probabilmente addossando le responsabilità a categorie già mediaticamente bistrattate e politicamente molto deboli.
I numeri, impietosi, sono lì a mostrarci il fallimento dell’interventismo modellatore, dello “stato agente” e riparatore della presunta inefficienza e “ingiustizia” del mercato, costituito da spietati imprenditori, sfruttatori per definizione. Citiamo gli indicatori più importanti della situazione attuale:
Tutto questo, però, non deve indurci alla depressione o a gesti di violenza sconsiderata verso il prossimo o verso noi stessi. Ci sono diversi motivi per cui è necessario, a mio parere in parte doveroso, essere ottimisti. Sono, essenzialmente, riconducibili a due argomenti: uno “scientifico” e l’altro “utilitaristico - morale”.
Conoscenza e Studio
I libertari austriaci, per certi versi, possono considerarsi fortunati; essi hanno a disposizione una teoria economica incredibilmente solida, faticosamente costruita in quasi 500 anni di storia, a partire dagli Scolastici di Salamanca. La Teoria Austriaca fornisce tutti gli strumenti necessari per un’analisi corretta e obiettiva delle politiche economiche e, più in generale, dell’intera scienza in questione. Essa può dirci quali saranno gli effetti di espansioni ex novo dell’offerta di moneta; quali le conseguenze di prezzi imposti e di politiche redistributive,etc. Essa, però, non può dirci con precisione quando e come le conseguenze delle scelte degli attori economici si manifesteranno nella realtà materiale: come ha notato Rockwell, questo è un lavoro da indovini, non da economisti; nella fattualità economica entrano in gioco decine e decine di variabili, spesso inaspettate, per cui presumere di consocere perfettamente il futuro è tipica manifestazione della “presunzione di conoscenza” Hayekiana.
Ciò detto, sappiamo che l’epopea dell’insostenibile welfare state, finanziato attraverso un’imposizione fiscale inumana e il ricorso all’indebitamento perenne, accompagnati da una persistente e ineluttabile espansione dell’offerta monetaria, resa possibile dalle autorità bancarie centrali e dalla riserva frazionaria, volge al termine. Come Mises ha sottolineato, infatti:
Noi abbiamo la certezza che il sistema attuale è destinato a fallire. Non sappiamo, però, l’esatta manifestazione delle conseguenze di queste politiche. Ciò che sappiamo è che bisogna prepararsi ad affrontarle, nei limiti delle nostre possibilità. Questo vuol dire anche che il mercato non può essere ingannato per sempre, non si può pensare di farsi beffe indefinitamente degli attori economici, per quanto essi siano ormai assuefatti ad una statalizzazione sempre più forte dell’economia; interventismo chiama interventismo. Non all’infinito però.
Proprio per questo, dobbiamo imparare a maneggiare con grande dimestichezza gli strumenti metodologici della Scuola Austriaca, mettendo in luce le incongruità e le storture dell’attuale modello, destinato a scomparire (non senza aver lasciato una valanga di detriti). Questa conoscenza è in grado di conferirci serenità, seppure ciò non ci darà status particolari nei momenti più acuti della crisi. Ma non di solo pane vive l’uomo e, rispetto agli adepti di altre scuole economiche, noi abbiamo la certezza della conoscenza dalla nostra. Non è poco.
Che fare?
Ma cosa fare, in concreto, per facilitare l’avanzata del libertarismo? In un paese alla deriva, che senso ha continuare a sperare?
Senza dubbio, la situazione, per molte famiglie, è disperata; diventa sempre più difficile pianificare investimenti, possedere fonti di reddito sicure e godersi ciò che di buono la vita ha da offrirci. Probabilmente qualcuno obietterà che, in una situazione reale di carestia e povertà, non c’è conoscenza che tenga. Potrebbe essere così, ho la fortuna di non avere mai sperimentato una simile situazione.
Ma nonostante questo dobbiamo provare a resistere: dobbiamo trovare un rinnovato entusiasmo, lottare con insistenza contro lo statalismo più spietato ed oppressore e capire che il cambiamento più importante parte da noi stessi. Come ricorda Jacob Huebert, infatti:
Leonard Read aggiungerebbe:
Un altro punto fondamentale riguarda l’approccio e il dialogo con il nostro interlocutore: non possiamo tediare ed angustiare anche chi non è interessato alle nostre idee; questo è un atteggiamento prettamente statalista, di “inclusione” forzata nel dialogo e nel gruppo che, secondo l’avviso di chi scrive, dovrebbe essere evitato sempre. Piuttosto, mantenendo sempre il rispetto anche per il più socialista dei nostri interlocutori, dobbiamo cercare di suscitare curiosità e, perché no, stima nelle nostre azioni ed opere; solo così possiamo sperare di ottenere un seguito vero, un
seguito materialmente disinteressato ed intellettualmente entusiasta. Il libertarismo non agisce per “imporre”; agisce, prima facie, come forza “negativa”, come liberazione dall’imposizione altrui, pur sottolineando la capacità dell’essere umano di cooperare nell’organizzazione politico ed economica della quotidianità, in un contesto giuridico di rispetto della proprietà e della persona altrui.
Se tutto questo non vi convince, pensate all’unico personaggio politico in grado di entusiasmarci: Ron Paul. Qualcuno ha mai sentito Ron Paul di “piano” per “convertire” le masse? O di necessità di assecondare, almeno parzialmente, le richieste delle stesse? Il libertario texano non ha mai parlato di questo, piuttosto, attraverso la sua lunga carriera politica, si è dimostrato esempio di coerenza, integrità e conoscenza, attirando a sé sterminate folle di giovani (soprattutto) e meno giovani. Tutto ciò, nonostante la continua ostilità dei media verso di lui e le sue idee, nonostante le etichette spregiative affibiategli, nonostante le tattiche, talvolta anche illecite (brogli elettorali), per fermarne la prorompente ascesa.
Conclusioni
Le idee – come era solito affermare Rothbard – guidano il mondo, almeno sul lungo periodo. Il libertarismo è tipico delle persone a bassa preferenza temporale; non possiamo pretendere, dopo anni di statalismo spinto, di vedere concretizzati i nostri desideri nel breve periodo. Ma questo non deve far disperare: nessuno di noi sa con esattezza, cosa il futuro può riservare. Solo Dio può ciò. Noi, come pecore in mezzo ai lupi, cerchiamo di rendere più vivibile questo folle mondo statalista, di mostrare rispetto per tutto ciò che sprizza libertà, verità e saggezza, nella costante ricerca del miglioramento personale e del rispetto delle proprietà e della persona altrui. Ricordando sempre che, in fin dei conti, questa vita non è che un breve viaggio: l’importante, come scrive uno dei migliori blogger della rete, è lasciare il sassolino dalla parte giusta.
“Tu ne cede malis, sed contra audentior ito.”
___________________________________________________________________________________
di Luigi Pirri
Sembra davvero inevitabile: l’Italia morirà di statalismo. Non è soltanto una questione di numeri o statistiche; è una questione di mentalità, di sottostrato culturale allo sbando e prono al parassitismo politico, stimolato da una delle creazioni più sofisticate della statualità moderna, ovvero il welfare state. Sempre alla ricerca di un pezzo di torta tributaria, come ha correttamente osservato Pietro Monsurrò, oramai, l’italiano medio, è parte inconsapevole di un meccanismo inumano che lo spinge a disattendere le regole basilari della convivenza civile, tra cui il rispetto delle proprietà e la non ingerenza negli affari altrui, in una escalation Hobbesiana inarrestabile, la guerra legale di tutti contro tutti di leoniana memoria.
Come si può credere che una tale situazione possa essere protratta indefinitamente? A furia di dare calci al barattolo, il giocattolo si romperà fragorosamente, mentre la maggior parte delle persone si chiederà come tutto ciò sia potuto accadere nell’indifferenza generale, probabilmente addossando le responsabilità a categorie già mediaticamente bistrattate e politicamente molto deboli.
I numeri, impietosi, sono lì a mostrarci il fallimento dell’interventismo modellatore, dello “stato agente” e riparatore della presunta inefficienza e “ingiustizia” del mercato, costituito da spietati imprenditori, sfruttatori per definizione. Citiamo gli indicatori più importanti della situazione attuale:
- Spesa pubblica in costante aumento da un decennio e, oramai, pari a più del 50% del Pil;
- Una pressione fiscale da record nel mondo occidentale (seppur, stando a stime ufficiose, essa superi abbondantemente il 65%);
- Una legislazione barbara che non ha più rispetto alcuno per i settori produttivi e la privacy generale dei cittadini;
- Corruzione e Malaffare politico dilaganti, sprechi e inefficienze nella gestione delle risorse pubbliche sempre più pesanti.
Tutto questo, però, non deve indurci alla depressione o a gesti di violenza sconsiderata verso il prossimo o verso noi stessi. Ci sono diversi motivi per cui è necessario, a mio parere in parte doveroso, essere ottimisti. Sono, essenzialmente, riconducibili a due argomenti: uno “scientifico” e l’altro “utilitaristico - morale”.
Conoscenza e Studio
I libertari austriaci, per certi versi, possono considerarsi fortunati; essi hanno a disposizione una teoria economica incredibilmente solida, faticosamente costruita in quasi 500 anni di storia, a partire dagli Scolastici di Salamanca. La Teoria Austriaca fornisce tutti gli strumenti necessari per un’analisi corretta e obiettiva delle politiche economiche e, più in generale, dell’intera scienza in questione. Essa può dirci quali saranno gli effetti di espansioni ex novo dell’offerta di moneta; quali le conseguenze di prezzi imposti e di politiche redistributive,etc. Essa, però, non può dirci con precisione quando e come le conseguenze delle scelte degli attori economici si manifesteranno nella realtà materiale: come ha notato Rockwell, questo è un lavoro da indovini, non da economisti; nella fattualità economica entrano in gioco decine e decine di variabili, spesso inaspettate, per cui presumere di consocere perfettamente il futuro è tipica manifestazione della “presunzione di conoscenza” Hayekiana.
Ciò detto, sappiamo che l’epopea dell’insostenibile welfare state, finanziato attraverso un’imposizione fiscale inumana e il ricorso all’indebitamento perenne, accompagnati da una persistente e ineluttabile espansione dell’offerta monetaria, resa possibile dalle autorità bancarie centrali e dalla riserva frazionaria, volge al termine. Come Mises ha sottolineato, infatti:
"Non c'è modo di evitare il collasso finale di un boom indotto da un'espansione creditizia. La scelta è solo se la crisi debba avvenire prima come risultato dell'abbandono volontario di un'ulteriore espansione del credito o più tardi con la totale catastrofe del sistema monetario coinvolto".
Noi abbiamo la certezza che il sistema attuale è destinato a fallire. Non sappiamo, però, l’esatta manifestazione delle conseguenze di queste politiche. Ciò che sappiamo è che bisogna prepararsi ad affrontarle, nei limiti delle nostre possibilità. Questo vuol dire anche che il mercato non può essere ingannato per sempre, non si può pensare di farsi beffe indefinitamente degli attori economici, per quanto essi siano ormai assuefatti ad una statalizzazione sempre più forte dell’economia; interventismo chiama interventismo. Non all’infinito però.
Proprio per questo, dobbiamo imparare a maneggiare con grande dimestichezza gli strumenti metodologici della Scuola Austriaca, mettendo in luce le incongruità e le storture dell’attuale modello, destinato a scomparire (non senza aver lasciato una valanga di detriti). Questa conoscenza è in grado di conferirci serenità, seppure ciò non ci darà status particolari nei momenti più acuti della crisi. Ma non di solo pane vive l’uomo e, rispetto agli adepti di altre scuole economiche, noi abbiamo la certezza della conoscenza dalla nostra. Non è poco.
Che fare?
Ma cosa fare, in concreto, per facilitare l’avanzata del libertarismo? In un paese alla deriva, che senso ha continuare a sperare?
Senza dubbio, la situazione, per molte famiglie, è disperata; diventa sempre più difficile pianificare investimenti, possedere fonti di reddito sicure e godersi ciò che di buono la vita ha da offrirci. Probabilmente qualcuno obietterà che, in una situazione reale di carestia e povertà, non c’è conoscenza che tenga. Potrebbe essere così, ho la fortuna di non avere mai sperimentato una simile situazione.
Ma nonostante questo dobbiamo provare a resistere: dobbiamo trovare un rinnovato entusiasmo, lottare con insistenza contro lo statalismo più spietato ed oppressore e capire che il cambiamento più importante parte da noi stessi. Come ricorda Jacob Huebert, infatti:
“Ciò che possiamo fare per l’avanzamento della libertà è lavorare, prima di tutto e soprattutto, sull’unica unità sociale che possiamo attualmente migliorare: noi stessi. Ognuno di noi può imparare di più sulla libertà, sulla storia, sulla scienza Austriaca. Possiamo provare a migliorare noi stessi in tutti i campi, in particolare nella scrittura e nella capacità oratoria, in modo da trasmettere ad altri le nostre conoscenze”.
Leonard Read aggiungerebbe:
“Una volta compreso che il modo migliore di far progredire la libertà è l’autoperfezionamento, la prima cosa da tenere in mente è che, il nostro, non è un problema numerico. Se fosse necessario convertire una maggioranza al libertarismo, la causa della libertà sarebbe del tutto senza speranza. Ogni movimento significativo storico è stato guidato da uno o pochi individui, a capo di una piccola minoranza di energici supporters. I capi venivano da strani ed improbabili posti; nessuno avrebbe predetto la loro ascesa. Uno, ricordo, nacque in una mangiatoia. Un altro, leader di un movimento malvagio, fu un tappezziere Austriaco”.
Un altro punto fondamentale riguarda l’approccio e il dialogo con il nostro interlocutore: non possiamo tediare ed angustiare anche chi non è interessato alle nostre idee; questo è un atteggiamento prettamente statalista, di “inclusione” forzata nel dialogo e nel gruppo che, secondo l’avviso di chi scrive, dovrebbe essere evitato sempre. Piuttosto, mantenendo sempre il rispetto anche per il più socialista dei nostri interlocutori, dobbiamo cercare di suscitare curiosità e, perché no, stima nelle nostre azioni ed opere; solo così possiamo sperare di ottenere un seguito vero, un
seguito materialmente disinteressato ed intellettualmente entusiasta. Il libertarismo non agisce per “imporre”; agisce, prima facie, come forza “negativa”, come liberazione dall’imposizione altrui, pur sottolineando la capacità dell’essere umano di cooperare nell’organizzazione politico ed economica della quotidianità, in un contesto giuridico di rispetto della proprietà e della persona altrui.
Se tutto questo non vi convince, pensate all’unico personaggio politico in grado di entusiasmarci: Ron Paul. Qualcuno ha mai sentito Ron Paul di “piano” per “convertire” le masse? O di necessità di assecondare, almeno parzialmente, le richieste delle stesse? Il libertario texano non ha mai parlato di questo, piuttosto, attraverso la sua lunga carriera politica, si è dimostrato esempio di coerenza, integrità e conoscenza, attirando a sé sterminate folle di giovani (soprattutto) e meno giovani. Tutto ciò, nonostante la continua ostilità dei media verso di lui e le sue idee, nonostante le etichette spregiative affibiategli, nonostante le tattiche, talvolta anche illecite (brogli elettorali), per fermarne la prorompente ascesa.
Conclusioni
Le idee – come era solito affermare Rothbard – guidano il mondo, almeno sul lungo periodo. Il libertarismo è tipico delle persone a bassa preferenza temporale; non possiamo pretendere, dopo anni di statalismo spinto, di vedere concretizzati i nostri desideri nel breve periodo. Ma questo non deve far disperare: nessuno di noi sa con esattezza, cosa il futuro può riservare. Solo Dio può ciò. Noi, come pecore in mezzo ai lupi, cerchiamo di rendere più vivibile questo folle mondo statalista, di mostrare rispetto per tutto ciò che sprizza libertà, verità e saggezza, nella costante ricerca del miglioramento personale e del rispetto delle proprietà e della persona altrui. Ricordando sempre che, in fin dei conti, questa vita non è che un breve viaggio: l’importante, come scrive uno dei migliori blogger della rete, è lasciare il sassolino dalla parte giusta.
“Tu ne cede malis, sed contra audentior ito.”
lunedì 2 aprile 2012
Ben Bernanke ed il Caso del Lavoro Mancante
«[...] L'arbitrato non è un metodo appropriato per risolvere i conflitti
riguardanti l'altezza dei saggi salariali. Se l'arbitrato fissa i saggi
salariali all'altezza esatta del saggio potenziale di mercato, le
conseguenze sono le stesse di qualsiasi altro modo di fissazione dei
saggi salariali minimi al di sopra dell'altezza di mercato, cioè la
disoccupazione istituzionale. Non ha importanza il pretesto su cui
l'arbitro fonda la decisione. Quello che importa non è se i salari sono
"giusti" o "ingiusti" secondo un metro arbitrario, ma se produconoo meno
un eccesso di offerta di lavoro rispetto alla domanda. A qualcuno
potrebbe sembrare giusto fissare i saggi ad un'altezza tale che gran
parte della forza lavoro potenziale sia destinata alla disoccupazione
cronica. Ma nessuno può asserire che ciò sia convenzionale e vantaggioso
per la società.
Se la spesa governativa è finanziata dalle imposte o dal prestito, la capacità dei cittadini di spendere ed investire viene ridotta nella stessa misura in cui si espande il bilancio pubblico. Non viene creato alcun lavoro addizionale.
Ma se il governo finanzia il suo programma di spesa con l'inflazione — aumentando la massa monetaria ed espandendo il credito — causa un aumento generale dei prezzi di tutti i beni e servizi indotto dal denaro circolante. [...] Lord Keynes considerava l'espansione del credito un metodo efficiente per abolire la disoccupazione; credeva che "la riduzione graduale ed automatica dei salari reali come risultato dell'aumento dei prezzi" non sarebbe combattuta in modo altrettanto energico dalla manodopera come qualsiasi tentativo di ridurre i saggi salariali monetari. Tuttavia, il successo di questo piano ingegnoso richiederebbe un grado inverosimile di ignoranza e stupidità da parte dei salariati. Fintanto che i lavoratori credono che i saggi salariali minimi li avvantaggino, non si lasceranno ingannare da queste furbe trovate.» -- Ludwig von Mises
___________________________________________________________________________________
di Gary North
Il discorso di Bernanke del 26 Marzo è iniziato con un errore di analisi familiare. In particolare, egli ha continuato a dare l'impressione che il Federal Open Market Committee (FOMC) sia la causa della bassezza degli attuali tassi di interesse a breve termine. Non è così. Il tasso dello 0.25% è il risultato della politica della Federal Reserve, ma non la politica del FOMC. La FED paga lo 0.25% alle banche commerciali sulle riserve in eccesso. Se non avesse pagato un tasso di interesse dello 0.25%, il tasso sarebbe perfino inferiore. Dà sempre l'impressione che, senza l'intervento della FED, i tassi sarebbero stati più alti.
Le cause dei bassi tassi di oggi sono le diffuse decisioni dei banchieri commerciali di detenere riserve in eccesso presso la FED, che è quello che riflette il tasso dei FedFund. Le banche non stanno prendendo in prestito denaro da altre banche al fine di soddisfare i requisiti di riserva stabiliti dalla FED. Non hanno bisogno di soldi. Hanno un sacco di riserve in eccesso. Quindi, poiché non c'è domanda rivale per questo denaro, le banche mettono i loro soldi presso la FED, che paga lo 0.25%. Meglio ottenere qualcosa che niente.
IL MERCATO DEL LAVORO
Il suo discorso si è incentrato sul tasso di disoccupazione, come avrebbe dovuto essere. Questo tasso viene anche chiamato "La chance presidenziale imminente negli anni elettorali." Nell'era post-Seconda Guerra Mondiale, un tasso di disoccupazione superiore al 7% al momento delle elezioni è il bacio della morte.
Bernanke ha detto questo: "Abbiamo visto alcuni segnali positivi sul fronte lavoro di recente, tra cui un aumento nei guadagni in termini di buste paga mensili ed un calo notevole nel tasso di disoccupazione." Il tasso di disoccupazione è 8.3%. "Questa è una buona notizia." Per i Repubblicani, sì. Non per Obama.
Giusti entrambi i punti. "Di particolare interesse è il gran numero di persone che sono disoccupate da più di sei mesi." Anche questo è giusto. Non avendo nient'altro da fare, è probabile che voteranno a Novembre.
Ha sollevato la questione se questa disoccupazione è ciclica o permanente. Definisce "ciclico" come fa ogni Keynesiano, vale a dire, in modo errato: il risultato di una temporanea mancanza di domanda aggregata. "L'attuale elevato livello di disoccupazione di lunga durata è in primo luogo il risultato di fattori congiunturali, come una domanda aggregata insufficiente....?"
La causa di un'elevata disoccupazione non è una domanda aggregata insufficiente. Piuttosto, è l'elevata domanda aggregata di rimanere a casa e guardare la TV. Il problema è che alcuni degli operai disoccupati si rifiutano di lavorare per salari più bassi. Non vogliono i posti di lavoro disponibili. Altri lavoratori disoccupati non valgono più il salario minimo. Non riescono a trovare lavoro. Tutti loro sono pagati per non lavorare grazie al programma del governo federale di salvataggio dei lavoratori disoccupati, chiamato sussidio di disoccupazione, che il governo continua ad estendere.
Ha anche menzionato "un peggioramento della mancata corrispondenza tra le competenze dei lavoratori ed i requisiti dei datori di lavoro." Non ha menzionato la frase chiave che ogni economista dovrebbe usare sempre quando si parla di sovrabbondanza: "al prezzo di mercato prevalente." Se lo avesse fatto, il suo pubblico si sarebbe aspettato una discussione sui salari di mercato prevalenti in specifici mercati del lavoro. Non voleva farlo. Averlo fatto avrebbe significato indicare le cause della disoccupazione: l'interferenza del governo con i salari.
Bernanke ha giustificato le politiche inflazionistiche della FED che finanziano il governo Federale, che a sua volta spende il denaro contraffatto per "aumentare la domanda aggregata." Questa è sempre stata la soluzione Keynesiana sin dal 1936. Sarà la soluzione Keynesiana per sempre. Il Keynesiano vede il tasso di disoccupazione in termini di domanda aggregata insufficiente, il che significa deficit federali non sufficientemente grandi e politiche inflazionistiche delle banche centrali non sufficientemente grandi.
I posti di lavoro sono in aumento nel settore privato, ha detto. I licenziamenti si stanno moderando nel settore pubblico. Ma al momento, le ore lavorative sono il 4% in meno rispetto al 2007. Il mercato del lavoro resta debole, ha detto. L'occupazione nel settore privato è diminuita di 5 milioni di posti di lavoro. Ma la popolazione è aumentata. Il tasso di disoccupazione è stato di 3 punti percentuali al di sopra della sua media degli ultimi 20 anni. Lasciatemi dirlo in altro modo. La differenza tra 8.3% e 5.3% è di 3 punti percentuali. Quale percentuale di 5.3% rappresenta il 3%? Circa il 57%. Ciò significa che il tasso di disoccupazione attuale è del 57% al di sopra di quello che è stato normale per 20 anni. Mettiamola così, il tasso di disoccupazione presente nel 2012, dopo più di tre anni che è iniziata la recessione, è un disastro.
"Inoltre, una parte significativa del miglioramento del mercato del lavoro ha registrato una diminuzione dei licenziamenti piuttosto che un aumento delle assunzioni." In breve, il processo di creazione dei posti di lavoro non si sta riprendendo. "Prendendo la differenza tra assunzioni lorde e separazioni, la variazione mensile netta nelle buste paga durante questo periodo è stata, in media, meno di 100,000 posti di lavoro al mese – una cifra piccola rispetto ai flussi lordi."
LA NON-LEGGE DI OKUN
Abbiamo bisogno di più assunzioni, ha detto. Abbastanza vero. Come le otterremo? Con una più rapida crescita economica. Terrificante. Come avrà luogo questa crescita?
Poi è entrato in uno spasmo di chiacchiere Keynesiane: una discussione sulla legge di Okun, un'osservazione vecchia di 50 anni sulla disoccupazione e la crescita economica, per la quale c'era poca evidenza allora, e che ora è da tempo defunta. Non mi aspetto che seguiate quello che ha detto dopo. E' andato sul professorale. Questo è ciò che passa per comunicazioni significative in una classe specialistica a Princeton.
E' tipico di Bernanke aspettarsi davvero che la sua stitichezza verbale convinca un pubblico di qualcosa di diverso da questo: "Questo tizio è assolutamente incoerente." Greenspan era volutamente incoerente. Al contrario, Bernanke non è a conoscenza della propria incoerenza.
Paul Volcker parlava in Inglese. Lo fa ancora. Abbiamo avuto solo una persona come lui dal momento che William McChesney Martin si ritirò nel 1970.
"Alla luce di questa regolarità storica" – che non esiste – "la combinazione di una crescita relativamente modesta del PIL con il miglioramento più consistente del mercato del lavoro nell'ultimo anno è una sorta di puzzle. La risoluzione di questo enigma potrebbe darci informazioni importanti su come l'economia possa evolvere."
L'enigma è che egli crede che la legge di Okun sia una legge.
Se la legge di Okun fosse una legge, ci sarebbe una spiegazione logica per essa. Non c'è. Ci dovrebbero essere degli studi dettagliati sulla regolarità di questa legge per oltre mezzo secolo, non solo negli Stati Uniti, ma in altre nazioni. Non ci sono. La legge di Okun non è una legge. Era un indicatore statistico d'un tempo.
Bernanke non parla mai della mancanza di volontà dei lavoratori disoccupati di cercare un lavoro a salario minimo, o spostarsi in regioni in cui vi sono posti di lavoro. Ciò starebbe ad indicare responsabilità personale per la disoccupazione, caso per caso, piuttosto che un'insufficiente domanda aggregata.
"Disoccupazione strutturale" è una frase in codice nei circoli Keynesiani che sta per "mancanza di volontà di adattarsi ad un salario più basso."
Secondo lui, una parte di questa disoccupazione ha radici nella disoccupazione strutturale nel corso degli ultimi due decenni. "E sembra vero che negli ultimi due decenni o giù di lì, i fattori strutturali sono stati responsabili per un aumento della disoccupazione di lunga durata." In breve, ha accusato il libero mercato per la disoccupazione di lunga durata, vale a dire l'equilibrio con la disoccupazione.
Hey, Ben: voi Keynesiani avete gestito lo spettacolo della politica economica sin dal 1940. Come mai non avete ancora risolto il problema della disoccupazione strutturale? Keynes offrì la sua teoria generale per mostrare ai governi come risolverla. Quale sembra essere il problema?
Poi ha detto che probabilmente non è la disoccupazione strutturale. "Tuttavia, anche se i cambiamenti strutturali sono senza dubbio importanti nel lungo periodo, la mia lettura della ricerca è che, al massimo, una modesta porzione del recente aumento della disoccupazione di lunga durata è dovuto al persistere di fattori strutturali." Ha accusato i fattori ciclici. Ha offerto alcuni esempi statistici. Ha offerto una curva, detta curva di Beveridge. Presumibilmente, questa curva dimostra che la disoccupazione è più ciclica che strutturale.
Hey, Ben. E' il 2012. Avete aumentato la base monetaria di un fattore tre sin dalla fine del 2008. Il governo ha contratto deficit per $1.3 biliardi l'anno. Cosa serve alle vostre politiche Keynesiane per far arrivare questo mercato ciclico del lavoro nel range della normalità?
RIASSUMERE LO STUDIO
Poi ha riassunto il suo discorso. La sintesi non ha aggiunto nulla di nuovo. Il discorso non ha detto nulla di nuovo. Non ha offerto nessuna teoria grandiosa per quello che sta causando la disoccupazione. Non ha suggerito nessuna politica nuova che potrebbe trasformare questo presunto mercato del lavoro recessivo e ciclico in una ripresa.
Hey, Ben. Come possiamo ottenere questa "più rapida espansione della produzione e della domanda da parte dei consumatori"? Se non sei stato in grado di farlo dal 2008, perché qualcuno dovrebbe credere che sarai in grado di farlo nel 2012, un anno elettorale?
E' stato accomodante con questo mercato del lavoro per oltre tre anni. Il tasso di disoccupazione è ancora del 57% superiore alla media di lungo termine, e lo ammette.
Cosa farà dopo la FED? Quello che fa sempre: monitorare la situazione. "Dobbiamo osservare la disoccupazione di lunga durata con particolare attenzione." La FED produrrà la condizione "Riccioli d'Oro": il giusto.
Passi? Quali iniziative? Quale asso ha il FOMC nella sua manica collettiva?
In breve, anche se le politiche non sono riuscite a portare la ripresa, dovremmo essere certi che le stesse politiche un giorno non lontano funzioneranno, partendo dal presupposto che oggi è soprattutto la disoccupazione ciclica che diventa per lo più disoccupazione strutturale.
Domanda: Se le politiche della FED ed i deficit Keynesiani non hanno ancora convertito la disoccupazione ciclica in ripresa ciclica, perché qualcuno dovrebbe credere che più della stessa cosa – un'espansione senza precedenti della base monetaria in tempi di pace e deficit federali – aiuterà a superare la disoccupazione strutturale?
CONCLUSIONE
Il quadro analitico Keynesiano di Bernanke lo acceca sulla causa della mancanza di lavoro, vale a dire, la mancanza di volontà dei lavoratori disoccupati ad accettare lavori a salari prevalenti. La politica del governo di pagarli per non lavorare è la concausa. Sta sovvenzionando il rifiuto dei lavoratori a tagliare le loro rivendicazioni salariali.
Il tasso di disoccupazione è strutturale perché il problema è strutturale:
I responsabili delle politiche della FED sono pronti per espandere la base monetaria al fine di sovvenzionare il debito federale, che i Keynesiani pensano che creerà domanda aggregata. Ma il FOMC non è ancora pronto a farlo.
[*] traduzione di Francesco Simoncelli: http://francescosimoncelli.blogspot.it/
Se la spesa governativa è finanziata dalle imposte o dal prestito, la capacità dei cittadini di spendere ed investire viene ridotta nella stessa misura in cui si espande il bilancio pubblico. Non viene creato alcun lavoro addizionale.
Ma se il governo finanzia il suo programma di spesa con l'inflazione — aumentando la massa monetaria ed espandendo il credito — causa un aumento generale dei prezzi di tutti i beni e servizi indotto dal denaro circolante. [...] Lord Keynes considerava l'espansione del credito un metodo efficiente per abolire la disoccupazione; credeva che "la riduzione graduale ed automatica dei salari reali come risultato dell'aumento dei prezzi" non sarebbe combattuta in modo altrettanto energico dalla manodopera come qualsiasi tentativo di ridurre i saggi salariali monetari. Tuttavia, il successo di questo piano ingegnoso richiederebbe un grado inverosimile di ignoranza e stupidità da parte dei salariati. Fintanto che i lavoratori credono che i saggi salariali minimi li avvantaggino, non si lasceranno ingannare da queste furbe trovate.» -- Ludwig von Mises
___________________________________________________________________________________
di Gary North
Il discorso di Bernanke del 26 Marzo è iniziato con un errore di analisi familiare. In particolare, egli ha continuato a dare l'impressione che il Federal Open Market Committee (FOMC) sia la causa della bassezza degli attuali tassi di interesse a breve termine. Non è così. Il tasso dello 0.25% è il risultato della politica della Federal Reserve, ma non la politica del FOMC. La FED paga lo 0.25% alle banche commerciali sulle riserve in eccesso. Se non avesse pagato un tasso di interesse dello 0.25%, il tasso sarebbe perfino inferiore. Dà sempre l'impressione che, senza l'intervento della FED, i tassi sarebbero stati più alti.
Le cause dei bassi tassi di oggi sono le diffuse decisioni dei banchieri commerciali di detenere riserve in eccesso presso la FED, che è quello che riflette il tasso dei FedFund. Le banche non stanno prendendo in prestito denaro da altre banche al fine di soddisfare i requisiti di riserva stabiliti dalla FED. Non hanno bisogno di soldi. Hanno un sacco di riserve in eccesso. Quindi, poiché non c'è domanda rivale per questo denaro, le banche mettono i loro soldi presso la FED, che paga lo 0.25%. Meglio ottenere qualcosa che niente.
IL MERCATO DEL LAVORO
Il suo discorso si è incentrato sul tasso di disoccupazione, come avrebbe dovuto essere. Questo tasso viene anche chiamato "La chance presidenziale imminente negli anni elettorali." Nell'era post-Seconda Guerra Mondiale, un tasso di disoccupazione superiore al 7% al momento delle elezioni è il bacio della morte.
Bernanke ha detto questo: "Abbiamo visto alcuni segnali positivi sul fronte lavoro di recente, tra cui un aumento nei guadagni in termini di buste paga mensili ed un calo notevole nel tasso di disoccupazione." Il tasso di disoccupazione è 8.3%. "Questa è una buona notizia." Per i Repubblicani, sì. Non per Obama.
È importante sottolineare che, nonostante il recente miglioramento, il mercato del lavoro è lungi dall'essere normale; ad esempio, il numero di persone che lavorano e le ore di lavoro complessive sono ancora significativamente al di sotto dei picchi pre-crisi, mentre il tasso di disoccupazione resta ben al di sopra di quello che la maggior parte degli economisti giudicano essere il suo livello sostenibile di lungo periodo.
Giusti entrambi i punti. "Di particolare interesse è il gran numero di persone che sono disoccupate da più di sei mesi." Anche questo è giusto. Non avendo nient'altro da fare, è probabile che voteranno a Novembre.
Ha sollevato la questione se questa disoccupazione è ciclica o permanente. Definisce "ciclico" come fa ogni Keynesiano, vale a dire, in modo errato: il risultato di una temporanea mancanza di domanda aggregata. "L'attuale elevato livello di disoccupazione di lunga durata è in primo luogo il risultato di fattori congiunturali, come una domanda aggregata insufficiente....?"
La causa di un'elevata disoccupazione non è una domanda aggregata insufficiente. Piuttosto, è l'elevata domanda aggregata di rimanere a casa e guardare la TV. Il problema è che alcuni degli operai disoccupati si rifiutano di lavorare per salari più bassi. Non vogliono i posti di lavoro disponibili. Altri lavoratori disoccupati non valgono più il salario minimo. Non riescono a trovare lavoro. Tutti loro sono pagati per non lavorare grazie al programma del governo federale di salvataggio dei lavoratori disoccupati, chiamato sussidio di disoccupazione, che il governo continua ad estendere.
Ha anche menzionato "un peggioramento della mancata corrispondenza tra le competenze dei lavoratori ed i requisiti dei datori di lavoro." Non ha menzionato la frase chiave che ogni economista dovrebbe usare sempre quando si parla di sovrabbondanza: "al prezzo di mercato prevalente." Se lo avesse fatto, il suo pubblico si sarebbe aspettato una discussione sui salari di mercato prevalenti in specifici mercati del lavoro. Non voleva farlo. Averlo fatto avrebbe significato indicare le cause della disoccupazione: l'interferenza del governo con i salari.
Se predominano i fattori ciclici, allora le politiche che supportano una ripresa economica più ampia dovrebbero anche essere efficaci per affrontare la disoccupazione di lunga durata; se le cause sono strutturali, allora ci sarà bisogno di altri strumenti politici. Io sostengo che oggi, mentre le forze congiunturali e strutturali hanno senza dubbio contribuito a far crescere la disoccupazione di lunga durata, la persistente debolezza della domanda aggregata è probabilmente il fattore predominante. Di conseguenza, le politiche monetarie accomodanti della Federal Reserve, fornendo sostegno alla domanda ed alla ripresa, dovrebbero anche contribuire, nel tempo, a ridurre la disoccupazione di lunga durata.
Bernanke ha giustificato le politiche inflazionistiche della FED che finanziano il governo Federale, che a sua volta spende il denaro contraffatto per "aumentare la domanda aggregata." Questa è sempre stata la soluzione Keynesiana sin dal 1936. Sarà la soluzione Keynesiana per sempre. Il Keynesiano vede il tasso di disoccupazione in termini di domanda aggregata insufficiente, il che significa deficit federali non sufficientemente grandi e politiche inflazionistiche delle banche centrali non sufficientemente grandi.
I posti di lavoro sono in aumento nel settore privato, ha detto. I licenziamenti si stanno moderando nel settore pubblico. Ma al momento, le ore lavorative sono il 4% in meno rispetto al 2007. Il mercato del lavoro resta debole, ha detto. L'occupazione nel settore privato è diminuita di 5 milioni di posti di lavoro. Ma la popolazione è aumentata. Il tasso di disoccupazione è stato di 3 punti percentuali al di sopra della sua media degli ultimi 20 anni. Lasciatemi dirlo in altro modo. La differenza tra 8.3% e 5.3% è di 3 punti percentuali. Quale percentuale di 5.3% rappresenta il 3%? Circa il 57%. Ciò significa che il tasso di disoccupazione attuale è del 57% al di sopra di quello che è stato normale per 20 anni. Mettiamola così, il tasso di disoccupazione presente nel 2012, dopo più di tre anni che è iniziata la recessione, è un disastro.
"Inoltre, una parte significativa del miglioramento del mercato del lavoro ha registrato una diminuzione dei licenziamenti piuttosto che un aumento delle assunzioni." In breve, il processo di creazione dei posti di lavoro non si sta riprendendo. "Prendendo la differenza tra assunzioni lorde e separazioni, la variazione mensile netta nelle buste paga durante questo periodo è stata, in media, meno di 100,000 posti di lavoro al mese – una cifra piccola rispetto ai flussi lordi."
LA NON-LEGGE DI OKUN
Abbiamo bisogno di più assunzioni, ha detto. Abbastanza vero. Come le otterremo? Con una più rapida crescita economica. Terrificante. Come avrà luogo questa crescita?
Poi è entrato in uno spasmo di chiacchiere Keynesiane: una discussione sulla legge di Okun, un'osservazione vecchia di 50 anni sulla disoccupazione e la crescita economica, per la quale c'era poca evidenza allora, e che ora è da tempo defunta. Non mi aspetto che seguiate quello che ha detto dopo. E' andato sul professorale. Questo è ciò che passa per comunicazioni significative in una classe specialistica a Princeton.
Circa 50 anni fà, l'economista e consigliere presidenziale Arthur Okun individuò una regola empirica che è diventata conosciuta come legge di Okun. Questa regola empirica descrive la relazione osservata tra l'evoluzione del tasso di disoccupazione ed il tasso di crescita del prodotto interno lordo reale (PIL). Okun osservò che, a causa degli aumenti in corso nelle dimensioni della forza lavoro e nel livello di produttività, la crescita reale del PIL vicino al suo tasso di crescita potenziale è normalmente necessaria solo per tenere stabile il tasso di disoccupazione. Per ridurre il tasso di disoccupazione, quindi, l'economia deve crescere ad un ritmo superiore al suo potenziale. Più in particolare, a seconda delle versioni attualmente accettate della legge di Okun, per ottenere una riduzione di un punto percentuale del tasso di disoccupazione, nel corso di un anno, il PIL reale deve crescere di circa 2 punti percentuali più velocemente del tasso di crescita del PIL potenziale in tale periodo. Così, per esempio, se il tasso potenziale di crescita del PIL è del 2%, la legge di Okun afferma che il PIL deve crescere ad un tasso del 4% per un anno affinché si ottenga una riduzione di 1 punto percentuale del tasso di disoccupazione.
Alla luce di questa regolarità storica, la combinazione di una crescita relativamente modesta del PIL con il miglioramento più consistente del mercato del lavoro nell'ultimo anno è una sorta di puzzle. La risoluzione di questo enigma potrebbe darci informazioni importanti su come l'economia possa evolvere. Per illustrare la tensione, si consideri la relazione tra i recenti cambiamenti nel tasso di disoccupazione e nel PIL reale in relazione alle previsioni della legge di Okun. Come illustrato dalla posizione del quadrato denominato "2011" in relazione al rapporto della legge di Okun, rappresentata dalla linea, il declino del tasso di disoccupazione nel corso del 2011 è stato maggiore di quanto sembrerebbe coerente con una crescita del PIL nello stesso periodo. Infatti, con una crescita reale del PIL dello scorso anno al di sotto del 2%, meno di quanto la maggior parte degli economisti stimano essere il tasso potenziale di crescita dell'economia degli Stati Uniti, ci si sarebbe aspettato un piccolo cambiamento nel tasso di disoccupazione nell'ultimo anno o anche un leggero aumento. Cosa ci sta dicendo questa confluenza tra il significativo declino del tasso di disoccupazione ed il modesto aumento recente del PIL reale sullo stato dell'economia, e come sarà risolto il puzzle della legge di Okun?
E' tipico di Bernanke aspettarsi davvero che la sua stitichezza verbale convinca un pubblico di qualcosa di diverso da questo: "Questo tizio è assolutamente incoerente." Greenspan era volutamente incoerente. Al contrario, Bernanke non è a conoscenza della propria incoerenza.
Paul Volcker parlava in Inglese. Lo fa ancora. Abbiamo avuto solo una persona come lui dal momento che William McChesney Martin si ritirò nel 1970.
"Alla luce di questa regolarità storica" – che non esiste – "la combinazione di una crescita relativamente modesta del PIL con il miglioramento più consistente del mercato del lavoro nell'ultimo anno è una sorta di puzzle. La risoluzione di questo enigma potrebbe darci informazioni importanti su come l'economia possa evolvere."
L'enigma è che egli crede che la legge di Okun sia una legge.
Se la legge di Okun fosse una legge, ci sarebbe una spiegazione logica per essa. Non c'è. Ci dovrebbero essere degli studi dettagliati sulla regolarità di questa legge per oltre mezzo secolo, non solo negli Stati Uniti, ma in altre nazioni. Non ci sono. La legge di Okun non è una legge. Era un indicatore statistico d'un tempo.
Bernanke non parla mai della mancanza di volontà dei lavoratori disoccupati di cercare un lavoro a salario minimo, o spostarsi in regioni in cui vi sono posti di lavoro. Ciò starebbe ad indicare responsabilità personale per la disoccupazione, caso per caso, piuttosto che un'insufficiente domanda aggregata.
Una visione pessimistica è che una gran parte della disoccupazione che stiamo vedendo, in particolare la disoccupazione di lungo termine, è di natura strutturale, che riflette fattori quali le competenze inadeguate o non corrispondenza tra i tipi di capacità che i lavoratori hanno e le competenze richieste dai datori di lavoro. Se questo punto di vista è corretto, allora potrebbero persistere per un bel pò alti livelli di disoccupazione di lunga durata, anche dopo che l'economia si sarà pienamente ripresa.
"Disoccupazione strutturale" è una frase in codice nei circoli Keynesiani che sta per "mancanza di volontà di adattarsi ad un salario più basso."
Secondo lui, una parte di questa disoccupazione ha radici nella disoccupazione strutturale nel corso degli ultimi due decenni. "E sembra vero che negli ultimi due decenni o giù di lì, i fattori strutturali sono stati responsabili per un aumento della disoccupazione di lunga durata." In breve, ha accusato il libero mercato per la disoccupazione di lunga durata, vale a dire l'equilibrio con la disoccupazione.
Hey, Ben: voi Keynesiani avete gestito lo spettacolo della politica economica sin dal 1940. Come mai non avete ancora risolto il problema della disoccupazione strutturale? Keynes offrì la sua teoria generale per mostrare ai governi come risolverla. Quale sembra essere il problema?
Poi ha detto che probabilmente non è la disoccupazione strutturale. "Tuttavia, anche se i cambiamenti strutturali sono senza dubbio importanti nel lungo periodo, la mia lettura della ricerca è che, al massimo, una modesta porzione del recente aumento della disoccupazione di lunga durata è dovuto al persistere di fattori strutturali." Ha accusato i fattori ciclici. Ha offerto alcuni esempi statistici. Ha offerto una curva, detta curva di Beveridge. Presumibilmente, questa curva dimostra che la disoccupazione è più ciclica che strutturale.
Hey, Ben. E' il 2012. Avete aumentato la base monetaria di un fattore tre sin dalla fine del 2008. Il governo ha contratto deficit per $1.3 biliardi l'anno. Cosa serve alle vostre politiche Keynesiane per far arrivare questo mercato ciclico del lavoro nel range della normalità?
RIASSUMERE LO STUDIO
Poi ha riassunto il suo discorso. La sintesi non ha aggiunto nulla di nuovo. Il discorso non ha detto nulla di nuovo. Non ha offerto nessuna teoria grandiosa per quello che sta causando la disoccupazione. Non ha suggerito nessuna politica nuova che potrebbe trasformare questo presunto mercato del lavoro recessivo e ciclico in una ripresa.
In particolare, un esame delle recenti deviazioni dalla legge di Okun suggerisce che il recente declino del tasso di disoccupazione può riflettere, almeno in parte, un'inversione dei licenziamenti insolitamente numerosi che si sono verificati durante la fine del 2008 e nel 2009. Nella misura in cui questa inversione è stata completata, ulteriori miglioramenti significativi nel tasso di disoccupazione richiederanno probabilmente una più rapida espansione della produzione e della domanda da parte dei consumatori e delle imprese, un processo che può essere sostenuto dal proseguimento delle politiche accomodanti.
Hey, Ben. Come possiamo ottenere questa "più rapida espansione della produzione e della domanda da parte dei consumatori"? Se non sei stato in grado di farlo dal 2008, perché qualcuno dovrebbe credere che sarai in grado di farlo nel 2012, un anno elettorale?
Ho anche discusso della disoccupazione di lunga durata di oggi, sostenendo che i fattori ciclici piuttosto che quelli strutturali sono probabilmente la fonte primaria del suo sostanziale incremento durante la recessione. Se questa valutazione è corretta, allora le politiche accomodanti per sostenere la ripresa economica aiuteranno a risolvere anche questo problema.
E' stato accomodante con questo mercato del lavoro per oltre tre anni. Il tasso di disoccupazione è ancora del 57% superiore alla media di lungo termine, e lo ammette.
Cosa farà dopo la FED? Quello che fa sempre: monitorare la situazione. "Dobbiamo osservare la disoccupazione di lunga durata con particolare attenzione." La FED produrrà la condizione "Riccioli d'Oro": il giusto.
Anche se la causa primaria dell'alta disoccupazione di lunga durata è un'insufficiente domanda aggregata, se i progressi nella riduzione della disoccupazione sono troppo lenti, i disoccupati di lunga durata vedranno atrofizzarsi ulteriormente le loro capacità e la relativa forza lavoro, convertendo probabilmente un problema ciclico in uno di tipo strutturale . Se questa ipotesi è sbagliata ed i fattori strutturali stanno infatti spiegando gran parte dell'aumento della disoccupazione di lunga durata, allora la possibilità di implementare politiche anticicliche per affrontare questo problema sarà più limitata. Anche se questo si dimostrerà il caso, tuttavia, non dovremmo concludere che non può essere fatto nulla. Se i fattori strutturali sono la spiegazione predominante per l'aumento della disoccupazione di lunga durata, diventerà ancora più importante prendere misure necessarie per garantire che i lavoratori siano in grado di ottenere le competenze necessarie per soddisfare le esigenze della nostra economia in rapido cambiamento.
Passi? Quali iniziative? Quale asso ha il FOMC nella sua manica collettiva?
In breve, anche se le politiche non sono riuscite a portare la ripresa, dovremmo essere certi che le stesse politiche un giorno non lontano funzioneranno, partendo dal presupposto che oggi è soprattutto la disoccupazione ciclica che diventa per lo più disoccupazione strutturale.
Domanda: Se le politiche della FED ed i deficit Keynesiani non hanno ancora convertito la disoccupazione ciclica in ripresa ciclica, perché qualcuno dovrebbe credere che più della stessa cosa – un'espansione senza precedenti della base monetaria in tempi di pace e deficit federali – aiuterà a superare la disoccupazione strutturale?
CONCLUSIONE
Il quadro analitico Keynesiano di Bernanke lo acceca sulla causa della mancanza di lavoro, vale a dire, la mancanza di volontà dei lavoratori disoccupati ad accettare lavori a salari prevalenti. La politica del governo di pagarli per non lavorare è la concausa. Sta sovvenzionando il rifiuto dei lavoratori a tagliare le loro rivendicazioni salariali.
Il tasso di disoccupazione è strutturale perché il problema è strutturale:
- le politiche monetarie precedenti della FED;
- la legge del salario minimo;
- l'estensione del governo dei sussidi di disoccupazione;
- la riluttanza dei lavoratori a muoversi dove ci sono i lavori;
- il loro rifiuto di lavorare per i salari offerti.
I responsabili delle politiche della FED sono pronti per espandere la base monetaria al fine di sovvenzionare il debito federale, che i Keynesiani pensano che creerà domanda aggregata. Ma il FOMC non è ancora pronto a farlo.
[*] traduzione di Francesco Simoncelli: http://francescosimoncelli.blogspot.it/
domenica 1 aprile 2012
Salvare l'India dai Keynesiani
Oggi ce ne andiamo in India. E' uno scherzo? No, dato che i Keynesiani sono partiti all'arrembaggio. Questa la passerella d'abbordaggio. La risposta della banca centrale Indiana: taglio dei tassi d'itneresse. Leggendo l'articolo del New York Times scopriamo come le banche gestite dallo stato (ohibò!) siano finite in un "campo minato" a causa dei cattivi prestiti che hanno concesso. Cosa ci si doveva aspettare da chi credeva di poter direzionare a proprio piacimento l'economia attraverso il giudizio buroratico? L'idea che una persona dietro una scrivania possa conoscere "meglio" le dinamiche di mercato è semplicemente ridicola, ma questo è quello che "passa il convento" in India. Ed ora la soluzione implementata è "più della stessa cosa". I paesi BRIC sono un fuoco di paglia, bruceranno, faranno un grande falò ed infine si spegneranno. E' questo il destino inevitabile dei sistemi gestiti centralmente. Il problema è: a che prezzo? La strada imboccata dall'India, come quella imboccata dalla Cina, per risolvere i guai economici condurrà solamente ad un crash più doloroso. L'unico antidoto a questa follia è spiegare come la libertà sia lo scudo contro gl iabusi pubblici e mercantilisti; ma, soprattutto, che l'azione umana è di gran lunga una strada più prefereibile di qualcosa imposto centralmente da burocrati e banchieri centrali. Non è mai troppo tardi per seguire la via tracciata da madame libertà.
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di Shanmuganathan "Shan" Nagasundaram
Nel film thriller Il Codice Da Vinci, Silas l'albino è alla ricerca della chiave di volta e, dalla confessione di quattro sénéchaux circa la sua posizione, visita la chiesa di Saint Sulpice a Parigi per recuperarla. Tuttavia, dopo aver scavato nel punto indicato, tutto ciò che trova è una pietra con la scritta "Giobbe 38:11." Una suora spiega il simbolismo: "Tu sei arrivato fin qui, ma non andrai oltre", indicando che Silas aveva raggiunto la fine della strada nel suo tentativo di trovare la chiave di volta.
Proprio come Silas, i membri del think tank economico Indiano si perdono in termini di quello che deve essere fatto.[1] Mentre nel Codice Da Vinci l'inganno elaborato era un progetto esplicito dei quattro sénéchaux per salvaguardare la chiave di volta, nello scenario Indiano il problema sta tra le orecchie del think-tank ed è stato messo in atto decenni fà da John Maynard Keynes. Operando forse con la più altruista delle intenzioni, il pensiero economico Keynesiano è stato e continuerà ad essere lo scoglio del nostro progresso. A meno che non si possa disimparare la "stregoneria" Keynesiana per capire il capitalismo (cioè, il libero mercato come inteso dall'economia Austriaca), il progresso sarà arrestato, se ancora ci sarà.
A questo punto, il lettore potrebbe legittimamente porre la domanda: "Come ha fatto, quindi, lo stesso think-thank ad architettare le riforme del 1990-2010?" La risposta è abbastanza semplice: tutto quello a cui siamo andati incontro è stata una transizione da un'economia quasi comunista (definita come proprietà statale della produzione) verso un'economia quasi fascista (in cui la proprietà della produzione è privata, ma lo stato pianifica e controlla i mezzi di di produzione).[2] Tale transizione è stata intellettualmente coerente con le convinzioni Keynesiane del team promotore della riforma e quindi non è stata difficile da implementare. Anche questo movimento limitato verso un "libero mercato" ha dato all'economia Indiana enormi ricompense in termini di crescita e riduzione della povertà.
Nonostante gli evidenti vantaggi della liberalizzazione, l'India continua a pianificare centralmente l'economia e ad indulgere in vari schemi socialisti. Mentre gli impulsi politici della politica democratica potrebbero essere parte del problema, il blocco vero e proprio risiede nella pensiero economico retrogado. Qui di seguito vengono riportati alcuni problemi in cui l'ideologia fallace sta influenzando il progresso.
Ho riportato tre esempi per spiegare come l'interferenza del governo inibisca l'attività economica ed incoraggi le inefficienze. I beneficiari del sistema economico attuale sono le imprese che possono prosperare nell'ambito del sistema corrotto ed i cittadini destinatari delle sovvenzioni. Questo avviene a scapito di un deprezzamento della moneta e chi si sobbarca il peso di queste politiche è la grande classe media Indiana.
Salvare il Paese dal Keynesiani
Dati i problemi futuri in termini di sconvolgimenti nell'economia globale, la cosa giusta da fare per il governo sarebbe quella di liberare il capitale, ridurre la spesa (il che abbasserà le tasse e l'inflazione) e ridurre drasticamente il suo coinvolgimento nelle attività economiche consentendo alle forze competitive di decidere i risultati di mercato. Naturalmente, ci sarebbero interessi che protesterebbero contro questi cambiamenti: le imprese che beneficiano oggi dalle politiche governative ed i cittadini che fruiscono dei sussidi Keynesiani.
Mentre ci sarebbero degli impedimenti al tale realizzazione, come già citato, il blocco più grande consiste nella comprensione da parte del team economico del motivo per cui quanto detto qui sopra sia la cosa giusta da fare. Per una team che ha dato sfoggio della legge NREGA come fiore all'occhiello, che indulge nel controllo dei prezzi come un modo per gestire l'inflazione, che ha lodato i ministri per aver presentato bilanci socialisti (ad esempio: il preventivo ferroviario, dove le tariffe passeggeri non sono state rivedute negli ultimi otto anni a causa del deficit crescente, e si è registrato un aumento nominale nel 2012), il vero ostacolo è la cecità intellettuale. Con l'iperbole ripetuta nei media mainstream secondo cui il Primo Ministro Indiano Dr. Manmohan Singh è un "brillante economista", e dato che egli si è circondato di consiglieri che sono essenzialmente degli economisti Keynesiani, la salvezza è davvero un lumicino.
[*] traduzione di Francesco Simoncelli: http://francescosimoncelli.blogspot.it/
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[1] Il think tank non è un corpo formale, ma fa riferimento ad un gruppo di persone che prendono decisioni sui problemi di politica più importanti. E' composto dal Dr.Manmohan Singh (primo ministro Indiano ed economista), Montek Singh Ahluwalia (vice-presidente della commissione per la pianificazione ed ex-Banca Mondiale), Dr. Kaushik Basu (capo consigliere economico del primo ministro ed ex-professore di finanza alla Cornell), e Dr. Rangarajan (ex-governatore RBI d'India).
[2] Nelle nostre scuole d'economia, il fascismo ricadrebbe tra il Marxismo e l'economia Keynesiana.
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di Shanmuganathan "Shan" Nagasundaram
Nel film thriller Il Codice Da Vinci, Silas l'albino è alla ricerca della chiave di volta e, dalla confessione di quattro sénéchaux circa la sua posizione, visita la chiesa di Saint Sulpice a Parigi per recuperarla. Tuttavia, dopo aver scavato nel punto indicato, tutto ciò che trova è una pietra con la scritta "Giobbe 38:11." Una suora spiega il simbolismo: "Tu sei arrivato fin qui, ma non andrai oltre", indicando che Silas aveva raggiunto la fine della strada nel suo tentativo di trovare la chiave di volta.
Proprio come Silas, i membri del think tank economico Indiano si perdono in termini di quello che deve essere fatto.[1] Mentre nel Codice Da Vinci l'inganno elaborato era un progetto esplicito dei quattro sénéchaux per salvaguardare la chiave di volta, nello scenario Indiano il problema sta tra le orecchie del think-tank ed è stato messo in atto decenni fà da John Maynard Keynes. Operando forse con la più altruista delle intenzioni, il pensiero economico Keynesiano è stato e continuerà ad essere lo scoglio del nostro progresso. A meno che non si possa disimparare la "stregoneria" Keynesiana per capire il capitalismo (cioè, il libero mercato come inteso dall'economia Austriaca), il progresso sarà arrestato, se ancora ci sarà.
A questo punto, il lettore potrebbe legittimamente porre la domanda: "Come ha fatto, quindi, lo stesso think-thank ad architettare le riforme del 1990-2010?" La risposta è abbastanza semplice: tutto quello a cui siamo andati incontro è stata una transizione da un'economia quasi comunista (definita come proprietà statale della produzione) verso un'economia quasi fascista (in cui la proprietà della produzione è privata, ma lo stato pianifica e controlla i mezzi di di produzione).[2] Tale transizione è stata intellettualmente coerente con le convinzioni Keynesiane del team promotore della riforma e quindi non è stata difficile da implementare. Anche questo movimento limitato verso un "libero mercato" ha dato all'economia Indiana enormi ricompense in termini di crescita e riduzione della povertà.
Nonostante gli evidenti vantaggi della liberalizzazione, l'India continua a pianificare centralmente l'economia e ad indulgere in vari schemi socialisti. Mentre gli impulsi politici della politica democratica potrebbero essere parte del problema, il blocco vero e proprio risiede nella pensiero economico retrogado. Qui di seguito vengono riportati alcuni problemi in cui l'ideologia fallace sta influenzando il progresso.
Verità Economiche |
Le Convinzioni Fallaci Socialiste/Keynesiane |
Impulsi della Politica Democratica |
NREGA (National Rural Employment Guarantee Act) Programma che assicura occupazione per un membro a famiglia nelle aree rurali. |
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Il NREGA intralcia la crescita e la produzione deviando lontano capitali/manodopera scarsi dalle attività produttive. |
Lo stato può manipolare l'economia e promuovere la produzione. |
Le persone vengono pagate con salari al di sopra del mercato per non far niente con perdite condivise dai funzionari che le implementano.
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Investimento Diretto Estero nel Settore della Vendita al Dettaglio Multimarca — Il piano per autorizzare l'IDE nella vendita al dettaglio che permetterebbe a soggetti simili al Walmart di operare in India è stato accantonato.
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Ostacolare la tecnologia moderna intralcia la crescita economica. Ciò incoraggia solamente una manciata di attori privati a danno della nazione.
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La sindrome delle tecnologie inutili e la paura fuori luogo delle compagnie multinazionali risulta vincente per i negozi piccoli.
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I piccoli negozianti inefficienti e gli intermediari godono della generosità creata dal governo.
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Allocazione dei Fondi al Settore Agricolo |
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L'allocazione dei fondi non garantisce una buona diffusione, ed invariabilmente il risultato lascia molto a desiderare. Peggio ancora, ciò permette alle compagnie corrotte di guadagnare quote di mercato a spese di quelle oneste.
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Il governo dovrebbe pianificare attivamente per migliorare la produttività e promuovere la meccanizzazione attraverso i sussidi.
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I contadini poveri ottengono "qualcosa" gratuitamente. Alle compagnie che implementano i progetti vengono garantiti profitti dal sistema.
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Ho riportato tre esempi per spiegare come l'interferenza del governo inibisca l'attività economica ed incoraggi le inefficienze. I beneficiari del sistema economico attuale sono le imprese che possono prosperare nell'ambito del sistema corrotto ed i cittadini destinatari delle sovvenzioni. Questo avviene a scapito di un deprezzamento della moneta e chi si sobbarca il peso di queste politiche è la grande classe media Indiana.
Salvare il Paese dal Keynesiani
Dati i problemi futuri in termini di sconvolgimenti nell'economia globale, la cosa giusta da fare per il governo sarebbe quella di liberare il capitale, ridurre la spesa (il che abbasserà le tasse e l'inflazione) e ridurre drasticamente il suo coinvolgimento nelle attività economiche consentendo alle forze competitive di decidere i risultati di mercato. Naturalmente, ci sarebbero interessi che protesterebbero contro questi cambiamenti: le imprese che beneficiano oggi dalle politiche governative ed i cittadini che fruiscono dei sussidi Keynesiani.
Mentre ci sarebbero degli impedimenti al tale realizzazione, come già citato, il blocco più grande consiste nella comprensione da parte del team economico del motivo per cui quanto detto qui sopra sia la cosa giusta da fare. Per una team che ha dato sfoggio della legge NREGA come fiore all'occhiello, che indulge nel controllo dei prezzi come un modo per gestire l'inflazione, che ha lodato i ministri per aver presentato bilanci socialisti (ad esempio: il preventivo ferroviario, dove le tariffe passeggeri non sono state rivedute negli ultimi otto anni a causa del deficit crescente, e si è registrato un aumento nominale nel 2012), il vero ostacolo è la cecità intellettuale. Con l'iperbole ripetuta nei media mainstream secondo cui il Primo Ministro Indiano Dr. Manmohan Singh è un "brillante economista", e dato che egli si è circondato di consiglieri che sono essenzialmente degli economisti Keynesiani, la salvezza è davvero un lumicino.
[*] traduzione di Francesco Simoncelli: http://francescosimoncelli.blogspot.it/
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Note
[1] Il think tank non è un corpo formale, ma fa riferimento ad un gruppo di persone che prendono decisioni sui problemi di politica più importanti. E' composto dal Dr.Manmohan Singh (primo ministro Indiano ed economista), Montek Singh Ahluwalia (vice-presidente della commissione per la pianificazione ed ex-Banca Mondiale), Dr. Kaushik Basu (capo consigliere economico del primo ministro ed ex-professore di finanza alla Cornell), e Dr. Rangarajan (ex-governatore RBI d'India).
[2] Nelle nostre scuole d'economia, il fascismo ricadrebbe tra il Marxismo e l'economia Keynesiana.
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