mercoledì 13 agosto 2014

Il suicidio della pianificazione centrale: Perché avere pazienza





di Gary North


All'età di 72 anni, mi guardo indietro e mi faccio una domanda: "Qual è stato l'evento più significativo della mia vita?"

Vado avanti e indietro tra due eventi, ma in realtà coincidono. Il primo è stata la decisione di Deng Xiaoping nel 1979 di cominciare a rimuovere i controlli economici sull'agricoltura in Cina. Ciò ha portato al più grande periodo di crescita economica nella più grande area della storia dell'uomo.

Il secondo è stato il crollo del Partito Comunista dell'Unione Sovietica alla fine dell'agosto 1991. Ciò è stato seguito dalla decisione del governo sovietico di smantellare l'Unione Sovietica nell'ultima settimana del 1991. Questo è stato il più grande impero della storia. La componente russa attraversava 11 fusi orari. Attraverso le sue nazioni satelliti, si estendeva verso l'Europa occidentale. Ha tenuto aperti i battenti per oltre 70 anni. Aveva il più ampio sistema di controllo sul pensiero e le attività sociali più grandi nella storia dell'uomo. Eppure, in una settimana, senza spargimenti di sangue, i leader dell'Unione Sovietica l'hanno semplicemente smantellata. Nulla di simile era mai accaduto prima.

Quelli di noi che hanno vissuto quel periodo, a malapena sono riusciti ad apprezzarne la grandezza. Proprio perché non sono avvenuti spargimenti di sangue. Non c'è stato quasi nessun avvertimento. Dal 1946 fino al 1991 l'Occidente è stato coinvolto in una grande competizione con l'URSS. Poi, senza preavviso, la concorrenza finì. Colse di sorpresa i russi. Colse di sorpresa gli occidentali.

La Cina comunista e la Russia comunista erano collegate dall'ideologia. Entrambi i sistemi erano molto rigorosi. L'Occidente era impegnato in una flebile fede nella democrazia come sistema politico, ma con una tolleranza per tutti i tipi di opinioni economiche e religiose. I comunisti erano molto diversi. Avevano un'ideologia coerente. Avevano un punto di vista specifico su Dio, l'uomo, il diritto, la causalità e il futuro. Non c'era tolleranza per la religione soprannaturale. Non c'era tolleranza ufficiale per il capitalismo, anche se il mercato nero è sempre stato tollerato, perché senza il mercato nero i due sistemi sarebbero crollati molto prima. C'era un nome in URSS che lo identificava: "Blat". C'era anche una frase: "Il blat è superiore a Stalin". Eppure nonostante tutta la centralizzazione, tutta la tirannia e tutta l'interferenza con le libertà civili, entrambi i sistemi sono finiti. Non sono finiti col botto. Sono finiti con un gemito.

Non c'è stato alcun collasso. L'economia cinese ha cominciato ad espandersi quasi subito nel 1980. L'economia russa ha dovuto sopportare alcuni dolori, e questi sono durati per circa 10 anni, ma si è ripresa alla grande. Oggi la Russia è la capitale mondiale delle videocamere da cruscotto. Quando guardiamo i video su YouTube di incidenti stradali spettacolari, una grande percentuale ha avuto luogo in Russia.



MISES L'AVEVA PREVISTO

Tutto questo era prevedibile. Più precisamente, tutto questo è stato previsto. E' stato previsto nel 1920 da Ludwig von Mises in un saggio: Economic Calculation in the Socialist Commonwealth. Nel 1922 ha esteso quel saggio in un trattato omnicomprensivo: Socialism. Mises mise in chiaro come fosse impossibile per un qualsiasi stato socialista, attuare la propria teoria di socialismo. Qualora un qualsiasi governo ci provasse, l'economia finirebbe nel caos e crollerebbe. Senza mercati dei capitali, e senza la proprietà privata dei mezzi di produzione, non sarebbe possibile scoprire il prezzo di alcunché. Senza un sistema dei prezzi, non c'è nulla se non cecità economica.

I socialisti fecero del loro meglio per ignorare questo saggio per 70 anni, ma alla fine era ovvio: Mises aveva ragione. Il socialista/economista multimilionario Robert Heilbroner lo ammise in un articolo sul New Yorker nel settembre 1990, in cui diceva letteralmente: "Mises aveva ragione."

Quello che abbiamo qui è una combinazione di teoria ed avvenimenti storici. Dal punto di vista della teoria economica generale, il crollo dell'Unione Sovietica e della Cina Rossa erano inevitabili. Nel caso della Cina, non c'è stato alcun collasso, perché l'economia era così povera nel 1979 che la riforma avviata da Deng Xiaoping non avrebbe potuto fare di peggio. Nel caso dell'Unione Sovietica, che aveva un'economia molto più avanzata e che copiò i prezzi occidentali per mezzo secolo, la transizione economica fu più dolorosa. Ma si trattò di una recessione grave, non di un collasso.

Nel romanzo di Ernest Hemingway, The Sun Also Rises (1926), leggiamo questo:

"Come hai fatto ad andare in bancarotta?" chiese Bill.

"In due modi", rispose Mike. "A poco a poco e poi improvvisamente."

Questo è ciò che è accaduto in Unione Sovietica. E' andata in bancarotta moralmente e spiritualmente sin dalla Rivoluzione d'Ottobre del 1917. Ma ci sono voluti 74 anni affinché emergessero le conseguenze.



POCO A POCO

Semmai dovessi scrivere una storia sul declino e sulla caduta dell'Unione Sovietica, inizierei con Georgij Malenkov, il quale sostituì Stalin nel 1953. Egli è l'archetipo, ed è praticamente sconosciuto in Occidente oggi. Per un breve periodo di tempo tenne in mano le redini del potere, ma venne sostituito da Krusciov nei primi mesi del 1955. Scomparve. Non è stato ucciso. I leader sovietici avevano imparato la lezione sotto Stalin. Sapevano che il loro regno non sarebbe durato per sempre, e tutti volevano una polizza di assicurazione sulla vita. Così, lo lasciarono vivere. Morì nel 1988. L'indebolimento del potere centrale iniziò nel 1955.

L'evento successivo sarebbe stato il presunto discorso segreto di Krusciov alla leadership sovietica, tenuto nel 1956. Attaccò il culto della personalità di Stalin. Tutti nella stanza sapevano che era stato seguace di Stalin, un assassino di massa in Ucraina. Quel discorso, tradotto e distribuito in Occidente, portò alla diserzione di diversi membri del Partito Comunista in tutto l'Occidente.

Una dozzina di anni dopo, l'invasione sovietica della Cecoslovacchia portò ad un'altra ondata di diserzioni in Occidente. Ma questo non sembrò influenzare la stabilità dell'Unione Sovietica. Non c'era alcun segno di debolezza.

Nell'agosto 1978, dopo 33 giorni come Papa, Giovanni Paolo I morì. Nel mese di ottobre venne sostituito da Giovanni Paolo II. Questa piega degli eventi completamente imprevedibile portò ben presto ad un confronto in Polonia tra la gerarchia comunista e l'autorità morale di Giovanni Paolo II. Era arrivato all'età adulta sotto i nazisti, e poi servì come sacerdote sotto i comunisti dopo il 1945. Era stato istruito da un cardinale anti-comunista che comprese i limiti del potere e come battere il sistema. Il Papa conosceva le debolezze del Partito Comunista in Polonia. La sua visita nel giugno del 1979 contribuì a creare la base morale della resistenza polacca, che si intensificò nel 1980.

Nel 1979 l'Unione Sovietica inviò carri armati lungo la strada che il governo americano aveva pagato nel 1966. I sovietici cercavano di insediare un sovrano fantoccio a Kabul, e ben presto si trovarono nel pantano. Non ne potevano uscire e salvare la faccia. Non potevano vincere.

Nel 1980 accaddero un paio di eventi che indebolirono definitivamente la legittimità del comunismo. Erano entrambi associati alle Olimpiadi. Si svolsero a Mosca, e furono boicottate dagli Stati Uniti per sostenere l'indipendenza dell'Afghanistan.

Gli occidentali di tutto il mondo andarono a vedere gli eventi sportivi. Andarono con i loro abiti, i loro orologi, le scarpe belle e la loro fiducia. Ogni leader sovietico li vide. Ogni leader sovietico sapeva in quel momento, senza ombra di dubbio, che non sarebbe mai stato in grado di eguagliare la ricchezza dell'Occidente. Nonostante tutto il loro potere, nonostante tutti i loro privilegi speciali, nonostante il loro accesso a negozi particolari ed esclusivi, si resero conto che erano cittadini di seconda classe dal punto di vista economico. La leadership non si riprese mai più.

In Polonia quando si scoprì che la carne in lattina era etichettata come "pesce", ci furono una serie di scioperi. La carne era in procinto di essere inviata a Mosca per quegli occidentali che partecipavano alle Olimpiadi. Uno degli scioperi ebbe luogo nel cantiere ferroviario dove venne fatta questa scoperta, e in poche settimane venne fondato il movimento di Solidarietà. Da quel punto in poi, la Polonia cominciò a muoversi fuori dell'orbita sovietica.

Nel 1980 fu eletto Ronald Reagan. Era un anti-comunista. Sembrava giovane. Poco dopo la sua elezione, rimase vittima di un tentato assassinio ma sopravvisse. Da quel momento in poi, prese in mano il controllo. Ruppe lo sciopero PATCO. I leader sovietici volevano vedere se avesse avuto l'ardire di resistere al sindacato. Lo fracassò. Poi c'erano le trasmissioni televisive che intervistavano Reagan nel suo ranch, mentre andava a cavallo o costruiva recinti. Questi non erano eventi organizzati. Questo era ciò che gli piaceva fare. Ai vecchi burocrati di Mosca veniva ricordato costantemente che non sarebbero rimasti a lungo su questo mondo.

Poi in breve successione arrivarono le morti di Breznev (1982), Andropov (1984) e Chernenko (1985). Gorbaciov salì al potere. Iniziò a riformare l'economia consentendo un maggiore decentramento. Cominciò a concedere maggiori libertà alla stampa. In altre parole, il libero mercato vide cadere una serie di pastoie e permise una maggiore libertà di espressione. Eppure l'economia era in rovina, e continuava a peggiorare.

Poi ci fu lo spaventoso anniversario: 1988. Questo fu il 1000° anniversario della fondazione della Chiesa ortodossa russa. Ancora era lì.

A quel tempo, Gorbaciov era in tour nei governi occidentali, mendicando un sostegno finanziario. Non lo ottenne.

Nel 1989, l'Unione Sovietica se ne andò dall'Afghanistan. Fu una testimonianza palese dell'incapacità militare sovietica di mantenere il controllo in una nazione al suo confine.

Nel 1991, il suo stato cliente (l'Iraq) venne sconfitto dagli Stati Uniti. Il suo hardware militare non poteva competere con la tecnologia occidentale. I suoi aerei vennero abbattuti prima ancora che rilevassero la presenza di un jet da combattimento americano. I suoi carri armati vennero fatti saltare nel deserto. Questo nel mese di febbraio. L'ultima settimana di dicembre il Partito Comunista e l'Unione Sovietica non c'erano più.

Questi eventi non potevano essere previsti individualmente, ma lo sviluppo complessivo era stato predetto da Mises nel 1920. Non c'era bisogno che l'Occidente si confrontasse militarmente con l'Unione Sovietica, perché l'orologio continuava a ticchettare lo stesso. L'Occidente non percepiva quanto fosse stato preciso Mises. Ma lo scenario si evolvette proprio come aveva descritto. Le economie socialiste della Cina Rossa e dell'Unione Sovietica non erano in grado di competere con l'Occidente. Richard Grenier descrisse l'Unione Sovietica in quattro parole: "Bangladesh con i missili."



PAUL SAMUELSON: L'UTILE IDIOTA

Nell'edizione 1989 del suo best-seller Economics, il famoso economista universitario Paul Samuelson scrisse che l'Unione Sovietica era la prova dell'efficacia della pianificazione centrale. Mark Skousen ha tracciato i commenti di Samuelson sull'URSS nelle varie edizioni.

Nelle primissime edizioni, Samuelson espresse scetticismo in merito alla pianificazione centrale socialista: "Il nostro sistema di libera impresa mista ... con tutti i suoi difetti, ha dato al mondo un secolo di progresso mediante un ordine socializzato reale -- forse impossibile da eguagliare" (1:604; 4:782). Ma nella quinta edizione (1961), pur esprimendo scetticismo tramite alcune statistiche, dichiarò che gli economisti "sembrano concordare sul fatto che i suoi recenti tassi di crescita sono stati considerevolmente maggiori rispetto ai nostri", sebbene ancora inferiori rispetto a Germania Ovest, Giappone, Italia e Francia (5:829). Dalla quinta fino all'undicesima edizione c'era un grafico che indicava il divario decrescente tra Stati Uniti e URSS (per esempio, 5:830). La dodicesima edizione sostituì il grafico con una tabella in cui si mostrava che tra il 1928 ed il 1983, l'Unione Sovietica era cresciuta ad un tasso notevole del 4.9% annuo, superiore a quello degli Stati Uniti, del Regno Unito, della Germania e del Giappone (12:776 ). Nella tredicesima edizione (1989) Samuelson e Nordhaus dichiararono: "L'economia sovietica è la prova che, contrariamente a quanto credevano in precedenza molti scettici, un'economia di comando socialista può funzionare e persino prosperare" (13:837).

La reputazione di Samuelson non ne soffrì, ma nel 1989 si dimostrò solamente un utile idiota -- per usare una frase di Lenin. Dal 1961 in poi, venne completamente intontito dalle false statistiche sovietiche. Per anni Naum Jasny mise in guardia che le statistiche erano fasulle, ma Samuelson lo ignorò. Venne assecondato dal mondo accademico, che sin dal 1948 aveva assegnato quel libro di testo agli studenti sventurati. A partire dall'edizione del 1961 anche loro vennero rimbambiti, ma non lo ammisero.

Nel 1968, apparve il mio primo libro: un libro su Karl Marx e il comunismo. L'edizione del 1988 è disponibile per il download: Marx's Religion of Revolution. In un'appendice sulla pianificazione economica sovietica, ho citato le intuizioni di Jasny. L'Unione Sovietica raggiunse quell'espansione confermata dalle statistiche, sopprimendo la sua gente su una scala mai vista nella storia moderna. Li saccheggiò. Fu questa oppressione spietata dei diritti ed una massiccia confisca della proprietà privata, che permise all'URSS di trasmettere l'apparenza che stesse crescendo. Jasny aveva ragione, e io l'ho potuto vedere con i miei occhi. Ero solo uno studente, ma l'ho potuto vedere. Samuelson l'ha negato fino a quando l'intero esperimento è andato a gambe all'aria due decenni più tardi. Eppure il mondo accademico ha preso sul serio Samuelson. Ancora lo prende sul serio.

L'economista più rispettato della seconda metà del ventesimo secolo, è stato completamente rincitrullito da un gruppo di statistici sovietici che temevano la riassegnazione in Siberia se non avessero oliato adeguatamente le statistiche. Il prominente economista keynesiano non riuscì a smascherare questa farsa. L'economia keynesiana acceca gli uomini brillanti. Dal 1920 al 1991 si rifiutarono di credere a Mises, quindi erano costretti a credere a statistici che temevano per la loro vita. Non l'hanno mai confessato -- eccetto Heilbroner. Col senno di poi, erano un gruppo di citrulli con un dottorato -- uomini che non riuscivano a distinguere la realtà dalla fantasia. Hans Christian Andersen ha scritto una storia su di loro: Le vesti nuove dell'imperatore. Il ruolo di Mises è quello del ragazzo che esclama che l'imperatore è nudo. Dopo il 1920, e per i 50 anni successivi, fu evitato dal mondo accademico per la sua mancanza di galateo.

Gli eredi intellettuali di coloro che lo bandirono sono ancora in carica.

Siate pazienti. Loro sono il cieco che guida un altro cieco verso l'abisso.

Voi cercate di evitare l'abisso.



CONCLUSIONE

Quali sono le lezioni che possiamo trarre da tutto questo? In primo luogo, esiste una scienza economica. Mises lo sapeva bene. I suoi critici no. Essi erano tanti, ma la sua valutazione del 1920, tre anni dopo la Rivoluzione d'Ottobre, si dimostrò accurata sia per la Cina Rossa che per l'URSS.

In secondo luogo, i fallimenti economici inevitabili delle società socialiste hanno fatto guadagnare tempo all'Occidente. Non c'è stata alcuna conflagrazione nucleare. Lottando per la pace, l'Occidente ha vinto. Ma poiché l'Occidente non ha mai creduto a Mises, gli mancava la fiducia nel suo compito. C'erano uomini altolocati che spingevano per una fusione dei due sistemi. Invece non si fusero. Uno chiuse i battenti e scomparve, l'altro ha adottato politiche economiche occidentali come una banca centrale, il mercantilismo e le bolle keynesiane. Si tratta di capitalismo clientelare su vasta scala. Le sue bolle scoppieranno. Siate pazienti.

Il comunismo ha perso. L'Occidente gli ha dato tempo. Il tempo ha dimostrato che Mises aveva ragione.

Il Keynesismo non ha ancora perso. Dategli tempo.

Non c'è bisogno di un collasso sociale o di un collasso economico, al fine di rendere possibile una transizione verso un'economia non-keynesiana. È possibile che il sistema vada a gambe all'aria all'apice, senza intaccare l'ordine sociale sottostante. L'abbiamo già visto due volte sin dal 1979.

Ad un certo punto il governo degli Stati Uniti andrà in bancarotta. Andrà in default. Romperà le sue promesse. A quel punto, gli elettori impareranno una lezione di economia e di educazione civica.

Quando Washington non staccherà più assegni, sarà nostro compito preparare i materiali didattici necessari a spiegare come funziona la libertà.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: http://francescosimoncelli.blogspot.it/


martedì 12 agosto 2014

Riforma dell'immigrazione: 8 passi





di Gary North


Ci viene detto che ci sarà una riforma dell'immigrazione entro la fine dell'anno. Ci viene detto che il Partito Repubblicano è pronto per questo compito. Questo prima che Cantor perdesse alle primarie repubblicane. Il punto cruciale che lo ha silurato è stato il suo impegno per l'amnistia. Penso ormai che questo tipo di messaggio sia chiaro ad un sacco di membri del Congresso. Parlare di amnistia è un nuovo paio di maniche dal punto di vista politico.

Pensiamo all'amnistia. Non sono a favore, ma supponiamo che venga data. Cambierebbe qualcosa? No. Come minimo ci sono 12 milioni di immigrati illegali nel paese, e potrebbero essere 20 milioni. Non c'è modo che il governo possa radunare tutte queste persone e mandarle a casa in base alle leggi di oggi. Con o senza amnistia, rimarranno nel paese. Vivono nell'ombra se non c'è amnistia. Non voteranno. Ma non hanno intenzione di tornare a casa in entrambi i casi. Questa è la loro casa. I loro figli, che sono nati in questa nazione, cresceranno e voteranno.

Fatto: il saldo migratorio dal Messico, dal 2007 al 2012, è stato pari a zero. Tutte le chiacchiere partorite dai media, come ad esempio un enorme afflusso di messicani, non sono supportate dai fatti. Abbiamo già assistito all'ultima delle grandi ondate di immigrazione. L'economia del Messico sta migliorando. Non è un fuoco di paglia.

Se stiamo parlando di un cambiamento fondamentale negli Stati Uniti, l'amnistia non né fa parte. Ciò che conta sono i tassi di natalità comparativi. Il tasso di natalità degli ispanici è sceso sin dal 2007. Questo paese è rimasto in modalità sostituzione fino al 2008. Il tasso di natalità è stato circa 2.1 figli per donna, che è il tasso di sostituzione. Nel 2007, siamo stati l'unico grande paese industriale occidentale ad avere una popolazione con un tasso di sostituzione positivo. La recessione ha invertito questo trend, e sta lentamente cominciando a risalire.

La maggior parte di questo incremento è dovuto alla natalità ispanica. Il tasso di natalità dei bianchi era finito sotto il tasso di sostituzione anni prima: 1.7 figli per donna. Quindi, il tasso di sostituzione in questo paese è basato sulla presenza degli ispanici.

Non cambierà granché, in un modo o l'altro. Questa è la regola di base dell'economia. Il cambiamento arriva al margine. Ci sono cambiamenti marginali, ma ci vogliono anni affinché si manifestino.



LO STATO SOCIALE

Alcune persone pensano che il grande problema con gli immigrati clandestini sia che essi traggono vantaggio dal welfare. Sono sicuro che per molti di loro è così. Di chi è la colpa? E' colpa degli anglosassoni, i quali hanno creato il sistema del welfare. Non è stato creato dagli immigrati messicani illegali. E' iniziato col New Deal. E' stato promosso dai laureati delle università della Ivy League. Tutto questo è stato inventato da persone istruite, ed è stato sostenuto dai Democratici che lo hanno usato per essere eletti dopo il 1930. Le truppe d'assalto del welfare non sono messicane. Sono anglosassoni.

Qual è il problema più grande con gli immigrati clandestini? Le gang. Se domani gli Stati Uniti abolissero tutte le leggi sulla droga, per quanto tempo potrebbero sopravvivere le gang ispaniche? Non molto tempo. Non fanno grandi guadagni con la prostituzione, il gioco d'azzardo e la microcriminalità. Li fanno col traffico di droga. Ecco dove si trovano i miliardi di dollari. L'intero sistema dei cartelli della droga in America Latina si basa sulla domanda, e la domanda proviene dagli anglosassoni negli Stati Uniti. Ecco dove sono i soldi.

Abbattete il sistema del welfare e le bande relative ai cartelli della droga, e scompariranno due dei più grandi argomenti contro gli immigrati clandestini.

Parliamo di un problema che invece è culturale. Le ragazze latinoamericane si sposano troppo giovani. Abbandonano la scuola. Questa rappresenta la cultura, ed è un segno di una mentalità da classe inferiore. Le ragazze sono orientate al presente. Non aspettano fino a quando hanno 22 o 23 anni per sposarsi. Non hanno istruzione o esperienze di lavoro.

Ma se si sposassero a 17 anni e rimansessero sposate, e se i loro mariti non commettessero adulterio, allora i matrimoni in giovane età non sarebbero la grande piaga culturale che sono. La cultura si è abituata ai matrimoni in giovane età molto tempo fa. La cultura ispanica non si è abituata al sistema scolastico pubblico degli Stati Uniti, e nemmeno all'etica situazionale insegnata nelle scuole pubbliche. Ciò sta avendo un effetto devastante sulla cultura ispanica. Quando si combina tutto questo con la mentalità macho dei latino-americani, che favorisce l'adulterio tra i mariti, vi ritrovate un grave deficit culturale. Ha a che fare con l'etica.

Cambiate il codice giuridico. Lasciate che i coniugi vittime ricevano il 100% del patrimonio della famiglia. Questo cambierebbe il comportamento delle persone. Ma gli anglosassoni non vogliono questo cambiamento di comportamento. . . per loro.

Che cosa succederebbe se chiudessimo il sistema scolastico pubblico americano? Cesserebbe la devastazione all'interno della comunità ispanica? Penso di sì. Penso che lo stesso tipo di devastazione rallenterebbe anche nella sezione anglosassone della popolazione. Se gli studenti fossero istruiti dalla Khan Academy invece che dalle scuole pubbliche, l'etica della nazione migliorerebbe. Il rendimento scolastico della nazione migliorerebbe. Le tasse potrebbero essere abbassate. Gli studenti migliorerebbero.

Non è una questione di mancanza di denaro. E' una questione di cultura, e la cultura principale degli Stati Uniti è anglosassone. Questa cultura è favorevole al sistema scolastico pubblico. E' favorevole all'uso della coercizione da parte di persone con una istruzione universitaria, perché queste persone vogliono controllare il pensiero di tutti attraverso il sistema scolastico pubblico. E' una cosa che va avanti sin dal 1837. Non è una novità.

Quando si guarda ai difetti dell'immigrazione clandestina, la maggior parte deriva direttamente dalla cultura anglosassone. Gli ispanici stanno approfittando del sistema. Non lo hanno inventato loro.

Le grida contro l'immigrazione clandestina vengono lanciate contro il fatto che gli immigrati clandestini vengono qui per approfittarsi delle strutture sociali ed economiche che sono state istituite dagli anglosassoni. Gli elettori anglosassoni guardano gli immigrati ispanici, e li percepiscono come persone deboli: clienti del welfare. Ma come minimo metà della popolazione americana è a libro paga del governo, in un modo o nell'altro. I due programmi di welfare più importanti del paese sono Medicare e Previdenza Sociale. I beneficiari di questi programmi sono principalmente elettori bianchi della classe media che sono diventati vecchi. L'unico modo in cui questi due sistemi possono rimanere solvibili, è con la partecipazione di nuovi lavoratori. Ma questi, al margine, sono ispanici. Stanno facendo agli Stati Uniti quello che gli immigrati del Nord Africa stanno facendo alle economie dell'Europa meridionale: stanno mantenendo a galla il welfare state.

Sì, c'è il welfare a livello locale (sfruttato dai clandestini ispanici) la cui figura principale è ricoperta dal sistema scolastico pubblico. Ma se non si contano le scuole pubbliche, che sono per lo più a beneficio dei bianchi del ceto medio, e ci si concentra sulle spese totali del welfare, i grandi beneficiari non sono gli immigrati clandestini. I grandi beneficiari sono gli anglosassoni. Sono i vecchi. Hanno aspettato tutta la vita per incassare i soldi del welfare state. Hanno aspettato di andare in pensione ed ottenere tutto ciò che l'assistenza medica gratuita ha da offrire. Il marciume morale viene dall'alto. La gente si risente degli immigrati ispanici che approfittano dei rimasugli del welfare state. Quando gli immigrati vanno a lavorare, pagano le tasse per Previdena Sociale e Medicare. Stanno pagando gli assegni del welfare che vanno ai bianchi.

I giovani che stanno entrando negli USA, immagino che lo stiano facendo per trovare lavoro, a meno che non mi si possa dimostrare che la maggior parte di loro sia membro di bande dell'America centrale. Stanno venendo qui per motivi economici. Non stanno cercando di vivere a spese del welfare, ma piuttosto vogliono un'occupazione. Questa è una buona mentalità, per quanto mi riguarda. Qualcuno che corre il rischio di attraversare frontiere, venendo in questo paese con niente in tasca al fine di sfruttare le opportunità di lavoro, è il tipo di persona che preferisco assumere come futuro cittadino. La maggior parte degli immigrati ha un'inclinazione imprenditoriale.

Il cambiamento avviene al margine. Ci vogliono anni affinché questi cambiamenti facciano la differenza. Gli Stati Uniti rispettano una tradizione, politicamente parlando, difficile da scardinare: gli elettori non accetteranno oneri fiscali federali superiori al 20% del PIL. In tutta la mia vita ho potuto verificare la veridicità di questa frase. Ciò non cambierà. Quindi qualunque cosa facciano i clandestini, per chiunque votino, non cambierà il carico fiscale della nazione.

Sicuramente non cambierà il carico fiscale dei super ricchi, perché possono aggirarlo. Tra 20 anni gli elettori messicani non riusciranno ad imporre aliquote fiscali elevate ai super ricchi, proprio come tutti gli altri votanti non ci sono riusciti negli ultimi 20 anni.

Al margine, ci sono più clandestini che vogliono lavorare rispetto a quelli che vogliono intascare il sussidio di disoccupazione. La soluzione a questo problema è quella di sbarazzarsi del sussidio di disoccupazione, ma gli anglosassoni non vogliono. Quindi dobbiamo aspettare fino a quando le città e gli stati non saranno a corto di soldi. A quel punto entrerà in scena il Congresso, il quale rappresenta perlopiù elettori bianchi della classe media. Gli ispanici non avranno molta voce in capitolo, in un modo o nell'altro.

Sì, la California è liberal. Uno di questi giorni, l'Arizona e il Texas diventeranno più liberal. Ma se state parlando di cultura ispanica, state parlando del New Mexico. E' sempre stato ispanico, ma gli elettori hanno eletto per due volte Gary Johnson, il governatore più libertario del paese ad essere rieletto. Quindi se l'intera nazione diventerà ispanica, non sarà peggio del New Mexico. Questo stato ha una grande popolazione che vive nelle riserve. Se parlate di uno stato che è sempre stato fortemente ispanico ed è il manifesto della peggiore cultura del welfare -- il Bureau of Indian Affairs -- state parlando del New Mexico. Alla fine, è un posto decente in cui vivere.

Non capisco perché la gente si arrabbi alla possibilità che il sud-ovest possa trasformarsi nel New Mexico. Preferirei che il paese diventasse come il Texas, ma se dovessi vivere in New Mexico, non sarebbe la fine del mondo. C'è l'aria condizionata. La vita va avanti.



CONCLUSIONE

Gli aspetti peggiori della cultura ispano-americana sono il risultato della cultura americana. Gli elettori bianchi non vogliono affrontare questa cosa, ma è la verità.

Gesù ci ha avvertito di togliere la trave nel nostro occhio, prima di provare a togliere la pagliuzza da quello del nostro prossimo. Per quanto riguarda lo stato sociale degli Stati Uniti, non riesco ad immaginare un consiglio migliore.

La regola n°1 per una riforma dell'immigrazione deve essere questa: non creare una carta d'identità nazionale che debba essere presentata da tutti gli americani -- niente tracciamento del profilo -- per ottenere un lavoro. Non influenzerà l'immigrazione clandestina, ma influenzerà la libertà.

Ecco il mio piano per la riforma dell'immigrazione.

  1. Legalizzare le droghe.
  2. Abolire il welfare a livello locale.
  3. Chiudere le scuole pubbliche.
  4. Smettere di usare i datori di lavoro come informatori pagati.
  5. Smettere di finanziare Previdenza Sociale, Medicare, e Medicaid.
  6. Abolire il salario minimo.
  7. Allentare le regole della carta verde per i lavoratori.
  8. Espellere qualsiasi immigrato clandestino condannato per un crimine -- niente carcere o spese.

Gli anglosassoni hanno il controllo del sistema politico e dei tribunali. Possono essere riformati, ma gli anglosassoni non vogliono. A loro piace il sistema così com'è, ma non vogliono che gli estranei facciano parte dei programmi di welfare. Gli elettori non vogliono dividere il bottino. "La redistribuzione finisce al confine."

Il dibattito sull'amnistia è per lo più simbolico. L'ondata migratoria è dietro di noi. I figli degli immigrati presto voteranno. Per questo potete ringraziare Teddy Kennedy e Lyndon Johnson, che hanno fatto approvare l'Immigration Act del 1965. Il prossimo anno sarà il suo cinquantesimo anniversario.

Ci vorrebbe uno stato di polizia per individuare, arrestare e riportare tutti gli immigrati clandestini nei loro paesi di origine. Penso che tutti lo sappiamo. Non ho mai sentito nessuno chiedere una cosa del genere.

Al contrario, lo stato sociale americano non è simbolico. È reale.

Qualsiasi conservatore che esita per quanto riguarda l'amnistia, ma non è disposto ad eliminare lo stato sociale, ha le idee confuse. La sua etica può essere riassunta con questo assioma morale: "Gli immigrati illegali non dovrebbero avere accesso al nostro bottino. L'abbiamo rubato lealmente."


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: http://francescosimoncelli.blogspot.it/


lunedì 11 agosto 2014

La mia traduzione dell'intervista di Padoan sulla ripresa italiana





di Francesco Simoncelli


Dopo aver presentato la traduzione di un discorso della Yellen la settimana scorsa, mi sembrava opportuno fornire anche una traduzione delle parole che il nostro Ministro delle Finanze ha pronunciato di recente in seguito ai dati raccapriccianti fatti registrare dalla nostra economia. L'Italia continua a viaggiare in un limbo, a cavallo di una recessione costante che sta esigendo dalla popolazione un prezzo alto da pagare. Per sua volontà? No di certo. Il deleveraging delle bolle degli anni passati è stato forzato interamente sul settore privato, ovvero, sui contribuenti, lasciando intatte quelle realtà che invece dovevano essere liquidate. Banche commerciali, aziende privilegiate, amministrazioni pubbliche, tutti questi dovevano essere lasciati fallire a seguito del caos scoppiato nel 2010. Invece è stata iniettata vita artificiale nelle loro vene, consentendoli di rimanere in partita e consumando progressivamente risorse che invece (molto probabilmente) sarebbero andate a finanziare realtà sostitutive in grado di permettere una ripresa fisiologica dagli eccessi passati.

I paesi più fiscalmente responsabili hanno preteso che quelli più fiscalmente irresponsabili gravassero le loro popolazioni col pesante fardello di ripagare gli errori fatti da altri, ovvero, i dirigenti politici. Nei periodi di momentanea stabilità è andata così, mentre in quelli più turbolenti c'hanno pensato i contribuenti di quei paesi più fiscalmente responsabili. Apprendiamo una lezione qui: il bancomat degli stati sono i contribuenti. Questo almeno finché il bacino dei risparmi reali è in crescita. Una volta che diventa stagnante, o peggio cala, questa illusione sbiadisce lasciando solo un mucchio di conti da pagare impossibili da saldare. Le ultime esternazioni di Draghi, infatti, rappresentano la volontà pianificatrice di accentrare ulteriormente le attività del mercato facendo convergere il più possibile sempre più risorse nelle mani della pianificazione centrale. Ogni scostamento dai piani dei dirigenti politici rappresenta un voto contrario alla loro strategia. Non possono permettere un tale accumulo.

Allora agiscono per rendersi "indispensabili", portatori di luce in un mondo colmo di tenebra. La loro mente, la loro strategia, la loro onniscenza, è tutto quello che serve gli individui per ritrovare la giusta strada da percorrere. Ci serve crescita. Che tipo? Una crescita. Peccato che il meccanismo di trasmissione attraverso il quale fluiva il credito è praticamente rotto. Le famiglie e le imprese hanno raggiunto un picco nell'indebitamento privato. Non possono andare avanti così. L'unica crescita che importa alla banca centrale è questa. Altrimenti, se il mercato fosse lasciato indirizzare la propria crescita (se davvero fosse necessaria), a che servirebbero gli economisti? Le ultime vicende però stanno sottolineando come queste figure, presumibilmente professionali, altro non sono che stregoni in cerca di visibilità. Non sanno quello che fanno perché hanno deturpato irrimediabilmente l'ambiente economico. Il quarto anno consecutivo di tassi di interesse ultra-bassi è stato il catalizzatore della loro cecità totale. Il mercato è un enigma per loro. Soprattutto il lungo termine. Per il momento ancora riescono a gestire il breve termine, ma questo lasso di tempo si stringerà ancora di più mentre continueranno ad armeggiare con i cosiddetti strumenti non convenzionali. Passeremo, quindi, al brevissimo termine. E poi? Poi accadrà quello che doveva accadere all'Italia alla fine degli anni '90: default.

Ma il Ministro Padoan rifiuta di vedere la situazione per quella che è. Per dovere istituzionale? Forse. In realtà per un motivo specifico: è keynesiano. Per lui rinunciare ad una visione centralizzata dell'economia è qualcosa di impossibile, tutta la sua vita accademica è stata scandita da questo mantra ed ora che viene messo alla prova si rifiuta di accettare il risultato. Il keynesismo è in bancarotta. E' una bancarotta intellettuale. Lo è sempre stato, ma così come per gli schemi di Ponzi, i suoi aderenti si sono sempre rifiutati di accettare questa realtà. Ne pagheranno le conseguenze.

Ministro Padoan è un po' di tempo che la sentiamo ripetere che l'economia è ferma, non si riprende. Che fa: si iscrive anche lei al partito dei gufi?

No, non mi iscrivo a nessun partito dei gufi, sono sempre stato iscritto al partito dei realisti e qui resto. I dati dell'economia anche più recenti confermano un'economia che stenta a uscire dalla recessione. Rimango, però, convinto che esistano segnali positivi che andranno apprezzandosi nei prossimi trimestri e nei prossimi anni. Parlo del 2015 e del 2016. E dico questo non per una banalità contabile, ma perché è importante mantenere una prospettiva di medio periodo e i primi atti del governo Renzi sono, per me, tutti orientati a un obiettivo: realizzare politiche con impatto duraturo e crescente nel lungo termine.

Traduzione: "L'ottimismo dei dati era un trucco statistico per tenere buoni gli sciocchi che ancora credono in una salvezza attraverso lo stato. Stiamo guadagnando tempo. Non sappiamo dove siamo diretti, perché non abbiamo idea di cosa stiamo facendo. Al momento ci limitiamo a rimpinzare i conti pubblici con denaro proveniente dai contribuenti. E' una strategia che per il momento tiene in piedi la baracca. Finché funziona, continueremo ad adottarla. Quando non funzionerà più ci inventeremo qualcos'altro da far ingurgitare alla popolazione. Perché sarà la popolazione che ingoierà sempre il boccone amaro."

Non ho capito: è vero o no che l'economia sta andando male, male, non è ferma, addirittura in recessione?

I dati negativi che ci arrivano dall'Istat riguardano, soprattutto, gli investimenti mentre, invece, i dati su consumi e esportazioni sono moderatamente positivi. Questo fa sperare bene sul recupero di fiducia delle famiglie e conferma che c'è una fase di uscita dalla recessione che è molto faticosa perché la recessione è davvero profonda. Non dimentichiamoci che il 2013 ha chiuso con un risultato finale di meno 1,9.

Traduzione: "Se gli imprenditori sono tassati a morte, come pretendere che possano investire? Non possono infatti, quindi le loro attività rimangono al palo. Nel frattempo vengono distrutte anche quelle di coloro che non riescono più a tenere il passo con la tassazione selvaggia e la burocrazia opprimente. Fortunatamente l'euro è in condizioni meno pietose rispetto alle altre valute del mondo, quindi le importazioni ci costano meno. Ma stiamo lavorando anche su questo aspetto, tirando per la giacchetta Draghi affinché adotti una visione mercantilista sotto steroidi dell'economia."

Il presidente della Confcommercio, Carlo Sangalli, ha detto che l'effetto degli 80 euro è «quasi invisibile». Renzi ha risposto che la ripresa è come l'estate: prima o poi arriva. Si è mai pentito di avere iniziato dal bonus Irpef e non dall'Irap?

No, non mi sono mai pentito, naturalmente avrei voluto avere a disposizione risorse per fare di più, ma è importante del bonus Irpef ricordare due cose. La prima: riguarda 11 milioni di persone. La seconda: sarà permanente. Questo è importante perché le famiglie devono avere più risorse e più fiducia per fare sì che queste risorse vengano spese.

Traduzione: "Se avessi potuto, non avrei esitato a spendere a deficit come se non ci fosse stato un domani. Sono un keynesiano. Per questo penso che uno stimolo fiscale, in mancanza di uno monetario, possa salvare le sorti dell'Italia. E' la domanda che crea l'offerta, quindi abbiamo dato qualche spicciolo agli italiani affinché abbellissero i numeri del PIL. Non ha funzionato. Hanno aumentato i loro saldi di cassa. Ci riproveremo l'anno prossimo. Forse."

Quanto dell'aumento record della Tasi, da un capo all'altro del Paese, è dovuto indirettamente alla copertura del bonus Irpef?

L'aumento della Tasi è slegato da coperture del bonus, ha a che fare con politiche fiscali del governo precedente che noi abbiamo ereditato.

Traduzione: "Non guardate noi. Siamo semplicemente gli esecutori materiali di decisioni che vengono prese al di sopra delle nostre teste. Noi siamo le facce che appaiono in TV per tenere buona la popolazione. Ho tre parole per voi: ragioneria di stato. Noi ci adeguiamo. Certo, abbiamo promesso un cambiamento, una svolta rispetto alla rotta precedente. Infatti abbiamo già messo nel DEF un aumento progressivo delle spese e della tassazione. Troveremo le risorse, le elargiremo e ce le riprenderemo in tanti modi fantasiosi. Il governo precedente, infatti, non aveva fantasia."

Insisto: se i Comuni non sono in grado di fare i tagli richiesti, non crede che seguano la scorciatoia di aumentare la Tasi e, quindi, mettano una parte del bonus sul conto a carico dei contribuenti?

Questa è una scelta successiva, i Comuni hanno a disposizione questo strumento, ma certo il Governo Renzi non vuole utilizzare la Tasi per finanziare il bonus.

Traduzione: "I Comuni sono liberi di far fluttuare a loro piacimento i livelli delle aliquote della Tasi. Non interferiremo. Ci limiteremo ad aumentare progressivamente le accise. Abbiamo fantasia."

Se la crescita è zero o addirittura negativa e non 0,8, la strada che ci separa dal 3% di deficit/pil si stringe pericolosamente. Sarà larga a sufficienza per evitare una manovra in autunno?

Il 3% nel 2014, e anche nel 2015, non sarà superato. Non ci sarà bisogno di una manovra aggiuntiva.

Traduzione: "Noi abbiamo fatto la nostra parte, non possiamo giocarci definitivamente l'elettorato. Avremmo potuto ottenere più consensi con un deficit maggiore, ma non dipende da noi. Adesso ci sono telefonate che arrivano dall'alto. Ci adeguiamo. Adesso aspettiamo che sia la BCE a fare la sua parte."

Sia sincero, ministro: premesso che il Paese non è in grado di sopportare un'altra manovra, come fa con questi numeri a essere così sicuro di poterla evitare?

In base alle informazioni che ho adesso e alle previsioni che abbiamo aggiornato con le nuove informazioni Istat, ribadisco quello che ho appena detto.

Traduzione: "La statistica ci offre un ampio margine di manovra. Per anni abbiamo ingannato i polli. Lo stiamo facendo anche col presunto deficit al 3%. Come disse anche Juncker qualche tempo fa: 'Quando le cose si fanno serie, bisogna mentire.' Ci adeguiamo."

Nel Def di aprile è scritto che, con la legge di stabilità, si devono fare 15 miliardi di tagli della spesa. Si possono conseguire tagli selettivi per un importo così rilevante in un tempo così breve? Non sarà che alla fine arriverà, come sempre, la doppia scure dei tagli lineari e di nuove tasse?

I tagli buoni e giusti si possono fare e il Governo farà di tutto per evitare l'applicazione di misure di salvaguardia come sono quelle dei tagli lineari o nuove tasse. Io penso che si possano fare.

Traduzione: "Verranno tagliate alcune voci di spese future, ma non siamo così sciocchi da diminuire la spesa nel suo totale. Infatti la spesa corrente è passata dai €730.2 miliardi nel 2010 ai €749.5 miliardi di oggi. L'apparato statale ottiene consensi attraverso la spesa. L'apparato statale sopravvive attraverso la tassazione. Non ne può fare a meno. Saremo cauti, non vogliamo perdere la nostra base di privilegi. Terremo duro finché la BCE non si deciderà ad intervenire sul serio."

Come la mettiamo con Bruxelles che ci ha, di fatto, negato il rinvio del pareggio di bilancio dal 2015 al 2016 e, anzi, ci ha chiesto sforzi aggiuntivi già da quest'anno. Chi glielo dice a Renzi? Lei ci riesce?

Renzi lo sa benissimo e sicuramente il quadro macroeconomico che si sta delineando in questi mesi e in queste settimane è molto più deteriorato di quello di qualche settimana fa e, naturalmente, l'obiettivo di riequilibri strutturali tiene conto dell'andamento del ciclo. L'Italia stenta a uscire dalla crisi perché ha accumulato ostacoli strutturali. Per riprendere a crescere non ci sono scorciatoie: dobbiamo rimuovere quegli ostacoli con riforme strutturali.

Traduzione: "Il mercato spinge ancora per una recessione perché nessuno degli errori del passato è stato risolto, quindi le azioni degli individui sono direzionate verso un risanamento di quelle parti deteriorate. Purtroppo quelle parti deteriorate rappresentano lo zoccolo duro sul quale fondiamo la nostra sopravvivenza. Pensate a Monte dei Paschi. Le banche commerciali sono quelle che fino a questo momento hanno sostenuto attivamente l'indebitamento dello stato, permettendo a voi tutti di non dover sopportare ulteriori aumenti delle tasse. Questo è un impasse dal quale non esiste via d'uscita. E' per questo che continuiamo a parlare di 'riforme strutturali', ma siamo rimasti per lo più con le mani in mano."

A febbraio avevate fatto una scommessa: facciamo le riforme, otteniamo la flessibilità in Europa, abbiamo una crescita del pil e tutto si sistema. La flessibilità europea è in alto mare, i falchi del Nord ci guardano con sospetto, mi spiega perchè avete dato la precedenza alle riforme istituzionali rispetto a quelle del fisco, del lavoro e della macchina dello Stato?

Le riforme strutturali sono la caratteristica fondamentale della strategia del governo. Tra le riforme è fondamentale includere le riforme istituzionali anche perchè queste hanno un impatto molto importante sul funzionamento dell'economia e cito due ragioni evidenti. La prima: la semplificazione del processo legislativo. La seconda: la certezza della durata dei governi. Questi due fattori sono estremamente importanti per stabilizzare la fiducia e le aspettative di imprese, famiglie e investitori internazionali. Naturalmente le altre riforme sono altrettanto importanti.

Traduzione: "Stiamo semplicemente cercando di guadagnare tempo in attesa di un qualche miracolo da parte della BCE. Quindi cercheremo prima di concentrarci sulle questioni ai margini."

Altrettanto o, forse, anche di più vista la delicatezza dell'economia del momento?

Altrettanto. Penso alla riforma del mercato del lavoro, della pubblica amministrazione e alla riforma fiscale. Sono queste le scelte che migliorano la competitività e la crescita del Paese nel medio lungo periodo.

Traduzione: "Cerchiamo di tenere ben vivo il mito della salvezza attraverso lo stato. Come stiamo andando?"

E qui come siamo messi, non mi pare proprio che siamo messi bene?

Siamo messi che molte di queste riforme sono in via di realizzazione, come nel caso della delega fiscale, e altre saranno approvate presto dal Parlamento, l'implementazione sta cominciando, per vederne i benefici reali in un orizzonte di medio periodo.

Traduzione: "Stiamo facendo i salti mortali per far finta di concentrarci su questioni di vitale importanza, mentre invece sono di poco conto in vista di una ripresa economica. Cosa pretendete? Misure di laissez-faire? Su queste cose non si scherza. Abbiamo scherzato su una presunta ripresa quest'anno, così come l'anno prima ancora, e l'anno prima ancora, ma adesso basta burle. Prevediamo una ripresa l'anno prossimo. E se non arriverà? Ci adegueremo così come abbiamo fatto fino ad ora e ripareremo ancora una volta nella statistica."

La situazione dell'economia reale è sotto gli occhi di tutti, non migliora, si può dire ottimisticamente che è ferma, in realtà peggiora. Questa situazione lei la conosce molto bene. Non crede che sia necessario fare subito un fischio di fine partita per iniziarne un'altra? Che cosa impedisce di fare partire subito tutto ciò che è cantierabile e varare un bel credito d'imposta per ricerca e innovazione, evitare di promettere ciò che non si può dare (vedi pensioni agli insegnanti) e fare invece sul serio su privatizzazioni e lavoro?

Alcune misure già indicate sono state già approvate con il decreto competitività, quelle del cosiddetto sblocca-Italia sono già state presentate nelle linee-guida e saranno approvate con il Consiglio dei ministri di fine agosto. Per quanto riguarda le misure come quelle relative alla "quota 96", come è noto, sono state ritirate dal governo e saranno affrontate in modo organico nei prossimi mesi.

Traduzione: "E' vero, abbiamo promesso di approvare una riforma ogni mese. Ma non prendetevela con me se non ne siamo stati capaci, era lo slogan di Renzi. Pensate a me come Oliver Hardy che dice a Stan Laurel (Renzi): 'Ecco un altro bel pasticcio in cui ci hai cacciato.'"

Dove è finita la spending review? Resterà Cottarelli? Anche per lei farne a meno non è così grave?

La spending review è viva e vegeta, continua e viene introitata nel lavoro dei ministeri. Sicuramente sarà un elemento importante della costruzione della legge di stabilità del 2015. Su Cottarelli posso dire che ho la massima stima e apprezzamento del suo lavoro.

Traduzione: "Abbiamo creato questa figura ad hoc, con il solito annuncio sensazionalistico, con il solo scopo di tenere buoni gli elettori. Ci avete creduto anche stavolta. Buon per noi. Ricordate il cosiddetto "Libro Verde" di Padoa Schioppa? Nulla di fatto. E la dichiarazione di Piero Giarda di "portare alla luce le inefficienze"? Nulla di fatto. E che dire di Enrico Bondi? Nulla di fatto. Perché pensate che con Cottarelli sarà diverso?"

Debito/pil: i numeri reali e il rapporto percentuale tra i due, con le stime disponibili, sono impressionanti e appaiono destinati a crescere ancora in termini assoluti e percentuali. Con le privatizzazioni si era ipotizzato di realizzare uno 0,7% di pil per 10/12 miliardi, ma tutto appare sostanzialmente fermo. Lei crede nel Fondo immobiliare con i beni dello Stato che tagli dalla sera alla mattina di qualche centinaio di miliardi le esposizioni o in un intervento della Cassa Depositi e Prestiti che acquisti e scambi titoli di Stato con titoli della Cassa garantiti da propri asset o crede che sia puttosto da perseguire la via maestra delle privatizzazioni a partire dalla giungla delle municipalizzate controllate dagli enti locali?

Il processo di privatizzazioni va avanti. Come tutti sanno un processo serio di privatizzazioni che mira a valorizzare le aziende del patrimonio pubblico richiede un po' di tempo perchè coinvolge non solo le imprese già sul mercato, ma anche altri asset che richiedono un lavoro preliminare come le municipalizzate e il patrimonio immobiliare. Sulle proposte citate, posso dire che in giro ce ne sono varie e mi sembra che il punto di partenza di misure di questo tipo sia quello di avere un patrimonio da valorizzare: chiarite le idee su questo, gli strumenti che si possono immaginare sono diversi.

Traduzione: "Siamo alla ricerca dei prossimi polli in grado di sostenere attività palesemente in bancarotta. Non abbiamo nessuna intenzione di privarci dei nostri bacini clientelari, quindi aspetteremo le persone "giuste" da mettere ai "posti giusti". Non abbiamo nessuna intenzione di liberarci delle nostre fonti alternative di finanziamento. Da queste parti le cose sono sempre andate così. Noi siamo in carica, quindi siamo meglio equipaggiati per dcidere cosa sia meglio per la popolazione."

Ha una preferenza?

Guardi, non ho una preferenza, sono aperto a varie ipotesi che stiamo esaminando, ma qual è il patrimonio di cui parliamo? Che cosa spinge a immaginare che sia marketable così come è un patrimonio che invece richiederebbe lavori di riqualificazione importanti e onerosi? La via delle privatizzazioni è quella che stiamo seguendo con maggiore determinazione: stiamo parlando di Poste, di Enav, di Ferrovie dello Stato. Comunque, sia chiaro: la via maestra per ridurre il debito è una sola: la crescita.

Traduzione: "Stiamo temporeggiando. Siamo in attesa che la BCE infine si decida ed apra i rubinetti del credito. La CdP e le banche commerciali non possono tenere duro per sempre. Queste ultime sono tanto disperate da dover ripagare i vecchi debiti con nuovi prestiti. Abbiamo bisogno di una nuova bolla."

Dopo gli interventi in Fiat, Eni e Enel, Pechino è al 2% anche in Telecom, ma poi si scopre che Telefonica ci sta lasciando e tenta di prendersi il piatto più prelibato in Sudamerica. Ministro, ci spiega che cosa sta succedendo?

Telecom è un'impresa privata e, quindi, non entro nel merito di queste vicende proprio perché si tratta di imprese private. Voglio, però, aggiungere che stiamo osservando un interessamento crescente e concreto dei cinesi nei confronti del nostro Paese e le notizie di investimenti degli ultimi giorni confermano, con i fatti, i segnali positivi che ho raccolto in Cina appena dieci giorni fa. Si tratta di un Paese nel quale le decisioni di investimento sono sempre di lungo termine. La Cina vuole investire in Italia non con la logica del mordi e fuggi e ciò non mi pare poco. Questo mostra come sia possibile accrescere l'investimento nel nostro Paese.

Traduzione: "Quando dico 'impresa privata', intendo impresa data in concessione a persone di nostra fiducia. Non ci si è mai preoccupati di lasciar uscire definitivamente lo stato dalla compagnia telefonica. Abbiamo permesso alle nostre persone di fiducia di godere del monopolio della rete fissa. Salvo poi parlare di 'scorporo' qualora ci fosse stato un qualche investitore estero che avesse voluto comprare l'azienda. In questo modo ci riserviamo il diritto di decidere chi far rimanere ai "posti giusti" in modo da poter ancora interferire col mercato e tutelare i nostri interessi e quelli dei nostri clienti. Sono questi gli interessi che ci fanno astenere dal vendere entità come Eni, Enel, Finmeccanica, Rai, CdP, ecc."

Tra veti sindacali, perplessità di Caio, tavoli e tavolini che non portano da nessuna parte, non c'è il rischio che nella vicenda Alitalia sia Etihad ad accusarci di un eccesso di bizantinismi?

Io sono molto fiducioso sia sul fatto che l'accordo, certo faticoso e laborioso, si concluda positivamente e credo anche che sarà una scelta molto positiva per il Paese.

Traduzione: "Quando dico 'faticoso e laborioso' intendo per le tasche del contribuente. Sin da quando è nata Alitalia ha goduto di sussidi di vario genere, perché essendo un'azienda sponsorizzata dallo stato, non ha mai saputo stare sul mercato in modo autonomo. E infine si è rivelata per quello che era: un investimento improduttivo. Siamo disposti a venderla, anche se dovessimo pagare noi chi se la compra. Quando dico che si 'concluda positivamente', intendo che abbiamo pagato affinché finisca così. Anzi, voi avete pagato in realtà. Pensate al rincaro dei biglietti per mantenere i cassaintegrati. Pensate ai soldi sganciati dalle Poste. Ricordate: voi siete la garanzia dietro ogni nostra azione sconsiderata."

Abbiamo parlato poco del mondo e invece il mondo è scosso da focolai di crisi come non mai: Russia-Ucraina. Israele-Palestina, Siria, Iraq e, soprattutto, almeno per noi, Libia. La Russia ha azzerato la crescita, la Cina dichiara (non mancano dubbi) di essere sopra il 7%, forse gli Stati Uniti sono la vera nota positiva. Ciò che più inquieta, però, è la frenata tedesca che rischia di coincidere con la frenata europea. Che cosa può e deve fare la Germania per rilanciare la sua domanda interna e la crescita e, ancora più importante, se la locomotiva europea non riparte, noi da soli che cosa possiamo fare?

L'Italia come presidente di turno dell'Unione europea ha posto crescita e occupazione al centro dell'agenda. Tutti i Paesi hanno condiviso che questa debba essere la nuova priorità dell'Europa e, per concretizzarla, abbiamo indicato una strategia basata su tre pilastri: riforme strutturali, investimenti e maggiore integrazione, sia del mercato interno sia con i mercati globali. In questo quadro tutti i Paesi devono fare la loro parte anche quelli più forti.

Traduzione: "I banchieri centrali alla BCE stanno guadagnando tempo perché non hanno idea di cosa fare. Hanno manipolato il mercato a tal punto da dover vivere alla giornata per cercare di trasmettere quell'aura di autorità alle persone. Noi ci adeguiamo. Ma potete contare sul mio ottimismo per il futuro."

Ha ragione il governatore della Bundesbank, Jens Weidmann, quando sostiene che la Germania deve aumentare i suoi salari per rilanciare i consumi interni?

Sicuramente sì, anche se detta da lui questa affermazione appare come un'idea un po' tardiva.


Che cosa deve fare, allora, la Germania?

Ad esempio, liberalizzare il suo settore dei servizi e accrescere il suo investimento, ne ha forte bisogno.

Traduzione: "Siamo sulla stessa barca. La Germania deve spendere a deficit e salvare gli spendaccioni. Tutti i contribuenti di ogni paese sono la garanzia collaterale delle sconsideratezze dei governi che li rappresentano, e la Germania non fa eccezione. Ma l'elettore tedesco tende a mettere i bastoni tra le ruote al governo tedesco. Resiste. La Merkel dovrà sudare sette camice per far ingurgitare la parte di boccone amaro al contribuente tedesco. Condivideranno con noi la loro giusta dose di dolore economico; non siamo gli unici ad avere guai finanziari. Sebbene la Merkel dica con la bocca 'No, no', con gli occhi ha sempre detto 'Sì, sì'.

Ci sarà in autunno una ripresa della locomotiva tedesca a cui agganciare il treno indebitato dell'Italia? Vede all'orizzonte una possibilità che questo treno riparta?

Io credo che in tutti i Paesi dell'Europa si sta facendo strada la convinzione di mettere in pratica misure di sostegno alla crescita. Nella riunione dell'Ecofin di settembre dedicheremo molta attenzione a misure concrete di sostegno agli investimenti. Bisogna guardare avanti, i mille giorni sono una cosa concreta. I mercati continuano ad avere un atteggiamento positivo nei confronti dell'Italia e si aspettano la crescita. Ma sta al governo dimostrare di sapere attivare la crescita.

Traduzione: "I mercati stanno facendo call al bluff di Draghi. Si aspettano da un momento all'altro un quantitative easing vero e proprio. Non sono interessati a misure timide. Finora non hanno risolto alcun problema di base alla crisi europea. I bilanci delle banche commerciali europee sono un disastro, le condizioni finanziarie degli stati europei stanno marcendo lentamente. Abbiamo bisogno di inflazionismo. Abbiamo bisogno dell'euforia dei primi 10 anni di vita dell'euro. Ovviamente nel lungo periodo non è sostenibile una cosa del genere, ma ci aiuterà a cavarcela nel frattempo. Alle conseguenze ci penseranno i posteri. Quando io non sarò più qui. E' questa la strategia di ogni burocrate."


venerdì 8 agosto 2014

La mia traduzione del discorso della Yellen sulla regolamentazione bancaria





di Gary North


Janet Yellen ha tenuto un discorso il 2 luglio. E naturalmente ha ricevuto una notevole attenzione nei media finanziari.

Nel corso degli anni, ho doverosamente offerto traduzioni dei discorsi tenuti dai presidenti del consiglio dei governatori del Federal Reserve System -- quella minuscola frangia della FED che è tecnicamente parte del governo degli Stati Uniti. Per quanto ne so, sono l'unico giornalista finanziario che offre un servizio di traduzione dal gergo della FED all'inglese (e il sottoscritto all'italiano, ndt).

Greenspan era un maestro quando doveva utilizzare questo gergo. Bernanke preferiva lunghi riassunti noiosi su eventi finanziari di cui tutti erano a conoscenza, pregni di note a pié pagina. Quando diceva qualcosa di importante, di solito si rivelava sbagliata, come la sua insistenza sul fatto che non esistesse alcuna bolla immobiliare.

La Yellen ha un approccio diverso. Preferisce parlare di ciò che la Federal Reserve potrebbe e dovrebbe fare, ma che ancora non ha fatto. Evita scrupolosamente di menzionare le date e le scadenze. La seguente osservazione è chiaramente l'essenza del suo lavoro come presidente: "Janet Yellen non verrebbe mai trovata morta dpo la data di scadenza." Una strategia simile lascia la porta aperta ad un certo spazio di manovra.

Tutto questo genera confusione. Tutto questo genera una nuvola di parole senza dettagli. Questa è la versione della FED quando parliamo di "trasparenza". Trasparenza nelle questioni burocratiche significa questo: "Dare l'illusione che si stia rivelando qualcosa di importante, quando invece non si sta rivelando nulla di importante." Al contrario, non viene nascosto nulla di importante.

La chiave per comprendere il ruolo della Yellen da questo punto in poi, è immaginarla come una sorta di mistico. Immaginate uno swami indiano con gli occhi chiusi e il volto che trasmette una certa unità con l'universo. Continua a ripetere un mantra: "Om".

Il mantra della Yellen è "macroprudenziale".

I Presidenti della FED presumono correttamente che nessuno nei media mainstream spenderà tempo per passare al vaglio i discorsi punto per punto, per vedere se è stato detto qualcosa di significativo. Il messaggio di questi tempi è sempre lo stesso.

  1. Prima del 2008, non sapevamo quello che stavamo facendo.
  2. Abbiamo imparato dai nostri errori.
  3. Le questioni economiche sono molto complesse.
  4. L'esatta natura della causazione economica rimane un mistero.
  5. Stiamo lavorando ai piani di emergenza.
  6. Abbiamo grande fiducia in questi piani.
  7. Questi piani non sono ancora stati pienamente attuati.
  8. Non siamo sicuri sul quando saranno pienamente attuati.
  9. Stiamo monitorando la situazione.
  10. Ci sono ancora domande importanti a cui rispondere.
  11. Ancora non abbiamo risposte specifiche a nessuna di queste domande.
  12. Siamo aperti a qualsiasi soluzione.

Lasciate che vi mostri come funziona. Ha iniziato ponendo alcune domande.

Le recenti crisi hanno posto l'accento sulla stabilità finanziaria delle banche centrali di tutto il mondo. Alla Federal Reserve abbiamo dedicato l'incremento sostanziale delle nostre risorse al monitoraggio della stabilità finanziaria ed abbiamo riorientato i nostri sforzi di regolamentazione e di vigilanza per limitare casi di rischio sistemico. Ci sono stati anche inviti, provenienti da certi ambienti, per una riconsiderazione fondamentale degli obiettivi e della strategia della politica monetaria. Oggi mi concentrerò su una questione chiave emersa da questo dibattito: le autorità monetarie e gli altri responsabili politici, come dovrebbero bilanciare gli approcci macroprudenziali e la politica monetaria per perseguire la stabilità finanziaria?

Traduzione: "Le recenti crisi, iniziate nel 2008 nei circoli bancari e di investimento di New York e diffuse rapidamente in tutto il mondo, hanno colto alla sprovvista i banchieri centrali. Nessuno le ha viste arrivare. Pertanto stiamo dedicando molte risorse per monitorare la situazione. Questo significa che i banchieri dovranno compilare un sacco di scartoffie."

Nelle mie osservazioni sosterrò che la politica monetaria deve affrontare alcune limitazioni significative nel suo sostegno alla stabilità finanziaria: i suoi effetti sulle vulnerabilità finanziarie, come la leva finanziaria eccessiva e la maturazione delle scadenze, non sono ben compresi e sono meno diretti rispetto ad un approccio normativo o di vigilanza; in aggiunta, gli sforzi per promuovere la stabilità finanziaria attraverso aggiustamenti dei tassi di interesse aumenterebbero la volatilità dell'inflazione e dell'occupazione. Di conseguenza, credo che un approccio macroprudenziale sia fondamentale nel campo della supervisione e della regolamentazione.

Traduzione: "Ancora non abbiamo una teoria di causa/effetto per quanto riguarda la politica monetaria. Questi problemi non sono 'ben compresi', se capite dove voglio andare a parare. Per un secolo, il Federal Reserve System è stato rappresentato come cruciale perché responsabile della politica monetaria. Purtroppo nemmeno questa è ben compresa, quindi abbiamo praticamente rinunciato alla politica monetaria come strumento di pianificazione centrale. Siamo quindi tornati alla promessa del 1913 del movimento progressista: regoleremo l'economia globale regolando le banche, il che significa circa una dozzina di grandi banche. Definisco 'macroprudenziale' questo sistema normativo nella misura in cui si tratta di un sistema. Suona molto scientifico. Sembra omnicomprensivo. Sembra prudente. Questo dovrebbe tenere a bada voi sciocchi."

Tale approccio dovrebbe concentrarsi su norme che vadano ad aumentare la resilienza del sistema finanziario agli shock avversi e dovrebbe sforzarsi di coprire con l'ombrello normativo quelle istituzioni che in precedenza erano scoperte e quelle attività di rilevanza sistemica.

Traduzione: "Questo è quello che dovrebbe fare l'approccio. Però non ci sono prove che lo faccia veramente. Non lo sapremo fino alla prossima crisi. Augurateci buona fortuna. Il vostro futuro finanziario dipende da noi."

Sono consapevole del potenziale che hanno i bassi tassi di interesse nell'aumentare gli incentivi per gli operatori nei mercati finanziari, affinché raggiungano rendimenti più alti e si assumano più rischi; sono anche consapevole dei limiti delle misure macroprudenziali nell'affrontare questi ed altri problemi di stabilità finanziaria. Di conseguenza, ci potranno essere momenti in cui potrebbe essere opportuno un aggiustamento della politica monetaria per smorzare le minacce alla stabilità finanziaria.

Traduzione: "Sì, so tutto del carry trade: prendere in prestito a breve a tassi poco sopra lo zero, e prestare a lungo a tassi al di sopra lo zero. Questo è ciò che ha fatto esplodere Lehman Brothers nel 2008. Potrebbe accadere di nuovo. Ad un certo punto nel futuro dovremo cambiare la nostra strategia. Dal momento che in questa fase di ripresa stiamo comprando metà del deficit annuale del governo degli Stati Uniti, mettendo tutto nei T-bond come parte dell'Operazione Twist, oltre a $180 miliardi in IOU di Fannie/Freddie, potete immaginare quanto dovremo comprare quando arriverà la prossima recessione e il deficit risalirà a più di un bilione l'anno. Ragazzi e ragazze, allacciatevi bene le cinture."

Nonostante queste complementarietà, la politica monetaria ha effetti potenti sull'assunzione di rischi. Infatti, negli ultimi anni l'orientamento verso una politica accomodante ha sostenuto la ripresa. In parte, offrendo maggiori incentivi alle famiglie e alle imprese affinché si assumessero il rischio di investimenti potenzialmente produttivi.

Traduzione: "Abbiamo fornito gli incentivi, ma le famiglie li hanno ignorati. Le famiglie hanno diminuito il loro debito. Il rapporto tra ripagamento dei debiti e reddito personale delle famiglie è colato a picco. Le imprese sono rimaste caute per cinque anni. Ma le prime cinque banche hanno incassato questi incentivi come se non ci fosse un domani -- esattamente come hanno fatto nel 2004-2007."

Ma tale assunzione di rischi può andare anche troppo oltre, contribuendo in tal modo alla fragilità del sistema finanziario. Questa possibilità non elimina la necessità di una politica monetaria che si concentri principalmente sulla stabilità dei prezzi e sulla piena occupazione -- i costi per la società sarebbero significativi se deviassimo da questa strada.

Traduzione: "Certo, le cose possono andare troppo oltre. E quindi? Il governo federale ha un deficit da mezzo bilione di dollari l'anno, e compriamo oltre la metà dei suoi T-bond, oltre a $180 miliardi di obbligazioni di Fannie e Freddie. Siamo tutti keynesiani qui."

Anche se all'epoca non erano stati riconosciuti, i rischi per la stabilità finanziaria degli Stati Uniti sono aumentati ad un livello pericoloso a metà degli anni 2000. Durante questo periodo, i responsabili della politica -- me compresa -- erano consapevoli che le case erano molto probabilmente sopravvalutate (secondo un certo numero di parametri) e che i prezzi sarebbero potuti scendere, anche se c'era disaccordo circa la probabilità di un tale calo e la sua grandezza.

Traduzione: "Non sapevamo che il mercato immobiliare fosse in bolla. Ecco perché Bernanke l'ha categoricamente negata nel 2005. Lo ribadì anche nel 2007. Nessuno alla FED ha detto una parola circa la possibilità di un calo dei prezzi delle case. La parola 'sopravvalutato' non è mai stata menzionata, ma so che nessuno di voi farà ricerche in merito, quindi me la caverò."

Non abbiamo messo in conto quale sarebbe stato l'effetto di un tale calo sul settore finanziario e sulla macroeconomia. I responsabili della politica non sono riusciti a prevedere che l'inversione della bolla immobiliare avrebbe innescato la crisi finanziaria più importante degli Stati Uniti sin dalla Grande Depressione. Suddetta inversione ha scoperchiato vulnerabilità critiche nel sistema finanziario e nella regolamentazione del governo.

Traduzione: "Fino al 2008 non abbiamo capito cosa fossero causa ed effetto. Naturalmente abbiamo dato ad intendere che fossimo in grado di gestire la situazione. Abbiamo detto al mondo: 'Nessun problema'. Il mondo -- ad eccezione di quei picchiatelli degli Austriaci -- ci ha creduto. Anche noi ci abbiamo creduto, ma allora era allora invece ora è ora. Adesso siamo in grado di gestire la situazione."

Nel settore privato le principali vulnerabilità includevano elevati livelli di leva finanziaria, eccessiva dipendenza dai finanziamenti a breve termine, debole copertura dei finanziamenti, carenze nella misurazione e nella gestione dei rischi, utilizzo di strumenti finanziari esotici che hanno redistribuito il rischio in modi non trasparenti.

Nel settore pubblico le vulnerabilità includevano lacune nella struttura normativa che hanno permesso ad alcune importanti istituzioni finanziarie (SIFI) e mercati di sfuggire al controllo globale, fallimenti delle autorità di vigilanza nell'utilizzare efficacemente i propri poteri, scarsa attenzione alle minacce per la stabilità del sistema nel suo complesso.

Traduzione: "Non l'abbiamo visto arrivare."

Non è raro sentire che la crisi avrebbe potuto essere evitata, o mitigata, da una politica monetaria sostanzialmente più ristretta a metà degli anni 2000. Però un tale approccio sarebbe stato insufficiente se pensiamo all'intera gamma di vulnerabilità critiche che ho appena descritto. Una politica monetaria più ristretta non avrebbe chiuso le lacune nella struttura normativa che hanno permesso ad alcune SIFI e mercati di sfuggire al controllo globale; una politica monetaria più ristretta, non avrebbe spostato l'attenzione della vigilanza verso una prospettiva macroprudenziale; ed una politica monetaria più ristretta, non avrebbe aumentato la trasparenza degli strumenti finanziari esotici o alleviato le carenze nella misurazione e nella gestione dei rischi nel settore privato.

Traduzione: "Sotto Greenspan, dal 2001 fino al 2004, abbiamo inflazionato. Abbiamo usato tutte le risorse disponibili. Abbiamo fatto bene a farlo. Le cose sarebbero andate peggio se non l'avessimo fatto. Non date la colpa a noi per la bolla. Non ci biasimate per la folle leva finanziaria. La politica monetaria non aveva niente a che fare con nulla di tutto ciò. La causa è stata la mancanza di regolamentazione. Avevamo bisogno di una maggiore regolamentazione. Ora abbiamo l'autorità che non avevamo allora. Abbiamo rovinato tutto, quindi abbiamo chiesto al Congresso più potere. Ce l'ha dato. Qualsiasi potere il Congresso non ci abbia dato, in un modo o nell'altro ce lo siamo preso. Noi crediamo a Rahm Emanuel: 'Non lasciate mai che una grave crisi vada sprecata. Quello che voglio dire è questo: avete l'occasione per fare cose che pensavate di non poter fare prima.' Inoltre, se la crisi non è veramente grave, è necessario far finta che lo sia."

L'evidenza empirica suggerisce che il livello dei tassi di interesse non influenza i prezzi delle case, la leva finanziaria e la maturazione delle scadenze, ma è anche chiaro che una politica monetaria più ristretta sarebbe risultata uno strumento molto spuntato: mitigare le vulnerabilità finanziarie attraverso tassi di interesse superiori, avrebbe avuto effetti negativi in termini di un aumento della disoccupazione. A tal proposito, una serie di studi conclude che una politica monetaria più ristretta durante la metà degli anni 2000 avrebbe potuto contribuire ad un basso tasso di apprezzamento dei prezzi delle case. Ma l'entità di questo effetto sarebbe stata probabilmente modesta rispetto al momentum di quei prezzi in quel determinato periodo; quindi una strategia più ristretta, con forti aumenti della disoccupazione, sarebbe stata necessaria per fermare la bolla immobiliare. Tale rallentamento del mercato immobiliare avrebbe potuto tenere a freno l'aumento della leva finanziaria delle famiglie, poiché la crescita del debito ipotecario sarebbe stata più lenta. Ma le perdite di posti di lavoro ed i pagamenti più elevati degli interessi avrebbero indebolito direttamente la capacità delle famiglie di rimborsare i debiti precedenti, suggerendo che una politica monetaria considerevolmente ristretta avrebbe potuto attenuare le vulnerabilità nei bilanci delle famiglie solo in modo modesto.

Traduzione: "Abbiamo usato lo 'strumento spuntato' dell'espansione monetaria per invertire la recessione del 2001. Abbiamo utilizzato lo stesso strumento spuntato dopo il 9/11. Ma una volta che abbiamo iniziato ad usarlo per direzionare l'economia, si è trasformato in uno strumento affilato. Voglio dire, è come un bisturi. A questo punto, chiedere di fermare l'espansione della base monetaria equivarrebbe a spuntare di nuovo il suddetto strumento."

Risultati simili sarebbero saltati fuori se avessimo adottato una politica monetaria più ristretta sulla leva e sulla dipendenza da finanziamenti di breve termine nel settore finanziario. In particolare, è provato che bassi tassi di interesse contribuiscono ad un aumento della leva finanziaria e della fiducia per finanziamenti di breve termine (rispetto alla capacità dei tassi di interesse più elevati di ridurre queste vulnerabilità), ma questa situazione è generalmente collegata con una gamma considerevole di effetti quantitativi o punti di vista alternativi riguardanti i canali causali del caso.

Traduzione: "Quando dico 'risultati simili sarebbero saltati fuori', intendo che qui nessuno poteva sapere cosa sarebbe successo. Ancora non lo sappiamo. Stiamo andando alla cieca. Il resto del paragrafo è il mio tentativo di imitare il il gergo tecnico di Greenspan. Come me la sto cavando?"

Secondo la mia valutazione le politiche macroprudenziali, come ad esempio i limiti regolamentari in materia di leva finanziaria e finanziamenti a breve termine, così come standard forti riguardo le coperture, rappresentano metodi molto più diretti ed efficaci per affrontare queste vulnerabilità.

Traduzione: "Dal momento che nessuno alla Federal Reserve capisce causa ed effetto per quanto riguarda la politica monetaria, ci rivolgiamo alla regolamentazione. Continueremo a comprare IOU del Tesoro e di Fannie/Freddie. Terremo bassi i tassi. Ma se qualcuno cercherà di trarre profitto da questa opportunità, la regoleremo. Non lasceremo che le dieci banche più grandi ne approfittino. Nossignore. Potete contare su di noi."

Una valutazione più equilibrata, a mio avviso, porrebbe una maggiore attenzione alla stabilità finanziaria, ma il costo potenziale, in termini di minore performance macroeconomica, è probabile che sia troppo alto se si cercasse di darle un ruolo centrale nelle decisioni di politica monetaria.

Traduzione: "Una volta che la Federal Reserve inizia un allentamento quantitativo, ovvero inflazione della base monetaria vecchio stile, è troppo rischioso fermarsi. Chiunque ne raccomandi un arresto, sta consigliando uno strumento spuntato. Ci sarebbero troppi rischi per la stabilità finanziaria se si volesse smettere di acquistare debito federale. Una volta che il sistema finanziario diventa dipendente all'espansione della base monetaria, i sintomi dell'astinenza sono orrendi. L'abbiamo appreso nel corso del 2008. Mai più."

Se la politica monetaria non deve giocare un ruolo centrale nell'affrontare questioni di stabilità finanziaria, questo compito deve ricadere sulle politiche macroprudenziali.

Traduzione: "In questo centesimo anniversario dell'inizio delle operazioni della Federal Reserve, abbiamo appreso che la politica monetaria non è sufficiente per creare stabilità. Le banche hanno bisogno di regolamentazione. Ci è voluto un po', ma l'abbiamo finalmente capito."

Se gli strumenti macroprudenziali devono svolgere il ruolo primario nel perseguimento della stabilità finanziaria, bisogna chiedersi quali di essi possono essere più efficaci, quali possono essere i limiti di tali strumenti e quando può essere opportuno regolare la politica monetaria per "risolvere le incrinature" che persistono nel quadro macroprudenziale.

Traduzione: "A questo punto, ritorno al metodo standard di ogni burocrate. Farò delle domande. Non spiegherò nel dettaglio quali sono le risposte specifiche, o perché dovremmo credere che queste risposte saranno mai attuate, figuriamoci perché dovremmo credere che funzioneranno. Se continuo a parlare delle domande, il Congresso supporrà che noi abbiamo risposte precise. Il Congresso è veramente stupido."

I cambiamenti nei regolamenti patrimoniali delle banche, che includeranno un supplemento per le istituzioni di rilevanza sistemica, ne hanno notevolmente aumentato i requisiti in relazione al capitale per l'assorbimento delle perdite. Gli stress test della Federal Reserve ed il processo chiamato Comprehensive Capital Analysis and Review necessitano che le grandi istituzioni finanziarie posseggano capitale sufficiente per resistere ad urti di una certa intensità, e che dimostrino che i loro processi interni di pianificazione del capitale siano efficaci, fornendo una prospettiva sulla capacità di assorbire le perdite in una grande crisi del sistema finanziario. Il quadro di Basilea III include anche requisiti di liquidità destinati a mitigare l'eccessiva dipendenza delle banche globali dal finanziamento a breve termine.

Traduzione: "Non abbiamo idea di quanto capitale sia necessario. Quindi richiederemo alle dieci banche americane più grandi di sopportare qualsiasi sforzo siano disposte a tollerare. Questo è quello che abbiamo fatto per un secolo: permettere una gestione felice alle dieci banche più grandi. Questa è la nostra missione non ufficiale. Quanto a Basilea III, il tutto è una trovata pubblicitaria. Non entrerà in vigore fino al 2019, e questo termine è stato già prorogato due volte. Può essere rimandato nuovamente. Non ci sono sanzioni e non ci sarebbe modo di farle rispettare. Dato che le grandi banche di tutto il mondo hanno spudoratamente ignorato Basilea II, non vi è alcun motivo per cui dovremmo aspettarci che si conformino a Basilea III."

E' stata anche rafforzata la supervisione sul sistema bancario ombra degli Stati Uniti. Il nuovo Financial Stability Oversight Council ha designato di importanza sistemica alcune imprese finanziarie non bancarie, le quali sono oggetto di vigilanza da parte della Federal Reserve. Inoltre, sono in corso misure per affrontare alcune delle potenziali fonti di instabilità nei mercati dei finanziamenti a breve termine, comprese riforme nel mercato dei pronti contro termine e nei fondi del mercato monetario -- anche se i progressi in questi settori sono stati tremendamente lenti.

Traduzione: "Quando dico 'sono in corso misure', significa che non è stato attuato alcunché di definitivo. Stiamo andando ad orecchio. Quando hai a che fare con le ombre, è difficile discernere causa ed effetto. Ma stiamo inseguendo i movimenti. Questo è ciò che conta, giusto?"

Dovrebbero essere adottate ulteriori misure per affrontare i rischi residui nei mercati dei finanziamenti a breve termine.

Traduzione: "Quando dico 'dovrebbero essere adottate', sto usando la voce passiva. La uso per evitare qualsiasi discussione su ciò che ha fatto la Federal Reserve, su ciò che sta progettando di fare e su quando ha intenzione di finire. Quando si tratta di politica della Federal Reserve, rifiutiamo categoricamente il classico motto: 'Facciamola finita in fretta'!"

Alcune di queste misure -- come la richiesta alle imprese di trattenere grandi quantità di capitale, finanziamenti stabili, o asset altamente liquidi quando si rivolgono ai finanziamenti di breve termine -- si applicherebbero probabilmente solo alle grandi organizzazioni.

Traduzione: "O forse no. Ancora non l'abbiamo deciso."

Altre misure -- quali i requisiti minimi per i pronti contro termine e per altre operazioni di finanziamento tramite titoli -- potrebbero, almeno in linea di principio, essere applicate su una base più ampia.

Traduzione: "O forse no. Ancora non l'abbiamo deciso."

Nella misura in cui i requisiti minimi portano a livelli più sobri in tempi normali ed esuberanti, potrebbero contribuire ad evitare i potenziali sbalzi destabilizzanti e prociclici nei mercati dei finanziamenti a breve termine durante i periodi di stress.

Traduzione: "Ogni volta che un burocrate o un economista dice 'nella misura in cui', significa 'nessuno lo sa, stiamo vivendo alla giornata'."

A questo punto dovrebbe essere chiaro come gli sforzi per costruire la resilienza del sistema finanziario, siano fondamentali per ridurre al minimo il rischio di instabilità finanziaria e il potenziale danno che ne risulterebbe. Questo focus sulla resilienza si differenzia molto dai temi affrontati nella discussione pubblica, la quale si occupa spesso di qualche particolare classe di asset in "bolla" o se i responsabili della politica dovessero farla scoppiare. Poiché un sistema finanziario resiliente è in grado di sopportare sviluppi imprevisti, l'identificazione delle bolle è meno critica.

Traduzione: "Ogni volta che un burocrate o un economista dice 'dovrebbe essere chiaro', non è chiaro nulla. Quanto alla 'resilienza', è quello che pensavamo che fosse il sistema finanziario fino al 2007. A quanto pare non lo era."

Tuttavia, alcuni strumenti macroprudenziali possono essere regolati in modo da poter migliorare ulteriormente la resilienza all'apparire dei vari rischi.

Traduzione: "Dico che 'possono essere regolati'. Ma dal momento che sono nuovi di zecca, nessuno sa come usarli. La frase 'possono essere regolati' significa 'possiamo vivere alla giornata'."

Inoltre gli strumenti macroprudenziali, in alcuni casi, possono essere indirizzati verso settori di particolare interesse. Ad esempio, il nuovo quadro normativo di Basilea III comprende una riserva di capitale anticiclica, la quale può aiutare a costruire una capacità aggiuntiva di assorbimento delle perdite nel settore finanziario durante periodi di rapida crescita del credito e può fungere da scudo contro gli eccessi. Gli stress test sono un processo dove viene pensato uno scenario in cui le tensioni macroeconomiche diventano più gravi durante l'esuberanza delle espansioni economiche ed incorporano la possibilità di evidenziare scenari di rischio salienti; essi possono contribuire ad aumentare la resilienza nei periodi in cui i rischi sono in aumento. Allo stesso modo, i requisiti minimi per operazioni di finanziamento tramite titoli, potrebbero variare potenzialmente su base anticiclica in modo da poter essere più elevati in tempi normali rispetto ai tempi di stress.

Traduzione: "Il sistema di Basilea III non comporta alcuna sanzione. Nessuna banca centrale deve rispettarli più di quanto non doveva rispettare Basilea II. Quanto a Basilea I, nessuno se lo ricorda. Inoltre, quando dico 'potrebbero variare', intendo questo: 'Forse potrebbero variare; forse no'."

In primo luogo, è fondamentale che le autorità di regolamentazione completino i loro sforzi per attuare un approccio macroprudenziale e migliorare la resilienza del sistema finanziario, cosa che ridurrà al minimo la probabilità che la politica monetaria dovrà concentrarsi su questioni di stabilità finanziaria piuttosto che sulla stabilità dei prezzi e sulla piena occupazione.

Traduzione: "Nessun regolatore ha completato i propri sforzi. Stiamo parlando di banchieri centrali. Non completano mai i loro sforzi. Mai. Finora hanno solo improvvisato, hanno vissuto alla giornata."

I passaggi chiave lungo questo percorso comprendono la piena attuazione di Basilea III, inclusi i nuovi requisiti di liquidità; norme prudenziali avanzate per le imprese di rilevanza sistemica, inclusi requisiti basati sul rischio di capitale, un rapporto di leva e riserve finanziarie più cospicue per quelle imprese che fanno enorme affidamento sui finanziamenti a breve termine; espansione dell'ombrello normativo per incorporare tutte le imprese di rilevanza sistemica; istituzione di un quadro normativo di risoluzione transfrontaliera per quelle istituzioni finanziarie di importanza sistemica; e considerazione dei regolamenti, come ad esempio i requisiti minimi per operazioni di finanziamento tramite titoli, limitare la leva finanziaria in settori al di là del settore bancario e SIFI.

Traduzione: "Questo elenco di passaggi chiave è tutto per le pubbliche relazioni. Poiché nessuna banca centrale concorda su tale elenco di passaggi chiave, è del tutto irrilevante. Non ci sono sanzioni negative. Nessuno deve fare nulla. Basilea III è un'operazione pubblicitaria, così come lo era Basilea II. Ogni volta che sentite la parola 'transfrontaliera', pensate 'nessuno ha l'autorità per far rispettare tutto questo'. Ciò vi aiuterà a capire Basilea III."

In secondo luogo, i responsabili della politica devono seguire con attenzione l'evoluzione dei rischi per il sistema finanziario ed essere realistici circa la capacità degli strumenti macroprudenziali di influenzare questi sviluppi. I limiti delle politiche macroprudenziali sono: la potenziale emersione di rischi in settori esterni alla regolamentazione, una supervisione ed una regolamentazione potenzialmente distratte, l'efficacia incerta dei nuovi strumenti macroprudenziali -- come una riserva di capitale anticiclica e il mancato supporto da parte del settore pubblico. Tenuto conto di tali limitazioni, a volte potrebbero essere necessari aggiustamenti nella politica monetaria per contenere i rischi alla stabilità finanziaria.

Traduzione: "Il sistema normativo non può coprire tutto. Quello che sto dicendo è semplice: se ci sarà un'altra crisi, la Federal Reserve creerà quanto più denaro fiat sarà necessario per salvare qualsiasi grande banca. Non ci fidiamo del Congresso affinché raccolga i soldi per un eventuale TARP II. Chi si scotta con la minestra bollente, soffia anche su quella fredda."

Questi princìpi saranno più efficaci nell'affrontare i rischi per la stabilità finanziaria, quando il pubblico capirà come le autorità monetarie stanno valutando tali rischi in un quadro di politica monetaria. Poiché questi temi sono sia nuovi che complessi, non esiste una regola semplice che possa descrivere, anche in senso generale, come dovrebbe essere regolata la politica monetaria in risposta ai cambiamenti nelle prospettive di stabilità finanziaria. Di conseguenza, i responsabili della politica dovrebbero comunicare in modo chiaro e coerente le loro opinioni sulla stabilità del sistema finanziario e come esse stiano influenzando l'orientamento della politica monetaria.

Traduzione: "Stiamo improvvisando. Ma potete contare su di me e sui miei lunghi discorsi incentrati sulla stabilità finanziaria. La chiamo 'trasparenza'. Questo significa 'discorsi ottimistici'."

Prendendo in considerazione tutti questi fattori, non vedo perché la politica monetaria debba deviare dal suo focus primario: il raggiungimento della stabilità dei prezzi e la massima occupazione al fine di rispondere alle preoccupazioni sulla stabilità finanziaria.

Traduzione: "La Federal Reserve continuerà a comprare la maggior parte del deficit del governo federale, oltre alle obbligazioni di Fannie/Freddie. Fidatevi di noi."

Detto questo, vedo che l'assunzione del rischio sta crescendo in tutto il sistema finanziario ed un'accelerazione o ampliamento di queste preoccupazioni potrebbero richiedere un approccio macroprudenziale più robusto. Ad esempio, gli spread delle obbligazioni societarie, così come gli indicatori di volatilità in alcuni mercati degli asset, sono scesi a livelli bassi, suggerendo che alcuni investitori potrebbero sottostimare il potenziale delle perdite e la volatilità. Inoltre i termini e le condizioni del mercato del prestito a leva, che fornisce credito alle imprese con un rating basso, si sono allentati in modo significativo a seguito di una "corsa alla ricerca di rendimenti" a causa di tassi di interesse persistentemente bassi.

Traduzione: "Ciò che sale può scendere. Quando i tassi a lungo termine aumentano a causa dell'inflazione monetaria, i detentori di junk bond potrebbero avere ciò che si meritano. Siamo qui per mantenere bassi i tassi dei T-bond. Gli investitori in junk bond sono da soli."

La Federal Reserve, l'Office of the Comptroller of the Currency e la Federal Deposit Insurance Corporation hanno rilasciato nei primi mesi del 2013 una guida per quanto riguarda le pratiche del prestito a leva. Ad oggi non vediamo una minaccia sistemica nei prestiti a leva, dal momento che i dati sul credito totale non suggeriscono che i mutuatari non finanziari, nel complesso, stiano contraendo debito in eccesso; e le posizioni di liquidità migliori degli istituti di credito dovrebbero garantire una certa resilienza contro perdite potenziali dovute alle loro esposizioni.

Traduzione: "L'economia globale rimane nel cesso. Nessuno sta contraendo prestiti. Con un PIL in calo del 2.9% su base annua nel primo trimestre, chi può biasimarli?"

Ma siamo consapevoli della possibilità che l'erogazione del credito potrebbe accelerare, che le perdite dei mutuatari potrebbero salire inaspettatamente e che la leva finanziaria e la liquidità nel sistema finanziario potrebbero peggiorare. Pertanto è cruciale monitorare il modo in cui le misure macroprudenziali possano imbastire una resilienza sufficiente e quindi considerare il dispiegamento di altri strumenti, compreso correggere l'orientamento della politica monetaria se le condizioni dovessero cambiare in modi potenzialmente inaspettati.

Traduzione: "Continueremo a monitorare le cose. Ciò implica che non lo stessimo facendo prima del 2008."

In chiusura, l'approccio politico destinato a promuovere la stabilità finanziaria è cambiato radicalmente a seguito della crisi finanziaria globale. Abbiamo compiuto notevoli progressi nell'attuazione di un approccio macroprudenziale, e questi cambiamenti hanno avuto un effetto significativo sulle nostre discussioni di politica monetaria.

Traduzione: "Voi bifolchi avete creduto alle nostre rassicurazioni prima del 2008. Pensiamo che continuerete a crederci. Ora andate a scrivere le vostre sintesi del mio discorso. Il Dow potrebbe superare i 17,000 se lo fate."


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: http://francescosimoncelli.blogspot.it/


giovedì 7 agosto 2014

Perché Bitcoin non è destinato a scomparire

La guerra al contante e alla privacy sta avanzando a passi spediti. Prima la limitazione ai pagamenti coi contanti, poi lo spesometro, il redditometro, e ora il POS. Ormai certe idee hanno penetrato l'immaginario collettivo, e spesso vengono ripetute quasi con una ingenua noncuranza. Questo non solo in Italia, ma anche in altre parti del mondo sono state adottate misure simili. Allo stato non manca la fantasia quando necessita di entrate, soprattutto quando deve esigere una pianificazione centrale più accentrata per direzionare porzioni crescenti dell'economia. E' così che sopravvive. E' una strategia suicida nel lungo periodo. La fine del contante segnerà la fine definitiva della privacy delle persone: tutti i nostri dati sensibili, tutti i nostri conti e tutta la nostra vita sarà nelle mani di una terza parte che potrà spiarci e renderci la vita un inferno con un solo clic. Ma gli accademici nelle aule universitarie ci dicono che una società senza contanti sarà a prova di recessioni, sarà a prova di evasione fiscale, sarà a prova di mercati neri. Quando vedrete il governo annunciare l'ennesima misura liberticida, pensate al flop del redditometro. Ancora meglio, pensate alle carceri. Nonostante siano considerate il luogo più controllato nella nostra società, il mercato nero al loro interno dilaga. Non importa quanto la pianificazione centrale tenterà di imbrigliare le decisioni degli individui, il libero mercato sarà sempre un passo avanti. Pensate a Bitcoin.
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di Jeffrey Tucker


Sono passati soli 15 mesi da quando mi sono interessato a Bitcoin, ma è come se fossi già un esperto, in grado di anticipare la prossima ondata di frenesia seguita dalla noia seguita da un'altra frenesia. E' tutta una questione di prezzo, anche se, come vi dirà ogni veterano del settore, in realtà non è rilevante.

Come sistema di pagamento, Bitcoin continua ad essere adottato; come denaro, lo stesso e con un maggiore consenso. Queste caratteristiche del protocollo esisterebbero indipendentemente dal suo tasso di cambio rispetto al dollaro. Che il tasso ammonti a 10 centesimi o 10 milioni di dollari, non ha assolutamente nulla a che fare con la sua funzionalità di sistema peer-to-peer per facilitare lo scambio globale.

Malgrado ciò, è il tasso di cambio — o quello che la gente chiama il prezzo — che attira l'attenzione del pubblico. Questo perché si tende a pensare al Bitcoin come ad un titolo azionario, anche se non è di proprietà di una società e non rappresenta nessuna azione. Questo è l'unico modello che la popolazione ha realmente nella sua testa.

La nozione di una rete distribuita che ascrive un gettone su un libro mastro, è un po' troppo astratta. Che bello sarebbe se la gente si sentisse davvero coinvolta in queste tecnologie che stanno cambiando il mondo! Ahimè, ciò che alletta l'immaginazione umana è la prospettiva del guadagno. E' per questo motivo l'attenzione della popolazione viene destata solo quando il tasso di cambio aumenta o diminuisce.

Negli ultimi tre mesi, ad esempio, le mie commissioni per articoli, richieste di interviste e conversazioni sul Bitcoin sono andate a rilento. Quando il prezzo cala, l'interesse sbiadisce. Non preoccupatevi del prezzo, non importa. E' il trend quello che cattura la mente.




Quando il prezzo si è mosso da $12 a $30 all'inizio del 2013, c'era minore isteria. Le persone si domandavano se fosse o non fosse una bolla. Poi, pochi mesi dopo, il prezzo ha raggiunto i $240 e poi è sceso a $80. Bitcoin venne dichiarato morto come il fantasma di Marley.

A quanto pare non importava se allora il prezzo fosse più alto di due volte rispetto al massimo precedente. Potreste pensare che le persone fossero in estasi per la performance, invece è accaduto il contrario. La mente della massa è sempre attirata dall'illusione ed è apparentemente incapace di gestire più di un fatto per volta, soprattutto se il fatto saliente è più vecchio di un mese.

Quindi andiamo avanti veloci nel tempo fino alla fine dell'anno, quando il tasso di cambio è salito a $1,250 a bitcoin. Ora, se ci pensate, una cifra simile rendeva la corsa della precedente primavera quasi irrilevante. Vi fa capire che ogni grammo di energia consumata per i commenti nevrotici di otto mesi prima, è stato pressoché inutile. Ma non impariamo mai, a quanto pare.

L'isteria frenetica è ritornata, e anche un nuovo crash, questa volta più lento rispetto a prima. E' stata una lunga e graduale discesa, fino a quando il prezzo ha raggiunto i $380. Questo è stato considerato un prezzo molto "basso", ma perché? Era di gran lunga superiore a quello dell'isteria di aprile che aveva portato Bitcoin a toccare i $240. È un prezzo basso solo rispetto al massimo precedente.

E mentre scrivo, è in atto un altro ciclo. Ci siamo mossi molto rapidamente dai $380 ai $650, e c'è una buona ragione per essere fiduciosi che supererà il suo precedente picco; non c'è dubbio che sarà seguito da un'altra correzione al ribasso superiore al precedente massimo, al che l'opinione pubblica dichiarerà ancora una volta che Bitcoin è catastroficamente morto.

Se guardate abbastanza da vicino, diventa semplicemente divertente. Capite perché i veterani si sono staccati da tutta questa frenesia? E' sciocca. E non ha nulla a che fare con la prospettiva di lungo termine riguardo a questa straordinaria innovazione che permette il contatto economico peer-to-peer — un vero e proprio commercio di una proprietà digitale considerata come mezzo di scambio — tra due individui nel mondo con una connessione Internet, senza l'utilizzo di una terza parte che conserva la vostra identità ed entra nel rapporto di fiducia.

Questo è il vero merito di Bitcoin, e non ha nulla a che fare con il prezzo. Mi ci è voluto tempo per capirlo, come ci vorrà per chiunque altro. Le isterie sono molto difficili da evitare in questo momento, ma questo è ciò che fanno i veterani. Crescono ed infine ci arrivano. E' la tecnologia. Ecco la sua bellezza. Questa è la sua promessa.

Sì, Bitcoin entra nella nostra vita attraverso i mercati e il processo decisionale umano, la cui combinazione è infinitamente affascinante, disordinata, rischiosa, eppure migliora sempre. Non c'è niente da fare con l'instabilità, essa è parte della vita ed ogni cambiamento epocale negli strumenti che usiamo lo dimostra.

Ma ecco quello che mi interessa. Per anni, ho sentito parlare della tendenza delle persone a comprare alto e vendere basso, nonostante la scelta migliore fosse quella contraria. Perché, volta dopo volta, le persone tendono a fare la cosa sbagliata? Sì, vi è incertezza e non si sa in ogni istante ciò che è alto e ciò che è basso, ma c'è un mistero ancora più profondo: perché le persone tendono a fare il contrario di ciò che è saggio?

Il rapporto tra il prezzo di Bitcoin e l'interesse incostante delle persone, sono gli ingredienti che rispondono a queste domande. Quando scende di prezzo, saltano fuori un paio di titoli (follemente esagerati) circa il suo destino triste e patetico. Poi cala il silenzio. Il prezzo svanisce dalla vista. E' ancora lì, ma non ci sono discussioni costanti su di esso. Non è interessante. Ne segue una noia mortale, fino al punto in cui la consapevolezza delle persone lascia calare la notte sull'argomento.

Poi un giorno Bitcoin si risveglia. I forum si animano. I blog si arroventano. Le notizie tornano a scorrere. I giornalisti radiotelevisivi chiamano. Le persone vanno in onda. Gli editorialisti pubblicano. Ogni commentatore torna di nuovo a scrivere sull'argomento. Poi la gente improvvisamente si ricorda: Bitcoin! Poi comincia a dire: perché non l'ho comprato? Giurano che non faranno più questo stesso errore, ma ritardano l'acquisto. Bitcoin continua a salire. Dopo un po', la gente comincia a sentirsi stupida. Non essendo in grado di sopportarlo, finalmente si decide: comprare, comprare, comprare!

Poi, naturalmente, ritorna anche il crash. Così va la vita. Siamo tutti stranamente manipolati da queste ondate di opinioni, che lo sappiamo o no. Però ci sono alcune persone che sono diverse, non seguono la folla. Mentre tutti gli altri dormono e sono circondati da asset non performanti, loro comprano sistematicamente. Poi, quando la frenesia ricomincia, vendono tranquillamente l'asset in questione.

Le persone che agiscono, quando gli altri dormono, fanno soldi. Coloro che dormono mentre gli altri vanno fuori di testa, non perdono soldi. E' così che vanno i mercati speculativi. Estrapolate ciò che accade a Bitcoin e traslatelo all'intero settore finanziario, e comincerete a capire perché le persone spesso perdono con la speculazione. Non è un problema con il settore in quanto tale; è un problema con la nostra mente e la nostra tendenza ad essere sballottati dai trucchi.

Gli investitori bravi sono più colpiti dalle cose noiose ma brillanti, piuttosto che dalle cose interessanti che vanno di moda. Ed è proprio per questo motivo che gli investitori bravi fanno soldi. Sono l'eccezione alla regola normale della psicologia umana.

Concluderò questo articolo dicendo che ora che il prezzo sta di nuovo risalendo, sono più che disponibile per nuove interviste. Ma preferirei che le persone si concentrassero sul prossimo tonfo e sui mesi successivi di noiosa stabilità. Bitcoin è legato al lungo termine, non alle manie temporanee.

Cordiali saluti,


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: http://francescosimoncelli.blogspot.it/