venerdì 7 febbraio 2020

La paura irrazionale della deflazione





di Alasdair Macleod


I benefici di una deflazione dei prezzi generati da una combinazione di moneta sana ed onesta e mercati privi di intervento centrali hanno dimostrato di essere il miglior contesto economico in cui vivere, la cui negazione a favore del finanziamento inflazionistico ha invece portato a ripetuti cicli di boom/bust.

Questo articolo spiega come ciò sia avvenuto e definisce in modo chiaro cos'è la deflazione. Lo sviluppo della teoria macroeconomica ha dovuto negare i benefici di una deflazione dei prezzi, dicendoci che abbiamo bisogno di prezzi più alti per stimolare il nostro consumo.

La deflazione e gli investimenti finanziati dai risparmi sono un ambiente economico migliore e naturale rispetto a falsi dei come indebitamento facile e stampa di denaro. Non si può avere stabilità economica, con una leggera deflazione dei prezzi, senza cambiamenti nel pensiero economico e nelle responsabilità dello stato.



Introduzione

Parlate con qualsiasi macroeconomista e vi dirà che la sua più grande paura è la deflazione. Lui o lei potrebbe aver letto il resoconto di Irving Fisher su come negli anni '30 la deflazione abbia costretto le banche a liquidare i prestiti vendendo garanzie sui mercati, facendo abbassare ancora di più i prezzi degli asset, accelerando ulteriormente le vendite, indebolendo ulteriormente i prezzi delle garanzie, costringendo le banche a liquidare ancor più garanzie, facendo crollare i prezzi...

La deflazione non può essere permessa, per paura che possa continuare senza fine. Quindi dobbiamo avere un tasso d'inflazione positivo al 2% e qualsiasi calo al di sotto esso deve essere motivo di preoccupazione. Ma è davvero così che stanno le cose?

La risposta si trova negli interessi particolari nell'economia moderna. Oggi i critici della deflazione credono nell'intervento centrale come mezzo per preservare i posti di lavoro, convinti che la causa delle crisi sia il libero mercato. Prima che l'interventismo prendesse piede, le crisi economiche erano associate ai cicli del credito bancario. A quei tempi, all'incirca prima del 1920, la deflazione era intesa come una pulizia naturale degli eccessi del passato, poiché erano sempre stati preceduti da indebito ottimismo e speculazioni palesi. In Inghilterra Overend Gurney passò dal mismatching delle scadenze a breve termine a quelle più lunghe, concedendo prestiti durante il boom ferroviario prima del suo collasso nel 1866. Il fallimento della City of Glasgow Bank nel 1878, seguito da quello della Barings nel 1890, stabilì un ciclo che sembrava ripetersi ogni dodici anni. Potremmo sottolineare che sono ormai passati dodici anni dalla crisi della Lehman...

Le banche non sono mai state ritenute responsabili dell'inflazione del credito e hanno sempre contrastato i tentativi di incolparle. Di conseguenza si è sempre escluso di affrontare la causa reale dei crolli deflazionistici periodici. E, naturalmente, i salvataggi nel cosiddetto interesse pubblico sono stati ciò per cui le banche hanno sempre lottato, in particolare in America.

L'ultima deflazione purificatrice risale alla fine della prima guerra mondiale: in America fu brutale ma breve. Fu l'ultima volta che il governo degli Stati Uniti si rifiutò di interferire, il gold standard a $20,67 l'oncia rimase intatto e ne seguirono i ruggenti anni venti. Ma alla fine di quel decennio il presidente Hoover inaugurò un approccio diverso.

Il suo predecessore, il presidente Coolidge, disse di Hoover: "Quell'uomo non mi ha dato altro che consigli, e tutti sbagliati". Mentre Coolidge purtroppo ignorava ciò che la FED stava facendo con il denaro, fu l'ultimo dei presidenti che si preoccupava davvero del libero scambio e Hoover il primo di quelli interventisti. Il cambiamento di politica fu segnato dal crash di Wall Street nel 1929 e negli anni successivi quando la crisi si trasformò da breve ad una lunga depressione.

Una nuova generazione di economisti crebbe con esso. Dal punto di vista della carriera, non c'erano soldi né influenza da guadagnare nell'essere un non interventista quando chi ti pagava era un governo interventista. Gli economisti classici che avevano sostenuto il denaro sano ed onesto e la Legge di Say si estinsero. Un po' come il movimento contro il cambiamento climatico di oggi, dove meteorologi qualificati ed obiettivi sono stati affiancati da un gruppo misto di opportunisti scientifici, un movimento interventista ha acquisito il controllo dell'agenda economica.

Fu questo movimento che denunciò la deflazione come l'orrore definitivo, presumibilmente provocata dal gold standard. Il denaro ora doveva essere flessibile per gestire l'economia ed evitare una ripetizione della depressione. Sin da allora il targeting dei prezzi, implementato inizialmente nei primi anni '20 da Benjamin Strong, insieme alla piena occupazione furono scolpiti nella pietra come obiettivi della politica economica e monetaria. La conseguenza? Il debito ha preso il posto del risparmio come mezzo trainante del progresso economico. Oggi infatti il mondo affoga in $250,000 miliardi di debito.

Il debito è l'altra faccia della stampa del denaro fiat. Con gli stati che affrontano oneri crescenti dovuti al welfare ed entrate fiscali statiche, la deflazione sembra essere stata bandita per sempre.



Deflazione e Unto Dunto

Pensare che la deflazione sia un pericolo in un momento di accelerazione dell'inflazione monetaria è a dir poco assurdo. Ma Irving Fisher aveva ragione su una cosa: il ciclo del credito bancario che termina con una tendenza alla contrazione del credito è sempre un problema, poiché sfocia in crisi sistemiche e periodiche. Ma oggi tale esito viene contrastato dall'espansione aggressiva della base monetaria, quindi, nel complesso, la deflazione della massa monetaria aggregata è un sogno.

Un ulteriore problema è che gli economisti moderni si iscrivono alla scuola di pensiero di Unto Dunto: "Quando uso una parola significa esattamente ciò che dico io, né più né meno". Applicano la definizione di deflazione ai prezzi, quando invece dovrebbe essere applicata alla quantità di denaro.

L'errore qui è descrivere il sintomo e non la causa. I prezzi possono scendere per una serie di ragioni, la deflazione monetaria è solo una. Le altre cause principali, che sono discusse di seguito, sono i cambiamenti nel risparmio e l'effetto della tecnologia e della concorrenza.

A causa dell'incommensurabilità delle variazioni del livello generale dei prezzi, sorge un altro problema con la definizione fallace di deflazione. Gli econometrici hanno progressivamente bandito gli aumenti di prezzo con vari mezzi, quindi si registra un'inflazione minima o nulla. Se il prezzo di un bene aumenta, si presume che i consumatori troveranno alternative più economiche, quindi l'aumento dei prezzi può essere ignorato. I miglioramenti tecnologici sono la scusa per modificare il paniere con cui si registrano i livelli dei prezzi. Secondo l'US Bureau of Labor Statistics nei ventidue anni dal 1997 al 2019 il valore dell'indice di un nuovo veicolo è aumentato solo dello 0,6%, mentre nello stesso periodo il prezzo medio delle auto è passato da $16.400 a $36.718, un aumento del 124%. Con trucchi come questo è facile capire perché gli analisti indipendenti, come Shadowstats.com ed il Chapwood Index, stimano che l'inflazione dei prezzi annui sia stata all'incirca del 10% negli ultimi anni mentre l'IPC ufficiale è rimasto intorno al 2%.

Con la manipolazione statistica, i dati ufficiali potrebbero persino segnalare una deflazione dei prezzi quando invece l'inflazione monetaria o dei prezzi è significativa. Sfortunatamente sono le statistiche ufficiali come l'IPC ad essere accettate come verità, anche se sono palesemente errate. Condannare la deflazione ed utilizzare la manipolazione statistica consente allo stato e alle sue banche autorizzate di usare l'espansione monetaria come mezzo di finanziamento, nonostante i consumatori siano progressivamente impoveriti attraverso prezzi più elevati senza un corrispettivo aumento del reddito.



Oggi l'evidenza empirica viene ignorata

Il denaro sano ed onesto, vale a dire quello che si espande e si contrae in base alle azioni degli attori di mercato e non quello dello stato e delle sue banche autorizzate, tende nel tempo a portare ad un calo dei prezzi, non che il livello generale dei prezzi possa essere misurato e dovrebbe rimanere solo un concetto economico. L'esempio più chiaro lo ritroviamo nello straordinario successo del libero mercato nel diciannovesimo secolo.

In seguito alle guerre napoleoniche, la sovrana d'oro fu introdotta nel 1817 e divenne l'ancoraggio del sistema monetario britannico. Nonostante i cicli del credito, la domanda per esse e per i sostituti dell'oro della Banca d'Inghilterra (sotto forma di banconote) era in mano al libero commercio e alla popolazione, il tutto cristallizzatato nel Bank Charter Act del 1844. Il denaro sano ed onesto, con le mani dello stato saldamente vincolate dal gold standard, ha fatto diventare una piccola nazione di circa 27 milioni di abitanti (1851) la più prospera ed influente sulla Terra entro la fine di quel secolo, in un ambiente con deflazione dei prezzi.

I prezzi del cibo calarono. Una pagnotta di quattro chili, che era la base del cibo nel 1810, costava uno scellino e alla fine del 1880 costava oltre il 20% in meno. I procedimenti presso l'Old Bailey fecero registrare che i prezzi dei manufatti calarono in modo significativo, in particolare l'abbigliamento. Se l'edonica fosse stata applicata a quei prezzi, come è usanza oggi, sarebbero scesi ancor di più a causa del miglioramento degli standard di vita generali e dei processi di produzione (innovazione tecnologica).

Il calo dei prezzi fu ancora più notevole date le scoperte d'oro a Sutter's Mill in California nel 1848, in Australia nel 1850 e in Sudafrica nel 1890. Goldmoney stima che le scorte d'oro estratte siano cresciute da 4.105 tonnellate nel 1816, quando il Coinage Act dichiarò la sovrana come unico standard di valore ed a corso legale, a 23.685 tonnellate allo scoppio della prima guerra mondiale, un aumento del 477%. La corsa all'oro produsse un raddoppio della produzione annua, che è rimasta generalmente stabile fino al 1891, dopo di che la produzione sudafricana raddoppiò di nuovo nel 1890. Mentre sarebbe un errore supporre che l'unico uso dell'oro fosse quello a livello monetario, non vi è dubbio che la sua maggiore disponibilità rappresentò un potenziale significativo per l'inflazione monetaria nella seconda metà del XIX secolo.

Nonostante l'inflazione delle azioni legate all'oro, il più grande progresso economico mai registrato avvenne in Gran Bretagna durante un periodo di continua deflazione dei prezzi. Un motivo importante per questa dicotomia fu la popolazione che poteva determinare la quantità di oro monetario, non lo stato, e ne utilizzava solo ciò che era effettivamente necessario per le sue circostanze.

Per tanto tempo la Gran Bretagna è stata l'unico Paese con un gold standard, il bimetallismo invece, o addirittura un silver standard, prevalse altrove fino al 1870 circa. Allo scoppio della prima guerra mondiale, oltre l'80% delle spedizioni mondiali via mare aveva come protagonista la Gran Bretagna, a testimonianza della sua abilità economica. E ora ci viene detto di credere che la deflazione sia negativa...



Risparmi

Vi sono varie ragioni per cui il diciannovesimo secolo segnò un significativo miglioramento delle condizioni economiche e degli standard di vita. Le tasse erano basse, l'imposta sul reddito del 1842 era al 2,9% su redditi annuali superiori a £150 (equivalenti oggi a circa £50.000), alla gente comune era permesso accumulare ricchezza. Ma probabilmente ciò che va ad influenzare i prezzi futuri è l'accumulo di risparmi.

Rispetto alle economie guidate dal debito di oggi, che sono alimentate dall'espansione monetaria e dall'intervento statale, le economie guidate dal risparmio del diciannovesimo secolo richiedevano ai mutuatari di fare offerte per il capitale d'investimento dei risparmiatori. Anche se fosse riuscito a ottenere prestiti per investimenti e capitale circolante, un mutuatario con una cattiva reputazione a livello commerciale avrebbe finito per pagare un tasso d'interesse alto, mettendosi in una situazione di svantaggio competitivo.

Di conseguenza, in una cultura guidata dal risparmio, il comportamento del debitore diventa considerevolmente più responsabile nei confronti dei fondi dei risparmiatori rispetto a quando il debito è disponibile attraverso l'inflazione monetaria. Essendo finanziati attraverso il risparmio, gli investimenti industriali si basavano sul fatto che i prestiti dovevano essere rimborsati. La consapevolezza che il potere d'acquisto dell'oro poteva aumentare nel tempo era un ulteriore incentivo a rimborsare il capitale preso in prestito il più rapidamente possibile.

Il risparmio aveva due influenze primarie sui prezzi. Nella misura in cui ci si asteneva dai consumi immediati, l'aumento dei risparmi riduceva la domanda potenziale per i beni di consumo e così il livello generale dei prezzi. Inoltre i risparmi erano la materia prima per gli investimenti industriali e commerciali, i quali andavano a migliorare la qualità e riducevano i costi unitari.

Nonostante la grande presenza di oro estratto e quindi la disponibilità di sovrane e sostituti dell'oro, il fatto che i prezzi diminuivano testimonia il potere di un'economia di libero mercato: offrire benefici al grande pubblico. Richiedeva ad un governo di limitare rigorosamente la propria azione per apprezzarne l'importanza e la Gran Bretagna del diciannovesimo secolo ne era consapevole.



Il governo della Gran Bretagna era pro-competizione

Piuttosto che passare al vaglio l'intera storia economica del diciannovesimo secolo, è sufficiente concentrarsi brevemente sulle azioni principali di due primi ministri: Lord Liverpool e Robert Peel.

Lord Liverpool (1770-1828) fece tornare la Gran Bretagna al gold standard nel 1821, in seguito alla sua sospensione durante le guerre napoleoniche. All'epoca del dibattito parlamentare decisivo nel maggio 1819, il denaro in circolazione era quasi interamente rappresentato dalla carta, che prima della guerra nel 1792 (cinque anni prima della sospensione del gold standard nel 1797) consisteva in £30 milioni in oro e £20 milioni in carta. Nel 1819, nonostante il commercio fosse quasi quadruplicato, la cifra era salita a £50 milioni. Sistemi di settlement più efficienti e un maggiore uso di banconote permisero ai sostituti dell'oro di circolare con maggiore facilità, mentre l'oro fisico era praticamente scomparso come denaro in circolazione, perché aveva sviluppato un premio per il suo valore ed era stato spinto fuori dalla circolazione .

Come Primo Ministro, Liverpool supervisionò il ritorno da questa situazione al gold standard pre-bellico. Era motivato da tre considerazioni. In primo luogo, mentre l'inflazione monetaria aveva consentito al governo di finanziare la guerra, essa non poteva essere una parte permanente del sistema economico, essendo passata la necessità di finanziamenti inflazionistici. In secondo luogo, la gestione della valuta doveva tornare alla Banca d'Inghilterra, perché non era una questione da affidare al Parlamento. E terzo, con l'oro che passò da un premio del 30% mentre la carta ne aveva solo il 3%, il gold standard sembrava una scelta realizzabile se portata avanti gradualmente.

C'era bisogno di una deflazione delle banconote di carta rispetto all'oro per tornare al vecchio standard. Il ritorno all'oro segnò un calo dei prezzi tra il 1819 e il 1821. Una recessione di sei mesi fu registrata nel 1819, a partire dal momento del dibattito parlamentare, ma è un errore attribuire queste condizioni interamente ad un ritorno al gold standard pre-1797, soprattutto quando si tiene conto della precedente euforia postbellica che portò ad un breve boom. Sia che questi eventi o le politiche di Liverpool siano la ragione, la reintroduzione del gold standard pre-1797 fornì uno sfondo di stabilità monetaria che durò oltre novant'anni.

Robert Peel fu una figura importante per due aspetti. Supervisionò l'introduzione del Bank Charter Act, che andò a riformare il sistema bancario, in modo che la questione delle banconote diventasse ad appannaggio della Banca d'Inghilterra, espandendole solo con il pieno sostegno dell'oro fisico. Mentre la legge venne progettata per rafforzare il gold standard, purtroppo trascurò di affrontare il problema del credito bancario scoperto.

Il secondo aspetto fu l'abrogazione delle leggi sul mais nel 1846, cosa che portò nel 1860 all'abrogazione di quasi tutte gli altri dazi e produsse sostanziali benefici economici. Significava prezzi più bassi per gli alimenti di base, dando agli operai delle fabbriche, che in precedenza avevano più o meno solo salari a livello di sussistenza, denaro per acquistare altre cose. A sua volta ciò portò ad un'espansione dell'attività manifatturiera, riducendo ulteriormente i costi di produzione. L'abolizione dei dazi ebbe così tanto successo che altri Paesi, come la Francia, e gli stati di lingua tedesca seguirono l'esempio.

La reintroduzione del gold standard nel 1821 e il Bank Charter Act furono progettati per rimuovere la tentazione di finanziamenti inflazionistici a livello statale. La rimozione dei dazi portò ad una riduzione dei prezzi delle merci. Insieme questi due eventi assicurarono una deflazione generale dei prezzi che durò fino alla prima guerra mondiale. Fu un periodo di enorme successo per la Gran Bretagna ed i suoi partner commerciali, non solo nel Commonwealth e nelle colonie, ma stimolò anche gli affari in America e in Europa. E tutto ciò dalle politiche economiche considerate oggi la più grande minaccia per l'economia globale.



Conclusione

Il passato ci dice che la deflazione dei prezzi offre vantaggi sostanziali a consumatori, imprese e risparmiatori. Questo articolo ha mostrato molto brevemente perché ciò avvenga, attingendo all'esperienza della Gran Bretagna nel diciannovesimo secolo; non vi è quindi motivo di credere che una situazione deflazionistica sarebbe diversa oggi. Invece uno degli inganni contemporanei, sfoggiato come una verità universale, è che prezzi più alti vanno a beneficio dei consumatori perché stimolano le imprese.

Questo è un concetto chiaramente sbagliato. L'argomento inflazionista ha demolito sia il risparmio che la ricchezza personale, peggiorando la situazione del consumatore medio. Trasferisce ricchezza dai produttori ai non produttori, in particolare lo stato, le sue banche autorizzate e gli speculatori. Il fatto è che gli inflazionisti cercano di giustificare l'inflazione.

L'inflazionismo odierno ha le sue radici nel flusso e riflusso del credito bancario, un problema purtroppo non affrontato dal Bank Charter Act del 1844. Più di ogni altro errore questo ha portato allo sviluppo delle banche centrali e della loro politica monetaria. Ha richiesto la negazione della teoria economica classica e la sua sostituzione con una nuova generazione di macroeconomisti istruiti per giustificare la crescente intromissione dello stato nel sistema monetario e del credito. La teoria economica ragionata è stata scartata a favore della socializzazione del denaro e di molto altro. La deflazione doveva essere diffamata per giustificare questo nuovo mondo macroeconomico.

E con questo siamo arrivati alla nostra situazione attuale, dove senza ulteriore inflazione monetaria gli stati dovrebbero revocare la maggior parte delle disposizioni previdenziali introdotte da quando il presidente Hoover divenne il primo interventista nel 1929. Senza ulteriore inflazione monetaria, il sistema bancario globale verrebbe privato della liquidità che lo sta mantenendo in piedi (a caro prezzo); in realtà le crepe di questa scelta sconsiderata sono già apparse nel sistema monetario americano, costringendo la FED ad iniettare ingenti quantità di liquidità attraverso i mercati dei pronti contro termine.

Senza un'ulteriore inflazione monetaria, i tassi d'interesse aumenterebbero immediatamente, mandando in bancarotta sia le imprese indebitate che i consumatori, che si sono abituati al denaro facile.

Ma un'ulteriore inflazione non farebbe altro che posticipare questi esiti, non li scongiurerebbe affatto. Può esserci solo un risultato da questo mondo fatato macroeconomico: il crollo delle valute fiat scoperte. Un ritorno al denaro sano ed onesto, al libero mercato ed a prezzi impostati dall'impiego di risparmi reali richiederà cambiamenti di proporzioni epiche.

Un adeguato rispetto per i benefici di un calo dei prezzi avrebbe potuto evitare l'incombente crisi monetaria ed economica.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: https://www.francescosimoncelli.com/


giovedì 6 febbraio 2020

La frustrazione continua di Greta la criticona, una delizia per gli occhi

Tutta questa storia intorno al "cambiamento climatico" ha fatto credere alla maggior parte delle persone che l'uomo sia in grado da solo di cambiare il clima della Terra. Sono bastate delle plausibilità come amo e l'egocentrismo degli individui, stimolato sapientemente con operazioni di marketing, ha abboccato. Siamo tutti in attesa di quell'evento catastrofico di cui i raffreddatori riscaldatori globali hanno a lungo parlato. In realtà l'industria dei combustibili fossili, insieme a case automobilistiche e altri player ad essa collegati, gioca ancora un ruolo da protagonista nonostante tutte le chiacchiere sul clima: quella che inizialmente sembrava essere una minaccia, ora è la gallina dalle uova d'oro visto che verrà pagata di più per allontanarsi dai combustibili fossili di quanto accadeva prima quando li lavorava. Sapete quanto inquinamento sforna un'auto elettrica? A quanto pare un'auto elettrica deve percorrere migliaia e migliaia di km all'anno prima di inquinare meno di una a benzina. Ed è per questo che oggigiorno, e ancor di più a Davos (il tempismo è tutto), il clima è un argomento ben pubblicizzato e player del calibro di Blackrock e Microsoft (e molti altri) hanno annunciato che “diventeranno verdi”, disinvestendo dai combustibili fossili. E sì, Greta ed i suoi compari hanno contribuito molto, solo per diventare parte di una gigantesca macchina pubblicitaria. La facciata potrà anche cambiare, ma in realtà tutto rimarrà come prima. Il clima cambierà in accordo con i cicli della Terra e chi fa soldi grazie a sussidi statali e creduloneria continuerà a farli. I poveri fessi saranno i contribuenti, ovviamente.
___________________________________________________________________________________


di Gary North


Sto per dire ciò che i media generalisti si rifiutano di dire: Greta Thunberg è una idiota lamentosa ed emotivamente disturbata.

I "riscaldatori globali" hanno selezionato come portavoce una adolescente poco attraente che soffre della sindrome di Asperger. La sindrome di Asperger è un disagio in cui i malati non percepiscono le sottigliezze dell'interazione sociale.

Questo può essere un vantaggio. Alcuni di loro sono piuttosto concentrati e possono diventare altamente qualificati in compiti particolari. E lei cerca di farsene un vanto.

Pensa davvero di vincere. I manager che la circondano cercano di convincerla che sta vincendo. Questo è il motivo per cui non odio Greta, anzi ne sono contento. Greta è la prova vivente che i "riscaldatori globali" sono essi stessi afflitti da una sorta di Asperger sociale. Non riconoscono che stanno iniziando a far alienare gli elettori che vogliono convincere a spalleggiare i controlli statali sulla produzione.

Non è una buona idea mettere una giovane donna socialmente inetta a capo di un movimento. Attenzione perché non c'è niente di nuovo qui. Mezzo secolo fa le femministe avevano due portavoce principali: una delle donne più brutte al mondo e una delle più belle. La brutta era un'ex-stalinista, Betty Friedan, che scrisse The Feminine Mystique pubblicato all'inizio del 1963. Nel 1964 divenne il libro di saggistica più venduto in America. La bella era Gloria Steinhem. I conduttori di talk show televisivi invitavano Gloria, non Betty, a difendere il femminismo. Nessuno in pubblico voleva ascoltare Betty e gli uomini sicuramente non volevano guardarla. Gloria Steinhem ottenne molti più consensi tra gli uomini rispetto a Betty Friedan.

Ricordo il giorno in cui Friedan morì. Fu una giornata fantastica.



2020 COL SENNO DI POI: 1992

Il movimento contro il riscaldamento globale non ha mai avuto nessuno così attraente come Gloria Steinhem nei talk show serali. Il movimento ha dovuto fare affidamento su altri promotori.

Nel 1992 avevano l'equivalente di Greta. Ecco un video.



Aveva carisma e parlava come se fosse un'esperta. Era fiduciosa nella propria importanza. In breve, era Greta nel 1992. Tuttavia non soffriva di Asperger e fortunatamente abbandonò presto la scena pubblica. Non sembra che Greta la abbandonerà tanto presto presto.



DAVOS, ATTO 2

Due settimane fa Greta ha parlato all'incontro di Davos in Svizzera. Lì le persone più ricche e potenti sulla terra si incontrano una volta all'anno per strattonarsi, fare affari e sentirsi importanti solo perché sono lì. Il tizio che gestisce il World Economic Forum ha deciso di "farla pagare" a queste persone e quindi li ha costretti a sentire per l'ennesima volta Greta. Lo ha fatto anche l'anno scorso. A mio avviso, se lo meritano. Tutti loro. Sì, anche il presidente Trump.

Greta ha srotolato il suo solito copione: "L'adolescente oltraggiata che parla per gli adolescenti oltraggiati del mondo". Li ha infinocchiati per bene, proprio come ha fatto durante la riunione dell'anno scorso. Nel 2019 l'ha fatto così bene che i "riscaldatori globali" hanno deciso di usarla come portavoce ufficiale. È diventata la persona dell'anno della rivista Time. Dice la CNN:
"Praticamente non è stato fatto nulla dal momento che le emissioni globali di CO2 non si sono ridotte", ha affermato la Thunberg. "Se lo si vede secondo questo aspetto, ciò che è stato fatto concretamente, se lo si vede da una prospettiva più ampia, praticamente nulla [...] ci sarà bisogno di fare molto più di questo, siamo solo all'inizio." [...]

"Non credo di aver visto uno dei media o una persona al potere comunicare tutto questo o ciò che significa. So che non ne vogliono parlarne. Ma ve lo assicuro io continuerò a ripetere questi numeri finché non si farà qualcosa."

In una discussione di gruppo con altri adolescenti ha detto : "Non sono la persona che può lamentarsi di non essere ascoltata, lo fanno sempre." Quanto è vero!

Questa ragazza ha l'Asperger. Non capisce fino a che punto viene utilizzata dagli ideologi politici. Non percepisce che tutta l'adorazione dei "riscaldatori globali" non porterà a controlli sulle emissioni di anidride carbonica. Lei non percepisce che l'intero movimento è un circo di pubbliche relazioni senza speranza. Perché senza speranza? Perché nessun governo cederà la sovranità alle Nazioni Unite sulla questione delle emissioni di anidride carbonica.

Se tra un decennio o due riuscirà a sopravvivere alla meritata oscurità mediatica, il che sembra altamente improbabile, dirà le stesse tirate che dice adesso. Non sarà stato fatto nulla tra due decenni, proprio come non è stato fatto nulla nell'ultimo anno.

Greta ha stabilito una data per tutto questo. "Abolire immediatamente tutti i sussidi per i combustibili fossili e disinvestire da questo settore. Non vogliamo che queste cose vengano fatte entro il 2050, o 2030 o addirittura 2021. Vogliamo che sia fatto ora." Parla per tutti i giovani di tutto il mondo. Se non mi credete, ascoltate quello che dice. Pensa davvero di essere la rappresentante di un'intera generazione.

Nel frattempo in tutto il mondo gli adolescenti vogliono andare a scuola se ancora non ci sono andati e non vogliono più andarci se già la frequentano. Vogliono avere appuntamenti con persone di bell'aspetto del sesso opposto. Vogliono svolgere un lavoretto dopo la scuola.

Se volete scoprire cosa vogliono le masse di adolescenti in India e nell'Africa sub-sahariana, chiedeteglielo, chiedete loro se vogliono porre fine al riscaldamento globale o se vogliono che Google, Facebook e Amazon forniscano Wi-Fi gratuito con palloni aerostatici. Così scoprirete quanto gliene importa del riscaldamento globale.

Greta e i suoi PR sembrano beatamente inconsapevoli di questa realtà sociale. Quindi ha starnazzato il suo solito avvertimento: "La nostra casa è ancora in fiamme. La vostra inazione sta alimentando le fiamme di ora in ora. Vi stiamo ancora dicendo di farvi prendere dal panico e di agire come se amaste i vostri figli più di ogni altra cosa."

I miliardari torneranno a casa da Davos e quest'anno faranno ciò che hanno fatto l'anno scorso per combattere il riscaldamento globale: nulla che costi loro anche un centesimo.



SENZA MORDENTE

Più a lungo la sinistra si aggrappa a questo problema, che intrinsecamente non può essere risolto dagli stati e che in realtà non è una minaccia per la società, meglio sarà per tutti noi. Quanto più tempo sarà dedicato a questo tema sui giornali e in televisione, meno danni farà la sinistra altrove. L'agenda della sinistra è bloccata in tutto il mondo. Il riscaldamento globale è una questione politica intrinsecamente bloccata. Se una nazione impone controlli severi, la Cina continuerà ad inquinare e sarà quindi in grado di vendere beni manufatti a basso prezzo nella nazione la cui legislatura ha imposto rigide restrizioni alle emissioni di CO2. La quantità di anidride carbonica nell'aria non diminuirà, ma diminuirà l'occupazione nelle nazioni che impongono restrizioni alle emissioni di CO2.

Non abbiamo a che fare con un gruppo con interessi particolari la cui agenda è allettante. Nel 1992, a Kyoto, pensavano che lo fosse. Hanno portato alla luce la generazione di Greta e lei ha maledetto i burocrati. Questi ultimi ora sono andati in pensione e vivono alla grande grazie ad esse. Non hanno fatto niente; né sarà fatto alcunché nei successivi due decenni. Hanno incassato i loro stipendi sopra il mercato e goduto della bella vita resa possibile dalle emissioni di CO2.

I loro successori stanno provando a seguire lo stesso piano del 1992. Ma, in questi giorni, gli avvertimenti arrivano ad orecchi sempre più sordi. Nel 1992 una dodicenne ci diceva che il tempo stava per scadere. Ormai sono trascorsi 28 anni e un adolescente ci dice che il tempo sta per scadere. Perché dovremmo crederle? Non abbiamo creduto all'altra e siamo stati saggi a non crederle. Oggi siamo molto più ricchi di quanto non lo fossimo nel 1992. Gli oceani non sono saliti di volume a causa dello scioglimento delle calotte polari. La Groenlandia è ancora coperta di ghiaccio. L'Islanda è ancora al di sopra della superficie del mare. Gli orsi polari stanno ancora mangiando le foche. Oggi ci sono più orsi polari che nel 1981.


Quindi, godiamoci Greta il più a lungo possibile. Ricordiamoci che i "riscaldatori globali" raccontano solo un sacco di fregnacce. Se devono usare questa adolescente piagnucolosa come loro principale portavoce, sono messi davvero male.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: https://www.francescosimoncelli.com/


mercoledì 5 febbraio 2020

Cosa non vogliono farvi sapere sui prezzi





di Keith Weiner


Nella prima parte di questo saggio abbiamo discusso sul perché un pianificatore centrale non può conoscere il tasso d'interesse esatto. Le misure aggregate macroeconomiche del pianificatore centrale, come il PIL, sono cieche di fronte al problema del consumo di capitale, incluso in particolare il consumo di capitale causato dallo stesso pianificatore centrale. Il PIL ha una propensione intrinseca a prediligere il consumo e non fa distinzione tra consumo del rendimento del capitale e consumo del capitale in sé.

Si potrebbe cavillare dicendo che i pianificatori centrali dovrebbero usare una metrica diversa. Questo non è soddisfacente, perché se esiste una metrica migliore del PIL, allora perché non la usano? Il PIL, di per sé, dovrebbe essere quella metrica migliore! Il targeting del PIL nominale è una proposta della destra , presumibilmente migliore dell'indice dei prezzi al consumo e della disoccupazione (poiché la MMT è la teoria prediletta dalla sinistra).



Non è possibile che un pianificatore centrale possa impostare i tassi

Una cosa è sostenere che i pianificatori centrali non abbiano una metrica per aiutarli a conoscere il tasso giusto, un'altra è sostenere che non esista tale metrica. Ma andiamo oltre e ammettiamo per un momento che il pianificatore centrale in qualche modo lo conosca. Come dovrebbe impostarlo?

Un problema nell'impostazione del tasso giusto è che la domanda stessa presuppone che il tasso sia statico, o almeno che non si muova in tempo reale. Ma ovviamente in un mercato reale i prezzi si muovono costantemente. Ecco un grafico del Federal Funds Rate, che è impostato direttamente dai nostri pianificatori centrali.


C'è un problema tecnico, perché questo grafico mostra il tasso effettivo (che a volte può discostarsi dal numero impostato dalla FED), ma questo modello di gradini quadrati non assomiglia a nessun prezzo reale di mercato.

Un altro difetto nell'idea stessa di interesse centralizzato, è pensare all'economia in termini eccessivamente semplificati. Ad esempio, molti potrebbero dire che "l'inflazione è moderata, la disoccupazione è bassa e il PIL è in crescita". Nella migliore delle ipotesi è come guardare un'anatra sull'acqua: sopra la superficie l'anatra appare calma, ma sotto sta remando freneticamente.

Secondo questa gente ci sono solo alcune variabili e ognuna di esse può essere descritta come un articolo per la casa in un qualsiasi negozio: mediocre, buono, migliore.
Questa visione semplifica eccessivamente l'economia, il modo in cui un FAX a bassa risoluzione (ricordate il FAX?) di una foto del Grand Canyon semplifica eccessivamente l'esperienza di camminare su quelle rocce, accamparsi e poi fare rafting lungo il fiume.

Questo punto di vista potrebbe essere sufficiente per le notizie della sera, ma non riuscirete mai a capire l'economia guardando il PIL, l'IPC e la disoccupazione se adotterete questo modo di pensare. Supponiamo che qualcuno proponga di aumentare l'imposta sui ricchi, non solo di tassare il loro reddito, ma anche di tassare la loro ricchezza. Voi dite che non va bene, ma quella persona ribatte che avevamo tasse più elevate negli anni '50 e che il PIL stava crescendo più velocemente.

Come rispondereste?

Non con il modello delle metriche macroeconomiche!



Il cambiamento si verifica al margine

Se Carl Menger ci ha insegnato qualcosa, è che il cambiamento avviene al margine. Se aumentate il ​​salario minimo di un centesimo, qualcuno viene licenziato: il lavoratore marginale. La definizione stessa di lavoratore marginale è proprio quella di chi perderà il lavoro se il profitto guadagnato dal suo datore di lavoro diminuisce.

Se si afferma che "l'economia va bene" dopo aver aumentato il salario minimo, non solo si tratta di una semplificazione eccessiva, ma manca del tutto il punto. La risoluzione del PIL potrebbe essere troppo bassa (come il FAX del Grand Canyon) per vedere che qualcuno ha perso il lavoro quando è entrata in vigore il salario minimo.

Ogni cambiamento nell'economia si increspa attraverso innumerevoli variabili. Il pianificatore centrale non sa nemmeno quali siano queste variabili. Dato che la persona che guarda il FAX non può determinarne i colori, allo stesso modo il pianificatore non saprebbe cosa fare con tutte le modifiche ai margini, anche se tutti i dati fossero riversati nel suo sistema informatico.

Il prezzo del latte è aumentato di 10 centesimi a Portland, il prezzo dell'espresso è sceso di un centesimo a Portland, il prezzo del cemento è salito di $5 a Phoenix, il salario a Boston (mediano o medio?) è sceso di 25 centesimi, il prezzo delle tegole è aumentato di $10 a Phoenix, il prezzo della sabbia è sceso di 13 centesimi a New Orleans, il prezzo del legname 2X4 è salito di $1 a Baton Rouge, il prezzo di... credo abbiate capito.

Ognuno dei venditori e degli acquirenti coinvolti in tutti questi mercati si preoccupa molto delle variazioni di prezzo. E ognuno ha un certo potere di modificarli. Ad esempio, il consumatore marginale di caffè a Portland può passare dal latte all'espresso. La finitrice lastricata marginale a Phoenix può passare dal cemento all'asfalto. E la segheria marginale può inviare più legname in Louisiana.

Questo ci porta ad una teoria dei prezzi basata sul singolo attore economico. Non esiste un prezzo giusto per il cemento e neanche un prezzo giusto per il cemento a Phoenix. Ogni produttore ha un prezzo, al di sotto del quale non produrrà. Ciò si basa in parte sul costo ovviamente, incluso il costo del capitale, e anche il suo profitto minimo accettabile che, a sua volta, può dipendere da quali altre cose potrebbe produrre e vendere.

Allo stesso tempo, ogni acquirente di calcestruzzo ha anche un prezzo al di sopra del quale trova un sostituto o se ne va. Potrebbe sostituire l'asfalto con il calcestruzzo. Oppure può andarsene, perché può fare più soldi facendo qualcos'altro.



Un mercato semplice

Pensate a tre produttori di cemento, uno con un punto di vendita a $80, uno a $75 e uno a $70. E quattro consumatori di cemento, i cui punti di acquisto sono $65, $64, $62,50 e $61. Il signor 65 potrebbe venderlo a Tucson per $70, ma gli costerà $2 trasportarlo e non è disposto a lavorare per meno di $3. Il signor 64 può vendere finitrici di cemento, ma non vale la pena ad un prezzo superiore a $64. L'offerta di acquisto a $62,5 proviene da un produttore di marciapiedi in cemento, e così via.

$70 è il prezzo dell'offerta di vendita marginale, o semplicemente "l'offerta di vendita". $65 è il prezzo dell'offerta d'acquisto marginale, o semplicemente "l'offerta di acquisto". Se questa è un'istantanea del nostro mercato alle 9:01 di lunedì mattina, non ci sarà acquisto o vendita di calcestruzzo. Poi alle 10:04 un imprenditore edile arriva sul mercato, con un contratto per costruire una casa da un milione di dollari. Non è così sensibile al prezzo del calcestruzzo e ha bisogno di cemento per consegnare la casa. Quindi va dal signor $70 e ordina 50 yard cubiche.

Questo appaltatore accetta il prezzo dell'offerta di vendita.

È una giornata impegnativa, poiché un altro appaltatore ordina del cemento. E poi un altro ancora. Ora il produttore da $70 ha venduto tutta la sua capacità produttiva per la settimana, quindi ritira la sua offerta di vendita. Diciamo che "l'offerta di vendita marginale è stata revocata", o semplicemente l'offerta di vendita è stata aumentata: $75, $5 in più rispetto al giorno prima.

Nel nostro esempio abbiamo tre potenziali produttori che chiedono $80, $75 e $70. Abbiamo quattro potenziali consumatori che offrono $65, $64, $62,50 e $61. E abbiamo tre imprenditori edili che accettano la migliore offerta a $70. Quale di questi è il prezzo giusto?

Ora il problema non è semplicemente che le statistiche macro sono a bassa risoluzione, come quel FAX della foto del Grand Canyon, ma che non possiamo nemmeno capire se si tratta di 1000 piedi dal Bright Angel Trail guardando in basso, o il campo base guardando in alto, o se si tratta di rafting sul fiume Colorado.

In alta risoluzione possiamo vedere che ogni partecipante ha il suo prezzo giusto e non è disposto a spostarsi al di sopra o al di sotto di esso. E ogni partecipante che accetta l'offerta di vendita o di acquisto lo fa perché è giusto per lui in quel momento.

Il FAX monocromatico a bassa risoluzione indica semplicemente che il prezzo del calcestruzzo è salito di $5.

Il cemento è semplice, considerando che l'interesse è il fenomeno più complesso di tutti i fenomeni nei mercati. Ci sono molti più partecipanti al mercato, poiché ogni salario è un risparmio (o lo sarebbe se non avessimo banche centrali e piani pensionistici Ponzi). E ogni azienda è un potenziale mutuatario. Il prezzo di ogni asset di capitale produttivo, compresi le azioni e gli immobili, dipende dal tasso d'interesse.

Anche il semplice scenario del mercato del cemento, di 9 partecipanti una mattina a Phoenix, mostra che non esiste un prezzo giusto e il prezzo di chiusura non ci dice nulla su di loro o sulle loro esigenze o sui motivi di tali esigenze. Dovrebbe essere chiaro che il prezzo giusto del cemento non può essere definito. E se è così, lo stesso vale mille volte per il prezzo giusto del tasso d'interesse.



L'interesse non è un mercato semplice

Solo un libero mercato può conoscere il tasso d'interesse giusto, e non c'è modo che un pianificatore centrale possa stabilirlo, anche se lo sapesse.

Alla fine queste affermazioni dicono la stessa cosa, questo perché il meccanismo per impostare il prezzo giusto è lo stesso meccanismo per conoscerlo in primo luogo. Anche per arrivare alla risposta a bassa risoluzione, con il cemento che passa da $70 ieri a $75 oggi, quei 9 partecipanti al mercato devono fare affari o astenersi dal farlo.

Quindi il prezzo incentiva alcuni di loro ad agire e altri a non agire. E la loro azione o inazione, a sua volta, influenza i prezzi.

Come si possono separare questi due fenomeni? Come si può impostare direttamente il prezzo a $75? Per chi? I produttori di finitrici e marciapiedi non accetterebbero nemmeno $70, figuriamoci $75. Si imporrà ciò che i loro clienti sono disposti a pagare per finitrici e cordoli? Si imporrà ai clienti dei loro clienti, paesaggisti e proprietari di immobili commerciali, quali pavimentazioni dovrebbero valere per loro?

Questo non funzionerebbe mai. O bisogna imporre a tutti cosa otterranno e in quali quantità, oppure bisogna lasciare che perseguano i loro interessi.

L'idea che il pianificatore centrale possa dettare un prezzo, lasciando il resto al libero mercato, è ridicola ed insostenibile. Offre ad alcuni partecipanti un prezzo troppo basso, quindi domandano quel bene in quantità crescenti, e ad altri un prezzo troppo alto, quindi vanno in perdita.

Se il prezzo che stanno impostando è il tasso d'interesse, allora si ottiene la distruzione del capitale.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: https://www.francescosimoncelli.com/


martedì 4 febbraio 2020

Chi conosce il tasso d'interesse esatto?





di Keith Weiner


In questo articolo approfondiremo il motivo per cui le seguenti due affermazioni sono dei veri principi: (1) non c'è modo che un pianificatore centrale possa stabilire il tasso d'interesse, anche se sapesse quello esatto, e (2) solo il libero mercato può conoscerlo.

Consideriamo innanzitutto come conoscere il tasso giusto. Se lo stato stabilisce un limite di prezzo, diciamo su una pagnotta di pane, ciò danneggia i fornai e questi ultimi cercheranno ogni possibile via di fuga. In primo luogo, possono provare a ridurre la pagnotta, ma i burocrati l'hanno previsto e approvano un mucchio di regole che dettano le dimensioni minime di una pagnotta, il peso, la lunghezza, la larghezza, la densità, ecc. Successivamente l'industria della panetteria cambia il nome al prodotto: non vende più pagnotte di pane, ma le chiama invece torte di pane. E così via.

C'è sempre una piccola corsa agli armamenti ovunque ci siano controlli statali. Un esempio recente è Uber. Questa azienda illustra due diverse soluzioni a questo problema. Una per quanto riguarda le leggi sul lavoro, le quali stabiliscono non solo un prezzo minimo per il lavoro, ma anche molte altre restrizioni che rendono le aziende meno flessibili e quindi meno in grado di fornire ciò che i clienti desiderano. Quindi gli autisti di Uber non sono dipendenti, bensì appaltatori indipendenti.

L'altra per quanto riguarda la normativa sui taxi. Uber non è un servizio di taxi, ma un servizio di ride-sharing. Ai sensi delle norme, le definizioni determinano la differenza tra vita e morte. Quindi tutti sono costretti a spaccare il capello.

Quel che non succede è che i consumatori possono acquistare tutto il pane che vogliono al di sotto dei costi di produzione. Perché se succede i forni vanno in bancarotta e si arriva al Venezuela. Lì l'adulto medio ha perso 11 kg (24 libbre) nel 2017.

Ciò che non accade: i forni pagano i lavoratori $15 per produrre $12 di pane.

Perché no? Qual è il costo di produzione che rende i panettieri incapaci di scendere al di sotto anche se volessero? Che cosa rende i datori di lavoro incapaci di pagare i lavoratori più delle entrate generate dal lavoro? I nostri amici socialisti possono provare a trasformarlo in un attacco al salario minimo, a sostegno dei fornai malvagi, avidi e sfruttatori.

Naturalmente non ha nulla a che fare con tutto ciò. La realtà non vi consente di consumare più di quanto producete. Se spendete $1,01 per produrre una pagnotta di pane che vendete a $1,00, perdete un centesimo su ogni pagnotta. Questo è vero indipendentemente dal fatto che una legge sui prezzi limiti il ​​pane a $1,00 o che un salario minimo ne aumenti il ​​costo a $1,01.

La produzione consuma risorse. Ad esempio, cuocere una pagnotta consuma farina, acqua, lavoro, ecc. Consuma anche risorse non così ovvie che la maggior parte delle persone non vede, come l'usura delle attrezzature di miscelazione e dei forni, l'ammortamento dell'edificio, ecc. Consuma capitale.

Per illustrarlo, diamo un'occhiata ad Able Bakery. Questo forno pubblica bilanci che mostrano solo la prima categoria (la farina, il lavoro e altri ingredienti), ma non tiene affatto conto del capitale, dei forni e dei miscelatori, dell'edificio, ecc.

I rendiconti finanziari di Able non dipingono di un quadro accurato dell'attività.

Supponiamo che Able abbia un piccolo profitto. Non conta i costi (potenzialmente elevati) dell'usura delle attrezzature e dell'edificio, quindi non si rende conto che sta perdendo denaro. Non lo sappiamo per certo, ma lo sospettiamo dal piccolo profitto e dal costo potenzialmente elevato che è escluso.

Anche se un'azienda utilizza gusci di arachidi per fare acquisti e vendite, è facile contare quanti gusci ha avuto al mattino e quanti ne ha alla fine della giornata. Se il numero aumenta, allora crea ricchezza. Finché non vi è capitale utilizzato per la produzione.

Tuttavia, nella maggior parte delle aziende, ci sono spese non ovvie (cioè non in contanti) e sono tali perché si verificano lentamente. Il fornaio può accendere il forno ogni giorno per anni, può aprire e chiudere la porta esterna migliaia di volte, ma ad ogni ciclo di caldo e freddo, rotazione delle cerniere e impatto della porta di chiusura sulle guarnizioni, il forno si degrada impercettibilmente. Alla fine è logoro e smette di funzionare. L'usura deve essere inclusa nel bilancio. Questo dovrebbe essere ovvio, e lo è per chiunque nel mondo degli affari o della contabilità.

Quanto detto è necessario, ma non sufficiente. Anche le aziende hanno bisogno di una valuta sana ed i cambiamenti di quest'ultima durante la vita dell'apparecchiatura possono causare imprecisioni nella misurazione dell'usura. Vedremo due esempi: il primo è quando l'unità di conto scende, ciò che la maggior parte delle persone chiama inflazione; il secondo è quando il tasso d'interesse scende.

Charlie Bakery acquista un forno per $10.000. Gli ingredienti e il lavoro per produrre una pagnotta di pane sono $0,90 e il prezzo di vendita al dettaglio è di $1,00. Si potrebbe dire che il forno vale 10.000 pani (anche se una pagnotta non è un'unità di valore costante).

Dieci anni dopo il forno necessita di riparazioni. Ora però fare una pagnotta costa $9,00 e viene venduta a $10,00. La svalutazione del forno è di $1.000 all'anno, ma non viene registrata sui libri contabili. Il decimo anno l'usura del forno sembra essere di 100 pani, ma questa è un'illusione che svanisce quando Charlie ne acquista uno nuovo e scopre che ora costa $100.000. L'usura annuale è davvero di 1.000 pani.

Oops! Ecco che la svalutazione appare sui suoi libri contabili, il 90% in meno di quanto dovrebbe essere. I profitti sono sopravvalutati di $9.000. L'ammortamento avrebbe dovuto essere di $10.000 all'anno se un forno nuovo costa $100.000 e dura 10 anni. Se Charlie ha 20 forni, i profitti sono sopravvalutati di $180.000 all'anno.

Supponiamo che i dati finanziari di Charlie abbiano mostrato un profitto di $150.000, quindi la verità è che hanno subito una perdita di $30.000. Dovrebbe rifare i conti di tutti e dieci gli ultimi anni.

Ciò che sembrava un'attività redditizia, si scopre che ha sempre generato perdite. Questo è un problema, poiché la società potrebbe pagare bonus e dividendi, mentre si sta lentamente auto-distruggendo.

Questo quando una valuta cala, ma il problema con il tasso d'interesse è peggiore. Con ogni calo del tasso d'interesse, anche i produttori di forni e i fornai hanno un crescente incentivo a prendere in prestito di più per acquistare più attrezzature e produrre più prodotti. L'industria dei forni prende in prestito per acquistare più freni di metallo. I dirigenti sono disposti ad operare con un margine inferiore, perché il costo del prestito è inferiore (e non calcolano che quando il tasso scenderà di nuovo, la prossima azienda fornitrice prenderà in prestito di più a tassi ancora più bassi, e metterà loro pressione). Charlie Bakery prende in prestito per comprare più forni, per cuocere più pagnotte di pane. È questa la creazione di ricchezza? O è consumo di ricchezza?

Il problema quando l'inflazione distorce i libri contabili di Charlie è semplice al confronto. Si può riconoscere la perdita di valore della valuta (specialmente se la valuta è misurata in termini di oro).

Ma in questo caso come vediamo il problema se i pianificatori centrali hanno abbassato non il potere d'acquisto della valuta ma il tasso di interesse? Il potere d'acquisto della valuta è in realtà in aumento ed i produttori potrebbero realizzare profitti maggiori (soprattutto all'inizio). Quindi dove dovremmo guardare?

Potremmo esaminare il rendimento degli asset. Se un'azienda è obbligata ad acquistare molti più forni, per generare profitti simili, ebbene questa è un'indicazione. Potremmo anche misurare il rapporto tra debito e profitto. Non solo c'è un aumento dei prestiti per ottenere lo stesso profitto, il che è abbastanza grave, ma le attività hanno anche aumentato il loro rischio.

E c'è un altro punto da sottolineare qui. Se un'azienda è obbligata ad accollarsi un debito, laddove non era mai stato necessario in precedenza, allora potrebbe essere un segno che ha consumato il suo capitale. Il suo capitale sta diventando negativo: gli investitori stanno lasciando che la società utilizzi il loro capitale, in cambio di un rendimento decrescente o addirittura negativo (cosa che si è verificata in Svizzera e Germania).

Diamo un'occhiata da un'altra prospettiva. Supponiamo che l'acquisto di un nuovo forno comporti un profitto di $7.500 all'anno per dieci anni. Qual è il valore attuale netto del forno? Uno utilizza il tasso d'interesse per scontare gli utili futuri. Se il tasso d'interesse è del 10%, oggi il forno vale circa $48.500. Ma se il tasso scende al 5%, il valore attuale netto del forno salta a oltre $60.000.

Pertanto, quando il tasso scende, le nuove apparecchiature generano un aumento del flusso di cassa (ricavi al netto degli interessi passivi). E c'è un effetto sinergico: ogni dollaro di quel flusso di cassa vale di più. Non c'è da stupirsi del perché le aziende si carichino di debito per aumentare la produzione... e non c'è da stupirsi del perché il calo dei tassi porti al calo dei prezzi!

Non abbiamo ancora dimostrato che solo un libero mercato può conoscere il tasso giusto, tuttavia abbiamo dimostrato che quando il pianificatore centrale altera il valore dell'unità monetaria o il tasso d'interesse si verificano perdite di capitale non riconosciute. Non lo sono perché sono difficili da calcolare, anche se uno le cerca dappertutto e ovviamente la teoria mainstream non incoraggia a guardare.

Prendete il PIL, ad esempio, una statistica economica che è il prodotto perfetto della visione mainstream. Anche i liberi professionisti lo usano.

Ma il PIL è cieco di fronte al capitale persa dagli Able Baker del mondo. Questa cecità non è un bug, ma una caratteristica. Il PIL è anche cieco di fronte al capitale perso dai Charlie Baker.

L'economia mainstream si basa sul non vedere il consumo di capitale. Il flusso di cassa non presenta il quadro completo di profitti e perdite. Bisogna considerare il conto capitale. La decisione di investire capitale, così come il rendimento grazie ad esso generato, viene distorto dal cambio indotto dal pianificatore centrale nell'unità di conto e nel tasso d'interesse. E le statistiche macroeconomiche sono cieche di fronte al consumo di capitale.

Questo ci porta alla domanda chiave: quali misure dovrebbero essere utilizzate dai pianificatori centrali per determinare il giusto valore della valuta fiat? O il giusto tasso d'interesse? O il giusto salario? O il giusto prezzo del pane o dei forni? I pianificatori centrali dispongono di statistiche macroeconomiche come il PIL e che presentano difetti di progettazione: non distinguono la creazione di capitale dalla sua distruzione. Possono vedere il PIL, le entrate fiscali e l'occupazione, ma tutto ciò può aumentare con un aumento del consumo di capitale. Sia Able che Charlie impiegano persone per generare i loro falsi profitti.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: https://www.francescosimoncelli.com/


lunedì 3 febbraio 2020

Resistenze





di Sven Henrich


Un mercato guidato dalla liquidità, che a quanto pare non si preoccupa di valutazioni, rischi, gap aperti ed estensioni tecniche, non affronta alcuna resistenza? Ci sono limiti tecnici per un mercato che sale ogni giorno, ogni settimana e ogni mese?

La storia ci insegna che tali limiti esistono e condividerò alcuni grafici per fornire un contesto.

La scorsa settimana è accaduto quello che sta accadendo ormai da un po' di tempo: volatilità compressa, con una determinazione genuina dei prezzi minima o nulla. Il seguente è un range di prezzo infragiornaliero più compresso di sempre.


La liquidità nel mercato dei pronti contro termine continua a guidare incessantemente l'azione del mercato.


A seguito della continua azione a senso unico sui mercati, molti titoli non sono solo valutati ai massimi livelli, ma anche ipercomprati.

Queste condizioni sono persistite per settimane, quindi poco nuove su questo fronte, ma per dare il giusto riconoscimento storico a questa situazione ecco un grafico settimanale di $AAPL che mostra una RSI settimanale a 90.


Qual è il termine più appropriato qui? Accatastamento? Comprare fino alla morte?

E sì, non posso resistere, quindi devo anche mostrare lo stesso grafico su base lineare.


È a questo punto che otteniamo il trattamento FOMO per gentile concessione di Barron e Forbes:

"Non lasciatevi questa occasione alle spalle, salite a bordo". Tutto questo è da sconsiderati per quanto mi riguarda, ma a nessuno importa.

Come faccio a sapere che non importa a nessuno? Perché la domanda per l'hedging di qualsiasi tipo è ai minimi termini. Osservate alcuni dei rapporti put/call.



A volte il compiacimento estremo viene punito, a volte no.

La fiducia nella FED rimane assoluta, troppo forte è la sua influenza sui prezzi delle azioni attraverso le iniezioni di liquidità che non sembrano fermarsi, quindi chi può dire quando si invertirà la dinamica. Non fino a quando non ritira la liquidità, si suol dire al momento.

Sì, grafici come $APPL lasciano pochi dubbi sul fatto che sia ipercomprata e che il rischio di una sua inversione continua ad aumentare. Quindi sostengo che più questo mercato si allunga, più diventa pericoloso.

Quindi ci sono segni di resistenza tecnica?

In primo luogo bisogna capire che abbiamo alcuni dei canali più ripidi e stretti della storia. Un considerevole giorno o settimana di ribassi e tutti questi pattern romperanno al ribasso con conseguenze tecniche.

$NYSE:


$NDX:


$NDX è di particolare interesse qui, poiché il rally furioso ha mostrato qualcosa di molto interessante.


I futures $NDX hanno testato la linea di tendenza a 4 anni che si è dimostrata più volte resistenza. E $NDX ha corso verso questa linea con un RSI settimanale a 81. Ironia della sorte un RSI non diverso da quello visto a gennaio 2018, quando l'indice aveva testato suddetta linea di tendenza.

Per espandersi fino a quel punto, i componenti $NDX sopra la MA200 hanno raggiunto 87, superando anche il livello di gennaio 2018.


Nel 2017 letture di tale portata non significavano la fine della corsa al rialzo, ma questi tipi di letture possono chiaramente causare problemi.

È quindi la stessa misura per la MA50.


Una divergenza negativa rispetto ai massimi di fine 2019. Queste divergenze possono persistere, ma sono un segnale precoce che qualcosa non va.

Un altro indicatore, $BPNDX, ha anch'esso raggiunto un livello storicamente coerente con le prossime inversioni.


Tutti questi parlano di resistenza raggiunta sul fronte interno.

Infatti è l'indice cumulativo di anticipo/declino per il Nasdaq che invia lo stesso messaggio.


Non solo ipercomprato, ma anche divergente.

Tutte queste letture e segnali stanno arrivando nel contesto di un grafico annuale per il $NDX che grida alla certezza che un'estensione così vasta finisca in lacrime.


"Ma non rimanete indietro, salite a bordo", dicono.

No, questa volta non è diverso. Questo ciclo è esattamente come i precedenti. E quindi finirà allo stesso modo dei precedenti: con gli orsi derisi mentre i tori sono sconsiderati e avidi.

Potremmo non conoscere il risultato per un po', ma nei mercati si stanno avvicinando alcuni importanti punti di resistenza mentre la domanda di hedging è ai minimi storici.

Non rimanere indietro? Piuttosto è importante non rimanere col cerino in mano.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: https://www.francescosimoncelli.com/