La traduzione in italiano dell'opera scritta da Wendy McElroy esplora Bitcoin a 360°, un compendio della sua storia fino ad adesso e la direzione che molto probabilmente prenderà la sua evoluzione nel futuro prossimo. Si parte dalla teoria, soprattutto quella libertaria e Austriaca, e si sonda come essa interagisce con la realtà. Niente utopie, solo la logica esposizione di una tecnologia che si sviluppa insieme alle azioni degli esseri umani. Per questo motivo vengono inserite nell'analisi diversi punti di vista: sociologico, economico, giudiziario, filosofico, politico, psicologico e altri. Una visione e trattazione di Bitcoin come non l'avete mai vista finora, per un asset che non solo promette di rinnovare l'ambito monetario ma che, soprattutto, apre alla possibilità concreta di avere, per la prima volta nella storia umana, una società profondamente e completamente modificabile dal basso verso l'alto.
____________________________________________________________________________________
(Versione audio della traduzione disponibile qui: https://open.substack.com/pub/fsimoncelli/p/lagenda-high-tech-della-germania)
La Germania sta rimanendo indietro nei settori economici che modelleranno il futuro. Che si tratti di intelligenza artificiale, guida autonoma, biotecnologie, o tecnologia quantistica, Stati Uniti e Cina sono i protagonisti indiscussi. Un programma del governo federale, adesso, mira a colmare questo divario.
Il cancelliere Friedrich Merz e il Ministro per la Ricerca, Dorothee Bär, hanno presentato a Berlino il programma del governo federale per l'alta tecnologia. Al centro dell'iniziativa c'è un fondo di sovvenzioni statali destinato a dare impulso a progetti ad alta tecnologia preselezionati, come ad esempio quelli sull'intelligenza artificiale.
Naturalmente – come potrebbe essere altrimenti? – i progetti ecologici, gli approcci a impatto climatico zero nei settori della tecnologia quantistica, della mobilità e di altri cosiddetti settori del futuro sono in prima linea nell'impegno politico.
Sussidi e governance
Il fondo per la tecnologia metterà a disposizione fino a €2 miliardi entro il 2029. “Vogliamo colmare il divario tecnologico con gli Stati Uniti”, ha affermato il cancelliere Merz, “con più concorrenza, meno burocrazia e processi aperti alla tecnologia”.
Il divario competitivo è ormai così ampio che gli investitori internazionali a malapena includono l'Europa nelle loro mappe strategiche.
L'iniziativa tecnologica è accompagnata, come sempre, da slogan politici quali la necessaria riduzione della burocrazia e le procedure di approvazione rapide.
Sembra un'idea affascinante, a misura di cittadino e, soprattutto, che denota interesse per la prosperità del Mittelstand, un settore mediatico sempre attuale.
Ma dietro la presentazione impeccabile si cela il solito copione: è stato individuato un problema e sono state predisposte sovvenzioni su misura – sempre in linea con la tesi politico-ideologica sulla regolamentazione climatica. Consapevolezza delle dinamiche dell'economia di mercato, dei mercati aperti, o della neutralità tecnologica? Nessuna.
Nemmeno le dichiarazioni di facciata di Merz a favore della competitività e dell'economia di libero mercato cambiano nulla: il governo federale ignora il mercato dei capitali reale finché la Germania non sarà definitivamente scomparsa dai radar internazionali dell'alta tecnologia.
La competitività è un problema complesso
La competitività di un'economia è una questione complessa. A volte è dovuta alla carenza di competenze, altre volte alla mancanza di capitali per gli investimenti. Inoltre la regolamentazione, gli oneri fiscali, o la difficoltà di accesso alle risorse pesano sulle prestazioni delle imprese. Nel caso della Germania sembra proprio che tutte queste condizioni siano presenti.
I giovani tedeschi ben istruiti stanno lasciando il Paese in massa; gli investimenti diretti esteri si spostano altrove; la Cina minaccia di interrompere l'afflusso di risorse, e di questo abbiamo parlato regolarmente, sulla scia di un sistema normativo kafkiano, di una burocrazia soffocante e di oneri sempre crescenti per aziende e dipendenti.
In un contesto competitivo come quello attuale, la Germania dovrebbe iniziare in piccolo, offrendo prodotti di nicchia. Per dare un'idea della portata del problema: il divario tra l'economia tedesca e quella statunitense in termini di intelligenza artificiale e di data center è enorme.
Solo quest'anno Microsoft sta investendo $80 miliardi nei suoi data center per l'intelligenza artificiale, seguita da Google con $75 miliardi e Meta con $65 miliardi. L'intero settore negli Stati Uniti investe anno dopo anno oltre cinquecento miliardi di dollari nelle sue infrastrutture ad alta tecnologia, spinto dal libero mercato di un'economia in gran parte deregolamentata.
Ecco il segreto del successo. Gli esperimenti politici europei – che si tratti di censura o della minaccia di tassazione delle piattaforme digitali statunitensi, come di recente richiesto dal Ministro della Cultura Wolfram Weimar – non cambieranno nulla per quanto riguarda la situazione competitiva delle aziende tedesche.
L'innovazione non nasce da pacchetti di sussidi politici, regolamentazioni, o pressioni fiscali, bensì da investimenti cospicui e costanti da parte dell'economia privata nei mercati liberi, cose che rendono l'alta tecnologia un vantaggio geografico.
La Germania è molto indietro
Quanto sia indietro la Germania in termini di localizzazione delle imprese è dimostrato dall'esempio di Deutsche Telekom: insieme all'azienda statunitense NVIDIA sta investendo “solo” un miliardo di euro in un data center per l'intelligenza artificiale a Monaco. In netto contrasto Intel ha rifiutato un sussidio di €10 miliardi e ha deciso di non insediare la produzione di chip a Magdeburgo.
Un caso di studio sui problemi reali del territorio: costi energetici troppo elevati, regolamentazione opprimente, scarsa attrattiva fiscale. Qui emerge chiaramente che i soli pacchetti di sussidi politici non bastano a colmare il divario con i leader mondiali. Anzi, risultano controproducenti, perché indeboliscono selettivamente la concorrenza e immobilizzano capitali.
Per essere competitivi a livello internazionale è necessario un quadro economico che non scoraggi le imprese, bensì le attragga.
In cattiva compagnia
La lamentela che emerge dall'economia di tutta la Germania è sempre la stessa: la Germania è carente di competitività. Le critiche delle aziende tedesche – perché solo qui si possono ancora incontrare regolarmente cancellieri e ministri – sembrano perlomeno dare i loro frutti in termini di analisi. Sia il Cancelliere che il Ministro dell'Economia, Katherina Reiche, hanno sottolineato il divario competitivo che si è creato tra l'economia tedesca e le principali aree geografiche, soprattutto Stati Uniti e Cina.
Troppo costoso, troppo regolamentato, troppo lento ha concluso Friedrich Merz in uno dei suoi discorsi a Berlino. Non si può continuare così. Le procedure amministrative, le procedure di approvazione, i processi burocratici in generale devono essere snelliti. Nel complesso deve prevalere un clima competitivo diverso, ha affermato il Cancelliere.
In linea di principio, in politica il problema è sempre lo stesso ma tramite la stampa è possibile sviarlo agli occhi del grande pubblico. In questo modo si uniscono le forze in una campagna mediatica congiunta, nomi noti, volti familiari. Tutto ciò vende bene. I problemi strutturali che riscontriamo nel Mittelstand sono quelli che il grottesco lavoro di regolamentazione di Bruxelles e Berlino produce, e che si avvertono giorno dopo giorno.
Ciò comporta distorsioni e oneri significativi nella struttura dei costi quando un'impresa esportatrice è gravata da una legge sulla catena di approvvigionamento o dal regolamento europeo sulla deforestazione. Le grandi aziende hanno un proprio dipartimento amministrativo e sono di fatto beneficiarie indirette dell'attività normativa, perché sopprimono la concorrenza sgradita.
La politica ha imboccato la strada sbagliata
E così assistiamo alla ripetizione della solita storia: indignazione e sgomento per la debolezza economica della Germania, annunci di riforme per rassicurare l'opinione pubblica, salvo poi tornare immediatamente alla normalità e proseguire sulla stessa strada.
Non si può negare che dell'iniziativa, annunciata con grande entusiasmo, per ridurre la burocrazia – che avrebbe dovuto alleggerire il carico burocratico dell'economia tedesca fino a €16 miliardi, ovvero il 25% del peso burocratico annuo – non sia rimasto nulla. Merz voleva risparmiare l'8% del personale nel settore pubblico per alleggerire il bilancio statale: un bel sogno, tipico di Merz, con annunci altisonanti che poi, nella speranza che altri argomenti li occupino presto, si dissolvono nell'ondata di clamore mediatico quotidiano.
Ma nonostante le dichiarazioni del Cancelliere, del Ministro delle Finanze, Lars Klingbeil, e del Ministro dell'Economia, si intravede un'ultima speranza. Il grande pacchetto di riduzione del debito, camuffato con l'eufemismo di “attività speciali”, dovrebbe ora portare alla grande svolta.
Come ha affermato Lars Klingbeil a New York durante il Congresso delle Nazioni Unite: per le imprese si sta aprendo una finestra di opportunità unica, resa possibile dal massiccio impegno dello stato tedesco nei prossimi anni. Il calcolo è semplice: sussidi, garanzie sui prezzi, aiuti per far fronte all'esplosione dei costi energetici miglioreranno i bilanci delle singole aziende.
Merz avrebbe dovuto discutere approfonditamente con il management di Intel in merito alla sede tedesca. Cosa deve essere andato storto perché un'azienda, nonostante i suoi problemi interni, rifiuti un sussidio di €10 miliardi, che avrebbe coperto circa un terzo dell'investimento totale, e preferisca invece la sede statunitense?
Finché la politica non sarà in grado di fornire una risposta concreta a questa domanda, nulla cambierà per quanto riguarda il declino della Germania e la caduta dell'Unione Europea.
[*] traduzione di Francesco Simoncelli: https://www.francescosimoncelli.com/
Supporta Francesco Simoncelli's Freedonia lasciando una mancia in satoshi di bitcoin scannerizzando il QR seguente.


Nessun commento:
Posta un commento