giovedì 16 aprile 2026

Il dibattito quantistico su Bitcoin sta riemergendo e i mercati iniziano a notarlo

Questa notizia, secondo cui Fannie Mae e Freddie Mac accettano come garanzia Bitcoin per i mutui immobiliari, è fondamentale, di gran lunga più importante sugli ETF su Bitcoin. Inutile ricordare che si tratta di un tassello critico nella ricapitalizzazione della classe media americana, dato che in questo modo un asset in precedenza considerato “inerte” può essere usato come flusso di cassa personale e fornire una garanzia a supporto della propria produttività. In precedenza una “speranza” di prosperità in un futuro indeterminato, adesso una garanzia di valore effettiva alla base delle proprie possibilità di imprenditorialità. In questo modo i mutui trentennali a tasso fisso tornano a essere un volano per alleggerire il fardello finanziario sulla classe media, la quale può godere da un lato di un ambiente in cui i tassi di riferimento sono gestiti internamente col SOFR (niente più cicli quinquennali di crisi che alteravano “precisamente” il passaggio dei mutui al tasso variabile) e dall'altro dell'uso di un asset che in precedenza a livello ufficiale era “inutile”. Ora la classe media può usare Bitcoin come garanzia attiva senza dover porre in prima linea la propria casa e avere una sicurezza in più nella gestione delle proprie finanze, e altresì usare la stabilità di questo nuovo assetto per dedicarsi alle proprie attività produttive, potenziandole. In questo modo può ripagare con più agilità i propri debiti. Ma qui viene il bello: grazie alle stablecoin, in particolare a Tether, questo modello di business può essere esportato a livello internazionale. Un circolo virtuoso per il bilancio statunitense, visto che i capitali volano sempre dove vengono trattati meglio, e l'emersione di un'organizzazione economica fondata su principi più sani grazie a Bitcoin.

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da Coindesk

(Versione audio della traduzione disponibile qui: https://open.substack.com/pub/fsimoncelli/p/il-dibattito-quantistico-su-bitcoin)

L'informatica quantistica e la minaccia che essa rappresenta per le blockchain crittografate sono tornate a circolare nelle discussioni online su Bitcoin, sollevando preoccupazioni sul fatto che costituiscano un rischio a lungo termine di cui investitori e sviluppatori faticano ancora a parlare con un linguaggio semplice.

L'ultima riaccensione del dibattito è seguita ai commenti di importanti sviluppatori nell'ecosistema Bitcoin che hanno respinto le affermazioni secondo cui i computer quantistici rappresenterebbero un rischio reale per la sua rete nel prossimo futuro. La loro posizione è semplice: macchine in grado di violare la crittografia di Bitcoin non esistono oggi ed è improbabile che esisteranno per decenni.

Adam Back, cofondatore di Blockstream, società che si occupa di infrastrutture Bitcoin, ha descritto il rischio come inesistente nel breve termine, definendo l'informatica quantistica “in una fase ancora troppo embrionale” e piena di problemi di ricerca irrisolti. Anche nello scenario peggiore, ha sostenuto Back, la struttura di Bitcoin non permetterebbe il furto istantaneo di coin attraverso la rete.

La valutazione di Back è ampiamente condivisa anche da altri sviluppatori. I critici, tuttavia, affermano che il problema non è la tempistica, bensì la mancanza di una preparazione visibile.

Bitcoin si basa sulla crittografia a curve ellittiche per proteggere i wallet e autorizzare le transazioni. Come spiegato in precedenza da CoinDesk, computer quantistici sufficientemente avanzati, in grado di eseguire l'algoritmo di Shor (un algoritmo quantistico utilizzato per trovare i fattori primi di numeri grandi), potrebbero ricavare le chiavi private dalle chiavi pubbliche esposte, mettendo a rischio una parte delle coin esistenti.

La rete non crollerebbe da un giorno all'altro, ma i fondi custoditi in indirizzi obsoleti, inclusi gli 1,1 milioni di bitcoin di Satoshi Nakamoto, rimasti intatti sin dal 2010, potrebbero diventare vulnerabili agli attacchi di malintenzionati.

Per ora, questa minaccia rimane teorica. Ciononostante governi e grandi aziende si stanno già comportando come se la rivoluzione quantistica fosse inevitabile. Gli Stati Uniti hanno delineato piani per abbandonare gradualmente la crittografia classica entro la metà della decade del 2030, mentre aziende come Cloudflare e Apple hanno iniziato a implementare sistemi resistenti ai computer quantistici.

Bitcoin, al contrario, non ha ancora concordato un piano di transizione concreto ed è proprio in questa lacuna che si sta insinuando il malcontento del mercato.

Nic Carter, socio di Castle Island Ventures, ha dichiarato su X che la discrepanza tra sviluppatori e investitori sta diventando difficile da ignorare. Secondo lui il capitale è meno interessato a sapere se gli attacchi quantistici arriveranno tra cinque o quindici anni, ed è più concentrato sulla credibilità del futuro di Bitcoin qualora gli standard crittografici dovessero cambiare.


Piani per contrattaccare

Gli sviluppatori ribattono che Bitcoin può adattarsi ben prima che si manifesti un pericolo reale. Esistono proposte per migrare gli utenti verso formati di indirizzo resistenti ai computer quantistici e, in casi estremi, per limitare le spese dai wallet tradizionali. Tutto ciò sarebbe preventivo, non reattivo.

Uno di questi piani è il Bitcoin Improvement Proposal (BIP)-360, il quale introduce un nuovo tipo di indirizzo Bitcoin progettato per utilizzare la crittografia resistente ai computer quantistici.

Offre agli utenti un modo per trasferire le proprie crittovalute in wallet che si basano su diversi algoritmi matematici, ritenuti molto più resistenti agli attacchi dei computer quantistici.

BIP360 delinea tre nuovi metodi di firma, ognuno dei quali offre diversi livelli di protezione, in modo che la rete possa passare gradualmente al nuovo formato anziché imporre un aggiornamento improvviso. Nulla cambierebbe automaticamente. Gli utenti aderirebbero nel tempo trasferendo i fondi al nuovo formato di indirizzo.

I sostenitori di BIP360 sostengono che la proposta non riguardi tanto la previsione dell'arrivo dei computer quantistici, quanto piuttosto la preparazione. Il passaggio di Bitcoin a un nuovo standard crittografico potrebbe richiedere anni, con aggiornamenti software, modifiche infrastrutturali e coordinamento degli utenti.

Secondo loro, iniziare per tempo riduce il rischio di essere costretti a prendere decisioni affrettate in seguito.

Tuttavia la governance conservativa di Bitcoin diventa un attrito quando si tratta di affrontare minacce a lungo termine che richiedono un consenso precoce.

Attualmente l'informatica quantistica non rappresenta una minaccia esistenziale per Bitcoin e nessuna previsione credibile suggerisce il contrario.

Tuttavia, man mano che il capitale diventa più istituzionalizzato e a lungo termine, anche i rischi più lontani richiedono risposte più chiare.

Finché sviluppatori e investitori non convergeranno su un quadro di riferimento condiviso, la questione quantistica continuerà a persistere, non come motivo di panico, ma come un attrito silenzioso che pesa sul clima generale.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: https://www.francescosimoncelli.com/


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